miraggio nel deserto

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Eccolo qui. Lo sguardo del club di Roma sul futuro energetico come lo vorremmo. Niente di fantascientifico. Ma un progetto molto concreto fatto di tecnologie gia oggi disponibili. Si tratta di disseminare le coste del nord-africa di centrali a solare termodinamico. Si, quelle che Rubbia sta promuovendo da anni con il suo progetto Archimede tra l'indifferenza generale. Si tratta di concentrare l'energia solare attraverso degli specchi per riscaldare un liquido e con questo far girare delle turbine a vapore come quelle delle locomotive. Con utili accorgimenti si può rendere la produzione costante anche in assenza di sole (evenienza per altro rara nel deserto) imprigionando il calore in eccesso in soluzioni saline e accoppiando le turbine con dei motori a combustibile per le emergenze.

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E quante centrali ci vogliono per generare tutta questa energia? In questa immagine affianco, il quadratino rosso centrale indica la superficie equivalente di deserto necessaria per produrrre attraverso gli specchi il fabbisogno energetico dell'europa e del nordafrica. Certo è una bella superficie (un quadrato di 50 km di lato), ma non si può certo dire che laggiù manchi lo spazio. Peraltro l'irradiazione solare nel deserto è doppia rispetto a quella dei paesi del sud europa e questo costituisce un ulteriore motivo per localizzare in quelle regioni le centrali.

Si certo, ma poi come la si porta qui in Europa tutta questa energia? In fondo ci hanno sempre insegnato che l'energia anche ad alto voltaggio, su grandi distanze si disperde a tal punto da non essere più conveniente. Questo vale però per la corrente alternata, non per la corrente continua. Tramite delle connessioni HVDC, si può ottenere con dispersioni minime il trasporto di energia attraverso le migliaia di chilometri che separano il deserto dai nodi europei nei quali l'energia verrebbe poi reimmessa nella rete esistente. Le reti di trasmissioni HVDC non sono una possibilità teorica ma delle infrastruttre gia comunemente operanti in tutto il mondo.

Gli scettici potrebbero storcere il naso, ma qunato costa un progetto simile? Costa molto. una stima parla di 400 miliardi di euro fino al 2050 ma non fermiamcoi a dei numeri che sono assolutamente volatili. Pensiamo invece alle dimensioni ed alla portata del progetto. Si tratta di sostituire l'energia che attualmente produciamo con i derivati del petrolio o con il nucleare. Si tratta di rendere l'Europa ed il mediterraneo carbon-neutral o quasi. Si tratta in fondo di sostituire oleodotti con elettrodotti.

il progetto del Club di Roma poi si integra con le altre fonti rinnovabili: dal vento lungo le coste atlantiche, all'idroelettrico nelle alpi, alla biomassa dei balcani. No, non è un miraggio nel deserto ma una strada del tutto percorribile anche con le tecnologie attuali verso un futuro sostenibile per l'Europa ed il mediterraneo.

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soccorsi! so' ccorsi via...

I soccorsi non sono arrivati. Nessuno si é fatto vedere. I soccorsi assenti, i maledetti soccorsi tardivi. I telegiornali ne sono pieni: facce arrabbiate; a volte fuligginose; a volte visi sconvolti dal dolore per aver perso proprietà se non addirittura amici e parenti. Mentre il sud é in fiamme, divampa la protesta sui soccorsi. I fantomatici soccorritori che non accorrono mai; la protezione civile assente; lo stato che abbandona; i poveri cittadini che devono difendere il loro giardino con propri secchi e pale.

Gli incendi estivi sono un cataclisma. Sappiamo tutti quali danni essi provochino, e quali perverse logiche essi celino. Sappiamo anche che non serve andare fuori dai confini del paese per vedere come si possa risolvere il problema. Anzi, diciamolo chiaramente: la maggior parte del territorio italiano ha un livello di incendi che possiamo considerare fisiologico, ed una ristretta parte del territorio può vantare esperienze di eccellenza assoluta a livello mondiale. E chi ne dubita, si faccia un giro dalle mia parti, nel Trentino coperto di boschi, dove ogni villaggio dicento anime conta il suo corpo volontario di vigili del fuoco addestrato e attrezzato come lo sono i vigili professionisti nel resto del paese. Il problema degli incendi boschivi diventa patologicamente drammatico (fino alla morte di diverse persone ogni anno) solo nel sud Italia.

