Degrado Totale. Parola di Cesa
L'imbroglio é di Deaglio
Ci eravamo augurati (qui e qui) che questo fosse il finale della storia dei brogli. Perché significa che la democrazia in questo paese, per quanto in perenne sofferenza, non é poi così malandata, e perché si sta facendo velocemente (una vera novità per questo paese) chiarezza su una questione angosciosa e cruciale.
A Deaglio naturalmente non auguriamo di andare dietro le sbarre o pagare alcunché. Solo ci piacerebbe riconoscesse -una volta che ogni dubbio sarà fugato dalla magistratura- che ha sbagliato e che deve delle scuse a Berlusconi e agli Italiani. Peraltro il giornalista in questione é un galantuomo e siamo certi lo farà. Il buongusto suggerirebbe anche di devolvere in beneficenza i proventi del DVD, giusto per fugare i dubbi circa le intenzioni commerciali dell'operazione che le lingue malevole si ostinano a proporre.
Rimane un po' di inquietudine perché -lo riconosciamo- anche da queste parti il virus complottista aveva in parte attecchito fino a farci correre, la mattina di venerdì, all'edicola e scucire i 17 euro del fanta-thriller elettorale di Deaglio.
Che ora quel DVD (ancora non visto peraltro) rimanga a monito futuro contro le tentazioni ricorrenti ma non totalmente salubri di scivolare nella cultura cospirativa, dalla teoria del complotto, al metro di giudizio del cui prodest, dallo stato nello stato, all'11-settembre-organizzato-da-Bush, dal "pensare male si fa peccato ma..." ai protocolli dei savi di Sion...
Siccome le vaccinazioni hanno bisogno dei richiami, forse é ora di dare una nuova letta al pendolo di Focault.
FantasiosaPolitica
Scandali e scandalizzati
Leggendo lo scritto di Carla mi é tornata in in mente un'amaca di Michele Serra di qualche anno fa che recitava più o meno cosi:
Ci sono due modi di capire che si sta invecchiando: il primo quando si constata che le cose che scandalizzano gli altri non ci scandalizzano più; il secondo quando si percepisce che le cose che ci scandalizzano ancora non scandalizzano più nessun altro...
Sono due modi molto differenti di invecchiare. Quando si dice che l'Italia sta invecchiando, si dice il vero. L'aspetto che addolora é che purtroppo il paese sta invecchiando nel primo modo...
È solow economia
SOLOW, Robert M. "The Wide, Wide World of Wealth," The New YorkTimes Book Review, March 20, 1988.
Deaglio scopre il broglio?
Dopo la trasmissione dell'Annunziata, dopo il tam-tam di internet (1, 2, 3, 4) oggi una intervista a Repubblica.
Ribadiamo: Fuori la verità!!! Qui qualcuno deve per forza pagare. Per amore di questo paese, speriamo sia Deaglio a pagare, perché significherebbe che é tutto solo una paranoia e a Berlusconi dobbiamo delle scuse. Ma se non lo fosse, se Deaglio dicesse il vero, a questa storia dobbiamo andare fino in fondo, con tutto quello che comporta. Si chiama attentato alla costituzione ed é un reato penale.
UPDATE: Mentre chiudevo questo post, Repubblica titola cosi:
FORSE QUALCOSA SI
MUOVE: ORA FUORI LA VERITÀ
Convergenza fisso-mobile
- C'é chi si allea per offrire un pacchetto completo fisso-mobile-internet.
- C'é chi offre un collegamento internet per il computer fisso, via linea mobile UMTS.
- C'é chi vende un telefono, che funziona sia con il numero di casa che con il modem ADSL per le telefonate VOIP.
Telefoni fissi. Cellulari. Computer ed internet. Quattro settori in subbuglio destinati inesorabilmente a diventarne uno solo.
Già... giusto... la convergenza fisso-mobile non interessa più a nessuno...
Anche gli sporcaccioni dell'aria piangano
Dal 2011, secondo una proposta della commissione europea, ogni compagnia aerea che atterra o decolla in Europa (quindi anche quelle di paesi terzi) disporrà di un numero di "permessi di emissione" pari al 90% della media delle tonnellate di gas serra prodotte nel biennio 2004-2006. Una quota che gradualmente scenderà fino al 60%, soglia prevista per il 2022. Ad essere esclusi dal conteggio saranno i voli militari, gli aerei di Stato e quelli privati di piccole dimensioni. E chi sforerà le quote dovrà pagare. (fonte: Repubblica)
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Effetto speciale
Mamme, bici e pannelli solari
Mentre quindi attendiamo in grazia un nuovo modo di fare la finanziaria (che diciamolo, il modo in cui é stata fatta quest'anno é stato mediocremente indigesto), mentre ci auguriamo che almeno Prodi voglia dare un nuovo corso alla comunicazione dei contenuti (ahimè nebulosi) dell'attività del governo, ci consoliamo con tre perle contenute in questa legge monstre che da sole varrebbero certo un nostro voto:
- Ogni nuova licenza edilizia conterrà l'obbligo di installare un pannello solare (Repubblica 18/11)
- Sono stati stanziati 270 milioni per piste ciclabili (Repubblica 18/11)
- Equiparazione dei diritti di maternità delle donne precarie con quelle delle lavoratrici dipendenti (Repubblica 17/11)
Il nostro spassionato consiglio al professore é di spiegare la sua finanziaria parlando agli italiani di mamme, bici e pannelli solari. Sono concetti infinitamente più affascinanti ed intelligibili dei cunei fiscali, dei voti del senatore De Gregorio, delle manovre di Casini e dei debiti lasciati da Berlusconi.
