Annuncio temporanea sospensione attività

Causa letargia post-natalizia; causa contro-sciopero giornalistico; causa riflessione ex-post messaggio papale; causa riflessione ex-ante messaggio presidenziale; causa attesa spasmodica venuta pressante signora befana; causa varia ed eventuale; le attività del presente blog sono sospese sino al 10 gennaio. Qualora qualcuno ci cercasse, provi a rintracciarci qui.

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Solo carbone per Natale

È vero che il carbone lo porta la Befana. Ma noi la possiamo anticipare e per Natale portare in dono anche noi un po' di carbone. É davvero un simpatico regalo di Natale quello di cui stiamo parlando. No, non ci siamo rincoglioniti. E quelli di voi che ancora non hanno esaurito la lista dei regali farebbero bene a prendere nota. E non preoccupatevi, non c'é nessun carbone nero e fuligginoso da portare in pacco ai vostri cari.

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Si tratta invece di regalare dei crediti di emissione di anidride carbonica. Carbon offset in inglese. L'umanità produce troppa anidride carbonica lo sappiamo. Ognuno di noi ne produce troppa. Mentre andiamo in macchina, mentre riscaldiamo le nostre abitazioni o prendiamo l'aereo. Ci sono dei modi per riassorbire queste nostre emissioni. Piantando alberi ad esempio. O producendo energia elettrica con fonti alternative (che sostituiscono quelle combustibili). Riducendo infine le emissioni di altri. Per Natale quindi, possiamo regalare un credito di anidride carbonica. Dietro a questo credito, da acquistare online, ci sono delle organizzazioni che si impegnano a ridurre le emissioni per conto nostro attraverso i modi di cui abbiamo parlato.

Si puo regalare la neutralizzazione dell'impatto annuale dell'automobile degli amici, oppure la neutralizzazione delle attività delle vacanze natalizie. La neutralizzazione dell'intero impatto di una abitazione per tutto l'anno, o la neutralizzazione dell'impatto del cenone di capodanno speso con gli amici. Ce ne é per tutti i gusti e per tutte le tasche.

E se é vero che In fondo poi la gente si sa che cosa vuole, questo é il regalo migliore perche in futuro possa continuare ad avere Natale con la Neve...

Per gli scettici, si legga qui. I crediti si possono acquistare ad esempio qui, qui e qui.


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Risalire la china

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Se Dio vuole abbiamo (quasi) chiuso questa finanziaria. Finalmente si vede qualcuno del governo che prova a spiegarla (e ci riesce bene ieri sera TPS a Porta a porta). I sondaggi risalgono la china.

Sul numero di oggi di Giustizia e Libertà c'é una collezione interessante di titoli del corriere di dieci anni fa. Come allora, il governo di centrosinistra dovette iniziare la legislatura con una manovra possente per sistemare i disastri del precedente governo. Come allora la manovra fu portata a casa tra lo scontento apparente di tutte le categorie. Allora il governo guadagnò credibilità anche da questo suo tratto di severità che lo porto a consolidare il consenso generale intorno a Prodi fino alla caduta da cavallo del 98. Che sia di buon viatico per i mesi che verranno.

21 ottobre 1996 Corriere della Sera. E Palazzo Chigi perde il 14 per 100 dei consensi. Dopo la manovra i critici dell' esecutivo sfiorano il 50 per 100 (47, 8)contro il 36, 9 di chi e' ancora soddisfatto

10 novembre 1996.
Corriere della Sera. Prova di forza del Polo: Prodi, vattene. Berlusconi: fisco opprimente, l' Ulivo ha creato un regime

16 novembre 1996.
Corriere della Sera. Cofferati: " Il governo rispetti i patti o sara' rottura. " Fisco e occupazione saranno i temi piu' caldi dell' incontro con l'esecutivo

17 novembre 1996.
Corriere della Sera. IL GOVERNO DELL' ECONOMIA. IL PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA: Fossa: " Mi pare che si brancoli ancora nel buio

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Chicago Economics

Per gli amici interessati all'argomento, ecco un articolo molto ben fatto sull'Economia che si insegna a Chicago (e nel resto del mondo).

Conservatives have long critiqued academia for the ways professors use their position to indoctrinate students with left-wing ideology, but the left has largely ignored the political impact of the way people learn economics, though its influence is likely far more profound.

