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BP = solo Belle Parole

Oil190
La notizia é vecchia di un paio di settimane. La BP, la compagnia petrolifera numero due al mondo, ha dovuto chiudere il suo oleodotto in Alaska perché ha scoperto una corrosione avvanzata della struttura. Sospesa quindi la produzione quotidiana di 400.000 barili di petrolio. L'incidente arriva alla fine di una serie di errori e miserie varie che la compagnia ha collezionato negli ultimi tempi. Dalle fuoriuscite di greggio, alle esplosioni mortali nelle raffinerie alle speculazioni sui prezzi dei carburanti seguite ai danni provocati da Katrina. insomma, un comportamento da cattiva compagnia petrolifera, come ci avevano abituati le Exxon Mobil e le altre perfide sorelle.

Ma la BP no. Si spaccia per l'ecologista di famiglia. E ci ha riempito i quotidiani di belle parole: BP non piú come British Petroleum ma bensi come Beyond Petroleum. E dai a farci credere che ora la BP si occupa solo di pannelli solari e cellule fotovoltaiche. Che se anche qualche petroliera gira ancora, é spinta dall'energia del vento. Che quasi si puó andare a comperare il latte alla pompa di (ex)benzina. Belle parole. Ma anche tante balle.

Purtroppo l'oro nero é ancora e lo sará per molto tempo, l'oggetto del desiderio, profitto e perdizione di questa e di altre compagnie. Non se ne discute. Si discute invece sulle campagne di maquillage pubblicitario con cui in questi anni la BP ha tentato di vendersi per quella che non é. E con due articoli sbattuti in prima pagina, il New York Times lo dice chiaro e forte. Qui e qui.

Ci siamo rassegnati al fatto che "business is business", ma almeno non prendeteci per il culo!