la locanda dello scalco

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Io mi lamento sempre della ristorazione trentina. Chiunque abbia speso qualche giorno nella mia terra puó convenire facilmente sul fatto che é praticamente impossibile trovare una cucina e soprattutto un servizio all'altezza delle cose magnifiche che la regione offre in termini di bellezze naturali, artistiche ed anche rispetto all'ambizione di Trento di elevarsi sopra il suo rango naturale di sonnacchiosa cittá di provincia.

Ieri sera peró ho trovato finalmente un'eccezione.. C'erano due cose importanti da festeggiare; una di queste erano i trent'anni di matrimonio dei miei. Siamo andati in questo posto stupendo. Forse perché il gestore é cresciuto a Milano, forse perché il posto assomiglia molto ad un maniero toscano, ma l'esperienza é stata sublime sia per il palato che per il trattamento. Ho dato anche un'occhiata veloce alle camere raffinatissime; vi assicuro che questo é il posto dove passare qualche giorno in Trentino!
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A Yale girano certi asini

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Si lo so che questa idea vi é balenta dopo aver saputo che ci andavo per un po'. Ma questo é quello che molti altri hanno pensato dopo aver saputo che anche Bush jr é passato per New Haven. Ecco come si fa pubblicitá una universitá canadese, sbeffeggiando le tanto blasonate concorrenti della ivy league.

Grazie a Max Vatiero per la segnalazione.



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Conversioni e riconciliazioni di comiato

Nell'ultima settimana d'America succedono cose...

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Conversione. Orfano per lunghi mesi della mia sfortunata Inter, quasi disgustato dai troppi successi recenti, che a memoria d'uomo non si ricorda un inter vincere coppa italia, scudetto e supercoppa nel giro di poche settimane, ho frettolosamente trasferito la mia fede sportiva in uno stadio di baseball. I red sox sono la vecchia inter del diamante. Squadra gloriosa, da sempre ai vertici. Chicosissima perché bostoniana. Costosissima perché fatta dei campioni piú blasonati. quelli che di solito l'anno prima avevano fatto vincere le proprie squadre di provenienza. Ma che l'anno dopo regolarmente si acciaccano. Sempre li li per vincere. Ma mai abbastanza cinica per concludere (tranne che nel 2004, dopo quasi 80 anni dall'ultima volta) Sempre succube degli odiati cugini newyorkesi, i cinici, spregiudicati, arrivisti e mezzi mafiosi yankees che, nell'immaginario della serie A sono quindi l'equivalente della somma di Juve e Milan: il peggio del peggio quindi.

Insomma, se il tifo é una religione, io ho abbandonato il monoteismo ed ora porto due squadre nel cuore. Di quella che usa palla, mazza e guantone, ed ha due calzini rossi come simbolo, non conosco nemmeno bene le regole dello sport che pratica, ma non importa; é l'aurea di interista d'america che me l'ha fatta amare al punto di dotarmi pure di cappellino.

Riconciliazione. Riconciliarsi con la grande mela. e non per via dell'altra mela che mi piace tanto. E nemmeno per il fatto che, da buon trentino, la mela mi ossessiona. Solo che la grande mela é davvero una cittá fantastica. E forse mi piacerebbe viverci per un po'. Chissá...

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Oltre il petrolio

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Sul numero di Agosto di Cooperazione, ho ancora battuto un mio chiodo fisso; le alternative al petrolio. Questa volta ho riportato i risultati di una prova pubblicata qualche settimana prima su Popular Mechanics. L'idea era quella di fare il coast-to-coast con diverse automobili alimentate con fonti di energia differenti; dalla benzina al metano, dall'etanolo all'idrogeno, dal GPL all'elettrico. Il confronto in termini di costi, di emissioni e di impronta ecologica delle diverse fonti é assolutamente interessante in quanto dimostra come le alternative al petrolio comincino davvero a rendersi interesati anche economicamente.
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Hezbochi?