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Il derby del cuore...

Che quelli di Repubblica abbiano qualche difficoltà con i conti lo si era già capito.

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E sin qui tutto bene! Complimenti a Siena. Peraltro, per i due anni in cui ci si é vissuti anche noi, da queste parti possiamo confermare le ottime cose della città di cui ci siamo perdutamente invaghiti e romanticamente innamorati. Ci incuriosisce invece il seguente passaggio:

Ottima la prestazione della Toscana, che è la regione più rappresentata ai vertici, con anche Firenze e Grosseto rispettivamente ottava e decima. Premiata decisamente anche la regione del Trentino Alto-Adige (che fa l'en plein con Bolzano terza e Trento quarta).

Ora, da trentini (emigrati) impettiti ed un po' puntigliosi, ci sembra di ricordare che la regione Trentino Alto-Adige conti due province mentre la regione Toscana ne conti dieci. Diciamo quindi che il 100% del Trentino é rappresentato nelle prime dieci posizioni mentre solo il 30% delle province toscane lo sia. Vogliamo calcolare la posizione regionale pesando per il numero di province e per le posizioni in classifica? Dobbiamo aspettare la classifica completa per farlo ma ad occhio e croce non c'é partita.

Scusateci per la precisazione antipatica, ma quanno ce vo' ce vo' . Ok lo so, questo é romano. In trentino dovrebbe suonare: quando ghe se la vol, ghe se la vol!. In senese? questo ci viene più difficile. Proviamo cosi: Sicché 'ulla vedràiii, se lla ci si bisogna, lla ci si bisogna. E però noi si ha il Palio vedraaaaiiiii
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I tributi del tempo

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Time, tributo all'internauta o tributo alla Apple?

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Se ci piace la mela verde

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Ad amici e conoscenti é nota la deriva quasi nerd del sottoscritto per le mele di Cupertino. Da queste parti, dei prodotti della mela, si pensa un discreto bene perché offrono un'esperienza di uso piacevole, facile ed immediata, perché sono sicuri da usare e perché sono belli da vedere. Tuttavia c' una cosa che vorremmo più di qualsiasi altra per continuare ad andare compiaciuti delle mele che consumiamo con tanta passione. Che le mele diventino più verdi.

Greenpeace sta portando avanti un'ottima campagna di pressione su Apple per ottenere risultati concreti sui seguenti punti:

- L'eliminazione di composti tossici come il PVC ed alcuni metalli pesanti
- L'attivazione di estesi programmi di riciclaggio per le macchine a fine ciclo
- Il prolungamento del ciclo di vita delle macchine

Perché prendersela proprio con Apple? Greenpeace offre almeno due buone ragioni che non possiamo non condividere:

-Perché Apple sta facendo peggio di altri suoi concorrenti riguardo a quasi tutti gli accorgimenti suggeriti per rendere i suoi prodotti più sostenibili
-Perché Apple é la trendsetter. Perché si vanta di stare davanti agli altri in pulizia (di design). Perché se comincia lei, le altre seguiranno (in realtà ora la precedono).

A noi la campagna di Greenpeace piace davvero. Punta ad un'azienda simbolo per educarne cento (come le BR ma con le pistole dell'umorismo). Lo fa in maniera decisa ma anche molto creativa. Siccome a noi piacciono davvero le mele, e vorremmo continuare ad apprezzarle, facciamo anche noi la nostra piccola parte nella campagna.



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Contro la crisi dell'azienda

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Sciopero. Di un'azienda già ampiamente nel baratro finanziario. Del personale tra i più pagati dalle compagnie europee (e quindi tra i più pagati al mondo). Di venerdì, quindi a ponte con il weekend. Già! É evidentemente
uno sciopero contro la crisi dell'azienda.

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La tesi di dottorato




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Abbronzatura naturale

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Dopo l'olio di colza, quello di avocado, carota e mallo di Noce, ecco l'ultimo ritrovato della natura per scaldarsi al meglio sotto i raggi del sole..

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Non si é più tornati a casa

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Dopo i numeri freddi e non eccessivamente confortanti della scorsa settimana, oggi finalmente si parla del volto umano dell'Erasmus.

