Cooperazione tra consumatori di Marzo e Maggio

Ho messo online i miei due piú recenti pezzi scritti per Cooperazione tra consumatori. Quello di Marzo che riguarda lo sciopero virtuale e quello di Maggio che riguarda l'associazione Semear a vida, le attivitá di Margherita Zendron ed i semi di cooperazione Trentina in Brasile.

Piccola nota personale: da domani sono a Toronto per lo STILE e poi mercoledi a San Francisco per l'American Law&Economics Association.

Stay tuned...
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Contro i perpetui, perché non sia una rivolta effimera..

́É una miscela potenzialmente esplosiva che ribolle nella pancia del paese da qualche anno. Da una parte ci sono gli ingredienti effimeri, instabili ed aleatori. Precari, per usare una parola totem dei tempi che corrono. Questi ingredienti sono cose come il precariato dilagante tra le giovani generazioni. I salari compressi verso il basso. L'assenza di percorsi di crescita lavorativa. I ragazzi che stanno a casa fino a 40 anni, perché eterni adolescenti o perché meno prosaicamente non si possono permettere di affittare una stanza.

Dall'altra parte ci sono le componenti della miscela piú imperiture, inossidabili, inammovibili. Perpetue, per usare una parola coniata da Ivan Scalfarotto (40). I perpetui sono i soliti, eternamente noti. Baudo (70) , Carrá (63) e Buongiorno (82) in TV. Andreotti (87) alla presidenza del Senato (é fantastico che abbia detto di Marini (73) "lui puó aspettare"). Volo veloce sul nome di Berlusconi (70) perché ancora mi illudo che non parleremo piú di lui tra qualche settimana. Ma anche personaggi a cui vogliamo bene come Prodi (67) e Ciampi (86).

Ma perpetue sono anche le idee che circolano in questo paese. Abbiamo appena concluso una campagna elettorale in cui ci siamo confrontati sul comunismo (ed i suoi crimini di decine di anni fa) e sul concetto di famiglia cristiana (almeno quello che ci propongono gli ottantenni Ratzinger (79) e Ruini (75)).

Siamo insomma una gerontocrazia, dove le idee che dominano il dibattito sono vecchie di almeno tre generazioni. Siamo un paese che dietro alla spaccatura verticale tra destra e sinistra che ci hanno venduto in queste settimane post elettorali, é invece diviso orizontalmente tra una vecchia classe dirigente che non ha intenzione di togliere il disturbo ed un paio di generazioni di venti trenta e quarantenni frustrati dall'impossibilitá di emergere se non solo invecchiando.

Ma come possiamo parlare di cresita per questo paese se l'unico merito riconosciuto é quello di essere vecchi abbastanza?

Io ho la sensazione ed anche la speranza che questo problema stia emergendo finalmente, anche se in maniera drammatica. É un'insofferenza che aleggia nell'aria da qualche anno, ma ora qualcuno sembra tirarla fuori. E naturalmente sta venendo fuori in maniera conflittuale, ma questo é inevitabile dato il fatto che il problema non é stato solo ignorato, ma spesso deriso in questi anni. Ci sará uno scontro generazionale? No, se presto, in molti capiranno che é ora di farsi da parte. Se questo non accadrá, io sapró da che parte stare.

Intanto vi segnalo un po' di risorse:
- Contro i Perpetui, il libro di Scalfrotto.
- 70 in 2. programma radiofonico con Luca Capezzone. Potete anche sottoscrivere il podcast.
il 6 Maggio ci sará a Roma una piccola riunione di gente che si vuole mobilitare su questo tema. peccato non esserci.
Altri blog che ne parlano... Ovviamente Scalfarotto con questo articolo per il settimanale Donna. Poi Mario Adolfi, Stefano Massa, Pasquale Annicchino,


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della primavera e dell'inverno, di Yale e di Harvard, del divertimento e dell'amicizia

Il weekend scorso sono venuti a trovarmi quattro cari amici, Manuela, Joel, Luca e Fabiana. Abbiamo trascorso un bellissimo weekend iniziato nel tepore primaverile a Yale e finito con la pioggia gelida ad Harvard. Nel mezzo abbiamo partyeggiato in Whitney Avenue e sono andato finalmente a Boston, dove ho rivisto gli amici Amber e Giorgio. Ed anche e balene al largo... Qui le foto..


