a low-carbon week

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Paolo Rumiz ci racconta oggi della sua settimana a basse emissioni assistito da quelli di AzzeroCO2 di cui avevamo parlato su questo blog qui. Il pezzo é molto bello, scritto con la magistrale penna di Rumiz. Il titolo invece é appiccicato dal titolista del sito ed infatti tradisce con questo taglio pauperista il senso essenzialista, quasi esistenzialista dell'articolo.

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idea regalo dell'ultimo minuto...

Riprendiamo il post natalizio dell'anno scorso per rilanciare l'idea dei crediti di anidride carbonica come regalo natalizio.

È vero che il carbone lo porta la Befana. Ma noi la possiamo anticipare e per Natale portare in dono anche noi un po' di carbone. É davvero un simpatico regalo di Natale quello di cui stiamo parlando. No, non ci siamo rincoglioniti. E quelli di voi che ancora non hanno esaurito la lista dei regali farebbero bene a prendere nota. E non preoccupatevi, non c'é nessun carbone nero e fuligginoso da portare in pacco ai vostri cari.

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Si tratta invece di regalare dei crediti di emissione di anidride carbonica. Carbon offset in inglese. L'umanità produce troppa anidride carbonica lo sappiamo. Ognuno di noi ne produce troppa. Mentre andiamo in macchina, mentre riscaldiamo le nostre abitazioni o prendiamo l'aereo. Ci sono dei modi per riassorbire queste nostre emissioni. Piantando alberi ad esempio. O producendo energia elettrica con fonti alternative (che sostituiscono quelle combustibili). Riducendo infine le emissioni di altri. Per Natale quindi, possiamo regalare un credito di anidride carbonica. Dietro a questo credito, da acquistare online, ci sono delle organizzazioni che si impegnano a ridurre le emissioni per conto nostro attraverso i modi di cui abbiamo parlato.

Si puo regalare la neutralizzazione dell'impatto annuale dell'automobile degli amici, oppure la neutralizzazione delle attività delle vacanze natalizie. La neutralizzazione dell'intero impatto di una abitazione per tutto l'anno, o la neutralizzazione dell'impatto del cenone di capodanno speso con gli amici. Ce ne é per tutti i gusti e per tutte le tasche.

E se é vero che In fondo poi la gente si sa che cosa vuole, questo é il regalo migliore perche in futuro possa continuare ad avere Natale con la Neve...

Per gli scettici, si legga qui. I crediti si possono acquistare ad esempio qui, qui e qui.


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Merry Xmas

Tanti auguri dalla famiglia Rizzolli Marchegiani

(clikkare sull'immagine ed aspettare... aspettare... aspettare...)

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24.5 minuti

Credo che a qualcuno dentro Trenitalia manchi il senso del ridicolo. A pochi giorni dal post in cui parlavamo dei regolari ritardi di 25 minuti sui treni ES (è forse l'unica cosa puntuale di Trenitalia) oggi mi arriva la letterina qui sotto, nella quale con le solite formulette spiacenti/scusa/disagio Trenitalia mi nega un bonus per un viaggio in settembre (già... che vi aspettavate, sono in ritardo anche le risposte...) perchè -sentite un po'- il treno era in rtiardo di 24,5 mni. 24,5 minuti. ventiquattro virgola cinque minuti. ventiquattro virgola cinque minuti. VENTIQUATTRO VIRGOLA CINQUE MINUTI!!!!

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PS. Ma secondo voi, ventiquattro virgola cinque minuti, significa che sono 24 minuti e 50 secondi, 24 minuti e 5 secondi oppure 24 minuti e 30 secondi?

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It's the weight, stupid

La UE è ad oggi la frontiera della lotta al riscaldamento globale. I suoi interventi sono seri ed incisivi, ancorchè discutibili. Dalla borsa delle emissioni, agli interventi nel settore aereo. Non si ferma nemmeno di fronte alla potente industria delle automobili. O forse si?

In questi giorni si parla molto degli interventi che stanno per essere predisposti in materia di emissioni degli autoveicoli. Se per il settore industriale si è percorsa una strada del cosiddetto cap-and-trade, e per quello aereonautico un meccanismo tipicamente da carbon tax, nel caso delle automobili sembra che la strada che si vuole battere sia quello dell'intervento regolatorio diretto. Niente tasse sull'inquinamento, ne permessi di emissione da comperare, semplicemente, per legge, le automobili non dovranno emettere più di un tot di grammi di CO2. 130 g/km per la precisione. Punto e basta. Giusto? Sbagliato? Forse la carbontax avrebbe funzionato bene anche in questo settore. Imponendo un raddoppio del prezzo dei carburanti ad esempio, sarebbe diventato prioritario per gli automobilisti acquistare automobili in grado di consumare di meno e quindi di emettere di meno. Certo sarebbe stata una tassa vistosa e quindi politicamente forse insopportabile. Ecco quindi l'idea di percorrere la strada regolatoria, che semplicemente nasconde i costi sotto al tappeto, trasferendoli alle case produttrici (che devono investire molto pena multe salate) e quindi indirettamente di nuovo agli automobilisti.

