L'ambientalista scettico aveva ragione

Qualche anno fa Bjorn Lomborg aveva provato a dircelo. Da ambientalista scettico quale si definisce, ci aveva messi in guardia su tutta la fuffa di WWF, Friends of Earth e altre associazioni ambientaliste a proposito della deforestazione rapidissima ed inarrestabile. Diceva: le foreste non stanno scomparendo. Non ci ritroveremo in pochi anni su un pianeta grigio e spellacchiato, ma anzi, avremo forse molti più alberi di oggi. Oggi lo dice Repubblica (che per altro copia un articolo del NYT di due giorni fa ed anche oggi ne parla l'economist). Quindi da oggi, ufficialmente, la deforestazione come emergenza planetaria esce dall'immaginario collettivo. Cinque anni fa, quando usci the skeptical environmentalist, a dire queste cose si era tacciati di eresia (vedi qui e qui) o al più di essersi venduti ad una multinazionale oppure ad un governo corrotto. Oggi l'affermazione diventa mainstream. Essia! La cosa però da queste parti ci ha fatto pensare.
washington-rain-forest

-Siamo contenti di apprendere che la deforestazione non é più un emergenza. Ma rimane un problema. La perdita di foresta pluviale vergine amazzonica non può essere compensata dalla crescita della tundra canadese o peggio da qualche piantagione di pioppi sulle rive del Po'. C'é ancora un ampio lavoro da fare per preservare le foreste vergini con i loro scrigni di biodiversità.

-L'ambientalismo di deve delle spiegazioni. Il caso "deforestazione" ci fa indugiare sulla tesi di Bjorn che sostiene che l'ambientalismo ormai é un industria e vive e prospera sugli allarmi e sui catastrofismi. Ovviamente ci discostiamo subito da questo cattivo pensiero, ma pretenderemo per il futuro dati e spiegazioni più circostanziate prima di credere che se non si fa qualcosa di colossale entro x anni (di solito non piú di quindici) allora é tutto perduto.

-Nel 2001 Bjorn Lomborg contestava che esistesse un problema deforestazione, un problema inquinamento, un problema alimentare, energetico, dell'acqua e di varie forme di inquinamento (radicale il ragazzo no?). Era d'accordo con gli ambientalisti solo su un punto: il cambiamento del clima é in corso e causerà numerosi problemi. Peraltro era comunque contro gli accordi di Kyoto perché -sosteneva- visti i costi proibitivi nel breve periodo di diminuire le emmissioni, era meglio comunque dirottare quei fondi sulla lotta all'AIDS che avrebbe salvato più vite nel breve-medio periodo.

Il cambiamento climatico é ora riconosciuto da tutti come il problema dei problemi. Mentre se ne discute a Nairobi, e mentre anche gli altri ambientalisti scettici, quali l'economist, si convincono della gravità, noi ci rileggiamo qualche vademecum per fare anche noi la nostra parte. In attesa di poter un giorno dire che anche quello del cambiamento climatico, non é più un problema...