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Due giorni fa parlavo con un professore di queste parti. Ebreo. Gli confidavo la mia perplessitá sul fatto che questa guerra abbia portato qualche beneficio ad Israele. Lui si diceva convinto del fatto che, una volta concluso il ritiro dell'esercito israeliano, il popolo libanese avrebbe cominciato a chiedere conto ad hezbollah se davvero fosse valsa la pena di provocare una guerra con tutte le morti e distruzioni che ne sono conseguite.

Da queste parti si era dubbiosi. Davvero la gente reagirá cosi? Sembra proprio di no. Purtroppo per Israele, hezbollah non solo ha guadagnato le simpatie dei libanesi e di tutti gli arabi per la sua capacitá di resistere onorevolmente all'esercito israeliano, ma é destinata a crescere i propri consensi grazie al ruolo che intende svolgere nella ricostruzione. Hezbollah prima provoca la guerra, poi porta gli aiuti?

Ma chi é hezbollah? Che cosa se ne dovrebbe pensare da queste parti? Sono i terroristi internazionali al soldo di Iran e Siria, senza volto, spietati e fanatici come ce li dipinge Israele? Oppure sono dei valorosi resistenti, baluardo della nazione libanese contro il nemico sionista come ce li descrive la stampa araba?

Mi sto facendo l'idea che hezbollah assomigi sempre di piú ad un fenomeno che noi Italiani consciamo bene. Purtroppo.

Hezbollah prima provoca la guerra, poi porta gli aiuti. A me ricorda la camorra che prima spinge per l'abusivismo, e poi dispensa qualche lira alle vittime degli smottamenti. O la mafia che si prende a carico le vedove. Insomma, uno stato parallelo che si alimenta in una cultura dell'assedio. Un entitá che allo sguardo miope delle vittime sembra l'unica soluzione al problema, e la prospettiva presbite di noi osservatori distaccati e disincantati ce lo fa sembrare come l'unica causa. Miope perché quando la sofferenza e la necessitá ti toccano da vicino, non puoi fare altro che pensare ed agire con la prospettiva dell'immediato. Presbite perché la distanza dal problema conduce, come ha condotto l'amico professore, a non coglierne i meccanismi solidaristici e familistici che caratterizzano certe comunitá, soprattutto quando sopravvivono ad una guerra.

Ma noi italiani la mafia e la camorra le conosciamo bene. Ne conosciamo i risvolti culturali, l'estrema difficoltá che comporta ogni tentativo di estirparle. É lo stato parallelo che una volta insediato per esigenze supplettive (nel caso di Hezbollah, la guerra all'occupante Israele dopo il 1982 in mancanza di un forte esercito libanese) non ha intenzione di ritornare il potere.

Hezbollah é una creatura dell'occupazione degli anni ottanta. Alimentata con gli enzimi ed ormoni dei petroldollari iraniani ha completato la sua crescita al testosterone nella recente guerra. Chi deve riflettere su questo fatto, piú di tutti, é la stessa Israele.

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BP = solo Belle Parole

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La notizia é vecchia di un paio di settimane. La BP, la compagnia petrolifera numero due al mondo, ha dovuto chiudere il suo oleodotto in Alaska perché ha scoperto una corrosione avvanzata della struttura. Sospesa quindi la produzione quotidiana di 400.000 barili di petrolio. L'incidente arriva alla fine di una serie di errori e miserie varie che la compagnia ha collezionato negli ultimi tempi. Dalle fuoriuscite di greggio, alle esplosioni mortali nelle raffinerie alle speculazioni sui prezzi dei carburanti seguite ai danni provocati da Katrina. insomma, un comportamento da cattiva compagnia petrolifera, come ci avevano abituati le Exxon Mobil e le altre perfide sorelle.

