Basta timidezze: abbiamo vinto!
12 04 06 | Ore: 10:09 | Categoria: Politica
Ricevo, condivido in pieno e quindi pubblico.
Di Massimo D'Antoni
Permettetemi alcune considerazioni, che mi paiono a questo punto necessarie, visto lo stato di prostrazione psicologica in cui come elettori dell'Unione ci troviamo, imputabile al modo altalenante in cui si è giunti al risultato finale, ma anche per la battente campagna di dis-informazione di Berlusconi & C., che mira a farci perdere di vista il punto fondamentale:
L'Unione ha vinto le elezioni. Ha la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, e dunque è l'unica forza legittimata dagli elettori a governare, e governerà.
Abbiamo dei dubbi? Proviamo ad affrontarli...
L'Unione non ha che una maggioranza stentata nei voti? In passato, Berlusconi ha governato senza nemmeno avere la maggioranza (vedi sotto). Qualsiasi legge elettorale, a meno che non sia strettamente proporzionale, fa sì che chi governa lo faccia anche se ottiene solo una minoranza dei voti. In democrazia i voti non contano in sé, ma per come si traducono in una maggioranza di seggi. La legge italiana, la "porcata" (video) del ministro Calderoli, era fatta per sabotare una vittora dell'Unione e si é ritorta contro la stessa ex maggioranza.
E' questa una vittoria meno chiara di quella del 1996? Faccio notare che nel 1996 l'Ulivo governò con una minoranza di voti nel paese e guadagnó la maggioranza grazie al fatto che la Lega impedí la vittoria alla CDL in molti collegi uninominali del nord. Questa è la prima volta che una coalizione di sinistra prende più voti in un confronto diretto con una coalizione di destra (di tutta la destra), e ciò avviene con una percentuale molto alta di votanti, cioè in presenza della massima mobilitazione dell'elettorato anche di destra.
Il margine di voti a favore della CdL al Senato è maggiore del margine dell'Unione alla Camera? Già, ma non dimentichiamo che gli elettori del Senato sono un sottoinsieme di quelli della Camera, dunque il risultato complessivo è quello della Camera, mentre non ha nessun senso calcolare la differenza netta tra i due risultati come se voti di Camera e Senato si potessero idealmente sommare.
Due seggi di scarto al Senato sono pochi? Due seggi di scarto al Senato sono pochi? Nel 1994 per avere la maggioranza in Senato Berlusconi ebbe bisogno del sostegno di alcuni degli eletti del Patto Segni (tra cui il senatore Grillo, quello delle cronache bancarie di questi giorni) e dei senatori a vita. Negli altri paesi è normalissimo considerare che basta un seggio per dare una maggioranza. L'importante è che la maggioranza sia salda e coesa.
Il Paese è diviso? Se si allude al fatto che sia diviso "esattamente a metà", questo è certo un fatto curioso sul piano statistico, ma non si capisce che differenza politica ci sia tra un 49,8-49,7% e un 51-49%, se vogliamo parlare di divisione del paese. A meno che qualcuno non si aspettasse di cacciare Berlusconi con il 65% dei voti... Certo, a tutti noi sarebbe piaciuto che Berlusconi venisse mandato a casa con un bel crollo di consensi. Il calo di consensi c'è stato, anche se non come ci aspettavamo. Ma forse ci illudevamo un po' sulla mobilità dell'elettorato e - ripeto - non è che vincere con due punti di vantaggio o tre avrebbe significato molto: ciò che ci amareggia è che Berlusconi abbia un così largo consenso, sia esso il 48% o il 49,7%.
Allora perché questa depressione in giro? L'attesa dei risultati è stata snervante, abbiamo passato metà della notte immaginando la possibilità concreta di altri 5 anni di governo Berlusconi, cioè l'affondamento definitivo del nostro Paese. Forse per questo ora stentiamo a credere che sia vero. Ma è vero: abbiamo vinto le elezioni e la legge elettorale ci dà una maggioranza (molto ampia alla Camera, ridotta al Senato) per governare a lungo. Bisogna solo rimboccarsi le maniche e pensare al da farsi. E magari anche festeggiare!
