Mondiali e politica

Mondiali 1994, con l"Italia in finale mondiale, Berlusconi provava a fare passare il cosidetto decreto Biondi per evitare la custodia cautelare agli amici sotto inchiesta.

Mondiali 2002. Berlusconi mette in cantiere la legge Cirami. Viene approvata la Bossi-Fini

Mondiale 2006. Il governo Prodi presenta il decreto Bersani per le liberalizzazioni.

Ora si comincia a respirare aria nuova!

E stasera speriamo l'Italia vada avanti, cosi abbiamo un po' di altri giorni di distrazione per approvare il decreto Winking

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Quelli che si tagliano le p...e per dare un dispiacere alla moglie

Gente che si taglia le palle per dare un dispiacere alla moglie. Cosi commenta suzukimaruti (ormai il guru politico ufficiale da queste parti) il comportamento demenziale degli otto senatori di rifondazione, PDCI e verdi che in queste ore rischiano di far mancare la maggioranza al governo sulla questione Afghanistan.

Ecco qui i nostri eroi: Gigi Malabarba, Claudio Grassi, Franco Turigliatto e Fosco Giannini (tutti del Prc), Mauro Bulgarelli, Loredana de Petris, Giampaolo Silvestri (Verdi) e Fernando Rossi (Pdci)

Suzukimaruti invita agli elettori dei suddetti partiti (ed anche io ne conosco alcuni) a scrivere ai tali la seguente email:

“Ciccio,
io ti ho votato perché vorrei un governo di sinistra, vorrei essere governato/a da gente concreta e non da estremisti irrazionali che non rispettano nemmeno gli accordi politici tra partiti. Ricordati che il partito che ti ha candidato è favorevole all’accordo sull’Afghanistan e che sei stato votato da tutti noi. Quindi non tradire i tuoi elettori. Anche perché se sgarri, col cazzo che ti rieleggiamo la prossima volta. E se non vieni rieletto potrebbe capitarti l’evento più tragico della tua esistenza: doverti trovare un lavoro. E buon divertimento a cercarlo con la destra al governo come vuoi tu (visto che vuoi che la sinistra stia sempre all’opposizione): ci sono solo lavori temporanei al call-center, piace?
Cordialmente,
un tuo elettore pentito, indignato dal tuo comportamento idiota“.


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Chi si autotassa la successione all'85%

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Members of the Lucky Sperm Club. Cosi Warren Buffet chiama i figli di papá. A questi figli, ai propri figli, non riconosce il diritto ad ereditare tutta la sua fortuna. Non credo nelle fortune dinastiche. Questo ha affermato l'altra sera, intervistato alla televisione pubblica americana (si anche qui ne hanno una) spiegano le ragioni delle sue scelte in materia ereditaria.

Si dá il caso che Buffett sia al momento la seconda persona piú ricca del pianeta. Attraverso i suoi investimenti nella Berkshire Hathaway, l'azienda che dirige, ha ammassato una fortuna stimata in 42 miliardi di dollari: 33 miliardi di euro al cambio di oggi. Di questi, ne dará l'85% (si non mi sono sbagliato é proprio l'ottantacinque percento) alla fondazione Bill & Melinda Gates. Questa é giá la fondazione piú ricca del pianeta. Anche se partita con qualche incertezza, oggi é internazionalmente riconosciuta come una ottima organizzazione filantropica. Si occupa in particolare di educazione in America e di salute nei paesi in via di sviluppo. Ad esempio, attualmente finanzia gran parte della ricerca per trovare cure alla malaria; una delle malattie povere che non interessano alle grandi multinazionali. In dieci anni la fondazione ha elargito finanziamenti per 10 miliardi di dollari. Quasi un miliardo e mezzo solo l'anno scorso. Basti pensare che il budget annuale dell' UNESCO, si aggira intorno al mezzo miliardo, per rendersi conto dell'impatto di cui stiamo parlando sulla cooperazione allo sviluppo. Con i soldi di Buffett la fondazione praticamente raddoppia le sue ricchezze e di conseguenza nel corso del tempo potrá elargire il doppio dei finanziamenti.

Per altro Buffett ha preferito cedere le sue fortune alla fondazione di un suo amico invece di costruirne una che portasse il proprio blasone. Oltre a far mancare i soldi ai figli (che peró staranno tranquilli, certo non moriranno di inedia con 'solo' il 15% della grana), fará mancare loro anche la gloria di vedere tanta riconoscenza verso il cognome che portano.

Si pensi quello che si vuole del sistema americano. Del capitalismo spavaldo e della facilitá con cui si construiscono fortune. Ma si prenda nota anche della generositá con cui queste fortune vengono restituite alla comunitá.

