L'anno prima

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Repubblica raccoglie le foto dei lettori del 1977. Che anno sarà stato il 1977? Da leggerselo su wikipedia. Grandi ricordi di mio non ne ho, anche perché é l'anno prima che nascessi. Ma tant´é. Le foto sono molto belle. Sono un tuffo in un passato che non mi appartiene ma di cui in qualche modo sento nostalgia. Come se lo stessi vivendo in quel periodo nel pancione. Comunque di queste foto saltano agli occhi alcune cose:

-Di 129 foto, ho individuato una sola persona grassa. Per il resto, tutti fisici asciutti, da dopoguerra. Guardatele, fanno impressione. Quasi che siano un altro popolo e non italiani di trent'anni prima. Secchi ed asciutti, come di ragazzi cresciuti a pane e salame, all'aria aperta e giocando a pallone negli oratori. Nessuna pelle iperidratata o gonfiori da carne agli ormoni che vedo nelle foto dei nostri giorni.

-Le poche foto di esterni raccontano di un paese meno antropizzato. Dove puoi fotografare una macchina in spiaggia senza inquadrare ombrelloni, ville, gassificatori o yacht al largo.

-Le fotografie di gruppo raccontano di una gioventú che socializza a suon di pane e politica. Giusto o sbagliato che sia, quel pugno chiuso é quasi il comune denominatore di tutte le foto. Dello stare insieme all'università, nella piazza, nei viaggi che portano all'Afghanistan di allora.

Ditemi voi se si può avere nostalgia di un momento mai vissuto?

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Spagna e pannello

Falce_e_martello
Che La Spagna ci sia avanti sotto molti profili, lo avevamo già constatato con felicitazioni (per loro) qui.

Sono avanti anche per quanto riguarda la politica, poiché il partito trasversale della falce e pannello ha fatto in questi giorni raggiungere al paese grandi e significativi traguardi come:

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    inciucciati la preferenza

    Sapevamo che le nostre speranze per una bella legge elettorale erano solo... belle speranze per l'appunto.

    Ora Fassino ce lo conferma con questo bigliettino passato sottobanco a Berlusconi.

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    Si può dire che siamo delusi? Sia chiaro, non siamo delusi perchè Fassino passa un biglettino all'arcinemico numero uno, ma perchè con lui si accorda nel perpetrare questa schifezza di legge elettorale. Eppure ci voleva poco. Nel biglietto noi avremmo voluto leggere:

    Caro Berlusconi, noi del PD facciamo il 32%. Voi di FI fate il 21. Più mettiamoci l'amico Fini che sicuramente ci sta e ha il 10% pure lui. Presentiamo un disegno di legge di questo tipo: uninominale secco. al massimo doppio turno. Ti lascio pure decidere guarda. Approviamo questa legge ed andiamo ad elezioni. Tu ti sei liberato di BossiCasini. Noi di MastellaDiPietroPecoraroDilibertoDeGregorioBertinotti. E se Mastella fiuta il trappolone, facciamo un governo tecnico di sei mesi giusto per approvare questa legge. Ah... già che ci siamo, eliminiamo anche i deputati eletti all'estero che sono una grande cazzata (anche se hanno fatto vincere noi)

    Ed invece... ci tocca leggere che si scende a patti con il nemico per che cosa? solo per lasciate questa legge praticamente intatta soprattutto per quanto riguarda il no alle preferenze!

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    no all'ingegneria climatica

    Falce_e_martello
    L'ultimo numero di Focus titola: Operazione Clima: Cosi Ripareremo la terra. Smettere di inquinare non basta più. Ci vogliono gigantesche nuove opere.

    E quali sarebbero queste nuove opere? Robetta tipo:
    1) ripristinare la corrente del golfo con 8100 “tecno-isolotti” artificiali situati tra la Groenlandia e l'Islanda con lo scopo di ghiacciare l'acqua salata,
    2) rilasciare in mare un fertilizzante a base di solfato di ferro, così da favorire la crescita del fitoplancton (alghe microscopiche) che assorbe anidride carbonica.
    3) creare uno scudo di aerosol che rifletta in parte i raggi solari, diminuendo la temperatura media terrestre di 0,5 °C per due anni. Viene messo zolfo in bombole sotto forma di idrogeno solforato.
    4) schermare la luce solare - questa volta, però, dallo spazio - facendo orbitare intorno alla Terra 800.000 dischi forati.
    5) aspirare acqua dal mare per nebulizzarla in cielo (attraverso delle navi energeticamente autosufficienti e comandate da terra). In questo modo nubi di bassa quota ricoprirebbero un quarto della superficie degli oceani, soprattutto nell'emisfero meridionale.
    6) installare sulla Luna degli impianti per sparare nello spazio polvere lunare da far orbitare intorno alla Terra, sempre per schermare dal Sole.
    (riassunto tratto da Ecoblog)

