HilLario non si candida

Clinton Lario
Lario come Hillary? La nostra speranza é durata lo spazio di un mattino. La leonessa ferita dalle intemperanze del suo compagno non scenderà nell'agone per emanciparsi da quella chiacchera infelice che l'accompagna (e per salvare la nazione naturalmente).

Si sta tutto risolvendo a tavola, nella cena delle scuse di Macherio. Per il bene della famiglia, dei figli, e della cara vecchia usanza di casa nostra di lavare i panni sporchi in casa (dopo averli candeggiati sui quotidiani di oggi).

Uffa però, che occasione sprecata. Quasi avevamo intravisto la nostra Hillary oggi. La nostra Veronica HilLario scendere in campo, in nome di un femminismo moderno, di un'idea di società all'altezza del ventunesimo secolo. Ed invece finisce tutto con delle scuse galanti, con una bella cena, e con un dopo cena intimo, che siamo sicuri il nostro beneamato ex-presdelcons non mancherà di dettagliarci in una delle sue prossime bagatelle!

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Lario 4 president

Si in effetti é un post assolutamente scontato. Clamorosamente banale. Ma irresistibile. Ho raccolto il giornale dallo zerbino stamane e letto il titolo a sei colonne. Non ci volevo credere. allora prima di sfogliarlo mi sono preparato il caffé, spremuto le arancie, disposto i biscotti ed infine accomodato sullo sgabello pronto a dare questa sbirciatina voyerista nella vita familiare dell'uomo pubblico più in vista e più odiato del paese.

Il motivo della scazzatura della Veronica non merita di essere ricordato. Se non per il fatto che é successo già innumerevoli volte che l'ex-presdelcons si lanciasse in questi apprezzamenti fuoriluogo e fuoritempo. Fuoritempo perché nel 2007 la galanteria passa attraverso il rispetto ed il riconoscimento dell'emancipazione femminile; fuoriluogo perché un uomo sposato potrebbe anche avere il buonguosto di riservare certe cortesie solo per la sua metà del cielo. Ma tant'é, un'Italia ormai stanca di ripere al proprio ex condottiero come si sta al mondo di questi tempi, aveva del tutto sorvolato sulle affermazioni dell'altra sera.

Nessun commento. Nessuno che abbia detto che non ci si comporta cosi, anche a costo di dover finire citati dai soliti BondiSchifani che ci avrebbero spiegato che era tutta una goliardata, e che il cavaliere é un cavaliere e che magari la Veronica trova il tutto molto divertente. Abbiamo lasciato una moglie sola con la sua umiliazione insomma. E questo non é stato galante da parte di nessuno. La Veronica però, nonostante le marionette BondiSchifani, ha fatto capire che la cosa non li é andata proprio giù.

Gelosa? Tignosa? Veronica Lario scrive perché oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

Se questo é il motivo per cui questa donna ha scritto a Repubblica una lettera esigendo delle scuse dall'uomo più potente del paese, dall'uomo che di questo paese rappresenta in molti aspetti anche i lati più deteriori, vorremmo che gli amici del centrodestra prendessero in seria considerazione la possibilità di dare indietro quella mezza sòla del marito, di chiedergli finalmente di ritirare a vita privata se stesso e quell'italia francamente detestabile che rappresenta, e mettere invece in pista questa donna con tutto il carico di modernità che ha saputo coltivare anche nello svolgere il ruolo più antico del mondo: quello di madre.

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Mancato compleanno

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Mi sono perso un'altro compleanno. Questa volta il compleanno di questo blog.

Un'anno ed un giorno orsono mi affacciavo alla ribalta di internet con le mie poche idee e sempre ben confuse. Uno degli ultimi arrivati certo. Visto che i blog sono in giro da almeno sei anni. Visto che ce ne sono in giro sessanta milioni, secondo Technorati. Nonostante gli accessi siano bassini. Nonostante i commenti di tanto in quanto languano. Nonostante costi fatica farlo. Nonostante...

Però mi ci sono affezionato. Mio padre mi ha sempre suggerito di tenere un diario. Peraltro di recente mi ha donato una copia del suo tenuta negli anni della mia infanzia (grazie ancora dad, un regalo bellissimo!) Io non l'ho mai fatto. Forse perché non ho mai afferrato l'idea che si potesse scrivere solo per se stessi (Forse perché non calcolavo la possibilità, un giorno, di donare il diario ad una persona cara, un figlio ad esempio). Ma il blog é diverso. E' un diario che gli altri possono leggere, e questo me lo ha reso più comprensibile ed appetibile. E' uno strumento per persone un po' egocentriche, ce lo hanno detto. Per persone che pensano di avere qualcosa di importante da dire, che pensano che ciò che le riguarda é in qualche modo rilevante per gli altri. Forse io sono un po' cosi ed é per questo che dopo un anno, bloggo ancora con piacere. Nonostante...