Prendano nota i ricchi famigli di casa nostra: quelli che votano Berlusconi perché terrorizzati dalla tassa di sucessione. Gates & Buffett hanno sempre contestato a Bush l'abolizione della tassa perché non c'é nessun diritto divino che debba garantire l'accessione dei figli al club dello sperma fortunato.

Prendano nota gli arricchiti di casa nostra di come si comportano i veri capitalisti: quelli che dopo aver ammassato quattrini per una vita (con l'incoraggiamento e la protezione dello stato peraltro), girano infine lo sguardo verso chi ha bisogno, e non mettono la grana nelle borse in partenza per la svizzera.

Prenda nota anche il governo. Un po' di coraggo e di orgoglio per reintrodurre la sacrosanta tassa di successione. Nessuno vuole l'85% certo. Ma una tassa dignitosa per le grandi fortune é un piccolo segno di civiltá. Ora che abbiamo un argomento in piú per zittire i capitalisti familisti di casa nostra: quelli che non potevano certo essere cosi coglioni da votare contro i propri interessi

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La fortuna aiuta corrompe gli audaci

Vogliamo dirla tutta? Il rigore lo abbiamo rubato. Suvvia... abbiamo giocato maluccio per tutta la partita e al 93esimo... é successa una di quelle cose che solitamente succedono solo al Milan o alla Juve (e con il senno di poi sappiamo il perché ).

Delle due l'una: o abbiamo esportato con successo il metodo Moggi oppure piú semplicemente This is soccer; e questa volta abbiamo avuto un grande botta di culo, quasi a riparazione della partita infausta contro la Corea di quattro anni fa. Allora vorrei sentire qualcuno ritirare le accuse di corruzione e nefandezze varie a Moreno e Guus Hiddink.

Bella giornata comunque. in stile Italietta decadente, festeggiamo in ugual misura la vittoria per il rotto della cuffia contro l'Australia, e la vittoria piú netta contro gli sfasciacostituzione della Baita di Lorenzago.

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Wishful government

Forse questo é il governo che nella storia politica Italiana ha avuto la luna di miele con l'elettorato piú corta che si ricordi. Anzi praticamente inesistente. Solitamente ad un governo, nei primi mesi di vita si perdona tutto, anche le peggiori nefandezze. Bush e Berlusconi ad esempio. I loro primi mesi furono davvero pessimi sotto molti profili (ricordate Genova e l'11 settembre ad esempio) ma l'elettorato non ha mostrato segni di disaffezione per anni.

Con il governo Prodi é diverso. É diverso perché il governo, come argomenta bene Padellaro in questo articolo riportato sul sito del Majister, non ha ancora avuto il modo di lavorare davvero, e quindi per ora semplicemente non ci sono atti su cui dare giudizi negativi.

É diverso perché nonostante questo, molti in giro giá avvertono una disaffezione, uno scoramento. Oggi sono Beppe Grillo e Luca Sofri sui loro blog. Entrambi, ma sono davvero gli ultimi in ordini di tempo, lamentano il mancato cambio di passo che tutti speravano. Non si vede la freschezza che Zapatero ha portato nei suoi primi giorni di governo in Spagna. nessun fuoco d'artificio alla Blair ancora. niente sorrisi Clintoniani rassicuranti.

Il Majister sostiene che c'é un grosso problema di comunicazione. Che non ci sono facce giovani e pulite a presentare in maniera fresca ed unitaria l'azione del governo. Sono d'accordo. A questo aggiungo un ennesimo mio wishful thinking prodianogovernativo. Sappiamo tutti che Prodi é un diesel che parte piano e bada alla sostanza. Da queste parti si tende a credere che gli strani silenzi di Rutelli e di molti altri ministri (ma dove sono finiti tutti?) siano dovuto al fatto che sono davvero al lavoro. Lavoro sodo. In silenzio. Da sgobboni. Tra la noia generale dei giornalisti che non sanno piú cosa dire non avendo altri da intervistare se non le solite macchiette narcisiste che certo non mancano anche nel centrosinistra. Ma sono figure minori di questo presepe prodiano (altro wishful thinking). In autunno si cominceranno a vedere i risultati. Disegni di legge. Riforme. Partito Democratico. E con queste, tornerá l'entusiasmo che latita... Meno male che ci sono i mondiali...

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Segnali di fumo

Scusatemi se insisto. Anche oggi il New York Times martella con ben quattro pezzi sui problemi ambientali, energetici e sul riscaldamento globale.

Un pezzo che riporta studi recenti che confermano l'effetto serra.

