Feb 2008
Niente scuse
26 02 08 | Ore: 18:20 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente
Insomma, anche oggi, 26 Febbraio 2008, il treno 9428 é arrivato in stazione a Milano annunciando un ritardo di 25 minuti. Che già é parte del mio tempo che Trenitalia mi ha indebitamente rubato. Per di più, l'orologio della stazione, nello stesso istante in cui il treno si fermava, era 28 minuti più avanti dell'orario di arrivo previsto. Quindi in zona utile per richiedere almeno la magra consolazione di un parziale rimborso. Io non ho dubbi che, alla mia richiesta di rimborso Trenitalia argomenterà che esso non può essere concesso in quanto il ritardo accumulato non era superiore ai 25 minuti. Non ho dubbi perché questo episodio increscioso mi é già accaduto. Ecco, qui oggi lo dico: quella di Trenitalia non solo é un'ingiustificabile arroganza perché deliberatamente e sistematicamente abusa del tempo dei suoi clienti (circa 25 minuti ogni volta), ma é anche una truffa, perché i ritardi sono regolarmente di poco superiori ai 25 minuti e ciononostante i bonus non vengono concessi perché il tempo di arrivo in stazione registrato nei database é regolarmente non corrispondente al vero.
Faremo un post per ogni ritardo. Promesso. Abbiamo già cominciato con questo e questo.
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ode al risparmio
16 02 08 | Ore: 08:58 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente
Dunque ieri abbiamo fatto i nostri bravi compitini
ecologici: abbiamo "oscurato" il sito, siamo andati in centro in
bici ed abbiamo cenato a lume di candela (anche se
mangiando sushi confenzionato nella plastica il
cui pesce chissa da dove arriva). Il tutto
all'insegna del
mi illumino di meno.
Però poi leggiamo SuzukiMaruti e ci viene da dire: si certo, spegnere un po' di luci un giorno all'anno non risolve il problema; si certo c'è un po' di snobbismo e perbenismo nell'aderire all'iniziativa, si certo il messaggio che passa di un ecologismo della privazione può essere alla fine controproducente. Però alla fine ci sembra che usare queste motivazioni per non aderire all'iniziativa suona un po' come il discorso di quelli che non fanno la raccolta differenziata perché tanto poi si dice in giro che alla fine buttano tutto nella stessa discarica...
Insomma, il messaggio di fondo dell'iniziativa di quelli di Radio 2 è cosa buona: il primo passo concreto per realizzare il protocollo di Kyoto è il risparmio energetico.
A questo proposito l'altra sera sono letteralmente imbufalito guardando Anno Zero. Con Rubbia ospite, ad un certo punto Santoro ha deviato con leggerezza sul tema energia (e si vedeva che tutto sommato il tema non gli interessava ma forse era l'unica cosa di cui poteva chiedere al suo ospite Rubbia). Solo che hanno permesso a quel figuro indescrivibile di Belpietro di interrompere Rubbia e pontificare -lui- su quali sono le soluzioni energetiche per l'italia. (E pensare che io ancora credevo che i giornalisti li invitassero per fare le domande e non per dare risposte). Belpietro ricordava come intervistando Prodi in campagna elettorale sulla questione energetica avesse incontrato come prima risposta del premier proprio il risparmio energetico come primo punto programmatico. Ah Ah... se la rideva Belpietro con quel suo ghigno ignorante e pieno della sua sicumera, sostenendo che il risparmio energetico era solo una risposta ridicola e che la via maestra era il ritorno alle centrali nucleari.
Ebbene ovviamente non abbiamo dubbio alcuno che la mite saggezza di Prodi avesse molto più senso pratico e supporto scientifico dell'arroganza di Belpietro. Pistorio, vicepresidente di confindustria e già AD di ST MIcroelectronics (non certo un no-TAV qualunque) ricordava come nella sua azienda negli ultimi 15 anni hanno diminuito i loro consumi del 5% all'anno, in pochi anni più che dimezzandoli. Ora, se ce l'hanno fatta i un industria onnivora di energia come quella elettronica, perchè non pensare di ottenere anche solo una parte di quei risultati: diciamo il 10-20% di riduzione in altri settori industriali? E per il soettore domestico si possono fare cose enormi eliminiamo lampade ad incadescenza, elettodomestici non di fascia A e sostituiendo i boiler elettrici con i pannelli solari. Tutte cose di buon senso, alla portata dei cittadini e dell'amministrazione che vuole sostenere queste scelte di consumo responsabile.