Sarà colpa solo del solito pregiudizio antimeridionale? O sarà colpa della mafia, della cammorra o dell'ndrangheta? O forse sarà lo stato che non paga adeguatamente i pompieri, che non fornisce i mezzi, e che possiede una flotta di soli 20 canadair (la flotta più vasta tra i paesi europei peraltro)?Tutto questo certo. Mettiamoci anche il clima meno clemente del sud, se questo consola qualche meridionale che potrebbe sentirsi altrimenti discriminato dalle mie parole.

Eppure vorrei tornare a quei visi ed a quei volti che arrabbiati cercano invano i soccorsi che li salvino. Perché forse anche li sta una radice di questo male. É mai possibile che i soccorsi debbano sempre venire da fuori? Che società civile é quella che affida la difesa della propria sicurezza ai canadair che vengono da altrove, dal cielo e comunque sempre da lontano?

Certo il Trentino non fa testo, ma é pur sempre un esempio a cui guardare no? Ed allora perché dalle mie parti appena si intravvede un comingnolo di fumo, la gente telefona immediatamente, e nel giro di pochi minuti squadre e squadre di volontari sono sul posto? Perchè i ragazzi vedono come motivo di orgoglio quello di prestare il proprio impegno gratuitamente ed anche a rischio della vita nei corpi volontari? perché l'amministrazione provinciale e comunale invece di sperperare soldi, dota questi volontari di tutte le attrezzature di cui necessitano? Perché in Trentino i canadair ci devono venire solo ogni tot anni in casi di incendi eccezzionali?

Il perché ovviamente lo so, ed é quello che fa la differenza tra una vera società civile dove prevale il senso del bene comune ed il contributo che ognuno può dare alla sua tutela, ed una società incivile dove prevale la familistica difesa delle cose proprie e l'attesa messianica per i soccorsi che devono arrivare sempre e comunque da altrove. Ed é in questo familismo, in questa mancanza di "senso del noi" e "del senso del nostro", che germoglia poi la criminalità organizzata cosi come proliferano gli incendi boschivi. Lí vi si generano entrambi i fenomeni perché da una parte il familismo crea quell'economia del malaffare che dagli incendi trae linfa, e dall'altra il familismo non si cura della prevenzione di quegli incendi almeno fino a quando essi lambiscono il proprio giardino.
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esecrabili evasioni

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Sembra che Fastweb abbia ricevuto tante email di protesta da propri abbonati circa l'impresentabilità di Rossi come testimonial, viste le sue grane con il fisco. Se questa piccola notizia fosse vera, e non solo l'abbaglio tardoagostano di qualche giornalista, sarebbe davvero una sorprendente ottima novità.

ntendiamoci, Valentino Rossi é la simpatica canaglia che fa sorridere con le sue sorprese ed inorgoglisce con le sue imprese. Ma sulla questione delle tasse ha fatto un grande scivolone. Si certo, in quell'ambiente fanno tutti cosi. E sarà anche stato malconsigliato, ne siamo certi. Ad occhio e croce ci sembra il tipo che a malapena conosce il nome del suo commercialista. Comunque questo non lo solleva dalle sue responsabilità e ci auguriamo che quando il fisco presenterà il conto (con arretrati e sanzioni dovute), egli pagherà con la leggerezza che lo contraddistingue.

La buona notizia comunque é un'altra: che agli italiani (almeno ad alcuni di questi abbonati a fastweb) l'evasione faccia finalmente rabbia e non indifferenza o addirittura ammirazione come spesso accade. Forse il lavoro di Visco ed in generale del governo Prodi sull'immoralità dell'evasione comincia lentamente ad attecchire. Le tasse non pagate sono soldi rubati ad altri contribuenti e non sottratti allo stato cattivo, come se lo stato fosse altrove.

Questa piccola news giunge nei giorni in cui il cardinal Bertone conferma sostanzialmente le parole di Prodi di qualche giorno addietro circa l'immoralità per un cattolico dell'evasione; e nei giorni in cui chi si rimepie la bocca di sciocchezze sullo sciopero fiscale (azione che Leonardo suggerisce di punire immediatamente con la sospensione dello stipendio di parlamentare pagato con le stesse tasse che si vogliono non pagare) viene isolato dallad sua stessa parte (vedi la distanza presa da Berlusconi nei confronti di Bossi e da confindustria nei confronti di un suo associato).

Ch stia cambiando l'aria?

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