Thomas Friedman (si ancora lui) racconta dei ghiacciai peruviani in arretramento. Delle conseguenze su un economia agricola che si basa sul delicato clima delle vallate e sull'acqua abbondante dei ghiacciai. Una sorte condivisa anche dai ghiacciai Trentini ed alpini in generale.

Un pezzo sull'interessamento crescente per il carbone e sul perché non é una buona idea investire in questa fonte che produce molti piú gas serra a paritá di energia prodotta.

Un pezzo sui disastri provocati dalle miniere di carbone in Cina (il paese che ne utilizza di piú e che per il futuro é destinato ad rappresentare la piú grande minaccia alla stabilitá del clima). Ricorda un po´ la storia delle miniere Belghe.

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Insomma, il NYT si assume la responsabilitá di grande opinion leader quale é e prova a dettare l'agenda per il paese. Non é affatto detto -per altro- che ci riesca. Ma almeno ci prova. Vorrei vedere Repubblica (che scopiazza il NYT quasi ognigiorno) fare la stessa cosa!

PS. Su Discovery Channel domani va in onda un documentario di Friedman sulla dipendenza dal petrolio.


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Per il partito democratico

Da queste parti si é fatta con convinzione (e nel nostro piccolo) campagna per le elezioni appena messe alle spalle. Nessuna remora a schierarsi, perché nonostante i passi incerti di questi inizi di legislatura, si ha ben chiara la memoria di chi ci stava prima al governo e chiara la differenza tra questi e quelli. Un blog criticamente governativo quindi. Governativo per convinzione, critico per vocazione.

Se finora é andata al di sotto delle aspettative, se Prodi deve ingoiare il rospo di 100 membri del governo (tra cui Mastella alla giustizia e Cento all'economia giusto per nominarne due), se in molte occasioni prevale la logica di dividere e differenziarsi per esere visibili (spesso con percentuali da prefisso telefonico), questo é un problema in larga parte dovuto alll'assetto dei partiti del panorama politico Italiano. Troppi, troppo piccoli, senza meccanismi efficenti di displina di coalizione.

Quante volte lo abbiamo sentito dire? Quante volte ci avevano promesso riforme? Nel 92, cambiando la legge elettorale. Nel 96, con la nascita dell'Ulivo. Nel 2004, 2005 e 2006 con il listone. E poi chiacchere di asinelli, elefantini, case dei moderati, case delle libertá, unioni e via discorrendo. Ogni volta le attese di semplificazione del panorama politico sono state deluse. Anche ora, dopo le accelerate entusiaste pre-elettorali sul partito democratico, si ode in lontananza lo stridore dei freni a mano tirati dai partiti sul progetto. Ma questa volta, qualcuno sembra volere andare avanti da solo. Per inchiodare i partiti alle promesse fatte. Per andare oltre se necessario. Questo blog si é giá iscritto all'Associazione per il partito democratico. Ed invita i suoi amici che ci credono a fare altrettanto. Da queste parti non si é mai avuta una tessera del partito. Ma si vorrebbe volentieri tenerne in tasca una di partito democratico.

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Nani (dalle mani lunghe) e Ballerine (dai costumi facili)

Guardi basito gli eventi di questi giorni. La bassezza di certa italietta. Quello che resterá in piedi dell'inchiesta lo vedremo. Per ora, come dice Prodi, lascia allibiti il modo in cui questi individui trattavano le donne. Fossero i commenti fatti prima di una festa di beneficenza per delle bambine che avevano subito violenza sessuali o, peggio, prestazioni richieste a ragazzine ambiziose in cerca di gloria. Perché dico peggio? Nel primo caso lo squallore é autoreferenziale. Non tocca le povere creature e si limita a squalificare i regali deficenti. Nel secondo caso queste ragazze si fanno complici invece di ribellarsi. E la violenza del tutto unilaterale fatta alle prime diventa un'accettazione incestuosa di un metodo per le seconde. Ma quando le donne si ribelleranno in questo fottuto paese? Quando chiederanno conto a Berlusconi ma anche alla sinistra delle promesse fatte e mai mantenute a partire dalle quote rosa? Quando cominceranno a denunciare ai carabinieri i potenti di turno dalle mani troppo viscide e mai al loro posto?

Domanda retorica lo so. Per ora qui si gode almeno del fatto che i poveri savoia (no il minuscolo non é un errore di battitura) sono finiti nella polvere e li ne rimarranno presumibilmente seppelliti. Con buona pace dei monarchici, dei cavalieri, degli ordini di san maurizio e orpelli ed anticaglie varie che proliferano nel brodo di cultura infetto dell'italietta (no nemmeno questo minuscolo é casuale) di questi giorni.