Ma la BP no. Si spaccia per l'ecologista di famiglia. E ci ha riempito i quotidiani di belle parole: BP non piú come British Petroleum ma bensi come Beyond Petroleum. E dai a farci credere che ora la BP si occupa solo di pannelli solari e cellule fotovoltaiche. Che se anche qualche petroliera gira ancora, é spinta dall'energia del vento. Che quasi si puó andare a comperare il latte alla pompa di (ex)benzina. Belle parole. Ma anche tante balle.

Purtroppo l'oro nero é ancora e lo sará per molto tempo, l'oggetto del desiderio, profitto e perdizione di questa e di altre compagnie. Non se ne discute. Si discute invece sulle campagne di maquillage pubblicitario con cui in questi anni la BP ha tentato di vendersi per quella che non é. E con due articoli sbattuti in prima pagina, il New York Times lo dice chiaro e forte. Qui e qui.

Ci siamo rassegnati al fatto che "business is business", ma almeno non prendeteci per il culo!

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Io c'ero

Io c'ero. Avete presente quando vi rendete conto d'improvviso di fare parte di una storia? Magari perché siete accanto a qualcuno famoso, magari perché vedete le telecamente del TG che riprendono quello affianco a voi. Magari perché siete in un luogo decantato in una storia importante. Ebbene. La mia attuale padrona di casa, sabato scorso, ha pubblicato sul New York Times un lungo pezzo, in cui, tra le altre cose... tra le altre cose...dice... dice... beh lo lascio dire a lei:

And at the kitchen sink, where I was washing the dinner dishes, he came up from behind and kissed me. And suddenly, just like in the movies, we were sliding along the counter with pots and pans tumbling and dishes crashing until we found ourselves in the living room on the big leather chair that had been given to me by a friend who’d found success in Hollywood and felt sorry for me — poor single-mom adjunct professor back in Connecticut.

Insomma: io c'ero. Nella stessa casa voglio dire. E diversi anni dopo. E peraltro non sono del tutto sicuro che la cosa mi faccia piacere. Insomma: sono comunque entrato nella storia. Di qualcun'altro.

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PS. Le foto sono originali. Cosi come la leather chair da cui scrivo...

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War-insider trading

Domanda, ma anche questo comportamento si configura come reato di insider trading?

Israele, capo di stato maggore vendette le sue azioni prima dell'attacco.
Il capo di stato maggiore Dan Halutz ha ordinato alla propria banca la vendita di tutte le sue azioni (20 mila euro) il 12 luglio, tre ore dopo il rapimento in Galilea di due soldati da parte di miliziani Hezbollah e mentre la guerra ormai incombeva. La notizia, riferita in prima pagina dal quotidiano Maariv, è stata confermata dalla radio militare. Un portavoce militare ha replicato che Halutz dedica tutti i propri sforzi alla difesa del Paese. Malgrado ciò, ha aggiunto, ha il diritto di gestire come crede le proprie risorse private alla stregua di ogni altro privato cittadino. (da Repubblica.it.)

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Beppe Grillo come segretario ONU

Oggi il post di Grillo é eccezionale. Un piccolo estratto: l fanatismo religioso è spesso sessuofobo, mai visto una pornostar che pretenda di spiegare agli altri cosa è bene o cosa è male. La guerra si combatte anche scopando bene e di più. Un antidoto che produce effetti collaterali come il relax, la pace interiore e il rispetto per il diverso. Il sesso fa bene a te, al tuo partner e anche alle relazioni internazionali.

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Accidenti alla guerra accidentale

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Era iniziata accidentalmente. Cosi almeno pensava l'Economist. Era cominciata per motivi giustificabili quali mettere fine ai continui disordini con Hezbollah sul confine e per i quali qui si era in un primo tempo sostenuta la causa israeliana. E per motivi meno giustificabili quali la necessitá di dimostrare che la nuova leadership sorta dopo l'ictus di Sharon aveva la mano ferma ed il pugno duro. Nata per risolvere in poco tempo un conto in sospeso con il partito di Dio, in pochi giorni la situazione é sfuggita di mano alla leadership israeliana. E la guerra accidentale é presto franata in un accidenti di guerra. Morti in massima parte nella popolazione civile libanese. Lutti che saranno difficili da perdonare. Un paese che si stava da poco riprendendo dalla sanguinosa guera civile, di nuovo messo in ginocchio nelle sue infrastutture.

