Jun 2007
Walter tutto falce e pannello
27 06 07 | Ore: 17:44 | Categoria: Politica
Lo zio Uolter, ha messo al primo punto della sua agenda la questione del cambiamento climatico. Ne ha parlato come primo argomento. L'ha ribadita come uno dei quattro pilastri del suo progetto politico. L'ha collegata agli altri punti del programma. Ha tagliato i ponti con chi a questa priorità non si vuole adeguare, a cominciare dai No-Tav. L'ha proposta come sfida economica e civile. Ha parlato di energie rinnovabili e di carbon tax. Di riduzione di consumi e di nuovi stili di vita. Ha parlato di un'intera economia da ricostruire mettendo al centro il rispetto per l'ambiente. Ovviamente di tutto questo domani non si parlerà. Sarà sparito in una nemesi collettiva incredibile. Vogliamo scommettere? (in tanto è già pressochè sparito dalle minute di Repubblica)
Si candida ad essere il segretario in pectore del nascente partito democratico. In cuor mio è già presidente onorario del partito della falce e pannello.
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Walter wanted
27 06 07 | Ore: 16:08 | Categoria: Politica
Problema: dove me lo vedo oggi il buon Uoulter
(walter per i trentini) alla TV visto che non c'ho
sky?
PS. possibile che quelli delle sezioni DS non ci abbiano pensato? (possibile possibile... ho chiamato! e peraltro quando ho chiesto il numero del circolo della margherita l'impiegata dei DS mi ha risposto un no che sottointendeva... "No scemo, ma ti pare che ti do il numero di quei
papistirutellianibinettianimontezemolianiliberalfascstoidicontiguiconilnemico-
megliosemichiedeviilnumerodiuncamaertadiforzanuova?... cominciamo bene...)
Update: sembra che la diano su La7. e su repubblica TV (via internet) e persino il buon vecchio SuzukiMaruti commenta live
PS. possibile che quelli delle sezioni DS non ci abbiano pensato? (possibile possibile... ho chiamato! e peraltro quando ho chiesto il numero del circolo della margherita l'impiegata dei DS mi ha risposto un no che sottointendeva... "No scemo, ma ti pare che ti do il numero di quei
papistirutellianibinettianimontezemolianiliberalfascstoidicontiguiconilnemico-
megliosemichiedeviilnumerodiuncamaertadiforzanuova?... cominciamo bene...)
Update: sembra che la diano su La7. e su repubblica TV (via internet) e persino il buon vecchio SuzukiMaruti commenta live
Le chiacchere stanno Azzero
put (again) your money where your mouth is
25 06 07 | Ore: 19:31 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente
Capita di avere una doppia anima da
riconciliare. Io ne ho triple, quadruple, multiple.
Due di queste però le riconduco senz'altro da una
parte agli studi economici, dall'altra ad una certa
sensibilità ambientale. Sono un economista, si lo
confesso! Quasi orgoglioso per giunta. Credo nel
mercato. Credo nell'impresa che crea valore, non solo
economico. Credo che produrre ricchezza sia più
prioritario che redistribuirla. E però sono anche un
ambientalista. un'ambientalista
scettico forse. Ma uno che crede che i
problemi ambientali ed in particolare l'effetto
serra sono sotto i nostri occhi in tutta la loro
pericolosità e catastroficità, ed al tempo
stesso credo che noi possiamo fare molto;
possiamo fermare l'effetto serra, a partire
dalle piccole azioni di ciascuno.
Quando queste mie due anime si incontrano, vado in visibilio, quasi mi emoziono. Insomma, fosse per me appenderei in salotto questa copertina dell'economist. Ecco quindi che mi sono quasi emozionato quando ho trovato Azzero CO2. Un'azienda con tutti i crismi che ha deciso di fare del sano business attorno alla questione dei crediti di compensazione. Ve ne ricordate? da queste parti se ne é parlato molto ad inizio anno: qui, qui e qui. Si tratta della possibilità di comperare dei crediti che equivalgono a tot tonnellate di anidride carbonica assorbiti (ad esempio attraverso la riforestazione) oppure non prodotti (attraverso la sostituzione di centrali che emettono CO2 con centrali da rinnovabili).
Il messaggio é semplice: ti stà a cuore l'ambiente? ti preoccupa l'effetto serra? Ed allora, quando fai un viaggio aereo, calcolati attraverso il sito la quantità di gas emessa e compensala. Possiedi un'automobile? ed allora compensa le sue emissioni annuali. Ti stai sposando? Rendi neutrali le emissioni prodotte per il tuo matrimonio.
Fin'ora c'erano diverse organizzazioni estere: Carbonfund e Terrapass tra le altre. Avevamo già addocchiato anche Impatto Zero, che fa capo a Lifegate, ma non so per quale ragione, questi di Lifegate non mi hanno mai ispirato granchE. Ad un certo punto, vista la scarsità di offerta, si era persino pensato di mettere su noi un qualcosa all'altezza del compito. Ora arriva questo nuovo AzzeroCO2, player italiano, e per come si presenta, e per i piani che dice di voler attuare, sembra destinato a fare molta strada.
