L'alba del centenario


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Oggi é il giorno del centenario. Questa mattina all'alba, molti di noi -fratelli in quella promessa formulata tanti anni fa- hanno pronunciato quelle stesse parole:

Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza e per osservare la Legge scout.

Legge promessa, uniforme... Strada, servizio, fede... Avventura, comunità, impegno.... Quanto suonano strane queste parole? e quanto sono anacronistici gli scout? cosi fuori dal tempo da essere così terribilmente attuali

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Qui,qui e qui

Oggi sono qui. Anche se con la testa sono piuttosto qui. E non vedo l'ora di essere qui. Buona estate a tutti...
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che ci facciamo con u'na canna?

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Circa due mesi fa, in un delle mie settimanali transferte sotto la madonnina, ho conosciuto Dany in treno. Dany é un medico omeopata. In particolare diciamo che é un po' fissato con l'olio di canapa: oltre a promuoverne le virtù medicinali ed alimentari, si é messo ora a organizzarne la produzione in Romania e -evidentemente non pago- ne cura anche la distribuzione nelle erboristerie romane. Curiosi noi lo abbiamo provato. L'olio, non Dany. Per ora non notiamo particolari segni di miglioramento delle capacità cognitive come promesso (peraltro solo una delle virtù dell'olio). Però diciamo che la materia grigia di partenza non é delle migliori. Comunque é buono almeno al gusto. E soprattutto ci ha dato l'occasione di scriverne un articolo per cooperazione tra consumatori, decantando le incredibili virtù della canapa sativa, dei suoi usi industriali, medici ed alimentari.

E non pensate sempre, subito e solamente alle canne da fumare....
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argomenti usurati

Abbiamo forse finalmente un'accordo sulle pensioni. Che cosa pensarne? Beh, da queste parti si tende a guardarlo come ad un passo necessario fatto dal governo. Ci si era impegnati in campagna elettorale a mitigare la vigliaccheria maroniana (non dimentichiamolo: Berlusconi ha innalzato l'età ma ne ha fatto pagare lo scotto politico al governo successivo). Ora abbiamo un piano che costa parecchi soldi -non neghiamocelo- ma che mette insieme le promesse fatte con un certo equilibrio economico.

Detto questo, ed a mò di promemoria per i programmi di governo che verranno, è ora di pensare a riforme più forward looking sulla previdenza. Non ripeto qui quello che si sostiene in molti posti altrove. Ma se vogliamo proprio parlare di quote: noi seguiamo Adinolfi e sposiamo quota 100. E' ora di mettere al centro del discorso pensionistico i giovani che entrano al lavoro, non i vecchi che ne escono.

Sotto quota 100 nessun patto generaizonale è credibile. Siamo il paese con l'età pensionabile tra le più basse in Europa. e con la longevità più elevata. Eppure ci vengono a raccontare che i conti INPS, sono in ordine. A livello contabile lo sono: il trucco sta nell'erogare future pensioni molto basse, con prospettive di non arrivare nemmeno al 50% dell'ultimo stipendio percepito. Bisogna dirlo chiaro: questo scambio, bassa età pensionabile in cambio di future basse pensioni, è un insulto e soprattutto non è politicamente credibile. Che cosa faremo infatti quando tra 10-20 anni cominceremo a vedere masse di pensionati molto impoveriti? Faremo esattamente quello che abbiamo fatto in questi anni: alzeremo gli assegni minimi e trasferiremo loro risorse. Con buona pace dei conti in ordine. Lo faremo certo perchè noi non vogliamo vedere anziani morire di stenti, ma sia chiaro: è politicamente inaccettabile, perchè è lampante che gli accordi di questi anni sono in malafede se già scontano quei futuri extra trasferimenti iniqui.