Il paradosso é che Israele forse ne esce ancora peggio. Hezbollah sopravvive. E la sopravvivienza é giá una vittoria, se non fosse che aver riportato nel novero dei "vincibili" l'imbattibile esercito israeliano trasforma la vittoria in un trionfo grazie alla simpatia conquistata tra tutti gli arabi, anche tra i sunniti. Israele subisce un mese di missili, con le sue cittá e villaggi rintanati nei bunker. Seppellisce i suoi morti e si lecca le ferite. Si sente smarrito per aver indebolito la sua capacitá di deterrenza e per aver scoperto di non avere una guida salda capace di condurlo in battaglia, e per questo, a guerra non ancora conclusa, chiede alla sua leadership di andarsene. Come quelli che argomentano in sua difesa (e noi tra questi), il paese si trova confuso nella schizzofrenia di sentirsi potente ma isolato; forte, ma indifeso.

La guerra accidentale che volevano tutti: da Israele a Hezbollah, dai protettori dei primi a quelli dei secondi. Condotta contro l'unico troppo debole per opporvisi, il Libano che ha tirato accidenti a tutti quelli che l'hanno trascinato in questa spirale. Un' accidenti di guerra che una volta scoppiata, nessuno voleva piú ma nessuno sapeva come fermare. Ed ecco che l'accidentato ONU, incide come non faceva da tempo e ci restituisce un po' di speranza nella pace e nel multilateralismo

Mentre si aspetta con trepidazione che da domani tacciano le armi, si possono cominciare ad abbozzare alcune riflessioni. Per cominciare, forse il ridimensionamento di di Israele come potenza regionale non viene del tutto per nuocere. Forse ispirerá Israele ed il grande alleato Americano a piú miti consigli ed a tattiche meno unilaterali. Forse ci fará riflettere sul fatto che il mondo arabo é articolato e sfacettato, che non tutto fa parte di una cospirazione globale islamica contro di noi. Qui si ammette di essere i primi ad avere bisogno di questo bagno di realismo. Per finire ci sará da vedere i termini del nostro coinvolgimento nell'UNIFIL. Ai quali siamo sicuri dovremmo dedicare altri post, perché prevediamo i soliti strali dei pacifisti ad oltranza di casa nostra che si oppongono anche alle missioni di interposizione ONU. Giá anticipiamo in polemica con questi, che qui si vedrebbe con molto orgoglio l
nel contingente ONU in Libano.

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Lezione primaria, lezione democratica

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Martedi da queste parti ci sono state le primarie. Il posto in ballo era il seggio senatoriale del Connecticut. Un posto sicuro per i democratici. Da 18 anni feudo indiscusso di Joe Liberman. Per chi non se lo ricorda, Libermann era il candidato vicepresidente con Al Gore nella sfortunata (o rubata) campagna del 2000. Le primarie dicevo. Roba seria da queste parti. Campagne elettorali che durano otto mesi. Attacchi tra compagni di partito che se solo in Italia ci si azzardasse a rivolgerli a Berlusconi, si sarebbe tacciati di comunismo veteroforcaiolo e via sproloquiando. L'outsider era questo Ned Lemont. Un profilo inconsueto almeno per gli standard italiani. Di belle speranze invece tra gli Americani. Poca esperienza politica. Molta esperienza nel business. É finita come pochi si aspettavano. Davide (il nostro Lamont) ha battuto Golia (Lieberman). Lo ha abbattuto inchiodandolo alla sua incoerenza con la piattaforma democratica. Lo ha accusato di connivenza con l'amministrazione e soprattutto lo ha inchiodato al suo supporto incondizionato e mai ridiscusso alla guerra in Iraq e tutto quello che ne é conseguito. Le primarie dovevano peraltro essere un piccolo affare locale. Ma si sono trasformate per molte ragioni in un afffare nazionale se non addirittura internazionale. Giornalisti da tutto il mondo erano qui a New Haven, quartier generale di Lemont. E credo che anche in Italia la cosa abbia avuto una certa risonanza. Sará davvero l'inizio di una svolta nel partito democratico? Davvero i democratici americani si stanno risvegliando dal torpore e dalla sudditanza psicologica ed ideologica che soffrono nei confronti dei repubblicani da dieci anni a questa parte? Troppo presto per dirlo, ma l'inizio é promettente.