Ci si pone delle domande invece su tale magistrato Woodcock. Sará il magistrato vanitoso in cerca di gloria (riflesso armato delle ragazzine di cui sopra) descritto dal Corriere oppure il diligente magistrato che suo malgrado ha scoperchiato il vaso di pandora dell'italietta da fine impero descritto dall'Unitá ? in attesa di sviluppi, da queste parti si tende a dare credito all'erede di Montanelli...



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Introversi di tutto il mondo, Unitevi!

Ma se, a 28 anni.... uno poi si scopre... un po' introverso?

Extroverts are energized by people, and wilt or fade when alone. They often seem bored by themselves, in both senses of the expression. Leave an extrovert alone for two minutes and he will reach for his cell phone. In contrast, after an hour or two of being socially "on," we introverts need to turn off and recharge. My own formula is roughly two hours alone for every hour of socializing. This isn't antisocial. It isn't a sign of depression. It does not call for medication. For introverts, to be alone with our thoughts is as restorative as sleeping, as nourishing as eating. Our motto: "I'm okay, you're okay—in small doses.

L'articolo completo su The Atlantic online.

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Thomas Friedman dice qualcosa di sinistra

Pasted Graphic
Thomas Friedman é un giornalista all'altezza di un paese come l'America. Noi invece ci teniamo Vespa.
Thomas Friedman oggi esce sul New York Times di oggi con un articolo in cui lancia un partito che non c'é. Ancora.
Il partito lui lo chiamerebbe GEO-VERDE.
La campagna elettorale per le presidenziali del 2008 di questo partito dovrebbe essere centrata su un solo martellante slogan: LA TASSA PATRIOTTICA.
La tassa patriottica é semplicemente il rialzo del prezzo di un gallone di benzina di un dollaro.
Il prezzo al litro sarebbe cosi ancora inferiore al costo della benzina in Europa ma porterebbe degli introiti enormi nelle casse dello stato federale.

Con i soldi della tassa, il parito Geo-Verde dovrebbe fare le seguenti cose:
1) Aumentare la spesa sociale oggi fortemente compressa da Bush.
2) Sussidiare i sistemi di trasporto pubblici nelle grandi aree metropolitane.
3) Ridurre lo spaventoso deficit (sempre lascito di Bush).
4) Aumentare esponenzialmente la ricerca sull'energia.

Ma i risultati della tassa patriottica andrebbero al di la del denaro raccolto e poi redistribuito:

5) Il prezzo alto della benzina renderebbe convenienti le fonti alternative domestiche: l'etanolo, il biodisel, la gassificazione del carbone, l'energia solare, l'energia atomica e l'eolico.
6) Lo spostamento del mix energetico su queste fonti renderebbe meno dipendenti dal petrolio estero.
7) Si abbasserebbero le emissioni di gas serra.
8) Il calo delle rendite dei petrol-dollari, nel medio lungo periodo, dovrebbe costringere anche i regimi produttori quali l'Iran, l'Angola, l'Arabia Saudita, ma anche la Russia ed il Venezuela a fare quelle riforme interne che ora sono bloccate dalle oligarchie foraggiate dal petrolio. ́É un ipotesi improbabile certo, ma l'alternativa dell'esportazione della democrazia in stile Iraq non sembra comunque funzionare. Tanto vale provare.
9) L'America riacquisterebbe agli occhi stranieri quella leadership morale andata in crisi dopo la rinuncia alla corte internazionale ed a Kyoto e la guerra in Iraq. Questo renderebbe piú credibili le richieste agli alleati nella guerra contro il terrorismo internazionale.
10) Sarebbe forse l'occasione per reinfondere un sano patriottismo, incoraggiare i ragazzi a studiare la matematica, le scienze e l'ingegneria e fare dell'america il player dominante anche del ventunesimo secolo, non solo rendendola indipendente energeticamente ma facendola leader di quella che sará l'industria dominante prossima ventura: energia pulita e tecnologia verde.

Bam! Con una sola mossa, il fantomatico partito aggiusta l'agenda sociale, quella ambientale, quella energetica e quella geostrategica. Restituisce al paese una visione di dove sta andando e per che cosa sta combattendo.

Ok. a parte il punto 10 che non mi spingo a definire azzardato, solo un po' sanamente visionario, direi che finalmente ho sentito qualcosa di sinistra.
Ma non i soliti scimmiottamenti riformisti delle politiche di destra, ma una vera, chiara e coerente visione del futuro. Che condensa considerazioni ambientali, sociali e geostrategiche in un gesto trasparente come una tassa sul consumo di benzina.

Vorrei concludere il blog con un vanitoso "io lo avevo quasi detto" (ma ovviamente non bene come Friedman) e peraltro lo ripeto sul numero di cooperazione in uscita a Luglio. Appena ho il file dalla tipografia faccio un altro post e apro le iscrizioni al partito Geoverde Italiano. Chi si iscrive?