C'é motivo per festeggiare. Sono 20 anni che il progetto dà l'occasione ai ragazzi d'Europa di muoversi. Un milione e mezzo di noi ha partecipato al programma. Ad un costo peraltro irrisorio per le finanze degli stati membri. Tutti noi che in Erasmus ci siamo andati, sappiamo che i 150 euro al mese che passa il convento, non sono davvero risolutori. Da accettate più che altro come il piccolo premio simbolico riconosciuto a chi si é buttato in questa bella avventura. Eppure i risultati sono enormi. Per le storie personali, con i tutto sommato grami vantaggi occupazionali ma soprattutto con le splendide esperienze di vita. Ma anche per le Storia con la s maiuscola; dal momento che attraverso l'Erasmus L'Unione Europea ha cresciuto milioni di convinti europeisti pronti a fare proseliti in una comunità che conta davvero pochi entusiasti di Bruxelles.

Insomma, é bello che si festeggi questa esperienza. É giusto che si facciano i bilanci economici sull'iniziativa. Ma é bello che la si celebri non soltanto alla luce dei freddi numeri degli uffici di collocamento. Perché nell'Erasmus si sono incrociati i tanti sentieri di ciascuno di questo milione e mezzo di studenti con la via maestra dell'integrazione Europea.

Che noi dall'Erasmus, non si é più tornati a casa.

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Comunista, giustizialista e no-global!

Per vie tortuose sono incappato in questi passaggi:

"la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario. In una parola, «il diritto di proprietà non deve mai esercitarsi a detrimento dell'utilità comune, [...]». Ove intervenga un conflitto «tra diritti privati acquisiti ed esigenze comunitarie primordiali», spetta ai poteri pubblici «adoperarsi a risolverlo, con l'attiva partecipazione delle persone e dei gruppi sociali»

...il reddito disponibile non è lasciato al libero capriccio degli uomini, e che le speculazioni egoiste devono essere bandite. Non è di conseguenza ammissibile che dei cittadini provvisti di redditi abbondanti, provenienti dalle risorse e dall'attività nazionale,
ne trasferiscano una parte considerevole all'estero, a esclusivo vantaggio personale, senza alcuna considerazione del torto evidente ch'essi infliggono con ciò alla loro patria.

...il consenso delle parti, se esse versano in una situazione di eccessiva disuguaglianza, non basta a garantire la giustizia del contratto, e la legge del libero consenso rimane subordinata alle esigenze del diritto naturale. Ciò che era vero rispetto al giusto salario individuale lo è anche rispetto ai contratti internazionali:
un'economia di scambio non può più poggiare esclusivamente sulla legge della libera concorrenza, anch'essa troppo spesso generatrice di dittatura economica. La libertà degli scambi non è equa se non subordinatamente alle esigenze della giustizia sociale.

Chi ha detto queste cose? Quale rimasuglio di comunista si accanisce ancora contro il sacrosanto diritto (divino) di proprietà? Quale vecchia ciabatta perbenista, bacchettona e giustizialista si scandalizza ancora per l'attività (se non legittima senz'altro legittimata) di evadere le tasse e portarle all'estero di nascosto (e poi farle rientrare sotto lo scudo spa-fiscale? Chi é quest'ignorante che prova a minare le magnifiche sorti progressive del turbo-capitalismo da esportazione Bushista?

Qui la risposta.

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British understatement

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American understatement

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Il weekend politico

Che cosa é successo politicamente in questo weekend? Fatemi pensare...

-Abbiamo concluso la missione in Iraq. Dopo aver perso molte vite in una guerra sbagliata. Una missione fatta solo perché qualcuno potesse vantarsi di essere il migliore amico di Bush. E tuttavia ce ne siamo andati via con onore massimo e con la calma necessaria per lasciare dietro di noi un buon ricordo.

-É stato presentato un disegno di legge moderno e da paese avvanzato sulla violenza domestica e su quella odiosa verso i gay ed altre minoranze.

-É stato presentato un disegno di legge sulla riforma delle professioni, che seppur non la rivoluzione che qualcuno si aspettava, é il primo passo che si riesce a fare sull'argomento dopo 30 anni di discussioni (e sei mesi di governo).

Questa é finalmente la serietà al governo che ci avevano promesso! Avanti così per 5 anni che c'é molto da fare.

