Accidenti alla guerra accidentale

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Era iniziata accidentalmente. Cosi almeno pensava l'Economist. Era cominciata per motivi giustificabili quali mettere fine ai continui disordini con Hezbollah sul confine e per i quali qui si era in un primo tempo sostenuta la causa israeliana. E per motivi meno giustificabili quali la necessitá di dimostrare che la nuova leadership sorta dopo l'ictus di Sharon aveva la mano ferma ed il pugno duro. Nata per risolvere in poco tempo un conto in sospeso con il partito di Dio, in pochi giorni la situazione é sfuggita di mano alla leadership israeliana. E la guerra accidentale é presto franata in un accidenti di guerra. Morti in massima parte nella popolazione civile libanese. Lutti che saranno difficili da perdonare. Un paese che si stava da poco riprendendo dalla sanguinosa guera civile, di nuovo messo in ginocchio nelle sue infrastutture.

Il paradosso é che Israele forse ne esce ancora peggio. Hezbollah sopravvive. E la sopravvivienza é giá una vittoria, se non fosse che aver riportato nel novero dei "vincibili" l'imbattibile esercito israeliano trasforma la vittoria in un trionfo grazie alla simpatia conquistata tra tutti gli arabi, anche tra i sunniti. Israele subisce un mese di missili, con le sue cittá e villaggi rintanati nei bunker. Seppellisce i suoi morti e si lecca le ferite. Si sente smarrito per aver indebolito la sua capacitá di deterrenza e per aver scoperto di non avere una guida salda capace di condurlo in battaglia, e per questo, a guerra non ancora conclusa, chiede alla sua leadership di andarsene. Come quelli che argomentano in sua difesa (e noi tra questi), il paese si trova confuso nella schizzofrenia di sentirsi potente ma isolato; forte, ma indifeso.

La guerra accidentale che volevano tutti: da Israele a Hezbollah, dai protettori dei primi a quelli dei secondi. Condotta contro l'unico troppo debole per opporvisi, il Libano che ha tirato accidenti a tutti quelli che l'hanno trascinato in questa spirale. Un' accidenti di guerra che una volta scoppiata, nessuno voleva piú ma nessuno sapeva come fermare. Ed ecco che l'accidentato ONU, incide come non faceva da tempo e ci restituisce un po' di speranza nella pace e nel multilateralismo

Mentre si aspetta con trepidazione che da domani tacciano le armi, si possono cominciare ad abbozzare alcune riflessioni. Per cominciare, forse il ridimensionamento di di Israele come potenza regionale non viene del tutto per nuocere. Forse ispirerá Israele ed il grande alleato Americano a piú miti consigli ed a tattiche meno unilaterali. Forse ci fará riflettere sul fatto che il mondo arabo é articolato e sfacettato, che non tutto fa parte di una cospirazione globale islamica contro di noi. Qui si ammette di essere i primi ad avere bisogno di questo bagno di realismo. Per finire ci sará da vedere i termini del nostro coinvolgimento nell'UNIFIL. Ai quali siamo sicuri dovremmo dedicare altri post, perché prevediamo i soliti strali dei pacifisti ad oltranza di casa nostra che si oppongono anche alle missioni di interposizione ONU. Giá anticipiamo in polemica con questi, che qui si vedrebbe con molto orgoglio l
nel contingente ONU in Libano.