Oltre a farci rispettare Kyoto, questo buonsenso che tanto fa sorridere il figuro Belpietro, ci permetterebbe anche di evitare di intraprendere la strada del nucleare che tanto cara sta a questa destra becera. Come Rubbia ci spiegava infatti, prendere seriamente l'ipotesi nucleare significa come minimo costruire una quindicina di centrali (altrimenti il contributo sarebbe risibile). Quasi una per regione. Avere la produzione tra dieci anni, a costi guauli se non maggiori di quelli attuali, e dover affrontare il problema di dove mettere questi rifiuti. Ora se il nostro paese non sa nemmeno più dove stoccare la 'monnezza, è pensabile trovare posto alle scorie radioattive?
Avanti con il risparmio energetico dunque, e viva il buonsenso...
Però poi leggiamo SuzukiMaruti e ci viene da dire: si certo, spegnere un po' di luci un giorno all'anno non risolve il problema; si certo c'è un po' di snobbismo e perbenismo nell'aderire all'iniziativa, si certo il messaggio che passa di un ecologismo della privazione può essere alla fine controproducente. Però alla fine ci sembra che usare queste motivazioni per non aderire all'iniziativa suona un po' come il discorso di quelli che non fanno la raccolta differenziata perché tanto poi si dice in giro che alla fine buttano tutto nella stessa discarica...
Insomma, il messaggio di fondo dell'iniziativa di quelli di Radio 2 è cosa buona: il primo passo concreto per realizzare il protocollo di Kyoto è il risparmio energetico.
A questo proposito l'altra sera sono letteralmente imbufalito guardando Anno Zero. Con Rubbia ospite, ad un certo punto Santoro ha deviato con leggerezza sul tema energia (e si vedeva che tutto sommato il tema non gli interessava ma forse era l'unica cosa di cui poteva chiedere al suo ospite Rubbia). Solo che hanno permesso a quel figuro indescrivibile di Belpietro di interrompere Rubbia e pontificare -lui- su quali sono le soluzioni energetiche per l'italia. (E pensare che io ancora credevo che i giornalisti li invitassero per fare le domande e non per dare risposte). Belpietro ricordava come intervistando Prodi in campagna elettorale sulla questione energetica avesse incontrato come prima risposta del premier proprio il risparmio energetico come primo punto programmatico. Ah Ah... se la rideva Belpietro con quel suo ghigno ignorante e pieno della sua sicumera, sostenendo che il risparmio energetico era solo una risposta ridicola e che la via maestra era il ritorno alle centrali nucleari.
Ebbene ovviamente non abbiamo dubbio alcuno che la mite saggezza di Prodi avesse molto più senso pratico e supporto scientifico dell'arroganza di Belpietro. Pistorio, vicepresidente di confindustria e già AD di ST MIcroelectronics (non certo un no-TAV qualunque) ricordava come nella sua azienda negli ultimi 15 anni hanno diminuito i loro consumi del 5% all'anno, in pochi anni più che dimezzandoli. Ora, se ce l'hanno fatta i un industria onnivora di energia come quella elettronica, perchè non pensare di ottenere anche solo una parte di quei risultati: diciamo il 10-20% di riduzione in altri settori industriali? E per il soettore domestico si possono fare cose enormi eliminiamo lampade ad incadescenza, elettodomestici non di fascia A e sostituiendo i boiler elettrici con i pannelli solari. Tutte cose di buon senso, alla portata dei cittadini e dell'amministrazione che vuole sostenere queste scelte di consumo responsabile.
Oltre a farci rispettare Kyoto, questo buonsenso che tanto fa sorridere il figuro Belpietro, ci permetterebbe anche di evitare di intraprendere la strada del nucleare che tanto cara sta a questa destra becera. Come Rubbia ci spiegava infatti, prendere seriamente l'ipotesi nucleare significa come minimo costruire una quindicina di centrali (altrimenti il contributo sarebbe risibile). Quasi una per regione. Avere la produzione tra dieci anni, a costi guauli se non maggiori di quelli attuali, e dover affrontare il problema di dove mettere questi rifiuti. Ora se il nostro paese non sa nemmeno più dove stoccare la 'monnezza, è pensabile trovare posto alle scorie radioattive?