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Fuori i celerini dagli stadi

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Qualche settimana fa si era parlato delle cose da fare per riformare il calcio. Tra queste, si diceva della necessitá di restituire la gestione della sicurezza degli stadi alle societá, imputando loro costi di gestione ed eventuali responsabilitá oggettive per quanto succede dentro lo stadio.

Oggi, il ministro dell'interno Amato dichiara: Negli stadi vigilanza privata la sicurezza sarà pagata dai club.

Ottimo. Primo, perché non si capisce perché in qualsiasi altro luogo dove delle societá private conducono delle loro attivitá commerciali la sicurezza é responsabilitá della societá stesse. Presente i buttafuori in discoteca (e ci sono discoteche molto grandi)? E non mi si venga a parlare del valore educativo nonché sociale del calcio, che necessita di un attenzione particolare. Ha smesso di avere questo ruolo almeno da quando é arrivata la borsa, la pay TV ed i supermiliardi, e soprattutto da quando i vivai e le squadre giovanili hanno perso d'importanza.

Secondo, perché é davvero uno scandalo che ogni domenica il paese impieghi nei suoi stadi piú agenti armati di quanti militari siano correntemente dispiegati all'estero nelle varie misisoni. Terzo, perché bisogna spezzare quella che, se non é concesso definirla complicitá, chiamiamola almeno prossimitá sospetta, tra le tifoserie violente e le societá stesse. Avendo reso pubblici i costi della sicurezza, le societá infatti godono i benefici di alcune migliaia di fedeli invasati che supportano le casse langui con abbonamenti allo stadio ai canali satellitari e tutto il resto.

Date alle societá la sicurezza, e probabilmente assumeranno gli ultrá come buttafuori tatuati. Avremo cosi risparmiato soldi pubblici e magari trovato un mestiere alle teste calde che altrimenti passano il tempo a pianificare il lancio di motorini dagli spalti.

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Sant'Antonio, dopo la grazia, le catene....

Oggi ricevo da un mio caro amico un'email strappalacrime con allegata presentazione in powerpoint sull'amicizia, l'amore, le cose eterne, la vita, la morte e via discorrendo. Una di quelle che poi devi rimandare a 27 amici entro quindici minuti altrimenti chissa cosa succede. Molti anni fa ho trovato questa emai qui sotto. La risposta universale alle catene di sant'Antonio, specialmente a quelle mielose e pietose, non poteva essere che scritta nel dialetto piú irriverente: il Veneto. Ogni volta che la leggo non mi trattengo dal ridere...

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 Gavi' da piantarla de mandarme cadene del porco ... esimili, tipo che  el mondo l'è belo ma solo se rispedisso tuto subito, se no son sfiga',  come el negro de l'Alabama che no la' risposto a quatromilasinquesento  imeil e no la'fato in tempo a dir "a" che l'era sa col vestito de  legno (tradotto: morto e stramorto), o el cauboi John, tessano, che  ghe casca' i maroni parché nol ga risposto etc etc.   Par no parlar de quei che me manda imeil disendome che sicome ghe un  provaider (fatalità american) che par ogni imeil che ghe riva el dà  un centesimo in beneficensa ala lota contro la peste scaveona, e alora  bisogna mandarghene a seci... me gà rotto i cojoni!   O staltro che el gà na fiola con na malatia rarisima che nissuni sa  cosa lè (sto qua el sta in missuri), che el te dà anca el numero de  telefonin parché te ghe telefoni ti (credeghe!) a darghe notissie su  le cure possibili (che po' se te guardi le date te scopriressi che e  passà almanco tri ani da che lè partia la cadena quindi tanti  auguri...).  A mi te me ven a dimandar robe mediche, che stao in frassion de isola  dela scala e son gnaca bo de tacarme un ceroto?   Po' quei che me dise che ghe el virus dela posta eletronica che se  non te ste atento telo ciapi anca ti e lè peso che anar co na nigeriana  (e saven tuti a cosa se va incontro...), alora te ghe da riempir tuti  de imeil etc etc...   Quei po'... che me manda la fotocopia del centro antitumori de Aviano  dove i sensiati te dise che i ovi condii i fa vegner el cancro a  l'useo...  e che farse un sciampo lè peso de fumarse tri steche de "ms sensa  filtro".   Ancora quei contro i giaponesi, che secondo lori i metaria i gati  nele butiglie, co l'urlo de bataglia "impenemoghe el sito!"...   Par non desmentegarme de ci me manda scrito che ghe quei dela Erisson  che i da via i telefonini come i fusse bagigi e adiritura che lori i  là proà e funsiona (!?!): basta "inviar el mesagio a tuti quei che te  conossi" e te si a posto: tempo do stimane e riva el sior Erisson,  Mario J.J. Erisson in persona, aministratore delegato dela dita omonima  o anonima, non me ricordo coma se dise, il cuale sa tute le meil che  te mandi, e te porta sul porton de casa el scartosso col telefonin  ultima generasion col Trial Band el giprrs e custodia de pitone ancora  che se moe...   
 
