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<title>poche idee ma ben confuse</title><link>http://www.matteorizzolli.net/index.html</link><description>Poche idee ma ben confuse</description><dc:language>it</dc:language><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:rights>Copyright 2008 M@book</dc:rights><dc:date>2009-03-19T18:52:49+01:00</dc:date><admin:generatorAgent rdf:resource="http://www.realmacsoftware.com/" />
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<lastBuildDate>Tue, 17 Jun 2008 17:21:12 +0200</lastBuildDate><item><title>Il consumo critico ai tempi della crisi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2009-03-19T18:52:49+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/consumo-crisi.html#unique-entry-id-415</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/consumo-crisi.html#unique-entry-id-415</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200903Consumo.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Consumo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry415_1.jpg" width="130" height="172"/></a></div>Su Cooperazione tra consumatori il mese scorso abbiamo parlato di come la mettiamo, noi che pretendiamo di essere -a volte quando ci riesce- consumatori critici, con questa crisi. Insomma un consumatore critico &egrave; felice o no del fatto che i consumi si contraggono? E poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;intervista ad Antonella; sempre puntuale, tagliente e severa. Per questo ci piace.]]></content:encoded></item><item><title>Le mani sporche di sangue</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2009-02-12T08:42:49+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/le-mani-sporche-di-sangue.html#unique-entry-id-414</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/le-mani-sporche-di-sangue.html#unique-entry-id-414</guid><content:encoded><![CDATA[Si, il titolo si rifersce alla vicenda di EE. No il mio non &egrave; un&rsquo;attacco a Napolitano. Anzi. Sono stato in silenzio questi giorni in cui tutti sembravano avere qualcosa da dire sulla vicenda EE. Non l&rsquo;ho fatto per pruderia, ne per rispetto verso una vicenda privata e dolorosa. Solo che non sapevo cosa dire. Troppe le domande sollevate nella coscienza. E molte poche le risposte. Cosa avrei fatto al posto del padre? E cosa vorrei per me stesso dopo 17 anni su quel letto? Molti in questo paese sembrano sapere con certezza cosa avrebbero fatto e cosa sarebbe giusto che altri facessero in quelle circostanze. Io non lo so.<br /><br />Ma ecco, quando EE &egrave; infine passata a miglior vita, gli sguaiati di questo paese si sono lanciati in frasi forti, accusando questo di avere le mani sporche di sangue, quello di essere boia, quell&rsquo;altro di aver ucciso e cosi via. E quegli altri a levar gli scudi, a difendersi dalle accuse ed a scaricare la coscienza.<br /><br />Ed io ho pensato che in fondo i primi avevano ragione. Ed ho pure pensato che questo non depone contro i secondi. E poi mi sono venute in mente le <em><a href="http://www.amazon.com/Tragic-Choices-Lectures-Public-Analysis/dp/039309085X" rel="external">Scelte Tragiche</a></em><em> </em>di Guido Calabresi ed ho capito il perch&egrave;.<br /><br />EE &egrave; morta il 9 Febbraio 2009 in conseguenza di alcune decisioni giuridiche e politiche. Poteva andare altrimenti. Poteva continuare a vivere, continuare a soffrire, a deperire impotente tra lo sconforto dei cari ed infinine morire piu in la. Ed invece alcune persone hanno effettuato delle scelte e la vicenda &egrave; finita in fretta. Con una morte. Credo che questo sia innegabile.  Quello che colpisce &egrave; la concreta vicinanza tra una decisione politica e gli effetti di questa sulla vita e la morte delle persone. Una decisione &egrave; presa, una scelta tragica, e -bumm- ecco una bara a ricordarci la rilevanza della politica sulla vita e la morte delle persone.<br /><br />Per&ograve; Calabresi ci ricorda che quasi tutte le scelte politiche sono scelte tragiche. Quando un governo decide sui tagli alla sanit&agrave;, ci sono alcuni malati le cui cure  non potranno pi&ugrave; essere effettuate con i medicinali pi&ugrave; avvanzati. Quando il governo decide di cambiare in un senso o nell&rsquo;altro le leggi sull&rsquo;immigrazione i flussi di disperati nel mediterraneo cambiano e con essi il triste conteggio dei naufragi. Quando il sindaco decide di rinviare la costruzione di quella rotonda invece del semaforo, decide del probabile esito di qualche incidente, anche fatale. Quando si investe nella scuola, si fa una scommessa che ha delle ripercussioni sull&rsquo;aspettativa di vita ed il tasso di natalit&agrave; di una nazione. E quando per farlo si tolgono risorse ad esempio alle pensioni, si incide sull&rsquo;alimentazione e la capacit&agrave; di  curarsi degli anziani. Quando il giudice ordina la scarcerazione di questo o l&rsquo;affidamento di quest&rsquo;altro, decide di esporre la societ&agrave; ad un rischio e di sotrarre quell&rsquo;individuo ad un altro rischio. <br /><br />La politica, il potere, si confronta quotidianamante con  le scelte tragiche. Che hanno a che fare con la vita e la morte delle persone. Con il loro sangue ed il loro destino. La politica ha intrinsecamente le mani sporche di sangue. Sempre.<br /><br />Solo che, come dice Calabresi, la collettivit&agrave; prova a mettere una distanza artificiale tra la propria decisione e l&rsquo;esito finale di essa. Cerca di mediare questo nesso con varie forme di collettivizzazione della decisione tramite ad esempio la democratizzazione del potere. Sublima la propria responsabilit&agrave; nel diritto e nella procedura (e questo ha fatto Napolitano). Prova a celarsi dietro il Rawlsiano velo d&rsquo;ignoranza. Ma in ultima analisi ne rimane la responsabile ultima. <br /><br />Si, la politica ha le mani sporche di sangue. Il caso di EE ce lo ha ricordato con ferocia. Ma questo &egrave; vero sempre. Ed allora signori, quel poco che di per certo porto a casa dal caso EE, &egrave; che la politica &egrave; una cosa troppo seria per essere lasciata in mano a degli sciagurati. Bisogna pensarci bene quando si affidano deisioni sulla vita e la morte delle persone. Ed in ultima analisi, visto che qualcuno anche del mio sangue si deve sporcare le mani, preferisco di gran lunga che a farlo sia una persona che mi suscita un&rsquo;istintiva fiducia e solidariet&agrave; umana come Napolitano che un mezzo farabutto come Berlusconi.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Qui fa freddo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2009-02-06T16:14:40+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/b8ac1257885eaa1ebb0b64773c5043b9-413.html#unique-entry-id-413</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/b8ac1257885eaa1ebb0b64773c5043b9-413.html#unique-entry-id-413</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="IMG_0028" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry413_1.jpg" width="155" height="201"/>   <img class="imageStyle" alt="IMG_0027" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry413_2.jpg" width="203" height="203"/><br /><br /><br /></p><p style="text-align:left;"><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&source=s_q&hl=en&geocode=&q=504+E.+Pennsylvania+Avenue,+Champaign,+IL%E2%80%8E+-+(217)+244-6415%E2%80%8E&sll=40.1088,-88.211975&sspn=0.071159,0.113468&ie=UTF8&ll=39.97712,-83.583984&spn=18.228419,29.047852&z=5&iwloc=addr" rel="external">Qui</a> fa un freddo che ti si congela il muco nelle narici (cosi per rendere bene l&rsquo;idea...)<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Il meri&#x3c;s&#x3e;mi&#x3c;/s&#x3e;to</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>economia</category><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2009-01-22T12:09:12+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/il-merito.html#unique-entry-id-412</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/il-merito.html#unique-entry-id-412</guid><content:encoded><![CDATA[Sono figlio del tempo e come tale negli ultimi anni diventato grande fan del merito. Si, il merito come meccanismo di selezione della classe dirigente. Il merito come premio per l&rsquo;impegno individuale. Il merito come etica  sociale. <strong>Alzi la mano chi oggi non si dichiara ciecamente e fideisticamente meritocratico!<br /><br /></strong>In effetti io <a href="http://servizi.economia.unitn.it/docenti/scheda_docente.asp?id=100045" rel="self">uno</a> l&rsquo;ho trovato. E da quando -da pi&ugrave; di un anno- ho avuto modo di entrare nel merito del merito attraverso le chiaccherate ed i seminari con il prof, in effetti qualche dubbio mi &egrave; venuto. Forse il merito merita qualche approfondimento. Questo post fiorisce su un post precedente pubblicato sul blog di <a href="http://blog.vita.it/econometica/2009/01/14/sciocchezzaio-neo-liberista/" rel="self">Econometica</a>.<br /><br />Il concetto va approfondito in almeno due direzioni. Innazitutto bisogna capire quali <strong>meriti premia il criterio meritocratico. </strong>Cito Sacconi: <em>Di cosa ha merito chi &egrave; meritevole? Come si misura il merito? L&rsquo;aver ottenuto un risultato implica avere il merito per quel risultato? Chi ha avuto successo &egrave; perci&ograve; stesso meritevole?</em><br /><br />In effetti, se il merito premia un vantaggio biologico, un accidente del destino, o premia ex-post il consolidarsi dello status-quo (come la storia, anche il merito pu&ograve; essere determinato dai vincitori) esso perde, per chi si sente di sinistra, il suo fascino ideale e le sue implicazioni politiche. Anzi: la sua rilevanza politica viene paradossalmente capovolta. E, da concetto di sinistra, -Sacconi questo sostiene- il merito finisce per essere un concetto di destra. <br /><br />In fondo non &egrave; una considerazione che dovrebbe sorprenderci. Se le parole hanno ancora senso, la stessa meritocrazia (governo dei meritevoli) &egrave; come tale vicina all&rsquo;aristocrazia (governo dei migliori, secondo qualche criterio) ed alquanto distante dalla democrazia (governo del popolo, inclusi quindi i senza-merito). Intendiamoci, non &egrave; scritto da nessuna parte che bisogna essere per forza democratici, ma per limpidezza intellettuale sarebbe quantomeno necessario qualificare come si possa essere allo stesso tempo democratici e meritocratici.<br /><br />Possiamo magari restringere artificialmente il concetto di merito ad un significato che,  politicamente, sia pi&ugrave; affine ai valori della sinistra. <strong>Il merito come misura dello sforzo</strong>; dell&rsquo;intensit&agrave; dell&rsquo;impegno profuso; della coerenza e responsabilit&agrave; verso gli impegni presi. Se questo &egrave; il merito per&ograve;, significa che, paradossalmente, le persone molto dotate naturalmente e perci&ograve; stesso non bisognose di operare grandi sforzi per ottenere quello che si prefiggono, vadano penalizzate rispetto ad individui poco dotati ma che dimostrino grande determinazione. Come le insegnanti dei telefilm, rimproveriamo quello che &ldquo;non &egrave; stupido, &egrave; che non si applica&rdquo;. Ma tra il &ldquo;non-stupido che si applica senza sforzo&rdquo; e lo &ldquo;stupido che si applica con grande sforzo&rdquo;, dobbiamo preferire il secondo al primo. Siamo sicuri che tutti i meritocratici di sinistra sottoscrivano questo?<br /><br />Infine arriviamo ai paradossi del merito, cosi come li descrive Sacconi:<br /><em>-Dobbiamo premiare quelli che </em><strong><em>pubblicano su certe riviste? </em></strong><em>Di certo chi pubblica su quelle riviste soddisfa gli standard di merito di chi valuta, ma potremmo scoprire che di fatto solo quelli che appartengono a un certo network (di istituzioni ) pubblichino su quelle riviste, poich&eacute; l&rsquo;appartenenza alle istituzioni &egrave; vista come garanzia (approssimata) del merito in mancanza di migliori informazioni. Il risultato &egrave; che le opportunit&agrave; non sono uguali , e anche gruppi meritocratici possono esercitare decisioni discriminatorie.<br />-In un&rsquo; </em><strong><em>azienda dobbiamo premiare in base al merito? </em></strong><em>Ma se la produttivit&agrave; &egrave; congiunta come facciamo? Posto che il valore degli investimenti sia coperto, probabilmente il premio va in parti uguali. Il meritocratico inorridisce.<br />-Dobbiamo </em><strong><em>detassare</em></strong><em> la parte base del salario , garantita dal contratto nazionale, o quella variabile (premi ecc)? Se il salario di cittadinanza &egrave; quello al quale tutti hanno diritto, perch&eacute; assicura la dotazione necessaria per essere attivi e un minimo indipendenti nel mondo del lavoro, non dovrebbe essere gravato da forte tassazione; mentre quello basato sul contributo individuale dovrebbe essere tassato in modo che ciascuno contribuisca a sostenere i beni pubblici in base alle sue capacit&agrave;. Ma i meritocratici invece vorrebbero detassare la parte variabile.<br />-Se esiste asimmetria informativa, per incentivare il lavoratore a non dormire io dar&ograve; di pi&ugrave; a chi ottiene un risultato migliore. Ma potrebbe non avere nessun merito sul risultato (il risultato potrebbe essere determinato da fattori casuali esterni) . Per incentivare, </em><strong><em>non premio il merito ma la fortuna </em></strong><em>(in certi casi).<br /></em><br /><strong>Food for thought. </strong>E&rsquo; giunto il tempo di demitizzare il merito. Ma non allo scopo di abbandonarne l&rsquo;applicazione (mai peraltro introdotta in molti ambiti qui da noi) quanto piuttosto di definire i contorni della sua applicazione. Credo che in certi ambiti -vedi l&rsquo;universit&agrave;- sia pi&ugrave; importante tenersi  stretti il meccanismo di selezione meritocratico anche se questo significa rinunciare a quello democratico. Il realizzare che esiste un certo grado di incompatibilit&agrave; tra i due conduce forse a fare scelte pi&ugrave; consapevoli.<br />]]></content:encoded></item><item><title>l&#x27;Obamania</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2009-01-15T18:05:01+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/obamania.html#unique-entry-id-411</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/obamania.html#unique-entry-id-411</guid><content:encoded><![CDATA[Va bene l&rsquo;Obamania, ma che addirittura il <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_15/foto_digitale_obama_b1c04d76-e2e9-11dd-abc2-00144f02aabc.shtml" rel="self">corriere</a> ci racconti marca, modello, lente, apertura e pellicola usata per la prima foto ufficiale del presidente eletto mi sembra sia un tantino esagerato. Di questo passo si passa presto dall&rsquo;Obamania all&rsquo;Obanoia...]]></content:encoded></item><item><title>Ancora solo carbone per Natale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-12-24T15:43:10+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/carbone-natale-3.html#unique-entry-id-410</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/carbone-natale-3.html#unique-entry-id-410</guid><content:encoded><![CDATA[Riproponiamo il nostro vecchio consiglio per regali dell&rsquo;ultimissimo minuto, da poter acquistare comodamente dal computer facendo tanto felice l&rsquo;ambiente.<br /><br />&Egrave; vero che il carbone lo porta la Befana. Ma noi la possiamo anticipare e per Natale portare in dono anche noi un po' di carbone. &Eacute; davvero un simpatico <strong>regalo di Natale quello di cui stiamo parlando</strong>. No, non ci siamo rincoglioniti. E quelli di voi che ancora non hanno esaurito la lista dei regali farebbero bene a prendere nota. E non preoccupatevi, non c'&eacute; nessun carbone nero e fuligginoso da portare in pacco ai vostri cari. <br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry410_1.jpg" width="109" height="91"/></div><strong>Si tratta invece di regalare dei crediti di emissione di anidride carbonica</strong>.  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_offset" rel="self">Carbon offset</a> in inglese. L'umanit&agrave; produce troppa anidride carbonica lo sappiamo. Ognuno di noi ne produce troppa. Mentre andiamo in macchina, mentre riscaldiamo le nostre abitazioni o prendiamo l'aereo. Ci sono dei modi per riassorbire queste nostre emissioni. Piantando alberi ad esempio. O producendo energia elettrica con fonti alternative (che sostituiscono quelle combustibili). Riducendo infine le emissioni di altri. Per Natale quindi, possiamo regalare un credito di anidride carbonica. Dietro a questo credito, da acquistare online, ci sono delle organizzazioni che si impegnano a ridurre le emissioni per conto nostro attraverso i modi di cui abbiamo parlato. <br /><br />Si puo regalare la neutralizzazione dell'<a href="http://www.carbonfund.org/site/pages/land/car_climate_tags" rel="self">impatto annuale dell'automobile</a> degli amici, oppure la neutralizzazione delle attivit&agrave; delle <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">vacanze natalizie</a>. La neutralizzazione dell'intero impatto di una <a href="http://www.terrapass.com/home/index.php?show=1" rel="self">abitazione per tutto l'anno</a>, o la neutralizzazione dell'impatto del <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">cenone di capodanno</a> speso con gli amici. Ce ne &eacute; per tutti i gusti e per tutte le tasche. <br /><br />E se &eacute; vero che <em>In fondo poi la </em><em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self">gente si sa che cosa vuole, </a></em><em> </em>questo &eacute; il regalo migliore perche in futuro possa continuare ad avere<em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self"> Natale con la Neve</a></em>...<br /><br />Per gli scettici, si legga <a href="http://www.ecobusinesslinks.com/carbon_offset_wind_credits_carbon_reduction.htm" rel="self">qui</a>. I crediti si possono acquistare ad esempio <a href="http://www.climatecare.org" rel="self">qui</a>, <a href="http://www.carbonfund.org" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.terrapass.com/" rel="self">qui</a>. <br /><br />Ma io vi consiglio <a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self">AzzeroCo2</a>, che &egrave; una bellissima realt&agrave; italiana. <br /><br />Buon Natale<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Falce e pannello. Il ritorno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-12-19T10:55:26+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/falce-pannello-caterpillar.html#unique-entry-id-409</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/falce-pannello-caterpillar.html#unique-entry-id-409</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry409_1.gif" width="159" height="145"/></div> Con quindici giorni di ritardo mi accorgo che quelli di <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/" rel="self">Caterpillar</a> hanno preso a prestito una mia vecchia idea rivoluzionar-politica. Quella della <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/tag-falce-e-pannello.html" rel="self">falce e pannello</a>. Ne hanno fatto un gruppo su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=53053901012&ref=ts" rel="self">facebook</a> a cui hanno aderito pi&ugrave; di 10.000 persone. E poi qualche post sparso nella rete. Bene. Ottimo. Cio&egrave; no. Male. Pessimo. Si perch&egrave; l&rsquo;idea di caterpillar purtroppo &egrave; una reazione alla scellerata decisione del governo di  <em>de facto </em>annullare gli incentivi per il risparmio energetico anche se poi c&rsquo;&egrave; stata una piccola marcia indietro almeno per quanto riguarda la retroattivit&agrave; della norma.<br /><br />Ma tant&rsquo;&egrave;. Oggi &egrave; una bella giornata di sole. I miei pannelli mi faranno un po&rsquo; di acqua calda anche nel pieno dell&rsquo;inverno, e questo continuo a credere sia una gran bella rivoluzione.<br /><br />PS. il mio logo &egrave; decisamente pi&ugrave; bello :-)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Lavare con il sole</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-11-27T11:23:22+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/4ec60949beb4f5b9f9c50d25240bc245-408.html#unique-entry-id-408</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/4ec60949beb4f5b9f9c50d25240bc245-408.html#unique-entry-id-408</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-15_Lavare.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="2008-15_Lavare" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry408_1.png" width="130" height="172"/></a> </div> Il mese scorso ci si &egrave; rotta la lavastoviglie. Dopo dieci anni di onorato servizio. Nel cambiarla ci siamo chiesti come fare per usare l&rsquo;acqua calda che da un anno ci forniscono i nostri bei pannelli solari. Ci siamo informati e nel frattempo abbiamo anche scritto questo piccolo <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-15_Lavare.pdf" rel="self">pezzo</a> per <a href="http://www.saittn.it/sait/public/10_01_rivista.jsp?id=60" rel="self">Cooperazione</a>.<br /><br /><em>&Egrave; un peccato pensare che vi sia dell'acqua scaldata magari dal sole che non viene utilizzata, mentre la lavatrice sta consumando corrente elettrica per scaldarne altra. &Egrave; vero che, da quando sono stati introdotti gli elettrodomestici di classe A, gli sprechi si sono ridotti, sia perch&eacute; i nuovi apparecchi usano meno acqua, sia perch&eacute; la riscaldano in maniera pi&ugrave; efficiente; ma bisogna considerare che il consumo di entrambi gli elettrodomestici &egrave; per la maggior parte dovuto al fatto che essi devono riscaldare l'acqua ed &egrave; quindi in quest'area che si possono fare i maggiori risparmi: in genere una lavatrice o lavastoviglie che preleva l'acqua gi&agrave; calda consuma molto meno della met&agrave; di una che la deve scaldare.... </em><em><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-15_Lavare.pdf" rel="self">Continua a leggere</a></em><em>.</em>]]></content:encoded></item><item><title>The underdogs</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><category>Personale</category><dc:date>2008-11-21T19:10:34+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/the-underdogs.html#unique-entry-id-407</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/the-underdogs.html#unique-entry-id-407</guid><content:encoded><![CDATA[Questa &eacute; stata la nostra settimana. Una settimana da <em><a href="http://www.merriam-webster.com/dictionary/underdog" rel="self">underdog</a></em>. Lucia martedi si &eacute; conquistata un posto da ricercatrice che dicevano fosse  stato concepito, impacchettato e prenotato per qualcun&rsquo;altro. Io oggi porto a casa l&rsquo;assegno di ricerca prendendomi anche la prima posizione in <a href="http://www.unimib.it/upload/GRADUATORIA%20FINALE%202008%20-%20vincitori%20e%20non%20vincitori.pdf" rel="self">graduatoria</a>. Abbiamo vinto. Abbiamo vinto da <em>underdog</em>, e questo raddoppia la soddisfazione nostra ma forse dice qualcosa che &eacute; rilevante anche per altri.<br /><br />I cinici mi diano il beneficio del dubbio e leggano alla fine cosa ho da dire loro*. Per tutti gli altri, quelli che sono scorati a leggere le storie dei cervelli in fuga, quelli che guardano altrove disgustati dagli scandali universitari che in questi giorni riempiono i giornali, posso dire con tutta sincerit&agrave;, ed in coscienza, che per quello che mi &eacute; stato dato modo di vedere, almeno queste due volte, martedi a Roma ed oggi qui a Milano, &eacute; semplicemente andata come doveva andare. <br /><br />*<span style="font-size:11px; ">Certo un cinico potrebbe obbiettare che &eacute; una curiosa coincidenza l&rsquo;argomentare che &eacute; andata secondo le regole proprio quando si vince. In fondo il figlio del rettore che vince il concorso blindato non potrebbe che dire la medesima cosa. E se non fosse proprio freddo e razionale calcolo (non posso dire che &egrave; stata una porcata altrimenti finisco dentro insieme a pap&agrave; rettore) sarebbe quantomeno distorsione cognitiva (ho vinto io che sono il bravo e quindi &eacute; stato per forza un concorso meritocratico). Al cinico potrei rispondere con certificati anagrafici, alberi genealogici, CV miei e degli altri concorrenti e cosi via. Ma in fondo, in una settimana cos&igrave;, del cinico non mi importa nulla.</span>]]></content:encoded></item><item><title>No&#x2c; l&#x27;onda le riforme non le vuole</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-11-18T15:16:11+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/onda-no-riforme.html#unique-entry-id-406</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/onda-no-riforme.html#unique-entry-id-406</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880619360&ed=87" rel="self"><img class="imageStyle" alt="einaudi.AllegatoServlet" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry406_1.jpg" width="163" height="243"/></a></div><br /> Mentre mi ascolto <a href="javascript:pr6('http://videochat.corriere.it/italians/',780,680)" rel="self">Perotti intervistato da Severgnini</a>, riposto qui un <a href="http://www.imille.org/2008/11/londa_e_il_miglior_alleato_dei.html#more" rel="self">pezzo</a> scritto per iMille sull&rsquo;onda.<strong><br /></strong><strong><br /></strong><strong>L&rsquo;onda &egrave; il miglior alleato dei baroni. Ne &egrave; consapevole?<br /></strong><br />L&rsquo;universit&agrave; italiana &egrave; un sistema <strong>ingessato</strong>. Lo &egrave; sicuramente la parte che lambisce molta della classe accademica. Lo hanno detto tutti, persino gli accademici stessi. Non mi sembra ci sia bisogno di aggiungere altro. <strong>Io temo che lo sia anche la parte che coinvolge la classe studentesca</strong>. Almeno quella parte che si riconosce nel movimento dell&rsquo;onda. Almeno quella che se la sente di sottoscrivere questi <a href="http://www.ateneinrivolta.org/content/le-proposte-dellonda" rel="self">tre documenti</a> che ieri sono stati pubblicati sul sito <a href="http://www.ateneinrivolta.org" rel="self">ateneinrivolta.org</a> e che dovrebbero rappresentare la piattaforma dell&rsquo;onda.<br /><br />Ecco, se quella contenuta nella piattaforma &egrave; l&rsquo;universit&agrave; che vuole l&rsquo;onda, non si capisce quale sia la differenza rispetto all&rsquo;universit&agrave; che vogliono conservare i baroni. Esiste un incastro perfetto, quasi una complementariet&agrave; tra le due idee di universit&agrave; con l&rsquo;unica differenza che i baroni  vorrebbero magari tirare un pochino pi&ugrave; di soldi dalla loro (magari per qualche bel concorsetto da ordinario, o qualche privilegio baronale in pi&ugrave;) mentre gli studenti ne vogliono di pi&ugrave; per se&rsquo; (tutto gratis a cominciare dall&rsquo;iscrizione per finire con cinema, teatri, libri e trasporti).<br /><br />Insomma &egrave; un problema distributivo, su come dividersi le spoglie di questa universit&agrave;. Ma sulla sostanza dell&rsquo;universit&agrave; che vogliono vi &egrave; quasi totale convergenza. E&rsquo; una tesi forte la mia? Prendo e commento quattro punti delle proposte dell&rsquo;onda (in neretto) per sostenere la mia tesi. Ce ne sono di pi&ugrave; ovviamente, ma il post si allungherebbe a dismisura. <br /><br /><strong>1)Abolizione del sistema del 3+2 cos&igrave; come del sistema del credito. [WORKSHOP DIDATTICA] <br /></strong><br />Francamente non mi &egrave; chiaro l&rsquo;obiettivo ma ho ben chiaro quale sarebbe il risultato. Tornerebbe impossibile fare confronti internazionali con gli altri paesi europei, scambiare studenti in entrata ed uscita e rendere facilmente riconoscibili i titoli di studio con le gravi conseguenze per la mobilit&agrave; lavorativa. Ah, naturalmente sarebbe pi&ugrave; difficile anche confrontare la qualit&agrave; di didattica e ricerca. A chi credete che farebbe piacere?<br /><br /><strong>4)Critica della meritocrazia e sua applicazione in Italia. Non devono esistere poli di eccellenza contrapposti al resto delle universit&aacute;, a maggior ragione se autoproclamati come nel caso dell'AQUIS. In secondo luogo si &egrave; svolta una critica ai parametri di valutazione schiacciati sulla produttivit&aacute;, e nello stesso tempo si sono proposte nuove forme che privilegiassero la valutazione dal basso e la qualit&aacute;. [WORKSHOP DIDATTICA]</strong><br /><br />Evito del facile sarcasmo. La frase si commenta da sola. Per&ograve; mettiamo un altro punto fermo: l&rsquo;onda rifugge il merito come criterio di selezione e distribuzione delle risorse nell&rsquo;universit&agrave;. E chi pensate che festeggi di pi&ugrave; sentendo queste parole? <br /><br /><strong>2)L'autonomia della ricerca e la qualita' dell'universita' pubblica non possono essere disgiunte dalla realizzazione di un nuovo concetto di valutazione. Tale concetto, piu' complesso della combinazione di indici presuntamente quantitativi, non deve essere legato al contenimento del bilancio, alla produzione di brevetti o al semplice numero delle pubblicazioni. Pensiamo che la valutazione debba essere intesa anche come rendicontazione sociale delle attivit&agrave; degli atenei e del sistema nel suo complesso, che non possa prescindere dai contesti territoriali in cui le universit&agrave; sono inserite. Contemporaneamente, ribadiamo che anche docenti, ricercatori e dottorandi dovrebbero essere coinvolti nei processi di valutazione. Gli esiti della valutazione della didattica e della ricerca dovrebbero condizionare la distribuzione di parte dei finanziamenti per gli atenei sia nella distribuzione dei finanziamenti ai singoli. [WORKSHOP RICERCA].</strong><br /><br />In sostanza, va bene che si faccia la valutazione, ma lasciamo stare i criteri quantitativi che utilizzano in tutto il mondo e che sono trasparenti ed oggettivi come  l&rsquo;impact factor o i brevetti e prendiamo piuttosto dei criteri fumosi dietro i quali possiamo giustificare tutto ed il suo contrario e distribuiamo i fondi in base a questi criteri. Si passi da un finanziamento a pioggia (a-meritocratico) ad uno fumosamente dirottabile (anti-meritocratico). Chi credete che festegger&agrave;?<br /><br /><strong>5)Abolizione dei blocchi all'accesso e lungo il percorso di formazione superiore. I blocchi devono essere eliminati sia come sistema di esclusione dal diritto allo studio, sia come filtri progressivi di stratificazione sociale. [WORKSHOP DIDATTICA].<br /></strong><br />Via i blocchi. Via la selezione all&rsquo;entrata. E pazienza se cosi facendo si degrada la qualit&agrave; dell&rsquo;insegnamento di quelle facolt&agrave; che non possono tollerare troppi studenti per le loro strutture. E pazienza se qualche ateneo vorrebbe puntare sulla qualit&agrave; in modo da attirare gli studenti migliori. Ma l&rsquo;universit&agrave; senza merito chi esclude davvero? Non i ricchi, che possono benissimo pagarsi l&rsquo;universit&agrave; privata, quella estera, oppure trovare degli agi e scorciatoie nell&rsquo;universit&agrave; mediocre e sovraffollata di oggi. <br />La realt&agrave; dell&rsquo;universit&agrave; italiana &egrave; che gi&agrave; oggi &egrave; frequentata in maniera preponderante dai figli delle classi agiate. Che vi entrano senza blocchi ed a costi irrisori, gravando ovviamente sulla tassazione generale. La realt&agrave; &egrave; che oggi le tasse delle classi meno abbienti sovvenzionano gli studi dei figli dei ricchi. Ed allora che cosa provoca la &ldquo;stratificazione sociale&rdquo;? Un&rsquo;universit&agrave; che funziona come tassa regressiva sui poveri ed a favore dei ricchi oppure una universit&agrave; che fa entrare i bravi ed i bisognosi con le borse di studio e fa pagare pienamente il costo dei propri studi a tutti gli altri? E non si creda che i baroni si dannino l&rsquo;anima per i numeri chiusi: un&rsquo;universit&agrave; mediocre, di massa e senza merito &egrave; il miglior luogo dove piazzare il proprio clan senza troppe complicazioni.<br /><br />Cara onda, forse come dice <a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/19074683/l%E2%80%99eterno+ritorno+dell%E2%80%99onda" rel="self">falso idilio</a>, sei solo inconsapevolmente ed innocentemente prigioniera di vecchie impostazioni. Non me ne volere quindi se ti faccio notare che quello che tu forse credi idealmente come il luogo della tua universit&agrave; ideale somiglia troppo da vicino all&rsquo;incubo nel quale siamo gi&agrave; oggi imprigionati.<br /><br />Concludo con tre disclaimers , dal momento che il titolo &egrave; volutamente provocatorio e scatener&agrave; polemiche:<br /><br />1) Ho chiesto a iMille di ospitare questo mio pensiero. So che non riflette quello di molti de iMille quindi l&rsquo;invito &egrave; di mandare alla redazione articoli a sostegno all&rsquo;onda, se qualcuno se la sente.<br /><br />2) Onde evitare di essere accusato di distanza dai problemi dell&rsquo;onda metto subito in chiaro di essere uno dei tanti post-doc (quelli che adesso un po&rsquo; teatralmente chiamano precari della ricerca). Sono uno dei tanti ripeto. Ma non mi si accusi di essere estraneo, lontano o superiore ai problemi discussi dall&rsquo;onda. <br /><br />3) Infine penso come tutti che il decreto Gelmini non risolva un bel nulla dei problemi dell&rsquo;universit&agrave;. Al pi&ugrave;, fa risparmiare al contribuente un po&rsquo; di soldi che &ndash;bisogna dirlo- verrebbero comunque in buona parte sprecati. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ma l&#x27;onda le vuole davvero le riforme?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-11-16T08:59:29+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/13fdd17f9a8104c69bd10c53e2232804-405.html#unique-entry-id-405</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/13fdd17f9a8104c69bd10c53e2232804-405.html#unique-entry-id-405</guid><content:encoded><![CDATA[Lo stato preoccupante dell&rsquo;universit&agrave; &egrave; dovuto totalmente alle colpe della classe politica ed accademica ed una riforma seria deve cominciare proprio dal rimediare le storture da queste prodotte. Ma i nuovi studenti dell'onda che Venerdi sono scesi nelle piazze di Roma, sono davvero pronti per vivere  un&rsquo;universit&agrave; diversa da questa?<br /><br />Ne ho scritto ieri sul blog de <a href="http://www.imille.org/2008/11/ma_londa_vuole_davvero_le_rifo.html#more" rel="self">iMIlle</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Gelmini e dintorni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-10-30T15:00:06+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/gelmini-e-dintorni.html#unique-entry-id-404</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/gelmini-e-dintorni.html#unique-entry-id-404</guid><content:encoded><![CDATA[Tutto quello che avrei voluto dire io sulla non-riforma Gelmini e sulla inconsistente, confusa e conservatrice protesta che la combatte, lo scrive con uno stile asciutto e lapidario <a href="http://www.francescocosta.net/2008/10/30/il-referendum-sul-grembiule/" rel="self">Francesco Costa</a>, gi&agrave; spin doctor di Scalfarotto alle ultime elezioni.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Un paese degno di Delfino Borroni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-10-27T09:05:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/delfino-borroni.html#unique-entry-id-403</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/delfino-borroni.html#unique-entry-id-403</guid><content:encoded><![CDATA[E&rsquo; morto <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_26/borroni_morto_1dc9ba5e-a3a0-11dd-8d2c-00144f02aabc.shtml" rel="self">Delfino Borroni</a>. Chi era? In fondo solo un vecchio:  l&rsquo;ultimo italiano sopravvissuto alla grande guerra. Quella -per dire quanto sono lontani i tempi- che il padre di mio nonno combatt&eacute; contro l&rsquo;Italia tra i  <a href="http://www.kaiserjaeger.com/it/TKJ/Interventi_militari/Prima_Italia_t.htm" rel="self">Kaiserjager</a>, e per la quale fin&igrave; disperso sull&rsquo;Isonzo nel 1917, lasciando a casa una moglie giovane e tanti figli affamati. Ecco, a me piacerebbe vivere in un paese dove, in una giornata come questa, ci si fermasse tutti insieme per un momento a pensare, opppure ognuno per proprio conto, non importa. Ci si fermasse a rendere omaggio a chi da giovane fu scaraventato a difendere uno stato del quale noi oggi non finiamo mai di lamentarci ma del quale non potremo fare a meno. Si visitasse un museo per far capire ai bambini i pozzi di orrore che pu&ograve; scavare l&rsquo;umanit&agrave;. Si entrasse in un luogo raccolto e si sussurrasse una preghiera di compassione per coloro che non ci sono pi&ugrave;, e tra loro, Delfino Borroni. Ci si scaricasse <a href="http://it.youtube.com/watch?v=y5FPHZmmN9I&feature=related" rel="self">Uomini contro</a> o la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Grande_Guerra" rel="self">grande guerra</a>. Si infilassero gli scarponi e ci si facesse due passi lungo i sentieri che ancora serbano i ricordi di quella tragedia. Che poi, in questi giorni d&rsquo;autunno devono essere di una bellezza struggente. E poi si ritornasse a casa ed alle cose della vita; che  in fondo non &egrave; successo nulla, perch&egrave; non &egrave; morta nessuna persona importante.  Si &egrave; solo spenta la vita di un nostro concittadino che, forse suo malgrado, ha servito anche la nostra causa. L&rsquo;ultimo di coloro che lo fecero.<br /><br />Ecco vorrei un paese cos&igrave;. Che porta il rispetto ad un vecchio di 110 anni; che si commuove per una tragedia lontana; che indugia anche un poco nella retorica per ricordare una storia collettiva; che &egrave; oggi un pezzo importante della nostra memoria condivisa. Vorrei poi che tutto questo succedesse senza che vi fosse una legge che istituisca i cinque minuti della memoria, o perch&egrave; Delfino Borroni ci pu&ograve; tornare utile per la polemica politica di questo pomeriggio.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Da Beccaria a Becker</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-10-23T22:59:18+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/4d6190d84ad59969ab861bb0afc27bd4-402.html#unique-entry-id-402</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/4d6190d84ad59969ab861bb0afc27bd4-402.html#unique-entry-id-402</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="cesare_beccaria" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry402_1.jpg" width="149" height="187"/>       <img class="imageStyle" alt="becker_gary" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry402_2.jpg" width="127" height="182"/><br /><br />Per gli studenti del corso di Etica ed Economia,<br />le slides della lezione di oggi sono <a href="assets/Frome Beccaria To Becker.pdf" rel="self">qua</a>.<br /><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Il PD e lo sciopero virtuale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-10-20T08:02:26+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/riformismo-PD.html#unique-entry-id-400</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/riformismo-PD.html#unique-entry-id-400</guid><content:encoded><![CDATA[La politica latita ormai su questo blog. Sono in effetti politicamente (ma solo politcamente) depresso ed a tratti (ma sono davvero brevi) colpevolmente filo-governativo. Quindi tra l&rsquo;imbarazzo e l&rsquo;apatia semplicemente mi limito a non scrivere di politica. <br /><br />Per&ograve; oggi ho letto una piccola buona notizia per il PD e mi va di riportarla. Sembra che presenteranno un disegno di legge sullo sciopero virtuale di cui abbiamo parlato <a href="files/a50d0ed62354efeaec10695eb9b623ba-5.html" rel="self" title="Homepage:Lo sciopero virtuale">qui</a> e <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2006-06-03-Rizzolli.pdf" rel="self">qui</a>. Ora, questa &egrave; una notizia minore. Un disegno di legge dell&rsquo;opposizione &egrave; poca cosa, con poche possibilit&agrave; di passare, e qualora passasse, il merito forse se lo prenderebbe la maggioranza. <br /><br />Ma non importa. In tempi in cui il PD organizza manifestazioni di cui si &egrave; perso da mesi il senso (tanto che <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2008/10/sostiene_morando.html" rel="self">qualcuno</a> &egrave; arrivato a dire che la manifestazione sar&agrave; a sostegno del governo) oppure conferenze economiche dal titolo <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=60486" rel="self">puerile</a> (e contenuto assente), mi sembra un&rsquo;ottima notizia che vi sia qualcuno nel partito che fa riformismo vero: quel lavoro oscuro e solo raramente generoso che si va nelle aule parlamentari prima che nelle piazze o davanti ai TG. Il disegno di legge peraltro &egrave; di <a href="http://www.pietroichino.it/" rel="self">Pietro Ichino</a>:  in questo momento la mente pi&ugrave; lucida ed innovativa del partito. E pensare che non lo hanno nemmeno fatto ministro ombra. Ma lasciamo perdere...]]></content:encoded></item><item><title>Non mi basta essere contro la Gelmini</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-10-17T08:56:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/3df2c4f1f690a0578ea4c1b6da2528fc-399.html#unique-entry-id-399</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/3df2c4f1f690a0578ea4c1b6da2528fc-399.html#unique-entry-id-399</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><br /><em>Una universit&agrave; pi&ugrave; meritocratica <br /><br />La recente approvazione della legge n.133, 6 Agosto 2008, ha riportato l'attenzione del Paese sullo stato dell'Universit&agrave;. Da molti anni esiste un consenso internazionale sul fatto che l'Universit&agrave; italiana soffra di vari e gravi mali che ne impediscono un corretto funzionamento. Le insufficienze sono forse pi&ugrave; platealmente evidenti nel campo della ricerca, ma anche sul versante della didattica vi sono evidenti problemi riguardo al numero di fuoricorso, al ridotto numero di laureati rispetto agli iscritti, all'inadeguatezza della formazione universitaria per il mercato del lavoro. In ambito internazionale esiste anche un diffuso consenso secondo cui gran parte di questi mali troverebbe soluzione se si adottasse un sistema di merito che premi le universit&agrave; virtuose ed emargini quelle mediocri. Qualifichiamo come "internazionale" la natura del consenso perch&eacute; fuori d'Italia nessuno dubita che tale sia il problema, mentre all'interno del Paese, ed all'interno del mondo universitario italiano, ancora poche sono le voci francamente critiche, mentre ancora troppi sono coloro che sostengono che tutto va bene o che i pochi problemi derivano soltanto da scarsit&agrave; di risorse. Negli ultimi quattro mesi ci hanno rinfrancato le frequenti dichiarazioni in cui il ministro Gelmini affermava di essere consapevole dell'importanza di una riforma meritocratica del settore.<br /><br />Il contenuto effettivo della legge 133, per la parte che attiene al settore universitario, ci ha purtroppo delusi. Nonostante le buone intenzioni, trattasi di un'occasione perduta che, di fatto, potrebbe danneggiare ulteriormente il sistema universitario. Nella parte che qui interessa, la legge 133 prevede: (1) la limitazione del turnover al 20% dei pensionamenti, con proporzionale riduzione del finanziamento ordinario; (2) la possibilit&agrave; per le universit&agrave; di trasformarsi in fondazioni senza scopo di lucro per raccogliere finanziamenti e donazioni dei privati.<br /><br />Non discutiamo qui se sia appropriato, da un punto di vista macroeconomico e di politica di bilancio, ridurre i fondi destinati all'universit&agrave; e alla ricerca per s&eacute;, ma dubitiamo fortemente che si tratti di una buona idea. Assumiamo, quindi, la necessit&agrave; di tagliare i fondi universitari purch&eacute; questo sia fatto razionalmente, nell'interesse del Paese. La creazione di fondazioni &egrave; invece un'operazione che trova il nostro consenso in quanto permetterebbe alle universit&agrave; italiane di raggiungere quell'autonomia patrimoniale, operativa e didattica che tanto loro manca e che &egrave; il presupposto necessario alla valutazione dei risultati in sede di assegnazione di risorse pubbliche. Ma queste riforme vanno fatte bene, la qual cosa questa legge non fa.<br /><br />Non lo fa perch&eacute; il potenziale meritocratico insito nella trasformazione in fondazioni viene fortemente ridotto, se non totalmente eliminato, laddove la legge 133 (art. 16, comma 9) indica che i fondi pubblici verranno utilizzati per "perequare" (ossia, bilanciare) i fondi privati: ai pi&ugrave; meritevoli, in grado di raccogliere finanziamenti privati, arriveranno meno finanziamenti pubblici che fluiranno quindi, in maggiore quantit&agrave;, ai meno meritevoli. Questo &egrave; l'opposto della meritocrazia tante volte invocata: in molti Paesi vige il principio esattamente opposto al comma 9, in base al quale lo Stato premia le universit&agrave; in proporzione ai fondi privati da esse raccolti, anzich&eacute; punirle, fornendo oltre al finanziamento ordinario specifici fondi aggiuntivi (matching grants, con espressione inglese). In questo modo lo Stato concorrerebbe a premiare i meritevoli e punire i fannulloni, come contiamo il ministro Gelmini e l'intero Governo intendano fare. Consigliamo pertanto di eliminare l'anti-meritocratico criterio "perequativo" dal testo di legge e dalle finalit&agrave; del finanziamento pubblico per l'universit&agrave; e di adottare il sistema dei matching grants.<br /><br />Ulteriori passi avanti si potrebbero compiere ampliando sia l'autonomia gestionale che le responsabilit&agrave; degli atenei, una volta costituiti in fondazioni: (1) commisurando i finanziamenti statali alla produzione scientifica e ai risultati didattici in termini di numero e qualit&agrave; dei laureati; (2) consentendo agli atenei maggiore autonomia contrattuale in materia di reclutamento dei docenti in modo tale da accedere al mercato del lavoro accademico internazionale mediante rapporti di tipo privatistico; (3) concedendo l'opportunit&agrave; di fissare le tasse di iscrizione anche oltre l'attuale limite del 20% sul totale dei fondi spesi.<br /><br />I tagli al finanziamento dell'Universit&agrave; potrebbero diventare, nonostante la scarsa lungimiranza che li sottende, uno strumento per introdurre la meritocrazia: basta farli adeguatamente. Chiediamo, dunque, che i tagli di spesa siano accompagnati ora e subito da una seria riforma meritocratica. Chiediamo che le universit&agrave; italiane, i dipartimenti, i docenti e i ricercatori possano ricevere fondi dallo Stato solo a fronte di una periodica, imparziale e trasparente valutazione effettuata dalla comunit&agrave; scientifica internazionale, come gi&agrave; accade nel resto delle istituzioni accademiche del mondo avanzato. In Italia, &egrave; necessario compiere tale esame in maniera generalizzata. Sulla base dei risultati si potranno poi allocare in modo equamente meritocratico i tagli desiderati, oltre che i premi di ricerca.<br /><br />In particolare, &egrave; opinione comune tra politici e commentatori che in mezzo ad un malcostume dilagante di nepotismi ed incompetenze, l'universit&agrave; italiana conosca ancora alcuni focolai di eccellenza che ne tengono alto il nome nel mondo con ricerche all'avanguardia ed altrettanto notevole insegnamento. Tali focolai d'eccellenza vanno alimentati e premiati. Chiediamo quindi che queste realt&agrave; vengano chiaramente identificate dalla comunit&agrave; scientifica internazionale con i criteri obiettivi e trasparenti del peer reviewing condotto da scienziati esterni al sistema italiano.<br /><br />L'attuale riforma punisce senza distinzioni tutto il mondo accademico italiano, e questo non &egrave; n&eacute; utile n&eacute; saggio!, aggravando situazioni gi&agrave; compromesse e penalizzando i ricercatori seriamente motivati. Nessun criterio meritocratico viene introdotto, nessun trasferimento di risorse da chi non fa a chi fa viene attuato o anche solo incentivato. La legge 133 prescrive di qui al 2013 una riduzione del 13% del finanziamento ordinario all'universit&agrave; senza per&ograve; intervenire al suo interno e prefigurando quindi un sistema identico al precedente, con tutti i suoi difetti e le sue distorsioni, solo rimpicciolito. Dubitiamo che questo possa essere utile al Paese. Anche se fosse vero che l'unico obiettivo consiste nel risparmiare (e ci auguriamo che non lo sia, perch&eacute; ne va del futuro del Paese), allora si risparmi tagliando impietosamente laddove non si insegna, non si fa ricerca, non si produce cultura, innovazione ed educazione di qualit&agrave;, lasciando che le risorse fluiscano laddove si fa l'opposto. Anzi, si creino le condizioni legislative e gli incentivi materiali perch&eacute; le risorse, siano esse private o pubbliche, se ne vadano da laddove sono male utilizzate e si dirigano laddove possono essere meglio utilizzate. Questa &egrave; la meritocrazia, quando funziona e quando la si vuol fare funzionare. Chiediamo al ministro Gelmini di far seguire i fatti alle dichiarazioni in favore della meritocrazia da ella frequentemente rilasciate. Ora &egrave; il momento, ora si pu&ograve; fare, basta averne la volont&agrave; politica.<br /></em><br />E&rsquo; con convinzione che abbiamo firmato quest&rsquo;altro appello e che invitiamo gli sparuti frequentatori di questo blog a fare altrettanto mandando una email a questo <a href="mailto:adesioni@meritonella133.tk" rel="self">indirizzo</a> email ed indicando nel testo: nome e cognome, posizione ricoperta, dipartimento e universita' o istituto di ricerca]]></content:encoded></item><item><title>Vocazione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-10-12T08:41:49+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vocazione.html#unique-entry-id-398</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vocazione.html#unique-entry-id-398</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880618569&ed=87" rel="self"><img class="imageStyle" alt="einaudi.AllegatoServlet" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry398_1.jpg" width="163" height="243"/></a>     <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880619360&ed=87" rel="self"><img class="imageStyle" alt="einaudi.AllegatoServlet" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry398_2.jpg" width="163" height="243"/></a><br /></p><p style="text-align:left;"><br />Ho deciso di farmi del male. Ieri sono passato in libreria e mi sono preso questi due libri qui sopra. Siccome tra un paio di settimane mi finisce l&rsquo;assegno di ricerca, e siccome non ho padri, zii e cugini importanti in qualche facolt&agrave; italiana, la faccenda si mette male. Se alla fine della lettura ho ancora voglia di fare questo mestiere, forse significa che &eacute; davvero vocazione. Ma poi non &eacute; detto che basti neppure questa...</p>]]></content:encoded></item><item><title>per mia vanit&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-10-07T16:00:04+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/1a28b37fac20fd27097b9dac5ee2fe35-397.html#unique-entry-id-397</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/1a28b37fac20fd27097b9dac5ee2fe35-397.html#unique-entry-id-397</guid><content:encoded><![CDATA[<img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry397_1.png" width="487" height="364"/><br /><br />Dunque &eacute; successo questo: all&rsquo;EALE della settimana scorsa &eacute; arrivato il premio <a href="http://www.huji.ac.il/huji/nobel/indexE.htm" rel="self">Nobel 2005 Robert Aumann</a> che ha tenuto una lecture su <a href="https://law.haifa.ac.il/eale/eale2008.asp" rel="self">Israel's Judicial System in Light of Game Theory</a>. E&rsquo; capitato che durante la <em>lecture</em> egli abbia accennato ad uno ed uno solo paper presentato alla conferenza: <a href="http://dipeco.economia.unimib.it/web/pdf/pubblicazioni/wp137_08.pdf" rel="self">quello</a> del sottoscritto (e di Nuno). Egli sostiene che il compito dell&rsquo;economista nell&rsquo;analisi economica del diritto &eacute; quello di mostrare al giurista gli effetti, a volte controintuitivi, delle norme e del loro cambiamento. Ed a riprova di questo,  Aumann suggeriva al numeroso ed attento uditorio  di andare ad ascoltare il paper che sarebbe stato presentato l&rsquo;indomani ad opera di Mister Rissssoullli. E poi qualche battuta di commento rivolta al sottoscritto, a quel punto visibilmente imbarazzato e compiaciuto.<br /><br />E sono soddisfazioni queste...<br /><br /> In uno scambio di email avvenuto successivamente (fatto per accertarmi che oltre alla simpatica menzione egli non avesse anche qualche commento pi&ugrave; sostanzioso da volgermi) Aumann mi ha confermato quanto sospettavo: che<em> si</em>, il titolo del mio paper gli era sembrato molto accattivante ed in linea con quanto egli voleva dire ma che <em>no</em>, molto probabilmente egli non era andato oltre la lettura del titolo e forse dell&rsquo;abstract. Pazienza. in tanto io almeno ho fatto un titolo che &eacute; piaciuto ad un premio Nobel. E scusate se &eacute; poco... :-)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Sole&#x2c; sole e ancora sole</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-10-06T11:23:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/9e44d080f51e0c74c3b4b5885f079ef0-396.html#unique-entry-id-396</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/9e44d080f51e0c74c3b4b5885f079ef0-396.html#unique-entry-id-396</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200810_euromediterraneo.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="15_Euromediterraneo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry396_1.gif" width="130" height="172"/></a></div>No, non &egrave; un grido nostalgico di saluto all&rsquo;estate, ma il sunto di due miei pezzi apparsi sull&rsquo;ultimo numero di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazone</a> tra consumatori. Nel <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200810_euromediterraneo.pdf" rel="self">primo </a>racconto un idea ambiziosa, ma non peregrina, che potrebbe portare l&rsquo;Europa ed i suoi vicini che si affacciano sul mediterraneo all&rsquo;indipendenza energetica dal petrolio ed alla sostenibilit&agrave; in relativamente pochi anni. Ne avevamo gia parlato <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/energia-dal-deserto.html" rel="self">qui</a> ma ora approfondiamo l&rsquo;argomento come merita. Nel <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200810_euromediterraneo.pdf" rel="self">secondo</a> pezzo intervisto l&rsquo;ingenger Coser ed il sindaco Cirasi. Sono i due nomi che stanno dietro ad un impianto fotovoltaico tra i pi&ugrave; grandi d&rsquo;italia, e certamente quello installato alla quota pi&ugrave; alta. Dove? A Carano, in val di Fiemme. Tra boschi di larici, e piste da sci, villaggi da cartolina e solide radici nel territorio, questa piccola comunit&agrave; di montagna ha scommesso sul proprio futuro sostenibile e si &egrave; dotata di un impianto che funziona molto bene, che da lustro al paese e persino un tocco avveniristico al paesaggio.<br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-10-03T19:03:25+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/acbc45c18116b57c5fbadd61ee64a265-395.html#unique-entry-id-395</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/acbc45c18116b57c5fbadd61ee64a265-395.html#unique-entry-id-395</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="_MG_2597" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry395_1.jpg" width="363" height="250"/></p>]]></content:encoded></item><item><title>Un viaggio ha senso solo &#x3c;br&#x3e; senza ritorno...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2008-09-22T16:11:59+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/9181f1b32bbcca4f0d06b1325be208f7-394.html#unique-entry-id-394</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/9181f1b32bbcca4f0d06b1325be208f7-394.html#unique-entry-id-394</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/2008/09/dirette/sezioni/economia/alitalia/22-settembre/index.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry394_1.png" width="522" height="125"/></a><br /><br />Siccome l&rsquo;italianit&agrave; &egrave; la nostra lotta. Siccome ci piacciono le avventure eccitanti. Siccome vogliamo vivere fino in fondo il dramma nazional popolare del momento. Siccome <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VU01YTSs2h8" rel="self">un viaggio ha senso solo, senza ritorno se non in volo</a>.<br /><br />Allora noi domani prendiamo un volo <a href="http://www.flightstats.com/go/FlightStatus/flightStatusByFlight.do?&id=138793944&airlineCode=AZ&flightNumber=808" rel="self">Alitalia per Israele</a>. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La lotteria degli esami</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-09-20T15:53:02+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/5a0bbf15938a5f38ba54828247e4c950-393.html#unique-entry-id-393</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/5a0bbf15938a5f38ba54828247e4c950-393.html#unique-entry-id-393</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000622.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry393_1.png" width="383" height="78"/></a><br /><br />Riprendendo un nostro <a href="files/esamificio-italia.html" rel="self" title="Homepage:Esamificio Italia">vecchio post</a>, lo abbiamo, assieme a Paolo ed Andrea ampliato e concesso una pi&ugrave; nobile dimora su <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000622.html" rel="self">Lavoce.info.</a> </p>]]></content:encoded></item><item><title>Le 5 bugie dell&#x27;energia nucleare</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-08-25T12:21:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/5-bugie-energia-nucleare.html#unique-entry-id-392</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/5-bugie-energia-nucleare.html#unique-entry-id-392</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/Agosto%2017_Nucleare.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry392_1.png" width="124" height="165"/></a></div>E qui l&rsquo;ultimo pezzo scritto per Cooperazione, sul <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/Agosto%2017_Nucleare.pdf" rel="self">nucleare</a>. Argomento gia trattato ad <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-04-p17-18.pdf" rel="self">aprile</a>, ma visto l&rsquo;andazzo del dibattito italiano, mi &egrave; venuta voglia di tornarci su. Mi convinco sempre di pi&ugrave; che il nucleare sia una scelta assolutamente insensata. Basta un dato su tutti: oggi nel 2008, pi&ugrave; di 20 anni dopo la chiusura delle centrali italiane, ancora spendiamo pi&ugrave; per il <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_decommissioning" rel="self">decommissioning</a></em> di quelle centrali di quanto investiamo con incentivi e sovvenzioni alla ricerca sulle rinnovabili. <br /><br />Il messaggio &egrave; insomma questo: siamo tutti convinti che di fronte a noi c&rsquo;&egrave; la grade sfida di cambiare il regime energetico del paese, anzi del mondo. Siamo tutti disposti a fare sacrifici enormi, a spendere tantissimi soldi ed apettare molti anni per vedere i risultati. Ed allora a queste condizioni perch&egrave; battere la strada vecchia e perdente del nucleare e non quella nuova e vincente delle rinnovabili?]]></content:encoded></item><item><title>Civilt&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Politica</category><dc:date>2008-07-25T09:31:21+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/civilita.html#unique-entry-id-391</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/civilita.html#unique-entry-id-391</guid><content:encoded><![CDATA[Ecco, se dovessi pensare che cosa potrebbe rappresentare plasticamente lo stato avvanzato di una civilit&agrave; che si riflette nel meglio della sua classe dirigente, potrebbe venirmi in mente un&rsquo; immagine molto simile ad una di queste (cliccare qui sotto per la galleria).<br /><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/cameron-senza-bici/2.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry391_1.png" width="327" height="281"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">PS. Ve lo immaginate voi il capo dell&rsquo;opposizione italiana che va a farsi la spesa in bicicletta in giro per Roma? Passi che in questo ruolo non mi ci veda Berlusconi (che &egrave; stato capo dell&rsquo;opposizone fino ad un paio di mesi fa). Egli &egrave; nella mia mente semplicemente un alieno rispetto a concetti quali bicicletta/risparmio/spesa personale/forma fisica(realizzata con la fatica) etc. Ma ad essere onesti non mi ci vedo nella parte nemmeno lo stesso  Veltroni. E se &egrave; per questo nemmeno Di Pietro, Giordano, Diliberto, Bossi e men che meno Pecoraro Scanio.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Trenitalia&#x2c; yes again</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-07-23T09:27:57+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/1e9a7e082f189d8922dacb7c03bf730a-390.html#unique-entry-id-390</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/1e9a7e082f189d8922dacb7c03bf730a-390.html#unique-entry-id-390</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Oggi ho ricevuto un rimborso. Ottimo direi. Se non fosse che &egrave; per un viaggio effettuato ad agosto dello scorso anno. In comepnso ieri l&rsquo;eurostar &egrave; arrivato a Roma con 5 minuti di anticipo. Di anticipo....</span></p>]]></content:encoded></item><item><title>Non alimentare la crisi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-07-10T18:10:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/45a6cf2002f7bd8d1d7228d1e2da0e5b-388.html#unique-entry-id-388</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/45a6cf2002f7bd8d1d7228d1e2da0e5b-388.html#unique-entry-id-388</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-07-Emergenza_Alimentare.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="2008-07-Emergenza_Alimentare" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry388_1.gif" width="130" height="172"/></a> </div><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> </span><em>Su questo numero di cooperazione tra consumatori (Luglio) ho pubblicato un pezzo sulla crisi alimentare, scritto durante i giorni del vertice FAO di Roma. Roba vecchia se volete, ma i contorni di quell crisi sono ancora tutti li, solo un po&rsquo; messi in ombra dalle fiamme che si levano pi&ugrave; alte provenienti dal riacuirsi della crisi del petrolio e quella della bolla immobiliare da poco riesplosa (e con la quale comunque esiste un collegamento di cui tento di parlare nel pezzo). </em><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"><br /></span><p style="text-align:justify;"><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"><br /><br /><br /><br /></span><span style="font:15px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">Per non alimentare l&rsquo;emergenza<br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">L' indice dei prezzi delle derrate agricole della Fao &egrave; aumentato dell'8% nel 2006, del 24% nel 2007 e del 53% nei primi tre mesi di quest'anno; a livello mondiale, dal 2006 i prezzi degli oli vegetali sono aumenti del 97%, quelli del grano dell'87%, i prodotti caseari del 57% e il riso del 46%. <br />Se l'aumento del prezzo della pasta ha un impatto limitato sul paniere di acquisto dei consumatori occidentali grazie al fatto che la maggior parte del reddito viene in media spesa altrove, tutt'altri problemi questi aumenti stanno creando nel sud del mondo. Per miliardi di persone questi aumenti costringono le famiglie a tirare seriamente la cinghia, e per centinaia di milioni di essi, rappresentano il ritorno nella povert&agrave;. "Per la classe media la crisi implica il taglio delle spese mediche; per quelli che vivono con due dollari al giorno signiﬁca la rinuncia alla carne e a mandare i ﬁgli a scuola; per quelli che vivono con un dollaro al giorno signiﬁca rinunciare a carne e verdure e vivere solo di cereali; per quelli che vivono con mezzo dollaro &egrave; il disastro totale: i pi&ugrave; poveri stanno vendendo gli animali, gli strumenti e i tetti di lamiera sopra la loro testa". Cosi Josette Sheeran, del programma alimentare mondiale descrive l'impatto della crisi per i pi&ugrave; poveri. Le tensioni dovute all'esplosione dei prezzi sono afﬁorate chiare ai quattro angoli del globo: dalle proteste messicane dell'anno scorso per l'esplosione dei prezzi del mais (ingrediente base della tortilla), alle rivolte di quest'anno lungo tutta la linea dell'equatore. Ad Haiti, i manifestanti al grido di "Abbiamo fame" hanno indotto il primo ministro alle dimissioni; in Camerun, 24 persone sono morte nelle rivolte, in Egitto l'esercito &egrave; stato utilizzato per produrre pane e nelle Filippine l'accaparramento di riso &egrave; stato reso un reato punibile con l'ergastolo. All'inizio di giugno, i capi di stato si sono incontrati a Roma sotto le bandiere della Fao (l'agenzia dell'Onu per il cibo e l'agricoltura) per discutere della crisi in corso. Le soluzioni emerse sono a dir poco parziali, ma il vertice ha avuto almeno il pregio di mettere il mondo di fronte ai fatti. Ma da dove viene questa crisi? <br /><br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">&Egrave; ﬁnito il mondo del "cibo a basso prezzo".</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Cosi ha titolato l'Economist qualche mese fa per descrivere i contorni della crisi. Come era fatto questo mondo del cibo low-cost? Pi&ugrave; di due secoli fa, all'alba della rivoluzione industriale, Malthus prevedeva l'imminenza di carestie dovute al fatto che la popolazione umana, gi&agrave; allora in crescita veloce, non avrebbe trovato sufﬁcienti risorse naturali di cui sfamarsi. Niente di tutto questo si &eacute; (per nostra fortuna) avverato. Al contrario, soprattutto dal dopoguerra ad oggi i progressi nella produttivit&agrave; agricola sono stati tali da sostenere una crescita della popolazione mondiale ﬁno al livello attuale. E non solo: talmente efﬁciente si &egrave; resa la produzione che per decine di anni in occidente abbiamo dovuto sussidiare l'agricoltura che altrimenti avrebbe dovuto soffocare dei prezzi mondiali troppo bassi. Nei paesi dell'est europeo ci sono milioni di ettari di terre un tempo coltivate ma che sono state abbandonate per anni, semplicemente perch&eacute;, ai prezzi vigenti ﬁno a pochi tempo fa, coltivarli non conveniva. Nel giro di pochi anni lo scenario &egrave; cambiato. Il cambiamento viene da lontano ed ha origini diverse. Oggi ci troviamo ad un pericoloso incrocio della storia dove queste cause si stanno incontrando e sommando le une con le altre. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">I giganti cominciano a mangiare da giganti. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Uno dei fenomeni rilevanti degli ultimi decenni &egrave; la fuoriuscita dalla povert&agrave; di centinaia di milioni di persone. Prendiamo ad esempio solo i due giganti Cina ed India: nel giro di pochi anni hanno ora entrambe una classe media che supera il miliardo di persone con consumi simili o di poco inferiori a quelli occidentali. E come gli occidentali, indiani e cinesi (ma anche molti russi, brasiliani, vietnamiti e cosi via) si stanno velocemente abituando a mangiare molta carne, ad utilizzare menu pi&ugrave; ricchi, variegati e spesso sovrabbondanti e, come gli occidentali, a sprecare (si calcola che negli Stati Uniti il 30% del cibo prodotto ﬁnisce nella spazzatura). Il risultato &egrave; che l'aumento di consumi ha inevitabilmente comportato una pressione sui prezzi. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; "><br />Le auto si bevono il cibo (ed i trattori rimangono assetati)</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">. <br />E poi ci sono i biocarburanti; dall'olio di colza comperato al supermercato ed inﬁlato nei motori diesel, (ma si pu&ograve; fare anche con l'olio di palma, di girasole, di soia e cosi via), ﬁno all'etanolo ricavato da mais, canna o barba-!!!! bietola da zucchero. I biocarburanti sono sembrati per un breve tempo una promessa di energia sostenibile per continuare a mandare a far camminare le automobili anche senza petrolio Hanno per&ograve; ben presto mostrato alcuni importanti limiti: il mais impiegato per produrre 100 litri di etanolo basterebbe a sfamare una persona per un anno. Se volessimo "camminare" con il solo etanolo, al ritmo con cui oggi noi occidentali riempiamo i nostri serbatoi e consumiamo benzina, &egrave; probabile che dovremmo dedicare la gran parte delle superﬁci coltivabili della terra per produrre combustibile. Siamo ben lontani dal coprire il 5% dei consumi di benzina e diesel con i biocarburanti, e gi&agrave; cos&igrave; la competizione tra coltivazione per il cibo e coltivazione per il combustibile ha creato forti tensioni sui prezzi. A tutto questo si aggiunge l'impennata nei prezzi del petrolio, dovuta ad altri fattori, ma che trascina con se un aumento considerevole dei costi del combustibile, che a catena si ripercuotono su tutta la ﬁliera alimentare, che dipende dai trattori per la lavorazione dei campi, dai camion per il trasporto, dai pescherecci per la pesca, dalle centrali a gas per l'elettricit&agrave; e la cottura dei preprati e cos&igrave; via. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; "><br />La ﬁnanza specula. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Rimasti bruciati dalla grande bolla del mercato immobiliare che ha reso a tutti familiare l'oscura parola subprime, la ﬁnanza internazionale ha messo gli occhi sul mercato delle materie prime e delle cosidette commodities, tanto da far dire al famoso speculatore George Soros che &egrave; in corso una nuova bolla speculativa in questi mercati. Le materie prime sono certo quelle provenienti dalle attivit&agrave; estrattive, in primo luogo il petrolio &ndash; che infatti in questi ultimi mesi ha fatto registrare un'impennata di prezzi &ndash; ma sono anche le derrate alimentari scambiate nelle varie borse del mondo. La speculazione ﬁnanziaria, cercando di anticipare i cambiamenti, compera e vende i cosiddetti contratti futures (contratti sulle future consegne di partite di merce) a ritmi vertiginosi, ﬁnendo con l'esasperare ulteriormente gli squilibri tra domanda e offerta che sono all'origine delle tensioni sui prezzi. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; "><br />Proteggere, sussidiare, vietare. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Se il mercato delle derrate alimentari mondiale ha i suoi problemi, la comunit&agrave; degli stati ci mette del suo, con un mix di politiche pubbliche che molto spesso invece di risolvere, ﬁniscono per esacerbare i problemi. Nel mercato agricolo il protezionismo e i sussidi sono ancora imperanti soprattutto nel mondo occidentale; la famosa PAC, (la politica agricola comunitaria), che peraltro ha i suoi equivalenti in America e Giappone, ha per decenni sovvenzionato i prezzi di tutti i prodotti agricoli e derivati dal riso, al grano, al latte a scapito dei produttori in altri paesi del mondo, ﬁno al paradosso che abbiamo invaso l'Africa delle nostre eccedenze alimentari mettendo in ginocchio i piccoli produttori locali che non potevano certo competere con il nostro burro e la carne in scatola. I sussidi servivano per proteggere i redditi dei nostri agricoltori, si diceva. Bene, con i prezzi ora alle stelle. non ci dovrebbe essere pi&ugrave; bisogno di aiuto, ed invece continuiamo a pagare gli agricoltori per mantenere terreni incolti e per contenere la produzione (pensiamo alle quote latte) quando il mercato chiede esattamente l'opposto! La reazione di molti paesi in via di sviluppo non si &egrave; fatta attendere. Quasi cinquanta stati, secondo la banca mondiale, hanno negli ultimi due anni imposto dei divieti sull'esportazione di alimenti prodotti localmente, in maniera tale questo &egrave; l'argomento usato che non vi siano speculatori che si arricchiscono esportando il riso che poi manca agli stessi contadini locali. Ma cos&igrave; facendo, ci insegnano gli economisti, si aggravano a catena i problemi, prima per i paesi importatori che d'improvviso si trovano senza generi alimentari da distribuire, ed in ultima analisi per gli stessi paesi esportatori che non riescono ad estrarre tutta la ricchezza dalla loro produzione. Insomma, ai gi&agrave; gravi problemi generati dai mercati, i governi spesso ne aggiungono altri! !!!! <br /><br /></span><span style="font:15px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">VEGETARIANI SI DIVENTA<br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"><br />Combattere la crisi alimentare con forchetta e coltello. Per difendere la salute propria. E quella del pianeta <br />C i vogliono 8 kg di cereali per produrre 1 kg di carne bovina ed ovina. Ne bastano 4 per produrre un kilo di maiale e meno di 2 per fare un kg di pollo. Bastano questi pochi dati per rendersi conto di come le abitudini alimentari determinino la quantit&agrave; di terra che coltiviamo. Se i cereali coltivati per produrre la carne degli hamburger fossero usati per l'alimentazione umana, avremmo in un istante risolto la crisi alimentare globale. Ed avremmo dato un buon contributo anche alla riduzione del cambiamento climatico: si calcola infatti che </span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">la produzione di carne impatti per il 18% sull'effetto serra.</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Se si pensa che i mezzi di trasporto contano per 13.5%, ci si rende presto conto che &egrave; pi&ugrave; importante cambiare dieta che cambiare macchina per ridurre l'effetto serra. </span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">Ma perch&egrave; il bestiame ha un impatto cos&igrave; alto?</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Per cominciare in paesi come Brasile ed Argentina, si taglia la foresta tropicale per far posto ai pascoli. Poi si deve tener conto del fatto che bovini ed ovini sono dei ruminanti la cui digestione produce enormi quantit&agrave; di metano, che fuoriesce anche ma non solo con il letame, metano che &egrave; un gas-serra 20 volte pi&ugrave; potente dell'anidride carbonica. Inﬁne la coltivazione di grandi quantit&agrave; di terreni per l'alimentazione animale ed il trasporto della carne spesso su lunghe distanze (pensiamo ad esempio che i fastfood del nordamerica sono alimentati dal bestiame sudamericano) contribuiscono a far crescere la temperatura del pianeta. </span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">Certo, cambiare le abitudini alimentari di 3-4 miliardi di persone che traggono comunque dalla carne il loro fabbisogno proteico non &egrave; cosa semplice.</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Ma va detto per amore di verit&agrave;: un modo di vegetariani &egrave; senza'altro un mondo pi&ugrave; equo e sostenibile di un mondo di voraci carnivori. Nel mezzo di questi due estremi ci sono senz'altro molte cose che si possono fare senza chiedere alle persone di rinunciare completamente alla carne a cominciare dal costruire stalle che recuperino buona parte del metano e lo utilizzino come biocarburante. Ma resta la differenza abissale tra una bistecca di manzo ed un petto di pollo. E non &egrave; solo una questione di sapori. </span></p>]]></content:encoded></item><item><title>Il blog&#x2c; suo d&#xec; tardo traendo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-07-08T11:42:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/blog-stagione.html#unique-entry-id-387</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/blog-stagione.html#unique-entry-id-387</guid><content:encoded><![CDATA[Che cosa succede a questo blog? Da una produttivit&agrave; media di quasi un post per giorno conseguita nei giorni della giovinezza (si parla del 2006) si &eacute; arrivati all&rsquo;anemica e stanca produzione di meno di un post al mese se si escludono attacchi livorosi contro l&rsquo;inerme Trenitalia e facili e semplici battute da bar, buttate li giusto per oliare i <em>f</em><em><a href="feed://www.matteorizzolli.net/files/blog.xml" rel="self">eed rss</a></em><em> </em>prima che si arrugginiscano dl tutto.<br /><br />La parabola di questo blog segue quella di milioni di altri blog e ricalca la traiettoria di miliardi di altre vicende umane e meno umane. Anzi, &eacute; la metafora stessa di ogni vicenda: essa <strong>nasce, cresce entusiasta, matura ed ad un certo punto comincia a trascinarsi stanca verso la vecchiaia</strong>. Ma se fosse cos&igrave; ignobile, questa piccola storia, perch&eacute; scriverne? Non so se in fondo sia importante. Anzi credo non lo sia proprio ma credo di dover dire delle cose, circa lo stato di questo blog, prima di tutto a me stesso. Ho delle giustificazioni da darmi. Forse raccontandomele finir&ograve; finalmente di credervi.<br /><br />Prima di tutto parto con il notare che c&rsquo;&egrave; molta stanchezza nell&rsquo;aria. Dei 20-30 blog di cui seguo i feed-rss, ho notato che una buona met&agrave; hanno sensibilmente rallentato la pubblicazione se non addirittura l&rsquo;hanno praticamente sospesa. Ok, il campione non &eacute; significativo perch&eacute; troppo piccolo e non rappresentativo perch&eacute; selezionato in base ai miei gusti. Per&ograve; &eacute; un dato di fatto. Alcune delle persone che amo leggere, e quindi con le quali -desumo- ho una certa affinit&agrave;, ultimamente approcciano stancamente la tastiera. Vedi due esempi: <a href="http://www.haloscan.com/comments/majister/rw_unique_entry_id_163_page0/" rel="self">Antonio Nicita</a> e <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/05/26/si-puo-fare-senza-autocoscienza-dopo-un-mese-di-non-blogging/" rel="self">SuzukiMaruti</a>.<br /><br />Con loro credo di condividere una certa stanchezza verso l&rsquo;argomento &ldquo;politica&rdquo; che &eacute; stato forse il singolo filone dominante di questo blog. Perse miseramente le elezioni, una volta vista l&rsquo;onda lunga della destra riempire i bacini di allagamento della politica italiana non mi &eacute; restato che tirare i remi in barca, <a href="files/ora-governi-la-desta.html" rel="self" title="Homepage:governi la destra, governi da destra">augurare al vincitore buone cose</a> ed augurare a me stesso ed al mio paese che le buone cose del vincitore coincidessero con le buone cose dell&rsquo;interesse generale. Purtroppo &eacute; bastato pochissimo per frustrare questa speranza. Un governo di puttanieri e puttane (e non mi riferisco necessariamente alla compagine femminile) che -solo per limitarmi ai fatti del giorno- paga il prezzo del suo successo siciliano alla<a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/mafia-4/fuga-dal-41-bis/fuga-dal-41-bis.html?ref=search" rel="self"> mafia riducendo il 41-bis a molti mafiosi</a> e -unica nazione nel G8, ma probabilmente unica tra le democrazie- <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/english/news/2008-07-07_107241372.html" rel="self">&eacute; morbido con il regime di Mugabe</a>. Per&ograve; mi fermo qui. Davvero. La stanchezza &eacute; tale che mi impedisce di infierire su questo miserrimo governo. Non ne sento l&rsquo;esigenza, forse perch&eacute; mi sembra -politicamente- che sia tutto cos&igrave; ineluttabile. Non poteva andare diversamente in fondo. Solo posso dire di essere stato idiota io a sperare, per poco tempo, che tutto questo non fosse gi&agrave; scritto. Ed allora via dalla politica. Per ora. Presto sono sicuro torner&agrave; la passione civile, ma per ora prevale il distacco, figlio del disgusto e della disillusione. E con il distacco, ovviamente, manca molto materiale di cui scrivere.<br /><br />La fuga dal pubblico inevitabilmente conduce al privato, e per fortuna in quest&rsquo;ambito, la vita non &eacute; mai stata cos&igrave; generosa nei suoi frutti come in questa stagione. Che la famiglia riempie le giornate: la leggerezza di Lucia, i sorrisi di Leonardo e la bellezza di Chiara danno un senso compiuto alle cose. Un senso che per&ograve;, per pudicizia, o forse semplice incapacit&agrave;, ho sempre avuto difficolt&agrave; a raccontare in questa forma pubblica del blog.<br /><br />Ma c&rsquo;&egrave; infine un altro elemento che forse spiega il <em>d&igrave; tardo traendo</em> di questo blog. Me ne sono reso conto scrivendo queste righe. E&rsquo; che da qualche mese mi pongo sempre pi&ugrave; spesso delle domande su chi legga questo blog. Potrebbe essere qualcuno a cui sto chiedendo una borsa di studio, un posto di lavoro, una lettera di referenza e che si informa sul mio conto. Magari ci trova cose che gli piacciono, o magari no. E&rsquo; un comportamento ovvio. In fondo &eacute; pi&ugrave; o meno quello che io faccio riguardo molte persone che incontro per i pi&ugrave; svariati motivi: sguinzaglio il segugio google a caccia del loro nome per la rete, mi leggo qualcosa delle loro tracce se esistono (e se non esistono ormai lo considero un brutto segno) e formulo dei (pre)giudizi in base a quanto letto.<br /><br />Niente di male quindi. Solo che questo pensiero in qualche modo mi inibisce. E la cosa rimarchevole &eacute; che questo pensiero non mi apparteneva fino a qualche mese fa. Mi sentivo pi&ugrave; libero di scrivere quello che mi passava per la testa, senza l&rsquo;ombra di alcun  potenziale &ldquo;datore di reddito&rdquo; l&agrave; fuori a farmi le pulci. Qualche mese fa. Cio&egrave; pi&ugrave; o meno quando ho <a href="files/mr-intervista-rd-mr.html" rel="self" title="Homepage:MR intervista Dr MR">conseguito il dottorato</a>. Ecco. Forse &eacute; finito quel tempo di giovinezza. Forse non ci sono pi&ugrave; le condizioni di quei tre anni di borsa di studio che hanno fatto da scudo alla libert&agrave; di studio e ricerca ed anche e soprattutto alla spensieratezza che ha attraversato i post di questo blog fino ad ora. <br /><br />Oddio l&rsquo;ho detto: ma davvero mi autocensuro per l&rsquo;incertezza che aleggia nel mio futuro post dottorato? Vi/mi lascio con questo dubbio, in attesa di ritrovare le motivazioni per tornare a scrivere con pi&ugrave; continuit&agrave;.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Piove&#x2c; trenitalia ...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2008-06-17T12:29:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/piove-trenitalia-ladra.html#unique-entry-id-386</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/piove-trenitalia-ladra.html#unique-entry-id-386</guid><content:encoded><![CDATA[Continua la mia personale saga con le scuse di trenitalia (vedi le puntate precedenti<a href="files/ritarditalia2.html" rel="self" title="Homepage:Errata corrige: 25 minuti"> qui</a>, <a href="files/niente-scuse.html" rel="self" title="Homepage:Niente scuse">qui</a>, <a href="files/trenitalia-crowding-out.html" rel="self" title="Homepage:affollati di gente, disaffollati di motivazioni">qui</a>, <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title="Homepage:24.5 minuti">qui</a>)<br /><br />Oggi trenitalia scrive rifiutandomi due ennesimi bonus. Il primo, fingendo che chiedessi un rimborso per un treno invece di un altro (ma noi vogliamo credere che la svista di Trenitalia sia ovviamente colposa e che una volta compresa, mi vorr&agrave; correttamente riconoscere il bonus). Il secondo <a href="assets/trenitalia0508.pdf" rel="self">adducendo </a>che 4 minuti dei ritardo accumulato (guarda caso quei quattro di troppo che fanno scattare il bonus) siano dovuti alle condizioni meteo. Non &eacute; divertente? Se piove, nevica, se &eacute; coperto oppure se semplicemente c'&eacute; il sole il treno pu&ograve; arrivare in ritardo per... "le avverse cause meteorologiche". Piove, trenitalia ladra! <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Indietro non si torna</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-06-05T15:58:32+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/indietro-non-si-torna.html#unique-entry-id-385</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/indietro-non-si-torna.html#unique-entry-id-385</guid><content:encoded><![CDATA[Ma quando Scajola dice, riferendosi all'opzione nucleare e con un occhio ai recenti fatti Sloveni che "<a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/scajola-5giu/scajola-5giu.html" rel="self">indietro non si torna</a>", si riferisce forse al fatto che l'Italia, 20 anni fa con un referendum, ha rinunciato all'opzione nucleare almeno nelle forme tecnologiche in cui si pu&ograve; produrre ora e che sono le stesse forme in sostanza, della centrale slovena che ha rischiato di creare una chernobyl a 150 km dal nostro confine?]]></content:encoded></item><item><title>Dai new tories al new PD</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-05-20T12:11:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-premesse.html#unique-entry-id-383</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-premesse.html#unique-entry-id-383</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="iMillelogo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry383_1.jpg" width="121" height="98"/></div><em>Dai new tories al new PD. </em>Cos&igrave; almeno avevo intitolato il pezzo. Su <a href="http://www.imille.org/2008/05/_di_matteo_rizzoli_in.html" rel="self">iMille</a>, me lo hanno cambiato in <em><a href="http://www.imille.org/2008/05/_di_matteo_rizzoli_in.html" rel="self">to get the job done</a></em>. Secondo me non calza molto, ma come titolista sono sempre stato pessimo. A parte il titolo, ho buttato giu un po' di riflessioni su come la destra britannica si stia riorganizzando a partire dalle idee e come il PD per ora non combini molto a proposito. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>quelli che le promesse...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-05-13T19:09:06+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-promesse.html#unique-entry-id-382</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-promesse.html#unique-entry-id-382</guid><content:encoded><![CDATA[Dunque, se ho ben capito, i ministri non sono solo 12 ma ben <a href="http://news.kataweb.it/item/441650/nasce-il-quarto-governo-berlusconi-21-ministri-in-squadra-4-donne" rel="self">21</a>, le donne non sono 1/3 del governo, ma meno di 1/5, il governo nel suo complesso <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_12/governo_berlusconi_nomina_sottosegretari_2e20bdc8-204a-11dd-895d-00144f486ba6.shtml" rel="self">superer&agrave;</a> ben presto le 60 unit&agrave; ed i primi due consigli (<a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=38981" rel="self">1</a>, <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=39021" rel="self">2</a>) dei ministri non si sono tenuti a Napoli.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Errata corrige: 25 minuti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-05-08T16:45:17+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ritarditalia2.html#unique-entry-id-381</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ritarditalia2.html#unique-entry-id-381</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="FS-RITARDO" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry381_1.png" width="230" height="89"/></div>Vi ricordate la storia dei <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title="Homepage:24.5 minuti">24,5 minuti</a>? Quella per la quale il famoso bonus del 50% del biglietto non solo spinge la compagnia ferroviaria di bandiera a fregarsene di qualsiasi ritardo inferiore, ma la induce anche a taroccare la rilevazione del ritardo per non pagare nemmeno il magro bonus? Beh mi sbagliavo: i minuti utili per giustificare gli ingiustificabili ritardi<a href="assets/25minuti.pdf" rel="self"> sono 25</a>.]]></content:encoded></item><item><title>Arretrati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-05-05T16:21:55+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coopcons-marzo-aprile-maggio.html#unique-entry-id-380</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coopcons-marzo-aprile-maggio.html#unique-entry-id-380</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="200704_P14-15_UnaPannellata" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry380_1.jpg" width="109" height="150"/></div>Sono rimasto indietro con l'aggiornamento degli articoli di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazione tra consumatori</a>.<br /><br />Nel <strong>numero di marzo </strong>ho fatto il punto sulla <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-03-p14.pdf" rel="self">liberalizzazione del mercato elettrico</a> per l'utenza privata. Ad otto mesi dall'avvio della liberalizzazione i risultati sono deludenti e le <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">promesse</a> di poter liberamente scegliere energia pulita per i propri consumi non sono state evase.<br /><br />Nel <strong>numero di aprile</strong> ho provato a dire la mia sul dibattito, a tratti incosciente (nel senso che &egrave; spesso condotto senza cognizione) sul <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-04-p17-18.pdf" rel="self">ritorno al nucleare in Italia</a>. Era il mio piccolo tentativo di mettere a nudo l'inconsistenza e propagandismo del programma della destra. Come sappiamo, non &egrave; servito a nulla.<br /><br /><strong>Nel numero di maggio </strong>ho messo gi&ugrave; alcune idee per delle <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-05-p18-19.pdf" rel="self">giuste vacanze</a>. Per chi se le pu&ograve; permettere (e non &egrave; solo una questione  di denaro :-)) sono un buon modo per mettersi alle spalle questa difficile primavera...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Brava&#x2c; ha raddrizzato la schiena</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Personale</category><dc:date>2008-05-04T04:27:38+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sndara-ha-raddrizzato-la-schiena.html#unique-entry-id-379</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sndara-ha-raddrizzato-la-schiena.html#unique-entry-id-379</guid><content:encoded><![CDATA[Gentile Sandra, <br /><br />cara figlioula, vedo che <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/donna-scrive-presidente/cambiaidea/cambiaidea.html" rel="self">ha cambiato idea</a>, e soprattutto constato ancora pi&ugrave; felicemente che ha preso una decisione. Ne sono davvero contento. Vedr&agrave; che &egrave; la decisione giusta e che non se ne pentir&agrave;. Come le ho gi&agrave; <a href="files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html" rel="self" title="Homepage:Gentile Signorina, raddrizzi la schiena">scritto</a>, avrei difeso la Sua scelta anche se avesse preso la decisione opposta, purch&eacute; di decisione responsabile si fosse trattato. Decisione di cui lei porta la responsabilit&agrave;, di cui gode le gioie e soffre i dolori, senza attribuirne il peso ad altri. Cos&igrave; fanno le persone veramente adulte, e cos&igrave; oggi ha fatto lei.<br /><br />Mi piace pensare che almeno un poco, al suo aver deciso, abbia contribuito anche la rigida ancorch&eacute; paterna <a href="files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html" rel="self" title="Homepage:Gentile Signorina, raddrizzi la schiena">risposta</a> che le ho indirizzato. Come il padre che &egrave; sempre lacerato nel trovare il giusto equilibrio tra tenerezza e fermezza, cosi&igrave; anch'io ho tentennato nell'opporle -questa volta- una richiesta ferma di trovare in se le forze per affrontare la situazione. Sono davvero felice che Lei abbia accettato la sfida. Le difficolt&agrave; ora non mancheranno -e nel caso emergano, non esiti a chiedere aiuto-, ma serenamente credo che non si pentir&agrave; mai di aver infine deciso di <em>raddrizzare la schiena</em> e di aver gettato lo sguardo carico di speranza verso il futuro.<br /><br />Con affetto paterno, Suo<br />Giorgio Napolitano*<br /><br /><br />**anche in questa circostanza &egrave; bene mettere per iscritto che tale risposta &egrave; solo farina del sacco dell'autore di questo blog]]></content:encoded></item><item><title>Gentile Signorina&#x2c; raddrizzi la schiena</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-30T16:01:29+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html#unique-entry-id-378</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html#unique-entry-id-378</guid><content:encoded><![CDATA[Gentile Signorina<br /><br />Rispondo con titubanza ed apprensione alla <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/donna-scrive-presidente/donna-scrive-presidente/donna-scrive-presidente.html" rel="self">lettera</a> che Lei mi ha stamane indirizzato attraverso i giornali. Mi costa fatica trovare le parole giuste, eppure non mi riesce di girare troppo attorno alla questione e lenire l'asperit&agrave; di quello che sto per dirLe. <br /><br />Mia cara signorina, mia cara concittadina, <strong>raddrizzi la schiena</strong>. Ha trent'anni, un istruzione (anche se non portata a termine), una persona che le vuole bene, una casa ed un lavoro. Ha un figlio che presto verr&agrave; a rallegrarLe i giorni in un modo in cui nemmeno Lei se lo immagina. Ma se ancora tutte queste non fossero motivazioni sufficienti, lo faccia per se stessa. <strong>Raddrizzi la schiena</strong> e smetta di piangersi addosso. Vedr&agrave; comincer&agrave; da subito a stare meglio.<br /><br />La Sua lettera &egrave; un grido di dolore, me ne rendo conto. E'  un tentativo di trovare nella collettivit&agrave; le responsabilit&agrave; di cui non riesce a darsi ragione. La responsabilit&agrave; di non aver pianificato una gravidanza, la responsabilit&agrave; di non aver completato gli studi ed inseguito a fondo i Suoi sogni (sia detto per inciso, la mia esperienza  mi fa dubitare delle sue doti giornalistiche visto l'uso smodato ed assolutamente fuori luogo della punteggiatura sfoggiata nella Sua missiva), la responsabilit&agrave;, se necessario, di fare le valigie per trovare posti pi&ugrave; fecondi dove crescere i propri affetti ed i propri interessi. <br /><br />Da buon padre di famiglia, dell'intera famiglia nazionale, ruolo al quale mi consegna la mia carica, devo dirglielo con la durezza necessaria: il Suo grido &egrave; proprio di un'et&agrave; molto pi&ugrave; immatura della Sua e diventa quindi irricevibile. O meglio &egrave; ricevibile solo nella misura in cui ci d&agrave; l'occasione di aiutarLa definitivamente a crescere. Nella misura in cui aiuta Lei a <strong>tenere dritta la schiena.</strong> <br /><br />Signorina, Lei ha trent'anni ed un mondo di opportunit&agrave; dinnanzi. Lei vive la stagione pi&ugrave; ricca e feconda della nazione. Si guardi intorno: alzi per un attimo lo sguardo dal suo ombelico (che nel farlo <strong>le si raddrizzer&agrave; a mo' di esercizio la schiena</strong>) e vedr&agrave; che mai come ora, in questa nazione e persino nella Sua, nella nostra terra, c'&egrave; salute, longevit&agrave;, assistenza pubblica, aiuti istituzionali e lavoro che le renderanno il desiderio di crescere una vita pi&ugrave; leggero. <br /><br />Nessuno vuole negare i problemi che abbiamo e che la politica deve avere l'ambizione di risolvere. Ma sarebbe quasi delittuoso se, in quanto padre della nazione, giustificassi i miei figli che vogliono passare la propria vita ripiegati su stessi, sconfitti dai problemi che nemmeno tentano di affrontare. Tenga invece <strong>la schiena dritta </strong>e vedr&agrave; come cambia anche la prospettiva  sui problemi che la vita Le pone innanzi.<br /><br />Da vecchio nonno e visto che il 25 aprile &egrave; appena passato, potrei raccontarLe delle tante storie dei partigiani che tennero la<strong> schiena dritta</strong> di fronte alla sfida pi&ugrave; dura: quella di offrire la propria vita perch&eacute; la potessero un giorno godere in libert&agrave; i propri figli. Ecco, la mia risposta alla Sua lettera, il mio invito &egrave; quello di pensare a loro, al loro sacrificio, da cui &egrave; discesa la libert&agrave; che oggi Le permette attraverso la legge della repubblica 194/78 di potere, se lo vuole, abortire. Pensi alla loro scelta di donare la vita ed alla scelta che Lei pu&ograve; fare di negare quella stessa vita. E si renda conto che tra le due scelte, non ci sono tutti i problemi a cui accenna e che erano assai pi&ugrave; gravi allora, ma solo e semplicemente una diversa attitudine a mantenere la posizione della schiena.<br /><br />Affettuosamente Suo<br />Giorgio Napolitano*<br /><br /><br />*prima che qualcuno equivochi &egrave; bene mettere per iscritto che tale risposta &egrave; solo farina del sacco dell'autore di questo blog<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>sei un po&#x27; meno bella</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-29T09:11:14+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/roma-meno-bella.html#unique-entry-id-377</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/roma-meno-bella.html#unique-entry-id-377</guid><content:encoded><![CDATA[ Mentre proviamo a capire che cosa &egrave; successo, ci appuntiamo qui alcune cose:<br /><br />-il PD le ha prese. Ovunque. E' un peccato, soprattutto se si prende la misura della sconfitta sulla statura di coloro che hanno vinto. Qui a Roma, per dirne una, ha vinto quello che con il megafono andava a sostenere i <em><a href="http://www.matteorizzolli.net/files/tassisti-fascisti.html" rel="self">tascisti</a></em> che bloccavano la citt&agrave;.  Ma come scrive <a href="http://viapietronenni4.blogspot.com/2008/04/sunrise.html" rel="self">scrooge</a>, &egrave; una sconfitta senza ritorno, nel senso che il PD ha fatto saltare i ponti dietro di se e non ci pu&ograve; essere alcun ritorno al passato ma solo una lunga e mesta traversata verso il futuro.<br /><br />-Mia cara Roma lasciatelo dire: oggi sei un po' meno bella. Ma laicamente aspettiamo il sindaco che ti sei scelta alla prova dei fatti ed i fatti li misureremo, ne pi&ugrave; ne meno, sulla base del <a href="http://www.alemannosindaco.net/public/File/Programma_Alemanno.pdf" rel="self">programma</a> che egli si &egrave; dato. Ben inteso, &egrave; un programma pi&ugrave; povero, che vive nelle sue parti pi&ugrave; interessanti delle cose fatte ed impostate dalle amministrazioni di questi anni che tu hai deciso di punire. Ma tant'&egrave;: Alemanno parla di raccolta differenziata porta a porta da spingere con le necessarie infrastrutture (crm, ed inceneritori compresi), e dei cambiamenti culturali necessari per imporre ai romani gli stili necessari a produrrre meno rifiuti ed a differenziarli al massimo. Alemanno parla di continuare e potenziare la cura del ferro, delle metro e dei mezzi pubblici. Di continuare con l'installazione dei filobus e di sostituire i mezzi a gasolio con quelli a metano. Di tenere fuori auto e camion dal centro, di car-pooling e car-sharing. Alemanno parla di fonti alternative e rinnovabili da promuovere sugli edifici pubblici e tra i cittadini. Certo, in tutto il programma non viene nominata una sola volta la parola <em>bici, </em>e questa &egrave; davvero una mancanza (il programma del centrosinistra la nominava in compenso nove volte). Certo, il sindaco di destra di Milano ha avuto il coraggio di introdurre l'<a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/ecopass/index.html" rel="self">ecopass</a> mentre qui l'argomento rimane tab&ugrave;. <br /><br />Sar&agrave; in grado il sindaco di essere all'altezza del suo programma? Noi speriamo vivamente di si, ma i caroselli dei <em>tascisti </em>guidati da quel <a href="http://www.06blog.it/post/2990/bittarelli-candidato-con-il-pdl-da-capo-rivolta-dei-taxi-al-senato-passando-per-il-colleggio-di-roma" rel="self">Bittarelli</a>,  ora naturalmente eletto in parlamento con il PdL, ed i <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/saluti-romani-alemanno/1.html" rel="self">camerati con il braccio teso</a> all'assalto del Campidoglio ci fanno presagire il peggio.<br />]]></content:encoded></item><item><title>MR intervista Dr MR</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-04-21T11:15:22+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mr-intervista-rd-mr.html#unique-entry-id-374</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mr-intervista-rd-mr.html#unique-entry-id-374</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>E come &egrave; andata?<br /></strong>Ti riferisci alla discussione? E' andata bene! I commissari si erano letti le tesi, quindi &egrave; stata una discussione nel merito degli argomenti, con atteggiamento critico -da parte loro- ma costruttivo che ho sinceramente apprezzato. Davvero un bel modo di finire un lungo percorso.... A proposito, buona parte della mia tesi &egrave;, nelle sue componenti, sulla mia pagina di <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/cf_dev/AbsByAuth.cfm?per_id=452001" rel="self">ssrn</a>.<br /><br /><strong>Dunque ora sei?<br /></strong>Beh... ora per la Repubblica Italiana sono <em>dottore di ricerca in diritto ed economia</em>. Se lo dici in inglese in effetti fa pi&ugrave; figo: <em>PhD in Law and Economics</em>.<br /><strong><br />Devi cambiare i biglietti da visita?<br /></strong>Eh... ad averli quelli... Per ora aggiorno solo il <a href="academia/cv.html" rel="self" title="Curriculum Vitae">CV</a>. E poi finalmente non avr&ograve; imbarazzi nel compilare i form online sul titolo: d&rsquo;ora in avanti sono a tutti gli effetti &ldquo;<strong>Dr Rizzolli</strong>&rdquo;.<br /><br /><strong>E come ci si sente allora, Dr Rizzolli?<br /></strong>Mah... che dire... Credo che ci metter&ograve; qualche giorno a metabolizzare. A trovare la gioia di aver chiuso questo ciclo. Per ora prevale solo un esigenza di fare bilanci. E da qui quest&rsquo;autointervista<br /><br /><strong>Ed allora facciamoli questi bilanci!<br /></strong>Da dove cominciamo?<br /><br /><strong>Direi dal dottorato! Tornassi indietro, rifaresti questa scelta?<br /></strong>Eh, &egrave; domanda impegnativa... Ovviamente le scelte di vita sono nella maggior parte dei casi irreversibili ma un buon economista pratica il ragionamento delle <em>migliori opzioni alternative. </em>Mi devo chiedere quindi come avrei altrimenti impiegato questi quattro anni e mezzo? Questo spicchio importante di vita, dai 25 ai 30, in cui uno con alle spalle l&rsquo;universit&agrave;  solitamente ha modo di testare la bont&agrave; dei propri studi. Mah... fosse andata in un certo modo, potevo rimanermene a Ginevra a tentate la strada della carriera internazionale. Con un po&rsquo; di fortuna a quest&rsquo;ora forse avrei un buon posto in qualche agenzia internazionale o in una ONG come quella nella quale allora avevo iniziato. Ma probabilmente non sarei sposato, e Leo e Chiara non ci sarebbero nella mia vita. Fossi comunque tornato in Italia e non avessi imboccato la strada del dottorato... chi lo sa cosa starei combinando. Se fossi rimasto a Trento probabilmente avrei proseguito nell&rsquo;orbita della <a href="http://www.tsm.tn.it/index.jsp" rel="self">TSM</a>. Se guardo ai miei compagni di viaggio di quei brevi mesi prima del dottorato, dopo qualche anno di contratti e contrattini ora sono pi&ugrave; o meno tutti sistemati in agenzie, enti o altre emanazioni periferiche della provincia. Avessi preso quella strada, ora con tutta probabilit&agrave; me ne starei tra le mie amate montagne. Chissa se Chiara e Lucia mi avrebbero seguito... O ancora, se guardo cosa stanno combinando i miei coetanei e compagni di studi, molti di loro lavorano in societ&agrave; di consulenza o fanno i manager in grosse aziende. Certo sarebbe stato un buon stipendio. Certo un posto fisso ed un certo prestigio sociale. Ma chissa se mi sarebbe piaciuto. Temo di no. Ed invece nell&rsquo;autunno 2003 ho imboccato la porta del dottorato, e cinque anni dopo sono qui, con un contratto precario che scade a novembre ma tutto sommato non ne sono affatto pentito e se potessi dare un suggerimento al me stesso di cinque anni fa gli direi di scegliere il dottorato e scegliere Siena.<br /><br /><strong>Insomma, raccomandi entusiasta il dottorato di Siena agli studenti che stanno pensando a questa strada?<br /></strong>Beh, non ho detto questo. Lo raccomanderei a me stesso. Perch&eacute; era la scelta giusta da fare. Perch&eacute; mi permetteva di restare vicino ai miei affetti ed al tempo stesso coltivare le mie ambizioni, ma il dottorato di Siena non &egrave; un posto per tutti, lo devo dire con franchezza. Secondo me ad esempio &egrave; un posto migliore per giuristi piuttosto che per economisti. E&rsquo; sempre una questione di migliori opzioni alternative. Mi spiego, ad un giovane economista con il senno di poi suggerirei di tentare la strada di dottorati pi&ugrave; puramente economici. E giocarsi la carta del dottorato all&rsquo;estero che non &egrave; proibitiva come molti pensano. Questo perch&eacute; l&rsquo;offerta dei dottorati in economia sta diventando sempre pi&ugrave; buona anche in Italia ed i programmi sono molto solidi e strutturati. Bisogna riconoscere che da questo punto di vista il dottorato di Siena &egrave; rimasto un po&rsquo; indietro, a cominciare dalla lingua di insegnamento che rimane l&rsquo;italiano. Anche sulle prospettive di carriera, la mia impressione &egrave; che la solidit&agrave; della preparazione ed il brand internazionale del titolo siano oramai in assoluto la cosa pi&ugrave; importante per attaccare la carriera post dottorato, sia quindi nella vincita di un assegno o concorso, che nel peso del CV per tentare altre carriere. E&rsquo; inutile negarlo, il dottorato in law&economics &egrave; meno solido e prestigioso di molti dottorati (a cominciare dal cugino senese) puramente in economics. Credo invece che per un giurista sia diverso perch&egrave; &egrave; l&rsquo;occasione per esporsi all&rsquo;analisi economica del diritto come mai potrebbe fare dentro una facolt&agrave; di giurisprudenza. E poi lo sappiamo come sono i dottorati giuridici. Al confronto Siena svetta di molte lunghezze perch&eacute; ad esempio l&rsquo;attivit&agrave; didattica &egrave; molto superiore all&rsquo;attivit&agrave; seminariale solitamente offerta altrove. <br /><br /><strong>Ok, allora facciamo un gioco, dimmi tre cose positive e tre cose che miglioreresti su Siena ed il dottorato  L&E<br /></strong>Eh... mi vuoi far rischiare una scomunica? Ti ho gi&agrave; detto che ancora tecnicamente non sono dottorato... Comunque accetto il gioco. Cominciamo dalle cose negative. Siena &egrave; scomoda da raggiungere. Sono ore e ore da qualunque direzione la si avvicini,  e questo con il tempo affatica. Ma non c&rsquo;&egrave; mica soluzione. Ha il suo risvolto positivo per&ograve;: Siena &egrave; di una bellezza che io ho trovato struggente. Davvero un piccolo angolo di paradiso, specialmente in primavera ed autunno. A Siena abita la storia e dimora il bello e questo mi ha reso i giorni a Siena memorabili e leggeri e davvero ho lasciato li un pezzo dei miei occhi. Bella davvero. E cosi abbiamo smarcato un punto per parte. Rimangono altre due cose a cui metterei mano. Io ad esempio farei come gi&agrave; detto tutto il corso di dottorato in Inglese. Senza tentennamenti. I tempi sono maturi anche per i giuristi. Chiamerei ex dottorandi ed assegnisti a dare una mano con le lezioni per permettere di coprire meglio le diverse aree dell&rsquo;analisi economica del diritto. Metterei mano al sito, una volta per tutte. Ed obbligherei gli economisti a fare gli esami quantitativi all&rsquo;altro dottorato (mmmhhh forse sono pi&ugrave; di due cose...). Negli aspetti positivi ci metto senz&rsquo;altro una comunit&agrave; di colleghi che attraversa trasversalmente le varie generazioni del dottorato e che &egrave; intellettualmente molto vivace e stimolante e con la quale sono cresciuto in questi anni. Una comunit&agrave; di interessi che &egrave; rimasta coesa anche lontano da Siena, sia a Milano che a Roma. E poi alcuni ottimi docenti con degli insegnamenti di vita  mandati a mente forse pi&ugrave; importanti degli insegnamenti di law & economics stessi.<br /><br /><strong>Parli di generazioni come se fossi un vecchio. Magari adesso vuoi anche dare  consigli ai giovani?</strong><br />Eh, perch&egrave; no, come dicono gli americani, e per quello che valgono, questi sono i miei <em>two cents.<br /></em>Come gi&agrave; detto, ad un giovane laureato economista consiglierei prima di tutto di pensare bene se il dottorato sia la strada giusta e non invece solo il proseguimento quasi inerziale degli studi. Pensateci, perch&egrave; sono quattro e pi&ugrave; anni (non crederete mica di finire in tre anni vero?) importantissimi e durante i quali si possono cogliere bellissime opportunit&agrave; percorrendo altre strade della vita. Ad uno che abbia comunque scelto il dottorato, consiglierei di porsi l&rsquo;obiettivo pi&ugrave; ambizioso e difficile a cui possa aspirare. Si scelga davvero il programma pi&ugrave; tosto. Coster&agrave; sacrifici ma presto pagher&agrave;. Se, superate queste due decisioni, uno si trovasse infine al dottorato L&E di Siena consiglierei quanto segue: il giorno dopo che ti hanno preso, straccia il tuo progetto di ricerca. Dimenticalo. Stai a Siena tutto il primo anno ed immergiti nella citt&agrave; e nella sua universit&agrave; totalmente. Frequenta le lezioni, i seminari e tutte le attivit&agrave; di questo e dell&rsquo;altro dottorato. Segui i corsi di Bowles ad economics. Studia sodo senza distrarti con la tesi per ora. Sii aperto alle vagonate di stimoli che riceverai e cerca di incamerarne quanti puoi anche e soprattutto se non ti sembrano pertinenti con il tuo iniziale progetto di ricerca. E sii aperto a cambiare radicalmente argomento per la tesi. Comincia da subito a programmare il secondo semestre del secondo anno all&rsquo;estero. Oppure tutto il terzo anno. Sii ambizioso con le destinazioni. Cerca le borse di studio ed i contatti giusti. Frequenta tutte le conferenze internazionali e soprattutto la Side :-). Poi buttati a capofitto sulla tesi e comincia a far circolare i tuoi lavori mano a mano che li produci. Non ti fare terrorizzare dal senso di angoscia per il &ldquo;poi&rdquo;, per il &ldquo;cosa succede quando dopo tre anni finisce la borsa&rdquo;. La mia esperienza &egrave; che non &egrave; cos&igrave; drammatico come lo si dipinge e posso constatare con sollievo che nella maggior parte dei casi i miei colleghi sono bene o male  <em>caduti in piedi</em> allo scadere della borsa. Ecco qui, questi i miei consigli <em>da vecchio.</em><br /><br /><strong>Bene vecchio, e ora? quali sono i tuoi progetti?<br /></strong>Eh... per ora smetto di fumare. Almeno per un po&rsquo;. Riprendo a correre e magari pi&ugrave; in l&agrave; vorrei tentare la mezza maratona. Vorrei fare un corso di fotografia poi ora che ho una nuova bellissima macchina e molti buoni motivi per fare foto :-).<br /><br /><strong>Ok ma le cose serie?<br /></strong>Beh queste sono serissime... ma se ti riferisci al lavoro, come ti dicevo, fino a novembre sono a posto a Milano. Poi vedremo. Abbiamo finito?<br /><br /><strong>Si, sembra. Un&rsquo;ultima cosa: non ti sembra un po&rsquo; ridicola ed egocentrica questa cosa dell&rsquo;autointervista?<br /><br /></strong>Giah in effetti la si potrebbe stemperare con un po&rsquo; di doverosissimi ringraziamenti per le persone che ho incrociato lungo la strada negli ultimi quattro anni e mezzo. Vediamo se ce li faccio stare tutti: Chiara Lucia e Leo per primi <em>and above all. </em>Che hanno riempito di senso la mia vita. I miei genitori e la mia sorella che magari ancora si chiedono a che diavolo serva un dottorato, ma in questi anni mi sono sempre stati al fianco. Antonio Nicita, maestro, supervisor ed amico, con il quale infine ho trovato l&rsquo;armonico equilibrio per tenere insieme queste tre bellissime cose. Nuno Garoupa, ovvero l&rsquo;altro mio supervisor e gli altri professori di Siena, Yale e Milano sui cui passi ho camminato e mi sono arricchito. In particolare il mio grazie va a Massimo d&rsquo;Antoni, Alan Schwartz, Luigino Bruni e Lorenzo Sacconi. Poi tutti i fantastici colleghi: Sergio, Massimilano Giuseppe, Sara, Marco, Matteo, Antonio, Giorgio, Angelo, Roberto, Alessandra, Simone, Vincenzo, Riccardo, Leonardo, Marianna e tutti gli altri...<br /><br /><strong>Di male in peggio, finisci con i saluti a casa come nelle compassate in TV?</strong> <br />Beh in effetti cosi si chiude il cerchio, visto che abbiamo iniziato con il marzulliano <em>fatti una domanda e datti una risposta....</em><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Arginare la lega</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-17T19:17:23+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/arginare-la-lega.html#unique-entry-id-373</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/arginare-la-lega.html#unique-entry-id-373</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/grumes1.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 6" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry373_1.png" width="194" height="267"/></a></div>Anche in Trentino la Lega esonda. Forse a molti non trentini questa pu&ograve; apparire come una non-notizia, ma fino a queste elezioni la lega &egrave; sempre stata un fenomeno tutto sommato marginale in Trentino. Ed invece, a questo giro, &egrave; stata un'alluvione che ha portato anche al cappotto parlamentare nella regione che per il centrosinistra rappresentava una specie di Sicilia al contrario. Ma c'&egrave; chi fa argine. Ed attenzione, non &egrave; un argine di quelli tirati su con i sacchi di sabbia alla bene e meglio. E' un argine resistente, tirato su con sudore e delusioni negli anni. &Egrave; un argine fatto di buona politica, di progetti che guardano al futuro possibile e sostenibile per una piccola comunit&agrave;, per la sua crescita, per il suo benessere. E' fatto di partecipazione. Tanta, quasi estenuante, ma che fa germogliare piano piano i semi e non si fa cogliere impreparata dall'ondata di fobie -verso il progresso, verso il diverso, verso il futuro- che &egrave; la quintessenza leghista. Qui sull'<a href="assets/grumes1.pdf" rel="self">Adige di oggi</a>, in prima pagina, raccontano la storia del piccolo paesino di Grumes che fa argine alla lega (e si raccomandano che tutti i capi del PD vengano fin qua su ad imparare). In <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200712_P14-15_Cittadini.pdf" rel="self">questo articolo</a> che ho scritto qualche mese fa, racconto la storia della societ&agrave; di sviluppo messa in piedi dai Grumesani. <a href="assets/100_4480.JPG" rel="Pio Rizzolli" title="Pio Rizzolli">Questo</a> &egrave; il signore che -lasciatemelo dire- &egrave; il capomastro che ha pensato, progettato e costruito poco a poco (accompagnato da altre ottime persone) questi argini.]]></content:encoded></item><item><title>governi la destra&#x2c; governi da destra</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-15T08:17:50+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ora-governi-la-desta.html#unique-entry-id-372</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ora-governi-la-desta.html#unique-entry-id-372</guid><content:encoded><![CDATA[Le elezioni sono andate come tutti sappiamo. C'&eacute; che d&agrave; la colpa a <a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/04/forse-dio-malato.html" rel="self">Veltroni</a> e chi constata l'inadeguatezza dell'<a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l&rsquo;opportunita-del-male-&ndash;-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/#more-754" rel="self">elettore italiano</a>. Chiss&agrave; quante altre prospettive leggeremo in questi giorni per comprendere la portata di questa Caporetto.<br /><br />E sia! Oggi e per i prossimi cinque anni governi la destra. Senza se e senza ma. Senza Casini o Mastella: senza Storace o Ferrara. Soli. Puri. Liberi di poter operare senza compromessi! Proprio la condizione che da queste parti volevamo trovasse il PD al governo. Ma tant'&egrave;, tocca alla destra questo giro. Ed allora via, si facciano le serie, serissime riforme di destra di cui  questo paese necessita. Si facciano anche quelle su cui io non sono d'accordo. Ma si facciano senza indugi! Provo ad elencarne alcune qui di seguito, aggiungete, se vi va, le vostre nei commenti.<br /><br /><strong>Controllo del territorio. </strong>Sia una destra quasi fascista su questo punto. Mussolini si dice fu l'unico a prendere seriamente di petto la mafia in Sicilia. Ed allora si ritorni a quello spirito almeno qui. Lotta senza quartiere alla criminalit&agrave;. Perch&eacute; c'&eacute; posto per uno solo che comanda: lo stato. Perch&eacute; quello della violenza deve essere un monopolio e non un duopolio. Comincino dalla militarizzazione di interi territori in crisi, compresa la Campania coperta dall'immondizia.