Una crepa nel programma dell'Unione
27 02 06 | Ore: 17:29 | Categoria: Politica
Un amico ed un collega, Pasquale, ha molto a cuore la
questione dell'accesso alle professioni forensi
in Italia. E' comprensibile visto che č laureato
in giurisprudenza ed attualmente praticante
. Abbiamo cominciato uno scambio
subito dopo che io ho postato nel blog un
commento positivo sulle proposte
di riforma dell'accesso alle professioni
dell'Unione qualche giorno fa. In effetti dopo
averne discusso un po con lui mi devo ricredere.
A pagina 132 del programma si spendono delle belle parole sul bisogno di una sostanziale liberalizzazione delle professioni. Come non essere d'accordo? Ma a pagina 53 si dice esattamente il contrario per quanto riguarda la professione forense. In particolare i punti a) previsione della competenza in via esclusiva del patrocinio, della rappresentanza e dell’assistenza innanzi all’autoritā giudiziaria. b) prevedere il mantenimento degli ordini e la loro natura di soggetti pubblici. d) riformare in senso radicalmente qualitativo il sistema dell’accesso, basato sulla frequenza di scuole forensi e di specializzazione per le professioni legali , sul tirocinio e su un esame di stato finale. h) valorizzare il ruolo e la partecipazione attiva alle scelte in materia forense della associazioni professionali. i) prevedere l’obbligo della formazione professionale permanente e le modalitā di verifica da parte degli ordini professionali. j) prevedere un sistema di tariffe che siano ad un tempo garanzia per il cittadino.
E' ovvio che la redazione del programma purtroppo non č stata immune dal rent-seeking della lobby degli avvocati che č decisamente sovrarappresentata in parlamento ed anche nelle file del centrosinistra. Peccato. Davvero una caduta per il programma in cui tanti Italiani ripongono tante speranze. Avremo forse cosi un programma che liberalizza le licenze dei taxi, ma fortifica ulteriormente la casta degli avvocati. Davvero una contraddizione inaccettabile.
Pasquale segue l'argomento e segnala spesso del materiale al riguardo nel suo blog. Si veda ad esempio questo articolo ed altri suoi lavori qui.
A pagina 132 del programma si spendono delle belle parole sul bisogno di una sostanziale liberalizzazione delle professioni. Come non essere d'accordo? Ma a pagina 53 si dice esattamente il contrario per quanto riguarda la professione forense. In particolare i punti a) previsione della competenza in via esclusiva del patrocinio, della rappresentanza e dell’assistenza innanzi all’autoritā giudiziaria. b) prevedere il mantenimento degli ordini e la loro natura di soggetti pubblici. d) riformare in senso radicalmente qualitativo il sistema dell’accesso, basato sulla frequenza di scuole forensi e di specializzazione per le professioni legali , sul tirocinio e su un esame di stato finale. h) valorizzare il ruolo e la partecipazione attiva alle scelte in materia forense della associazioni professionali. i) prevedere l’obbligo della formazione professionale permanente e le modalitā di verifica da parte degli ordini professionali. j) prevedere un sistema di tariffe che siano ad un tempo garanzia per il cittadino.
E' ovvio che la redazione del programma purtroppo non č stata immune dal rent-seeking della lobby degli avvocati che č decisamente sovrarappresentata in parlamento ed anche nelle file del centrosinistra. Peccato. Davvero una caduta per il programma in cui tanti Italiani ripongono tante speranze. Avremo forse cosi un programma che liberalizza le licenze dei taxi, ma fortifica ulteriormente la casta degli avvocati. Davvero una contraddizione inaccettabile.
Pasquale segue l'argomento e segnala spesso del materiale al riguardo nel suo blog. Si veda ad esempio questo articolo ed altri suoi lavori qui.
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