A sto punto feme un piaser: mandime foto porno, film porno, barzelete  e putanade varie ma BASTA CO STE CADENE! Che n'altro po' e verzo na  feramenta e taco a vendarle.   Con la speranza che sta meil no la riva in luisiana a una che le' drio  farse i cassi soi...
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chi USA il pallone...

Confesso. Da queste parti si é pensato di accogliere la provocazione di Grillo e tifare Ghana. Una tentazione durata circa trenta secondi, ma é successo. Poi li vedi giocare, e affanculo Moggi e tutto il resto! Degli scandali ne riparliamo tra un mese.

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Oggi il New York Times apre con i mondiali in prima pagina. Un evento per un paese che ad Italia 90 aveva mandato un team di studenti universitari. Per altro é stato un risveglio al soccer pesante! La sconfitta con la Repubblica Ceca é stata vissuta con grande umiliazione. Qui si credevano di avere un team formidabile, e le hanno prese da quello che loro considerano un paesello sdraiato da qualche parte tra l'Oceano Atlantico e gli Urali. Ed invece sdraiati (lay flat) ci sono finito loro grazie a Nedved e compagni. Qui un
articolo formidabile che rimette a posto e ambizioni Americane.

Per qualche alchimia politichese della FIFA, il team Italia figura tredicesimo nel
ranking delle nazionali, mentre gli USA -udite udite- sono quinti. Ora, dopo i due match di ieri, nessuno prende sul serio questo indice. E si cagano tutti sotto!!!

Sará divertentissimo vedere il prossimo match con gli Italo-americani!

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Brava Italia, per una volta!

Ad un anno dal G8 di Gleneagles, Oxfam fa i conti in tasca ai chiaccheroni occidentali, che da 35 anni e piú, non si stancano di fare promesse ai paesi poveri che poi regolarmente non mantengono. Era infatti il 1970 quando, i paesi dell OECD, si impegnarono per la prima volta a dedicare il 0,7% del PIL alla cooperazione allo sviluppo. Ad ogni summit valevole di nota, da allora in poi, quella promessa é stata rinnovata e regolamente smentita nei fatti. Ricordate i millenium goals ad esempio?

Al G8 dell'anno scorso gli otto grandi dimezzarono quella promessa, con qualche acrobazia verbale, portando i fondi allo 0,35% (seppur promettendo di renderli disponibili immediatamente, e concentrati su alcune specificitá ). Va bene! Dissero molte ONG; Basta che questa volta scucite davvero la grana! Come é andata allora?

Abbastanza male in generale. I paesi che piú si erano spesi per questa campagna, UK e Francia, diminuiscono i fondi stanziati. Ipocriti, che altro dire? Canada, Giappone Stati Uniti aumentano gli stanziamenti di circa il 10% (anche se gli USA li destinano tutti ad Iraq e Afganistan).

E l'italia? Uno spettacolare balzo in avanti del 46%. Certo siamo ancora allo 0,21%... comodi penultimi in classifica, peró...
Insomma, per una volta (e in questo blog lo sentite dire di rado), Brava Italia!
Per una volta (e questo lo sentite dire ancora piú di rado), bravo governo Berlusconi!

tabella oxfam

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Nuovi approcci alla Dispute resolution

sentenzamoracinese
Il giudice Gregory Presnell di una corte distrettuale della Florida, ha ordinato -il 6 Giugno Anno Domini MMVI (2006)- alle due parti di una causa, di risolvere la disputa che li vede opposti con una singola giocata della morra cinese. La giocata si deve tenere il 30 Giugno nella strada di fronte al tribunale, almeno che i giocatori non riescano a mettersi d'accordo su un'altra locazione.

Mi prendo la libertá di offire alcuni suggerimenti al giudice per future sentenze con metodi di risoluzione delle dispute ancora piú inconvenzionali ed adatti alla stagione:

-Per l'autunno. Il clima che rinfresca consiglia un ambiente indoor. Direi quindi un salotto con caminetto, ed un tavolo verde dove le parti possono giocarsela a poker.
- Per l'inverno. Un ring di pugilato, possbilmente a Las Vegas. Vince la parte che mette ko l'avversario.
-Per la primavera. Un campo aperto, possibilmente ventoso. I contendenti devono essere vestiti alla romantica e sfidarsi con il fioretto.
- Per l'estate. Una strada polverosa su cui si affacciano almeno un paio di saloon. I partecipanti indossano un sombrero ed hanno a disposizione due colt.

