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<title>poche idee ma ben confuse</title><link>http://www.matteorizzolli.net/index.html</link><description>Poche idee ma ben confuse</description><dc:language>it</dc:language><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:rights>Copyright 2008 M@book</dc:rights><dc:date>2009-03-19T18:52:49+01:00</dc:date><admin:generatorAgent rdf:resource="http://www.realmacsoftware.com/" />
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<lastBuildDate>Tue, 17 Jun 2008 17:21:12 +0200</lastBuildDate><item><title>Il consumo critico ai tempi della crisi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2009-03-19T18:52:49+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/consumo-crisi.html#unique-entry-id-415</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/consumo-crisi.html#unique-entry-id-415</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200903Consumo.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Consumo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry415_1.jpg" width="130" height="172"/></a></div>Su Cooperazione tra consumatori il mese scorso abbiamo parlato di come la mettiamo, noi che pretendiamo di essere -a volte quando ci riesce- consumatori critici, con questa crisi. Insomma un consumatore critico &egrave; felice o no del fatto che i consumi si contraggono? E poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;intervista ad Antonella; sempre puntuale, tagliente e severa. Per questo ci piace.]]></content:encoded></item><item><title>Le mani sporche di sangue</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2009-02-12T08:42:49+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/le-mani-sporche-di-sangue.html#unique-entry-id-414</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/le-mani-sporche-di-sangue.html#unique-entry-id-414</guid><content:encoded><![CDATA[Si, il titolo si rifersce alla vicenda di EE. No il mio non &egrave; un&rsquo;attacco a Napolitano. Anzi. Sono stato in silenzio questi giorni in cui tutti sembravano avere qualcosa da dire sulla vicenda EE. Non l&rsquo;ho fatto per pruderia, ne per rispetto verso una vicenda privata e dolorosa. Solo che non sapevo cosa dire. Troppe le domande sollevate nella coscienza. E molte poche le risposte. Cosa avrei fatto al posto del padre? E cosa vorrei per me stesso dopo 17 anni su quel letto? Molti in questo paese sembrano sapere con certezza cosa avrebbero fatto e cosa sarebbe giusto che altri facessero in quelle circostanze. Io non lo so.<br /><br />Ma ecco, quando EE &egrave; infine passata a miglior vita, gli sguaiati di questo paese si sono lanciati in frasi forti, accusando questo di avere le mani sporche di sangue, quello di essere boia, quell&rsquo;altro di aver ucciso e cosi via. E quegli altri a levar gli scudi, a difendersi dalle accuse ed a scaricare la coscienza.<br /><br />Ed io ho pensato che in fondo i primi avevano ragione. Ed ho pure pensato che questo non depone contro i secondi. E poi mi sono venute in mente le <em><a href="http://www.amazon.com/Tragic-Choices-Lectures-Public-Analysis/dp/039309085X" rel="external">Scelte Tragiche</a></em><em> </em>di Guido Calabresi ed ho capito il perch&egrave;.<br /><br />EE &egrave; morta il 9 Febbraio 2009 in conseguenza di alcune decisioni giuridiche e politiche. Poteva andare altrimenti. Poteva continuare a vivere, continuare a soffrire, a deperire impotente tra lo sconforto dei cari ed infinine morire piu in la. Ed invece alcune persone hanno effettuato delle scelte e la vicenda &egrave; finita in fretta. Con una morte. Credo che questo sia innegabile.  Quello che colpisce &egrave; la concreta vicinanza tra una decisione politica e gli effetti di questa sulla vita e la morte delle persone. Una decisione &egrave; presa, una scelta tragica, e -bumm- ecco una bara a ricordarci la rilevanza della politica sulla vita e la morte delle persone.<br /><br />Per&ograve; Calabresi ci ricorda che quasi tutte le scelte politiche sono scelte tragiche. Quando un governo decide sui tagli alla sanit&agrave;, ci sono alcuni malati le cui cure  non potranno pi&ugrave; essere effettuate con i medicinali pi&ugrave; avvanzati. Quando il governo decide di cambiare in un senso o nell&rsquo;altro le leggi sull&rsquo;immigrazione i flussi di disperati nel mediterraneo cambiano e con essi il triste conteggio dei naufragi. Quando il sindaco decide di rinviare la costruzione di quella rotonda invece del semaforo, decide del probabile esito di qualche incidente, anche fatale. Quando si investe nella scuola, si fa una scommessa che ha delle ripercussioni sull&rsquo;aspettativa di vita ed il tasso di natalit&agrave; di una nazione. E quando per farlo si tolgono risorse ad esempio alle pensioni, si incide sull&rsquo;alimentazione e la capacit&agrave; di  curarsi degli anziani. Quando il giudice ordina la scarcerazione di questo o l&rsquo;affidamento di quest&rsquo;altro, decide di esporre la societ&agrave; ad un rischio e di sotrarre quell&rsquo;individuo ad un altro rischio. <br /><br />La politica, il potere, si confronta quotidianamante con  le scelte tragiche. Che hanno a che fare con la vita e la morte delle persone. Con il loro sangue ed il loro destino. La politica ha intrinsecamente le mani sporche di sangue. Sempre.<br /><br />Solo che, come dice Calabresi, la collettivit&agrave; prova a mettere una distanza artificiale tra la propria decisione e l&rsquo;esito finale di essa. Cerca di mediare questo nesso con varie forme di collettivizzazione della decisione tramite ad esempio la democratizzazione del potere. Sublima la propria responsabilit&agrave; nel diritto e nella procedura (e questo ha fatto Napolitano). Prova a celarsi dietro il Rawlsiano velo d&rsquo;ignoranza. Ma in ultima analisi ne rimane la responsabile ultima. <br /><br />Si, la politica ha le mani sporche di sangue. Il caso di EE ce lo ha ricordato con ferocia. Ma questo &egrave; vero sempre. Ed allora signori, quel poco che di per certo porto a casa dal caso EE, &egrave; che la politica &egrave; una cosa troppo seria per essere lasciata in mano a degli sciagurati. Bisogna pensarci bene quando si affidano deisioni sulla vita e la morte delle persone. Ed in ultima analisi, visto che qualcuno anche del mio sangue si deve sporcare le mani, preferisco di gran lunga che a farlo sia una persona che mi suscita un&rsquo;istintiva fiducia e solidariet&agrave; umana come Napolitano che un mezzo farabutto come Berlusconi.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Qui fa freddo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2009-02-06T16:14:40+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/b8ac1257885eaa1ebb0b64773c5043b9-413.html#unique-entry-id-413</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/b8ac1257885eaa1ebb0b64773c5043b9-413.html#unique-entry-id-413</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="IMG_0028" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry413_1.jpg" width="155" height="201"/>   <img class="imageStyle" alt="IMG_0027" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry413_2.jpg" width="203" height="203"/><br /><br /><br /></p><p style="text-align:left;"><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&source=s_q&hl=en&geocode=&q=504+E.+Pennsylvania+Avenue,+Champaign,+IL%E2%80%8E+-+(217)+244-6415%E2%80%8E&sll=40.1088,-88.211975&sspn=0.071159,0.113468&ie=UTF8&ll=39.97712,-83.583984&spn=18.228419,29.047852&z=5&iwloc=addr" rel="external">Qui</a> fa un freddo che ti si congela il muco nelle narici (cosi per rendere bene l&rsquo;idea...)<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Il meri&#x3c;s&#x3e;mi&#x3c;/s&#x3e;to</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>economia</category><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2009-01-22T12:09:12+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/il-merito.html#unique-entry-id-412</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/il-merito.html#unique-entry-id-412</guid><content:encoded><![CDATA[Sono figlio del tempo e come tale negli ultimi anni diventato grande fan del merito. Si, il merito come meccanismo di selezione della classe dirigente. Il merito come premio per l&rsquo;impegno individuale. Il merito come etica  sociale. <strong>Alzi la mano chi oggi non si dichiara ciecamente e fideisticamente meritocratico!<br /><br /></strong>In effetti io <a href="http://servizi.economia.unitn.it/docenti/scheda_docente.asp?id=100045" rel="self">uno</a> l&rsquo;ho trovato. E da quando -da pi&ugrave; di un anno- ho avuto modo di entrare nel merito del merito attraverso le chiaccherate ed i seminari con il prof, in effetti qualche dubbio mi &egrave; venuto. Forse il merito merita qualche approfondimento. Questo post fiorisce su un post precedente pubblicato sul blog di <a href="http://blog.vita.it/econometica/2009/01/14/sciocchezzaio-neo-liberista/" rel="self">Econometica</a>.<br /><br />Il concetto va approfondito in almeno due direzioni. Innazitutto bisogna capire quali <strong>meriti premia il criterio meritocratico. </strong>Cito Sacconi: <em>Di cosa ha merito chi &egrave; meritevole? Come si misura il merito? L&rsquo;aver ottenuto un risultato implica avere il merito per quel risultato? Chi ha avuto successo &egrave; perci&ograve; stesso meritevole?