Avanti con il risparmio energetico dunque, e viva il buonsenso...
Anche quest'anno ci illuminiamo di meno
14 02 08 | Ore: 15:03 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente
Anche quest'anno aderiamo entusiasti a mi
illumino di meno.
E siccome siamo per il risparmio in generale, e non solo quello energetico, ricicliamo ben volentieri l'iniziativa dell'anno scorso.
Il 15 Febbraio é la giornata di Mi illumino di meno. Siccome oltre a fare i nostri bravi compitini a casa volevamo lanciarci nella sfida a fare azioni di risparmio energetico un po' strampalate, abbiamo deciso di convertire per la giornata questo sito al nero.
Che non é proprio come spegnere lo schermo, eppure... Mettiamola cosi: una pagina di un sito nero fa assorbire in media leggermente meno energia. Questo perché gli schermi consumano di meno per produrre il colore nero invece degli altri colori. Almeno vale per gli schermi CRT (quelli con i tubi catodici) Per gli LCD sembra che non ci sia una differenza di peso. Un tizio ha fatto i conti: un monitor CRT da 19 pollici consuma 83 watt con schermo bianco e 60 con schermo nero. L'LCD a 19 pollic invece ne usa comunque 35 watt a prescindere dal colore. Fatto sta che gli schermi CRT sono ancora abbastanza diffusi (diciamo il 20% degli schermi almeno), e quindi il mio sito nero farà risparmiare qualche frazione di watt a -diciamo- 5 dei visitatori che passeranno di qui oggi. Niente male no?
Sembra uno scherzo, ma qualcuno si é preso la briga di calcolare quanto si risparmierebbe se Google, che ormai é onnipresente sui desktop dei computer di tutto il mondo con la sua schermata perennemente candida, switchasse invece ad una modalità tutta nera. Qualcuno é passato dalle parole ai fatti, ed ha creato una pagina di ricerca google in nero.
E siccome siamo per il risparmio in generale, e non solo quello energetico, ricicliamo ben volentieri l'iniziativa dell'anno scorso.
Il 15 Febbraio é la giornata di Mi illumino di meno. Siccome oltre a fare i nostri bravi compitini a casa volevamo lanciarci nella sfida a fare azioni di risparmio energetico un po' strampalate, abbiamo deciso di convertire per la giornata questo sito al nero.
Che non é proprio come spegnere lo schermo, eppure... Mettiamola cosi: una pagina di un sito nero fa assorbire in media leggermente meno energia. Questo perché gli schermi consumano di meno per produrre il colore nero invece degli altri colori. Almeno vale per gli schermi CRT (quelli con i tubi catodici) Per gli LCD sembra che non ci sia una differenza di peso. Un tizio ha fatto i conti: un monitor CRT da 19 pollici consuma 83 watt con schermo bianco e 60 con schermo nero. L'LCD a 19 pollic invece ne usa comunque 35 watt a prescindere dal colore. Fatto sta che gli schermi CRT sono ancora abbastanza diffusi (diciamo il 20% degli schermi almeno), e quindi il mio sito nero farà risparmiare qualche frazione di watt a -diciamo- 5 dei visitatori che passeranno di qui oggi. Niente male no?
Sembra uno scherzo, ma qualcuno si é preso la briga di calcolare quanto si risparmierebbe se Google, che ormai é onnipresente sui desktop dei computer di tutto il mondo con la sua schermata perennemente candida, switchasse invece ad una modalità tutta nera. Qualcuno é passato dalle parole ai fatti, ed ha creato una pagina di ricerca google in nero.
Cosa vorremmo nel programma
11 02 08 | Ore: 08:58 | Categoria: Politica
Questa settimana dovrebbero farci conoscere i
programmi degli schieramenti in vista delle imminenti
elezioni. Ma prima una premessa. Nel 2006 non ci
siamo certo risparmiati dalle colonne di questo blog
nel mostrare da che parte stavamo. Noi ci abbiamo
creduto nel progetto dell'Unione. Abbiamo creduto che
Prodi fosse l'uomo giusto. Che potesse fare bene e
durare. Ancora crediamo di avere avuto ragione su
tutto tranne che sull'ultimo punto. Nel 2006, il PD
non era ancora nato e Prodi era l'unico a poter
tenere insieme quella cosa chiamata Unione.