Vinca il migliore, pazza America...

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Vivere a rate

Sul numero di Giugno di Cooperazione tra consumatori sono uscito con questo articolo sul credito al consumo. Nel pezzo originale forse potevo sembrare ancora piú scettico di quanto emerga ora, ma per motivi di spazio é stato tagliato il seguente paragrafo:

A scanso di equivoci a chi scrive preme sottolineare che fa uso quotidiano della carta di credito ed è circondato da amici che si indebitano per somme esorbitanti (anche superiori ai 100.000 euro) per poter completare gli studi nelle costose università di oltreoceano. Nessun arcaico pregiudizio per gli strumenti della finanza quindi, pregiudizio che sarebbe oltremodo fuori luogo per uno che studia l’economia per mestiere. Devo peró ammettere che, nonostante le mie spiegazioni razionali, non riesco a guardare con gli stessi occhi al credito tradizionale da una parte ed al settore in rapida crescita del credito al consumo dall’altra. Mi è inevitabile: ammiro un giovane che si indebita pesantemente per studiare, o un imprenditore per avviare un’attivitá, tanto quanto guardo con un po’ di mal di pancia a chi paga l’estetista a rate. I libri di finanza ci insegnano che, in entrambi i casi, si tratta di far incontrare proficuamente la domanda con l’offerta di denaro: i risparmi delle famiglie con gli investimenti delle imprese, ma anche i guadagni futuri con le esigenze presenti dei singoli. Eppure ancora sembra ci sia una differenza qualitativa tra l’assumersi il rischio del debito per effettuare un investimento o per soddisfare un consumo.

Ahhh... I saggi ed implacabili editor! Pazienza. Il pezzo comunque contiene molte cose carine sul mondo oscuro del credito al consumo. Per esempio lo sapevate che su molte carte di credito per il pagamento a rate si appliccano tassi che in media sono vicini al 20% (si, proprio venti percento)?

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Post governativo

Riguardo il mio blog e mi domando se non sono troppo antigovernativo ultimamente. Ma come, ho fatto campagna elettorale, nel mio piccolissimo, ed ora mi ritrovo giá a criticare il governo quasi quotidianamente? A parte il fatto che, come ha detto Prodi, l'Unione ha suscitato delle aspettative ed ora mi metto tra quelli che vogliono vedere i risultati, devo peró ammettere che non tutto va male. Anzi. Qui di seguito le cose che mi piacciono di questi giorni...

Mi piace Prodi (ma questo si sapeva!!!) Mi piace che fa jogging, che non va a porta a porta, che riunisce i ministri in convento per creare squadra.
Mi piace Gentiloni che risponde a Grillo dal suo Blog.
Mi piace Prodi (si sempre lui) che prende un volo di linea per tornare a Roma. Mi piace Blair che prende l'aereo della Ryanair per tornare a casa dopo le vacanze in toscana.
Mi piacciono le nuove ministre coraggiose.
Mi piaciono i Rutelli, i D'Alema e molti altri abituali chiacchieroni televisivi che -improvvisamente- si sono fatti silenziosi. Con l'eccezione di Mastella ovviamente.

Forse inizia davvero la luna di miele con il governo?

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Vinci la lotteria dei mondiali....

Leggo questa mattina su Repubblica:

Secondo i guru dell'economia una vittoria degli azzurri - ma anche dei padroni di casa - sarebbe auspicabile: crescerebbe il Pil, e salirebbero gli indici di borsa. E le ripercussioni positive si estenderebbero anche al sistema economico globale, riequilibrando gli scompensi generati dalle diverse velocità di crescita dei Paesi.

Ora mi domando se un paese debba arrivare al punto di sperare nei mondiali per una boccata d'ossigeno. Ma é davvero possibile che anche delle istituzioni economiche prestigiose quali il Financial Times, e l'ufficio studi di ABN-AMRO preferiscano affidarsi al colpo di fortuna piuttosto che non al lavoro sodo e meticoloso dello sviluppo...

A questo punto mi chiedo se non sia il caso di organizzare una bella lotteria internazionale. Ogni paese mette -diciamo- lo 0,2% del PIL in un bel calderone, magari nei forzieri del fondo monetario, e poi, una volta all'anno, estraiamo a sorte lo stato fortunato vincitore della lotteria piú ricca che ci sia. Ecco la soluzione ai problemi di bilancio. Ecco come rimediare i soldi per gli ospedali. Ecoo come piantarla con il tormentone di quei soloni di Bruxelles che pretendono -pensa te- i conti in ordine. Ecco come superare in creativitá finanziaria persino quel mattacchione di Tremonti. Vinciamo ai mondiali, vinciamo alla lotteria, ALLEGRIA!!!!