Questo per quanto riguarda il lato dell'offerta. Ma la domanda? Non so cosa spinge, più o meno regolarmente, tra le 15 e le 25 persone a passare di qui ogni giorno. Ovviamente ringrazio Lucia, Paola, papà, e conoscenti che passano di qui per solidarietà familiare. Per gli altri, giù il cappello, sono semplicemente onorato e lusingato.

Quelli che di blog se ne intendono, sostengono che il futuro é nei podcast e nei videocast stile youtube (di cui peraltro si fa grande uso anche da queste parti). Non credo che la mia strada porterà alla produzione di materiale multimediale di questo genere. Troppo sbattimento. Non ho ancora messo insieme le foto delle vacanze per intenderci. E poi l'altra strada per il futuro é nei blog tematici, sia il tema di esso qualche branca ristretta di una materia scientifica, sia esso un genere musicale semisconosciuto o una disquisizione dettagliata sugli aspetti della cucina etnica. Nemmeno questo so fare. In questo blog ci metto tutto quello che mi passa per la testa. Le cose di cui mi occupo, quelle di cui mi vorrei occupare. Quelle a proposito delle quali ho un pensiero vagante (peraltro sempre irrilevante e/o fuoriluogo). Anche, e perché no, gli affetti e le cose personali. Non ho nessun piano di specializzazione insomma. Ed i temerari che passano di qui dovranno ancora accontentarsi solo di poche idee, ma sono pronto a garantire che esse resteranno comunque ben confuse.

PS. Come leonardo, vi chiedo un piccolo regalo per questo compleanno: di segnalarmi se vi va, quale, dei post di questo primo anno vi ha incuriosito, impensierito, fatto incazzare; insomma, quale vi é piaciuto?


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Una lenzuolata vi seppellirà

In questo mondo alla rovescia che é l'Italia corporativa, a proposito delle nuove liberalizzazioni di Bersani,
capita che le corporazioni diano lezioni di liberismo e customare care

Questo provvedimento [...] potrà produrre effetti negativi per il consumatore in termini di prezzi e qualità
Facciadibronzo: Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici.

Le misure che riguardano il nostro settore [i benzinai] non portano alcun vantaggio alla collettività, [...] sono destinate al contrario a [...] mortificare la diversificazione e del livello qualitativo dei servizi offerti ai consumatori. [...] L’effetto sarà quello di consegnare il mercato ed i consumatori ad un monopolio “perfetto”[...] . Con buona pace della concorrenza, di certe sedicenti associazioni dei consumatori e degli apprendisti stregoni di un supposto e invece negato libero mercato.
Facciadibronzo: Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti

Capita che coloro che non hanno mai liberalizzato quando potevano farlo, ora predichino
benaltre liberalizzazioni.

La montagna ha partorito il topolino [..] E' da lì che bisogna partire per vere liberalizzazioni e privatizzazioni, non dai barbieri o dagli edicolanti
Facciadibronzo: Gianfranco Fini, ex-vicepresidente del consiglio

Tanto rumore per nulla. Solo una pletora di provvedimenti che servono soltanto a gettare fumo negli occhi degli italiani
Facciadibronzo: Antonio Tajani

Sono micro misure insufficienti
Facciadibronzo: Benedetto della Vedova

Liberalizzazioni sono pannicelli caldi
Facciadibronzo: Renato Brunetta

Liberalizzazioni cinica operazione demagogica
Facciadibronzo: Maurizio Sacconi

Queste facce di bronzo andrebbero seppellite sotto una lenzuolata di pernacchie.

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Verde America 2.0

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Che l'aria stava cambiando in America riguardo alla loro (poca) attenzione per l'ambiente, noi lo si era già sommessamente suggerito qui e qui. Ok, la piantiamo con l'impettimento spocchioso di chi vuol far credere di saperla più lunga dell'economist.

Quella che fa la copertina di questa settimana del magazine inglese non é una semplice notizia. É la registrazione di un trend, il giro di boa di una politica che segnerà le sorti di questo pianeta. Non solo ci riprendiamo gli USA nella barca di quelli che vogliono fare qualcosa per salvare la situazione. Ma li mettiamo direttamente al timone dove per loro natura stanno meglio. La leadership americana é stata cruciale nel creare l'emergenza effetto serra (solo loro producono 1/4 delle emissioni). Ora sarà cruciale per cominiciare seriamente a risolverlo. Anche se probabilmente bisognerà attendere ancora per due anni la delirante conclusione dell'era Bush.