<br /><br /><strong>Legalit&agrave;. </strong>Una destra seria -alla Borsellino- non pu&ograve; essere altro che per il <em>law & order. </em>Comincino dal proseguire, anzi inasprire la lotta all'evasione fiscale. A differenza dei Visco inclini al compromesso per&ograve;, facciano pagare ai vari Valentino Rossi, Pavarotti e nani-e-ballerine-con-conto-in-Lichtestein vari il prezzo pieno delle loro evasioni pi&ugrave; le necessarie sanzioni. Proseguano con il sostenere la lotta di tanti sindaci contro il degrado urbano, fatto anche di <em>writers</em> e lavavetri. Promettano solennemente al paese di non fare pi&ugrave; condoni, siano essi, edilizi, fiscali o penali (leggi indulti!). Usino il pugno di ferro contro i riottosi e rivoltosi del paese, siano essi gli spaccavetrine della sinistra antagonista o gli ultr&agrave; fascisti con la testa nel pallone.<br /><br /><strong>Tasse, finanza e morale pubblica. </strong>Affamino la bestia statale tagliando le aliquote ed al tempo stesso mantengano il patto di stabilit&agrave;. Accettando ed eventualmente calmierando le conseguenze di politiche sociali dolorose che questo comporter&agrave;. Restituiscano i soldi a chi le tasse le paga e le vede ogni giorno sperperate in malo modo. Taglino i costi della politica: una destra rigorosa e mascolina non ha bisogno di pompose scorte e lussuosi agi da papponi democristiani. Siano orgogliosi dell'euro, moneta forte e salda, alla quale si ancorino le nostre sane finanze. Si riduca il debito, che il paese non vuole dover dipendere da nessuno<br /><br /><strong>Economia. </strong>Si sciolgano le briglie alla creativit&agrave; distruttrice del capitalismo. Si battano affondo la strada delle privatizzazioni, della vendita ai privati di gran parte del patrimonio non strategico dello stato, della deregolamentazione di molti mercati. Si vada affondo con le liberalizzazioni in coerenza con una destra liberale. Si creda finalmente nell'economia di mercato che porta nel medio periodo progresso per tutti e, come la marea, fa innalzare il livello di ricchezza anche per i lavoratori.<br /><br /><strong>Pensioni. Si </strong>innalzi drasticamente l'et&agrave; pensionabile. Altro che scalone di Maroni a 60 anni. 65 anni per tutti. Perch&eacute; non ci debbano essere pi&ugrave; <a href="files/cicale-e-formiche.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Cicale e formiche">giovani formiche che lavorano per pagare gli agi di non-cosi-vecchie cicale</a>.<br /><br /><strong>Riforme istituzionali. </strong>Si creino le condizioni per uno stato deciso, piuttosto decisionista che tentennante. Si tagli il bicameralismo e si attribuisca al senato che rappresenta le regioni un ruolo diverso. Si introduca la sfiducia costruttiva, la nomina/revoca dei ministri da parte del premier e una legge elettorale brutalmente maggioritaria che consolidi nel tempo la semplificazione ottenuta con questa legge elettorale. Si faccia il federalismo fiscale attraverso il quale i territori siano profondamente responsabilizzati per i soldi che essi spendono. Soprattutto quando questi denari arrivano dalla generosit&agrave; di altri territori.<br /><br /><strong>Giustizia. </strong>Si semplifichino le procedure, si faccia in modo che i tempi della giustizia siano drasticamente tagliati, che i tribunali siano gestiti con spirito manageriale e valutati sui risultati in termini di qualit&agrave; del servizio giustizia offerto ai cittadini. Si separino le carriere, ma lo si faccia senza sentimento di rivalsa e mantenendo l'autonomia della pubblica accusa. Insomma, si garantisca la certezza del diritto ed  anche quella della pena.<br /><br /><strong>Politica Energetica. </strong>Si vada avanti con decisione sul nucleare in coerenza con quanto proposto. Noi preferiamo il solare e le rinnovabili ovviamente, ma sapendo che con la destra non vedremo molti pannelli e pale in giro, preferiamo il nucleare al carbone.<br /><br /><strong>Infrastrutture. </strong>Si sazi la fame di infrastrutture del paese con la cura del ferro e della nave. S scavino tutti i tunnel che sono necessari per le Tav che mancano, dalle linee verso Francia e Germania, a quelle che spingono gli eurostar oltre Salerno. Si costruiscano ed ammodernino i porti per far tornare l'Italia un paese di navigatori.<br /><br />Ci sono molte cose che una destra moderna potrebbe coerentemente fare senza incontrare la nostra pregiudizievole ostilit&agrave;. SB ha la terza chance, che non viene quasi mai concessa ad alcuno (soprattuto dopo due fallimenti)  per dimostrare che la destra in questo paese non &eacute; la barzelletta che abbiamo conosciuto in questi ultimi quattordici anni. Auguri a tutti.]]></content:encoded></item><item><title>a ciascuno la sua &#x3c;s&#x3e;cattiva&#x3c;/s&#x3e; idea</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-12T09:07:08+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/due-cattive-idee.html#unique-entry-id-371</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/due-cattive-idee.html#unique-entry-id-371</guid><content:encoded><![CDATA[L'autore di questo blog andr&agrave; domani convintamente a votare. Se anche un lettore fosse solo sporadicamente passato di qua negli ultimi 2-3 anni, non <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/category-politica.html" rel="self">dovrebbe avere dubbi </a>nel pronosticare il mio voto. Anzi, se ci fosse qualcuno di indeciso, qualcuno che ha bisogno di fare una chiaccherata per trovare qualche buon motivo per andare a votare, lo prego di non esitare a farmi uno squillo tra ora e lunedi mattina (+39 333 7835829).<br /><br />Ma l'ultimo post elettorale vuole essere una critica bipartisan, mossa a due punti  estratti dal cilindro programmatico di entrambi gli schieramenti. E' una critica che muove dagli studi che faccio, che mi insegnano che -di norma- &egrave; sempre meglio rendere espliciti i costi dei <strong>servizi che lo stato offre</strong> (che in fin dei conti, in quanto beni pubblici, sono delle esternalit&agrave; positive) o dei costi <strong>sociali derivati dai comportamenti privati</strong> (quindi delle esternalit&agrave; negative). Se ci sono poi dei problemi distributivi, meglio intervenire con il sistema della tassazione.<br /><br />Cominciamo con la proposta di VW di <strong>azzerare le tasse universitarie</strong>. A dire il vero non si trova nel programma ma se ne &egrave; parlato in <a href="Carissimi, per festeggiare il mio compleanno ed esorcizzare il probabile ritorno di SB festeggiamo con un aperitivo alle 6PM di domani (domenica) a casa di MAX a Civezzano. MAtteo" rel="self">campagna elettorale</a>. Capisco l'<em>appeal</em> elettorale, capisco lo <em>spin </em>giovanile ed i risvolti ideali che la misura pu&ograve; avere. La misura per&ograve; &egrave; sbagliata. Un Veltroni pi&ugrave; coraggioso avrebbe dovuto dire esattamente il contrario: <strong>Il PD sostiene l'aumento, il raddoppio almeno se non la triplicazione delle tasse universitarie!<br /></strong>Le tasse basse sono uno dei mali della nostra universit&agrave;. Causano il numero abnorme di fuoricorso (che non hanno incentivi a finire in fretta e mantengono un'istituzione congestionata anche per quelli che arrivano dopo) e sono una tassa regressiva che drena risorse dalle tasse pagate dai padri (operai/artigiani) di figli che all'universit&agrave; non ci vanno e le fa confluire su delle spese educative di cui giovano i figli universitari delle classi agiate. L'universit&agrave; costa molto, ed il suo costo dovrebbe essere sentito ed apprezzato da chi ne usufruisce, non totalmente nascosto sotto il tappeto della collettivit&agrave;. Poi ci sono dei problemi distributivi. Ovviamente non vogliamo che all'universit&agrave; ci vada solo chi ha i soldi. Ma questo problema si risolve con misure fiscali (redistribuzione, detassazione etc) e con borse di studio che premiano il merito (a prescindere dal reddito).<br /><br />Finiamo con la sparata serale di ieri sera di SB <strong>dell'abolizione del bollo auto. </strong>Ora tutti sappiamo quale piaga sociale siano le automobili e gli automobilisti. Sappiamo i danni che generano in termini di inquinamento e problemi di salute (dalle malattie polmonari per le PM10 agli incidenti stradali) ed ovviamente conosciamo i risvolti per quanto riguarda l'effetto serra. La tassa sulle auto &egrave; una misura sacrosanta per far internalizzare almeno un po' dei costi sociali del trasporto privato agli individui che se ne prendono i benefici. Abolire il bollo quindi? Giammai! <strong>Le tasse automobilistiche sono troppo basse, credetemi</strong>. Certo il bollo auto &egrave; una misura regressiva in quanto il commerciale che fa 50.000 km all'anno paga la stessa cifra del pensionato che ne fa si e no 1000 di km. Ed allora si possono pensare delle soluzioni che rendano proporzionale la tassa all'effettivo utilizzo del mezzo. Ad esempio Quattroruote ha proposto di <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/motori/motori-febbraio-2008/motori-abolire-bollo-qr/motori-abolire-bollo-qr.html?ref=search" rel="self">spalmare il costo del bollo sulla benzina</a>. E' una misura semplice e tutto sommato efficace che fa pagare di pi&ugrave; a chi l'automobile la utilizza di pi&ugrave;. Una soluzione migliore &egrave; per&ograve; quella sperimentata in Olanda che prevede la misurazione del chilometraggio annuale delle automobili attraverso il GPS e il conseguente pagamento del bollo in base ai chilometri percorsi. Ma sappiamo che ovviamente Berlusconi non aveva nessuna di queste due idee in mente...<strong><br /></strong>]]></content:encoded></item><item><title>Il pi&#xf9; piccolo dei numeri Giuga</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-04-08T21:57:11+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/numeri-Giuga.html#unique-entry-id-370</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/numeri-Giuga.html#unique-entry-id-370</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="2000_30_2---Number-Thirty_web" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry370_1.jpg" width="189" height="130"/></div>Gi&agrave;, sembra che il 30 sia il pi&ugrave; piccolo dei numeri <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Giuga_number" rel="self">Giuga</a>. E' inoltre un numero di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Harshad_number" rel="self">Harshad</a> ed anche -pensate- il pi&ugrave; piccolo dei numeri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Numero_sfenico" rel="self">sfenici</a>. Insomma non mancano certo i motivi per ritenere il 30 un numero con un certo karma, un'aurea esoterica, un'afflato di magia.... Sar&agrave; per una di queste diverse r ben fondate ragioni che mi fa un po' impressione scoprirmi stamattina un involontario trentenne? ]]></content:encoded></item><item><title>Cicale e formiche</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-04-07T10:00:29+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cicale-e-formiche.html#unique-entry-id-369</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cicale-e-formiche.html#unique-entry-id-369</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.20e30.ilcannocchiale.it/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="20e30_logo_logo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry369_1.jpg" width="169" height="142"/></a></div>Il blog di<a href="http://www.20e30.ilcannocchiale.it/" rel="self"> 20 e 30</a> ha generosamente ospitato il mio seguente  post questa mattina.<br /><br /><em>di Matteo Rizzolli</em><br /><br />Certo, sentire di <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/furti-pensionati/furti-pensionati/furti-pensionati.html" rel="self">anziani in povert&agrave;</a> suscita la tenerezza e la compassione che solo i bambini ci sanno ispirare. E' un problema struggente che ci impone di non voltare lo sguardo. Ma proprio per questo urge dare risposte precise, immediate e risolutive. Per quanto queste siano impopolari e scomode. Il problema della povert&agrave; tra gli anziani, oggi nel 2008, &egrave; dovuta alla follia nostrana dell'et&agrave; pensionabile pi&ugrave; bassa di tutto il mondo occidentale (a fronte di un'aspettativa di vita che per fortuna &egrave; tra le pi&ugrave; lunghe). Non ci possiamo girare in torno. Se una generazione di persone va in pensione a 57 anni, ha davanti a se in media 25 anni di pensione da riscuotere a fronte di 35 anni di contributi versati. Delle tre l'una: 1) o c'&egrave; una crescita economica tumultuosa che fa incassare molto allo stato che pu&ograve; effettuare trasferimenti 2) o c'&egrave; una generazione dietro che ha le spalle pi&ugrave; larghe per sostenere il peso di pensioni pi&ugrave; alte per la generazione avanti 3) o inevitabilmente le pensioni devono essere tanto basse da spalmare i miseri contributi versati e maturati nei brevissimi 35 anni di lavoro sui lunghissimi 25 anni di pensione.<br /><br />Nel caso Italiano possiamo senz'altro scartare la prima soluzione ed immediatamente intuire che il problema dei nonni che rubano nei supermercati &egrave; il frutto avvelenato della terza opzione. Ma c'&egrave; un aggravante. <div class="image-right"><a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/furti-pensionati/furti-pensionati/furti-pensionati.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry369_2.png" width="286" height="66"/></a></div>Pe quanto basse siano gi&agrave; le pensioni oggi, esse sono artificialmente mantenute alte sulle spalle della generazione che viene dopo (seconda opzione). Con la differenza che essa non ha certe le spalle pi&ugrave; larghe per sorreggerne il peso e quando verr&agrave; il momento della pensione (allora si forse sar&agrave; ai 67-70 anni) si trover&agrave; comunque con le risorse completamente drenate dai bei 57enni che oggi sono gi&agrave; in pensione (e che magari tra dieci anni finiranno a rubare il pane ed il salame e richiedere aumenti).<br /><br />Ecco perch&egrave;, pur ribadendo che i vecchietti che rubano il pane e il salame al supermercato ci muovono il cuore, non possiamo non ribadire che la colpa di tutto ci&ograve; &egrave; di una generazione di<strong> cicale</strong>  irresponsabile che non ha messo da parte abbastanza per l'inverno della vita e che anzi sta dilapidando anche le poche scorte che i giovani stanno mettendo via. Noi vogliamo essere <strong>formiche</strong>: chiediamo solo di lavorare sodo e a lungo per poter mettere via abbastanza per l'inverno. <strong>E' chiedere tanto che ne rimanga anche per il nostro inverno</strong>? Eppure siamo anche formiche solidali, e di fronte ad una cicala vecchia ed affamata non possiamo voltare lo sguardo. Ma solo a condizione che si riparta da un patto generazionale nel quale ogni aiuto dato ai pensionati attuali comporti un innalzamento automatico dell'et&agrave; pensionabile (oltre a quelli dovuti e previsti  per l'invecchiamento della popolazione) che renda la nostra generosit&agrave; sostenibile anche nell'inverno che -un giorno- arriver&agrave; anche per noi.]]></content:encoded></item><item><title>Si pu&#xf2; fare...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-03T16:30:05+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/940a9d651a8d93d8645955b08ebec477-368.html#unique-entry-id-368</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/940a9d651a8d93d8645955b08ebec477-368.html#unique-entry-id-368</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="font:10px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CjGtwJUQq-I&hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CjGtwJUQq-I&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></span>]]></content:encoded></item><item><title>boselliano? giammai...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-27T09:11:28+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/geopolitics.html#unique-entry-id-367</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/geopolitics.html#unique-entry-id-367</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://lesselastic.voisietequi.it/risultato_utente/d73a0d42.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="d73a0d42" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry367_1.png" width="520" height="366"/></a><br /><br />Secondo <a href="http://lesselastic.voisietequi.it/risultato_utente/d73a0d42.html" rel="self">loro</a>, viste le mie idee, dovrei votare Boselli... Peccato che di Boselli non possiamo fare a meno di pensare <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/farsa-socialista.html" rel="self">questo</a>...<br /><br />PS. Il 1 Aprile, Scalfarotto &eacute; ad <a href="http://econometica.it/allegati/Dialogo%20Econometica%201%5B1%5D.4.08.pdf" rel="self">Econometica</a>, insieme ad Ichino, Morando, Pagano, Denozza ed altri per parlare di merito e remunerazione. Sar&agrave; un bel seminario. Forse potrei chiedere come si fa a remunerare politicamente uno che le elezioni le fa regolarmente perdere ai suoi alleati: Boselli naturalmente...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Atene vs Sparta</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-12T17:56:43+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/atene-piange.html#unique-entry-id-366</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/atene-piange.html#unique-entry-id-366</guid><content:encoded><![CDATA[Se Atene <a href="http://www.imille.org/2008/03/lezioni_per_le_prossime_elezio.html#more" rel="self">piange</a>, Sparta non <a href="http://www.macchianera.net/2008/03/12/e_ufficiale_la_chiesa_sposta_v.html#more" rel="self">ride</a>...]]></content:encoded></item><item><title>ancora a futura memoria...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-11T13:03:37+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sempre-a-futura-memoria.html#unique-entry-id-365</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sempre-a-futura-memoria.html#unique-entry-id-365</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/conti-pubblici-68/bankitalia-11marzo/bankitalia-11marzo.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry365_1.png" width="319" height="62"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>e quelli che sono....</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-08T08:56:52+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quello-che-sono.html#unique-entry-id-363</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quello-che-sono.html#unique-entry-id-363</guid><content:encoded><![CDATA[Ho seguito con una certa attenzione negli ultimi giorni questa storia delle candidature. E' partito tutto con l'accesa discussione sul <a href="" rel="self">blog</a> del majister. Una giornata di mugugni mi ha portato a scrivere un post lungo ospitato gentilmente da <a href="http://www.imille.org/2008/03/lezioni_per_le_prossime_elezio.html" rel="self">iMille</a>. Una delle cose che l&agrave; sostengo, &egrave; che con le liste del PD tutti si aspettavano un dreamteam schierato in ogni circoscrizione. La realt&agrave; ovviamente &egrave; ben diversa ed anche se vi sono dei compromessi  in complesso la qualit&agrave; delle liste &egrave; buona ed il ricambio generazionale e di genere avviato. Oggi Repubblica riporta indiscrezioni sulle candidature del PDL. Guardando in quelle liste troviamo <br />-tutti i fuoriusciti dell'UDEUR escluso Mastella. Si forse Mastella deve saltare un turno (ma non ci preoccupiamo, lo rivedremo in forma per le europee del prossimo anno). In compenso i suoi sodali, a cominciare da Fabbris, che con lui hanno contribuito a far cadere Prodi sono tutti schierati in posti sicuri nel PDL. Se lo ricordino coloro che hanno a schifo il trasformismo ceppalonico.<br />-Loreno Bittarelli, ovvero sia il leader dei taxisti romani, quei violenti che <a href=" Home page & Blog:Tacsisti su marte" rel="self">hanno paralizzato una citt&agrave; </a>e malmenato persone per protestare contro le sacrosante lenzuolate di Bersani. Se ne ricordino coloro che hanno a cuore le liberalizzazioni o quantomeno il civile ed ordinato diritto di espressione del dissenso.<br />-Nell'ordine poi non mancano l'assistente personale (Francesca Impiglia) la segretaria del fan club (Francesca Pascale), la massaggiatrice (Licia Ronzulli) la ex del fratello (Katia Noventa) del grande capo...<span style="font:13px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><br /></span><span style="font:13px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>quella che non sei</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-04T17:52:16+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quella-che-non-sei.html#unique-entry-id-362</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quella-che-non-sei.html#unique-entry-id-362</guid><content:encoded><![CDATA[Ci sono tante candidature buone, per carit&agrave;. Per&ograve; devo dire che il combinato disposto dell'<a href="http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=0&CodArt=20389" rel="self">infermiera che non &eacute; infermiera</a>, della <a href="http://www.diacoblog.com/2008/03/02/pd-la-candidata-precaria-ha-un-contratto-a-tempo-indeterminato/" rel="self">precaria che non &eacute; precaria</a>, della<a href="http://www.proveditrasmissione.net/archivi/613/pina-picierno-de-mita-la-26enne-capolista-campana-del-partito-democratico/" rel="self"> faccia nuova ed immacolata che in realt&agrave; &eacute; una navigata politica</a> e della <a href="http://mercatounico.blogspot.com/2008/03/la-lunga-vita-di-marianna-madia.html" rel="self">ricercatrice che non &eacute; ricercatrice</a> mettono a dura prova la nostra pazienza...<br /><br />Certo a mente fredda uno dovrebbe andare meglio a scavare in queste storie: &eacute; sospetto ad esempio che lo sputtanamento arrivi sempre da una direzione per cosi dire non proprio imparziale come il Giornale. E poi c'&eacute; un sospetto filo rosso che lega queste storie: parlano tutte di giovani donne.  Forse questi nomi  raccontano di una classe dirigente povera al femminile (tanto da dover andare ad improvvisare candidature improbabili) e forse si porta dietro anche un forte retaggio culturale che deve sempre andare a trovare una radice sessuale o parentale a qualsivoglia percorso di una donna, specie se giovane e bella.<br /><br /><em>Food for thought...</em> nel qual mentre attendiamo di sapere quali saranno i candidati nel nostro collegio in Trentino...]]></content:encoded></item><item><title>Niente scuse</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-02-26T18:20:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/niente-scuse.html#unique-entry-id-361</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/niente-scuse.html#unique-entry-id-361</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="FS-RITARDO" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry361_1.png" width="230" height="89"/></div><strong>Trenitalia si scusa per il disagio arrecato. </strong>Con queste parole si concludono inesorabilmente i miei due viaggi settimanali con Trenitalia. 25 minuti di ritardo pi&ugrave; o meno. Sempre. Regolarmente. anzi, <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:24.5 minuti">molto spesso sono 24,5</a>. So che l'argomento in fondo non interessa a nessuno. E' un dettaglio che si  perde nelle mostruose inefficenze infrastrutturali del paese, o nei deliranti ritardi quotidiani che devono subire i pendolari su tratte ben pi&ugrave; corte del Roma-Milano. Ma perdonatemi la vanit&agrave; se ne faccio la mia piccola personale battaglia se non di civilt&agrave; almeno di semplice civismo.<br /><br />Insomma, anche oggi, 26 Febbraio 2008, il treno 9428 &eacute; arrivato in stazione a Milano annunciando un ritardo di 25 minuti. Che gi&agrave; &eacute; parte del mio tempo che  Trenitalia mi ha indebitamente rubato. Per di pi&ugrave;, l'orologio della stazione, nello stesso istante in cui il treno si fermava, era 28 minuti pi&ugrave; avanti dell'orario di arrivo previsto. Quindi in zona utile per richiedere almeno la magra consolazione di un parziale rimborso. Io non ho dubbi che, alla mia richiesta di rimborso Trenitalia argomenter&agrave; che esso non pu&ograve; essere concesso in quanto il ritardo accumulato non era superiore ai 25 minuti. Non ho dubbi perch&eacute; questo episodio increscioso mi &eacute; gi&agrave; accaduto. Ecco, qui oggi lo dico: quella di Trenitalia non solo &eacute; un'ingiustificabile arroganza perch&eacute; deliberatamente e sistematicamente abusa del tempo dei suoi clienti (circa 25 minuti ogni volta), ma &eacute; anche una truffa, perch&eacute; i ritardi sono regolarmente di poco superiori ai 25 minuti e ciononostante i bonus non vengono concessi perch&eacute; il tempo di arrivo in stazione registrato nei database &eacute; regolarmente non corrispondente al vero.<br /><br />Faremo un post per ogni ritardo.  Promesso. Abbiamo gi&agrave; cominciato con <a href="files/trenitalia-crowding-out.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:affollati di gente, disaffollati di motivazioni">questo</a> e <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:24.5 minuti">questo</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>altre foto del mio cucciolo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-25T22:32:30+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/foto-cucciolo.html#unique-entry-id-360</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/foto-cucciolo.html#unique-entry-id-360</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="foto/leo/leo.html" rel="self" title="Leonardo"><img class="imageStyle" alt="100_0416_3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry360_1.jpg" width="476" height="365"/></a><br /><br />altre foto <a href="foto/leo/leo.html" rel="self" title="Leonardo">qui</a></p>]]></content:encoded></item><item><title>piezzo e&#x27; core</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-21T09:33:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/leonardo.html#unique-entry-id-359</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/leonardo.html#unique-entry-id-359</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="foto/leo/leo.html" rel="self" title="Leonardo"><img class="imageStyle" alt="leo2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry359_1.png" width="400" height="534"/></a>]]></content:encoded></item><item><title>ode al risparmio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-02-16T08:58:04+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ode-al-rispamio.html#unique-entry-id-358</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ode-al-rispamio.html#unique-entry-id-358</guid><content:encoded><![CDATA[Dunque ieri abbiamo fatto i nostri bravi compitini ecologici: abbiamo "oscurato" il <a href="assets/miilluminodimeno.tiff" rel="self">sito</a>, siamo andati in centro in bici ed abbiamo cenato a <a href="http://www.montag.it/comida/archives/003877.html" rel="self">lume di candela</a> (anche se mangiando sushi confenzionato nella plastica il cui pesce chissa da dove arriva). Il tutto all'insegna del <a href="files/mi-illumino-di-meno-2008.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche quest&#39;anno ci illuminiamo di meno">mi illumino di meno</a>. <br /><br />Per&ograve; poi leggiamo <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/02/16/millumino-di-tedio/" rel="self">SuzukiMaruti</a> e ci viene da dire: si certo, spegnere un po' di luci un giorno all'anno non risolve il problema; si certo c'&egrave; un po' di snobbismo e perbenismo nell'aderire all'iniziativa, si certo il messaggio che passa di un ecologismo della privazione pu&ograve; essere alla fine controproducente. Per&ograve; alla fine ci sembra che usare queste motivazioni per non aderire all'iniziativa suona un po' come il discorso di quelli che non fanno la raccolta differenziata perch&eacute; tanto poi si dice in giro che alla fine buttano tutto nella stessa discarica...<br /><br />Insomma, il messaggio di fondo dell'iniziativa di quelli di Radio 2 &egrave; cosa buona:<strong> il primo passo concreto per realizzare il protocollo di Kyoto &egrave; il risparmio energetico</strong>.<br /><br />A questo proposito l'altra sera sono letteralmente imbufalito guardando Anno Zero. Con Rubbia ospite, ad un certo punto Santoro ha deviato con leggerezza sul tema energia (e si vedeva che tutto sommato il tema non gli interessava ma forse era l'unica cosa di cui poteva chiedere al suo ospite Rubbia). Solo che hanno permesso a quel figuro indescrivibile di Belpietro di interrompere Rubbia e pontificare -lui- su quali sono le soluzioni energetiche per l'italia. (E pensare che io ancora credevo che i giornalisti li invitassero per fare le domande e non per dare risposte). Belpietro ricordava come intervistando Prodi in campagna elettorale sulla questione energetica avesse incontrato come prima risposta del premier proprio il risparmio energetico come primo punto programmatico. Ah Ah... se la rideva Belpietro  con quel suo ghigno ignorante e pieno della sua sicumera, sostenendo che il risparmio energetico  era solo una risposta ridicola e che la via maestra era il ritorno alle centrali nucleari. <br /><br />Ebbene ovviamente non abbiamo dubbio alcuno che la mite saggezza di Prodi avesse molto pi&ugrave; senso pratico e supporto scientifico dell'arroganza di Belpietro. Pistorio, vicepresidente di confindustria e gi&agrave; AD di ST MIcroelectronics (non certo un no-TAV qualunque) ricordava come nella sua azienda negli ultimi 15 anni hanno diminuito<a href="http://www.ecosportelloenergia.org/TANews/news/show_news.php?subaction=showfull&id=1118836593&archive=1121258918&template=News" rel="self"> i loro consumi del  5%  all'anno</a>, in pochi anni pi&ugrave; che dimezzandoli. Ora, se ce l'hanno fatta i un industria onnivora di energia come quella elettronica, perch&egrave; non pensare di ottenere anche solo una parte di quei risultati: diciamo il 10-20% di riduzione in altri settori industriali? E per il soettore domestico si possono fare cose enormi eliminiamo lampade ad incadescenza, elettodomestici non di fascia A e sostituiendo i boiler elettrici con i pannelli solari. Tutte cose di buon senso, alla portata dei cittadini e dell'amministrazione che vuole sostenere queste scelte di consumo responsabile.<br /><br />Oltre a farci rispettare Kyoto, questo buonsenso che tanto fa sorridere il figuro Belpietro, ci permetterebbe anche di evitare di intraprendere la strada del nucleare che tanto cara sta a questa destra becera. Come Rubbia ci spiegava infatti, prendere seriamente l'ipotesi nucleare significa come minimo costruire una quindicina di centrali (altrimenti il contributo sarebbe risibile). Quasi una per regione. Avere la produzione tra dieci anni, a costi guauli se non maggiori di quelli attuali, e dover affrontare il problema di dove mettere questi rifiuti. Ora se il nostro paese non sa nemmeno pi&ugrave; dove stoccare la '<em>monnezza</em>, &egrave; pensabile trovare posto alle scorie radioattive?<br /><br />Avanti con il risparmio energetico dunque, e viva il buonsenso...<br />]]></content:encoded></item><item><title>Anche quest&#x27;anno ci illuminiamo di meno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-02-14T15:03:07+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-meno-2008.html#unique-entry-id-357</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-meno-2008.html#unique-entry-id-357</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="millumino1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry357_1.gif" width="109" height="168"/></a></div>Anche quest'anno aderiamo entusiasti a mi illumino di meno. <br />E siccome siamo per il risparmio in generale, e non solo quello energetico, ricicliamo ben volentieri l'iniziativa dell'anno scorso. <br /><div class="image-left"></div><em>Il 15 Febbraio &eacute; la giornata di </em><em><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/ottalogo.cfm" rel="self">Mi illumino di meno</a></em><em>. Siccome oltre a fare i nostri bravi </em><em><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/decalogo.cfm" rel="self">compitini a casa</a></em><em> volevamo lanciarci nella sfida a fare azioni di risparmio energetico un po' strampalate, abbiamo deciso di convertire per la giornata questo sito al nero.<br /></em><em><br />Che non &eacute; proprio come spegnere lo schermo, eppure... Mettiamola cosi: una pagina di un sito nero fa assorbire in media leggermente meno energia. Questo perch&eacute; gli schermi consumano di meno per produrre il colore nero invece degli altri colori. Almeno vale per gli schermi CRT (quelli con i tubi catodici) Per gli LCD sembra che non ci sia una differenza di peso. Un </em><em><a href="http://ecoiron.blogspot.com/2007/01/shades-of-grey-on-black-google.html" rel="self">tizio</a></em><em> ha fatto i  conti: un monitor CRT da 19 pollici consuma 83 watt con schermo bianco e 60 con schermo nero. L'LCD a 19 pollic invece ne usa comunque 35 watt a prescindere dal colore.  Fatto sta che gli schermi CRT sono ancora abbastanza diffusi (diciamo il 20% degli schermi almeno), e quindi il mio sito nero far&agrave; risparmiare qualche frazione di watt a -diciamo- 5 dei visitatori che passeranno di qui oggi. Niente male no?<br /><br />Sembra uno scherzo, ma qualcuno si &eacute; preso la briga di calcolare quanto si </em><em><a href="http://digg.com/design/Black_Google_Would_Save_3_000_Megawatts_a_Year" rel="self">risparmierebbe se Google</a></em><em>, che ormai &eacute; onnipresente sui desktop dei computer di tutto il mondo con la sua schermata perennemente candida, switchasse invece ad una modalit&agrave; tutta nera. Qualcuno &eacute; passato dalle parole ai fatti, ed ha creato una pagina di ricerca </em><em><a href="http://black-google.blogspot.com/" rel="self">google in nero</a></em><em>.<br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Cosa vorremmo nel programma</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-02-11T08:58:03+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cosa-vorremmo-nel-programma.html#unique-entry-id-356</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cosa-vorremmo-nel-programma.html#unique-entry-id-356</guid><content:encoded><![CDATA[Questa settimana dovrebbero farci conoscere i programmi degli schieramenti in vista delle imminenti elezioni. Ma prima  una premessa. Nel 2006 non ci siamo certo risparmiati dalle colonne di questo blog nel mostrare da che parte stavamo. Noi ci abbiamo creduto nel progetto dell'Unione. Abbiamo creduto che Prodi fosse l'uomo giusto. Che potesse fare bene e durare. Ancora crediamo di avere avuto ragione su tutto tranne che sull'ultimo punto. Nel 2006, il PD non era ancora nato e Prodi era l'unico a poter tenere insieme quella cosa chiamata Unione. Un'alleanza che noi crediamo abbia fatto tutto sommato <a href="files/2-3-cose-mandare-a-mente.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:due o tre cose da mandare a mente">delle buone cose</a>. Anche se con infinita stanchezza e dilaniandosi lungo il cammino. Anche se lasciando indietro ancora moltissime cose d fare. E per giunta non &egrave; durata. Quell'esperienza &egrave; quindi finita. Archiviata. Per fortuna ora c'&egrave; il PD e le cose, forse, possono esser diverse. Alla luce di quanto &egrave; successo questa settimana il 2006 sembra gi&agrave; cosi vecchio e lontano. Un'era geologica fa. Messa alle spalle, e tutto sommato senza rimpianti. Ora guardiamo avanti. Ieri Veltroni, e cosi chiariamo subito da che parte stiamo, l'ha messa gi&ugrave; bene: <strong>corriamo liberi, non soli, ma liberi. </strong>Gi&agrave;, liberi magari di proporre idee veramente radicali senza l'esigenza estenuante di mediare di qua e di la, di accontentare questo e quello, di annacquare tutto e nel farlo scontentare tutti per aver provato ad accontentare ciascuno. Ecco quindi, per quello che vale, le nostre piccole idee per il programma radicale che vorremmo sentirci proporre la settimana prossima. <br /><br /><strong>IL SOLE CHE DA ENERGIA</strong><br />Al numero uno nel programma vogliamo quella che abbiamo qui chiamato la rivoluzione della <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html" rel="self">falce e pannello</a>. Sappiamo che questo <a href="files/uolter-falce-pannello.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Walter tutto &#60;i&#62;falce e pannello&#60;/i&#62; ">sta a cuore</a> anche a Veltroni. Il cambiamento climatico &egrave; la grande sfida e la grande occasione di questo paese. Non &egrave; solo una questione ambientale, ma &egrave; una questione <strong>politica</strong> (che mondo vogliamo per noi,i nostri figli e gli altri) <strong>economica </strong>(l'industria verde &egrave; il futuro: dalle auto alle centrali elettriche etc.) <strong>sociale </strong>(pensiamo solo alle conseguenze dello spostare la tassazione dal lavoro alle attivit&agrave; carbon-intensive) <strong>culturale </strong>(il rispetto per l'ambiente, il sentimento di cittadinanza planetaria &egrave; prima di tutto una rivoluzione culturale). <br />Il piano si articola in diversi aspetti, alcuni dei quali avviati gia dal<a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde"> governo Prodi</a>. Ma prima di tutto il Pd dovrebbe partire dal messaggio: dalla missione. Prendiamo esempio da Inghilterra o Germania: diamoci un traguardo di un taglio di emissioni del 20% per il 2020 e del 50% per il 2035.<br /><br /><strong>IL FOCOLARE CHE SCALDA<br /></strong>Rimettiamo al centro dell'agenda il futuro del paese. Il  futuro sono i nostri figli. E prima ancora due giovani che vogliono condividere affetti e mettere su famiglia. Riprendiamo il discorso dei DICO perch&egrave; &egrave; giusto dare diritti e protezioni anche a chi non sceglie la strada del matrimonio. Ma poi prendiamo sul serio <strong>il mandato costituzionale di tutelare e promuovere la famiglia</strong>. La nostra posizione l'abbiamo gi&agrave; espressa <a href="files/famiglie.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:E la famiglia? sta bene grazie...">qui</a>: sposarsi (religiosamente e/o civilmente) &egrave; un vincolo pi&ugrave; stringente rispetto alla semplice convivenza, oppure al DICO/PACS e che in quanto tale permette ad una coppia di guardare pi&ugrave; lontano. L'economista direbbe che tutela di pi&ugrave; l'investimento specifico dei coniugi e quindi permette loro di investire ottimamente. A cominciare dai figli. Ecco perch&egrave; pensiamo che la tutela legale "negativa" vada assicurata anche a chi non sceglie la strada del matrimonio, ma per chi la sceglie lo stato debba fare un passo in pi&ugrave;. Il PD potrebbe prendere a prestito, pari pari , la petizione del <a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self">Forum Famiglie</a>. Si sono quelle del family day. Si sono quelle di Pezzotta, in odore di Ruinismo. Si, nemmeno a noi stano tanto simpatici. Ma la loro campagna chiede <strong><a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self">un fisco a misura di famiglia;</a></strong><a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self"> </a><strong><a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self">meno tasse per chi ha figli</a></strong>. Niente di pi&ugrave;. Prendiamo in toto questa misura. Va bene cosi come la l'hanno proposta loro. In pi&ugrave; mettiamoci investimenti massicci in asili nido, ed esenzione ICI per giovani coppie e prima casa. (La maternit&agrave; ai precari, lo ricordiamo, l'ha <a href="files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:mamme, bici e pannelli solari. Un anno dopo">gi&agrave; fatta</a> Prodi). Infine concediamo <strong>cittadinanza ai bambini</strong> dando  <a href="files/riforma-elettorale.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:primarie e voto (mediato) ai bambini">il loro voto mediato</a> alle madri. Per bilanciare l'elettore mediano che ora d&agrave; un peso enorme ai pensionati e <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000244.html" rel="self">si dimentica delle generazioni</a> che verranno dopo di loro, che sono gi&agrave; vive, ma che non possono pesare elettoralmente perch&eacute; minorenni. Diamo il voto alle madri (e non ai padri), anche per ricominciare dall'elettorato attivo a colmare il divario di genere in politica (e non come al solito con le quote rosa nell'elettorato passivo). E' partendo da chi compie in concreto la scelta di dare futuro al paese, da chi decide di metter su famiglia e fare figli, che deve ripartire il piano per ridare fiducia e futuro al paese.<br /><br /><strong>Il sole che d&agrave; energia</strong> ed <strong>il focolare che scalda</strong>. I due pilastri per un'Italia capace di futuro.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Iscrizioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-02-09T08:14:47+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/iscrizioni-lobby-sionista.html#unique-entry-id-355</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/iscrizioni-lobby-sionista.html#unique-entry-id-355</guid><content:encoded><![CDATA[Non  siamo professori. E non siamo ne ebrei ne israeliani. Ma davvero vorremmo chiedere a questi<a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/blog-liste/blog-liste/blog-liste.html" rel="self"> sciagurati</a> se ci si pu&ograve; comunque iscrivere alla lista di <strong>lobbisti sionisti</strong>, almeno in qualit&agrave; di soci sostenitori, numerari, amici di... o qualcosa el genere...]]></content:encoded></item><item><title>I don&#x27;t know if &#x3c;i&#x3e;we can&#x3c;/i&#x3e;&#x2c;&#x3c;br&#x3e;but we will die trying...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-06T16:21:58+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/7cc6eb584f90ef723a6b3c3527137345-354.html#unique-entry-id-354</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/7cc6eb584f90ef723a6b3c3527137345-354.html#unique-entry-id-354</guid><content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded></item><item><title>a me piace questo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-01T19:00:58+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/euro-2009.html#unique-entry-id-353</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/euro-2009.html#unique-entry-id-353</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.eurodesigncontest.eu/index.cfm?lang=en" rel="self"><img class="imageStyle" alt="coin2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry353_1.jpg" width="297" height="297"/></a><br /><br />E a voi? <a href="http://www.eurodesigncontest.eu/index.cfm?lang=en" rel="self">Quale effige</a> per commemorare i 10 anni dell'euro?</p>]]></content:encoded></item><item><title>A contratto con la coscienza di Zeno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-01-30T17:16:12+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-di-zeno.html#unique-entry-id-352</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-di-zeno.html#unique-entry-id-352</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><div class="image-left"><a href="http://www.stickk.com/login.php" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry352_1.jpg" width="217" height="102"/></a></div>Da qui all'estate dimagrisco 10 kg! Magari andando a correre due volte alla settimana! Voglio scrivere tre paper all'anno! E leggere un romanzo al mese! Prometto che se vinco io non far&ograve; pi&ugrave; condoni! Questa &egrave; l'ultima sigaretta!<br /><br />Come lo Zeno protagonista del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_coscienza_di_Zeno" rel="self">romanzo </a>di Italo Svevo, facciamo tutti i conti con la nostra coscienza incapace di mantenere fede anche agli impegni minimi che prendiamo con noi stessi e con gli altri. <br /><br /><strong>It's the bounded rationality, stupid! </strong> direbbe l'economista. E' la razionalit&agrave; limitata che ci impedisce di prevedere tutte le future contingenze e quindi scrivere contratti completi che vincolino altri a mantenere gli impegni che essi si prendono con noi o noi con loro (Nicita, 2005). E la stessa razionalit&agrave; limitata causa fenomeni, quali le <em>preferenze non transitive</em>, problemi di <em>self-control,</em> <em>weak will </em>e<em> hyperbolic discounting, </em>a causa dei quali non riusciamo a mantenere fede alle promesse che prendiamo con noi stessi e nel nostro pi&ugrave; genuino ed egoistico interesse.<br /><br />Siamo donne e uomini limitati che molto spesso non riescono a mantenere la parola data anche se farlo sarebbe totalmente nel nostro interesse. Ma siamo pur sempre <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Homo_economicus" rel="self">homini oeconomici</a></em> , e quindi rispondiamo agli incentivi. <br /><br />Ed allora ecco i <strong>commitment bonds. </strong>Le obbligazioni all'impegno, i contratti con se stessi. Come gi&agrave; avevamo <a href="files/coscienza-zeno.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Scommettere sulla coscienza di Zeno">anticipato</a>, <a href="http://islandia.law.yale.edu/ayers/" rel="self">Ian Ayres</a> e soci hanno messo su un servizio online -si chiama <a href="http://www.stickk.com/" rel="self">Stickk</a>- dove ciascuno pu&ograve; finalmente scrivere un contratto vincolante con se stesso e/o con gli altri. E' semplicemente geniale!<br /><br />Funziona cosi: attraverso una guida online si formula il proprio contratto che non &egrave; altro che un impegno a fare o a non fare qualcosa. Alcuni di questi contratti sono gi&agrave; pre-impostati: quelli per smettere di fumare, per fare esercizio fisico e per dimagrire, ma con pochi passaggi in pi&ugrave; si pu&ograve; creare qualsiasi impegno (ad es. diminuire l'uso delle luci di casa, svegliarsi tutte le mattine non dopo le 7 e cos&igrave; via). Si pu&ograve; inoltre nominare un arbitro che potr&agrave; stabilire per conto di Stickk se effettivamente l'impegno viene mantenuto. Ad esempio la moglie del marito sovrappeso, il figlioletto della fumatrice, il giornalista prestigioso oppure l'istituto di statistica. Infine si decide di investire una certa somma che, a promessa mantenuta, verr&agrave; restituita al promettente. Cosa succede se la promessa viene tradita? Lo si decide ex-ante al momento del contratto: si pu&ograve; destinare la somma ad una <em>charity</em> (come la <a href="http://www.redcross.org/" rel="self">Croce Rossa</a>, <a href="http://www.doctorswithoutborders.org/" rel="self">Medici senza Frontiere</a>) oppure ad un amico o conoscente. Oppure ad una <em>anti-charity </em>(ovvero ad organizzazioni controverse quali la <em><a href="http://www.nra.org/" rel="self">National Rifle Association</a></em>, e cosi via) ed ai propri nemici<em>. </em>Gi&agrave;, quale miglior motivazione a mantenere gli impegni sottoscritti -hanno pensato Ayres e compagni- di vedere i propri soldi finire ad organizzazioni e persone odiate in caso di fallimento?<br /><br />Per chi se lo chiedesse, Stockk non lucra su questi passaggi di denaro -denaro che viene totalmente rimborsato in caso di successo oppure  finisce tutto alle destinazioni assegnate in caso di fallimento- ma fa un po' di soldi tramite la pubblicit&agrave; sul sito. <br /><br />Certo, c'&egrave; sempre la possibilit&agrave; di barare, di nominare un arbitro compiacente ed aggirare il meccanismo. Ma <em>cui prodest</em>? Quale lo scopo, se il risultato &egrave;  vedersi tornare lo stesso ammontare di denaro investito? Stockk offre un servizio, vende la possibilit&agrave; di rendere credibili le proprie promesse, fatte ad altri o piuttosto a se stessi. Offre una motivazione in pi&ugrave; ai Zeno Cosini per resistere nel loro intento di smettere di fumare, ma solo a patto che essi davvero lo vogliano...<br /><br />Siamo convinti che se Zeno Cosini avesse potute investire 100 lire in Stockk forse, una delle tante, sarebbe stata davvero l'ultima sigaretta. E se Berlusconi un giorno, seduto alla scrivania di Vespa firmasse solennemente un contratto <em>Stickk</em> nel quale promette di non fare  altri condoni, di creare il solito milione di posti di lavoro, di non cambiarsi le leggi ad uso proprio, di fare un maggioritario serio e -qualora non dovesse riuscirci- cedesse anche solo il 20% di Mediaset a Prodi, noi forse potremmo anche votarlo...]]></content:encoded></item><item><title>cambiare marcia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-01-29T21:37:39+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cambiare-marcia.html#unique-entry-id-351</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cambiare-marcia.html#unique-entry-id-351</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200801_P14-17_Auto.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="14-17" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry351_1.png" width="130" height="172"/></a></div>Sar&agrave; che in queste settimane dovevamo cambiare l'automobile. Sar&agrave; che -lo devo ammettere- i SUV mi piacciono davvero tanto, ma poi alla fine non potrei comperarli per una serie di ragioni; una su tutte: il prezzo. Sar&agrave; che &egrave; un tema che mi sta a cuore. Sar&agrave; che la proposta di direttiva Europea sui limiti di emissione delle auto da ponderarsi -cosi vorrebbe la proposta- al peso delle auto <a href="files/it-s-the-weight-stupid.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:It&#39;s the weight, stupid">ci aveva fatto incazzare</a>! <br /><br />Insomma, &egrave; che questo mese,<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200801_P14-17_Auto.pdf" rel="self"> il pezzo</a> per cooperazione l'ho scritto sulle automobili, sui loro consumi e sulle loro emissioni, con una piccola guida per l'acquisto consapevole delle quattroruote. <br /><br />PS.  Alla fine poi ci siamo  presi <a href="http://www.citroen.com/CWW/en-US/RANGE/PrivateCars/C4PICASSO/default/TEXT1.htm" rel="self">questa</a> che fa 150 grammi di CO2 al km. Non &egrave; una Prius, ma &egrave;  comunque il  motore pi&ugrave; parco di emissioni  in circolazione in questa fascia... <br /><br />PPS. Pap&agrave; per&ograve; ha fatto meglio  e si &egrave; preso <a href="http://www.citroen.it/aree/gamma/berlingo/presentazione.aspx" rel="self">questa</a> che va a metano...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>due o tre cose da mandare a mente</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-27T11:13:28+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/2-3-cose-mandare-a-mente.html#unique-entry-id-350</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/2-3-cose-mandare-a-mente.html#unique-entry-id-350</guid><content:encoded><![CDATA[Il governo &egrave; andato a casa. Interrompe questa avventura ben prima di met&agrave; strada. Come &egrave; gi&agrave; successo in passato, Prodi si &egrave; dimostrato l'uomo giusto per fare il lavoro sporco, quello impopolare. Ora altri verranno a dilapidarne i frutti. Ma prima che la malattia senile dell'italiano medio ci colga, prima che incorriamo anche noi nella solita amnesia collettiva che in definitiva &egrave; la vera sciagura del paese (perch&egrave; diceva il tale che chi non ricorda il passato &egrave; destinato a ripeterlo) vogliamo appuntarci alcuni numeri. Mandarli a mente. A futura memoria.<br /><br /><strong>Conti pubblici ed Economia<br />anno 	%PIL	Deficit	Debito/PIL<br /></strong><span style="color:#0000FF;">2000 |	  -,-	 |	-0.8	 |	109.1<br />2001 |	1.8	 |	-3.1	 |	108.7</span><br />2002 |	0.3	 |	-2,9	 |	105.6<br />2003 |	0.0	 |	-3,5	 |	104.3<br />2004 |	1.2	 |	-3,5	 |	103.8<br />2005 |	0.1	 |	-4,2	 |	106.2<br /><span style="color:#0000FF;">2006 |	1.9	 |	-4,4	 |	106.8<br />2007 |	1.9	 |	-2,0	 |	105.0<br />2008 |	1.4	 |	-2.0	 |	----</span><br /><br />Anche a volere spartirsi a met&agrave; i meriti del 2001 e del 2006, questi sono numeri che parlano da soli. Che dicono chi tiene a posto i conti e fa crescere l'economia e chi invece scialacqua il bene pubblico senza peraltro promuovere (una  seppur drogata) crescita.<br /><br />Aggiungiamo poi che ora il tasso di disoccupazione &egrave; sotto il 6% (anche grazie alla Maroni bisogna dire) e che l'inflazione &egrave; sotto la media Europea. Sono nudi e freddi numeri questi, certo! Ma verranno utili quando qualcuno oser&agrave; dire che questo governo ha fatto male.<br /><br /> Pi&ugrave; intimi ed  accoglienti ci rimarranno i ricordi di <a href="files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:mamme, bici e pannelli solari. Un anno dopo">Lucia finalmente serena in maternit&agrave; e dei pannelli solari</a> che per  il futuro  ci procureranno tepore nel rispetto dell'ambiente nostro ed altrui. Proveremo a raccontare anche questo a coloro che si faranno convincere dai numeri di cui sopra...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La seriet&#xe0; (non piu&#x27;) al governo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-24T23:37:32+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/serieta-al-governo2.html#unique-entry-id-349</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/serieta-al-governo2.html#unique-entry-id-349</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>La seriet&agrave; al governo</strong>. Con questo grido, questa pretesa, che ci era<a href="files/65c44cf1cbbc66e2ab2dd3d2c0cf7122-12.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:La serietà al governo"> piaciuta molto</a>, Lei, presidente, aveva vinto di misura le elezioni nel 2006. Oggi  quell'avventura &egrave; finita. Tra le scherno dei molti suoi avversari tronfi incoscenti e l'onore delle armi dei pochi che hanno realizzato. Noi abbiamo invece capito presidente. E condiviso fino all'ultimo. Anche se &egrave; costato tanto. Oggi se ne &egrave; uscito da questa storia con quella seriet&agrave; con cui vi era entrato. E la seriet&agrave; non pu&ograve; non accompagnarsi  anche alla <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2858639.html?ref=hpsbdx" rel="self">serenit&agrave;</a>. Siamo anche noi sereni Presidente perch&egrave; questa sera ci ha mostrato come si comporta una persona seria, come si comporta un uomo. Lasciamo a domani le fibrillazioni per il pensiero di quello che verr&agrave;.<br />	]]></content:encoded></item><item><title>buona strada comandante</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-22T12:19:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/comandante-bulow.html#unique-entry-id-348</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/comandante-bulow.html#unique-entry-id-348</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="partigiani" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry348_1.jpg" width="500" height="184"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Se ne &eacute; andato il <a href="http://www.anpi.it/uomini/boldrini.htm" rel="self">comandante Bulow</a>. Fu tra quelli che 65 anni fa salirono sui monti, e poi <a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/boldrini-morto/boldrini-morto/boldrini-morto.html" rel="self">scesero in pianura</a> per restituirci la libert&agrave;. Forse oggi se ne &eacute; andato disgustato per quello che di quella libert&agrave; sono riusciti a farne i suoi concittadini.<br /><br /><a href="files/resistenza-2008.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Ora e sempre resistenza!">Ora e sempre, resistenza!</a> (si, vale anche per il presidente Prodi...)</p>]]></content:encoded></item><item><title>Il giorno in cui l&#x27;Italia &#xe8; &#x3c;s&#x3e;fallita&#x3c;/s&#x3e;risanata</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-11T17:48:57+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/giorno-in-cui-e-fallita-la-francia.html#unique-entry-id-347</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/giorno-in-cui-e-fallita-la-francia.html#unique-entry-id-347</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/economia/conti-pubblici-66/standard-poor/standard-poor.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry347_1.jpg" width="396" height="93"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Oggi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Standard_&_Poor's" rel="self">Standard & Poors</a> promuove i conti dell'Italia. Si dice addirittura impressionata da essi. Naturalmente se ne rallegreranno solo Prodi, Padoa Schioppa e pochi altri mentre Dini, la sinistra di lotta e di governo per non parlare dell'opposizione e dell'italiano medio non faranno nemmeno caso alla notizia e continueranno a pensare tutto il male possibile di questo governo.<br /><br /><div class="image-right"><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jaffre_philippe_ries_philippe/sku-12412612/il_giorno_in_cui_la_francia_e_fallita_e_l_italia__.htm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="francia_grande" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry347_2.jpg" width="133" height="181"/></a>I</div>n questi giorni sto leggendo (grazie a Roberto per il regalo di Natale) <strong><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jaffre_philippe_ries_philippe/sku-12412612/il_giorno_in_cui_la_francia_e_fallita_e_l_italia__.htm" rel="self">il giorno in cui la Francia &egrave; Fallita (e l'Italia?)</a></strong> di Jaffr&eacute; e Ri&egrave;s Philippe  (<a href="http://artslivres.com/ShowArticle.php?Id=1302&Title=JAFFRE+Philippe+%96+RIES+Philippe+-+Le+Jour+o%F9+la+France+a+fait+faillite" rel="self">qui</a> l'originale). Il libro &egrave; ambientato nella Francia del 2012. Nella finzione del libro, le elezioni del 2007 sono vinte da  S&eacute;gol&egrave;ne Royal, e nei 5 anni successivi si susseguono  diversi governi della sinistra radicale (di cui uno a guida Jospin). Sono anni di finanza allegra, con deficit regolarmente oltre il 4%, debito in esplosione e nessun intervento strutturale sulle finanze pubbliche. Nel 2012 vince invece Sarkozy. Ma &egrave; troppo tardi. Basta che S&P operi un <em>downgrade</em> della sua valutazione del debito francese per innescare un domino inarrestabile che fa cadere molte certezze e ricchezze dei francesi, una reazione a catena della quale  ancora non ho visto l'ultimo anello (sono pi&ugrave; o meno a met&agrave; libro). Il primo anello per&ograve; - quello che descrive i primi passaggi, &egrave; descritto bene <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jaffre_philippe_ries_philippe/sku-12412612/il_giorno_in_cui_la_francia_e_fallita_e_l_italia__.htm" rel="self">qui</a>: <em>bancomat fuori servizio, banche inagibili, conti correnti congelati, prelevamenti sospesi, assalti ai supermercati, tumulti, incendi, forze dell&rsquo;ordine mobilitate. All&rsquo;estero: turisti francesi con carte di credito respinte e nell&rsquo;impossibilit&agrave; di pagare alberghi, ristoranti e negozi, famiglie bloccate senza prospettiva immediata di ritorno. <br /></em>Il libro &egrave; avvincente. Rende la noiosa finanza pubblica un vero thriller e riesce  magistralmente a raccontare come i movimenti nelle stanze dei bottoni dell'alta finanza hanno delle implicazioni pervasive nei piccoli gesti della quotidianit&agrave; dei francesi con effetti devastanti. E' tutto verosimile. Pu&ograve; davvero accadere. Anzi, come racconta Giavazzi nell'introduzione, l'Italia stessa &egrave; andata molto vicina a qualcosa di simile nel 1992.<br /><br />Al di l&agrave; dei riferimenti alla politica francese che sono liberamente discutibili (davvero S&eacute;gol&egrave;ne sarebbe stata una sciupona e davvero Sarkozy &egrave; l'uomo del rigore?) emerge incontrovertibile l'idea che il primo obiettivo di qualsiasi governo responsabile &egrave; quello di tenere i conti a posto, perch&egrave; non farlo espone al rischio di tutto quello che accade nel libro. E dunque veniamo a noi. All'italia di questo gennaio 2008. Oggi S&P promuove il debito Italiano, non lo degrada come nel libro. <br /><br /><strong>Il giorno in cui la Francia &egrave; fallita (e l'Italia?) </strong>titola il libro. <strong>L'italia non fallisce e risana, </strong>risponde Standard & Poors.<em><br /><br /></em></p>]]></content:encoded></item><item><title>quanto &#xe8; (H)illare questa campagna</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-07T18:37:56+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/hillare-clinton.html#unique-entry-id-346</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/hillare-clinton.html#unique-entry-id-346</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="20071006issuecovEU400" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry346_1.jpg" width="212" height="272"/></div>Questa affianco era la copertina di ottobre dell'Economist. Tre mesi fa esatti, la vittoria della/dei Clinton prima alle primarie ed in seguito alla Casa Bianca era data per scontata. Poi &egrave; arrivato l'Iowa, dove Barak Obama si &egrave; preso un 8% di vantaggio (37% a 29%) in uno stato che conta per l'1% della popolazione USA, e della quale ha votato il 10%. Oggi addirittura corrono voci che vorrebbero la/i Clinton <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/usa-elezioni/hillary-non-si-ritira/hillary-non-si-ritira.html" rel="self">ritirarsi dalla corsa</a>. E' semplicemente ridicolo. <em>Illarious</em> dicono gli americani. (H)illare per noi.<br /><br />A noi le primarie piacciono, come farne mistero. Ci sono piaciute quelle americane in precedenza, ci siamo entusiasmati per quelle italiane del 2005 e del 2007. Ci piace vedere i candidati esporsi, e la gente selezionare la propria classe dirigente. Quello che non ci piace &egrave; l'incredibile tatticismo a cui questa sempiterna sovraesposizione da parte dei candidati conduce. Ok che la posta in gioco &egrave; alta, ma in effetti questi poveracci sono in campagna elettorale da pi&ugrave; di un anno e ne avranno almeno per altri 10 mesi. Il risultato &egrave; che per non sapere di cosa parlare, i giornali finiscono a desumere chiss&agrave; quali destini da un voto cos&igrave; marginale e comunque non rappresentativo come quello dell'Iowa. Ora sembra che la Clinton non abbia convinto nel dibattito dell'altro giorno perch&egrave; era nervosa, tirata o per chiss&agrave; quale significato vogliamo attribuire a quella ruga notata dai giornali.<br /><br />Ma insomma, a noi Barak Obama sta molto simpatico. I Clinton anche. Pensiamo che il primo venga bene in televisione e nei dibattiti. I secondi anche. Ma che c'entra questo con il mestiere di presidente? Noi abbiamo votato (e siamo ancora orgogliosi di quel voto)  Prodi. Quello che non sta simpatico a molti. Quello che sembra un prete ci campagna. Quello che chiamano mortadella e non immagino che ci&ograve; sia dovuto alle sue origini emiliane. Quello che quando parla non si capisce molto, che si mozzica le parole e che ci ha emozionati solo una volta, per sbaglio, <a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">parlando di pannelli solari</a>. E si badi bene che di fronte aveva il presunto mago della comunicazion, quello che nelle sue magie, tra nani e ballerine, stava affossando il paese. Ed allora che cosa conta per fare un buon presidente? Noi ce lo chiediamo perplessi, mentre seguiamo queste (H)illari presidenziali.<br />]]></content:encoded></item><item><title>El adelantamiento a Italia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-02T15:29:14+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/il-sorpasso-2.html#unique-entry-id-345</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/il-sorpasso-2.html#unique-entry-id-345</guid><content:encoded><![CDATA[Pi&ugrave; di un anno fa, parlavamo delle prime avvisaglie del fatidico <a href="files/il-sorpasso-della-spagna.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Il sorpasso">sorpasso spagnolo</a> ai nostri italici danni. Nelle recenti settimane quel post ha generato un bel po di traffico da queste parti. Diciamo che la combinazione delle parole chiavi "Spagna" e "sorpasso" in google ha portato qui qualche centinaio di persone (che per i nostri standard sono praticamente una marea). <br /><br />Zapatero si &eacute; di recente vantato che il sorpasso era nei fatti avvenuto, altri lo avevano smentito, altri ancora hanno fatto del presunto evento motivo di polemica politica ed infine ieri &eacute; arrivato il nostro beneamato Romano a spiegarci che, nei fatti, il <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/sorpasso-spagna/prodi-replica/prodi-replica.html" rel="self">sorpasso non &eacute; (ancora) avvenuto</a>. Polemiche seguiranno, ne siamo sicuri. Ambasciatori si scuseranno. Giornalisti ci spiattelleranno dati sul <em>PILdisoccupazioneistruzioneautostradebanchecostruzionidebito</em>. Politici ci diranno che &eacute; tutta colpa dei comunisti o dei <s>franchisti</s>fascisti. Bloggers esterofili ci diranno che loro lo sapevano che si vivevamo meglio lontani da qui ed &eacute; per questo che sono scappati o sono in procinto di farlo. Gli italiani scriveranno lettere a Repubblica raccontando di quanto si sentono depressi e declinanti.<br /><br />E noi che diciamo? dovremo pur trovare qualcosa da dire a quei gentil viandanti che googlando "spagna e sorpasso" passano di qui. <br /><br />Noi cominciamo dai doverosi <strong>complimenti alla Spagna</strong>. Che se anche forse non ci ha ancora sorpassato e non ha le spalle grosse per farlo a breve, si &eacute; data un sacco da fare negli ultimi 25 anni ed oggi &eacute; un paese meraviglioso, istruito, tollerante, ambizioso e pieno di speranze. <strong>Complimenti davvero</strong>. Ve lo diciamo con un bel po' di ammirazione ed addirittura qualche venatura di invidia. Ma si intenda, &eacute; un invidia fraterna, che oramai noi ci sentiamo davvero tutti fratelli europei, e se crescete forte voi (magari anche grazie ai fondi europei), un po' lo sentiamo anche un successo nostro. Poi, senza voler fare i fratelli maggiori un po' saputelli, ma in pieno spirito di servizio potremmo anche fare un giorno una bella chiacchierata su quelli che secondo noi sono alcune ombre del vostro modello di sviluppo e delle incognite dalle quali vi vorremmo umilmente suggerire di guardarvi bene. Noi ve le diremmo con il senno di chi ci &eacute; gi&agrave; passato e forse anche in queste incognite vi si &eacute; arenato.<br /><br />Ai nostri connazionali <strong>in sindrome da sorpassati</strong> diciamo invece che non &eacute; il caso di farne polemica, ma piuttosto di riflettere; perch&eacute; il sorpasso della Spagna ci offre molti spunti da affrontare in maniera propositiva. Innanzitutto partiamo dalla constatazione che il sorpasso spagnolo &eacute; pi&ugrave; traumatico di altri perch&eacute; nei nostri cugini iberici forse vediamo molto pi&ugrave; di noi stessi di quanto sia possibile fare con altre nazioni. Loro sono <strong>latini</strong>, <strong>amanti del bel vivere e della buona cucina, gioiosi e spensierati </strong>come ci siamo dipinti noi stessi per tanti anni. Ed allora fa male vedere che in Spagna si coniuga movida notturna con efficienza della PA, spensieratezza latina con puntualit&agrave; dei treni, e allegria vitale con solida crescita economica. Fa male a noi si intende, perch&eacute; mette a nudo l'inesistenza di quell'equazione dietro alla quale ci siamo per tanto tempo nascosti. E cio&eacute; che il bel vivere non si potesse coniugare con parole quali efficienza e crescita. E che  in fondo noi, dovendo scegliere tra un vivere bello ed uno efficiente, avremmo sempre preferito il primo. Ora la Spagna &eacute; li a dirci che esiste un vivere bello ed efficiente. E questo ovviamente ci manda in bestia. Ma c'&eacute; solo da rimboccarsi le maniche ed umilmente imparare dai nostri fratelli pi&ugrave; giovani. Perch&eacute; nonostante tutto in Italia viviamo gi&agrave; molto bene. Ma la Spagna &eacute; li a dirci che possiamo decisamente vivere meglio.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>a low-carbon week</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-28T12:52:25+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/rumiz-azzero-co2-emissioni.html#unique-entry-id-344</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/rumiz-azzero-co2-emissioni.html#unique-entry-id-344</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/ambiente/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry344_1.jpg" width="365" height="102"/></a><br /></p><p style="text-align:left;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Rumiz" rel="self">Paolo Rumiz</a> ci <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/ambiente/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico.html" rel="self">racconta</a> oggi della sua settimana a basse emissioni assistito da quelli di<a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self"> AzzeroCO2</a> di cui avevamo parlato su questo blog <a href="files/azzeroco2.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Le chiacchere stanno Azzero &#60;br&#62;&#60;h2&#62;put (again) your money where your mouth is &#60;/h2&#62;">qui</a>. Il pezzo &eacute; molto bello, scritto con la magistrale penna di Rumiz. Il titolo invece &eacute; appiccicato dal titolista del sito ed infatti tradisce con questo taglio pauperista il senso essenzialista, quasi esistenzialista dell'articolo.</p>]]></content:encoded></item><item><title>idea regalo dell&#x27;ultimo minuto...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-24T17:35:06+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/solo-carbone-per-natale-2.html#unique-entry-id-343</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/solo-carbone-per-natale-2.html#unique-entry-id-343</guid><content:encoded><![CDATA[Riprendiamo il post natalizio dell'<a href="files/carbon-offset.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Solo carbone per Natale">anno scorso</a> per rilanciare l'idea dei crediti di anidride carbonica come regalo natalizio.<br /><br />&Egrave; vero che il carbone lo porta la Befana. Ma noi la possiamo anticipare e per Natale portare in dono anche noi un po' di carbone. &Eacute; davvero un simpatico <strong>regalo di Natale quello di cui stiamo parlando</strong>. No, non ci siamo rincoglioniti. E quelli di voi che ancora non hanno esaurito la lista dei regali farebbero bene a prendere nota. E non preoccupatevi, non c'&eacute; nessun carbone nero e fuligginoso da portare in pacco ai vostri cari. <br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry343_1.jpg" width="109" height="91"/></div><strong>Si tratta invece di regalare dei crediti di emissione di anidride carbonica</strong>.  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_offset" rel="self">Carbon offset</a> in inglese. L'umanit&agrave; produce troppa anidride carbonica lo sappiamo. Ognuno di noi ne produce troppa. Mentre andiamo in macchina, mentre riscaldiamo le nostre abitazioni o prendiamo l'aereo. Ci sono dei modi per riassorbire queste nostre emissioni. Piantando alberi ad esempio. O producendo energia elettrica con fonti alternative (che sostituiscono quelle combustibili). Riducendo infine le emissioni di altri. Per Natale quindi, possiamo regalare un credito di anidride carbonica. Dietro a questo credito, da acquistare online, ci sono delle organizzazioni che si impegnano a ridurre le emissioni per conto nostro attraverso i modi di cui abbiamo parlato. <br /><br />Si puo regalare la neutralizzazione dell'<a href="http://www.carbonfund.org/site/pages/land/car_climate_tags" rel="self">impatto annuale dell'automobile</a> degli amici, oppure la neutralizzazione delle attivit&agrave; delle <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">vacanze natalizie</a>. La neutralizzazione dell'intero impatto di una <a href="http://www.terrapass.com/home/index.php?show=1" rel="self">abitazione per tutto l'anno</a>, o la neutralizzazione dell'impatto del <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">cenone di capodanno</a> speso con gli amici. Ce ne &eacute; per tutti i gusti e per tutte le tasche. <br /><br />E se &eacute; vero che <em>In fondo poi la </em><em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self">gente si sa che cosa vuole, </a></em><em> </em>questo &eacute; il regalo migliore perche in futuro possa continuare ad avere<em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self"> Natale con la Neve</a></em>...<br /><br />Per gli scettici, si legga <a href="http://www.ecobusinesslinks.com/carbon_offset_wind_credits_carbon_reduction.htm" rel="self">qui</a>. I crediti si possono acquistare ad esempio <a href="http://www.climatecare.org" rel="self">qui</a>, <a href="http://www.carbonfund.org" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.terrapass.com/" rel="self">qui</a>. <br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Merry Xmas</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2007-12-23T16:08:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/c7bd993ccbf57588f569ef854f7b0561-342.html#unique-entry-id-342</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/c7bd993ccbf57588f569ef854f7b0561-342.html#unique-entry-id-342</guid><content:encoded><![CDATA[<h4>Tanti auguri dalla famiglia Rizzolli Marchegiani</h4><p style="text-align:center;">(clikkare sull'immagine ed aspettare... aspettare... aspettare...)<br /><br /><a href="http://www.elfyourself.com/?id=1297254300" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry342_1.jpg" width="360" height="186"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>24.5 minuti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Humor</category><category>Politica</category><dc:date>2007-12-21T09:32:00+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/24-5-minuti.html#unique-entry-id-341</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/24-5-minuti.html#unique-entry-id-341</guid><content:encoded><![CDATA[Credo che a qualcuno dentro Trenitalia manchi il senso del ridicolo. A pochi giorni dal <a href="files/trenitalia-crowding-out.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:affollati di gente, disaffollati di motivazioni">post</a> in cui parlavamo dei regolari ritardi di 25 minuti sui treni ES (&egrave; forse l'unica cosa puntuale di Trenitalia) oggi mi arriva la letterina qui sotto, nella quale con le solite formulette spiacenti/scusa/disagio Trenitalia mi nega  un bonus per un viaggio in settembre (gi&agrave;... che vi aspettavate, sono in ritardo anche le risposte...) perch&egrave; -sentite un po'- il treno era in rtiardo di 24,5 mni. 24,5 minuti. ventiquattro virgola cinque minuti. <strong>ventiquattro virgola cinque minuti. VENTIQUATTRO VIRGOLA CINQUE MINUTI!!!!<br /><br /></strong><p style="text-align:center;"><a href="assets/trenitalia24.5.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/TERNITALIA.jpg" width="478" height="310"/></a><strong><br /></strong><strong><br /></strong></p><p style="text-align:left;">PS. Ma secondo voi, ventiquattro virgola cinque minuti, significa che sono 24 minuti e 50 secondi, 24 minuti e 5 secondi oppure 24 minuti e 30 secondi?</p>]]></content:encoded></item><item><title>It&#x27;s the weight&#x2c; stupid</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-20T10:52:57+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/it-s-the-weight-stupid.html#unique-entry-id-340</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/it-s-the-weight-stupid.html#unique-entry-id-340</guid><content:encoded><![CDATA[La UE &egrave; ad oggi la frontiera della lotta al riscaldamento globale. I suoi interventi sono seri ed incisivi, ancorch&egrave; discutibili. Dalla borsa delle<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/European_Union_Emission_Trading_Scheme" rel="self"> emissioni</a>, agli interventi nel settore <a href="http://www.iht.com/articles/2006/11/14/business/emit.php" rel="self">aereo</a>. Non si ferma nemmeno di fronte alla potente industria delle automobili. O forse si?<br /><br />In questi giorni si parla molto degli interventi che stanno per essere predisposti in materia di <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/motori/motori-dicembre-2007/motori-stangata-co2/motori-stangata-co2.html?ref=mothpstr2" rel="self">emissioni degli autoveicoli</a>. Se per il settore industriale si &egrave; percorsa una strada del cosiddetto <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emissions_trading" rel="self">cap-and-trade</a></em><em>, </em>e per quello aereonautico un meccanismo tipicamente da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax" rel="self">carbon tax</a>, nel caso delle automobili sembra che la strada che si vuole battere sia quello dell'intervento regolatorio diretto. Niente tasse sull'inquinamento, ne permessi di emissione da comperare, semplicemente, per legge, <strong>le automobili non dovranno emettere pi&ugrave; di un tot di grammi di CO</strong><sub>2</sub><strong>. 130 g/km per la precisione</strong>. Punto e basta. Giusto? Sbagliato? Forse la carbontax avrebbe funzionato bene anche in questo settore. Imponendo un raddoppio del prezzo dei carburanti ad esempio, sarebbe diventato prioritario per gli automobilisti acquistare automobili in grado di consumare di meno e quindi di emettere di meno. Certo sarebbe stata una tassa vistosa e quindi politicamente forse insopportabile. Ecco quindi l'idea di percorrere la strada  regolatoria, che semplicemente nasconde i costi sotto al tappeto, trasferendoli alle case produttrici (che devono investire molto pena multe salate) e quindi indirettamente di nuovo agli automobilisti.<br /><br />Ma l'importante, pensiamo, sia non tradire lo spirito dell'iniziativa: <strong>LE EMISSIONI VANNO RIDOTTE!. </strong>E ci sono molti modi per arrivare a quei fatidici 130 g/km. Ad esempio migliorando i motori, migliorando gli pneumatici, l'aereodinamica, ma soprattutto il peso. E' naturale che -a parit&agrave; di tutto il resto- un auto pi&ugrave; pesante consumi pi&ugrave; energia per essere spostata e quindi emetta pi&ugrave; gas dalla combustione del carburante. Parafrasando WJ Clinton: <strong><em>It's the weight, stupid!</em></strong><br /><br />Ed allora ci sembra curiosa la la decisione della UE di scontare il peso dai target di riduzione delle diverse case automobilistiche. E' vero, le case tedesche (BMW, Mercedes Porche ed Audi in testa) sono auto pi&ugrave; belle, ricche ed accessoriate e pi&ugrave; pesanti e quindi dovrebbero fare sforzi maggiori per ridurre le emissioni. Probabilmentte questo implicherebbe che prima o poi tutte le case dovrebbero rinunciare all'idiozia di produrre motori 6000 a 12 cilindri od altre meraviglie tecnologiche aassolutamente inutili come queste. E d'altra parte quelle case che fanno auto pi&ugrave; piccole e leggere (FIAT, Citroen, Toyota e compagnia cantando) le cui auto  gi&agrave; ora emettono relativamente (ai bestioni di prima) poco, dovrebbero assumersi sforzi minori ed avere tutto da guadagnare. C'&egrave; chi ci guadagnerebbe e chi ci rimetterebbe. Ma proprio questo &egrave;  il punto. O si prende sul serio l'obiettivo di ridurre le emissioni e quindi i target devono valere per tutti, oppure permettere che alcune case abbiano dei target pi&ugrave; alti perch&egrave; producono ora delle auto pi&ugrave; inquinanti &egrave; una distorsione assurda. assurda...<br /><br />Pensiamo ad alcune delle conseguenze: tra le varie di cui si parla sui giornali (non ultima che il peso delle innovazioni per raggiungere i target verr&agrave; spalmato in maniera  iniqua sulle vetture piccole che gi&agrave; ora emettono molto meno) c'&egrave; anche l'assurdit&agrave; che paradossalmente FIAT e le altre case produttrici di auto piccole comincino ad immettere sul mercato auto appositamente appesantite con il solo obiettivo di alzarsi la media ponderata dei pesi ed alleviare parzialmente la pressione del target. <br /><br />Cara Europa, ripensaci...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>la pratica del buon governo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-19T10:34:35+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cittadino-amministratori.html#unique-entry-id-339</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cittadino-amministratori.html#unique-entry-id-339</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200712_P14-15_Cittadini.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200712_P14-15_Cittadini" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry339_1.jpg" width="160" height="221"/></a></div>Grumes &egrave; un ridente paesino arroccato su un promontorio infondo alla val di Cembra. Ma per i dettagli geografici vi rimando <a href="http://trentinoaltoadige.indettaglio.it/ita/comuni/tn/grumes/grumes.html" rel="self">qui</a>. Abbiamo invece parlato di Grumes, nell'ultimo numero di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazione</a> per un altro motivo: l'amministrazione comunale si &egrave; coraggiosamente lanciata in un modello di sviluppo dal basso che &egrave; una sfida che ci piace molto. Ci piace nei contenuti: perch&egrave; prendono sul serio tutte le questioni che affrontiamo con regolarit&agrave; su cooperazione ed in questo blog: dall'uso di fonti alternative al risparmio energetico alla diminuzione dei consumi ecc. Ma ci piace anche perch&egrave; questi ed altri progetti sono portati avanti coinvolgendo la popolazione e facendola partecipare non solo nelle decisioni, ma anche nei rischi che si corronno quando ci si cimenta con sfide importanti. Ci piace a tal punto che, oltre ad averne parlato su cooperazione, abbiamo subito sottoscritto delle quote della societ&agrave;  STG (di cui parliamo ampiamente nell'articolo). E lasciamo stare i maligni che potrebbero insinuare che l'entusiamo &egrave; dovuto al fatto che mio cugino <a href="http://www.comuni-italiani.it/022/096/amm.html" rel="self">Simone </a>&egrave; sindaco del comune, ed il mio pap&agrave; &egrave; il presidente della STG. :-)<br />]]></content:encoded></item><item><title>affollati di gente&#x2c; disaffollati di motivazioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-12-17T11:53:21+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/trenitalia-crowding-out.html#unique-entry-id-337</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/trenitalia-crowding-out.html#unique-entry-id-337</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="train_icon" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry337_1.gif" width="72" height="72"/></div><em>Per Trenitalia un treno in ritardo, non &eacute; un treno in ritardo...</em><strong><br /></strong><strong><br />Prima lezione  di law&economics base.</strong> <em>I comportamenti degli individui sono dettati (anche) dagli incentivi e disincentivi economici sottostanti.<br /></em><strong>Seconda lezione  di law&economics avvanzata. </strong><em>A volte, l'introduzione di incentivi (o disincentivi) economici</em> <em>sostituisce le motivazioni preesistenti che spingevano a comportarsi in un certo modo. &Eacute; il cosidetto </em><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Motivation_crowding_theory" rel="self">motivation crowding-out </a></em><em>; "disaffollamento" motivazionale...<br /><br /></em>Sono seduto sull'Eurostar 9428 da Roma Termini (07:30) a Milano Centrale (12:00). Hanno appena annunciato i regolari 25 minuti di ritardo. 25 minuti. Venticinque minuti. &Eacute; cosi sempre. Sono stati 25 minuti la settimana scorsa. Sono stati 25 minuti la settimana prima della scorsa. Sono stati 30 minuti giovedi al ritorno, e  forse venti la settimana prima.<br /><br />Perch&eacute;? Trenitalia &eacute; un soggetto economico. Un po' particolare si potrebbe obiettare. In ogni caso un soggetto economico che risponde (a volte) agli incentivi. Per vincolarsi rispetto ai propri utenti, per offrire un po' di credibilit&agrave; al proprio prodotto, promise molto tempo fa di restituire il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo. Giusto perdio. L'utente acquista un servizio. il servizio &eacute; mancante. All'utente viene restituito un po' del costo. <br /><br />Questo poi, induce (nelle intenzioni di chi prese quella decisione) Trenitalia a modificare il proprio comportamento. Se essa deve pagare per aver causato un ritardo, far&agrave; di tutto per non causare ritardi. E qui siamo alla lezione numero uno di l&e: gli agenti rispondono agli (dis)incentivi.<br /><br />Ma quanto ritardo &eacute; sufficiente per fare scattare il bonus ripagatore? Qui trenitalia (o che per lei)ha deciso che il ritardo deve essere di 25 minuti. Venticinque minuti. Come se 25 minuti, per due volte alla settimana, per 40 settimane all'anno non facessero 1000 minuti. Cio&eacute; praticamente due giorni lavorati immolati ai ritardi di Trenitalia.<br /><br />Ora, se Trenitalia &eacute; disincentivata a fare un ritardo superiore ai 25 minuti, ma non paga nessuna conseguenza per ritardi inferiori ai 25 minuti, cosa credete che succeda? Esatto.. succede quello che succede... <br /><br />Qui entra entra in gioco la lezione di L&E avvanzata. Se anche vi fosse stato un singolo ferroviere motivato a portare in binario il suo bravo treno in orario per farsi bello con i colleghi e  con i superiori o anche solo per amore di un lavoro ben fatto, ora si trover&agrave; con le proprie motivazioni spiazzate e svuotate. <br /><br /><strong>Per Trenitalia un treno in ritardo, non &eacute; un treno in ritardo. </strong>Non lo &eacute; perch&eacute; se cosi fosse, essa dovrebe pagare un bonus. E siccome il bonus si paga solo dopo i 25 minuti, allora un treno in ritardo di 25 minuti, <strong>NON E' IN RITARDO</strong>. Perfavore, non insistete. Quando leggete l'orario ferroviario insomma, nella colonnina del tempo di percorrenza della tratta, leggete sempre un (+25 min). Solo oltre quest'orario infatti il treno, per trenitalia, &eacute; effettivamente in ritardo.<br /><br />PS. Meno male che ieri Romano <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/tav/200712articoli/28535girata.asp" rel="self">mi ha provato l'alta velocit&agrave; tra Bologna e Milano</a>. Dice che entro Natale prossimo me la consegna e ed entro Natale 2009 posso andare da Roma a Milano in tre ore.  Tre ore e enticinque minuti ovviamente...<strong><em><br /></em></strong><em><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>mamme&#x2c; bici e pannelli solari. Un anno dopo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-12-07T19:53:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html#unique-entry-id-336</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html#unique-entry-id-336</guid><content:encoded><![CDATA[Un <a href="files/mamme-e-pannelli-solari.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Mamme, bici e pannelli solari">anno</a> fa commentavamo la finanziaria 2006 suggerendo di parlare pi&ugrave; delle misure in essa contenute vicine alla gente. <strong>Mamme</strong>, perch&eacute; con la finanziaria si davano finalmente delle sicurezze  alle donne con lavori precari in dolce attesa, <strong>bici</strong> perch&eacute; venivano stanziati fondi per la costruzione di piste ciclabili e <strong>panelli solari</strong> perch&eacute; si dava finalmente sostanza alla promessa che pi&ugrave; ci era piaciuta in campagna elettorale: <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/pannellata-di-verde.html" rel="self">quella di coprire l'italia di pannelli solari</a>.<br /><br />Siamo di nuovo in questi giorni immersi nel girone dantesco della finanziaria. Il governo vacilla e la Binetti non viene (per ora) <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2007/12/la_signora_no.html" rel="self">espulsa</a> dal PD. Il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1485163" rel="self">parolaio  rosso</a> parla a vanvera di <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/tensioni-unione-1/bertinotti-giannini/bertinotti-giannini.html" rel="self">tempi lunghi e orizzonti ampi</a>, asfissiando  per&ograve; negli spazi angusti e nei tempi miopi dei suoi piccoli interessi di partito. Noi guardiamo a quello che ci era piaciuto allora, ed egoisticamente constatiamo quanto quella finanziaria, allora cosi sofferta ci ha <s> regalato, messo in gradi di, concesso</s>(niente, l'italiano non ci aiuta ad esprimere il concetto. Usiamo un termine inglese allora) <em><a href="http://en.wiktionary.org/wiki/empower" rel="self">empowered</a></em>.<br /><br />Forse qualcuno di voi gia lo sa, altri no. Chiara, Lucia ed il sottoscritto aspettiamo un nuovo membro in famiglia. Arriver&agrave; presto; se tutto va bene agli inizi di febbraio. In quanto entrambi lavoratori precari (assegnisti di ricerca) abbiamo comunque da quest'anno diritto all'assegno di maternit&agrave;. Anche io, il padre. Addirittura la mia universit&agrave; magnanimamente mi coprirebbe il 100% dello stipendio e non gi&agrave; solo l'80% garantito dall'INPS. Non fa niente se poi alla fine io non far&ograve; nemmeno un giorno di paternit&agrave;. E se Lucia continuer&agrave; a lavorare sodo e con la consueta passione, magari un po' di pi&ugrave; stando a casa ed un po' di meno dall'ufficio. Non fa niente dicevo, l'importante &eacute; sapere che quel diritto ci &eacute; riconosciuto, che l'istituzione pubblica si &eacute; presa cura del nostro desiderio di mettere al mondo un figlio; infondo di mettere al mondo un altro cittadino italiano.<br /><br />Il secondo beneficio di quella finanziaria lo stiamo cogliendo in questi giorni. Stiamo installando dei magnifici pannelli solari sul nostro tetto. Seguir&agrave; a breve post pi&ugrave; esteso in proposito ma per ora vi diciamo solo che siamo entusiasti dell'idea di farci la doccia, farci il bucato e lavarci le stoviglie con l'acqua riscaldata con nient'altro che il generoso sole che rende sempre questa citt&agrave; cosi meravigliosa. Tutto questo grazie alle detrazioni del 55% senza le quali probabilmente non saremo mai stati spinti ad installarli.<br /><br />Certo, di ciclabili per ora non ne vediamo alcuna. Ma in compenso Lucia mi ha donato da poco una nuova e fiammante bicicletta con cui mi libro di tanto in quanto nel traffico di Roma.<br /><br />Mamme, bici e pannelli solari...]]></content:encoded></item><item><title>dedicato a Prodi per l&#x27;approvazione &#x3c;br&#x3e; (per ora e solo in Senato) della Finanziaria</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Humor</category><dc:date>2007-11-16T08:05:22+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/una-vita-da-prodiano.html#unique-entry-id-335</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/una-vita-da-prodiano.html#unique-entry-id-335</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="font:10px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Iut9ZexiF3w&rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Iut9ZexiF3w&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></span></p>]]></content:encoded></item><item><title>E un altro giorn(alista) &#xe8; andato</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-11-06T08:34:13+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/altro-giorno-andato.html#unique-entry-id-334</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/altro-giorno-andato.html#unique-entry-id-334</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="biagimontanelli" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry334_1.jpg" width="256" height="140"/></div>Oggi se ne &egrave; andato un altro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Biagi" rel="self">grande giornalista</a>. Di lui voglio solo ricordare una frase, pronunciata durante una di quelle ultime puntate infuocate de il Fatto, poco prima che l'editto bulgaro lo allontanasse in maniera vile dai palinsesti. Guardando diritto Berlusconi, attraverso lo schermo, disse pi&ugrave; o meno: <em>signor presidente, si dia pace, eravamo qui prima che voi arrivaste e saremo qui dopo che ve ne sarete andati</em>. Detta da un signore che allora aveva gi&agrave; 81 anni suonati, questa frase suonava  quantomeno come una coraggiosa scommessa con il proprio ed altrui futuro. Mi piace pensare che in questo ultimo anno, nonostante tutto, egli si sia preso qualche soddisfazione dall'avere vinto questa scommessa. Soddisfazione peraltro condivisa da molti, ma non da tutti. L'altro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli" rel="self">grandissimo</a> di quell'altro secolo infatti, dovette cedere al suo crepuscolo proprio agli albori della seconda stagione berlusconiana...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>i piani per la giornata</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-10-31T02:38:31+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/pianiperlagiornata.html#unique-entry-id-333</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/pianiperlagiornata.html#unique-entry-id-333</guid><content:encoded><![CDATA[<ul class="disc"><li>31/10. 8.00 AM CET. 1713-104 Gentry Square Lane, Champaign - IL terminal, Urbana. Macchina</li></ul><ul class="disc"><li>31/10. 8.55 AM CET. IL Terminal, Urbana - Chicago O'Hare Airport Terminal. Bus</li><li>31/10. 5.30 PM CET. Chicago O'Hare Airport Terminal - Amsterdam Shipol Airport. KLM Boeing 747</li><li>1/11. 8.10 AM GMT. Amsterdam Shipol Airport - Milano Linate Airport. KLM A320</li><li>1/11. 11.00 AM GMT. Milano Linate Airport - Milano Stazione Centrale. Taxi?</li><li>1/11. 11.55 AM GMT. MIlano Stazione Centrale - Verona Porta Nuova. Trenitalia Eurocity </li><li>1/11. 1.40 PM GMT. Verona Porta Nuova - Trento Stazione. Trenitalia Eurostar </li><li>1/11. 2.33 PM GMT. Trento Stazione - Via Tabin 17, Grumes. Fiat Panda 1.3JTD</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>appunti di nozze</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-10-25T00:36:07+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/appunti-nozze.html#unique-entry-id-332</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/appunti-nozze.html#unique-entry-id-332</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200710_P20-21_Appunti.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200710_P20-21_Appunti" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry332_1.gif" width="113" height="156"/></a></div>Passato l'<em>hang over </em>(scusate gli amerikanismi in questi giorni) post nozze, quest'estate colei che ormai &eacute; nel frattempo diventata (suo malgrado) mia moglie ed il sottoscritto si sono dati da fare per mettere per iscritto alcuni appunti  su come abbiamo organizzato la nostra festa, i pensieri che ci hanno accompagnato nell'idearla e le riflessioni che da questo agire ne sono conseguite. Ne abbiamo fatto un piccolo pezzo per<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200710_P20-21_Appunti.pdf" rel="self"> Cooperazione tra consumatori </a>che speriamo a qualcuno, prima o poi, sia di qualche aiuto e guida attraverso i bellissimi mesi che preparano quella che per ciascuno rimane la propria indimenticabile giornata.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>I wish i was there</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-10-14T15:25:14+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/i-wish-i-was-there.html#unique-entry-id-331</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/i-wish-i-was-there.html#unique-entry-id-331</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry331_1.jpg" width="97" height="97"/></div>Sono le 15.26. In Italia. <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&time=&date=&ttype=&q=1380+Harbor+Island+Dr.,+San+Diego,+CA&sll=32.71571,-117.16153&sspn=0.732544,1.332092&ie=UTF8&ll=32.710033,-117.160263&spn=0.091574,0.166512&z=13&iwloc=addr&om=1" rel="self">Qui</a> invece sono le sei e mezza del mattino ed il jet <s>leg</s> lag mi ha tirato giu dal letto presto. Meglio cosi, riesco a seguirmi il finale di primarie e magari a scriverne qualcosa prima che finisca il tutto e comincino i <em>te l'avevo detto</em>; gli <em>era ovvio che sarebbe andata cosi</em>;  e tutto il resto del <em>benaltrismo</em> e del <em>risaputismo</em> italiota.<br /><br />Dunque non posso che cominciare con il dire che davvero <em>vorrei essere li</em>. Vorrei mettermi in fila come quel <a href="http://wwww.dsonline.it/speciali/primarie2005/index.asp" rel="self">16 ottobre</a> di 2 anni fa sotto il sole di Roma. Vorrei dare una mano al gazebo ed incrociare gli sguardi dei miei nuovi compagni di partito, i miei compagni di speranza politica, i miei compagni di percorsi costruttivi. <br /><br /><strong>Il sentirsi a casa.</strong> Si perch&eacute; molto piu che con le primarie dell'Unione di allora, quelle di quest'anno sono anche e soprattutto un processo identitario. Allora in fondo si votava per il leader dello schieramento. Si, l'elettore di Bertinotti e quello di Mastella erano ed (ancora) sono in fondo compagni di strada, o quantomeno sono compagni di governo. Ma da allora, si sono viste subito emergere tutte le differenze che ci impediscono di riconoscerci tutti dentro lo stesso partito.<br /> <br /> Invece oggi deve essere diverso. Buona parte delle persone che oggi si recano ai seggi, che fanno la fila, che si sono spulciate i nomi nelle liste, che si sono informate sul conto della Bindi, di zio Walter, di Marione e degli altri, sono li perch&eacute; si vogliono finalmente riconoscere all'interno di una casa unica, che sotto il proprio tetto contenga e sintetizzi tutte le differenze e le diversit&agrave; che pur ognuno di noi porta con se. Che bello: vorrei vedervi in faccia tutti, miei nuovi <s>630.000 (questi gli affluenti alle urne alle 12.00)</s> <strong>3 milioni e mezzo di </strong>compagni di partito. Altro che fusione fredda. Piccola postilla: si certo, non tutti i votanti sono per forza neoiscritti al PD. Onore anche a coloro che pur non riconoscendosi nel PD hanno deciso in buona fede di votare. &Eacute; una scelta che apprezzo e se un d&igrave; il centrodestra volesse il cielo si desse a delle primarie serie, parteciperei anche io almeno per potermi scegliere la meno peggio delle alternative :-)<br /><br /><strong>Le belle notizie</strong>. Siamo arrivati a queste primarie obiettivamente in un clima un po' bigio. La potenza di fuoco mediatico scatenata &eacute; stata impressionante e davvero pochi si sono lesinati dallo sparare contro. E passi pure che gi avversari politici abbiano parlato a vanvera di fusioni tra apparati, di partito nato vecchio, e tutte le altre sciocchezze che erano evidentemente dettate dal tentativo di minimizzare i danni. &Egrave; gi&agrave; perch&eacute; davvero queste primarie cambiano lo scenario politico ed ora gli altri devono inseguire. Per dare un metro di quanto queste primarie collochino il PD una generazione avanti a tutti gli altri partiti Italiani si confronti ad esempio l&rsquo;esperienza di oggi con quella della settimana scorsa in cui &egrave; rinato per l&rsquo;ennesima volta -tra le risate almeno di quei pochi che ancora seguono questa pantomima- il partito socialsita che ora sembra si faccia chiamare <a href="http://www.sdionline.it/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=267&Itemid=255" rel="self">costituente socialista</a>.<br /><br /><strong>La nomenclatura ed il rinnovo della classe dirigente</strong>. C&rsquo;&egrave; stata molta discussione, speranza ed anche delusione circa l&rsquo;accesso alle liste. L&rsquo;accusa pi&ugrave; diffusa &egrave; che le nomenclature si siano prese tutti i posti. Queste accuse mi sono sin qui sembrate ingiuste ed esagerate. Da un parte &egrave; vero: &egrave; ora e tempo di svecchiare i partiti, di far partecipare i giovani e cosi via&hellip; sono ovviamente simpatizzante con tutte queste istanze. Dall&rsquo;altra non vedo perch&eacute; gente che crede nel PD si dovrebbe fare da parte solo per presunti limiti di et&agrave; o per portare la colpa di essersi interessato, appassionato e dedicato alla politica prima di ora. Almeno di non pensare male dei nostri nuovi compagni di partito: che quelli che gia erano nei DS e nella Margherita erano tutti farabutti e poltronisti. &Egrave; un ragionamento che ovviamente non sta in piedi. Tra questi due estremi andava cercato un equilibrio: e credo che tutto sommato con il sistema delle liste concorrenti (meglio sarebbe stato avere per&ograve; le preferenze), con almeno tre-quattro candidati che presentandosi come outsiders hanno cooptato molta gente prima  estranea alla politica e con una delle tre liste che sostengono il vincente designato sostanzialmente costituita da facce nuove, beh credo che l&rsquo;obiettivo di iniettare una forte dose di novit&agrave; in un corpo che non pu&ograve; e non vuole rinunciare alla sua storia  sar&agrave; raggiunto.<br /><br /><strong>I candidati.</strong> Non avrei difficolt&agrave; a votare per Veltroni, per Bindi, per Letta e per Adinolfi. Avrei dei validi motivi per votare per ognuno di loro. Bello essere in imbarazzo per eccesso di volont&agrave; di voto piuttosto che per difetto. Ho seguito l&rsquo;ottima iniziativa di <a href="http://www.repubblica.it/speciale/2007/primarie_diamanti/indice_domande.html" rel="self">Repubblica</a> delle 10 domande ai candidati. <br /><br />Direi che Marione mi ha spesso convinto sui temi forti dell&rsquo;identit&agrave; e delle prospettive. &Egrave; invece caduto fragorosamente sulle domande di economia dove invece &egrave; andato bene, e come poteva essere altrimenti, Letta. Veltroni non ha particolarmente brillato: essendo l&rsquo;incumbent aveva solo da perdere a sbilanciarsi. Alla fine per&ograve;, quella che mi ha convinto di pi&ugrave; &egrave; la Bindi. Per molte delle ragioni che cita anche <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/10/e-sottolineo-se.html" rel="self">Leonardo</a>. Voterei quindi la Bindi, se fossi li.<br /><br />Mentre sorge il sole sulla marina di san Diego, penso alle cose di casa nostra. Penso al nuovo partito che oggi nasce. Al posto in cui voglio sentirmi a casa, insieme a centinaia di migliaia di altri compagni. I wish i was there&hellip;<br />]]></content:encoded></item><item><title>dissonanza cognitiva</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><category>Politica</category><dc:date>2007-10-04T09:22:16+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dissonanza-cognitiva.html#unique-entry-id-330</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dissonanza-cognitiva.html#unique-entry-id-330</guid><content:encoded><![CDATA[<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dissonanza_cognitiva" rel="self">Dissonanza cognitiva</a></strong>. Cio&egrave; -spiega Wikipedia- <em>la condizione di individui le cui credenze, nozioni, opinioni contrastano tra loro, ad esempio la dissonanza per incoerenza logica, o con le tendenze del comportamento, es. dissonanza per l&rsquo;esperienza passata, o con l&rsquo;ambiente in cui l&rsquo;individuo si trova ad operare, quindi dissonanza per costumi culturali.<br /><br /></em>...Incoerenza logica tra quello che si dice e le proprie tendenze, comportamenti, esperienze, ambienti e costumi culturali. Deve trattarsi per forza di questo! <strong>Ecco di che cosa &egrave; affetto l'onorevole Previti</strong>. Ecco perch&egrave; forse gli hanno concesso tutte le attenuanti che si potevano concedere e lo hanno mandato cosi in fretta ai domiciliari. <strong>Poverino, &egrave; cognitivamente dissonante.</strong><br /><br /><strong>Non ci credete? </strong>Leggete le esilaranti (se non fossero inquietanti) intercettazioni della conversazione del 7 aprile 2006 (2 giorni prima delle elezioni) tra l'ormai ex onorevole e<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Lotito" rel="self"> Lotito</a>  in cui Previti raccomanda in malo modo il figlio per un posto in squadra che dice lui &egrave; ora scandalosamente occupato da un raccomandato che <em>non vale un cazzo perch&eacute; &egrave; solo grosso e fregnone. <br /><br /></em><blockquote><p>Previti chiama Lotito: "Claudio, io so' stato sempre 'na persona seria, 'na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresent&agrave; 'a gloriosa maglia biancoceleste, io questo proprio non te lo consento proprio, io faccio un casino. Proprio veramente succedono l&igrave; delle cose da basso impero, con un generale da operetta che non capisce un cazzo di calcio e che caccia via i ragazzi bravi e difende quelli che non hanno le qualit&agrave; manco pi&ugrave; elementari. Ma stiamo scherzando? Mio figlio viene mortificato da un anno, e io mi sono rotto il cazzo, nel vero senso della parola".<br><br>Lotito risponde: "Ora prendo in mano il settore giovanile". Ma Previti insiste: "Queste cose non le posso sopportare come laziale, perch&eacute; tu sai che ogni laziale si sente laziale come patto d&rsquo;onore con Dio. Noi non siamo come i romanisti".<br><br>Secondo pap&agrave;, il figlio "lo mandano a fa la riserva in un'altra squadra, per fare rientrare un cattivo soggetto per levare il posto di Umberto, il quale continua a riscaldare con il suo riverito culo la panchina", mentre, a suo parere, "&egrave; a livello de giocare in qualsiasi squadra de prima serie, cazzo!". Ma sarebbe discriminato "perch&eacute; se chiama Previti".<br><br>Lotito ammette che "il fatto &egrave; grave", anche perch&eacute; prima "nelle giovanili c'era parecchia corruzione". Previti, condannato per il processo IMI-SIR, intima di moralizzare l'ambiente cacciando "i raccomandati de pap&agrave;".<br><br>Lotito provveder&agrave; a farlo a fine campionato, ma Previti non molla ancora: "Adesso io c'ho il problema di mio figlio, &egrave; un problema immediato, perch&eacute; mi fijio seduto 'n panchina pe' fa' gioc&agrave; 'n raccomadato&raquo;. Il presidente laziale chiede: &laquo;Chi &egrave; 'sto raccomandato?&raquo;. E Previti risponde: &laquo;Luciano, Luciani, Apollo, che ne so, uno arto e grosso, tecnicamente non vale un cazzo perch&eacute; &egrave; solo grosso e fregnone e mi fijo s&rsquo;&egrave; fatto mezzo campionato de panchina&hellip; 'na cosa inaccettabile sul piano mo-ra-le!&raquo;.<br><br>Oggi Umberto Previti gioca nella Primavera della Lazio ed &egrave; stato inserito anche nella lista B biancoceleste di Champions League, come terzo portiere.</p></blockquote>]]></content:encoded></item><item><title>inventori con le batterie scariche</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><category>Computer</category><dc:date>2007-10-03T09:32:27+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/batterie-scariche.html#unique-entry-id-329</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/batterie-scariche.html#unique-entry-id-329</guid><content:encoded><![CDATA[Il problema degli aggeggi elettronici -si sa- sono sempre le batterie. Dove posso andare con due ore di autonomia sul mio portatile? Vogliamo poi parlare dell'auto elettrica, dell'auto ibrida, del segway e di tutte quelle altre bellissime diavolerie che semplificherebbero e migliorerebbero drammaticamente la nostra vita non fosse altro per il fatto che attualmente possono farlo solo per pochi giri/massimo 15 km/solo 2 ore di autonomia? <br /><br />Dannata tecnologia dell'accumulazione energetica, vero collo di bottiglia della modernit&agrave;. Dio stramaledica le duracell, le zinco carbone e pure le batterie al litio, che per quello che vorremmo fare noi, comunque non durano nulla.<br /><br />Vediamo allora che diavolerie sono allo studio di questi tempi per risolvere/aggirare/ingannare l'annoso problema:<br /><br /><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pila_a_combustibile" rel="self">Pile di idrogeno</a></strong><strong>. </strong>Eterna promessa della modernit&agrave;, celebrata da Rifkin e sodali. Doveva essere la via ecologica all'energia infinta. Tante piccole celle dove l'idrogeno entra in contatto con l'ossigeno e nel processo di diventare acqua rilascia tanta bella energia pulita. Ma dove si &egrave; arenato il piano? Mah, sembra si siano accorti che per innescare le reazioni servano degli elementi rari e sostanzialmente in via di esaurimento sulla crosta terrestre. quindi per ora dite <em>adieu</em> all'idrogeno, almeno fino a quando non riusciamo ad aprire le miniere su marte.<br /><br /><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_ad_aria_compressa" rel="self">Batterie ad aria compressa</a></strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_ad_aria_compressa" rel="self">.</a> E se proprio non dovessimo muovere le nostre macchine con l'idrogeno, che almeno si spostino grazie ad un po' di sana aria compressa. Oppure no? Sembra che anche questa idea per accumulare energia sia presto <a href="http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/eolo.html" rel="self">naufragata</a> dalle parti della <a href="http://www.omniauto.it/magazine/2477/presto-una-tata-ad-aria-compressa" rel="self">Tata</a><br /><br /><strong><a href="http://www.pcworld.com/printable/article/id,110120/printable.html" rel="self">Batterie al metanolo</a></strong><strong>. </strong>Eh gi&agrave;!  Dopo che lo hanno fatto bere ai vostri padri mischiato al <a href="http://www.teatronaturale.it/articolo/2323.html" rel="self">vino</a> quando voi eravate piccoli, sembra che ora il metanolo finir&agrave; nelle batterie dei vostri cellulari. E cosi dovrete entrare dal tabaccaio per comperare non una, ma ben due ricariche. LA schedina magnetica per il credito e la bomboletta modello ricarica dello Zippo. Ad occhio e croce credo per&ograve; che vi faranno qualche storia se vi arrischiate ad avvicinarvi a meno di 200 metri da un check-in dell'aeroporto. E fate attenzione a non macchiarvi i pantaloni con tutti quei liquidi quando provate a ricaricarvi il vostro portatile negli angusti seggiolini dell'Eurostar.<br /><br /><strong><a href="http://www.electronista.com/articles/07/10/02/betavoltaic.battery/" rel="self">Batterie Betavoltaiche</a></strong><strong>. </strong>Quei mattacchioni dell'aviazione americana hanno avuto un idea geniale: una batteria che pu&ograve; alimentare il vostro notebook per i prossimi 30 anni. E come si fa? Molto semplice, metti nella batteria un po' di combustibile nucleare, qualche radioisotopo, tra l'hardisk ed il DVD e metti una piccola rete che raccoglie gli elettroni in decadimento: energia assicurata fino alla nascita dei tuoi pronipoti ai quali potrai finalmente passare quell'anticaglia che nel frattempo &egrave; diventato il tuo portatile. Gli ingegneri assicurano che la batteria non produce emissioni radioattive e per di pi&ugrave; non scalda! Tra i vantaggi sembra che ti permetta di farti da solo delle lastre radiografiche ponendoti in piedi tra lo schermo e lo specchio del bagno.<br /><br /><strong><a href="http://www.electronista.com/articles/06/11/21/apple.heat.conversion/" rel="self">Batterie termali</a></strong><strong>. </strong>Che cosa farne di tutto quel calore che emette il fondo del portatile e che fa sempre girare vorticosamente quelle ventole maledette? Geniale -devono aver pensato quelli della<a href="http://www.eneco.com" rel="self"> Eneco</a>- trasformiamolo in energia. Cosi, scrivono quelli di <a href="http://www.macnn.com/articles/06/11/21/power.generating.heatsinks/" rel="self">MacNN</a>, potremmo un giorno non avere pi&ugrave; bisogno delle batterie nei portatili. Gi&agrave; geniale... trasformare calore in energia. ma forse sarebbe meglio dire ritrasformare, dal momento che quel calore, prima di essere un effetto collaterale della produzione di potenza di calcolo, era alimentato a sua volta dall'energia della batteria. Dunque energia che diventa calore, che ridiventa energia. E se mi ricordo ancora qualcosa di termodinamica, mi sembra che il processo non possa andare avanti a lungo senza esaurirsi... Ma tant'&egrave;... comperatevi un plaid da viaggio perch&egrave; in futuro non potrete pi&ugrave; contare sul tepore accogliente del vostro portatile per riscaldare le vostre lunghe e fredde trasferte in treno.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ma lo squatting &#xe8; di sinistra?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>economia</category><category>Politica</category><dc:date>2007-09-27T10:23:50+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/squatting-di-sinistra.html#unique-entry-id-328</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/squatting-di-sinistra.html#unique-entry-id-328</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/cassazione-iacp/cassazione-iacp/cassazione-iacp.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry328_1.jpg" width="408" height="69"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Ci si ritrova a commentare l'ennesima singolare sentenza della Cassazione. E quando si dice singolare, si usa ovviamente un'eufemismo.<br /><br />Ovviamente ci sono una serie di argomenti ai quali qualsiasi economista potrebbe inchiodare questa bizzarria. Sarebbe una critica se volete da destra, ma va comunque brevemente fatta.<br /><br />-La non punizione dell'occupazione abusiva <strong>equivale al riconoscimento del diritto di </strong><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Squatting" rel="self">squatting</a></strong>. Con tanti saluti al diritto di propriet&agrave;. Questo ovviamente mina la sicurezza degli scambi economici, l'incentivo a lavorare sodo e ad investire una vita per costruire qualcosa (tanto te lo possono portare via gli squatters).<br /><br />-Ovviamente l'insicurezza di questo diritto ha <strong>effetti devastanti sul mercato degli affitti </strong>-a danno insomma di quei deficienti che ancora l'affitto lo pagano- in quanto i proprietari impauriti dal rischio squatters esigeranno premi rischio pi&ugrave; alti ed, al margine, metteranno meno case sul mercato. <br /><br />Ma questa se volete &egrave; una critica da destra. Una critica che, naturalmente, la destra italiana ha fatto a questa sentenza. Leggo per&ograve; che la sinistra italiana (facile immaginare quale, ma <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/cassazione-iacp/cassazione-iacp/cassazione-iacp.html" rel="self">Repubblica</a> ci viene in contro e fa tre nomi: Ferrero, Caruso e Cento. Tanto per non sbagliarsi!) addirittura parla di<em> sentenza di civilit&agrave;. </em>E' d'obbligo quindi una sacrosanta critica da sinistra.<br /><br />Ma alla persona che aspettava l'assegnazione dell'alloggio popolare abusivamente occupato, <strong>ci ha pensato qualcuno?</strong> Perch&egrave; se questa persona aveva guadagnato il diritto all'assegnazione dell'alloggio popolare legalmente, o pensiamo che l'agenzia che assegna le case sia una mafia, oppure dobbiamo per forza concludere che anche questa persona sia un'indigente. <strong>A questa persona, Ferrero, Caruso e Cento, hanno per caso qualcosa da dire?</strong> Vogliono spiegare loro a questa persona che in questo paese governato dalla sinistra la <em>civilit&agrave;</em> dell'illegalit&agrave; e della violenza dell'occupazione abusiva deve avere ragione della mitezza e della fiducia di chi segue le regole? <br /><br /><strong>Ma &egrave; veramente questo che la sinistra italiana si ritrova oggi a difendere?</strong> Il soppruso e l'illegalit&agrave;? la furbizia e l'arroganza? <strong>il </strong>(presunto ma non necessariamente) <strong>povero che rubal al</strong> (vero e legalmente riconosciuto) <strong>povero?</strong> <br /><br />Scusate, ma se questa &egrave; la sinistra, io do ragione ad Alesina-Giavazzi e dico che il liberismo (che difende il diritto di propriet&agrave; ed il primato della legge) &egrave; di sinistra e <strong>la sinistra &egrave; ahime diventata nel frattempo un po' fascista.</strong><br /><br />PS. Onde prevenire una facile critica di appendice, meglio precisare che non ci siamo nel frattempo dimenticati della madre disoccupata oggetto della sentenza. Certamente una sinistra presentabile vorrebbe che lo stato sociale si facesse carico anche del suo problema. Ad esempio sovvenzionando un affitto per un certo periodo ed agevolando la sua scalata (legale) nella graduatoria delle assegnazioni (legali) di case popolari. <br /><br />Noi, <em>clintonianamente</em>, vorremmo che un governo di centrosinistra creasse le strutture necessarie ad accogliere il figlio in un nido e lasciasse alla madre il tempo per lavorare e conquistare con le sue forze la capacit&agrave; di pagarsi una casa. <br /><br />Uno stato attento ai pi&ugrave; deboli ha molti modi per prendersi cura degli ultimi. <strong>Il riconoscimento del diritto di squatting non rientra tra questi</strong>.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2007-09-25T13:02:59+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/serve-nuova-fondazione.html#unique-entry-id-327</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/serve-nuova-fondazione.html#unique-entry-id-327</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2549158.html?ref=hpsbdx4" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry327_1.jpg" width="395" height="37"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Che il paroliere volesse dire che ora che la barca affonda, anche a lui* serve una fondazione da presiedere per il dopo?