Dietro AzzeroCO2, troviamo ancora una volta quelli di Legambiente. Sono anche dietro a La220 (che produce energia da rinnovabili e la rivende dal primo luglio anche ai privati ed il cui CEO abbiamo recentemente intervistato qui). e tante altre iniziative di pregio. Gente in gamba, che ha capito che il mercato é lo strumento -e non é una contradizione dirlo- migliore per misurarsi proficuamente con gli enormi problemi che l'effetto serra ci impone.
Gli ambientalisti sono spesso accusati di velleitarismi contraddittori. Di non avere soluzioni praticabili ma di riempirsi la bocca solo di chiacchere perbeniste. Qui le chiacchere stanno Azzero. Come per l'energia per uso domestico, il messaggio é chiaro: put your money where your mouth is.
Quando queste mie due anime si incontrano, vado in visibilio, quasi mi emoziono. Insomma, fosse per me appenderei in salotto questa copertina dell'economist. Ecco quindi che mi sono quasi emozionato quando ho trovato Azzero CO2. Un'azienda con tutti i crismi che ha deciso di fare del sano business attorno alla questione dei crediti di compensazione. Ve ne ricordate? da queste parti se ne é parlato molto ad inizio anno: qui, qui e qui. Si tratta della possibilità di comperare dei crediti che equivalgono a tot tonnellate di anidride carbonica assorbiti (ad esempio attraverso la riforestazione) oppure non prodotti (attraverso la sostituzione di centrali che emettono CO2 con centrali da rinnovabili).
Il messaggio é semplice: ti stà a cuore l'ambiente? ti preoccupa l'effetto serra? Ed allora, quando fai un viaggio aereo, calcolati attraverso il sito la quantità di gas emessa e compensala. Possiedi un'automobile? ed allora compensa le sue emissioni annuali. Ti stai sposando? Rendi neutrali le emissioni prodotte per il tuo matrimonio.
Fin'ora c'erano diverse organizzazioni estere: Carbonfund e Terrapass tra le altre. Avevamo già addocchiato anche Impatto Zero, che fa capo a Lifegate, ma non so per quale ragione, questi di Lifegate non mi hanno mai ispirato granchE. Ad un certo punto, vista la scarsità di offerta, si era persino pensato di mettere su noi un qualcosa all'altezza del compito. Ora arriva questo nuovo AzzeroCO2, player italiano, e per come si presenta, e per i piani che dice di voler attuare, sembra destinato a fare molta strada.
Dietro AzzeroCO2, troviamo ancora una volta quelli di Legambiente. Sono anche dietro a La220 (che produce energia da rinnovabili e la rivende dal primo luglio anche ai privati ed il cui CEO abbiamo recentemente intervistato qui). e tante altre iniziative di pregio. Gente in gamba, che ha capito che il mercato é lo strumento -e non é una contradizione dirlo- migliore per misurarsi proficuamente con gli enormi problemi che l'effetto serra ci impone.
Gli ambientalisti sono spesso accusati di velleitarismi contraddittori. Di non avere soluzioni praticabili ma di riempirsi la bocca solo di chiacchere perbeniste. Qui le chiacchere stanno Azzero. Come per l'energia per uso domestico, il messaggio é chiaro: put your money where your mouth is.
San Jobs e le tablet della legge
25 06 07 | Ore: 09:26 | Categoria: Divertimento
Energia pulita
put your money where your mouth is
22 06 07 | Ore: 09:47 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente
Dal Primo Luglio scatta la liberalizzazione della
distribuzione dell'energia per il mercato
domestico.
In soldoni significa che ci possiamo sganciare dall'attuale fornitore e prenderne un altro a nostro piacere. Io ad esempio a Roma ho ACEAElectrabel, a Trento Trenta, a Milano AEM. Dal 2 Luglio potrei mettermi Trenta a Roma, Electrabel a Milano e AEM a Trento. Ovviamente operare un cambio del genere sarebbe ridicolo se non fosse che:
- Nel cambio ci si potrebbe guadagnare tariffe migliori: La concorrenza darà certamente vantaggi in termini di prezzo anche se come al solito i primi tempi si preannunciano un po' turbolenti con tariffe incomprensibili, bundle, prezzi flat, sconti etc. In mezzo a questa ampia offerta ci sarà anche chi cadrà in errore se non in vere e proprie truffe. Ma tralasciando questi assestamenti fisiologici, nel medio periodo sarà una rivoluzione per gli utenti come lo é stata la liberalizzazione dei servizi telefonici.
- Si potrà scegliere di consumare solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Alcuni produttori infatti proporranno delle tariffe dedicate per chi vuole che al proprio consumo corrisponda solo e soltanto la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il principio é banale: Per ogni Kw che io consumo, da qualche parte c'é un Kw pulito immesso nella rete. Tra questi produttori ci sono La220, LifeGate energy e Trenta Rinnovabile. Peraltro anche le tariffe nomrali dovranno riportare in bolletta il mix di fonti a cui attingono, aprendo le porte, speriamo a breve, ad una tassazione differenziata che incentiva le rinnovabili.
