Per il partito democratico

Da queste parti si é fatta con convinzione (e nel nostro piccolo) campagna per le elezioni appena messe alle spalle. Nessuna remora a schierarsi, perché nonostante i passi incerti di questi inizi di legislatura, si ha ben chiara la memoria di chi ci stava prima al governo e chiara la differenza tra questi e quelli. Un blog criticamente governativo quindi. Governativo per convinzione, critico per vocazione.

Se finora é andata al di sotto delle aspettative, se Prodi deve ingoiare il rospo di 100 membri del governo (tra cui Mastella alla giustizia e Cento all'economia giusto per nominarne due), se in molte occasioni prevale la logica di dividere e differenziarsi per esere visibili (spesso con percentuali da prefisso telefonico), questo é un problema in larga parte dovuto alll'assetto dei partiti del panorama politico Italiano. Troppi, troppo piccoli, senza meccanismi efficenti di displina di coalizione.

Quante volte lo abbiamo sentito dire? Quante volte ci avevano promesso riforme? Nel 92, cambiando la legge elettorale. Nel 96, con la nascita dell'Ulivo. Nel 2004, 2005 e 2006 con il listone. E poi chiacchere di asinelli, elefantini, case dei moderati, case delle libertá, unioni e via discorrendo. Ogni volta le attese di semplificazione del panorama politico sono state deluse. Anche ora, dopo le accelerate entusiaste pre-elettorali sul partito democratico, si ode in lontananza lo stridore dei freni a mano tirati dai partiti sul progetto. Ma questa volta, qualcuno sembra volere andare avanti da solo. Per inchiodare i partiti alle promesse fatte. Per andare oltre se necessario. Questo blog si é giá iscritto all'Associazione per il partito democratico. Ed invita i suoi amici che ci credono a fare altrettanto. Da queste parti non si é mai avuta una tessera del partito. Ma si vorrebbe volentieri tenerne in tasca una di partito democratico.

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