Crono-logia radicale | Politica | poche idee, ma ben confuse...

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Nel weekend del congresso radicale, l'Italia ha preso di nuovo confidenza con la mitologia. Abbiamo infatti ampiamente rispolverato il mito di Crono che mangia i figli. Cosi Pannella si é accomodato a Padova e si é divorato il povero Capezzone per pranzo (lunga vita politica a Daniele). Come prima aveva peraltro fatto con altri suoi prediletti, da Rutelli a Taradash. Svezzati, cresciuti alla politica e poi temuti ed ostracizzati fuori dalle cinta della cittadella del partito radicale.

Così fa Crono: parla di democrazia e comanda in solitudine; sogna i grandi numeri, ma si accontenta di quelli che puó poi alla fine controllare, parla di merito e fa prevalere il rispetto ossequioso per la gerarchia; parla di cambiare il vecchio ma quando si accorge di farne parte, getta via il nuovo.

Così fa Crono. Intendiamoci, sono tutti sopravvissuti ed hanno prosperato al rigetto Pannelliano. Sopravviverà e prospererà anche Daniele Capezzone, che é bravo, ha ragione e capacità per mettersi alle spalle le derive senil-solipsistiche di Crono. Che c'é vita anche oltre Crono e spazio per Daniele oltre il tempo di Marco. Immaginiamo la malinconia di Capezzone: forte delle sue ragioni, eppur costretto a sacrificare in questo delirio i suoi affetti.

Ma così fa Crono, e a questi egli si deve adeguare. Certo, ci piacerebbe al prossimo congresso vedere questa seconda parte del mito, quando Zeus ed i fratelli rinchiudono il padre negli inferi, oppure per cambiare mito, ci piacerebbe vedere in azione Edipo, senza eventualmente i dettagli su come va a finire con la madre....