i piani per la giornata

  • 31/10. 8.00 AM CET. 1713-104 Gentry Square Lane, Champaign - IL terminal, Urbana. Macchina
  • 31/10. 8.55 AM CET. IL Terminal, Urbana - Chicago O'Hare Airport Terminal. Bus
  • 31/10. 5.30 PM CET. Chicago O'Hare Airport Terminal - Amsterdam Shipol Airport. KLM Boeing 747
  • 1/11. 8.10 AM GMT. Amsterdam Shipol Airport - Milano Linate Airport. KLM A320
  • 1/11. 11.00 AM GMT. Milano Linate Airport - Milano Stazione Centrale. Taxi?
  • 1/11. 11.55 AM GMT. MIlano Stazione Centrale - Verona Porta Nuova. Trenitalia Eurocity
  • 1/11. 1.40 PM GMT. Verona Porta Nuova - Trento Stazione. Trenitalia Eurostar
  • 1/11. 2.33 PM GMT. Trento Stazione - Via Tabin 17, Grumes. Fiat Panda 1.3JTD
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appunti di nozze

200710_P20-21_Appunti
Passato l'hang over (scusate gli amerikanismi in questi giorni) post nozze, quest'estate colei che ormai é nel frattempo diventata (suo malgrado) mia moglie ed il sottoscritto si sono dati da fare per mettere per iscritto alcuni appunti su come abbiamo organizzato la nostra festa, i pensieri che ci hanno accompagnato nell'idearla e le riflessioni che da questo agire ne sono conseguite. Ne abbiamo fatto un piccolo pezzo per Cooperazione tra consumatori che speriamo a qualcuno, prima o poi, sia di qualche aiuto e guida attraverso i bellissimi mesi che preparano quella che per ciascuno rimane la propria indimenticabile giornata.

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I wish i was there

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Sono le 15.26. In Italia. Qui invece sono le sei e mezza del mattino ed il jet leg lag mi ha tirato giu dal letto presto. Meglio cosi, riesco a seguirmi il finale di primarie e magari a scriverne qualcosa prima che finisca il tutto e comincino i te l'avevo detto; gli era ovvio che sarebbe andata cosi; e tutto il resto del benaltrismo e del risaputismo italiota.

Dunque non posso che cominciare con il dire che davvero vorrei essere li. Vorrei mettermi in fila come quel 16 ottobre di 2 anni fa sotto il sole di Roma. Vorrei dare una mano al gazebo ed incrociare gli sguardi dei miei nuovi compagni di partito, i miei compagni di speranza politica, i miei compagni di percorsi costruttivi.

Il sentirsi a casa. Si perché molto piu che con le primarie dell'Unione di allora, quelle di quest'anno sono anche e soprattutto un processo identitario. Allora in fondo si votava per il leader dello schieramento. Si, l'elettore di Bertinotti e quello di Mastella erano ed (ancora) sono in fondo compagni di strada, o quantomeno sono compagni di governo. Ma da allora, si sono viste subito emergere tutte le differenze che ci impediscono di riconoscerci tutti dentro lo stesso partito.

Invece oggi deve essere diverso. Buona parte delle persone che oggi si recano ai seggi, che fanno la fila, che si sono spulciate i nomi nelle liste, che si sono informate sul conto della Bindi, di zio Walter, di Marione e degli altri, sono li perché si vogliono finalmente riconoscere all'interno di una casa unica, che sotto il proprio tetto contenga e sintetizzi tutte le differenze e le diversità che pur ognuno di noi porta con se. Che bello: vorrei vedervi in faccia tutti, miei nuovi 630.000 (questi gli affluenti alle urne alle 12.00) 3 milioni e mezzo di compagni di partito. Altro che fusione fredda. Piccola postilla: si certo, non tutti i votanti sono per forza neoiscritti al PD. Onore anche a coloro che pur non riconoscendosi nel PD hanno deciso in buona fede di votare. É una scelta che apprezzo e se un dì il centrodestra volesse il cielo si desse a delle primarie serie, parteciperei anche io almeno per potermi scegliere la meno peggio delle alternative Happy

Le belle notizie. Siamo arrivati a queste primarie obiettivamente in un clima un po' bigio. La potenza di fuoco mediatico scatenata é stata impressionante e davvero pochi si sono lesinati dallo sparare contro. E passi pure che gi avversari politici abbiano parlato a vanvera di fusioni tra apparati, di partito nato vecchio, e tutte le altre sciocchezze che erano evidentemente dettate dal tentativo di minimizzare i danni. È già perché davvero queste primarie cambiano lo scenario politico ed ora gli altri devono inseguire. Per dare un metro di quanto queste primarie collochino il PD una generazione avanti a tutti gli altri partiti Italiani si confronti ad esempio l’esperienza di oggi con quella della settimana scorsa in cui è rinato per l’ennesima volta -tra le risate almeno di quei pochi che ancora seguono questa pantomima- il partito socialsita che ora sembra si faccia chiamare costituente socialista.