<br /><br />*<span style="font-size:11px; "><em>vedi  D'Alema che si fa presidente della fondazione ItalianiEuropei dopo il 2001 e Cofferati della fondazione DiVittorio dopo l'usicta dalla CGIL<br /></em></span></p>]]></content:encoded></item><item><title>Le ordinarie dimissioni del sig. Capecchi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-09-21T09:55:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dimissioni-capecchi.html#unique-entry-id-326</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dimissioni-capecchi.html#unique-entry-id-326</guid><content:encoded><![CDATA[<em>Antescriptum: &egrave; da un po' che non scrivo. MI sono chiesto perch&egrave;. Credo di avere un post sul groppone che non riesco per&ograve; a buttare gi&ugrave;. Riguarda ovviamente Grillo e gli strascichi del V-day...</em>. <br /><br />Ed ora a noi: il <strong>Sig</strong>. <strong>Riccardo Capecchi si &egrave; dimesso</strong>. Chi &egrave; il sig. Capecchi? Trovate una sua bio <a href="http://www.vedro.it/gindex.php?id=12&item=64" rel="self">qui</a>. Giovane, brillante, intraprendente consigliere di Palazzo Chigi, ha avuto la colpa di prendere un aereo, qualche settimana fa. Un aereo speciale: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Senza-grazia-e-senza-giustizia/1765034" rel="self">riportava il vice-presidente del consiglio Rutelli</a> a Roma dopo la premiazione del Gran Premio d'Italia a Monza. Sullo stesso aereo della presidenza del consiglio, viaggiava anche il ministro <strong>Mastella</strong> <strong>con la famiglia</strong>.  E poi -al rientro a Roma- il sig. Capecchi.  E' una notizia marginale, ma si presta ad alcune riflessioni. Ne butto gi&ugrave; alcune emerse sulla stampa un po' alla  rinfusa.<br /><br />-Innanzitutto non si capisce perch&egrave; le cariche istituzionali <strong>si debbano spostare con un Airbus</strong> da 100 posti.<br />-Poi gli onorevoli potrebbero prendere <strong>aerei di linea</strong>, o ci vogliono far credere che davvero quella domenica non c'era uno -dico 1- volo roma-milano con un paio di posticini per Rutelli e body-guard? Sorvoliamo  -&egrave; il caso di dirlo- poi sulla questione del <strong>viaggio in elicottero</strong> da Linate a Monza. Per dovere di cronaca dobbiamo dire forte anche che <em>non tutti sono uguali, [non] tutti rubano alla stessa maniera</em>. Infatti <strong>Padoa-Schioppa viaggia con le low cost e Prodi in </strong><strong><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/15/aerei_lusso_politici_mastella.shtml" rel="self">treno</a></strong>.<br />-Poi potremmo anche capire che Rutelli si sia recato alla premiazione per dovere istituzionale (seeeehhhh). Ma cosa giustificasse la presenza di Mastella no, non riusciamo a capirlo...<br />E via discorrendo... Credo che dettagli poco edificanti in questa piccola storia di casta se ne trovino in quantit&agrave;. Poi c'&egrave; questo Sig. Capecchi, che scrocca un passaggio su un aereo che gia avrebbe volato al rientro su Roma. In fondo il dettaglio pi&ugrave; insignificante.<br /><br />Ma lui &egrave; l'unico ad essersi dimesso. Ex-scout (e qui scatta la solidariet&agrave; di corpo), dice di essersi dimesso per aver infangato con il suo comportamento l'istituzione che era chiamato a rappresentare. Dimissioni <strong>senza grida al complotto ed irrevocabili. Punto.</strong><br /><br /><strong>Qui inizia la vicenda che per&ograve; mi interessa raccontare</strong>. Sui giornali e sul web infatti il Sig. Capecchi &egrave; diventato una specie di eroe. <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=331&ID_sezione=56&sezione=" rel="self">Gramellini</a> sulla Stampa, Messina sulla Repubblica ed altri ancora:  Capecchi<em> for president</em>. Capecchi santo subito. Capecchi l'alieno. Capecchi il danese, lo scout, l'integerrimo. Il suo? Un gesto di onest&agrave;. Un gesto nuovo, mai visto in Italia. E via discorrendo...<br /><br />Ora, mi sembra paradossale che si elogi una persona che si &egrave; imboscata in una aereo (che non avrebbe mai dovuto partire), si &egrave; fatta fotografare e si &egrave; dimessa solo dopo la pubblicazione delle foto. Certo, questo &egrave; quanto di meglio passa il convento della politica italiana. Qualcuno che ancora si vergogna. Qualcuno a cui &egrave; rimasto un po' di senso del pudore. Ma basta? Ma ci basta? Ma ci basta come elettori amareggiati? Come contribuenti defraudati? Come fruitori di servizi mancanti in uno stato oberato da queste spese frivole? Davvero vogliamo il sig. <em>Capecchi for president</em> solo perch&egrave; &egrave; il meno peggio?<br /><br />Prendiamo pi&ugrave; seriamente<strong> le ordinarie dimissioni del Sig. Capecchi.</strong> Per una volta che qualcuno ci offre questa opportunit&agrave;. Proprio perch&egrave; non le fa ormai pi&ugrave; nessuno. Restituiamo significato a questo gesto. <br /><br />Le dimissioni ovviano <strong>in parte</strong> alla vergogna. Ma solo in parte. Per completare la parabola espiativa, per essere prese seriamente, esse richiedono l'oblio, l'eclissi: in una parola richiedono che l'uomo si renda effettivamente <a href="http://www.demauroparavia.it/33236" rel="self">dimesso</a>. Per rispetto anche al Sig. Capecchi (al quale comunque suggerirei di chiudere la vicenda con il rimborso del costo del biglietto sola andata Alitalia classe business) lasciamolo quindi come ha scelto di essere: e cio&egrave; <strong>semplicemente dimesso</strong>.<br />]]></content:encoded></item><item><title>contribuzione previdenziale differita</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-09-02T18:42:57+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/contribuzione-differita.html#unique-entry-id-325</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/contribuzione-differita.html#unique-entry-id-325</guid><content:encoded><![CDATA[Avviarsi alla vita. Mettere su casa, sposarsi, pensare ai figli. Quanto &eacute; difficile per un giovane in questa epoca di precariato? &Eacute; quasi paradossale che il reddito sia pi&ugrave; basso ed instabile per coloro che sono in quella fase della vita dove invece una certa liqudit&agrave; permetterebbe una serie di investimenti a lungo termine quali appunto la casa e la famiglia, mentre il reddito diventa pi&ugrave; alto (grazie agli scatti di anzianit&agrave; e agli avvanzamenti di carriera) negli anni in cui solitamente il mutuo della casa &eacute; ripagato ed i figli grandi non sono pi&ugrave; un <em>onere economico. </em>C'&eacute; un evidente <em>mismatch</em>: i soldi non ci sono quando servirebbero ed arrivano quando non sono pi&ugrave; cosi necessari.<br /><br />E se rinviassimo il pagamento dei contributi pensionistici pi&ugrave; in avanti con l'et&agrave;, diciamo alle soglie della pensione? Non so nula di meccanismi pensionistici per cui quanto segue potrebbe essere qualsiasi cosa compresa tra una banalit&agrave; gi&agrave; ampiamente implementata ed una stupidaggine bella e buona. Ma tant`&eacute;, io la butto li. Voi ditemi se &eacute; l'una o l'altra cosa.<br /><br />Partiamo dalla teoria. Dall'ipotesi del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_del_ciclo_vitale" rel="self">ciclo vitale</a> di Modigliani. Per dirla in due parole, se fossimo perfettamente razionali, ed il mercato del credito fosse competitivo e funzionasse senza frizioni, allora dovremmo essere in grado di prendere a prestito dal mercato finanziario nelle fasi della vita in cui non abbiamo un reddito (es. quando studiamo o quando andiamo in pensione) o esso &eacute; al di sotto delle nostre esigenze (es. quando mettiamo su famiglia e comperiamo casa) e dovremmo restituire questo debito nelle fasi in cui il nostro reddito &eacute; sopra le nostre esigenze (nel fulcro della carriera intorno dopo i 50 anni di et&agrave; ).<br /><br />Purtroppo gli uomini non sono cosi razionali da anticipare il proprio ciclo di reddito nell'arco della vita (molto spesso un precario non riuscie a prevedere il proprio redditodi l&agrave; a qualche settimana) ed il mercato del credito &eacute; cosi miope e viscoso da concedere prestiti al pi&ugrave; per l'acquisto della casa e spesso condizionato alla fornitura di garanzie draconiane (ve lo immaginate la faccia del vostro banchiere se gli chiedeste un prestito perch&egrave; dovete tirar su dei figli?)<br /><br />Che si pu&ograve; fare per alleviare questa restrizione del credito? Accantoniamo l'idea che lo stato si possa sostituire alle banche (problemi di cassa e problemi di  moral hazard). Meglio pensare ad un auto-prestito del lavoratore a se stesso.  Si tratterebbe di rendere spendibili le trattenute previdenziali nei primi anni di lavoro, diciamo dai 18 ai 35 anni (magari per non pi&ugrave; di 5-7 anni in totale), e di recuperare poi quelle contribuzioni e gli interessi nel frattempo non maturati nelle fasi finali della vita lavorativa, diciamo per 10-15 anni, dai 50 ai 65 anni. Si tratta di ritrovarsi il 20% e pi&ugrave; in pi&ugrave; in busta paga nei primi anni quando pi&ugrave; serve e restituirne altrettanti (per un periodo pi&ugrave; lungo). il meccanismo qui descritto &eacute; un po' rozzo: ha un unico scalino positivo inizialmente (+20% rispetto al reddito decurtato delle trattenute) ed un unico scalino negativo alla fine (-20%) . Ma pu&ograve; essere pi&ugrave; graduale ed ad esempio prevedere che su 35 anni di vita lavorativa si passi da un +15% ad un -20% con uno scalino di  un punto percentuale all'anno.<br /><br />Per come sono le cose ora, i giovani partono con redditi molto bassi e spesso si devono fare aiutare dai genitori per <em>avviare </em>la propria vita. Una misura di questo genere aiuterebbe un giovane a fare da se e lascerebbe al genitore l'incombenza di pensare alla propria pensione.<br /><br />Certo ci vorrebbe uno esperto di previdenza per fare bene i calcoli (se ce ne &eacute; uno che mi aiuta magari...), ma cosi ad occhio e croce mi sembra un'idea interessante che certo non risolve il problema del precariato ma da un po' di respiro ai giovani nelle prime fasi della loro vita lavorativa. Ma forse &eacute; solo una banalit&agrave; gi&agrave; ampiamente implementata o una stupidaggine bella e buona...<br />]]></content:encoded></item><item><title>Ma di chi si parla?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Humor</category><dc:date>2007-09-01T14:22:10+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/brambilla-berlusconi-dalema.html#unique-entry-id-324</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/brambilla-berlusconi-dalema.html#unique-entry-id-324</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2482224.html?ref=hpsbdx3" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry324_1.jpg" width="534" height="143"/></a><br /><br />A fare i cinici e maliziosi, si potrebbe anche cambiare l'ultima frase come segue: <em>Cosi' la presidente dei circoli della libert&agrave;, Michela Brambilla, risponde ai giornalisti alla festa dell'Udeur a Telese Terme su Massimo D'Alema.<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>miraggio nel deserto</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Politica</category><dc:date>2007-08-30T15:51:34+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/energia-dal-deserto.html#unique-entry-id-323</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/energia-dal-deserto.html#unique-entry-id-323</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry323_1.gif" width="111" height="101"/></div>Eccolo qui. Lo <a href="http://www.trecers.net/downloads/summary_it.pdf" rel="self">sguardo</a> del club di Roma sul futuro energetico come lo vorremmo. Niente di fantascientifico. Ma un progetto molto concreto fatto di tecnologie gia oggi disponibili. Si tratta di disseminare le coste del nord-africa di centrali a solare termodinamico. Si, quelle che Rubbia sta promuovendo da anni con il suo <a href="http://www.enel.it/eventi/priolo/progettoArchimede.asp?m=2" rel="self">progetto Archimede</a> tra l'indifferenza generale. Si tratta di concentrare l'energia solare attraverso degli specchi per riscaldare un liquido e con questo far girare delle turbine a vapore come quelle delle locomotive. Con utili accorgimenti si pu&ograve; rendere la produzione costante anche in assenza di sole (evenienza per altro rara nel deserto) imprigionando il calore in eccesso in soluzioni saline e accoppiando le turbine con dei motori a combustibile per le emergenze. <br /><br /><div class="image-left"><a href="http://www.trecers.net/fullneed.jpg" rel="external"><img class="imageStyle" alt="unknown" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry323_2.jpg" width="197" height="128"/></a></div><strong>E quante centrali ci vogliono per generare tutta questa energia? </strong>In questa immagine affianco, il quadratino rosso centrale indica la superficie equivalente di deserto necessaria per produrrre attraverso gli specchi il fabbisogno energetico dell'europa e del nordafrica. Certo &egrave; una bella superficie (un quadrato di 50 km di lato), ma non si pu&ograve; certo dire che laggi&ugrave; manchi lo spazio. Peraltro l'irradiazione solare nel deserto &egrave; doppia rispetto a quella dei paesi del sud europa e questo costituisce un ulteriore motivo per localizzare in quelle regioni le centrali.<br /><br /><strong>Si certo, ma poi come la si porta qui in Europa tutta questa energia? </strong>In fondo ci hanno sempre insegnato che l'energia anche ad alto voltaggio, su grandi distanze si disperde a tal punto da non essere pi&ugrave; conveniente. Questo vale per&ograve; per la corrente alternata, non per la corrente continua. Tramite delle connessioni<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/HVDC" rel="self"> HVDC</a>, si pu&ograve; ottenere con dispersioni minime il trasporto di energia attraverso le migliaia di chilometri che separano il deserto dai nodi europei  nei quali l'energia verrebbe poi reimmessa nella rete esistente. Le reti di trasmissioni HVDC non sono una possibilit&agrave; teorica ma delle infrastruttre gia comunemente operanti in tutto il mondo.<br /><br /><strong>Gli scettici potrebbero storcere il naso, ma qunato costa un progetto simile? </strong>Costa molto. una stima parla di 400 miliardi di euro fino al 2050 ma non fermiamcoi a dei numeri che sono assolutamente volatili. Pensiamo invece alle dimensioni ed alla portata del progetto. Si tratta di sostituire l'energia che attualmente produciamo con i derivati del petrolio o con il nucleare. Si tratta di rendere l'Europa ed il mediterraneo carbon-neutral o quasi. Si tratta in fondo di sostituire oleodotti con elettrodotti.<br /><br />il progetto del Club di Roma poi si integra con le altre fonti rinnovabili: dal vento lungo le coste atlantiche, all'idroelettrico nelle alpi, alla biomassa dei balcani. No, non &egrave; un miraggio nel deserto ma una strada del tutto percorribile anche con le tecnologie attuali verso un futuro sostenibile per l'Europa ed il mediterraneo.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>soccorsi&#x21; so&#x27; ccorsi via...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-08-23T15:16:03+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/8a7925855df6900b7048b8f320a0bd8f-322.html#unique-entry-id-322</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/8a7925855df6900b7048b8f320a0bd8f-322.html#unique-entry-id-322</guid><content:encoded><![CDATA[I soccorsi non sono arrivati. Nessuno si &eacute; fatto vedere. <strong>I soccorsi assenti, i maledetti soccorsi tardivi. </strong>I telegiornali ne sono pieni: facce arrabbiate; a volte fuligginose; a volte visi sconvolti dal dolore per aver perso propriet&agrave; se non addirittura amici e parenti. Mentre il sud &eacute; in fiamme, divampa la protesta sui soccorsi. <strong>I fantomatici soccorritori che non accorrono mai; la protezione civile assente; lo stato che abbandona; i poveri cittadini che devono difendere il loro giardino con propri secchi e pale.</strong> <br /><br />Gli incendi estivi sono un cataclisma. Sappiamo tutti quali danni essi provochino, e quali perverse logiche essi celino. Sappiamo anche che non serve andare fuori dai confini del paese per vedere come si possa risolvere il problema. Anzi, diciamolo chiaramente: <strong>la maggior parte del territorio italiano ha un livello di incendi che possiamo considerare fisiologico, ed una ristretta parte del territorio pu&ograve; vantare esperienze di eccellenza assoluta a livello mondiale. </strong>E chi ne dubita, si faccia un giro dalle mia parti, nel Trentino coperto di boschi, dove ogni villaggio dicento anime conta il suo corpo volontario di vigili del fuoco addestrato e attrezzato come lo sono i vigili professionisti nel resto del paese.  <strong>Il problema degli incendi boschivi diventa patologicamente drammatico (fino alla morte di diverse persone ogni anno) solo nel sud Italia.</strong><br /><br />Sar&agrave; colpa solo del solito pregiudizio antimeridionale? O sar&agrave; colpa della mafia, della cammorra o dell'ndrangheta? O forse sar&agrave; lo stato che non paga adeguatamente i pompieri, che non fornisce i mezzi, e che possiede una flotta di soli 20 canadair (la flotta pi&ugrave; vasta tra i paesi europei peraltro)?Tutto questo certo. Mettiamoci anche il clima meno clemente del sud, se questo consola qualche meridionale che potrebbe sentirsi altrimenti discriminato dalle mie parole. <br /><br />Eppure vorrei tornare a quei visi ed a quei volti che arrabbiati cercano invano i soccorsi che li salvino. Perch&eacute; forse anche li sta una radice di questo male. &Eacute; mai possibile che i soccorsi debbano sempre venire da fuori? Che societ&agrave; civile &eacute; quella che affida la difesa della propria sicurezza ai canadair che vengono da altrove, dal cielo e comunque sempre da lontano? <br /><br />Certo il Trentino non fa testo, ma &eacute; pur sempre un esempio a cui guardare no? Ed allora perch&eacute; dalle mie parti appena si intravvede un comingnolo di fumo, la gente telefona immediatamente, e nel giro di pochi minuti squadre e squadre di volontari sono sul posto? Perch&egrave; i ragazzi vedono come motivo di orgoglio quello di prestare il proprio impegno gratuitamente ed anche a rischio della vita nei corpi volontari? perch&eacute; l'amministrazione provinciale e comunale invece di sperperare soldi, dota questi volontari di tutte le attrezzature di cui necessitano? Perch&eacute; in Trentino i canadair ci devono venire solo ogni <em>tot</em> anni in casi di incendi eccezzionali? <br /><br />Il perch&eacute; ovviamente lo so, ed &eacute; quello che fa la differenza tra una vera societ&agrave; civile dove <strong>prevale il senso del bene comune ed il contributo che ognuno pu&ograve; dare alla sua tutela</strong>, ed una <strong>societ&agrave; incivile dove prevale la familistica difesa delle cose proprie e l'attesa messianica per i soccorsi che devono arrivare sempre e comunque da altrove.</strong> Ed &eacute; in questo familismo, in questa mancanza di "senso del noi" e "del senso del nostro", che germoglia poi la criminalit&agrave; organizzata cosi come proliferano gli incendi boschivi. L&iacute; vi si generano entrambi i fenomeni perch&eacute; da una parte il familismo crea quell'economia del malaffare che dagli incendi trae linfa, e dall'altra il familismo non si cura della prevenzione di quegli incendi almeno fino a quando essi lambiscono il proprio giardino.]]></content:encoded></item><item><title>esecrabili evasioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-08-22T12:55:33+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/rossi-fastweb-furibondi.html#unique-entry-id-321</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/rossi-fastweb-furibondi.html#unique-entry-id-321</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="Picture 4" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry321_1.jpg" width="320" height="46"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Sembra che Fastweb abbia ricevuto tante email di protesta da propri abbonati circa l'impresentabilit&agrave; di Rossi come testimonial, viste le sue grane con il fisco. Se questa piccola notizia fosse vera, e non solo l'abbaglio tardoagostano di qualche giornalista, sarebbe davvero una <strong>sorprendente ottima novit&agrave;</strong>. <br /><br />ntendiamoci, <strong>Valentino Rossi &eacute; la simpatica canaglia</strong> che fa sorridere con le sue sorprese ed inorgoglisce con le sue imprese. Ma sulla questione delle tasse ha fatto un grande scivolone. Si certo, in quell'ambiente fanno tutti cosi. E sar&agrave; anche stato malconsigliato, ne siamo certi. Ad occhio e croce ci sembra il tipo che a malapena conosce il nome del suo commercialista. Comunque questo <strong>non lo solleva dalle sue responsabilit&agrave;</strong> e ci auguriamo che quando il fisco presenter&agrave; il conto (con arretrati e sanzioni dovute), egli pagher&agrave; con la leggerezza che lo contraddistingue.<br /><br />La buona notizia comunque &eacute; un'altra: <strong>che agli italiani (almeno ad alcuni di questi abbonati a fastweb) l'evasione faccia finalmente rabbia</strong> e non indifferenza o addirittura ammirazione come spesso accade. Forse il lavoro di Visco ed in generale del governo Prodi sull'immoralit&agrave; dell'evasione comincia lentamente ad attecchire. Le tasse non pagate sono soldi rubati ad altri contribuenti e non sottratti allo stato cattivo, come se lo stato fosse altrove.<br /><br />Questa piccola news giunge nei giorni in cui il cardinal Bertone conferma sostanzialmente le parole di Prodi  di qualche giorno addietro circa l<strong>'immoralit&agrave; per un cattolico dell'evasione</strong>; e nei giorni in cui chi si rimepie la bocca di sciocchezze sullo <strong>sciopero fiscale</strong> (azione che <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/08/evadere-bossi.html" rel="self">Leonardo</a> suggerisce di punire immediatamente con la sospensione dello stipendio di parlamentare pagato con le stesse tasse che si vogliono non pagare) viene isolato dallad sua stessa parte (vedi la distanza presa da Berlusconi nei confronti di Bossi e da confindustria nei confronti di un suo associato).<br /><br />Ch stia cambiando l'aria?<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;alba del centenario</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Scout</category><dc:date>2007-07-31T15:40:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/alba-centenario.html#unique-entry-id-318</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/alba-centenario.html#unique-entry-id-318</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="albacentenarioterracina2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry318_1.jpg" width="208" height="159"/>   <img class="imageStyle" alt="albacentenarioterracina" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry318_2.jpg" width="208" height="159"/><br /></p><p style="text-align:left;">Oggi &eacute; il giorno del <a href="http://www.scouteguide.it/centenario/iniziative/alba.htm" rel="self">centenario</a>. Questa mattina all'alba, molti di noi -fratelli in quella promessa formulata tanti anni fa- hanno pronunciato quelle stesse parole:<br /><br /><em>Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza e per osservare la </em><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_scout" rel="self">Legge scout</a></em><em>.</em><br /><br />Legge promessa, uniforme... Strada, servizio, fede... Avventura, comunit&agrave;, impegno.... Quanto suonano strane queste parole? e quanto sono anacronistici gli scout? cosi fuori dal tempo da essere cos&igrave; terribilmente attuali</p>]]></content:encoded></item><item><title>Qui&#x2c;qui e qui</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-07-31T15:16:39+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/estate.html#unique-entry-id-317</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/estate.html#unique-entry-id-317</guid><content:encoded><![CDATA[Oggi sono <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=terracina,+italy&ie=UTF8&ll=41.2837,13.211489&spn=0.005023,0.010611&t=k&z=17&iwloc=addr&om=1" rel="self">qui</a>. Anche se con la testa sono piuttosto <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=ospedale+santa+chiara,+trento&ie=UTF8&ll=46.056466,11.133737&spn=0.002319,0.005305&t=k&z=18&om=1" rel="self">qui</a>. E non vedo l'ora di essere <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=grumes&sll=46.056846,11.133721&sspn=0.004638,0.010611&ie=UTF8&ll=46.243806,11.270079&spn=0.002311,0.005305&t=k&z=18&om=1" rel="self">qui</a>. Buona estate a tutti...]]></content:encoded></item><item><title>che ci facciamo &#x3c;s&#x3e;con u&#x3c;/s&#x3e;&#x27;na canna?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-24T16:30:28+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/alla-canna-del-gas.html#unique-entry-id-315</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/alla-canna-del-gas.html#unique-entry-id-315</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200708_P15-16_CEraUnaVolta.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200708_P15-16_CEraUnaVolta" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry315_1.jpg" width="113" height="156"/></a></div><br />Circa due mesi fa, in un delle mie settimanali transferte sotto la madonnina, ho conosciuto <a href="http://modin.org/contati/" rel="self">Dany </a>in treno. Dany &eacute; un medico omeopata. In particolare diciamo che &eacute; un po' fissato con l'olio di canapa: oltre a promuoverne le virt&ugrave; medicinali ed alimentari, si &eacute; messo ora a organizzarne la produzione in Romania e -evidentemente non pago- ne cura anche la distribuzione nelle erboristerie romane. Curiosi noi lo abbiamo provato. L'olio, non Dany. Per ora non notiamo particolari segni di miglioramento delle capacit&agrave; cognitive come promesso (peraltro solo una delle virt&ugrave; dell'olio). Per&ograve; diciamo che la materia <s>grigia</s> di partenza non &eacute; delle migliori. Comunque &eacute; buono almeno al gusto. E soprattutto ci ha dato l'occasione di scriverne <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200708_P15-16_CEraUnaVolta.pdf" rel="self">un articolo</a> per cooperazione tra consumatori, decantando le incredibili virt&ugrave; della canapa sativa, dei suoi usi industriali, medici ed alimentari.<br /><br />E non pensate sempre, subito e solamente alle canne da fumare....]]></content:encoded></item><item><title>argomenti usurati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-21T07:39:25+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/argomenti-usurati.html#unique-entry-id-314</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/argomenti-usurati.html#unique-entry-id-314</guid><content:encoded><![CDATA[Abbiamo <s>forse</s> finalmente un'<a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial923248.html" rel="self">accordo sulle pensioni</a>. Che cosa pensarne? Beh, da queste parti si tende a guardarlo come ad un passo necessario fatto dal governo. Ci si era impegnati in campagna elettorale a mitigare la vigliaccheria maroniana (non dimentichiamolo: Berlusconi ha innalzato l'et&agrave; ma ne ha fatto pagare lo scotto politico al governo successivo). Ora abbiamo un piano che costa parecchi soldi -non neghiamocelo- ma che mette insieme le promesse fatte con  un certo equilibrio economico.<br /><br />Detto questo, ed a m&ograve; di promemoria per i programmi di governo che verranno, &egrave; ora di pensare a riforme pi&ugrave; <em>forward looking</em> sulla previdenza. Non ripeto qui quello che si sostiene in molti posti altrove. Ma se vogliamo proprio parlare di quote: noi seguiamo Adinolfi e<a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1560497.html" rel="self"> sposiamo quota 100</a>. E' ora di mettere al centro del discorso pensionistico i giovani che entrano al lavoro, non i vecchi che ne escono. <br /><br /><strong>Sotto quota 100 nessun patto generaizonale &egrave; credibile. </strong>Siamo il paese con l'et&agrave; pensionabile tra le pi&ugrave; basse in Europa. e con la longevit&agrave; pi&ugrave; elevata. Eppure ci vengono a raccontare che i conti INPS, sono in ordine. A livello contabile lo sono: il trucco sta nell'erogare future pensioni molto basse,  con prospettive di non arrivare nemmeno al 50% dell'ultimo stipendio percepito. Bisogna dirlo chiaro: <strong>questo scambio, bassa et&agrave; pensionabile in cambio di future basse pensioni, &egrave; un insulto e soprattutto non &egrave; politicamente credibile</strong>. Che cosa faremo infatti quando tra 10-20 anni cominceremo a vedere masse di pensionati molto impoveriti? Faremo esattamente quello che abbiamo fatto in questi anni: <strong>alzeremo gli assegni minimi e trasferiremo loro risorse</strong>. Con buona pace dei conti in ordine.  Lo faremo certo perch&egrave; noi non vogliamo vedere anziani morire di stenti, ma sia chiaro: &egrave; politicamente inaccettabile, perch&egrave; &egrave; lampante che gli accordi di questi anni sono in malafede se gi&agrave; scontano quei futuri extra trasferimenti iniqui.<br /><br /><strong>Basta con la retorica dei lavori usuranti. </strong>Tagliamo corto su un'altro argomento:<strong> i lavori usuranti.</strong> Con una premessa doverosa: massimo rispetto per chi si rompe la schiena agli altiforni ed in altri luoghi di lavoro difficili. Per&ograve; questa <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/07_Luglio/17/lavoro_usura_baristi.shtml" rel="self">intervista ad Angeletti</a> ci fa annusare i luridi cantoni dove si vuole andare a parare: l<strong>'innalzamento dell'et&agrave; pensionabile pu&ograve; essere sindacalmente neutralizzato facendo entrare tutti <s> gli iscritti alla UIL</s> nella categoria degli usurati</strong>. Ora un po' di <em>economics</em> del lavoro usurante: io non discuto che alcuni lavori lo siano. chi accetta di farli, accetta rischi pi&ugrave; elevati, invecchiamenti precoci, malattie da lavoro e cosi via. In linea di principio il mercato &egrave; perfettamente in grado di assorbire questi rischi. In linea di principio &egrave; giusto anche che questa gente possa ritirarsi prima dal lavoro. E le due cose sono perfettamente conigliabili: la loro dipartita prematura non deve essere sostenuta da chi i contributi li continua a pagare per altri 5-10 anni. Non ci deve essere nessun sussidio incrociato verso il lavoro usurante, perch&egrave; altrimenti al margine avremmo un eccesso di offerta di tali posti di lavoro. Se il lavoro &egrave; usurante, si firmino accordi sindacali che facciano pagare pi&ugrave; contributi all'azienda ed al lavoratore, in modo tale da lasciare gli usurati a casa dopo i 57 anni e coprire gli anni mancanti all'et&agrave; pensionabile valida per i resto della popolazione. Se l'operaio dell'altoforno va in pensione a 57 anni, l'azienda dovrebbe avere accantonato risorse per pagarne un sostituto di pensione fino alla quota 100 ed al tempo stesso i contributi INPS che permettano di maturare i diritti pensionistici come se il lavoratore stesse ancora lavorando. Se l'azienda non se lo pu&ograve; permettere, vuol dire che quel posto di lavoro non &egrave; economicamente sostenibile <s> e tanto vale farlo fare ad un giovane indiano o cinese.</s> Solo internalizzando tutti i costi, anche quelli delle pensioni anticipate, i vantaggi dei lavori usuranti si allineano con i costi relativi. Solo in questo modo si rende sostenibile l'anticipo di et&agrave; pensionabile per gli usuranti e si tagliano alla radice le manipolazioni soncertanti alla Angeletti.<br /><br />La questione generazionale st&agrave; entrando prepotentemente anche nel dibattito previdenziale. <strong>E' ora di mettere da parte argomenti non credibili e usurati</strong>. Quando cominciamo -ad esempio- invece a discure seriamente della scandalosa questione dei contributi versati dai milioni di precari e che, oltre ad essere esigui, non sono nemmeno ricongiungibili con i contributi del lavoro a tempo indeterminato?<br />]]></content:encoded></item><item><title>Insistiamo senatore: &#x3c;br&#x3e;se ne pu&#xf2; davvero andare...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-17T17:36:43+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/selva-te-puoi-andare.html#unique-entry-id-313</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/selva-te-puoi-andare.html#unique-entry-id-313</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/politica/selva-rimane/selva-rimane/selva-rimane.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry313_1.jpg" width="373" height="66"/></a><br /></p><p style="text-align:left;"><br />Volevamo rassicurare il <s> senatore </s> Selva. Nonostante sappiamo che ci mancher&agrave;, nonostante gi&agrave; fatichiamo ad immaginarci i panini del Tg2 senza il suo contributo fondamentale, noi per rispetto alla sua coerenza e coscienza, non gli avremmo mai chiesto di restare. Quando uno compie una scelta cosi meditata, &egrave; giusto che i cittadini la rispettino sino in fondo, senza tirare alcuno per la giacchetta. <br /><br />Selva ha gi&agrave; dato a questa repubblica, davvero non &egrave; corretto chiedergli di restare oltre!<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>nucleare? no grazie</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-17T10:00:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/63179c589a2ffbdb48a2fca64f6bda5f-312.html#unique-entry-id-312</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/63179c589a2ffbdb48a2fca64f6bda5f-312.html#unique-entry-id-312</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/esteri/giappone-terremoto/stop-centrale/stop-centrale.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry312_1.jpg" width="312" height="122"/></a><br /><br />E con questo evento, credo che si possa mettere la parola fine al tanto paventato ritorno del nucleare. Sembrava tornare di moda. E per amore di verit&agrave;, bisogna ammettere che le ragioni sembravano ammiccanti: in particolare il fatto che, non emettendo gas serra, il nucleare era un ottima soluzione per produrre energia senza danneggiare il clima soprattutto in una prospettiva di transitare alle fonti rinnovabili nel medio lungo periodo. Ma la tesi gia non <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/05-03-Rizzolli.pdf" rel="self">ci aveva convinto.</a> Ora questo incidente mette la parola fine a chi provava a convincere che il nucleare moderno fosse inerentemente pi&ugrave; sicuro. Ma dai terremoti non ci si difende mai del tutto. E nemmeno dagli attentati terroristici. E siccome l'Italia &egrave; notoriamente un posto ad elevato <a href="http://www.seismo.ethz.ch/GSHAP/" rel="self" title="mappa rischio sismico vedere le zone arancioni rosse">rischio sismico</a>, e siccome l'Italia &egrave; un target per i terroristi (anche se fino ad ora bene o male risparmiato), direi che le centrali nucleari, sono proprio da dimenticare. Punto e basta.<br /><br />E pazienza se qualcuno dir&agrave; che queste sono riflessioni che nascono sull'onda emotiva, che la percezione sovrastima il rischio effettivo e via discorrendo. Il problema rimane: per quanto piccolo ed ulteriormente riducibile, il rischio di incidente catastrofico rimane incomprimibilmente maggiore di zero. Dunque, per cercare energia, guardiamo altrove.<br />]]></content:encoded></item><item><title>stridenti incoerenze</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-12T16:15:01+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/welby-bovio.html#unique-entry-id-311</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/welby-bovio.html#unique-entry-id-311</guid><content:encoded><![CDATA[Su <a href="http://www.onemoreblog.it/archives/016950.html" rel="self">one more blog</a> notano un'innegabile, stridente e lacerante incoerenza. Di fronte a due suicidi, di un'<a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto/coppie-di-fatto/coppie-di-fatto.html" rel="self">uomo</a> allo stadio finale della sua dolorosissima malattia da una parte, di un <a href="http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/07_Luglio/12/funerali_bovio_milano.shtml" rel="self">uomo</a> dalla vita apparentemente piena di successi dall'altra, al primo la chiesa nega la piet&agrave; cristiana del funerale, al secondo la stessa concede i funerali in massima pompa al cospetto di alcuni suoi eminenti esponenti.<br /><br />Noi, a differenza dei commentatori di <a href="http://www.onemoreblog.it/archives/016950.html" rel="self">One More Blog</a>, indugiamo e ci tratteniamo dal consolidare quelli che peraltro sono pensieri che affiorano prepotenti. Ma allora &egrave; vero che non tutti i suicidi sono uguali? allora &egrave; vero che anche la chiesa perdona pi&ugrave; facilmente ai potenti? allora &egrave; vero che tra una scelta tragica ed una scelta assurda, la chiesa ha dato ragione alla seconda? Noi vorremmo che qualcuno ci aiutasse a fugare questi pensieri. Ecco, possibilmente non con un commento in <a href="http://www.unitalianoinamerica.net/files/traditio-et-ratio.html#unique-entry-id-179" rel="self">latino</a>...]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;AEEG accende la luce sulla liberalizzazione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-10T18:50:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/MI-ILLUMINO-di-.html#unique-entry-id-310</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/MI-ILLUMINO-di-.html#unique-entry-id-310</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry310_1.jpg" width="127" height="115"/></div>Per chi non riponesse fiducia nei <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">consigli</a> e spiegazioni del sottoscritto in merito alla liberalizzazione del mercato energetico per le utenze finali, ora arriva direttamente  L'<a href="http://www.autorita.energia.it/consumatori/index_1luglio.htm" rel="self">Autorit&agrave; Garante per L'Energia ed il Gas</a> a spiegare perbenino le cose. Gli scettici potranno quindi verificare che non dicevo castronate.<br /><br />Vale per&ograve; la pena ribadire una cosa, che altrimenti si perde nell'enfasi riposta dal garante sulla questione concorrenziale: pi&ugrave; che risparmi in termini di denaro (che difficilmente saranno cospicui), la liberalizzazione permette soprattuto di potersi finalmente scegliere i fornitori in base alle loro credenziali ambientali. Basta enegia atomica. basta energia da carbone. RINNOVABILI, RINNOVABILI E RINNOVABILI...]]></content:encoded></item><item><title>gemelli salvatori della patria</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Divertimento</category><dc:date>2007-07-05T11:19:38+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/gemelli-salvatori-della-patria.html#unique-entry-id-309</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/gemelli-salvatori-della-patria.html#unique-entry-id-309</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="veltroni_marchionne" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry309_1.gif" width="473" height="252"/><br /></p><p style="text-align:left;">Ma insomma, chi l'ha detto che solo i <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/5193514.stm" rel="self">polacchi</a> possono avere due gemelli a salvare la loro patria?<br /><br />Anche noi ne abbiamo due (impressionante la somiglianza, non trovate?) che, a scorrere i giornali in questi giorni, stanno prendendo questo paese per mano e lo stanno portando verso il sol dell'avvenire.<br />E se forse non sar&agrave; il luminoso sol dell'avvnire, che almeno sia l'illuminato centro di una nostra citt&agrave;. E ci si vada magari a bordo di una <a href="http://www.fiat500.com/" rel="self">500</a>. O in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_B_(metropolitana_di_Roma)" rel="self">Metro B1</a>.<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>vitalitalia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-03T09:26:48+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vitalitalia.html#unique-entry-id-308</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vitalitalia.html#unique-entry-id-308</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="ComScienzaVita" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_1.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="SIR" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_2.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="mpv" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_3.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="academiavita" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_4.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="evita3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_5.gif" width="87" height="85"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Due anni fa il referendum per l'abrogazione di alcuni articoli della legge 40 sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2005" rel="self">fecondazione assistita</a>. In quell'occasione una campagna pubblicitaria ottimamente organizzata -tra gli altri- dalla chiesa cattolica ed in particolare dal cardinal Ruini, fece passare chiaro il messaggio che chi <em>tifava</em> per la vita, doveva per forza essere contro il referendum (e quindi astenersi). Qui sopra abbiamo 5 sigle di organizzazioni parte di quella mobilitata galassia: tutte con riferimenti espliciti alla parola vita. Come nella migliore tradizione della politica che si fa marketing, bisogna continuare adi insistere con una parola chiave, sottrarla all'avversario e farne la propria bandiera. La sinistra di questi meccanismi della politica non ha mai capito nulla. Nel corso del tempo si &egrave; fatta scippare parole come libert&agrave;, sviluppo, territorio ed infine vita. Nel 2005 l'immaginario comune pre-referendario era ben delineato: <strong>Astensione=Vita e Voto=Morte</strong><br /><br />Oggi le statistiche ci dicono il contrario. <a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/politica/fecondazione-assistita-dati/fecondazione-assistita-dati/fecondazione-assistita-dati.html" rel="self">A causa dell legge 40, sono nati meno bambini e le donne hanno corso pi&ugrave; rischi in gravidanza</a>. Sar&agrave; un ragionamento semplicistico il mio se volete, ma insomma, i dati parlano chiaro: l'aver perso quel referendum ha fatto perdere circa 1000 parti all'anno al saldo delle nascite del paese. <strong>Gli antireferendari erano per la vita o contro la vita quindi? </strong>E' un ironia funerea mi rendo conto. Che non fa giustizia di tutti quelli che con la parola <em>vita</em> si sono riempiti la bocca con troppa disinvoltura.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>capata alla coppa</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-07-02T18:15:27+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/valencia.html#unique-entry-id-307</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/valencia.html#unique-entry-id-307</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="(null)/(null)" rel="self" title="Valencia &#38; America&#39;s cup"><img class="imageStyle" alt="100_9640copy" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry307_1.jpg" width="128" height="99"/></a>   <a href="(null)/(null)" rel="self" title="Valencia &#38; America&#39;s cup"><img class="imageStyle" alt="100_9643copy" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry307_2.jpg" width="128" height="99"/></a>   <a href="(null)/(null)" rel="self" title="Valencia &#38; America&#39;s cup"><img class="imageStyle" alt="100_9653copy" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry307_3.jpg" width="128" height="99"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Siamo andati a vedere come butta per Alinghi...<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>sotto nuova luce</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-02T16:54:05+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sotto-nuova-luce.html#unique-entry-id-304</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sotto-nuova-luce.html#unique-entry-id-304</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">Ribadiamo</a>: da oggi ci si pu&ograve; scegliere il fornitore di energia. In attesa di vedere le bollette scendere (ma non vi aspettate cali drastici) potete sempre optare per un provider di energia tutta proveniente da fonti rinnovabili come <a href="http://www.la220.it/energia-La220/energia-casa/energia-verde-casa.php" rel="self">La220</a>, <a href="http://www.lifegate.it/energy/persone.php" rel="self">LifeGate Energy</a> o <a href="http://www.trenta.it/page36.do?link=oln389a.redirect&seu105a.oid.set=10041" rel="self">Trenta rinnovabile</a>. Fate voi... <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Walter tutto &#x3c;i&#x3e;falce e pannello&#x3c;/i&#x3e; </title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-27T17:44:21+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/uolter-falce-pannello.html#unique-entry-id-303</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/uolter-falce-pannello.html#unique-entry-id-303</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry303_1.gif" width="157" height="143"/></div>    Ci penseranno i giornali di domani a fare l'esegesi del discorso. A mettere in fila i nemici evocati (dal sindacato ai fannulloni, dai no-tav agli evasori) a sottolineare l'abbandono del buonismo, ad enfatizzare la competenza in materia economica, l'attenzione al rigore. Domani ci saranno intere rubriche sul gobbo elettronico, sulla sudorazione leggera, sul fatto che "inizialmente era un po' legnoso ma poi si &egrave; scaldato". Qualcuno ci spiegher&agrave; i dietro le quinte, le citazioni di rutelli, franceschini, fassino, chiamparino e le mancate menzioni di questo o di quell'altro. Sottolineo solo una cosa che sicuramente tanto domani nessuno avr&agrave; notato. Cosi come nessuno la not&ograve; quando <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html" rel="self">ne parl&ograve;</a> Prodi.<br /><br />Lo <em>zio Uolter</em>, ha messo al primo punto della sua agenda la questione del cambiamento climatico. Ne ha parlato come primo argomento. L'ha ribadita come uno dei quattro pilastri del suo progetto politico. L'ha collegata agli altri punti del programma. Ha tagliato i ponti con chi a questa priorit&agrave; non si vuole adeguare, a cominciare dai No-Tav. L'ha proposta come sfida economica e civile. Ha parlato di energie rinnovabili e di carbon tax. Di riduzione di consumi e di nuovi stili di vita. Ha parlato di un'intera economia da ricostruire mettendo al centro il rispetto per l'ambiente. Ovviamente di tutto questo domani non si parler&agrave;. Sar&agrave; sparito in una nemesi collettiva incredibile. Vogliamo scommettere? (in tanto &egrave; gi&agrave; pressoch&egrave;<a href="http://www.repubblica.it/2007/06/dirette/sezioni/politica/veltroni-torino/veltroni-torino/index.html" rel="self"> sparito</a> dalle minute di Repubblica) <br /><br />Si candida ad essere il segretario in pectore del nascente partito democratico. <strong>In cuor mio &egrave; gi&agrave; presidente onorario del partito della </strong><strong><a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">falce e pannello</a></strong><strong>.</strong><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Walter wanted</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-27T16:08:46+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/08bab9e89deb679b91e36c7b55fe8ec0-302.html#unique-entry-id-302</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/08bab9e89deb679b91e36c7b55fe8ec0-302.html#unique-entry-id-302</guid><content:encoded><![CDATA[Problema: dove me lo vedo oggi il buon Uoulter (walter per i trentini) alla TV visto che non c'ho sky?<br /><br />PS. possibile che quelli delle sezioni DS non ci abbiano pensato? (possibile possibile... ho chiamato! e peraltro quando ho chiesto il numero del circolo della margherita l'impiegata dei DS mi ha risposto un no che sottointendeva... "No scemo, ma ti pare che ti do il numero di quei <br />papistirutellianibinettianimontezemolianiliberalfascstoidicontiguiconilnemico-<br />megliosemichiedeviilnumerodiuncamaertadiforzanuova?... cominciamo bene...)<br /><br /><strong>Update: </strong>sembra che la diano su La7. e su repubblica TV (via internet) e persino il buon vecchio <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/06/27/its-time-for-us-to-stream/" rel="self">SuzukiMaruti</a> commenta live]]></content:encoded></item><item><title>San Jobs e le tablet della legge</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-06-25T09:26:51+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/san-jobs.html#unique-entry-id-301</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/san-jobs.html#unique-entry-id-301</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.apple.com/iphone/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="wpnan070621" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry301_1.gif" width="459" height="350"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">immagine del <a href="http://www.uclick.com/client/wpc/wpnan/" rel="self">washington post</a>.<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Le chiacchere stanno Azzero &#x3c;br&#x3e;&#x3c;h2&#x3e;put (again) your money where your mouth is &#x3c;/h2&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-06-25T19:31:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/azzeroco2.html#unique-entry-id-300</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/azzeroco2.html#unique-entry-id-300</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="logo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry300_1.jpg" width="163" height="65"/></a></div> Capita di avere una doppia anima da riconciliare. Io ne ho triple, quadruple, multiple. Due di queste per&ograve; le riconduco senz'altro da una parte agli studi economici, dall'altra ad una certa sensibilit&agrave; ambientale. Sono un economista, si lo confesso! Quasi orgoglioso per giunta. Credo nel mercato. Credo nell'impresa che crea valore, non solo economico. Credo che produrre ricchezza sia pi&ugrave; prioritario che redistribuirla. E per&ograve; sono anche un ambientalista. un'<a href="files/ambientalista-scettico-aveva-ragione.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:L&#39;ambientalista scettico aveva ragione">ambientalista scettico</a> forse. Ma uno che crede che i problemi ambientali ed in particolare l'effetto serra sono sotto i nostri occhi in tutta la loro pericolosit&agrave; e catastroficit&agrave;, ed al tempo stesso credo che noi possiamo fare molto;  possiamo fermare l'effetto serra, a partire dalle piccole azioni di ciascuno.<br /><br />Quando queste mie due anime si incontrano, vado in visibilio, quasi mi emoziono. Insomma, fosse per me appenderei in salotto questa copertina dell'<a href="files/the-green-way.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:The green way">economist</a>. Ecco quindi che mi sono quasi emozionato quando ho trovato <a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self">Azzero CO2</a>. Un'azienda con tutti i crismi che ha deciso di fare del sano business attorno alla questione dei crediti di compensazione. Ve ne ricordate? da queste parti se ne &eacute; parlato molto ad inizio anno: <a href="files/carbon-offset.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Solo carbone per Natale">qui</a>, <a href="files/aumenti-costi-voli-inquinamento.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche gli sporcaccioni dell&#39;aria piangano">qui</a> e <a href="files/ma-in-compenso.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Ma in compenso...">qui</a>. Si tratta della possibilit&agrave; di comperare dei crediti che equivalgono a tot tonnellate di anidride carbonica assorbiti (ad esempio attraverso la riforestazione) oppure non prodotti (attraverso la sostituzione di centrali che emettono CO2 con centrali da rinnovabili). <br /><br />Il messaggio &eacute; semplice: ti st&agrave; a cuore l'ambiente? ti preoccupa l'effetto serra? Ed allora, quando fai un viaggio aereo, calcolati attraverso il sito la quantit&agrave; di gas emessa e compensala. Possiedi un'automobile? ed allora compensa le sue emissioni annuali. Ti stai sposando? <a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/files/matrimonio-neutrale.html" rel="self">Rendi neutrali</a> le emissioni prodotte per il tuo matrimonio.<br /><br />Fin'ora c'erano diverse organizzazioni estere: <a href="http://carbonfund.org/" rel="self">Carbonfund</a> e <a href="http://www.terrapass.com/" rel="self">Terrapass</a> tra le altre. Avevamo gi&agrave; addocchiato anche <a href="http://www.impattozero.it/" rel="self">Impatto Zero</a>, che fa capo a <a href="http://www.lifegate.it" rel="self">Lifegate</a>, ma non so per quale ragione, questi di Lifegate non mi hanno mai ispirato granchE. Ad un certo punto, vista la scarsit&agrave; di offerta, si era persino pensato di mettere su noi un qualcosa all'altezza del compito. Ora arriva  questo nuovo <a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self">AzzeroCO2</a>,<em> player</em> italiano, e per come si presenta, e per i piani che dice di voler attuare, sembra destinato a fare molta strada.<br /><br />Dietro AzzeroCO2, troviamo ancora una volta quelli di <a href="http://www.legambiente.com/campagne/index.php" rel="self">Legambiente</a>. Sono anche dietro a <a href="http://www.la220.it/" rel="self">La220</a> (che produce energia da rinnovabili e la rivende dal primo luglio anche ai privati ed il cui CEO abbiamo recentemente intervistato <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">qui</a>).  e tante altre iniziative di pregio. Gente in gamba, che ha capito che il mercato &eacute; lo strumento -e non &eacute; una contradizione dirlo- migliore per misurarsi proficuamente con gli enormi problemi che l'effetto serra ci impone.<br /><br />Gli ambientalisti sono spesso accusati di velleitarismi contraddittori. Di non avere soluzioni praticabili ma di riempirsi la bocca solo di chiacchere perbeniste. Qui le chiacchere stanno Azzero. Come per l'<a href="files/energia-pulita.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Energia pulita&#60;br&#62;&#60;i&#62;put your money where your mouth is&#60;/i&#62;">energia per uso domestico</a>, il messaggio &eacute; chiaro: <strong><em>put your money where your mouth is.</em></strong><br />]]></content:encoded></item><item><title>Energia pulita&#x3c;br&#x3e;&#x3c;h2&#x3e;put your money where your mouth is&#x3c;/h2&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-06-22T09:47:21+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/energia-pulita.html#unique-entry-id-299</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/energia-pulita.html#unique-entry-id-299</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200707_P14-16_Scegliere" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry299_1.png" width="160" height="220"/></a></div>Dal Primo Luglio <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/comunicati/php7SWIWU.pdf" rel="self">scatta</a> la liberalizzazione della distribuzione dell'energia per il mercato domestico.<br /><br /> In soldoni significa che ci possiamo<strong> sganciare dall'attuale fornitore e prenderne un altro a nostro piacere.</strong> Io ad esempio a Roma ho <a href="http://www.aceaelectrabel.it/" rel="self">ACEAElectrabel</a>, a Trento <a href="http://www.trenta.it/sv1.do;jsessionid=CC36CBE6DB7872C9955FE5D34B3B6E61" rel="self">Trenta</a>, a Milano <a href="http://www.aem.it/home/cms/aem/index.html" rel="self">AEM</a>. Dal 2 Luglio potrei mettermi Trenta a Roma, Electrabel a Milano e AEM a Trento. Ovviamente operare un cambio del genere sarebbe ridicolo se non fosse che:<br /><br />- Nel cambio<strong> ci si potrebbe guadagnare </strong>tariffe migliori: La concorrenza dar&agrave; certamente vantaggi in termini di prezzo anche se come al solito i primi tempi si preannunciano un po' turbolenti con tariffe incomprensibili, bundle, prezzi flat, sconti etc. In mezzo a questa ampia offerta ci sar&agrave; anche chi cadr&agrave; in errore se non in vere e proprie truffe. Ma tralasciando questi  assestamenti fisiologici, nel medio periodo sar&agrave; una rivoluzione per gli utenti come lo &eacute; stata la liberalizzazione dei servizi telefonici.<br /><br />- Si potr&agrave; scegliere di consumare solo <strong>energia proveniente da fonti rinnovabili. </strong>Alcuni produttori infatti proporranno delle tariffe dedicate per chi vuole che al proprio consumo corrisponda solo e soltanto la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il principio &eacute; banale: <strong>Per ogni Kw che io consumo, da qualche parte c'&eacute; un Kw pulito immesso nella rete.</strong> Tra questi produttori ci sono <a href="http://www.la220.it/energia-La220/energia-casa/energia-verde-casa.php" rel="self">La220</a>, <a href="http://www.lifegate.it/energy/persone.php" rel="self">LifeGate energy</a> e <a href="http://www.trenta.it/page36.do?link=oln389a.redirect&seu105a.oid.set=40" rel="self">Trenta Rinnovabile</a>. Peraltro anche le tariffe nomrali dovranno riportare in bolletta il mix di fonti a cui attingono, aprendo le porte, speriamo a breve, ad una tassazione differenziata che incentiva le rinnovabili.<br /><br />Ne ho parlato su <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">questo numero di cooperazione tra consumatori</a>, con due interviste agli amministratori di <strong>La220</strong> e di <strong>Trenta</strong>.<br /><br />Gli americani hanno un modo di dire: <strong><a href="http://dictionary.cambridge.org/define.asp?key=51565&dict=CALD" rel="self">put your money where your mouth is</a></strong><strong>,</strong> che in italiano tradurremmo con: <strong>metti i tuoi soldi dove stanno le tue chiacchere</strong>. Quante volte abbiamo detto che bisogna cambiare modello di sviluppo, modello di consumo. Quante volte ci siamo dichiarati contro le centrali nucleari, contro quelle a carbone. Ora possiamo mettere i nostri soldi a rendere credibili le nostre chiacchere.<br /><br />E a tutti i <strong>no-tav, no-turbogas no-global </strong>d'italia: ora possono concretamente scegliere di <strong>dire Si! all'energia pulita</strong>, con il loro portafoglio, invece di fermarsi sempre e soltanto a dei retorici no!<br /><br />PS. Questa riforma arriva in porto grazie al lavoro iniziato da Bersani nel '99 e concluso dallo stesso Bersani in questi giorni. Ci piace ricordarlo, in questi giorni che la sassaiola dell'ingiuria &eacute; scatenata contro questo governo che, nonostante i numerosi difetti, sta accumulando dei meriti ragguardevoli in campo ambientale.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>un passaggio per Marsala</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-18T18:02:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/passaggio-per-marsala.html#unique-entry-id-298</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/passaggio-per-marsala.html#unique-entry-id-298</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry298_1.jpg" width="99" height="141"/> </div>Di come il processo di costruzione per il PD in ottobre sia un passaggio delicato e fondamentale lo si &egrave; gi&agrave; detto. Cosi come di quante speranze si nutrano in proposito, di come cresca la voglia di esserci e di fare, anche fuori dai vecchi schemi margherita vs DS.<br /><br />E cosi, dopo il<a href="files/sito-delle-primarie.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:il sito delle primarie"> sito delle primarie</a> presentato l'altro giorno: un iniziativa dal basso per costruire l'infrastruttura che serva per le primarie di ottobre ora &egrave; la volta delle prime liste.<br /><br />I primi a farsi avanti sono iMille. Nome evocativo dietro cui si celano volti noti e meno noti, persone e pensieri che da queste parti si tende a seguire con molta attenzione. Ci sono <span style="color:#3167EB;"><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/">Ivan Scalfarotto</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://www.onemoreblog.it/archives/016686.html">One More Blog</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/partito-democratico/imille/pd/mille/mille-ragioni-un-pd-veramente-democratico.htm">Progetto Mayhem</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://blog.generazioneu.it/?p=55">il blog di Generazione U</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://viapietronenni4.blogspot.com/">Massimiliano Vatiero</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070618_57153.html" rel="self">Luca Sofri</a></span><span style="color:#333333;">.<br /><br />Nomi diversi. personalit&agrave; forti ed ambiziose. Idee divergenti: con alcuni che si fanno un giro al </span><span style="color:#333333;"><a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/post/1474411.html" rel="self">family day</a></span><span style="color:#333333;"> ed altri che invece non potevano che stare a </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2007/05/col_cuore_a_piazza_navona.html" rel="self">Piazza Navona</a></span><span style="color:#333333;">. Chi viene da un trascorso Diessino, chi da uno Margheritino, chi invece gioca un outsider completo. Non &egrave; per farne un'inutile polemica, ma mettiamo in luce la plularit&agrave; di questa sostanza che si st&agrave; coagulando attorno a questo marchio garibaldino cosi azzeccato.<br /><br />In fondo a che cosa dovrebbe servire questa lista? Ad ottobre si andr&agrave; ad eleggere l'assemblea costituente del futuro Partito Democratico. In quell'assemblea &egrave; importante metterci persone fresche, giovani, coraggiose e con idee nuove. E' importante che non ci entrino solo quelli che da sempre fanno politica e che quindi sono avvezzi alle logiche di potere spartitorie che ahim&eacute; rischiano di compromettere la riuscita di questo grande esperimento.<br /><br />Buona fortuna quindi ai Mille, e chiss&agrave; che anche da queste parti non ci venga voglia di prendere un passaggio fino a </span><span style="color:#333333;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spedizione_dei_Mille" rel="self">Marsala</a></span><span style="color:#333333;">.<br /><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>il sito delle primarie</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-13T19:03:07+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sito-delle-primarie.html#unique-entry-id-297</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sito-delle-primarie.html#unique-entry-id-297</guid><content:encoded><![CDATA[<ul class="disc"><li><a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070613_46004.html" rel="self">Sofri</a>, &eacute; seriamente preoccupato per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico</li><li><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2007/06/the_tipping_point_e_il_partito.html" rel="self">Scalfarotto</a> &eacute; disincantatamente scettico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico</li><li><a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1504520.html" rel="self">Adinolfi </a>&eacute; smaccatamente critico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico</li></ul><br />Noi che siamo seriamente preoccupati, disincantatamente scettici, smaccatamente critici... Epper&ograve; vorremmo pure metterci del nostro, sporcarci le mani, andare a scoprire il bluff.<br /><p style="text-align:center;"><a href="http://primariepd.org/primarie/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="logo-fresh" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry297_1.jpg" width="493" height="99"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">E quindi ci siamo iscritti a questa <a href="http://primariepd.org/primarie/" rel="self">community</a> per le primarie dell'ulivo. Un manipolo di avventurieri, idealisti, illusi o furbastri? E chi lo sa... Lo scopriremo solo vivendo, e vedendo nascere il PD, sapendo che qualunque cosa accada, non ce ne siamo stati con le mani in mano....</p>]]></content:encoded></item><item><title>Chistu e chilli: pemm&#xe9; pari sono...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-11T12:00:55+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chistu-e-chilli.html#unique-entry-id-296</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chistu-e-chilli.html#unique-entry-id-296</guid><content:encoded><![CDATA[Due notizie:<br /><br />- Un senatore della Repubblica <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/06/selva.shtml?uuid=1ffe60aa-17eb-11dc-a24e-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">finge un malore</a> per farsi trasportare dall'ambulanza fino agli studi televisivi di LA7 dove era atteso ospite. Gustavo Selva &egrave; di Alleanza Nazionale, notoriamente il partito pi&ugrave; a destra del nostro sgangherato arco costituzionale, se escludiamo i fascisti irriducibili della Mussolini&c.<br /><br />- I <a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1516953.html" rel="self">figli di pap&agrave;</a> che hanno sfilato a Roma nel weekend, hanno mugugnato,strillato, imbrattato, caricato, ferito, sporcato, insultato, rotto le cose e rotto i coglioni finche non hanno ottenuto quello che volevano: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=ENT3Y" rel="self">il treno gratis per tornare a casa</a>. Notoriamente questa galassia di pacifondai borghesi si autocolloca sempre e comunque pi&ugrave; a sinistra di chiunque altro. Pi&ugrave; a sinistra del PD, dei verdi di RC, della Fiom,etc...<br /><br />C'&egrave; per&ograve; questo tratto che ricongiunge i due estremi dell'arco, come &egrave; proprio che sia di ogni forma circolare. Il tratto abominevole del free-rider, dell'approfittatore, di quello che sale sull'autobus e non paga il biglietto. Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo questo &egrave; un tratto che accomuna tutti gli italiani. Obiezione accolta. <br /><br />Ma nel caso del senatore erede del partito fascista cosi come per gli sfasciavetrine, colpisce quell'arroganza che pretende ci&ograve; che agli altri non &egrave; consentito, esige come un diritto ci&ograve; per cui il resto della collettivit&agrave; lavora, occupa abusivamente una risorsa di tutti e rivendica gradasso un diritto che non gli spetta.<br /><br /><strong>Chistu (Selva) e chilli (i pacifondai): pemm&eacute; pari sono...<br /></strong>]]></content:encoded></item><item><title>Contrordine compagni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-08T09:10:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/contrordine-compagni.html#unique-entry-id-295</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/contrordine-compagni.html#unique-entry-id-295</guid><content:encoded><![CDATA[Ricordate? solo ieri si diceva di quanto l'emendamento contro il monopolio notarile sull'intermediazione immobiliare fosse sacrosanto, fosse stato studiato intelligentemente, fosse difendibile contro le spudorate arroganze forzaitaliote etc?<br /><br />Contrordine compagni: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/06/liberalizzazioni-notai-pra.shtml?uuid=c8311dc0-14e5-11dc-ab58-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">l'emendamento va ritirato</a>. Evidentemente i notai possono contare su amici pi&ugrave; potenti degli avvocati. Evidentemente di chi compera e vende garage, non glienefreganienteanessuno... Solo due considerazioni:<br /><br />-E' un peccato dare ragione ai taxisti quando dicono che le vere lobby non le tocca mai nessuno. Loro avranno pure dei metodi  di protesta che sfiorano la violenza, ma alla fine portano a casa poco o nulla. Una casta di 5.000 potenti come quella notarile invece fa sostanzialmente le leggi che vuole.<br /><br />-Una cosa amareggia. Anzi no, direi che disincanta. Che contro questo emendamento si siano schierati Mastella, rifondazione comunista ed i comunisti Italiani. Passi per il primo, che ha sempre l'aria di uno con la tentazione di ritrovarsi ovunque ci sia un grumo di potere, ma per i due rimasugli del comunismo italiano, che giustificazione si pu&ograve; accampare? Forse che sono ancora cosi allergici alla propriet&agrave;, che mettendovi sopra una bella tassa privata ad uso e consumo dei notai se ne disincentivi l'utilizzo? Oppure che -in fondo- a questi signori sta bene che i propri elettori continuino a vivere in affitto?<br />]]></content:encoded></item><item><title>chi difende i notai</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-07T18:17:26+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/amici-dei-notai.html#unique-entry-id-293</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/amici-dei-notai.html#unique-entry-id-293</guid><content:encoded><![CDATA[Torniamo all'argomento di ieri. All'emendamento introdotto al decreto Bersani che manomette il monopolio notarile sulla compravendita di immobili, aprendo la possibilit&agrave; di legittimare le intermediazioni, almeno per valori catastali sotto i 100.000 euro, alle segreterie comunali ed agli avvocati.<br /><br />Abbiamo raccontato ieri cosa l'aver intaccato questo privilegio ha scatenato. Ribadiamo l'ovvio: <strong>la posizione dei notai &egrave; indifendibile.</strong>  Chi difende questa esclusivit&agrave; difende un privilegio. Un monopolio illiberale. Un abuso di potere. Tutta la fuffa sullo scardinamento del sistema giudiziario &egrave; -per l'appunto- inqualificabile, perniciosa e subdola fuffa.<br /><br /><div class="image-left"><a href="http://legxv.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d300406&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d300406" rel="self"><img class="imageStyle" alt="d300406" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry293_1.jpg" width="107" height="145"/></a>   <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d30810&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d30810" rel="self"><img class="imageStyle" alt="d30810" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry293_2.jpg" width="107" height="145"/></a> </div>Bene. Abbiamo trovato due che questa fuffa la difendono. Grazie a Maurizio, abbiamo dato un'occhiata agli <a href="assets/DDL_2272-bis_Em.41.0300.pdf" rel="self">emendamenti presentati in commissione</a>. Queste due eminenti figure affianco, che presentiamo pi&ugrave; in dettaglio sotto, hanno proposto nell'ordine di:<br /><br />-rendere l'articolo applicabile solo alle donazioni e non anche alle compravendite<br />-abbassare la soglia di applicabilit&agrave;  da 100.000 a 5 euro<br />-rendere l'articolo applicabile ai beni mobili e non gi&agrave; ai beni immobili. Con il risultato magari di dover passare dal notaio anche per comperarsi un quadro da collezione. Non che mi capiti spesso peraltro ;-)<br />-abbassare la soglia di applicabilit&agrave;  da 100.000 a 1 euro<br /><br />Si tratta ovviamente di un tentativo di rendere inefficace l'articolo, per la gioia dei notai, e con buona pace degli avvocati e sopratutto di chi vorrebbe comperare garage o casa pagando un po' di meno. I due autori di questa nobile espressione di civilt&agrave; giuridica sono l'onorevole <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d30810&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d30810" rel="self">Claudio Azzolini</a> e l'onorevole <a href="http://legxv.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d300406&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d300406" rel="self">Alfredo Vito</a>.<br /><br />Entrambi Napoletani, in particolare il secondo si distingue per un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Vito" rel="self">curriculum</a> di tutto rispetto:<em> Entra alla Camera dei Deputati nelle liste dell DC con oltre 100.000 preferenze al termine delle elezioni politiche del 1987. Il 18 marzo 1993 la Camera concede l'autorizzazione a procedere per voto di scambio nei suoi confronti: l'8 aprile dello stesso anno i giudici napoletani lo accusano di rapporti con la criminalit&agrave; organizzata e corruzione e l'11 dicembre viene condannato a due anni con la sospensiva, dopo patteggiamento (dietro l'impegno solenne di ritirarsi per sempre dalla politica) e con la restituzione di cinque miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.</em><br /><span style="font-size:12px; "><br /></span>Lasciamo stare i tracorsi burrascosi. Chiediamo solo conto a questi signori della loro appartenenza ad un partito che  dichiara di ispirarsi ai valori liberali ed addirittura della libert&agrave; ha storpiato il nome per appenderlo allo stipite della propria casa. <span style="font-size:12px; "><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>l&#x27;un contro l&#x27;altro armati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-07T08:24:30+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/avvocati-notai-armati.html#unique-entry-id-292</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/avvocati-notai-armati.html#unique-entry-id-292</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/notai.gif" rel="self"><img class="imageStyle" alt="notai1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry292_1.gif" width="105" height="76"/></a></div>Tra martedi e giovedi (oggi) avvocati e notai si sono scambiati dei colpi di clava a suon di avvisi a pagamento sui quotidiani italiani. Hanno cominciato i notai martedi, comperando intere paginate dei maggiori quotidiani. Non ho trovato copia dell'avviso online percui beccatevi <a href="assets/notai.gif" rel="self">questa</a> scannerizzata. Vista la paginata intera dell'avviso che non rientra nel mio ordinarissimo scanner, vi mostro solo la <a href="assets/notai.gif" rel="self">testa della pagina</a>. Denunciano niente po' po' di meno che <strong>lo scardinamento del sistema giuridico posto a tutela dei cittadini e della convivenza civile. </strong><br /><br /><div class="image-right"><a href="assets/avvocati.gif" rel="self"><img class="imageStyle" alt="avvocati1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry292_2.gif" width="78" height="105"/></a></div>Rispondono oggi gli avvocati, comperando <a href="assets/avvocati.gif" rel="self">quarti di pagina</a> sui quotidiani (cosicch&eacute; si possa scannerizzare l'avviso per intero) replicando a muso duro definendo il comunicato dei notai come <strong>criptico allarmistico e omissivo, nonch&eacute; oggettivamente lesivo della reputazione e della dignit&agrave; della categoria forense. </strong>Ovviamente anche gli avvocati concludono dichiarando che agiscono nel solo ed esclusivo interesse del paese, dei cittadini, della convivenza civile bla bla bla...<br /><br />Che &egrave; successo? Semplicemente una manina furba ha inserito un comma (per altro si chiama 41 bis, come quello del carcere duro nel codice penale) nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni che &egrave; in via di discussione alla Camera. Questo codicillo in sostanza dice che delle compravendite immobiliari di valore inferiore ai 100 mila euro, d'ora in poi se ne possono occupare anche gli avvocati e non gi&agrave; semplicemente i notai.<br /><br />Insomma, per vendere un paio di garage (perch&egrave; questo al massimo si compera con quelle cifre)  ci si potrebbe rivolgere anche ad uno dei 150.000 avvocati italiani oltre che ai 5.000 notai. In fondo si tratta di mandare una segretaria agli uffici competenti, controllare che non vi siano ipoteche od altri titoli che pendono sull'immobile, qualche servit&ugrave; od altro diritto reale e poi autenticare una firma. Di questo si tratta. <strong>Ecco lo scardinamento dell'ordinamento giuridico posto a tutela dei cittadini. ecco la lesione alla convivenza civile. </strong>La repubblica che crolla sui propri garage!<strong><br /><br /></strong>Ora, lungi da noi prendere le parti degli avvocati. Ne abbiamo <a href="files/avvocaticchi-ed-azzeccagarbugli.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Avvocaticchi ed azzeccagarbugli">detto</a> peste e corna da queste colonne in passato. Ci viene solo da constatare alcune cose:<br /><br />-La posizione dei notai &egrave; indifendibile. E spero che il governo resista alle pressioni. Anzi direi che ci credo! Tanto pi&ugrave; che gli avvocati sono sovrarappresentati in parlamento e questo, per una volta almeno nella sotria repubblicana, potrebbe essere un vantaggio.<br /><br />- La tattica del governo &egrave; eccellente. Come fare a scardinare il monopolio notarile? Naturale: mettendogli contro l'altra potente lobby legale. Che se la sbrighino da soli, che si prendano a randellate in pubblico, dai giornali, cosi che gli italiani vedano quali scontri di potere si celano dietro questioni apparentemente piccole come le compravendite di garage. Che poi, portato a casa l'emendamento cosi come &egrave;, ci si comincer&agrave; a chiedere: - ma perch&egrave; fermarsi proprio 100.000 euro? -e perch&egrave; fermarsi agli avvocati? in fondo ai traserimenti delle auto ci pensano gi&agrave; gli uffici comunali che effettuano pi&ugrave; o meno il medesimo tipo di verifiche...<br /><br />-Le liberalizzazioni procedono a gonfie vele. E' un cambio culturale profondo che sta facendo sempre pi&ugrave; breccia. Non ci sono pi&ugrave; aree intoccabili, ne i tassisti (vedi il sostanziale fallimento della manifestazione dell'altro giorno), e nemmeno i notai. Con luglio parte la liberalizzazione dell'utenza domestica energetica e forse si far&agrave; persino la <a href="http://www.antonionicita.it/files/68f08a11947544eaf22c92c4109e1c36-115.html" rel="self">legge biennale sulle liberalizzazioni</a>. Questo, insieme ai conti sistemati sar&agrave; certamente uno dei risultati duratouri di questo governo qualora dovesse cedere.<br /><br />Per concludere, ci si consenta di tornare alla diversa grandezza dei due avvisi, Pagina intera per i notai, contro quarto di pagina per gli avvocati. Che i decreti sull' abolizione delle tariffe minime per gli avvocati  della scorsa estate abbiano gi&agrave; cominciato a mordere?<br />]]></content:encoded></item><item><title>The green way</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Politica</category><dc:date>2007-06-03T18:06:07+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/the-green-way.html#unique-entry-id-291</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/the-green-way.html#unique-entry-id-291</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="20070602issuecovUS160" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry291_1.jpg" width="170" height="219"/></div> Questa &eacute; la copertina dell'<a href="http://www.economist.com/index.html" rel="self">economist </a>di questa settimana. Segue report di 32 pagine su come le cose sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici si stiano muovendo. Ben oltre il protocollo di Kyoto. Sapete come da queste parti il tema ci stia partcolarmente a cuore. Sorgono due tipi di riflessioni.<br /><br />-La prima &eacute; che malgrado tutto, come mostra bene il settimanale inglese, le cose si stanno muovendo a pi&ugrave; livelli. Il livello pi&ugrave; attivo sembra quello che tutti davano per il pi&ugrave; restio a muoversi: quello industriale. Vuoi per fare di necessit&agrave; virt&ugrave;, vuoi per trovare nuove occasioni di business, vuoi per operazioni di marketing, ma le imprese si danno da fare: da quelle che investono in energie pulite, a quelle che si attrezzano per il risparmio energetico, a quelle che fanno delle basse emissioni la loro <em>mission</em> aziendale. E scusate se &eacute; poco.<br /><br />-La seconda riflessione &eacute; pi&ugrave; generale, e riguarda il mondo anglosassone e la sua cultura. Vero: noi europei continentali diciamo da molto pi&ugrave; tempo che il <em>climate change</em> &eacute; un grosso problema. Vero: loro hanno negato che esistesse il problema fino all'altro ieri. Vero noi inquiniamo di meno. Vero: noi siamo dentro Kyoto ed invece i loro cugini di oltremanica ancora ci pensano. Per&oacute; noi, alla faccia delle belle parole spese 10 anni fa, abbiamo le emissioni del 7% sopra quelle del '90; altro che 10% sotto come promesso. Per&ograve; noi lasciamo che l'ENEL bruci carbone ed i mulini a vento poi non li facciamo che ci rovinano il paesaggio (meglio una bella ciminiera invece!). Noi siamo bravi a chiacchierare ed a piangerci addosso. Loro sono fatti cosi: magari negano il problema finch&eacute; possono, ma quando poi lo riconoscono, partono in quarta, ma soprattutto sembra che si diano una meta da raggiungere. <br /><br />Facciamo un esercizio mentale: ipotiziamo che l'Espresso, o qualche altra nostra rinnomata rivista concedesse tutto questo spazio al tema. Sarebbe usato per fare articoli allarmistici sul fatto che Venezia andr&agrave; sottacqua, che la Sicilia diventer&agrave; un deserto con i cactus, e che il basilico genovese crescer&agrave; sulle pendici del monte rosa. Che le cavallette ci mangeranno i geranei alle finestre e le zanzare ci porteranno malaria ed ebola. Di quei pezzi -giornalisticamente parlando- perfettamente confezionati e dalle tirature enormi. Che per&ograve; ti lasciano l&agrave; sull'orlo del precipizio, solo con te stesso e con quel retropensiero che forse &eacute; meglio buttarsi di sotto e farla finita subito (vedi questa <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Sos-cancro/1621567" rel="self" title="SOS Cancro">inchiesta sui tumori </a>ad esempio). Invece l'Economist, in ogni sua grande inchiesta, ed anche a costo di semplificazioni esagerate, parte dal problema per indicarne le soluzioni, per indicare un percorso alla fine del quale il problema si risolve. Ed &eacute; cosi anche per quanto riguarda questa inchiesta sul <em>global warming. </em>Noi ovviamente speriamo che l'ottimismo anglosassone sia ben riposto, anche perch&eacute; del pessimismo immobilista rassegnato italiano non sappiamo davvero cosa farcene...<br />]]></content:encoded></item><item><title>commercio equo in crescita</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-06-01T09:09:56+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/54fbb4241049ee692028fe21b327c3eb-290.html#unique-entry-id-290</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/54fbb4241049ee692028fe21b327c3eb-290.html#unique-entry-id-290</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200706_P18-19_LaRivoluzione.pdf" rel="self" title="Il commercio equo e solidale è un mondo romantico. Sia- mo abituati a pensare ad esso come ad un piccolo Davide che lotta contro l&#39;immenso Golia del- le leggi ingiuste del commercio internazionale che schiacciano e opprimono le persone. Siamo abituati a pensar al commercio equo come ad una parentesi ac- cidentale immersa in un gioco che segue ben altre regole. Una piccola barca in controcorrente, dentro un mare che va in tutt&#39;al- tra direzione. Là fuori, autorevoli economi- sti ed il senso comune ci sugge- riscono che, nonostante il com- mercio equo sia una realtà bella e pregnante, essa è destinata a scomparire, assorbita dagli ine- luttabili meccanismi dell&#39;eco- nomia. Ci viene detto: non è possibile che i consumatori pa- ghino di più per merci che pos- sono ottenere a prezzi minori! Ed ancora: perché i produttori di merci già abbondantemente deprezzate (come il caffé) non dovrebbero aumentare le loro produzioni, invogliati dai prezzi più alti pagati dal commercio equo e peggiorando cosi anco- ra di più lo squilibrio sui mercati tra domanda ed offerta? Infine, non sarebbe meglio semplice- mente fare donazioni ai poveri invece di pagare loro prezzi più alti per le merci che producono? Queste sono solo alcune delle obiezioni che sentiamo ripetere riguardo alla capacità del com- mercio equo di sopravvivere nel tempo. Da questa aurea romantica e vagamente esotica e dal generale scetticismo che circonda il commercio equo nel circolo degli economisti è sorto nel corso del tempo una sorta di pregiudizio di cui le prime vitti- me sono spesso le persone che nel commercio equo credono di più e che può essere espresso in questi termini: il commercio equo è bello, ma non rispettan- do le dure leggi dell&#39;economia ed è destinato a scomparire o al più al sopravvivere come un piccolo fenomeno di nicchia. Ma è poi vero tutto questo? Alcuni economisti, tra i quali Leonardo Becchetti, la pensano diversamente..."><img class="imageStyle" alt="200706_P18-19_LaRivoluzione" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry290_1.gif" width="107" height="148"/></a></div>  Il commercio equo e solidale &egrave; un mondo romantico. Siamo abituati a pensare ad esso come ad un piccolo Davide che lotta contro l'immenso Golia delle leggi ingiuste del commercio internazionale che schiacciano e opprimono le persone. Siamo abituati a pensare al commercio equo come ad una parentesi accidentale immersa in un gioco che segue ben altre regole. Una piccola barca in controcorrente, dentro un mare che va in tutt'altra direzione. L&agrave; fuori, autorevoli economisti ed il senso comune ci suggeriscono che, nonostante il commercio equo sia una realt&agrave; bella e pregnante, essa &egrave; destinata a scomparire, assorbita dagli ineluttabili meccanismi dell'economia. Ci viene detto: non &egrave; possibile che i consumatori paghino di pi&ugrave; per merci che possono ottenere a prezzi minori! Ed ancora: perch&eacute; i produttori di merci gi&agrave; abbondantemente deprezzate (come il caff&eacute; ) non dovrebbero aumentare le loro produzioni, invogliati dai prezzi pi&ugrave; alti pagati dal commercio equo e peggiorando cosi ancora di pi&ugrave; lo squilibrio sui mercati tra domanda ed offerta? Infine, non sarebbe meglio semplicemente fare donazioni ai poveri invece di pagare loro prezzi pi&ugrave; alti per le merci che producono? Queste sono solo alcune delle obiezioni che sentiamo ripetere riguardo alla capacit&agrave; del com- mercio equo di sopravvivere nel tempo. Da questa aurea romantica e vagamente esotica e dal generale scetticismo che circonda il commercio equo nel circolo degli economisti &egrave; sorto nel corso del tempo una sorta di pregiudizio di cui le prime vittime sono spesso le persone che nel commercio equo credono di pi&ugrave; e che pu&ograve; essere espresso in questi termini: il commercio equo &egrave; bello, ma non rispettando le dure leggi dell'economia ed &egrave; destinato a scomparire o al pi&ugrave; al sopravvivere come un piccolo fenomeno di nicchia. Ma &egrave; poi vero tutto questo? Alcuni economisti, tra i quali Leonardo Becchetti, la pensano diversamente. <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200706_P18-19_LaRivoluzione.pdf" rel="self">lo ho cercato di riassumerne le argomentazioni</a>... <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Divertimento</category><dc:date>2007-05-30T17:59:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/bancamondiale-zoellick.html#unique-entry-id-289</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/bancamondiale-zoellick.html#unique-entry-id-289</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2276641.html?ref=hpsbdx4" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry289_1.jpg" width="155" height="64"/></a><br />Cosi, giusto per chiarire le idee a chi ancora pensava che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_mondiale" rel="self">Banca Mondiale</a> fosse un organizzazione internazionale e che l'elezione del presidente la facesser i soci membri (seppur in proporzione alle quote)</p>]]></content:encoded></item><item><title>E la famiglia? sta bene grazie...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Personale</category><dc:date>2007-05-29T10:08:18+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/famiglie.html#unique-entry-id-288</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/famiglie.html#unique-entry-id-288</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.economist.com/world/na/displaystory.cfm?story_id=9218127&logout=Y" rel="self"><img class="imageStyle" alt="CFB966" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry288_1.gif" width="136" height="163"/></a></div>Su questo numero dell'Economist c'&eacute; un bel <a href="http://www.economist.com/world/na/displaystory.cfm?story_id=9218127&logout=Y" rel="self">pezzo</a> su dove va la famiglia in America. La fotografia &eacute; interessante e riflette a modo suo l'aumento delle disparit&agrave; che si registra in tanti indicatori in giro per quel paese:<br /><br />-<strong>I divorzi. </strong>Tra la fascia di popolazione pi&ugrave; educata (laurea) la percentuale di divorzi a dieci anni dal matrimonio &eacute; crollata dal 29% della fine degli anni 70 al 16% degli anni 90. Tra coloro che non hanno finito la scuola dell'obbligo, nello stesso periodo, la percentuale &eacute; aumentata dal 38% al 46%.<br /><br /><strong>I figli</strong>. I figli che vivono con i due genitori biolgici, o comunque in un nucleo stabile e non bellicoso, sono definiti <em>socialized for success.</em> Vanno meglio a scuola, hanno pi&ugrave; probabilit&agrave; di finire il college, ed hanno pi&ugrave; probabilit&agrave; a loro volta di fondare una famiglia stabile e perpetuare il circolo virtuoso.<br /><br /><strong>Il successo economico.</strong> La famiglia &eacute; un affare per i coniugi e per i loro figli. La famiglia come istituzione economica funziona egregiamente: induce ad una specializzazione produttiva (la divisone banale se volete tra chi fa il bucato e chi rasa l'erba) induce i genitori maschi ad incrementare la produttivit&agrave;, permette economie di scala e di scopo ad esempio sulla condivisione di costi fissi quali la casa. Infine la promessa di restare insieme <em>fin che morte non ci separi </em>&eacute; un buon meccanismo assicurativo contro gli accidenti dell'esistenza. Queste ed altre ipotesi contribuiscono a spiegare quello che nei numeri &eacute; un'evidenza lampante: le famiglie stabili sono pi&ugrave; ricche ed i figli cresciuti in famiglie con entrambi i genitori biologici sono di gran lunga meno esposti alla povert&agrave; ed hanno a loro volta maggiori probabilit&agrave; di replicare le loro fortune.<br /><br />L'articolo parla a noi, che ci siamo sposati da poco, suggerendoci molte cose. Ma parla anche al nostro paese lacerato dalla discussione sulla famiglia, discussione arenata lungo fratture ideologiche e che difficilmente si confronta con i numeri e le analisi fredde dell'economia.<br /><br />Innanzitutto il pezzo d&agrave; ragione a quanti sostengono che la famiglia &eacute; centrale all'organizzazione della societ&agrave;. Ma lasciando da parte il diritto naturale, qui si parla di come la famiglia possa permettere di sopravvivere meglio alle asperit&agrave; della vita, anche attraverso la sua capacit&agrave; di produrre, difendere e trasmettere ai figli la ricchezza e creare infine quella rete di relazioni che, unite al benessere economico, sono la chiave del perseguimento della felicit&agrave;.<br /><br />Ce ne &eacute; abbastanza per innalzare le bandiere del family day, per affiggere i manifesti populisti "Dio, patria e famiglia" o per recitare gli anatemi del papa Ratzingher? Io credo di no. <br /><br />Quello che il pezzo realmente ci dice &eacute; che, a 30 anni dalle leggi sul divorzio, 30 anni per la famiglia vissuti pericolosamente sull'orlo della marginalit&agrave; ed in profonda evoluzione, l'istituzione famiglia si sta selezionando. Per le elites della societ&agrave;, le persone pi&ugrave; educate e benestanti, l'istituzione famiglia si sta rivelando una scommessa vincente in quanto generatrice di discendenza, di benessere, ed in ultima analisi di felicit&agrave;. Per altre fasce sociali l'istituzione famiglia &eacute; ancora in crisi, come lo era allora. Non dobbiamo infatti mai dimenticare come si &eacute; arrivati alle leggi sul divorzio: una dolorosa fuoriuscita per le donne imprigionate nelle gabbie opprimenti e spesso violente delle famiglie patriarcali. Una volta aperta la valvola di sfogo del divorzio, l'istituzione famiglia come, era allora, &eacute; scoppiata. E meno male. Il passaggio &eacute; quindi stato dal mondo delle famiglie che assomigliavano ad una gabbia, a quello attuale nel quale, almeno per i pi&ugrave; fortunati, la famiglia &eacute; l'orizzonte della felicit&agrave; perch&eacute; scelta libera e consapevole di mutua fedelt&agrave;, assistenza, appoggio ed investimento. La famiglia: da limite all'emancipazione femminile, a possibilit&agrave; di felicit&agrave; per entrambi i coniugi.<br /><br />Nessuno (diciamo quasi nessuno) nega che questa sia la famiglia che vogliamo prendere a modello. Dir&ograve; di pi&ugrave;: questo modello &eacute; quello che lo stato, con gli strumenti adeguati deve promuovere: convivenze stabili, durature ed ufficializzate, se non proprio consacrate. A questo modello lo stato deve dedicare le proprie risorse, siano esse per la prima casa, per gli asili nido, e per altri interventi di welfare. Per coerenza a questo modello, nel momento dell'elargizione dei fondi, lo stato deve favorire questi nuclei ad altri che non siano di medesimo valore sociale, quali le coppie di fatto (meno stabili) o le unioni omosessuali (che non hanno funzione riproduttiva ne quindi i costi collegati).<br /><br />Detto questo, lo stato non deve dimenticare chi questa consapevolezza non l'ha ancora maturata oppure chi ha orientamenti sessuali non riproduttivi ed offrire a questi il conforto delle tutele legali che possano contribuire ad appianare le asprezze della vita. Certo, va da se, sarebbe auspicabile che una coppia di fatto, magari con prole, decidesse liberamente e convintamente di sposarsi e di perseguire quel modello di cui parla l'economist basato su una relazione stabile, paritaria, benestante ed aperta alla vita. Ma se questa coppia non riesce a vederne gli -a questo punto innegabiil, almeno nella media dei casi- vantaggi, non &eacute; certo forzando le persone dentro quegli antichi modelli di cui ci siamo liberati che si promuove il bene, della coppia, dei figli, e della societ&agrave; tutta intera.<br /><br />Ecco perch&eacute; non sono andato al family day. Ci sarei voluto andare per sostenere la messa al centro delle politiche di welfare del modello di famiglia  istituzionalizzato attraverso il matrimonio. Non ci sarei andato perch&eacute; era percepibile il tratto discriminatorio della minifestazione, che tendeva a negare cittadinanza agli stili di chi fuoriuscito da un vecchio ed oppressivo modello di famiglia, non ha ancora trovato quello nuovo. ́&Eacute; con l'esempio, non con la legge che si convince e (per chi ci crede) si converte.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Sofri(re) per il PD</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-05-26T16:42:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/proposta-per-il-pd.html#unique-entry-id-287</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/proposta-per-il-pd.html#unique-entry-id-287</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.wittgenstein.it/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="pdbanner" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry287_1.gif" width="352" height="57"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Anche a <a href="http://www.wittgenstein.it/" rel="self">Luca Sofri</a>, la lista dei 45 saggi per il partito democratico non &eacute; piaciuta. Cosi come non &eacute; piaciuta ad <a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1498636.html" rel="self">Adinolfi</a>, <a href="http://viapietronenni4.blogspot.com/2007/05/delusione-numero-1.html" rel="self">Vatiero</a>, <a href="feed://www.bloggers.it/progettomayhem/rss.xml" rel="self">Costa</a>,<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.972368273" rel="self"> Paris</a>i e molti altri. <a href="http://www.wittgenstein.it/" rel="self">Wittengstein</a> allora propone di allargare ulteriormente almeno per includere 10 sotto i quaranta.<br /><br />Io ho sottoscritto. Anche perch&eacute; Sofri almeno non si &eacute; autocandidato...</p>]]></content:encoded></item><item><title>Micro&#x26;Mojito</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-05-23T11:40:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/microemojito.html#unique-entry-id-286</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/microemojito.html#unique-entry-id-286</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/fotovideo/fotomatrimonio/fotomatrimonio.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Matteo-Lucia_218" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry286_1.jpg" width="160" height="233"/></a>    <a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/fotovideo/fotomatrimonio/fotomatrimonio.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Matteo-Lucia_520" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry286_2.jpg" width="159" height="233"/></a><br /><br />Ma che ci fa Don Franco con un libro di <a href="http://press.princeton.edu/titles/7610.html" rel="self">Microeconomia</a> in mano? e mia madre con un boccale di mojito? C'&eacute; n'&eacute; di pi&ugrave; <a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/fotovideo/fotomatrimonio/fotomatrimonio.html" rel="self">qui...<br /></a>]]></content:encoded></item><item><title>Il family day di domani</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-05-11T10:31:41+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/family-day.html#unique-entry-id-285</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/family-day.html#unique-entry-id-285</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.forumfamiglie.org/homepagespeciale.php" rel="self"><img class="imageStyle" alt="locandina_familyday" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry285_1.jpg" width="127" height="140"/></a> </div>Al family day di domani noi non ci andiamo. Per due ragioni: la prima &egrave; che questa sera partiamo per la nostra piccola ma dolce e tanto attesa luna di miele. E scusate se vi sembra un motivo futile. La seconda perch&egrave; condividiamo in pieno le parole espresse da questa <a href="http://www.sspietroepaolo.altervista.org/" rel="self">comunit&agrave; parrocchiale di Catania</a>.<br /><br />Io e Lucia siamo sposati da meno di una settimana. In chiesa. Convintamente. Abbiamo voluto scambiarci le nostre promesse non solo davanti alla comunit&agrave; degli uomini, rappresentata da mio pap&agrave; che ci ha letto gli articoli del codice civile che ci impegnamo a rispettare, ma anche al cospetto di Dio, in cui crediamo e che preghiamo di accompagnarci fino alla fine. Se lo abbiamo fatto &egrave; perch&egrave; crediamo nel valore della famiglia, nella sua centralit&agrave; educativa, nel suo essere fondamento saldo di ogni possibile costruzione sociale. A costruire una famiglia abbiamo dedicato il nostro impegno. Ma condividiamo le <a href="http://www.sspietroepaolo.altervista.org/file_archivi_sspt/pdf_sspt/12maggio_non_ci_saremo.pdf" rel="self">loro </a>parole quando dicono:<br /><br /><em>- Il valore della famiglia si difende testimoniandolo, giorno per giorno, nella vita.<br />- La difesa dei valori cristiani non pu&ograve; essere affidata alla politica, alle leggi dello stato, ma alla forza dello Spirito Santo, a Lui aprendo la porta della nostra anima e della nostra vita.<br />- Le scelte di coloro, che la pensano diversamente da noi hanno uguale diritto di esistere e di essere rispettate.<br />- Il cristiano si sente vicino a tutte quelle donne e quegli uomini che, nelle loro concrete condizioni di vita, aspirano ad essere tutelati da una regolamentazione che assicuri loro sicurezza e serenit&agrave;.<br /><br /></em>Per questo noi domani non saremo a San Giovanni (e non certo perch&egrave; saremo gi&agrave; arrivati a destinazione <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&q=Sicilia,+Italy&ie=UTF8&ll=37.666429,14.089966&spn=2.782794,3.779297&t=k&z=8&om=1" rel="self">qui</a>;-) )<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>andate in erasmus&#x2c; miei prodi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-05-09T18:43:51+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/d7d28d4413cca03474dd946276cb21ee-284.html#unique-entry-id-284</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/d7d28d4413cca03474dd946276cb21ee-284.html#unique-entry-id-284</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/erasmus-day/venti-di-erasmus/venti-di-erasmus.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry284_1.jpg" width="354" height="58"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Parole sante... e non perch&eacute; da queste parti lo si era <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/erasmus-non%20-si-torna-piu.html" rel="self">detto</a>..</p>]]></content:encoded></item><item><title>Non &#xe9; tutto olio quello che luccica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-05-09T14:27:06+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/olio-che-luccica.html#unique-entry-id-283</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/olio-che-luccica.html#unique-entry-id-283</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200705_P12-14_MaTutto.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200705_P12-14_MaTutto" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry283_1.gif" width="113" height="155"/></a></div><br /><br /><br />Dopo un iniziale entusiasmo, anche da queste parti ci siamo parecchi raffreddati circa le magnifiche sorti progressive dei biocarburanti. Ne abbiamo scritto su Cooperazione tra Consumatori...<br /><br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>faux et panneau</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-05-07T15:26:19+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/faux-et-panneau.html#unique-entry-id-282</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/faux-et-panneau.html#unique-entry-id-282</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry282_1.gif" width="111" height="101"/></div>La situazione &eacute; questa. In Italia, i Verdi riuniti a congresso nel weekend appena trascorso, ancora annegano nell'anelito disperato di varcare la soglia del 5% (ma per ora non vanno oltre il 2%). Firmano quindi l'ennesimo appello che questa volta chiamano <a href="http://www.pattoperilclima.com/" rel="self">PATTO PER IL CLIMA</a> e che tra una misura e l'altra contro il cambiamento climatico, non manca di lambire tangenzialmente le seguenti tematiche: a)il mondo dell'<em>associazionismo</em>, b)la <em>storia dei verdi</em> c)i movimenti per la<em> pace</em> d)tutela del <em>paesaggio</em> e)i diritti degli <em>animali</em> f)l'<em>acqua</em> come bene comune g) OGM h)<em> tradizioni</em> tipiche enogastronomiche i)il software <em>open source</em> l) <em>diversit&agrave;</em> m) <em>giustizia</em> (in senso lato) n) <em>pari opportunit&agrave;</em> o) <em>povert&agrave;</em> p)<em>nonviolenza</em> q) <em>cooperazione</em> r) <em>giovani</em>.<br /><br />Pur simpatizzando per la maggior parte di queste tematiche, pur auspicando la stesura di un progetto politico che faccia della lotta al cambiamento climatico la sua bandiera, non posso non pensare a tutti i limiti di questo patto.<br /><br />In un patto per il clima <strong>ci si aspetta che si parli di clima</strong>. &eacute; cosi banale?  Che c'entra quindi tutto il resto? Si <strong>scende a patti con chi non la pensa come noi </strong>su tutto ma si trova a convergere almeno su un punto. Che senso ha quindi un "<strong>patto per il clima</strong>" dove si ripropone tutta l'agenda verde anche nei suoi tratti pi&ugrave; folkloristici tipo i dritti degli animali? Insomma questo patto per il clima non &eacute; certo il tentativo di far convergere tutto l'arco politico italiano sull'obiettivo comune del problema climatico quanto il maldestro tentativo di mettere un cappello politico (che ad oggi -lo ribadiamo- vale meno del 2%) al pi&ugrave; importante tema della politica internazionale.<br /><br />Tutto questo mentre in Francia, il candidato vincitore della destra, <strong>Sarkozy</strong>, mette la <strong>lotta al cambiamento climatico al centro della sua agenda</strong> politica di presidente ed invita gli americani (proprio lui che &eacute; considerato il pi&ugrave; amerikano dei francesi) a non mettersi di traverso. (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&articleCurrentPage=1&currentArticle=EATZR" rel="self">testo</a>, <a href="http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=0bfa48fc-fc0d-11db-919c-0003ba99c53b" rel="self">video</a>)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-05-06T16:22:29+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ring.html#unique-entry-id-281</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ring.html#unique-entry-id-281</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Photo 5" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry281_1.jpg" width="290" height="222"/></a> </p>]]></content:encoded></item><item><title>Domani mi sposo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-05-04T16:01:58+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/domani-mi-sposo.html#unique-entry-id-280</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/domani-mi-sposo.html#unique-entry-id-280</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.dooyoo.it/vhs-film-cinema/domani-mi-sposo/501566/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="domani-mi-sposo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry280_1.jpg" width="114" height="177"/></a></div><strong>Domani mi sposo.</strong> Lo diceva anche Jerry Cal&agrave; in un non certo memorabile<a href="http://it.movies.yahoo.com/d/domani-mi-sposo/index-126581.html" rel="self"> film </a>del 1984. Questa la trama:<em> Nelle 24 ore prima del matrimonio di Jerry con Susy cosa non potr&agrave; mai succedere? Di tutto, naturalmente! Mentre fervono i preparativi del matrimonio, nella mente di Jerry riaffiorano i ricordi dei suoi precedenti amori, in particolare quello di Simona che, gi&agrave; sposata, vorrebbe comunque fuggire con lui. Gli amici, in occasione dell'addio al celibato gli "regalano", per quell'ultima notte da scapolo una donna, Rita che per&ograve; da amante e confidente notturna finisce anch'essa con l'innamorarsi di Jerry. Dopo una serie interminabile di ulteriori alterne vicende, che sembrano compromettere definitivamente il matrimonio. Jerry e Susy si ritrovano alla fine per scambiarsi il loro "s&igrave;", nel duomo di Mantova, sotto gli occhi anche di Simona e di Rita.<br /><br /></em><strong>Una tragicommedia insomma</strong><em><br /></em><span style="font:12px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><em><br /></em></span>C'&eacute; poi una <a href="http://www.italianissima.net/testi/domani.htm" rel="self">canzone</a> di Daniele Silvestri con lo stesso soggetto. <strong>Domani mi sposo</strong>. Con sottofondo di campane a festa, una voce rotta dalla tristezza racconta il seguente testo tragicomico: <span style="font:12px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><br /></span><em><br />Domani mi sposo, ne sono felice,<br />si sente dal tono con cui lo si dice<br />una piccola chiesa alle undici e venti<br />hanno deciso ogni cosa i suoi amici e i parenti.<br />Lei sar&agrave; cos&igrave; vicino a me che ne potr&ograve; sentire l'alito pesante<br />che in un solo istante mi travolger&agrave;<br />sar&agrave; cos&igrave; vicino a me che non potr&ograve; non apprezzare<br />il forte odore che proviene dai suoi piedi<br />credimi<br />&egrave; bella, &egrave; bella, &egrave; bella, &egrave; bella, &egrave; bella tua sorella ma lei no<br />lei per&ograve; la sposer&ograve;.<br /><br /></em><strong>Della vigilia del matrimonio</strong> quindi, non se ne parla molto bene nella letteratura (ammesso e non concesso che Jerry e Daniele rientrino nel novero dei letterati). Ed io? Che dire di questa mia vigilia? Di come la sto trascorrendo? <br /><br /><strong>Tranquillo</strong> non proprio... Sto cercando di rintracciare i vini per il ricevimento dispersi non si sa dove; facendo gli ultimi aggiustamenti ai tavoli; le ultime cose da acquistare; il meteo da studiare accuratamente; i regali che arrivano; i parenti ed amici in arrivo a Roma; gli ultimi ritocchi dal barbiere (per me) ed estetista (per lucia) e molte altre piccoli dettagli. <br /><br />Poi ci sono le prove di memoria per le parti della cerimonia: <em>Io Matteo, prendo te</em>... ah no... non &eacute; cosi....<em>Vuoi tu Lucia</em>.... <em>Accetti questo anello?...</em> <em>Vuoi sposarmi?... </em>insomma come avete capito ho ancora molto da studiare...<br /><br />Non &eacute; una giornata tranquilla quindi, ma senz'altro<strong> serena</strong>. Domani sar&agrave; un bellissimo giorno. <strong>Domani mi sposo</strong>.<br />]]></content:encoded></item><item><title>This is the reason of the end</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-05-04T09:26:27+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/this-is-the-reason.html#unique-entry-id-278</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/this-is-the-reason.html#unique-entry-id-278</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="page0_blog_entry247_1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry278_1.jpg" width="124" height="95"/></div>Qualche settimana fa, avevo pianto <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/the-end.html" rel="self">qui</a> la misteriosa fine del mio ibook. Dopo una mia personalissima ed incompetente autopsia avevo iscritto il decesso alla categoria delle cause sconosciute e misteriose. Degli X-files. Oggi scopro di che si<a href="http://www.appleinsider.com/articles/07/05/03/apple_grilled_over_ibook_g4_logicboard_deaths.html" rel="self"> tratta</a>. Peccato che nel frattempo il mio ibook sia andato gi&agrave; verso i suoi campi elisi.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La Mela &#xe8; verde. Finalmente</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-05-02T23:04:08+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mel-verde.html#unique-entry-id-277</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mel-verde.html#unique-entry-id-277</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.greenmyapple.org/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry277_1.jpg" width="359" height="154"/></a><div class="image-left"></div></p><p style="text-align:left;">La <a href="http://www.greenmyapple.org/" rel="self">campagna di Greenpeace</a> per spingere Apple a comportamenti pi&ugrave; verdi si conclude. E qui si pu&ograve; rimuovere il banner dalla barra laterale del sito.  Steve Jobs scrive una<a href="http://www.apple.com/hotnews/agreenerapple/" rel="self"> lettera</a> pubblica ed in sostanza la da vinta a Greenpeace ed a tutti quelli che hanno sostenuto la campagna. Jobs, pur rivendicando che Apple &egrave; pi&ugrave; avanti di altri in molti frangenti, riconosce che in questo settore pu&ograve; fare meglio, molto meglio, ed in proposito mette sul piatto promesse impegnative, anche se doverose.<br /><br />Complimenti a Greenpeace per la campagna e per i risultati ottenuti con fantasia e brio, come peraltro dimostrato recentemente nella campagna  sulle <a href="files/balletta-enel.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:La balletta ENEL">bugie di ENEL</a><br /><br /><a href="http://technorati.com/tag/greenmyapple" rel="tag"><img style="border:0;vertical-align:middle;margin-left:.4em" src="http://static.technorati.com/static/img/pub/icon-utag-16x13.png?tag=greenmyapple" alt=" " />greenmyapple</a></p>]]></content:encoded></item><item><title>Coppa italica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-27T11:25:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coppa-italica.html#unique-entry-id-276</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coppa-italica.html#unique-entry-id-276</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry276_1.jpg" width="137" height="106"/></div>Come molti Italiani, seguo in questi giorni le regate di coppa america. Belle, intriganti. Tecnologiche come la formula uno, eleganti come l'equitazione, pulite come gli sport senza motore, avvicenti come tutte le sfide a due, dalla scherma al pugilato. Davvero un bello spettacolo.<br /><br />E noi Italiani, siamo l&igrave; davanti. Come nella formula uno, come nelle moto, come nella scherma. Ci sono gli americani. Ci sono i tedeschi, gli spagnoli, i neozelandesi, i francesi, persino i cinesi ed i sudafricani. In attesa degli svizzeri ovviamente. Ma poi ci sono gli italiani con ben tre barche. Ci ho pensato a questo numero. Potenze mondiali come gli USA mandano una barca. Gente che mangia pane e vele come i neozelandesi mandano una barca. Gente ripiena di grana come gli svizzeri manda una barca. Ma noi italiani ne mandiamo tre.<br /><br />Ci ho pensato a questo numero. Tre barche. Che significano? Pensarne bene o pensarne male? In fondo credo che queste tre barche raccontino in una pennellata magistrale (avevo scritto maestrale, forse in preda ad una deriva velistica)  molto di quello che questo paese &egrave;. Nel bene e nel male.<br /><br />Queste tre barche sono una storia positiva perch&egrave; rappresentano la generosit&agrave; di spendersi quasi senza calcolo, solo per inseguire sogni e passioni. L'entusiasmo di costruire progetti che si misurano con i giganti, partendo dalle piccole realt&agrave;. La capacit&agrave; di valorizzare i territori e le loro culture. Che Luna Rossa sintentizza l'eleganza del chiantishire, nell'entroterra di Punta Ala, mentre Mascalzone Latino e +39 sono a loro volta incarnazioni del genio partenopeo e dell'industrialit&agrave; padana rispettivamente. <br /><br />Ma al tempo stesso queste tre barche tratteggiano anche molti dei mali di questo nostro paese. Il suo campanilismo che impedisce di fare sintesi ed evitare inutili duplicazioni e la programmatica insofferenza verso progetti che accomunano le forze invece di dividerle.<br /><br />Sar&agrave; una coppa america fantastica. Se poi la spunteremo, ci rallegreremo del genio estroso italico che nel suo disordine ed individualismo indomito prevale anche sui grigi giganti internazionali. Se soccomberemo, sar&agrave; per colpa della nostra irrimediabile incapacit&agrave; di fare squadra. Meriti e colpe, comunque finiremo per pagarli, sono monete che riportano sulle facce questi due aspetti imprescindibili del nostro paese.  <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>quote of the day</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-04-25T07:52:28+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quote-of-the-day.html#unique-entry-id-274</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quote-of-the-day.html#unique-entry-id-274</guid><content:encoded><![CDATA[SIR &mdash;&nbsp;<br />If you and Mr. Castro <a href="http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=8960412" rel="self">agree</a> that turning food into fuel is a sin, both of you might consider becoming vegan. In caloric terms, turning corn into ethanol is much more efficient than turning corn into meat. Ed Canler - Chattanooga, Tennessee<br /><br />Letter to the <a href="http://www.economist.com/blogs/theinbox/2007/04/15-week/" rel="self">Economist</a><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ora e sempre resistenza&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2009-04-25T00:06:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/resistenza-2008.html#unique-entry-id-273</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/resistenza-2008.html#unique-entry-id-273</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="resistenza" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry273_1.jpg" width="177" height="254"/></div><br /><span style="font:12px Verdana, serif; ">Lo avrai camerata Kesselring<br />Il monumento che pretendi da noi Italiani<br />Ma con che pietra si costruir&agrave; a deciderlo tocca a noi<br />Non coi sassi affumicati<br />Dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br />Non colla terra dei cimiteri<br />Dove i nostri compagni giovinetti<br />Riposano in serenit&agrave;<br />Non colla neve inviolata delle montagne<br />Che per due inverni ti sfidarono<br />Non colla primavera di queste valli<br />Che ti vide fuggire<br />Ma soltanto col silenzio dei torturati<br />Pi&uacute; duro d'ogni macigno<br />Soltanto con la roccia di questo patto<br />Giurato fra uomini liberi<br />Che volontari s'adunarono<br />Per dignit&agrave; non per odio<br />Decisi a riscattare<br />La vergogna e il terrore del mondo<br />Su queste strade se vorrai tornare<br />Ai nostri posti ci troverai<br />Morti e vivi collo stesso impegno<br />Popolo serrato intorno al monumento<br />Che si chiama<br />Ora e sempre resistenza!<br /><br />-Piero Calamandrei-</span><span style="font:12px Times, Georgia, Courier, serif; "><br /></span><span style="font:12px Times, Georgia, Courier, serif; "><br /></span>Il 25 aprile dell&rsquo;anno scorso scrivevo queste cose qui sotto. MI sembra siano ancora valide....<br /><br />25 Aprile 2008. &Egrave; un 25 aprile particolare questo. Segue di nemmeno due settimane la svolta a destra del paese a cui abbiamo assistito. Lo ricordo, il 25 Aprile del 2001. Lo scoprii quell'anno, il 25 Aprile. Allora la reazione al ritorno di Berlusconi fu forte; fu forte in me e la vidi forte nel paese. Ci fu un ritorno ai valori della resistenza come medicina al berlusconismo culturale ancora prima che politico. Quest'anno sembra diverso. Non so, mi sembra ci sia calma piatta. Non si colgono ancora le tracce di un'opposizione che si riorganizza intorno alla memoria comune che ci appartiene. Ma forse &eacute; giusto che sia cos&igrave;.  