Ma l'importante, pensiamo, sia non tradire lo spirito dell'iniziativa: LE EMISSIONI VANNO RIDOTTE!. E ci sono molti modi per arrivare a quei fatidici 130 g/km. Ad esempio migliorando i motori, migliorando gli pneumatici, l'aereodinamica, ma soprattutto il peso. E' naturale che -a parità di tutto il resto- un auto più pesante consumi più energia per essere spostata e quindi emetta più gas dalla combustione del carburante. Parafrasando WJ Clinton: It's the weight, stupid!

Ed allora ci sembra curiosa la la decisione della UE di scontare il peso dai target di riduzione delle diverse case automobilistiche. E' vero, le case tedesche (BMW, Mercedes Porche ed Audi in testa) sono auto più belle, ricche ed accessoriate e più pesanti e quindi dovrebbero fare sforzi maggiori per ridurre le emissioni. Probabilmentte questo implicherebbe che prima o poi tutte le case dovrebbero rinunciare all'idiozia di produrre motori 6000 a 12 cilindri od altre meraviglie tecnologiche aassolutamente inutili come queste. E d'altra parte quelle case che fanno auto più piccole e leggere (FIAT, Citroen, Toyota e compagnia cantando) le cui auto già ora emettono relativamente (ai bestioni di prima) poco, dovrebbero assumersi sforzi minori ed avere tutto da guadagnare. C'è chi ci guadagnerebbe e chi ci rimetterebbe. Ma proprio questo è il punto. O si prende sul serio l'obiettivo di ridurre le emissioni e quindi i target devono valere per tutti, oppure permettere che alcune case abbiano dei target più alti perchè producono ora delle auto più inquinanti è una distorsione assurda. assurda...

Pensiamo ad alcune delle conseguenze: tra le varie di cui si parla sui giornali (non ultima che il peso delle innovazioni per raggiungere i target verrà spalmato in maniera iniqua sulle vetture piccole che già ora emettono molto meno) c'è anche l'assurdità che paradossalmente FIAT e le altre case produttrici di auto piccole comincino ad immettere sul mercato auto appositamente appesantite con il solo obiettivo di alzarsi la media ponderata dei pesi ed alleviare parzialmente la pressione del target.

Cara Europa, ripensaci...

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la pratica del buon governo

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Grumes è un ridente paesino arroccato su un promontorio infondo alla val di Cembra. Ma per i dettagli geografici vi rimando qui. Abbiamo invece parlato di Grumes, nell'ultimo numero di cooperazione per un altro motivo: l'amministrazione comunale si è coraggiosamente lanciata in un modello di sviluppo dal basso che è una sfida che ci piace molto. Ci piace nei contenuti: perchè prendono sul serio tutte le questioni che affrontiamo con regolarità su cooperazione ed in questo blog: dall'uso di fonti alternative al risparmio energetico alla diminuzione dei consumi ecc. Ma ci piace anche perchè questi ed altri progetti sono portati avanti coinvolgendo la popolazione e facendola partecipare non solo nelle decisioni, ma anche nei rischi che si corronno quando ci si cimenta con sfide importanti. Ci piace a tal punto che, oltre ad averne parlato su cooperazione, abbiamo subito sottoscritto delle quote della società STG (di cui parliamo ampiamente nell'articolo). E lasciamo stare i maligni che potrebbero insinuare che l'entusiamo è dovuto al fatto che mio cugino Simone è sindaco del comune, ed il mio papà è il presidente della STG. Happy
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affollati di gente, disaffollati di motivazioni

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Per Trenitalia un treno in ritardo, non é un treno in ritardo...

Prima lezione di law&economics base.
I comportamenti degli individui sono dettati (anche) dagli incentivi e disincentivi economici sottostanti.
Seconda lezione di law&economics avvanzata. A volte, l'introduzione di incentivi (o disincentivi) economici sostituisce le motivazioni preesistenti che spingevano a comportarsi in un certo modo. É il cosidetto motivation crowding-out ; "disaffollamento" motivazionale...

Sono seduto sull'Eurostar 9428 da Roma Termini (07:30) a Milano Centrale (12:00). Hanno appena annunciato i regolari 25 minuti di ritardo. 25 minuti. Venticinque minuti. É cosi sempre. Sono stati 25 minuti la settimana scorsa. Sono stati 25 minuti la settimana prima della scorsa. Sono stati 30 minuti giovedi al ritorno, e forse venti la settimana prima.

Perché? Trenitalia é un soggetto economico. Un po' particolare si potrebbe obiettare. In ogni caso un soggetto economico che risponde (a volte) agli incentivi. Per vincolarsi rispetto ai propri utenti, per offrire un po' di credibilità al proprio prodotto, promise molto tempo fa di restituire il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo. Giusto perdio. L'utente acquista un servizio. il servizio é mancante. All'utente viene restituito un po' del costo.