Basta con la retorica dei lavori usuranti. Tagliamo corto su un'altro argomento: i lavori usuranti. Con una premessa doverosa: massimo rispetto per chi si rompe la schiena agli altiforni ed in altri luoghi di lavoro difficili. Però questa intervista ad Angeletti ci fa annusare i luridi cantoni dove si vuole andare a parare: l'innalzamento dell'età pensionabile può essere sindacalmente neutralizzato facendo entrare tutti gli iscritti alla UIL nella categoria degli usurati. Ora un po' di economics del lavoro usurante: io non discuto che alcuni lavori lo siano. chi accetta di farli, accetta rischi più elevati, invecchiamenti precoci, malattie da lavoro e cosi via. In linea di principio il mercato è perfettamente in grado di assorbire questi rischi. In linea di principio è giusto anche che questa gente possa ritirarsi prima dal lavoro. E le due cose sono perfettamente conigliabili: la loro dipartita prematura non deve essere sostenuta da chi i contributi li continua a pagare per altri 5-10 anni. Non ci deve essere nessun sussidio incrociato verso il lavoro usurante, perchè altrimenti al margine avremmo un eccesso di offerta di tali posti di lavoro. Se il lavoro è usurante, si firmino accordi sindacali che facciano pagare più contributi all'azienda ed al lavoratore, in modo tale da lasciare gli usurati a casa dopo i 57 anni e coprire gli anni mancanti all'età pensionabile valida per i resto della popolazione. Se l'operaio dell'altoforno va in pensione a 57 anni, l'azienda dovrebbe avere accantonato risorse per pagarne un sostituto di pensione fino alla quota 100 ed al tempo stesso i contributi INPS che permettano di maturare i diritti pensionistici come se il lavoratore stesse ancora lavorando. Se l'azienda non se lo può permettere, vuol dire che quel posto di lavoro non è economicamente sostenibile e tanto vale farlo fare ad un giovane indiano o cinese. Solo internalizzando tutti i costi, anche quelli delle pensioni anticipate, i vantaggi dei lavori usuranti si allineano con i costi relativi. Solo in questo modo si rende sostenibile l'anticipo di età pensionabile per gli usuranti e si tagliano alla radice le manipolazioni soncertanti alla Angeletti.

La questione generazionale stà entrando prepotentemente anche nel dibattito previdenziale. E' ora di mettere da parte argomenti non credibili e usurati. Quando cominciamo -ad esempio- invece a discure seriamente della scandalosa questione dei contributi versati dai milioni di precari e che, oltre ad essere esigui, non sono nemmeno ricongiungibili con i contributi del lavoro a tempo indeterminato?
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Insistiamo senatore:
se ne può davvero andare...

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Volevamo rassicurare il senatore Selva. Nonostante sappiamo che ci mancherà, nonostante già fatichiamo ad immaginarci i panini del Tg2 senza il suo contributo fondamentale, noi per rispetto alla sua coerenza e coscienza, non gli avremmo mai chiesto di restare. Quando uno compie una scelta cosi meditata, è giusto che i cittadini la rispettino sino in fondo, senza tirare alcuno per la giacchetta.

Selva ha già dato a questa repubblica, davvero non è corretto chiedergli di restare oltre!

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nucleare? no grazie

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E con questo evento, credo che si possa mettere la parola fine al tanto paventato ritorno del nucleare. Sembrava tornare di moda. E per amore di verità, bisogna ammettere che le ragioni sembravano ammiccanti: in particolare il fatto che, non emettendo gas serra, il nucleare era un ottima soluzione per produrre energia senza danneggiare il clima soprattutto in una prospettiva di transitare alle fonti rinnovabili nel medio lungo periodo. Ma la tesi gia non ci aveva convinto. Ora questo incidente mette la parola fine a chi provava a convincere che il nucleare moderno fosse inerentemente più sicuro. Ma dai terremoti non ci si difende mai del tutto. E nemmeno dagli attentati terroristici. E siccome l'Italia è notoriamente un posto ad elevato rischio sismico, e siccome l'Italia è un target per i terroristi (anche se fino ad ora bene o male risparmiato), direi che le centrali nucleari, sono proprio da dimenticare. Punto e basta.

E pazienza se qualcuno dirà che queste sono riflessioni che nascono sull'onda emotiva, che la percezione sovrastima il rischio effettivo e via discorrendo. Il problema rimane: per quanto piccolo ed ulteriormente riducibile, il rischio di incidente catastrofico rimane incomprimibilmente maggiore di zero. Dunque, per cercare energia, guardiamo altrove.
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stridenti incoerenze

Su one more blog notano un'innegabile, stridente e lacerante incoerenza. Di fronte a due suicidi, di un'uomo allo stadio finale della sua dolorosissima malattia da una parte, di un uomo dalla vita apparentemente piena di successi dall'altra, al primo la chiesa nega la pietà cristiana del funerale, al secondo la stessa concede i funerali in massima pompa al cospetto di alcuni suoi eminenti esponenti.