Ne ho parlato su questo numero di cooperazione tra consumatori, con due interviste agli amministratori di La220 e di Trenta.
Gli americani hanno un modo di dire: put your money where your mouth is, che in italiano tradurremmo con: metti i tuoi soldi dove stanno le tue chiacchere. Quante volte abbiamo detto che bisogna cambiare modello di sviluppo, modello di consumo. Quante volte ci siamo dichiarati contro le centrali nucleari, contro quelle a carbone. Ora possiamo mettere i nostri soldi a rendere credibili le nostre chiacchere.
E a tutti i no-tav, no-turbogas no-global d'italia: ora possono concretamente scegliere di dire Si! all'energia pulita, con il loro portafoglio, invece di fermarsi sempre e soltanto a dei retorici no!
PS. Questa riforma arriva in porto grazie al lavoro iniziato da Bersani nel '99 e concluso dallo stesso Bersani in questi giorni. Ci piace ricordarlo, in questi giorni che la sassaiola dell'ingiuria é scatenata contro questo governo che, nonostante i numerosi difetti, sta accumulando dei meriti ragguardevoli in campo ambientale.
In soldoni significa che ci possiamo sganciare dall'attuale fornitore e prenderne un altro a nostro piacere. Io ad esempio a Roma ho ACEAElectrabel, a Trento Trenta, a Milano AEM. Dal 2 Luglio potrei mettermi Trenta a Roma, Electrabel a Milano e AEM a Trento. Ovviamente operare un cambio del genere sarebbe ridicolo se non fosse che:
- Nel cambio ci si potrebbe guadagnare tariffe migliori: La concorrenza darà certamente vantaggi in termini di prezzo anche se come al solito i primi tempi si preannunciano un po' turbolenti con tariffe incomprensibili, bundle, prezzi flat, sconti etc. In mezzo a questa ampia offerta ci sarà anche chi cadrà in errore se non in vere e proprie truffe. Ma tralasciando questi assestamenti fisiologici, nel medio periodo sarà una rivoluzione per gli utenti come lo é stata la liberalizzazione dei servizi telefonici.
- Si potrà scegliere di consumare solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Alcuni produttori infatti proporranno delle tariffe dedicate per chi vuole che al proprio consumo corrisponda solo e soltanto la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il principio é banale: Per ogni Kw che io consumo, da qualche parte c'é un Kw pulito immesso nella rete. Tra questi produttori ci sono La220, LifeGate energy e Trenta Rinnovabile. Peraltro anche le tariffe nomrali dovranno riportare in bolletta il mix di fonti a cui attingono, aprendo le porte, speriamo a breve, ad una tassazione differenziata che incentiva le rinnovabili.
Ne ho parlato su questo numero di cooperazione tra consumatori, con due interviste agli amministratori di La220 e di Trenta.
Gli americani hanno un modo di dire: put your money where your mouth is, che in italiano tradurremmo con: metti i tuoi soldi dove stanno le tue chiacchere. Quante volte abbiamo detto che bisogna cambiare modello di sviluppo, modello di consumo. Quante volte ci siamo dichiarati contro le centrali nucleari, contro quelle a carbone. Ora possiamo mettere i nostri soldi a rendere credibili le nostre chiacchere.
E a tutti i no-tav, no-turbogas no-global d'italia: ora possono concretamente scegliere di dire Si! all'energia pulita, con il loro portafoglio, invece di fermarsi sempre e soltanto a dei retorici no!
PS. Questa riforma arriva in porto grazie al lavoro iniziato da Bersani nel '99 e concluso dallo stesso Bersani in questi giorni. Ci piace ricordarlo, in questi giorni che la sassaiola dell'ingiuria é scatenata contro questo governo che, nonostante i numerosi difetti, sta accumulando dei meriti ragguardevoli in campo ambientale.
un passaggio per Marsala
18 06 07 | Ore: 18:02 | Categoria: Politica
E cosi, dopo il sito delle primarie presentato l'altro giorno: un iniziativa dal basso per costruire l'infrastruttura che serva per le primarie di ottobre ora è la volta delle prime liste.
I primi a farsi avanti sono iMille. Nome evocativo dietro cui si celano volti noti e meno noti, persone e pensieri che da queste parti si tende a seguire con molta attenzione. Ci sono Ivan Scalfarotto, One More Blog, Progetto Mayhem, il blog di Generazione U, Massimiliano Vatiero, Luca Sofri.
Nomi diversi. personalità forti ed ambiziose. Idee divergenti: con alcuni che si fanno un giro al family day ed altri che invece non potevano che stare a Piazza Navona. Chi viene da un trascorso Diessino, chi da uno Margheritino, chi invece gioca un outsider completo. Non è per farne un'inutile polemica, ma mettiamo in luce la plularità di questa sostanza che si stà coagulando attorno a questo marchio garibaldino cosi azzeccato.