</em><br /><br />In effetti, se il merito premia un vantaggio biologico, un accidente del destino, o premia ex-post il consolidarsi dello status-quo (come la storia, anche il merito pu&ograve; essere determinato dai vincitori) esso perde, per chi si sente di sinistra, il suo fascino ideale e le sue implicazioni politiche. Anzi: la sua rilevanza politica viene paradossalmente capovolta. E, da concetto di sinistra, -Sacconi questo sostiene- il merito finisce per essere un concetto di destra. <br /><br />In fondo non &egrave; una considerazione che dovrebbe sorprenderci. Se le parole hanno ancora senso, la stessa meritocrazia (governo dei meritevoli) &egrave; come tale vicina all&rsquo;aristocrazia (governo dei migliori, secondo qualche criterio) ed alquanto distante dalla democrazia (governo del popolo, inclusi quindi i senza-merito). Intendiamoci, non &egrave; scritto da nessuna parte che bisogna essere per forza democratici, ma per limpidezza intellettuale sarebbe quantomeno necessario qualificare come si possa essere allo stesso tempo democratici e meritocratici.<br /><br />Possiamo magari restringere artificialmente il concetto di merito ad un significato che,  politicamente, sia pi&ugrave; affine ai valori della sinistra. <strong>Il merito come misura dello sforzo</strong>; dell&rsquo;intensit&agrave; dell&rsquo;impegno profuso; della coerenza e responsabilit&agrave; verso gli impegni presi. Se questo &egrave; il merito per&ograve;, significa che, paradossalmente, le persone molto dotate naturalmente e perci&ograve; stesso non bisognose di operare grandi sforzi per ottenere quello che si prefiggono, vadano penalizzate rispetto ad individui poco dotati ma che dimostrino grande determinazione. Come le insegnanti dei telefilm, rimproveriamo quello che &ldquo;non &egrave; stupido, &egrave; che non si applica&rdquo;. Ma tra il &ldquo;non-stupido che si applica senza sforzo&rdquo; e lo &ldquo;stupido che si applica con grande sforzo&rdquo;, dobbiamo preferire il secondo al primo. Siamo sicuri che tutti i meritocratici di sinistra sottoscrivano questo?<br /><br />Infine arriviamo ai paradossi del merito, cosi come li descrive Sacconi:<br /><em>-Dobbiamo premiare quelli che </em><strong><em>pubblicano su certe riviste? </em></strong><em>Di certo chi pubblica su quelle riviste soddisfa gli standard di merito di chi valuta, ma potremmo scoprire che di fatto solo quelli che appartengono a un certo network (di istituzioni ) pubblichino su quelle riviste, poich&eacute; l&rsquo;appartenenza alle istituzioni &egrave; vista come garanzia (approssimata) del merito in mancanza di migliori informazioni. Il risultato &egrave; che le opportunit&agrave; non sono uguali , e anche gruppi meritocratici possono esercitare decisioni discriminatorie.<br />-In un&rsquo; </em><strong><em>azienda dobbiamo premiare in base al merito? </em></strong><em>Ma se la produttivit&agrave; &egrave; congiunta come facciamo? Posto che il valore degli investimenti sia coperto, probabilmente il premio va in parti uguali. Il meritocratico inorridisce.<br />-Dobbiamo </em><strong><em>detassare</em></strong><em> la parte base del salario , garantita dal contratto nazionale, o quella variabile (premi ecc)? Se il salario di cittadinanza &egrave; quello al quale tutti hanno diritto, perch&eacute; assicura la dotazione necessaria per essere attivi e un minimo indipendenti nel mondo del lavoro, non dovrebbe essere gravato da forte tassazione; mentre quello basato sul contributo individuale dovrebbe essere tassato in modo che ciascuno contribuisca a sostenere i beni pubblici in base alle sue capacit&agrave;. Ma i meritocratici invece vorrebbero detassare la parte variabile.<br />-Se esiste asimmetria informativa, per incentivare il lavoratore a non dormire io dar&ograve; di pi&ugrave; a chi ottiene un risultato migliore. Ma potrebbe non avere nessun merito sul risultato (il risultato potrebbe essere determinato da fattori casuali esterni) . Per incentivare, </em><strong><em>non premio il merito ma la fortuna </em></strong><em>(in certi casi).<br /></em><br /><strong>Food for thought. </strong>E&rsquo; giunto il tempo di demitizzare il merito. Ma non allo scopo di abbandonarne l&rsquo;applicazione (mai peraltro introdotta in molti ambiti qui da noi) quanto piuttosto di definire i contorni della sua applicazione. Credo che in certi ambiti -vedi l&rsquo;universit&agrave;- sia pi&ugrave; importante tenersi  stretti il meccanismo di selezione meritocratico anche se questo significa rinunciare a quello democratico. Il realizzare che esiste un certo grado di incompatibilit&agrave; tra i due conduce forse a fare scelte pi&ugrave; consapevoli.<br />]]></content:encoded></item><item><title>l&#x27;Obamania</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2009-01-15T18:05:01+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/obamania.html#unique-entry-id-411</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/obamania.html#unique-entry-id-411</guid><content:encoded><![CDATA[Va bene l&rsquo;Obamania, ma che addirittura il <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_15/foto_digitale_obama_b1c04d76-e2e9-11dd-abc2-00144f02aabc.shtml" rel="self">corriere</a> ci racconti marca, modello, lente, apertura e pellicola usata per la prima foto ufficiale del presidente eletto mi sembra sia un tantino esagerato. Di questo passo si passa presto dall&rsquo;Obamania all&rsquo;Obanoia...]]></content:encoded></item><item><title>Ancora solo carbone per Natale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-12-24T15:43:10+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/carbone-natale-3.html#unique-entry-id-410</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/carbone-natale-3.html#unique-entry-id-410</guid><content:encoded><![CDATA[Riproponiamo il nostro vecchio consiglio per regali dell&rsquo;ultimissimo minuto, da poter acquistare comodamente dal computer facendo tanto felice l&rsquo;ambiente.<br /><br />&Egrave; vero che il carbone lo porta la Befana. Ma noi la possiamo anticipare e per Natale portare in dono anche noi un po' di carbone. &Eacute; davvero un simpatico <strong>regalo di Natale quello di cui stiamo parlando</strong>. No, non ci siamo rincoglioniti. E quelli di voi che ancora non hanno esaurito la lista dei regali farebbero bene a prendere nota. E non preoccupatevi, non c'&eacute; nessun carbone nero e fuligginoso da portare in pacco ai vostri cari. <br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry410_1.jpg" width="109" height="91"/></div><strong>Si tratta invece di regalare dei crediti di emissione di anidride carbonica</strong>.  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_offset" rel="self">Carbon offset</a> in inglese. L'umanit&agrave; produce troppa anidride carbonica lo sappiamo. Ognuno di noi ne produce troppa. Mentre andiamo in macchina, mentre riscaldiamo le nostre abitazioni o prendiamo l'aereo. Ci sono dei modi per riassorbire queste nostre emissioni. Piantando alberi ad esempio. O producendo energia elettrica con fonti alternative (che sostituiscono quelle combustibili). Riducendo infine le emissioni di altri. Per Natale quindi, possiamo regalare un credito di anidride carbonica. Dietro a questo credito, da acquistare online, ci sono delle organizzazioni che si impegnano a ridurre le emissioni per conto nostro attraverso i modi di cui abbiamo parlato. <br /><br />Si puo regalare la neutralizzazione dell'<a href="http://www.carbonfund.org/site/pages/land/car_climate_tags" rel="self">impatto annuale dell'automobile</a> degli amici, oppure la neutralizzazione delle attivit&agrave; delle <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">vacanze natalizie</a>. La neutralizzazione dell'intero impatto di una <a href="http://www.terrapass.com/home/index.php?show=1" rel="self">abitazione per tutto l'anno</a>, o la neutralizzazione dell'impatto del <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">cenone di capodanno</a> speso con gli amici. Ce ne &eacute; per tutti i gusti e per tutte le tasche. <br /><br />E se &eacute; vero che <em>In fondo poi la </em><em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self">gente si sa che cosa vuole, </a></em><em> </em>questo &eacute; il regalo migliore perche in futuro possa continuare ad avere<em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self"> Natale con la Neve</a></em>...<br /><br />Per gli scettici, si legga <a href="http://www.ecobusinesslinks.com/carbon_offset_wind_credits_carbon_reduction.htm" rel="self">qui</a>. I crediti si possono acquistare ad esempio <a href="http://www.climatecare.org" rel="self">qui</a>, <a href="http://www.carbonfund.org" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.terrapass.com/" rel="self">qui</a>. <br /><br />Ma io vi consiglio <a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self">AzzeroCo2</a>, che &egrave; una bellissima realt&agrave; italiana. <br /><br />Buon Natale<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Falce e pannello. Il ritorno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-12-19T10:55:26+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/falce-pannello-caterpillar.html#unique-entry-id-409</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/falce-pannello-caterpillar.html#unique-entry-id-409</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry409_1.gif" width="159" height="145"/></div> Con quindici giorni di ritardo mi accorgo che quelli di <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/" rel="self">Caterpillar</a> hanno preso a prestito una mia vecchia idea rivoluzionar-politica. Quella della <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/tag-falce-e-pannello.html" rel="self">falce e pannello</a>. Ne hanno fatto un gruppo su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=53053901012&ref=ts" rel="self">facebook</a> a cui hanno aderito pi&ugrave; di 10.000 persone. E poi qualche post sparso nella rete. Bene. Ottimo. Cio&egrave; no. Male. Pessimo. Si perch&egrave; l&rsquo;idea di caterpillar purtroppo &egrave; una reazione alla scellerata decisione del governo di  <em>de facto </em>annullare gli incentivi per il risparmio energetico anche se poi c&rsquo;&egrave; stata una piccola marcia indietro almeno per quanto riguarda la retroattivit&agrave; della norma.