Noi, a differenza dei commentatori di One More Blog, indugiamo e ci tratteniamo dal consolidare quelli che peraltro sono pensieri che affiorano prepotenti. Ma allora è vero che non tutti i suicidi sono uguali? allora è vero che anche la chiesa perdona più facilmente ai potenti? allora è vero che tra una scelta tragica ed una scelta assurda, la chiesa ha dato ragione alla seconda? Noi vorremmo che qualcuno ci aiutasse a fugare questi pensieri. Ecco, possibilmente non con un commento in latino...
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L'AEEG accende la luce sulla liberalizzazione

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Per chi non riponesse fiducia nei consigli e spiegazioni del sottoscritto in merito alla liberalizzazione del mercato energetico per le utenze finali, ora arriva direttamente L'Autorità Garante per L'Energia ed il Gas a spiegare perbenino le cose. Gli scettici potranno quindi verificare che non dicevo castronate.

Vale però la pena ribadire una cosa, che altrimenti si perde nell'enfasi riposta dal garante sulla questione concorrenziale: più che risparmi in termini di denaro (che difficilmente saranno cospicui), la liberalizzazione permette soprattuto di potersi finalmente scegliere i fornitori in base alle loro credenziali ambientali. Basta enegia atomica. basta energia da carbone. RINNOVABILI, RINNOVABILI E RINNOVABILI...
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gemelli salvatori della patria

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Ma insomma, chi l'ha detto che solo i polacchi possono avere due gemelli a salvare la loro patria?

Anche noi ne abbiamo due (impressionante la somiglianza, non trovate?) che, a scorrere i giornali in questi giorni, stanno prendendo questo paese per mano e lo stanno portando verso il sol dell'avvenire.
E se forse non sarà il luminoso sol dell'avvnire, che almeno sia l'illuminato centro di una nostra città. E ci si vada magari a bordo di una 500. O in Metro B1.

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vitalitalia

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Due anni fa il referendum per l'abrogazione di alcuni articoli della legge 40 sulla fecondazione assistita. In quell'occasione una campagna pubblicitaria ottimamente organizzata -tra gli altri- dalla chiesa cattolica ed in particolare dal cardinal Ruini, fece passare chiaro il messaggio che chi tifava per la vita, doveva per forza essere contro il referendum (e quindi astenersi). Qui sopra abbiamo 5 sigle di organizzazioni parte di quella mobilitata galassia: tutte con riferimenti espliciti alla parola vita. Come nella migliore tradizione della politica che si fa marketing, bisogna continuare adi insistere con una parola chiave, sottrarla all'avversario e farne la propria bandiera. La sinistra di questi meccanismi della politica non ha mai capito nulla. Nel corso del tempo si è fatta scippare parole come libertà, sviluppo, territorio ed infine vita. Nel 2005 l'immaginario comune pre-referendario era ben delineato: Astensione=Vita e Voto=Morte

Oggi le statistiche ci dicono il contrario. A causa dell legge 40, sono nati meno bambini e le donne hanno corso più rischi in gravidanza. Sarà un ragionamento semplicistico il mio se volete, ma insomma, i dati parlano chiaro: l'aver perso quel referendum ha fatto perdere circa 1000 parti all'anno al saldo delle nascite del paese. Gli antireferendari erano per la vita o contro la vita quindi? E' un ironia funerea mi rendo conto. Che non fa giustizia di tutti quelli che con la parola vita si sono riempiti la bocca con troppa disinvoltura.

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capata alla coppa

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Siamo andati a vedere come butta per Alinghi...

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sotto nuova luce

Ribadiamo: da oggi ci si può scegliere il fornitore di energia. In attesa di vedere le bollette scendere (ma non vi aspettate cali drastici) potete sempre optare per un provider di energia tutta proveniente da fonti rinnovabili come La220, LifeGate Energy o Trenta rinnovabile. Fate voi...

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