In fondo a che cosa dovrebbe servire questa lista? Ad ottobre si andrà ad eleggere l'assemblea costituente del futuro Partito Democratico. In quell'assemblea è importante metterci persone fresche, giovani, coraggiose e con idee nuove. E' importante che non ci entrino solo quelli che da sempre fanno politica e che quindi sono avvezzi alle logiche di potere spartitorie che ahimé rischiano di compromettere la riuscita di questo grande esperimento.
Buona fortuna quindi ai Mille, e chissà che anche da queste parti non ci venga voglia di prendere un passaggio fino a Marsala.
il sito delle primarie
13 06 07 | Ore: 19:03 | Categoria: Politica
- Sofri, é seriamente preoccupato per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
- Scalfarotto é disincantatamente scettico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
- Adinolfi é smaccatamente critico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
Noi che siamo seriamente preoccupati, disincantatamente scettici, smaccatamente critici... Epperò vorremmo pure metterci del nostro, sporcarci le mani, andare a scoprire il bluff.
E quindi ci siamo iscritti a questa community per le primarie dell'ulivo. Un manipolo di avventurieri, idealisti, illusi o furbastri? E chi lo sa... Lo scopriremo solo vivendo, e vedendo nascere il PD, sapendo che qualunque cosa accada, non ce ne siamo stati con le mani in mano....
Chistu e chilli: pemmé pari sono...
11 06 07 | Ore: 12:00 | Categoria: Politica
Due notizie:
- Un senatore della Repubblica finge un malore per farsi trasportare dall'ambulanza fino agli studi televisivi di LA7 dove era atteso ospite. Gustavo Selva è di Alleanza Nazionale, notoriamente il partito più a destra del nostro sgangherato arco costituzionale, se escludiamo i fascisti irriducibili della Mussolini&c.
- I figli di papà che hanno sfilato a Roma nel weekend, hanno mugugnato,strillato, imbrattato, caricato, ferito, sporcato, insultato, rotto le cose e rotto i coglioni finche non hanno ottenuto quello che volevano: il treno gratis per tornare a casa. Notoriamente questa galassia di pacifondai borghesi si autocolloca sempre e comunque più a sinistra di chiunque altro. Più a sinistra del PD, dei verdi di RC, della Fiom,etc...
C'è però questo tratto che ricongiunge i due estremi dell'arco, come è proprio che sia di ogni forma circolare. Il tratto abominevole del free-rider, dell'approfittatore, di quello che sale sull'autobus e non paga il biglietto. Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo questo è un tratto che accomuna tutti gli italiani. Obiezione accolta.
Ma nel caso del senatore erede del partito fascista cosi come per gli sfasciavetrine, colpisce quell'arroganza che pretende ciò che agli altri non è consentito, esige come un diritto ciò per cui il resto della collettività lavora, occupa abusivamente una risorsa di tutti e rivendica gradasso un diritto che non gli spetta.
Chistu (Selva) e chilli (i pacifondai): pemmé pari sono...
- Un senatore della Repubblica finge un malore per farsi trasportare dall'ambulanza fino agli studi televisivi di LA7 dove era atteso ospite. Gustavo Selva è di Alleanza Nazionale, notoriamente il partito più a destra del nostro sgangherato arco costituzionale, se escludiamo i fascisti irriducibili della Mussolini&c.
- I figli di papà che hanno sfilato a Roma nel weekend, hanno mugugnato,strillato, imbrattato, caricato, ferito, sporcato, insultato, rotto le cose e rotto i coglioni finche non hanno ottenuto quello che volevano: il treno gratis per tornare a casa. Notoriamente questa galassia di pacifondai borghesi si autocolloca sempre e comunque più a sinistra di chiunque altro. Più a sinistra del PD, dei verdi di RC, della Fiom,etc...
C'è però questo tratto che ricongiunge i due estremi dell'arco, come è proprio che sia di ogni forma circolare. Il tratto abominevole del free-rider, dell'approfittatore, di quello che sale sull'autobus e non paga il biglietto. Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo questo è un tratto che accomuna tutti gli italiani. Obiezione accolta.
Ma nel caso del senatore erede del partito fascista cosi come per gli sfasciavetrine, colpisce quell'arroganza che pretende ciò che agli altri non è consentito, esige come un diritto ciò per cui il resto della collettività lavora, occupa abusivamente una risorsa di tutti e rivendica gradasso un diritto che non gli spetta.
Chistu (Selva) e chilli (i pacifondai): pemmé pari sono...
Contrordine compagni
08 06 07 | Ore: 09:10 | Categoria: Politica
Ricordate? solo ieri si diceva di quanto
l'emendamento contro il monopolio notarile
sull'intermediazione immobiliare fosse sacrosanto,
fosse stato studiato intelligentemente, fosse
difendibile contro le spudorate arroganze
forzaitaliote etc?