    Ora è risaputo che Focus non sia esattamente il verbo e sia spesso criticato per la fantasiosità ed approssimazione delle sue ricostruzioni pseudoscientifiche. Ma Focus non ha fatto altro che reimpastare e ricicciare idee più o meno verosimili circolate sul web.

    Sono idee balzane e pericolose. Balzane perchè si commentano da sole: andare sulla luna con i cannoni polverieri o sparare 800000 dischi volanti in orbita (sperando non ricadano) oppure inquinare il mare per fare fare la cacca al plancton. Devo aggiungere altro? Pericolose perchè fanno comunque passare un ragionamento. E cioè che l'effetto serra sia irreversibile. Che alle nostre emissioni comunqe non rinunciamo. Che la soluzione al problema è comunque tecnologico-ingegneristica. Che dobbiamo intervenire sui sintomi della maggiore presenza di CO2 nell'atmosfera, e non già sulle cause.

    Ovviamente queste soluzioni sono assolutamente irrealistiche. Ma servonono la causa. Sono dei cavalli di troia per far passare comunque l'approccio ingegneristico al problema dell'effetto serra. E quindi far accettare (e magari finanziare) tecnologie dubbie ma tanto di moda quali il sequestro dell'anidride carbonica nelle grandi centrali elettrotermiche. Una tecnologia anch'essa futuribile, per la quale la CO2 viene catturata e sparata nelle viscere della terra. Come se questo fosse economico. Oppure sicuro dal punto di vista ambientale e della salute.

    A noi del partito della falce e pannello, quest'approccio non piace affatto! Innanzitutto non è risolutivo, ma è solo un tampone al problema. L'atmosfera non tornerà in equilibrio se le emissioni non vengono permanentemente ridotte. Trovare dei nascondigli per la CO2 equivale alla classica strategia di nascondere la polvere sotto il tappeto. Il modello poi prevede grosse imprese, grossi capitali e quindi mercati concentrati. Non a caso piace particolarmente alle multinazionali. A noi piace invece un modello di produzione in rete, dove migliaia di autoproduttori di energia rinnovabile, si scambiano nel mercato i rispettivi surplus energetici.

    L'obiezione del partito della falce e pannello verso l'approccio ingegneristico è totale. E' ambientale (alta probabilità di fallimento e alto impatto), culturale (perpetra il modello ad alto impatto ambientale) politica (prevede concentrazioni di potere tecnologico) economica (destinato ad essere più costoso perchè meno competitivo) e sociale (perpetra il modello di rapporti di mercato verticali invece che orizzontali).

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    Scommettere sulla coscienza di Zeno

    Ian Ayres mette su un negozio di impegni. La sua analisi di mercato gli segnala che c'è una domanda inevasa di meccanismi che inducano la gente a mantenere i propri impegni. Tipo smettere di fumare. O perdere 10 kili. O smettere di perdere ore ed ore sui blog e mettersi a lavorare seriamente. La fuori ci sono tanti individui dalla coscienza di Zeno. Con un io incapace di imporre ordine all'es. Con una volontà debole ed un'inclinazione a cedere alle tentazioni e a tradire i propri impegni.

    Ecco la soluzione di Ayres per gli Zeni di tutto il mondo: si entra nel negozio dell'impegno e si sganceranno 1000 $ o più, in base a quanto seriamente si prende l'impegno. Se si mantiene la promessa e si possono verificare i progressi, la somma viene restituita aumentata. Diciamo a 1500 $. Altrimenti si perde la somma. Ovviamente il negozio scommette contro la riuscita dell'impegno e paga i profitti di chi riesce a mantenere l'impegno con le somme perse da chi non ce la fa!