<br /><br />Ma tant&rsquo;&egrave;. Oggi &egrave; una bella giornata di sole. I miei pannelli mi faranno un po&rsquo; di acqua calda anche nel pieno dell&rsquo;inverno, e questo continuo a credere sia una gran bella rivoluzione.<br /><br />PS. il mio logo &egrave; decisamente pi&ugrave; bello :-)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Lavare con il sole</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-11-27T11:23:22+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/4ec60949beb4f5b9f9c50d25240bc245-408.html#unique-entry-id-408</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/4ec60949beb4f5b9f9c50d25240bc245-408.html#unique-entry-id-408</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-15_Lavare.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="2008-15_Lavare" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry408_1.png" width="130" height="172"/></a> </div> Il mese scorso ci si &egrave; rotta la lavastoviglie. Dopo dieci anni di onorato servizio. Nel cambiarla ci siamo chiesti come fare per usare l&rsquo;acqua calda che da un anno ci forniscono i nostri bei pannelli solari. Ci siamo informati e nel frattempo abbiamo anche scritto questo piccolo <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-15_Lavare.pdf" rel="self">pezzo</a> per <a href="http://www.saittn.it/sait/public/10_01_rivista.jsp?id=60" rel="self">Cooperazione</a>.<br /><br /><em>&Egrave; un peccato pensare che vi sia dell'acqua scaldata magari dal sole che non viene utilizzata, mentre la lavatrice sta consumando corrente elettrica per scaldarne altra. &Egrave; vero che, da quando sono stati introdotti gli elettrodomestici di classe A, gli sprechi si sono ridotti, sia perch&eacute; i nuovi apparecchi usano meno acqua, sia perch&eacute; la riscaldano in maniera pi&ugrave; efficiente; ma bisogna considerare che il consumo di entrambi gli elettrodomestici &egrave; per la maggior parte dovuto al fatto che essi devono riscaldare l'acqua ed &egrave; quindi in quest'area che si possono fare i maggiori risparmi: in genere una lavatrice o lavastoviglie che preleva l'acqua gi&agrave; calda consuma molto meno della met&agrave; di una che la deve scaldare.... </em><em><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-15_Lavare.pdf" rel="self">Continua a leggere</a></em><em>.</em>]]></content:encoded></item><item><title>The underdogs</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><category>Personale</category><dc:date>2008-11-21T19:10:34+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/the-underdogs.html#unique-entry-id-407</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/the-underdogs.html#unique-entry-id-407</guid><content:encoded><![CDATA[Questa &eacute; stata la nostra settimana. Una settimana da <em><a href="http://www.merriam-webster.com/dictionary/underdog" rel="self">underdog</a></em>. Lucia martedi si &eacute; conquistata un posto da ricercatrice che dicevano fosse  stato concepito, impacchettato e prenotato per qualcun&rsquo;altro. Io oggi porto a casa l&rsquo;assegno di ricerca prendendomi anche la prima posizione in <a href="http://www.unimib.it/upload/GRADUATORIA%20FINALE%202008%20-%20vincitori%20e%20non%20vincitori.pdf" rel="self">graduatoria</a>. Abbiamo vinto. Abbiamo vinto da <em>underdog</em>, e questo raddoppia la soddisfazione nostra ma forse dice qualcosa che &eacute; rilevante anche per altri.<br /><br />I cinici mi diano il beneficio del dubbio e leggano alla fine cosa ho da dire loro*. Per tutti gli altri, quelli che sono scorati a leggere le storie dei cervelli in fuga, quelli che guardano altrove disgustati dagli scandali universitari che in questi giorni riempiono i giornali, posso dire con tutta sincerit&agrave;, ed in coscienza, che per quello che mi &eacute; stato dato modo di vedere, almeno queste due volte, martedi a Roma ed oggi qui a Milano, &eacute; semplicemente andata come doveva andare. <br /><br />*<span style="font-size:11px; ">Certo un cinico potrebbe obbiettare che &eacute; una curiosa coincidenza l&rsquo;argomentare che &eacute; andata secondo le regole proprio quando si vince. In fondo il figlio del rettore che vince il concorso blindato non potrebbe che dire la medesima cosa. E se non fosse proprio freddo e razionale calcolo (non posso dire che &egrave; stata una porcata altrimenti finisco dentro insieme a pap&agrave; rettore) sarebbe quantomeno distorsione cognitiva (ho vinto io che sono il bravo e quindi &eacute; stato per forza un concorso meritocratico). Al cinico potrei rispondere con certificati anagrafici, alberi genealogici, CV miei e degli altri concorrenti e cosi via. Ma in fondo, in una settimana cos&igrave;, del cinico non mi importa nulla.</span>]]></content:encoded></item><item><title>No&#x2c; l&#x27;onda le riforme non le vuole</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-11-18T15:16:11+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/onda-no-riforme.html#unique-entry-id-406</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/onda-no-riforme.html#unique-entry-id-406</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880619360&ed=87" rel="self"><img class="imageStyle" alt="einaudi.AllegatoServlet" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry406_1.jpg" width="163" height="243"/></a></div><br /> Mentre mi ascolto <a href="javascript:pr6('http://videochat.corriere.it/italians/',780,680)" rel="self">Perotti intervistato da Severgnini</a>, riposto qui un <a href="http://www.imille.org/2008/11/londa_e_il_miglior_alleato_dei.html#more" rel="self">pezzo</a> scritto per iMille sull&rsquo;onda.<strong><br /></strong><strong><br /></strong><strong>L&rsquo;onda &egrave; il miglior alleato dei baroni. Ne &egrave; consapevole?<br /></strong><br />L&rsquo;universit&agrave; italiana &egrave; un sistema <strong>ingessato</strong>. Lo &egrave; sicuramente la parte che lambisce molta della classe accademica. Lo hanno detto tutti, persino gli accademici stessi. Non mi sembra ci sia bisogno di aggiungere altro. <strong>Io temo che lo sia anche la parte che coinvolge la classe studentesca</strong>. Almeno quella parte che si riconosce nel movimento dell&rsquo;onda. Almeno quella che se la sente di sottoscrivere questi <a href="http://www.ateneinrivolta.org/content/le-proposte-dellonda" rel="self">tre documenti</a> che ieri sono stati pubblicati sul sito <a href="http://www.ateneinrivolta.org" rel="self">ateneinrivolta.org</a> e che dovrebbero rappresentare la piattaforma dell&rsquo;onda.<br /><br />Ecco, se quella contenuta nella piattaforma &egrave; l&rsquo;universit&agrave; che vuole l&rsquo;onda, non si capisce quale sia la differenza rispetto all&rsquo;universit&agrave; che vogliono conservare i baroni. Esiste un incastro perfetto, quasi una complementariet&agrave; tra le due idee di universit&agrave; con l&rsquo;unica differenza che i baroni  vorrebbero magari tirare un pochino pi&ugrave; di soldi dalla loro (magari per qualche bel concorsetto da ordinario, o qualche privilegio baronale in pi&ugrave;) mentre gli studenti ne vogliono di pi&ugrave; per se&rsquo; (tutto gratis a cominciare dall&rsquo;iscrizione per finire con cinema, teatri, libri e trasporti).<br /><br />Insomma &egrave; un problema distributivo, su come dividersi le spoglie di questa universit&agrave;. Ma sulla sostanza dell&rsquo;universit&agrave; che vogliono vi &egrave; quasi totale convergenza. E&rsquo; una tesi forte la mia? Prendo e commento quattro punti delle proposte dell&rsquo;onda (in neretto) per sostenere la mia tesi. Ce ne sono di pi&ugrave; ovviamente, ma il post si allungherebbe a dismisura. <br /><br /><strong>1)Abolizione del sistema del 3+2 cos&igrave; come del sistema del credito. [WORKSHOP DIDATTICA] <br /></strong><br />Francamente non mi &egrave; chiaro l&rsquo;obiettivo ma ho ben chiaro quale sarebbe il risultato. Tornerebbe impossibile fare confronti internazionali con gli altri paesi europei, scambiare studenti in entrata ed uscita e rendere facilmente riconoscibili i titoli di studio con le gravi conseguenze per la mobilit&agrave; lavorativa. Ah, naturalmente sarebbe pi&ugrave; difficile anche confrontare la qualit&agrave; di didattica e ricerca. A chi credete che farebbe piacere?<br /><br /><strong>4)Critica della meritocrazia e sua applicazione in Italia. Non devono esistere poli di eccellenza contrapposti al resto delle universit&aacute;, a maggior ragione se autoproclamati come nel caso dell'AQUIS. In secondo luogo si &egrave; svolta una critica ai parametri di valutazione schiacciati sulla produttivit&aacute;, e nello stesso tempo si sono proposte nuove forme che privilegiassero la valutazione dal basso e la qualit&aacute;. [WORKSHOP DIDATTICA]</strong><br /><br />Evito del facile sarcasmo. La frase si commenta da sola. Per&ograve; mettiamo un altro punto fermo: l&rsquo;onda rifugge il merito come criterio di selezione e distribuzione delle risorse nell&rsquo;universit&agrave;. E chi pensate che festeggi di pi&ugrave; sentendo queste parole? <br /><br /><strong>2)L'autonomia della ricerca e la qualita' dell'universita' pubblica non possono essere disgiunte dalla realizzazione di un nuovo concetto di valutazione. Tale concetto, piu' complesso della combinazione di indici presuntamente quantitativi, non deve essere legato al contenimento del bilancio, alla produzione di brevetti o al semplice numero delle pubblicazioni. Pensiamo che la valutazione debba essere intesa anche come rendicontazione sociale delle attivit&agrave; degli atenei e del sistema nel suo complesso, che non possa prescindere dai contesti territoriali in cui le universit&agrave; sono inserite. Contemporaneamente, ribadiamo che anche docenti, ricercatori e dottorandi dovrebbero essere coinvolti nei processi di valutazione. Gli esiti della valutazione della didattica e della ricerca dovrebbero condizionare la distribuzione di parte dei finanziamenti per gli atenei sia nella distribuzione dei finanziamenti ai singoli. [WORKSHOP RICERCA].