L'ambientalista scettico aveva ragione
-Siamo contenti di apprendere che la deforestazione non é più un emergenza. Ma rimane un problema. La perdita di foresta pluviale vergine amazzonica non può essere compensata dalla crescita della tundra canadese o peggio da qualche piantagione di pioppi sulle rive del Po'. C'é ancora un ampio lavoro da fare per preservare le foreste vergini con i loro scrigni di biodiversità.
-L'ambientalismo di deve delle spiegazioni. Il caso "deforestazione" ci fa indugiare sulla tesi di Bjorn che sostiene che l'ambientalismo ormai é un industria e vive e prospera sugli allarmi e sui catastrofismi. Ovviamente ci discostiamo subito da questo cattivo pensiero, ma pretenderemo per il futuro dati e spiegazioni più circostanziate prima di credere che se non si fa qualcosa di colossale entro x anni (di solito non piú di quindici) allora é tutto perduto.
-Nel 2001 Bjorn Lomborg contestava che esistesse un problema deforestazione, un problema inquinamento, un problema alimentare, energetico, dell'acqua e di varie forme di inquinamento (radicale il ragazzo no?). Era d'accordo con gli ambientalisti solo su un punto: il cambiamento del clima é in corso e causerà numerosi problemi. Peraltro era comunque contro gli accordi di Kyoto perché -sosteneva- visti i costi proibitivi nel breve periodo di diminuire le emmissioni, era meglio comunque dirottare quei fondi sulla lotta all'AIDS che avrebbe salvato più vite nel breve-medio periodo.
Il cambiamento climatico é ora riconosciuto da tutti come il problema dei problemi. Mentre se ne discute a Nairobi, e mentre anche gli altri ambientalisti scettici, quali l'economist, si convincono della gravità, noi ci rileggiamo qualche vademecum per fare anche noi la nostra parte. In attesa di poter un giorno dire che anche quello del cambiamento climatico, non é più un problema...
Se questo é un broglio
E poi il caimano che ancora si riempie la bocca con i brogli!!!
Beati tra le donne
È la prima volta
che tre donne vengono elette ai vertici
di un partito comandato da un solo
uomo
Sebastiano Messina
commentava così la settimana scorsa l'elezione ai
vertici del partito radicale di tre donne, Rita Bernardini alla
segreteria, Maria Antonietta Coscioni alla
presidenza ed Elisabetta Zamparutti come
tesoriera.
Oggi é la seconda volta. Pecoraro
Scanio apre la dirigenza del suo
partito a cinque donne: Grazia Francescato,
Cristina Morelli, Loredana De Petris, Iva Berasi e
Daniela Guerra.
Che dire? Segno promettente di un cambiamento in
corso, oppure cosmesi politica che non intacca i
meccanismi veri del potere o peggio ancora segno
sottile e potente del trionfo maschile in politica?
Pannella e Pecoraro ci credono, si fanno solo belli,
oppure si stanno facendo l'harem?
Lezione primaria, lezione
democratica 2
Il ritorno del diabolico Lieberman
Resta tutta l'invidia per quella legge elettorale: dove gli elettori si sono prima scelti il candidato e poi il senatore, costruendo e disfando fortune di gente che ci ha messo la faccia, ha girato per mesi facendosi conoscere e facendosi scrutare nei più intimi dettagli nel nome della trasparenza. Oggi vince Lieberman, fuori dallo schema dei due partiti e giocando addirittura contro di essi. Da noi, lo ricordiamo anche se ci piange il cuore, i partiti attualmente scelgono e blindano le liste di chi entra in parlamento. Di quelli che noi eleggiamo, in moltissimi casi non conosciamo ne facce, ne quoziente intellettivo, ne onestà e senso civico. Fuori dai partiti non c'é possibilità per alcuno. Lo ricordiamo con amarezza a tutti gli amerikkani del centrodestra di casa nostra che hanno avvallato questo scempio di democrazia.
Mat@milan
Eccoci. Comincia la nuova
avventura milanese. Se passate da queste parti, fate un fischio. Io
nel frattempo mi studio, diffidente ed
incuriosito, la città.
mito-Crono-logia radicale
Così fa Crono: parla di democrazia e comanda in solitudine; sogna i grandi numeri, ma si accontenta di quelli che puó poi alla fine controllare, parla di merito e fa prevalere il rispetto ossequioso per la gerarchia; parla di cambiare il vecchio ma quando si accorge di farne parte, getta via il nuovo.