    Geniale no? immaginatevi la scena del papà che promette per l'ennesima volta ai figli di smettere di fumare. I figli rispondono all'americana: put your money where your mouth is. Il papà è costretto a scommettere contro se stesso e a mantenere l'impegno, pena la perdita di denaro.

    Insomma una sorta di paternalismo libertario ma con il vantaggio che il limite paternalista è autoinflitto in piena libertà.

    Resta una preoccupazione per l'economista. Ma la selezione avversa? Come facciamo insomma ad evitare che non-fumatori si fingano fumatori solo per scommettere su una cosa che sanno benissimo di poter vincere?

    Chissà se Zeno Cosini, il protagonista del romanzo di Italo Svevo, passando dal negozio di Ayres, avrebbe trovato le giuste motivazioni per dare fondo a quella sua ultima sigaretta una volta per tutte.

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    Dove passa la falce e pannello

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    Ormai sta diventando il mio cruccio. Di come il centrosinistra italiano, il costruendo partito democratico, stia perdendo l'occasione storica di darsi un'identità ed una missione che informa tutti gli aspetti della proposta politica di un moderno partito di sinistra. Questa nuova ideologia é la sostenibilità sociale ed ecologica. Ed i suoi orizzonti passano dai pannelli solari per arrivare a Kyoto e a Lisbona. Niente! a parte Prodi che lo ha capito ma che é incapace di comunicarlo, per il resto nel centrosinistra sembra regnare l'indifferenza. Lo hanno invece capito un po' tutti fuori di qui.

    Lo hanno capito in Germania, dove SPD e CDU, costretti a cooperare nel governo, hanno trovato sulla lotta ai cambiamenti climatici l'orizzonte di conciliazione e di cooperazione delle rispettive posizioni fino a farne il punto più forte della loro agenda per il semestre europeo. Lo hanno capito in Inghilterra dove ormai si é innescato un'asta al rialzo su chi abbia il piano di riduzioni più audace e radicale. E sorpendemente (almeno per uno abituato alla destra italiana) in questo momento sono i tories di David Cameron ad avere la posizione più avvanzata. Oltre ad avere fissato target di emissioni per il 2050 superiori ai gia ambiziosi piani Europei infatti, hanno proposto di istituire una responsabilità penale per i politici che facessero fallire il raggiungimento dei target fissati. Oggi ne parla anche Francesco Costa.

    Persino ambienti vicini alla chiesa, quella stessa chiesa backward looking di cui parliamo nel post precedente, sembrano aver capito che questo é il vero nuovo orizzonte politico.

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    Ozpetechi e Ratzechi

    Sui DICO la situazione precipita di giorno in giorno. Ci siamo avvitati in una brutta spirale da cui quasi sicuramente non uscirà nulla di buono.

    Comincio dagli sbagli tattici dei sostenitori dei DICO. Tra i quali il sottoscritto. Il vessillo della battaglia era quello delle coppie di fatto. Che potevano essere eterosessuali; magari tra consanguinei o comunque non necessariamente in un rapporto di affettività con risvolti sessuali. Nessuno si nascondeva che la battaglia condotta in nome di una categoria generale era soprattutto destinata a tutelare le coppie gay che non possono accedere all'istituto del matrimonio. Il piano però non ha funzionato bene. Per regolare il fenomeno sociale delle coppie di fatto é infatti necessario un istituto diverso ed inferiore al matrimonio. É ovvio, altrimenti basterebbe il matrimonio stesso alle coppie etero. D'altro canto, i gay é proprio all'istituzione matrimonio che mirano, con tutti i suoi corollari quali l'adozione. L'incongruenza é esplosa pateticamente quando, alla presentazione dei DICO da parte delle due ministre, la comunità gay ha reagito con veemenza e delusione (vedi Scalfarotto che peraltro é stato anche tra i moderati). Questo attacco ai DICO "da sinistra" ha innescato una brutta spirale nel campo pro-DICO, con la comunità gay che ha preso la bandiera della battaglia per le coppie di fatto che però ha gestito male. Diciamocelo: la manifestazione di sabato scorso è stata un autogol clamoroso. Hanno trasformato la battaglia generale per le coppie di fatto in una battaglia per le coppie gay. Questo ovviamente ha finito con il circoscrivere il bacino di supporto all'istanza dei diritti civili delle coppie omosessuali e le poche persone in piazza sono li a testimoniarlo. É ormai diventata una battaglia degli Ozpetechi, come li chiama Leonardo, e questo ha generato disaffezione in molti (me compreso) e contraccolpi importanti quali le ultime dichiarazioni della Bindi. Che avrà pure sbagliato, ma in questi giorni era già sotto grande pressione dalla destra vaticana e la pressione dalla sinistra LGBT l'ha ovviamente messa in difficoltà.