Forse perch&eacute; la batosta &eacute; -a questo giro- epocale; mentre allora perdemmo di un soffio e la voglia di rivalsa era forte. Ora regna lo sconforto, anche per il futuro prossimo venturo. O forse perch&eacute; un epoca &eacute; definitivamente passata e cinque anni gi&agrave; passati con Berlusconi ci hanno restituito un paese mal gestito, ma per fortuna non il regime neo-fascista che temevamo. E sar&agrave;  cosi anche questa volta: mentre <a href="files/ora-governi-la-desta.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:governi la destra, governi da destra">auspichiamo</a> che la destra far&agrave; le riforme necessarie, dobbiamo riconoscere in cuor nostro che dubitiamo che ne sar&agrave; capace e confessiamo che semplicemente ci limitiamo a sperare che non combini troppi danni. Ma se l cose stanno cos&igrave;, la Resistenza ed il 25 Aprile possono finire di fare la maldestra stampella all'opposizione politica contro il governo in carica. Non &eacute; loro compito. A Berlusconi deve fare opposizione il PD. Sui fatti. E sapendo che ci sono cose, siano meriti o colpe, siano responsabilit&agrave; o progetti che comunque condividiamo al di l&agrave; di tutto. <br /><br />Ed allora la Resistenza  deve tornare ad essere la festa di tutti, la celebrazione della fine della dittatura fascista italiana, che ci ha restituito la democrazia ed il coraggio di guardarci allo specchio perch&eacute; in fondo, e nonostante il vasto sostegno al regime del ventennio, il popolo italiano, nei due freddi inverni, &eacute; salito in montagna ed ha combattuto il nazifascismo.  Perch&eacute; la Resistenza sia per tutti quel <em>patto giurato fra uomini liberi, che volontari s'adunarono, per dignit&agrave; non per odio, decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. </em>Siamo un paese all'altezza di onorare questo patto?<br />]]></content:encoded></item><item><title>La balletta ENEL</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-04-24T08:48:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/balletta-enel.html#unique-entry-id-272</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/balletta-enel.html#unique-entry-id-272</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry272_1.png" width="111" height="101"/></div>Alcuni mesi fa, la nostra cara e vecchia ENEL ha ammorbato il paese con una campagna pubblicitaria massiccia sulla sua presunta militanza ambientalista. Qui potete vedere il <a href="http://enel.it/ambiente/" rel="self">filmato</a>. Tra le altre cose ENEL si vanta di: <br />-Avere in cantiere <strong>1700 MW di rinnovabili</strong> nei prossimi 5 anni (meno della potenza della centrale di civitavecchia)<br />-diminuire le proprie emissioni di <strong>4 milioni di tonnellate di CO2 </strong>all'anno (solo la centrale di Porto Tolle ne emette 10 milioni)<br />-di produrre ben il <strong>20% di energia da fonti rinnovabili </strong>(il 16% dei quali dalle centrali idroelettriche costruite 50 anni fa quando il problema non si poneva) <br />-investimenti nelle fantomatiche <strong>centrali ad emissioni zero</strong> di cui si chiacchera molto ma sono di l&agrave; da venire e potenzialmente pericolose.<br /><br />Insomma, pur apprezzando che sull'impegno ambientale le aziende ci mettano la faccia, non potevamo che prendere con le molle l'<strong>i</strong>mpegno di ENEL che sembra fatto di <strong>molto marketing e poca sostanza</strong>. Alla prova dei fatti, le <strong>belle promesse di bollette verdi </strong>sembrano sempre pi&ugrave; diventare <strong>belle balle</strong> (o meglio ballette). Prova di questa profonda contraddizione &egrave; la perseveranza con cui ENEL porta avanti <a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/carbone-italia" rel="self">la riconversione delle centrali</a> ad olio pesante, in carbone, che &egrave; in assoluto la tecnologia a pi&ugrave; alto impatto di emissioni e che porta l'Italia completamente fuori dagli impegni di Kyoto.<br /><br />Quella di ENEL &egrave; stata una campagna pubblicitaria massiccia, a dir poco fastidiosa per come ha scientemente deformato la realt&agrave; fino a camuffare in punti di vanto quelli che invece sono  i segni evidenti di una politica energetica ed ambientale modesta, miope e conservatrice. Una campagna massiccia, a cui ora <a href="http://www.greenpeace.it/community/templates/enel/pieghevole_enel.pdf" rel="self">Greenpeace</a> fa il verso.<br /><br /><div class="image-right"><a href="http://www.greenpeace.it/community/templates/enel/pieghevole_enel.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="pieghevole_enel1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry272_2.png" width="158" height="174"/></a></div><em>ENEL ha iniziato la valutazione per il completamento di due reattori nucleari a Mochovce in Slovacchia, dopo l'acquisizione del 66% dell'azienda elettrica slovacca Slovenske Elektrarne. La decisione finale &egrave; prevista per i primi di maggio. Il governo italiano &egrave; ancora il principale azionista di ENEL in quanto il Ministero dell'Economia controlla il 21,84 per cento delle azioni e la Cassa Depositi e Prestiti il 10,15 per cento. Noi ci opponiamo all'investimento nel completamento di questi due reattori per tre ragioni: a) &Egrave; una tecnologia obsoleta e rischiosa. b) Non esiste una valutazione di impatto ambientale. c) Discutibile economicit&agrave; e possibili aiuti di stato.<br /><br /></em>Insomma, ENEL si spaccia per ambientalista su tutta la stampa nazionale ma poi porta avanti le centrali a carbone e si rimette nel business del nucleare, in barba al referendum del 1987. E per farlo se ne va in Slovenia ad investire su una vecchia centrale di stampo sovietico. GreenPeace, impegnata in una campagna ad ampio raggio sui cambiamenti climatici, e quindi su un modo di produzione dell'energia elettrica pi&ugrave; sostenibile, critica ferocemente questa decisione. Che cosa non torna in tutta questa storia?<br /><br />C'&egrave; un piccolo dettaglio che forse GreenPeace dovrebbe spiegare: che il nucleare non produce gas serra. Certo il nucleare presenta molti altri problemi, compreso il rischio di scoppio stile Chernobyl. Ne abbiamo parlato  <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/05-03-Rizzolli.pdf" rel="self">qui</a> in passato. Per&ograve; non produce gas serra: questo va detto (anche se qualcuno la pensa <a href="http://www.businessweek.com/print/bwdaily/dnflash/content/mar2007/db20070326_366468.htm" rel="self">diversamente</a>). Tanto che  persino uno dei fondatori di GreenPeace dice di <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/04/14/AR2006041401209.html" rel="self">aver cambiato idea circa il nucleare</a> argomentando che in questo preciso momento storico &egrave; il minore tra i due grandi mali della produzione di energia. Greenpeace non lo ha ancora seguito, ma certo l'idea ha fatto discutere.<br /><br />Ed allora saremmo disposti noi in Italia a riaprire la discussione sul nucleare? Poniamo che ENEL, o meglio, coloro che decidono della politica energetica nazionale prendessero finalmente sul serio Kyoto e scrivessero a chiare lettere che in Italia le emissioni devono diminuire stabilmente e ad un ritmo del 2-3% all'anno. Per fare questo ci si dovrebbe <strong>scordare le centrali a carbone</strong>. Ed in prospettiva tutte le fonti fossili. Per riempire il gap tra le fonti non pi&ugrave; utilizzabili e quelle rinnovabili che lentamente prendono piede, ci potrebbe essere un ruolo limitato per il nucleare: saremmo disposti ad accettarlo? Saremmo disposti a lasciare che ENEL investa nell'uranio, eventualmente anche in Francia  e Slovenia, in cambio della promessa di non aumentare le emissioni qui in Italia?<br /><br />Domande retoriche le mie. Perch&egrave; ENEL non sembra avere certo interesse ad <strong>investire nel nucleare per qualche prurito ambientale</strong>. N&egrave; accetterebbe di essere messa di fronte al tradeoff <em>pi&ugrave; nucleare=meno carbone</em>. <strong>ENEL vuole l'uno e l'altro, in barba a tutte le belle balle scritte sui giornali nei mesi scorsi.</strong><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Guai lamentarse</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-04-22T18:38:18+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/guai-lamentarse.html#unique-entry-id-271</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/guai-lamentarse.html#unique-entry-id-271</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>Come vala?</strong> chiedono dalle mie parti. <strong>Guai lamentarse </strong>se le cose vanno bene. E cos'altro dire nei giorni in cui nasce il <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/ds-margherita-sposalizio.html" rel="self">partito democratico</a>, si arriva al <a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self">matrimonio</a>, e si vince pure lo <a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/sport/calcio/serie_a/commento-33/commento-33/commento-33.html" rel="self">scudetto</a>?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>DS e Margherita si sposano (anche loro...)</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-04-17T11:29:40+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ds-margherita-sposalizio.html#unique-entry-id-270</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ds-margherita-sposalizio.html#unique-entry-id-270</guid><content:encoded><![CDATA[Che bello! che emozione! Oggi si sono sposati DS e Margherita. &Eacute; il periodo degli sposalizzi. Tra due settimane <a href="http://www.sole-luna.eu/" rel="self">questo</a> ad esempio. Ma fermiamoci al matrimonio di questo weekend. &Eacute; stato davvero emozionante, almeno io l'ho trovato tale. Commuovente, coraggioso. Insomma, due nobili casati, con generazioni di tradizione alle spalle. Con forti memorie e storie da raccontare. Con diversi album di ritratti di famiglia. Persino con echi di lontane battaglie combattute su fronti opposti. Con sensibilit&agrave; diverse, con identit&agrave; che non coincidono. Ma in fondo questa &eacute; l'alchimia necessaria per costruire un matrimonio destinato a non sciogliersi mai pi&ugrave;. Perch&eacute; -almeno cosi la penso- la diversit&agrave; &eacute; necessaria per rendere curioso ed interessante l'incontro, perch&eacute; forse il matrimonio stesso avrebbe meno senso se non fosse per quella  complementariet&agrave; che fa una completezza a partire dalla somma delle diversit&agrave;.<br /><br />Ed evangelicamente oggi, DS e Margherita si fanno seme e muoiono, per rinascere frutto, uniti nello sposalizio del partito democratico.<br /><br />PS: dite che sta storia del matrimonio mi sta dando un po' alla testa?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Non plus propriet&#xe9; &#x3c;br&#x3e; intellectuelle &#xe0; la carte</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-04-16T09:40:16+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/propriete-intellectuelle.html#unique-entry-id-269</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/propriete-intellectuelle.html#unique-entry-id-269</guid><content:encoded><![CDATA[La <strong>Francia</strong> mette in piedi una nuova <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA27895/index.shtml" rel="self">autorit&agrave; </a>per la <strong>regolazione del settore della propriet&agrave; intellettuale</strong>. Ce n'era bisogno? In fondo il settore &egrave; regolato da delle leggi consolidate, quelle sul diritto d'autore, sui marchi e sui brevetti. Che bisogno c'&egrave; di lasciare uno spazio di intervento ex-post, laddove le regole sono gia ben definite ex-ante?<br /><br />Pensiamo al settore <strong>antitrust</strong>, dove l'impossibilit&agrave; di scrivere leggi particolareggiate ex-ante (come fare ad andare pi&ugrave; in la di generici richiami alle magnifiche sorti progressive della concorrenza?) inducono ad intervenire ex-post, quando i guasti dei comportamenti anti-competitivi diventano visibili. La <strong>propriet&agrave; privata </strong>funziona invero al contrario: con un forte indirizzo ex-lege ex-ante ed interventi giudiziari strettamente aderenti a quelle stessi leggi ex-post.<br /><br />E la propriet&agrave; intellettuale? <strong>Alessandra, Antonio ed il sottoscritto </strong>abbiamo argomentato <a href="http://atom.univ-paris1.fr/documents/Rossi_05.pdf" rel="self">altrove</a> circa la liceit&agrave; e necessit&agrave; di interventi ex-post in stile antitrust, nel settore della propriet&agrave; intellettuale. In questo lavoro accademico avvanziamo un'argomentazione teorico-concettuale. La nostra idea &egrave; che i <strong>diritti di propriet&agrave; hanno sempre uno spazio di incompletezza che non &egrave; definibile ex-ante</strong> ma &egrave; solo scopribile ex-post quando insorgono conflitti di attribuzione su usi non ancora definiti. In questo caso l'intervento ex-post &egrave; necessario tanto pi&ugrave; quanto lo spazio di incompletezza &egrave; ampio. La propriet&agrave; privata di appezzamenti agricoli &egrave; un settore del diritto per il quale gran parte del'incompletezza &egrave; stata risolta nel corso di <strong>centinaia di anni di consolidata esperienza giuridica</strong> e quindi si presta ad una regolazione che anticipa il pi&ugrave; possibile tutti gli spazi potenziali di conflitto e le relative soluzioni. <strong>Nel caso dell'antitrust vale l'argomento opposto: la dinamicit&agrave; ed innovativit&agrave; del settore</strong> inducono a correggere gli imprevedibili esiti dell'imprecisa regolazione ex-ante, che non solo pu&ograve; non prevenire affatto i conflitti legati all'incertezza ma addirittura pu&ograve; in qualche caso contribuire alla proliferazione degli stessi. L'intervento ex-post regolatorio quindi si giustifica. La nostra tesi &egrave; che la propriet&agrave; intellettuale regoli un settore che per grado di incompletezza assomiglia di pi&ugrave; al settore antitrust che non a quello della propriet&agrave; agricola (nonostante condividano il nome <em>propriet&agrave;</em>) e perci&ograve; necessiti di un'apertura all'intervento ex-post pi&ugrave; ampia di quanto sia possibile per la propeirt&agrave; tradizionale.<br /><br />Le polemiche intorno alla nascita dell'autorit&agrave; francese offrono l'occasione per riportare il nostro discorso nel novero degli argomenti comprensibili (almeno al pubblico letterato ed internet-dipendente di questo blog ;-))<br /><br />Sembra infatti che tra le prime questioni che l'autorit&agrave; prender&agrave; di petto, ci sar&agrave; quella dei DRM: dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management" rel="self">Digital Right Management</a>. Con i DRM i fornitori di contenuti intellettuali digitali si ritagliano dei diritti di propriet&agrave; su misura: una sorta di<em> propriet&eacute; intellectuelle</em><strong> &agrave; la carte</strong><strong><em>.</em></strong>  Facciamo un esempio musicale. Se compero un CD ho la propriet&agrave; "piena" dello stesso. Posso utilizzarlo, rivenderlo, distruggerlo e persino copiarlo, a patto che sia per uso personale. Se compero lo stesso CD su <a href="http://www.apple.com/itunes/" rel="self">itunes</a>, mi vincolo ad accettare delle condizioni particolari quali, il vincolo a riprodurre il brano su itunes o lettori Apple, l'impossibilit&agrave; di copiare il brano su pi&ugrave; di 5 computer, di masterizzarlo pi&ugrave; di 7 volte eccetera. Queste restrizioni non sono peraltro draconiane, ma generalmente -queste imposte da Apple- sono considerate condizioni generose rispetto alla media. Il punto &egrave; che, cosi facendo,  ogni venditore di musica ti vende un diritto di propriet&agrave; che ha caratteristiche particolari e diverse. I DRM lasciano al produttore la totale arbitrariet&agrave; circa il disegno dei confini della propriet&agrave; che vende. Ma il diritto di propriet&agrave; si caratterizza per il principio del <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=250973" rel="self">numerus clausus</a> cio&egrave; per la <strong>stretta aderenza a poche e ben definite tipologie</strong>. Insomma, uno non pu&ograve; venedere il diritto di propriet&agrave; su un terreno ma riservarsi alcuni usi per se (almeno che non lo faccia per via contrattuale).<br /><br /><strong>I DRM infrangono questa tipizzazione dei diritti: </strong>ogni autore o distributore modifica come vuole le caratteristiche del diritto con danno per la collettivit&agrave; in termini di accresciuta incertezza e difficolt&agrave; negli scambi. Da molt e parti si avverte la necessit&agrave; di riconciliare i sistemi di protezione della copia con forme pi&ugrave; semplificate ed intelleggibile di propriet&agrave;. Ma come intervenire?<br /><br />Ora i DRM sono un <em>fast moving target</em>. Nati da pochi anni, qualcuno ( lo stesso <a href="http://www.apple.com/hotnews/thoughtsonmusic/" rel="self">Steve Jobs</a> tra questi) ne invoca gi&agrave; la fine. Sono un settore che invoca regole condivise ma non pu&ograve; aspettare i tempi necessariamente lunghi e gli ingessamenti tipici delle leggi. <strong>Ecco lo spazio di intervento regolatorio ex-post.</strong> Una legge, che richiede tempi di gestazione lunghi e capacit&agrave; di prevedere e pianificare gli esiti non &egrave; uno strumento in grado di mettere mano in questo settore che invece si muove in fretta e genera un'obsolescienza delle regole che non lascia respiro.<br /><br />Ecco perch&egrave; penso che l'autorit&agrave; Francese, per quanto essa si trover&agrave; a camminare in un terreno minato e necessariamente sbaglier&agrave; poco o molto nei suoi interventi,  sar&agrave; comunque un esempio destinato ad avere presto degli imitatori in altri paesei, e forse anche nel nostro.<br /><br /><strong>Update: </strong>Anche la Norvegia sembra voler mettere mano alla questione DRM anche se, stando a <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA27917/index.shtml" rel="self">questo pezzo</a>, sembra per ora privilegiare un approccio ex-ante. Nel frattempo in Italia, il dibattito pubblico al riguardo &egrave; appena avvanzato dall'indifferenza alla demagogia spicciola (vedi articoli della Stampa di questi giorni <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=2010&ID_sezione=&sezione=" rel="self">1</a>, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=1962&ID_sezione=&sezione=" rel="self">2</a>, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=2062&ID_sezione=&sezione=" rel="self">3</a>). <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La farsa socialista</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-15T17:21:04+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/farsa-socialista.html#unique-entry-id-268</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/farsa-socialista.html#unique-entry-id-268</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/politica/congresso-sdi/boselli-psi/boselli-psi.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_1.jpg" width="304" height="51"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Ci mancava proprio il nuovo PSI. Mentre finisce il weekend politichese con congressi UDC che giurano fedelt&agrave; eterna al centrodestra (ma tramano tra le quinte come vecchi democristiani) e congressi socialitsti che provano ad incollare cocci che non combaciano ormai pi&ugrave;, conviene rinfrescare la memoria, per dare una prospettiva all'evento socialista di quest'oggi. Ci pensa <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/04/il-bonsai-un-baobab-al-confronto.html" rel="self">Leonardo</a> a ricapitolare....<br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="pattodeidemocratici" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_2.png" width="70" height="70"/></div><em>Alle regionali del </em><strong><em>1995 </em></strong><em>il SI aggancia dunque i pattisti di Segni e all&rsquo;</em><strong><em>Alleanza Democratica</em></strong><em> di Bordon (e della Meandri) in una pi&ugrave; ampia aggregazione chiamata Patto dei Democratici, che prende il </em><strong><em>4,2%</em></strong><em>: neanche male. Quasi tutti gli eletti sono boselliani. Il Patto si spatta immediatamente dopo.<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="rinnovamentoitaliano" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_3.gif" width="70" height="70"/></div><em>Alle politiche del </em><strong><em>1996</em></strong><em> il SI &egrave; l&rsquo;ingrediente di un calderone piuttosto centrista con il </em><strong><em>Rinnovamento Italiano di Dini</em></strong><em>, il Patto Segni e un altro partito ex democristiano a caso. Prendono il&hellip; </em><strong><em>4,3</em></strong><em>%: insomma, tengono.<br /><br />Forte di questi incontestabili successi, Boselli rialza la posta. Nei mesi successivi volge lo sguardo a sinistra, e si fa promotore nientemeno che di una </em><strong><em>Costituente Socialista</em></strong><em> nel nome di Turati, di Nenni e Saragat. Aderisce il </em><strong><em>Partito Socialista Democratico Italiano</em></strong><em>, quello che nelle barzellette della mia infanzia faceva i congressi nelle cabine telefoniche; Ugo Intini, che per l&rsquo;occasione ha divorziato da De Michelis e dice di chiamarsi Partito-Socialista-Socialdemocrazia (cominciavano a finire i nomi); e una parte della </em><strong><em>Federazione Laburista Italiana</em></strong><em>. Una parte, eh? Mica tutti. Che tutti nella stessa cabina telefonica non ci stavano (non le fanno pi&ugrave; grandi come una volta - maledetta telefonia cellulare).<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="sdi" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_4.png" width="68" height="68"/></div><em>&Egrave; da queste radici gloriose che nasce, a Fiuggi il 10 maggio 1998, il nuovo partito destinato a lasciare un segno indelebile nell&rsquo;Italia della Seconda Repubblica: lo SDI. Segretario del nuovo partito &egrave; acclamato un tale, Enrico Boselli.<br /><br />Alle elezioni europee del </em><strong><em>1999</em></strong><em> gli SDI prendono un </em><strong><em>2,1%</em></strong><em> che potr&agrave; anche sembrarvi poco, ma &egrave; sufficiente a portare due SDI nel nuovo governo Amato-2000: Del Turco alle Finanze e Intini (sottosegretario) agli Esteri. Ma se pensate che la funzione dello SDI non sia dissimile da quella di tanti altri partitini a caccia di poltrone, vi sbagliate. Boselli &egrave; sempre alla ricerca di aggregazioni pi&ugrave; ampie.<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="girasole" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_5.jpg" width="71" height="71"/></div><em>L&rsquo;anno successivo, il colpaccio: un nuovo simbolo &ndash; </em><strong><em>il Girasole </em></strong><em>&ndash; accoglie in una sola lista SDI e Verdi, che da soli alle europee avevano preso un pur meritorio 1,8%. Naturalmente un&rsquo;aggregazione, per funzionare, deve colpire l&rsquo;immaginazione e il cuore dell&rsquo;elettore: solo cos&igrave; il risultato potr&agrave; essere superiore alla tetra somma aritmetica dei voti (che farebbe, comunque, quasi il 4%)<br />Il Girasole debutta alle politiche del 2001 e&hellip; prende il </em><strong><em>2,2%</em></strong><em>. Come dire che uno dei due partiti nelle urne &egrave; scomparso. Impossibile sapere quale. Bisogna dire che alle europee del 2005, i Verdi, tornati da soli, schizzeranno al 2,5. E gli SDI?<br /><br />Gli SDI non andranno mai soli, per costituzione. Come una zanzara testarda, Boselli &egrave; sempre in cerca di qualche vena da succh&hellip; di qualche altro partito con cui formare una pi&ugrave; ampia aggregazione. Piuttosto, dopo la d&eacute;bacle del 2001, il problema &egrave;: chi &egrave; cosi tanto fesso da farsi agganciare di nuovo da Boselli? De Michelis? Per qualche tempo anche De Michelis sembra tentato. Ma alla fine il nuovo matrimonio si far&agrave; nell&rsquo;autunno 2005 con quegli </em><strong><em>intelligentoni dei Radicali</em></strong><em>, e si chiamer&agrave; </em><strong><em>Rosa nel Pugno</em></strong><em>. L&rsquo;intelligenza &egrave; evidente sin dalla scelta del nome, che nei pi&ugrave; delicati evoca subito la sensazione della Spina nel Polpastrello; ma tant&rsquo;&egrave;.<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="rNp" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_6.jpg" width="76" height="69"/></div><em>Quanto valgano i Radicali Italiani in termini percentuali &egrave; impossibile capirlo: anche loro disprezzano la politica dei partitini e si sono sempre candidati qua e l&agrave; in aggregazioni pi&ugrave; ampie. In ogni caso i RI erano reduci da un risultato importante come quello del </em><strong><em>referendum sulla procreazione assistita del giugno 2005: con il 73% di astensione</em></strong><em>, persino un brontolone come don Camillo Ruini fu visto sorridere. E insomma, nel 2006 la Rosa nel Pugno presenta alle elezioni personaggi del calibro di Pannella, Emma Bonino, Toscani, un diessino transfugo del carisma di Turci, una giovane promessa tv come Capezzone; e il solito Boselli. Come fai a non votarlo, un partito cos&igrave;? </em><strong><em>Alle politiche di un anno fa, la RnP prende il 2,5%</em></strong><em> e non passa nemmeno lo sbarramento al Senato (anche se Pannella & co. tuttora sostengono il contrario); per dire: Di Pietro c&rsquo;&egrave; riuscito, e loro no. Anche stavolta, uno dei due partiti &egrave; virtualmente scomparso: quale? [Paragrafo e foto tratte da </em><em><a href="http://leonardo.blogspot.com" rel="self">http://leonardo.blogspot.com</a></em><em>]<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_7.jpg" width="66" height="66"/></div>Leonardo peraltro &eacute; generoso nel dimenticare come tra il <strong>1998 </strong>ed il 2000, Boselli fece aderire il suo SDI alla formazione del <strong>Trifoglio</strong>, in buona compagnia con il guastatore Cossiga ed -il poi berlusconiano- La Malfa. L'alleanza creata all'unico scopo di guastare il governo Prodi ed aiutare il soffocamento del processo costituente dell'ulivo (ahinoi, avremmo potuto avere il PD gi&agrave; 10 anni fa) scompar&igrave; rapidamente nell'oblio della politica senza storia tanto che su internet non si riesce nemmeno a reperire uno straccio di logo. Quello reperito affianco comunque evocativamente schiera il trifoglio con Storace alle regionali 2000... e vi ho detto tutto...<br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_8.jpg" width="62" height="62"/></div> Leonardo ha anche tralasciato di emznionare che tra il 2004 ed il 2005 lo SDI aderisce all'allora lista ulivo che si candid&oacute; alle Europee 2004 ed alle Regionali 2005. <br />Oggi siamo ad un altra piroetta. Con grossi proclami circa la riunificazione socialista, e l'alterit&agrave; verso il partito democratico.<br /><br />Io da questi signori rimasi scottato nell'oramai lontano 2001. Allora ero giovane ed ingenuo (ingenuo forse lo sono rimasto, anche se un po' meno giovane) e mi feci circonvenire credendo convintamente allo sposalizio dell'istanza ecologista con la sensibilit&agrave; sociale a sfumatura liberale. Le cronache tristemente ricordano che il Girasole fu solo un mero cartello elettorale e subito dopo le elezioni i due partiti continuarono per le loro strade senza nemmeno il bisogno di spiegare agli elettori che era stata tutta una farsa.<br /><br />Nell 2006 hanno messo in piedi la Rosa nel Pugno. A livello di marketing politico il progetto si presentava molto bene. Era trendy, moderno, liberale, sanamente libertario ma comunque di sinistra. Molti amici -alcuni frequentatori di questo blog- ci hanno creduto. Anche da queste parti si &eacute; molto simpatizzato, ma memori dell'ultima scottatura, si &eacute; mantenuto fede al proposito che si fece un tempo di votare partiti che possano prendere almeno il 20% dei voti (e di questi in Italia ne sono rimasti due).<br /><br />Insomma, ci risiamo. Boselli sta rimettendo in piedi un'altra farsa. Che gabber&agrave; ancora qualche elettore ingenuo ed idealista forse. Che terr&agrave; in scacco qualche governo magari. Che sicuramente avr&agrave; un contributo negativo, in termini di frammentazione, <em>rent-seeking</em>, <em>short-sighted politics</em>, alla politica di questo paese. Ed &eacute; anche per consegnare definitivamente al passato queste vicende di politichese, tra il ridicolo ed il penoso, che urge costruire un partito democratico forte e florido. Per questo ci vuole anche la nuova legge elettorale, maggioritaria o con soglie di sbarramento a prova di Boselli (ed eventuali e casuali alleati)<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>I care  about the PD</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-12T09:40:49+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/I-CARE-ABOUT-PD.html#unique-entry-id-267</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/I-CARE-ABOUT-PD.html#unique-entry-id-267</guid><content:encoded><![CDATA[Siamo alla vigilia ei congressi <a href="http://www.dsonline.it/" rel="self">DS</a> e<a href="http://www.margheritaonline.it/" rel="self"> Margherita</a> che dovrebbero portare allo scioglimento dei due partiti ed alla genesi successiva del partito democratico. Il percorso &eacute; stato qui irto e districato di ostacoli. <br /><br />Si sono tenuti dei congressi locali. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/04/Ds.shtml?uuid=8f6cc810-e4fa-11db-9cac-00000e25108c&DocRulesView=Libero" rel="self">Laceranti per i DS</a> che rischiano la scissione. Deludenti per la margherita che si &eacute; trovata intrappolata ed umiliata da <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1398580" rel="self">veccchie logiche di correnti e tessere</a> che hanno minato la legittimit&agrave; del processo. Il tutto in una fase di consensi discendente, che inchiodano il nascente partito democratico al <a href="http://sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=2279" rel="self">25% secondo repubblica</a> ed al <a href="http://sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=2292" rel="self">23% secondo il corriere</a>. Con il governo che vacilla ad ogni voto in senato e Prodi che da pi&uacute; parti viene accusato di essersi disinteressato al processo i formazione del PD dopo esserne stato il principale promotore lungo questi anni.<br /><br />Questo &eacute; lo scenario. La voglia di girare la testa &eacute; forte. Di tenersi a lato mentre scorre lo spettacolo non proprio rassicurante. Di dire <em>me ne frego</em>. Ma poi l&agrave; fuori c'&eacute; una nuova generazione di ragazzi, coetanei o poco pi&ugrave; che hanno deciso di dare battaglia. Che, da vera classe dirigente, hanno capito che non ci si pu&ograve; chiamare fuori. Quello che sar&agrave; il partito democratico lo decidono quelli che ci sono mentre lo si costruisce. E non esserci nel momento della costruzione significa per coerenza doversi negare il diritto di critica sugli esiti. Come <em>esserci</em> quindi?<br /><br />Da una parte <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/2007/03/caro_piero_ti_scrivo.html" rel="self">Scalfarotto ha aderito ai DS</a>, motivando la sua scelta con il desiderio di dare una mano dall'interno. Esserci da <em>insider</em> quindi. Dall'altra parte quel manipolo di riottosi di <a href="http://www.generazioneu.it/" rel="self">Generazione U</a> capitanati dall'<a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1441481" rel="self">Adinolfi</a>, dopo aver denunciato i magheggi dei congressi della margherita, oggi chiedono di poter partecipare alla costituente del PD da outsiders ed in esplicita contrapposizione con le gerarchie di DS+Margherita in via di discioglimento. Due tattiche diverse con una strategia in comune: accompagnare la nascita tribolata del partito democratico ed arricchirlo di nuove e fresche forze. (Scalfarotto e Adinolfi si sono peraltro scambiati fendenti <a href="http://www.onemoreblog.it/archives/015941.html" rel="self">qui</a>, <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/2007/04/dove_eravamo_rimasti.html" rel="self">qui</a> e <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1441481" rel="self">qui</a>)<br /><br /><strong><em>I care, </em></strong> diceva don Milani (qui un commento in proposito di padre <a href="http://www.giovaniemissione.it/testimoni/icare.htm" rel="self">Zanotelli</a>). <strong><em>I care</em></strong><strong> </strong>diceva anche Veltroni in occasione di un altro <a href="http://www.democraticidisinistra.it/congresso/interventi/13_veltroni.htm" rel="self">congresso DS.</a> I care che significa <em>mi sta a cuore, me ne prendo cura</em>. Che &eacute; l'esatto contrario del <em>me ne frego</em>, tanto caro a fascisti di vecchia e nuova leva, e tentazione inconfessabile di questi giorni. E siccome <em>I</em><strong><em> care  </em></strong><strong>davvero</strong><strong><em> </em></strong><strong>molto del partito democratico</strong>, urge farsi coinvolgere. Urge  <em>esserci!</em>  Si ma come?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>mattoncini di civilt&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-11T14:48:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mattoncini-di-civilta.html#unique-entry-id-266</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mattoncini-di-civilta.html#unique-entry-id-266</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/tifosi-fs/tifosi-fs/tifosi-fs.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry266_1.jpg" width="304" height="56"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Se sali sul treno, paghi il biglietto. Se vieni pizzicato senza, paghi la multa. Se ti rifiuti, vieni fatto scendere (e ti porti a casa verbale e sanzione amministrativa). Da questi piccoli mattoncini bisogna ricostruire la civilt&agrave; in questo paese.<br /><br />Ed alle Ferrovie che si preoccupano che "tutto ci&ograve; &egrave; costato pi&ugrave; di un'ora di ritardo per gli altri passeggeri" e -spiegano dalla direzione delle Fs- che: "Siamo rammaricati ma ogni volta dovremo intervenire in questo modo" ci permettiamo di dire dall'alto dei nostri 100 euro spesi settimanalmente per viaggiare tra Roma e Milano sui treni: <strong>Fate bene e non temete</strong>: in caso di ritardi a causa di espulsione tifosi arroganti e morosi, non chiederemo nemmeno il rimborso.<br /><br />PS. Risolto il problema tifosi peraltro ci sarebbero una serie di altri piccoli mattoncini di buona educazione da impilare. Come ad esempio i passeggeri che ancora lasciano le suonerie sguainate (e sguaiate) e quelli che si guardano i film dai loro portatili senza le cuffie (a questo punto si portassero il proiettore e mettessero su la carrozza cinema)<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>DICE Bianchi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-11T12:19:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/0bca8c7d2828bc565cb71d875f2a4e44-264.html#unique-entry-id-264</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/0bca8c7d2828bc565cb71d875f2a4e44-264.html#unique-entry-id-264</guid><content:encoded><![CDATA[Inganno il tempo sul treno che mi conduce a Milano con un libretto di <a href="http://www.monasterodibose.it/index.php/content/view/30/105/lang,it/" rel="self">Enzo Bianchi</a>, priore di Bose,  intitolato <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880618359&ed=87" rel="self">La differenza cristiana</a>, pubblicato da Einaudi.<br /><br />Da una lettera a Diogneto, del II secolo: <em>che i cristiani non rinneghino nulla del vangelo, ma restino in mezzo agli alti uomini con simaptia, senza separarsi da loro, solidali, tesi a costruire insieme a loro una citt&agrave; pi&ugrave; umana. Cristiani che sappiano vivere amici di tutti gli uomini, senza cadere preda dell'angoscia o della paura di essere minoranza, vero lievito e sale nella pasta del mondo: cos&iacute;, nell'incontro del cristiano con chi cristiano non &eacute;, entrambi potranno esclamare"Mai l'uno senza l'altro".<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>DICE Don Angelo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-05T13:24:54+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dice-don-angelo.html#unique-entry-id-263</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dice-don-angelo.html#unique-entry-id-263</guid><content:encoded><![CDATA[Dal sito <a href="http://www.we-are-church.org/it/" rel="self">Noi siamo chiesa</a><strong>. </strong>Scritto da Don Angelo Casati, parroco di San Giovanni in Laterano a Milano. <em><br /><br />Gli altri sono per lui, prete minore, storie vissute, sofferte. Le famiglie per lui non sono bandiere per una battaglia, sono case in cui entra, ne conosce il profumo ma a volte anche il peso e l&rsquo;aria quasi irrespirabile. Pap&agrave; e mamme per lui non sono astrazioni, sono occhi, sono quegli occhi, &egrave; il corpo di quella donna, di quell&rsquo;uomo. Li ha toccati. Conosce, perch&eacute; fatto partecipe, il luccicare dell&rsquo;emozione e il gonfiarsi del pianto. I volti scavati dalla fatica.<br />I conviventi non sono per lui una categoria sociale, sono in larga misura quei ragazzi e quelle ragazze che ha l&rsquo;avventura, avventura di grazia, di incrociare agli incontri per i fidanzati. Si sente interrogato dalle loro storie. Interrogato dall&rsquo;immagine di una chiesa senza misericordia che, a ragione o senza ragione, pesa nei loro occhi.<br />I preti minori vedono luccicare i loro occhi quando si parla di un Dio amore, perduto come loro nell&rsquo;amare, perduto, come loro e pi&ugrave; di loro, dietro ognuno di noi. E gli occhi dei cosiddetti atei si accendono, quasi li abitasse un brivido di nostalgia, nostalgia dell&rsquo;acqua viva, l&rsquo;acqua che il rabb&igrave; del pozzo di Sicar faceva sognare alla donna dei cinque mariti. I preti minori non riescono a convincersi, anche perch&eacute; non hanno ancora dimenticato il vangelo, che l&rsquo;amore per la famiglia stia, prima di tutto, nella battaglia per le leggi. Si guardano attorno, &ldquo;pacs&rdquo; e &ldquo;dico&rdquo; ancora non esistono, eppure la famiglia &egrave; in processi di rapida evoluzione e a volte di sofferenza. C&rsquo;&egrave; chi pensa che rimedio sia costruire intorno all&rsquo;albero che intristisce muretti di protezione. Quasi bastasse un muricciolo a rinverdire le foglie e non l&rsquo;acqua viva.<br /><br /></em>Continua a <a href="http://www.we-are-church.org/it/attual/Come.albero.Casati.htm" rel="self">leggere</a><br />]]></content:encoded></item><item><title>DICE Leonardo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-03T08:21:55+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dice-leonardo.html#unique-entry-id-262</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dice-leonardo.html#unique-entry-id-262</guid><content:encoded><![CDATA[Per giorni ho macerato una rabbia sorda sulle continue entrate a gamba tesa di Bagnasco sulla vicenda DICO. Dall'editto della CEI che &egrave; infine arrivato, ai paragoni del weekend su omosessuali, pedofili ed incestuosi. Pi&ugrave; volte mi sono detto: ora DICO qualcosa. Pi&ugrave; volte mi sono trattenuto. Ora DICE <a href="http://leonardo.blogspot.com/index.html" rel="self">Leonardo</a>:<br /><br /><em>Ges&ugrave;, che di comunicazione un po&rsquo; ne capiva, spesso e volentieri stava zitto: il silenzio si addice ai profeti e ai re. Piuttosto di dire qualcosa di avventato, si metteva a scarabocchiare nella sabbia. Coi preti &egrave; diverso: loro nel dubbio parlano. E da qualche tempo in qua, parlano senza rete.<br />Nessuna nostalgia, per carit&agrave;: eppure non si pu&ograve; fare a meno di osservare che ai tempi della Dc un incidente del genere non sarebbe scoppiato. Qualche cavallo di razza avrebbe preso il telefono e &ndash; con tutta l&rsquo;umilt&agrave; del caso &ndash; ammonito fraternamente sua Eccellenza a non cadere pi&ugrave; in simili trappoloni, e lasciare la politica a chi la faceva di mestiere. L&rsquo;unit&agrave; politica dei cattolici era una specie di filtro che dei preti lasciava passare qualche santa parolina ogni tanto. Oggi &egrave; diverso. Sparsi in cinque partiti in concorrenza tra di loro, i cattolici fanno a gara ad attaccarsi alle sottane (dei vescovi). I vescovi se ne sono accorti e, come fanciulle in fiore, parlano, parlano. <br /></em><br />Continua a <span style="font:11px Verdana, serif; color:#333333;"><a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/04/tu-non-pensi-secondo-dio-ma-come-gli.html" rel="self">leggere...</a></span><span style="font:11px Verdana, serif; color:#333333;"><br /></span><span style="font:11px Verdana, serif; color:#333333;"><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>storia buttata in merda</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-04-02T15:05:58+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/storia-merda.html#unique-entry-id-261</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/storia-merda.html#unique-entry-id-261</guid><content:encoded><![CDATA[Sar&agrave; che il tema matrimonio &egrave; molto di attualit&agrave;. Sar&agrave; che lo &egrave; ancora di pi&ugrave; da queste parti. Ma mi ha colpito una notizia che in altre condizioni il mio occhio avrebbe rubricato in automatico direttamente alla categoria trash/spam/gossip/notworthreading.<br /><br /><strong><a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/cronaca/corona4/moric-separata/moric-separata.html" rel="self">La Moric si separa da Corona</a></strong>: <em>Adesso che lui non c'&egrave;, ho trovato la forza di decidere.<br /><br /></em>Bella forza. Complimenti. Che eleganza! Non che il personaggio meritasse altri trattamenti, ma si sa, un po' di classe non avrebbe stonato nemmeno in mezzo alla merda. E qui di questo parliamo. A memoria, la vicenda fa il paro con quella di <a href="http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=14312" rel="self">Lapo e Stella</a>: lui che si costruisce la propria fine di merda, lei che lo lascia senza la minima ombra di eleganza a mezzo comunicato stampa.<br /><br />E poi dicono che saranno i DICO a mandare in crisi le coppie italiane....<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Un&#x27;altra pannellata</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-04-02T11:49:46+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/fa4f99abaf166061ee61b7bb08ec9c22-260.html#unique-entry-id-260</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/fa4f99abaf166061ee61b7bb08ec9c22-260.html#unique-entry-id-260</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200704_P14-15_UnaPannellata.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200704_P14-15_UnaPannellata" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry260_1.jpg" width="107" height="148"/></a></div>Si lo so che ho pigiato molto su questo tasto negli ultimi tempi, ma che volete farci, ho questi tratti ossessivi compulsivi che mi inducono a soffermarmi su alcuni temi che mi stanno a cuore e tediare gli altri con essi. Ecco quindi la mia ultima pannellata, pubblicata da Cooperazione tra Consumatori in cui faccio un po' la summa delle mie riflessioni in merito al fotovoltaico, ai decreti bersani sulle liberalizzazioni verdi, ed al futuro energetico sostenibile di questo paese.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;anno prima</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-31T15:24:04+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/b9d6d22c845cacdb8aa40bf94e134ab8-259.html#unique-entry-id-259</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/b9d6d22c845cacdb8aa40bf94e134ab8-259.html#unique-entry-id-259</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.repubblica.it/flash/gallerie/2007/foto1977/index.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 11" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry259_1.jpg" width="207" height="144"/></a></div>Repubblica raccoglie <a href="http://www.repubblica.it/flash/gallerie/2007/foto1977/index.html" rel="self">le foto dei lettori</a> del 1977. Che anno sar&agrave; stato il 1977? Da leggerselo su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977" rel="self">wikipedia</a>. Grandi ricordi di mio non ne ho, anche perch&eacute; &eacute; l'<strong>anno prima</strong> che nascessi. Ma tant&acute;&eacute;. Le <a href="http://www.repubblica.it/flash/gallerie/2007/foto1977/index.html" rel="self">foto</a> sono molto belle. Sono un tuffo in un passato che non mi appartiene ma di cui in qualche modo sento nostalgia. Come se lo stessi vivendo in quel periodo nel pancione. Comunque di queste foto saltano agli occhi alcune cose:<br /><br />-Di 129 foto, ho individuato una sola persona grassa. Per il resto, tutti fisici asciutti, da dopoguerra. Guardatele, fanno impressione. Quasi che siano un altro popolo e non italiani di trent'anni prima. Secchi ed asciutti, come di ragazzi cresciuti a pane e salame, all'aria aperta e giocando a pallone negli oratori. Nessuna pelle iperidratata o gonfiori da carne agli ormoni che vedo nelle foto dei nostri giorni.<br /><br />-Le poche foto di esterni raccontano di un paese meno antropizzato. Dove puoi fotografare una macchina in spiaggia senza inquadrare ombrelloni, ville, gassificatori o yacht al largo.<br /><br />-Le fotografie di gruppo raccontano di una giovent&uacute; che socializza a suon di pane e politica. Giusto o sbagliato che sia, quel pugno chiuso &eacute; quasi il comune denominatore di tutte le foto. Dello stare insieme all'universit&agrave;, nella piazza, nei viaggi che portano all'Afghanistan di allora.<br /><br />Ditemi voi se si pu&ograve; avere nostalgia di un momento mai vissuto?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Spagna e pannello</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-30T06:38:28+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/spagna-e-pannelli.html#unique-entry-id-258</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/spagna-e-pannelli.html#unique-entry-id-258</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry258_1.gif" width="106" height="95"/></div>Che La Spagna ci sia avanti sotto molti profili, lo avevamo gi&agrave; constatato con felicitazioni (per loro) <a href="files/il-sorpasso-della-spagna.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Il sorpasso">qui</a>.<br /><br />Sono avanti anche per quanto riguarda la politica, poich&eacute; il partito trasversale della falce e pannello ha fatto in questi giorni raggiungere al paese grandi e significativi traguardi come:<br /><br /><ul class="(null)"><li>-Il 19 Marzo, in una giornata ventosa, <a href="http://www.elpais.com/articulo/economia/energia/eolica/bate/nuevo/record/produccion/impulsada/fuertes/vientos/elpepueco/20070319elpepueco_9/Tes" rel="self">la Spagna ha prodotto</a> pi&ugrave; energia elettrica con il vento che dalle sue 4 (dico quattro) centrali nucleari. Ben 8375 MW. (Per fare il paragone, in Italia questo equivarebbe a circa il 15% della produzione nazionale)</li><li>-Sempre in questi giorni, a Beneixama, vicino ad Alicante, &eacute; stata innaugurata la pi&ugrave; <a href="http://www.thinkspain.com/news-spain/12834" rel="self">grande centrale solare al mondo</a>, 100.000 pannelli solari per una capacit&agrave; produttiva di 30 milioni di kilowattora.</li><li>-El Hierro, una delle Canarie (sempre Spagna quindi), andr&agrave; <a href="http://www.ecoblog.it/post/3095/energia-rinnovabile-canarie" rel="self">presto al 100% ad energia rinnovabile</a>. Costruiranno due impianiti: uno idroelettrico ed uno eolico. Quello eolico servir&agrave; principalmente per pompare l'acqua di nuovo dentro il bacino riusciendo quindi a fare del bacino una specie di grande pila naturale ricaricata con l'energia pi&ugrave; imprevedibile del vento.</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>inciucciati la preferenza</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-23T18:01:32+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/inciuciati-la-preferenza.html#unique-entry-id-257</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/inciuciati-la-preferenza.html#unique-entry-id-257</guid><content:encoded><![CDATA[Sapevamo che le <a href="files/riforma-elettorale.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:primarie e voto (mediato) ai bambini">nostre speranze</a> per una bella legge elettorale erano solo... belle speranze per l'appunto.<br /><br />Ora Fassino ce lo conferma con <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/fassino-berlusconi/esterne231720392303172116_big.jpg" rel="self">questo bigliettino</a> passato sottobanco a Berlusconi.<br /><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/fassino-berlusconi/1.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 5" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry257_1.jpg" width="352" height="160"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Si pu&ograve; dire che siamo delusi?  Sia chiaro, non siamo delusi perch&egrave; Fassino passa un biglettino all'arcinemico numero uno, ma perch&egrave; con lui si accorda nel perpetrare questa schifezza di legge elettorale. Eppure ci voleva poco. Nel biglietto noi avremmo voluto leggere:<br /><br /><em>Caro Berlusconi, noi del PD facciamo il 32%. Voi di FI fate il 21. Pi&ugrave; mettiamoci l'amico Fini che sicuramente ci sta e ha il 10% pure lui. Presentiamo un disegno di legge di questo tipo: uninominale secco. al massimo doppio turno. Ti lascio pure decidere guarda. Approviamo questa legge ed andiamo ad elezioni. Tu ti sei liberato di BossiCasini. Noi di MastellaDiPietroPecoraroDilibertoDeGregorioBertinotti. E se Mastella fiuta il trappolone, facciamo un governo tecnico di sei mesi giusto per approvare questa legge. Ah... gi&agrave; che ci siamo, eliminiamo anche i deputati eletti all'estero che sono una grande cazzata (anche se hanno fatto vincere noi)</em><br /><br />Ed invece...  ci tocca leggere che si scende a patti con il nemico per che cosa? solo per lasciate questa legge praticamente intatta soprattutto per quanto riguarda il no alle preferenze!<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>no all&#x27;ingegneria climatica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-03-21T09:06:37+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ingegneria-climatica.html#unique-entry-id-256</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ingegneria-climatica.html#unique-entry-id-256</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry256_1.gif" width="106" height="95"/></div>L'ultimo numero di <a href="http://www.focus.it/In_edicola/Sfoglia_la_rivista.aspx?ide=23854" rel="self">Focus</a> titola: <strong>Operazione Clima: Cosi Ripareremo la terra. Smettere di inquinare non basta pi&ugrave;. Ci vogliono gigantesche nuove opere. <br /><br /></strong>E quali sarebbero queste nuove opere? Robetta tipo: <br />1) ripristinare la corrente del golfo con 8100 &ldquo;tecno-isolotti&rdquo; artificiali situati tra la Groenlandia e l'Islanda con lo scopo di ghiacciare l'acqua salata, <br />2) rilasciare in mare un fertilizzante a base di solfato di ferro, cos&igrave; da favorire la crescita del fitoplancton (alghe microscopiche) che assorbe anidride carbonica. <br />3) creare uno scudo di aerosol che rifletta in parte i raggi solari, diminuendo la temperatura media terrestre di 0,5 &deg;C per due anni. Viene messo zolfo in bombole sotto forma di idrogeno solforato. <br />4) schermare la luce solare - questa volta, per&ograve;, dallo spazio - facendo orbitare intorno alla Terra 800.000 dischi forati.<br />5) aspirare acqua dal mare per nebulizzarla in cielo (attraverso delle navi energeticamente autosufficienti e comandate da terra). In questo modo nubi di bassa quota ricoprirebbero un quarto della superficie degli oceani, soprattutto nell'emisfero meridionale.<br />6) installare sulla Luna degli impianti per sparare nello spazio polvere lunare da far orbitare intorno alla Terra, sempre per schermare dal Sole.<strong><br /></strong>(riassunto tratto da <a href="http://www.ecoblog.it/post/3039/ingegneria-climatica-giusta-o-sbagliata" rel="self">Ecoblog</a>)<strong><br /><br /></strong>Ora &egrave; risaputo che Focus non sia esattamente il verbo e sia spesso criticato per la fantasiosit&agrave; ed approssimazione delle sue ricostruzioni pseudoscientifiche. Ma Focus non ha fatto altro che reimpastare e ricicciare idee pi&ugrave; o meno verosimili circolate sul web. <br /><br />Sono idee balzane e pericolose. <strong>Balzane</strong> perch&egrave; si commentano da sole: andare sulla luna con i cannoni polverieri o sparare 800000 dischi volanti in orbita (sperando non ricadano) oppure inquinare il mare per fare fare la cacca al plancton. Devo aggiungere altro? <strong>Pericolose</strong> perch&egrave; fanno comunque passare un ragionamento. E cio&egrave; che l'effetto serra sia <strong>irreversibile</strong>. Che alle nostre emissioni comunqe non rinunciamo. Che la soluzione al  problema &egrave; comunque <strong>tecnologico-ingegneristica</strong>. Che dobbiamo intervenire sui sintomi della maggiore presenza di CO2 nell'atmosfera, e non gi&agrave; sulle <strong>cause</strong>.<br /><br />Ovviamente queste soluzioni sono assolutamente irrealistiche. Ma servonono la causa. Sono dei cavalli di troia per far passare comunque l'approccio ingegneristico al problema dell'effetto serra. E quindi far accettare (e magari finanziare) tecnologie dubbie ma tanto di moda quali il<a href="http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2002/09_Settembre/30/co2.shtml" rel="self"> sequestro dell'anidride carbonica</a> nelle grandi centrali elettrotermiche. Una tecnologia anch'essa futuribile, per la quale la CO2 viene catturata e sparata nelle viscere della terra. Come se questo fosse economico. Oppure sicuro dal punto di vista ambientale e della salute. <br /><br />A noi  del <strong>partito della </strong><strong><a href="assets/Falce_e_pannello.jpg" rel="self">falce e pannello</a></strong>, quest'approccio non piace affatto!  Innanzitutto non &egrave; risolutivo, ma &egrave; solo un tampone al problema. L'atmosfera non torner&agrave; in equilibrio se le emissioni non vengono permanentemente ridotte. <strong>Trovare dei nascondigli per la CO2 equivale alla classica strategia di nascondere la polvere sotto il tappeto</strong>. Il modello poi prevede grosse imprese, grossi capitali e quindi mercati concentrati. Non a caso piace particolarmente alle <a href="http://www.enel.it/attivita/ambiente/ecology/impatto04_hp/impatto04/index.asp" rel="self">multinazionali</a>. A noi piace invece un modello di <strong>produzione in rete</strong>, dove migliaia di autoproduttori di energia rinnovabile, si scambiano nel mercato i rispettivi surplus energetici. <br /><br />L'obiezione del partito della falce e pannello verso l'approccio ingegneristico &egrave; totale. E' <strong>ambientale</strong> (alta probabilit&agrave; di fallimento e alto impatto), <strong>culturale</strong> (perpetra il modello ad alto impatto ambientale) <strong>politica</strong> (prevede concentrazioni di potere tecnologico) <strong>economica</strong> (destinato ad essere pi&ugrave; costoso perch&egrave; meno competitivo) e <strong>sociale </strong>(perpetra il modello di rapporti di mercato verticali invece che orizzontali). <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Scommettere sulla coscienza di Zeno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-03-21T08:22:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-zeno.html#unique-entry-id-254</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-zeno.html#unique-entry-id-254</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://islandia.law.yale.edu/ayers/" rel="self">Ian Ayres</a> mette su un <strong><a href="http://www.law.yale.edu/news/3711.htm" rel="self">negozio di impegni</a></strong>.  La sua analisi di mercato gli segnala che c'&egrave; una domanda inevasa di meccanismi che inducano la gente a mantenere i propri impegni. Tipo smettere di fumare. O perdere 10 kili. O smettere di perdere ore ed ore sui blog e mettersi a lavorare seriamente. La fuori ci sono tanti individui dalla <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_coscienza_di_Zeno" rel="self">coscienza di Zeno</a></em>. Con un io incapace di imporre ordine all'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Superego" rel="self">es</a>. Con una volont&agrave; debole ed un'inclinazione a cedere alle tentazioni e a tradire i propri impegni. <br /><br />Ecco la soluzione di Ayres per <strong>gli Zeni</strong> di tutto il mondo: si entra nel negozio dell'impegno e si sganceranno 1000 $ o pi&ugrave;, in base a quanto seriamente si prende l'impegno. Se si mantiene la promessa e si possono verificare i progressi, la somma viene restituita aumentata. Diciamo a 1500 $. Altrimenti si perde la somma. Ovviamente il <strong>negozio scommette contro la riuscita dell'impegno</strong> e paga i profitti di chi riesce a mantenere l'impegno con le somme perse da chi non ce la fa! <br /><br />Geniale no? immaginatevi la  scena del pap&agrave; che promette per l'ennesima volta ai figli di smettere di fumare. I figli rispondono all'americana: <em>put your money where your mouth is</em><strong>. </strong>Il pap&agrave; &egrave; costretto a scommettere contro se stesso e a mantenere l'impegno, pena la perdita di denaro.<br /><br />Insomma una sorta di <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=405940" rel="self">paternalismo libertario</a> ma con il vantaggio che il limite paternalista &egrave; autoinflitto in piena libert&agrave;. <br /><br />Resta una preoccupazione per l'economista. Ma la <strong>selezione avversa</strong>? Come facciamo insomma ad evitare che non-fumatori si fingano fumatori solo per scommettere su una cosa che sanno benissimo di poter vincere? <br /><br />Chiss&agrave; se <strong>Zeno Cosini</strong>, il protagonista del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_coscienza_di_Zeno" rel="self">romanzo</a> di Italo Svevo, passando dal negozio di Ayres, avrebbe trovato le giuste motivazioni per dare fondo a quella sua <strong>ultima sigaretta</strong> una volta per tutte.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Dove passa la falce e pannello</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-14T10:43:54+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chi-la-falce-e-pannello.html#unique-entry-id-253</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chi-la-falce-e-pannello.html#unique-entry-id-253</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry253_1.gif" width="106" height="95"/></div>Ormai sta diventando il <a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">mio cruccio</a>. Di come il centrosinistra italiano, il costruendo partito democratico, stia perdendo l'occasione storica di darsi un'identit&agrave; ed una missione che informa tutti gli aspetti della proposta politica di un moderno partito di sinistra. Questa nuova ideologia &eacute; la sostenibilit&agrave; sociale ed ecologica. Ed i suoi orizzonti passano dai pannelli solari per arrivare a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Kyoto" rel="self">Kyoto</a> e a <a href="http://europa.eu/scadplus/leg/it/cha/c10241.htm" rel="self">Lisbona</a>. Niente! a parte Prodi che lo ha capito ma che &eacute; incapace di comunicarlo, per il resto nel centrosinistra sembra regnare l'indifferenza. Lo hanno invece capito un po' tutti fuori di qui. <br /><br />Lo hanno capito in <strong>Germania</strong>, dove SPD e CDU, costretti a cooperare nel governo, hanno trovato sulla lotta ai cambiamenti climatici l'orizzonte di conciliazione e di cooperazione delle rispettive posizioni fino a farne il punto pi&ugrave; forte della loro <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/03/Ue-clima-energia.shtml?uuid=d6c5ba88-ce33-11db-be68-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">agenda per il semestre europeo</a>. Lo hanno capito in <strong>Inghilterra</strong> dove ormai si &eacute; innescato un'asta al rialzo su chi abbia <a href=" http://www.forbes.com/afxnewslimited/feeds/afx/2007/03/13/afx3510221.html" rel="self">il piano di riduzioni pi&ugrave; audace e radicale</a>. E sorpendemente (almeno per uno abituato alla destra italiana) in questo momento sono i tories di David Cameron ad avere la posizione pi&ugrave; avvanzata. Oltre ad avere fissato target di emissioni per il 2050 <a href="http://www.ecoblog.it/post/3008/cambiamenti-climatici-il-piano-inglese" rel="self">superiori ai gia ambiziosi piani Europei </a>infatti, hanno proposto di istituire una responsabilit&agrave; penale per i politici che facessero fallire il raggiungimento dei target fissati. Oggi ne parla anche <a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/blair/brown/trident/uk/tories/nhs/labour/miliband/tax/uk8---passati-con-fatica-trident-batte-sullambiente.htm" rel="self">Francesco Costa</a>.<br /><br />Persino<a href="http://www.greenaccord.org/portale/articolo.asp?id=236" rel="self"> ambienti vicini alla chiesa</a>, quella stessa <strong>chiesa</strong> <em>backward looking </em>di cui parliamo nel post precedente, sembrano aver capito che questo &eacute; il vero nuovo orizzonte politico. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ozpetechi e Ratzechi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-14T09:41:42+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ozpetechi-ratzechi.html#unique-entry-id-252</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ozpetechi-ratzechi.html#unique-entry-id-252</guid><content:encoded><![CDATA[Sui DICO la situazione precipita di giorno in giorno. Ci siamo avvitati in una brutta spirale da cui quasi sicuramente non uscir&agrave; nulla di buono.<br /><br />Comincio  dagli sbagli tattici  dei<strong> sostenitori dei DICO</strong>. Tra i quali il sottoscritto. Il vessillo della battaglia era quello delle coppie di fatto. Che potevano essere eterosessuali; magari tra consanguinei o comunque non necessariamente in un rapporto di affettivit&agrave; con risvolti sessuali. Nessuno si nascondeva che la battaglia condotta in nome di una categoria generale era soprattutto destinata a tutelare le coppie gay che non possono accedere all'istituto del matrimonio. Il piano per&ograve; non ha funzionato bene. Per regolare il fenomeno sociale delle coppie di fatto &eacute; infatti necessario un istituto diverso ed inferiore al matrimonio. &Eacute; ovvio, altrimenti basterebbe il matrimonio stesso alle coppie etero. D'altro canto, i gay &eacute; proprio all'istituzione matrimonio che mirano, con tutti i suoi corollari quali l'adozione. L'incongruenza &eacute; esplosa pateticamente quando, alla presentazione dei DICO da parte delle due ministre, la comunit&agrave; gay ha reagito con veemenza e delusione (vedi <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/b2evolution/blogs/index.php?blog=2&title=quello_che_passa_il_convento&more=1&c=1&tb=1&pb=1" rel="self">Scalfarotto</a> che peraltro &eacute; stato anche tra i moderati). Questo attacco ai DICO "da sinistra" ha innescato una brutta spirale nel campo pro-DICO, con la comunit&agrave; gay che ha preso la bandiera della battaglia per le coppie di fatto che per&ograve; ha gestito male. Diciamocelo: la manifestazione di sabato scorso &egrave; stata un autogol clamoroso. Hanno trasformato la battaglia generale per le coppie di fatto in una battaglia per le coppie gay. Questo ovviamente ha finito con il circoscrivere il bacino di supporto all'istanza dei diritti civili delle coppie omosessuali e le <a href="http://jimmomo.blogspot.com/2007/03/e-andata-cos-e-cos.html" rel="self">poche persone in piazza </a>sono li a testimoniarlo. &Eacute; ormai diventata una battaglia degli <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/03/cera-tanto-tempo-fa-unantica-civilt.html" rel="self">Ozpetechi</a>, come li chiama Leonardo, e questo ha generato disaffezione in <a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/piazza-farnese/diritti-ora/arcigay/dico/pacs/strategia-del-noiloro.htm" rel="self">molti</a> (me compreso) e contraccolpi importanti quali le ultime dichiarazioni della <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_italia/2007-03-12_11269933.html" rel="self">Bindi</a>. Che avr&agrave; pure sbagliato, ma in questi giorni era gi&agrave; sotto grande pressione dalla destra vaticana e la pressione dalla sinistra LGBT l'ha ovviamente messa in difficolt&agrave;.<br /><br />Io in principio sono d'accordo con il matrimonio omosessuale. Ho perplessit&agrave; di fronte alle adozioni da parte di coppie omosessuali, ma al limite sarei disposto a parlarne, a vedere esperienze, a misurare risultati. Di certo non mettono in crisi il mio modello di famiglia. Ma questo &eacute; il mio punto di vista personale e mi rendo conto che in Italia &eacute; gi&agrave; estremamente minoritario. Allora perch&egrave; la comunit&agrave; gay ha deciso di alzare l'asticella della battaglia cosi in alto? In politica bisogna fare i conti con il possibile, ed in Italia sarebbe stato un clamoroso successo portare a casa i DICO. Avere alzato la posta ha reso impossibile anche quel poco che si poteva portare a casa. Ora il supporto per i DICO sta scemando. Non &eacute; un bello spettacolo intendiamoci. Le battaglie per i diritti civili dovrebbero riguardare tutti. C'&eacute; stato un momento in cui -per dirla alla <a href="http://press.princeton.edu/titles/7928.html" rel="self">Ayres</a>- la causa gay si era guadagnata il supporto degli eterosessuali. Ora lo sta perdendo velocemente. Ma in fondo, alla Bindi, chi glielo fa fare di spendersi cosi tanto sui DICO, se poi sono solo l'occasione per ricevere attacchi anche da quelli che pensava di difendere?<br /><br />Condivido il pensiero di <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/03/cera-tanto-tempo-fa-unantica-civilt.html" rel="self">Leonardo</a> quando dice: <em>sembra che il governo debba cadere perch&eacute; non riconosce qualche diritto in pi&ugrave; a una minoranza di fighetti con appartamento di propriet&agrave; in centro. Sul serio, questo &egrave; il messaggio che rischia di passare. Attenzione. Con tutte le minoranze da tutelare che ci sono in giro, </em><strong><em>a me non va di morire proprio per gli Ozpetechi.</em></strong><em> C&rsquo;&egrave; gente che sta peggio (anch&rsquo;io, forse, per esempio).<br /></em><strong><br /></strong>Ieri &eacute; uscita poi la tanto attesa <strong><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/13/papa.shtml" rel="self">nota vaticana</a></strong><strong> con prescrizioni varie ed eventuali.</strong> Mi sembra notevole che si parli nello stesso documento del ritorno al latino, dell'abbandono delle chitarre per l'organo ed il canto gregoriano e dell'irrigidimento verso fenomeni sociali che meriterebbero di essere guardati con occhi pi&ugrave; caritatevoli ed evangelici. &Eacute; notevole in quanto indica platealmente quale direzione abbia intrappreso la chiesa sotto la guida di papa Ratzingher. Come a dire che abbiamo un <strong>brillante passato dinanzi a noi!<br /><br /></strong>In conclusione, quella degli <strong>Otzpetechi</strong> mi sembra si avvii ad essere una battaglia persa per pessima tattica. Quella dei <strong>Ratzechi</strong> invece si riveler&agrave; con il tempo una sconfitta strategica.<br /><strong><br /></strong>]]></content:encoded></item><item><title>senatore in catene</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-03-12T13:06:59+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/senatore-incatenato.html#unique-entry-id-251</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/senatore-incatenato.html#unique-entry-id-251</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="ansa99556611203123547_big" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry251_1.jpg" width="53" height="88"/></div>Un senatore di Forza Italia <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/leonardo-tokyo/1.html" rel="self">si incatena</a> per protesta contro il prestito dell'annunciazione di Leonardo effettuato dagli Uffizi per una mostra in Giappone. <br /><br />Pensavo... ma se ce lo lasciamo incatenato questo senatore, abbiamo guadagnato un'altro voto in senato?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>post weekend</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-12T08:12:07+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/post-weekend.html#unique-entry-id-250</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/post-weekend.html#unique-entry-id-250</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>Post-weekend</strong>. Che non significa dopo-fine-settimana, ma piuttosto i pezzi che avrei messo sul blog negli ultimi giorni se avessi avuto qualche minuto in pi&ugrave;. Se mi fossi alzato prima. Se avessi tirato tardi. <br />Se non fossi andato a messa o a correre al parco. Ecco i tre post che avrei voluto scrivere questo weekend.<br /><h5>Un voto per la vita</h5><strong><br /></strong>A distanza di un anno e mezzo dal referendum sulla legge 40 abbiamo i primi dati sulle fecondazioni assistite in <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/bimbi-provetta/bimbi-provetta/bimbi-provetta.html" rel="self">Italia</a>.<br /><span style="color:#333333;">- numero di gravidanze portate a termine in casi di infertilit&agrave; maschile: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">-10%</span><span style="color:#333333;"><br />- numero di gravidanze portate a termine da donne con pi&ugrave; di 35 anni: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">-5/10%</span><span style="color:#333333;"><br />- in caso di impianto coatto di tutti e tre gli embrioni: parti gemellari </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+8%</span><span style="color:#333333;">, parti trigemellari </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+9%</span><span style="color:#333333;"><br />- percentuale di aborti: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+6%</span><span style="color:#333333;"> <br />- percentuale di coppie italiane fecondate all'estero: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+15%</span><span style="color:#333333;"> (naturalmente solo quelle che possono permettersi viaggi e lunghi soggiorni all'estero)<br /><br />Al di l&agrave; della </span><span style="color:#333333;"><em>pruderie </em></span><span style="color:#333333;">sulla legittimit&agrave; o meno di manipolare gli embrioni, io contestavo allora come a maggior ragione contesto oggi quella campagna mediatica contro il referendumo sotto gli slogan della parola vita. L'astensione al referendum doveva essere un non-voto per la vita e tutto l'armamentario teorico era ovviamente di "scienza & vita". Il risultato della legge 40 &egrave; che c'&egrave; stato un sensibile calo di "vita" in termini quantitiativi, un aumento di aborti e persino un ritorno al congelamento degli embrioni. Da che parte stavano allora le ragioni della vita?<br /></span><h5>Continue Pannellate</h5><span style="color:#333333;"><br />Dopo il mio post un po' </span><span style="color:#333333;"><a href="files/think-different-how-much.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:How much different?">perplesso</a></span><span style="color:#333333;"> sui risultati del consiglio europeo della scorsa settimana, mi sono dovuto ricredere. L'accordo portato a casa dalla leadership tedesca di questo semestre europeo &egrave; sostanzioso, e finalmente fa dll'istanza ambientale e sostenibile un orizzonte politico ideale ma praticabile, come avevamo </span><span style="color:#333333;"><a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">auspicato</a></span><span style="color:#333333;">. Vengono dal governo Merkel, che se non proprio di destra, non si pu&ograve; certo definire di sinistra. Attenta sinistra, che ti fai sfilare l'argomento politico del futuro da sotto il naso e ti condanni a perderne la paternit&agrave;. Peraltro i risultati del vertice hanno trovato spazio limitato sulla stampa italiana. Forse le cose pi&ugrave; interessanti si trovano sul Sole24Ore </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/03/piano-ue-energie-rinnovabili.shtml?uuid=c6f924d6-cee3-11db-9a30-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">qui</a></span><span style="color:#333333;"> e </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/03/misure-italia-energia-clima.shtml?uuid=8b1379e8-cee4-11db-9a30-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">qui.<br /></a></span><h5>Weekend sportivo</h5><span style="color:#333333;"><br />Dopo il Rugby; dopo la Ducati che passa la Yamaha come se corresse con una 250 contro le 125, chiudiamo il weekend con l'Inter che si porta casa il derby. Per due volte di fila quest'anno. Impagabile!<br /><br />Comincia la settimana, altri post in cantiere...<br /><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>il fattore G&#x3c;s&#x3e;amberone&#x3c;/s&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-11T20:02:36+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/fattore-c-mantovano.html#unique-entry-id-248</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/fattore-c-mantovano.html#unique-entry-id-248</guid><content:encoded><![CDATA[Al povero senatore Mantovano, vittima di una <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2098361.html?ref=hpsbdx2" rel="self">fiammata da portata flamb&eacute;</a> al retrogusto di gamberoni auguriamo ogni bene e pronta guarigione. Ma ci scappa subito il pensiero al fattore C. di Prodi, che ultimamente sembrava esaurito. Certo anche lui ormai si deve adeguare a barcamenarsi con queste piccole operazioni di breve periodo.... giusto il tempo per passare indenni attraverso il perillio Afghanistan al Senato per ora (speriamo infatti che i disagi del senatore AN siano una faccenda di poche settimane). Poi chiss&agrave;, cabottando fino al prossimo mare grosso.<br /><br />Certo noi preferiremmo un Senato dove, vista la prossima assenza giustificata di Mantovano, un senatore della maggioranza si assentasse galantemente per rispettare le forze in campo. Questo avviene in paesi civili come UK e Germania. Questo per&ograve; dovrebbe necessariamente essere una pratica reciproca, e con i De Gregorio e gli Schifani in giro, meglio semplicemente affidarci al fattore G.amberoni.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>this is the end</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-10T20:28:01+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/the-end.html#unique-entry-id-247</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/the-end.html#unique-entry-id-247</guid><content:encoded><![CDATA[La fine ingloriosa del mio vecchio ibook. Smontato. Depredato delle ultime suppellettili e riposto in una busta in attesa di smaltimento. In attesa che la Apple si decida a <a href="http://www.greenmyapple.org/about.html" rel="self">riprendersi i computer</a> a fine corsa....<br /><br /><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="Photo 4" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry247_1.jpg" width="400" height="300"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">PS. Se possibile, vorrei vedermelo restituito in un'urna funeraria a forma di mela...<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>How much different?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-03-09T08:26:59+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/think-different-how-much.html#unique-entry-id-246</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/think-different-how-much.html#unique-entry-id-246</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="gandhi" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry246_1.jpg" width="174" height="150"/></div>Riprendendo un leggendario motto della Apple, la cancelliera Merkel <a href="http://www.eu2007.de/en/News/Press_Releases/March/0308BPASozialgipfel.html" rel="self">ha esortato</a> gli altri  leader Europei to <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Think_Different" rel="self">think different</a></em><em> </em> sulle questioni climatiche. <strong>Pensare diversamente</strong>. E con una formula efficace ha riassunto questa diversit&agrave; in tre passaggi legati al numero venti: Entro il 2020, ridurre le emissioni di CO2 del 20% ed arrivare al 20% di copertura dela produzione energetica attraverso le fonti rinnovabili.<br /><br />A guardarsi attorno, si scorge di lontano la Cina che aggiunge una nuova centrale a carbone alla settimana e gli Stati Uniti che ancora fanno poco o niente per l'effetto serra. Messi vicini a questi anti-eroi, le cose che l'Unione Europea sta gi&agrave; facendo, e si ripromette di fare, sembrano azioni coraggiose degne di una comunit&agrave; che pensa in grande ed assume un ruolo di leadership nei confronti del resto del mondo. Questo dice la Merkel, e se pensiamo a Cina e USA, per un momento scappa anche a noi un battito di mani ammirato. <strong>We do think different, then!</strong><br /><br />Si ma quanto differente? Per capirlo, prendiamo il report <strong><a href="http://www.greenpeace.org/international/press/reports/energyrevolutionreport" rel="self">Energy (r)evolution</a></strong> pubblicato a gennaio dalla European Council for Renewable Energy e da Greenpeace (c'&eacute; anche la sintesi in <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/sintesi-energy-revolution.pdf" rel="self">Italiano</a>). Un piano globale, con un obiettivo finale fissato al 2050 in cui avremo dovuto effetturare quel cambiamento di paradigma che ci consentir&agrave; di sopravvivere a noi stessi. Il piano descrive una via percorribile per ottenere entro quella data un'abbattimento di emissioni nell'ordine del 50%, ottenuto combinando efficienza energetica con una sostituzione delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica pari al 75% e nell'energia per il riscaldamento pari al 65%. Un piano ragionevole, che da per scontato che un certo cambiamento climatico &eacute; a questo punto irreversibile, che il mondo &eacute; sempre pi&ugrave; affamato di energia e che per conciliare prezzi moderati, con grande produzione a basso contenuto di CO2 bisogna cedere a dei compromessi quali i grandi impianti idroelettrici e forse anche il nucleare.<br /><br />Ora, siccome da queste parti siamo degli inguaribili ottimisti concilianti, molto riformisti nei metodi e molto radicali negli obiettivi, ci piace pensare che gli obiettivi che l'Europa si &eacute; data per il 2020, siano solo il passo intermedio per arrivare a quelli descritti dal rapporto per il 2050.<br /><br />Nel frattempo constatiamo con un po' amarezza che nemmeno alla Apple, che sulla questione dei <a href="http://www.greenmyapple.org/about.html" rel="self">rifiuti elettronici </a>fa orecchie da mercante, riesce pi&ugrave; <strong> to think different.</strong> <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Farina Bruni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-05T08:36:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/farina-bruni.html#unique-entry-id-244</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/farina-bruni.html#unique-entry-id-244</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/EdC_Adige030307.pdf" rel="self" title="L&#39;Adige"><img class="imageStyle" alt="a_spalladx_giornale" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry244_1.gif" width="133" height="189"/></a></div>No non &egrave; un post agronomico sul prodotto della macinazione del grano saraceno, volgarmente chiamato "farina bruna". Solo due cognomi di due persone a cui per motivi diversi sono legato, e che per qualche curiosa coincidenza del destino sono finite intervistate sulla stessa pagina, nello stesso giorno, nel giornale di Trento, la mia citt&agrave; di origine. Sull'<a href="assets/EdC_Adige030307.pdf" rel="self">Adige</a> di sabato infatti c'&egrave; uan bella intervista a Luigino Bruni, con il quale ho il piacere ed il privilegio di collaborare da quando bazzico alla Bicocca. E' una bella intervista ad un'economista e ad un cattolico. E non &eacute; scontato che la sintesi tra questi due aspetti riesca bene come in questo caso (io le sento spesso in conflitto ad esempio). <br /><br />E pi&ugrave; sotto c'&egrave; una sintesi di un'intervista a Don Farina, seguitissimo predicatore negli anni in cui ancora potevo seguirlo a Trento. Don Farina, le cui messe in Duomo alla domenica sera erano diventate un punto di riferimento per moltissima gente (alcuni dei quali se le registravano), moltissimi cattolici giovani e soprattutto moltissimi cattolici adulti (nel senso Prodiano del termine ovviamente). Nel frattempo l'aria &egrave; cambiata anche nel trentino cattocomunista: il<a href="http://www.questotrentino.it/2001/03/donFarina.html" rel="self"> caso Don Farina</a> &egrave; stato Ruinianamente appianato e lui &egrave; riparato a dire messa nella mia parrocchia periferica di Canova (sempre e comunque seguitissimo).<br /><br />Oggi leggo che l'arcivescovo Bargnasco, destinato dal papa a succedere a Ruini contro l'indicazione degli altri vescovi, sui DICO ha una posizione non religiosa ma evidentemente politica: <em>E' chiaro che i cattolici devono difendere la famiglia e che la Chiesa cattolica deve richiamarli a questo compito. Non si vogliono fare guerre sante. I nostri valori vanno difesi con serenit&agrave;, moderazione, ma anche con fermezza di fronte allo Stato che fa le sue leggi. Non siamo contro le famiglie di fatto, ma contro una sovrastruttura che si aggiunga alla famiglia. Attenzione: questa &egrave; una battaglia che tocca anche a chi non crede, a chi non ha la fede ma un senso di responsabilit&agrave; nell'organizzazione della nostra societ&agrave;: difendere un istituto come la famiglia".<br /></em><em><br /></em>Bisogna tornare all'intervista a Don Farina per trovare un <a href="assets/EdC_Adige030307.pdf" rel="self" title="L&#39;Adige">punto di vista</a> religioso: <em>Un esempio: &laquo;Il matrimonio &egrave; raro come la fede. Non &egrave; un unico modello: ben vengano allora i Dico, in uno stato laico, distinto dalla Chiesa. Il matrimonio cristiano &egrave; una testimonianza che vale in s&eacute;, fosse anche solo quella di tre persone su cento&raquo;. E ha concluso provocatoriamente: &laquo;La Chiesa farebbe bene a consigliare dieci anni di convivenza prima di procedere al matrimonio&raquo;<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>sole&#x2c; luna (e stella)</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-04T22:38:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sole-luna-post.html#unique-entry-id-243</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sole-luna-post.html#unique-entry-id-243</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self"><img class="imageStyle" alt="soleluna" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry243_1.jpg" width="106" height="106"/></a></div>Buona parte dei visitatori saltuari di queste pagine, quelli che pi&ugrave; o meno mi conoscono, lo sanno gi&agrave;. Ad altri, la cosa semplicemente non interessa. A quelli che rimangono, stretti tra la non-novit&agrave; e l'indifferenza, annuncio pieno di felicit&agrave; che Lucia ed io <strong>ci sposiamo</strong>. Succeder&agrave; tutto il 5 maggio, qui a Roma. Io e la mia futura sposa abbiamo deciso di raccontare qualcosa dei preparativi in questo altro <a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self">sitarello</a> che prende a prestito i nomignoli un po' vezzosi con cui ci apostrofiamo nell'intimit&agrave;. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>falce e pannello</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-02T10:38:06+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html#unique-entry-id-241</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html#unique-entry-id-241</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry241_1.gif" width="106" height="95"/></div>Ho seguito tre dei quattro interventi di Prodi alle camere di questi giorni. In tutti e tre, il presidente del consiglio ha parlato di energia rinnovabile. Tra lo scherno del centrodestra. Immagino tra la saccente puzza-sotto-il-naso di parte del centro sinistra. Ha parlato di solare, di fotovoltaico (appena approvati gli incentivi con l'ultimo <a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde">pacchetto Bersani</a>) del ritorno in Italia di <a href="http://www.ecoblog.it/post/2789/rubbia-torna-in-italia" rel="self">Rubbia</a>. Nel suo ultimo passaggio alla camera, quello dell'energia &egrave; stato l'unico punto dove &egrave; uscito dal copione (inciampando nei suoi brontolii un po' scomposti, peraltro); &egrave; stato uno dei punti su cui pi&ugrave; si &egrave; accalorato. Ma era evidente che parlava a 600 persone completamente disinteressate al tema.<br /> <br />Eppure, eppure...<br /><br />Eppure a noi, che quella dei pannelli solari era la <a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde">promessa elettorale che pi&ugrave; ci premeva</a>, il passaggio ci ha scaldato il cuore. Perch&egrave; in una cosa banale come in un pannello solare a noi sembra di scorgere finalmente un <strong>pensiero forte.</strong> Di lunga portata. Di quelli che creano identit&agrave;. Di quelli che rappresentano un progetto ampio. Finalmente, dopo la fine delle ideologie. Un idea di paese coerente, fondata sulle sue risorse, la sua bellezza e soprattutto la sua sostenibilit&agrave; nel tempo. Che &egrave; sostenibilit&agrave; energetica, ambientale, ma anche delle relazioni sociali.<br /><br />Credo che un pensiero ecologista liberale sia oggi la frontiera dei valori per un centrosinistra dalle idee forti che non deve rincorrere le smanie <strong>liberiste e turbocapitaliste</strong> della destra internazionale, o i <strong>bigottismi neocorporativi teo-con</strong> della destra di casa nostra.<br /><br />E' un pensiero coerente che ha qualcosa da dire di sinistra sul <strong>futuro</strong> (sostenibile), sui metodi per governare lo <strong>sviluppo</strong> (mercato come meccanismo dove l'originalit&agrave; e l'inventiva si esprimono e dove le esternalit&agrave; si compensano) sull'idea di <strong>societ&agrave;</strong> che vogliamo (che l'eguaglianza delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Capability_Approach" rel="self">capabilties</a> &egrave; la condizione per la sostenibilit&agrave; sociale di una nazione).<br /><br />Peccato che sembra ci sia solo il buon vecchio Prodi a darci la sensazione di avere questa visione. Peccato perch&egrave; con tutto il bene che gli si vuole da queste parti, bisogna ammettere che tra i suoi molti limiti c'&egrave; anche quello di non essere un ideologo di grande ispirazione e carisma. Peccato non vedere queste idee traspirare prepotenti nel <a href="http://www.incontriamoci.fabbricadelprogramma.it/adon/files/manifesto_pd.pdf" rel="self">manifesto</a> del gestante partito democratico.<br /><br />Ma ci pensate? Il <strong>pannello solare</strong> al posto della  <strong>falce e martello</strong>?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>caro Capezzone</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-02T10:13:53+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/caro-capezzone.html#unique-entry-id-240</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/caro-capezzone.html#unique-entry-id-240</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Capezzone" rel="self"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry240_1.jpg" width="93" height="113"/></a> </div><strong>Gentile on. Capezzone</strong><br /><br />Leggo su Repubblica che oggi <strong>Lei si asterr&agrave;</strong> sul voto di fiducia alla Camera.<br /><br />La Sua posizione mi stupisce ed amareggia. Spiace dirlo, ma questa decisione La accomuna a Turigliatto, Rossi e De Gregorio ed a Cannav&ograve;, che come lei ha annunciato l'astensione. Le intenzioni saranno&nbsp; diverse. Personalmente, da quello che intuisco, sono peraltro ugualmente infondate e perniciose. Ma senza processare le intenzioni guardiamo ai risultati. Lei a questi personaggi si accompagna, dal momento che segue le stesse orme.<br /><br />Mi spiace perch&egrave; in Lei avevo creduto come ad un leader promettente. L'ho seguita in tutte le sue ultime battaglie. Dal referndum dell'anno scorso ai suoi lavori in commissione che hanno dato risultati importanti con gli ultimi decreti Bersani. Ma anche le battaglie per il ringiovanimento della politica italiana. Ho scritto di Lei e della<a href="files/Crono-capezzone-pannella.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:mito-&#60;i&#62;Crono-&#60;/i&#62;logia radicale"> penosa vicenda</a> con Pannella. Evidentemente per&ograve;, il ringiovanimento da lei e noi auspicato si risolve nella de-responsabilizzazione del suo agire politico. Mi spiace arrivare a questa conclusione: ma meglio un vecchio come Follini che si infila in una solitaria sfida impopolare piuttosto che i suoi distinguo volti solo a cercare un po' di visbilit&agrave; da rivendere in questo suo piccolo cabotaggio che si st&agrave; avviando a fare dopo essere fuoriuscito dalle grazie di Pannella.<br /><br />Con (una per ora persa) stima.<br /><br />Email di capezzone: <a href="mailto:d.capezzone@radicali.it" rel="self">d.capezzone@radicali.it</a>, <a href="mailto:CAPEZZONE_D@camera.it" rel="self">CAPEZZONE_D@camera.it</a><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ulli scappa&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-02-27T18:11:21+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ulli-ginostra.html#unique-entry-id-239</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ulli-ginostra.html#unique-entry-id-239</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/foto/ginostra/ginostra.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Ulli Ginostra" src="http://www.matteorizzolli.net/files/UlliGinostra.jpg" width="151" height="128"/></a></div>Mentre <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/stromboli-vulcano/stromboli-vulcano/stromboli-vulcano.html" rel="self">lo Stromboli</a> riprende a sbuffare imperioso, il pensiero corre a Ulli, gi&ugrave; a Ginostra (google conferma quanto il binomio <a href="http://www.google.com/search?client=safari&rls=en&q=ulli+ginostra&ie=UTF-8&oe=UTF-8" rel="self">ulli+ginostra</a> sia quasi indissolubile). Non &egrave; che Ulli sia l'unico (assieme alla moglie e all'asino) abitante di quell'angolo remoto di Italia. Ma sicuramente anche questa volta, se mai lo far&agrave;, sar&agrave; l'ultimo ad andarsene. Buona fortuna Ulli, e che il vulcano te la mandi buona.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>primarie e voto (mediato) ai bambini</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-27T08:31:50+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/riforma-elettorale.html#unique-entry-id-238</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/riforma-elettorale.html#unique-entry-id-238</guid><content:encoded><![CDATA[Visto che tutti sembra abbiano da dire qualcosa sulla legge elettorale prossima ventura noi non ci sottraiamo alla sfida.<br /><br />Non entriamo per&ograve; nel merito della <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=DL1TJ" rel="self">cabala elettorale</a>. Uninominale, proporzionale, doppio turno, sbarramento, premo di maggioranza etc. Che che ne dicano i politici di professione ed i parlamentari in carica, la gente &egrave; per il maggioritario a doppio turno: quell che tanto ha contribuito all'emersione di una classe di sindaci rispettabile ed ha reso l'alternanza destra-sinistra una via praticabile e funzionante. Il resto sono solo chiacchere, volte a non far sparire LegaUDEURPDCIVerdiRNPRotiondiIDVDeGregorio e compagnia cantando, volte a non concedere vantaggio nel doppio turno a questo o a quello, volte insomma a coltivare l'istinto alla sopravvivenza del ceto politico attuale contro ogni pressione selettiva-darwiniana di miglioramento della specie e del paese che altrimenti gi&agrave; avrebbe ampiamento decretato la mancanza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fitness" rel="self">fitness</a> di questa classe politica alla guida di un paese moderno.<br /><br />Niente di tutto ci&ograve; allora. Solo invece ci piacerebbe che la nuova <em>qualsivogliametodo</em> legge elettorale introducesse, magari non ex-lege, ma certo facilitasse, incentivasse, promuovesse il meccanismo delle <strong>primarie</strong> che oggi -abbiamo visto- piacciono anche a <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/02_Febbraio/26/Berlusconi.shtml" rel="self">Berlusconi</a>. Ma non primarie solo per i candidati premier (che sarebbero sempre un po' scontate, come lo sono state per Prodi e lo sarebbero per Berlusconi). Noi vogliamo le primarie nei collegi senatoriali e camerali cosi come <a href="files/lezione-primaria2.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Lezione primaria, lezione democratica 2 &#60;br&#62;&#60;i&#62; Il ritorno del diabolico Lieberman&#60;/i&#62;">si fa in America</a>. Cosi poi vediamo se qualche Turigliatto, qualche Rossi o qualche De Gregorio possono davvero entrare in parlamento.<br /><br />E poi vorremmo vedere contato anche il <strong>voto degli adoloscenti, e persino quello dei bambini e dei neonati</strong>. No, non &egrave; un'idea balzana. Che questo paese &egrave; tutto concentrato sul problema delle pensioni, degli anziani, delle successioni, che vota in parlamento troppi ottuagenari e pochi trentenni e si occupa poco di asili nido, scuola, prima casa, famiglie etc. Ma come si pu&ograve; contare sul voto responsabile degli adolescenti che alla meglio sono un po' estremisti o su quello dei bambini che di politica non possono sapere nulla? Semplice. Il loro voto va fatto esprimere alle madri. La <a href="http://www.governareper.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=3043&sid=32" rel="self">proposta</a> circola da un po' (grazie a Tommaso per la segnalazione) ma finora &egrave; rimasta quasi in un'ambito carbonaro ed ha delle applicazioni limitate, soprattutto in Germania. Eppure sarebbe un ottimo espediente per ribilanciare in un solo colpo la platea elettorale da sempre troppo condizionata dal voto dei "relativamente anziani" e per dare pi&ugrave; peso politico alle donne in un tempo in cui il divario di genere in politica &egrave; lungi dall'essere colmato. Non sembra per'altro troppo difficile da implementare.<br /><br />Noi la buttiamo li, in attesa di un peggioramento bizantino del porcellum che sicuramente i nostri rappresentati ci consegnerano come soluzione della cabala.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>cooperazione: acqua e rifiuti tecnologici</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-02-26T13:03:05+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ctc-acqua-rifiuti.html#unique-entry-id-237</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ctc-acqua-rifiuti.html#unique-entry-id-237</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200702_P17-18_AllaRicerca.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200702_P17-18_AllaRicerca" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry237_1.png" width="81" height="112"/></a></div>Altri due pezzi scritti per <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazione</a> di febbraio e marzo. Il primo riprende un mio veccchio<a href="files/la-mela-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Se ci piace la mela verde"> post</a> sulla campagna di Greenpeace per far impegnare Apple a delle politiche pi&ugrave; <em>environmental friendly. </em>Il <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200702_P17-18_AllaRicerca.pdf" rel="self">pezzo</a> si occupa in generale del crescente problema dei rifiuti elettronici, dei problemi di smaltimento, riuso, riciciclo e -auspicabilmente- diminuzione del consumo. Della nuova direttiva Europea in materia e della campagna di Greenpeace volta a sensibilizzare i colossi dell'elettornica (non solo Apple quindi) da cui il pezzo ha origine.<br /><br /><br /><div class="image-right"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200703_P14_Lacqua.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200703_P14_Lacqua" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry237_2.png" width="81" height="112"/></a></div><ul class="(null)"><li>Il secondo <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200703_P14_Lacqua.pdf" rel="self">pezzo</a> &egrave; invece sull'acqua e sulla<a href="http://www.acquabenecomune.org/" rel="self"> campagna</a> "Acqua Bene Comune" che raccoglie firme ed adesioni al fine di  presentare un disegno di legge in parlamento  per ri-pubblicizzare l'acqua e sottrarla dalle cattive mani dei privati. Il titolo che l'editor ha messo (L'acqua &egrave; un diritto, non una merce) tradisce un po' lo scetticismo di cui io avevo infarcito il pezzo. Questa cosa dell'acqua come diritto mi  fa storcere il naso. Credo che non ci sia nulla di riduttivo nel guardare all'acqua come ad un bene e non ad un diritto. E' un bene essenziale, che ha problemi di scarsit&agrave;, distribuzione, sostenibilit&agrave; del consumo. Problemi che la scienza economica ci aiuta ad affrontare e risolvere senza dover scomodare diritti, costituzioni etc.</li><li>Quella dell'acqua pubblica insomma, a  me sembra una battaglia di retroguardia e che non va al nocciolo dei problemi di uso sostenibile della risorsa acqua, problemi di cui soffriamo gravemente ma che non risolviamo solo per il fatto di chiamare una cosa "diritto" e di affidarla alle mani di burocrati statali languidi e corrotti sottraendola alle mani di avidi ed arcigni privati. Per motivi di spazio (e forse di linea della rivista) le mie critiche sono state rimosse almeno dal titolo. Ho sempre il file word per chi fosse interessato ;-)</li><li>Si sa, a questa legge ci tiene soprattutto la sinistra radicale. Ne avessimo l'onere, per amore di coalizione noi la voteremmo nonostante la riteniamo una legge che nella migliore delle ipotesi &egrave; innoqua e nella peggiore inopportuna. Bisognerebbe dirlo forte per&ograve;, ogni vota che passano misure -e finora sono state la maggior parte- che hanno un taglio decisamente accomodante con le richieste della sinistra irresponsabile. </li><li>Dirlo forte e farlo pesare (senza le sceneggiate Mastelliane e/o Rifondarole) perch&egrave; il paradosso, ora che Prodi &egrave; di nuovo in sella, &egrave; che nella corsa continua a stare pi&ugrave; a sinistra di tutti, passi l'idea che, sul piatto della contrattazione, questo tipo di misure siano da ascrivere a quelle volute dall'ala riformista della maggioranza.</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>cooperazione tra consumatori: Bersani 2</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-02-26T12:15:14+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/bersani2.html#unique-entry-id-236</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/bersani2.html#unique-entry-id-236</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200703_P11-12_AMisura.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200703_P11-12_AMisura" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry236_1.png" width="160" height="221"/></a></div><ul class="(null)"><li>Sull'ultimo numero di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">Cooperazione tra consumatori</a> ho commentato il secondo decreto Bersani. Ricordate? quel decreto "<a href="files/lenzuolata-bersani-faccedibronzo.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una lenzuolata vi seppellirà">a lenzuolata</a>" nel dopo-finanziaria che tanto ci aveva fatto sperare nella <a href="files/risalire-la-china.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Risalire la china">risalita</a>; quello che aveva preceduto l'<a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde">altra infornata </a>di decisioni con taglio liberal-ambientale che ci avevano a dir poco entusiasmato. Quelle belle cose che questo governo si degna di fare quando non &egrave; impegnato a farsi impallinare da qualche estremista <a href="files/suzukimaruti-crisi-prodi.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Immaturi secondo maruti">velleitario o immaturo</a>, quando non &egrave; impegnato a mendicare voti da loschi figuri ( &agrave; la De Gregorio) o mummie sempiterne (Andreotti & Co.). Il tratto interessante del pezzo sta forse nell'aver cercato di dare una senso alla variet&agrave; delle misure proposte secondo alcune linee di analisi economica. Per fare questo mi sono in gran parte ispirato ad un dibattito sul sito del mio supervisor <a href="http://www.antonionicita.it/files/bersani2.html" rel="self">Antonio Nicita</a>. In particolare evidenzio come quelle che genericamente sono chiamate liberalizzazioni sono spesso invece delle ri-regolamentazioni e che le liberalizzazini possono essere fatte sia al fine di aumentare la competizione dal lato dell'offerta, sia per aumentare la possibilit&agrave; di scelta (abbassando i costi di switch ad esempio) dal lato della domanda.</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>Immaturi secondo maruti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-23T08:52:50+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/suzukimaruti-crisi-prodi.html#unique-entry-id-235</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/suzukimaruti-crisi-prodi.html#unique-entry-id-235</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/02/22/che-cosa-e-la-maturita-che-cosa-e-la-sinistra-italiana-che-cosa-e-il-paraguay/#comments" rel="self">Suzukimaruti</a> ha scritto un post che, se non spiega, almeno restituisce senso a questa incomprensibile crisi. Il mio umile consiglio a tutti queli che per sbaglio passano di qua &eacute; quello di leggerlo. <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/02/22/che-cosa-e-la-maturita-che-cosa-e-la-sinistra-italiana-che-cosa-e-il-paraguay/#comments" rel="self">Qui il post intero</a>. Qui di seguito alcuni passaggi in ordine sparso:<br /><br /><em>Mi rendo conto sempre pi&ugrave; che maturare significa capire la necessit&agrave; "umana" del compromesso. L'avevo capito a naso, poi al liceo ho studiato Hobbes e il concetto di "stato di paura" mi ha chiarito le idee. Le persone adulte, consapevoli, intelligenti e responsabili si accordano, fanno compromessi, trattano, cedono parte del proprio assolutismo alla ricerca della mutualit&agrave;, del bene comune. Il male minore diventa un piccolo bene comune.<br /><br />Chi &eacute; cos&igrave; avventato da preferire il disastro ad una soluzione magari non soddisfacente al 100%? Gli stupidi, gli illusi. E soprattutto gli ingenui, gli immaturi, i bambini. Ora mi aspetto il commento di qualcuno che, invasato, dir&agrave; "s&igrave;, sono uno stupido, un illuso, ecc. ma&hellip;". Ecco, in quel "ma" c'&egrave; tutta la mia disperazione di uomo di sinistra. E c'&egrave; la differenza tra chi &egrave; pragmatico, "materialista" (che vecchio parolone desueto che sa di Marx, che resta un evergreen) e chi &egrave; velleitario.<br /><br /></em><em>Meglio Berlusconi e Calderoli o un governo di sinistricchia? Meglio la sinistricchia, non c'&eacute; storia. Qualcuno nel 1998 penso che il "disastro" della caduta di Prodi servisse a fare una sinistra migliore. Il risultato &eacute; questo.<br />Quante mazzate dobbiamo auto-procurarci prima di imparare la lezione?<br /><br />Il povero Carlo Marx si rigira nella tomba. Lui che scriveva che il comunismo era l'arte del possibile, che era si un'utopia, ma soprattutto un insieme coordinato di pratiche e di analisi del reale e del "possibile".<br /><br />Ecco, il possibile. Mi considero un adulto da quando, di fronte ad un problema, so valutare le opzioni possibili, non quelle teoriche, quelle ideologiche, ecc.<br />Si diventa grandi quando si fanno i conti col presente, con la realta, con la contingenza. E gli estremisti, gli illusi, i poverini, gli scazzati, i tizi in buonafede che hanno votato Comunisti Italiani, Rifondazione, i Verdi (e Di Pietro, che al di la di se stesso ha una classe dirigente inquietante, vedi De Gregorio) non fanno questo confronto. O lo fanno e valutano male.<br /><br />Il mio penultimo pensiero agli avventuristi, agli ipercritici, agli scalfarottiani, agli antagonisti. Non ce l'ho con voi. E quando Previti tornera a decidere delle nostre vite vedrete che si ricordera dei tanti piacere che gli avete fatto. Sarete sempre in tv, a vezzeggiarvi nella vostra nuova parte di "mostro ufficiale di corte".</em>]]></content:encoded></item><item><title>Quelli che le dimissioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-21T16:14:42+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/senatori-taglia-coglioni.html#unique-entry-id-234</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/senatori-taglia-coglioni.html#unique-entry-id-234</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><div class="image-left">    <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022731.htm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="00022731" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry234_1.jpg" width="99" height="128"/></a></div>Ora ne siamo sicuri! Nelle fila dei nostri eletti c'&eacute;<a href="files/rischio-caduta-governo-senatori-afghanistan.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Quelli che &#60;i&#62;si tagliano le p...e per dare un dispiacere alla moglie&#60;/i&#62;"> chi si taglia i coglioni pur di dare un dispiacere alla moglie</a>. Ecco le foto dei tre illusti tagliatori.<br />Questi sono i signori che dovrebbero oggi dare le dimissioni. Per coerenza. Per un minimo di dignit&agrave; personale. Per dare un minimo senso a questa sceneggiata. Oggi hanno votato contro il governo? Perch&eacute;?  I primi due in nome di qualche strampalata battaglia ideale (si chiama idiota cocciutaggine, almeno che non si pensi che sar&agrave; Berlusconi a chiudere la base di Vicenza). Il terzo figuro in nome di una poltronismo miserevole. Per le stesse ragioni ora dovrebbero dare loro le dimissioni visto che sono loro a non riconoscersi pi&ugrave; in questa maggioranza. Il risultato &eacute; che la veduta ombelicale di questi tre signori rischia di riconsegnare il paese a Berlusconi ed alle sue falangi. Io ho scritto loro per complimentarmi. <br /><br />Senatore <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022785.htm" rel="self">Franco Turigliatto</a>. email: <span style="font:16px Verdana, serif; "> </span><a href="mailto:turigliatto_f@posta.senato.it" rel="self">turigliatto_f@posta.senato.it</a><br />Senatore <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022812.htm" rel="self">Fernando Rossi</a>. email: <a href="mailto:rossi_f@posta.senato.it" rel="self">rossi_f@posta.senato.it</a><br />Senatore <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022731.htm" rel="self">Sergio de Gregorio</a> email: <a href="mailto:degregorio_s@posta.senato.it" rel="self">degregorio_s@posta.senato.it</a>,<br />							 <a href="mailto:sergiodegregorio@dossiermagazine.it" rel="self">sergiodegregorio@dossiermagazine.it</a>]]></content:encoded></item><item><title>Da Crono a Geronte</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-21T14:13:28+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/geronte-geronzi.html#unique-entry-id-233</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/geronte-geronzi.html#unique-entry-id-233</guid><content:encoded><![CDATA[Ancora la storia di<a href="http://www.matteorizzolli.net/files/Crono-capezzone-pannella.html" rel="self"> Crono che si mangia i figli</a>. Dopo il vecchio <strong>Pannella</strong> che si mangia Capezzone, ora &eacute; la volta del geronte <strong>Geronzi</strong> che <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/02/Capitalia-Arpe.shtml?uuid=63507c2c-c1a0-11db-9566-00000e25108c&DocRulesView=Libero" rel="self">fa fuori </a><strong>Arpe</strong>. Per entrambi, Capezzone e Arpe, la colpa &eacute; una sola: di essere troppo bravi, intelligenti e visibili per avere quarant'anni. Di essere troppo bravi, intelligenti e visibili per mettere in ombra due cariatidi che si ostinano a non voler, non dico andare ai giardinetti, ma almeno farsi da parte per fare emergere i propri allievi (che peraltro gi&agrave; hanno entrambi dimostrato di aver superato i rispettivi maestri).<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Una pannellata di verde</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-02-20T09:15:00+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/pannellata-di-verde.html#unique-entry-id-231</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/pannellata-di-verde.html#unique-entry-id-231</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="csp" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry231_1.jpg" width="150" height="110"/></div><strong>Ricoprire il paese di pannelli solari.</strong> Avevamo <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/11_Novembre/24/prodinucleare.shtml" rel="self">considerato</a> questa promessa uno dei punti qualificanti delle promesse elettorali. Ce ne eravamo lamentati quando nella babele della finanziaria, <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-e-pannelli-solari.html" rel="self">non erano emerse</a> chiare le misure in proposito. Eravamo rimasti delusi quando poi, a finanziaria chiusa, le misure non si <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/climax.html" rel="self">trovavano pi&ugrave;</a>. Ed eccolo invece il <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/pacchetto-governo/pacchetto-governo.html" rel="self">nuovo pacchetto</a> di misure.<br /><br />Il pezzo forte del <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/phpAhVIPE.pdf" rel="self">decreto</a> &eacute; costituito dai nuovi <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/ambiente/incentivi-case-ecologiche/incentivi-case-ecologiche/incentivi-case-ecologiche.html" rel="self">meccanismi di incentivi per il fotovoltaico</a>. Si potranno costruire impianti piccoli e medi con la certezza che la rete nazionale comprer&agrave; l'energia a tariffe agevolate e stabili nel tempo per i prossimi 20 anni. Si riceveranno ulteriori premi sulla tariffa, nel caso l'impianto sia montato sui tetti (e quindi non consumi terreno agricolo) e sia integrato architettonicamente (e quindi non "consumi" paesaggio). Premi sono previsti per l'autoproduzione e nel caso l'impianto faccia parte di un progetto complessivo di riqualificazione energetica di un edificio. L'autorit&agrave; (AEEG) &eacute; demanata a vigilare, la rete (TERNA) obbligata ad acquistare, i ministeri ed enti locali a racogliere informazioni e pubblicizzare.<br /><br />L'obiettivo &eacute; quello di raggiungere 1200MW di potenza fotovoltaica. Che per la verit&agrave; non sono poi cosi tanti, ma rappresentano pur sempre l'equivalente di una media centrale.<br /><br />Che dire? <strong>La lenzuolata di pannelli </strong>solari ci ha gasato moltissimo.<strong> Come elettori</strong>, perch&eacute; abbiamo fatto bene a fidarci della promessa di Prodi. <strong>Come liberali, </strong>perch&eacute; questo &eacute; un ottimo esempio di come lo stato pu&ograve; aiutare gli interessi individuali ad allinearsi con l'interesse collettivo di sostenibilit&agrave; energetica ed ambientale. Come <strong>ecologisti (ed ex-elettori dei Verdi)</strong>, perch&eacute; finalmente si cambia passo (sempre per citare il premier) e si mette seriamente questo paese sulla strada per Kyoto. <strong>Come economisti</strong>, perch&eacute; queste <em>lenzuolate</em> (<a href="files/decreto-bersani-mondiali.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Mondiali e politica">1</a>,<a href="files/lenzuolata-bersani-faccedibronzo.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una lenzuolata vi seppellirà">2</a> e <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/pacchetto-governo/pacchetto-governo.html" rel="self">3</a>)<em> </em>sono una pi&ugrave; sfiziosa dell'altra. Questa in particolare &eacute; scritta da persone che finalmente sanno cosa significhi concedere incentivi credibili (perch&eacute; stabili e duraturi) senza che questi inducano dipendenza parassitica (perch&eacute; il meccanismo di <em>phase-out </em>&eacute; gi&agrave; endogeneizzato).  <strong>Come imprenditori </strong>forse, ma questa &eacute; una storia ancora tutta da scrivere....<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>White is b(l)ack</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-02-17T22:01:07+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/illumino-nero2.html#unique-entry-id-230</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/illumino-nero2.html#unique-entry-id-230</guid><content:encoded><![CDATA[Torniamo in bianco. Qui un' <a href="assets/illumiono-nero.tiff" rel="self">immagine</a> della parentesi funerea, ma <a href="files/mi-illumino-di-nero.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Mi illumino di nero">ecologica</a>, in occasione di <em><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/ottalogo.cfm" rel="self">mi illumino di meno</a></em><em>.<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Mi illumino di nero</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-02-16T09:18:56+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-nero.html#unique-entry-id-228</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-nero.html#unique-entry-id-228</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="millumino1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry228_1.gif" width="109" height="168"/></a></div>Oggi &eacute; la giornata di <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/ottalogo.cfm" rel="self">Mi illumino di meno</a>. Siccome oltre a fare i nostri bravi <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/decalogo.cfm" rel="self">compitini a casa</a> volevamo lanciarci nella sfida a fare azioni di risparmio energetico un po' strampalate, abbiamo deciso di convertire per la giornata questo sito al nero.<br /><br />Che non &eacute; proprio come spegnere lo schermo, eppure... Mettiamola cosi: una pagina di un sito nero fa assorbire in media leggermente meno energia. Questo perch&eacute; gli schermi consumano di meno per produrre il colore nero invece degli altri colori. Almeno vale per gli schermi CRT (quelli con i tubi catodici) Per gli LCD sembra che non ci sia una differenza di peso. Un <a href="http://ecoiron.blogspot.com/2007/01/shades-of-grey-on-black-google.html" rel="self">tizio</a> ha fatto i  conti: un monitor CRT da 19 pollici consuma 83 watt con schermo bianco e 60 con schermo nero. L'LCD a 19 pollic invece ne usa comunque 35 watt a prescindere dal colore.  Fatto sta che gli schermi CRT sono ancora abbastanza diffusi (diciamo il 20% degli schermi almeno), e quindi il mio sito nero far&agrave; risparmiare qualche frazione di watt a -diciamo- 5 dei visitatori che passeranno di qui oggi. Niente male no?<br /><br />Sembra uno scherzo, ma qualcuno si &eacute; preso la briga di calcolare quanto si <a href="http://digg.com/design/Black_Google_Would_Save_3_000_Megawatts_a_Year" rel="self">risparmierebbe se Google</a>, che ormai &eacute; onnipresente sui desktop dei computer di tutto il mondo con la sua schermata perennemente candida, <em>switch</em>asse invece ad una modalit&agrave; tutta nera. Qualcuno &eacute; passato dalle parole ai fatti, ed ha creato una pagina di ricerca <a href="http://black-google.blogspot.com/" rel="self">google in nero</a>.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Un coro si leva in controcanto</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-15T11:38:09+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/appello-pastori.html#unique-entry-id-227</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/appello-pastori.html#unique-entry-id-227</guid><content:encoded><![CDATA[Le voci dei cattolici non entusiasti della linea Ruini si organizzano e diventanoa loro volta coro. Per far sentire umilmente anche la loro voce, dopo gli strali provenienti dai vertici della gerarchia. Per chiedere di non spingere i cattolici con senso civico sulle soglie di una lacerante frattura. Quantomai lacerante, perch&eacute; davvero non necessaria.<br /><br /><h3><a href="http://213.92.85.188/~febb5fcb/index.php" rel="self">Appello ai Pastori</a></h3><p style="text-align:center;"><br /></p><p style="text-align:left;">&nbsp;&nbsp; La chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante energie e fermenti, sta subendo un'immeritata involuzione.