Ah si... poi sabato scorso c'é stato un po' di baccano a Roma. Molte, moltissime persone, forse un po' confuse, si sono ritrovate ad inneggiare quel figuro che, per 5 anni, questo paese lo ha mandato a rotoli. Il governo deve fare davvero uno sforzo per far capire le proprie ragioni a questa gente. Anzi per far capire loro, che le loro ragioni, seppur al prezzo di qualche sacrificio da condividere con tutti, sono meglio difese da chi al governo ci va con la serietà di queste leggi piuttosto che da chi al governo ci vorrebbe andare con quel vacuo populismo visto a San Giovanni.

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Babbo M@ale

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Questo mese, per cooperazione tra consumatori, mi sono sbizzarrito con una piccola guida semiseria ai regali di Natale. Roba per stomaci forti, vi avverto. Se vi mettono i brividi quei pezzi tutti pelosi con i consigli sulle cose "giuste" da fare; se non sopportate quel certo perbenismo di sinistra che aleggia, soprattutto sotto Natale, intorno alle botteghe del mondo o in generale dentro tutti i luoghi politicamente corretti; se non sopportate le frasi del tipo a natale si é tutti più buoni, non leggete per carità il pezzo. Se siete solo alla ricerca disperata di una qualche idea carina per i regali, evitate comunque; non ci ho messo nulla di nuovo (il prossimo mese invece parlo dei certificati di emissione CO2, che potete comperare e regalare per Natale da qui). Se invece davvero non siete ancora disgustati dalle luci colorate e dai vecchi con vestiti rossi e barba bianca in giro per le strade o in procinto di arrampicarsi sui balconi dei vicini, allora andate pure avanti a leggere...


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L'Erasmus e la scommessa della vita

AlmaLaurea fa un'indagine sugli studenti universitari che hanno fatto un'esperienza di studio all'estero. Gli Erasmus innanzitutto, ma non solo.

Il contributo di AlmaLaurea, mette in luce innanzitutto l'esiguità del numero dei laureati italiani coinvolti nella mobilità internazionale: poco più di 8 su cento hanno svolto un programma dell'Unione europea. Le mete più gettonate da chi parte sono la Spagna, seguita da Francia, Germania e Regno Unito. Chi partecipa ai programmi europei viene soprattutto dagli Atenei del nord-est e da un background famigliare culturalmente più elevato. E i vantaggi dal punto di vista occupazionale? Molto contenuti se confrontiamo chi ha partecipato a un programma Erasmus e chi invece non è mai partito. Diverso il confronto con chi ha compiuto un'esperienza su iniziativa personale: in questo caso il differenziale sale fino a 6,6 punti. I laureati Erasmus si possono consolare con lo stipendio: guadagnano l'11,3% in più dei loro colleghi che non sono stati all'estero.

Insomma... l'esperienza all'estero conta poco più di una gita di piacere e poco meno di un corso estivo di computer.

Peccato che lo studio non parli dell'umanità di un'esperienza di vita. Peccato non poter ridurre a fattori computabili il numero di amicizie solide nate e coltivate negli anni. Come aggregare le storie d'amore di ognuno per renderle variabili significative (statisticamente significative intendo). Impossibile quantificare la fatica di confrontarsi con la diversità, con un ambiente ostile al primo impatto perché altro rispetto a noi, con una lingua che fa da barriera invece che da ponte verso l'altro. A quale voce del curriculum ascrivere lo shock culturale, quello che poi ti apre la mente e non ti fa più tornare indietro.

Perché per me l'Erasmus é stato questo. Al di là del reddito più o meno alto nei confronti dei miei coetanei. Un giro di boa fondamentale che mi ha avviato lunga lo rotta che sto ancora percorrendo. Che mi ha fatto incontrare la compagna della mia vita. Che mi ha fatto incontrare altri importanti compagni di vita. Al di là del reddito. Dall'Erasmus non sono più tornato indietro. E la difficoltà di spiegare questo percorso umano ricco e tortuoso all'ipotetico padroncino datore di lavoro del nord-est potrà forse far sorgere dubbi sulla capacità del sistema Paese di apprezzare in misura adeguata il valore aggiunto conferito dalle esperienze di studi all'estero (AlmaLaurea), ma non mi potrà mai far cambiare idea sul fatto che, nella partita a carte con il destino che é la vita, l'Erasmus é stato l'azzardo più importante che abbia compiuto sino ad ora.

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