Mi rimane come al solito da trarre la mia piccola lezioncina americana da riapplicare agli affari di casa nostra. E mi soffermerei sulle primarie. Quando potremo sceglire anche noi i nostri candidati? E non dico solo Prodi vs Berlusconi, ma dico proprio i nostri candidati nei collegi. Sognavo le primarie nel collegio di Rovereto, per liberarsi una volta per tutte di Marco Boato, parlamentare da 5 legislature con l'onta delle leggi Boato sulla coscienza, ma inammovibile per intercessione divina (o partitica). Sognavo le primarie con cui sbarazzarsi di Mastella, Caruso, e tutte le altre frange e sette minoritarie che ricattano dall'alto dei loro zero virgola. Poi mi sono invece risvegliato bruscamente al ricordo amaro che ora abbiamo un'infame legge elettorale che, non solo non prevede le primarie, ma esclude anche l'elezione diretta del parlamentare nel collegio.

PS. Oggi sul NYT c'é un pezzo lapidario di Paul Krugman. Lapidario perché davvero prende a sassate Lieberman.
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Scoprire (quasi denudare) l'effetto serra

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Date a Romano il teatro romano

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Boccheggianti nella pianura afosa americana, leggiamo con invidia delle vacanze dei nostri beneamati eletti. Leggiamo che il caimano torna a sdraiarsi tra i suoi palmeti ed ulivi secolari, a strisciare tra le vasche per la talassoterapia ed il teatro romano dove suonare canzoni napoletane. E ci torna in mente una vecchia promessa del nostro piú beneamato di tutti.
Ma non doveva regalare Villa Certosa allo stato, visti tutti i lavori ivi fatti a spese dei contribuenti? (per chi non lo ricordasse, cercate "Villa Certosa" sul Mondo del 16 dicembre 2005)

Forza Romano, reclama quello che ti é dovuto, che forse quest'anno ti fai una bella vacanza pappona! Che poi la bandana si addice di piú ad un ciclista come te...

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Pace fatta, fritta e servita

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Saranno sollevati i cugini francesi. Dopo alcuni anni di oltraggio, il congresso americano fa ammenda e restituisce alle patatine fritte il loro vero nome: french fries. Quale affronto deve aver patito l'orgoglio nazionale, nel vedere quel suo simbolo villipeso nelle mense del congresso americano. Freedom fries, le avevano ribattezzate.

Come se delle semplici divergenze di politica estera sull'opportunitá di fare o meno una guerra di 4+ anni, come se delle discrasie sul proprio ruolo e soprattutto sui propri affari nel mondo, potessero davvero causare una rottura di questa portata. E pensare che la Francia donó quella statua che per molti é il simbolo stesso dell'america e della libertá all'allora giovane democrazia. E due secoli piú tardi quella stessa democrazia storpiava il simbolo stesso della Francia: le patatine fritte con quella stessa parola: libertá.

Ma oggi il tempo dimostra di essere galantuomo, e complice qualche comune interesse in medio oriente, si chiude una oscura pagina di irriguardoso oltraggio verso i simboli cari ai vecchi amici. Da oggi, le patatine nelle mense del congresso americano, tornano ad essere le buone vecchie french fries.

Vive la France! God save America!


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