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; L'annunciato intervento della Presidenza della Conferenza episcopale, che imporrebbe ai parlamentari cattolici di rifiutare il progetto di legge sui "diritti delle convivenze" &eacute; di inaudita gravit&agrave;. &nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Con un atto di questa natura l'Italia ricadrebbe nella deprecata condizione di conflitto tra la condizione di credente e quella di cittadino. Condizione insorta dopo l'unificazione del paese e il "non expedit" della S.Sede e superata definitivamente solo con gli accordi concordatari.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Denunciamo con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamo i Pastori di prenderne coscienza e di evitare tanta sciagura, che porterebbe la nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Si pu&ograve; pensare che il progetto di legge in discussione non sia ottimale, ma &eacute; anche indispensabile distinguere tra ci&ograve; che per i credenti &egrave; obbligo, non solo di coscienza ma anche canonico, e quanto deve essere regolato dallo Stato laico per tutti i cittadini.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Invitiamo la Conferenza episcopale a equilibrare le sue prese di posizione e i parlamentari cattolici a restare fedeli al loro obbligo costituzionale di legislatori per tutti.<br /><br />Firma <a href="http://213.92.85.188/~febb5fcb/index.php" rel="self">qui</a><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Altre voci fuori dal coro</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-13T09:57:20+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/altre-voci-fuori-coro.html#unique-entry-id-226</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/altre-voci-fuori-coro.html#unique-entry-id-226</guid><content:encoded><![CDATA[Evidentemente non siamo gli unici ad avvertire un forte disagio per le entrate a gamba tesa del Vaticano sulla faccenda dei Di.Co.<em><br /><br /></em><p style="text-align:center;"><a href="repcattolicidisobbedienti.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="repcattolicidisobbedienti" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry226_1.png" width="357" height="135"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Ci pensi bene la gerarchia, prima di affidare le proprie battaglie per la famiglia ai Calderoli (che ora difende il matrimonio cattolico ma che meno di dieci anni fa si &egrave; sposato e poi separato con <a href="http://blog.epper.org/2007/02/09/dico-calderoli/" rel="self">rito celtico</a>) o ai Berlusconi (dei cui problemi famigliari -in seconde nozze- abbiamo tutti gia discusso abbondamtemente di recente).<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Una voce fuori dal coro parrocchiale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-12T08:21:20+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vescovo-comabtterei-mammona.html#unique-entry-id-225</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vescovo-comabtterei-mammona.html#unique-entry-id-225</guid><content:encoded><![CDATA[Riporto questa lettera del vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi inviata ieri a Repubblica (paccato non avergli dedicato lo spazio che meritava). <br /><br /><strong>Da Vescovo combatterei prima Mammona</strong><br /><br />Egregio dottor Augias, leggo su Repubblica, a commento del "non possumus" sui PACS, o Dico, che non sarebbe moralmente possibile per i cattolici appoggiare un centrosinistra che contrasta con la morale cattolica. E' vero -ed &egrave; comprensibile preoccupazione del Papa e della Cei- che un'equiparazione di ogni tipo di coppia al matrimonio eterosessuale potrebbe favorire lo sgretolamento di un'istituzione fondamentale. Giungere per&ograve; ad una scelta politca come conseguenza della fede, credo sia davvero un salto non solo illegittimo ma sconcertante.<br />La legge sui Dico non obbliga nessuno, assicura solo garanzie legali che del resto i politici (quelli stessi che difendono la "famiglia cattolica") si sono gi&agrave; attribuiti, cos&igrave; come governi "democristiani" presero atto che la maggioranza degli italiani accettava il divorzio ed -entro certi limiti- l'aborto. Quello che invece non riesco a capire -da cattolico e, vorrei dire, da vescovo- &egrave; che per questa tolleranza democratica si voglia sconfessare un orientamento che -almeno nelle intenzioni- parte dalla difesa di chi ha maggiori difficolt&agrave; in linea con il Vangelo che assicura il "regno" a chi provvede ai senza lavoro, ai senza casa. La vera scelta &egrave; solo quella tra Dio e Mammona (v Lc 16, 13), dove Mammona &egrave; mettere al primo posto i soldi, il potere. <br />Vorrei che come formazione ad un autentico cristianesimo, una volta indicati i pericoli che possono accompagnare il cammino dei Dico, si combattesse con non minore energia lo spirito di Mammona, che st&agrave; inquinando il nostro mondo, alimentando la violenza, inaridendo i nostri giovani.<br /><br />Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Decalcificare il conflitto/2</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-09T19:29:23+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/decalcificare-il-conflitto.html#unique-entry-id-224</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/decalcificare-il-conflitto.html#unique-entry-id-224</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2038221.html?ref=hpsbdx2" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 6" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry224_1.jpg" width="419" height="36"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Cosi Berlusconi alle<a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2038221.html?ref=hpsbdx2" rel="self"> Agenzie</a>. Non abbiamo dubbi che l'ex <em>presdelcons </em>avrebbe gestito diversamente la cosa. Avrebbe gestito diversamente la cosa, non gi&agrave; perch&eacute; abbia una idea diversa della gestione dell'ordine pubblico.  Anche se ovviamente ce l'ha, visto che -dopotutto-  Berlusconi &eacute; sempre quello del G8 di Genova. Ma piuttosto perch&eacute; lui al tempo stesso sarebbe stato da una parte il capo del <strong>ministro dell'interno</strong> che comanda i poliziotti, e dall'altra <strong>il proprietario di una squadra di calcio</strong> che ha interesse a far venire gli ultr&agrave; allo stadio a fare danni a spese del comune, dall'altra ancora il datore di lavoro dell'allora <strong>presidente della lega</strong> che perseguiva l'interesse dei grandi club, nonche -non dimentichiamolo- il <strong>proprietario della rete TV </strong>che ha i diritti sulla trasmissione del campionato e che quindi ha interesse a che le partite si giochino anche se non siamo sicuri che preferisca avere tifosi allo stadio piuttosto che telespettatori paganti a casa e nei bar. Insomma, &eacute; il solito problema del conflitto di interessi. E con tutti questi interessi confliggenti siamo sicuri che Berlusconi <strong>non avrebbe fatto mai come questo governo. </strong>Perch&eacute; l'unico interesse che non avrebbe trovato voce in questo conflitto, sarebbe stato l'interesse degli italiani.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>&#x3c;i&#x3e;Possumus&#x2c; possumus...&#x3c;/i&#x3e; &#x3c;br&#x3e;ecc&#xf3;me se &#x3c;i&#x3e;possumus&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-09T09:03:11+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/possumus-possumus.html#unique-entry-id-222</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/possumus-possumus.html#unique-entry-id-222</guid><content:encoded><![CDATA[Non solo <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/si-governo-ddl/si-governo-ddl.html" rel="self">possumus</a>. Alla faccia di vescovi che ora si mordono la lingua per avere in realt&agrave; praticamente costretto il governo a questo bel colpo di reni. Alla faccia dei destrosi livorosi: divisi -loro si!- tra quelli con il senso atavico mediovale di famiglia (vedi la ridicola <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2035746.html?ref=hpsbdx" rel="self">Bertolini</a> che forse rimpiange la famiglia violenta patriarcale) ed i poveri e spaesati <a href="http://www.gaylib.it/" rel="self">gaylib</a> e tutti i semi-liberali a parole (vedi Fini e Prestigiacomo).<br /><br />Non solo <em>possumus</em>, come si diceva, ma <em>possumus</em> <em>bene agere </em>(ok il mio latino &eacute; un po' arrugginito lo ammetto). Come ci spiega benissimo <a href="http://www.unitalianoinamerica.net/files/Ti-dico-io-un-paio-di-cose.html#unique-entry-id-93" rel="self">Teo </a>infatti, i Di.Co Italiani non sono una scopiazzatura al ribasso dal modello francese. Ma piuttosto un contributo originale con luci ed ombre che nel complesso non sfigura di certo con le soluzioni trovate altrove. <br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>CarBersan Tax</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-02-07T19:39:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/carbersan-tax.html#unique-entry-id-221</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/carbersan-tax.html#unique-entry-id-221</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/febbraio-07/incentivi-per-sempre/incentivi-per-sempre.html?ref=mothpstr2" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry221_1.jpg" width="354" height="63"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Ovviamente il titolista di repubblica.it non ha capito dove stava la parte interessante del <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/febbraio-07/incentivi-per-sempre/incentivi-per-sempre.html?ref=mothpstr2" rel="self">discorso</a> di Bersani alle camere. La enfatizziamo invece giustamente qui: <br /><h5>Dobbiamo accendere la miccia e poi transitare verso una fiscalit&agrave; dell'auto che in modo permanente vada verso l'efficienza energetica ed il minor consumo.</h5><strong><br /></strong>Musica per le nostre orecchie. Non proprio la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax" rel="self">carbon tax</a>, ma almeno la <strong>carBersan tax</strong>. Gi&agrave; discutendo del <a href="files/suvvia-si-puo-fare-meglio.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:SUVvia, si puó fare di meglio">pasticcio sui SUV</a> fatto in finanzaria, avevamo argomentato che fosse ora e tempo di passare ad un'organica tassa ambientale sui veicoli. Non si deve tassare il possesso dell'automobile fine a se stesso. Ma piuttosto in base a quanto la singola automobile impatta l'ambiente e crea complicazioni nelle citt&agrave;. Ben venga quindi la rimodulazione del bollo auto in base ai consumi, premiando quelli bassi (ed in maniera marginalmente crescente) e punendo <a href="files/chi-sporca-paga.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche gli sporcaccioni piangano">chi sporca di pi&ugrave;</a> e occupa spazio. <strong>Non pi&ugrave; misure ad-hoc ma un' organica riforma della tassazione</strong>. Non diciamo nulla di nuovo, perch&eacute; la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax" rel="self">carbon tax</a> non &eacute; certo un'invezione di Bersani. <br /><br />Piuttosto ci limitiamo a suggerire che <strong>la tassazione potrebbe ulteriormente essere rimodulata </strong>in modo da trasferire il carico fiscale dai veicoli piccoli a quelli grandi (diminuendo il traffico, il problema parcheggi ed i rischi per i pedoni) e da quelli che sono necessari dove non esiste mobilit&agrave; alternativa a quelli superflui che intasano le citt&agrave; (magari attraverso un'aggravio sulla seconda auto, il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Road_pricing" rel="self">road pricing</a>, gli accessi ai centri storici a pagamento, i telepass su raccordi e tangenziali e cosi via).<br /><br />Infine la carbon tax non riguarda solo i veicoli. La fiscalit&agrave; generale andrebbe rimodulata in modo tale da cercare di contenere il pi&ugrave; possibile le esternalit&agrave; derivanti dalla produzione di gas serra. Pi&ugrave; tasse sul gas bruciato nei fornelli cos&igrave; come nelle centrali. Pi&ugrave; tasse sull'elettricit&agrave; prodotta con il carbone e con gli olii pesanti. Pi&ugrave; tasse sulla carne, almeno quella prodotta dagli allevamenti bovini intensivi che causano <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Rivoluzione-vegetariana/1484627" rel="self">enormi emissioni di metano</a>. E finalmente il vecchio sogno Berlusconiano potrebbe avverarsi: <strong>meno irpef per tutti! (e pi&ugrave; carBersan tax per chi sporca)<br /><br /></strong></p>]]></content:encoded></item><item><title>Right God</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-07T09:26:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/right-god.html#unique-entry-id-220</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/right-god.html#unique-entry-id-220</guid><content:encoded><![CDATA[L'editoriale di <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/ruini-destra/ruini-destra.html" rel="self">Ezio Mauro</a> su Repubblica di oggi scoperchia una pentola che dentro mi ribolle di rabbia. &Eacute; ormai chiaro che <strong>l'agenda di Ruini-Ratzingher sia quella di fare virare a destra il cattolicesimo in Italia</strong>. Lo si poteva intravvedere ai tempi della legge sulla fecondazione assistita, anche se allora gli intenti politici erano ben celati dietro alle legittime  (anche se qui non condivise) prese di posizione sull'argomento. Ma &eacute; del tutto evidente ora sulla vicenda dei PACS, dove non solo non si vuole avvallare il matrimonio gay (che in Italia nessuna forza politica praticamente si sogna di perorare), ma si risponde con questo evocativo <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/vescovi-pioix/vescovi-pioix.html" rel="self">non possumus</a> anche alle blande forme di tutela che il duo Pollastrini-Bindi sta cercando di mettere insieme in una legge moderata nei contenuti. Non possumus. Gia. Torniamo a Pio IX, come se nel frattempo il 900 non fosse mai passato di qua.	<br /><br />So di non dire nulla di nuovo, ma sono convinto che la posizione sui PACS sia solo una schifezza politica di Ruini per almeno due ragioni. Prima di tutto, come cattolici ci dobbiamo una volta per tutte rendere conto di essere minoranza in questo paese. Essere minoranza ha i suoi vantanggi. Personalmente la trovo una sfida pi&ugrave; interessante. Ma certo<strong> impone uno spirito laico ed un'idea di stato come garante delle minoranze, anche della nostra, qualora venisse minacciata</strong>. Come si spiega quindi questa arroganza nel cercare di imporre agli altri che cattolici non sono, il nostro modello di matrimonio (che peraltro condivido e tra poco sottoscrivo)? In seconda battuta mi piacerebbe vedere la chiesa gettare uno sguardo umano sull'amore che pervade anche le storie precarie, instabili, omosessuali e non consacrate dal matrimonio. Perch&eacute; io sono sicuro che anche li &eacute; in gioco lo stesso sentimento che io provo per la mia compagna e che mi porter&agrave; presto a percorrere altre strade. <strong>Ma dov'&eacute; la carit&agrave; cristiana se non apre gli occhi anche su questo amore?</strong><br /><br />Questo irrigidimento sui PACS fa il paio con i segnali quotidiani che mi fanno sentire sempre pi&ugrave; lontano da questa madre chiesa. Basta sfogliare il giornale anche oggi. Ci sono vescovi che dettano alle agenzie commenti su questo o quel'atto del governo. Sempre critici peraltro. Oggi il cardinal Bertone ad esempio ci vuole mettere al corrente che lui ritiene le misure proposte da Amato sugli stadi "necessarie ma non sufficienti". Con tutto il rispetto: <strong>ma chi se ne frega!</strong><br /><br />Sugli eventi catanesi del weekend la chiesa doveva esprimere ben altre parole. I nazzisti da stadio (a proposito, un'invito a firmare questo <a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/appello-no-ultras.htm" rel="self">appello</a>) hanno dismesso i passamontagna il venerdi sera ed hanno indossato i costumi da <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/sport/calcio/serie_a/agente-morto-2/agente-morto-2/agente-morto-2.html" rel="self">processione per Sant'Agata</a> il sabato mattina. Ai funerali dell'agente ucciso il vescovo ha praticamente fatto l'agiografia della santa ed &eacute; toccato alla moglie ed alla figlia ricordare il padre. Coloro che si sono permessi di sollevare dubbi su questi comportamenti poco cristiani o quantomeno irrituali (per usare un aggettivo <a href="http://www.kataweb.it/news/item/276027/afghanistan-d-alema-su-lettera-ambasciatori-irrituale" rel="self">in voga</a> di questi giorni), sono stati redarguiti dai soliti vescovi d'agenzia. <a href="http://www.tvblog.it/post/4345/losservatore-romano-contro-pippo" rel="self">Baudo </a>tacciato di arroganza. E la <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070207_36134.html" rel="self">Melandri</a> invitata a pregare. Ma se lei non volesse pregare? E se Baudo volesse continuare a pensare con la propria testa?<br /><br />Devo ammettere, faccio fatica oggi a sentirmi parte di un'istituzione che spalma tutta questa <strong>marmellata idolatra su sant'Agata</strong>. Per credere in una chiesa che non spende troppe parole per un morto innocente e custodisce invece nel seno delle sue processioni pagane quei "bravi ragazzi" assassini. Che cosa c'entrano con la mia fede cattolica queste <strong>manifestazioni di ultr&agrave; devoti</strong>, questa <strong>mancanza di piet&agrave; ed amore</strong>, questa <strong>arroganza</strong> verso chi chiede conto di gesti e parole? Dov'&eacute; la mia fede cattolica di fronte a chi chiede solo un po' di <strong>rispetto e comprensione (e diritti)</strong> verso le scelte -spesso difficili- a cui la vita li ha posti innanzi?<br /><br />&Eacute; il tempo di diventare<a href="http://www.emilianet.it/Sezione.jsp?titolo=Romano%20Prodi:%20Cattolico%20adulto&idSezione=8733&idSezioneRif=23" rel="self"> cattolici adulti</a>, perch&eacute; a questa madre chiesa in preda ad una deriva senil-destrosa sento di potermi affidare sempre di meno.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>3Reset</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-02-06T12:00:50+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/3reset.html#unique-entry-id-219</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/3reset.html#unique-entry-id-219</guid><content:encoded><![CDATA[Ho abbozzato in questi giorni diversi post. Ma per mancanza di tempo, di ispirazione, o semplicemente perch&eacute; non sentivo di avere molto da dire al riguardo (a questo poposito vedi un bellissimo post di <a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/09/spunti.html" rel="self">leonardo</a>) ho sempre lasciato perdere.<br /><br />Avrei voluto fare il punto sul giro di boa globale riguardo al <strong>clima</strong>. Oggi Bersani vuole fare una <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/liberalizzazioni/liberalizzazioni/liberalizzazioni.html" rel="self">lenzuolata verde</a>, e la <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/ambiente/cambio-clima/cambio-clima/cambio-clima.html" rel="self">Cina</a> dice di volersi convertire all'ecologia. Due sintomi -freschi di giornata- di un qualcosa di colossale che si sta muovendo nemmeno troppo sottopelle? e noi che cosa si fa? ed io? <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">Reset</a>! direbbe Grillo.<br /><br />Avrei voluto scrivere di quello che &eacute; successo al <strong>calcio</strong>. Ma davvero non trovo le parole. La rabbia ed il disprezzo per questi assassini e per chi con loro &eacute; connivente (Carusame e Mattarresismi vari per intenderci) li lascio all'articolo di Merlo di oggi su Repubblica. Il barlume di speranza lo lascio alle parole di Amato di oggi, che dopo aver presentato misure decorose e doverose, chiede di <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/sport/calcio/serie_a/agente-morto-3/amato-parla/amato-parla.html" rel="self">prepararsi alle bordate delle societ&agrave;</a> che puntualmente sono<a href="http://www.repubblica.it/2007/b/dirette/sezioni/cronaca/incidenticatania/martedi-6/index.html" rel="self"> arrivate</a>. Poi qualcuno parla di fascismo... <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">Reset</a>! direbbe Grillo.<br /><br />Avrei voluto raccontarvi di un penoso <strong>seminario</strong> a cui ho partecipato in questi giorni passati. Mediocre nei contenuti (ma era nelle premesse) ma soprattutto nel <strong><em>setting</em></strong>. Una decina di vecchi tromboni, seduti ad un tavolo, la maggioranza dei quali non sapevano di cosa stessero parlando. Troppo in la con l'et&agrave; forse per interessarsi veramente all'argomento. Ed in fondo all'aula decine di "giovani", chi cooptato controvoglia, chi desideroso di un certo presenzialismo con la domanda pierina pronta per far fare bella figura al "maestro", tutti comunque in rigorosa uniforme accademica. Colui che conduce la discussione che invita i "giovani" a limitarsi ad una breve e fugace domanda, alla fine, e se c'&eacute; tempo. Giovani virgolettati certo. Perch&eacute; l'et&agrave; media sar&agrave; stata di trent'anni. Un et&agrave; che in altre epoche ed in altri ambienti rappresenterebbe il nucleo della maturit&agrave;. Perch&eacute; a trent'anni uno potrebbe anche avere famiglia. Perch&eacute; a trenti'anni uno potrebbe avere anche un idea cristallina, originale e scientificamente valida e suffragata dell'argomento di cui i vecchi tromboni disquisiscono. Ma non sia mai. I "giovani" intervengano alla fine. Al pi&ugrave; con delle domande. E se c'&eacute; tempo. Che comunque non hanno nulla da dire. I giovani. <em>A setting to be </em> <em><a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">reset</a></em><a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">!</a>, direbbe sempre Grillo.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>chi bagatellando consorte e &#x3c;br&#x3e; chi gabbando telespettatori</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-01T08:19:13+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chi-bagatellando-consorte-e-chi-gabbando-telespettatori.html#unique-entry-id-218</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chi-bagatellando-consorte-e-chi-gabbando-telespettatori.html#unique-entry-id-218</guid><content:encoded><![CDATA[Ora che i giornali sono usciti, alluvionando di commenti la <em><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/silvio.shtml" rel="self">bagatella di un momento</a></em><em> -</em>commenti a cui peraltro ci siamo aggiunti irriguardosi anche noi- si vanno piano piano depositando le polveri di questa storia. Nel rispetto della migliore tradizione italica, possiamo infine commentare che la  <strong>situazione &eacute; grave, ma non &eacute; seria.<br /><br /></strong>C'&eacute; invece un aspetto <strong>serio</strong> di questa vicenda che deve far riflettere, perch&eacute; &eacute; davvero <strong>grave.</strong> Quando la notizia della <em>bagatella</em> (ganzissimo questo sostantivo) rimpallava da un telegiornale all'altro di questo paese, ed in tutte le <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/mediaset.shtml" rel="self">agenzie di stampa e siti internet del mondo</a>, i TG del gruppo mediaset, <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070131_55312.html" rel="self">tutti all'unisono</a>, pensavano bene di non dar seguito a questo pettegolezzo strapaesano, a questa incursione oltre i limiti della privacy. Ora, stessimo parlando della BBC, si potrebbe anche sospettare che qualche giornalista d'<em>antan </em>abbia rinunciato allo scoop in omaggio all'intimit&agrave; di una signora. Ma stiamo parlando di mediaset. Di quella societ&agrave; che ha fatto del <em>voyerismo</em> un'istituzione nazionale attraverso il grandefratello. Che ha fatto di uno dei suoi TG -studioaperto- una rubrica del <a href="cio&eacute;" rel="self">cio&eacute;</a>. Peraltro la <em>pruderie </em>&eacute; venuta a mancare subitaneamente appena sono circolate le scuse del <em>ex-presdelcons</em> e quando &eacute; parso chiaro a tutti che si profilava il lieto fine.<br /><br /><strong>La situazione &eacute; grave ma non &eacute; seria</strong>. Passi che le redazioni mediaset ci hanno voluto risparmiare quest'incursione nell'intimit&agrave; del padrone di casa. Ma che cosa dovrebbe succedere quando non fosse la moglie a mettere in imbarazzo il marito ma  -ad esempio- delle noie con la giustizia, delle promesse politiche non mantenute o delle grame figure a livello internazionale? Ipotesi di scuola; si fa cosi per dire;  non succeder&agrave; mai di certo. Ma che cosa dovremmo aspettarci dalle redazioni mediaset in questa remota eventualit&agrave;? Di essere forse <strong>gabbati </strong>di nuovo?<br /><br /><strong>La situazione &eacute; grave ma non &eacute; seria</strong>. Siccome qualcuno di recente ha apostrofato con l'aggettivo <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/cdl-7/cdl-7/cdl-7.html" rel="self">criminale</a> un progetto di riforma del sistema TV italiano, che depotenziasse mediaset, a favore di una pluralit&agrave; di soggetti, vorremmo sapere da coloro che hanno sostenuto questa posizione -ivi compreso il capo dell'antitrust <a href="http://www.kataweb.it/news/item/273662/mediaset-antitrus-contro-ddl-gentiloni-catricala-boccia-il-tetto-pubblicitario" rel="self">Catrical&agrave;</a>- se in un paese democratico sia pi&ugrave; importante il diritto dei cittadini ad essere informati, anche in <strong>situazioni</strong> <strong>gravi ma non serie </strong>che mettono in imbarazzo il padrone, oppure sia pi&ugrave; importante preservare la <a href="http://www.kataweb.it/news/item/273662/mediaset-antitrus-contro-ddl-gentiloni-catricala-boccia-il-tetto-pubblicitario" rel="self">crescita e l&rsquo;entusiasmo imprenditoriale</a> degli accoliti del capo?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>&#x3c;s&#x3e;Hil&#x3c;/s&#x3e;Lario non si candida</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-01-31T22:18:01+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/Veronica-hillaryo.html#unique-entry-id-217</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/Veronica-hillaryo.html#unique-entry-id-217</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Clinton Lario" src="http://www.matteorizzolli.net/files/Hillary cLinton e Veonica Lario.jpg" width="258" height="146"/></div>Lario come Hillary? La nostra speranza &eacute; durata lo spazio di un mattino. La leonessa ferita dalle intemperanze del suo compagno non scender&agrave; nell'agone per emanciparsi da quella chiacchera infelice che l'accompagna (e per salvare la nazione naturalmente). <br /><br />Si sta tutto risolvendo a tavola, nella <a href="http://newsfromrussia.com/images/newsline/hillary-rodham_clinton_119.jpg" rel="self">cena delle scuse</a> di Macherio. Per il bene della famiglia, dei figli, e della cara vecchia usanza di casa nostra di lavare i panni sporchi in casa (dopo averli candeggiati sui quotidiani di oggi). <br /><br />Uffa per&ograve;, <strong>che occasione sprecata</strong>. Quasi avevamo intravisto la nostra Hillary oggi. <strong>La nostra Veronica <s>Hil</s>Lario</strong> scendere in campo, in nome di un femminismo moderno, di un'idea di societ&agrave; all'altezza del ventunesimo secolo. Ed invece finisce tutto con delle scuse galanti, con una bella cena, e con un dopo cena intimo, che siamo sicuri il nostro beneamato <em>ex-presdelcons</em> non mancher&agrave; di dettagliarci in una delle sue prossime <em><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/silvio.shtml" rel="self">bagatelle</a></em>! <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Lario 4 president</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-01-31T07:57:17+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/lario4president.html#unique-entry-id-216</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/lario4president.html#unique-entry-id-216</guid><content:encoded><![CDATA[Si in effetti &eacute; un post assolutamente scontato. Clamorosamente banale. Ma irresistibile. Ho raccolto il giornale dallo zerbino stamane e letto i<a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/lettera-veronica/lettera-veronica/lettera-veronica.html" rel="self">l titolo a sei colonne</a>. Non ci volevo credere. allora prima di sfogliarlo mi sono preparato il caff&eacute;, spremuto le arancie, disposto i biscotti ed infine accomodato sullo sgabello pronto a dare questa sbirciatina <em>voyerista</em> nella vita familiare dell'uomo pubblico pi&ugrave; in vista e pi&ugrave; odiato del paese.<br /><br />Il motivo della scazzatura della Veronica non merita di essere ricordato. Se non per il fatto che &eacute; successo gi&agrave; innumerevoli volte che l'ex-<em>presdelcons</em> si lanciasse in questi apprezzamenti fuoriluogo e fuoritempo. Fuoritempo perch&eacute; nel 2007 la galanteria passa attraverso il rispetto ed il riconoscimento dell'emancipazione femminile; fuoriluogo perch&eacute; un uomo sposato potrebbe anche avere il buonguosto di riservare certe cortesie solo per la sua met&agrave; del cielo. Ma tant'&eacute;, un'Italia ormai stanca di ripere al proprio ex condottiero come si sta al mondo di questi tempi, aveva del tutto sorvolato sulle affermazioni dell'altra sera. <br /><br />Nessun commento. Nessuno che abbia detto che non ci si comporta cosi, anche a costo di dover finire citati dai soliti BondiSchifani che ci avrebbero spiegato che era tutta una goliardata, e che il cavaliere &eacute; un <em>cavaliere</em> e che magari la Veronica trova il tutto molto divertente. Abbiamo lasciato una moglie sola con la sua umiliazione insomma. E questo non &eacute; stato galante da parte di nessuno. La Veronica per&ograve;, nonostante le marionette BondiSchifani, ha fatto capire che la cosa non li &eacute; andata proprio gi&ugrave;.<br /><br />Gelosa? Tignosa? Veronica Lario scrive perch&eacute; <em>oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l&acute;esempio di donna capace di tutelare la propria dignit&agrave; nei rapporti con gli uomini assume un&acute;importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l&acute;esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignit&agrave; di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, cos&igrave; che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati. <br /><br /></em>Se questo &eacute; il motivo per cui questa donna ha scritto a Repubblica una lettera esigendo delle scuse dall'uomo pi&ugrave; potente del paese, dall'uomo che di questo paese rappresenta in molti aspetti anche i lati pi&ugrave; deteriori, vorremmo che gli amici del centrodestra prendessero in seria considerazione la possibilit&agrave; di dare indietro quella mezza s&ograve;la del marito, di chiedergli finalmente di ritirare a vita privata se stesso e quell'italia francamente detestabile che rappresenta, e mettere invece in pista questa donna con tutto il carico di modernit&agrave; che ha saputo coltivare anche nello svolgere il ruolo pi&ugrave; antico del mondo: quello di madre.<br /><em><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Mancato compleanno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-01-30T11:52:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/compleanno.html#unique-entry-id-215</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/compleanno.html#unique-entry-id-215</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Picture 11" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry215_1.jpg" width="256" height="165"/></div>Mi sono perso un'altro compleanno. Questa volta  il compleanno di questo blog.<br /><br /><a href="files/f3068a6098547e28cde64e1244f48c6c-0.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Oggi vado online con il nuovo sito">Un'anno ed un giorno</a> orsono mi affacciavo alla ribalta di internet con <strong>le mie poche idee e sempre ben confuse</strong>. Uno degli ultimi arrivati certo. Visto che i blog sono in giro da almeno sei anni. Visto che ce ne sono in giro sessanta milioni, secondo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blog" rel="self">Technorati</a>. Nonostante gli accessi siano bassini. Nonostante i commenti di tanto in quanto languano. Nonostante costi fatica  farlo. Nonostante...<br /><br />Per&ograve; mi ci sono affezionato. Mio padre mi ha sempre suggerito di tenere un diario. Peraltro di recente mi ha donato una copia del suo tenuta negli anni della mia infanzia (grazie ancora <em>dad</em>, un regalo bellissimo!) Io non l'ho mai fatto. Forse perch&eacute; non ho mai afferrato l'idea che si potesse scrivere solo per se stessi (Forse perch&eacute; non calcolavo la possibilit&agrave;, un giorno, di donare il diario ad una persona cara, un figlio ad esempio). Ma il blog &eacute; diverso. E' un diario che gli altri possono leggere, e questo me lo ha reso pi&ugrave; comprensibile ed appetibile. E' uno strumento per persone un po' egocentriche, ce lo hanno <a href="" rel="self">detto</a>. Per persone che pensano di avere qualcosa di importante da dire, che pensano che ci&ograve; che le riguarda &eacute; in qualche modo rilevante per gli altri. Forse io sono un po' cosi ed &eacute; per questo che dopo un anno, bloggo ancora con piacere. Nonostante...<br /><br />Questo per quanto riguarda il lato dell'offerta. Ma la domanda? Non so cosa spinge, pi&ugrave; o meno regolarmente, tra le 15 e le 25 persone a passare di qui ogni giorno. Ovviamente ringrazio Lucia, Paola, pap&agrave;, e conoscenti che passano di qui per solidariet&agrave; familiare. Per gli altri, gi&ugrave; il cappello, sono semplicemente onorato e lusingato.<br /><br />Quelli che di blog se ne intendono, sostengono che il futuro &eacute; nei podcast e nei videocast stile <a href="http://www.youtube.com/" rel="self">youtube</a> (di cui peraltro si fa grande uso anche da queste parti). Non credo che la mia strada porter&agrave; alla produzione di materiale multimediale di questo genere. Troppo sbattimento. Non ho ancora messo insieme le foto delle vacanze per intenderci. E poi l'altra strada per il futuro &eacute; nei blog tematici, sia il tema di esso qualche branca ristretta di una <a href="http://www.elsblog.org/the_empirical_legal_studi/" rel="self">materia scientifica,</a> sia esso un genere musicale semisconosciuto o una <a href="http://www.montag.it/comida/" rel="self">disquisizione dettagliata sugli aspetti della cucina etnica</a>. Nemmeno questo so fare. In questo blog ci metto tutto quello che mi passa per la testa. Le cose di cui mi occupo, quelle di cui mi vorrei occupare. Quelle a proposito delle quali ho un pensiero vagante (peraltro sempre irrilevante e/o fuoriluogo). Anche, e perch&eacute; no, gli affetti e le cose personali. Non ho nessun piano di specializzazione insomma. Ed i temerari che passano di qui dovranno ancora accontentarsi solo di <strong>poche idee</strong>, ma sono pronto a garantire che esse resteranno comunque <strong>ben confuse</strong>.<br /><br />PS. Come <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/01/so-you-think-2007-is-going-to-be.html" rel="self">leonardo</a>, vi chiedo un piccolo regalo per questo compleanno: di segnalarmi se vi va, quale, dei post di questo primo anno vi ha incuriosito, impensierito, fatto incazzare; insomma, quale vi &eacute; piaciuto?<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Verde America 2.0</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-01-26T15:54:08+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/greening-of-america.html#unique-entry-id-214</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/greening-of-america.html#unique-entry-id-214</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.economist.com/printedition/" rel="self"></a></div>Che l'aria stava cambiando in America riguardo alla loro (poca) attenzione per l'ambiente, noi lo si era gi&agrave; sommessamente suggerito <a href="files/verde-america.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Verde America">qui</a> e <a href="files/effetto-di-scoprirsi-dentro-una-serra.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:L&#39;effetto [di scoprirsi dentro una] serra">qui</a>. Ok, la piantiamo con l'impettimento spocchioso di chi vuol far credere di saperla pi&ugrave; lunga dell'economist.<br /><br />Quella che fa la copertina di questa settimana del <em>magazine inglese</em> non &eacute; una semplice notizia. &Eacute; la registrazione di un trend, il giro di boa di una politica che <strong>segner&agrave; le sorti di questo pianeta</strong>. Non solo ci riprendiamo gli USA nella barca di quelli che vogliono fare qualcosa per salvare la situazione. Ma li mettiamo direttamente al timone dove per loro natura stanno meglio. La leadership americana &eacute; stata cruciale nel creare l'emergenza effetto serra (solo loro producono 1/4 delle emissioni). Ora sar&agrave; cruciale per cominiciare seriamente a risolverlo. Anche se probabilmente bisogner&agrave; attendere ancora per due anni la delirante conclusione dell'era Bush.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Una lenzuolata vi seppellir&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-01-27T10:54:48+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/lenzuolata-bersani-faccedibronzo.html#unique-entry-id-213</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/lenzuolata-bersani-faccedibronzo.html#unique-entry-id-213</guid><content:encoded><![CDATA[In questo mondo alla rovescia che &eacute; l'Italia corporativa, a proposito delle nuove liberalizzazioni di Bersani, <br /><strong>capita che le corporazioni diano lezioni di liberismo e </strong><strong><em>customare care</em></strong><br /><br /><em>Questo provvedimento [...] potr&agrave; produrre effetti negativi per il consumatore in termini di prezzi e qualit&agrave;</em><br />Facciadibronzo: <a href="http://www.ania.it/sala_stampa/comu_conf/vediComunicato.asp?id=242" rel="self">Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici</a>.<br /><br /><em>Le misure che riguardano il nostro settore [i benzinai] non portano alcun vantaggio alla collettivit&agrave;, [...] sono destinate al contrario a [...] mortificare la diversificazione e del livello qualitativo dei servizi offerti ai consumatori. [...] L&rsquo;effetto sar&agrave; quello di consegnare il mercato ed i consumatori ad un monopolio &ldquo;perfetto&rdquo;[...] . Con buona pace della concorrenza, di certe sedicenti associazioni dei consumatori e degli apprendisti stregoni di un supposto e invece negato libero mercato</em>.<br />Facciadibronzo: <a href="http://www.figisc.it/informazione_dett.asp?InforID=554" rel="self">Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti</a><strong><br /></strong><strong><br />Capita che coloro che non hanno mai liberalizzato quando potevano farlo, ora predichino </strong><strong><a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/liberalizzazioni-1/parla-bersani/parla-bersani.html" rel="self">benaltre</a></strong><strong> liberalizzazioni.<br /><br /></strong><em>La montagna ha partorito il topolino [..] E' da l&igrave; che bisogna partire per vere liberalizzazioni e privatizzazioni, non dai barbieri o dagli edicolanti</em><br />Facciadibronzo: <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/liberalizzazioni-1/fini-topolino/fini-topolino.html?ref=hpsez" rel="self">Gianfranco Fini, ex-vicepresidente del consiglio</a><br /><strong><br /></strong><em>Tanto rumore per nulla. Solo una pletora di provvedimenti che servono soltanto a gettare fumo negli occhi degli italiani<br /></em>Facciadibronzo: <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/liberalizzazioni-1/fini-topolino/fini-topolino.html?ref=hpsez" rel="self">Antonio Tajani</a><br /><br /><em>Sono micro misure insufficienti<br /></em>Facciadibronzo: <a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_10096.htm" rel="self">Benedetto della Vedova</a><br /><br /><em>Liberalizzazioni sono pannicelli caldi<br /></em>Facciadibronzo: <a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_10098.htm" rel="self">Renato Brunetta</a><br /><br /><em>Liberalizzazioni cinica operazione demagogica</em><br />Facciadibronzo: <a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_10095.htm" rel="self">Maurizio Sacconi</a><br /><br /><strong>Queste facce di bronzo andrebbero seppellite sotto una lenzuolata di pernacchie.</strong><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>incostituzionale eppure...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-01-26T09:48:26+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/paper-incostituzionale.html#unique-entry-id-212</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/paper-incostituzionale.html#unique-entry-id-212</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/01_Gennaio/25/martirano.shtml" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry212_1.jpg" width="403" height="46"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Ed ora io cosa ne faccio del mio <a href="workingpapers/whyprosecutors/whyprosecutors.html" rel="self" title="Why prosecutors cannot appeal acquittals">paper</a>? Potrei chiudere il post in questo modo.<br /><br />Sullo scorcio dell'ultima legislatura, il governo Berlusconi pass&ograve; la cosidetta <a href="http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=33255&idCat=120" rel="self">legge Pecorella</a>. Una delle tante leggi vergogna approvate, si &eacute; sempre detto. In soldoni la legge Pecorella  (46/2006) dice che in caso di assoluzione in primo grado, un imputato non pu&ograve; essere portato dal Pubblico Ministero in appello. Sappiamo tutti perch&eacute; fu fatta: Berlusconi era stato assolto in alcuni processi in primo grado per il rotto della cuffia e con questa legge chiudeva finalmente i suoi conti con la giustizia. <strong>Questo il grave vulnus della legge. Di essere stata pensata </strong><strong><em>ad personam Berlusconi</em></strong><strong>.</strong> Questo il motivo per cui la si &eacute; fatta rientrare nel novero delle leggi vergogna. C'&eacute; molto da vergognarsi infatti, quando l'avvocato Pecorella che ti difende nel processo, presiede in contemporanea la commissione giustizia della camera dal cui scranno propone una legge ritagliata a misura per il proprio processo, alla cui votazione le truppe cammellate del polo si presentarono in rigoroso ordine all'obbedienza del capo che altrimenti rischiava la galera.<br /><br />Accantonato (per ora) il problema Berlusconi e l'uso improprio che ha fatto della democrazia e del parlamento, <strong>in un paese civile si potrebbe discutere sui meriti di questa legge</strong> che peraltro &eacute; stata fortemente voluta e sostenuta da un <a href="http://www2.unicatt.it/pls/catnews/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=12186" rel="self">maestro</a> del diritto penale, le cui intenzioni non erano certo dettate dai piccoli interessi da famigli politici. Essa infatti introduce un principio assodato nei paesi di tradizione di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Common_law" rel="self">common law</a>, che prevede che <em>nor shall any person be subject for the same offense to be twice put in jeopardy of life or limb</em> come recita il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fifth_Amendment_to_the_United_States_Constitution" rel="self">V emendamento della costituzione americana</a>. <strong>Nessuno deve essere mai esposto al pericolo di essere triturato due volte dalla macchina processuale,</strong> qualora esso risulti innocente la prima volta.<br /><br />Che ne pensate? fatti gli opportuni aggiustamenti, ed inserito in un contesto adeguato, a me sembra un principio degno di una democrazia matura e liberale. Quando qualcuno si decider&agrave; finalmente a mettere mano in maniera organica, e non con gli interventi <em>ad personam</em>, al sistema giustizia italiano che versa nello stato penoso in cui sappiamo, questo principio sarebbe uno di quelli da rispolverare e reintrodurre con convinzione  nei meccanismi di giustizia di una democrazia orgogliosa dei propri principi.<span style="font-size:12px; "><br /><br /></span>Per ora non vi resta da fare che giocare con il mio <a href="workingpapers/stigma/stigma.html" rel="self" title="Model">modello</a> (se non funziona dovete installare <a href="http://java.com/en/download/index.jsp" rel="self">Java</a>. Le istruzioni su come usare il modello invece sono <a href="workingpapers/instructions/instructions.html" rel="self" title="instructions for the model">qui</a>) e farmi sapere cosa ne pensate.<span style="font-size:12px; "><br /></span><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Decalcificare il conflitto</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-01-24T14:21:00+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mediaset-legacalcio.html#unique-entry-id-211</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mediaset-legacalcio.html#unique-entry-id-211</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/sport/calcio/mediaset-cita-lega/mediaset-cita-lega/mediaset-cita-lega.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 9" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry211_1.jpg" width="336" height="74"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Fino a pochi mesi fa questo avrebbe dovuto leggersi come:<br /><strong>Confalonieri</strong> si complimenta con <strong>Galliani</strong> per il successo dei decoder approvati dal governo <strong>Berlusconi</strong>.<br /><br />Sono cambiate un po' di cose nel frattempo... ma nemmeno troppe...<br /><br />E da queste parti ancora si aspetta la legge sul conflitto di interessi. Quella seria.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Chi non capisce u&#x27; &#x3c;i&#x3e;Tube&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-01-23T13:19:23+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/d2c12cfffd4376177f9e56c669732273-210.html#unique-entry-id-210</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/d2c12cfffd4376177f9e56c669732273-210.html#unique-entry-id-210</guid><content:encoded><![CDATA[Il ministro Dipietro ha messo oggi su <em>YouTube</em> il suo racconto del consiglio dei ministri. Di Dipietro si sono sentite in questi anni le pi&ugrave; colorite e variopinte opinioni. Molti a destra, ma anche a sinistra lo hanno guardato con molta puzza sotto al naso per via di quell'aria un po' contadina e sempliciotta di cui lui peraltro va (giustamente) orgoglioso. Altri lo hanno crocifisso al legno del garantismo, anche se gli strali provenienti da destra sono stati sempre e comunque pretestuosi (il cosidetto garantismo a senso unico). <br /><br />Una cosa che ci preme rimproverare al ministro &eacute; quella di non scegliersi mai troppo bene le persone con cui si accompagna. Ricordiamo l'unico deputato conquistato nel 2001 passato solertemente alla destra e poi l'impresentabile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_De_Gregorio" rel="self">De Gregorio</a> che non pochi guai sta combinando a danno dell'attuale maggioranza. <br /><br />Ma tant'&eacute;. Finita la fregola di fare le pulci al ministro, quasi dovessimo anche noi distanziarci per delle inspiegabili <em>pruderie</em>, va detto che Dipietro ci &eacute; sempre sembrato una persona perbene. Uno dei pochi a cui lasciare le chiavi della propria auto (al pi&ugrave; la si troverebbe un po' sporca del fango delle masserie molisane ;-)). <br /><br />Anche la conclusione del video, dove sente di dover giustificare questa sua discesa nell'agone tecnologico di YouTube con la necessit&agrave; di spiegare che "il consiglio dei ministri &eacute; fatto di persone che cercano di fare il loro dovere con tutta la buona fede possibile" ci &eacute; parsa abbastanza impacciata da risultare genuina.<br /><br />Niente male per essere il contadino della politica. Ha preso la corsia di sorpasso (visto che ora si occupa di infrastrutture) ed ha superato brillantemente la destra televisiva ferma da dodici anni all'agiografia dell'unto del signore ed il centrosinistra impantanato nella babele della finanzaria e negli infiniti e quotidiani errori di comunicazione. <br /><br />Complimenti ministro! Questa volta sono gli altri, che non hanno capito<em> u' Tube.</em><br /><br /><p style="text-align:center;"><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5xRR2iDfvoE"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/5xRR2iDfvoE" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object></p>]]></content:encoded></item><item><title>Hi hi h-iphone</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-01-22T10:13:54+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/iphone%20.html#unique-entry-id-209</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/iphone%20.html#unique-entry-id-209</guid><content:encoded><![CDATA[Come tutto il mondo ormai sapr&agrave;, la apple ha presentato un telefono che verr&agrave; rilasciato sul mercato tra non meno di sei mesi e di cui si conosce ancora tuttosommato assai poco. Tutti per&ograve; si sono gi&agrave; fatti un idea ben precisa.<br /><br />Steve Jobs, della Apple dice che &eacute; una rivoluzione (e ci mancherebbe non lo dicesse) anzi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=s_f-KK140vM" rel="self">tre</a>. Con lui sono tutti i maczeloti e molti analisti finanziari.<br /><br />Steve Ballmer, della Microsoft dice che &eacute; una<a href="http://www.youtube.com/watch?v=C5oGaZIKYvo" rel="self"> s&ograve;la</a> (e ci mancherebbe non lo dicesse). <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/01/10/due-cose-aggiuntive-su-iphone-e-sui-commenti/" rel="self">Suzukimaruti</a> &eacute; d'accordo con Ballmer. <br /><br />Noi non si sa che dire. Certo se promette di fare tutte le cose del video qui sotto, lo comperiamo....<br /><br /><p style="text-align:center;"><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1xXNoB3t8vM"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/1xXNoB3t8vM" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>climax</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-01-21T11:01:56+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/climax.html#unique-entry-id-208</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/climax.html#unique-entry-id-208</guid><content:encoded><![CDATA[In questi giorni &eacute; un crescendo di titoli ed allarmi. Ne parlano tutti. Persino i verdi ed il <a href="http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=blog&func=comments&id=61" rel="self">ministro dell'ambiente</a>.  Fatto che in Italia non &eacute; affatto scontato. Del clima, dei suoi cambiamenti. Un climax di spavento ed immobilismo. Sar&agrave; che anche oggi si gira a Roma senza la giacca quando questi dovrebbero essere i giorni pi&ugrave; freddi dell'anno. Ci si comincia a cagare sotto insomma. Peraltro si chiacchera molto e si quaglia davvero poco.<br /><br />Ci tocca credere che l'ENEL &eacute; un campione di <a href="http://enel.it/ambiente/" rel="self">sostenibilit&agrave;</a>. Che grazie al carbone pulito che verr&agrave;, la terra non sta subendo alcun cambiamento. Che in pochi anni la prodzione di eolico &eacute; aumentata di 80 volte (probabilmente sono passati da 1 a 80 mulini in tutta Italia)<br /><br />Intanto siamo in ritardo con i nostri <a href="http://ec.europa.eu/environment/climat/pdf/kyotoreport_en.pdf" rel="self">impegni su Kyoto</a>, nonostante siamo sempre pronti a fare la predica a quelli che l'accordo non l'hanno sottoscritto.<br /><br />Infine, della <a href="http://www.unioneweb.it/2005/11/24/prodi-pannelli-solari/" rel="self">promessa</a> di Prodi di voler ricoprire l'italia di pannelli solari non vediamo traccia. Speriamo sia il solito <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070120_37692.html" rel="self">problema</a> di comunicazione...<br /><br />Per chi vuole fare la sua piccola parte, da queste parti abbiamo scritto (<a href="files/ma-in-compenso.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Ma in compenso...">qui</a>, <a href="files/carbon-offset.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Solo carbone per Natale">qui</a> e <a href="files/aumenti-costi-voli-inquinamento.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche gli sporcaccioni dell&#39;aria piangano">qui</a>) sulla possibilit&agrave; di conpensare le proprie emissioni e diventare cosi <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_offset" rel="self">carbon neutral</a></em>. C'&eacute; anche il sito in Italiano <a href="http://www.impattozero.it/" rel="self">ora</a>. Buona compensazione a tutti<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Coazione a riperdere</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-01-18T10:40:31+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coazione-perdre-portafoglio.html#unique-entry-id-207</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coazione-perdre-portafoglio.html#unique-entry-id-207</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="14095kidwallet" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry207_1.jpg" width="159" height="219"/></div>Vi capita mai di perdere il portafoglio?  A me capita almeno due volte alla settimana. Domenica scorsa ad esempio. Lo scrigno delle mie immense fortune se ne &eacute; rimasto bello nascosto in macchina per un giorno intero. Nonostante una mia subitanea iniziale perlustrazione visiva. <br />Ed io li a pensare al benzinaio che aveva sicuramente infilato la mano in macchina in un momento di mia distrazione. Ed oggi. Il bel figuro si &eacute; sospeso nell'intercapedine tra due vestiti appesi, dopo che aveva deciso di sfilarsi dai pantaloni ripiegati come mamma insegna ed appesi al porta abiti. E gi&ugrave; io a pensare a chi mi stava seduto accanto ieri in treno, a quanto sono incauto ogni volta che mi alzo dal posto senza portarmi appresso tutte le armi e tutti i bagagli. Credo di dovere delle scuse all'umanit&agrave;. La incolpo almeno due volte a settimana di crimini che sistematicamente non ha commesso.<br /><br />Eppure non ce la faccio a correggere. E davvero ne ho provate diverse. Il portafoglio pi&ugrave; grande, con tanto di portamonete, cos&igrave; ne avverto il peso e l'ingombro. Il portafoglio pi&ugrave; piccolo, un portacarte minimalista, cos&igrave; non ho la necessit&agrave; di sfilarlo dalla tasca in continuazione in cerca di un po' di ristoro e conforto. Riporlo nello zaino? nel cappotto? nei pantaloni? nella borsa di lucia? nella borsa mia? nella giacca sportiva? nella giacca dell'abito? Niente da fare, sono indifferente ad ognuno di questi luoghi nel senso che lo ripongo puntualmente ed indifferentemente in ciascuno di essi. Salvo poi ricordare la locazione solo al costo di faticosi sforzi mnemonici degni di una seduta di psicoanalisi (dove eri in quel momento? di che cosa avevi bisogno? riesci a raffigurarti l'ultima azione? che cosa stavi facendo? che cosa stavi pensando? hai mai pensato in seguito che ti potesse servire?).<br /><br />Peralto l'angoscia che assale al momento in cui si nota l'assenza sospetta dell'oggetto squadrato e rigonfio non funziona da viatico al prestare pi&ugrave; attenzione a dove lo si ripone. Perch&egrave; non funziona?  Non certo perch&eacute; non si sia indifferenti alla ricchezza in esso contenuta. Al contrario, non solo l'angoscia non funziona da antidoto, ma forse si incespica in una specie di coazione a ripetere: oddio adesso cosa faccio; quanti ipod si compereranno con la mia carta di credito? quali crimini commetteranno con la mia identit&agrave; rubata? come si spenderanno i miei punti della GS? su quale linea della metro viaggeranno con il mio carnet di biglietti? Che pesante l'angoscia dello smarrimento; che gioia il ritrovamento;<br /> che altisonante la promessa fatta a se stesso di prestarvi pi&ugrave; attenzione per il futuro. Ed invece si ricomincia da capo. Almeno due volte alla settimana.<br /><br />Che fare? In passato ho spesso seriamente pensato di adottare quell'accessorio punk che lega saldamente l'angolo del suddetto alla cinghia rinforzata dei pantaloni attraverso una metallica catena che penzola a lato. A prova di scippo violento altrui e  di colpevole sbadataggine mia. Sembra che il metodo abbia dei limiti estetici, ma sia alquanto efficace. Ma la tecnologia forse ci verr&agrave; in aiuto con una versione pi&ugrave; moderna della catena punk. <strong>Sarebbe fantastico avere un portafoglio satellitare</strong>. Un <em><a href="http://www.halfbakery.com/idea/The_20wallet_20G_2eP_2eS_2e" rel="self">wallet GPS</a></em> se vi suona meglio. Non ritrovi pi&ugrave; il portacarte? Niente paura; dal telefonino lo rintracci sulla mappa di casa. Di pi&ugrave;, si potrebbe settare l'allarme in modo tale che se esso si allontana per pi&ugrave; di due metri dal cellulare (o dal chip impiantanto nell'orologio, nell'orecchino, nel dente 'oro), questo comincia a suonare. Che ne dite? Io non vedo altre soluzioni e fino al rilascio in commercio della <strong><em>neo-punk GPS virtual chain</em></strong><em> </em>(cosi penso dovrebbe chiamarsi il prototipo) sar&ograve; inesorabilmente condannato a rivivere l'angoscia ed accusare l'umanit&agrave; almeno due volte alla settimana.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La matematica secondo Repubblica /3</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-01-12T13:16:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/matematica-secondo-repubblica.html#unique-entry-id-205</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/matematica-secondo-repubblica.html#unique-entry-id-205</guid><content:encoded><![CDATA[Che quelli di Repubblica non vadano forte in matematica lo si era  gi&agrave; sommessamente notato <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/e4f6c66ca77a81480952d37d03cdb7c1-136.html" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/trento-siena-qualita-della-vita.html" rel="self">qui</a>. Ma nel <a href="http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/scuola_e_universita/servizi/laureetriennali/lauree-troppo-veloci/lauree-troppo-veloci.html" rel="self">pezzo</a> di oggi si raggiungono vette sublimi: <br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/scuola_e_universita/servizi/laureetriennali/lauree-troppo-veloci/lauree-troppo-veloci.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 4" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry205_1.jpg" width="448" height="58"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;"><strong>99 studenti su 100, praticamente il 90% del totale.... </strong>Ora, se un bravo giornalista, per spiegarci che per ogni 79856468 Caio, ci fossero ben 74266515 Sempronio, ci avesse voluto facilitare la lettura dicendoci che il secondo numero &eacute; all'incirca il 90% del primo numero, avremmo sommessamente ringraziato il giornalista per la cortesia di evitarci il calcolo tedioso. Ma il simbolo "%" vuole proprio dire ancora "per cento". E novantanove studenti su cento, fanno ancora 99 studenti su 100. Ma tant'&eacute;.<br /><br />A parte il simpatico svarione,  l'articolo merita la lettura per capire il degrado di certe sacche della nostra universit&agrave; la cui soluzione, si ritiene da queste parti, potrebbe essere ottenuta semplicemente con <a href="files/proliferazione-atenei-abolire-valore-legale.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Contro la proliferazione degli atenei, la liberalizzazione del titolo">l'abolizione del valore legale del titolo di studio</a>.<br /><br />In chiusura mi sorge un dubbio, che il giornalista di repubblica sia uno dei primi neo-dottori della rinnomata Universit&agrave; telematica "Guglielmo Marconi" oppure magari della prestigiosa Lum "J. Monnet" di Casamassima in Puglia citati dall'articolo...<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Ma in compenso...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-01-12T11:01:51+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ma-in-compenso.html#unique-entry-id-204</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ma-in-compenso.html#unique-entry-id-204</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200701_P12-14_Volo.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200701_P12-14_Volo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry204_1.jpg" width="128" height="177"/></a></div><strong>Volo ed inquino, ma in compenso....</strong> Queso &eacute; il titolo azzeccato che il mio editor ha appioppato all'<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200701_P12-14_Volo.pdf" rel="self" title="MA in compenso">ultimo pezzo scritto</a> per cooperazione tra consumatori (La mia proposta giustamente cassata suonava orribilmente: Un Kyoto per tutti). Il pezzo cerca di mettere insieme le poche cose che credo di aver capito dei meccanismi di compensazione delle emissioni di cui avevo gi&agrave; parlato anche qui sul blog (<a href="files/aumenti-costi-voli-inquinamento.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche gli sporcaccioni dell&#39;aria piangano">1</a>, <a href="files/carbon-offset.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Solo carbone per Natale">2</a>). <br /><br />Roberto Dallabona segnala poi che esiste anche un sito italiano dove si possono acquistare i crediti di emissione: <a href="http://www.impattozero.it/" rel="self">Impatto Zero</a>. Si possono compensare le proprie emissioni per i viaggi in automobile, in aereo, l'impatto della propria casa e persino la realizzazione della tesi di laurea. La cosa interessante &eacute; che le aziende possono  compensare attivit&agrave; specifiche: ad esempio la <a href="http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/editoria.asp" rel="self">pubblicazione di un libro</a>, o l'attivit&agrave; di <a href="http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/comunicazione.asp" rel="self">consulenza</a>. La compensazione avviene soprattutto attraverso programmi di riforestazione in CostaRica ed in Italia. Buona compensazione a tutti allora...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ben altri Safari</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-01-12T10:49:52+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ben-altri-safari.html#unique-entry-id-203</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ben-altri-safari.html#unique-entry-id-203</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry203_1.jpg" width="83" height="85"/></div>Eccoci qui. Rientrati al campo base. Davanti a questo schermo e a questo <a href="http://www.apple.com/macosx/features/safari/" rel="self" title="Safari">browser</a>, ma con in testa ben altri <em>safari...<br /><br /></em>Presto seguiranno foto e filmini, per gli amici che si vorranno far tediare dalle immancabili foto delle vacanze... Estote Parati!<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Annuncio temporanea sospensione attivit&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-12-26T12:04:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/annuncio-sospensione-attivita.html#unique-entry-id-202</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/annuncio-sospensione-attivita.html#unique-entry-id-202</guid><content:encoded><![CDATA[Causa letargia post-natalizia; causa contro-sciopero giornalistico; causa riflessione ex-post messaggio papale; causa riflessione ex-ante messaggio presidenziale; causa attesa spasmodica venuta pressante signora befana; causa varia ed eventuale; le attivit&agrave; del presente blog sono sospese sino al 10 gennaio. Qualora qualcuno ci cercasse, provi a rintracciarci <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&q=Republic+of+South+Africa&ie=UTF8&z=6&ll=-29.573457,24.65332&spn=12.214737,23.620605&t=k&om=1" rel="self">qui</a>. <br /> <br />]]></content:encoded></item><item><title>Solo carbone per Natale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-12-21T14:42:38+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/carbon-offset.html#unique-entry-id-200</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/carbon-offset.html#unique-entry-id-200</guid><content:encoded><![CDATA[&Egrave; vero che il carbone lo porta la Befana. Ma noi la possiamo anticipare e per Natale portare in dono anche noi un po' di carbone. &Eacute; davvero un simpatico <strong>regalo di Natale quello di cui stiamo parlando</strong>. No, non ci siamo rincoglioniti. E quelli di voi che ancora non hanno esaurito la lista dei regali farebbero bene a prendere nota. E non preoccupatevi, non c'&eacute; nessun carbone nero e fuligginoso da portare in pacco ai vostri cari. <br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry200_1.jpg" width="109" height="91"/></div><strong>Si tratta invece di regalare dei crediti di emissione di anidride carbonica</strong>.  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_offset" rel="self">Carbon offset</a> in inglese. L'umanit&agrave; produce troppa anidride carbonica lo sappiamo. Ognuno di noi ne produce troppa. Mentre andiamo in macchina, mentre riscaldiamo le nostre abitazioni o prendiamo l'aereo. Ci sono dei modi per riassorbire queste nostre emissioni. Piantando alberi ad esempio. O producendo energia elettrica con fonti alternative (che sostituiscono quelle combustibili). Riducendo infine le emissioni di altri. Per Natale quindi, possiamo regalare un credito di anidride carbonica. Dietro a questo credito, da acquistare online, ci sono delle organizzazioni che si impegnano a ridurre le emissioni per conto nostro attraverso i modi di cui abbiamo parlato. <br /><br />Si puo regalare la neutralizzazione dell'<a href="http://www.carbonfund.org/site/pages/land/car_climate_tags" rel="self">impatto annuale dell'automobile</a> degli amici, oppure la neutralizzazione delle attivit&agrave; delle <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">vacanze natalizie</a>. La neutralizzazione dell'intero impatto di una <a href="http://www.terrapass.com/home/index.php?show=1" rel="self">abitazione per tutto l'anno</a>, o la neutralizzazione dell'impatto del <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">cenone di capodanno</a> speso con gli amici. Ce ne &eacute; per tutti i gusti e per tutte le tasche. <br /><br />E se &eacute; vero che <em>In fondo poi la </em><em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self">gente si sa che cosa vuole, </a></em><em> </em>questo &eacute; il regalo migliore perche in futuro possa continuare ad avere<em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self"> Natale con la Neve</a></em>...<br /><br />Per gli scettici, si legga <a href="http://www.ecobusinesslinks.com/carbon_offset_wind_credits_carbon_reduction.htm" rel="self">qui</a>. I crediti si possono acquistare ad esempio <a href="http://www.climatecare.org" rel="self">qui</a>, <a href="http://www.carbonfund.org" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.terrapass.com/" rel="self">qui</a>. <br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Risalire la china</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-12-19T10:43:05+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/risalire-la-china.html#unique-entry-id-199</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/risalire-la-china.html#unique-entry-id-199</guid><content:encoded><![CDATA[<strong><br />20 novembre 1996. </strong>Corriere della Sera. LA BATTAGLIA SULLA FINANZIARIA. L' INTERVISTA " <strong>Promesse mancate</strong>, colpite le imprese " Tronchetti: con il contributo del Polo si e' riusciti persino a peggiorare la manovra. " <strong>Altro che Europa</strong>, questa legge serve solo a non farci sbattere la porta in faccia dai par- tner "<br /><strong><br />21 novembre, 1996. </strong>Corriere della Sera. LA BATTAGLIA SULLA FINANZIARIA. Il presidente del Consiglio in un'intervista al Gr2 nega che l' <strong>esecutivo sia sbilanciato a sinistra</strong> e critica la Confindustria Prodi: mi dimetto se non si va in Europa<br /><strong><br />30 novembre 1996. </strong>Corriere della Sera. Berlusconi di nuovo all' attacco: "<strong> Il premier ci porta a un regime</strong>"<br /><strong><br />2 dicembre 1996. </strong>Corriere della Sera. VISTO DA LONDRA L' Economist: "<strong>sorry Romano, la nostra luna di miele e' finita</strong>"<br /><strong><br />4 dicembre 1996. </strong>Corriere della Sera. L' OPINIONE Non raccontiamo storie: <strong>l' economia e' in ginocchio</strong><br /><strong><br />11 dicembre 1996. </strong>Corriere della Sera ECONOMIA & CONGIUNTURA L' affondo della Confcommercio: il prossimo anno spenderemo 11500 miliardi in meno per colpa di Finanziaria ed Eurotassa Consumi, arriva il grande freddo Bill&egrave; : <strong>e grazie alla manovra il ' 97 andra' peggio</strong>.<br /><strong><br />13 dicembre 1996. </strong>Corriere della Sera.. Duro intervento del presidente della Fiat, secondo cui <strong>il Paese non crede piu' in se stesso</strong>. "L' Osservatore Romano" : permane un clima plumbeo Romiti: l' Italia vive un momento tragico "La gente e' disorientata, vede una classe poli- tica incerta e senza personalita" <strong>Fossa attacca le "profezie casalinghe" di Prodi</strong>: "Vedremo se con questa Finanziaria si entrer&agrave; in Europa". Marzano: "ora danno ragione a Berlusconi".<br /><strong><br />8 febbraio 1997. </strong>Corriere della Sera. Il<strong> capo del governo: esami solo nel ' 98</strong>. Ciampi: si studia l' anticipo della Finanziaria. Bene i mercati Prodi: in Europa con i primi Ma Dini: "un anno in piu' avrebbe fatto como- do a tutti". Lira in recupero sul marco.<br /><strong><br />13 maggio 1997. </strong> Corriere della Sera. I dieci Paesi ammoniti dalla Commissione. All' Italia si chiede di sostituire i provvedimenti una tantum con misure strutturali Ciampi: "il deficit sar&agrave; ben sotto il 3 % del Pil" Duello sui conti pubblici. Il ministro ottiene una pagella pi&ugrave; morbida dall' Europa. A giugno il piano di convergenza, promette il ministro del Tesoro. <strong>Prodi: non ho dubbi, si entra</strong><br /><strong><br />4 agosto, 1997. </strong>Corriere della Sera. L' OSSERVATORIO <strong>Prodi ha conquistato anche gli elettori leghisti.</strong> Ma in autunno dovr&agrave; impegnarsi sul tema che sta pi&ugrave; a cuore agli italiani:l' occupazione<br /><strong><br />16 settembre, 1997. </strong>Corriere della Sera. <strong>Piazza Affari, balzo del 3, 5 % . Volano i Btp. Perde quota il dollaro, la lira si rafforza. Euro pi&ugrave; vicino, i mercati festeggiano</strong><br /><strong><br />10 ottobre 1997. </strong> Corriere della Sera. <strong>Industria, soffia il vento della ripresa.</strong> Ordini a luglio pi&ugrave; 12, 1 % . Gli imprenditori: "non &egrave; un balzo occasionale". A tirare &egrave; ancora l' auto Confindustria: "sono tornati a salire la domanda e i consumi interni".<br /><strong><br />9 febbraio, 1998. </strong>Corriere della Sera. L' OSSERVATORIO. <strong>Aumenta la popolarita' del governo</strong>. Neppure un sexgate lo scalfirebbe<br /><em><br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Chicago Economics</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-12-19T09:20:56+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chicago-economics.html#unique-entry-id-198</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chicago-economics.html#unique-entry-id-198</guid><content:encoded><![CDATA[Per gli amici interessati all'argomento, ecco un <a href="http://www.inthesetimes.com/site/main/article/2897/" rel="self">articolo</a> molto ben fatto sull'Economia che si insegna a Chicago (e nel resto del mondo).<br /><br /><em>Conservatives have long critiqued academia for the ways professors use their position to indoctrinate students with left-wing ideology, but the left has largely ignored the political impact of the way people learn economics, though its influence is likely far more profound.<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Il derby del cuore...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-12-18T10:05:08+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/trento-siena.html#unique-entry-id-196</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/trento-siena.html#unique-entry-id-196</guid><content:encoded><![CDATA[Che quelli di Repubblica abbiano qualche difficolt&agrave; con i conti lo si era <a href="files/e4f6c66ca77a81480952d37d03cdb7c1-136.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:La matematica dell&#39;opinione vaga o la vaga opinione della matematica? ">gi&agrave; capito</a>.<br /><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/cronaca/classifica-sole-siena/classifica-sole-siena/classifica-sole-siena.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 5" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry196_1.jpg" width="304" height="68"/></a><br /><br />E sin qui tutto bene! Complimenti a Siena. Peraltro, per i due anni in cui ci si &eacute; vissuti anche noi, da queste parti possiamo confermare le ottime cose della citt&agrave; di cui ci siamo perdutamente invaghiti e romanticamente innamorati. Ci incuriosisce invece il seguente passaggio:<br /><br /><em>Ottima la prestazione della Toscana, che &egrave; la regione pi&ugrave; rappresentata ai vertici, con anche Firenze e Grosseto rispettivamente ottava e decima. Premiata decisamente anche la regione del Trentino Alto-Adige (che fa l'en plein con Bolzano terza e Trento quarta).<br /><br /></em>Ora, da trentini (emigrati) impettiti ed un po' puntigliosi, ci sembra di ricordare che la regione Trentino Alto-Adige conti due province mentre la regione Toscana ne conti <a href="http://www.comuni-italiani.it/09/province.html" rel="self">dieci</a>. Diciamo quindi che il 100% del Trentino &eacute; rappresentato nelle prime dieci posizioni mentre solo il 30% delle province toscane lo sia. Vogliamo calcolare la posizione regionale pesando per il numero di province  e per le posizioni in classifica? Dobbiamo aspettare la classifica completa per farlo ma ad occhio e croce  non c'&eacute; partita. <br /><br /> Scusateci per la precisazione antipatica, ma <em>quanno ce vo' ce vo' . </em>Ok lo so, questo &eacute; romano. In trentino dovrebbe suonare:<em> quando ghe se la vol, ghe se la vol!. </em>In senese? questo ci viene pi&ugrave; difficile.  Proviamo cosi: <em>Sicch&eacute; 'ulla vedr&agrave;iii, se lla ci si bisogna, lla ci si bisogna. E per&ograve; noi si ha il Palio vedraaaaiiiii<br />...</em><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>I tributi del tempo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2006-12-17T12:37:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/time-tributo.html#unique-entry-id-195</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/time-tributo.html#unique-entry-id-195</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="ap_9423726_10240" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry195_1.jpg" width="149" height="194"/><br /><br />Time, tributo all<a href="http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/time-persona-2006/time-persona-2006/time-persona-2006.html" rel="external">'internauta </a>o tributo alla <a href="http://www.apple.com/imac/gallery/" rel="self">Apple</a>?<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Se ci piace la mela verde</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-12-16T10:08:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/la-mela-verde.html#unique-entry-id-194</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/la-mela-verde.html#unique-entry-id-194</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.greenmyapple.org/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="ilovemymac150x150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry194_1.gif" width="156" height="156"/></a></div>Ad amici e conoscenti &eacute; nota la deriva quasi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nerd" rel="self">nerd</a> del sottoscritto per <strong>le mele di Cupertino</strong>. Da queste parti, dei prodotti della mela, si pensa un discreto bene perch&eacute; offrono un'esperienza di uso piacevole, facile ed immediata, perch&eacute; sono sicuri da usare e perch&eacute; sono belli da vedere. Tuttavia c' una cosa che vorremmo pi&ugrave; di qualsiasi altra per continuare ad andare compiaciuti delle mele che consumiamo con tanta passione. <strong>Che le mele diventino pi&ugrave; verdi.</strong> <br /><br />Greenpeace sta portando avanti <a href="http://www.greenmyapple.org/" rel="self">un'ottima campagna</a> di pressione su Apple per ottenere risultati concreti sui seguenti punti:<br /><br />- <strong>L'eliminazione di composti tossici</strong> come il PVC ed alcuni metalli pesanti<br />- L'attivazione di estesi <strong>programmi di riciclaggio</strong> per le macchine a fine ciclo<br />- Il prolungamento del <strong>ciclo di vita</strong> delle macchine<br /><br /><strong>Perch&eacute; prendersela proprio con Apple?</strong> <a href="http://www.greenmyapple.org/questions.html" rel="self">Greenpeace</a> offre almeno due buone ragioni che non possiamo non condividere: <br /><br />-Perch&eacute; Apple <a href="http://www.greenpeace.org/international/campaigns/toxics/electronics/how-the-companies-line-up" rel="self">sta facendo peggio di altri suoi concorrenti</a> riguardo a quasi tutti gli accorgimenti suggeriti per rendere i suoi prodotti pi&ugrave; sostenibili<br />-Perch&eacute; Apple &eacute; la trendsetter. Perch&eacute; si vanta di stare davanti agli altri in pulizia (di design). Perch&eacute; se comincia lei, le altre seguiranno (in realt&agrave; ora la precedono).<br /><br />A noi la campagna di Greenpeace piace davvero. Punta ad un'azienda simbolo per educarne cento (come le BR ma con le pistole dell'umorismo). Lo fa in maniera <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA26549/index.shtml" rel="self">decisa</a> ma anche molto <a href="http://www.greenmyapple.org/procreate.html" rel="self">creativa.</a> Siccome a noi piacciono davvero le mele, e vorremmo continuare ad apprezzarle, facciamo  anche noi <a href="http://www.greenmyapple.org/mact-write.html" rel="self">la nostra piccola parte</a> nella campagna.<br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Contro la crisi dell&#x27;azienda</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-12-15T09:53:32+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/alitalia-sciopero.html#unique-entry-id-192</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/alitalia-sciopero.html#unique-entry-id-192</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry192_1.jpg" width="320" height="107"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Sciopero. Di un'azienda gi&agrave; ampiamente nel baratro finanziario. Del personale tra i pi&ugrave; pagati dalle compagnie europee (e quindi tra i pi&ugrave; pagati al mondo). Di venerd&igrave;, quindi a ponte con il  weekend. Gi&agrave;! &Eacute; evidentemente<br /> uno sciopero <strong>contro la crisi dell'azienda.</strong></p>]]></content:encoded></item><item><title>La tesi di dottorato</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-12-12T13:04:14+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/tesi%20di%20dottorato.html#unique-entry-id-190</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/tesi%20di%20dottorato.html#unique-entry-id-190</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><img src="http://www.matteorizzolli.net/assets/tesi.gif" ><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Abbronzatura naturale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-12-11T19:45:43+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/pannelli-solari-mirtillo.html#unique-entry-id-189</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/pannelli-solari-mirtillo.html#unique-entry-id-189</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/solare/cellule-mirtillo/cellule-mirtillo.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 6" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry189_1.jpg" width="391" height="115"/></a><br /><br />Dopo l'olio di colza, quello di avocado, carota e mallo di Noce, ecco l'ultimo ritrovato della natura per scaldarsi al meglio sotto i raggi del sole..<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Non si &#xe9; pi&#xf9; tornati a casa</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-12-07T11:06:05+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/erasmus-non%20-si-torna-piu.html#unique-entry-id-188</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/erasmus-non%20-si-torna-piu.html#unique-entry-id-188</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="socr_eras_logo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry188_1.gif" width="167" height="107"/></div>Dopo i numeri freddi e non eccessivamente confortanti della <a href="files/erasmus-almalaurea.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:L&#39;Erasmus e la scommessa della vita">scorsa settimana</a>, oggi finalmente si parla del <a href="http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/erasmus-day/celebrazioni-erasmus/celebrazioni-erasmus.html" rel="self">volto umano dell'Erasmus</a>.<br /><br />C'&eacute; motivo per festeggiare. Sono 20 anni che il progetto d&agrave; l'occasione ai ragazzi d'Europa di muoversi. Un milione e mezzo di noi ha partecipato al programma. Ad un costo peraltro irrisorio per le finanze degli stati membri. Tutti noi che in Erasmus ci siamo andati, sappiamo che i 150 euro al mese che passa il convento, non sono davvero risolutori.  Da accettate pi&ugrave; che altro come il piccolo premio simbolico riconosciuto a chi si &eacute; buttato in questa bella avventura. Eppure i risultati sono enormi. Per le <a href="http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/erasmus-day/celebrazioni-erasmus-storie/celebrazioni-erasmus-storie.html" rel="self">storie personali</a>, con i tutto sommato grami vantaggi occupazionali ma soprattutto con le splendide esperienze di vita. Ma anche per le Storia con la s maiuscola; dal momento che attraverso l'<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Erasmus_programme" rel="self">Erasmus</a> L'Unione Europea ha cresciuto milioni di convinti europeisti pronti a fare proseliti in una comunit&agrave; che conta davvero pochi entusiasti di Bruxelles.<br /><br />Insomma, &eacute; bello che si festeggi questa esperienza. &Eacute; giusto che si facciano i bilanci economici sull'iniziativa. Ma &eacute; bello che la si celebri non soltanto alla luce dei  freddi numeri degli uffici di collocamento. Perch&eacute; nell'Erasmus si sono incrociati i tanti sentieri di ciascuno di questo milione e mezzo di studenti con la via maestra dell'integrazione Europea.<br /><br />Che noi dall'Erasmus, non si &eacute; pi&ugrave; tornati a casa. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Comunista&#x2c; giustizialista e no-global&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-12-07T10:19:42+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/comunisti.html#unique-entry-id-187</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/comunisti.html#unique-entry-id-187</guid><content:encoded><![CDATA[Per vie tortuose sono incappato in questi passaggi:<br /><br /><em>"</em><strong><em>la propriet&agrave; privata</em></strong><em> </em><strong><em>non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto.</em></strong><em> Nessuno &egrave; autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ci&ograve; che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario. In una parola, &laquo;il diritto di propriet&agrave; non deve mai esercitarsi a detrimento dell'utilit&agrave; comune, [...]&raquo;. Ove intervenga un conflitto &laquo;tra diritti privati acquisiti ed esigenze comunitarie primordiali&raquo;, spetta ai poteri pubblici &laquo;adoperarsi a risolverlo, con l'attiva partecipazione delle persone e dei gruppi sociali&raquo;<br /><br />...il reddito disponibile non &egrave; lasciato al libero capriccio degli uomini, e che le speculazioni egoiste devono essere bandite. Non &egrave; di conseguenza ammissibile che dei cittadini provvisti di redditi abbondanti, provenienti dalle risorse e dall'attivit&agrave; nazionale, </em><strong><em>ne trasferiscano una parte considerevole all'estero, a esclusivo vantaggio personale,</em></strong><em> senza alcuna considerazione del torto evidente ch'essi infliggono con ci&ograve; alla loro patria.<br /><br />...il consenso delle parti, se esse versano in una situazione di eccessiva disuguaglianza, non basta a garantire la giustizia del contratto, e la legge del libero consenso rimane subordinata alle esigenze del diritto naturale. Ci&ograve; che era vero rispetto al giusto salario individuale lo &egrave; anche rispetto ai contratti internazionali: </em><strong><em>un'economia di scambio non pu&ograve; pi&ugrave; poggiare esclusivamente sulla legge della libera concorrenza</em></strong><em>, anch'essa troppo spesso generatrice di dittatura economica. La libert&agrave; degli scambi non &egrave; equa se non subordinatamente alle esigenze della giustizia sociale.<br /><br /></em>Chi ha detto queste cose? Quale rimasuglio di <strong>comunista</strong> si accanisce ancora contro il sacrosanto diritto (divino) di propriet&agrave;? Quale vecchia ciabatta perbenista, bacchettona e  giustizialista si scandalizza ancora per l'attivit&agrave; (se non legittima senz'altro legittimata) di evadere le tasse e portarle all'estero di nascosto (e poi farle rientrare sotto lo scudo spa-fiscale? Chi &eacute; quest'ignorante che prova a minare le magnifiche sorti progressive del turbo-capitalismo da esportazione Bushista?<br /><br />Qui la <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html" rel="self">risposta</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>British understatement</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-12-06T15:05:54+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/british-understatement.html#unique-entry-id-186</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/british-understatement.html#unique-entry-id-186</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1915994.html?ref=hpsbdx3" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry186_1.jpg" width="535" height="94"/></a>]]></content:encoded></item><item><title>American understatement</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-12-05T17:26:23+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/american-understatement.html#unique-entry-id-185</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/american-understatement.html#unique-entry-id-185</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1914497.html?ref=hpsbdx4" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry185_1.jpg" width="524" height="109"/></a>]]></content:encoded></item><item><title>Il weekend politico</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-12-03T21:21:42+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/serieta-governo-populismo-sangiovanni.html#unique-entry-id-184</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/serieta-governo-populismo-sangiovanni.html#unique-entry-id-184</guid><content:encoded><![CDATA[Che cosa &eacute; successo politicamente in questo weekend? Fatemi pensare...<br /><br />-Abbiamo <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/esteri/iraq-101/rientrati-ultimi-italiani/rientrati-ultimi-italiani.html" rel="self">concluso la missione in Iraq.</a> Dopo aver perso molte vite in una guerra sbagliata. Una missione fatta solo perch&eacute; qualcuno potesse vantarsi di essere il migliore amico di Bush. E tuttavia ce ne <strong>siamo andati via con onore</strong> massimo e con la calma necessaria per lasciare dietro di noi un buon ricordo.<br /><br />-&Eacute; stato presentato<strong> un disegno di legge moderno e da paese avvanzato</strong> sulla <a href="http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/cronaca/violenze-casa/violenze-casa/violenze-casa.html" rel="self">violenza domestica </a>e su quella odiosa verso i gay ed altre minoranze.<br /><br />-&Eacute; stato presentato un <a href="http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/economia/liberalizzazioni/scheda-professioni/scheda-professioni.html" rel="self">disegno di legge sulla riforma delle professioni,</a> che seppur non la rivoluzione che qualcuno si aspettava, &eacute; il <strong>primo passo che si riesce a fare</strong> sull'argomento dopo 30 anni di discussioni (e sei mesi di governo).<br /><br />Questa &eacute; finalmente la seriet&agrave; al governo che ci avevano promesso! Avanti cos&igrave; per 5 anni che c'&eacute; molto da fare.<br /><br />Ah si... poi sabato scorso c'&eacute; stato <strong>un po' di baccano a Roma</strong>. Molte, moltissime persone, forse un po' confuse, si sono ritrovate ad inneggiare quel figuro che, per 5 anni, questo paese lo ha mandato a rotoli. Il governo deve fare davvero uno sforzo per far capire le proprie ragioni a questa gente. Anzi per far capire loro, che le loro ragioni, seppur al prezzo di qualche sacrificio da condividere con tutti, sono meglio difese da chi al governo ci va con la seriet&agrave; di queste leggi piuttosto che da chi al governo ci vorrebbe andare con quel vacuo populismo visto a San Giovanni.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Babbo M@ale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-12-01T18:23:22+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cooperazione-regali-natale.html#unique-entry-id-179</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cooperazione-regali-natale.html#unique-entry-id-179</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="presents-tree" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry179_1.jpg" width="160" height="218"/></div>Questo mese, per cooperazione tra consumatori, mi sono sbizzarrito con una <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200612_P14-17_MenoRegali.pdf" rel="self">piccola guida semiseria ai regali di Natale</a>. Roba per stomaci forti, vi avverto. Se vi mettono i brividi quei pezzi tutti pelosi con i consigli sulle cose "giuste" da fare; se <strong>non sopportate quel certo perbenismo di sinistra</strong> che aleggia, soprattutto sotto Natale, intorno alle botteghe del mondo o in generale dentro tutti i luoghi politicamente corretti; se non sopportate le frasi del tipo <strong>a natale si &eacute; tutti pi&ugrave; buoni,</strong> non leggete per carit&agrave; il pezzo. Se siete solo alla ricerca disperata di una qualche idea carina per i regali, evitate comunque; non ci ho messo nulla di nuovo (il prossimo mese invece parlo dei certificati di emissione CO2, che potete comperare e regalare per Natale da <a href="https://secure.groundspring.org/dn/index.php?aid=5419" rel="self">qui</a>). Se invece davvero non siete ancora disgustati dalle luci colorate e dai vecchi con vestiti rossi e barba bianca in giro per le strade o in procinto di arrampicarsi sui balconi dei vicini, allora andate pure avanti a leggere...<br /><br />	<br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;Erasmus e la scommessa della vita</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-12-01T08:43:50+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/erasmus-almalaurea.html#unique-entry-id-178</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/erasmus-almalaurea.html#unique-entry-id-178</guid><content:encoded><![CDATA[AlmaLaurea fa un'<a href="http://www.almalaurea.it/universita/altro/erasmus2006/erasmus2006.pdf" rel="self">indagine</a> sugli studenti universitari che hanno fatto un'esperienza di studio all'estero. Gli <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Erasmus" rel="self">Erasmus</a></em><em> </em>innanzitutto, ma non solo.<br /><br /><em>Il contributo di AlmaLaurea, mette in luce innanzitutto l'esiguit&agrave; del numero dei laureati italiani coinvolti nella mobilit&agrave; internazionale: </em><strong><em>poco pi&ugrave; di 8 su cento</em></strong><em> hanno svolto un programma dell'Unione europea. Le mete pi&ugrave; gettonate da chi parte sono la Spagna, seguita da Francia, Germania e Regno Unito. Chi partecipa ai programmi europei viene soprattutto dagli </em><strong><em>Atenei del nord-est</em></strong><em> e da un background famigliare culturalmente pi&ugrave; elevato. E i </em><strong><em>vantaggi dal punto di vista occupazionale? Molto contenuti </em></strong><em>se confrontiamo chi ha partecipato a un programma Erasmus e chi invece non &egrave; mai partito. Diverso il confronto con chi ha compiuto un'esperienza su iniziativa personale: in questo caso il differenziale sale fino a 6,6 punti. I laureati </em><strong><em>Erasmus si possono consolare con lo stipendio: guadagnano l'11,3% in pi&ugrave; dei loro colleghi</em></strong><em> che non sono stati all'estero.<br /><br /></em>Insomma... l'esperienza all'estero conta poco pi&ugrave; di una gita di piacere e poco meno di un corso estivo di computer.<br /><br />Peccato che lo studio non parli dell'umanit&agrave; di un'esperienza di vita. Peccato non poter ridurre a fattori computabili il numero di amicizie solide nate e coltivate negli anni. Come aggregare le storie d'amore di ognuno per renderle variabili significative (statisticamente significative intendo). Impossibile quantificare la fatica di confrontarsi con la diversit&agrave;, con un ambiente ostile al primo impatto perch&eacute; altro rispetto a noi, con una lingua che fa da barriera invece che da ponte verso l'altro. A quale voce del curriculum ascrivere lo shock culturale, quello che poi ti apre la mente e non ti fa pi&ugrave; tornare indietro. <br /><br />Perch&eacute;  per me l'Erasmus &eacute; stato questo. Al di l&agrave; del reddito pi&ugrave; o meno alto nei confronti dei miei coetanei. Un giro di boa fondamentale che mi ha avviato lunga lo rotta che sto ancora percorrendo. Che mi ha fatto incontrare la compagna della mia vita. Che mi ha fatto incontrare altri importanti compagni di vita. Al di l&agrave; del reddito. Dall'Erasmus non sono pi&ugrave; tornato indietro. E la  difficolt&agrave; di spiegare questo percorso umano ricco e tortuoso all'ipotetico padroncino datore di lavoro del nord-est potr&agrave; forse <em>far sorgere dubbi sulla capacit&agrave; del sistema Paese di apprezzare in misura adeguata il valore aggiunto conferito dalle esperienze di studi all'estero (AlmaLaurea), </em>ma non mi potr&agrave; mai far cambiare idea sul fatto che, nella partita a carte con il destino che &eacute; la vita, l'Erasmus &eacute; stato l'azzardo pi&ugrave; importante che abbia compiuto sino ad ora.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Degrado Totale. Parola di Cesa</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-30T17:42:02+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/bandiere-udc-governo.html#unique-entry-id-177</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/bandiere-udc-governo.html#unique-entry-id-177</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial713948.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 9" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry177_1.jpg" width="342" height="104"/></a><br /><br /><a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/esteri/putin-spia-avvelenata2/guzzanti-intercettato/guzzanti-intercettato.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 12" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry177_2.jpg" width="380" height="79"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;"><br />Se anche uno tendesse a dimenticarsene, ci pensano sempre loro a rinfrescarci la memoria su che razza di gente stava al governo prima!<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;imbroglio &#xe9; di Deaglio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-28T17:41:02+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/deaglio-e-limbroglio.html#unique-entry-id-176</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/deaglio-e-limbroglio.html#unique-entry-id-176</guid><content:encoded><![CDATA[<img class="imageStyle" alt="Picture 8" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry176_1.jpg" width="448" height="115"/><br /><br />Ci eravamo augurati (<a href="http://www.matteorizzolli.net/files/deaglio-quando-cera-silvio.html" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/fuori-la-verita.html" rel="self">qui</a>) che questo fosse il finale della storia dei brogli. Perch&eacute; significa che l<strong>a democrazia in questo paese,</strong> per quanto in perenne sofferenza, non &eacute; poi cos&igrave; malandata, e perch&eacute; <strong>si sta facendo velocemente</strong>  (una vera novit&agrave; per questo paese) chiarezza su una questione angosciosa e cruciale. <br /><br />A Deaglio naturalmente non auguriamo di andare dietro le sbarre o pagare alcunch&eacute;. Solo ci piacerebbe riconoscesse -una volta che ogni dubbio sar&agrave; fugato dalla magistratura- che ha sbagliato e che deve delle scuse a Berlusconi e agli Italiani. Peraltro il giornalista in questione &eacute; un galantuomo e siamo certi lo far&agrave;. Il buongusto suggerirebbe anche di <strong>devolvere in beneficenza i proventi del DVD</strong>, giusto per fugare i dubbi circa le intenzioni commerciali dell'operazione che le lingue malevole si ostinano a proporre. <br /><br />Rimane un po' di inquietudine perch&eacute;  -lo riconosciamo- anche da queste parti il <strong>virus complottista </strong>aveva in parte attecchito fino a farci correre, la mattina di venerd&igrave;, all'edicola e scucire i 17 euro del fanta-thriller elettorale di Deaglio. <br /><br />Che ora quel DVD (ancora non visto peraltro) rimanga a monito futuro contro le tentazioni ricorrenti ma non totalmente salubri di scivolare nella cultura cospirativa, dalla teoria del complotto,  al metro di giudizio del <em>cui prodest, </em>dallo stato nello stato,  all'11-settembre-organizzato-da-Bush, dal "pensare male si fa peccato ma..." ai protocolli dei savi di Sion...<br /><br />Siccome le vaccinazioni hanno bisogno dei richiami, forse &eacute; ora di dare una nuova letta al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_pendolo_di_Foucault" rel="self">pendolo di Focault</a>.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Fanta&#x3c;s&#x3e;siosa&#x3c;/s&#x3e;Politica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-11-27T16:25:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/amato-cossiga.html#unique-entry-id-175</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/amato-cossiga.html#unique-entry-id-175</guid><content:encoded><![CDATA[<img class="imageStyle" alt="Picture 4" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry175_1.jpg" width="350" height="31"/><br />La commissione della commissione.....<br /><br /><img class="imageStyle" alt="Picture 7" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry175_2.jpg" width="329" height="51"/><br /><br />Ma perch&eacute; pensava di essere l'unico a poterlo fare?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Scandali e scandalizzati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-25T13:20:58+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/weber-indignazione-serra.html#unique-entry-id-174</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/weber-indignazione-serra.html#unique-entry-id-174</guid><content:encoded><![CDATA[Carla Weber, su <a href="http://www.polemos.it/conflictnow/read_news.php?id=138" rel="self">Polemos</a>, prende lo spunto dalla trasmissione <a href="http://www.report.rai.it/" rel="self">Report</a> per constatare amareggiata quanto gli scandali che, con puntualit&agrave; settimanale, vengono scoperchiati dalla trasmissione non indignino quasi nessuno. L'assuefazione alla truffa, alla sopraffazione, alla violazione di tutte le norme legali e sociali, l'assuefazione alla violenza civile in definitiva, ha gettato questo paese in un'indifferenza asfissiante. Per la verit&agrave;, senza certamente la stessa profondit&agrave; di analisi, se ne era accorta anche la Littizzetto domenica scorsa a <em>che tempo che fa</em>  (vedi <a href="http://www.tvblog.it/post/3540/littizzetto-e-gabanelli" rel="self">qui</a> per la battuta).<br /><br />Leggendo lo scritto di Carla mi &eacute; tornata in in mente un'amaca di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Serra" rel="self">Michele Serra</a> di qualche anno fa che recitava pi&ugrave; o meno cosi:<br /><br /><strong><em>Ci sono due modi di capire che si sta invecchiando: il primo quando si constata che le cose che scandalizzano gli altri non ci scandalizzano pi&ugrave;; il secondo quando si percepisce che le cose che ci scandalizzano ancora  non scandalizzano pi&ugrave; nessun altro...</em></strong><br /><br />Sono due modi molto differenti di invecchiare. Quando si dice che l'Italia  sta invecchiando, si dice il vero. L'aspetto che addolora &eacute; che purtroppo il paese sta invecchiando nel primo modo...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>&#xc8; solow economia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-11-24T22:00:55+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/solow-on-economics.html#unique-entry-id-173</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/solow-on-economics.html#unique-entry-id-173</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry173_1.jpg" width="149" height="181"/></div><span style="font:13px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><em>Economics is no longer a fit conversation piece for ladies and gentlemen. It has become a technical subject. Like any technical subject it attracts some people who are more interested in the technique than the subject. That is too bad, but it may be inevitable<br /></em></span><span style="font:13px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><em><br /></em></span><span style="font:13px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; ">SOLOW, Robert M. "The Wide, Wide World of Wealth," The New YorkTimes Book Review, March 20, 1988.<br /><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>Deaglio scopre il broglio?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-23T11:21:04+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/fuori-la-verita.html#unique-entry-id-172</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/fuori-la-verita.html#unique-entry-id-172</guid><content:encoded><![CDATA[Sulla vicenda <em>Deaglio-che-scopre-il-broglio</em> delle schede bianche sempre pi&ugrave; persone cominciano ad incuriosirsi, ad incupirsi e a preoccuparsi.<br /><br />Dopo la<a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=61192" rel="external"> trasmissione</a> dell'Annunziata, dopo il tam-tam di internet (<a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/gorgo_elettorale.html" rel="external">1</a>, <a href="http://saledellavita.blogspot.com/2006/11/brogli.html" rel="external">2</a>, <a href="http://www.suzukimaruti.it/2006/11/13/ehm/" rel="external">3</a>, <a href="http://www.uccidetelademocrazia.com/" rel="self">4</a>) oggi una intervista a <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/polemica-film-deaglio/uccidete-la-democrazia2/uccidete-la-democrazia2.html" rel="external">Repubblica</a>.<br /><br /><a href="files/deaglio-quando-cera-silvio.html" rel="self">Ribadiamo</a>: Fuori la verit&agrave;!!! Qui qualcuno deve per forza pagare. Per amore di questo paese, speriamo sia Deaglio a pagare, perch&eacute; significherebbe che &eacute; tutto solo una paranoia e a Berlusconi dobbiamo delle scuse. Ma se non lo fosse, se Deaglio dicesse il vero, a questa storia dobbiamo andare fino in fondo, con tutto quello che comporta. Si chiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_alla_Costituzione" rel="external">attentato alla costituzione</a> ed &eacute; un reato penale.<br /><br /><strong>UPDATE: Mentre chiudevo questo post, Repubblica titola cosi:<br /></strong><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/polemica-film-deaglio/indaga-la-procura/indaga-la-procura.html" rel="external"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry172_1.jpg" width="490" height="80"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;"><strong>FORSE QUALCOSA SI MUOVE: ORA FUORI LA VERIT&Agrave;</strong><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Convergenza fisso-mobile</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-11-22T12:33:23+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/convergenza-fisso-mobile.html#unique-entry-id-171</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/convergenza-fisso-mobile.html#unique-entry-id-171</guid><content:encoded><![CDATA[Vediamo con curiosit&agrave; alcuni "fatti" tecnologici intorno a noi. Ad esempio: <br /><br />- C'&eacute; <a href="http://www.areaprivati.190.it/190/trilogy/jsp/programView.do?contentKey=20880&pageTypeId=9607&channelId=-8665&programId=10504&tk=9616%2CB4&ty_key=fdt_pri_iVFast" rel="self">chi</a> si allea per offrire un <strong>pacchetto completo</strong> fisso-mobile-internet.<br />- C'&eacute; <a href="http://www.areaprivati.190.it/190/trilogy/jsp/programView.do?contentKey=19795&pageTypeId=9609&channelId=-8671&programId=9390&acrdemos=atg-222&ty_skip_md=true&ty_key=pri_internet_box&acr_banner=nomesito" rel="self">chi </a> offre un collegamento internet per il computer fisso, via linea <strong>mobile UMTS.</strong><br />- C'&eacute; <a href="http://accessories.skype.com/landingpage?page=wifi" rel="self">chi</a> vende un telefono, che funziona sia con il numero di casa che con il modem ADSL per le <strong>telefonate VOIP.</strong><br /><br />Telefoni fissi. Cellulari. Computer ed internet. Quattro settori in subbuglio destinati inesorabilmente a diventarne uno solo.<br /><br /><div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="skype_icon_01" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry171_1.png" width="140" height="140"/></div>E a noi rieccheggiano nella testa le parole del <a href="files/telecom-trocnettata-svenduta.html" rel="self">Tronchetti Provera</a> che ci spiegava come la convergenza fisso-mobile non interessasse ormai <a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/telecom-titoli-domani-sospesi/tronchetti-piani/tronchetti-piani.html" rel="external">pi&ugrave; a nessuno</a> e come le prospettive della media company fossero il solo ed unico motivo per il quale stava operando quel capitombolo finanziario-industriale che poi per fortuna qualcuno gli ha impedito di fare.<br /><br />Gi&agrave;... giusto... la convergenza fisso-mobile non interessa pi&ugrave; a nessuno...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Anche gli sporcaccioni dell&#x27;aria piangano</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-11-19T11:23:28+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/aumenti-costi-voli-inquinamento.html#unique-entry-id-170</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/aumenti-costi-voli-inquinamento.html#unique-entry-id-170</guid><content:encoded><![CDATA[-<strong>Lo spirito della riforma ci sembra assolutamente corretto</strong>: spostare  il carico dalla tassazione generale all'attivit&agrave; che crea l'esternalit&agrave;. In questo caso c'&eacute; anche un sistema di <em>emission trading </em>ma la sostanza &eacute; la stessa: <a href="files/chi-sporca-paga.html" rel="self">chi sporca paghi</a>.<br /><br />-<strong> I viaggi aerei danno un contributo sostanziale all'effetto serra. </strong>Non solo perch&eacute; gli aerei consumano molto carburante, non solo perch&eacute; tra tutte le forme di trasporto, sono quella che si convertir&agrave; pi&uacute; tardi (se mai lo far&agrave; ) alle fonti rinnovabili, ma anche perch&eacute; i gas di scarico li spara direttamente ai piani alti dell'atmosfera dove fanno pi&uacute; danni. Se volete calcolarvi l'impatto ambientale del vostro prossimo viaggio aereo provate <a href="http://chooseclimate.org/flying/mapcalc.html" rel="external">qui</a> (funziona solo con IE). Ad esempio, con il mio prossimo viaggio in Sud Africa, produrr&ograve; quasi 500 kg di gas serra, e brucier&ograve; un energia pari a quella di 12 lampadine da 60w accese per un anno intero.<br /><br />-<strong>L'aumento paventato ci sembra comunque irrisorio. </strong>Basti pensare che oggi il kerosene degli aerei &eacute; detassato. Sui biglietti aerei non si paga l'IVA, che gli aereoporti sono in molti casi sovvenzionati e via discorrendo. Lo stesso viaggio in Sud Africa, se il kerosene fosse tasssato come quello alla pompa di benzina, costerebbe 522 euro (si proprio <strong>cinquecentoventidue </strong>euro) in pi&ugrave;.<br /><br />-Ma allora le low cost? Facendo pagare meno i biglietti contribuiscono maggiormente all'inquinamento? Meglio l'Alitalia allora? Come ho provato ad argomentare <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/05-11-Rizzolli.pdf" rel="self">qui</a>, le low cost sono un innovazione eccezionale. L'Alitalia  non pu&oacute; nascondere il proprio fallimento dietro una motivazione ambientale. I<strong> costi dei biglietti devono aumentare (e di molto) per tutti. I soldi per&oacute; devono finire in una tassa ambientale ( o nei meccanismi di emission trading) e non a finanziare le inefficenze aziendali </strong>di questi ex-monopolisti che non sanno pi&uacute; fare (e forse non lo hanno mai saputo fare) il loro mestiere.<br /><br />-Peraltro ci chiediamo perch&eacute; mai gli <strong>aerei di stato dovrebbero essere esentati</strong> da questi doveri. Desse lo stato il buon esempio invece! Casomai per questi aerei dovrebbe essere introdotta da subito la riforma senza aspettare il 2011.<br /><br />Infine, per chi vuole rendere gi&agrave; da ora il proprio viaggio aereo sostenibile, pu&oacute; comperare dei crediti di anidride carbonica <a href="http://www.climatecare.org/" rel="external">qui</a>. Con circa 75 euro, ad esempio si comprano crediti sufficienti per coprire un volo di tre persone a/r per il Sud Africa e ci si sente almeno un po' meno sporcaccioni....<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Effetto speciale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-11-18T15:43:13+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/albinoleffe-juve.html#unique-entry-id-169</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/albinoleffe-juve.html#unique-entry-id-169</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry169_1.jpg" width="402" height="146"/><br /><br />Albinoleffe-Juve... a me fa un certo effetto...</p>]]></content:encoded></item><item><title>Mamme&#x2c; bici e pannelli solari</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-11-18T12:38:36+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-e-pannelli-solari.html#unique-entry-id-168</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-e-pannelli-solari.html#unique-entry-id-168</guid><content:encoded><![CDATA[Prosegue il delirio finanziaria. Ormai un po'<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/17/napolitano.shtml" rel="external"> tutti si accorgono dei limiti </a>di questa "cosa chiamata finanziaria". Cio&egrave; di un grande calderone dove finiscono misure di ogni tipo che abbiano o meno una rilevanza economica e che quindi in qualche modo abbiano a che fare con il bilancio dello stato. Cio&egrave; praticamente tutto. A questo punto l'attivit&agrave; del parlamento potrebbe ricondursi a votare una finanziaria all'anno, il 31 dicembre, in cui ci mettiamo tutto quello che si &eacute; discusso e contrattato in aula da gennaio a dicembre. Ogni anno si accumula un bel tomo di emendamenti ed aggiunte a tutte le leggi della repubblica preesistenti che riflettano quanto discusso nell'anno. Con buona pace del parlamentarismo, delle leggi mirate, dei testi unici etc.<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry168_1.jpg" width="160" height="233"/></div><br /><br />Mentre quindi attendiamo in grazia un nuovo modo di fare la finanziaria (che diciamolo, il modo in cui &eacute; stata fatta quest'anno &eacute; stato mediocremente indigesto), mentre ci auguriamo che almeno Prodi voglia dare un nuovo corso alla <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/prodi-conferenza-stampa/prodi-comunicazione/prodi-comunicazione.html" rel="external">comunicazione</a> dei contenuti (ahim&egrave;  nebulosi) dell'attivit&agrave; del governo, ci consoliamo con tre perle  contenute in questa legge <em>monstre </em>che da sole varrebbero certo un nostro voto:<em><br /><br />-</em> Ogni nuova licenza edilizia conterr&agrave; l'obbligo di installare un <strong>pannello solare</strong>  (Repubblica 18/11)<br />- Sono stati stanziati 270 milioni per <strong>piste ciclabili</strong> (Repubblica 18/11)<br />- Equiparazione dei diritti di <strong>maternit&agrave; delle donne precarie </strong>con quelle delle lavoratrici dipendenti (Repubblica 17/11)<br /><br />Il nostro spassionato consiglio al professore &eacute; di <strong>spiegare la sua finanziaria parlando agli italiani di  mamme, bici e pannelli solari</strong>. Sono concetti infinitamente pi&ugrave; affascinanti ed intelligibili dei cunei fiscali, dei voti del senatore De Gregorio, delle manovre di Casini e dei debiti lasciati da Berlusconi.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;ambientalista scettico aveva ragione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-11-17T10:03:20+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ambientalista-scettico-aveva-ragione.html#unique-entry-id-167</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ambientalista-scettico-aveva-ragione.html#unique-entry-id-167</guid><content:encoded><![CDATA[Qualche anno fa <a href="http://www.lomborg.com/index.html" rel="external">Bjorn Lomborg</a> aveva provato a dircelo. Da ambientalista scettico quale si definisce, ci aveva messi in guardia su tutta la fuffa di WWF, Friends of Earth e altre associazioni ambientaliste  a proposito della deforestazione rapidissima ed inarrestabile. Diceva:  le foreste non stanno scomparendo. Non ci ritroveremo in pochi anni su un pianeta grigio e spellacchiato, ma anzi, avremo forse molti pi&ugrave; alberi di oggi. Oggi lo dice Repubblica (che per altro copia un articolo del<a href="http://www.nytimes.com/2006/11/14/world/14forest.html?_r=1&oref=slogin&pagewanted=print" rel="external"> NYT </a>di due giorni fa ed anche oggi ne parla l'<a href="http://www.economist.com/science/displaystory.cfm?story_id=8166983" rel="external">economist</a>). Quindi da oggi, ufficialmente, la deforestazione come emergenza planetaria esce dall'immaginario collettivo. Cinque anni fa, quando usci the<em><a href="http://www.amazon.com/Skeptical-Environmentalist-Measuring-State-World/dp/0521010683" rel="external"> skeptical environmentalist</a></em><em>, a </em>dire queste cose si era tacciati di eresia (vedi <a href="http://www.grist.org/advice/books/2001/12/12/for/" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.economist.com/displayStory.cfm?Story_ID=965718" rel="external">qui</a>) o al pi&ugrave; di essersi venduti ad una multinazionale oppure ad un governo corrotto. Oggi l'affermazione diventa <em>mainstream. </em>Essia! La cosa per&ograve; da queste parti ci ha fatto pensare.<br /><div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="washington-rain-forest" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry167_1.png" width="232" height="178"/></div><br />-Siamo contenti di apprendere che la deforestazione non &eacute; pi&ugrave; un emergenza. <strong>Ma rimane un problema</strong>. La perdita di foresta pluviale vergine amazzonica non pu&ograve; essere compensata dalla crescita della tundra canadese o peggio da qualche piantagione di pioppi sulle rive del Po'. C'&eacute; ancora un ampio lavoro da fare per preservare le foreste vergini con i loro scrigni di biodiversit&agrave;. <br /><br />-<strong>L'ambientalismo di deve delle spiegazioni</strong>. Il caso "deforestazione" ci fa indugiare sulla tesi di Bjorn che sostiene che l'ambientalismo ormai &eacute; un industria e vive e prospera sugli allarmi e sui catastrofismi. Ovviamente ci discostiamo subito da questo cattivo pensiero, ma pretenderemo per il futuro dati e spiegazioni pi&ugrave; circostanziate prima di credere che se non si fa qualcosa di colossale entro x anni (di solito non pi&uacute; di quindici) allora &eacute; tutto perduto.<br /><br />-Nel 2001 Bjorn Lomborg contestava che esistesse un problema deforestazione, un problema inquinamento, un problema alimentare, energetico, dell'acqua e di varie forme di inquinamento (radicale il ragazzo no?). Era d'accordo con gli ambientalisti solo su un punto: <strong>il cambiamento del clima &eacute; in corso e causer&agrave; numerosi problemi</strong>. Peraltro era comunque contro gli accordi di Kyoto perch&eacute; -sosteneva-  visti i costi proibitivi nel breve periodo di diminuire le emmissioni, era meglio comunque dirottare quei fondi sulla lotta all'AIDS che avrebbe salvato pi&ugrave; vite nel breve-medio periodo. <br /><br /><strong>Il cambiamento climatico &eacute; ora riconosciuto da tutti come il problema dei problemi. </strong>Mentre se ne discute a <a href="http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/atmosferico/6506.php" rel="external">Nairobi</a>, e mentre anche gli altri ambientalisti scettici, quali l'<a href="http://www.economist.com/surveys/displaystory.cfm?story_id=E1_SRVNJNQ" rel="external">economist</a>, si convincono della gravit&agrave;, noi ci rileggiamo qualche <a href="http://www.umwelt-schweiz.ch/buwal/it/fachgebiete/klima/alltag/index.html" rel="self">vademecum</a> per fare anche noi la nostra parte. In attesa di poter un giorno dire che anche quello del cambiamento climatico, non &eacute; pi&ugrave; un problema...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Fai buon viaggio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-11-15T18:35:11+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/nonna-maria.html#unique-entry-id-166</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/nonna-maria.html#unique-entry-id-166</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="IMG_0135" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry166_1.jpg" width="300" height="320"/><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Se questo &#xe9; un broglio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-13T10:09:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/deaglio-quando-cera-silvio.html#unique-entry-id-165</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/deaglio-quando-cera-silvio.html#unique-entry-id-165</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.quandocerasilvio.com/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="612e21b5eba6a5823a62d3f0c2cf8d11" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry165_1.jpg" width="113" height="156"/></a></div>Io mi voglio augurare che tutto <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/13/vecchi.shtml" rel="external">questo</a> non sia vero. Ma vorrei che qualcuno me lo dimostrasse con certezza. Perch&eacute; se &eacute; vero, qualcuno deve trovare il coraggio di prendere il caimano e sbatterlo in galera. Per sempre. Per attentato alla costituzione. Per omicidio doloso  di democrazia, con aggravanti plurime. E se non &eacute; vero, vorrei vedere <a href="http://www.quandocerasilvio.com/" rel="self">Deaglio & Co</a>. chiedere scusa al caimano e a noi italiani e pagare anche loro per aver (eventualmente) minato la mia gi&agrave; vacillante fiducia nelle istituzioni sgangherate di questa democrazia.<br /><br />E poi il caimano che ancora si riempie la bocca con i <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/10_Ottobre/21/vicenza.shtml" rel="external">brogli</a>!!!<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Beati tra le donne</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-12T19:21:03+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/donne-vertice-partiti.html#unique-entry-id-164</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/donne-vertice-partiti.html#unique-entry-id-164</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="font-size:14px; font-weight:bold; ">&Egrave; la prima volta che tre donne vengono elette ai vertici <br />di un partito comandato da un solo uomo</span><strong><br /><br /></strong><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="agf_5763818_10250" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry164_1.jpg" width="145" height="146"/></div></p><p style="text-align:left;">Sebastiano Messina commentava cos&igrave; la settimana scorsa l'elezione ai vertici del partito radicale di <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/chiusura-congresso-radicali/chiusura-congresso-radicali/chiusura-congresso-radicali.html" rel="external">tre donne</a>, Rita Bernardini alla segreteria, Maria Antonietta Coscioni alla presidenza ed Elisabetta Zamparutti come tesoriera.<br /><br /><strong>Oggi &eacute; la seconda volta</strong>. Pecoraro Scanio <a href="http://www.metronews.it/det.php?id=149533&fid=adnk_id" rel="external">apre la dirigenza</a> del suo partito a cinque donne: Grazia Francescato, Cristina Morelli, Loredana De Petris, Iva Berasi e Daniela Guerra.<br /><br />Che dire? Segno promettente di un cambiamento in corso, oppure cosmesi politica che non intacca i meccanismi veri del potere o peggio ancora segno sottile e potente del trionfo maschile in politica? <br /><br />Pannella e Pecoraro ci credono, si fanno solo belli, oppure si stanno facendo l'harem?<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Lezione primaria&#x2c; lezione democratica 2 &#x3c;br&#x3e;&#x3c;i&#x3e; Il ritorno del diabolico Lieberman&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-08T10:18:13+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/lezione-primaria2.html#unique-entry-id-162</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/lezione-primaria2.html#unique-entry-id-162</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry162_1.jpg" width="217" height="145"/></div>Nel giorno in cui si pregusta la sonorissima batosta a Bush e al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gop" rel="self">GOP</a> (l'aspettavamo da sei anni, ma ce ne vorranno altri due per finire il lavoro), in Connecticut risorge dalla polvere quel gran volpone di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joe_Lieberman" rel="external">Lieberman</a>. Avevamo <a href="files/primarie-lemont-lieberman-boato.html" rel="self">qui </a>salutato con simpatia il successo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ned_Lamont" rel="external">Lamont </a>nelle primarie. Una guerra interna ai democratici, in uno stato praticamente blindato per i nostri (si capisce per chi tifiamo no?). Lamont aveva conquistato le primarie accusando Lieberman di essere stato fin troppo indulgente, se non addirittura colluso con l'amministrazione Bush. Dopo la sconfitta, Lieberman ha comunque deciso di correre per il seggio al senato e, complice il voto tattico di molti repubblicani, ha preso il posto che tutti consideravano di Lamont. Chiss&agrave; ora che combiner&agrave;. <br /><br />Resta tutta l'invidia per quella legge elettorale: dove gli elettori si sono prima scelti il candidato e poi il senatore, costruendo e disfando fortune di gente che ci ha messo la faccia, ha girato per mesi facendosi conoscere e facendosi scrutare nei pi&ugrave; intimi dettagli nel nome della trasparenza. Oggi vince Lieberman, fuori dallo schema dei due partiti e giocando addirittura contro di essi. Da noi, lo ricordiamo anche se ci piange il cuore, i partiti attualmente scelgono e blindano le liste di chi entra in parlamento. Di quelli che noi eleggiamo, in moltissimi casi non conosciamo ne facce, ne quoziente intellettivo, ne onest&agrave; e senso civico. Fuori dai partiti non c'&eacute; possibilit&agrave; per alcuno. Lo ricordiamo con amarezza a tutti gli amerikkani del centrodestra di casa nostra che hanno avvallato questo scempio di democrazia.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Mat@milan</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-11-07T17:44:36+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/teo-at-milan.html#unique-entry-id-161</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/teo-at-milan.html#unique-entry-id-161</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="teoamilano" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry161_1.jpg" width="310" height="240"/><br /></p><p style="text-align:left;">Eccoci. Comincia la nuova avventura milanese. Se passate da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universit&agrave;_di_Milano-Bicocca" rel="self">queste parti</a>, fate un fischio. Io nel frattempo mi studio, diffidente ed incuriosito, la citt&agrave;.  <br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>mito-&#x3c;i&#x3e;Crono-&#x3c;/i&#x3e;logia radicale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-06T12:16:36+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/Crono-capezzone-pannella.html#unique-entry-id-160</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/Crono-capezzone-pannella.html#unique-entry-id-160</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry160_1.jpg" width="146" height="242"/></div>Nel weekend del <a href="http://www.radicali.it/view.php?id=74594" rel="external">congresso radicale</a>, l'Italia ha preso di nuovo confidenza con la mitologia. Abbiamo infatti ampiamente rispolverato il mito di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crono" rel="external">Crono che mangia i figli</a>. Cosi Pannella si &eacute; accomodato a Padova e si &eacute; divorato il povero Capezzone per pranzo (lunga vita politica a Daniele). Come prima aveva peraltro fatto con altri suoi prediletti, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rutelli" rel="external">Rutelli</a> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Taradash" rel="external">Taradash</a>. Svezzati, cresciuti alla politica e poi temuti ed ostracizzati fuori dalle cinta della cittadella del partito radicale. <br /><br />Cos&igrave; fa Crono: parla di democrazia e comanda in solitudine; sogna i grandi numeri, ma si accontenta di quelli che pu&oacute; poi alla fine controllare, parla di merito e fa prevalere il rispetto ossequioso per la gerarchia; parla di cambiare il vecchio ma quando si accorge di farne parte, getta via il nuovo.<br /><br />Cos&igrave; fa Crono. Intendiamoci, sono tutti sopravvissuti ed hanno prosperato al rigetto Pannelliano. Sopravviver&agrave; e prosperer&agrave; anche Daniele Capezzone, che &eacute; bravo, ha ragione e capacit&agrave; per mettersi alle spalle le derive senil-solipsistiche di Crono. Che c'&eacute; vita anche oltre <em>Crono</em> e spazio per Daniele oltre il <em>tempo </em>di Marco. Immaginiamo la malinconia di Capezzone: forte delle sue ragioni, eppur costretto a sacrificare in questo delirio i suoi affetti. <br /><br />Ma cos&igrave; fa Crono, e a questi egli si deve adeguare. Certo, ci piacerebbe al prossimo congresso vedere questa seconda parte del mito, quando Zeus ed i fratelli rinchiudono il padre negli inferi, oppure per cambiare mito, ci piacerebbe vedere in azione Edipo, senza eventualmente i dettagli su come va a finire con la madre....<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Giovani&#x2c; carini e precarizzati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-11-04T20:12:59+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/giovani-carini-precarizzati.html#unique-entry-id-159</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/giovani-carini-precarizzati.html#unique-entry-id-159</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="precari" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry159_1.jpg" width="425" height="288"/><br /></p><p style="text-align:left;">Quando ho iniziato il dottorato, pensavo di stare varcando una soglia di un club prestigioso. Si, gi&agrave; allora la vita del dottorando era notoriamente un po' stracciona. Ma la sensazione era quella di fare un po' l'artista bohemien: un intellettuale senza molti soldi in tasca ma tutto dedito alla cultura e per questo rimirato dalle ragazzine. Ed invece... sul volgere del finale di questa storia durata tre anni, <a href="http://lavoro.repubblica.it/lavoro/index.jsp?s=dossier&idContent=1981851" rel="external">mi ritrovo</a> ascritto d'ufficio alla categoria statistico-sociologica dei precari, in buona compagnia con co.co.pro, stagisti, operatori di call-center e pensionati con un secondo lavoretto. Ecco dove sono finite le mie ambizioni: sterilizzate dentro una definizione che non mi piace; eppure &eacute; vero, sono anche io un precario!<br />Oggi avrei quindi dovuto <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/scontro-finanziaria-6/manif-precari/manif-precari.html" rel="external">essere in piazza</a> a manifestare il mio disagio. A far capire che sono, rappresento ed aspiro ad essere una bomba sociale. Avrei dovuto andarci a prendermi le condoglianze dei passanti: guarda poverini... sono i precari... Avrei dovuto andarci per tranquillizzare la mamma: Lucia stai calma, vedrai che adesso poi mi sistemo di sicuro.<br /><br />Ed invece non ci sono andato: avevo da scrivere un pezzo per la rivista, giusto per arrotondare la borsa Miur!<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Tacsisti su marte</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-11-03T10:30:35+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/tassisti-fascisti.html#unique-entry-id-157</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/tassisti-fascisti.html#unique-entry-id-157</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="taxistisumarte2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry157_1.gif" width="150" height="202"/></div><strong>Subito mille nuove licenze a Roma. </strong>I tassisti annunciano proteste: "Pura follia". I radiotaxi: <u>"<a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/taxi-nuove-licenze-roma/taxi-nuove-licenze-roma/taxi-nuove-licenze-roma.html" rel="external">Decisioni cos&igrave; nemmeno ai tempi del fascismo</a>"</u><br />