Così fa Crono. Intendiamoci, sono tutti sopravvissuti ed hanno prosperato al rigetto Pannelliano. Sopravviverà e prospererà anche Daniele Capezzone, che é bravo, ha ragione e capacità per mettersi alle spalle le derive senil-solipsistiche di Crono. Che c'é vita anche oltre Crono e spazio per Daniele oltre il tempo di Marco. Immaginiamo la malinconia di Capezzone: forte delle sue ragioni, eppur costretto a sacrificare in questo delirio i suoi affetti.
Ma così fa Crono, e a questi egli si deve adeguare. Certo, ci piacerebbe al prossimo congresso vedere questa seconda parte del mito, quando Zeus ed i fratelli rinchiudono il padre negli inferi, oppure per cambiare mito, ci piacerebbe vedere in azione Edipo, senza eventualmente i dettagli su come va a finire con la madre....
Giovani, carini e precarizzati
Quando ho iniziato il
dottorato, pensavo di stare varcando una soglia di un
club prestigioso. Si, già allora la vita del
dottorando era notoriamente un po' stracciona. Ma la
sensazione era quella di fare un po' l'artista
bohemien: un intellettuale senza molti soldi in tasca
ma tutto dedito alla cultura e per questo rimirato
dalle ragazzine. Ed invece... sul volgere del finale
di questa storia durata tre anni, mi ritrovo ascritto d'ufficio
alla categoria statistico-sociologica dei precari,
in buona compagnia con co.co.pro, stagisti,
operatori di call-center e pensionati con un
secondo lavoretto. Ecco dove sono finite le mie
ambizioni: sterilizzate dentro una definizione che
non mi piace; eppure é vero, sono anche io un
precario!
Oggi avrei quindi dovuto essere in piazza a manifestare
il mio disagio. A far capire che sono, rappresento
ed aspiro ad essere una bomba sociale. Avrei
dovuto andarci a prendermi le condoglianze dei
passanti: guarda poverini... sono i precari...
Avrei dovuto andarci per tranquillizzare la mamma:
Lucia stai calma, vedrai che adesso poi mi sistemo
di sicuro.
Ed invece non ci sono andato: avevo da scrivere un
pezzo per la rivista, giusto per arrotondare la borsa
Miur!
Tacsisti su marte
Si giusto. Nemmeno ai tempi del fascismo. Che quelli degli anni trenta erano dei porci liberali. Dei plutocrati imbevuti di libero mercato. Che se la prendevano con la brava gente, con il popolo! Che ce l'avevano a morte con le eterne corporazioni. Che contro queste sante istituzioni malignavano con il loro sguardo arcigno ed occhialuto sotto la bombetta inglese. Nemmeno ai tempi del fascismo...
Napule è 'na carta sporca
e nisciuno se ne importa
Mi fanno invece innarcare le sopraciglia le affermazioni di Prodi, sul fatto che l'indulto non c'entra niente. Mi fanno cadere le braccia i sindacati, che rispondono alla camorra con l'ennesimo sciopero e manifestazione. Mi fanno rabbia i tanti Napoletani intervistati, che accusano lo stato latitante, ma quando il latitante vero viene arrestato, magari accorrono a tirare i sassi alle volanti. Mi indigna il silenzio sui veri meccanismi della camorra, di cui gli omicidi sono solo un escrescenza cutanea, che fanno invece comodo a molti, a cominciare dai moltissimi imprenditori tessili del nord (che magari sono a loro volta leghisti) che nei laboratori clandestini all'ombra del Vesuvio confezionano gli abiti di alta moda tra sfruttamento, schiavitù e connivenza con la criminalità e su cui solo Saviano con il suo Gomorra ha parlato senza reticenze.
Oggi su Repubblica, D'Avanzo mostra come la camorra sia ormai diventata camorrismo, fenomeno canceroso di (mal)costume cosi pervasivo e metastizzato da non poter essere più combattuto con i meccanismi autoimmunitari. È tempo ormai per l'intervento chirurgico, che é sempre invasivo, rischioso, dall'esito incerto e dalla lunga degenza.
Delle due l'una, o con Napoli decidiamo di fare sul serio, con tutto quello che costa, esercito compreso, oppure lasciamo perdere perché tanto, come dice oggi Grillo, é inutile. Ed in entrambi i casi ha- ahimé- ragione Calderoli: o ci riprendiamo quel territorio, con le buone ed anche con le cattive, oppure smettiamo di buttare denaro nel cesso, pardon, nella fogna straripante di immondizia.
Temo invece che le soluzioni raffazzonate all'italiana prevarranno, e tra qualche mese, tra qualche anno, saremo qui di nuovo a parlare di quanto é bella Napoli e di quanto sia un peccato che sia ridotta in questo stato.
Academic stuff







