Anche gli sporcaccioni dell'aria piangano

Dopo tante chiacchere, finalmente proposte concrete (e quindi inevitabilmente costose) sull'effetto serra.

Dal 2011, secondo una proposta della commissione europea, ogni compagnia aerea che atterra o decolla in Europa (quindi anche quelle di paesi terzi) disporrà di un numero di "permessi di emissione" pari al 90% della media delle tonnellate di gas serra prodotte nel biennio 2004-2006. Una quota che gradualmente scenderà fino al 60%, soglia prevista per il 2022. Ad essere esclusi dal conteggio saranno i voli militari, gli aerei di Stato e quelli privati di piccole dimensioni. E chi sforerà le quote dovrà pagare. (fonte: Repubblica)

87006main_TF-2004-14_popup1
Come conseguenza, si prevedono aumenti dei prezzi fino a 40 euro per le tratte intercontinentali. Comincia la bagarre dei contrari. Delle compagnie aeree naturalmente, ma anche dei governi che non hanno aderito al protocollo di Kyoto, inclusi quegli sporcaccioni degli Stati Uniti. Ci permettiamo qui di sottolineare in maniera sparsa qualche punto.
-Lo spirito della riforma ci sembra assolutamente corretto: spostare il carico dalla tassazione generale all'attività che crea l'esternalità. In questo caso c'é anche un sistema di emission trading ma la sostanza é la stessa: chi sporca paghi.

- I viaggi aerei danno un contributo sostanziale all'effetto serra. Non solo perché gli aerei consumano molto carburante, non solo perché tra tutte le forme di trasporto, sono quella che si convertirà piú tardi (se mai lo farà ) alle fonti rinnovabili, ma anche perché i gas di scarico li spara direttamente ai piani alti dell'atmosfera dove fanno piú danni. Se volete calcolarvi l'impatto ambientale del vostro prossimo viaggio aereo provate qui (funziona solo con IE). Ad esempio, con il mio prossimo viaggio in Sud Africa, produrrò quasi 500 kg di gas serra, e brucierò un energia pari a quella di 12 lampadine da 60w accese per un anno intero.

-L'aumento paventato ci sembra comunque irrisorio. Basti pensare che oggi il kerosene degli aerei é detassato. Sui biglietti aerei non si paga l'IVA, che gli aereoporti sono in molti casi sovvenzionati e via discorrendo. Lo stesso viaggio in Sud Africa, se il kerosene fosse tasssato come quello alla pompa di benzina, costerebbe 522 euro (si proprio cinquecentoventidue euro) in più.

-Ma allora le low cost? Facendo pagare meno i biglietti contribuiscono maggiormente all'inquinamento? Meglio l'Alitalia allora? Come ho provato ad argomentare qui, le low cost sono un innovazione eccezionale. L'Alitalia non puó nascondere il proprio fallimento dietro una motivazione ambientale. I costi dei biglietti devono aumentare (e di molto) per tutti. I soldi peró devono finire in una tassa ambientale ( o nei meccanismi di emission trading) e non a finanziare le inefficenze aziendali di questi ex-monopolisti che non sanno piú fare (e forse non lo hanno mai saputo fare) il loro mestiere.

-Peraltro ci chiediamo perché mai gli aerei di stato dovrebbero essere esentati da questi doveri. Desse lo stato il buon esempio invece! Casomai per questi aerei dovrebbe essere introdotta da subito la riforma senza aspettare il 2011.

Infine, per chi vuole rendere già da ora il proprio viaggio aereo sostenibile, puó comperare dei crediti di anidride carbonica qui. Con circa 75 euro, ad esempio si comprano crediti sufficienti per coprire un volo di tre persone a/r per il Sud Africa e ci si sente almeno un po' meno sporcaccioni....