<br />Si giusto. Nemmeno ai tempi del fascismo. Che quelli degli anni trenta erano dei porci liberali. Dei plutocrati imbevuti di libero mercato. Che se la prendevano con la brava gente, con il popolo! Che ce l'avevano a morte con le eterne corporazioni. Che contro queste sante istituzioni malignavano con il loro sguardo arcigno ed occhialuto sotto la bombetta inglese. Nemmeno ai tempi del fascismo...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Napule &#xe8; &#x27;na carta sporca &#x3c;br&#x3e;&#xa;e nisciuno se ne importa</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-11-02T18:03:54+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/1d3b736208975c242af76725f70da951-156.html#unique-entry-id-156</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/1d3b736208975c242af76725f70da951-156.html#unique-entry-id-156</guid><content:encoded><![CDATA[Leggo e rileggo le parole di Calderoli che tanto indignano tutti quanti. Da quelle su <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=60756" rel="external">Napoli come una fogna</a> a quelle sulla <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1845270.html?ref=hpsbdx" rel="external">militarizzazione della citt&agrave;</a>. Mi faccio l'esame di coscienza. Possibile che non sia indignato anche io? Ebbene no. Certo avrei smussato un po' il linguaggio, ma i concetti posso farli miei. No, Calderoli non mi scandalizza.<br /><br />Mi fanno invece innarcare le sopraciglia le affermazioni di Prodi, sul fatto che l'indulto non c'entra niente. Mi fanno cadere le braccia i sindacati, che rispondono alla camorra con l'ennesimo sciopero e manifestazione. Mi fanno rabbia i tanti Napoletani intervistati, che accusano lo stato latitante, ma quando il latitante vero viene arrestato, magari accorrono a tirare i sassi alle volanti. Mi indigna il silenzio sui veri meccanismi della camorra, di cui gli omicidi sono solo un escrescenza cutanea, che fanno invece comodo a molti, a cominciare dai moltissimi imprenditori tessili del nord (che magari sono a loro volta leghisti) che nei laboratori clandestini all'ombra del Vesuvio confezionano gli abiti di alta moda tra sfruttamento, schiavit&ugrave; e connivenza con la criminalit&agrave; e su cui solo Saviano con il suo <a href="http://www.lafeltrinelli.it/istituzionale/catalogo/scheda_prodotto.aspx?i=2253663" rel="external">Gomorra</a> ha parlato senza reticenze.<br /><br />Oggi su <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/cronaca/esercito-napoli-1-/esercito-napoli-1-/esercito-napoli-1-.html" rel="external">Repubblica</a>, D'Avanzo mostra come la camorra sia ormai diventata camorrismo, fenomeno canceroso di (mal)costume cosi pervasivo e metastizzato da non poter essere pi&ugrave; combattuto con i meccanismi autoimmunitari. &Egrave; tempo ormai per l'intervento chirurgico, che &eacute; sempre invasivo, rischioso, dall'esito incerto e dalla lunga degenza.<br /><br />Delle due l'una, o con Napoli decidiamo di fare sul serio, con tutto quello che costa, esercito compreso, oppure lasciamo perdere perch&eacute; tanto, come dice oggi <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/10/game_over.html" rel="external">Grillo</a>, &eacute; inutile. Ed in entrambi i casi ha- ahim&eacute;- ragione Calderoli: o ci riprendiamo quel territorio, con le buone ed anche con le cattive, oppure smettiamo di buttare denaro nel cesso, pardon, nella fogna straripante di immondizia. <br /><br />Temo invece che le soluzioni raffazzonate all'italiana prevarranno, e tra qualche mese, tra qualche anno, saremo qui di nuovo a parlare di quanto &eacute; bella Napoli e di quanto sia un peccato che sia ridotta in questo stato.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Fair rules for fairtrade</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-11-02T13:21:08+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/leggi-commercio-equo.html#unique-entry-id-155</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/leggi-commercio-equo.html#unique-entry-id-155</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200611_P12-13_Regole.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200611_P12-13_Regole" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry155_1.jpg" width="81" height="111"/></a></div>Qualche tempo fa mi aveva incuriosito il gran proliferare di iniziative legislative intorno al commercio equo e solidale. Ora ne ho fatto <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200611_P12-13_Regole.pdf" rel="self">un pezzo </a>per Cooperazione tra consumatori.<br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Cattivi ricordi contro cattivi pensieri</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-10-28T09:30:09+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/rinfrescare%20-la-memoria-berlusconi.html#unique-entry-id-153</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/rinfrescare%20-la-memoria-berlusconi.html#unique-entry-id-153</guid><content:encoded><![CDATA[Mentre ammutolisco leggendo i giornali del mattino che danno Prodi per spacciato, mentre preparo mentalmente eventuali reazioni eccessive e spettacolari, quali l'espatrio, la rinuncia al certificato elettorale a vita, la discesa nel qualunquismo o al pi&uacute; nel libertarismo pi&uacute; sfrenato ed anarcoide, mi rinfresco la memoria su chi ci stava prima dalle parti di palazzo Chigi.<br /><br />Dal <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/10_Ottobre/27/stella.shtml" rel="external">corriere</a> di ieri si apprende che Berlusconi, il 27 aprile, cio&eacute; 17 giorni dopo aver perso le elezioni, con un decreto, si assegnava ben 31 (trentuno si) uomini di scorta e 16 (seedddiccciii) auto di cui 13 blindate e tutte di marca tedesca (che significa che saranno tutte A6 oppure a A8 dai 40 ai 100 mila euro ciascuna).<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Contro la proliferazione degli atenei&#x2c; la liberalizzazione del titolo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-10-26T11:01:47+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/proliferazione-atenei-abolire-valore-legale.html#unique-entry-id-152</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/proliferazione-atenei-abolire-valore-legale.html#unique-entry-id-152</guid><content:encoded><![CDATA[I mali dell'universit&agrave; italiana sono tanti. Problemi storici che non vengono mai risolti, quali il sistematico difetto di finanziamento alla ricerca e le baronie e familismi pervicaci che ne incancreniscono i problemi. Mario Pirani oggi su Repubblica parla dell'ultima metastasi radiografata: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=CEGV8" rel="external">le mille universit&agrave; dalle facili cattedre</a>.<br /><br />Si da il caso che negli ultimi 7 anni (si proprio sette), le sedi universitarie italiane siano passate da 41 a 80. Raddoppiate!. Ad esempio oggi abbiamo ben nove sedi in Sicilia. Oltre alle storiche di Palermo, Messina e Catania, ci sono sedi universitarie anche a Modica, Taormina, Ragusa, Siracusa, Caltagirone ed Enna. Altre perle di scienza e di saggezza sono nate all'ombra dei server  degli atenei telematici. Ne ha contati ben 14 (si, quattordici) <a href="http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universita-governo/troppe-universit-/troppe-universit-.html" rel="external">Repubblica</a> di questi. Ed infine le universit&agrave; dalle storie pi&ugrave; sorprendenti: da quella dei <a href="http://www.upra.org/" rel="external">legionari di cristo</a>, a quella dei <a href="http://www.unirc.it/noranieri/" rel="external">Ranieri</a> a quella del <a href="http://www.ssef.it/site.php?page=home" rel="external">ministero delle finanze</a>. E poi i crediti venduti all'ingrosso ai ministeri ed alle associazioni di categoria, etc.<br /><br /> Ce ne &eacute; per tutti, e Pirani spiega bene come la proliferazione sia dovuta non tanto all'anelito della scoperta scientifica che alberga nel cuore italico ma come al solito alla pi&ugrave; pragmatica necessit&agrave; di offrire poltrone e strapuntini a tutti quanti. Che il "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dottore" rel="external">dottore</a>" non si nega a nessuno, ma a questo punto, si regala abbastanza facilmente anche il "professore".<br /><br />E sia! A noi che siamo liberali, liberisti e libertari in fondo questa proliferazione selvaggia non dispiacerebbe! Puzza di una lotta Shumpeteriana tra atenei. Una corsa a chi si accaparra l'ultimo studente, a chi lo fa crescere di pi&ugrave;, a chi gli offre pi&ugrave; opportunit&agrave; e prospettive. Ad una condizione: <strong>CHE VENGA CANCELLATO IL </strong><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valore_legale_del_titolo_di_studio" rel="external">VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO</a></strong><strong>.</strong><br /><br />Smarriti in questo nuovo mondo dove non &eacute; la legge a dettare il valore del titolo ma piuttosto la reputazione, vorremmo vedere quante di queste sedi periferiche, di questi atenei virtuali, di questi cattedrati senza pubblicazioni e ricerche, di questi baroni senza nulla da insegnare, di queste lauree prese con i punti del benzinaio o acquistate con i buoni pasto sopravviveranno. <br /><br />PS. Ottima documentazione in proposito &eacute; reperibile da questa puntata di <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1067071,00.html" rel="external">Rai Report</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Anche gli sporcaccioni piangano</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-10-25T09:00:51+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chi-sporca-paga.html#unique-entry-id-151</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chi-sporca-paga.html#unique-entry-id-151</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="sporcaccionipiangano" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry151_1.jpg" width="322" height="247"/><br /></p><p style="text-align:left;">Si intravede all'orizzonte (ancora lontano per la verit&agrave; ) una rivoluzione culturale in materia di tasse: Non pi&ugrave; chi guadagna paga, ma piuttosto <strong>chi rompe (o sporca o inquina se preferite) paga</strong>. Il <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Polluter_Pays" rel="external">polluter pays principle</a></em> (PPP) in gergo ecologico/economico.<br /><br />Questa mattina ne ho scorto i seguenti segni:<br /><br />1. <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/10/i_veleni_nelle_citt.html" rel="external">Beppe Grillo</a> che, con il suo solito piglio un po' populista ma molto efficace, propone per risolvere il problema del traffico nelle citt&agrave; le seguenti misure: -Ticket di ingresso per le auto. -Diminuzione dell&rsquo;Ici del 30% al residente che non possiede una macchina. -Tassa per l&rsquo;occupazione di suolo pubblico per le macchine parcheggiate.<br /><br />2. Un'<a href="http://www.usnews.com/usnews/biztech/capitalcommerce/061018/an_economic_agenda_for_republi.htm" rel="self">economista repubblicano</a> che si augura la sostituzione della tassa sul reddito con la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax" rel="external">carbon tax</a> (e per questo -dice- ci vuole un presidente democratico).<br /><br />3. Il <a href="http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/economia/conti-pubblici-25/bersani-professioni/bersani-professioni.html" rel="external">ministro Bersani</a> che finalmente spiega che la tassa sul SUV non &eacute; una tassa sul lusso ma piuttosto sul suo impatto ambientale. Dice il ministro che se fanno un SUV a idrogeno lui lo detassa. Purtroppo questo non &eacute; vero, almeno per come &eacute; fatta la proposta oggi ma in attesa di una <a href="files/suvvia-si-puo-fare-meglio.html" rel="self">tassa disegnata a dovere</a> ci compiaciamo per i progressi fatti. <br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Niente marchette agli editori</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-10-22T15:50:36+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/diritto-autore-finanziaria.html#unique-entry-id-150</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/diritto-autore-finanziaria.html#unique-entry-id-150</guid><content:encoded><![CDATA[La<a href="files/appello-tassa-sul-macinato.html" rel="self"> delusione </a>per la norma in finanziaria che restringeva la possibilit&agrave; di  usare il diritto d'autore &eacute; durata per fortuna solo pochi giorni. Notizia di ieri che l'aritcolo <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1708726&r=PI" rel="external">&eacute; stato cancellato</a> in commissione. Resta qualche preoccupazione per la possibilit&agrave; che l'emendamento rientri se verr&agrave; posta la fiducia sulla manovra, ma soprrattuto un po' di stranimento per aver constatato con quanta leggerezza, in questo paese, si vanno a toccare ex-lege i diritti di propriet&agrave;. Che possono e devono essere limitati per legge, ma che non possono essere modificati in continuazione, pena l'irrilevanza ed inefficienza come istituzione economica e la loro trasformazione in strumenti di potere e sfruttamento di marxiana memoria.]]></content:encoded></item><item><title>Chi evade il proprio (e nostro) futuro</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-10-19T09:32:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/evadere-dal-futuro.html#unique-entry-id-149</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/evadere-dal-futuro.html#unique-entry-id-149</guid><content:encoded><![CDATA[<strong> </strong>Mentre il governo passa giornate difficili, tra crolli nei sondaggi e prese di distanza fuori e  dentro la cerchia degli amici, la cosa che pi&ugrave; mi sorprende e mi fa temere &eacute; una riemersione prepotente della causa delle partite IVA e degli evasori. Ascoltando la radio e leggendo i giornali st&agrave; passando abbastanza indisturbato il messaggio protoberlusconiano che in fondo evadere &eacute; giustificato viste le condizioni e le aliquote attuali. Quindi, che Visco non faccia troppo sul serio con questa ossessione per l'evasione! Tra le tante ragioni per combattere questa tesi che, ammettiamolo,  fa breccia nelle menti italiane tendenzialmente inclini a perdonare la furbizia di ogni risma e fattura, l'ultima in ordine di importanza &eacute; quella che, se anche ci fosse un barlume di idealit&aacute; dietro questa istanza,  i commercialisti dei vari Briatori d'Italia dovrebbero calcolare onestamente l'imponibile e poi applicare un'aliquota "giusta", mettiamo del 33% come diceva a suo tempo Berlusconi (vi ricordate il diritto naturale a non essere tassati per pi&uacute; di un terzo del reddito?). Se fosse questo di cui stiamo parlando si chiamerebbe <strong>obiezione fiscale</strong>. Purtroppo invece, l'evasione &eacute; quel fenomeno per il quale molta gente &eacute; del tutto ignota al fisco e, ad <a href="http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=64684" rel="external">esempio</a>, per il quale i gioellieri guadagnano meno degli insegnanti elementari ed i rivenditori di Porche meno dei metalmeccanici.<br /><br />Con ben pi&uacute; solide ragioni, argomenta oggi <a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/10/fuga-da-capannonia-noi-puffi-siam-cos.html" rel="external">Leonardo</a> il perch&eacute; &eacute; ora e tempo di stroncare il nero nella piccola impresa.<br /><br /><blockquote><p> [...] Tu sei malata, Piccola Impresa mia. Tu non rubi per dare a me &ndash; questo chiamalo se vuoi effetto collaterale &ndash; tu rubi perch&eacute; non sai fare altro. Tu non hai un progetto, un modello di sviluppo. Tu hai solo un&rsquo;ossessione. Sei cresciuta lavorando e accumulando, e di fronte alle nuove sfide reagisci sempre nel medesimo modo: lavori e accumuli. Ma non vai da nessuna parte.Lascia stare i dottoroni che ti dicono che va tutto bene, che sei forte, sei la spina dorsale del Paese. Cazzate. Li paghi perch&eacute; ti dicano cazzate. Non &egrave; mai esistito un Paese con una spina dorsale fatta di piccole imprese. C&rsquo;&egrave; solo l&rsquo;Italia e &ndash; curiosa coincidenza &ndash; non funziona pi&ugrave;. Ci sar&agrave; un motivo, scusa, se dovunque le imprese crescono, e qui da noi restano Piccole. [...] Perci&ograve;, piantala di vantarti per i tuoi difetti. Tu non hai deciso di restare piccola impresa, semplicemente non ce la fai a crescere. Tu non sei pi&ugrave; il miracolo italiano. Tu sei la malattia dell&rsquo;economia italiana, e questa malattia si chiama nanismo. Piantala di tesser lodi dei tuoi piccoli capannoni, dei tuoi piccoli macchinari, dei tuoi piccoli affari. La grande Valpadana, ma va l&agrave;. Il bosco dei puffi &egrave; diventata, la Valpadana. Ti sei scavato una tana e l&rsquo;hai chiamato modello di sviluppo. Sbagliato. Non era un modello di sviluppo. Era una tana. [...] Tempo una generazione e loro avranno Grandi imprese. Mentre tu resterai Piccola Impresa, perch&eacute; sei fatta cos&igrave;. Il tuo capannone, la tua piccola produzione, la tua tana. Tuo padre aveva le pezze al culo, tu hai una mercedes, tuo nipote avr&agrave; le pezze al culo. A proposito, tuo nipote &egrave; mio figlio. Caccia il grano.Tu non hai bisogno di una Tremonti-Tris. Non hai bisogno di un altro piccolo capannone, di un altro piccolo appalto in nero. Tu hai bisogno di scuole serie, scuole buone, per i tuoi nipoti (i figli te li sei bruciati). Ma le scuole italiane fanno schifo, dici. Esatto! Perch&eacute; mancano i soldi! I soldi che hai rubato in questi anni, Piccola Impresa. La tua mercedes, la tua barchetta &ndash; e adesso piangi che non &egrave; colpa tua, che la colpa &egrave; dei ricchi veri, quelli da yacht. E invece no, Piccola Impresa. La colpa &egrave; proprio tua, che in trent&rsquo;anni di furto alle casse dello Stato non sei riuscito nemmeno a mettere insieme un tre-alberi. Perch&eacute; evidentemente hai un limite strutturale, una carenza, un gap. Chiamalo come vuoi. Io lo chiamo ignoranza.Come hai detto? S&igrave;, si pu&ograve; curare. Tuo nipote andr&agrave; in una scuola migliore.Se cacci il grano.Oppure lascia perdere. Fottitene, continua a evadere. Visco taglier&agrave; i fondi alle scuole: avremo classi di trenta monelli e professori esauriti. E tu avrai qualche soldo in pi&ugrave; per il tuo nuovo capannone, il tuo ristorante preferito, le tue care vecchie Maldive. Cara Piccola Impresa.</p></blockquote>]]></content:encoded></item><item><title>Se citare diventa reato</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-10-17T09:23:29+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/appello-tassa-sul-macinato.html#unique-entry-id-147</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/appello-tassa-sul-macinato.html#unique-entry-id-147</guid><content:encoded><![CDATA[Da queste parti non si sono certo risparmiati negli ultimi mesi elogi e compiacimenti per le riforme introdotte prima dal decreto Bersani e poi da alcuni aspetti della finanziaria. Spronare il paese colpendo le sacche di privilegio, i piccoli e grandi monopoli, le ingiustizie fiscali, i guadagni privati fatti sui costi pubblici. Bersani e Visco, i due mastini a difesa di una certa idea del paese... Almeno cosi pensavamo. Non possiamo infatti tacere la delusione per aver visto come  tra le strette maglie del duo liberale si &eacute; incuneata una lobby, che ha fatto breccia nella finanziaria. <span style="font:14px Times, Georgia, Courier, serif; "> <br /><br /></span><strong>Dallo scorso 3 ottobre in internet non si pu&ograve; pi&ugrave; riportare il testo di un qualsiasi articolo tratto da un qualsiasi sito o giornale, pur citando la fonte.  Lo dice l'art. 32 del decreto legge n. 262. Per poterlo fare occorre pagare un compenso all'editore. E se non lo si fa le sanzioni sono salatissime. </strong>[Giustizia e Libert&agrave; <a href="http://www.giustizia-e-liberta.com/n.194-GL-2006.15-SPECIALE.ddl.262.2006.pdf" rel="external">194</a>]<strong><br /><br /></strong>Ma di cosa stiamo parlando? Citando<a href="http://italy.peacelink.org/mediawatch/articles/art_18982.html" rel="external"> PeaceLink</a> stiamo parlando ad esempio di"<em>un gruppo missionario che raccoglie sul web articoli sulla guerra in Darfur. Un comitato di quartiere che vuole documentare uno scempio ambientale archiviando articoli della stampa locale. Un'associazione di persone colpite da una malattia rara che vuole mettere a disposizione di tutti una rassegna stampa sui progressi scientifici del settore. Un'associazione pacifista che vuole denunciare, con prove giornalistiche alla mano, crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. A partire da domani tutti questi soggetti potrebbero essere costretti a pagare una "tassa sul macinato" alle associazioni degli editori per continuare a svolgere le loro attivita'</em>."<strong><br /><br /></strong>Questa operazione, passata sotto silenzio, &eacute; ovviamente una marchetta fatta alla lobby degli editori. Con Mediaset/Mondadori, RCS e Repubblica/L'espresso in testa. Non che da queste parti si sia grandissimi esperti di <em>intellectual property </em>ma credo sia difficilmente dimostrabile che queste rassenge stampa, questi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fair_use" rel="external">usi </a><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fair_use" rel="external">fair</a></em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fair_use" rel="external"> </a>del diritto di autore, condotti anche nel nome del diritto ad informare di cui quegli stessi editori poi si avvalgono, rappresenti un danno economico a queste aziende di alcuna rilevanza o rappresentino un disincentivo all'investimento ed all'innovazione. Come per la storia dei diritti d'autore su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Copyright_Term_Extension_Act" rel="external">Topolino</a>, ancora una volta si piega il diritto di propriet&aacute;, che ricordiamolo &eacute; un'istituzione economica, non un diritto divino, alle esigenze del pi&uacute; forte, alla sua capacit&aacute; di estrarre ulteriore extraprofitto dalla sua posizione di "monopolista per legge".<br /><br />Gira un <a href="http://db.peacelink.org/campagne/info.php?id=20" rel="external">appello online</a>, di cui dubitiamo si trover&aacute; traccia nei giornali del mattino o nei TG della sera, ma che forse, attraverso il <em>battage</em> dei blog e dei circuiti alternativi pu&oacute; fermare questo decreto. Da queste parti lo si appoggia per almeno tre ragioni: <br />-<strong>Perch&eacute; si &eacute; blogger</strong>, e capita di usare materiale con copyright, per far circolare idee e stimoli senza scopo di lucro (si chiamava <em>fair use</em> fino al 3 Ottobre, oggi forse si chiama reato)<br />-<strong>Perch&eacute;</strong> per quel poco di economia che si capisce, <strong>non vi &eacute; nessuna inefficienza economica </strong>da chiudere con questo intervento, al contrario se ne allargano diverse (ad esempio i problemi di posizione dominante di alcuni gruppi editoriali)<br />-<strong>Perch&eacute; se questo governo ha una chance di sopravvivere</strong>, &eacute; perch&eacute; &eacute; diffusa nel paese uan forte aspettativa di lotta senza quartiere ai privilegi di cui sopra. Ma se ci si ferma davanti ai <a href="files/tassinari-de-roma.html" rel="self">tassinari</a>, e si arretra di fronte agli editori, non si &eacute; pi&ugrave; credibili.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Da Padoa a Vicenza&#x2c; passando per confindustria</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2006-10-12T08:45:53+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/industriali-padoa-schioppa.html#unique-entry-id-146</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/industriali-padoa-schioppa.html#unique-entry-id-146</guid><content:encoded><![CDATA[Passi per i <a href="files/tassinari-de-roma.html" rel="self">tassinari</a>. Lasciamo perdere i <a href="files/abi-chiude-il-conto.html" rel="self">banchieri</a> e gli <a href="files/avvocaticchi-ed-azzeccagarbugli.html" rel="self">avvocati</a>. L'Italia si sa, &eacute; un paese di uomini piccoli tutti dediti ai loro interessi particolari. A volte persino <strong>interessi meschini ed inconfessabili</strong>. Chiss&agrave; come mai invece, da queste parti, ci si illude sempre che gli industriali siano fatti di una pasta diversa. I pregiudizi sono davvero duri a morire. Per esempio quando uno dice di essere un industriale, subito si va a pensare al Piemonte di Cavour, alla borghesia illuminata, agli Olivetti, agli industriali del miracolo economico e gi&uacute; di li... Pregiudizi. Illusioni. Per qualcuno (per quelli delle partite IVA che pensano che solo i fessi non rubano) addirittura illazioni.<br /><br /><strong>Gli industriali di oggi sono di un'altra pasta</strong>. Hanno di fronte una finanziaria che li sommerge immeritatamente d'oro. Immeritatamente si! Parliamoci chiaro, che questi re-investano il cuneo fiscale in ricerca e sviluppo &eacute; solo una pia speranza. A fronte di questo, la finanziaria dirotta sull'INPS il TFR con tutte le precauzioni del caso (ad esempio vengono dirottati i flussi e non lo stock, ad esempio ci saranno dei mutui agevolati per compensare lo spread del tasso di interesse tra finanziamento esterno ed interno etc.). <br /><br />Nei conti della manovra il TFR conta un decimo del cuneo fiscale. Basterebbe inoltre ricordare che quei soldi sono degli accantonamenti dei dipendenti e quindi appartengono ai lavoratori per rendere questa operazione giusta. Volendo si potrebbe anche ricordare che spesso le imprese, fallendo, si mangiano anche quei soldi che poi, ai lavoratori, li restituisce comunque l'INPS, distribuendone il costo sugli altri lavoratori, e questo renderebbe l'operazione sacrosanta (vedere l&rsquo;ultima puntata di <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1068533,00.html" rel="external">Report </a>per conferma). Ma gli industriali non ci stanno. Protestano. Minacciano fuoco e fiamme. E mentre riemergono gli <strong>umori confindustriali pi&uacute; biechi, quelli esplosi a </strong><strong><a href="http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/politica/versoelezioni39/bervicenza/bervicenza.html" rel="self">Vicenza</a></strong><strong> per intenderci, questi si lamentano perch&eacute; Padoa Schioppa</strong> &eacute; andato ieri a spiegare di persona le sue ragioni agli industriali. E che, agli industriali, questa mattina dalle pagine di <a href="http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/politica/scontro-finanziaria2/padoa-confindustria/padoa-confindustria.html" rel="external">Repubblica</a>, manda a dire:<br /><br /><blockquote><p>"Al direttivo - chiarisce - ho detto chiaro quello che penso. &Egrave; ora che le imprese diano un giudizio un po' pi&ugrave; equilibrato su quello che la Finanziaria fa a beneficio delle imprese e su quello che fa per il bene del Paese. Capisco l'interesse particolare, ma dagli industriali, che sono attori socialmente responsabili, io mi devo aspettare un respiro diverso, che sappia tener conto dell'interesse generale. Loro, che giustamente hanno sempre sottolineato l'esigenza della stabilit&agrave; finanziaria, oggi devono dire innanzitutto se il risanamento dei conti si doveva fare o no. Devono dire chiaramente se questa manovra ci rimette o no in linea con gli impegni che abbiamo assunto in Europa. Quando un'organizzazione importante come la Confindustria esprime un giudizio su una legge complessa come la Finanziaria, io mi aspetto questa capacit&agrave; di discernimento, politico e analitico...".</p></blockquote><br />]]></content:encoded></item><item><title>Serra&#x2c; la serra Apple&#x2c; la Ka&#x27;ba e le nostre libert&#xe1;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-10-11T12:24:13+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mela-mecca.html#unique-entry-id-144</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mela-mecca.html#unique-entry-id-144</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry144_1.jpg" width="199" height="127"/></div>In principio furono i <a href="files/ccdd16dde0a97deac235feea0979f78c-3.html" rel="self">cartoni danesi</a>  (per la verit&agrave; c'&eacute; un'intera storia prima di questo punto d'inizio scelto arbitrario, ma ci sia concessa la licenza letteraria). Poi furono altri eventi quali le citazioni di <a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/benedettoxvi-4/patologie-della-fede/patologie-della-fede.html" rel="external">Ratzinger</a>, le auto-censure su <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/09_Settembre/27/valentino.shtml" rel="external">Mozart</a> ad opera del teatro di Berlino, poi le scuse preventive di Rasmussen dell'altro giorno per della pubblicit&agrave; che irrideva <a href="http://www.kataweb.it/news/item/230382/danimarca-maometto-kamikaze-in-tv-rasmussen-condanna" rel="external">Maometto</a> in TV.<br /><br /><div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry144_2.jpg" width="190" height="146"/></div>L'apoteosi della prepotenza ed aggressivit&aacute; semiotica (e demenza ed ignoranza) di certe frange islamiche l'ho per&oacute; letta oggi <a href="http://memri.org/bin/latestnews.cgi?ID=SD131506" rel="external">qui</a>. Qualche fanatico invoca la jihad contro il nuovo Apple store sulla quinta strada a New York. La colpa? quella di essere a forma di cubo e di essere tanto popolare da indurre qualche gionalista a titolare qualcosa del tipo "la nuova mecca della apple". Questa rassomiglianza nella forma alla Ka'ba fa dell'apple store un'affronto al mondo islamico e della Apple una cospiratrice con un segreto "Mecca project". Di pi&uacute;, sembra che nel sottosuolo dello store, dove si riparano i computer al <a href="http://www.apple.com/uk/retail/geniusbar/" rel="external">genius bar</a>, il sacrilegio rasenti la sua vetta con la vendita di alcolici. E si perch&eacute; secondo questi demenziali jihadisti, ad un bar non si possono che vendere alcolici!<br /><br />La cosa drammatica &eacute; che invece di riderci sopra ed al pi&uacute; mandare affanculo questi pseudo icono-ignora-clasti, c'&eacute; <a href="http://www.macdailynews.com/index.php/weblog/comments/apples_mecca_project_provokes_muslim_reaction/" rel="external">chi</a> perde anche del tempo a spiegare, a scusarsi e a premettere che spiegando non si intende offendere nessuno.  <br /><br />Ieri, su Repubblica, Michele Serra ha espresso bene il sentimento che da queste parti impera: <br /><blockquote><p>&Egrave; veramente penoso che ad ogni articolo o vignetta o filmato ostili all'Islam i governi europei si sentano in dovere di scusarsi, specificando che questi attacchi "non esprimono l'opinione del nostro Paese sull'Islam". L'ultimo episodio &egrave; avvenuto in Danimarca, dove una tiv&ugrave; privata ha messo in onda una cosetta del locale partito fascista contro Maometto. Nell'etere, su internet e sui giornali, come &egrave; noto, circolano bassezze di ogni risma, in genere anti-umane ben prima che anti islamiche o anti cristiane o quant'altro: nessun governo democratico &egrave; in grado di controllarle n&eacute; si sogna di farlo, perch&eacute; dunque porgere all'Islam e solo all'Islam frettolose e pompose scuse? S&igrave;, lo so, &egrave; per paura di ritorsioni, attentati, assassinii. Ma poich&eacute;, in linea di principio, qui in Europa nessuna comunit&agrave; ha il diritto di condizionare la libert&agrave; di espressione (se non ricorrendo ai tribunali in caso di diffamazione o incitamento all'odio razziale), riconoscere "all'Islam" (e quale, poi?) questo diritto di veto politico &egrave; un errore micidiale. Ogni musulmano intelligente e civile sa benissimo come funzionano le cose in democrazia. I governi che si scusano, dunque, lo fanno a vantaggio di una minoranza di fanatici, riconoscendoli, di fatto, come interlocutori. Meglio sarebbe piantarla di scusarsi, e ripetere una volta per tutte, piuttosto, che la libert&agrave; di espressione, qui da noi, &egrave; un diritto cos&igrave; forte e riconosciuto che una parola greve non pu&ograve; certo metterla in discussione</p></blockquote>]]></content:encoded></item><item><title>A coloro che verranno (al dottorato)</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-10-07T16:49:10+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dottorati-milleeuro.html#unique-entry-id-143</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dottorati-milleeuro.html#unique-entry-id-143</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="logoadit" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry143_1.gif" width="203" height="137"/></div>Con il mese prossimo finisce la mia borsa di dottorato. Per tre anni lo stato italiano mi ha passato qualche euro al mese con cui mi sono mantenuto dignitosamete. Erano troppi? erano pochi? mah.. la cifra &eacute; nota. 800 euro e qualche spicciolo al mese. Tutto sommato nemmeno scandalosamente bassa. Il problema della carriera accademica italiana non &eacute; che si parte da un livello basso. &Eacute; piuttosto che non ci sono speranze di arrivare ad un livello molto alto. Insomma, forse sono pi&uacute; gli 800 euro al mese per un dottorando nei suoi vent'anni spensierati che i 1700 euro di un associato nei suoi tardi trenta o quaranta con moglie e figli a carico. <br /><br />Comunque, per i temerari giovani che si vogliono dedicare alla ricerca, riporto qui sotto il testo di un email girata sul forum dell'<a href="http://www.dottorato.it/" rel="external">associazione dottorandi italiana. <br /><br /></a>[...] vi propongo un quadro sintetico di come &egrave; cambiata la cifra che finisce in tasca agli studenti di oggi. Lascio agli interessati le considerazioni sulle possibili azioni.<br /><br />1) L'AUMENTO Grazie anche <a href="http://www.dottorato.it/sottopagine/informazioni/faq/dm110998.html" rel="self">all'attivit&agrave; dell'ADI</a>, nel 1998 la borsa di dottorato era stata aumentata in base al d.m. 11 settembre 1998 (Incremento dell'importo delle borse di dottorato di ricerca) <br /><br />Art. 1 - L'importo delle borse per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca, &egrave; incrementato, per il 1998 del 23,08%; per il 1999 del 24,38%; per il 2000 del 2,76%. Pertanto, l'importo attualmente fissato in L.13.000.000 annui, viene determinato in L.16.000.000 per il 1998, in L.19.900.000 per il 1999 e in L.20.450.000 a decorrere dal 2000.<br /><br />Art. 2 - Dal 1&deg; gennaio 1999, le borse di studio in parola, sono assoggettate al versamento del contributo INPS a gestione separata, previsto dall'art.2 comma 26, primo periodo, della legge 335/95, cos&igrave; come modificato dall'art.59, comma 16, della legge 449/97, nella misura, per il 1999, dell'8% a carico dell'amministrazione e del 4% a carico del soggetto beneficiario e, a decorrere dal 2000, rispettivamente nella misura dell'8,3% e del 4,2%.<br /><br />Valori 2000 (in euro)<br />  borsa lorda: 880.13 euro<br />  borsa netta: 843.16 euro (al netto del 4.2% per la gestione separata INPS)<br /><br />2) LA GESTIONE SEPARATA INPS Dopo la sua introduzione, negli anni il contributo previdenziale &egrave; cresciuto (e questo in un certo senso &egrave; favorevole al dottorando perch&eacute; cos&igrave; mette da parte qualche soldo per la pensione, se mai potr&agrave; servire). Sul <a href="http://www.inps.it/Doc/TuttoINPS/Contributi/Il_contributo_per_la_Gestione_separata/index.htm#N65567 " rel="self">sito dell'INPS</a> si trova l'aumento: "dal 1&deg; gennaio 2006, per coloro che non sono iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria, il contributo &egrave; pari al 18,20%, fino ad un reddito annuo di 39.297,00 euro..." Il contributo a carico del dottorando &egrave; 1/3: 6.07% (a fronte del 4.2% del 2000).<br /><br />Quindi, malgrado la borsa lorda non sia cambiata dal 2000, l'importo netto che arriva in tasca al dottorando &egrave; diminuito: 826.73 euro (-16.43 euro)<br /><br />3) LA SVALUTAZIONE. Esiste per&ograve; l'inflazione e bisogna quindi considerare il valore attualizzato. <a href="http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni/val-lira2001.htm" rel="self">L'ISTAT</a> fornisce i coefficienti per aggiornare i valori al 2005  <br />    Anni Coefficienti <br />        2000 1.1178 <br />        2001 1.0886 <br />        2 1.0628 <br />        3 1.0373 <br />        4 1.017 <br />        5 1<br /><br />L'importo netto della borsa del 2000 (843.16 euro) corrisponde nel 2005 a 942.49 euro.<br /><br />Complessivamente, oltre a una diminuzione dell'importo netto dovuta all'aumento del contributo previdenziale, se si riporta il valore del 2000 ad oggi (in realt&agrave; al 2005) si trova che la differenza &egrave; -115.75 euro! Insomma i dottorandi nel 2000 erano pi&ugrave; ricchi di quelli odierni di circa il 12%.<br /><br />L'ADI sta provando a portare avanti <a href="http://www.dottorato.it/milleeuro/index.html" rel="self">una campagna</a> per l'aumento a 1000 euro per tutti a livello nazionale.<br /><br />D'altra parte, come tutti sappiamo Trento &egrave; un'isola felice... pensate che in alcuni casi l'incremento della borsa viene proposto dall'alto! (o esiste gi&agrave; da anni come <a href="http://ict.unitn.it/edu/ict/funding.xml" rel="external">nel caso di ICT</a>)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Think different</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-10-05T18:57:39+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/think-different.html#unique-entry-id-142</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/think-different.html#unique-entry-id-142</guid><content:encoded><![CDATA[<object width="350" height="250"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iuYiJXw51hM"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iuYiJXw51hM" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="350" height="250"></embed></object><br /><br />Una pubblicit&agrave; che ha fatto storia... Con la voce di Dario Fo<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ancora sul decreto Bersani</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-10-05T09:43:41+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/decreto-bersani-cooperazione.html#unique-entry-id-141</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/decreto-bersani-cooperazione.html#unique-entry-id-141</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200610_P09-11.pdf" rel="external"><img class="imageStyle" alt="200610_P09-11" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry141_1.gif" width="107" height="141"/></a></div>Con un po' di ritardo, ecco il mio <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200610_P09-11.pdf" rel="self">piccolo contributo</a> divulgativo sul decreto Bersani. Uscito sul numero di Ottobre di Cooperazione tra Consumatori. Per motivi di spazio sono saltati due paragrafi a cui tenevo, che riporto qui:<br /><br /><strong>Le proteste dell'estate</strong> Ricordiamo tutti le proteste delle categorie toccate: citt&agrave; bloccate dai taxisti furiosi e gli avvocati in sciopero per settimane. Molte di queste categorie hanno seriamente visto avvicinarsi la fine delle loro piccole rendite di posizione. Le reazioni sono state quindi fisiologiche. Ridicole a tratti, soprattutto quando alcune di queste categorie hanno avuto l'ardire di provare a convincerci che la loro battaglia era anche a favore dei consumatori. Cosi abbiamo visto i farmacisti seriamente preoccupati perch&eacute; non sappiamo quando prendere l'aspirina, e gli avvocati dispiaciuti perch&eacute;, a causa della abolizione della tariffa minima, corriamo il rischio di finire in mano a qualche collega incompetente (che molto probabilmente gi&agrave; esercita peraltro). La realt&agrave; &egrave; che l'avvocato era allettato dalla prospettiva di pagare di meno il taxi, ed il taxista pensava gi&agrave; alla prossima auto da cambiare senza dover passare dal notaio, che preoccupato da questo mancato giro di affari gi&agrave; pensava alla scorta di analgesici da fare alla coop per farsi passare il mal di testa. Insomma, ognuno ha la propria professione con cui guadagnare, ma infine siamo tutti consumatori quando &egrave; ora di spendere. Superati gli aggiustamenti inevitabili per le categorie che perdono qualche privilegio, ci avremo insomma guadagnato un po' tutti. <br /><strong>Liberalizzare e consumare: dove &egrave; finito lo spirito cooperativo? </strong>Al lettore che &egrave; arrivato sino a questo punto sar&agrave; forse sembrato che l'attenzione dell'autore sia concentrata sulle parole d'ordine del consumare e del liberalizzare. Ma non sono queste parole aliene ai valori del mondo cooperativo, ci si potrebbe chiedere? Il sottoscritto non le avverte affatto in questo modo. Consumare non &egrave; consumismo, ma piuttosto un'attivit&agrave; che volenti o nolenti compiamo quotidianamente e quindi qui proviamo a farlo in maniera critica. E liberalizzazioni non significano liberismo o capitalismo selvaggio ma piuttosto ricreare le condizioni di uno scambio equo dove la qualit&agrave; del lavoro dei produttori si misura efficacemente con le esigenze ed i gusti dei consumatori. L'economia di mercato deve essere economia civile (vedi cooperazione del giugno 2004) dove anche individui non interessati al profitto ma piuttosto al benessere di chi li circonda possono organizzarsi e competere per offrire beni e servizi ai consumatori attraverso le forme della cooperazione di cui anche noi facciamo parte. Torniamo ancora una volta ai farmaci da banco. Il mondo cooperativo ha combattuto per una liberalizzazione delle vendite. In questo modo ora potremo acquistare medicinali di uso comune a prezzi inferiori e con il tempo forse, anche nelle piccole famiglie cooperative dei paesi dove i medicinali altrimenti non possono arrivare. Per fare questo si &egrave; intaccato un privilegio ormai ingiustificato dei farmacisti che sino ad oggi erano gli unici a poter vendere questi prodotti. Si potrebbe obiettare che abbassando i prezzi si induce un consumo maggiore, forse anche l'abuso, dei farmaci, con tanti saluti ai principi del consumo critico e agli auspici di riduzione dei consumi. Ma non &egrave; questo il punto. Se si ritiene che si consumino troppi medicinali a causa dei prezzi bassi, li si tassi. Con queste risorse si paghino ad esempio il sistema sanitario nazionale oppure i farmaci per gli anziani. Fino a prova contraria restiamo convinti che i farmaci costosi servano soprattutto ad arricchire i farmacisti, e non certo ad impedire l'abuso dell'aspirina.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>SUVvia&#x2c; si pu&#xf3; fare di meglio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-10-03T18:03:39+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/suvvia-si-puo-fare-meglio.html#unique-entry-id-140</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/suvvia-si-puo-fare-meglio.html#unique-entry-id-140</guid><content:encoded><![CDATA[<br />La tassa sui SUV quindi, colpisce troppe persone o troppo poche? Da queste parti si tende a pensare che questa tassa colpisca ne troppo ne poco, ma semplicemnte male. Prima di articolare una proposta alternativa vorrei fissare alcuni punti:<br /><br />- La tassa sul SUV puzza di bolscevico e ricorda le tasse sul lusso. Fa il paro con il manifesto di rifondazione comunista "<a href="http://home.rifondazione.it/foto/198x278/060928piangano2.jpg" rel="external">anche i ricchi piangono</a>". Il punto non &eacute; tassare il SUV perch&eacute; ce l'hanno i ricchi ed i ricchi hanno perso le elezioni e quindi diamo un po' di sfogo all'invidia sociale del mezzo di locomozione. Se la gente pensa che il SUV &eacute; figo, si dovrebbe fare in modo che tutti lo possano avere. A condizione che inquini quanto se non meno di un modello normale. A condizione che sia sicuro per i suoi passeggeri e per i pedoni, a condizione ch non crei disagi nei centri per gli ingombri storici. Insomma, come ho gi&aacute; <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/04-10-Rizzolli.pdf" rel="self">scritto</a> molto tempo fa, il mio problema con il SUV &eacute; circoscritto al suo impatto ambientale, alla sua sicurezza che segue la legge della giungla (mors tua vita mea) ed al suo ingombro. Peraltro esteticamente sono le mie macchine preferite.<br /><br />-La tassazione sull'automobile va ripensata in molti suoi aspetti. L'automobilista non &eacute; la mucca da mungere (magari sempre per invidia sociale). Ma piuttosto un attore sociale che attraverso la sua attivit&aacute; (la guida) provoca delle esternalit&aacute; rilevantissime sugli altri individui e sull'ambiente. La tassazione, ma non solo quella, &eacute; lo strumento che ci consente di riallineare i costi individuali di questa attivit&aacute; ai suoi costi collettivi. In questo senso mi vengono subito in mente tre forme di intervento. Le tasse sul carburante che dovrebbero servire ad internalizzare i danni delle emissioni (effetto serra ed altri inquinanti). Il cosidetto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Road_pricing" rel="external">road pricing</a>, che serve ad internalizzare i costi di congestione, manutenzione e costruzione delle infrastutture. Ed infine le tasse sull'auto che servono ad internalizzare l'impatto ambientale dell'auto stessa.<br /><br />Quali sono i costi ambientali dell'auto? Da quali variabili dipendono? L'impatto di un auto dipende da molti fattori. Si veda ad esempio questo istituto che effettua un <a href="http://www.greenercars.com/methodology.html" rel="external">complicato calcolo </a>dell'impronta ecologica di un auto. I pi&uacute; importanti sono certamente l'efficienza del motore, la sua potenza, soprattutto i sistemi di filtraggio dei gas, il peso dell'autovettura ed il tipo di carburante.<br /><br />Una pi&uacute; alta <strong>efficienza</strong> del motore implica che <em>ceteris paribus </em>l'auto consumi meno carburante. Data l'efficienza, una pi&uacute; alta <strong>potenza</strong> implica consumi pi&uacute; elevati a parit&aacute; di peso ed un pi&uacute; alto <strong>peso</strong> implica pi&uacute; consumi a parit&aacute; di potenza. Il peso implica anche pi&uacute; materiali impiegati per la costruzione e quindi un ciclo di prodotto pi&uacute; impattante. I <strong>sistemi di filtraggio</strong>, la capacit&aacute; di trattenere particelle inquinanti sono una cosa complicata, ma le varie categorie Euro 0, 3,4,5 rappresentano spesso dei salti di ordine di grandezza in termini di emissioni di inquinanti.<br />Infine l'annosa questione dei carburanti. Meglio il diesel o la benzina? Sicuramente meglio il metano e l'etanolo ed in prospettiva l'ibrido e l'idrogeno. Ma questo fronte &eacute; molto delicato (ne ho scritto ad Agosto su <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200608_P15-18_Oltre.pdf" rel="self">cooperazione</a>) ed ha bisogno di una riflessione anche in termini di politiche industriali (vogliamo ad esempio riconvertire le culture alla produzione di bioetanolo o biometano? vogliamo spingere sull'idrogeno che in questo momento ci porta verso la costruzione di centrali atomiche? meglio il greggio arabo o il metano russo? etc.)<br /> <br />La cosidetta tassa sui SUV quindi va a pescare in una sola delle dimensioni che contano: il peso dell'automobile. &Eacute; per questo che non ci piace. Perch&eacute; nella sua immediatezza risulta distorsiva rispetto all'obiettivo di tassare l'impatto ecologico dell'autovettura. E se i 2.600 kg  fossero dovuti al peso di batterie ricaricate da pannelli solari? In questo caso limite staremmo tassando un auto ad impatto zero.<br /><br />Come si costruisce quindi una tassa che rispecchi l'impatto ecologico di una vettura e non sia grossolana come quella attualmente introdotta?<br /><br />Per quanto riguarda i sistemi di filtraggio  la soluzione regolatoria sembra la pi&uacute; adeguata. Ovverosia fissare ogni tot anni standard sempre pi&uacute; elevati e dividere le auto in base a queste categorie generiche  (Euro 0,3,4,5 etc). Troppo complicato fare altrimenti.<br /><br />Per quanto riguarda le altre variabili, sono tutte note. Basterebbe quindi banalmente moltiplicare peso per potenza e dividere per efficienza e per classe di emissione per avere un indice piuttosto raffinato dell'impatto ambientale di un automobile. Questo indice potrebbe essere poi pesato per il tipo di carburante che si predilige incentivare o disincentivare per ragioni che possono essere, come argomentato sopra, anche di politica economica, di sviluppo e geostrategiche.<br /><br />Si potrebbe infine introdurre addirittura una tassa progressiva che penalizzi incrementalmente le automobili al crescere di questo indice, anche se, tarando  bene le variabili non dovrebbe essere necessario.<br /><br />Insomma sui SUV si pu&oacute; davvero fare di meglio, e con la finanziaria in discussione in parlamento qualche correzione pu&oacute; essere apportata. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La Fiction di Falcone ed il Reality della Sicilia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-10-03T08:18:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mafia-fiction-o-reality.html#unique-entry-id-138</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mafia-fiction-o-reality.html#unique-entry-id-138</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="falcone_fiction2--200x150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry138_1.jpg" width="167" height="128"/></div><br />Ieri sera andava in onda la seconda puntata della fiction su Falcone. Io e Lucia abbiamo provato a guardarla ma abbiamo girato dopo pochi minuti per il disagio. Il film &eacute; di buona fattura. Ma non &eacute; artistico il motivo del rigetto. Piuttosto una rabbia sorda e montante nel vedere un paese infingardo che celebra due eroi che non gli appartengono e di cui non &eacute; degno. Forse &eacute; la TV, alla quale ormai associo solo panzane e reality che non &eacute; degna di celebrare. O forse &eacute; l'ipocrisia di un paese che celebra la fiction della lotta alla mafia in TV ma non la conduce nel reality della Sicilia.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Quasi quasi questa bella ragazza mi ha convinto a fare un MBA</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-10-02T12:27:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/lucia-a-repubblica-radioTV.html#unique-entry-id-137</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/lucia-a-repubblica-radioTV.html#unique-entry-id-137</guid><content:encoded><![CDATA[Che ne dite? a me sembra convincente.... La ragazza mora sulla sinistra intendo....<br /><p style="text-align:center;"><a href="http://repubblicaradio.repubblica.it/player.php?mode=prog&ref=3951&stream=video" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page16-1000-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry137_1.jpg" width="232" height="178"/></a><br /><br /><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>La matematica dell&#x27;opinione vaga o la vaga opinione della matematica? </title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-10-02T08:50:34+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/e4f6c66ca77a81480952d37d03cdb7c1-136.html#unique-entry-id-136</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/e4f6c66ca77a81480952d37d03cdb7c1-136.html#unique-entry-id-136</guid><content:encoded><![CDATA[Vabbeh che &eacute; lunedi mattina. Passi che la matematica potrebbe anche essere un opinione. A Repubblica poi sono disposto a concedere qualche leggerezza. E poi chi l'ha detto che "una testa" debba per forza corrispondere ad "un voto". Se Repubblica accorda al mio voto un peso molto maggiore di uno io non posso che non trovarmi d'accordo! Fatto sta che questa mattina ho partecipato a questo sondaggio ed incredibilmente veniva riportata l'opinione del 115% dei 60 votanti che avevano espresso la loro opinione!<br /><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="sondaggiorepubblica" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry136_1.gif" width="458" height="269"/></p>]]></content:encoded></item><item><title>E se Rossi si divertisse di pi&#xfa; in Ferrari?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-10-01T16:20:06+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/rossi-in-ferrari.html#unique-entry-id-135</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/rossi-in-ferrari.html#unique-entry-id-135</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry135_1.jpg" width="122" height="94"/></div>&Eacute; la seconda domenica che la mattina mi strappa al mio sonno troppo presto. O quantomeno troppo presto per alzarmi. E quindi per due domeniche di fila ho guardato il granpremio mattutino. La scorsa settimana il <strong>motomondiale</strong> e questa mattina la <strong>formula uno</strong>. Quando ho smesso di seguire le corse (deve essere stato qualche anno fa, quando l'interesse &eacute; piano piano morto) mi ero accomiatato dal mondo della velocit&aacute; avendo saldamente concluso che le corse in moto fossero dannatamente avvincenti e le corse in auto una noia mortale. Bene. La settimana scorsa mi sono annoiato a morte (e riaddormentato) nel  guardare Capirossi (ma ha vinto lui? e chi se lo ricorda?) davanti a tutti senza nemmeno un sorpasso. Questa mattina invece, assieme, alla pioggia, a  Shangai scorreva l'adrenalina nel vedere la ferrari del tedesco prima perdere poi rimontare e sorpassare lo spagnolo per poi farsi quasi riprendere nel finale. Chi lo avrebbe detto? Forse Valentino Rossi, che non vuole passare in formula uno perch&eacute; troppo noiosa, dovrebbe ricredersi?<br /><br />Comunque due rosse italiane davanti a tutti. In Cina come in Giappone. Questo si, da una certa soddisfazione...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Perch&#xe9; gli avvocati si ed i piloti no?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-10-01T15:13:51+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/avvocati-si-piloti-no.html#unique-entry-id-134</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/avvocati-si-piloti-no.html#unique-entry-id-134</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry134_1.jpg" width="212" height="136"/></div><br />Di tutte le argomentazioni a difesa degli ordini (avvanzate solitamente ed unicamente dagli insider) solo una mi ha spesso messo in difficolt&aacute;. Quella che per la delicatezza della prestazone domandata, ci fosse bisogno di un controllo sulla qualit&aacute; offerta. L'argomento &eacute; del tutto comprensibile per i medici. Visto che si tratta di vita o di morte, sacrificare un po' di efficienza allocativa alla nostra avversione al rischio di morire sembra assolutamente giustificato. Seguendo lo stesso argomento, non si capisce la necessit&aacute; di un ordine per i commercialisti: quale potrebbe essere infatti il rischio di una scarsa preparazione di qualche commercialista? Una sanzione fiscale? Niente di irreversibile, o quantomeno di non-assicurabile e quindi niente che il mercato non possa selezionare da solo. <br /><br />Tra medici e commercialisti ci stanno gli avvocati. L'argomento portato a difesa dell'ordine suona cosi: Dal momento che nessuno vuole correre il rischio di finire in galera a causa di un cattivo avvocato, &eacute; necessario un ordine che selezioni ex-ante i buoni avvocati. Prima obiezione: seguendo questa logica potremmo limitare l'ordine solo agli avvocati che si occupano strettamente di diritto penale (e magari solo di quei reati penali per cui si rischia davvero la galera). Per gli altri, libera concorrenza e selezione reputazionale oppure tramite strutture gerarchiche da parte di aziende di servizi legali.  Seconda obiezione: se &eacute; l'alto rischio a cui si espone il cliente la variabile rilevante (alto rischio dovuto anche ad ua bassa frequenza ma ad un'alto danno atteso) mi si deve spiegare perch&eacute; molte professioni con le stesse caratteristiche funzionano benissimo senza l'esistenza di un ordine. Pensiamo ai piloti di aerei. o i macchinisti dei treni. Responsabilit&aacute; elevatissime. Necessit&aacute; di poter grantire il 100% dell'affidabilit&aacute; perch&eacute; una sola leggerezza pu&oacute; essere catastrofica. Ma non hanno un ordine. Per la verit&aacute; qualche cosa in comune con gli avvocati ce l'hanno. Sono molto organizzati nel rivendicare qualche privilegio, anche se nel caso di piloti e macchinisti l'organizzazione non si chiama ordine ma sindacato. E forse hanno meno successo nel difendere questi privilegi, perch&eacute; l'accesso alla professione (tramite il conseguimento ad esempio di una patente,  ed un tirocinio) non dipende dall'apertura e magnanimit&aacute; degli stessi ma piuttosto a delle scuole abilitate e ai dipartimenti risorse umane delle aziende di cui anche piloti e macchinisti sono dipendenti.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Avvocaticchi ed azzeccagarbugli</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-09-27T10:46:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/avvocaticchi-ed-azzeccagarbugli.html#unique-entry-id-133</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/avvocaticchi-ed-azzeccagarbugli.html#unique-entry-id-133</guid><content:encoded><![CDATA[Dopo <a href="files/tassinari-de-roma.html" rel="self">li tassinari</a> dell'altro giorno, la seconda corporazione che pi&uacute; mi urta per arroganza e saccenza &eacute; senza dubbio quella degli avvocati. Riprendo un link da <a href="http://www.oua.it/rassegna/archivio/0906/new.asp?id=253" rel="external">Pasquale</a> sulla <em>Mozione sui principi per la riforma delle professioni e dell&rsquo;</em><em><a href="http://www.oua.it/rassegna/archivio/0906/new.asp?id=253" rel="self">ordinamento professionale forense</a></em><em> </em>rilasciato ieri dall'<strong>Organismo Unitario dell'Avvocatura</strong> Italiana: in assoluto la lobby pi&uacute; potente d'Italia visto che &eacute; rappresentata da una consistente maggioranza di parlamentari. Ora, boriosi e tronfi del troppo potere di cui la categoria gode, la banda si &eacute; profusa nella produzione di questo documento che &eacute; una vera sfida  alla pazienza, alla comprensione ed alla propensione al dialogo. Forza Bersani, rispondigli abolendo l'ordine tout-court, che poi ne riparliamo anche con questi arroganti....<br /><br />Per chi non ha voglia (o stomaco) per leggersi l'intero documento, vi propongo alcuni estratti significativi sull'accesso dei giovani alla professione:<br /><br />-s<span style="font:12px Tahoma; color:#00117A;">i ritiene essenziale condividere la distinzione tra la laurea breve triennale, senza possibilit&agrave; di accesso all&rsquo;albo, da quella magistrale quinquennale, unica via di accesso alla libera professione; andr&agrave; peraltro previsto, per l&rsquo;accesso al quadriennio [...] un numero programmato, o quantomeno una selezione tramite test attitudinali....<br /><br /></span>Non sia mai che vogliamo regolare l'accesso alla professione semplicemente liberalizzandola, quindi diminuendo il rent-seeking dell'ordine, quindi diminuendone l'appetibilit&aacute; presso i giovani. Facciamo i test attitudinali, magari sondando la pre-disposizione al corporativismo, giusto per rinsaldare il vincolo tribale.<span style="font:12px Tahoma; color:#00117A;"><br /><br />-quanto alle scuole di formazione post-universitarie, va premesso che l&rsquo;avvocatura reputa siano da privilegiare, per la formazione del futuro avvocato, le scuole forensi, che stanno sorgendo sempre pi&ugrave; numerose sull&rsquo;intero territorio nazionale, rispetto alle scuole universitarie;<br /><br />-deve quindi essere nuovamente attribuita in via esclusiva all&rsquo;avvocatura la titolarit&agrave; della formazione forense, e quindi la funzione di trasmissione del sapere e dell&rsquo;identit&agrave; professionale, e conseguentemente le Istituzioni dell&rsquo;avvocatura, con la partecipazione ed il concorso di tutte le componenti, e prioritariamente delle associazioni forensi, dovranno continuare ad esercitare il doveroso ruolo di formazione ed il controllo di professionalit&agrave;;<br /><br />-vanno al pi&ugrave; presto individuate risorse economiche pubbliche, per contribuire allo sviluppo ed al funzionamento delle scuole forensi, rivestendo la formazione dell&rsquo;avvocatura, soggetto di giurisdizione, un innegabile interesse pubblico;<br /><br /></span>Insomma, lo Stato non si occupi degli affari nostri, di chi facciamo entrare nel circolo e chi lasciamo fuori. Pensi piuttosto a procurarci i soldi che ci servono per mantenere in piedi questo sistema dal quale guadagnamo solo noi che gi&aacute; ci siamo dentro, e quelli, un giorno, tra molti anni, disposti ad accettare le nostre regole per entrare.<br /><br /><p style="text-align:justify;"><span style="font:12px Tahoma; color:#00117A;">-quanto al tirocinio, appare indispensabile prevedere una pratica effettivamente professionalizzante, ossia concretamente svolta, sotto la guida del dominus [...] il ruolo del professionista &ldquo;dominus&rdquo; deve essere esaltato quale fonte di trasmissione dei saperi legati all&rsquo;esercizio della professione;<br /></span><br />Il dominus, vi rendete conto? giusto per chi si fosse confuso, cosi si capisce chi &eacute; il dominus e chi &eacute; il servo.... E chiariamo subito le idee a chi magari -povero illuso- pensava che a 25-30 anni potesse avere la maturit&aacute; per imparare da altri gli attrezzi del mestiere ma allo stesso tempo costruirsi un'identit&aacute; e professionalit&aacute; propria. Non funziona cosi: nella nostra gilda funziona alla maniera del Satyiricon: Qualis dominus, talis et servus. Peraltro mi sembra chiaro come il dominus si sia esaltato abbondantemente da solo scrivendo questo delirio di onnipotenza.<br /><span style="font:12px Tahoma; color:#00117A;"><br />-va valutata l&rsquo;opportunit&agrave; di prevedere un equo compenso indennitario al praticante, escludendo comunque qualsiasi riferimento alla &ldquo;retribuzione&rdquo;, trattandosi di rapporto per nulla assimilabile allo schema del rapporto subordinato o parasubordinato; detto compenso dovr&agrave; risultare parametrato alla quantit&agrave; e qualit&agrave; del lavoro svolto, pur sempre nell&rsquo;ottica dell&rsquo;apprendimento;<br /></span><br />E sia, valutiamo se la servit&uacute; sotto il giogo del dominus meriti almeno un piccolo compenso. Trattasi, sia bene inteso per&oacute;, di un'elargizione, perch&eacute; &eacute; il dominus che forma il servo e non quest'ultimo che fatica per il padrone.<br /><br />-d<span style="font:12px Tahoma; color:#00117A;">ovranno venire individuate precise modalit&agrave; per caricare gli oneri economici della formazione del futuro avvocato [...] sullo Stato o sulle Regioni, [...] anche in relazione all&rsquo;equo compenso di cui sopra [...]  va nondimeno garantita, pur in presenza dei finanziamenti pubblici suddetti, l&rsquo;autonomia ed indipendenza della professione forense dalla ingerenza di ogni potere;<br /></span><br />E qui siamo al parossismo dell'arroganza: Lo stato, cio&eacute; la gente comune deve farsi carico di pagare i ragazzi che vogliono entrare nella ristretta cerchia di privilegiati (sempre nel lungo periodi si intende) che poi su quello stesso stato e su quegli stessi citttadini si rivalgono attraverso tutte le forme e pratiche e distorsioni della concorrenza di cui purtroppo leggiamo sui giornali (quando non li viviamo personalmente).<br /><br />Il documento peraltro prosegue con altre incredibili proposte da gilda medioevale. Bersani davvero, se ce la fai, facci entrare nell'era moderna...<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Il sorpasso</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-09-26T08:03:59+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/il-sorpasso-della-spagna.html#unique-entry-id-132</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/il-sorpasso-della-spagna.html#unique-entry-id-132</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="retro_fanfaron" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry132_1.jpg" width="208" height="154"/></div>  In questi giorni si fa un gran parlare dell'uscita di Zapatero sul prossimo <a href="http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/node/11070" rel="self">sorpasso spagnolo</a> ai danni del nostro paese. In meno di quattro anni la Spagna produrr&aacute; un reddito pro-capite superiore a quello dell'Italia. Al di l&aacute; dei numeri grezzi del PIL, la realt&aacute; &eacute; per&oacute; ben diversa. <strong>La spagna non si appresta a sorpassarci, semplicemente ci &eacute; passata davanti talmente veloce che noi nemmeno ce ne siamo accorti. </strong>Ero a Madrid dieci giorni fa. Il sorpasso &eacute; evidente sin dall'arrivo al magnifico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Barajas" rel="self">aereoporto</a> della capitale (il pi&uacute; esteso del mondo come superficie coperta, ed il terzo come numero di passeggeri in Europa), quando si prende la metropolitana pi&uacute; estesa d'Europa dopo quella di Londra  (ma sicuramente pi&uacute; pulita di questa) e girando per le strade sontuose e rimesse tutte a nuovo. Ognuno sceglie il proprio personale metro per giudicare la modernit&aacute; di un paese. Io personalmente metto in testa il <a href="http://www.calatrava.com/main.htm" rel="external">coraggio architettonico</a>. Conta per me anche il senso civico degli abitanti, la voglia di viaggiare dei suoi studenti, la qualit&aacute; delle universit&aacute;, la filmografia ed altro ancora. Queste variabili anticipano sempre il freddo PIL-pro-capite che misura con il senno di poi una storia di successo. Su ognuno di questi punti, la Spagna ci sta gi&aacute; facendo mangiare la polvere del sorpasso. Solo che molti di noi sono ancora girati all'indietro, come il Gasmann della foto, fiduciosi di non vedere ancora il paese iberico alle calcagna ed ignoranti del fatto che la Spagna, ci &eacute; gi&aacute; passata dinanzi. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Li tassinari</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-09-21T11:44:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/tassinari-de-roma.html#unique-entry-id-131</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/tassinari-de-roma.html#unique-entry-id-131</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="taxi_02072006" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry131_1.jpg" width="189" height="135"/></div>Non so perch&eacute;, ma davvero ce l'ho con i taxisti della capitale. Un motivo tra i tanti potrebbe essere quella signora con il bimbo in braccio stravolto dal sonno, all'una di ieri notte, che dice a Lucia che sta aspettando uno stramaledetto taxi da 40 minuti. Comunque a Roma qualcosa si muove. La rabbia contro la categoria monta. Le posizioni diventano sempre pi&uacute; indifendibili. Forse le forzature di questa estate, finiscono con il ritorcersi contro la categoria. Speriamo. Prendo spunto dalla Repubblica di oggi per illustrare l'arroganza e tracotanza della categoria: Il signor Bittarelli, noto alle cronache per essere, oltre che capo di unione radiotaxi, esponente di allenaza nazionale non che fomentatore delle proteste pi&uacute; cruente dell'estate, richiama una trattativa del 2004 nella quale, a fronte di piu corse preferenziali e alla battaglia contro l'abusivismo, i taxisti avevano concesso 300 nuove licenze. Colta l'ironia? <strong>I taxisti avevano concesso nuove licenze</strong>... Ma scherziamo??? Questi signori sono ad un livello tale di delirio di potere oligopolistico da sostituirsi al comune stesso e sentirsi loro in grado di "concedere nuove licenze". <br /><br />Di fronte a questo, proporrei al comune di chiudere entrambi gli occhi sull'abusivismo. Anzi legalizzarlo. Chiunque abbia un auto sufficientemente pulita e dignitosa ed una patente in regola, si rechi al comune, si prenda un segnalatore satellitare di attvit&aacute; ed un qualche sistema per monitorare le tariffe e si metta per strada. E poi riapriamo il confronto con il signor Bittarelli.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;Abi chiude il conto con Bersani</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-09-19T11:28:31+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/abi-chiude-il-conto.html#unique-entry-id-130</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/abi-chiude-il-conto.html#unique-entry-id-130</guid><content:encoded><![CDATA[Notizia di Repubblica (pg 35)	: <strong>Costi di chiusura dei conti bancari, L'Antitrust blocca la circolare Abi.</strong> <em>"Lede la concorrenza". L'Associazione la ritira. Bersani: intervento tempestivo, il sistema inizia a funzionare.</em><br /><br />&Eacute; successo che a seguito del decreto Bersani di questa estate che aboliva i costi di chiusura dei conti, l'Associazione Bancaria Italiana ha mandato agli associati una circolare sibillina che con la scusa di risolvere <a href="http://www.abi.it/" rel="self">i problemi di intelligibilit&agrave; del decreto</a> (!!!), suggerisce ai suoi associati come aggirarne le norme. Ad esempio suggerisce che le condizioni del conto possono essere ancora cambiate unilateralmente per "giustificato motivo" oppure suggerische che per  aggirare il divieto di imporre i costi di chiusura si pu&ograve; limitare il numero dei servizi base del conto su cui questi costi non possono essere applicati. Insomma, siamo di fronte al solito cartello oligopolista che cerca di coordinare il lavoro tra i membri, solo che da noi alle riunioni dei cartelli ci vanno i politici con tutti i crismi dell'ufficialit&agrave; anche quando questi cartelli sono cosi spudorati da pubblicare sui loro siti i suggerimenti su come aggirare le leggi dello stato.<br /><br />Leggiamo che Bersani si &egrave; rallegrato del tempestivo intervento dell'Antitrust. E cosi approdiamo al'epilogo pi&ugrave; surreale della premessa. L'Abi comunica agli associati che in omaggio ai suggerimenti dell'antitrust, la precedente comunicazione con la quale si davano dei suggerimeti su come fare pi&ugrave; grana aggirando la legge &egrave; da considerarsi ritirata. Praticamente un certificato di garanzia che il meccanismo funziona. Il tutto con la benedizione di Bersani e dell'antitrust.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Il club dei MilleMinchia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-09-17T09:30:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/Club-milleminchia.html#unique-entry-id-129</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/Club-milleminchia.html#unique-entry-id-129</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="alitalia" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry129_1.jpg" width="518" height="216"/></div><br />Pensavo di far parte del club MilleMiglia grazie a quel gruzzolo di punti  accumulati nei recenti viaggi. Chissa quali privilegi, quali comodit&aacute;, quali fantastici regali per i membri del prestigioso club. Niente miglia invece. Solo minchia(te). Si, credo che ad Alitalia ci abbiano iscritti di diritto al club dei MilleMinchia (tu sei un minchia, diceva il mafioso del <a href="http://www.scafroglia.rai.it/R3_popup_articolofoglia/0,6844,108%5E737,00.html" rel="external">caso scafroglia</a>).<br />Guardate l'ultima pubblicit&aacute;  di Alitalia: <br /><br /><strong>239 &euro;</strong> A/R roma New York! wowowoww!! Fantastico, pensava il minchia...<br />poi legge sotto e deve aggiungere<br /><strong>+55</strong> <strong>&euro; </strong>tasse aereoportuali<br /><strong>+170 &euro; </strong>di carburante (!!!)<br /><strong>+45</strong> <strong>&euro; </strong>servizi di vendita (!!!)<br /><br />totale= <strong>239 + 270 = 520 &euro;</strong> cio&eacute; piu del doppio del prezzo pubblicizzato. Ed il minchia si domanda: ma chi minchia ha fatto sta minchiata?<br /><br />Poi dicono che Alitalia va male....<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;OPA alla genovese</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-09-13T10:22:41+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/OPA-alla-genovese.html#unique-entry-id-128</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/OPA-alla-genovese.html#unique-entry-id-128</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry128_1.jpg" width="157" height="188"/></div><strong>OPA alla genovese</strong>. cosi l'ha ribattezzata Grillo. Si Grillo, quello mattacchione, un po' cialtrone, spesso populista. Si, quello, proprio  quello! Che poi &egrave; lo stesso che ci aveva visto giusto su parmalat anni prima delle societ&agrave; di revisione ed &egrave; quello che da anni va spiegando come il tronchetto dell'infelicit&agrave; (cosi chiama l'AD di telecom) si stia svendendo a pezzi la Telecom per pagarsi i debiti fatti per acquistare il pacchetto di controllo a monte della lunga catena di scatole cinesi con le quali ora guida il gigante delle TLC. A due giorni dall'11 settembre, ora che un po' tutti hanno aperto gli occhi sulle vicende telecom, e storcono il naso, Grillo si muove per primo. Prima della goldenshare governativa, prima delle eventuali OPA di gruppi stranieri.<br /><br /><strong>Grillo raccoglie deleghe</strong>. <a href="http://www.beppegrillo.it/azionisti.php" rel="self">Raccoglie deleghe degli azionisti Telecom</a>, degli azionisti dispersi, quelli che la teoria economica vede solo come detentori di capitale flottante ma soprattutto detentori di un interesse talmente marginale rispetto al pacchetto azionario totale da poter esercitare solo l'opzione di <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Exit%2C_Voice%2C_and_Loyalty" rel="external">exit</a></em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Exit%2C_Voice%2C_and_Loyalty" rel="external"> e non gi&agrave; quella di </a><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Exit%2C_Voice%2C_and_Loyalty" rel="external">voice</a></em><em>. </em>Ed invece Grillo ci prova e si inventa la <em>share action. </em>Vuole presentarsi all'assemblea telecom, forte di un numero tale di deleghe da poter essere preso in considerazione e chiedere all'attuale gruppo direttivo di fare le valige per manifesta incompetenza. <br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry128_2.jpg" width="126" height="179"/></div>Al di la del merito, l'idea della share action, da queste parti intriga molto. SAr&agrave; per il fatto che si pretende di studiare la law&economics. Un bell'esperimento sul campo: coordinare milioni di azionisti dispersi per restituire loro il peso annullato dalle scatole cinesi. Da queste parti l'affare telecom &egrave; un avvenimento di intrattenimento da guardare con distacco. Non possedendo azioni telecom, e non pagando nemmeno pi&ugrave; il canone alla suddetta (e nemmeno la ricarica alla TIM o l'ADSL alla TIN) siamo da pochi mesi una <strong><em>fully de-telecomized household. </em></strong>Ma lo spettacolo sembra promettente e ci sediamo volentieri in tribuna a tifare per il mattacchione!!!!<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Tronchetti fa Telecom a &#x3c;i&#x3e;tronchetti&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-09-11T09:42:56+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/telecom-trocnettata-svenduta.html#unique-entry-id-127</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/telecom-trocnettata-svenduta.html#unique-entry-id-127</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry127_1.jpg" width="106" height="106"/></div>Confesso che pur occupandomi di economia, vado sempre veloce sulle pagine dei giornali dedicate alla finanza e capisco ancora meno di contabilit&agrave;. Per&ograve; le ultime vicende di Telecom puzzano da lontano anche ad un non esperto come il sottoscritto. Era la fine di giugno del 2005 quando tra le fanfare e gli squilli di tromba, si concludeva la "fusione del secolo" tra Telecom e Tim. Qualche maligno insinuava che l'operazione fosse di puro maquillage finanziario, e servisse unicamente a portare pi&ugrave; denaro fresco a chi si era comperato il colosso anni addietro indebitandosi oltremodo. Pure malignit&agrave; ovviamente. Un grande capitano, alla guida di una grande nave -si diceva- aveva chiara la rotta, e puntava la prora verso l'approdo sicuro dell'lintegrazione fisso-mobile e verso le nuove frontiere dell'industra delle comunicazioni del ventunesimo secolo. Nessuna tattica finanziaria, solo un lungimirante piano industrale. <br /><br />15 Mesi dopo, mentre gi&agrave; si sono defilati Hopa, Unicredit e Banca Intesa (un fuggi fuggi che a me ricorda parmalat); dopo che ci si &egrave; venduti Telespazio, Seat Pagine Gialle, Finsiel e Pirelli Cavi; dopo che il debito di Telecom &egrave; stato declassato perch&egrave; il capitano invece di ripagare i debiti, distribuisce (a se stesso) dividendi;  dopo tutto questo, ecco la grande virata. Il grande capitano, lui solo al comando del vascello  (che timona con scatole cinesi) verso l'approdo sicuro inverte la rotta. Indietro tutta. Ora TIM deve sganciarsi da Telecom ed essere venduta. Cosi esige la visione strategica, cosi vuole il nuovo lungimirante piano industriale. Cosi fanno le concorrenti (ma quali? ma chi?). Ci manca solo che ci dicano che cosi vuole l'Europa. Ancora una volta partono le fanfare per cercare di coprire con il chiasso i solito giochi della finanza italiana, dove mezzi satrapi  con un pugno di azioni, controllano societ&agrave; di rilevanza pubblica (per il servizio che svolgono) con l'unico fine dell'arricchimento privato. Che a noi sta bene, sia chiaro; a condizione che nel tentare di arricchirsi, non finiscano con l'impoverire, se non addirittura dilapidare, quelle industrie dei cui servizi ci serviamo noi.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Gara di cretinaggine</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-09-07T14:40:36+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/no-il-dibattiti-no.html#unique-entry-id-126</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/no-il-dibattiti-no.html#unique-entry-id-126</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="61611_bush" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry126_1.jpg" width="207" height="153"/></div>Se non fosse che entrambi giocano con le bombe atomiche (uno dei due per la verit&agrave; non ce l'ha ancora ma ha la ferma ambizione di comperarsi il giocattolo molto presto) ci sarebbe da ridere. Si perch&egrave; di due cretini non si dovrebbe fare altro che gustarsi le scemenze e dimenticare il tutto con una grassa risata.<br /><br />Ha cominciato il nostro beniamino di oltreoceano due giorni orsono: a) Ahmadinejad &egrave; un dittatore. b) L'Iran &egrave; come Al Qaeda e c) gli iraniani sono terroristi. Tre affermazioni da cretino. La prima suona cretina se si pensa che &egrave; un'accusa mossa da uno che le elezioni le ha vinte alla corte suprema contro uno che, volenti o nolenti, ha preso pi&ugrave; del 60% dei voti alle presidenziali iraniane. E non ci sono (purtroppo) segni di una crescente opposizione nel paese. Certo non puo dire lo stesso Bush che invece naviga molto male, e da parecchio tempo, nei sondaggi. La seconda affermazione risulta anche alquanto cretina: diciamo che paragonare uno stato teocratico (per giunta sciita e persiano) ad una organizzazione terroristica (sunnita ed araba)  non aiuta molto a comprendere quello che succede. La terza affermazione &eacute; un altro campione di cretinaggine, soprattuto per uno che vuole conquistare le menti ed i cuori degli iraniani alla democrazia (contro il dittatore di cui sopra).<br /><br /><div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="143522600_9f34fbb8a7" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry126_2.jpg" width="222" height="152"/></div>Di fronte ad un picco cosi elevato di cretinaggine, un interlocutore non-cretino avrebbe dovuto solamente tacere, perch&eacute; davvero il tutto si commenta da solo. Ma un altro cretino non si tira mai indietro. Ed allora eccoci con il a) Bush non &eacute; nulla davanti a Dio e b) voglio sfidare Bush in un dibattito all'ONU. La prima affermazione &eacute; molteplicemente cretina. Per quanto Bush sia cretino, non lo abbiamo ancora sentito paragonarsi a Dio (ne a Ges&uacute;, ne a Napoleone, ne a Giustiniano. Paragoni che invece si &eacute; azzardato a fare il pi&uacute; cretino di tutti che abita ahinoi a casa nostra). Peraltro ci chiediamo se l'affermazione implichi che invece il signor Ahmadinejad coltivi un ego di dimensioni bibbliche, pardon, coraniche. La seconda affermazione potrebbe essere commentata dal Moretti di Ecce Bombo: "No, il dibattito no!". Comunque, se proprio si deve fare il dibattito, vorremmo che il nostro recente amore ministro D'Alema partisse per l'ennesima missione di pace gloriosa ed offrisse la medizione italiana in questo conflitto proponendo Bruno Vespa come forza di interposizione dibattimentale.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Esamificio Italia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-09-02T19:43:41+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/esamificio-italia.html#unique-entry-id-125</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/esamificio-italia.html#unique-entry-id-125</guid><content:encoded><![CDATA[Io non ho mai capito perch&eacute; agli studenti universitari italiani venga concesso di riprovare in continuazione gli esami. Intendiamoci, non che io non ne abbia approfittato. Non che non fossi disposto a fare le barriccate per ottenere l'ennesimo appello o una nuova sessione. Anche se Trento per la verit&aacute; &eacute; sempre stata parca (due-tre sessioni con due appelli ciascuna). Ma ora che mi trovo indifferente e terzo, sospeso come sono tra l'aver finito di subire l'esame da studente e lungi ancora dal proporre l'esame in altra veste, posso addombrare l'assurdit&aacute; del nostro sistema.<br /><br />Se ne &eacute; accorto anche il professor <a href="http://www-users.york.ac.uk/~jdh1/index.html" rel="external">John Hey</a> che insegna, oltre che a York, anche in Italia alla Luiss. <a href="http://www-users.york.ac.uk/~jdh1/exams/index.htm" rel="external">Qui</a> mette a confronto l'esamificio italia con quache esempio straniero:<br /><br /><strong>UN</strong> esame per corso all'anno e <strong>senza possibilit&aacute;</strong> di ripetere l'esame in caso di respingimento: <strong>Canada, United States<br />UN</strong> esame per corso all'anno ed al massimo <strong>UNA</strong>  possibilit&aacute; di ripetere l'esame in caso di respingimento: <strong>Denmark, France, Germany, Mexico, Switzerland, United Kingdom<br />UN </strong>esame per corso all'anno ed al massimo <strong>DUE</strong>  possibilit&aacute; di ripetere l'esame in caso di respingimento: <strong>Austria, The Netherlands<br />Fino a DIECI esami per corso all'anno con </strong>quante si voglia possibilit&aacute;  di ripetere l'esame in caso di respingimento: <strong>Italy<br /><br /></strong>Forse il ministro Mussi potrebbe iniziare da qui con quel riformismo da cacciavite di cui parla spesso Prodi.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Rossi di vergona&#x2c; verdi di rabbia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-09-01T11:37:22+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/inchiesta-immigrazione-pomodori-puglia.html#unique-entry-id-124</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/inchiesta-immigrazione-pomodori-puglia.html#unique-entry-id-124</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//1370307/&print=true" rel="self"><img class="imageStyle" alt="pomodori2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry124_1.jpg" width="232" height="275"/></a></div>Stiamo mandando i nostri soldati in Libano. Abbiamo gi&aacute; detto <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/accidenti-guerra-accidentale.html" rel="self">qui</a> che ne andiamo orgogliosi. Ma poi capita che si legga l'<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//1370307/&print=true" rel="external">inchiesta di Fabrizio Gatti sull'Espresso</a> e che venga  voglia di far rientrare subito i militari e mandarli in Puglia.<br /><br />Non ci sono credo parole da aggiungere, se non per parlare del profondo senso di vergogna e rabbia che si prova da queste parti. Otto giorni fa, eravamo ad <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ellis_Island" rel="self">Ellis Island</a>. Dove molti dei nostri cari (e non &eacute; un modo di dire, attraverso i <a href="http://www.ellisisland.org/?gclid=CJWDv5CXjIcCFR09UgodW2EL5A" rel="external">computer del museo</a> siamo risaliti ad alcuni nomi di parenti effettivamente passati di la) hanno cercato fortuna da emigranti. Ed in molti casi l'hanno trovata in un paese che -allora- era generoso con i poveri capaci solo di lavoro e speranza. E noi, a nemmeno un secolo di distanza, dobbiamo essere complici di questa vergogna?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>la locanda dello scalco</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-08-31T19:04:43+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/locanda-dello-scalco.html#unique-entry-id-123</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/locanda-dello-scalco.html#unique-entry-id-123</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.locandadelloscalco.it/ita/locanda.htm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="pop_locanda1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry123_1.jpg" width="152" height="168"/></a></div>Io mi lamento sempre della ristorazione trentina. Chiunque abbia speso qualche giorno nella mia terra pu&oacute; convenire facilmente sul fatto che &eacute; praticamente impossibile trovare una cucina e soprattutto un servizio all'altezza delle cose magnifiche che la regione offre in termini di bellezze naturali, artistiche ed anche rispetto all'ambizione di Trento di elevarsi sopra il suo rango naturale di sonnacchiosa citt&aacute; di provincia.<br /><br />Ieri sera per&oacute; ho trovato finalmente un'eccezione.. C'erano due cose importanti da festeggiare; una di queste erano i trent'anni di matrimonio dei miei. Siamo andati in <a href="http://www.locandadelloscalco.it/" rel="self">questo posto </a>stupendo. Forse perch&eacute; il gestore &eacute; cresciuto a Milano, forse perch&eacute; il posto assomiglia molto ad un maniero toscano, ma l'esperienza &eacute; stata sublime sia per il palato che per il trattamento. Ho dato anche un'occhiata veloce alle camere raffinatissime; vi assicuro che questo &eacute; il posto dove passare qualche giorno in Trentino!]]></content:encoded></item><item><title>A Yale girano certi asini</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-08-30T13:08:07+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/yale-shmale.html#unique-entry-id-122</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/yale-shmale.html#unique-entry-id-122</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.yaleshmale.com/yaleshmale.php" rel="external"><img class="imageStyle" alt="yaleshmale" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry122_1.jpg" width="156" height="142"/></a></div>Si lo so che questa idea vi &eacute; balenta dopo aver saputo che ci andavo per un po'. Ma questo &eacute; quello che molti altri hanno pensato dopo aver saputo che anche Bush jr &eacute; passato per New Haven. Ecco come si fa pubblicit&aacute; una universit&aacute; canadese, sbeffeggiando le tanto blasonate concorrenti della ivy league.<br /><br />Grazie a Max Vatiero per la segnalazione.<br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Conversioni e riconciliazioni di comiato</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-08-29T10:31:42+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/inter-red-sox.html#unique-entry-id-120</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/inter-red-sox.html#unique-entry-id-120</guid><content:encoded><![CDATA[Nell'ultima settimana d'America succedono cose...<br /><br /><div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="redsox" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry120_1.gif" width="134" height="173"/></div><strong>Conversione</strong>. Orfano per lunghi mesi della mia sfortunata Inter, quasi disgustato dai troppi successi recenti, che a memoria d'uomo non si ricorda un inter vincere coppa italia, scudetto e supercoppa nel giro di poche settimane, ho frettolosamente trasferito la mia fede sportiva in uno stadio di baseball. I <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Boston_Red_Sox" rel="external">red sox</a></strong> sono la vecchia inter del diamante. Squadra gloriosa, da sempre ai vertici. Chicosissima perch&eacute; bostoniana. Costosissima perch&eacute; fatta dei campioni pi&uacute; blasonati. quelli che di solito l'anno prima avevano fatto vincere le proprie squadre di provenienza. Ma che l'anno dopo regolarmente si acciaccano. Sempre li li per vincere. Ma mai abbastanza cinica per concludere (tranne che nel 2004, dopo quasi 80 anni dall'ultima volta) Sempre succube degli odiati cugini newyorkesi, i cinici, spregiudicati, arrivisti e mezzi mafiosi yankees che, nell'immaginario della serie A sono quindi l'equivalente della somma di Juve e Milan: il peggio del peggio quindi.<br /><br />Insomma, se il tifo &eacute; una religione, io ho abbandonato il monoteismo ed ora porto due squadre nel cuore. Di quella che usa palla, mazza e guantone, ed ha due calzini rossi come simbolo, non conosco nemmeno bene le regole dello sport che pratica, ma non importa; &eacute; l'aurea di interista d'america che me l'ha fatta amare al punto di dotarmi pure di cappellino.<br /><br /><strong>Riconciliazione. </strong>Riconciliarsi con la grande mela. e non per via dell'altra <a href="http://www.apple.com/" rel="self">mela</a> che mi piace tanto. E nemmeno per il fatto che, da buon trentino, la <a href="http://www.melinda.it/" rel="self">mela </a>mi ossessiona. Solo che la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Big_Apple" rel="self">grande mela</a> &eacute; davvero una citt&aacute; fantastica. E forse mi piacerebbe viverci per un po'. Chiss&aacute;...<br /><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="NY -2nd atto - 084" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry120_2.jpg" width="150" height="200"/></a>  </a><img class="imageStyle" alt="NY -2nd atto - 115" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry120_3.jpg" width="150" height="200"/></a>  </a><img class="imageStyle" alt="NY -2nd atto - 156" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry120_4.jpg" width="150" height="200"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>Oltre il petrolio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-08-26T13:01:41+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/oltre-il-petrolio.html#unique-entry-id-119</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/oltre-il-petrolio.html#unique-entry-id-119</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="oltreilpetrolio" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry119_1.gif" width="216" height="178"/></div>Sul numero di Agosto di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self">Cooperazione</a>, ho ancora battuto un mio chiodo fisso; le alternative al petrolio. Questa volta ho riportato i risultati di una prova pubblicata qualche settimana prima  su <a href="9http://hearst.corp.printthis.clickability.com/pt/cpt?action=cpt&tit...otive%2Fauto_technology%2F2690341.html&partnerID=77161&cid=2690341" rel="external">Popular Mechanics</a>. L'idea era quella di fare il coast-to-coast con diverse automobili alimentate con fonti di energia differenti; dalla benzina al metano, dall'etanolo all'idrogeno, dal GPL all'elettrico. Il confronto in termini di costi, di emissioni e di impronta ecologica delle diverse fonti &eacute; assolutamente interessante in quanto dimostra come le alternative al petrolio comincino davvero a rendersi interesati anche economicamente.]]></content:encoded></item><item><title>Hezbochi?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-08-18T18:02:02+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/hezbochi-camorra.html#unique-entry-id-118</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/hezbochi-camorra.html#unique-entry-id-118</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="18mideast190.3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry118_1.jpg" width="200" height="237"/></div>Due giorni fa parlavo con un professore di queste parti. Ebreo. Gli confidavo la mia perplessit&aacute; sul fatto che questa guerra abbia portato qualche beneficio ad Israele. Lui si diceva convinto del fatto che, una volta concluso il ritiro dell'esercito israeliano, il popolo libanese avrebbe cominciato a chiedere conto ad hezbollah se davvero fosse valsa la pena di provocare una guerra con tutte le morti e distruzioni che ne sono conseguite.<br /><br />Da queste parti si era dubbiosi. Davvero la gente reagir&aacute; cosi? <a href="http://www.nytimes.com/2006/08/18/world/middleeast/18mideast.html?_r=1&pagewanted=print" rel="external">Sembra proprio di no</a>. Purtroppo per Israele, hezbollah non solo ha guadagnato le simpatie dei libanesi e di tutti gli arabi per la sua capacit&aacute; di resistere onorevolmente all'esercito israeliano, ma &eacute; destinata a crescere i propri consensi grazie al ruolo che intende svolgere nella <a href="http://service.spiegel.de/cache/international/0,1518,432054,00.html" rel="external">ricostruzione</a>. <strong>Hezbollah prima provoca la guerra, poi porta gli aiuti?</strong> <br /><br /><strong>Ma chi &eacute; hezbollah? </strong>Che cosa se ne dovrebbe pensare da queste parti? Sono i terroristi internazionali al soldo di Iran e Siria, senza volto, spietati e fanatici come ce li dipinge Israele? Oppure sono dei valorosi resistenti, baluardo della nazione libanese contro il nemico sionista come ce li descrive la stampa araba?<br /><br />Mi sto facendo l'idea che hezbollah assomigi sempre di pi&uacute; ad un fenomeno che noi Italiani consciamo bene. Purtroppo. <br /><br /><strong>Hezbollah prima provoca la guerra, poi porta gli aiuti.</strong> A me ricorda  la camorra che prima spinge per l'abusivismo, e poi dispensa qualche lira alle vittime degli smottamenti. O la mafia che si prende a carico le vedove. Insomma, uno stato parallelo che si alimenta in una cultura dell'assedio. Un entit&aacute; che allo sguardo miope delle vittime sembra l'unica soluzione al problema, e la prospettiva presbite di noi osservatori distaccati e disincantati ce lo fa sembrare come l'unica causa. Miope perch&eacute; quando la sofferenza e la necessit&aacute; ti toccano da vicino, non puoi fare altro che pensare ed agire con la prospettiva dell'immediato. Presbite perch&eacute; la distanza dal problema conduce, come ha condotto l'amico professore, a non coglierne i meccanismi solidaristici e familistici che caratterizzano certe comunit&aacute;, soprattutto quando sopravvivono ad una guerra.<br /><br />Ma noi italiani la mafia e la camorra le conosciamo bene. Ne conosciamo i risvolti culturali, l'estrema difficolt&aacute; che comporta ogni tentativo di estirparle. &Eacute; lo stato parallelo che una volta insediato per esigenze supplettive (nel caso di Hezbollah, la guerra all'occupante Israele dopo il 1982 in mancanza di un forte esercito libanese) non ha intenzione di ritornare il potere.<br /><br />Hezbollah &eacute; una creatura dell'occupazione degli anni ottanta. Alimentata con gli enzimi ed ormoni dei petroldollari iraniani ha completato la sua crescita al testosterone nella recente guerra. Chi deve riflettere su questo fatto, pi&uacute; di tutti, &eacute; la stessa Israele.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Io c&#x27;ero</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-08-15T13:37:20+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/io-c-ero-ma-non-so.html#unique-entry-id-115</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/io-c-ero-ma-non-so.html#unique-entry-id-115</guid><content:encoded><![CDATA[Io c'ero. Avete presente quando vi rendete conto d'improvviso di fare parte di una storia? Magari perch&eacute; siete accanto a qualcuno famoso, magari perch&eacute; vedete le telecamente del TG che riprendono quello affianco a voi. Magari perch&eacute; siete in un luogo decantato in una storia importante. Ebbene. La mia attuale padrona di casa, sabato scorso, ha pubblicato sul New York Times un<a href="http://www.nytimes.com/2006/07/23/fashion/sundaystyles/23love.html?ei=5070&en=eb3bea6a37d5a6cb&ex=1155787200&pagewanted=print" rel="external"> lungo pezzo</a>, in cui, tra le altre cose... tra le altre cose...dice... dice... beh lo lascio dire a lei: <span style="font:16px Georgia, serif; "> <br /><br /></span><em>And at the kitchen sink, where I was washing the dinner dishes, he came up from behind and kissed me. And suddenly, just like in the movies, we were sliding along the counter with pots and pans tumbling and dishes crashing until we found ourselves in the living room on the big leather chair that had been given to me by a friend who&rsquo;d found success in Hollywood and felt sorry for me &mdash; poor single-mom adjunct professor back in Connecticut</em><span style="font:16px Georgia, serif; ">.<br /></span><br />Insomma: io c'ero. Nella stessa casa voglio dire. E diversi anni dopo. E peraltro non sono del tutto sicuro che la cosa mi faccia piacere. Insomma: sono comunque entrato nella storia. Di qualcun'altro.<br /><br /><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="Yale - 149" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry115_1.jpg" width="150" height="112"/>  <img class="imageStyle" alt="100_6616" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry115_2.jpg" width="150" height="112"/> <img class="imageStyle" alt="Yale - 122" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry115_3.jpg" width="150" height="112"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">PS. Le foto sono originali. Cosi come la <em>leather chair </em>da cui scrivo...</p>]]></content:encoded></item><item><title>War-insider trading</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-08-15T13:18:06+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/wa-insider-trading.html#unique-entry-id-114</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/wa-insider-trading.html#unique-entry-id-114</guid><content:encoded><![CDATA[Domanda, ma anche questo comportamento si configura come reato di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insider_trading" rel="external">insider trading</a></em>?<br /><strong><br />Israele, capo di stato maggore vendette le sue azioni prima dell'attacco. </strong>Il capo di stato maggiore Dan Halutz ha ordinato alla propria banca la vendita di tutte le sue azioni (20 mila euro) il 12 luglio, tre ore dopo il rapimento in Galilea di due soldati da parte di miliziani Hezbollah e mentre la guerra ormai incombeva. La notizia, riferita in prima pagina dal quotidiano Maariv, &egrave; stata confermata dalla radio militare. Un portavoce militare ha replicato che Halutz dedica tutti i propri sforzi alla difesa del Paese. Malgrado ci&ograve;, ha aggiunto, ha il diritto di gestire come crede le proprie risorse private alla stregua di ogni altro privato cittadino. (da Repubblica.it.)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Beppe Grillo come segretario ONU</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-08-14T22:26:31+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/beppe-grillo-segretario-onu.html#unique-entry-id-113</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/beppe-grillo-segretario-onu.html#unique-entry-id-113</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; ">Oggi il </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/#000788" rel="external">post di Grillo</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> &eacute; eccezionale. Un piccolo estratto: </span><em>l fanatismo religioso &egrave; spesso sessuofobo, mai visto una pornostar che pretenda di spiegare agli altri cosa &egrave; bene o cosa &egrave; male. La guerra si combatte anche scopando bene e di pi&ugrave;. Un antidoto che produce effetti collaterali come il relax, la pace interiore e il rispetto per il diverso. Il sesso fa bene a te, al tuo partner e anche alle relazioni internazionali.<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>BP = &#x3c;s&#x3e;solo&#x3c;/s&#x3e; Belle Parole</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-08-17T17:48:55+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/BP-solo-belle-parole.html#unique-entry-id-112</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/BP-solo-belle-parole.html#unique-entry-id-112</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Oil190" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry112_1.jpg" width="166" height="331"/></div>La notizia &eacute; vecchia di un paio di settimane. La BP, la compagnia petrolifera numero due al mondo, ha dovuto chiudere il suo oleodotto in Alaska perch&eacute; ha scoperto una corrosione avvanzata della struttura. Sospesa quindi la produzione quotidiana di 400.000 barili di petrolio. L'incidente arriva alla fine di una serie di errori e miserie varie che la compagnia ha collezionato negli ultimi tempi. Dalle fuoriuscite di greggio, alle esplosioni mortali nelle raffinerie alle speculazioni sui prezzi dei carburanti seguite ai danni provocati da Katrina. insomma, un comportamento da cattiva compagnia petrolifera, come ci avevano abituati le Exxon Mobil e le altre perfide sorelle.<br /><br />Ma la BP no. Si spaccia per l'ecologista di famiglia. E ci ha riempito i quotidiani di belle parole: BP non pi&uacute; come <em>British Petroleum</em> ma bensi come <em>Beyond Petroleum. </em>E dai a farci credere che ora la BP si occupa solo di pannelli solari e cellule fotovoltaiche. Che se anche qualche petroliera gira ancora, &eacute; spinta dall'energia del vento. Che quasi si pu&oacute; andare a comperare il latte alla pompa di (ex)benzina. <a href="http://www.bp.com/productlanding.do?categoryId=4520&contentId=7014704" rel="external">Belle parole</a>. Ma anche tante balle.<br /><br />Purtroppo l'oro nero  &eacute; ancora e lo sar&aacute; per molto tempo, l'oggetto del desiderio, profitto e perdizione di questa e di altre compagnie. Non se ne discute. Si discute invece sulle campagne di maquillage  pubblicitario con cui in questi anni la BP ha tentato di vendersi per quella che non &eacute;. E con due articoli sbattuti in prima pagina, il New York Times lo dice chiaro e forte. <a href="http://www.nytimes.com/2006/08/14/opinion/14kenney.html?_r=1&oref=slogin" rel="external">Qui</a> e <a href="http://select.nytimes.com/2006/08/12/business/worldbusiness/12nocera.html?fta=y" rel="external">qui</a>.<br /><br />Ci siamo rassegnati al fatto che "<em>business is business</em>", ma almeno non prendeteci per il culo!<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Accidenti alla guerra accidentale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-08-12T20:38:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/accidenti-guerra-accidentale.html#unique-entry-id-110</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/accidenti-guerra-accidentale.html#unique-entry-id-110</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="13mideast.xlarge1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry110_1.jpg" width="246" height="131"/></div>Era iniziata accidentalmente. Cosi almeno pensava l'<a href="http://economist.com/printedition/displayCover.cfm?url=/images/20060722/20060722issuecovUS400.jpg" rel="external">Economist</a>.  Era cominciata per motivi giustificabili quali mettere fine ai continui disordini con Hezbollah sul confine e per i quali <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/guerra-israele-palestina-libano.html" rel="self">qui</a> si era in un primo tempo sostenuta la causa israeliana.  