I care about the PD
12 04 07 | Ore: 09:40 | Categoria: Politica
Siamo alla vigilia ei congressi DS e Margherita che dovrebbero portare
allo scioglimento dei due partiti ed alla genesi
successiva del partito democratico. Il percorso
é stato qui irto e districato di ostacoli.
Si sono tenuti dei congressi locali. Laceranti per i DS che rischiano la scissione. Deludenti per la margherita che si é trovata intrappolata ed umiliata da veccchie logiche di correnti e tessere che hanno minato la legittimitą del processo. Il tutto in una fase di consensi discendente, che inchiodano il nascente partito democratico al 25% secondo repubblica ed al 23% secondo il corriere. Con il governo che vacilla ad ogni voto in senato e Prodi che da piś parti viene accusato di essersi disinteressato al processo i formazione del PD dopo esserne stato il principale promotore lungo questi anni.
Questo é lo scenario. La voglia di girare la testa é forte. Di tenersi a lato mentre scorre lo spettacolo non proprio rassicurante. Di dire me ne frego. Ma poi lą fuori c'é una nuova generazione di ragazzi, coetanei o poco pił che hanno deciso di dare battaglia. Che, da vera classe dirigente, hanno capito che non ci si puņ chiamare fuori. Quello che sarą il partito democratico lo decidono quelli che ci sono mentre lo si costruisce. E non esserci nel momento della costruzione significa per coerenza doversi negare il diritto di critica sugli esiti. Come esserci quindi?
Da una parte Scalfarotto ha aderito ai DS, motivando la sua scelta con il desiderio di dare una mano dall'interno. Esserci da insider quindi. Dall'altra parte quel manipolo di riottosi di Generazione U capitanati dall'Adinolfi, dopo aver denunciato i magheggi dei congressi della margherita, oggi chiedono di poter partecipare alla costituente del PD da outsiders ed in esplicita contrapposizione con le gerarchie di DS+Margherita in via di discioglimento. Due tattiche diverse con una strategia in comune: accompagnare la nascita tribolata del partito democratico ed arricchirlo di nuove e fresche forze. (Scalfarotto e Adinolfi si sono peraltro scambiati fendenti qui, qui e qui)
I care, diceva don Milani (qui un commento in proposito di padre Zanotelli). I care diceva anche Veltroni in occasione di un altro congresso DS. I care che significa mi sta a cuore, me ne prendo cura. Che é l'esatto contrario del me ne frego, tanto caro a fascisti di vecchia e nuova leva, e tentazione inconfessabile di questi giorni. E siccome I care davvero molto del partito democratico, urge farsi coinvolgere. Urge esserci! Si ma come?
Si sono tenuti dei congressi locali. Laceranti per i DS che rischiano la scissione. Deludenti per la margherita che si é trovata intrappolata ed umiliata da veccchie logiche di correnti e tessere che hanno minato la legittimitą del processo. Il tutto in una fase di consensi discendente, che inchiodano il nascente partito democratico al 25% secondo repubblica ed al 23% secondo il corriere. Con il governo che vacilla ad ogni voto in senato e Prodi che da piś parti viene accusato di essersi disinteressato al processo i formazione del PD dopo esserne stato il principale promotore lungo questi anni.
Questo é lo scenario. La voglia di girare la testa é forte. Di tenersi a lato mentre scorre lo spettacolo non proprio rassicurante. Di dire me ne frego. Ma poi lą fuori c'é una nuova generazione di ragazzi, coetanei o poco pił che hanno deciso di dare battaglia. Che, da vera classe dirigente, hanno capito che non ci si puņ chiamare fuori. Quello che sarą il partito democratico lo decidono quelli che ci sono mentre lo si costruisce. E non esserci nel momento della costruzione significa per coerenza doversi negare il diritto di critica sugli esiti. Come esserci quindi?
Da una parte Scalfarotto ha aderito ai DS, motivando la sua scelta con il desiderio di dare una mano dall'interno. Esserci da insider quindi. Dall'altra parte quel manipolo di riottosi di Generazione U capitanati dall'Adinolfi, dopo aver denunciato i magheggi dei congressi della margherita, oggi chiedono di poter partecipare alla costituente del PD da outsiders ed in esplicita contrapposizione con le gerarchie di DS+Margherita in via di discioglimento. Due tattiche diverse con una strategia in comune: accompagnare la nascita tribolata del partito democratico ed arricchirlo di nuove e fresche forze. (Scalfarotto e Adinolfi si sono peraltro scambiati fendenti qui, qui e qui)
I care, diceva don Milani (qui un commento in proposito di padre Zanotelli). I care diceva anche Veltroni in occasione di un altro congresso DS. I care che significa mi sta a cuore, me ne prendo cura. Che é l'esatto contrario del me ne frego, tanto caro a fascisti di vecchia e nuova leva, e tentazione inconfessabile di questi giorni. E siccome I care davvero molto del partito democratico, urge farsi coinvolgere. Urge esserci! Si ma come?
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