Contrordine compagni: l'emendamento va ritirato. Evidentemente i notai possono contare su amici più potenti degli avvocati. Evidentemente di chi compera e vende garage, non glienefreganienteanessuno... Solo due considerazioni:
-E' un peccato dare ragione ai taxisti quando dicono che le vere lobby non le tocca mai nessuno. Loro avranno pure dei metodi di protesta che sfiorano la violenza, ma alla fine portano a casa poco o nulla. Una casta di 5.000 potenti come quella notarile invece fa sostanzialmente le leggi che vuole.
-Una cosa amareggia. Anzi no, direi che disincanta. Che contro questo emendamento si siano schierati Mastella, rifondazione comunista ed i comunisti Italiani. Passi per il primo, che ha sempre l'aria di uno con la tentazione di ritrovarsi ovunque ci sia un grumo di potere, ma per i due rimasugli del comunismo italiano, che giustificazione si può accampare? Forse che sono ancora cosi allergici alla proprietà, che mettendovi sopra una bella tassa privata ad uso e consumo dei notai se ne disincentivi l'utilizzo? Oppure che -in fondo- a questi signori sta bene che i propri elettori continuino a vivere in affitto?
Contrordine compagni: l'emendamento va ritirato. Evidentemente i notai possono contare su amici più potenti degli avvocati. Evidentemente di chi compera e vende garage, non glienefreganienteanessuno... Solo due considerazioni:
-E' un peccato dare ragione ai taxisti quando dicono che le vere lobby non le tocca mai nessuno. Loro avranno pure dei metodi di protesta che sfiorano la violenza, ma alla fine portano a casa poco o nulla. Una casta di 5.000 potenti come quella notarile invece fa sostanzialmente le leggi che vuole.
-Una cosa amareggia. Anzi no, direi che disincanta. Che contro questo emendamento si siano schierati Mastella, rifondazione comunista ed i comunisti Italiani. Passi per il primo, che ha sempre l'aria di uno con la tentazione di ritrovarsi ovunque ci sia un grumo di potere, ma per i due rimasugli del comunismo italiano, che giustificazione si può accampare? Forse che sono ancora cosi allergici alla proprietà, che mettendovi sopra una bella tassa privata ad uso e consumo dei notai se ne disincentivi l'utilizzo? Oppure che -in fondo- a questi signori sta bene che i propri elettori continuino a vivere in affitto?
chi difende i notai
07 06 07 | Ore: 18:17 | Categoria: Politica
Torniamo all'argomento di ieri. All'emendamento
introdotto al decreto Bersani che manomette il
monopolio notarile sulla compravendita di immobili,
aprendo la possibilità di legittimare le
intermediazioni, almeno per valori catastali sotto i
100.000 euro, alle segreterie comunali ed agli
avvocati.
Abbiamo raccontato ieri cosa l'aver intaccato questo privilegio ha scatenato. Ribadiamo l'ovvio: la posizione dei notai è indifendibile. Chi difende questa esclusività difende un privilegio. Un monopolio illiberale. Un abuso di potere. Tutta la fuffa sullo scardinamento del sistema giudiziario è -per l'appunto- inqualificabile, perniciosa e subdola fuffa.
Bene. Abbiamo trovato due che questa fuffa la difendono. Grazie a Maurizio, abbiamo dato un'occhiata agli emendamenti presentati in commissione. Queste due eminenti figure affianco, che presentiamo più in dettaglio sotto, hanno proposto nell'ordine di:
-rendere l'articolo applicabile solo alle donazioni e non anche alle compravendite
-abbassare la soglia di applicabilità da 100.000 a 5 euro
-rendere l'articolo applicabile ai beni mobili e non già ai beni immobili. Con il risultato magari di dover passare dal notaio anche per comperarsi un quadro da collezione. Non che mi capiti spesso peraltro
-abbassare la soglia di applicabilità da 100.000 a 1 euro
Si tratta ovviamente di un tentativo di rendere inefficace l'articolo, per la gioia dei notai, e con buona pace degli avvocati e sopratutto di chi vorrebbe comperare garage o casa pagando un po' di meno. I due autori di questa nobile espressione di civiltà giuridica sono l'onorevole Claudio Azzolini e l'onorevole Alfredo Vito.
Entrambi Napoletani, in particolare il secondo si distingue per un curriculum di tutto rispetto: Entra alla Camera dei Deputati nelle liste dell DC con oltre 100.000 preferenze al termine delle elezioni politiche del 1987. Il 18 marzo 1993 la Camera concede l'autorizzazione a procedere per voto di scambio nei suoi confronti: l'8 aprile dello stesso anno i giudici napoletani lo accusano di rapporti con la criminalità organizzata e corruzione e l'11 dicembre viene condannato a due anni con la sospensiva, dopo patteggiamento (dietro l'impegno solenne di ritirarsi per sempre dalla politica) e con la restituzione di cinque miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.