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incostituzionale eppure...

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Ed ora io cosa ne faccio del mio paper? Potrei chiudere il post in questo modo.

Sullo scorcio dell'ultima legislatura, il governo Berlusconi passò la cosidetta legge Pecorella. Una delle tante leggi vergogna approvate, si é sempre detto. In soldoni la legge Pecorella (46/2006) dice che in caso di assoluzione in primo grado, un imputato non può essere portato dal Pubblico Ministero in appello. Sappiamo tutti perché fu fatta: Berlusconi era stato assolto in alcuni processi in primo grado per il rotto della cuffia e con questa legge chiudeva finalmente i suoi conti con la giustizia. Questo il grave vulnus della legge. Di essere stata pensata ad personam Berlusconi. Questo il motivo per cui la si é fatta rientrare nel novero delle leggi vergogna. C'é molto da vergognarsi infatti, quando l'avvocato Pecorella che ti difende nel processo, presiede in contemporanea la commissione giustizia della camera dal cui scranno propone una legge ritagliata a misura per il proprio processo, alla cui votazione le truppe cammellate del polo si presentarono in rigoroso ordine all'obbedienza del capo che altrimenti rischiava la galera.

Accantonato (per ora) il problema Berlusconi e l'uso improprio che ha fatto della democrazia e del parlamento, in un paese civile si potrebbe discutere sui meriti di questa legge che peraltro é stata fortemente voluta e sostenuta da un maestro del diritto penale, le cui intenzioni non erano certo dettate dai piccoli interessi da famigli politici. Essa infatti introduce un principio assodato nei paesi di tradizione di common law, che prevede che nor shall any person be subject for the same offense to be twice put in jeopardy of life or limb come recita il V emendamento della costituzione americana. Nessuno deve essere mai esposto al pericolo di essere triturato due volte dalla macchina processuale, qualora esso risulti innocente la prima volta.

Che ne pensate? fatti gli opportuni aggiustamenti, ed inserito in un contesto adeguato, a me sembra un principio degno di una democrazia matura e liberale. Quando qualcuno si deciderà finalmente a mettere mano in maniera organica, e non con gli interventi ad personam, al sistema giustizia italiano che versa nello stato penoso in cui sappiamo, questo principio sarebbe uno di quelli da rispolverare e reintrodurre con convinzione nei meccanismi di giustizia di una democrazia orgogliosa dei propri principi.

Per ora non vi resta da fare che giocare con il mio modello (se non funziona dovete installare Java. Le istruzioni su come usare il modello invece sono qui) e farmi sapere cosa ne pensate.

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Decalcificare il conflitto

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Fino a pochi mesi fa questo avrebbe dovuto leggersi come:
Confalonieri si complimenta con Galliani per il successo dei decoder approvati dal governo Berlusconi.

Sono cambiate un po' di cose nel frattempo... ma nemmeno troppe...

E da queste parti ancora si aspetta la legge sul conflitto di interessi. Quella seria.

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Chi non capisce u' Tube

Il ministro Dipietro ha messo oggi su YouTube il suo racconto del consiglio dei ministri. Di Dipietro si sono sentite in questi anni le più colorite e variopinte opinioni. Molti a destra, ma anche a sinistra lo hanno guardato con molta puzza sotto al naso per via di quell'aria un po' contadina e sempliciotta di cui lui peraltro va (giustamente) orgoglioso. Altri lo hanno crocifisso al legno del garantismo, anche se gli strali provenienti da destra sono stati sempre e comunque pretestuosi (il cosidetto garantismo a senso unico).

Una cosa che ci preme rimproverare al ministro é quella di non scegliersi mai troppo bene le persone con cui si accompagna. Ricordiamo l'unico deputato conquistato nel 2001 passato solertemente alla destra e poi l'impresentabile De Gregorio che non pochi guai sta combinando a danno dell'attuale maggioranza.

Ma tant'é. Finita la fregola di fare le pulci al ministro, quasi dovessimo anche noi distanziarci per delle inspiegabili pruderie, va detto che Dipietro ci é sempre sembrato una persona perbene. Uno dei pochi a cui lasciare le chiavi della propria auto (al più la si troverebbe un po' sporca del fango delle masserie molisane Winking).

Anche la conclusione del video, dove sente di dover giustificare questa sua discesa nell'agone tecnologico di YouTube con la necessità di spiegare che "il consiglio dei ministri é fatto di persone che cercano di fare il loro dovere con tutta la buona fede possibile" ci é parsa abbastanza impacciata da risultare genuina.

