L'alba del centenario
Oggi é il giorno del
centenario. Questa mattina
all'alba, molti di noi -fratelli in quella
promessa formulata tanti anni fa- hanno
pronunciato quelle stesse parole:
Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare
del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio
e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni
circostanza e per osservare la Legge scout.
Legge promessa, uniforme... Strada, servizio, fede...
Avventura, comunità, impegno.... Quanto suonano
strane queste parole? e quanto sono anacronistici gli
scout? cosi fuori dal tempo da essere così
terribilmente attuali
Qui,qui e qui
che ci facciamo con
u'na canna?
Circa due mesi fa, in un delle mie settimanali transferte sotto la madonnina, ho conosciuto Dany in treno. Dany é un medico omeopata. In particolare diciamo che é un po' fissato con l'olio di canapa: oltre a promuoverne le virtù medicinali ed alimentari, si é messo ora a organizzarne la produzione in Romania e -evidentemente non pago- ne cura anche la distribuzione nelle erboristerie romane. Curiosi noi lo abbiamo provato. L'olio, non Dany. Per ora non notiamo particolari segni di miglioramento delle capacità cognitive come promesso (peraltro solo una delle virtù dell'olio). Però diciamo che la materia
E non pensate sempre, subito e solamente alle canne da fumare....
argomenti usurati
Detto questo, ed a mò di promemoria per i programmi di governo che verranno, è ora di pensare a riforme più forward looking sulla previdenza. Non ripeto qui quello che si sostiene in molti posti altrove. Ma se vogliamo proprio parlare di quote: noi seguiamo Adinolfi e sposiamo quota 100. E' ora di mettere al centro del discorso pensionistico i giovani che entrano al lavoro, non i vecchi che ne escono.
Sotto quota 100 nessun patto generaizonale è credibile. Siamo il paese con l'età pensionabile tra le più basse in Europa. e con la longevità più elevata. Eppure ci vengono a raccontare che i conti INPS, sono in ordine. A livello contabile lo sono: il trucco sta nell'erogare future pensioni molto basse, con prospettive di non arrivare nemmeno al 50% dell'ultimo stipendio percepito. Bisogna dirlo chiaro: questo scambio, bassa età pensionabile in cambio di future basse pensioni, è un insulto e soprattutto non è politicamente credibile. Che cosa faremo infatti quando tra 10-20 anni cominceremo a vedere masse di pensionati molto impoveriti? Faremo esattamente quello che abbiamo fatto in questi anni: alzeremo gli assegni minimi e trasferiremo loro risorse. Con buona pace dei conti in ordine. Lo faremo certo perchè noi non vogliamo vedere anziani morire di stenti, ma sia chiaro: è politicamente inaccettabile, perchè è lampante che gli accordi di questi anni sono in malafede se già scontano quei futuri extra trasferimenti iniqui.
Basta con la retorica dei lavori usuranti. Tagliamo corto su un'altro argomento: i lavori usuranti. Con una premessa doverosa: massimo rispetto per chi si rompe la schiena agli altiforni ed in altri luoghi di lavoro difficili. Però questa intervista ad Angeletti ci fa annusare i luridi cantoni dove si vuole andare a parare: l'innalzamento dell'età pensionabile può essere sindacalmente neutralizzato facendo entrare tutti
La questione generazionale stà entrando prepotentemente anche nel dibattito previdenziale. E' ora di mettere da parte argomenti non credibili e usurati. Quando cominciamo -ad esempio- invece a discure seriamente della scandalosa questione dei contributi versati dai milioni di precari e che, oltre ad essere esigui, non sono nemmeno ricongiungibili con i contributi del lavoro a tempo indeterminato?
Insistiamo senatore:
se ne può davvero andare...
Volevamo rassicurare il senatore Selva.
Nonostante sappiamo che ci mancherà, nonostante già
fatichiamo ad immaginarci i panini del Tg2 senza il
suo contributo fondamentale, noi per rispetto alla
sua coerenza e coscienza, non gli avremmo mai chiesto
di restare. Quando uno compie una scelta cosi
meditata, è giusto che i cittadini la rispettino sino
in fondo, senza tirare alcuno per la giacchetta.