Un'alleanza che noi crediamo abbia fatto tutto
sommato
delle buone cose. Anche se con infinita
stanchezza e dilaniandosi lungo il cammino. Anche se
lasciando indietro ancora moltissime cose d fare. E
per giunta non è durata. Quell'esperienza è quindi
finita. Archiviata. Per fortuna ora c'è il PD e le
cose, forse, possono esser diverse. Alla luce di
quanto è successo questa settimana il 2006 sembra già
cosi vecchio e lontano. Un'era geologica fa. Messa
alle spalle, e tutto sommato senza rimpianti. Ora
guardiamo avanti. Ieri Veltroni, e cosi chiariamo
subito da che parte stiamo, l'ha messa giù bene:
corriamo liberi, non soli, ma
liberi. Già, liberi magari di proporre idee
veramente radicali senza l'esigenza estenuante di
mediare di qua e di la, di accontentare questo e
quello, di annacquare tutto e nel farlo scontentare
tutti per aver provato ad accontentare ciascuno. Ecco
quindi, per quello che vale, le nostre piccole idee
per il programma radicale che vorremmo sentirci
proporre la settimana prossima.
IL SOLE CHE DA ENERGIA
Al numero uno nel programma vogliamo quella che abbiamo qui chiamato la rivoluzione della falce e pannello. Sappiamo che questo sta a cuore anche a Veltroni. Il cambiamento climatico è la grande sfida e la grande occasione di questo paese. Non è solo una questione ambientale, ma è una questione politica (che mondo vogliamo per noi,i nostri figli e gli altri) economica (l'industria verde è il futuro: dalle auto alle centrali elettriche etc.) sociale (pensiamo solo alle conseguenze dello spostare la tassazione dal lavoro alle attività carbon-intensive) culturale (il rispetto per l'ambiente, il sentimento di cittadinanza planetaria è prima di tutto una rivoluzione culturale).
Il piano si articola in diversi aspetti, alcuni dei quali avviati gia dal governo Prodi. Ma prima di tutto il Pd dovrebbe partire dal messaggio: dalla missione. Prendiamo esempio da Inghilterra o Germania: diamoci un traguardo di un taglio di emissioni del 20% per il 2020 e del 50% per il 2035.
IL FOCOLARE CHE SCALDA
Rimettiamo al centro dell'agenda il futuro del paese. Il futuro sono i nostri figli. E prima ancora due giovani che vogliono condividere affetti e mettere su famiglia. Riprendiamo il discorso dei DICO perchè è giusto dare diritti e protezioni anche a chi non sceglie la strada del matrimonio. Ma poi prendiamo sul serio il mandato costituzionale di tutelare e promuovere la famiglia. La nostra posizione l'abbiamo già espressa qui: sposarsi (religiosamente e/o civilmente) è un vincolo più stringente rispetto alla semplice convivenza, oppure al DICO/PACS e che in quanto tale permette ad una coppia di guardare più lontano. L'economista direbbe che tutela di più l'investimento specifico dei coniugi e quindi permette loro di investire ottimamente. A cominciare dai figli. Ecco perchè pensiamo che la tutela legale "negativa" vada assicurata anche a chi non sceglie la strada del matrimonio, ma per chi la sceglie lo stato debba fare un passo in più. Il PD potrebbe prendere a prestito, pari pari , la petizione del Forum Famiglie. Si sono quelle del family day. Si sono quelle di Pezzotta, in odore di Ruinismo. Si, nemmeno a noi stano tanto simpatici. Ma la loro campagna chiede un fisco a misura di famiglia; meno tasse per chi ha figli. Niente di più. Prendiamo in toto questa misura. Va bene cosi come la l'hanno proposta loro. In più mettiamoci investimenti massicci in asili nido, ed esenzione ICI per giovani coppie e prima casa. (La maternità ai precari, lo ricordiamo, l'ha già fatta Prodi). Infine concediamo cittadinanza ai bambini dando il loro voto mediato alle madri. Per bilanciare l'elettore mediano che ora dà un peso enorme ai pensionati e si dimentica delle generazioni che verranno dopo di loro, che sono già vive, ma che non possono pesare elettoralmente perché minorenni. Diamo il voto alle madri (e non ai padri), anche per ricominciare dall'elettorato attivo a colmare il divario di genere in politica (e non come al solito con le quote rosa nell'elettorato passivo). E' partendo da chi compie in concreto la scelta di dare futuro al paese, da chi decide di metter su famiglia e fare figli, che deve ripartire il piano per ridare fiducia e futuro al paese.