Lasciamo stare i tracorsi burrascosi. Chiediamo solo conto a questi signori della loro appartenenza ad un partito che dichiara di ispirarsi ai valori liberali ed addirittura della libertà ha storpiato il nome per appenderlo allo stipite della propria casa.
Abbiamo raccontato ieri cosa l'aver intaccato questo privilegio ha scatenato. Ribadiamo l'ovvio: la posizione dei notai è indifendibile. Chi difende questa esclusività difende un privilegio. Un monopolio illiberale. Un abuso di potere. Tutta la fuffa sullo scardinamento del sistema giudiziario è -per l'appunto- inqualificabile, perniciosa e subdola fuffa.
Bene. Abbiamo trovato due che questa fuffa la difendono. Grazie a Maurizio, abbiamo dato un'occhiata agli emendamenti presentati in commissione. Queste due eminenti figure affianco, che presentiamo più in dettaglio sotto, hanno proposto nell'ordine di:
-rendere l'articolo applicabile solo alle donazioni e non anche alle compravendite
-abbassare la soglia di applicabilità da 100.000 a 5 euro
-rendere l'articolo applicabile ai beni mobili e non già ai beni immobili. Con il risultato magari di dover passare dal notaio anche per comperarsi un quadro da collezione. Non che mi capiti spesso peraltro
-abbassare la soglia di applicabilità da 100.000 a 1 euro
Si tratta ovviamente di un tentativo di rendere inefficace l'articolo, per la gioia dei notai, e con buona pace degli avvocati e sopratutto di chi vorrebbe comperare garage o casa pagando un po' di meno. I due autori di questa nobile espressione di civiltà giuridica sono l'onorevole Claudio Azzolini e l'onorevole Alfredo Vito.
Entrambi Napoletani, in particolare il secondo si distingue per un curriculum di tutto rispetto: Entra alla Camera dei Deputati nelle liste dell DC con oltre 100.000 preferenze al termine delle elezioni politiche del 1987. Il 18 marzo 1993 la Camera concede l'autorizzazione a procedere per voto di scambio nei suoi confronti: l'8 aprile dello stesso anno i giudici napoletani lo accusano di rapporti con la criminalità organizzata e corruzione e l'11 dicembre viene condannato a due anni con la sospensiva, dopo patteggiamento (dietro l'impegno solenne di ritirarsi per sempre dalla politica) e con la restituzione di cinque miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.
Lasciamo stare i tracorsi burrascosi. Chiediamo solo conto a questi signori della loro appartenenza ad un partito che dichiara di ispirarsi ai valori liberali ed addirittura della libertà ha storpiato il nome per appenderlo allo stipite della propria casa.
l'un contro l'altro armati
07 06 07 | Ore: 08:24 | Categoria: Politica
Tra martedi e giovedi (oggi) avvocati e notai
si sono scambiati dei colpi di clava a suon di avvisi
a pagamento sui quotidiani italiani. Hanno cominciato
i notai martedi, comperando intere paginate dei
maggiori quotidiani. Non ho trovato copia dell'avviso
online percui beccatevi questa scannerizzata. Vista la
paginata intera dell'avviso che non rientra nel
mio ordinarissimo scanner, vi mostro solo la
testa della pagina. Denunciano
niente po' po' di meno che lo
scardinamento del sistema giuridico posto a
tutela dei cittadini e della convivenza
civile.
Rispondono oggi gli avvocati, comperando quarti di pagina sui quotidiani (cosicché si possa scannerizzare l'avviso per intero) replicando a muso duro definendo il comunicato dei notai come criptico allarmistico e omissivo, nonché oggettivamente lesivo della reputazione e della dignità della categoria forense. Ovviamente anche gli avvocati concludono dichiarando che agiscono nel solo ed esclusivo interesse del paese, dei cittadini, della convivenza civile bla bla bla...
Che è successo? Semplicemente una manina furba ha inserito un comma (per altro si chiama 41 bis, come quello del carcere duro nel codice penale) nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni che è in via di discussione alla Camera. Questo codicillo in sostanza dice che delle compravendite immobiliari di valore inferiore ai 100 mila euro, d'ora in poi se ne possono occupare anche gli avvocati e non già semplicemente i notai.
Insomma, per vendere un paio di garage (perchè questo al massimo si compera con quelle cifre) ci si potrebbe rivolgere anche ad uno dei 150.000 avvocati italiani oltre che ai 5.000 notai. In fondo si tratta di mandare una segretaria agli uffici competenti, controllare che non vi siano ipoteche od altri titoli che pendono sull'immobile, qualche servitù od altro diritto reale e poi autenticare una firma. Di questo si tratta. Ecco lo scardinamento dell'ordinamento giuridico posto a tutela dei cittadini. ecco la lesione alla convivenza civile. La repubblica che crolla sui propri garage!
Ora, lungi da noi prendere le parti degli avvocati. Ne abbiamo detto peste e corna da queste colonne in passato. Ci viene solo da constatare alcune cose:
-La posizione dei notai è indifendibile. E spero che il governo resista alle pressioni. Anzi direi che ci credo! Tanto più che gli avvocati sono sovrarappresentati in parlamento e questo, per una volta almeno nella sotria repubblicana, potrebbe essere un vantaggio.