La nomenclatura ed il rinnovo della classe dirigente. C’è stata molta discussione, speranza ed anche delusione circa l’accesso alle liste. L’accusa più diffusa è che le nomenclature si siano prese tutti i posti. Queste accuse mi sono sin qui sembrate ingiuste ed esagerate. Da un parte è vero: è ora e tempo di svecchiare i partiti, di far partecipare i giovani e cosi via… sono ovviamente simpatizzante con tutte queste istanze. Dall’altra non vedo perché gente che crede nel PD si dovrebbe fare da parte solo per presunti limiti di età o per portare la colpa di essersi interessato, appassionato e dedicato alla politica prima di ora. Almeno di non pensare male dei nostri nuovi compagni di partito: che quelli che gia erano nei DS e nella Margherita erano tutti farabutti e poltronisti. È un ragionamento che ovviamente non sta in piedi. Tra questi due estremi andava cercato un equilibrio: e credo che tutto sommato con il sistema delle liste concorrenti (meglio sarebbe stato avere però le preferenze), con almeno tre-quattro candidati che presentandosi come outsiders hanno cooptato molta gente prima estranea alla politica e con una delle tre liste che sostengono il vincente designato sostanzialmente costituita da facce nuove, beh credo che l’obiettivo di iniettare una forte dose di novità in un corpo che non può e non vuole rinunciare alla sua storia sarà raggiunto.

I candidati. Non avrei difficoltà a votare per Veltroni, per Bindi, per Letta e per Adinolfi. Avrei dei validi motivi per votare per ognuno di loro. Bello essere in imbarazzo per eccesso di volontà di voto piuttosto che per difetto. Ho seguito l’ottima iniziativa di Repubblica delle 10 domande ai candidati.

Direi che Marione mi ha spesso convinto sui temi forti dell’identità e delle prospettive. È invece caduto fragorosamente sulle domande di economia dove invece è andato bene, e come poteva essere altrimenti, Letta. Veltroni non ha particolarmente brillato: essendo l’incumbent aveva solo da perdere a sbilanciarsi. Alla fine però, quella che mi ha convinto di più è la Bindi. Per molte delle ragioni che cita anche Leonardo. Voterei quindi la Bindi, se fossi li.

Mentre sorge il sole sulla marina di san Diego, penso alle cose di casa nostra. Penso al nuovo partito che oggi nasce. Al posto in cui voglio sentirmi a casa, insieme a centinaia di migliaia di altri compagni. I wish i was there…
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dissonanza cognitiva

Dissonanza cognitiva. Cioè -spiega Wikipedia- la condizione di individui le cui credenze, nozioni, opinioni contrastano tra loro, ad esempio la dissonanza per incoerenza logica, o con le tendenze del comportamento, es. dissonanza per l’esperienza passata, o con l’ambiente in cui l’individuo si trova ad operare, quindi dissonanza per costumi culturali.

...Incoerenza logica tra quello che si dice e le proprie tendenze, comportamenti, esperienze, ambienti e costumi culturali. Deve trattarsi per forza di questo! Ecco di che cosa è affetto l'onorevole Previti. Ecco perchè forse gli hanno concesso tutte le attenuanti che si potevano concedere e lo hanno mandato cosi in fretta ai domiciliari. Poverino, è cognitivamente dissonante.

Non ci credete? Leggete le esilaranti (se non fossero inquietanti) intercettazioni della conversazione del 7 aprile 2006 (2 giorni prima delle elezioni) tra l'ormai ex onorevole e Lotito in cui Previti raccomanda in malo modo il figlio per un posto in squadra che dice lui è ora scandalosamente occupato da un raccomandato che non vale un cazzo perché è solo grosso e fregnone.

Previti chiama Lotito: "Claudio, io so' stato sempre 'na persona seria, 'na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresentà 'a gloriosa maglia biancoceleste, io questo proprio non te lo consento proprio, io faccio un casino. Proprio veramente succedono lì delle cose da basso impero, con un generale da operetta che non capisce un cazzo di calcio e che caccia via i ragazzi bravi e difende quelli che non hanno le qualità manco più elementari. Ma stiamo scherzando? Mio figlio viene mortificato da un anno, e io mi sono rotto il cazzo, nel vero senso della parola".

Lotito risponde: "Ora prendo in mano il settore giovanile". Ma Previti insiste: "Queste cose non le posso sopportare come laziale, perché tu sai che ogni laziale si sente laziale come patto d’onore con Dio. Noi non siamo come i romanisti".

Secondo papà, il figlio "lo mandano a fa la riserva in un'altra squadra, per fare rientrare un cattivo soggetto per levare il posto di Umberto, il quale continua a riscaldare con il suo riverito culo la panchina", mentre, a suo parere, "è a livello de giocare in qualsiasi squadra de prima serie, cazzo!". Ma sarebbe discriminato "perché se chiama Previti".

Lotito ammette che "il fatto è grave", anche perché prima "nelle giovanili c'era parecchia corruzione". Previti, condannato per il processo IMI-SIR, intima di moralizzare l'ambiente cacciando "i raccomandati de papà".

