Perché gli avvocati si ed i piloti no?
01 10 06 | Ore: 15:13 | Categoria: Law &
Economics
Di tutte le argomentazioni a difesa degli ordini (avvanzate solitamente ed unicamente dagli insider) solo una mi ha spesso messo in difficoltá. Quella che per la delicatezza della prestazone domandata, ci fosse bisogno di un controllo sulla qualitá offerta. L'argomento é del tutto comprensibile per i medici. Visto che si tratta di vita o di morte, sacrificare un po' di efficienza allocativa alla nostra avversione al rischio di morire sembra assolutamente giustificato. Seguendo lo stesso argomento, non si capisce la necessitá di un ordine per i commercialisti: quale potrebbe essere infatti il rischio di una scarsa preparazione di qualche commercialista? Una sanzione fiscale? Niente di irreversibile, o quantomeno di non-assicurabile e quindi niente che il mercato non possa selezionare da solo.
Tra medici e commercialisti ci stanno gli avvocati. L'argomento portato a difesa dell'ordine suona cosi: Dal momento che nessuno vuole correre il rischio di finire in galera a causa di un cattivo avvocato, é necessario un ordine che selezioni ex-ante i buoni avvocati. Prima obiezione: seguendo questa logica potremmo limitare l'ordine solo agli avvocati che si occupano strettamente di diritto penale (e magari solo di quei reati penali per cui si rischia davvero la galera). Per gli altri, libera concorrenza e selezione reputazionale oppure tramite strutture gerarchiche da parte di aziende di servizi legali. Seconda obiezione: se é l'alto rischio a cui si espone il cliente la variabile rilevante (alto rischio dovuto anche ad ua bassa frequenza ma ad un'alto danno atteso) mi si deve spiegare perché molte professioni con le stesse caratteristiche funzionano benissimo senza l'esistenza di un ordine. Pensiamo ai piloti di aerei. o i macchinisti dei treni. Responsabilitá elevatissime. Necessitá di poter grantire il 100% dell'affidabilitá perché una sola leggerezza puó essere catastrofica. Ma non hanno un ordine. Per la veritá qualche cosa in comune con gli avvocati ce l'hanno. Sono molto organizzati nel rivendicare qualche privilegio, anche se nel caso di piloti e macchinisti l'organizzazione non si chiama ordine ma sindacato. E forse hanno meno successo nel difendere questi privilegi, perché l'accesso alla professione (tramite il conseguimento ad esempio di una patente, ed un tirocinio) non dipende dall'apertura e magnanimitá degli stessi ma piuttosto a delle scuole abilitate e ai dipartimenti risorse umane delle aziende di cui anche piloti e macchinisti sono dipendenti.
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