Niente male per essere il contadino della politica. Ha preso la corsia di sorpasso (visto che ora si occupa di infrastrutture) ed ha superato brillantemente la destra televisiva ferma da dodici anni all'agiografia dell'unto del signore ed il centrosinistra impantanato nella babele della finanzaria e negli infiniti e quotidiani errori di comunicazione.

Complimenti ministro! Questa volta sono gli altri, che non hanno capito u' Tube.

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Hi hi h-iphone

Come tutto il mondo ormai saprà, la apple ha presentato un telefono che verrà rilasciato sul mercato tra non meno di sei mesi e di cui si conosce ancora tuttosommato assai poco. Tutti però si sono già fatti un idea ben precisa.

Steve Jobs, della Apple dice che é una rivoluzione (e ci mancherebbe non lo dicesse) anzi tre. Con lui sono tutti i maczeloti e molti analisti finanziari.

Steve Ballmer, della Microsoft dice che é una sòla (e ci mancherebbe non lo dicesse). Suzukimaruti é d'accordo con Ballmer.

Noi non si sa che dire. Certo se promette di fare tutte le cose del video qui sotto, lo comperiamo....



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climax

In questi giorni é un crescendo di titoli ed allarmi. Ne parlano tutti. Persino i verdi ed il ministro dell'ambiente. Fatto che in Italia non é affatto scontato. Del clima, dei suoi cambiamenti. Un climax di spavento ed immobilismo. Sarà che anche oggi si gira a Roma senza la giacca quando questi dovrebbero essere i giorni più freddi dell'anno. Ci si comincia a cagare sotto insomma. Peraltro si chiacchera molto e si quaglia davvero poco.

Ci tocca credere che l'ENEL é un campione di sostenibilità. Che grazie al carbone pulito che verrà, la terra non sta subendo alcun cambiamento. Che in pochi anni la prodzione di eolico é aumentata di 80 volte (probabilmente sono passati da 1 a 80 mulini in tutta Italia)

Intanto siamo in ritardo con i nostri impegni su Kyoto, nonostante siamo sempre pronti a fare la predica a quelli che l'accordo non l'hanno sottoscritto.

Infine, della promessa di Prodi di voler ricoprire l'italia di pannelli solari non vediamo traccia. Speriamo sia il solito problema di comunicazione...

Per chi vuole fare la sua piccola parte, da queste parti abbiamo scritto (qui, qui e qui) sulla possibilità di conpensare le proprie emissioni e diventare cosi carbon neutral. C'é anche il sito in Italiano ora. Buona compensazione a tutti

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Coazione a riperdere

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Vi capita mai di perdere il portafoglio? A me capita almeno due volte alla settimana. Domenica scorsa ad esempio. Lo scrigno delle mie immense fortune se ne é rimasto bello nascosto in macchina per un giorno intero. Nonostante una mia subitanea iniziale perlustrazione visiva.
Ed io li a pensare al benzinaio che aveva sicuramente infilato la mano in macchina in un momento di mia distrazione. Ed oggi. Il bel figuro si é sospeso nell'intercapedine tra due vestiti appesi, dopo che aveva deciso di sfilarsi dai pantaloni ripiegati come mamma insegna ed appesi al porta abiti. E giù io a pensare a chi mi stava seduto accanto ieri in treno, a quanto sono incauto ogni volta che mi alzo dal posto senza portarmi appresso tutte le armi e tutti i bagagli. Credo di dovere delle scuse all'umanità. La incolpo almeno due volte a settimana di crimini che sistematicamente non ha commesso.

Eppure non ce la faccio a correggere. E davvero ne ho provate diverse. Il portafoglio più grande, con tanto di portamonete, così ne avverto il peso e l'ingombro. Il portafoglio più piccolo, un portacarte minimalista, così non ho la necessità di sfilarlo dalla tasca in continuazione in cerca di un po' di ristoro e conforto. Riporlo nello zaino? nel cappotto? nei pantaloni? nella borsa di lucia? nella borsa mia? nella giacca sportiva? nella giacca dell'abito? Niente da fare, sono indifferente ad ognuno di questi luoghi nel senso che lo ripongo puntualmente ed indifferentemente in ciascuno di essi. Salvo poi ricordare la locazione solo al costo di faticosi sforzi mnemonici degni di una seduta di psicoanalisi (dove eri in quel momento? di che cosa avevi bisogno? riesci a raffigurarti l'ultima azione? che cosa stavi facendo? che cosa stavi pensando? hai mai pensato in seguito che ti potesse servire?).