Lotito provvederà a farlo a fine campionato, ma Previti non molla ancora: "Adesso io c'ho il problema di mio figlio, è un problema immediato, perché mi fijio seduto 'n panchina pe' fa' giocà 'n raccomadato». Il presidente laziale chiede: «Chi è 'sto raccomandato?». E Previti risponde: «Luciano, Luciani, Apollo, che ne so, uno arto e grosso, tecnicamente non vale un cazzo perché è solo grosso e fregnone e mi fijo s’è fatto mezzo campionato de panchina… 'na cosa inaccettabile sul piano mo-ra-le!».

Oggi Umberto Previti gioca nella Primavera della Lazio ed è stato inserito anche nella lista B biancoceleste di Champions League, come terzo portiere.

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inventori con le batterie scariche

Il problema degli aggeggi elettronici -si sa- sono sempre le batterie. Dove posso andare con due ore di autonomia sul mio portatile? Vogliamo poi parlare dell'auto elettrica, dell'auto ibrida, del segway e di tutte quelle altre bellissime diavolerie che semplificherebbero e migliorerebbero drammaticamente la nostra vita non fosse altro per il fatto che attualmente possono farlo solo per pochi giri/massimo 15 km/solo 2 ore di autonomia?

Dannata tecnologia dell'accumulazione energetica, vero collo di bottiglia della modernità. Dio stramaledica le duracell, le zinco carbone e pure le batterie al litio, che per quello che vorremmo fare noi, comunque non durano nulla.

Vediamo allora che diavolerie sono allo studio di questi tempi per risolvere/aggirare/ingannare l'annoso problema:

Pile di idrogeno. Eterna promessa della modernità, celebrata da Rifkin e sodali. Doveva essere la via ecologica all'energia infinta. Tante piccole celle dove l'idrogeno entra in contatto con l'ossigeno e nel processo di diventare acqua rilascia tanta bella energia pulita. Ma dove si è arenato il piano? Mah, sembra si siano accorti che per innescare le reazioni servano degli elementi rari e sostanzialmente in via di esaurimento sulla crosta terrestre. quindi per ora dite adieu all'idrogeno, almeno fino a quando non riusciamo ad aprire le miniere su marte.

Batterie ad aria compressa. E se proprio non dovessimo muovere le nostre macchine con l'idrogeno, che almeno si spostino grazie ad un po' di sana aria compressa. Oppure no? Sembra che anche questa idea per accumulare energia sia presto naufragata dalle parti della Tata

Batterie al metanolo. Eh già! Dopo che lo hanno fatto bere ai vostri padri mischiato al vino quando voi eravate piccoli, sembra che ora il metanolo finirà nelle batterie dei vostri cellulari. E cosi dovrete entrare dal tabaccaio per comperare non una, ma ben due ricariche. LA schedina magnetica per il credito e la bomboletta modello ricarica dello Zippo. Ad occhio e croce credo però che vi faranno qualche storia se vi arrischiate ad avvicinarvi a meno di 200 metri da un check-in dell'aeroporto. E fate attenzione a non macchiarvi i pantaloni con tutti quei liquidi quando provate a ricaricarvi il vostro portatile negli angusti seggiolini dell'Eurostar.

Batterie Betavoltaiche. Quei mattacchioni dell'aviazione americana hanno avuto un idea geniale: una batteria che può alimentare il vostro notebook per i prossimi 30 anni. E come si fa? Molto semplice, metti nella batteria un po' di combustibile nucleare, qualche radioisotopo, tra l'hardisk ed il DVD e metti una piccola rete che raccoglie gli elettroni in decadimento: energia assicurata fino alla nascita dei tuoi pronipoti ai quali potrai finalmente passare quell'anticaglia che nel frattempo è diventato il tuo portatile. Gli ingegneri assicurano che la batteria non produce emissioni radioattive e per di più non scalda! Tra i vantaggi sembra che ti permetta di farti da solo delle lastre radiografiche ponendoti in piedi tra lo schermo e lo specchio del bagno.

Batterie termali. Che cosa farne di tutto quel calore che emette il fondo del portatile e che fa sempre girare vorticosamente quelle ventole maledette? Geniale -devono aver pensato quelli della Eneco- trasformiamolo in energia. Cosi, scrivono quelli di MacNN, potremmo un giorno non avere più bisogno delle batterie nei portatili. Già geniale... trasformare calore in energia. ma forse sarebbe meglio dire ritrasformare, dal momento che quel calore, prima di essere un effetto collaterale della produzione di potenza di calcolo, era alimentato a sua volta dall'energia della batteria. Dunque energia che diventa calore, che ridiventa energia. E se mi ricordo ancora qualcosa di termodinamica, mi sembra che il processo non possa andare avanti a lungo senza esaurirsi... Ma tant'è... comperatevi un plaid da viaggio perchè in futuro non potrete più contare sul tepore accogliente del vostro portatile per riscaldare le vostre lunghe e fredde trasferte in treno.

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