- La tattica del governo è eccellente. Come fare a scardinare il monopolio notarile? Naturale: mettendogli contro l'altra potente lobby legale. Che se la sbrighino da soli, che si prendano a randellate in pubblico, dai giornali, cosi che gli italiani vedano quali scontri di potere si celano dietro questioni apparentemente piccole come le compravendite di garage. Che poi, portato a casa l'emendamento cosi come è, ci si comincerà a chiedere: - ma perchè fermarsi proprio 100.000 euro? -e perchè fermarsi agli avvocati? in fondo ai traserimenti delle auto ci pensano già gli uffici comunali che effettuano più o meno il medesimo tipo di verifiche...
-Le liberalizzazioni procedono a gonfie vele. E' un cambio culturale profondo che sta facendo sempre più breccia. Non ci sono più aree intoccabili, ne i tassisti (vedi il sostanziale fallimento della manifestazione dell'altro giorno), e nemmeno i notai. Con luglio parte la liberalizzazione dell'utenza domestica energetica e forse si farà persino la legge biennale sulle liberalizzazioni. Questo, insieme ai conti sistemati sarà certamente uno dei risultati duratouri di questo governo qualora dovesse cedere.
Per concludere, ci si consenta di tornare alla diversa grandezza dei due avvisi, Pagina intera per i notai, contro quarto di pagina per gli avvocati. Che i decreti sull' abolizione delle tariffe minime per gli avvocati della scorsa estate abbiano già cominciato a mordere?
Rispondono oggi gli avvocati, comperando quarti di pagina sui quotidiani (cosicché si possa scannerizzare l'avviso per intero) replicando a muso duro definendo il comunicato dei notai come criptico allarmistico e omissivo, nonché oggettivamente lesivo della reputazione e della dignità della categoria forense. Ovviamente anche gli avvocati concludono dichiarando che agiscono nel solo ed esclusivo interesse del paese, dei cittadini, della convivenza civile bla bla bla...
Che è successo? Semplicemente una manina furba ha inserito un comma (per altro si chiama 41 bis, come quello del carcere duro nel codice penale) nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni che è in via di discussione alla Camera. Questo codicillo in sostanza dice che delle compravendite immobiliari di valore inferiore ai 100 mila euro, d'ora in poi se ne possono occupare anche gli avvocati e non già semplicemente i notai.
Insomma, per vendere un paio di garage (perchè questo al massimo si compera con quelle cifre) ci si potrebbe rivolgere anche ad uno dei 150.000 avvocati italiani oltre che ai 5.000 notai. In fondo si tratta di mandare una segretaria agli uffici competenti, controllare che non vi siano ipoteche od altri titoli che pendono sull'immobile, qualche servitù od altro diritto reale e poi autenticare una firma. Di questo si tratta. Ecco lo scardinamento dell'ordinamento giuridico posto a tutela dei cittadini. ecco la lesione alla convivenza civile. La repubblica che crolla sui propri garage!
Ora, lungi da noi prendere le parti degli avvocati. Ne abbiamo detto peste e corna da queste colonne in passato. Ci viene solo da constatare alcune cose:
-La posizione dei notai è indifendibile. E spero che il governo resista alle pressioni. Anzi direi che ci credo! Tanto più che gli avvocati sono sovrarappresentati in parlamento e questo, per una volta almeno nella sotria repubblicana, potrebbe essere un vantaggio.
- La tattica del governo è eccellente. Come fare a scardinare il monopolio notarile? Naturale: mettendogli contro l'altra potente lobby legale. Che se la sbrighino da soli, che si prendano a randellate in pubblico, dai giornali, cosi che gli italiani vedano quali scontri di potere si celano dietro questioni apparentemente piccole come le compravendite di garage. Che poi, portato a casa l'emendamento cosi come è, ci si comincerà a chiedere: - ma perchè fermarsi proprio 100.000 euro? -e perchè fermarsi agli avvocati? in fondo ai traserimenti delle auto ci pensano già gli uffici comunali che effettuano più o meno il medesimo tipo di verifiche...
-Le liberalizzazioni procedono a gonfie vele. E' un cambio culturale profondo che sta facendo sempre più breccia. Non ci sono più aree intoccabili, ne i tassisti (vedi il sostanziale fallimento della manifestazione dell'altro giorno), e nemmeno i notai. Con luglio parte la liberalizzazione dell'utenza domestica energetica e forse si farà persino la legge biennale sulle liberalizzazioni. Questo, insieme ai conti sistemati sarà certamente uno dei risultati duratouri di questo governo qualora dovesse cedere.
Per concludere, ci si consenta di tornare alla diversa grandezza dei due avvisi, Pagina intera per i notai, contro quarto di pagina per gli avvocati. Che i decreti sull' abolizione delle tariffe minime per gli avvocati della scorsa estate abbiano già cominciato a mordere?