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Ora e sempre resistenza!

resistenza

Lo avrai camerata Kesselring
Il monumento che pretendi da noi Italiani
Ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi
Non coi sassi affumicati
Dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
Non colla terra dei cimiteri
Dove i nostri compagni giovinetti
Riposano in serenità
Non colla neve inviolata delle montagne
Che per due inverni ti sfidarono
Non colla primavera di queste valli
Che ti vide fuggire
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Piú duro d'ogni macigno
Soltanto con la roccia di questo patto
Giurato fra uomini liberi
Che volontari s'adunarono
Per dignità non per odio
Decisi a riscattare
La vergogna e il terrore del mondo
Su queste strade se vorrai tornare
Ai nostri posti ci troverai
Morti e vivi collo stesso impegno
Popolo serrato intorno al monumento
Che si chiama
Ora e sempre resistenza!

-Piero Calamandrei-

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I vanitosi di sinistra e come prendere due piccioni con una fava.

Si lo so, il titolo é criptico. Ma é solo per solleticare l'interesse a leggere l'ottimo post di Suzuki Maruti sulla discussione di questi giorni sulle poltrone da affidare a Bertinotti e a D'Alema, e su come superare il cespugliame di sinistra e dare finalmente un volto giovane al nascendo partito democratico. (quante belle cose...) Ottima lettura, Davvero!
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Ritorno a Yale

Sono tornato ieri a New Haven. Parte quindi la seconda parte di questa avventura americana...

Domani arriva il presidente Hu Jintao, della repubblica popolare Cinese, in visita a Yale. Giá, mentre da noi qualcuno straparla di bambini bolliti, qui invitano il presidente Cinese, per la prima volta in visita ufficiale negli Stati Uniti, a parlare all'universitá. E non certo per essere compiacenti, perché notoriamente gli Stati Uniti sono da anni in tensione con la Cina per motivi geopolitici, e soprattutto negli ambienti piú liberal non si perdonano alla Cina le ripetute e continue violazioni dei diritti umani. Ció detto, la superpotenza di oggi non rinuncia a cercare una relazione con la superpotenza di domani, mentre noi o inseguiamo i fantasmi del passato (il comunismo cinese) o vediamo nella Cina quasi solo esclusivamente una minaccia alle nostre povere esportazioni.
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Ridere per non piangere

Vista la tragicommedia di questi giorni, dove una parte la recita il caimano che non vuole rassegnarsi a perdere, ma non é nemmeno proprio sicuro di voler vincere, e l'altra parte la recita la maggioranza vittoriosa, che giá si vergogna di aver vinto e titubante cerca lo sguardo di approvazione degli avversari, ci si puó appena un po' sollevare con un gioco molto divertente: Italy Invaders Provare per credere!
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Basta timidezze: abbiamo vinto!

Ricevo, condivido in pieno e quindi pubblico. Di Massimo D'Antoni

Permettetemi alcune considerazioni, che mi paiono a questo punto necessarie, visto lo stato di prostrazione psicologica in cui come elettori dell'Unione ci troviamo, imputabile al modo altalenante in cui si è giunti al risultato finale, ma anche per la battente campagna di dis-informazione di Berlusconi & C., che mira a farci perdere di vista il punto fondamentale:

L'Unione ha vinto le elezioni. Ha la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, e dunque è l'unica forza legittimata dagli elettori a governare, e governerà.

Abbiamo dei dubbi? Proviamo ad affrontarli...

