Piccoli eventi deprimenti
26 03 06 | Ore: 18:46 | Categoria: Personale
Segnalo due piccole pagine web, pescate qua e la
nella rete, che mi hanno fatto partire male la
giornata.
La prima è un post di Ivan Scalfarotto sul suo blog. Si riferisce ad una pubblicità del silicone saratoga in onda sulle reti del bel paese. E' lo specchio di una nazione che scivola pericolosamente in dietro sul piano inclinato dell'emancipazione femminile. La domanda che si pone però fa male: dove sono le donne? perchè non esce un solo filo di voce di protesta? Viene in mente la frase di Eleanor Roosevelt: “Nobody can make you feel inferior without your consent.” Spiace dirlo, ma in questa Italia sembra che molte donne diano il proprio consenso al maschilismo più becero e retrogrado.
Il secondo scalino di depressione l'ho salito leggendo questo articolo di Repubblica. una donna straniera, residente e con permesso di soggiorno regolare (dimenticato a casa) viene sequestrata per una notte intera, umiliata e maltrattata dalla polizia di stato. Ma che Paese è questo? ma quale polizia abbiamo? Ovviamente nessuno di questi poliziotti dovrà mai rendere conto di questo episodio.
Furbetta, disonesta, squallida ed impunita. Ecco il ritratto di un paese al principio dell'anno 2006. Mi tiro su (si fa per dire) con le parole dell'ultimo libro di Curzio Maltese (milano non esiste) rubate da questo blog: "Forse la radice di tutto risiede nell'avversione sistematica verso il non mediocre" (p. 19). Si parla di merito, di diritti, di giovani, di mobilità sociale. In poche righe, il senso della sfida del 9 e del 10 di aprile. Che non è soltanto l'occasione decisiva per "mandare a casa" Berlusconi, ma anche per un profondo rinnovamento della società italiana. A partire da quella società che vuole rappresentarla e che per prima deve cambiare: la politica.
La prima è un post di Ivan Scalfarotto sul suo blog. Si riferisce ad una pubblicità del silicone saratoga in onda sulle reti del bel paese. E' lo specchio di una nazione che scivola pericolosamente in dietro sul piano inclinato dell'emancipazione femminile. La domanda che si pone però fa male: dove sono le donne? perchè non esce un solo filo di voce di protesta? Viene in mente la frase di Eleanor Roosevelt: “Nobody can make you feel inferior without your consent.” Spiace dirlo, ma in questa Italia sembra che molte donne diano il proprio consenso al maschilismo più becero e retrogrado.
Il secondo scalino di depressione l'ho salito leggendo questo articolo di Repubblica. una donna straniera, residente e con permesso di soggiorno regolare (dimenticato a casa) viene sequestrata per una notte intera, umiliata e maltrattata dalla polizia di stato. Ma che Paese è questo? ma quale polizia abbiamo? Ovviamente nessuno di questi poliziotti dovrà mai rendere conto di questo episodio.
Furbetta, disonesta, squallida ed impunita. Ecco il ritratto di un paese al principio dell'anno 2006. Mi tiro su (si fa per dire) con le parole dell'ultimo libro di Curzio Maltese (milano non esiste) rubate da questo blog: "Forse la radice di tutto risiede nell'avversione sistematica verso il non mediocre" (p. 19). Si parla di merito, di diritti, di giovani, di mobilità sociale. In poche righe, il senso della sfida del 9 e del 10 di aprile. Che non è soltanto l'occasione decisiva per "mandare a casa" Berlusconi, ma anche per un profondo rinnovamento della società italiana. A partire da quella società che vuole rappresentarla e che per prima deve cambiare: la politica.
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