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Clemenza, Clemente....

che_mastella
31 Maggio: Concessa la grazia a Bompressi
1 Giugno: Promessa entro l'anno la grazia a Sofri
2 Giugno: Si apre la discussione su una nuova amnistia
3 Giugno: Quote rosa (da introdurre) e legge elettorale (da modificare)

Non se la cava male con le esternazioni il neo ministro della giustizia. Peraltro su temi popolari e meritori su cui anche quelli del centrodestra fanno fatica a dargli torto. Ma Prodi non aveva consegnato tutti al silenzio stampa? Sará forse che ci troviamo dinanzi al miglior guardasigilli della storia repubblicana, come questo sito di fan ministeriali lo descrive. Sará....

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Verde America

Segnalo un articolo apparso sulla repubblica di oggi che analizza il nuovo trend ecologista su questa sponda dell'oceano di cui avevo parlato in questo post qualche giorno fa. Se non sono solo sensazioni o mode passeggere o wishful thinking, e se le grandi corporation non resisteranno come hanno sempre fatto ma invece si convertiranno al pensiero verde come qualcuna di loro comincia a fare, davvero puó essere la volta buona.

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Troppa grazia sant'AntonioNapolitano

Bompressi é fuori. Forse Sofri lo sará presto. Mi verrebbe da dire che Giustizia é fatta. Ma non credo che questa sia l'esclamazione piú appropriata. Se crediamo nello stato di diritto, dobbiamo dire che giustizia fu fatta qualche anno fa, dopo 7 penosi gradi di giudizio e 9 appelli respinti.

Oggi grazia é fatta. Una grazia auspicata da tanti, per via dei vizi e delle imperfezioni di quel processo: dal reato contestato, all'uso dei pentiti; e per via delle vicende umane di quelli coinvolti. Perché se crediamo nel mandato costituzionale della funzione riabilitativa della pena, allora non possiamo tenere in carcere un uomo che contribuisce quotidianamente al dibattito ed alla crescita intellettuale di questo paese verso direzioni che lo allontanano dalle idee di violenza che peraltro caratterizzavano quegli anni ed anche le parole delle persone coinvolte.

Per cinque anni abbiamo avuto un ministro che ha utilizzato un potere di cui peraltro non disponeva per opporsi a queste grazie. Lo ha fatto, con sua stessa candida ammissione, per ragioni politiche. Non vale spendere altre parole sulla pochezza dell'uomo e delle posizioni politiche che rappresenta.

Ma con la vicenda di oggi, corriamo il rischio di fare da controaltare a quella politicizzazione del potere di concedere la grazia che avevamo criticato. Mi ha colpito, ma purtroppo non positivamente, che questo sia stato uno dei primi atti del ministro Mastella, Il quale si é speso per dare il risalto masmediatico alla cosa, senza per altro informare la vedova Calabresi. Ancora di piú mi ha colpito che il presidente Napolitano abbia firmato la grazia in tre ore.

Se i simboli hanno ancora un significato, devo pensare che la vicenda é stata costruita in modo da far passare l'idea che questa grazia fosse un atto politico, di quelli da mettere nel programma dei cento giorni, di quelli concordati con il presidente della repubblica, di quelli studiati per segnare simbolicamente la rottura con il governo precedente.

Ma non é per questo che volevamo la grazia. Non per segnare la distanza da Castelli. Non per chiudere con questo gesto un epoca. Non per tirare delle conclusioni storiche su un periodo doloroso.

Il potere di grazia é un potere discrezionale per definizione. Ha una dimensione privata, personale. É una relazione del cittadino presidente in intimitá con il cittadino condannato. Lontano dai riflettori. Perché deve tutelare e conciliare il doppio ruolo del capo dello stato che allo stesso tempo incarna pubblicamente il ruolo del garante della rule of law e delle istituzioni che garantiscono la giustizia, ma in via riservata, a tu per tu con il condannato, puó ammettere che a volte questi meccanismi non funzionano, e perció concedere la grazia.

Ho il sospetto che Ciampi avrebbe avuto un altro stile. Pur avendo rivendicato fermamente a se e contro l'ex-ministro ing. Castelli il diritto di concedere la grazia, con la mai celata intenzione di avvalersi di questa prerogativa, mi sembra di poter dire che in questa circostanza avrebbe atteso qualche giorno, ed in silenzio avrebbe prima chiamato la vedova Calabresi e poi il detenuto Bompressi, e forse avrebbe pianto con entrambi.

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