Permettetemi alcune considerazioni, che mi paiono a questo punto necessarie, visto lo stato di prostrazione psicologica in cui come elettori dell'Unione ci troviamo, imputabile al modo altalenante in cui si è giunti al risultato finale, ma anche per la battente campagna di dis-informazione di Berlusconi & C., che mira a farci perdere di vista il punto fondamentale:
L'Unione ha vinto le elezioni. Ha la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, e dunque è l'unica forza legittimata dagli elettori a governare, e governerà.
Abbiamo dei dubbi? Proviamo ad affrontarli...
L'Unione non ha che una maggioranza stentata nei voti? In passato, Berlusconi ha governato senza nemmeno avere la maggioranza (vedi sotto). Qualsiasi legge elettorale, a meno che non sia strettamente proporzionale, fa sì che chi governa lo faccia anche se ottiene solo una minoranza dei voti. In democrazia i voti non contano in sé, ma per come si traducono in una maggioranza di seggi. La legge italiana, la "porcata" (video) del ministro Calderoli, era fatta per sabotare una vittora dell'Unione e si é ritorta contro la stessa ex maggioranza.
E' questa una vittoria meno chiara di quella del 1996? Faccio notare che nel 1996 l'Ulivo governò con una minoranza di voti nel paese e guadagnó la maggioranza grazie al fatto che la Lega impedí la vittoria alla CDL in molti collegi uninominali del nord. Questa è la prima volta che una coalizione di sinistra prende più voti in un confronto diretto con una coalizione di destra (di tutta la destra), e ciò avviene con una percentuale molto alta di votanti, cioè in presenza della massima mobilitazione dell'elettorato anche di destra.
Il margine di voti a favore della CdL al Senato è maggiore del margine dell'Unione alla Camera? Già, ma non dimentichiamo che gli elettori del Senato sono un sottoinsieme di quelli della Camera, dunque il risultato complessivo è quello della Camera, mentre non ha nessun senso calcolare la differenza netta tra i due risultati come se voti di Camera e Senato si potessero idealmente sommare.
Due seggi di scarto al Senato sono pochi? Due seggi di scarto al Senato sono pochi? Nel 1994 per avere la maggioranza in Senato Berlusconi ebbe bisogno del sostegno di alcuni degli eletti del Patto Segni (tra cui il senatore Grillo, quello delle cronache bancarie di questi giorni) e dei senatori a vita. Negli altri paesi è normalissimo considerare che basta un seggio per dare una maggioranza. L'importante è che la maggioranza sia salda e coesa.
Il Paese è diviso? Se si allude al fatto che sia diviso "esattamente a metà", questo è certo un fatto curioso sul piano statistico, ma non si capisce che differenza politica ci sia tra un 49,8-49,7% e un 51-49%, se vogliamo parlare di divisione del paese. A meno che qualcuno non si aspettasse di cacciare Berlusconi con il 65% dei voti... Certo, a tutti noi sarebbe piaciuto che Berlusconi venisse mandato a casa con un bel crollo di consensi. Il calo di consensi c'è stato, anche se non come ci aspettavamo. Ma forse ci illudevamo un po' sulla mobilità dell'elettorato e - ripeto - non è che vincere con due punti di vantaggio o tre avrebbe significato molto: ciò che ci amareggia è che Berlusconi abbia un così largo consenso, sia esso il 48% o il 49,7%.
Allora perché questa depressione in giro? L'attesa dei risultati è stata snervante, abbiamo passato metà della notte immaginando la possibilità concreta di altri 5 anni di governo Berlusconi, cioè l'affondamento definitivo del nostro Paese. Forse per questo ora stentiamo a credere che sia vero. Ma è vero: abbiamo vinto le elezioni e la legge elettorale ci dà una maggioranza (molto ampia alla Camera, ridotta al Senato) per governare a lungo. Bisogna solo rimboccarsi le maniche e pensare al da farsi. E magari anche festeggiare!