E per motivi meno giustificabili quali la necessit&aacute; di dimostrare che la nuova leadership sorta dopo l'ictus di Sharon aveva la mano ferma ed il pugno duro. Nata per risolvere in poco tempo un conto in sospeso con <em>il partito di Dio</em>, in pochi giorni la situazione &eacute; sfuggita di mano alla leadership israeliana. E <strong>la guerra accidentale</strong> &eacute; presto franata in un <strong>accidenti di guerra</strong>. Morti in massima parte nella popolazione civile libanese. Lutti che saranno difficili da perdonare. Un paese che si stava da poco riprendendo dalla sanguinosa guera civile, di nuovo messo in ginocchio nelle sue infrastutture.<br /><br />Il paradosso &eacute; che Israele forse ne esce ancora peggio. Hezbollah sopravvive. E la sopravvivienza &eacute; gi&aacute; una vittoria, se non fosse che aver riportato nel novero dei "vincibili" l'imbattibile <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Israel_Defense_Forces" rel="external">esercito israeliano</a> trasforma la vittoria in un trionfo grazie alla simpatia conquistata tra tutti gli arabi, anche tra i sunniti. Israele subisce un mese di missili, con le sue citt&aacute; e villaggi rintanati nei bunker. Seppellisce i suoi morti e si lecca le ferite. Si sente smarrito per aver indebolito la sua capacit&aacute; di deterrenza e per aver scoperto di non avere una guida salda capace di condurlo in battaglia, e per questo, a guerra non ancora conclusa, chiede alla sua <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/749681.html" rel="external">leadership di andarsene</a>. Come quelli che <a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/07/giorno-dispari.html" rel="external">argomentano in sua difesa</a> (e noi tra questi), il paese si trova confuso nella schizzofrenia di sentirsi potente ma isolato; forte, ma indifeso.<br /><br />La guerra <em>accidentale</em> che volevano tutti: da Israele a Hezbollah, dai protettori dei primi a quelli dei secondi. Condotta contro l'unico troppo debole per opporvisi, il Libano che ha tirato <em>accidenti</em> a tutti quelli che l'hanno trascinato in questa spirale. Un' <em>accidenti</em> di guerra che una volta scoppiata, nessuno voleva pi&uacute; ma nessuno sapeva come fermare. Ed ecco che l'<em>accidentato</em> ONU, <em>incide </em>come non faceva da tempo e ci restituisce un po' di speranza nella pace e nel multilateralismo<br /><br />Mentre si aspetta con trepidazione che da domani tacciano le armi, si possono cominciare ad abbozzare alcune riflessioni. Per cominciare, forse il <strong>ridimensionamento di di Israele come potenza regionale non viene del tutto per nuocere</strong>. Forse ispirer&aacute; Israele ed il grande alleato Americano a <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/749680.html" rel="external">pi&uacute; miti consigli</a> ed a tattiche meno unilaterali. Forse ci far&aacute; riflettere sul fatto che <strong>il mondo arabo &eacute; articolato e sfacettato</strong>, che non tutto fa parte di una cospirazione globale islamica contro di noi. Qui si ammette di essere i primi ad avere bisogno di questo bagno di realismo. Per finire ci sar&aacute; da vedere i termini del nostro coinvolgimento nell'<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/United_Nations_Interim_Force_in_Lebanon" rel="external">UNIFIL</a>. Ai quali siamo sicuri dovremmo dedicare altri post, perch&eacute; prevediamo i soliti strali dei pacifisti ad oltranza di casa nostra che si oppongono anche alle missioni di interposizione ONU. Gi&aacute; anticipiamo in polemica con questi, che qui si vedrebbe con molto orgoglio l<strong><br /></strong> nel contingente ONU in Libano.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Lezione primaria&#x2c; lezione democratica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-08-11T15:05:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/primarie-lemont-lieberman-boato.html#unique-entry-id-109</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/primarie-lemont-lieberman-boato.html#unique-entry-id-109</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry109_1.jpg" width="249" height="207"/></div> Martedi da queste parti ci sono state le primarie. Il posto in ballo era il seggio senatoriale del Connecticut. Un posto sicuro per i democratici. Da 18 anni feudo indiscusso di Joe Liberman. Per chi non se lo ricorda, Libermann era il candidato vicepresidente con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Al_Gore" rel="external">Al Gore</a> nella sfortunata (o rubata) <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/U.S._presidential_election%2C_2000" rel="external">campagna del 2000.</a> Le primarie dicevo. Roba seria da queste parti. Campagne elettorali che durano otto mesi. Attacchi tra compagni di partito che se solo in Italia ci si azzardasse a  rivolgerli a Berlusconi, si sarebbe tacciati di comunismo veteroforcaiolo e via sproloquiando. L'outsider era questo  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ned_Lamont" rel="external">Ned Lemont</a>. Un profilo inconsueto almeno per gli standard italiani. Di belle speranze invece tra gli Americani. Poca esperienza politica. Molta esperienza nel business. &Eacute; finita come pochi si aspettavano. Davide (il nostro Lamont) ha battuto Golia (Lieberman).  Lo ha abbattuto inchiodandolo alla sua incoerenza con la piattaforma democratica. Lo ha accusato di connivenza con l'amministrazione e soprattutto lo ha inchiodato al suo supporto incondizionato e mai ridiscusso alla guerra in Iraq e tutto quello che ne &eacute; conseguito. Le primarie dovevano peraltro essere un piccolo affare locale. Ma si sono trasformate per molte ragioni in un afffare nazionale se non addirittura internazionale. Giornalisti da tutto il mondo erano qui a New Haven, quartier generale di Lemont. E credo che anche in Italia la cosa abbia avuto una certa risonanza. Sar&aacute; davvero l'inizio di una svolta nel partito democratico? Davvero i democratici americani si stanno risvegliando dal torpore e dalla sudditanza psicologica ed ideologica che soffrono nei confronti dei repubblicani da dieci anni a questa parte? Troppo presto per dirlo, ma l'inizio &eacute; promettente. <br /><br />Mi rimane come al solito da trarre la mia piccola lezioncina americana da riapplicare agli affari di casa nostra. E mi soffermerei sulle primarie. Quando potremo sceglire anche noi i nostri candidati? E non dico solo Prodi vs Berlusconi, ma dico proprio i nostri candidati nei collegi. Sognavo le primarie nel collegio di Rovereto, per liberarsi una volta per tutte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Boato" rel="self">Marco Boato</a>, parlamentare da 5 legislature con l'onta delle leggi Boato sulla coscienza, ma inammovibile per intercessione divina (o partitica). Sognavo le primarie con cui sbarazzarsi di Mastella, Caruso, e tutte le altre frange e sette minoritarie che ricattano dall'alto dei loro zero virgola. Poi mi sono invece risvegliato bruscamente al ricordo amaro che ora abbiamo un'infame legge elettorale che, non solo non prevede le primarie, ma esclude anche l'elezione diretta del parlamentare nel collegio.<br /><br />PS. Oggi sul NYT c'&eacute; un <a href="http://select.nytimes.com/2006/08/11/opinion/11krugman.html?hp" rel="external">pezzo lapidario di Paul Krugman</a>. Lapidario perch&eacute; davvero prende a sassate Lieberman. <br />]]></content:encoded></item><item><title>Scoprire (quasi denudare) l&#x27;effetto serra</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-08-08T14:57:48+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/600ef0c9728d9e028ad172eee518ee04-108.html#unique-entry-id-108</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/600ef0c9728d9e028ad172eee518ee04-108.html#unique-entry-id-108</guid><content:encoded><![CDATA[<img class="imageStyle" alt="pic13520" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry108_1.jpg" width="478" height="281"/>]]></content:encoded></item><item><title>Date a Romano il teatro romano</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-08-04T23:08:58+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/villa-certosa-danta-allo-stato.html#unique-entry-id-107</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/villa-certosa-danta-allo-stato.html#unique-entry-id-107</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="villa-certosa" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry107_1.jpg" width="162" height="129"/></div>Boccheggianti nella pianura afosa americana, leggiamo con invidia delle vacanze dei <a href="http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_25881.html" rel="external">nostri beneamati eletti</a>. Leggiamo che il caimano torna a sdraiarsi tra i suoi palmeti ed ulivi secolari, a strisciare tra le vasche per la talassoterapia ed il <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/05_Maggio/17/villa_certosa.html" rel="external">teatro romano</a> dove suonare canzoni napoletane. E ci torna in mente una vecchia promessa del nostro pi&uacute; beneamato di tutti. <br />Ma non doveva regalare Villa Certosa allo stato, visti tutti i lavori ivi fatti a spese dei contribuenti? (per chi non lo ricordasse, cercate "Villa Certosa" sul <a href="http://www.ilmondo.rcs.it/" rel="self">Mondo </a>del 16 dicembre 2005) <br /><br />Forza Romano, reclama quello che ti &eacute; dovuto, che forse quest'anno ti fai una bella vacanza pappona! Che poi la bandana si addice di pi&uacute; ad un ciclista come te...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Pace fatta&#x2c; fritta e servita</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-08-04T15:43:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vive-la-france-god-save-america.html#unique-entry-id-106</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vive-la-france-god-save-america.html#unique-entry-id-106</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="french-fries-grand" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry106_1.jpg" width="239" height="154"/></div>Saranno sollevati i cugini francesi. Dopo alcuni anni di oltraggio, il congresso americano fa ammenda e restituisce alle patatine fritte il loro vero nome: <strong>french fries.</strong> Quale affronto deve aver patito l'orgoglio nazionale, nel vedere quel suo simbolo villipeso nelle mense del congresso americano. <strong>Freedom fries, </strong>le avevano ribattezzate. <br /><br />Come se delle semplici divergenze di politica estera sull'opportunit&aacute; di fare o meno una guerra di 4+ anni, come se delle discrasie sul proprio ruolo e soprattutto sui propri affari nel mondo, potessero davvero causare una rottura di questa portata. E pensare che la Francia don&oacute; quella statua che per molti &eacute; il simbolo stesso  dell'america e della libert&aacute; all'allora giovane democrazia. E due secoli pi&uacute; tardi quella stessa democrazia storpiava il simbolo stesso della Francia: le patatine fritte con quella stessa parola: libert&aacute;.<br /><br />Ma oggi il tempo dimostra di essere galantuomo, e complice qualche comune interesse in medio oriente, si chiude una oscura pagina di irriguardoso oltraggio verso i simboli cari ai vecchi amici. Da <a href="http://www.nytimes.com/2006/08/04/opinion/04fri4.html?_r=1&oref=slogin" rel="external">oggi</a>, le patatine nelle mense del congresso americano, tornano ad essere le buone vecchie <strong>french fries.<br /><br />Vive la France! God save America!<br /><br /><br /></strong>]]></content:encoded></item><item><title>Qualche indugio sull&#x27;indulto</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-07-29T20:49:03+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/Indulto-Mastella-dubbi.html#unique-entry-id-105</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/Indulto-Mastella-dubbi.html#unique-entry-id-105</guid><content:encoded><![CDATA[<br />Ma davvero il disagio pu&oacute; nascere dall'aver incluso e/o escluso certi reati nell'elenco? Davvero il corruttore puo essere perdonato ed il falsificatore di bilanci no? davvero si puo fare lo sconto all'omicida ma non allo stupratore? Al commerciante di veleni si e a quello di droghe no? <strong>Da queste parti, nel tentare di seguire questi ragionamenti, ci si &eacute; persi</strong>. Ma ci si &eacute; resi conto di essersi persi in un posto che in realt&aacute; si conosce molto bene: &eacute; un posto molto italiano che sta a met&aacute; strada tra due lughi comuni della nostra cultura. <br /><br />Il primo luogo &eacute; quello del <em>volemmosse bene, </em>dal <em>chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. </em>&Eacute; quel luogo in cui i furbetti, in fondo alla fine, vengono sempre perdonati perche sono dei <em>bravi guaglioni. ́</em>&Eacute; quel posto dove gli onesti sono gli scemi del villaggio. Dove la puntualit&aacute; svizzera e l'efficienza tedesca sono ragioni di scherno. Dove i <em>jentleman </em>che mantengono la parola data sono i pi&uacute; fessi di tutti. Avete presente il posto no?<br /><br /> Il secondo luogo lo si trova sotto ogni campanile ed in ogni famiglia e gruppo. ́&Eacute; quel posto dove si ragiona con le categorie del <em>noi </em>e del <em>loro. </em>I miei amici meritano il perdono, i loro no. Bompressi graziato perch&eacute; dei nostri. Previti poverino a casa che &eacute; anziano. Erika forse la si perdona perch&eacute; &eacute; giovane e carina, Consorte chiss&aacute;. Moggi no perch&eacute; &eacute; Juventino. Cragnotti si perch&eacute; della Lazio. Sofri &eacute; interista e pure di Lotta Continua. Santo subito. Le tre di Chiavenna no perch&eacute; sataniste ed efferate. E poi hanno ucciso una suora cattolica. Ma il pap&aacute; cattolico non voleva perdonare tutti? Insomma &eacute; quel luogo molto italiano che nega i meriti e demeriti nei fatti ma fa contare solamente le appartenenze (e ritaglia i primi a misura delle ultime).<br /><br />Un perdono di massa eppure cosi idiosincratico, generalizzato eppure cosi individuale.<br /><br />Il nostro -&eacute; l'amara constatazione di queste ore- &eacute; un paese impantanato in questo luogo, e questo indulto conferma la mancanza di idee anche nel nuovo governo del paese sul come uscire da questa situazione. Infatti, ci si chiede da queste parti, quale progetto sociale ci sia dietro questo perdono. <strong>Qui non se ne vede nessuno</strong>.<br /><br />Ci &eacute; stato insegnato che lo stato dovrebbe (eventualmente e non necessariamente) perdonare solo quando si ristipula il contratto di cittadinanza. Quando cio&eacute; si cambia sostanzialmente il codice penale. Quando cambia la procedura. Quando cambia l'approccio verso la funzione della detenzione. Ma oggi abbiamo perdonato senza nemmeno aver intravisto nessuna di queste riforme. Di pi&uacute;. Abbiamo perdonato solo alcuni, come se gli altri, per quanto efferati ed antisociali siano i loro crimini, non siano cittadini di questo paese e stipulatori (involontari) di questo contratto. Che senso ha tutto questo? <strong>Da queste parti si &eacute; perso il filo.<br /></strong><br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Chi ha iniziato per primo?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-07-26T18:01:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chi-ha-iniziato-per-primo.html#unique-entry-id-104</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chi-ha-iniziato-per-primo.html#unique-entry-id-104</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><strong>Uguale e Contraria</strong>. Eppure se fosse cosi, se fosse davvero uguale e contraria, non dovrebbe mai accadere. Se fosse <em>contraria</em> infatti, uno ci dovrebbe sempre pensare sopra prima di comettere un affronto, sapendo che andrebbe in contro ad una vendetta. Se fosse <em>uguale</em> d'altra parte, non dovrebbe mai degenerare fino alle spirali di violenza e vendetta che vediamo nei piccoli, cosi come nei grandi, fatti. <br /><br />Un <a href="http://www.nytimes.com/2006/07/24/opinion/24gilbert.html?_r=1&oref=slogin&pagewanted=print" rel="external">articolo</a> del NYT di lunedi spiega l'arcano ricorrendo alle scienze comportamentali. In un esperimento i giocatori dovevano immedesimarsi in capi di stato che dovevano pronunciare una dichiarazione in reazione ad una dichiarazione del giocatore precedente. Alla fine dell'esperimento, quando veniva chiesto loro un commento circa una loro dichiarazione, essi ricordavano distintamente quale dichiarazione l'aveva preceduta e quindi provocata (e non ad esempio la reazione che era seguita). Se era la dichiarazione di un'altro che veniva sottoposta alla loro attenzione, essi si ricordavano nitidamente con quale dichiarazione avevano reagito loro in conseguenza (e non ad esempio quale era preceduta). C'&eacute; insomma una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_cognitive_biases" rel="external">anomolia cognitiva</a> per cui i partecipanti nell'esperimento ricordano meglio le cause delle loro azioni e le conseguenze delle azioni dei loro avversari.<br /><br /><strong>Uguale e contraria</strong>. Se questa anomalia &eacute; persistente quindi, non necessariamente la reazione &eacute; sempre simmetricamente <em>contraria</em> giacch&eacute; tendiamo a dimenticare le conseguenze delle nostre azioni e le cause che hanno portato alle azioni altrui.<br /><br />In un altro esperimento invece, viene chiesto a delle coppie di volontari di utilizzare uno strumenTo meccanico attraverso il quale uno pu&oacute; esercitare una pressione con il dito, pressione chel'altro percepisce tattilmente  sul proprio dito. Dopo che il ricercatore applica la pressione inziale sul dito di uno dei due, a quest'ultimo &eacute; richiesto di esercitare la stessa pressione sul dito dell'altro volontario. A questo punto al secondo viene chiesto di restituire la stessa pressione al primo e cosi via. Il risultato &eacute; che ad ogni giro, la pressione aumenta del 40% nonostante i volontari ritengano di stare esercitando la stessa pressione subita. Una <em>excalation </em>di cui entrambi attribuiscono la responsabilit&aacute; all'altro. Un'altra anomalia cognitiva in quanto la propria reazione viene consistentemente sottostimata (o sovrastimata quella altrui).<br /><br /><strong>Uguale e contraria</strong>.  E tanto basta per mandare in crisi anche il primo aggettivo. Dal momento che la reazione &eacute; cognitivamente uguale, ma in realt&aacute; crescente.<br /><br />Nei giochi da bambini, cosi come nella diplomazia internazionale abbiamo quindi una ragione in pi&uacute; per tornare agli insegnamenti di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Levinas" rel="external">Levinas</a> e della sua etica dell'altro. Riconoscere l'inviolabilit&aacute; ed irriducibilit&aacute; dell'altro anche per compensare la nostra tendenza naturale a cadere nella spirale della legge del taglione.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>nascere&#x2c; bloggare e morire</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-07-24T16:26:20+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/nascere-bloggare-morire-e-sale-della-vita.html#unique-entry-id-103</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/nascere-bloggare-morire-e-sale-della-vita.html#unique-entry-id-103</guid><content:encoded><![CDATA[Durano lo spazio di una <em>bloggata</em> (o <em>post</em> o <em>entry</em>, per utilizzare il vocabolario di riferimento in tema). Questa &eacute; la triste fine della maggior parte dei blog che si pubblicano oggi. Almeno a giudicare da questa <a href="http://www.perseus.com/blogsurvey/iceberg.html" rel="external">indagine</a>. Giusto il tempo di un pezzo scritto per circa un terzo dei blog. Un altro terzo non sopravvive pi&uacute; di 100 giorni. Per quelli che vivono pi&uacute; a lungo, si tratta nella maggior parte dei casi di sopravvivenza, dovuta alla caparbiet&aacute; e/o vanit&aacute; dei propri rispettivi autori. Con pochi lettori e ancora meno commenti, molti blog sopravvivono sulla soglia dell'apatia, che sono ormai quasi pi&uacute; i blogger che non i lettori stessi. Insomma, per fare una citazione musicale di nemmeno altissimo prestigio,<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> ̛̛</span><em>uno su mille ce la fa. <br /><br /></em>Pasquale in questo <a href="http://pasqualeannicchino.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1102581" rel="external">post</a> elenca un po di letteratura interessante circa la <em>economics</em> and <em>politics</em> dei blog.<br /><br />Nel frattempo, a proposito di blog belli interessanti e mantenuti con costanza, segnalo : "<a href="http://saledellavita.blogspot.com/" rel="external">.. ........ . .. sale della vita</a>" (si con tutti quei puntini iniziali). Il tratto che lo contraddistingue (oltre ad avere un link a questo blog ovviamente ;-) ) &eacute; lo stile narrativo. La costruzione dei post &eacute; sempre uguale. Tre frasi, per una lunghezza che non supera mai le 10-15 righe. Non sono un esperto di retorica, ma ad occhio e croce la costruzione dei post sembra uno scimmiottamento del sillogismo (almeno per la struttura a tre locuzioni). Si parte sempre con un particolare empirico. La parte centrale &eacute; pi&uacute; varia, ma vi &eacute; un crescendo di generalit&aacute; che discende logicamente dalla premessa. Si finisce con una frase ad effetto, un universale razionale che chiude con ironia o sarcasmo il circuito logico del discorso. ́́&Eacute; ragguardevole che Francotiratore produca praticamente uno di questi camei al giorno. Complimenti.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Sono un ragazzo fortunato</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-07-23T19:06:11+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sono-un-ragazzo-fortunato.html#unique-entry-id-102</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sono-un-ragazzo-fortunato.html#unique-entry-id-102</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="mammapapa" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry102_1.jpg" width="406" height="153"/><br /></p><p style="text-align:left;">Sono un ragazzo  fortunato. Forse dovrei cominciare a darmi dell'uomo anche se non mi rassegno all'idea. Uno dei tanti motivi che corroborano questa mia certezza l'ho rinfrescato sabato pomeriggio passando qualche ora a Grumes con mia madre e poi <em>al </em><em><a href="assets/baitzucherin.JPG" rel="self">bait del zucherin</a></em><em> </em>con mio padre.<br /><br />Con il passo lungo del montanaro, mio padre non si &eacute; mai prodigato a lungo nell'insegnarmi a parole quello che ha voluto trasmettermi. Ma &eacute; con la coerenza cristallina dell'azione, con la tenacia e cocciutaggine che ci si pu&oacute; concedere quando si crede in valori profondi, con il passo leggero di quello che vuole portare a termine il lavoro, e poi sparire dietro le quinte, che mi ha trasmesso i suoi insegnamenti. L'onest&aacute;, la gratuit&aacute; e la dedizione alla propria comunit&aacute; che danno il senso alto della politica e della cittadinanza. Il silenzio come strumento, perch&eacute; &eacute; facendo il vuoto nel chiasso che si percepiscono i rumori di fondo. Quella voglia di fare travolgente, che vede lontano e coinvolge sempre i molti che lo circondano nei suoi orizzonti. L'umilt&aacute; di provare sempre a mettersi nei panni degli altri per capirne le loro ragioni, senza per&oacute; cedere a compromessi con la propria coscienza per compiacerli.<br />Di mia madre ho capito da pochi anni il senso vero di molti suoi atteggiamenti di quando stavo crescendo. Che la mamma serve a svezzare i cuccioli, non ad impedirgli di crescere e prendere la loro strada. A distanza di anni, ora che noto la difficolt&aacute; di molti miei coetanei a prendere il largo,   capisco che questo &eacute; stato il suo grande merito.<br /><br />Di entrambi ammiro poi  la semplicit&aacute; che si fa stile, quel minimalismo frugale che spoglia il quotidiano dei dettagli insignificanti.  Quella passione per la mattina, con tutto il suo oro in bocca, e che non ci sia mai una domenica buttata via in poltrona. <br /><br />Ora che sono uomo, e che sono un uomo diverso da loro (purtroppo per l'umanit&aacute; ) posso per&oacute; dire che quel poco di buono che mi porto appresso, lo devo in buona parte al loro esempio. &Eacute; ironico per&oacute;, che uno debba andare tanto lontano con l'et&aacute;, con le distanze e con i "titoli" per accorgersi che l'educazione che l'ha formato  di pi&uacute; l'abbia ricevuta tanto vicino a casa e che quelle persone cosi familiari erano in realt&aacute; i migliori professori che uno potesse augurarsi.<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;ACE che non &#xe9; il succo di frutta</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-07-22T08:41:48+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ACE-Economist-Robert-Axtell.html#unique-entry-id-100</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ACE-Economist-Robert-Axtell.html#unique-entry-id-100</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="20060722issuecovUS160" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry100_1.jpg" width="103" height="133"/></div>Dopo tre settimane, ieri si &eacute; conclusa la <a href="http://www-ceel.economia.unitn.it/summer_school/seventh/info.html" rel="self">summer school </a>sull' ACE (che, appunto, non sta per <em>Arancia Carota e vitamina E</em>, ma piuttosto per <em>Agent-based Computational Economics</em>). Gente in gamba, organizzazione impeccabile (come sempre a Trento) e tanta soddisfazione per aver cominciato ad imparare una nuovo metodologia per la ricerca che promette bene. <br /><br />Oggi, quasi a confermare le nostre ambiziose speranze, ne parla anche <a href="http://www.economist.com/finance/PrinterFriendly.cfm?story_id=7189617" rel="self">l'Economist</a>. Il Robert Axtell del pezzo peraltro era proprio il direttore della sumer school...]]></content:encoded></item><item><title>Ma se da qualche parte bisogna stare?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-07-20T09:03:37+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/guerra-israele-palestina-libano.html#unique-entry-id-97</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/guerra-israele-palestina-libano.html#unique-entry-id-97</guid><content:encoded><![CDATA[Qui si sta con Israele. Ci vuole tempo a maturare una convinzione lacerante su chi ha ragione in questo deserto mediorientale lastricato di torti e nefandezze. Uno non ci vorrebbe mai arrivare. Si preferirebbe che altri non ti forzassero a dire o bianco o nero. O di qua o di la. Maledetta la guerra che tutti i distinguo, le dissociazioni pi&uacute; o meno parziali, i se ed i ma ti costringe a cancellare. Ma quando arriva l'angoscioso rumore dei missili, come fai a non stare con Israele? Io vedo un paese forte, che la pace la cerca davvero. La cercava sei anni fa quando lasci&oacute; il Libano sperando che il sud rimanesse sicuro. Ed &eacute; diventato una roccaforte degli Hezbollah. La cercava l'estate scorsa, quando lasciando la striscia, sperava di vedere una dirigenza palestinese sorgere credibile dalla gestione quotidiana e sovrana di un territorio. E le elezioni le ha vinte Hamas. E la cercava fino a giugno, conducendo colloqui confidenziali anche con quel governo di Hamas con il quale ufficialmente non si poteva parlare.<br /><br />Poi sono arrivati i rapimenti dei soldati ed i razzi da oltre confine. Si discute se la reazione sia proporzionale all'aggressione; ma la vera domanda a me sembra un altra: che cosa si chiede ad Israele? Di abbracciare la nonviolenza nel resistere ad Hamas, Hezbollah, Brigate di Al-Aqsa, Al Queda e gli altri amici dell'allegra combricola? <br /><br />Magdi Allam sul corriere di mercoledi scrive un bel <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/07_Luglio/19/magdiall.shtml" rel="external">pezzo</a> in proposito.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>modelli&#x2c; simulazioni&#x2c; agenti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-07-17T21:03:25+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/modelli-simulazioni-agenti.html#unique-entry-id-96</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/modelli-simulazioni-agenti.html#unique-entry-id-96</guid><content:encoded><![CDATA[In queste settimane sono a Trento per una <a href="http://www-ceel.economia.unitn.it/summer_school/seventh/" rel="external">summer school</a> sulla... <em>economia computazionale con simulazioni basate su agenti</em>. Titolone vero? In realt&aacute; come vedrete qui sotto, ha degli aspetti pi&uacute; ludici di quanto il titolo non possa suggerire. In poche parole si tratta di costruire dei modelli economici a partire dalle assunzioni sul comportamento dei singoli agenti che interagiscono. A differenza della normale modellizazione matematica che si fa in economia, questi agenti vengono per&oacute; scritti come un set di istruzioni del tipo:<br /><br />1 - se incontri un altro agente, proponigli un prezzo per il tappeto che stai vendendo<br />2 - accetta solo offerte da persone -pardon agenti - che conosci<br />3 - oppure fai agli atri quello che vorresti fosse fatto a te (e vendicati se questi ultimi ti fanno qualcosa che non avresti voluto).<br /><br /> Il passo successivo &eacute; quello di inserire questi agenti in un programma e farli interagire. Decine, migliaia, fino a milioni di agenti, interagiscono per decine, migliaia fino a milioni di volte. E poi si scopre cosa succede analizzando i dati. Questo metodo di indagine, &eacute; relativamente nuovo nel campo economico, anche se viene usato da molto tempo in altre discipline come la biologia, la sociologia e le scienze cognitive. ́́&Eacute; molto promettente ed interessante, ma necessita di saper programmare al computer. E questo &eacute; oggi lo scoglio nel quale mi infrango. Ma non vi tedio oltre. <br /><br />Vi lascio invece con questo modello divertente ed interessante. Quante volte vi siete chiesti perch&eacute; in autostrada ognitanto si formano inspiegabilmente dei rallentamenti senza che vi siano restrizioni, lavori od incidenti di sorta? Questo modellino vi fa vedere come le varie automobili -pardon agenti- sulla strada, superata una certa soglia di congestione, fanno emergere le propriet&aacute; dei fluidi con delle vere e proprie onde di rallentamenti ed accelerazioni. Poche istruzioni: regolate i parametri come preferite e poi cliccate su <strong>setup </strong>per predisporre le automobili, ed infine su <strong>go </strong>per far partire il modello.<br /><br /><applet code="org.nlogo.window.Applet"
        archive="NetLogoLite.jar"
        width="560" height="387">
  <param name="DefaultModel"
         value="TrafficBasic.nlogo">
</applet><br /><br />Dimenticavo. Il programma ci mette un po' a caricare (giusto il tempo di aver letto le mie nuove) e richiede che sul computer sia installato Java  (scaricatelo <a href="http://www.java.com/it/download/index.jsp" rel="external">qui</a>). Il programma &eacute; fatto con <a href="http://ccl.northwestern.edu/netlogo/" rel="external">NetLogo</a>. Altre informazioni sugli Agent base models le trovate <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Agent-based_model" rel="external">qui</a><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>il rumore di fondo dell&#x27;esplosione &#x3c;s&#x3e;pri&#x3c;/s&#x3e;mo&#x3c;s&#x3e;r&#x3c;/s&#x3e;ndiale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-07-12T18:42:10+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/PO-PORO-PO-PO-POOOOO-PO.html#unique-entry-id-95</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/PO-PORO-PO-PO-POOOOO-PO.html#unique-entry-id-95</guid><content:encoded><![CDATA[&Eacute; l'eco lontano che non accenna a spegnersi. ́́&Eacute; il rumore di fondo dell'universo estivo italiano. ́&Eacute; la sintesi perfetta del sentimento nazionale post-mondiale: <strong>orgoglio</strong> (per la vittora) e <strong>pregudizio</strong> (per gli scandali). Ed &eacute; emerso cosi come doveva emergere: dopo solo un paio di giorni di festeggiamenti, quasi che gli italiani fossero dei morigerati protestanti tutti dediti al ritorno al lavoro dopo la sbornia mondiale, e non fossero invece quelli che, quando la Roma vinse lo scudetto, fermarono la capitale per pi&uacute; di una settimana. Eppure, se anche rientrati tutti nei ranghi, che ora c'&eacute; da fare crescere il PIL per far contento Padoa Schioppa, quel rumore di fondo rimane persistente a ricordarci che solo una settimana fa, ci siamo risvegliati campioni del mondo. Citt&aacute; che vai, paese che ti fermi, concerto che ascolti, birra che trangugi in un caldo pomeriggio italiano, appena il frastuono quotidiano indugia, appena la musica va in pausa e la radio manda la pubblicit&aacute;, riemerge il rumore di fondo...<br /><br /><strong>po poro po po pooooo po...<br /></strong><br />Lo fischiettano i vecchi che giocano a carte al bar<br /><br /><strong>po poro po po pooooo po...<br /></strong><br />Ne senti l'eco per i vicoli stretti delle vecchie citt&aacute;, quando a notte fonda, i ragazzi tornano a casa.<br /><br /><strong>po poro po po pooooo po...<br /></strong><br />lo abbozzano con un giro di basso i musicisti per provare gli strumenti....<br /><br /><strong>po poro po po pooooo po...<br /></strong><br />La stonano i bimbi, impegnati nei loro giochi da spiaggia<br /><br /><strong>po poro po po pooooo po...<br /></strong><br />l'eco lungo della vittoria...il rumore di fondo lasciato dall'esplosione (pri)mondiale<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>&#x3c;i&#x3e;e i francesi ci rispettano... &#x3c;br&#x3e; che le balle ancora gli girano&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-07-10T09:44:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/e-i-francesi-che-si-incazzano.html#unique-entry-id-94</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/e-i-francesi-che-si-incazzano.html#unique-entry-id-94</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="gianne" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry94_1.jpg" width="171" height="258"/></div>Che cosa ci rende fieri, felici, sollevati e speranzosi oggi:<br /><br /><strong>Felici. </strong>- Citando Paolo Conte: <em>i francesi ci rispettano... che le balle ancora gli girano<br />-</em>Ormai &eacute; comprovato: Prodi porta bene<em><br /><br /></em><strong>Fieri. - </strong>I nostri che giocano sportivamente, sorridono e abbracciano gli avversari (un po' beffardi) e non commettono falli. I loro che sbroccano (vedi Zidane)<br />- Non solo i giocatori, ma tutto il paese che canta l'inno.<br />- La gente che festeggia, spernacchia i Francesi, ma senza l'altezzosit&aacute; loro o la spocchia teutonica<br /><br /><strong>Sollevati. - </strong>Ma ve lo immaginate Berlusconi <em>presdelcons</em> allo stadio a festeggiare il mondiale? Non ce ne saremmmo pi&uacute; liberati. Io non sarei riuscito a festeggiare.<br /><br /><strong>Speranzosi. - </strong>Se questa squadra &eacute; un po' lo specchio del paese, vorremmo vederci noi come loro. Testa bassa, umilt&aacute;, tanta fame di successo e fame di riconquistarsi un immagine pulita e di cui andare fieri. Prima di tutto con noi stessi.<br /><br /><br /><em>...tra i francesi che si incazzano <br />e i giornali che svolazzano...<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Conflitto ed interessi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-07-07T18:02:02+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/bersani-boicottaggio-marcia-quarantamila.html#unique-entry-id-93</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/bersani-boicottaggio-marcia-quarantamila.html#unique-entry-id-93</guid><content:encoded><![CDATA[Ad una settimana dall'annuncio del decreto Bersani, abbiamo toccato con mano a che livello di scontro possono arrivare le categorie interessate. E per dire la verit&aacute;, mi preoccupano meno i tafferugli fascisti dei tassisti romani sostenuti dagli Alemanni e Storaci nostalgici, piuttosto che le reazioni, che saranno certamente pi&uacute; silenziose ma sicuramente pi&uacute; pericolose, che preparano le vere lobby: avvocati, notai e farmacisti. A questi peraltro non mancano le strizzate d'occhio di membri della maggioranza quali Cesare Salvi ed il ministro Mastella. Preoccupante vero?<br /><br />Mi domando se sia stato positivo aver messo tutta questa carne al fuoco. E poi mi rispondo che: si, &eacute; stata forse l'unica via. <strong><em>Simul stabunt simul cadent. </em></strong>Messe tutte in un calderone, nessuna categoria pu&oacute; sperare di ottenere concessioni solo per se. Pena la capitolazione del decreto. Emerge chiara la prospettiva del consumatore. Non sono misure <em>contro</em> una categoria, ma tutte misure <em>per</em> il consumatore. <strong> </strong>Che poi sono anche i tassisti che devono comperare le aspirine, gli avvocati che prendono i taxi, ed i farmacisti che necessitano di protezione legale.<br /><br />Forse &eacute; ora di far sentire l'appoggio al governo. Far arrivare la voce dei consumatori. Ma come? <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/07/il_prodino_bion.html" rel="external">Beppe Grillo</a> e <a href="http://www.suzukimaruti.it/index.php/2006/07/05/quelli-che-sono-contrari-alle-liberalizzazioni/" rel="external">Suzukimaruti</a> propongono di boicottare i taxisti. Mah.... a me sembrerebbe pi&uacute; indicata una manifestazione. Sulla scorta della famosa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Agnelli" rel="external">marcia dei quarantamila</a>. Per fare vedere ai lobbysti d'Italia che &eacute; cambiata l'aria. Che ora i consumatori fanno pesare i loro interessi... ed i loro voti. Per impedire loro, una volta per tutte, di usare l'argomento che nel difendere i loro interessi, loro in realt&aacute; difendano i nostri.<br /><br />Comunque Grillo ricorda anche che, una volta portato a casa il decreto, rimane ancora molta strada da fare: a partire dalla <em>riforma della borsa; la liberalizzazione di energia, elettricit&agrave;, telecomunicazioni; lo sfoltimento dei ranghi della burocrazia; la fine delle rendite bancarie; la fine delle scatole cinesi; la legge sul conflitto di interessi; le nuove frequenze radiotelevisive; la liberalizzazione dell&rsquo;ultimo miglio.<br /><br /></em>Coraggio... ci sono molte altre battaglie da fare....<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>&#x3c;b&#x3e;Ri-fondazione comunale&#x3c;/b&#x3e;: le &#x3c;i&#x3e;charities&#x3c;/i&#x3e; nel paese dei campanili</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-07-04T08:23:32+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/d62fa611c87a0c8e1ef51537020fef73-92.html#unique-entry-id-92</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/d62fa611c87a0c8e1ef51537020fef73-92.html#unique-entry-id-92</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="CSF003" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry92_1.gif" width="282" height="449"/></div> Della donazione di Warren Buffet alla fondazione Bill & Melinda Gates si &eacute; gi&aacute; parlato <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/warren-buffett-tassa-di-successione.html" rel="external">qui</a>. Questo render&aacute; la fondazione Gates -di gran lunga- la pi&uacute; ricca del mondo. Come sottolinea <em><a href="http://www.economist.com/business/displaystory.cfm?story_id=7112702" rel="external">l'economist</a></em><em>,</em> con quasi tre miliardi di dollari da spendere ogni anno, il vero problema per i Gates sar&aacute; quello di trovare abbastanza progetti buoni che valgano la pena di essere finanziati. Dell'articolo del settimanale londinese mi ha per&oacute; colpito un altra cosa. Nella classifica delle dieci fondazioni pi&uacute; ricche del pianeta -chi se lo sarebbe mai aspettato- <strong>figurano ben due fondazioni italiane</strong>. <br /><br />Ottimo! Super! Per una volta siamo in cima ad una classifica dove vale la pena di essere tra i primi (di solito si primeggia nelle classifiche pi&uacute; disdicevoli). <em>Chapeau</em> a Ciampi ed alla sua riforma dei primi anni novanta. Bravi Bello. Ottimo.<br /><br />Ma poi mi domando, ma che cosa fanno queste fondazioni con questi capitali? Perch&eacute; sentiamo parlare di come la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gates_foundation" rel="external">Gates foundation</a> finanzia la ricerca sulla malaria, di come la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rockefeller_Foundation" rel="external">fondazione Rockfeller</a> finanzia la ricerca medica, di come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carnegie_library" rel="external">Carnegie</a> costruisce biblioteche ma poco o niente si sa di MPS e Cariplo? Si certo ci sono da finanziare le attivit&aacute; del palio e le mostre di Duccio. Si certo ci sono gli enti musicali e gli archivi storici lombardi... Ma la prospettiva sembra sempre un po' troppo campanilistica per delle istituzioni in testa alle classifiche globali, non vi pare?<br /><br />Mah... nel frattempo mi godo questa <a href="http://www-ceel.economia.unitn.it/summer_school/seventh/index.html" rel="external">summer school</a> qui a Trento. Un ottima scuola, intensa e interessantissima, sponsorizzata per buona parte dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Latsis_Foundation" rel="external">fondazione Latsis</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Tassinari ed altri &#x3c;i&#x3e;avvocaticchi&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-07-02T23:40:01+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/tassinari-rent-seekers.html#unique-entry-id-91</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/tassinari-rent-seekers.html#unique-entry-id-91</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="stor_8443807_37220" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry91_1.jpg" width="171" height="206"/></div>Della soddisfazione di respirare l'aria nuova del decreto Bersani si &eacute; gia detto nel post precedente. Una bella discussione &eacute; in corso sui blog di Due amici: il <a href="http://www.antonionicita.it/files/sognoosondesto.html#unique-entry-id-42" rel="external">Majister</a> e <a href="http://pasqualeannicchino.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1074253" rel="external">Pasquale</a>. <br /><br />Dalla soddisfazione passo alla risata grassa quando leggo la seguente dichiarazione di Loreno Bittarelli, un sindacalista dei tassisti: <em>Tutti i tassisti dei radiotaxi aderenti all&rsquo;Uri &ndash; conclude il presidente - lotteranno duramente per difendere i loro diritti e quelli della loro utenza che con la liberalizzazione dei taxi si troverebbe a dover usufruire di un servizio qualitativamente sempre pi&ugrave; scadente</em>&rdquo;. <br /><br />Ora signor Bittarelli, le parlo da utente di taxi romano. <strong>Non si permetta di prendere posizioni in mia vece ed in mia difesa.</strong> Dica le cose come stanno. Dica che difende gli interessi dei suoi associati. Ma ai nostri interessi, le assicuro, ci pensa meglio Bersani di lei.<br /><br />Mi fa impazzire questa cosa. Avvocati, Farmacisti, Notai, Tassisti e Panettieri: tutti a pensare ai miei interessi, tutti premurosi verso la qualit&aacute; del servizio che deve essermi assicurato. <strong>Grazie a tutti per l'interessamento, ma so prendermi cura dei miei interessi da solo!!!</strong><br /><br />PS. Segnalatemi altri Bittarelli se vi capita di leggerne sui giornali. Altri paladini dei consumatori a cui nessuno consumatore ha richiesto difesa. Raccogliamo le frasi celebri di questi corporativisti. Sperando che con l'approvazione del decreto Bersani, ci possiamo poi fare un paper del tipo " il <em>rent-seeking</em> in Italia dalle gilde medioevali ai tassisti.<br /><br />PS2. Ma non ce la facciamo a rilascare le nuove licenze taxi prima che questi facciano lo sciopero? Nel caso mi impegnerei a fare cinque viaggi in una sola giornata su un nuovo taxi liberalizzato.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Mondiali e politica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-30T19:05:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/decreto-bersani-mondiali.html#unique-entry-id-90</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/decreto-bersani-mondiali.html#unique-entry-id-90</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>Mondiali 1994</strong>, con l"Italia in finale mondiale, Berlusconi provava a fare passare il cosidetto decreto Biondi per evitare la  custodia cautelare  agli amici sotto inchiesta.<br /><br /><strong>Mondiali 2002</strong>. Berlusconi mette in cantiere la legge Cirami. Viene approvata la Bossi-Fini<br /><br /><strong>Mondiale 2006</strong>. Il governo Prodi presenta il decreto Bersani per le <a href="http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/economia/conti-pubblici-8/liberalizzazioni/liberalizzazioni.html" rel="external">liberalizzazioni</a>.<br /><br />Ora si comincia a respirare aria nuova!<br /><br />E stasera speriamo l'Italia vada avanti, cosi abbiamo un po' di altri giorni di distrazione per approvare il decreto ;-)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Quelli che &#x3c;i&#x3e;si tagliano le p...e per dare un dispiacere alla moglie&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-28T20:15:47+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/rischio-caduta-governo-senatori-afghanistan.html#unique-entry-id-89</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/rischio-caduta-governo-senatori-afghanistan.html#unique-entry-id-89</guid><content:encoded><![CDATA[<em>Gente che si taglia le palle per dare un dispiacere alla moglie. </em>Cosi commenta<a href="http://www.suzukimaruti.it/index.php/2006/06/28/ecco-le-serpi-in-seno-di-cui-dicevo/" rel="self"> suzukimaruti</a> (ormai il guru politico ufficiale da queste parti) il comportamento demenziale degli otto senatori di rifondazione, PDCI e verdi che in queste ore rischiano di far mancare la maggioranza al governo sulla questione Afghanistan.<br /><br />Ecco qui i nostri eroi: Gigi Malabarba, Claudio Grassi, Franco Turigliatto e Fosco Giannini (tutti del Prc), Mauro Bulgarelli, Loredana de Petris, Giampaolo Silvestri (Verdi) e Fernando Rossi (Pdci)<br /><br />Suzukimaruti invita agli elettori dei suddetti partiti (ed anche io ne conosco alcuni) a scrivere ai tali la seguente email:<br /><br /><em>&ldquo;Ciccio,</em><span style="font:12px Trebuchet, Verdana, serif; "><br /></span><em>io ti ho votato perch&eacute; vorrei un governo di sinistra, vorrei essere governato/a da gente concreta e non da estremisti irrazionali che non rispettano nemmeno gli accordi politici tra partiti. Ricordati che il partito che ti ha candidato &egrave; favorevole all&rsquo;accordo sull&rsquo;Afghanistan e che sei stato votato da tutti noi. Quindi non tradire i tuoi elettori. Anche perch&eacute; se sgarri, col cazzo che ti rieleggiamo la prossima volta. E se non vieni rieletto potrebbe capitarti l&rsquo;evento pi&ugrave; tragico della tua esistenza: doverti trovare un lavoro. E buon divertimento a cercarlo con la destra al governo come vuoi tu (visto che vuoi che la sinistra stia sempre all&rsquo;opposizione): ci sono solo lavori temporanei al call-center, piace?<br />Cordialmente,<br />un tuo elettore pentito, indignato dal tuo comportamento idiota&ldquo;.<br /><br /></em><br />]]></content:encoded></item><item><title>Chi si autotassa la successione all&#x27;85&#x25;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-28T13:18:30+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/warren-buffett-tassa-di-successione.html#unique-entry-id-87</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/warren-buffett-tassa-di-successione.html#unique-entry-id-87</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry87_1.jpg" width="243" height="177"/></div><em>Members of the Lucky Sperm Club. </em>Cosi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Buffet" rel="self">Warren Buffet</a> chiama i figli di pap&aacute;. A questi figli, ai propri figli, non riconosce il diritto ad ereditare tutta la sua fortuna. <em>Non credo nelle fortune dinastiche</em>. Questo ha affermato l'altra sera, intervistato alla televisione pubblica americana (si anche qui ne hanno una) spiegano le ragioni delle sue scelte in materia ereditaria. <br /><br />Si d&aacute; il caso che Buffett sia al momento la seconda persona pi&uacute; ricca del pianeta. Attraverso i suoi investimenti nella <em>Berkshire Hathaway,</em> l'azienda che dirige, ha ammassato una fortuna stimata in 42 miliardi di dollari: 33 miliardi di euro al cambio di oggi. Di questi, ne dar&aacute; l'85% (si non mi sono sbagliato &eacute; proprio l'ottantacinque percento) alla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gates_foundation" rel="external">fondazione Bill & Melinda Gates</a>. Questa &eacute; gi&aacute; la fondazione pi&uacute; ricca del pianeta. Anche se partita con qualche incertezza, oggi &eacute; internazionalmente riconosciuta come  una ottima organizzazione filantropica. Si occupa in particolare di educazione in America e di salute nei paesi in via di sviluppo. Ad esempio, attualmente finanzia gran parte della ricerca per trovare cure alla malaria; una delle malattie povere che non interessano alle grandi multinazionali. In dieci anni la fondazione ha elargito finanziamenti per 10 miliardi di dollari. Quasi un miliardo e mezzo solo l'anno scorso. Basti pensare che il budget annuale dell' UNESCO, si aggira intorno al mezzo miliardo, per rendersi conto dell'impatto di cui stiamo parlando sulla cooperazione allo sviluppo. Con i soldi di Buffett la fondazione praticamente raddoppia le sue ricchezze e di conseguenza nel corso del tempo potr&aacute; elargire il doppio dei finanziamenti.<br /><br />Per altro Buffett ha preferito cedere le sue fortune alla fondazione di un suo amico invece di costruirne una che portasse il proprio blasone. Oltre a far mancare i soldi ai figli (che per&oacute; staranno tranquilli, certo non moriranno di inedia con 'solo' il 15% della grana), far&aacute; mancare loro anche la gloria di vedere tanta riconoscenza verso il cognome che portano.<br /><br />Si pensi quello che si vuole del sistema americano. Del capitalismo spavaldo e della facilit&aacute; con cui si construiscono fortune. Ma si prenda nota anche della generosit&aacute; con cui queste fortune vengono restituite alla comunit&aacute;.<br /><br /><strong>Prendano nota i ricchi famigli di casa nostra</strong>: quelli che votano Berlusconi perch&eacute; terrorizzati dalla <strong>tassa di sucessione</strong>. Gates & Buffett hanno sempre contestato a Bush l'abolizione della tassa perch&eacute; non c'&eacute; nessun diritto divino che debba garantire l'accessione dei figli al club dello sperma fortunato.<br /><br /><strong>Prendano nota gli arricchiti di casa nostra </strong>di come si comportano i veri capitalisti: quelli che dopo aver ammassato quattrini per una vita (con l'incoraggiamento e la protezione dello stato peraltro), girano infine lo sguardo verso chi ha bisogno, e non mettono la grana nelle borse in partenza per la svizzera.<br /><br /><strong>Prenda nota anche il governo</strong>. Un po' di coraggo e di orgoglio per reintrodurre la sacrosanta tassa di successione. Nessuno vuole l'85% certo. Ma una tassa dignitosa per le grandi fortune &eacute; un piccolo segno di civilt&aacute;. Ora che abbiamo un argomento in pi&uacute; per zittire i capitalisti familisti di casa nostra: quelli che non potevano certo essere cosi coglioni da votare contro i propri interessi<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La fortuna &#x3c;s&#x3e;aiuta&#x3c;/s&#x3e; corrompe gli audaci</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-06-26T19:25:23+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mondiali-italia-australia.html#unique-entry-id-86</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mondiali-italia-australia.html#unique-entry-id-86</guid><content:encoded><![CDATA[Vogliamo dirla tutta? Il rigore lo abbiamo rubato. Suvvia... abbiamo giocato maluccio per tutta la partita e al 93esimo... &eacute; successa una di quelle cose che solitamente succedono solo al Milan o alla Juve (e con il senno di poi sappiamo il perch&eacute; ).<br /><br />Delle due l'una: o abbiamo esportato con successo il metodo Moggi oppure pi&uacute; semplicemente <em>This is soccer; </em> e questa volta abbiamo avuto un grande botta di culo, quasi a riparazione della partita infausta contro la Corea di quattro anni fa. Allora vorrei sentire qualcuno ritirare le accuse di corruzione e nefandezze varie a Moreno e Guus Hiddink.<br /><br />Bella giornata comunque. in stile Italietta decadente, festeggiamo in ugual misura la vittoria per il rotto della cuffia contro l'Australia, e la vittoria pi&uacute; netta contro gli sfasciacostituzione della Baita di Lorenzago.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>&#x3c;i&#x3e;Wishful&#x3c;/i&#x3e;  government</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-26T04:49:17+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/whishful-thinking-governativo.html#unique-entry-id-85</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/whishful-thinking-governativo.html#unique-entry-id-85</guid><content:encoded><![CDATA[Forse questo &eacute; il governo che nella storia politica Italiana  ha avuto la luna di miele con l'elettorato pi&uacute; corta che si ricordi. Anzi praticamente inesistente. Solitamente ad un governo, nei primi mesi di vita si perdona tutto, anche le peggiori nefandezze. Bush e Berlusconi ad esempio. I loro primi mesi furono davvero pessimi sotto molti profili (ricordate Genova e  l'11 settembre ad esempio) ma l'elettorato non ha mostrato segni di disaffezione per anni.<br /><br />Con il governo Prodi &eacute; diverso. &Eacute; diverso perch&eacute; il governo, come argomenta bene <a href="http://www.antonionicita.it/files/1b4c31caacb52bc797e3b0ac6aefd145-34.html#unique-entry-id-34" rel="external">Padellaro</a> in questo articolo riportato sul sito del Majister, non ha ancora avuto il modo di lavorare davvero, e quindi per ora semplicemente non ci sono atti su cui dare giudizi negativi.<br /><br />&Eacute; diverso perch&eacute; nonostante questo, molti in giro gi&aacute; avvertono una disaffezione, uno scoramento. Oggi sono <a href="http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/politica/#000729" rel="external">Beppe Grillo</a> e <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20060626_1127.html" rel="external">Luca Sofri</a> sui loro blog. Entrambi, ma sono davvero gli ultimi in ordini di tempo, lamentano il mancato cambio di passo che tutti speravano. Non si vede la freschezza che Zapatero ha portato nei suoi primi giorni di governo in Spagna. nessun fuoco d'artificio alla Blair ancora. niente sorrisi Clintoniani rassicuranti.<br /><br />Il Majister sostiene che c'&eacute; un grosso problema di comunicazione. Che non ci sono facce giovani e pulite a presentare in maniera fresca ed unitaria l'azione del governo. Sono d'accordo. A questo aggiungo un ennesimo mio <em>wishful thinking </em>prodianogovernativo. Sappiamo tutti che Prodi &eacute; un diesel che parte piano e bada alla sostanza. Da queste parti si tende a credere che gli strani silenzi di Rutelli e di molti altri ministri (ma dove sono finiti tutti?) siano dovuto al fatto che sono davvero al lavoro. Lavoro sodo. In silenzio. Da sgobboni. Tra la noia generale dei giornalisti che non sanno pi&uacute; cosa dire non avendo altri da intervistare se non le solite macchiette narcisiste che certo non mancano anche nel centrosinistra. Ma sono figure minori di  questo presepe prodiano (altro <em>wishful thinking</em>). In autunno si cominceranno a vedere i risultati. Disegni di legge. Riforme. Partito Democratico. E con queste, torner&aacute; l'entusiasmo che latita... Meno male che ci sono i mondiali...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Segnali di fumo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-06-23T14:17:27+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/effetto-serra-ghiaccia-carbone-minere-di-carbone.html#unique-entry-id-84</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/effetto-serra-ghiaccia-carbone-minere-di-carbone.html#unique-entry-id-84</guid><content:encoded><![CDATA[Scusatemi se insisto. Anche oggi il New York Times martella con ben quattro pezzi sui problemi ambientali, energetici e sul riscaldamento globale.<br /><br />Un pezzo che riporta studi recenti che confermano l'<a href="http://www.nytimes.com/2006/06/23/washington/23climate.html?pagewanted=print" rel="external">effetto serra</a>.<br /><br />Thomas Friedman (si ancora lui) racconta dei <a href="http://www.nytimes.com/2006/06/23/washington/23climate.html?pagewanted=print" rel="external">ghiacciai peruviani in arretramento</a>. Delle conseguenze su un economia agricola che si basa sul delicato clima delle vallate e sull'acqua abbondante dei ghiacciai. Una sorte condivisa anche dai ghiacciai Trentini ed alpini in generale.<br /><br />Un pezzo sull'interessamento crescente per il <a href="http://www.nytimes.com/2006/06/23/opinion/23goodell.html" rel="self">carbone</a> e sul perch&eacute; non &eacute; una buona idea investire in questa fonte che produce molti pi&uacute; gas serra a parit&aacute; di energia prodotta.<br /><br />Un pezzo sui disastri provocati dalle <a href="http://www.nytimes.com/2006/06/23/business/worldbusiness/23sinking.html" rel="external">miniere di carbone</a> in Cina (il paese che ne utilizza di pi&uacute; e che per il futuro &eacute; destinato ad rappresentare la pi&uacute; grande minaccia alla stabilit&aacute; del clima). Ricorda un po&acute; la storia delle <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/04-05-Rizzolli.pdf" rel="external">miniere Belghe</a>.<br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="logo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry84_1.jpg" width="156" height="118"/></div>Insomma, il NYT si assume la responsabilit&aacute; di grande <em>opinion</em> <em>leader </em>quale &eacute; e prova a dettare l'agenda per il paese. Non &eacute; affatto detto -per altro- che ci riesca. Ma almeno ci prova. Vorrei vedere Repubblica (che scopiazza il NYT quasi ognigiorno) fare la stessa cosa!<br /><br />PS. Su Discovery Channel domani va in onda un documentario di Friedman sulla <a href="http://dsc.discovery.com/beyond/?bclid=82224665" rel="external">dipendenza dal petrolio</a>.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Per il partito democratico</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-21T21:25:22+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/0906c614cb3eb463ed7d403d647be611-83.html#unique-entry-id-83</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/0906c614cb3eb463ed7d403d647be611-83.html#unique-entry-id-83</guid><content:encoded><![CDATA[Da queste parti si &eacute; fatta con convinzione (e nel nostro piccolo) campagna per le elezioni appena messe alle spalle. Nessuna remora a schierarsi, perch&eacute; nonostante i passi incerti di questi inizi di legislatura, si ha ben chiara la memoria di chi ci stava prima al governo e chiara la differenza tra questi e quelli. Un blog criticamente governativo quindi. Governativo per convinzione, critico per vocazione. <br /><br />Se finora &eacute; andata al di sotto delle aspettative, se Prodi deve ingoiare il rospo di 100 membri del governo (tra cui Mastella alla giustizia e  Cento all'economia giusto per nominarne due), se in molte occasioni prevale la logica di dividere e differenziarsi per esere visibili (spesso con percentuali da prefisso telefonico), questo &eacute; un problema in larga parte dovuto alll'assetto dei partiti del panorama politico Italiano. T<strong>roppi, troppo piccoli, senza meccanismi efficenti di displina di coalizione.</strong><br /><br />Quante volte lo abbiamo sentito dire? Quante volte ci avevano promesso riforme? Nel 92, cambiando la legge elettorale. Nel 96, con la nascita dell'Ulivo. Nel 2004, 2005 e 2006 con il listone. E poi chiacchere di asinelli, elefantini, case dei moderati, case delle libert&aacute;, unioni e via discorrendo. Ogni volta le attese di semplificazione del panorama politico sono state deluse. Anche ora, dopo le accelerate entusiaste pre-elettorali sul partito democratico, si ode in lontananza lo stridore dei freni a mano tirati dai partiti sul progetto. Ma questa volta, qualcuno sembra volere andare avanti da solo. Per inchiodare i partiti alle promesse fatte. <strong>Per andare oltre se necessario</strong>. Questo blog si &eacute; gi&aacute; iscritto all'<a href="http://www.perilpartitodemocratico.it/" rel="external">Associazione per il partito democratico</a>. Ed invita  i suoi amici che ci credono a fare altrettanto. Da queste parti non si &eacute; mai avuta una tessera del partito. Ma si vorrebbe volentieri tenerne in tasca una di partito democratico.<br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.perilpartitodemocratico.it/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="apd_la" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry83_1.gif" width="404" height="59"/></a><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Nani (dalle mani lunghe) e Ballerine (dai costumi facili)</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-20T13:42:20+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/savoia-scandalo-donne-woodcock.html#unique-entry-id-81</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/savoia-scandalo-donne-woodcock.html#unique-entry-id-81</guid><content:encoded><![CDATA[Guardi basito gli eventi di questi giorni. La bassezza di certa italietta. Quello che rester&aacute; in piedi dell'inchiesta lo vedremo. Per ora, come dice Prodi, lascia allibiti il modo in cui questi individui trattavano le donne. Fossero i commenti fatti prima di una festa di beneficenza per delle  bambine che avevano subito violenza sessuali o, peggio, <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/19/balivo_roncone.shtml" rel="external">prestazioni </a>richieste a ragazzine ambiziose in cerca di gloria. Perch&eacute; dico peggio? Nel primo caso lo squallore &eacute; autoreferenziale. Non tocca le povere creature e si limita a squalificare i regali deficenti. Nel secondo caso queste ragazze si fanno complici invece di ribellarsi. E la violenza del tutto unilaterale fatta alle prime diventa un'accettazione incestuosa di un metodo per le seconde. Ma quando le donne si ribelleranno in questo fottuto paese? Quando chiederanno conto a Berlusconi ma anche alla sinistra delle promesse fatte e mai mantenute a partire dalle quote rosa? Quando cominceranno a denunciare ai carabinieri i potenti di turno dalle mani troppo viscide e mai al loro posto?<br /><br />Domanda retorica lo so. Per ora qui si gode almeno del fatto che i poveri savoia (no il minuscolo non &eacute; un errore di battitura) sono finiti nella polvere e li ne rimarranno presumibilmente seppelliti. Con buona pace dei monarchici, dei cavalieri, degli ordini di san maurizio e orpelli ed anticaglie varie che proliferano nel brodo di cultura infetto dell'italietta (no nemmeno questo minuscolo &eacute; casuale) di questi giorni.<br /><br />Ci si pone delle domande invece su tale magistrato Woodcock. Sar&aacute; il magistrato vanitoso in cerca di gloria (riflesso armato delle ragazzine di cui sopra) descritto dal <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/17/imarisio.shtml" rel="external">Corriere</a> oppure il diligente magistrato che suo malgrado ha scoperchiato il vaso di pandora dell'italietta da fine impero descritto dall'<a href="http://www.onemoreblog.org/archives/011759.html" rel="external">Unit&aacute;</a> ? in attesa di sviluppi, da queste parti si tende a dare credito all'erede di Montanelli...<br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Introversi di tutto il mondo&#x2c; Unitevi&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-06-17T16:13:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/introverso-outing.html#unique-entry-id-80</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/introverso-outing.html#unique-entry-id-80</guid><content:encoded><![CDATA[Ma se, a 28 anni.... uno poi si scopre... un po' <a href="http://www.theatlantic.com/doc/200303/rauch" rel="external">introverso</a>?<br /><br /><em>Extroverts are energized by people, and wilt or fade when alone. They often seem bored by themselves, in both senses of the expression. Leave an extrovert alone for two minutes and he will reach for his cell phone. In contrast, after an hour or two of being socially "on," we introverts need to turn off and recharge. My own formula is roughly two hours alone for every hour of socializing. This isn't antisocial. It isn't a sign of depression. It does not call for medication. For introverts, to be alone with our thoughts is as restorative as sleeping, as nourishing as eating. Our motto: "I'm okay, you're okay&mdash;in small doses.</em><br /><br />L'articolo completo su <a href="http://www.theatlantic.com/doc/200303/rauch" rel="external">The Atlantic online</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Thomas Friedman dice qualcosa di sinistra</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-17T02:54:20+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/friedman-tassa-benzina-partito-geo-verde.html#unique-entry-id-79</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/friedman-tassa-benzina-partito-geo-verde.html#unique-entry-id-79</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Pasted Graphic" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry79_1.jpg" width="253" height="176"/> </div><a href="http://www.thomaslfriedman.com/" rel="external">Thomas Friedman</a> &eacute; un giornalista all'altezza di un paese come l'America. Noi invece ci teniamo Vespa.<br />Thomas Friedman oggi esce sul New York Times di oggi con un <a href="http://select.nytimes.com/2006/06/16/opinion/16friedman.html?hp=&pagewanted=print" rel="external">articolo</a> in cui lancia un partito che non c'&eacute;. Ancora.<br />Il partito lui lo chiamerebbe GEO-VERDE.<br />La campagna elettorale per le presidenziali del 2008 di questo partito dovrebbe essere centrata su un solo martellante slogan: LA TASSA PATRIOTTICA.<br />La tassa patriottica &eacute; semplicemente il rialzo del prezzo di un gallone di benzina di un dollaro. <br />Il prezzo al litro sarebbe cosi ancora inferiore al costo della benzina in Europa ma porterebbe degli introiti enormi nelle casse dello stato federale.<br /><br />Con i soldi della tassa, il parito Geo-Verde dovrebbe fare le seguenti cose:<br />1) Aumentare la <strong>spesa sociale</strong> oggi fortemente compressa da Bush.<br />2) Sussidiare i sistemi di <strong>trasporto pubblici</strong> nelle grandi aree metropolitane.<br />3) Ridurre lo spaventoso <strong>deficit</strong> (sempre lascito di Bush).<br />4) Aumentare esponenzialmente la <strong>ricerca sull'energia.</strong><br /><br />Ma i risultati della tassa patriottica andrebbero al di la del denaro raccolto e poi redistribuito:<br /><br />5) Il prezzo alto della benzina renderebbe convenienti le <strong>fonti alternative</strong> domestiche: l'etanolo, il biodisel, la gassificazione del carbone, l'energia solare, l'energia atomica e l'eolico.<br />6) Lo spostamento  del mix energetico su queste fonti renderebbe <strong>meno dipendenti</strong> dal petrolio estero.<br />7) Si abbasserebbero le <strong>emissioni</strong> di gas serra.<br />8) Il calo delle rendite dei petrol-dollari, nel medio lungo periodo, dovrebbe costringere anche i regimi produttori quali l'Iran, l'Angola,  l'Arabia Saudita, ma anche la Russia ed il Venezuela a fare quelle <strong>riforme</strong> interne che ora sono bloccate dalle oligarchie foraggiate dal petrolio. ́&Eacute; un ipotesi improbabile certo, ma l'alternativa dell'<strong>esportazione della democrazia</strong> in stile Iraq non sembra comunque funzionare. Tanto vale provare.<br />9) L'America riacquisterebbe agli occhi stranieri quella <strong>leadership morale</strong> andata in crisi dopo la rinuncia alla corte internazionale ed a Kyoto e la guerra in Iraq. Questo renderebbe pi&uacute; credibili le richieste agli alleati nella guerra contro il terrorismo internazionale.<br />10) Sarebbe forse l'occasione per reinfondere un sano patriottismo, incoraggiare i ragazzi a studiare la matematica, le scienze e l'ingegneria e fare dell'america il player dominante anche del ventunesimo secolo, non solo rendendola indipendente energeticamente ma facendola leader di quella che sar&aacute; l'industria dominante prossima ventura: <strong>energia pulita e tecnologia verde</strong>.<br /><br />Bam! Con una sola mossa, il fantomatico partito aggiusta l'agenda sociale, quella ambientale, quella energetica e quella geostrategica. Restituisce al paese una visione di dove sta andando e per che cosa sta combattendo.<br /><br />Ok. a parte il punto 10 che non mi spingo a definire azzardato, solo un po' sanamente visionario, direi che finalmente ho sentito qualcosa di sinistra.<br />Ma non i soliti scimmiottamenti riformisti delle politiche di destra, ma una vera, chiara e coerente visione del futuro. Che condensa considerazioni ambientali, sociali e geostrategiche in un gesto trasparente come una tassa sul consumo di benzina. <br /><br />Vorrei concludere il blog con un vanitoso "<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/04-10-Rizzolli.pdf" rel="self">io lo avevo quasi detto</a>" (ma ovviamente non bene come Friedman) e peraltro lo ripeto sul numero di cooperazione in uscita a Luglio. Appena ho il file dalla tipografia faccio un altro post e apro le iscrizioni al partito Geoverde Italiano. Chi si iscrive?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Fuori i celerini dagli stadi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-16T13:36:10+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vigilanza-sicurezza-stadi-amato.html#unique-entry-id-78</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vigilanza-sicurezza-stadi-amato.html#unique-entry-id-78</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="moto" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry78_1.jpg" width="97" height="69"/></div>Qualche settimana fa si era parlato delle cose da fare per<a href="http://www.matteorizzolli.net/files/ceb4090b8072612e0f734bbaee88973c-58.html#unique-entry-id-58" rel="external"> riformare il calcio</a>. Tra queste, si diceva della necessit&aacute; di restituire la gestione della sicurezza degli stadi alle societ&aacute;, imputando loro costi di gestione ed eventuali responsabilit&aacute; oggettive per quanto succede dentro lo stadio.<br /><br />Oggi, il ministro dell'interno Amato dichiara: <a href="http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/sport/calcio/amato-sicurezza/amato-sicurezza/amato-sicurezza.html" rel="external">Negli stadi vigilanza privata la sicurezza sar&agrave; pagata dai club</a>.<br /><br />Ottimo. <strong>Primo</strong>, perch&eacute; non si capisce perch&eacute;  in qualsiasi altro luogo dove delle societ&aacute; private conducono delle loro attivit&aacute; commerciali la sicurezza &eacute; responsabilit&aacute; della societ&aacute; stesse. Presente i buttafuori in  discoteca (e ci sono discoteche molto grandi)? E non mi si venga a parlare del valore educativo nonch&eacute; sociale del calcio, che necessita di un attenzione particolare. Ha smesso di avere questo ruolo almeno da quando &eacute; arrivata la borsa, la pay TV ed i supermiliardi, e soprattutto da quando i vivai e le squadre giovanili hanno perso d'importanza.<br /><br /><strong>Secondo</strong>, perch&eacute; &eacute; davvero uno scandalo che ogni domenica il paese impieghi nei suoi stadi pi&uacute; agenti armati di quanti militari siano correntemente dispiegati all'estero nelle varie misisoni. <strong>Terzo</strong>, perch&eacute; bisogna spezzare quella che, se non &eacute; concesso definirla complicit&aacute;, chiamiamola almeno prossimit&aacute; sospetta, tra le tifoserie violente e le societ&aacute; stesse. Avendo reso pubblici i costi della sicurezza, le societ&aacute; infatti godono i benefici di alcune migliaia di fedeli invasati che supportano le casse langui con abbonamenti allo stadio ai canali satellitari e tutto il resto.<br /><br />Date alle societ&aacute; la sicurezza, e probabilmente assumeranno gli ultr&aacute; come buttafuori tatuati. Avremo cosi risparmiato soldi pubblici e  magari trovato un mestiere alle teste calde che altrimenti passano il tempo a pianificare il lancio di motorini dagli spalti.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Sant&#x27;Antonio&#x2c; dopo la &#x3c;a href=&#x22;http://www.matteorizzolli.net/files/napolitano-mastella-grazia-bompressi.html&#x22;&#x3e;grazia&#x3c;/a&#x3e;&#x2c; le catene....</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-06-15T15:59:09+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/catene-di-sant-antonio.html#unique-entry-id-77</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/catene-di-sant-antonio.html#unique-entry-id-77</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; ">Oggi ricevo da un mio caro amico un'email strappalacrime con allegata presentazione in powerpoint sull'amicizia, l'amore, le cose eterne, la vita, la morte e via discorrendo. Una di quelle che poi devi rimandare a 27 amici entro quindici minuti altrimenti chissa cosa succede. Molti anni fa ho trovato questa emai qui sotto. La risposta universale alle catene di sant'Antonio, specialmente a quelle mielose e pietose, non poteva essere che scritta nel dialetto pi&uacute; irriverente: il Veneto. Ogni volta che la leggo non mi trattengo dal ridere...<br /><br /></span><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Arlecchino1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry77_1.gif" width="168" height="241"/></div><em>&nbsp;Gavi' da piantarla de mandarme cadene del porco ... esimili, tipo che &nbsp;el mondo l'&egrave; belo ma solo se rispedisso tuto subito, se no son sfiga', &nbsp;come el negro de l'Alabama che no la' risposto a quatromilasinquesento &nbsp;imeil e no la'fato in tempo a dir "a" che l'era sa col vestito de &nbsp;legno (tradotto: morto e stramorto), o el cauboi John, tessano, che &nbsp;ghe casca' i maroni parch&eacute; nol ga risposto etc etc. &nbsp;&nbsp;Par no parlar de quei che me manda imeil disendome che sicome ghe un &nbsp;provaider (fatalit&agrave; american) che par ogni imeil che ghe riva el d&agrave; &nbsp;un centesimo in beneficensa ala lota contro la peste scaveona, e alora &nbsp;bisogna mandarghene a seci... me g&agrave; rotto i cojoni! &nbsp;&nbsp;O staltro che el g&agrave; na fiola con na malatia rarisima che nissuni sa &nbsp;cosa l&egrave; (sto qua el sta in missuri), che el te d&agrave; anca el numero de &nbsp;telefonin parch&eacute; te ghe telefoni ti (credeghe!) a darghe notissie su &nbsp;le cure possibili (che po' se te guardi le date te scopriressi che e &nbsp;pass&agrave; almanco tri ani da che l&egrave; partia la cadena quindi tanti &nbsp;auguri...). &nbsp;A mi te me ven a dimandar robe mediche, che stao in frassion de isola &nbsp;dela scala e son gnaca bo de tacarme un ceroto? &nbsp;&nbsp;Po' quei che me dise che ghe el virus dela posta eletronica che se &nbsp;non te ste atento telo ciapi anca ti e l&egrave; peso che anar co na nigeriana &nbsp;(e saven tuti a cosa se va incontro...), alora te ghe da riempir tuti &nbsp;de imeil etc etc... &nbsp;&nbsp;Quei po'... che me manda la fotocopia del centro antitumori de Aviano &nbsp;dove i sensiati te dise che i ovi condii i fa vegner el cancro a &nbsp;l'useo... &nbsp;e che farse un sciampo l&egrave; peso de fumarse tri steche de "ms sensa &nbsp;filtro". &nbsp;&nbsp;Ancora quei contro i giaponesi, che secondo lori i metaria i gati &nbsp;nele butiglie, co l'urlo de bataglia "impenemoghe el sito!"... &nbsp;&nbsp;Par non desmentegarme de ci me manda scrito che ghe quei dela Erisson &nbsp;che i da via i telefonini come i fusse bagigi e adiritura che lori i &nbsp;l&agrave; pro&agrave; e funsiona (!?!): basta "inviar el mesagio a tuti quei che te &nbsp;conossi" e te si a posto: tempo do stimane e riva el sior Erisson, &nbsp;Mario J.J. Erisson in persona, aministratore delegato dela dita omonima &nbsp;o anonima, non me ricordo coma se dise, il cuale sa tute le meil che &nbsp;te mandi, e te porta sul porton de casa el scartosso col telefonin &nbsp;ultima generasion col Trial Band el giprrs e custodia de pitone ancora &nbsp;che se moe... &nbsp;&nbsp;<br />&nbsp;<br />A sto punto feme un piaser: mandime foto porno, film porno, barzelete &nbsp;e putanade varie ma BASTA CO STE CADENE! Che n'altro po' e verzo na &nbsp;feramenta e taco a vendarle. &nbsp;&nbsp;Con la speranza che sta meil no la riva in luisiana a una che le' drio &nbsp;farse i cassi soi...<br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>chi USA il pallone...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-06-13T15:34:25+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ghana-italia-worldcup.html#unique-entry-id-74</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ghana-italia-worldcup.html#unique-entry-id-74</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; ">Confesso. Da queste parti si &eacute; pensato di accogliere la provocazione di </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.beppegrillo.it/2006/06/forza_ghana.html" rel="external">Grillo</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> e tifare Ghana. Una tentazione durata circa trenta secondi, ma &eacute; successo. Poi li vedi giocare, e affanculo Moggi e tutto il resto! Degli scandali ne riparliamo tra un mese.<br /><br /></span><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="13flag395" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry74_1.jpg" width="325" height="205"/><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><br /></span></p><p style="text-align:left;"><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><br />Oggi il New York Times apre con i mondiali in prima pagina. Un evento per un paese che ad Italia 90 aveva mandato un team di studenti universitari. Per altro &eacute; stato un risveglio al soccer pesante! La sconfitta con la Repubblica Ceca &eacute; stata vissuta con grande umiliazione. Qui si credevano di avere un team formidabile, e le hanno prese da quello che loro considerano un paesello sdraiato da qualche parte tra l'Oceano Atlantico e gli Urali. Ed invece sdraiati (lay flat) ci sono finito loro grazie a Nedved e compagni. Qui un </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://select.nytimes.com/2006/06/13/sports/soccer/13vecsey.html?pagewanted=print" rel="external">articolo</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> formidabile che rimette a posto e ambizioni Americane.<br /><br />Per qualche alchimia politichese della FIFA, il team Italia figura tredicesimo nel </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.soccerphile.com/soccerphile/news/fifa.html" rel="external">ranking delle nazionali</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; ">, mentre gli USA -udite udite- sono quinti. Ora, dopo i due match di ieri, nessuno prende sul serio questo indice. E si </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.nytimes.com/2006/06/13/sports/soccer/13cup.html?pagewanted=print" rel="external">cagano</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> tutti sotto!!!<br /><br />Sar&aacute; divertentissimo vedere il prossimo match con gli Italo-americani!</span></p>]]></content:encoded></item><item><title>Brava Italia&#x2c; per una volta&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-09T15:49:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/oxfam-g8-summit-cooperazione-allo-sviluppo.html#unique-entry-id-73</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/oxfam-g8-summit-cooperazione-allo-sviluppo.html#unique-entry-id-73</guid><content:encoded><![CDATA[Ad un anno dal G8 di Gleneagles, <a href="http://www.oxfam.org/en/policy/briefingnotes/bn060609_g8_oneyr" rel="external">Oxfam</a> fa i conti in tasca ai chiaccheroni occidentali, che da 35 anni e pi&uacute;, non si stancano di fare promesse ai paesi poveri che poi regolarmente non mantengono. Era infatti il 1970 quando, i paesi dell OECD, si impegnarono per la prima volta a dedicare il 0,7% del PIL alla cooperazione allo sviluppo. Ad ogni <em>summit</em> valevole di nota, da allora in poi, quella promessa &eacute; stata rinnovata e regolamente smentita nei fatti. Ricordate i <a href="http://www.un.org/millenniumgoals/" rel="external">millenium goals</a> ad esempio? <br /><br />Al G8 dell'anno scorso gli otto grandi dimezzarono quella promessa, con qualche acrobazia verbale, portando i fondi allo 0,35% (seppur promettendo di renderli disponibili immediatamente, e concentrati su alcune specificit&aacute; ). Va bene! Dissero molte ONG; Basta che questa volta scucite davvero la grana! Come &eacute; andata allora?<br /><br />Abbastanza male in generale. I paesi che pi&uacute; si erano spesi per questa campagna, UK e Francia, diminuiscono i fondi stanziati. Ipocriti, che altro dire? Canada, Giappone Stati Uniti aumentano gli stanziamenti di circa il 10%  (anche se gli USA li destinano tutti ad Iraq e Afganistan).<br /><br />E l'italia? <strong>Uno spettacolare balzo in avanti del 46%. </strong>Certo siamo ancora allo 0,21%... comodi penultimi in classifica, per&oacute;...<br />Insomma, per una volta (e in questo blog lo sentite dire di rado), Brava Italia!<br />Per una volta (e questo lo sentite dire ancora pi&uacute; di rado), bravo governo Berlusconi!<br /><p style="text-align:center;"><a href="http://oxfam.intelli-direct.com/e/d.dll?m=235&url=http://www.oxfam.org/en/files/bn060609_g8_oneyr/download" rel="external"><img class="imageStyle" alt="tabella oxfam" src="http://www.matteorizzolli.net/files/Tabella-oxfam.jpg" width="460" height="232"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>Nuovi approcci alla &#x3c;i&#x3e; Dispute resolution &#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-06-08T22:20:21+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sentenza-morra-cinese.html#unique-entry-id-72</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sentenza-morra-cinese.html#unique-entry-id-72</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/sentenzamoracinese.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="sentenzamoracinese" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry72_1.gif" width="111" height="138"/></a></div>Il giudice Gregory Presnell di una corte distrettuale della Florida, ha <a href="assets/sentenzamoracinese.pdf" rel="self">ordinato</a> -il 6 Giugno Anno Domini MMVI (2006)- alle due parti di una causa, di risolvere la  disputa che li vede opposti con una singola giocata della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Morra_cinese" rel="external">morra cinese</a>. La giocata si deve tenere il 30 Giugno nella strada di fronte al tribunale, almeno che i giocatori non riescano a mettersi d'accordo su un'altra locazione.<br /><br /> Mi prendo la libert&aacute; di offire alcuni suggerimenti al giudice per future sentenze con metodi di risoluzione delle dispute ancora pi&uacute; inconvenzionali ed adatti alla stagione:  <br /><br />-Per l'autunno. Il clima che rinfresca consiglia un ambiente <em>indoor. </em>Direi quindi un salotto con caminetto, ed un tavolo verde dove le parti possono giocarsela a poker.<br />- Per l'inverno. Un ring di pugilato, possbilmente a Las Vegas. Vince la parte che mette ko l'avversario.<br />-Per la primavera. Un campo aperto, possibilmente ventoso. I contendenti devono essere vestiti alla romantica e sfidarsi con il fioretto.<br />- Per l'estate. Una strada polverosa su cui si affacciano almeno un paio di saloon. I partecipanti indossano un sombrero ed hanno a disposizione due colt.<br /><br />Vinca il migliore, pazza America...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Vivere a rate</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-06-07T16:12:18+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ctc-giugno-06-credito-al-consumo.html#unique-entry-id-71</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ctc-giugno-06-credito-al-consumo.html#unique-entry-id-71</guid><content:encoded><![CDATA[Sul numero di Giugno di <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200606_P11-13_Vivere.pdf" rel="external">Cooperazione tra consumatori</a> sono uscito con questo articolo sul credito al consumo. Nel pezzo originale forse potevo sembrare ancora pi&uacute; scettico di quanto emerga ora, ma per motivi di spazio &eacute; stato tagliato il seguente paragrafo:<br /><br /><em>A scanso di equivoci a chi scrive preme sottolineare che fa uso quotidiano della carta di credito ed &egrave; circondato da amici che si indebitano per somme esorbitanti (anche superiori ai 100.000 euro) per poter completare gli studi nelle costose universit&agrave;  di oltreoceano. Nessun arcaico pregiudizio per gli strumenti della finanza quindi, pregiudizio che sarebbe oltremodo fuori luogo per uno che studia l&rsquo;economia per mestiere. Devo per&oacute; ammettere che, nonostante le mie spiegazioni razionali, non riesco a guardare con gli stessi occhi al credito tradizionale da una parte ed al settore in rapida crescita del credito al consumo dall&rsquo;altra. Mi &egrave; inevitabile: ammiro un giovane che si indebita pesantemente per studiare, o un imprenditore per avviare un&rsquo;attivit&aacute;, tanto quanto guardo con un po&rsquo; di mal di pancia a chi paga l&rsquo;estetista a rate. I libri di finanza ci insegnano che, in entrambi i casi, si tratta di far incontrare proficuamente la domanda con l&rsquo;offerta di denaro: i risparmi delle famiglie con gli investimenti delle imprese, ma anche i guadagni futuri con le esigenze presenti dei singoli. Eppure ancora sembra ci sia una differenza qualitativa tra l&rsquo;assumersi il rischio del debito per effettuare un investimento o per soddisfare un consumo. <br /><br /></em>Ahhh... I saggi ed implacabili editor! Pazienza. Il <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200606_P11-13_Vivere.pdf" rel="external">pezzo</a> comunque contiene molte cose carine sul mondo oscuro del credito al consumo. Per esempio lo sapevate che su molte carte di credito per il pagamento a rate si appliccano tassi che in media sono vicini al 20% (si, proprio venti percento)?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Post governativo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-06T00:23:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/luna-di-miele-con-il-governo.html#unique-entry-id-70</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/luna-di-miele-con-il-governo.html#unique-entry-id-70</guid><content:encoded><![CDATA[Riguardo il mio blog e mi domando se non sono troppo antigovernativo ultimamente. Ma come, ho fatto campagna elettorale, nel mio piccolissimo, ed ora mi ritrovo gi&aacute; a criticare il governo quasi quotidianamente? A parte il fatto che, come ha detto Prodi, l'Unione ha suscitato delle aspettative ed ora mi metto tra quelli che vogliono vedere i risultati, devo per&oacute; ammettere che non tutto va male. Anzi. Qui di seguito le cose che mi piacciono di questi giorni...<br /><br />Mi piace Prodi (ma questo si sapeva!!!) Mi piace che fa <a href="assets/foto Prodi.jpg" rel="self">jogging</a>, che non va a <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/05_Maggio/24/prodi.shtml" rel="external">porta a porta</a>, che riunisce i ministri in <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=56929" rel="external">convento</a> per creare squadra.<br />Mi piace <a href="http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=1653&sid=1" rel="external">Gentiloni</a> che risponde a <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/06/lettera_a_paolo_gentiloni.html#comment-662340" rel="external">Grillo</a> dal suo Blog.<br />Mi piace Prodi (si sempre lui) che prende un <a href="http://media.dagospia.com/public_html/24000-24999/articolo_24436.html" rel="external">volo di linea</a> per tornare a Roma. Mi piace Blair che prende l<a href="http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/esteri/blair-low-cost/blair-low-cost/blair-low-cost.html" rel="external">'aereo della Ryanair</a> per tornare a casa dopo le vacanze in toscana.<br />Mi piacciono le nuove <a href="http://www.italialaica.it/cgi-bin/news/view.pl?id=005963" rel="external">ministre coraggiose</a>.<br />Mi piaciono i Rutelli, i D'Alema e molti altri abituali chiacchieroni televisivi che -improvvisamente- si sono fatti silenziosi. Con l'eccezione di <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/mastella-esternazioni.html" rel="self">Mastella</a> ovviamente.<br /><br />Forse inizia davvero la luna di miele con il governo?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Vinci la lotteria dei mondiali....</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-06-05T15:36:09+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/campionato-crescita-lotteria.html#unique-entry-id-69</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/campionato-crescita-lotteria.html#unique-entry-id-69</guid><content:encoded><![CDATA[Leggo questa mattina su <a href="http://www.repubblica.it/2006/06/speciale/mondiali/servizi/economia-mondiali/economia-mondiali/economia-mondiali.html" rel="external">Repubblica</a>:<br /><br /><em>Secondo i guru dell'economia una vittoria degli azzurri - ma anche dei padroni di casa - sarebbe auspicabile: crescerebbe il Pil, e salirebbero gli indici di borsa. E le ripercussioni positive si estenderebbero anche al sistema economico globale, riequilibrando gli scompensi generati dalle diverse velocit&agrave; di crescita dei Paesi. <br /><br /></em>Ora mi domando se un paese debba arrivare al punto di sperare nei mondiali per una boccata d'ossigeno. Ma &eacute; davvero possibile che  anche delle istituzioni economiche prestigiose quali il Financial Times, e l'ufficio studi di ABN-AMRO preferiscano affidarsi al colpo di fortuna piuttosto che non al lavoro sodo e meticoloso dello sviluppo...<br /><br />A questo punto mi chiedo se non sia il caso di organizzare una bella lotteria internazionale. Ogni paese mette -diciamo- lo 0,2% del PIL in un bel calderone, magari nei forzieri del fondo monetario, e poi, una volta all'anno, estraiamo a sorte lo stato fortunato vincitore della lotteria pi&uacute; ricca che ci sia. Ecco la soluzione ai problemi di bilancio. Ecco come rimediare i soldi per gli ospedali. Ecoo come piantarla con il tormentone di quei soloni di Bruxelles che pretendono -pensa te- i conti in ordine. Ecco come superare in creativit&aacute; finanziaria persino quel mattacchione di Tremonti. Vinciamo ai mondiali, vinciamo alla lotteria, ALLEGRIA!!!!<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Clemenza&#x2c; Clemente....</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-03T15:10:08+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mastella-esternazioni.html#unique-entry-id-68</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mastella-esternazioni.html#unique-entry-id-68</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="che_mastella" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry68_1.jpg" width="212" height="125"/></div><strong>31 Maggio</strong>: Concessa la <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/cf7266a4cdff03d2f3907ef5320efcc1-64.html" rel="self">grazia</a> a Bompressi<br /><strong>1 Giugno:</strong> Promessa entro l'anno la grazia a Sofri<br /><strong>2 Giugno:</strong> Si apre la discussione su una nuova amnistia<br /><strong>3 Giugno</strong>: <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_1566338.html" rel="external">Quote rosa</a> (da introdurre) e <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_1566304.html" rel="external">legge elettorale</a> (da modificare)<br /><br />Non se la cava male con le esternazioni il neo ministro della giustizia. Peraltro su temi popolari e meritori su cui anche quelli del centrodestra fanno fatica a dargli torto.  Ma Prodi non aveva consegnato tutti al silenzio stampa? Sar&aacute; forse che ci troviamo dinanzi al miglior guardasigilli della storia repubblicana, come questo <a href="http://mastellarules.blogspot.com/" rel="external">sito di fan ministeriali</a> lo descrive. Sar&aacute;....<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Verde America</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-06-02T14:36:48+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/verde-america.html#unique-entry-id-65</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/verde-america.html#unique-entry-id-65</guid><content:encoded><![CDATA[Segnalo un <a href="http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/esteri/pensare-verde/pensare-verde/pensare-verde.html" rel="external">articolo</a> apparso sulla repubblica di oggi che analizza il nuovo trend ecologista su questa sponda dell'oceano di cui avevo parlato in questo <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/category-3.html#unique-entry-id-63" rel="self">post </a>qualche giorno fa. Se non sono solo sensazioni o mode passeggere o wishful thinking, e se le grandi corporation non resisteranno come hanno sempre fatto ma invece si convertiranno al pensiero verde come qualcuna di loro comincia a fare, davvero pu&oacute; essere la volta buona.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Troppa grazia sant&#x27;&#x3c;s&#x3e;Antonio&#x3c;/s&#x3e;Napolitano</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-06-01T16:51:13+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cf7266a4cdff03d2f3907ef5320efcc1-64.html#unique-entry-id-64</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cf7266a4cdff03d2f3907ef5320efcc1-64.html#unique-entry-id-64</guid><content:encoded><![CDATA[Bompressi &eacute; fuori. Forse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Sofri" rel="external">Sofri</a> lo sar&aacute; presto. Mi verrebbe da dire che <em>Giustizia &eacute; fatta</em>. Ma non credo che questa sia l'esclamazione pi&uacute; appropriata. Se crediamo nello stato di diritto, dobbiamo dire che giustizia fu fatta qualche anno fa, dopo 7 penosi gradi di giudizio e 9 appelli respinti.<br /><br />Oggi  <em>grazia &eacute; fatta</em>. Una grazia auspicata da tanti, per via dei vizi e delle imperfezioni di quel processo: dal reato contestato, all'uso dei pentiti; e per via delle vicende umane di quelli coinvolti. Perch&eacute; se crediamo nel mandato costituzionale della funzione riabilitativa della pena, allora non possiamo tenere in carcere un uomo che contribuisce quotidianamente al dibattito ed alla crescita intellettuale di questo paese verso direzioni che lo allontanano dalle idee di violenza che peraltro caratterizzavano quegli anni ed anche le parole delle persone coinvolte.<br /><br />Per cinque anni abbiamo avuto un ministro che ha utilizzato un potere di cui peraltro non disponeva per opporsi a queste grazie. Lo ha fatto, con sua stessa candida ammissione, per ragioni politiche. Non vale spendere altre parole sulla pochezza dell'uomo e delle posizioni politiche che rappresenta.<br /><br />Ma con la vicenda di oggi, corriamo il rischio di fare da controaltare a quella politicizzazione del potere di concedere la grazia che avevamo criticato. Mi ha colpito, ma purtroppo non positivamente, che questo sia stato uno dei primi atti del ministro Mastella, Il quale si &eacute; speso per dare il  risalto masmediatico alla cosa, senza per altro informare la vedova Calabresi. Ancora di pi&uacute; mi ha colpito che il presidente Napolitano abbia firmato la grazia in tre ore.<br /><br />Se i simboli hanno ancora un significato, devo pensare che la vicenda &eacute; stata costruita in modo da far passare l'idea che questa grazia fosse un atto politico, di quelli da mettere nel programma dei cento giorni, di quelli concordati con il presidente della repubblica, di quelli studiati per segnare simbolicamente la rottura con il governo precedente.<br /><br />Ma non &eacute; per questo che volevamo la grazia. Non per segnare la distanza da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Castelli" rel="external">Castelli.</a> Non per chiudere con questo gesto un epoca. Non per tirare delle conclusioni storiche su un periodo doloroso.<br /><br /> Il potere di grazia &eacute; un potere discrezionale per definizione. Ha una dimensione privata, personale. &Eacute; una relazione del cittadino presidente in intimit&aacute; con il cittadino condannato. Lontano dai riflettori. Perch&eacute; deve tutelare e conciliare  il doppio ruolo del capo dello stato che allo stesso tempo incarna pubblicamente il ruolo del garante della <em>rule of law</em> e delle  istituzioni che garantiscono la giustizia, ma in via riservata, a tu per tu con il condannato, pu&oacute; ammettere che a volte questi meccanismi non funzionano, e perci&oacute; concedere la grazia.<br /><br />Ho il sospetto che Ciampi avrebbe avuto un altro stile. Pur avendo rivendicato fermamente  a se e contro l'ex-ministro ing. Castelli il diritto di concedere la grazia, con la mai celata intenzione di avvalersi di questa prerogativa, mi sembra di poter dire che in questa circostanza  avrebbe atteso qualche giorno, ed in silenzio avrebbe prima chiamato la vedova Calabresi e poi il detenuto Bompressi, e forse avrebbe pianto con entrambi.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;effetto &#x5b;di scoprirsi dentro una&#x5d; serra</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-05-30T17:13:39+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/effetto-di-scoprirsi-dentro-una-serra.html#unique-entry-id-63</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/effetto-di-scoprirsi-dentro-una-serra.html#unique-entry-id-63</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; ">I</span>n una delle prime giornate calde dell'anno, di quelle che si comincia a girare semivestiti per casa ed ad invocare il refrigerio nel cortile, si risvegliano inevitabilmente le mie preoccupazioni ambientaliste sul riscaldamento globale. Mi trovo nel paese che pi&uacute; contribuisce all'emissione di anidride carbonica, il principale gas serra. La cosa non dovrebbe sorprendere: qui tutti girano con un jeep di almeno due tonnellate, mantengono gli edifici a temperature cristalline anche sotto il sole pi&uacute; cocente, e sprecano in mile maniere una quantit&aacute; enorme di energia elettrica nel pi&uacute; completo disinteresse. Questo &eacute; il paese che peraltro si &eacute; sdegnosamente rifiutato di firmare  i<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; ">l </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Kyoto" rel="external">protocollo di Kyoto</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; ">.<br /><br /></span>Eppure qui se ne parla, se ne discute. Il problema del riscaldamento globale, soprattutto dopo l'uragano Katrina dello scorso anno, &eacute; sulla bocca di tutti. &Eacute; nei giornali in continuazione: il<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://select.nytimes.com/2006/05/29/opinion/29krugman.html" rel="external">New York Times</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span>di ieri con un editoriale di Paul Krugman ad esempio. &Eacute; nei programmi di alcune (sempre troppo poche poche, siamo d'accordo),<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.nytimes.com/2006/05/30/business/30carbon.html" rel="external">aziende</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span>che si stanno convertendo al concetto di zero-emissioni; &eacute; nelle pubblicit&aacute; martellante delle<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.gm.com/company/onlygm/livegreengoyellow/index.html" rel="external">automobili ibride</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span>ed ecologiche; &eacute; nei<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.climatecrisis.net/" rel="external"> cinema</a></span> con la faccia di une<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Al_gore" rel="external">ex-candidato</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span>alla Casa Bianca; &eacute; persino nei discorsi degli<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.marginalrevolution.com/marginalrevolution/2006/05/my_views_on_glo.html" rel="external">economisti liberisti </a></span>e libertari che fino all'altro ieri erano forse gli oppositori pi&uacute; accaniti di Kyoto.<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><br /></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><br /></span>Insomma &eacute; una paese che ne discute, seriamente. L'amministrazione per ora ignora quasi completamente questa marea montante. Ma la mia previsione, diciamo soprattutto la mia speranza, &eacute; che tra poco vedremo questo paese che fin ora &eacute; stato il critico pi&uacute; feroce  di Kyoto, diventare il pi&uacute; forte paladino di un mondo a "basse emissioni". Ancora un altro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wishful_thinking" rel="external">wishful thinking?</a><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><br /></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><br /></span>PS. Io non dimentico la<span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/11_Novembre/24/prodinucleare.shtml" rel="self"> promessa di Prodi</a></span><span style="font:12px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "> </span>di voler ricoprire il nostro paese di pannelli solari. Davvero uno dei pochi momenti di alta politica di questa -finalmente finita- campagna elettorale.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>noi speriamo che ce la caviamo...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-05-30T01:17:42+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/noi-speriamo-che-ce-la-caviamo.html#unique-entry-id-62</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/noi-speriamo-che-ce-la-caviamo.html#unique-entry-id-62</guid><content:encoded><![CDATA[&Eacute; andata bene no? possiamo dire finalmente che abbiamo vinto -senza vergogna- per una vittoria sul filo di lana? Speriamo sia un buon viatico. Speriamo che le riconferme importanti di Veltroni e Chiamparino (premiati per evidenti meriti), quella un po' meno incisiva della Iervolino a Napoli (per una volta abbiamo forse vinto noi per colpa dei nostri avversari e non viceversa) ma anche le affermazioni di Milano ed i timidi (ma disperati) segnali siciliani, servano. Speriamo che servano a minare il centrodestra, a contribuire al tramonto di Berlusconi, finalmente. Speriamo invece che non servano a ringalluzzire i mille polli nelle batterie del centrosinistra, che forse per la sensazione di insicurezza dettata dalla situazione, sembravano insperatamente domabili, sin ora. <br /><br />Speriamo in due sindaci molto bravi, nel loro futuro politico post 2011. Speriamo nell'elezione di due donne (spero che la Moratti possa fare meglio da sindaco di quanto fatto da ministro) a  guida di due importanti citt&aacute;. Speriamo... Speriamo.. davvero non so che altro dire, e mi aggrappo a questa parola...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>quelli che il valore legale... e quelli che il valore e basta...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-05-25T18:20:30+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-il-valore-legale.html#unique-entry-id-60</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-il-valore-legale.html#unique-entry-id-60</guid><content:encoded><![CDATA[Una laurea a Yale non ha nessun valore legale. Un pezzo di carta, rilasciato da una istituzione privata, che -di per se- non concede diritti. Per di pi&uacute;, se anche legalmente non ha alcun valore, in termini finanziari &eacute; un vero salasso (vedi questo <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/category-5.html#unique-entry-id-55" rel="self">post</a>): circa 40.000 dollari all'anno.<br /><br />Al contrario, la laurea che ci consegnano le universit&aacute; italiane &eacute; una vera fonte di privilegi, almeno sulla carta. Ci permette di accedere a concorsi, fare scattare punteggi, soglie, detrazioni, rinvii e quant'altro. Per di pi&uacute; ci costa molto poco in termini finanziari: meno di 1000 euro l'anno.<br /><p style="text-align:center;"><a href="foto/commencement/commencement.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="DSCF2286" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry60_1.jpg" width="157" height="122"/></a><a href="foto/commencement/commencement.html" rel="self">    </a><a href="foto/commencement/commencement.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="DSCF2263" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry60_2.jpg" width="157" height="122"/></a><a href="foto/commencement/commencement.html" rel="self">    </a><a href="foto/commencement/commencement.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="DSCF2278" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry60_3.jpg" width="157" height="122"/></a> <br /></p><p style="text-align:left;">Eppure... eppure....<br /><br />Questa settimana c'&eacute; stato il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Commencement" rel="external">commencement</a> qui a Yale. metto online alcune foto, perch&eacute; credo che le mie parole non riescano a descrivere propriamente l'atmosfera di partecipazione, orgoglio e celebrazione che circondava la cerimonia di consegna delle lauree.<br />Forse qualcuno le trover&aacute; pompose, cerimonionse, pretenziose. Si, forse sono per qualuno "le solite americanate". Ma quanto valore viene attribuito a quel pezzo di carta che legalmente non vale nulla!<br /><br />Per&oacute;... per&oacute;....<br /><br />Mi scorrono negli occhi invece le immagini di discussioni di laurea con professori annoiati, seguite dagli atti gogliardici degli amici che in molti casi (non &eacute; stato cosi nel mio, per fortuna) rasentano l'umiliazione. Mi vengono in mente professori che ti suggeriscono di intrapprendere altre carriere, intervistatori che ti dicono che la laurea oggigiorno non basta, che ci vuole il master.. le lingue... gli stage (come se queste non dovessero gia far parte del percorso di studio). Insomma, pieno valore legale ma poco valore in se...<br /><br />PS. qui c'&eacute; anche il <a href="http://ylsqtss.law.yale.edu/qtmedia/events06/graduation052206.mov" rel="external">video</a> del discorso del preside...<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>calcio stato&#x2c; calcio mercato</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-05-21T14:39:53+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ceb4090b8072612e0f734bbaee88973c-58.html#unique-entry-id-58</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ceb4090b8072612e0f734bbaee88973c-58.html#unique-entry-id-58</guid><content:encoded><![CDATA[Premessa a questo post &eacute; l'ultimo pezzo di <a href="http://www.antonionicita.it/files/category-3.html#unique-entry-id-23" rel="external">Antonio Nicita</a> sul suo blog. Propone quattro capisaldi per una possibile riforma del calcio. Per curarne i mali endemici, le derive anticoncorrenziali e di commistione di interessi.<br /><br />Aggiungo la mia. Credo che ci siano altre &nbsp;questioni su cui bisogna assolutamente rescindere, non tanto il conflitto di interessi tra le varie parti della commedia (TV, squadre, procuratori), ma piuttosto le commistioni tra il teatro ed il pubblico pagante; tra interesse del pubblico ed interesse della categoria; tra ordinamento statale ed ordinamento privato.<br /><br />La prima questione &eacute; quella della sicurezza. &Eacute; noto che ormai la frequentazione dei luoghi del calcio &eacute; pratica riservata alle bande ed ai branchi delle tifoserie. E questo nonostante ogni domenica l'Italia dispieghi pi&uacute; forze dell'ordine negli stadi di quanti soldati impiega nelle missioni di pace all'estero. L'esperienza inglese ci deve essere di lezione. Le strutture sportive devono essere sotto la responsabilit&aacute; delle squadre che devono garantire la sicurezza.&nbsp; Alle societ&aacute; deve essere imputata la responsabilit&aacute; oggettiva per quanto avviene nelle strutture e fuori. Ci pensino loro a reprimere le tifoserie. Se non lo vogliono fare che ci pensino loro a pagarsi delle forze di sicurezza. Altrimenti siamo alle solite: costi pubblici di sicurezza, e benefici privati nell'incentivare il tifo viscerale (che significa tanti abbonamenti).<br /><br />La seconda distinzione da fare riguarda la giustizia sportiva. Forse sono radicale su questo punto, ma credo che i magistrati non si dovrebbero occupare di queste vicende, se non quando assumono rilevanza penale. Avrebbero dovuto farlo i giornali magari i giornali sportivi che avrebbero senza'altro reso un servizio migliore ai propri lettori scoperchiando gli scandali piuttosto che raccontarci delle ultime trattative di Totti con la Roma. La credibilit&aacute; del sistema dovrebbe essere puramente reputazionale, pena la scomparsa per disinteresse da parte del pubblico. Se il calcio non &eacute; in grado di organizzare una propria giustizia, ma vuole fare ricorso alle strutture pubbliche, bisognerebbe trovare un modo per far pagare&nbsp; il servizio legale reso dai tribunali della Repubblica alla lega calcio.<br /><br />La terza distinzione riguarda la necessit&aacute; di riportare la gestione delle societ&aacute; di calcio, la <em>corporate governance</em> direbbero economisti ed avvocati, nell'alveo del diritto societario vigente per tutte le altre imprese. La vicinanza tra politica e mondo del calcio ha prodotto una fila lunga ed inconfessabile di deroghe ed eccezioni di cui l decreto spalma debiti &eacute; stato solo la punta dell'iceberg. Dai bilanci farsa, agli azzardi finanziari, alle compravendite di calciatori usate come strumenti per nascondere a volte profitti, a volte debiti, altre volte transazioni poco chiare. Le societ&aacute; di calcio devono tornare ad obbedire alle regole vigenti per tutte le altre imprese private!<br /><br />Se il calcio non &eacute; in grado di camminare con le proprie gambe, come tutte le associazioni e le imprese private devono saper fare, perch&eacute; deve essere il pubblico a farsene carico? Il concetto espresso in questo modo forse&nbsp;&eacute; mal posto. Ci riprovo: forse il calcio &eacute; caduto cosi in basso perch&eacute; ha sempre confidato nella possibilit&aacute; di appoggiarsi alla spalla pubblica. Per il bene del calcio forse &eacute; giunto il momento di fargli mancare questa spalla!!!<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Partenza incerta</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-05-17T16:35:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/14f151e661e4007a123d9ddb5e9f1dcf-57.html#unique-entry-id-57</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/14f151e661e4007a123d9ddb5e9f1dcf-57.html#unique-entry-id-57</guid><content:encoded><![CDATA[Sono un ottimista. Soprattutto il mio pensiero in politica &eacute; farcito di <em>wishful thinking </em>(che ovviamente finiscono spesso per crearmi forti disappunti). Voglio quindi credere che il governo presentato oggi far&aacute; bene e durer&aacute; a lungo.<br /><br />Per&oacute; devo essere onesto. Davvero speravo in qualcosa di meglio. Nomi gia visti 10 anni orsono (Prodi compreso, ma forse era l'unico nome che doveva restare) all'insegna del trionfo dei Perpetui. Donne sottorappresentate nei numeri ed ancora pi&uacute; messe all'angolo se si tiene conto dei pesi relativi dei vari ministeri. <br /><br />La moltiplicazione dei ministeri per dare un contentino a tutti. A questo proposito &eacute; incredibile la vicenda del ministero del welfare, accorpato da Bassanini sullo scorcio della penultima legislatura, ed oggi diviso di nuovo in tre (famiglia, lavoro, politiche sociali). Secondo quella stessa riforma i ministeri dovevano scendere a 12. Siamo oggi a 25; abbiamo fatto peggio di Berlusconi che si era fermato a 24.<br /><br />Mastella soddisfatto perch&eacute; con la sua rappresentanza da prefisso telefonico (ma seriamente, che competenze ha Mastella oltre ad essere un grande trafficone?) ha strappato a suon di ricatti un ministero pesante. Bonino scontenta. PDCI non si capisce. Almeno rifondazione, che ha portato a casa Bertinotti presidente della Camera sta zitta ed incassa un ministro (forse in attesa di altri tranelli). D'Alema, il l&iacute;der maximo, sempre a fare le sue tattichine di cui &eacute; maestro, per cui oggi fa l'incazzato perche ieri e l'altro ieri lo hanno bocciato due volte di fila e quindi deve consumare le sue piccole vendette private.<br /><br />Insomma, francamente, non &eacute; stato un bello spettacolo.Certo, pensando a Calderoli, Castelli e Lunardi uno si consola almeno un po', Per&oacute; francamente mi sembra che ci si sia accontentati di essere un po' meno peggio...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Moggi in difesa&#x2c; Ferrara all&#x27;attacco</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-05-17T03:20:58+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/8e485594d3fecc93608b93fbe37f759f-56.html#unique-entry-id-56</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/8e485594d3fecc93608b93fbe37f759f-56.html#unique-entry-id-56</guid><content:encoded><![CDATA[Sul <a href="http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=28005" rel="external">Foglio</a> di Ieri il Giulianone nazionale si lancia in una epica difesa di Moggi. Onore al combattente, non c'&eacute; che dire. Va dato atto, e lo dico davvero con una punta di ammirazione, che Ferrara sa quasi sempre scegliersi le questioni pi&uacute; spinose su cui schierarsi, e di solito si schiera dalla parte di quelli che 'al momento' sembrano i perdenti. Anche il suo sodalizio con Berlusconi in fondo &eacute; nato cosi: lui ha raccontato di aver deciso di schierarsi con il caimano quando lo ha visto recarsi all'hotel  Rafael sotto le bordate di monetine degli -allora nemici- giustizialisti del movimento sociale. Battaglie fatte in nome di uno stile quindi, quasi a prescindere dal contenuto. <br /><br />Ed anche questa volta si lancia in questa impobabie difesa di Moggi che scricchiola in molti punti ma mi ispira un non so che di ammirazione, in questo frangente, vista la scomoda posizione. Non che su alcuni punti non abbia ragione, come quando invoca la presunzione di innocenza anche per Moggi, anche sotto il peso dell'evidenze circolate in questi giorni nella carta stampata.<br /><br />Ma insomma; al di la delle vicende giudiziarie, di cui si occuper&aacute; la magistratura ed al di la del linciaggio mediatico da cui spero (ma non ci confido molto) si vorranno trattenere le trasmissioni televisive, mi &eacute; inevitabile andare indietro ad una frase di Michele Serra di qualche anno fa: <em>ci sono due modi per realizzare che sei invecchiato: uno &eacute; scoprire che le cose che scandalizzano gli altri non ti scandalizzano pi&uacute;, l'altro &eacute; realizzare che le cose che scandalizzano te non scandalizzano pi&uacute; gli altri</em>. In che modo sta invecchiando Ferrara?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Le universit&#xe1; Europee viste da qui</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-05-12T17:15:25+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/4afbeff139018637169f7416fe152030-55.html#unique-entry-id-55</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/4afbeff139018637169f7416fe152030-55.html#unique-entry-id-55</guid><content:encoded><![CDATA[Due giorni fa il New York Times apriva la prima pagina con un pezzo sull'Universit&aacute; di Parigi-Nanterre (nonstante il sito del NYT sia a pagamento, il pezzo &eacute; leggibile <a href="http://www.gadsdentimes.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20060512/ZNYT/605120329/1011&sectioncat=NEWS" rel="self">qui</a>, altrimenti scrivetemi che ve lo mando).<br /><br />In pochi paragrafi, descrive l'universit&aacute; alle porte di Parigi nei suoi numeri essenziali. 32.000 studenti, biblioteca aperta solo 10 ore al giorno, 5 giorni la settimana, biblioteca per altro dotata di 100 computer, ma solo 30 di questi con acceso ad internet. La caffetteria chiude nel primo pomeriggio ed i docenti, a volte senza ufficio, spesso non hanno nemmeno orari di riferimento. Poca vita accademica. Scarsa ricerca.<br /><br /> N&eacute; -secondo il NYT- Nanterre  &eacute;  il posto peggiore dove fare l'universit&aacute; in Francia. L'universit&aacute; Francese &eacute; gratuita. gli studenti sono fortemente scoraggiati dallo scegliere una universit&aacute; lontana dal loro luogo di residenza. E la spesa statale per ogni studente universitario &eacute; stata l'anno scorso del 40% inferiore a quella spesa per gli studenti delle scuole superiori. Certo ci sono le eccezioni che tutti conosciamo a cominciare dalle <em>Ecole Normale Superieure </em>ad esempio. Ma in generale il livello &eacute; basso e la distanza tra le prime della classe e le universit&aacute; pecore nere non cosi marcata.