</strong><br /><br />In sostanza, va bene che si faccia la valutazione, ma lasciamo stare i criteri quantitativi che utilizzano in tutto il mondo e che sono trasparenti ed oggettivi come  l&rsquo;impact factor o i brevetti e prendiamo piuttosto dei criteri fumosi dietro i quali possiamo giustificare tutto ed il suo contrario e distribuiamo i fondi in base a questi criteri. Si passi da un finanziamento a pioggia (a-meritocratico) ad uno fumosamente dirottabile (anti-meritocratico). Chi credete che festegger&agrave;?<br /><br /><strong>5)Abolizione dei blocchi all'accesso e lungo il percorso di formazione superiore. I blocchi devono essere eliminati sia come sistema di esclusione dal diritto allo studio, sia come filtri progressivi di stratificazione sociale. [WORKSHOP DIDATTICA].<br /></strong><br />Via i blocchi. Via la selezione all&rsquo;entrata. E pazienza se cosi facendo si degrada la qualit&agrave; dell&rsquo;insegnamento di quelle facolt&agrave; che non possono tollerare troppi studenti per le loro strutture. E pazienza se qualche ateneo vorrebbe puntare sulla qualit&agrave; in modo da attirare gli studenti migliori. Ma l&rsquo;universit&agrave; senza merito chi esclude davvero? Non i ricchi, che possono benissimo pagarsi l&rsquo;universit&agrave; privata, quella estera, oppure trovare degli agi e scorciatoie nell&rsquo;universit&agrave; mediocre e sovraffollata di oggi. <br />La realt&agrave; dell&rsquo;universit&agrave; italiana &egrave; che gi&agrave; oggi &egrave; frequentata in maniera preponderante dai figli delle classi agiate. Che vi entrano senza blocchi ed a costi irrisori, gravando ovviamente sulla tassazione generale. La realt&agrave; &egrave; che oggi le tasse delle classi meno abbienti sovvenzionano gli studi dei figli dei ricchi. Ed allora che cosa provoca la &ldquo;stratificazione sociale&rdquo;? Un&rsquo;universit&agrave; che funziona come tassa regressiva sui poveri ed a favore dei ricchi oppure una universit&agrave; che fa entrare i bravi ed i bisognosi con le borse di studio e fa pagare pienamente il costo dei propri studi a tutti gli altri? E non si creda che i baroni si dannino l&rsquo;anima per i numeri chiusi: un&rsquo;universit&agrave; mediocre, di massa e senza merito &egrave; il miglior luogo dove piazzare il proprio clan senza troppe complicazioni.<br /><br />Cara onda, forse come dice <a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/19074683/l%E2%80%99eterno+ritorno+dell%E2%80%99onda" rel="self">falso idilio</a>, sei solo inconsapevolmente ed innocentemente prigioniera di vecchie impostazioni. Non me ne volere quindi se ti faccio notare che quello che tu forse credi idealmente come il luogo della tua universit&agrave; ideale somiglia troppo da vicino all&rsquo;incubo nel quale siamo gi&agrave; oggi imprigionati.<br /><br />Concludo con tre disclaimers , dal momento che il titolo &egrave; volutamente provocatorio e scatener&agrave; polemiche:<br /><br />1) Ho chiesto a iMille di ospitare questo mio pensiero. So che non riflette quello di molti de iMille quindi l&rsquo;invito &egrave; di mandare alla redazione articoli a sostegno all&rsquo;onda, se qualcuno se la sente.<br /><br />2) Onde evitare di essere accusato di distanza dai problemi dell&rsquo;onda metto subito in chiaro di essere uno dei tanti post-doc (quelli che adesso un po&rsquo; teatralmente chiamano precari della ricerca). Sono uno dei tanti ripeto. Ma non mi si accusi di essere estraneo, lontano o superiore ai problemi discussi dall&rsquo;onda. <br /><br />3) Infine penso come tutti che il decreto Gelmini non risolva un bel nulla dei problemi dell&rsquo;universit&agrave;. Al pi&ugrave;, fa risparmiare al contribuente un po&rsquo; di soldi che &ndash;bisogna dirlo- verrebbero comunque in buona parte sprecati. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ma l&#x27;onda le vuole davvero le riforme?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-11-16T08:59:29+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/13fdd17f9a8104c69bd10c53e2232804-405.html#unique-entry-id-405</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/13fdd17f9a8104c69bd10c53e2232804-405.html#unique-entry-id-405</guid><content:encoded><![CDATA[Lo stato preoccupante dell&rsquo;universit&agrave; &egrave; dovuto totalmente alle colpe della classe politica ed accademica ed una riforma seria deve cominciare proprio dal rimediare le storture da queste prodotte. Ma i nuovi studenti dell'onda che Venerdi sono scesi nelle piazze di Roma, sono davvero pronti per vivere  un&rsquo;universit&agrave; diversa da questa?<br /><br />Ne ho scritto ieri sul blog de <a href="http://www.imille.org/2008/11/ma_londa_vuole_davvero_le_rifo.html#more" rel="self">iMIlle</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Gelmini e dintorni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-10-30T15:00:06+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/gelmini-e-dintorni.html#unique-entry-id-404</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/gelmini-e-dintorni.html#unique-entry-id-404</guid><content:encoded><![CDATA[Tutto quello che avrei voluto dire io sulla non-riforma Gelmini e sulla inconsistente, confusa e conservatrice protesta che la combatte, lo scrive con uno stile asciutto e lapidario <a href="http://www.francescocosta.net/2008/10/30/il-referendum-sul-grembiule/" rel="self">Francesco Costa</a>, gi&agrave; spin doctor di Scalfarotto alle ultime elezioni.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Un paese degno di Delfino Borroni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-10-27T09:05:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/delfino-borroni.html#unique-entry-id-403</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/delfino-borroni.html#unique-entry-id-403</guid><content:encoded><![CDATA[E&rsquo; morto <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_26/borroni_morto_1dc9ba5e-a3a0-11dd-8d2c-00144f02aabc.shtml" rel="self">Delfino Borroni</a>. Chi era? In fondo solo un vecchio:  l&rsquo;ultimo italiano sopravvissuto alla grande guerra. Quella -per dire quanto sono lontani i tempi- che il padre di mio nonno combatt&eacute; contro l&rsquo;Italia tra i  <a href="http://www.kaiserjaeger.com/it/TKJ/Interventi_militari/Prima_Italia_t.htm" rel="self">Kaiserjager</a>, e per la quale fin&igrave; disperso sull&rsquo;Isonzo nel 1917, lasciando a casa una moglie giovane e tanti figli affamati. Ecco, a me piacerebbe vivere in un paese dove, in una giornata come questa, ci si fermasse tutti insieme per un momento a pensare, opppure ognuno per proprio conto, non importa. Ci si fermasse a rendere omaggio a chi da giovane fu scaraventato a difendere uno stato del quale noi oggi non finiamo mai di lamentarci ma del quale non potremo fare a meno. Si visitasse un museo per far capire ai bambini i pozzi di orrore che pu&ograve; scavare l&rsquo;umanit&agrave;. Si entrasse in un luogo raccolto e si sussurrasse una preghiera di compassione per coloro che non ci sono pi&ugrave;, e tra loro, Delfino Borroni. Ci si scaricasse <a href="http://it.youtube.com/watch?v=y5FPHZmmN9I&feature=related" rel="self">Uomini contro</a> o la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Grande_Guerra" rel="self">grande guerra</a>. Si infilassero gli scarponi e ci si facesse due passi lungo i sentieri che ancora serbano i ricordi di quella tragedia. Che poi, in questi giorni d&rsquo;autunno devono essere di una bellezza struggente. E poi si ritornasse a casa ed alle cose della vita; che  in fondo non &egrave; successo nulla, perch&egrave; non &egrave; morta nessuna persona importante.  Si &egrave; solo spenta la vita di un nostro concittadino che, forse suo malgrado, ha servito anche la nostra causa. L&rsquo;ultimo di coloro che lo fecero.<br /><br />Ecco vorrei un paese cos&igrave;. Che porta il rispetto ad un vecchio di 110 anni; che si commuove per una tragedia lontana; che indugia anche un poco nella retorica per ricordare una storia collettiva; che &egrave; oggi un pezzo importante della nostra memoria condivisa. Vorrei poi che tutto questo succedesse senza che vi fosse una legge che istituisca i cinque minuti della memoria, o perch&egrave; Delfino Borroni ci pu&ograve; tornare utile per la polemica politica di questo pomeriggio.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Da Beccaria a Becker</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-10-23T22:59:18+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/4d6190d84ad59969ab861bb0afc27bd4-402.html#unique-entry-id-402</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/4d6190d84ad59969ab861bb0afc27bd4-402.html#unique-entry-id-402</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="cesare_beccaria" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry402_1.jpg" width="149" height="187"/>       <img class="imageStyle" alt="becker_gary" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry402_2.jpg" width="127" height="182"/><br /><br />Per gli studenti del corso di Etica ed Economia,<br />le slides della lezione di oggi sono <a href="assets/Frome Beccaria To Becker.pdf" rel="self">qua</a>.