    Io in principio sono d'accordo con il matrimonio omosessuale. Ho perplessità di fronte alle adozioni da parte di coppie omosessuali, ma al limite sarei disposto a parlarne, a vedere esperienze, a misurare risultati. Di certo non mettono in crisi il mio modello di famiglia. Ma questo é il mio punto di vista personale e mi rendo conto che in Italia é già estremamente minoritario. Allora perchè la comunità gay ha deciso di alzare l'asticella della battaglia cosi in alto? In politica bisogna fare i conti con il possibile, ed in Italia sarebbe stato un clamoroso successo portare a casa i DICO. Avere alzato la posta ha reso impossibile anche quel poco che si poteva portare a casa. Ora il supporto per i DICO sta scemando. Non é un bello spettacolo intendiamoci. Le battaglie per i diritti civili dovrebbero riguardare tutti. C'é stato un momento in cui -per dirla alla Ayres- la causa gay si era guadagnata il supporto degli eterosessuali. Ora lo sta perdendo velocemente. Ma in fondo, alla Bindi, chi glielo fa fare di spendersi cosi tanto sui DICO, se poi sono solo l'occasione per ricevere attacchi anche da quelli che pensava di difendere?

    Condivido il pensiero di Leonardo quando dice: sembra che il governo debba cadere perché non riconosce qualche diritto in più a una minoranza di fighetti con appartamento di proprietà in centro. Sul serio, questo è il messaggio che rischia di passare. Attenzione. Con tutte le minoranze da tutelare che ci sono in giro, a me non va di morire proprio per gli Ozpetechi. C’è gente che sta peggio (anch’io, forse, per esempio).

    Ieri é uscita poi la tanto attesa nota vaticana con prescrizioni varie ed eventuali. Mi sembra notevole che si parli nello stesso documento del ritorno al latino, dell'abbandono delle chitarre per l'organo ed il canto gregoriano e dell'irrigidimento verso fenomeni sociali che meriterebbero di essere guardati con occhi più caritatevoli ed evangelici. É notevole in quanto indica platealmente quale direzione abbia intrappreso la chiesa sotto la guida di papa Ratzingher. Come a dire che abbiamo un brillante passato dinanzi a noi!

    In conclusione, quella degli Otzpetechi mi sembra si avvii ad essere una battaglia persa per pessima tattica. Quella dei Ratzechi invece si rivelerà con il tempo una sconfitta strategica.

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    senatore in catene

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    Un senatore di Forza Italia si incatena per protesta contro il prestito dell'annunciazione di Leonardo effettuato dagli Uffizi per una mostra in Giappone.

    Pensavo... ma se ce lo lasciamo incatenato questo senatore, abbiamo guadagnato un'altro voto in senato?

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    post weekend

    Post-weekend. Che non significa dopo-fine-settimana, ma piuttosto i pezzi che avrei messo sul blog negli ultimi giorni se avessi avuto qualche minuto in più. Se mi fossi alzato prima. Se avessi tirato tardi.
    Se non fossi andato a messa o a correre al parco. Ecco i tre post che avrei voluto scrivere questo weekend.
    Un voto per la vita

    A distanza di un anno e mezzo dal referendum sulla legge 40 abbiamo i primi dati sulle fecondazioni assistite in Italia.
    - numero di gravidanze portate a termine in casi di infertilità maschile: -10%
    - numero di gravidanze portate a termine da donne con più di 35 anni:
    -5/10%
    - in caso di impianto coatto di tutti e tre gli embrioni: parti gemellari
    +8%, parti trigemellari +9%
    - percentuale di aborti:
    +6%
    - percentuale di coppie italiane fecondate all'estero:
    +15% (naturalmente solo quelle che possono permettersi viaggi e lunghi soggiorni all'estero)

