Arginare la lega

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Anche in Trentino la Lega esonda. Forse a molti non trentini questa può apparire come una non-notizia, ma fino a queste elezioni la lega è sempre stata un fenomeno tutto sommato marginale in Trentino. Ed invece, a questo giro, è stata un'alluvione che ha portato anche al cappotto parlamentare nella regione che per il centrosinistra rappresentava una specie di Sicilia al contrario. Ma c'è chi fa argine. Ed attenzione, non è un argine di quelli tirati su con i sacchi di sabbia alla bene e meglio. E' un argine resistente, tirato su con sudore e delusioni negli anni. È un argine fatto di buona politica, di progetti che guardano al futuro possibile e sostenibile per una piccola comunità, per la sua crescita, per il suo benessere. E' fatto di partecipazione. Tanta, quasi estenuante, ma che fa germogliare piano piano i semi e non si fa cogliere impreparata dall'ondata di fobie -verso il progresso, verso il diverso, verso il futuro- che è la quintessenza leghista. Qui sull'Adige di oggi, in prima pagina, raccontano la storia del piccolo paesino di Grumes che fa argine alla lega (e si raccomandano che tutti i capi del PD vengano fin qua su ad imparare). In questo articolo che ho scritto qualche mese fa, racconto la storia della società di sviluppo messa in piedi dai Grumesani. Questo è il signore che -lasciatemelo dire- è il capomastro che ha pensato, progettato e costruito poco a poco (accompagnato da altre ottime persone) questi argini.