<br /><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Il PD e lo sciopero virtuale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-10-20T08:02:26+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/riformismo-PD.html#unique-entry-id-400</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/riformismo-PD.html#unique-entry-id-400</guid><content:encoded><![CDATA[La politica latita ormai su questo blog. Sono in effetti politicamente (ma solo politcamente) depresso ed a tratti (ma sono davvero brevi) colpevolmente filo-governativo. Quindi tra l&rsquo;imbarazzo e l&rsquo;apatia semplicemente mi limito a non scrivere di politica. <br /><br />Per&ograve; oggi ho letto una piccola buona notizia per il PD e mi va di riportarla. Sembra che presenteranno un disegno di legge sullo sciopero virtuale di cui abbiamo parlato <a href="files/a50d0ed62354efeaec10695eb9b623ba-5.html" rel="self" title="Homepage:Lo sciopero virtuale">qui</a> e <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2006-06-03-Rizzolli.pdf" rel="self">qui</a>. Ora, questa &egrave; una notizia minore. Un disegno di legge dell&rsquo;opposizione &egrave; poca cosa, con poche possibilit&agrave; di passare, e qualora passasse, il merito forse se lo prenderebbe la maggioranza. <br /><br />Ma non importa. In tempi in cui il PD organizza manifestazioni di cui si &egrave; perso da mesi il senso (tanto che <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2008/10/sostiene_morando.html" rel="self">qualcuno</a> &egrave; arrivato a dire che la manifestazione sar&agrave; a sostegno del governo) oppure conferenze economiche dal titolo <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=60486" rel="self">puerile</a> (e contenuto assente), mi sembra un&rsquo;ottima notizia che vi sia qualcuno nel partito che fa riformismo vero: quel lavoro oscuro e solo raramente generoso che si va nelle aule parlamentari prima che nelle piazze o davanti ai TG. Il disegno di legge peraltro &egrave; di <a href="http://www.pietroichino.it/" rel="self">Pietro Ichino</a>:  in questo momento la mente pi&ugrave; lucida ed innovativa del partito. E pensare che non lo hanno nemmeno fatto ministro ombra. Ma lasciamo perdere...]]></content:encoded></item><item><title>Non mi basta essere contro la Gelmini</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Universit&#xe0;</category><dc:date>2008-10-17T08:56:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/3df2c4f1f690a0578ea4c1b6da2528fc-399.html#unique-entry-id-399</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/3df2c4f1f690a0578ea4c1b6da2528fc-399.html#unique-entry-id-399</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><br /><em>Una universit&agrave; pi&ugrave; meritocratica <br /><br />La recente approvazione della legge n.133, 6 Agosto 2008, ha riportato l'attenzione del Paese sullo stato dell'Universit&agrave;. Da molti anni esiste un consenso internazionale sul fatto che l'Universit&agrave; italiana soffra di vari e gravi mali che ne impediscono un corretto funzionamento. Le insufficienze sono forse pi&ugrave; platealmente evidenti nel campo della ricerca, ma anche sul versante della didattica vi sono evidenti problemi riguardo al numero di fuoricorso, al ridotto numero di laureati rispetto agli iscritti, all'inadeguatezza della formazione universitaria per il mercato del lavoro. In ambito internazionale esiste anche un diffuso consenso secondo cui gran parte di questi mali troverebbe soluzione se si adottasse un sistema di merito che premi le universit&agrave; virtuose ed emargini quelle mediocri. Qualifichiamo come "internazionale" la natura del consenso perch&eacute; fuori d'Italia nessuno dubita che tale sia il problema, mentre all'interno del Paese, ed all'interno del mondo universitario italiano, ancora poche sono le voci francamente critiche, mentre ancora troppi sono coloro che sostengono che tutto va bene o che i pochi problemi derivano soltanto da scarsit&agrave; di risorse. Negli ultimi quattro mesi ci hanno rinfrancato le frequenti dichiarazioni in cui il ministro Gelmini affermava di essere consapevole dell'importanza di una riforma meritocratica del settore.<br /><br />Il contenuto effettivo della legge 133, per la parte che attiene al settore universitario, ci ha purtroppo delusi. Nonostante le buone intenzioni, trattasi di un'occasione perduta che, di fatto, potrebbe danneggiare ulteriormente il sistema universitario. Nella parte che qui interessa, la legge 133 prevede: (1) la limitazione del turnover al 20% dei pensionamenti, con proporzionale riduzione del finanziamento ordinario; (2) la possibilit&agrave; per le universit&agrave; di trasformarsi in fondazioni senza scopo di lucro per raccogliere finanziamenti e donazioni dei privati.<br /><br />Non discutiamo qui se sia appropriato, da un punto di vista macroeconomico e di politica di bilancio, ridurre i fondi destinati all'universit&agrave; e alla ricerca per s&eacute;, ma dubitiamo fortemente che si tratti di una buona idea. Assumiamo, quindi, la necessit&agrave; di tagliare i fondi universitari purch&eacute; questo sia fatto razionalmente, nell'interesse del Paese. La creazione di fondazioni &egrave; invece un'operazione che trova il nostro consenso in quanto permetterebbe alle universit&agrave; italiane di raggiungere quell'autonomia patrimoniale, operativa e didattica che tanto loro manca e che &egrave; il presupposto necessario alla valutazione dei risultati in sede di assegnazione di risorse pubbliche. Ma queste riforme vanno fatte bene, la qual cosa questa legge non fa.<br /><br />Non lo fa perch&eacute; il potenziale meritocratico insito nella trasformazione in fondazioni viene fortemente ridotto, se non totalmente eliminato, laddove la legge 133 (art. 16, comma 9) indica che i fondi pubblici verranno utilizzati per "perequare" (ossia, bilanciare) i fondi privati: ai pi&ugrave; meritevoli, in grado di raccogliere finanziamenti privati, arriveranno meno finanziamenti pubblici che fluiranno quindi, in maggiore quantit&agrave;, ai meno meritevoli. Questo &egrave; l'opposto della meritocrazia tante volte invocata: in molti Paesi vige il principio esattamente opposto al comma 9, in base al quale lo Stato premia le universit&agrave; in proporzione ai fondi privati da esse raccolti, anzich&eacute; punirle, fornendo oltre al finanziamento ordinario specifici fondi aggiuntivi (matching grants, con espressione inglese). In questo modo lo Stato concorrerebbe a premiare i meritevoli e punire i fannulloni, come contiamo il ministro Gelmini e l'intero Governo intendano fare. Consigliamo pertanto di eliminare l'anti-meritocratico criterio "perequativo" dal testo di legge e dalle finalit&agrave; del finanziamento pubblico per l'universit&agrave; e di adottare il sistema dei matching grants.<br /><br />Ulteriori passi avanti si potrebbero compiere ampliando sia l'autonomia gestionale che le responsabilit&agrave; degli atenei, una volta costituiti in fondazioni: (1) commisurando i finanziamenti statali alla produzione scientifica e ai risultati didattici in termini di numero e qualit&agrave; dei laureati; (2) consentendo agli atenei maggiore autonomia contrattuale in materia di reclutamento dei docenti in modo tale da accedere al mercato del lavoro accademico internazionale mediante rapporti di tipo privatistico; (3) concedendo l'opportunit&agrave; di fissare le tasse di iscrizione anche oltre l'attuale limite del 20% sul totale dei fondi spesi.<br /><br />I tagli al finanziamento dell'Universit&agrave; potrebbero diventare, nonostante la scarsa lungimiranza che li sottende, uno strumento per introdurre la meritocrazia: basta farli adeguatamente. Chiediamo, dunque, che i tagli di spesa siano accompagnati ora e subito da una seria riforma meritocratica. Chiediamo che le universit&agrave; italiane, i dipartimenti, i docenti e i ricercatori possano ricevere fondi dallo Stato solo a fronte di una periodica, imparziale e trasparente valutazione effettuata dalla comunit&agrave; scientifica internazionale, come gi&agrave; accade nel resto delle istituzioni accademiche del mondo avanzato. In Italia, &egrave; necessario compiere tale esame in maniera generalizzata. Sulla base dei risultati si potranno poi allocare in modo equamente meritocratico i tagli desiderati, oltre che i premi di ricerca.<br /><br />In particolare, &egrave; opinione comune tra politici e commentatori che in mezzo ad un malcostume dilagante di nepotismi ed incompetenze, l'universit&agrave; italiana conosca ancora alcuni focolai di eccellenza che ne tengono alto il nome nel mondo con ricerche all'avanguardia ed altrettanto notevole insegnamento. Tali focolai d'eccellenza vanno alimentati e premiati. Chiediamo quindi che queste realt&agrave; vengano chiaramente identificate dalla comunit&agrave; scientifica internazionale con i criteri obiettivi e trasparenti del peer reviewing condotto da scienziati esterni al sistema italiano.<br /><br />L'attuale riforma punisce senza distinzioni tutto il mondo accademico italiano, e questo non &egrave; n&eacute; utile n&eacute; saggio!, aggravando situazioni gi&agrave; compromesse e penalizzando i ricercatori seriamente motivati. Nessun criterio meritocratico viene introdotto, nessun trasferimento di risorse da chi non fa a chi fa viene attuato o anche solo incentivato. La legge 133 prescrive di qui al 2013 una riduzione del 13% del finanziamento ordinario all'universit&agrave; senza per&ograve; intervenire al suo interno e prefigurando quindi un sistema identico al precedente, con tutti i suoi difetti e le sue distorsioni, solo rimpicciolito. Dubitiamo che questo possa essere utile al Paese. Anche se fosse vero che l'unico obiettivo consiste nel risparmiare (e ci auguriamo che non lo sia, perch&eacute; ne va del futuro del Paese), allora si risparmi tagliando impietosamente laddove non si insegna, non si fa ricerca, non si produce cultura, innovazione ed educazione di qualit&agrave;, lasciando che le risorse fluiscano laddove si fa l'opposto. Anzi, si creino le condizioni legislative e gli incentivi materiali perch&eacute; le risorse, siano esse private o pubbliche, se ne vadano da laddove sono male utilizzate e si dirigano laddove possono essere meglio utilizzate. Questa &egrave; la meritocrazia, quando funziona e quando la si vuol fare funzionare. Chiediamo al ministro Gelmini di far seguire i fatti alle dichiarazioni in favore della meritocrazia da ella frequentemente rilasciate. Ora &egrave; il momento, ora si pu&ograve; fare, basta averne la volont&agrave; politica.