L'Unione non ha che una maggioranza stentata nei voti? In passato, Berlusconi ha governato senza nemmeno avere la maggioranza (vedi sotto). Qualsiasi legge elettorale, a meno che non sia strettamente proporzionale, fa sì che chi governa lo faccia anche se ottiene solo una minoranza dei voti. In democrazia i voti non contano in sé, ma per come si traducono in una maggioranza di seggi. La legge italiana, la "porcata" (video) del ministro Calderoli, era fatta per sabotare una vittora dell'Unione e si é ritorta contro la stessa ex maggioranza.

E' questa una vittoria meno chiara di quella del 1996? Faccio notare che nel 1996 l'Ulivo governò con una minoranza di voti nel paese e guadagnó la maggioranza grazie al fatto che la Lega impedí la vittoria alla CDL in molti collegi uninominali del nord. Questa è la prima volta che una coalizione di sinistra prende più voti in un confronto diretto con una coalizione di destra (di tutta la destra), e ciò avviene con una percentuale molto alta di votanti, cioè in presenza della massima mobilitazione dell'elettorato anche di destra.

Il margine di voti a favore della CdL al Senato è maggiore del margine dell'Unione alla Camera? Già, ma non dimentichiamo che gli elettori del Senato sono un sottoinsieme di quelli della Camera, dunque il risultato complessivo è quello della Camera, mentre non ha nessun senso calcolare la differenza netta tra i due risultati come se voti di Camera e Senato si potessero idealmente sommare.

Due seggi di scarto al Senato sono pochi? Due seggi di scarto al Senato sono pochi? Nel 1994 per avere la maggioranza in Senato Berlusconi ebbe bisogno del sostegno di alcuni degli eletti del Patto Segni (tra cui il senatore Grillo, quello delle cronache bancarie di questi giorni) e dei senatori a vita. Negli altri paesi è normalissimo considerare che basta un seggio per dare una maggioranza. L'importante è che la maggioranza sia salda e coesa.

Il Paese è diviso? Se si allude al fatto che sia diviso "esattamente a metà", questo è certo un fatto curioso sul piano statistico, ma non si capisce che differenza politica ci sia tra un 49,8-49,7% e un 51-49%, se vogliamo parlare di divisione del paese. A meno che qualcuno non si aspettasse di cacciare Berlusconi con il 65% dei voti... Certo, a tutti noi sarebbe piaciuto che Berlusconi venisse mandato a casa con un bel crollo di consensi. Il calo di consensi c'è stato, anche se non come ci aspettavamo. Ma forse ci illudevamo un po' sulla mobilità dell'elettorato e - ripeto - non è che vincere con due punti di vantaggio o tre avrebbe significato molto: ciò che ci amareggia è che Berlusconi abbia un così largo consenso, sia esso il 48% o il 49,7%.

Allora perché questa depressione in giro? L'attesa dei risultati è stata snervante, abbiamo passato metà della notte immaginando la possibilità concreta di altri 5 anni di governo Berlusconi, cioè l'affondamento definitivo del nostro Paese. Forse per questo ora stentiamo a credere che sia vero. Ma è vero: abbiamo vinto le elezioni e la legge elettorale ci dà una maggioranza (molto ampia alla Camera, ridotta al Senato) per governare a lungo. Bisogna solo rimboccarsi le maniche e pensare al da farsi. E magari anche festeggiare!


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Ed ora al lavoro...

Pensavo che prima di chinare la testa per rimettersi tutti al lavoro, visto gli irti compiti che aspettano il futuro governo di centrosinistra, avremmo avuto qualche momento per festeggiare. Per guardarci tutti in faccia, per dirci che nonstante siamo tutti dei coglioni comunisti, ce l'abbiamo fatta. Ed invece, per come é andato il lunedi elettorale, nessuno ha tanta voglia di festeggiare. ́Ci é passato sopra un treno merci in corsa. Ed anche se ne siamo usciti vivi, lo choc é stato talmente forte da impedirci di essere contenti. Almeno per le prime ore.