Il sole che dà energia ed il focolare che scalda. I due pilastri per un'Italia capace di futuro.
IL SOLE CHE DA ENERGIA
Al numero uno nel programma vogliamo quella che abbiamo qui chiamato la rivoluzione della falce e pannello. Sappiamo che questo sta a cuore anche a Veltroni. Il cambiamento climatico è la grande sfida e la grande occasione di questo paese. Non è solo una questione ambientale, ma è una questione politica (che mondo vogliamo per noi,i nostri figli e gli altri) economica (l'industria verde è il futuro: dalle auto alle centrali elettriche etc.) sociale (pensiamo solo alle conseguenze dello spostare la tassazione dal lavoro alle attività carbon-intensive) culturale (il rispetto per l'ambiente, il sentimento di cittadinanza planetaria è prima di tutto una rivoluzione culturale).
Il piano si articola in diversi aspetti, alcuni dei quali avviati gia dal governo Prodi. Ma prima di tutto il Pd dovrebbe partire dal messaggio: dalla missione. Prendiamo esempio da Inghilterra o Germania: diamoci un traguardo di un taglio di emissioni del 20% per il 2020 e del 50% per il 2035.
IL FOCOLARE CHE SCALDA
Rimettiamo al centro dell'agenda il futuro del paese. Il futuro sono i nostri figli. E prima ancora due giovani che vogliono condividere affetti e mettere su famiglia. Riprendiamo il discorso dei DICO perchè è giusto dare diritti e protezioni anche a chi non sceglie la strada del matrimonio. Ma poi prendiamo sul serio il mandato costituzionale di tutelare e promuovere la famiglia. La nostra posizione l'abbiamo già espressa qui: sposarsi (religiosamente e/o civilmente) è un vincolo più stringente rispetto alla semplice convivenza, oppure al DICO/PACS e che in quanto tale permette ad una coppia di guardare più lontano. L'economista direbbe che tutela di più l'investimento specifico dei coniugi e quindi permette loro di investire ottimamente. A cominciare dai figli. Ecco perchè pensiamo che la tutela legale "negativa" vada assicurata anche a chi non sceglie la strada del matrimonio, ma per chi la sceglie lo stato debba fare un passo in più. Il PD potrebbe prendere a prestito, pari pari , la petizione del Forum Famiglie. Si sono quelle del family day. Si sono quelle di Pezzotta, in odore di Ruinismo. Si, nemmeno a noi stano tanto simpatici. Ma la loro campagna chiede un fisco a misura di famiglia; meno tasse per chi ha figli. Niente di più. Prendiamo in toto questa misura. Va bene cosi come la l'hanno proposta loro. In più mettiamoci investimenti massicci in asili nido, ed esenzione ICI per giovani coppie e prima casa. (La maternità ai precari, lo ricordiamo, l'ha già fatta Prodi). Infine concediamo cittadinanza ai bambini dando il loro voto mediato alle madri. Per bilanciare l'elettore mediano che ora dà un peso enorme ai pensionati e si dimentica delle generazioni che verranno dopo di loro, che sono già vive, ma che non possono pesare elettoralmente perché minorenni. Diamo il voto alle madri (e non ai padri), anche per ricominciare dall'elettorato attivo a colmare il divario di genere in politica (e non come al solito con le quote rosa nell'elettorato passivo). E' partendo da chi compie in concreto la scelta di dare futuro al paese, da chi decide di metter su famiglia e fare figli, che deve ripartire il piano per ridare fiducia e futuro al paese.
Il sole che dà energia ed il focolare che scalda. I due pilastri per un'Italia capace di futuro.
Iscrizioni
09 02 08 | Ore: 08:14 | Categoria: Politica
Non siamo professori. E non siamo ne ebrei ne
israeliani. Ma davvero vorremmo chiedere a questi
sciagurati se ci si può comunque
iscrivere alla lista di lobbisti
sionisti, almeno in qualità di soci
sostenitori, numerari, amici di... o qualcosa el
genere...
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01 02 08 | Ore: 19:00 | Categoria:
E a voi? Quale effige per commemorare i 10
anni dell'euro?