    Al di là della
    pruderie sulla legittimità o meno di manipolare gli embrioni, io contestavo allora come a maggior ragione contesto oggi quella campagna mediatica contro il referendumo sotto gli slogan della parola vita. L'astensione al referendum doveva essere un non-voto per la vita e tutto l'armamentario teorico era ovviamente di "scienza & vita". Il risultato della legge 40 è che c'è stato un sensibile calo di "vita" in termini quantitiativi, un aumento di aborti e persino un ritorno al congelamento degli embrioni. Da che parte stavano allora le ragioni della vita?
    Continue Pannellate

    Dopo il mio post un po'
    perplesso sui risultati del consiglio europeo della scorsa settimana, mi sono dovuto ricredere. L'accordo portato a casa dalla leadership tedesca di questo semestre europeo è sostanzioso, e finalmente fa dll'istanza ambientale e sostenibile un orizzonte politico ideale ma praticabile, come avevamo auspicato. Vengono dal governo Merkel, che se non proprio di destra, non si può certo definire di sinistra. Attenta sinistra, che ti fai sfilare l'argomento politico del futuro da sotto il naso e ti condanni a perderne la paternità. Peraltro i risultati del vertice hanno trovato spazio limitato sulla stampa italiana. Forse le cose più interessanti si trovano sul Sole24Ore qui e qui.
    Weekend sportivo

    Dopo il Rugby; dopo la Ducati che passa la Yamaha come se corresse con una 250 contro le 125, chiudiamo il weekend con l'Inter che si porta casa il derby. Per due volte di fila quest'anno. Impagabile!

    Comincia la settimana, altri post in cantiere...

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    il fattore Gamberone

    Al povero senatore Mantovano, vittima di una fiammata da portata flambé al retrogusto di gamberoni auguriamo ogni bene e pronta guarigione. Ma ci scappa subito il pensiero al fattore C. di Prodi, che ultimamente sembrava esaurito. Certo anche lui ormai si deve adeguare a barcamenarsi con queste piccole operazioni di breve periodo.... giusto il tempo per passare indenni attraverso il perillio Afghanistan al Senato per ora (speriamo infatti che i disagi del senatore AN siano una faccenda di poche settimane). Poi chissà, cabottando fino al prossimo mare grosso.

    Certo noi preferiremmo un Senato dove, vista la prossima assenza giustificata di Mantovano, un senatore della maggioranza si assentasse galantemente per rispettare le forze in campo. Questo avviene in paesi civili come UK e Germania. Questo però dovrebbe necessariamente essere una pratica reciproca, e con i De Gregorio e gli Schifani in giro, meglio semplicemente affidarci al fattore G.amberoni.


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    this is the end

    La fine ingloriosa del mio vecchio ibook. Smontato. Depredato delle ultime suppellettili e riposto in una busta in attesa di smaltimento. In attesa che la Apple si decida a riprendersi i computer a fine corsa....

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    PS. Se possibile, vorrei vedermelo restituito in un'urna funeraria a forma di mela...

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    How much different?

    gandhi
    Riprendendo un leggendario motto della Apple, la cancelliera Merkel ha esortato gli altri leader Europei to think different sulle questioni climatiche. Pensare diversamente. E con una formula efficace ha riassunto questa diversità in tre passaggi legati al numero venti: Entro il 2020, ridurre le emissioni di CO2 del 20% ed arrivare al 20% di copertura dela produzione energetica attraverso le fonti rinnovabili.

    A guardarsi attorno, si scorge di lontano la Cina che aggiunge una nuova centrale a carbone alla settimana e gli Stati Uniti che ancora fanno poco o niente per l'effetto serra. Messi vicini a questi anti-eroi, le cose che l'Unione Europea sta già facendo, e si ripromette di fare, sembrano azioni coraggiose degne di una comunità che pensa in grande ed assume un ruolo di leadership nei confronti del resto del mondo. Questo dice la Merkel, e se pensiamo a Cina e USA, per un momento scappa anche a noi un battito di mani ammirato. We do think different, then!