Selva ha già dato a questa repubblica, davvero non è
corretto chiedergli di restare oltre!
nucleare? no grazie
E con questo evento, credo che si possa mettere la parola fine al tanto paventato ritorno del nucleare. Sembrava tornare di moda. E per amore di verità, bisogna ammettere che le ragioni sembravano ammiccanti: in particolare il fatto che, non emettendo gas serra, il nucleare era un ottima soluzione per produrre energia senza danneggiare il clima soprattutto in una prospettiva di transitare alle fonti rinnovabili nel medio lungo periodo. Ma la tesi gia non ci aveva convinto. Ora questo incidente mette la parola fine a chi provava a convincere che il nucleare moderno fosse inerentemente più sicuro. Ma dai terremoti non ci si difende mai del tutto. E nemmeno dagli attentati terroristici. E siccome l'Italia è notoriamente un posto ad elevato rischio sismico, e siccome l'Italia è un target per i terroristi (anche se fino ad ora bene o male risparmiato), direi che le centrali nucleari, sono proprio da dimenticare. Punto e basta.
E pazienza se qualcuno dirà che queste sono riflessioni che nascono sull'onda emotiva, che la percezione sovrastima il rischio effettivo e via discorrendo. Il problema rimane: per quanto piccolo ed ulteriormente riducibile, il rischio di incidente catastrofico rimane incomprimibilmente maggiore di zero. Dunque, per cercare energia, guardiamo altrove.
stridenti incoerenze
Noi, a differenza dei commentatori di One More Blog, indugiamo e ci tratteniamo dal consolidare quelli che peraltro sono pensieri che affiorano prepotenti. Ma allora è vero che non tutti i suicidi sono uguali? allora è vero che anche la chiesa perdona più facilmente ai potenti? allora è vero che tra una scelta tragica ed una scelta assurda, la chiesa ha dato ragione alla seconda? Noi vorremmo che qualcuno ci aiutasse a fugare questi pensieri. Ecco, possibilmente non con un commento in latino...
L'AEEG accende la luce sulla liberalizzazione
Vale però la pena ribadire una cosa, che altrimenti si perde nell'enfasi riposta dal garante sulla questione concorrenziale: più che risparmi in termini di denaro (che difficilmente saranno cospicui), la liberalizzazione permette soprattuto di potersi finalmente scegliere i fornitori in base alle loro credenziali ambientali. Basta enegia atomica. basta energia da carbone. RINNOVABILI, RINNOVABILI E RINNOVABILI...
gemelli salvatori della patria
Ma insomma, chi l'ha
detto che solo i polacchi possono avere due gemelli
a salvare la loro patria?
Anche noi ne abbiamo due (impressionante la
somiglianza, non trovate?) che, a scorrere i giornali
in questi giorni, stanno prendendo questo paese per
mano e lo stanno portando verso il sol dell'avvenire.
E se forse non sarà il luminoso sol dell'avvnire, che
almeno sia l'illuminato centro di una nostra città. E
ci si vada magari a bordo di una 500. O in Metro B1.
vitalitalia
Due anni fa il referendum
per l'abrogazione di alcuni articoli della legge 40
sulla fecondazione assistita. In
quell'occasione una campagna pubblicitaria
ottimamente organizzata -tra gli altri- dalla
chiesa cattolica ed in particolare dal cardinal
Ruini, fece passare chiaro il messaggio che chi
tifava per la vita, doveva per forza
essere contro il referendum (e quindi astenersi).
Qui sopra abbiamo 5 sigle di organizzazioni parte
di quella mobilitata galassia: tutte con
riferimenti espliciti alla parola vita. Come nella
migliore tradizione della politica che si fa
marketing, bisogna continuare adi insistere con
una parola chiave, sottrarla all'avversario e
farne la propria bandiera. La sinistra di questi
meccanismi della politica non ha mai capito nulla.
Nel corso del tempo si è fatta scippare parole
come libertà, sviluppo, territorio ed infine vita.
Nel 2005 l'immaginario comune pre-referendario era
ben delineato: Astensione=Vita e
Voto=Morte
Oggi le statistiche ci dicono il contrario. A causa dell legge 40, sono nati meno
bambini e le donne hanno corso più rischi in
gravidanza. Sarà un ragionamento semplicistico
il mio se volete, ma insomma, i dati parlano
chiaro: l'aver perso quel referendum ha fatto
perdere circa 1000 parti all'anno al saldo delle
nascite del paese. Gli antireferendari
erano per la vita o contro la vita
quindi? E' un ironia funerea mi rendo
conto. Che non fa giustizia di tutti quelli che
con la parola vita si sono riempiti la
bocca con troppa disinvoltura.
Academic stuff