<br /></em><br />E&rsquo; con convinzione che abbiamo firmato quest&rsquo;altro appello e che invitiamo gli sparuti frequentatori di questo blog a fare altrettanto mandando una email a questo <a href="mailto:adesioni@meritonella133.tk" rel="self">indirizzo</a> email ed indicando nel testo: nome e cognome, posizione ricoperta, dipartimento e universita' o istituto di ricerca]]></content:encoded></item><item><title>Vocazione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-10-12T08:41:49+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vocazione.html#unique-entry-id-398</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vocazione.html#unique-entry-id-398</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880618569&ed=87" rel="self"><img class="imageStyle" alt="einaudi.AllegatoServlet" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry398_1.jpg" width="163" height="243"/></a>     <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880619360&ed=87" rel="self"><img class="imageStyle" alt="einaudi.AllegatoServlet" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry398_2.jpg" width="163" height="243"/></a><br /></p><p style="text-align:left;"><br />Ho deciso di farmi del male. Ieri sono passato in libreria e mi sono preso questi due libri qui sopra. Siccome tra un paio di settimane mi finisce l&rsquo;assegno di ricerca, e siccome non ho padri, zii e cugini importanti in qualche facolt&agrave; italiana, la faccenda si mette male. Se alla fine della lettura ho ancora voglia di fare questo mestiere, forse significa che &eacute; davvero vocazione. Ma poi non &eacute; detto che basti neppure questa...</p>]]></content:encoded></item><item><title>per mia vanit&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-10-07T16:00:04+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/1a28b37fac20fd27097b9dac5ee2fe35-397.html#unique-entry-id-397</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/1a28b37fac20fd27097b9dac5ee2fe35-397.html#unique-entry-id-397</guid><content:encoded><![CDATA[<img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry397_1.png" width="487" height="364"/><br /><br />Dunque &eacute; successo questo: all&rsquo;EALE della settimana scorsa &eacute; arrivato il premio <a href="http://www.huji.ac.il/huji/nobel/indexE.htm" rel="self">Nobel 2005 Robert Aumann</a> che ha tenuto una lecture su <a href="https://law.haifa.ac.il/eale/eale2008.asp" rel="self">Israel's Judicial System in Light of Game Theory</a>. E&rsquo; capitato che durante la <em>lecture</em> egli abbia accennato ad uno ed uno solo paper presentato alla conferenza: <a href="http://dipeco.economia.unimib.it/web/pdf/pubblicazioni/wp137_08.pdf" rel="self">quello</a> del sottoscritto (e di Nuno). Egli sostiene che il compito dell&rsquo;economista nell&rsquo;analisi economica del diritto &eacute; quello di mostrare al giurista gli effetti, a volte controintuitivi, delle norme e del loro cambiamento. Ed a riprova di questo,  Aumann suggeriva al numeroso ed attento uditorio  di andare ad ascoltare il paper che sarebbe stato presentato l&rsquo;indomani ad opera di Mister Rissssoullli. E poi qualche battuta di commento rivolta al sottoscritto, a quel punto visibilmente imbarazzato e compiaciuto.<br /><br />E sono soddisfazioni queste...<br /><br /> In uno scambio di email avvenuto successivamente (fatto per accertarmi che oltre alla simpatica menzione egli non avesse anche qualche commento pi&ugrave; sostanzioso da volgermi) Aumann mi ha confermato quanto sospettavo: che<em> si</em>, il titolo del mio paper gli era sembrato molto accattivante ed in linea con quanto egli voleva dire ma che <em>no</em>, molto probabilmente egli non era andato oltre la lettura del titolo e forse dell&rsquo;abstract. Pazienza. in tanto io almeno ho fatto un titolo che &eacute; piaciuto ad un premio Nobel. E scusate se &eacute; poco... :-)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Sole&#x2c; sole e ancora sole</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-10-06T11:23:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/9e44d080f51e0c74c3b4b5885f079ef0-396.html#unique-entry-id-396</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/9e44d080f51e0c74c3b4b5885f079ef0-396.html#unique-entry-id-396</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200810_euromediterraneo.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="15_Euromediterraneo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry396_1.gif" width="130" height="172"/></a></div>No, non &egrave; un grido nostalgico di saluto all&rsquo;estate, ma il sunto di due miei pezzi apparsi sull&rsquo;ultimo numero di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazone</a> tra consumatori. Nel <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200810_euromediterraneo.pdf" rel="self">primo </a>racconto un idea ambiziosa, ma non peregrina, che potrebbe portare l&rsquo;Europa ed i suoi vicini che si affacciano sul mediterraneo all&rsquo;indipendenza energetica dal petrolio ed alla sostenibilit&agrave; in relativamente pochi anni. Ne avevamo gia parlato <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/energia-dal-deserto.html" rel="self">qui</a> ma ora approfondiamo l&rsquo;argomento come merita. Nel <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200810_euromediterraneo.pdf" rel="self">secondo</a> pezzo intervisto l&rsquo;ingenger Coser ed il sindaco Cirasi. Sono i due nomi che stanno dietro ad un impianto fotovoltaico tra i pi&ugrave; grandi d&rsquo;italia, e certamente quello installato alla quota pi&ugrave; alta. Dove? A Carano, in val di Fiemme. Tra boschi di larici, e piste da sci, villaggi da cartolina e solide radici nel territorio, questa piccola comunit&agrave; di montagna ha scommesso sul proprio futuro sostenibile e si &egrave; dotata di un impianto che funziona molto bene, che da lustro al paese e persino un tocco avveniristico al paesaggio.<br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-10-03T19:03:25+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/acbc45c18116b57c5fbadd61ee64a265-395.html#unique-entry-id-395</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/acbc45c18116b57c5fbadd61ee64a265-395.html#unique-entry-id-395</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="_MG_2597" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry395_1.jpg" width="363" height="250"/></p>]]></content:encoded></item><item><title>Un viaggio ha senso solo &#x3c;br&#x3e; senza ritorno...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2008-09-22T16:11:59+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/9181f1b32bbcca4f0d06b1325be208f7-394.html#unique-entry-id-394</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/9181f1b32bbcca4f0d06b1325be208f7-394.html#unique-entry-id-394</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/2008/09/dirette/sezioni/economia/alitalia/22-settembre/index.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry394_1.png" width="522" height="125"/></a><br /><br />Siccome l&rsquo;italianit&agrave; &egrave; la nostra lotta. Siccome ci piacciono le avventure eccitanti. Siccome vogliamo vivere fino in fondo il dramma nazional popolare del momento. Siccome <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VU01YTSs2h8" rel="self">un viaggio ha senso solo, senza ritorno se non in volo</a>.<br /><br />Allora noi domani prendiamo un volo <a href="http://www.flightstats.com/go/FlightStatus/flightStatusByFlight.do?&id=138793944&airlineCode=AZ&flightNumber=808" rel="self">Alitalia per Israele</a>. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La lotteria degli esami</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-09-20T15:53:02+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/5a0bbf15938a5f38ba54828247e4c950-393.html#unique-entry-id-393</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/5a0bbf15938a5f38ba54828247e4c950-393.html#unique-entry-id-393</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000622.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry393_1.png" width="383" height="78"/></a><br /><br />Riprendendo un nostro <a href="files/esamificio-italia.html" rel="self" title="Homepage:Esamificio Italia">vecchio post</a>, lo abbiamo, assieme a Paolo ed Andrea ampliato e concesso una pi&ugrave; nobile dimora su <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000622.html" rel="self">Lavoce.info.</a> </p>]]></content:encoded></item><item><title>Le 5 bugie dell&#x27;energia nucleare</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-08-25T12:21:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/5-bugie-energia-nucleare.html#unique-entry-id-392</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/5-bugie-energia-nucleare.html#unique-entry-id-392</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/Agosto%2017_Nucleare.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry392_1.png" width="124" height="165"/></a></div>E qui l&rsquo;ultimo pezzo scritto per Cooperazione, sul <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/Agosto%2017_Nucleare.pdf" rel="self">nucleare</a>. Argomento gia trattato ad <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-04-p17-18.pdf" rel="self">aprile</a>, ma visto l&rsquo;andazzo del dibattito italiano, mi &egrave; venuta voglia di tornarci su. Mi convinco sempre di pi&ugrave; che il nucleare sia una scelta assolutamente insensata. Basta un dato su tutti: oggi nel 2008, pi&ugrave; di 20 anni dopo la chiusura delle centrali italiane, ancora spendiamo pi&ugrave; per il <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_decommissioning" rel="self">decommissioning</a></em> di quelle centrali di quanto investiamo con incentivi e sovvenzioni alla ricerca sulle rinnovabili. <br /><br />Il messaggio &egrave; insomma questo: siamo tutti convinti che di fronte a noi c&rsquo;&egrave; la grade sfida di cambiare il regime energetico del paese, anzi del mondo. Siamo tutti disposti a fare sacrifici enormi, a spendere tantissimi soldi ed apettare molti anni per vedere i risultati. Ed allora a queste condizioni perch&egrave; battere la strada vecchia e perdente del nucleare e non quella nuova e vincente delle rinnovabili?]]