Poi ho visto la sicurezza di Prodi che alle 3 di notte scende nella piazza e ci dice che finalmente abbiamo vinto (altro che fuori luogo! Ha fatto benissimo). Ho visto Fassino e Rutelli a Ballaró, finalmente sicuri del fatto loro, respingere con forza l'ennesima proposta indecente di quelli che fino a 48 ore prima gridavano al comunismo, ed ora con quelli stessi comunisti ci vogliono fare la grossa coalizione. Ho visto il caimano livoroso gridare ai brogli. Insomma. Comincio a crederci.

Vi rinvio ad un blog molto interessante per alcune riflessioni post elettorali e soprattutto su cosa fare al Senato ora. Ed anche qualche congettura sullo strano caso dell'arresto di Provenzano, di cui tutti ci rallegriamo, ma che lascia un po' perplessi.

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5 anni di vaccino ammazzano l'Italia invece di immunizzarla

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Mi immaginavo un altro blog, per festeggiare la primavera. Ma avrei iniziato ugualmente da qui. Da Indro Montanelli. A 5 anni dalla sua morte. Volevo celebrare la sua profezia. Cantare fino alla noia la sua frase:

"Gli Italiani devono vedere questo signore. Berlusconi é una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni." (26 Marzo 2001)

Montanelli sbagliava. Purtroppo dopo 5 anni di vaccino, Berlusconi lascia il corpo del paese tramortito ed in overdose. La classica cura che ammazza il paziente invece di guarirlo. Forse ce ne siamo liberati. Forse. Ma il programma di autoimmunizzazione, oltre ad averci fatto perdere 5 anni, lascia dietro macerie su macerie. Lascia il boccone avvelenato dell'ingovernabilitá. Lascia le ferite e le lacerazioni dell'odio tra persone che la pensano diversamente. Io stesso vittima, lo ammetto. Lascia la puzza di brogli.

Lascia infine un Italia inbruttita. Piú becera e fascista di come lo sia mai stata dal dopoguerra ad oggi. La sua ereditá piú pesante é certamente questa. Il disprezzo gratuito verso le diversitá. religiose, di orientamento sessuale o di razza. L'etica della vita pubblica scesa fino all'abisso di dichiarare "coglioni" quelli che non votano secondo il proprio interesse (e badate che é la seconda parte di questa frase quella piú grave). L'accanimento contro i fantasmi del passato, il comunismo in testa. Il disorientamento che deriva dall'incongruenza tra un futuro patinato dipinto dalla trombe di regime dove tutto va bene e per il meglio e la sordida paura di tutto (dagli immigrati, ai cinesi, dalla confindustra alla CGIL) che viene sibilata nelle orecchie degli elettori dai cobra ammaestrati e dal caimano stesso.

Ai Prodi e i suoi. La sfida é ardua. Ricostruire il tessuto lacerato. Deberlusconizzare il paese e restituirlo alla normalitá. Farlo ripartire. Tutto questo con una maggioranza risicata, con un risultato elettorale che non dá il mandato sperato, ma non puó esimere dalle responsabilitá del governo.

La serietá al governo. É ora che il centro sinistra ci dimostri se ne é veramente capace.
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La perfida Albione

Nel tumultuoso susseguirsi di eventi di queste ultime ore, quando Sansone fa tremare le fondamenta del tempio, perché alla sua morte si vuole trascinare noi filistei con se, capita di trovare uno scorcio di primavera, un presagio che questa campagna elettorale sta per finire, anche in una cosa semplice come la successione di due noitizie ANSA di oggi. Nemmeno a volerlo fare a posta, il caimano parla degli anglosassoni, e 23 minuti piú tardi, gli anglosassoni rispondono....

18:03 Berlusconi: "In paese anglosassone sarei ammirato"

"In un paese anglosassone tutti considererebbero il mio successo degno di ammirazione, in Italia la sinistra esprime tutta la sua invidia sociale [..]". Così il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista a Radio Monte Carlo.

