Primi sguardi al programma dell'Unione

Sfoglio in questi minuti il voluminoso programma dell'Unione. Ci vorrà del tempo per digerirlo tutto. Vado però velocemente alle cose che forse più mi interessano.

-Valorizzare il ruolo dell'antitrust (pg 130) come guardiano della competitività in un paese piagato dalle rendite. L'intenzione sembra seria. L'Antitrust viene valorizzato nel potere consultivo e di indirizzo nei confronti del Parlamento e del governo. Non solo. L'autorità dovrebbe essere sentita su tutte le leggi che hanno un impatto concorrenziale. Il sistema sanzionatorio verrà reso più credibile e dissuasivo ed i suoi poteri di indagine rafforzati.

-Gli ordini professionali (pg 132) Pur senza interventi radicali (purtroppo) ci si ripromette di intervenire nel settore delle professioni. I 20 e più ordini professionali sono una delle fonti principali di inefficienza del sistema paese. Notai, avvocati e commercialisti, contribuiscono ad abbassare la competitività delle imprese estraendone i profitti grazie al fatto che sono professioni regolamentate e possono quindi esercitare prezzi e tariffe non concorrenziali. Nonostante i diretti interessati (che sono peraltro benissimo rappresentati in parlamento) lo neghino, l'esperienza di molte altri paesi è che, non solo si può benissimo fare a meno di queste restrizioni, ma che questo sia benefico per l'intera economia. In particolare gli interventi riguarderebbero, (a) l'apertura dei servizi meno complessi anche ai non iscritti agli ordini professionali (Es: la dichiarazione dei redditi può essere fatta da un non commercialista, l'aspirina può esserti venduta da un non-farmacista); (b) abolire quasi ovunque le tariffe minime. (c) consentire la fornitura di servizi multidisciplinari e interprofessionali da parte di professionisti associati o di società di professionisti; (d) riqualificare gli aspetti formativi del praticantato, prevedendo un equo compenso etc.

-La class action (pg 135). Nei paragrafi riguardanti il mercato finanziario si menziona l'introduzione della class action come strumento attraverso il quale gli interessi dispersi dei molti risparmiatori possano ricomporsi e costituire un solido baluardo per disciplinare il comportamento delle aziende. E' un passaggio assolutamente necessario, nonostante l'istituto sia visto con sospetto da molti giursti italiani. Di più; mi auguro che l'utilizzo dello strumento possa essere esteso ben oltre il settore della finanza. Bastano poche settimane in America, dove la class action viene utilizzata fino all'eccesso opposto, per rendersi conto della differenza abissale che le aziende pongono nel trattare con rispetto e diligenza i propri clienti. Non sarà certo tutto merito della class action, ma certo una minaccia credibile come la class action aiuta.