<br /><br />Perch&eacute; mi ha interessato questo articolo? Vedevo Francia e leggevo Italia. Inevitabile il confronto. inevitabile notare le somiglianze tra due sistemi universitari sull'orlo della sclerosi. Dove il merito non premia ma al contrario pagano molto le conoscenze. Dove tutto funziona con molto pressapochismo perch&eacute; tanto nulla &eacute; dovuto agli studenti che sono solo gli utenti non paganti del sistema. Ma anche gli studenti portano il loro fardello di responsabilit&aacute;. Non dovendo pagare, molti di noi vivono l'universit&aacute; come comodo parcheggio. Meglio se vicino a casa, meglio se poco impegnativa. Storia nota, si sa. Ma deve essere necessariamente cosi?<br /><br />In questi mesi vedo di persona un sistema diversissimo. L'aspetto che solitamente pi&uacute; colpisce noi Europei &eacute; il costo. Qui uno studente paga circa 40 mila dollari l'anno di iscrizione. Una bella cifra no? Tra le pi&uacute; alte degli USA ma anche in una universit&aacute; pubblica come Berkeley in California, la cifra si aggira sui 7000 dollari. In Italia credo che l'universit&aacute; privata pi&uacute; costosa sia la Bocconi, con costi che si aggirano sui 10.000 euro l'anno ma la stragrande maggioranza degli studenti se la cava con meno di 1000 euro l'anno. Per altro qui l'universit&aacute; copre con questa cifra solo meno del 12% delle sue esigenze finanziarie che servono a mantenere delle strutture stellari, come le palestre e le biblioteche, dei servizi efficienti come il sistema di trasporti e persino la polizia universitaria e gli stipendi dei professori piu prestigiosi che qui vengono strappati a suon di dollari alle aziende private. molti altri soldi arrivano da ex alunni che diventano ricchi e fanno donazioni da fondazioni etc.<br /><br />L'obiezione a questo punto &eacute; che questa universit&aacute; se la possono permettere solo i ricchi. Beh non &eacute; cosi. La selezione avviene prima in base al merito. Yale compete con le altre per prendersi i migliori studenti (qui alla law school entrano gli studenti che - alivello nazionale- sono risultati nel top 1% dell'esame <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/LSAT" rel="self">LSAT</a>). A coloro che se lo possono permettere, l'universit&aacute; chiede i soldi, agli altri offre aiuti sotto forma di sconti, prestiti a fondo perduto o prestiti agevolati da restituire in 20 anni. ́&Eacute; vero che molti studenti finiscono l'universit&aacute; indebitati, ma anche i laureati in storia e lettere (il prototipo del laureato disoccupato italiano) trovano lavori sufficientemente ben remunerati per pagare quelli stessi debiti (senza contare che molto spesso sono i datori di lavoro a farsi carico del debito). Tutti gli studenti qui sono super motivati (se non altro perch&eacute; non si possono permettere un altro anno di tasse), preparatissimi (se non altro perch&eacute; come gi&aacute; detto, sono selezionati tra i migliori) e molto mobili nel senso che la "distanza da casa" non &eacute; generalmente un parametro considerato nella scelta.<br /><br />Certo. Da Yale -nella punta della piramide del sistema universitario americano- il sistema sembra funzionare alla perfezione: una struttura eccellente, con professori eccellenti, che attrae studenti eccellenti (escluso il sottoscritto ovviamente) e produce professionisti eccellenti con paghe eccellenti. Ma cosa succede a quelli che rimangono indietro? Alle scuole minori? agli studenti meno dotati? Vorrei fare una visita a qualche universit&aacute; di provincia per vedere se davvero la realt&aacute; &eacute; poi cosi dissimile da quella di Nanterre. L'impressione &eacute; che la distanza tra il vertice della piramide e la base sia abissale. In Europa  semplicemente non abbiamo universit&aacute; in grado di competere con le migliori americane, ma forse Nanterre sarebbe gi&aacute; un fiore all'occhiello per la  provincia profonda americana.<br /><br />Peraltro mi convinco sempre pi&uacute; di una cosa: dietro all'idea dell'universit&aacute; gratuita di cui noi europei spesso ci vantiamo, si cela una grossa ipocrisia. E cio&eacute; che la gratuit&aacute; faciliti l'accesso all'universit&aacute; dei poveri. Purtroppo dopo decenni di accesso universale, ancora in Italia il figlio del professionista fa l'universit&aacute; (magari bighellonando per 10 anni) mentre il figlio dell'operaio si ferma spesso prima. Ma l'operaio finanzia, attraverso le tasse, gli studi  gratuiti del figlio del suo superiore. Una tassa regressiva direbbero gli economisti.<br /><br />Non ho conclusioni da trarre per altro. Solo ho la fortuna di poter vivere osservare e condividere l'esperienza  due sistemi diversi, nei loro aspetti pi&uacute; controversi.<br /><br />PS. Anche questa settimana <a href="http://www.lavoce.info/news/index.php?id=29" rel="external">lavoce.info</a> torna sull'argomento universit&aacute; con dei pezzi interessanti.<br /><br />Anche <a href="http://www.marginalrevolution.com/marginalrevolution/2006/05/french_universi.html" rel="self">Marginal Revolution</a>, a partire dall'articolo del NYT, "elabora" con una prospettiva estremamente libertaria.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ciao Michelangeloooooo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-05-09T05:38:42+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/50f1ab15d26cbc30a4374b27568cefce-54.html#unique-entry-id-54</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/50f1ab15d26cbc30a4374b27568cefce-54.html#unique-entry-id-54</guid><content:encoded><![CDATA[Con grande trepidazione omaggiamo uno dei -mi riferiscono- lettori pi&uacute; assidui di questo povero blog. Al quale abbiamo quindi doverosamente dedicato questa foto nel nostro recente viaggio a Toronto. Grande Michelangelo! Altre foto di Toronto e San Francisco sono online <a href="(null)/(null)" rel="self">qui</a>.<br /><p style="text-align:center;"><a href="(null)/(null)" rel="self"><img class="imageStyle" alt="ciaomichelangelooo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry54_1.jpg" width="499" height="267"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>Ciampi&#x2c; l&#x27;unico nonno che ci piace</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-05-03T16:48:47+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/e63d69e3665de52f052b86ecc44b739f-53.html#unique-entry-id-53</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/e63d69e3665de52f052b86ecc44b739f-53.html#unique-entry-id-53</guid><content:encoded><![CDATA[La doverosa premessa &eacute; che il nostro presidente Carlo Azeglio Ciampi (86) ci piace molto. Ci piace come ha rianimato lo spirito del paese in un periodo tra i pi&uacute; buii della sua storia. Ci piace la sua diffesa ad oltranza dell'antifascismo e dei valori democratici e repubblicani. Ci pace perch&eacute; &eacute; un azionista, uno dei pochi ancora in vita. Ci pace il suo stile ma silente, ma mai assente. <br /><br />Detto questo ci delude un paese che non pu&oacute; davvero fare a meno di tirare in ballo una persona che lo ha servito per 60 anni della sua vita e che ora ambisce solo ad un p&oacute; di riposo. Non ci piace questa gerontocrazia,che riproduce se stessa, di cui siamo sicuri Ciampi &eacute; il primo a non volere fare parte. Ma davvero non si pu&oacute; fare il presidente della repubblcia avendo meno di 75 anni?]]></content:encoded></item><item><title>Editor dello Yale Journal of Regulation</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-05-01T21:25:13+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/62869536280c6bd3c2bbbf34e6b77008-52.html#unique-entry-id-52</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/62869536280c6bd3c2bbbf34e6b77008-52.html#unique-entry-id-52</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/jreg.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="jreg" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry52_1.jpg" width="147" height="191"/></a></div>Con una punta di orgoglio, metto online la prima pagina del prossimo numero dello <a href="http://islandia.law.yale.edu/jreg/default.htm" rel="external">Yale Journal on Regulation</a>, della cui redazione ho fatto in questi mesi parte, di cu ho visto lo straordinario lavoro dei miei colleghi studenti a Yale, e d cui, come potete vedere dalla pagina, mi posso ora fregiare di essere <em>editor<br /><br /><br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Cooperazione tra consumatori di Marzo e Maggio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2006-04-29T07:44:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/f7249e48499f92d5442b774919c9b7e5-51.html#unique-entry-id-51</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/f7249e48499f92d5442b774919c9b7e5-51.html#unique-entry-id-51</guid><content:encoded><![CDATA[Ho messo online i miei due pi&uacute; recenti pezzi scritti per <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self">Cooperazione tra consumatori</a>. Quello di Marzo che riguarda lo <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/06-03-Rizzolli.pdf" rel="self">sciopero virtuale</a> e quello di Maggio che riguarda l'associazione <em><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/06-05-Rizzolli.pdf" rel="self">Semear a vida</a></em><em>, </em>le attivit&aacute; di Margherita Zendron ed i semi di  cooperazione Trentina in Brasile.<br /><br />Piccola nota personale: da domani sono a Toronto per lo <a href="http://www.unisi.it/lawandeconomics/stile/06/index.htm" rel="self">STILE </a>e poi mercoledi a San Francisco per l'<a href="http://www.amlecon.org/" rel="self">American Law&Economics Association</a>. <br /><br /><em>Stay tuned...</em>]]></content:encoded></item><item><title>della primavera e dell&#x27;inverno&#x2c; di Yale e di Harvard&#x2c; del divertimento e dell&#x27;amicizia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-04-26T02:03:04+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/3a5bd612e9a4ca2a3aa824d4b1da6115-50.html#unique-entry-id-50</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/3a5bd612e9a4ca2a3aa824d4b1da6115-50.html#unique-entry-id-50</guid><content:encoded><![CDATA[Il weekend scorso sono venuti a trovarmi quattro cari amici, Manuela, Joel, Luca e Fabiana. Abbiamo trascorso un bellissimo weekend iniziato nel tepore primaverile a Yale e finito con la pioggia gelida ad Harvard. Nel mezzo abbiamo <em>party</em>eggiato in Whitney Avenue e sono andato finalmente a Boston, dove ho rivisto gli amici Amber e Giorgio. Ed anche e balene al largo... <a href="foto/boston/boston.html" rel="self">Qui</a> le foto..<br /><br /><br /><a href="foto/boston/boston.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page6-1012-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry50_1.jpg" width="119" height="89"/></a>  <a href="foto/boston/boston.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page6-1002-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry50_2.jpg" width="119" height="89"/></a>  <a href="foto/boston/boston.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page6-1007-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry50_3.jpg" width="119" height="89"/></a>  <a href="foto/boston/boston.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page6-1017-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry50_4.jpg" width="119" height="89"/></a><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ora e sempre resistenza&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-04-25T01:53:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/d2a9f7a3d649ce8e6e20b8a6cfd6293d-49.html#unique-entry-id-49</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/d2a9f7a3d649ce8e6e20b8a6cfd6293d-49.html#unique-entry-id-49</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="resistenza" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry49_1.jpg" width="250" height="359"/></div><br />Lo avrai camerata Kesselring<br />Il monumento che pretendi da noi Italiani<br />Ma con che pietra si costruir&agrave; a deciderlo tocca a noi<br />Non coi sassi affumicati<br />Dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br />Non colla terra dei cimiteri<br />Dove i nostri compagni giovinetti<br />Riposano in serenit&agrave;<br />Non colla neve inviolata delle montagne<br />Che per due inverni ti sfidarono<br />Non colla primavera di queste valli<br />Che ti vide fuggire<br />Ma soltanto col silenzio dei torturati<br />Pi&uacute; duro d'ogni macigno<br />Soltanto con la roccia di questo patto<br />Giurato fra uomini liberi<br />Che volontari s'adunarono<br />Per dignit&agrave; non per odio<br />Decisi a riscattare<br />La vergogna e il terrore del mondo<br />Su queste strade se vorrai tornare<br />Ai nostri posti ci troverai<br />Morti e vivi collo stesso impegno<br />Popolo serrato intorno al monumento<br />Che si chiama<br />Ora e sempre resistenza!<br /><br />-Piero Calamandrei-<span style="font:12px Times, Georgia, Courier, serif; "><br /><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>Contro i perpetui&#x2c; perch&#xe9; non sia una rivolta effimera..</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-26T18:08:23+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/f66f422acc5e3a538e208c0d229a990d-46.html#unique-entry-id-46</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/f66f422acc5e3a538e208c0d229a990d-46.html#unique-entry-id-46</guid><content:encoded><![CDATA[ ́&Eacute; una miscela potenzialmente esplosiva che ribolle nella pancia del paese da qualche anno. Da una parte ci sono gli ingredienti effimeri, instabili ed aleatori. <strong>Precari</strong>, per usare una parola totem dei tempi che corrono. Questi ingredienti sono cose come  il precariato dilagante tra le giovani generazioni. I salari compressi verso il basso. L'assenza di percorsi di crescita lavorativa. I  ragazzi  che stanno a casa fino a 40 anni, perch&eacute; eterni adolescenti o perch&eacute; meno prosaicamente non si possono permettere di affittare una stanza. <br /><br />Dall'altra parte ci sono le componenti della miscela pi&uacute; imperiture, inossidabili, inammovibili. <strong>Perpetue, </strong>per usare una parola coniata da <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/" rel="external">Ivan Scalfarotto</a> (40). I perpetui sono i soliti, eternamente noti. Baudo (70) ,  Carr&aacute; (63) e Buongiorno (82) in TV. Andreotti (87) alla presidenza del Senato (&eacute; fantastico che abbia detto di Marini (73)  "lui pu&oacute; aspettare"). Volo veloce sul nome di Berlusconi (70) perch&eacute; ancora mi illudo  che non parleremo pi&uacute; di lui tra qualche settimana. Ma anche personaggi a cui vogliamo bene come Prodi (67) e Ciampi (86). <br /><br />Ma perpetue sono anche le idee che circolano in questo paese. Abbiamo appena concluso una campagna elettorale in cui ci siamo confrontati sul comunismo (ed i suoi crimini di decine di anni fa) e sul concetto di famiglia cristiana (almeno quello che ci propongono gli ottantenni Ratzinger (79) e Ruini (75)). <br /><br />Siamo insomma una gerontocrazia, dove le idee che dominano il dibattito sono vecchie di almeno tre generazioni. Siamo un paese che dietro alla spaccatura verticale tra destra e sinistra che ci hanno venduto in queste settimane post elettorali, &eacute; invece diviso orizontalmente tra una vecchia classe dirigente che non ha intenzione di togliere il disturbo ed un paio di generazioni di venti trenta e quarantenni frustrati dall'impossibilit&aacute; di emergere se non solo invecchiando.<br /><br />Ma come possiamo parlare di cresita per questo paese se l'unico merito riconosciuto &eacute; quello di essere vecchi abbastanza?<br /><br />Io ho la sensazione ed anche la speranza che questo problema stia emergendo finalmente, anche se in maniera drammatica. &Eacute; un'insofferenza che aleggia nell'aria da qualche anno, ma ora qualcuno sembra tirarla fuori. E naturalmente sta venendo fuori in maniera conflittuale, ma questo &eacute; inevitabile dato il fatto che il problema non &eacute; stato solo ignorato, ma spesso deriso in questi anni. Ci sar&aacute; uno scontro generazionale? No, se presto, in molti capiranno che &eacute; ora di farsi da parte. Se questo non accadr&aacute;, io sapr&oacute; da che parte stare.<br /><br />Intanto vi segnalo un po' di risorse:<br />- <a href="http://www.saggiatore.it/index.php?site=sag&page=boo.detail&id=bk060008" rel="external">Contro i Perpetui</a>, il libro di Scalfrotto.<br />- <a href="http://www.radiocittafutura.it/Home/Home.asp?s=prd&id=51" rel="external">70 in 2</a>. programma radiofonico con  Luca Capezzone. Potete anche sottoscrivere il <a href="http://phobos.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewPodcast?id=125182219" rel="external">podcast</a>.<br />il 6 Maggio ci sar&aacute; a Roma una <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/b2evolution/blogs/index.php?blog=2&title=una_spallata_a_perpetuopoli&more=1&c=1&tb=1&pb=1" rel="external">piccola riunione</a> di gente che si vuole mobilitare su questo tema. peccato non esserci.<br />Altri blog che ne parlano... Ovviamente <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/b2evolution/blogs/index.php?blog=2&title=i_perpetui_secondo_me&more=1&c=1&tb=1&pb=1" rel="external">Scalfarotto </a>con questo articolo per il settimanale Donna. Poi <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/" rel="external">Mario Adolfi</a>, <a href="http://www.comunicazionepolitica.splinder.com/post/7835478" rel="external">Stefano Massa</a>, <a href="http://www.pasqualeannicchino.ilcannocchiale.it/" rel="external">Pasquale Annicchino</a>,<br /><br /><br /> ]]></content:encoded></item><item><title>I vanitosi di sinistra e come prendere due piccioni con una fava.</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-21T18:05:34+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a4d95fc3f1524e235b5dde89c913ab39-45.html#unique-entry-id-45</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a4d95fc3f1524e235b5dde89c913ab39-45.html#unique-entry-id-45</guid><content:encoded><![CDATA[Si lo so, il titolo &eacute; criptico. Ma &eacute; solo per solleticare l'interesse a leggere l'ottimo <a href="http://www.suzukimaruti.it/index.php/2006/04/21/la-seconda-volta-in-vita-mia-in-cui-sono-daccordo-con-bertinotti/" rel="external">post di Suzuki Maruti</a> sulla discussione di questi giorni sulle poltrone da affidare a Bertinotti e a D'Alema, e su come superare il cespugliame di sinistra e dare finalmente un volto giovane al nascendo partito democratico. (quante belle cose...) Ottima lettura, Davvero!]]></content:encoded></item><item><title>Ritorno a Yale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-04-19T13:18:49+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a12f29b9b36aab466c540a90aabe6fd5-44.html#unique-entry-id-44</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a12f29b9b36aab466c540a90aabe6fd5-44.html#unique-entry-id-44</guid><content:encoded><![CDATA[Sono tornato ieri a New Haven. Parte quindi la seconda parte di questa avventura americana...<br /><br />Domani arriva il presidente Hu Jintao, della repubblica popolare Cinese, in visita a Yale. Gi&aacute;, mentre da noi qualcuno straparla di bambini bolliti, qui invitano il presidente Cinese, per la prima volta in visita ufficiale negli Stati Uniti, a parlare all'universit&aacute;. E non certo per essere compiacenti, perch&eacute; notoriamente gli Stati Uniti sono da anni in tensione con la Cina per motivi geopolitici, e soprattutto negli ambienti pi&uacute; liberal non si perdonano alla Cina le ripetute e continue violazioni dei diritti umani. Ci&oacute; detto, la superpotenza di oggi non rinuncia a cercare una relazione con la superpotenza di domani, mentre noi o inseguiamo i fantasmi del passato (il comunismo cinese) o vediamo nella Cina quasi solo esclusivamente una minaccia alle nostre povere esportazioni.]]></content:encoded></item><item><title>Ridere per non piangere</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-14T15:11:37+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/fa65ede6d9550d1c4289a829e29e32c5-43.html#unique-entry-id-43</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/fa65ede6d9550d1c4289a829e29e32c5-43.html#unique-entry-id-43</guid><content:encoded><![CDATA[Vista la tragicommedia di questi giorni, dove una parte la recita il caimano che non vuole rassegnarsi a perdere, ma non &eacute; nemmeno proprio sicuro di voler vincere, e l'altra parte la recita la maggioranza vittoriosa, che gi&aacute; si vergogna di aver vinto e titubante cerca lo sguardo di approvazione degli avversari, ci si pu&oacute; appena un po' sollevare con un gioco molto divertente: <strong><a href="http://www.dodicitrenta.com/invaders/" rel="external">Italy Invaders</a></strong> Provare per credere! ]]></content:encoded></item><item><title>Basta timidezze: abbiamo vinto&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-12T10:09:39+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/2ca2951588818e0759f73dfcb14ec2ed-42.html#unique-entry-id-42</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/2ca2951588818e0759f73dfcb14ec2ed-42.html#unique-entry-id-42</guid><content:encoded><![CDATA[<em>Ricevo, condivido in pieno e quindi pubblico. Di </em><em><a href="http://www.econ-pol.unisi.it/~dantoni/" rel="self">Massimo D'Antoni</a></em><br /><br />Permettetemi alcune considerazioni, che mi paiono a questo punto necessarie, visto lo stato di prostrazione psicologica in cui come elettori dell'Unione ci troviamo, imputabile al modo altalenante in cui si &egrave; giunti al risultato finale, ma anche per la battente campagna di dis-informazione di Berlusconi & C., che mira a farci perdere di vista il punto fondamentale:<br /><br /><strong>L'Unione ha vinto le elezioni.  Ha la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, e dunque &egrave; l'unica forza legittimata dagli elettori a governare, e governer&agrave;. </strong><br /><br />Abbiamo dei dubbi? Proviamo ad affrontarli...<br /><br /><strong>L'Unione non ha che una maggioranza stentata nei voti?</strong>  In passato, Berlusconi ha governato senza nemmeno avere la maggioranza (vedi sotto).  Qualsiasi legge elettorale, a meno che non sia strettamente proporzionale, fa s&igrave; che chi governa lo faccia anche se ottiene solo una minoranza dei voti. In democrazia i voti non contano in s&eacute;, ma per come si traducono in una maggioranza di seggi.  La legge italiana, la "porcata" (<a href="http://video.google.com/videoplay?docid=8532343123591937403&pl=true" rel="external">video</a>) del ministro Calderoli, era fatta per sabotare una vittora dell'Unione e si &eacute; ritorta contro la stessa ex maggioranza.<br /><br /><strong>E' questa una vittoria meno chiara di quella del 1996?</strong>  Faccio notare che nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_del_1996" rel="external">1996</a> l'Ulivo govern&ograve; con una minoranza di voti nel paese e guadagn&oacute; la maggioranza grazie al fatto che la Lega imped&iacute; la vittoria alla CDL in molti collegi uninominali del nord.  Questa &egrave; la prima volta che una coalizione di sinistra prende pi&ugrave; voti in un confronto diretto con una coalizione di destra (di tutta la destra), e ci&ograve; avviene con una percentuale molto alta di votanti, cio&egrave; in presenza della massima mobilitazione dell'elettorato anche di destra.<br /><br /><strong>Il margine di voti a favore della CdL al Senato &egrave; maggiore del margine dell'Unione alla Camera? </strong>Gi&agrave;, ma non dimentichiamo che gli elettori del Senato sono un sottoinsieme di quelli della Camera, dunque il risultato complessivo &egrave; quello della Camera, mentre non ha nessun senso calcolare la differenza netta tra i due risultati come se voti di Camera e Senato si potessero idealmente sommare.<br /><br /><strong>Due seggi di scarto al Senato sono pochi?</strong> Due seggi di scarto al Senato sono pochi?  Nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_1994" rel="external">1994</a> per avere la maggioranza in Senato Berlusconi ebbe bisogno del sostegno di alcuni degli eletti del Patto Segni (tra cui il senatore Grillo, quello delle cronache bancarie di questi giorni) e dei senatori a vita. Negli altri paesi &egrave; normalissimo considerare che basta un seggio per dare una maggioranza. L'importante &egrave; che la maggioranza sia salda e coesa.<br /><br /><strong>Il Paese &egrave; diviso? </strong>Se si allude al fatto che sia diviso "esattamente a met&agrave;", questo &egrave; certo un fatto curioso sul piano statistico, ma non si capisce che differenza politica ci sia tra un 49,8-49,7% e un 51-49%, se vogliamo parlare di divisione del paese.  A meno che qualcuno non si aspettasse di cacciare Berlusconi con il 65% dei voti...  Certo, a tutti noi sarebbe piaciuto che Berlusconi venisse mandato a casa con un bel crollo di consensi.  Il calo di consensi c'&egrave; stato, anche se non come ci aspettavamo.  Ma forse ci illudevamo un po' sulla mobilit&agrave; dell'elettorato e - ripeto - non &egrave; che vincere con due punti di vantaggio o tre avrebbe significato molto: ci&ograve; che ci amareggia &egrave; che Berlusconi abbia un cos&igrave; largo consenso, sia esso il 48% o il 49,7%.<br /><br /><strong>Allora perch&eacute; questa depressione in giro? </strong> L'attesa dei risultati &egrave; stata snervante, abbiamo passato met&agrave; della notte immaginando la possibilit&agrave; concreta di altri 5 anni di governo Berlusconi, cio&egrave; l'affondamento definitivo del nostro Paese.  Forse per questo ora stentiamo a credere che sia vero. Ma &egrave; vero: abbiamo vinto le elezioni e la legge elettorale ci d&agrave; una maggioranza (molto ampia alla Camera, ridotta al Senato) per governare a lungo.  Bisogna solo rimboccarsi le maniche e pensare al da farsi.  E magari anche festeggiare! <br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ed ora al lavoro...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-12T09:10:58+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/500e6199da53b27b5e0172f8e2247cc6-41.html#unique-entry-id-41</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/500e6199da53b27b5e0172f8e2247cc6-41.html#unique-entry-id-41</guid><content:encoded><![CDATA[Pensavo che prima di chinare la testa per rimettersi tutti al lavoro, visto gli irti compiti che aspettano il futuro governo di centrosinistra, avremmo avuto qualche momento per festeggiare. Per guardarci tutti in faccia, per dirci che nonstante siamo tutti dei coglioni comunisti, ce l'abbiamo fatta. Ed invece, per come &eacute; andato il lunedi elettorale, nessuno ha tanta voglia di festeggiare. ́Ci &eacute; passato sopra un treno merci in corsa. Ed anche se ne siamo usciti vivi, lo choc &eacute; stato talmente forte da impedirci di essere contenti. Almeno per le prime ore. <br /><br />Poi ho visto la sicurezza di Prodi che alle 3 di notte scende nella piazza e ci dice che finalmente abbiamo vinto (altro che fuori luogo! Ha fatto benissimo). Ho visto Fassino e Rutelli a Ballar&oacute;, finalmente sicuri del fatto loro, respingere con forza l'ennesima proposta indecente di quelli che fino a 48 ore prima gridavano al comunismo, ed ora con quelli stessi comunisti ci vogliono fare la grossa coalizione. Ho visto il caimano livoroso gridare ai brogli. Insomma. Comincio a crederci.<br /><br />Vi rinvio ad un blog molto interessante per alcune <a href="http://www.suzukimaruti.it/index.php/2006/04/11/a-bocce-ferme/" rel="external">riflessioni post elettorali </a>e soprattutto su cosa fare al Senato ora. Ed anche qualche congettura sullo strano caso dell'<a href="http://www.suzukimaruti.it/index.php/2006/04/11/ragionamenti-su-provenzano/" rel="external">arresto di Provenzano</a>, di cui tutti ci rallegriamo, ma che lascia un po' perplessi.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>5 anni di vaccino ammazzano l&#x27;Italia invece di immunizzarla</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-11T09:59:51+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/5a2d02a22b694a0ef841d5c41be046d4-40.html#unique-entry-id-40</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/5a2d02a22b694a0ef841d5c41be046d4-40.html#unique-entry-id-40</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry40_1.jpg" width="88" height="107"/></div>Mi immaginavo un altro blog, per festeggiare la primavera. Ma avrei iniziato ugualmente da qui. Da Indro Montanelli. A 5 anni dalla sua morte. Volevo celebrare la sua profezia. Cantare fino alla noia la sua frase: <br /><br /><em>"Gli Italiani devono vedere questo signore. Berlusconi &eacute; una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni." (26 Marzo 2001)<br /><br /></em>Montanelli sbagliava. Purtroppo dopo 5 anni di vaccino, Berlusconi lascia il corpo del paese tramortito ed in overdose. La classica cura che ammazza il paziente invece di guarirlo. Forse ce ne siamo liberati. Forse. Ma il programma di autoimmunizzazione, oltre ad averci fatto perdere 5 anni, lascia dietro macerie su macerie. Lascia il boccone avvelenato dell'ingovernabilit&aacute;. Lascia le ferite e le lacerazioni dell'odio tra persone che la pensano diversamente. Io stesso vittima, lo ammetto. Lascia la <a href="http://www.suzukimaruti.it/index.php/2006/04/11/dopodomani-e-un-altro-giorno/" rel="external">puzza di brogli</a>. <br /><br />Lascia infine un Italia inbruttita. Pi&uacute; becera e fascista di come lo sia mai stata dal dopoguerra ad oggi. La sua eredit&aacute; pi&uacute; pesante &eacute; certamente questa. Il disprezzo gratuito verso le diversit&aacute;. religiose, di orientamento sessuale o di razza. L'etica della vita pubblica scesa fino all'abisso di dichiarare "coglioni" quelli che non votano secondo il proprio interesse (e badate che &eacute; la seconda parte di questa frase quella pi&uacute; grave). L'accanimento contro i fantasmi del passato, il comunismo in testa. Il disorientamento che deriva dall'incongruenza tra un futuro patinato dipinto dalla trombe di regime  dove tutto va bene e per il meglio e la sordida paura di tutto (dagli immigrati, ai cinesi, dalla confindustra alla CGIL) che viene sibilata nelle orecchie degli elettori dai cobra ammaestrati e dal caimano stesso.<br /><br />Ai Prodi e i suoi. La sfida &eacute; ardua. Ricostruire il tessuto lacerato. Deberlusconizzare il paese e restituirlo alla normalit&aacute;. Farlo ripartire. Tutto questo con una maggioranza risicata, con un risultato elettorale che non d&aacute; il mandato sperato, ma non pu&oacute; esimere dalle responsabilit&aacute; del governo.<br /><br />La seriet&aacute; al governo. &Eacute; ora che il centro sinistra ci dimostri  se ne &eacute; veramente capace.]]></content:encoded></item><item><title>La perfida Albione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-06T18:31:38+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/2c7d114a68c3850a039a1998387aeac6-39.html#unique-entry-id-39</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/2c7d114a68c3850a039a1998387aeac6-39.html#unique-entry-id-39</guid><content:encoded><![CDATA[Nel tumultuoso susseguirsi di eventi di queste ultime ore, quando Sansone fa tremare le fondamenta del tempio, perch&eacute; alla sua morte si vuole trascinare noi filistei con se, capita di trovare uno scorcio di primavera, un presagio che questa campagna elettorale sta per finire, anche in una cosa semplice come la successione di due noitizie ANSA di oggi. Nemmeno a volerlo fare a posta, il caimano parla degli anglosassoni, e 23 minuti pi&uacute; tardi, gli anglosassoni rispondono....<strong><br /><br />18:03   Berlusconi: "In paese anglosassone sarei ammirato"</strong><br />"In un paese anglosassone tutti considererebbero il mio successo degno di ammirazione, in Italia la sinistra esprime tutta la sua invidia sociale [..]". Cos&igrave; il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista a Radio Monte Carlo.<br /><strong><br /></strong><strong>18:26   Sull Economist copertina Berlusconi con scritta "Basta"</strong><br />La copertina per l'edizione europea del nuovo numero del settimanale britannico 'The Economist' domani in edicola (firmato dal nuovo direttore, John Micklethwait) pubblica una foto del premier Silvio Berlusconi con accanto la scritta "Basta", in italiano.<br />"Per l'Italia &egrave; arrivato il momento di licenziare Berlusconi", si legge ancora in inglese nella copertina di colore nero, che mostra un Berlusconi ritratto con una espressione molto seria. Fonti del settimanale precisano che questa copertina comparir&agrave; solo sull'edizione europea e non su quella internazionale e che &egrave; stata aumentata per questo numero la tiratura prevista per il mercato italiano.<br /><br />Ancora una volta la perfida Albione colpisce....<br /><br /><p style="text-align:center;"><a href="assets/20060408issuecovEU400.jpg" rel="external"><img class="imageStyle" alt="economistcover" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry39_1.jpg" width="400" height="276"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>Cogliona l&#x27;attimo fuggente</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-04-04T16:48:23+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a78423b330980af5a246bb78756c6b31-38.html#unique-entry-id-38</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a78423b330980af5a246bb78756c6b31-38.html#unique-entry-id-38</guid><content:encoded><![CDATA[Eh si. Forse il caimano c'&eacute; riuscito...  Dopo avere come al solito rovesciato le carte ieri sera con il rilancio da giocatore di poker  sull'ICI si &eacute; rovinato con le sue stesse mani.<br /><br />Nessuno dubitava (nemmeno Ferrara) che la <em>boutade</em> -mai annunciata prima, a cinque giorni dal voto, senza nessuna copertura e senza possibilit&aacute; di contraddittorio da parte di Prodi- era solo una mossa tattica per vedere di rimediare il voto degli ultimi creduloni rimasti nel paese. Ma in un certo senso c'era riuscito. Aveva ridato lo <em>spin</em> giusto alla sua campagna di arrembaggio. Aveva preso lo slancio per gli ultimi giorni. Per gli ultimi colpi di coda, per gli ultimi morsi del caimano. Aveva colto l'attimo.<br /><br />Forse possiamo riassumere cosi:<strong> Berlusconi coglie l'attimo, poi lo cogliona!</strong><br /><br />Forza che la primavera si avvicina...<br /><br />PS. Ieri sera eravamo in piazza Argentina  insieme a tanti altri coglioni. Qui le <a href="http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/politica/manifestazione-roma/manifestazione-roma.html" rel="external">foto</a><br /><br />Per sentire la frase del caimano sui coglioni di sinistra clicca <a href="http://repubblicaradio.repubblica.it/asx/search.php?player_id=2454" rel="external">qui</a><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Pesce d&#x27;aprile dell&#x27;Alitalia; ma da 24 ore non mi diverto</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-04-02T17:25:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/0db7dac2078ad6eb8170a008ca6b54fe-37.html#unique-entry-id-37</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/0db7dac2078ad6eb8170a008ca6b54fe-37.html#unique-entry-id-37</guid><content:encoded><![CDATA[Ebbene si. Doveva succedere prima o poi. Ma ho come l'impressione che avendo scelto Alitalia per viaggiare, me la sia forse quasi cercata. Sono partito da New Haven ieri pomeriggio all'una e, 23 ore dopo, sono ancora nella reception di un albergo nella periferia (quella brutta) di New York. Partir&oacute;, se Dio vuole, nel tardo pomeriggio.<br /><br />Il mio volo -l'AZ 611- cancellato. Motivo? Nessuno si sente particolarmente in dovere di offrire spiegazioni ne di scusarsi. Non che sapere il perch&eacute; il Boeing 777 Alitalia non parte mentre decollano puntuali tutti i Lufthansa, Airfrance, e persino gli Airmarocco e Turkish airlines faccia una grande differenza. In ogni caso, il volo AZ611 risulta cancellato. I passeggeri dirottati sul volo del giorno dopo (non oso immaginare dove staranno visto che si sommeranno ai passeggeri di questa sera).<br /><br /> Ho visto tanti americani perplessi. Qualcuno quasi divertito, come se la cancellazione del volo fosse gia' la manifestazione del folklore del paese. Benvenuti in Italia: il paese dove nulla funziona come ci si aspetterebbe. Ho visto gli Italoamericani incazzati, perche' dopo anni di America, uno perde l'abitudine a certe cose. Ed ho visto molti Italiani amareggiati. Chi doveva vedere il fratello prima della sepoltura; chi doveva timbrare il cartellino il lunedi mattina; chi  ha pochi giorni da passare con la propria famiglia; chi semplicemente e' stanco di avere sempre a che fare con l'incompetenza e l'arroganza di quei concittadini che prendono ala leggera le responsabilita' del proprio mestiere (salvo poi scioperare in massa e stracciarsi le vesti -come e' il caso dei dipendenti Alitalia- quando il posto &eacute; minacciato perch&eacute; la compagnia &eacute; in perdita).<br /><br /> W l'Italia, W il bel paese....<br />]]></content:encoded></item><item><title>Rientro in Italia per cercare la primavera</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-04-01T19:20:16+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/5c83b7017574395e969405a29b0fc89e-36.html#unique-entry-id-36</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/5c83b7017574395e969405a29b0fc89e-36.html#unique-entry-id-36</guid><content:encoded><![CDATA[Stanotte rientro nel bel Paese. ASpettando con ansia l'inizio della primavera il 10 Aprile. Chiudo la prima meta' dell'esperienza americana. Cosi ricca e bella <em>so far...<br /></em>Spero di avere l'occasione di rivedere tanti amici in questi giorni. A presto.]]></content:encoded></item><item><title>Piccoli eventi deprimenti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-03-26T18:46:02+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/33fda6d6d7d1edb5805e745635e80626-35.html#unique-entry-id-35</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/33fda6d6d7d1edb5805e745635e80626-35.html#unique-entry-id-35</guid><content:encoded><![CDATA[Segnalo due piccole pagine web, pescate qua e la nella rete, che mi hanno fatto partire male la giornata.<br />La prima &egrave; un post di <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/b2evolution/blogs/index.php?blog=2&title=e_brava_giovanna&more=1&c=1&tb=1&pb=1" rel="external">Ivan Scalfarotto</a> sul suo blog. Si riferisce ad una pubblicit&agrave; del silicone saratoga in onda sulle reti del bel paese. E' lo specchio di una nazione che scivola pericolosamente in dietro sul piano inclinato dell'emancipazione femminile. La domanda che si pone per&ograve; fa male: dove sono le donne? perch&egrave; non esce un solo filo di voce di protesta? Viene in mente la frase di Eleanor Roosevelt: &ldquo;Nobody can make you feel inferior without your consent.&rdquo; Spiace dirlo, ma in questa Italia sembra che molte donne diano il proprio consenso al maschilismo pi&ugrave; becero e retrogrado.<br /><br />Il secondo scalino di depressione l'ho salito leggendo questo <a href="http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/glialtrinoi/lorenahazx/lorenahazx.html" rel="external">articolo</a> di Repubblica. una donna straniera, residente e con permesso di soggiorno regolare (dimenticato a casa) viene sequestrata per una notte intera, umiliata e maltrattata dalla polizia di stato. Ma che Paese &egrave; questo? ma quale polizia abbiamo? Ovviamente nessuno di questi poliziotti dovr&agrave; mai rendere conto di questo episodio.<br /> <br />Furbetta, disonesta, squallida ed impunita. Ecco il ritratto di un paese al principio dell'anno 2006. Mi tiro su (si fa per dire) con le parole dell'ultimo libro di Curzio Maltese (milano non esiste) rubate da questo <a href="http://www.onemoreblog.org/archives/010326.html" rel="external">blog</a>: "Forse la radice di tutto risiede nell'avversione sistematica verso il non mediocre" (p. 19). Si parla di merito, di diritti, di giovani, di mobilit&agrave; sociale. In poche righe, il senso della sfida del 9 e del 10 di aprile. Che non &egrave; soltanto l'occasione decisiva per "mandare a casa" Berlusconi, ma anche per un profondo rinnovamento della societ&agrave; italiana. A partire da quella societ&agrave; che vuole rappresentarla e che per prima deve cambiare: la politica.]]></content:encoded></item><item><title>Anche il plagio...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-03-27T16:16:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ffda78190cfa2e79fa590f0325ccdca2-34.html#unique-entry-id-34</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ffda78190cfa2e79fa590f0325ccdca2-34.html#unique-entry-id-34</guid><content:encoded><![CDATA[Chi non ricorda  Berlusconi vantarsi delle sue altissime letture? A dire il vero, il grande letterato Berlusconi, quando non racconta barzellette (sicuramente d'autore) cita sempre e solo Erasmo da Rotterdam ed i suo elogio alla follia. Viene quasi il sospetto che sia l'unico libro che ha letto. Ma non pu&ograve; certamente essere cosi! Deve averne letto sicuramente almeno un altro: L'Utopia di Tommaso Moro, di cui ha personalmente curato un edizione e la prefazione. Se l'ha scritta lui, la deve avere letta. Deve essere senz'altro cosi! O forse no?. <br /><br />L'esilarante e sconcertante vicenda del libro -siamo negli anni ottanta- della cui prefazione  Berlusconi si vanta di essere autore anche nella sua "<a href="http://www.forza-italia.it/silvioberlusconi/02_piccoli.htm" rel="external">storia italiana</a>", &egrave; uscita su<a href="http://www.radiomugello.it/News/News.asp?IDNews=8703" rel="self"> Repubblica</a> il 23 Marzo. Sembra che quella prefazione e tutta la traduzione sia stata una palese scopiazzatura da un lavoro contemporaneo del professor Luigi Firpo, un anziano docente torinese morto alla fine degli anni di quel decennio. Vi lascio leggere l'<a href="http://www.radiomugello.it/News/News.asp?IDNews=8703" rel="external">articolo</a> di Travaglio per i dettagli. Ora Marco Travaglio sembra divertito; in effetti con tutte le bassezze a cui ci ha abituato il cavaliere, questa sembra talmente innocua da meritare solo un sorriso. Come non pensare ai racconti giovanili del caimano, quando guadagnava <a href="http://www.forza-italia.it/silvioberlusconi/01_carattere.htm" rel="external">vendendo i compiti</a> ai compagni di classe (senza dimenticare i primi approcci con <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/03_Marzo/01/zioamericaberlu.shtml" rel="self">playboy</a>). Se si poteva imbrogliare la maestra da ragazzi, perch&egrave; non rubare il lavoro al professore da adulti?<br /><br />Diciamo che vogliamo solo riderne di questa storia. Anche se in altri contesti la gente (giustamente) ci rimette il posto e viene marchiata a vita per avere rubato il lavoro altrui. Diciamo che &egrave; divertente, in attesa di potersi divertire con qualcosa di meno squallido. Coraggio che la primavera comincia il 10 Aprile.]]></content:encoded></item><item><title>&#x22;Cornute e mazziate&#x22;: quando le quote rosa si ritorcono contro le donne</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-28T18:58:32+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/e6132dcb906ecc7b1f2cda70941d4a3d-33.html#unique-entry-id-33</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/e6132dcb906ecc7b1f2cda70941d4a3d-33.html#unique-entry-id-33</guid><content:encoded><![CDATA[Un articolo del <a href="http://www.nytimes.com/2006/03/23/opinion/23britz.html?_r=1&incamp=article_popular_1&oref=slogin&pagewanted=print" rel="external">New York Times</a> di questa mattina mi ha riportato a degli argomenti famigliari su cui ho lavorato quanche anno fa con l'<a href="http://www.accademiadimpresa.it/HomePage/ProgettiRicerca/Archivio%202003/SAC.htm" rel="external">Accademia d'Impresa.</a> Mi ha fatto sorridere perch&egrave; la storia cela un ironia; ma &egrave; un ironia amara, ed il sorriso lascia presto lo spazio a qualche riflessione. In sintesi il problema &egrave; il seguente: le donne in questo paese si sono emancipate. Almeno a gudicare dalla quantit&agrave; e qualit&agrave; delle domande che i college ricevono in tutta la nazione. E' un trend incontestabile: le donne sono di pi&ugrave;, sono pi&ugrave; brave, riescono meglio nei test ed in generale hanno pi&ugrave; attivit&agrave; extracurriculari da mettere sul piatto della bilancia. Viva l'America. Viva l'<em>affirmative action.</em> Per&ograve; a trenta e pi&ugrave; anni dall'introduzione di queste prassi (una versione estesa a tutte le minoranze ed a tutti i contesti delle nostre quote rosa), <em> </em>esse cominciano a far vedere i propri limiti.<br /><br />Si d&agrave; il caso infatti che, per mantenere un bilanciamento di genere nei campus universitari, per non trasformare gli uomini nella nuova minoranza esclusa, si mantengano standard pi&ugrave; bassi per i ragazzi di quanto si faccia con le ragazze. Con meno  domande (e pi&ugrave; scarse) ricevute dai maschi infatti, l'unica soluzione &egrave; abbassare per questi ultimi la soglia di entrata. Il risultato &egrave; che oggigiorno, a parit&agrave; di competenze e capacit&agrave;, un numero consistente di ragazze non accedono alle universit&agrave; pi&ugrave; prestigiose dove invece i loro pari maschi possono entrare.<br /><br />Che ironia. Questo strumento di emancipazione, di <em>empowerment, </em>si sta ritorcendo proprio contro  quei soggetti che era destinato a tutelare. L'ironia si fa amarezza quando si riflette sul fatto che, l'<em>affirmative action </em>nasce come istanza di remissione di ingiustizie e disparit&agrave; subite da una minoranza (anche se non numerica) nel passato. Ma quale passata discriminazione possono addurre I figli maschi dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/WASP" rel="external">wasp</a> americani per giustificare l'ingiustizia di rubare il posto a delle ragazze  pi&ugrave; intelligenti e preparate di loro?<br /><br />Il dibattito sul New York times &egrave; aperto. Qui c'&egrave; il<a href="http://www.nytimes.com/2006/03/23/opinion/23britz.html?_r=1&incamp=article_popular_1&oref=slogin&pagewanted=print" rel="external"> primo articolo</a> del 24 Marzo. Qui le lettere di <a href="http://www.nytimes.com/2006/03/25/opinion/l25girls.html?pagewanted=print" rel="external">risposta</a> al giornale ed un altro <a href="assets/nyt25marc06.pdf" rel="self">articolo di opinione</a>.]]></content:encoded></item><item><title>Finisce un&#x27;altra settimana a Yale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-03-25T01:05:33+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a4cf77b721fa6294ffff33887159e261-32.html#unique-entry-id-32</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a4cf77b721fa6294ffff33887159e261-32.html#unique-entry-id-32</guid><content:encoded><![CDATA[Venerdi sera. Troppo tardi per mettermi a lavorare davvero e troppo presto per ripiegare lo schermo sulla tastiera. Racconto allora un paio di cose di questa mia settimana a Yale. <br /><br />Mercoled&igrave; sera sono andato a fare un po' di manovalanza per il <a href="http://islandia.law.yale.edu/jreg/" rel="external">Journal of Regulation</a> (JREG).  Le riviste accademiche nelle law school americane sono gestite dagli studenti. Gli studenti ricevono gli articoli, decidono quali accettare, curano le revisioni e le correzioni e scrupolosamente verificano tutti i riferimenti e le citazioni. Per entrare nel gruppo che cura la rivista pi&ugrave; prestigiosa, lo <a href="http://www.yalelawjournal.org/" rel="external">Yale Law Journal</a> (YLJ), c&rsquo;&egrave; una forte competizione che comincia un anno prima dell'effettiva entrata nella squadra della redazione. Il JREG &egrave; pi&ugrave; di bocca buona e prende tutti i volontari (compreso il sottoscritto, figuratevi ;-)). Ma perch&eacute; gli studenti fanno la fila per partecipare? In fondo si tratta di un lavoro che consuma tempo, a tratti non particolarmente stimolante (trovare gli originali delle citazioni sui microfilm negli scantinati della biblioteca ad esempio) e non pagato. Eppure, i ragazzi lo fanno perch&eacute; &egrave; prestigioso, perch&eacute; da visibilit&agrave; e perch&eacute; &egrave; un asset in pi&ugrave; sul curriculum. La mia personale motivazione per la verit&agrave; era un'altra: volevo vedere come funzionava il meccanismo dall&rsquo;interno, al fine di poter in futuro provare a piazzare qualche lavoro in una rivista di questo tipo. <br /><br />Si pu&ograve; discutere a lungo su questo modello di rivista. Resta il fatto che qui gli studenti <em>graduate</em> (l&rsquo;equivalente dei nostri studenti di laurea magistrale) decidono di cose vitali per i professori quali se pubblicare o meno i loro lavori. E sappiamo tutti quanto questo sia motivo di vita o di morte in un ambiente dove vige il <em>publish or perish</em>. Gli studenti fanno un lavoro meraviglioso e con grande entusiasmo: perdendo ore ed ore a reperire tutte le fonti citate; incrociando quanto citato con gli originali; controllando argomentazioni, dimostrazioni, fin&rsquo;anche la grammatica e la formattazione. I prodotti che ne escono sono le riviste accademiche pi&ugrave; prestigiose del mondo. <br /><br />Come non pensare al ruolo subalterno ed apatico della maggioranza degli studenti nelle nostre universit&agrave;? Come non pensare a quanti anche nel mio dottorato non &ldquo;gradiscono&rdquo; e/o &ldquo;apprezzano&rdquo; troppa iniziativa da parte dei dottorandi?<br /><br />La seconda cosa da riportare oggi, &egrave; la continuazione di un <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/category-5.html#unique-entry-id-21" rel="self">post precedente</a>, in cui vi ho raccontato di Mr <a href="http://www.stanford.edu/~camara/" rel="self">Camara</a>, dei suoi scritti <em>politically uncorrect </em>di quando aveva 17 anni, e di come la sua domanda per l&rsquo;accettazione di un suo lavoro nello YLJ abbia scatenato un pandemonio da queste parti. Oggi si &egrave; tenuto il simposio della rivista a cui ha partecipato anche Kiwi Camara. Ovviamente c&rsquo;era attesa per vedere quale tipo di protesta avrebbe avuto luogo. Ed &egrave; stato cosi che met&agrave; dell&rsquo;emiciclo si &egrave; alzato quando a preso la parola Camara ed &egrave; uscito dall&rsquo;aula andando a discutere in una sessione parallela di disempowered voices in the legal accademia. E&rsquo; stata un&rsquo;esperienza culturale interessante. Ma francamente una sceneggiata un po&rsquo; troppo esagerata. Questa &egrave; una societ&agrave; dove la segregazione &egrave; nei fatti, con i neri che fanno i lavori pi&ugrave; umili, abitano in parti differenti della citt&agrave;, chiamano i figli con nomi diversi dai bianchi ed a volte viene il sospetto che persino parlino una lingua diversa. Forse qualcuno ha davvero pensato che la protesta scenografica di ieri fosse il principio; un modo per cominciare a risolvere il problema. Io ho avuto l&rsquo;impressione che si sia voluto cominciare dalla fine!<br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;Afgano convertito</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-22T16:01:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/9a2aff08535307c1ac75ae3b4ea361fc-31.html#unique-entry-id-31</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/9a2aff08535307c1ac75ae3b4ea361fc-31.html#unique-entry-id-31</guid><content:encoded><![CDATA[In questi giorni ha fatto scalpore la<a href="http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/esteri/afgaconda/afgand/afgand.html" rel="external"> notizia</a> di Abdul Rahman, l'Afgano condannato a morte per essersi convertito 15 anni fa al cristianesimo. Immagino come molti, la notizia mi ha lasciato turbato. Forse le cose si sistemano: lo rilasciano facendolo passare per <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/03_Marzo/22/rahman.shtml" rel="external">pazzo</a>. La solita via di uscita "raffazzonata": mi chiedo che cosa succeder&agrave; al prossimo convertito che si trover&agrave; in questa situazione. Comunque &egrave; impossibile non scoraggiarsi di fronte all'evidente fallimento "di esportazione della democrazia" in Afganistan e in altre regioni. Anzi la sensazione che mi cresce addosso &egrave; quella catturata dalla fulminante battuta di Guzzanti "ma non &egrave; che ad esportare tutta questa democrazia, non ne rimane pi&ugrave; per noi?".<br /><br />Tornando ad Abdul Rahman, segnalo due articoli. Il<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=AAX11" rel="external"> primo </a>dell'ottimo Magdi Allam. I suoi giudizi inflessibili e puntuali sulle derive del mondo islamico sono tanto pi&ugrave; autorevoli perch&eacute; pronunciati da un musulmano laico e moderno. Allam ci mette di fronte all'ipocrisia dei governi occidentali che nel cercare una via di uscita al caso di questo singolo individuo (via di uscita triste ed insufficiente come gi&agrave; detto) non si accorgono che il problema della difficile conciliabilit&agrave; tra l'islam (cosi come &egrave; praticato da molti oggigiorno) ed il rispetto dei diritti  alla libert&agrave; religiosa, &egrave; un problema pi&ugrave; generale, pervasivo e soprattutto un problema che abbiamo gi&agrave; anche a casa nostra. L'articolo &egrave; <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=AAX11" rel="external">qui</a>. Enzo Bianchi, priore del monastero di <a href="http://www-1.monasterodibose.it/main.html" rel="external">Bose</a>, invece scrive un bellissimo pezzo per la Stampa in cui separa il piano politico, nel quale &egrave; giusto rivendicare il diritto di Abdul Rahman alla vita, da quello religioso nel quale il cristiano non &egrave; tenuto a chiedere il rispetto delle rispettive libert&agrave; religiose perch&egrave; " non &egrave; istanza indispensabile per poter vivere e testimoniare il vangelo". L'articolo &egrave; <a href="http://www-1.monasterodibose.it/bianchi-work/s20060322.html" rel="external">qui</a>.]]></content:encoded></item><item><title>Tra una lezione e l&#x27;altra&#x2c; capita che incontri Madeleine Albright</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-03-21T22:06:34+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/0205842c15dd9b959126d58439e22d61-30.html#unique-entry-id-30</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/0205842c15dd9b959126d58439e22d61-30.html#unique-entry-id-30</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="allbright" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry30_1.gif" width="176" height="198"/></div>Capita a Yale. Tra una lezione e l'altra, quando ancora non hai finito il panino della caffetteria, e ti sei scordato tutte le tue cose incustodite in biblioteca, capita che ti infili nella aula magna per vedere cosa succede e perch&egrave; si mobilita tutta quella gente. Vedi una faccia nota, presentata dal preside della Law School e scopri cosi che egli -Harold Hongju Koh- ha lavorato come <em>special advisor </em>proprio per quella <a href="http://www.law.yale.edu/outside/html/Public_Affairs/723/yls_article.htm" rel="external">donna al centro della scena</a>. Ora ti ricordi chi &egrave;. Madeleine Albright, il segretario di stato dell'era Clinton, quando ancora il multilateralismo contava qualcosa, quando gli Stati Uniti negoziavano per l'adesione alla corte penale internazionale e i diritti umani erano presi un po' pi&ugrave; seriamente. Ma che cosa ci fa a Yale? Tiene un discorso di innaugurazione per una borsa di studio, la  <em>Samuel and Ronnie Heyman Federal Public Service Fellowship</em>. <br /><br />Due parole sulla borsa innanzitutto. Perch&egrave; anche questa piccola storia contribuisce alla sensazione di ammirazione che mi prende ora. Il signor Samuel e la signora  Ronnie Heyman, due ex studenti degli anni 60, fanno come molti in questo paese: si arricchiscono. Lavorano nel settore pubblico ed in quello privato, accumulano ricchezze e cominciano a restituirle. Mettendo i loro nomi in google, esce <span style="font:12px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; color:#400F29;"><em><a href="http://www.heyman-center.org/" rel="external">The Samuel and Ronnie Heyman Center on Corporate Governance</a></em></span><span style="font:12px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; color:#400F29;"><a href="http://www.heyman-center.org/" rel="external">,</a></span>(1987 Cardozo Law School) il  <em><a href="http://www.pubpol.duke.edu/" rel="external">Samuel and Ronnie Heyman Center for Ethics</a></em><span style="font:12px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; color:#400F29;"><a href="http://www.pubpol.duke.edu/" rel="external"> </a></span>(Duke University) e poi ovviamente queste borse di studio a Yale e chiss&agrave; che altro. Faccio questa divagazione perch&egrave; non posso evitare di pensare quanto stride questa concezione del capitalismo con quella che si attavola alle riunioni di confindustria nel ventre molle del nord est dell'evasione fiscale e dell'antitstato....<br /><br />Di nuovo alla Albright. Con il suo discorso incoraggia gli studenti di Yale (che al terzo anno possono tutti avere gi&agrave; un contratto in tasca da 120.000$ con qualche studio o banca d'affari) a considerare il lavoro in una posizione governativa statale o federale. Invita a farlo non per spirito di sacrificio, ma per l'ambizione di entrare nella amministrazione pi&ugrave; potente del mondo, attraversarla fino ai suoi vertici ed uscirne a testa alta potendo dire di avere mantenuto l'integrit&agrave;. Dice "il nostro DNA &egrave; al 95% uguale a quello dei topi; che cosa avete fatto oggi per sottolineare questa differenza? perch&egrave; se vi siete limitati a nutrirvi, comportarvi come qualcuno si aspettava che vi comportaste ed avete pestato la coda ad altri topi, allora questa differenza &egrave; davvero risibile". <br /><br />Racconta di come &egrave; arrivata in America, scappando prima dai nazisti e poi dai comunisti nella sua Cecoslovacchia. Racconta di cosa vuol dire essere un emigrante e di come questo paese permette ad un emigrante, e per giunta donna, di arrivare al vertice dell'amministrazione. Lo racconta con un occhio di commozione verso quei messicani che si affollano alla frontiera, che muoiono nel deserto o nei camion frigoriferi. Quelli che arrivano in questo paese credendo nel sogno Americano. Perch&egrave; qui &egrave; vero che c'&egrave; un opportunit&agrave; per tutti. E lo capisci dalla commozione di una anziana signora che si sente in colpa perch&egrave; il suo paese sempre pi&ugrave; spesso tradisce quella speranza.<br /><br />-E' un'ottimista o una pessimista?- Chiede qualcuno. Dice che &egrave; un'ottimista che si preoccupa molto. Un po' come l'America che sto' imparando a rispettare ed ammirare. Non &egrave; l'America dipinta sul volto di Bush certo, ma forse &egrave; proprio perch&egrave; Bush  ha tradito quel'idea che molti hanno dell'America che &egrave; cosi odiato all'estero come in patria.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ordini professionali alla fabbrica del programma</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-21T02:36:55+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cc7b6e3c3b6b4a4de025825f11a41055-29.html#unique-entry-id-29</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cc7b6e3c3b6b4a4de025825f11a41055-29.html#unique-entry-id-29</guid><content:encoded><![CDATA[Qualche tempo fa avevo commentato in <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/category-5.html" rel="self">un post</a> (primi sguardi al programma dell'Unione) il passaggio del programma riguardante le professioni. In effetti le parole, anche se incoraggianti, non erano particolarmente coraggiose, specialmente per quanto riguarda l'ordine delle professioni legali. Mentre altri lanciavano strali ed invettive contro ttutto e tutti ( anche alla confidustria comunista dovevamo arrivare), ieri a Bologna, alla fabbrica del programma, Prodi ha incontrato i rappresentati degli ordini professionali. Prodi non si &egrave; certo pronunciato per l'abolizione delle professioni. Per&ograve; ha chiarito che bisogner&agrave; arrivare ad una legge delega che riordini tutto il settore, in cui ordini e associazioni dovranno trovare lo livello di dignit&agrave;, con ordini riformati e nuove professioni che vengono riconosciute con molta apertura. Sulla concorrenza, assolutamente necessaria nelle parole di Prodi, bisogna trovare una forma di regolamentazione che tuteli l'utente (ahi ahi, solitamente &egrave; proprio con la tutela dell'utente che si giustificano le peggiori nefandezze corporative). Attenzione alle tariffe "che devono avere una flessibilit&agrave; che impedisca l'umiliazione del sistema ma che garantisca anche la concorrenza". Il tirocinio? Necessario ma le professioni dovrebbero promuovere  " stage e tirocini all'estero". E sulla questione della retribuzione dei praticanti "credo sia ora di dire basta ad una societ&agrave; in cui bisogna aspettare i 40 anni per essere retribuiti". Infine con i privilegi vengono le responsabilit&agrave;:  se gli ordini "vogliono  l'autorit&agrave; che devono avere, si devono fare carico anche delle cose scomode, come, ad esempio, l'esclusione dei professionisti che non esercitano la professione da anni e anni." Certo, non &egrave; una rivoluzione tatcheriana di uno dei settori che pi&ugrave; contribuiscono a rallentare lo sviluppo del paese, ma sono parole promettenti soprattuto rispetto a quanto (non) fatto fino ad oggi! Per ora posso solo sperare che si tramutino presto in realt&agrave; anche se il governo si dovr&agrave; confrontare con un parlamento che nonostante la frattura ideologica tra CdL e Unione, ho il sospetto che non faticher&agrave; a trovare "convergenze" in nome della comune appartenenza della stragrande maggioranza dei suoi componenti ad uno o l'altro degli ordini (specialmente avvocati). Il resoconto della giornata &egrave; <a href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=1192" rel="external">qui</a>.<br /><br />Un commento di Alberto Musy, per lavoce.info, che prende posizioni simili a quelle di Prodi, si pu&ograve; trovare <a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2067&uid=a74bc8a7041501787e7fd211523c8aa9" rel="external">qui</a> <br />]]></content:encoded></item><item><title>Ma che cosa scriveva Berlusconi?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-03-17T21:05:48+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a274016b9dca21fc6a24752db7278b2e-28.html#unique-entry-id-28</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a274016b9dca21fc6a24752db7278b2e-28.html#unique-entry-id-28</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.bastardidentro.it/misc/bastardidentro/data/images/img_5ab76e2200db45e5ccf3b3b21a89f10f1142623319.jpg" rel="external"><img class="imageStyle" alt="BD372-ilfogliodiBerlusconi" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry28_1.jpg" width="100" height="150"/></a></div>Per tutta la durata del dibattito dell'altra sera tra Prodi e Berlusconi, mi sono chiesto che cosa stesse scrivendo il Presidente del Consiglio su quei foglio volanti con quella bellissima penna su cui si concentrava l'attenzione di milioni di Italiani. Ebbene, qualcuno ha messo le mani su quei fogli e finalmente li ha condivisi con noi. Vedi<a href="http://www.bastardidentro.it/misc/bastardidentro/data/images/img_5ab76e2200db45e5ccf3b3b21a89f10f1142623319.jpg" rel="external"> qui</a>.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Il tempo?: Un constraint alle fandonie</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-15T18:34:56+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/e972456ea0fddf970a655ef2025688c9-27.html#unique-entry-id-27</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/e972456ea0fddf970a655ef2025688c9-27.html#unique-entry-id-27</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Prodi181_small" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry27_1.jpg" width="80" height="103"/></div><em>Giro sul blog una mail di un caro amico sul dibattito di ieri sera: </em><br /> <br />EVENTO STRAORDINARIO, ieri sera ho visto per la prima volta il presidente Berlusconi rispettare, seppur a fatica, delle regole. Badate bene regole semplicissime, legate unicamente allo scorrere inesorabile del tempo, ma -ragazzi- rallegriamoci, &egrave; pur sempre un inizio. Chiaramente per il rispetto di regole piu complesse, come ad esempio le leggi, ci vuole ancora tempo, ma vi prego, mie cari, accogliamo l'atteggiamento del premier di ieri sera come un segno di buona volont&agrave;.<br /><br />Dal letto febbricitante, vedere il super uomo, l'uomo abile nel raggirare il prossimo, l'uomo furbo che dice ci&ograve; che fa pi&ugrave; presa sulle masse, far fatica a star dentro i due minuti e mezzo delle risposte, incapace di soggiogare e manipolare le menti dei nostri concittadini con le "storielle" sulla madre, il bis-nonno etc., mi ha davvero fatto sentir meglio.<br /><br />INCREDIBILE l'emozione nel veder correre i secondi delle risposte sapendo che in un modo o nell'altro allo scadere dei due minuti e trenta MIMUN nell'IMPORRE al cavaliere di tacere avrebbe concesso la parola al suo contendente. Che emozione!!!<br /> <br />SEMPLICEMENTE SORPREDENTE, sentire l'ammissione "ingenua" di SCONFITTA del cavaliere nel suo appello finale, mi ha "fatto davvero stropicciare gli occhi".<br /><br />Pensate non mangiavo da domenica.......e improvvisamente mi &egrave; venuto voglia di stuzzicare un panino.<br /><br />L'errore pi&ugrave; grande ora sarebbe quello di sottovalutare l'avversario. Sondaggi americani a parte, il biscione &egrave; duro da battere.Continua cos&igrave; caro Romano, ma ti prego accetta un solo consiglio ..... il 3 aprile ti vogliamo ancora cos&igrave; "preparato" sulle risposte ma anche un pochino pi&ugrave; fluido.....(shhhh, non lo dire a nessuno, sembra spudoratamente che stai ripetendo.....puoi essere molto pi&ugrave; sciolto e convincente!!!)<br /><br />Da economista oggi mi sento di esaltare un <em>constraint </em>molto importante: evviva il tempo come <em>constraint </em>alle fandonie.....ci piace proprio tanto!!!!!  Caro professore nonostante tutto oggi mi sento davvero pi&ugrave; FELICE. <br /><br />Grazie.<br /><br /><a href="http://www.unisi.it/lawandeconomics/students/XVIII/castaldo/index.html" rel="external">Angelo Castaldo</a><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Cattolici alle elezioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-13T16:19:44+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/4b984f8c57172d149baf9690e3750c4a-26.html#unique-entry-id-26</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/4b984f8c57172d149baf9690e3750c4a-26.html#unique-entry-id-26</guid><content:encoded><![CDATA[Mio padre mi ha segnalato l'editoriale di padre Bartolomeo Sorge, direttore della rivista gesuita "Aggiornamenti Sociali" a proposito delle vicine elezioni. Si intitola: <a href="http://www.aggiornamentisociali.it/0603editoriale.html" rel="external">Valutare con sapienza i Programmi</a>. Una lettura che mi riconcilia con il mondo cattolico di cui faccio parte, ma che tante volte sento cosi distante quando mi trovo a parlare di politica....<br /><br />Aggiungo anche <a href="http://db.peacelink.org/tools/print.php?url=paxchristi/articles/art_15430.html&lang=1" rel="external">questa lettera</a> di  mons. Tommaso Valentinetti, Presidente di Pax Christi, che ha risposto agli striscianti ammiccamenti di Sandro Bondi e dello staff di Berlusconi che hanno cercato di vendere, con il solito opuscolo, come "cristiane" molte delle scellerate leggi di questo governo.<br /><br />Beh dopo la segnalazione di Pasquale, non posso non aggiungere anche <a href="http://aldotorchiaro.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=900209" rel="external">questa lettera</a>, sempre in risposta a Bondi, pubblicata sul blog di Aldo Torchiaro.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Da Providence e Newport</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-03-13T00:34:13+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/2b5ced366b42f1b5fe2f769b75e5a6d2-25.html#unique-entry-id-25</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/2b5ced366b42f1b5fe2f769b75e5a6d2-25.html#unique-entry-id-25</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="foto/ginostra/ginostra.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page10-1000-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry25_1.jpg" width="119" height="89"/></a>  <a href="foto/ginostra/ginostra.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page10-1014-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry25_2.jpg" width="119" height="89"/></a>   <a href="foto/ginostra/ginostra.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page10-1010-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry25_3.jpg" width="119" height="89"/></a>   <a href="foto/ginostra/ginostra.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="page10-1016-thumb" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry25_4.jpg" width="119" height="89"/></a><br />Piccola puntata a Providence, capitale del Rode Island, per rivedere il buon vecchio Stelios! Bella cittadina e bella <a href="http://www.brown.edu/" rel="self">universit&agrave;</a>. Il giorno dopo, nonostante le calze di Alessio, abbiamo passato una meravigliosa giornata di inizio primavera a Newport, la Portofino <em>de questialtri</em>. Ecco un po' di <a href="foto/ginostra/ginostra.html" rel="self">foto</a>...<br />]]></content:encoded></item><item><title>I numeri di Berlusconi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-08T16:34:42+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a869df370790e558c1fae7cb8818210c-24.html#unique-entry-id-24</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a869df370790e558c1fae7cb8818210c-24.html#unique-entry-id-24</guid><content:encoded><![CDATA[Durante il <a href="http://www.ulivo.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=96332&sid=4" rel="external">lancio della campagna</a> dell'Ulivo, sono state proiettate una serie di <em>slides</em> molto significative sui numeri di cinque anni di governo Berlusconi. I numeri sono lapidari. Danno il senso di come &egrave; stato lasciato questo paese nel 2001, e come lo si ritrova oggi. Incredibilmente questa presentazione non &egrave; tra i documenti scaricabili dal <a href="http://www.ulivo.it/" rel="self">sito dell'Ulivo</a>. Sono per&ograve; riuscito ad entrare in possesso di una copia e la metto volentieri <em>online </em>perch&egrave; abbia un pochino di diffusione almeno tra i pochi amici che seguono questo blog! Scaricatelo <a href="assets/numeriberlusconi.pdf" rel="external">qui</a>.]]></content:encoded></item><item><title>Ancora su Nick Baumann</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-03-07T04:37:00+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/e4b90d7fb12f03429a743ccdf5b358ea-23.html#unique-entry-id-23</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/e4b90d7fb12f03429a743ccdf5b358ea-23.html#unique-entry-id-23</guid><content:encoded><![CDATA[Eccoci all'ultima puntata dei reportage di Nick Baumann da Torino. Come potete leggere in un paio di <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/archive-1.html#unique-entry-id-11" rel="external">post precedenti</a>, il prestigioso reporter dello Yale Daily News che ha seguito le olimpiadi di Torino riportando solo banali e stantii luoghi comuni sugli italiani. Qui qualcuno ha avuto l'ardire di rispondergli. Ed io non sono stato l'unico evidentemente, perch&eacute; il Baumann, una volta tornato dall'Italia, si &egrave; sentito in dovere di rispondere con un ennesimo articolo alle diverse critiche ricevute. Niente scuse. Ma davvero nessuno le chiedeva. Solo altri lunghi paragrafi con lo stile arrogante degli altri pezzi, in cui sostanzialmente sostiene che (i) le critiche ricevute erano semplicemente ridicole (ii) che delle email di protesta ricevute, ne fa pallottole di carta e ci balla intorno (che individuo peculiare) e (iii) che va molto orgoglioso di avere irritato qualcuno con i suoi pezzi. Potete trovare la grande <em>performance </em>letteraria del Bauman <a href="http://www.yaledailynews.com/article.asp?AID=32123" rel="external">qui</a>. Ora, tra il divertito e lo stupito, mi sono chiesto se valeva la pena replicare. Mi ha convinto questa frase: <em>I am very sorry that I have a column in this paper that allows me to get the last word in this whole exchange. </em>Ho provato ad inviare al giornale la mia replica, ma non c'&egrave; stato nulla da fare. Allora pur di non lasciare al Baumann l'ultima parola, metto la mia risposta sul mio modesto e sconosciuto sito. Forse  cosi, anche negli anni futuri, se il Baumann cercher&agrave; il suo nome in google, si trover&agrave; tra i piedi la risposta di quell'Italiano rompiballe dei tempi di Torino! <br /><br /><strong> I have the last word Mr Baumann (You can still post a comment if you wish ;-))<br /></strong><br />To the Editor:<br /><br /> On March 2nd, Nick Bauman addressed the reactions of some readers to his columns from Turin. I would be glad to be given the chance to reply. I have three considerations to make. First, Is Nick Bauman a racist? Let me say that racism is a serious thing, too serious even for Bauman&rsquo;s pieces. Baumann&rsquo;s old stereotypes were just an insult to readers&rsquo; intelligence, not to Italian souls. The problem with his columns wasn&rsquo;t that they were offensive, just that they weren&rsquo;t funny. Second, was his correspondence a good deal for the News? I am the kind of person who eagerly seeks provocative thinking, even the most controversial ones; I love to be challenged by sharp ironies, whereas I feel some discomfort with stupid outdated jokes. I would have preferred to see the Danish cartoons instead of Baumann&rsquo;s &ldquo;lessons&rdquo;. I think that they would have better served the goals of the News. Last, let me conclude with a very humble suggestion for Mr Baumann, drawn from my modest experience as a writer for a newsletter. We know some days a reporter must write even if he doesn&rsquo;t have anything to say. I have personally learned that some of those days, keeping silent is the best measure of one&rsquo;s own writing skills.]]></content:encoded></item><item><title>Razzismo e political correctness in America</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-03T19:45:07+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/c84aaa37ec72780f1cabebc935066ad3-21.html#unique-entry-id-21</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/c84aaa37ec72780f1cabebc935066ad3-21.html#unique-entry-id-21</guid><content:encoded><![CDATA[La law school sembra in questi giorni tutta rapita da una vicenda i cui contorni suonano cosi strani a noi italiani. Potete trovarne un riassunto <a href="http://www.yaledailynews.com/article.asp?AID=32184" rel="self">qui</a>. In breve si tratta di questo.  Lo <em>Yale Law Journal</em> ha accettato la pubblicazione un articolo di <a href="http://www.stanford.edu/~camara/bio.htm" rel="self">Mr Camara</a>. Un personaggio <em>sui generis</em>. Basti sapere che si &egrave; laureato ad Harvard in legge a 19 anni (il pi&ugrave; giovane nella storia dell'universit&agrave;) ed ora insegna a Stanford. Nei mesi successivi all'accettazione della pubblicazione, una email anonima fa scoprire agli editor della rivista che questo personaggio era stato ai tempi di Harvard (due anni fa) al centro di uno scandalo di razzismo. In breve,  Mister Camara aveva postato online i suoi appunti di diritto  in cui faceva degli esempi del tipo "il negro ha comperato la terra con una clausola contro i negri" (Nigs buy land with no nig covenant). Premetto che ovviamente questa espressione &egrave; esecrabile e la condanno vivamente (una premessa necessaria casomai mi leggesse un Americano). <br /><br />Fatto sta che si &egrave; riaperto un dibattito di cui trovate molte tracce su internet. Questo tizio &egrave; ormai praticamente un pariah. Non lo vuole pi&ugrave; nessuno. Condanne da destra e sinistra. Ostracismo. Qui a Yale la discussione verteva sull'opportunit&agrave;  di rifiutare lo scritto (per altro, a detta di molti, questo ragazzo &egrave; davvero brillante) per la rivista. Appellandosi al primo emendamento della costituzione Americana, gli editor sono comunque riusciti a portare a casa la pubblicazione, ma lunedi si terr&agrave; un dibattito pubblico nell'aula magna, su invito del preside, per discutere con tutta la comunit&agrave; dei contorni della vicenda e su come tenere insieme diritto alla libera espressione con il rifiuto totale di espressioni razziste nell'accademia. Forse devo aggiungere che Mr Camara si &egrave; poi scusato per le espressioni,  che aveva meno di 20 anni all'epoca, che  non risulta sia poi pi&ugrave; caduto in altre espressioni infelici e che, in fondo, erano cose scritte sui suoi appunti.<br /><br />Confesso che questa storia mi ha dato una sensazione di straniamento. Venendo da un paese dove l'insulto razzista &egrave; non soltanto sbandierato  negli striscioni degli stadi, ma usato dalla gente comune ed anche dai membri del parlamento e del governo, ho dei sentimenti controversi al riguardo. Da una parte sento la distanza abissale che c'&egrave; tra una societ&agrave; che prova ad andare seriamente alle radici del problema del razzismo ed un'altra che invece ci ha rinunciato (In attesa dello scontro di civilt&agrave; prossimo venturo). Dall'altra mi sembra, come per le <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/archive-1.html" rel="self">vignette danesi</a>, davvero una reazione esagerata. Certamente, non &egrave;  la stessa cosa. Qui le reazioni sono state civili e composte, anche se ferme e pesanti. Per&ograve; come allora rimango incerto davanti all'equivoco di vedere come delle cose leggere (come delle vignette) o dette in leggerezza (come dei commenti personali razzisti e fuori luogo) possono essere equivocate ed utilizzate per farne discendere fatti ben pi&ugrave; gravi.]]></content:encoded></item><item><title>Il presidente in America. Chi l&#x27;ha visto?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-03-02T16:33:30+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/2e76adab6ddd333374d04c228a41559b-19.html#unique-entry-id-19</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/2e76adab6ddd333374d04c228a41559b-19.html#unique-entry-id-19</guid><content:encoded><![CDATA[Ebbene si. il presidente ce l'ha fatta! Nonostante i suoi oppositori l'abbiano deriso, nonostante i suoi alleati l'abbiano sconsigliato, Lui ha voluto incontrare il presidente degli Stati Uniti George W Bush. Una mossa pericolosa. Ma alla vigilia delle elezioni ne valeva la pena no? Il buon vecchio amico George, quello di Camp David e del giubbotto d renna, avrebbe dato senz'altro una mano. Dato visibilit&agrave; e credibilit&agrave; all'azione di governo. Sostenuto il candidato alle elezioni. Rinnovato la sua fiducia nel paese e in chi, con tanto spirito di sacrificio ed abnegazione lo ha guidato in questi anni! E chiss&agrave; poi la fraterna America, e la sua stampa. Chiss&agrave; che visibilit&agrave;, che fama, finalmente! La fama giusta e meritata che la stampa di un paese libero  e moderno come l'America sempre riserva ad un capo di stato di questa levatura. Chiss&agrave; insomma la copertina nel New York Times.... Eccola la copertina del New York Times....(clikkare per vedere)<br /><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://graphics8.nytimes.com/images/2006/03/02/nytfrontpage/scan.jpg" rel="external"><img class="imageStyle" alt="nytconver" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry19_1.jpg" width="387" height="128"/></a><br /><br />Ma un minuto, ma chi &egrave; quel presidente che parla con George W.? Ma un momento, aspettate, ma non &egrave; il presidente Karzai? Ma e il presidente? quello vero intendo? dove &egrave; finito? Ci deve essere un errore. Insomma come &egrave; possibile che il <a href="http://www.nytimes.com" rel="external">New York Times</a> non ne parli? Nemmeno nelle sue pagine interne? E la CNN? e le altre testate? Ma come &egrave; possibile? allora sono comunisti anche gli amerikani</p>]]></content:encoded></item><item><title>Cane Rabbioso</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-03-01T20:53:01+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/f22fb7ecd00565883fd7e72a133d405b-17.html#unique-entry-id-17</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/f22fb7ecd00565883fd7e72a133d405b-17.html#unique-entry-id-17</guid><content:encoded><![CDATA[	Cane Rabbioso &egrave; in libreria! <a href="assets/petrella.JPG" rel="self">Angelo Petrella</a> (nella foto &egrave; quello con la birra), il mio grandissimo compagno di stanza al Collegio Santa Chiara a Siena, esce tra poco con il suo primo romanzo per la Meridiano Zero (la prima casa editrice in Italia per i romanzi noir). Con molto orgoglio confesso oggi di essere stato uno dei primissimi d aver letto e commentato il manoscritto. Quando mi chiese di leggerlo ero un po' scettico. Pensavo che solitamente gli scrittori falliti si danno allo studio ed all'insegnamento della letteratura, e per questo, visto che lui iniziava un dottorato, non poteva venirne fuori nulla di buono. D'altra parte sarebbe come pensare che io possa essere un buon manager. Escluderei l'ipotesi visto che sto facendo il dottorato in economia  ;-)<br /><br />Ed invece mi sono ritrovato per le mani un piccolo ( ma solo perch&eacute; nella forma di un romanzo breve) gioiello. La crudezza davvero innaudita dei personaggi. La storia surreale, eppure cosi familiare nella sua capacit&agrave; di portare all'eccesso i tratti di questa Italia dove il cinismo e la crudelt&agrave; diventano i dettagli quotidiani delle storie di tutti. La prosa scarna, asciutta ed immediata. Insomma una storia che toglie il respiro ti lobotomizza i lombi, ti fracassa gli stinchi, ti spara la sostanza diritta nel cervelletto (ok...ok... volevo solo aggiungere un po' di pulp imitando lo stile del libro ma &egrave; evidente che non sono all'altezza ;-) ). No al di la della battuta, cane rabbioso &egrave; un'opera prima eccezionale. vi posso per altro anticipare che le altre parti della trilogia di cui fa parte sono all'altezza di questa. E non vedo l'ora di mettere le mani sul nuovo romanzo a cui Angelo sta lavorando.<br /><br /> Mi raccomando quindi, andate in libreria comperatelo e regalatelo in quantit&agrave; (non per&ograve; a persone con meno di 18 anni o particolarmente prone a spaventarsi e/o scandalizzarsi). Se siete studenti come me, potete sempre scaricarlo dal mio sito dove ho provveduto a <a href="petrella/petrella.html" rel="self">postarne il testo gratis</a>...]]></content:encoded></item><item><title>Una crepa nel programma dell&#x27;Unione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-02-27T17:29:51+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a211f6cfda0d979c54d285fd86ee3780-14.html#unique-entry-id-14</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a211f6cfda0d979c54d285fd86ee3780-14.html#unique-entry-id-14</guid><content:encoded><![CDATA[Un amico ed un collega, <a href="http://www.pasqualeannicchino.ilcannocchiale.it/" rel="self">Pasquale</a>, ha molto a cuore la questione dell'accesso alle professioni forensi in Italia. E' comprensibile visto che &egrave; laureato in giurisprudenza ed attualmente praticante ;-). Abbiamo cominciato uno scambio subito dopo che io ho postato nel blog un <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/archive-1.html" rel="self">commento positivo</a> sulle proposte di riforma dell'accesso alle professioni dell'Unione qualche giorno fa. In effetti dopo averne discusso un po con lui mi devo ricredere. <br /><br />A pagina 132 del <a href="http://www.unioneweb.it/wp-content/uploads/documents/programma_def_unione.pdf" rel="self">programma</a> si spendono delle belle parole sul bisogno di una sostanziale liberalizzazione delle professioni. Come non essere d'accordo? Ma a pagina 53 si dice esattamente il contrario per quanto riguarda la professione forense. In particolare i punti a) previsione della competenza in via esclusiva del patrocinio, della rappresentanza e dell&rsquo;assistenza innanzi all&rsquo;autorità giudiziaria. b) prevedere il mantenimento degli ordini e la loro natura di soggetti pubblici. d) riformare in senso radicalmente qualitativo il sistema dell&rsquo;accesso, basato sulla frequenza di scuole forensi e di specializzazione per le professioni legali , sul tirocinio e su un esame di stato finale. h) valorizzare il ruolo e la partecipazione attiva alle scelte in materia forense della associazioni professionali. i) prevedere l&rsquo;obbligo della formazione professionale permanente e le modalit&agrave; di verifica da parte degli ordini professionali. j) prevedere un sistema di tariffe che siano ad un tempo  garanzia per il cittadino.<br /><br />E' ovvio che la redazione del programma purtroppo non &egrave; stata immune dal rent-seeking della lobby degli avvocati che &egrave; decisamente sovrarappresentata in parlamento ed anche nelle file del centrosinistra. Peccato. Davvero una caduta per il programma in cui tanti Italiani ripongono tante speranze. Avremo forse cosi un programma che liberalizza le licenze dei taxi, ma fortifica ulteriormente la casta degli avvocati. Davvero una contraddizione inaccettabile.<br /><br />Pasquale segue l'argomento e segnala spesso del materiale al riguardo nel suo blog. Si veda ad esempio questo <a href="http://www.studenti.it/lex/dopolalaurea/riforma_ordine.php" rel="self">articolo</a> ed altri suoi lavori <a href="http://www.pasqualeannicchino.ilcannocchiale.it/" rel="self">qui</a>.<br /><br /><span style="font:11px Courier, mono; "> <br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>Il passaparola della democrazia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-02-27T17:22:44+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/9e6bbbc182b46831c5dd646049a624dd-13.html#unique-entry-id-13</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/9e6bbbc182b46831c5dd646049a624dd-13.html#unique-entry-id-13</guid><content:encoded><![CDATA["Per chi, come me, condivide le idee di cambiamento proposte da Romano Prodi, far parte di un progetto che metta di nuovo il cittadino al centro delle scelte  (come accaduto alle Primarie) e' motivo di orgoglio. Per questo e' nato "Incontriamoci", non una community, ma una comunita' reale che vuole impegnarsi, conoscere, discutere senza i filtri di un sistema mediatico "imbarazzante". Se ci credi anche tu, registrati, come ho fatto io, su <a href="http://www.incontriamoci.romanoprodi.it" rel="self">http://www.incontriamoci.romanoprodi.it</a>]]></content:encoded></item><item><title>La seriet&#xe0; al governo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-02-25T21:15:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/65c44cf1cbbc66e2ab2dd3d2c0cf7122-12.html#unique-entry-id-12</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/65c44cf1cbbc66e2ab2dd3d2c0cf7122-12.html#unique-entry-id-12</guid><content:encoded><![CDATA[Oggi avrei voluto essere a Roma. Sarei andato al Palalottomatica. Sarei andato in compagnia di migliaia di persone che nutrono la speranza che dal 10 aprile si possa davvero ripartire. Il manifesto che hanno fatto per Prodi &egrave; fantastico. Messo vicino alle facce della iena ridens lasciano passare molto efficacemente il senso di discontinuit&agrave; che si vuole trasmettere. Speriamo sia davvero cosi. Io sono fiducioso,<br /><br /><div class="image-left"><a href="http://www.ulivo.it" rel="self"><img class="imageStyle" alt="serieta-governo-p" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry12_1.jpg" width="550" height="278"/></a></div><p style="text-align:center;"><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Qui c'&egrave; il <a href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=965" rel="self">discorso che Prodi</a> ha tenuto alla convention dell'Ulivo. C'&egrave; una frase che mi ha colpito in modo particolare, direi quasi commosso. "Oggi, non siamo qui a rivendicare i nostri diritti: NOI, OGGI, RIVENDICHIAMO I NOSTRI DOVERI. Questa &egrave; la radice del nostro impegno".<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>ancora su Mr Baumann</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-02-24T15:23:20+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/8b9db414cf5feba2c19e9b1f420b3327-11.html#unique-entry-id-11</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/8b9db414cf5feba2c19e9b1f420b3327-11.html#unique-entry-id-11</guid><content:encoded><![CDATA[La mia prima email (vedi post sotto) al glorioso cronista dello Yale Daily News non &egrave; stata recepita :-(. L'impavido reporter ha quindi continuato a vomitare sciocchezze per altri due pezzi (<a href="http://www.yaledailynews.com/article.asp?AID=31932" rel="self">1</a> - <a href="http://www.yaledailynews.com/article.asp?AID=31932" rel="self">2</a>). Ho quindi provato a riformulare un po' il precedente messaggio e soprattutto mandarlo all'indirizzo giusto. Nonostante l'editor ci abbia messo del suo e mi faccia passare per uno che non lavora (mi riferisco alla frase "does not use the Internet or public transportation because he doesn't work " che originariamente era "does not use the Internet or public transportation because they don't work") mi hanno <a href="http://www.yaledailynews.com/article.asp?AID=32035" rel="self">pubblicato</a> la risposta a Mr Baumann!!! :-). Posso dire ora di aver scritto su un newspaper americano?]]></content:encoded></item><item><title>stereotipi e luoghi comuni sugli italiani</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2006-02-21T04:17:41+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/98a12420029a4c07b49ef63c98e1c0ab-10.html#unique-entry-id-10</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/98a12420029a4c07b49ef63c98e1c0ab-10.html#unique-entry-id-10</guid><content:encoded><![CDATA[Oggi, sullo Yale Daily News, &egrave; apparso un <a href="http://www.yaledailynews.com/article.asp?AID=31932" rel="external">articolo</a> di un corrispondente da Torino sulle Olimpiadi. In realt&agrave; il pezzo parla di altro e non certo di sport. E' un divertente spaccato sugli stereotipi degli americani (si anche la meglio giovent&ugrave; educata a Yale ne ha) sull'Italia. Dalle cose che non funzionano, alla ignoranza dell'Inglese, (e fin qui come dargli torto) fino a sfondare nell'irritante con la battuta sui bagni, sulle macchine ed altro ancora. Vabbeh, io ho provato a rispondergli con un po' di ironia cosi: <br /><br /><strong>one more lesson for Nick Baumann<br /><br /></strong>Dear Sir<br /><br />as an italian who speaks "broken english", drive an "hilariously tiny car", does not use mobiles, nor internet, nor public transportation, because they just don't work and walk around with all my scholarship in cash, 'cause banks are  a new innovation we still need to import from the US (but of course i am nice too, i mean, really nice), i was delighted and entertained by the report of your correspondent in Torino (Turin, I apologize). So amused that I am thinking about volunteering  to follow the next winter olympics for the YDNs. I am sure i could do a great job. Let us suppose for instance, that they would take place here in the US. I could write up a long story about fat americans swallowing junk food all the day long, driving ridiculously big, ugly and inefficient cars (also because there is hardly any public transportation that deserves this name), speaking no other language except a wired and funny declination of english called american, and jump around to find viable coverage for their cellphones, pardon mobiles. Of course they too are all very nice. I believe this would be a win-win scenario for your paper. i could very easily write the story for the YDN (the length is not an issue since i could enrich the "list of lessons" upon request) without even moving from my couch saving YDN the cost of my journey to the olympics venue. don't you think?]]></content:encoded></item><item><title>10 buone ragioni per l&#x27;accademico</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-02-19T22:20:00+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/535d4e0437a9baff7d629ba52959fd54-9.html#unique-entry-id-9</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/535d4e0437a9baff7d629ba52959fd54-9.html#unique-entry-id-9</guid><content:encoded><![CDATA[sono incappato in questi paper: <br /><br />McAleer M and Oxley. 2005. <a href="http://www.blackwell-synergy.com/doi/pdf/10.1111/j.0950-0804.2005.00269.x" rel="self">The Ten Commandments for Academics.</a> Journal of Economic Surveys<br />McAleer M and Oxley. 2002. <a href="http://www.blackwell-synergy.com/doi/pdf/10.1111/1467-6419.00165" rel="self">The Ten Commandments for Presenting a Conference Paper</a>. Journal of Economic Surveys<br />McAleer M and Oxley. 2001. <a href="http://www.blackwell-synergy.com/doi/pdf/10.1111/1467-6419.00153" rel="self">The Ten Commandments for Attending a Conference</a>. Journal of Economic Surveys<br />McAleer, M. 1997. <a href="http://www.blackwell-synergy.com/doi/pdf/10.1111/1467-6419.00032" rel="self">The Ten Commandments for Organizing a Conference</a>. Journal of Economic Surveys<br /><br />La cosa inquietante &egrave; che gli articoli sono pubblicati su una rivista scientifica, che gli articoli sono citati tra di loro e che addirittura gli autori riconoscono il supporto finanziario di vari enti di ricerca. La lettura per&ograve; &egrave; piacevole e la consiglio a tutti quelli che praticano o bramano di praticare (come il sottoscritto) la carriera accademica.]]></content:encoded></item><item><title>Critiche ingenerose</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-02-15T01:38:43+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/5eb13a2bf9a78310c8f973ed3b60f2aa-8.html#unique-entry-id-8</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/5eb13a2bf9a78310c8f973ed3b60f2aa-8.html#unique-entry-id-8</guid><content:encoded><![CDATA[A pochi giorni dalla presentazione del <a href="http://www.unioneweb.it/wp-content/uploads/documents/programma_def_unione.pdf" rel="self">programma dell'Unione</a>, inferve la discussione. Ma i commenti che sento mi lasciano interdetto. Pazienza per il l'editoriale di Foa sul Giornale. Dai dipendenti del padrone non potevamo certo aspettarci, non dico complimenti, ma nemmeno delle critiche circonstanziate. D'altronde erano quelli che fino al giorno prima si stracciavano le vesti perch&egrave; l'Unione non aveva, a loro dire, un programma. Ed era quindi necessario ora cambiare argomento, per quanto squalificato esso rimanga. Quello che pi&ugrave; mi ha fatto rimanere con l'amaro in bocca, sono le critiche della nostra parte. Sono gli articoli di giornale certo, ma anche un a certa delusione che serpeggia nei discorsi comuni (vedi le risposte al post precedente di  <a href="http://xoomer.virgilio.it/marcoaurelio/home.htm" rel="self">Massimiliano</a> e <a href="http://www.pasqualeannicchino.ilcannocchiale.it/" rel="self">Pasquale</a>).<br /><br />Francamente non condivido tutte queste perplessit&agrave; sul programma. Vi vorrei spiegare perch&egrave; partendo dall'osservare cosa ci sta dall'altra parte. Una accozzaglia di partiti almeno altrettanto eterogenea, che &egrave; andata al governo con un programma in 5 punti pensato e firmato dal solo Berlusconi una sera davanti a Vespa. La stessa coalizione che in questi giorni non ha nemmeno deciso come cominciare a discutere del programma con il quale si presenter&agrave; alle elezioni tra 2 mesi. La stessa coalizione (il cui capo &egrave; il padrone del giornalista di cui sopra) che ha accusato l'Unione di non avere un programma, di averlo  troppo lungo, troppo contraddittorio, troppo poco ambizioso, oppure troppo ambizioso e via discorrendo.<br /><br />Non vorrei che cadessimo noi nella trappola massmediatica del cavalier Banana. Provo quindi ad argomentare ciascuna di queste critiche.<br /><br />Innanzitutto, per lungo tempo, l'Unione &egrave; stata accusata di non avere un programma. Prodi ha fatto molto bene ad aspettare. Prima di tutto perch&egrave; il programma &egrave; il frutto di un processo mediato (dalla fabbrica del programma dell'estate scorsa in poi) ed in secondo luogo perch&egrave; era inutile esporre troppo in anticipo il programma all'erosione e alle critiche. Anzi forse &egrave; stato presentato troppo presto. Considerando anche che difficilmente ne vedremo uno della CDL con cui confrontarlo.<br /><br />Troppo lungo. gi&agrave;. come se fosse un colpa. In effetti quella di Prodi &egrave; una mossa coraggiosa. un programma lungo e dettagliato &egrave; cosa certamente pi&ugrave; difficile da portare a termine del contratto con gli Italiani.<br /><br />Troppo contraddittorio. Questo &egrave; da verificare. 200 e pi&ugrave; pagine sono comunque poche per descrivere un intero progetto per l&rsquo;Italia, quindi &egrave; ovvio che il linguaggio sia su molti punti approssimativo. Ed &egrave; anche vero che deve contenere le tensioni che esistono all&rsquo;interno di una coalizione che da Mastella a Bertinotti &egrave; quantomeno variegata. Ma il programma serve proprio a questo. A vincolare una coalizione eterogenea ad un unico obiettivo.<br /><br />Troppo poco ambizioso. Qui siamo ai contenuti. Anche io avrei preferito leggervi obiettivi pi&ugrave; &ldquo;cool&rdquo;. Pi&ugrave; Zapatero sugli aspetti sociali, pi&ugrave; Blair in economia. Per&ograve; gi&agrave; cosi mi sembra un programma assolutamente dignitoso. L&rsquo;unico che possa tenere insieme le esigenze di tutte le componenti della coalizione senza le quali non si andr&agrave; al governo. E soprattutto anni luce avanti quello che &egrave; stato (dis)fatto in questi anni.<br /><br />Troppo ambizioso. Beh.. gi&agrave; per essere un programma di una coalizione di centrosinistra contiene qualcosa&hellip; diciamo&hellip; di sinistra. Qualcosa come i pacs (o quello che saranno) come la tassa di successione, il riequilibrio delle tassazioni sulle rendite finanziarie e cosi via. Qualcuno spaventato? Forse perch&eacute; il programma &egrave; stato scritto bene.<br /><br />In breve, il programma dell&rsquo;Unione &egrave; certo perfettibile. Quello che va fatto per questo paese &egrave; pi&ugrave; e oltre quello che &egrave; scritto in quelle pagine. Per&ograve; quella &egrave; la direzione e non la strada sulla quale ci ha condotto il cavalier banana in questi anni. Mi fido delle persone. Di Prodi e dei ministri di cui riuscir&agrave; a circondarsi se vincer&agrave;. Mi auguro che se dovranno arrivare a compromessi si atterranno al pi&ugrave; possibile a quanto scritto nel programma, e l&agrave; dove potranno fare una fuga in avanti rispetto ad esso, la faranno!<br />]]></content:encoded></item><item><title>Primi sguardi al programma dell&#x27;Unione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2006-02-11T17:06:06+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/b9e1f23b3542844180f25277703a565d-7.html#unique-entry-id-7</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/b9e1f23b3542844180f25277703a565d-7.html#unique-entry-id-7</guid><content:encoded><![CDATA[Sfoglio in questi minuti il voluminoso <a href="http://www.unioneweb.it/wp-content/uploads/documents/programma_def_unione.pdf" rel="self">programma dell'Unione</a>. Ci vorr&agrave; del tempo per digerirlo tutto. Vado per&ograve; velocemente alle cose che forse pi&ugrave; mi interessano.<br /><br />-Valorizzare il ruolo dell'antitrust (pg 130) come guardiano della competitivit&agrave; in un paese piagato dalle rendite. L'intenzione sembra seria. L'Antitrust viene valorizzato nel potere consultivo e di indirizzo  nei confronti del Parlamento e del governo. Non solo. L'autorit&agrave; dovrebbe essere sentita su tutte le leggi che hanno un impatto concorrenziale. Il sistema sanzionatorio verr&agrave; reso pi&ugrave; credibile e dissuasivo ed i suoi poteri di indagine rafforzati.<br /><br />-Gli ordini professionali (pg 132) Pur senza interventi radicali (purtroppo) ci si ripromette di intervenire nel settore delle professioni. I 20 e pi&ugrave; ordini professionali sono una delle fonti principali di inefficienza del sistema paese. Notai, avvocati e commercialisti, contribuiscono ad abbassare la competitivit&agrave; delle imprese estraendone i profitti grazie al fatto che sono professioni regolamentate e possono quindi esercitare prezzi e tariffe non concorrenziali. Nonostante i diretti interessati (che sono peraltro benissimo rappresentati in parlamento) lo neghino, l'esperienza di molte altri paesi &egrave; che, non solo si pu&ograve; benissimo fare a meno di queste restrizioni, ma che questo sia benefico per l'intera economia. In particolare gli interventi riguarderebbero, (a) l'apertura dei servizi meno  complessi  anche ai non iscritti agli ordini professionali (Es: la dichiarazione dei redditi pu&ograve; essere fatta da un non commercialista, l'aspirina pu&ograve; esserti venduta da un non-farmacista); (b) abolire quasi ovunque le tariffe minime. (c) consentire la fornitura di servizi multidisciplinari e interprofessionali da parte di professionisti associati o di societ&agrave; di professionisti; (d) riqualificare gli aspetti formativi del praticantato, prevedendo  un equo compenso etc.<br /><br />-La class action (pg 135). Nei paragrafi riguardanti il mercato finanziario si menziona l'introduzione della class action come strumento attraverso il quale gli interessi dispersi dei molti risparmiatori possano ricomporsi e costituire un solido baluardo per disciplinare il comportamento delle aziende. E' un passaggio assolutamente necessario, nonostante l'istituto sia visto con sospetto da molti giursti italiani. Di pi&ugrave;; mi auguro che l'utilizzo dello strumento possa essere esteso ben oltre il settore della finanza. Bastano poche settimane in America, dove la class action viene utilizzata fino all'eccesso opposto, per rendersi conto della differenza abissale che le aziende pongono nel trattare con rispetto e diligenza i propri clienti. Non sar&agrave; certo tutto merito della class action, ma certo una minaccia credibile come la class action aiuta.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Lo sciopero virtuale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2006-02-07T05:27:43+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/a50d0ed62354efeaec10695eb9b623ba-5.html#unique-entry-id-5</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/a50d0ed62354efeaec10695eb9b623ba-5.html#unique-entry-id-5</guid><content:encoded><![CDATA[in questi giorni mi sto interessando a tempo perso a questa proposta che circola da tempo, ma a cui forse non &egrave; mai stata data sufficiente attenzione da parte degli economisti. Si tratta dello sciopero virtuale. Me lo ha segnalato il professor Ayres qui a Yale. Ne ha scritto su <a href="http://www.forbes.com/columnists/forbes/2002/1125/128.html" rel="external">Forbes</a> qualche tempo fa. Cita dei casi italiani e quindi me ne ha parlato dando per assodato che io ne sapessi qualcosa. Ovviamente cosi non era. Mi sono perci&ograve; documentato ed in effetti qualcuno in Italia, soprattutto sul lato giuridico se ne &egrave; occupato. In particolare penso al professor Pietro Ichino che ne ha scritto sulla <a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?cms_pk=809" rel="self">Voce</a>. <br /><br />L'idea dello sciopero virtuale in breve &egrave; la seguente: il lavoratore in sciopero si reca al lavoro regolarmente. La sua paga viene per&ograve; accantonata dall&rsquo;azienda che mette nello stesso angolo anche i profitti della giornata, oppure un multiplo dello stipendio giornaliero del lavoratore. Questi soldi messi da parte potrebbero andare in beneficenza, oppure aspettare una futura parziale redistribuzione tra le parti. Si mantiene il rituale dell sciopero, con lavoratori ed aziende che misurano la reciproca forza contrattuale in base alla loro capacit&agrave; di resistere ai danni che si infliggono. Ma ne abbiamo alleviato le conseguenze per le parti terze che sempre pi&ugrave; ne soffrono (pensiamo agli scioperi nel trasporto pubblico ad esempio) Nessuna vittima collaterale infatti deve soffrire i disservizi, nessuna ricchezza viene distrutta mentre si tenta di re-distribuirne una parte di essa tra le parti. <br /><br />Noi siamo abituati a pensare allo sciopero come l'unica arma in mano al lavoratore per punire l'azienda. Per renderlo un arma efficace per&ograve; abbiamo dovuto "disarmare" l'azienda privandola della possibilit&agrave; di sostituire il lavoratore quando egli sciopera. Mi preme sottolineare questo per confutare una obiezione che insorge facilmente e cio&egrave; che lo sciopero sia l'unica arma efficace perch&eacute; l'unica che possa essere usata  unilateralmente, dal lavoratore. Ma &egrave; cosi solo in quanto impediamo per legge all'azienda di reagire. Ma se questo &egrave; vero, perch&eacute; non pensare di usare la legge per introdurre strumenti pi&ugrave; creativi e soprattutto meno dannosi?<br /><br />Prendiamo ad esempio il caso di alcuni tipi di lavori quali il casellante, il bigliettaio, il guardiano del museo etc. che consistono nell'impedire il free-riding sui beni e servizi prodotti dalle aziende.  Per queste categorie il lavoratore potrebbe punire l'azienda non impedendo il freeriding. Il vantaggio: non c'&egrave; perdita secca ma i consumatori  anzi godono di una redistribuzione di ricchezza da parte dell'azienda mentre l'azienda &egrave; punita perch&eacute; perde i profitti. L'idea &egrave; qui quella di creare un istituto che da una parte sacrifichi lo stipendio del lavoratore ( il lavoratore dovrebbe comunque perdere un po' di stipendio altrimenti avrebbe l'incentivo a farlo di continuo) e dall'altro impedisca all'azienda di punire il lavoratore perch&eacute; non "ha controllato" il free-riding.<br /><br />L'altra opzione valida per tutte le categorie, &egrave; quella dello sciopero virtuale. Ma per questo vi rimando agli articoli di Ichino e Ayres sopra.]]></content:encoded></item><item><title>Sono solo vignette santo dio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-02-04T16:27:58+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ccdd16dde0a97deac235feea0979f78c-3.html#unique-entry-id-3</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ccdd16dde0a97deac235feea0979f78c-3.html#unique-entry-id-3</guid><content:encoded><![CDATA[Leggo in questo momento che l'ambasciata Danese in Siria &egrave; andata a fuoco. Il motivo? protesta contro le vignette satiriche che illustravano il profeta Maometto. Non &egrave; pazzesco? Credo che sia sotto gli occhi di tutti quanto sta andando male il rapporto con il mondo islamico. Tra le colpe occidentali c'&egrave; anche certo la pessima gestione dell'Iraq. Dalla decisione di andare in guerra a come viene gestita la ricostruzione. Per&ograve; non possiamo retrocedere su questa vicenda delle vignette. E' pazzesco che ci facciamo mettere in croce, vediamo le nostre bandiere bruciate (si, vedere la bandiera Danese a fuoco mi fa lo stesso effetto che se fosse stata quella Italiana), le minacce di guerre e sfaceli e cosi via. Per delle vignette? Riporto dall'<a href="http://www.nogod.it/allam.htm" rel="external">articolo</a> di Magdi Allam del corriere del 3 febbraio:<br /><br />"[..] Eppure  i  Fratelli musulmani dovrebbero sapere che la raffigurazione del profeta &egrave; sempre avvenuta nel corso della storia islamica. Se proprio non lo sapessero, vadano nel sito degli islamici riformatori e liberali e nel forum troveranno un link che rimanda a una voluminosa raccolti di ritratti su tela e in miniatura, nonch&eacute; vignette satiriche sul profeta. A parte ci&ograve;, anche qualora i musulmani non dovessero ritrarre il loro profeta, perch&eacute; mai dovrebbe essere vietato a un non musulmano? Infine per quale ragione ai musulmani &egrave; ampiamente concesso ritrarre vignette offensive dei cristiani e degli ebrei, senza che sia stata proclamata alcuna &laquo;guerra santa&raquo; contro l'insieme dell'islam, mentre tutto il mondo sarebbe tenuto a un particolare riguardo nei confronti della sensibilit&agrave; dei musulmani? Addirittura, con una sconcertante logica, il ministro dell'Interno saudita ha ieri reiterato la richiesta di una condanna da parte del Vaticano. Ma l'Arabia Saudita si &egrave; mai scusata con il Vaticano per i tanti cristiani che sono stati sgozzati in Iraq, massacrati nel Sudan, perseguitati ovunque nei Paesi musulmani?"<br /><br />Bene ha fatto il governo danese a non chiedere scusa. In questo momento mi sento Danese e vorrei che tutti gli stati dell'Unione si esprimessero nettamente a sostegno dei Danesi, e non presentando delle mezze scuse come il governo di sua Maest&agrave;, per compiacere i musulmani radicali che ha in patria (e che peraltro non gli hanno risparmiato le bombe del luglio 2005). Di che cosa dovremmo scusarci poi? di avere una stampa libera? di sapere ridere anche delle tragedie dei nostri tempi? di permettere a tanti musulmani di condurre una vta molto pi&ugrave; libera, dignitosa e rispettabile in Europa piuttosto che nel medioriente?<br />]]></content:encoded></item><item><title>Primo febbraio. tutto regolare</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-02-02T04:04:52+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ef2199548e2efac7185890146d71751d-1.html#unique-entry-id-1</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ef2199548e2efac7185890146d71751d-1.html#unique-entry-id-1</guid><content:encoded><![CDATA[Eccoci di nuovo. Beh devo dire che questo nuovo software rende le cose molto pi&ugrave; semplici. Viene voglia di fare un post nel blog anche se non si ha niente da dire! potrei invece mettere alcune foto che ho scattato oggi nella courtyard della Law School. Che posto magnifico! Anzi meglio: immaginifico! Sembra davvero di stare dentro un film di Henry Potter.<br />Ecco <a href="foto/leo/leo.html" rel="self">qui</a> le foto.<br /><br />Comunque ridendo e scherzando mi avvio verso la terza settimana di permanenza qui. Il tempo vola. Gi&agrave; le giornate si fanno pi&ugrave; lunghe e calde. Niente inverno del nordest quest'anno. Peccato. mi sarebbe in fondo piaciuto provare la sensazione di un inverno freddissimo, a venti sotto zero, come ci raccontano i telegiornali quando parlano delle bufere di neve a New York. Si vede che ci dovr&ograve; tornare insomma ;-)]]></content:encoded></item><item><title>Oggi vado online con il nuovo sito</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2006-01-30T03:59:39+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/f3068a6098547e28cde64e1244f48c6c-0.html#unique-entry-id-0</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/f3068a6098547e28cde64e1244f48c6c-0.html#unique-entry-id-0</guid><content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded></item><item><title>Ora e sempre resistenza&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-04-25T00:06:08+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/40998ad48a7e0652a3b22e2369b0112d-376.html#unique-entry-id-376</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/40998ad48a7e0652a3b22e2369b0112d-376.html#unique-entry-id-376</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="resistenza" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry376_1.jpg" width="202" height="290"/></div><br />Lo avrai camerata Kesselring<br />Il monumento che pretendi da noi Italiani<br />Ma con che pietra si costruir&agrave; a deciderlo tocca a noi<br />Non coi sassi affumicati<br />Dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br />Non colla terra dei cimiteri<br />Dove i nostri compagni giovinetti<br />Riposano in serenit&agrave;<br />Non colla neve inviolata delle montagne<br />Che per due inverni ti sfidarono<br />Non colla primavera di queste valli<br />Che ti vide fuggire<br />Ma soltanto col silenzio dei torturati<br />Pi&uacute; duro d'ogni macigno<br />Soltanto con la roccia di questo patto<br />Giurato fra uomini liberi<br />Che volontari s'adunarono<br />Per dignit&agrave; non per odio<br />Decisi a riscattare<br />La vergogna e il terrore del mondo<br />Su queste strade se vorrai tornare<br />Ai nostri posti ci troverai<br />Morti e vivi collo stesso impegno<br />Popolo serrato intorno al monumento<br />Che si chiama<br />Ora e sempre resistenza!<br /><br />-Piero Calamandrei-<span style="font:12px Times, Georgia, Courier, serif; "><br /><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>Ora e sempre resistenza&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-04-25T00:06:08+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/resistenza-2008.html#unique-entry-id-416</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/resistenza-2008.html#unique-entry-id-416</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="resistenza" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry416_1.jpg" width="177" height="254"/></div><br /><span style="font:12px Verdana, serif; ">Lo avrai camerata Kesselring<br />Il monumento che pretendi da noi Italiani<br />Ma con che pietra si costruir&agrave; a deciderlo tocca a noi<br />Non coi sassi affumicati<br />Dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br />Non colla terra dei cimiteri<br />Dove i nostri compagni giovinetti<br />Riposano in serenit&agrave;<br />Non colla neve inviolata delle montagne<br />Che per due inverni ti sfidarono<br />Non colla primavera di queste valli<br />Che ti vide fuggire<br />Ma soltanto col silenzio dei torturati<br />Pi&uacute; duro d'ogni macigno<br />Soltanto con la roccia di questo patto<br />Giurato fra uomini liberi<br />Che volontari s'adunarono<br />Per dignit&agrave; non per odio<br />Decisi a riscattare<br />La vergogna e il terrore del mondo<br />Su queste strade se vorrai tornare<br />Ai nostri posti ci troverai<br />Morti e vivi collo stesso impegno<br />Popolo serrato intorno al monumento<br />Che si chiama<br />Ora e sempre resistenza!<br /><br />-Piero Calamandrei-</span><span style="font:12px Times, Georgia, Courier, serif; "><br /><br /></span> &Egrave; un 25 aprile particolare questo. Segue di nemmeno due settimane la svolta a destra del paese a cui abbiamo assistito. Lo ricordo, il 25 Aprile del 2001. Lo scoprii quell'anno, il 25 Aprile. Allora la reazione al ritorno di Berlusconi fu forte; fu forte in me e la vidi forte nel paese. Ci fu un ritorno ai valori della resistenza come medicina al berlusconismo culturale ancora prima che politico. Quest'anno sembra diverso. Non so, mi sembra ci sia calma piatta. Non si colgono ancora le tracce di un'opposizione che si riorganizza intorno alla memoria comune che ci appartiene. Ma forse &eacute; giusto che sia cos&igrave;.  Forse perch&eacute; la batosta &eacute; -a questo giro- epocale; mentre allora perdemmo di un soffio e la voglia di rivalsa era forte. Ora regna lo sconforto, anche per il futuro prossimo venturo. O forse perch&eacute; un epoca &eacute; definitivamente passata e cinque anni gi&agrave; passati con Berlusconi ci hanno restituito un paese mal gestito, ma per fortuna non il regime neo-fascista che temevamo. E sar&agrave;  cosi anche questa volta: mentre <a href="files/ora-governi-la-desta.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:governi la destra, governi da destra">auspichiamo</a> che la destra far&agrave; le riforme necessarie, dobbiamo riconoscere in cuor nostro che dubitiamo che ne sar&agrave; capace e confessiamo che semplicemente ci limitiamo a sperare che non combini troppi danni. Ma se l cose stanno cos&igrave;, la Resistenza ed il 25 Aprile possono finire di fare la maldestra stampella all'opposizione politica contro il governo in carica. Non &eacute; loro compito. A Berlusconi deve fare opposizione il PD. Sui fatti. E sapendo che ci sono cose, siano meriti o colpe, siano responsabilit&agrave; o progetti che comunque condividiamo al di l&agrave; di tutto. <br /><br />Ed allora la Resistenza  deve tornare ad essere la festa di tutti, la celebrazione della fine della dittatura fascista italiana, che ci ha restituito la democrazia ed il coraggio di guardarci allo specchio perch&eacute; in fondo, e nonostante il vasto sostegno al regime del ventennio, il popolo italiano, nei due freddi inverni, &eacute; salito in montagna ed ha combattuto il nazifascismo.  Perch&eacute; la Resistenza sia per tutti quel <em>patto giurato fra uomini liberi, che volontari s'adunarono, per dignit&agrave; non per odio, decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. </em>Siamo un paese all'altezza di onorare questo patto?<br />]]></content:encoded></item></channel>
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