    Si ma quanto differente? Per capirlo, prendiamo il report Energy (r)evolution pubblicato a gennaio dalla European Council for Renewable Energy e da Greenpeace (c'é anche la sintesi in Italiano). Un piano globale, con un obiettivo finale fissato al 2050 in cui avremo dovuto effetturare quel cambiamento di paradigma che ci consentirà di sopravvivere a noi stessi. Il piano descrive una via percorribile per ottenere entro quella data un'abbattimento di emissioni nell'ordine del 50%, ottenuto combinando efficienza energetica con una sostituzione delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica pari al 75% e nell'energia per il riscaldamento pari al 65%. Un piano ragionevole, che da per scontato che un certo cambiamento climatico é a questo punto irreversibile, che il mondo é sempre più affamato di energia e che per conciliare prezzi moderati, con grande produzione a basso contenuto di CO2 bisogna cedere a dei compromessi quali i grandi impianti idroelettrici e forse anche il nucleare.

    Ora, siccome da queste parti siamo degli inguaribili ottimisti concilianti, molto riformisti nei metodi e molto radicali negli obiettivi, ci piace pensare che gli obiettivi che l'Europa si é data per il 2020, siano solo il passo intermedio per arrivare a quelli descritti dal rapporto per il 2050.

    Nel frattempo constatiamo con un po' amarezza che nemmeno alla Apple, che sulla questione dei rifiuti elettronici fa orecchie da mercante, riesce più to think different.

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    Farina Bruni

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    No non è un post agronomico sul prodotto della macinazione del grano saraceno, volgarmente chiamato "farina bruna". Solo due cognomi di due persone a cui per motivi diversi sono legato, e che per qualche curiosa coincidenza del destino sono finite intervistate sulla stessa pagina, nello stesso giorno, nel giornale di Trento, la mia città di origine. Sull'Adige di sabato infatti c'è uan bella intervista a Luigino Bruni, con il quale ho il piacere ed il privilegio di collaborare da quando bazzico alla Bicocca. E' una bella intervista ad un'economista e ad un cattolico. E non é scontato che la sintesi tra questi due aspetti riesca bene come in questo caso (io le sento spesso in conflitto ad esempio).

    E più sotto c'è una sintesi di un'intervista a Don Farina, seguitissimo predicatore negli anni in cui ancora potevo seguirlo a Trento. Don Farina, le cui messe in Duomo alla domenica sera erano diventate un punto di riferimento per moltissima gente (alcuni dei quali se le registravano), moltissimi cattolici giovani e soprattutto moltissimi cattolici adulti (nel senso Prodiano del termine ovviamente). Nel frattempo l'aria è cambiata anche nel trentino cattocomunista: il caso Don Farina è stato Ruinianamente appianato e lui è riparato a dire messa nella mia parrocchia periferica di Canova (sempre e comunque seguitissimo).

    Oggi leggo che l'arcivescovo Bargnasco, destinato dal papa a succedere a Ruini contro l'indicazione degli altri vescovi, sui DICO ha una posizione non religiosa ma evidentemente politica: E' chiaro che i cattolici devono difendere la famiglia e che la Chiesa cattolica deve richiamarli a questo compito. Non si vogliono fare guerre sante. I nostri valori vanno difesi con serenità, moderazione, ma anche con fermezza di fronte allo Stato che fa le sue leggi. Non siamo contro le famiglie di fatto, ma contro una sovrastruttura che si aggiunga alla famiglia. Attenzione: questa è una battaglia che tocca anche a chi non crede, a chi non ha la fede ma un senso di responsabilità nell'organizzazione della nostra società: difendere un istituto come la famiglia".

    Bisogna tornare all'intervista a Don Farina per trovare un punto di vista religioso: Un esempio: «Il matrimonio è raro come la fede. Non è un unico modello: ben vengano allora i Dico, in uno stato laico, distinto dalla Chiesa. Il matrimonio cristiano è una testimonianza che vale in sé, fosse anche solo quella di tre persone su cento». E ha concluso provocatoriamente: «La Chiesa farebbe bene a consigliare dieci anni di convivenza prima di procedere al matrimonio»

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    sole, luna (e stella)

    soleluna
    Buona parte dei visitatori saltuari di queste pagine, quelli che più o meno mi conoscono, lo sanno già. Ad altri, la cosa semplicemente non interessa. A quelli che rimangono, stretti tra la non-novità e l'indifferenza, annuncio pieno di felicità che Lucia ed io ci sposiamo. Succederà tutto il 5 maggio, qui a Roma. Io e la mia futura sposa abbiamo deciso di raccontare qualcosa dei preparativi in questo altro sitarello che prende a prestito i nomignoli un po' vezzosi con cui ci apostrofiamo nell'intimità.