18:26 Sull Economist copertina Berlusconi con scritta "Basta"
La copertina per l'edizione europea del nuovo numero del settimanale britannico 'The Economist' domani in edicola (firmato dal nuovo direttore, John Micklethwait) pubblica una foto del premier Silvio Berlusconi con accanto la scritta "Basta", in italiano.
"Per l'Italia è arrivato il momento di licenziare Berlusconi", si legge ancora in inglese nella copertina di colore nero, che mostra un Berlusconi ritratto con una espressione molto seria. Fonti del settimanale precisano che questa copertina comparirà solo sull'edizione europea e non su quella internazionale e che è stata aumentata per questo numero la tiratura prevista per il mercato italiano.

Ancora una volta la perfida Albione colpisce....

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Cogliona l'attimo fuggente

Eh si. Forse il caimano c'é riuscito... Dopo avere come al solito rovesciato le carte ieri sera con il rilancio da giocatore di poker sull'ICI si é rovinato con le sue stesse mani.

Nessuno dubitava (nemmeno Ferrara) che la boutade -mai annunciata prima, a cinque giorni dal voto, senza nessuna copertura e senza possibilitá di contraddittorio da parte di Prodi- era solo una mossa tattica per vedere di rimediare il voto degli ultimi creduloni rimasti nel paese. Ma in un certo senso c'era riuscito. Aveva ridato lo spin giusto alla sua campagna di arrembaggio. Aveva preso lo slancio per gli ultimi giorni. Per gli ultimi colpi di coda, per gli ultimi morsi del caimano. Aveva colto l'attimo.

Forse possiamo riassumere cosi: Berlusconi coglie l'attimo, poi lo cogliona!

Forza che la primavera si avvicina...

PS. Ieri sera eravamo in piazza Argentina insieme a tanti altri coglioni. Qui le foto

Per sentire la frase del caimano sui coglioni di sinistra clicca qui

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Pesce d'aprile dell'Alitalia; ma da 24 ore non mi diverto

Ebbene si. Doveva succedere prima o poi. Ma ho come l'impressione che avendo scelto Alitalia per viaggiare, me la sia forse quasi cercata. Sono partito da New Haven ieri pomeriggio all'una e, 23 ore dopo, sono ancora nella reception di un albergo nella periferia (quella brutta) di New York. Partiró, se Dio vuole, nel tardo pomeriggio.

Il mio volo -l'AZ 611- cancellato. Motivo? Nessuno si sente particolarmente in dovere di offrire spiegazioni ne di scusarsi. Non che sapere il perché il Boeing 777 Alitalia non parte mentre decollano puntuali tutti i Lufthansa, Airfrance, e persino gli Airmarocco e Turkish airlines faccia una grande differenza. In ogni caso, il volo AZ611 risulta cancellato. I passeggeri dirottati sul volo del giorno dopo (non oso immaginare dove staranno visto che si sommeranno ai passeggeri di questa sera).

Ho visto tanti americani perplessi. Qualcuno quasi divertito, come se la cancellazione del volo fosse gia' la manifestazione del folklore del paese. Benvenuti in Italia: il paese dove nulla funziona come ci si aspetterebbe. Ho visto gli Italoamericani incazzati, perche' dopo anni di America, uno perde l'abitudine a certe cose. Ed ho visto molti Italiani amareggiati. Chi doveva vedere il fratello prima della sepoltura; chi doveva timbrare il cartellino il lunedi mattina; chi ha pochi giorni da passare con la propria famiglia; chi semplicemente e' stanco di avere sempre a che fare con l'incompetenza e l'arroganza di quei concittadini che prendono ala leggera le responsabilita' del proprio mestiere (salvo poi scioperare in massa e stracciarsi le vesti -come e' il caso dei dipendenti Alitalia- quando il posto é minacciato perché la compagnia é in perdita).

W l'Italia, W il bel paese....
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Rientro in Italia per cercare la primavera

Stanotte rientro nel bel Paese. ASpettando con ansia l'inizio della primavera il 10 Aprile. Chiudo la prima meta' dell'esperienza americana. Cosi ricca e bella so far...
Spero di avere l'occasione di rivedere tanti amici in questi giorni. A presto.
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