Peralto l'angoscia che assale al momento in cui si nota l'assenza sospetta dell'oggetto squadrato e rigonfio non funziona da viatico al prestare più attenzione a dove lo si ripone. Perchè non funziona? Non certo perché non si sia indifferenti alla ricchezza in esso contenuta. Al contrario, non solo l'angoscia non funziona da antidoto, ma forse si incespica in una specie di coazione a ripetere: oddio adesso cosa faccio; quanti ipod si compereranno con la mia carta di credito? quali crimini commetteranno con la mia identità rubata? come si spenderanno i miei punti della GS? su quale linea della metro viaggeranno con il mio carnet di biglietti? Che pesante l'angoscia dello smarrimento; che gioia il ritrovamento;
che altisonante la promessa fatta a se stesso di prestarvi più attenzione per il futuro. Ed invece si ricomincia da capo. Almeno due volte alla settimana.

Che fare? In passato ho spesso seriamente pensato di adottare quell'accessorio punk che lega saldamente l'angolo del suddetto alla cinghia rinforzata dei pantaloni attraverso una metallica catena che penzola a lato. A prova di scippo violento altrui e di colpevole sbadataggine mia. Sembra che il metodo abbia dei limiti estetici, ma sia alquanto efficace. Ma la tecnologia forse ci verrà in aiuto con una versione più moderna della catena punk. Sarebbe fantastico avere un portafoglio satellitare. Un wallet GPS se vi suona meglio. Non ritrovi più il portacarte? Niente paura; dal telefonino lo rintracci sulla mappa di casa. Di più, si potrebbe settare l'allarme in modo tale che se esso si allontana per più di due metri dal cellulare (o dal chip impiantanto nell'orologio, nell'orecchino, nel dente 'oro), questo comincia a suonare. Che ne dite? Io non vedo altre soluzioni e fino al rilascio in commercio della neo-punk GPS virtual chain (cosi penso dovrebbe chiamarsi il prototipo) sarò inesorabilmente condannato a rivivere l'angoscia ed accusare l'umanità almeno due volte alla settimana.


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La matematica secondo Repubblica /3

Che quelli di Repubblica non vadano forte in matematica lo si era già sommessamente notato qui e qui. Ma nel pezzo di oggi si raggiungono vette sublimi:

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99 studenti su 100, praticamente il 90% del totale.... Ora, se un bravo giornalista, per spiegarci che per ogni 79856468 Caio, ci fossero ben 74266515 Sempronio, ci avesse voluto facilitare la lettura dicendoci che il secondo numero é all'incirca il 90% del primo numero, avremmo sommessamente ringraziato il giornalista per la cortesia di evitarci il calcolo tedioso. Ma il simbolo "%" vuole proprio dire ancora "per cento". E novantanove studenti su cento, fanno ancora 99 studenti su 100. Ma tant'é.

A parte il simpatico svarione, l'articolo merita la lettura per capire il degrado di certe sacche della nostra università la cui soluzione, si ritiene da queste parti, potrebbe essere ottenuta semplicemente con l'abolizione del valore legale del titolo di studio.

In chiusura mi sorge un dubbio, che il giornalista di repubblica sia uno dei primi neo-dottori della rinnomata Università telematica "Guglielmo Marconi" oppure magari della prestigiosa Lum "J. Monnet" di Casamassima in Puglia citati dall'articolo...

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Ma in compenso...

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Volo ed inquino, ma in compenso.... Queso é il titolo azzeccato che il mio editor ha appioppato all'ultimo pezzo scritto per cooperazione tra consumatori (La mia proposta giustamente cassata suonava orribilmente: Un Kyoto per tutti). Il pezzo cerca di mettere insieme le poche cose che credo di aver capito dei meccanismi di compensazione delle emissioni di cui avevo già parlato anche qui sul blog (1, 2).

Roberto Dallabona segnala poi che esiste anche un sito italiano dove si possono acquistare i crediti di emissione: Impatto Zero. Si possono compensare le proprie emissioni per i viaggi in automobile, in aereo, l'impatto della propria casa e persino la realizzazione della tesi di laurea. La cosa interessante é che le aziende possono compensare attività specifiche: ad esempio la pubblicazione di un libro, o l'attività di consulenza. La compensazione avviene soprattutto attraverso programmi di riforestazione in CostaRica ed in Italia. Buona compensazione a tutti allora...

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Ben altri Safari

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Eccoci qui. Rientrati al campo base. Davanti a questo schermo e a questo browser, ma con in testa ben altri safari...

Presto seguiranno foto e filmini, per gli amici che si vorranno far tediare dalle immancabili foto delle vacanze... Estote Parati!

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