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    falce e pannello

    Ho seguito tre dei quattro interventi di Prodi alle camere di questi giorni. In tutti e tre, il presidente del consiglio ha parlato di energia rinnovabile. Tra lo scherno del centrodestra. Immagino tra la saccente puzza-sotto-il-naso di parte del centro sinistra. Ha parlato di solare, di fotovoltaico (appena approvati gli incentivi con l'ultimo pacchetto Bersani) del ritorno in Italia di Rubbia. Nel suo ultimo passaggio alla camera, quello dell'energia è stato l'unico punto dove è uscito dal copione (inciampando nei suoi brontolii un po' scomposti, peraltro); è stato uno dei punti su cui più si è accalorato. Ma era evidente che parlava a 600 persone completamente disinteressate al tema.

    Eppure, eppure...

    Eppure a noi, che quella dei pannelli solari era la promessa elettorale che più ci premeva, il passaggio ci ha scaldato il cuore. Perchè in una cosa banale come in un pannello solare a noi sembra di scorgere finalmente un pensiero forte. Di lunga portata. Di quelli che creano identità. Di quelli che rappresentano un progetto ampio. Finalmente, dopo la fine delle ideologie. Un idea di paese coerente, fondata sulle sue risorse, la sua bellezza e soprattutto la sua sostenibilità nel tempo. Che è sostenibilità energetica, ambientale, ma anche delle relazioni sociali.

    Credo che un pensiero ecologista liberale sia oggi la frontiera dei valori per un centrosinistra dalle idee forti che non deve rincorrere le smanie liberiste e turbocapitaliste della destra internazionale, o i bigottismi neocorporativi teo-con della destra di casa nostra.

    E' un pensiero coerente che ha qualcosa da dire di sinistra sul futuro (sostenibile), sui metodi per governare lo sviluppo (mercato come meccanismo dove l'originalità e l'inventiva si esprimono e dove le esternalità si compensano) sull'idea di società che vogliamo (che l'eguaglianza delle capabilties è la condizione per la sostenibilità sociale di una nazione).

    Peccato che sembra ci sia solo il buon vecchio Prodi a darci la sensazione di avere questa visione. Peccato perchè con tutto il bene che gli si vuole da queste parti, bisogna ammettere che tra i suoi molti limiti c'è anche quello di non essere un ideologo di grande ispirazione e carisma. Peccato non vedere queste idee traspirare prepotenti nel manifesto del gestante partito democratico.

    Ma ci pensate? Il pannello solare al posto della falce e martello?

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    caro Capezzone

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    Gentile on. Capezzone

    Leggo su Repubblica che oggi Lei si asterrà sul voto di fiducia alla Camera.

    La Sua posizione mi stupisce ed amareggia. Spiace dirlo, ma questa decisione La accomuna a Turigliatto, Rossi e De Gregorio ed a Cannavò, che come lei ha annunciato l'astensione. Le intenzioni saranno  diverse. Personalmente, da quello che intuisco, sono peraltro ugualmente infondate e perniciose. Ma senza processare le intenzioni guardiamo ai risultati. Lei a questi personaggi si accompagna, dal momento che segue le stesse orme.

    Mi spiace perchè in Lei avevo creduto come ad un leader promettente. L'ho seguita in tutte le sue ultime battaglie. Dal referndum dell'anno scorso ai suoi lavori in commissione che hanno dato risultati importanti con gli ultimi decreti Bersani. Ma anche le battaglie per il ringiovanimento della politica italiana. Ho scritto di Lei e della penosa vicenda con Pannella. Evidentemente però, il ringiovanimento da lei e noi auspicato si risolve nella de-responsabilizzazione del suo agire politico. Mi spiace arrivare a questa conclusione: ma meglio un vecchio come Follini che si infila in una solitaria sfida impopolare piuttosto che i suoi distinguo volti solo a cercare un po' di visbilità da rivendere in questo suo piccolo cabotaggio che si stà avviando a fare dopo essere fuoriuscito dalle grazie di Pannella.

    Con (una per ora persa) stima.

    Email di capezzone: d.capezzone@radicali.it, CAPEZZONE_D@camera.it
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