The green way
03 06 07 | Ore: 18:06 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente | Politica
-La prima é che malgrado tutto, come mostra bene il settimanale inglese, le cose si stanno muovendo a più livelli. Il livello più attivo sembra quello che tutti davano per il più restio a muoversi: quello industriale. Vuoi per fare di necessità virtù, vuoi per trovare nuove occasioni di business, vuoi per operazioni di marketing, ma le imprese si danno da fare: da quelle che investono in energie pulite, a quelle che si attrezzano per il risparmio energetico, a quelle che fanno delle basse emissioni la loro mission aziendale. E scusate se é poco.
-La seconda riflessione é più generale, e riguarda il mondo anglosassone e la sua cultura. Vero: noi europei continentali diciamo da molto più tempo che il climate change é un grosso problema. Vero: loro hanno negato che esistesse il problema fino all'altro ieri. Vero noi inquiniamo di meno. Vero: noi siamo dentro Kyoto ed invece i loro cugini di oltremanica ancora ci pensano. Peró noi, alla faccia delle belle parole spese 10 anni fa, abbiamo le emissioni del 7% sopra quelle del '90; altro che 10% sotto come promesso. Però noi lasciamo che l'ENEL bruci carbone ed i mulini a vento poi non li facciamo che ci rovinano il paesaggio (meglio una bella ciminiera invece!). Noi siamo bravi a chiacchierare ed a piangerci addosso. Loro sono fatti cosi: magari negano il problema finché possono, ma quando poi lo riconoscono, partono in quarta, ma soprattutto sembra che si diano una meta da raggiungere.
Facciamo un esercizio mentale: ipotiziamo che l'Espresso, o qualche altra nostra rinnomata rivista concedesse tutto questo spazio al tema. Sarebbe usato per fare articoli allarmistici sul fatto che Venezia andrà sottacqua, che la Sicilia diventerà un deserto con i cactus, e che il basilico genovese crescerà sulle pendici del monte rosa. Che le cavallette ci mangeranno i geranei alle finestre e le zanzare ci porteranno malaria ed ebola. Di quei pezzi -giornalisticamente parlando- perfettamente confezionati e dalle tirature enormi. Che però ti lasciano là sull'orlo del precipizio, solo con te stesso e con quel retropensiero che forse é meglio buttarsi di sotto e farla finita subito (vedi questa inchiesta sui tumori ad esempio). Invece l'Economist, in ogni sua grande inchiesta, ed anche a costo di semplificazioni esagerate, parte dal problema per indicarne le soluzioni, per indicare un percorso alla fine del quale il problema si risolve. Ed é cosi anche per quanto riguarda questa inchiesta sul global warming. Noi ovviamente speriamo che l'ottimismo anglosassone sia ben riposto, anche perché del pessimismo immobilista rassegnato italiano non sappiamo davvero cosa farcene...
commercio equo in crescita
01 06 07 | Ore: 09:09 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente
Il commercio equo e solidale è un mondo
romantico. Siamo abituati a pensare ad esso come ad
un piccolo Davide che lotta contro l'immenso Golia
delle leggi ingiuste del commercio internazionale che
schiacciano e opprimono le persone. Siamo abituati a
pensare al commercio equo come ad una parentesi
accidentale immersa in un gioco che segue ben altre
regole. Una piccola barca in controcorrente, dentro
un mare che va in tutt'altra direzione. Là fuori,
autorevoli economisti ed il senso comune ci
suggeriscono che, nonostante il commercio equo sia
una realtà bella e pregnante, essa è destinata a
scomparire, assorbita dagli ineluttabili meccanismi
dell'economia. Ci viene detto: non è possibile che i
consumatori paghino di più per merci che possono
ottenere a prezzi minori! Ed ancora: perché i
produttori di merci già abbondantemente deprezzate
(come il caffé ) non dovrebbero aumentare le loro
produzioni, invogliati dai prezzi più alti pagati dal
commercio equo e peggiorando cosi ancora di più lo
squilibrio sui mercati tra domanda ed offerta?
Infine, non sarebbe meglio semplicemente fare
donazioni ai poveri invece di pagare loro prezzi più
alti per le merci che producono? Queste sono solo
alcune delle obiezioni che sentiamo ripetere riguardo
alla capacità del com- mercio equo di sopravvivere
nel tempo. Da questa aurea romantica e vagamente
esotica e dal generale scetticismo che circonda il
commercio equo nel circolo degli economisti è sorto
nel corso del tempo una sorta di pregiudizio di cui
le prime vittime sono spesso le persone che nel
commercio equo credono di più e che può essere
espresso in questi termini: il commercio equo è
bello, ma non rispettando le dure leggi dell'economia
ed è destinato a scomparire o al più al sopravvivere
come un piccolo fenomeno di nicchia. Ma è poi vero
tutto questo? Alcuni economisti, tra i quali Leonardo
Becchetti, la pensano diversamente. lo ho cercato di riassumerne le
argomentazioni...
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