Questo poi, induce (nelle intenzioni di chi prese quella decisione) Trenitalia a modificare il proprio comportamento. Se essa deve pagare per aver causato un ritardo, farà di tutto per non causare ritardi. E qui siamo alla lezione numero uno di l&e: gli agenti rispondono agli (dis)incentivi.

Ma quanto ritardo é sufficiente per fare scattare il bonus ripagatore? Qui trenitalia (o che per lei)ha deciso che il ritardo deve essere di 25 minuti. Venticinque minuti. Come se 25 minuti, per due volte alla settimana, per 40 settimane all'anno non facessero 1000 minuti. Cioé praticamente due giorni lavorati immolati ai ritardi di Trenitalia.

Ora, se Trenitalia é disincentivata a fare un ritardo superiore ai 25 minuti, ma non paga nessuna conseguenza per ritardi inferiori ai 25 minuti, cosa credete che succeda? Esatto.. succede quello che succede...

Qui entra entra in gioco la lezione di L&E avvanzata. Se anche vi fosse stato un singolo ferroviere motivato a portare in binario il suo bravo treno in orario per farsi bello con i colleghi e con i superiori o anche solo per amore di un lavoro ben fatto, ora si troverà con le proprie motivazioni spiazzate e svuotate.

Per Trenitalia un treno in ritardo, non é un treno in ritardo. Non lo é perché se cosi fosse, essa dovrebe pagare un bonus. E siccome il bonus si paga solo dopo i 25 minuti, allora un treno in ritardo di 25 minuti, NON E' IN RITARDO. Perfavore, non insistete. Quando leggete l'orario ferroviario insomma, nella colonnina del tempo di percorrenza della tratta, leggete sempre un (+25 min). Solo oltre quest'orario infatti il treno, per trenitalia, é effettivamente in ritardo.

PS. Meno male che ieri Romano mi ha provato l'alta velocità tra Bologna e Milano. Dice che entro Natale prossimo me la consegna e ed entro Natale 2009 posso andare da Roma a Milano in tre ore. Tre ore e enticinque minuti ovviamente...

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mamme, bici e pannelli solari. Un anno dopo

Un anno fa commentavamo la finanziaria 2006 suggerendo di parlare più delle misure in essa contenute vicine alla gente. Mamme, perché con la finanziaria si davano finalmente delle sicurezze alle donne con lavori precari in dolce attesa, bici perché venivano stanziati fondi per la costruzione di piste ciclabili e panelli solari perché si dava finalmente sostanza alla promessa che più ci era piaciuta in campagna elettorale: quella di coprire l'italia di pannelli solari.

Siamo di nuovo in questi giorni immersi nel girone dantesco della finanziaria. Il governo vacilla e la Binetti non viene (per ora) espulsa dal PD. Il parolaio rosso parla a vanvera di tempi lunghi e orizzonti ampi, asfissiando però negli spazi angusti e nei tempi miopi dei suoi piccoli interessi di partito. Noi guardiamo a quello che ci era piaciuto allora, ed egoisticamente constatiamo quanto quella finanziaria, allora cosi sofferta ci ha regalato, messo in gradi di, concesso(niente, l'italiano non ci aiuta ad esprimere il concetto. Usiamo un termine inglese allora) empowered.

Forse qualcuno di voi gia lo sa, altri no. Chiara, Lucia ed il sottoscritto aspettiamo un nuovo membro in famiglia. Arriverà presto; se tutto va bene agli inizi di febbraio. In quanto entrambi lavoratori precari (assegnisti di ricerca) abbiamo comunque da quest'anno diritto all'assegno di maternità. Anche io, il padre. Addirittura la mia università magnanimamente mi coprirebbe il 100% dello stipendio e non già solo l'80% garantito dall'INPS. Non fa niente se poi alla fine io non farò nemmeno un giorno di paternità. E se Lucia continuerà a lavorare sodo e con la consueta passione, magari un po' di più stando a casa ed un po' di meno dall'ufficio. Non fa niente dicevo, l'importante é sapere che quel diritto ci é riconosciuto, che l'istituzione pubblica si é presa cura del nostro desiderio di mettere al mondo un figlio; infondo di mettere al mondo un altro cittadino italiano.

Il secondo beneficio di quella finanziaria lo stiamo cogliendo in questi giorni. Stiamo installando dei magnifici pannelli solari sul nostro tetto. Seguirà a breve post più esteso in proposito ma per ora vi diciamo solo che siamo entusiasti dell'idea di farci la doccia, farci il bucato e lavarci le stoviglie con l'acqua riscaldata con nient'altro che il generoso sole che rende sempre questa città cosi meravigliosa. Tutto questo grazie alle detrazioni del 55% senza le quali probabilmente non saremo mai stati spinti ad installarli.

Certo, di ciclabili per ora non ne vediamo alcuna. Ma in compenso Lucia mi ha donato da poco una nuova e fiammante bicicletta con cui mi libro di tanto in quanto nel traffico di Roma.

Mamme, bici e pannelli solari...
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