></content:encoded></item><item><title>Civilt&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Politica</category><dc:date>2008-07-25T09:31:21+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/civilita.html#unique-entry-id-391</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/civilita.html#unique-entry-id-391</guid><content:encoded><![CDATA[Ecco, se dovessi pensare che cosa potrebbe rappresentare plasticamente lo stato avvanzato di una civilit&agrave; che si riflette nel meglio della sua classe dirigente, potrebbe venirmi in mente un&rsquo; immagine molto simile ad una di queste (cliccare qui sotto per la galleria).<br /><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/cameron-senza-bici/2.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry391_1.png" width="327" height="281"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">PS. Ve lo immaginate voi il capo dell&rsquo;opposizione italiana che va a farsi la spesa in bicicletta in giro per Roma? Passi che in questo ruolo non mi ci veda Berlusconi (che &egrave; stato capo dell&rsquo;opposizone fino ad un paio di mesi fa). Egli &egrave; nella mia mente semplicemente un alieno rispetto a concetti quali bicicletta/risparmio/spesa personale/forma fisica(realizzata con la fatica) etc. Ma ad essere onesti non mi ci vedo nella parte nemmeno lo stesso  Veltroni. E se &egrave; per questo nemmeno Di Pietro, Giordano, Diliberto, Bossi e men che meno Pecoraro Scanio.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Trenitalia&#x2c; yes again</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-07-23T09:27:57+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/1e9a7e082f189d8922dacb7c03bf730a-390.html#unique-entry-id-390</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/1e9a7e082f189d8922dacb7c03bf730a-390.html#unique-entry-id-390</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Oggi ho ricevuto un rimborso. Ottimo direi. Se non fosse che &egrave; per un viaggio effettuato ad agosto dello scorso anno. In comepnso ieri l&rsquo;eurostar &egrave; arrivato a Roma con 5 minuti di anticipo. Di anticipo....</span></p>]]></content:encoded></item><item><title>Non alimentare la crisi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-07-10T18:10:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/45a6cf2002f7bd8d1d7228d1e2da0e5b-388.html#unique-entry-id-388</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/45a6cf2002f7bd8d1d7228d1e2da0e5b-388.html#unique-entry-id-388</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-07-Emergenza_Alimentare.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="2008-07-Emergenza_Alimentare" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry388_1.gif" width="130" height="172"/></a> </div><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> </span><em>Su questo numero di cooperazione tra consumatori (Luglio) ho pubblicato un pezzo sulla crisi alimentare, scritto durante i giorni del vertice FAO di Roma. Roba vecchia se volete, ma i contorni di quell crisi sono ancora tutti li, solo un po&rsquo; messi in ombra dalle fiamme che si levano pi&ugrave; alte provenienti dal riacuirsi della crisi del petrolio e quella della bolla immobiliare da poco riesplosa (e con la quale comunque esiste un collegamento di cui tento di parlare nel pezzo). </em><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"><br /></span><p style="text-align:justify;"><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"><br /><br /><br /><br /></span><span style="font:15px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">Per non alimentare l&rsquo;emergenza<br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">L' indice dei prezzi delle derrate agricole della Fao &egrave; aumentato dell'8% nel 2006, del 24% nel 2007 e del 53% nei primi tre mesi di quest'anno; a livello mondiale, dal 2006 i prezzi degli oli vegetali sono aumenti del 97%, quelli del grano dell'87%, i prodotti caseari del 57% e il riso del 46%. <br />Se l'aumento del prezzo della pasta ha un impatto limitato sul paniere di acquisto dei consumatori occidentali grazie al fatto che la maggior parte del reddito viene in media spesa altrove, tutt'altri problemi questi aumenti stanno creando nel sud del mondo. Per miliardi di persone questi aumenti costringono le famiglie a tirare seriamente la cinghia, e per centinaia di milioni di essi, rappresentano il ritorno nella povert&agrave;. "Per la classe media la crisi implica il taglio delle spese mediche; per quelli che vivono con due dollari al giorno signiﬁca la rinuncia alla carne e a mandare i ﬁgli a scuola; per quelli che vivono con un dollaro al giorno signiﬁca rinunciare a carne e verdure e vivere solo di cereali; per quelli che vivono con mezzo dollaro &egrave; il disastro totale: i pi&ugrave; poveri stanno vendendo gli animali, gli strumenti e i tetti di lamiera sopra la loro testa". Cosi Josette Sheeran, del programma alimentare mondiale descrive l'impatto della crisi per i pi&ugrave; poveri. Le tensioni dovute all'esplosione dei prezzi sono afﬁorate chiare ai quattro angoli del globo: dalle proteste messicane dell'anno scorso per l'esplosione dei prezzi del mais (ingrediente base della tortilla), alle rivolte di quest'anno lungo tutta la linea dell'equatore. Ad Haiti, i manifestanti al grido di "Abbiamo fame" hanno indotto il primo ministro alle dimissioni; in Camerun, 24 persone sono morte nelle rivolte, in Egitto l'esercito &egrave; stato utilizzato per produrre pane e nelle Filippine l'accaparramento di riso &egrave; stato reso un reato punibile con l'ergastolo. All'inizio di giugno, i capi di stato si sono incontrati a Roma sotto le bandiere della Fao (l'agenzia dell'Onu per il cibo e l'agricoltura) per discutere della crisi in corso. Le soluzioni emerse sono a dir poco parziali, ma il vertice ha avuto almeno il pregio di mettere il mondo di fronte ai fatti. Ma da dove viene questa crisi? <br /><br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">&Egrave; ﬁnito il mondo del "cibo a basso prezzo".</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Cosi ha titolato l'Economist qualche mese fa per descrivere i contorni della crisi. Come era fatto questo mondo del cibo low-cost? Pi&ugrave; di due secoli fa, all'alba della rivoluzione industriale, Malthus prevedeva l'imminenza di carestie dovute al fatto che la popolazione umana, gi&agrave; allora in crescita veloce, non avrebbe trovato sufﬁcienti risorse naturali di cui sfamarsi. Niente di tutto questo si &eacute; (per nostra fortuna) avverato. Al contrario, soprattutto dal dopoguerra ad oggi i progressi nella produttivit&agrave; agricola sono stati tali da sostenere una crescita della popolazione mondiale ﬁno al livello attuale. E non solo: talmente efﬁciente si &egrave; resa la produzione che per decine di anni in occidente abbiamo dovuto sussidiare l'agricoltura che altrimenti avrebbe dovuto soffocare dei prezzi mondiali troppo bassi. Nei paesi dell'est europeo ci sono milioni di ettari di terre un tempo coltivate ma che sono state abbandonate per anni, semplicemente perch&eacute;, ai prezzi vigenti ﬁno a pochi tempo fa, coltivarli non conveniva. Nel giro di pochi anni lo scenario &egrave; cambiato. Il cambiamento viene da lontano ed ha origini diverse. Oggi ci troviamo ad un pericoloso incrocio della storia dove queste cause si stanno incontrando e sommando le une con le altre. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">I giganti cominciano a mangiare da giganti. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Uno dei fenomeni rilevanti degli ultimi decenni &egrave; la fuoriuscita dalla povert&agrave; di centinaia di milioni di persone. Prendiamo ad esempio solo i due giganti Cina ed India: nel giro di pochi anni hanno ora entrambe una classe media che supera il miliardo di persone con consumi simili o di poco inferiori a quelli occidentali. E come gli occidentali, indiani e cinesi (ma anche molti russi, brasiliani, vietnamiti e cosi via) si stanno velocemente abituando a mangiare molta carne, ad utilizzare menu pi&ugrave; ricchi, variegati e spesso sovrabbondanti e, come gli occidentali, a sprecare (si calcola che negli Stati Uniti il 30% del cibo prodotto ﬁnisce nella spazzatura). Il risultato &egrave; che l'aumento di consumi ha inevitabilmente comportato una pressione sui prezzi. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; "><br />Le auto si bevono il cibo (ed i trattori rimangono assetati)</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">. <br />E poi ci sono i biocarburanti; dall'olio di colza comperato al supermercato ed inﬁlato nei motori diesel, (ma si pu&ograve; fare anche con l'olio di palma, di girasole, di soia e cosi via), ﬁno all'etanolo ricavato da mais, canna o barba-!!!! bietola da zucchero. I biocarburanti sono sembrati per un breve tempo una promessa di energia sostenibile per continuare a mandare a far camminare le automobili anche senza petrolio Hanno per&ograve; ben presto mostrato alcuni importanti limiti: il mais impiegato per produrre 100 litri di etanolo basterebbe a sfamare una persona per un anno. Se volessimo "camminare" con il solo etanolo, al ritmo con cui oggi noi occidentali riempiamo i nostri serbatoi e consumiamo benzina, &egrave; probabile che dovremmo dedicare la gran parte delle superﬁci coltivabili della terra per produrre combustibile. Siamo ben lontani dal coprire il 5% dei consumi di benzina e diesel con i biocarburanti, e gi&agrave; cos&igrave; la competizione tra coltivazione per il cibo e coltivazione per il combustibile ha creato forti tensioni sui prezzi. A tutto questo si aggiunge l'impennata nei prezzi del petrolio, dovuta ad altri fattori, ma che trascina con se un aumento considerevole dei costi del combustibile, che a catena si ripercuotono su tutta la ﬁliera alimentare, che dipende dai trattori per la lavorazione dei campi, dai camion per il trasporto, dai pescherecci per la pesca, dalle centrali a gas per l'elettricit&agrave; e la cottura dei preprati e cos&igrave; via. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; "><br />La ﬁnanza specula. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Rimasti bruciati dalla grande bolla del mercato immobiliare che ha reso a tutti familiare l'oscura parola subprime, la ﬁnanza internazionale ha messo gli occhi sul mercato delle materie prime e delle cosidette commodities, tanto da far dire al famoso speculatore George Soros che &egrave; in corso una nuova bolla speculativa in questi mercati. Le materie prime sono certo quelle provenienti dalle attivit&agrave; estrattive, in primo luogo il petrolio &ndash; che infatti in questi ultimi mesi ha fatto registrare un'impennata di prezzi &ndash; ma sono anche le derrate alimentari scambiate nelle varie borse del mondo. La speculazione ﬁnanziaria, cercando di anticipare i cambiamenti, compera e vende i cosiddetti contratti futures (contratti sulle future consegne di partite di merce) a ritmi vertiginosi, ﬁnendo con l'esasperare ulteriormente gli squilibri tra domanda e offerta che sono all'origine delle tensioni sui prezzi. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; "><br />Proteggere, sussidiare, vietare. <br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;">Se il mercato delle derrate alimentari mondiale ha i suoi problemi, la comunit&agrave; degli stati ci mette del suo, con un mix di politiche pubbliche che molto spesso invece di risolvere, ﬁniscono per esacerbare i problemi. Nel mercato agricolo il protezionismo e i sussidi sono ancora imperanti soprattutto nel mondo occidentale; la famosa PAC, (la politica agricola comunitaria), che peraltro ha i suoi equivalenti in America e Giappone, ha per decenni sovvenzionato i prezzi di tutti i prodotti agricoli e derivati dal riso, al grano, al latte a scapito dei produttori in altri paesi del mondo, ﬁno al paradosso che abbiamo invaso l'Africa delle nostre eccedenze alimentari mettendo in ginocchio i piccoli produttori locali che non potevano certo competere con il nostro burro e la carne in scatola. I sussidi servivano per proteggere i redditi dei nostri agricoltori, si diceva. Bene, con i prezzi ora alle stelle. non ci dovrebbe essere pi&ugrave; bisogno di aiuto, ed invece continuiamo a pagare gli agricoltori per mantenere terreni incolti e per contenere la produzione (pensiamo alle quote latte) quando il mercato chiede esattamente l'opposto! La reazione di molti paesi in via di sviluppo non si &egrave; fatta attendere. Quasi cinquanta stati, secondo la banca mondiale, hanno negli ultimi due anni imposto dei divieti sull'esportazione di alimenti prodotti localmente, in maniera tale questo &egrave; l'argomento usato che non vi siano speculatori che si arricchiscono esportando il riso che poi manca agli stessi contadini locali. Ma cos&igrave; facendo, ci insegnano gli economisti, si aggravano a catena i problemi, prima per i paesi importatori che d'improvviso si trovano senza generi alimentari da distribuire, ed in ultima analisi per gli stessi paesi esportatori che non riescono ad estrarre tutta la ricchezza dalla loro produzione. Insomma, ai gi&agrave; gravi problemi generati dai mercati, i governi spesso ne aggiungono altri! !!!! <br /><br /></span><span style="font:15px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">VEGETARIANI SI DIVENTA<br /></span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"><br />Combattere la crisi alimentare con forchetta e coltello. Per difendere la salute propria. E quella del pianeta <br />C i vogliono 8 kg di cereali per produrre 1 kg di carne bovina ed ovina. Ne bastano 4 per produrre un kilo di maiale e meno di 2 per fare un kg di pollo. Bastano questi pochi dati per rendersi conto di come le abitudini alimentari determinino la quantit&agrave; di terra che coltiviamo. Se i cereali coltivati per produrre la carne degli hamburger fossero usati per l'alimentazione umana, avremmo in un istante risolto la crisi alimentare globale. Ed avremmo dato un buon contributo anche alla riduzione del cambiamento climatico: si calcola infatti che </span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">la produzione di carne impatti per il 18% sull'effetto serra.</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Se si pensa che i mezzi di trasporto contano per 13.5%, ci si rende presto conto che &egrave; pi&ugrave; importante cambiare dieta che cambiare macchina per ridurre l'effetto serra. </span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">Ma perch&egrave; il bestiame ha un impatto cos&igrave; alto?</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Per cominciare in paesi come Brasile ed Argentina, si taglia la foresta tropicale per far posto ai pascoli. Poi si deve tener conto del fatto che bovini ed ovini sono dei ruminanti la cui digestione produce enormi quantit&agrave; di metano, che fuoriesce anche ma non solo con il letame, metano che &egrave; un gas-serra 20 volte pi&ugrave; potente dell'anidride carbonica. Inﬁne la coltivazione di grandi quantit&agrave; di terreni per l'alimentazione animale ed il trasporto della carne spesso su lunghe distanze (pensiamo ad esempio che i fastfood del nordamerica sono alimentati dal bestiame sudamericano) contribuiscono a far crescere la temperatura del pianeta. </span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; font-weight:bold; color:#333333;font-weight:bold; ">Certo, cambiare le abitudini alimentari di 3-4 miliardi di persone che traggono comunque dalla carne il loro fabbisogno proteico non &egrave; cosa semplice.</span><span style="font:13px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; color:#333333;"> Ma va detto per amore di verit&agrave;: un modo di vegetariani &egrave; senza'altro un mondo pi&ugrave; equo e sostenibile di un mondo di voraci carnivori. Nel mezzo di questi due estremi ci sono senz'altro molte cose che si possono fare senza chiedere alle persone di rinunciare completamente alla carne a cominciare dal costruire stalle che recuperino buona parte del metano e lo utilizzino come biocarburante. Ma resta la differenza abissale tra una bistecca di manzo ed un petto di pollo. E non &egrave; solo una questione di sapori. </span></p>]]></content:encoded></item><item><title>Il blog&#x2c; suo d&#xec; tardo traendo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-07-08T11:42:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/blog-stagione.html#unique-entry-id-387</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/blog-stagione.html#unique-entry-id-387</guid><content:encoded><![CDATA[Che cosa succede a questo blog? Da una produttivit&agrave; media di quasi un post per giorno conseguita nei giorni della giovinezza (si parla del 2006) si &eacute; arrivati all&rsquo;anemica e stanca produzione di meno di un post al mese se si escludono attacchi livorosi contro l&rsquo;inerme Trenitalia e facili e semplici battute da bar, buttate li giusto per oliare i <em>f</em><em><a href="feed://www.matteorizzolli.net/files/blog.xml" rel="self">eed rss</a></em><em> </em>prima che si arrugginiscano dl tutto.<br /><br />La parabola di questo blog segue quella di milioni di altri blog e ricalca la traiettoria di miliardi di altre vicende umane e meno umane. Anzi, &eacute; la metafora stessa di ogni vicenda: essa <strong>nasce, cresce entusiasta, matura ed ad un certo punto comincia a trascinarsi stanca verso la vecchiaia</strong>. Ma se fosse cos&igrave; ignobile, questa piccola storia, perch&eacute; scriverne? Non so se in fondo sia importante. Anzi credo non lo sia proprio ma credo di dover dire delle cose, circa lo stato di questo blog, prima di tutto a me stesso. Ho delle giustificazioni da darmi. Forse raccontandomele finir&ograve; finalmente di credervi.<br /><br />Prima di tutto parto con il notare che c&rsquo;&egrave; molta stanchezza nell&rsquo;aria. Dei 20-30 blog di cui seguo i feed-rss, ho notato che una buona met&agrave; hanno sensibilmente rallentato la pubblicazione se non addirittura l&rsquo;hanno praticamente sospesa. Ok, il campione non &eacute; significativo perch&eacute; troppo piccolo e non rappresentativo perch&eacute; selezionato in base ai miei gusti. Per&ograve; &eacute; un dato di fatto. Alcune delle persone che amo leggere, e quindi con le quali -desumo- ho una certa affinit&agrave;, ultimamente approcciano stancamente la tastiera. Vedi due esempi: <a href="http://www.haloscan.com/comments/majister/rw_unique_entry_id_163_page0/" rel="self">Antonio Nicita</a> e <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/05/26/si-puo-fare-senza-autocoscienza-dopo-un-mese-di-non-blogging/" rel="self">SuzukiMaruti</a>.<br /><br />Con loro credo di condividere una certa stanchezza verso l&rsquo;argomento &ldquo;politica&rdquo; che &eacute; stato forse il singolo filone dominante di questo blog. Perse miseramente le elezioni, una volta vista l&rsquo;onda lunga della destra riempire i bacini di allagamento della politica italiana non mi &eacute; restato che tirare i remi in barca, <a href="files/ora-governi-la-desta.html" rel="self" title="Homepage:governi la destra, governi da destra">augurare al vincitore buone cose</a> ed augurare a me stesso ed al mio paese che le buone cose del vincitore coincidessero con le buone cose dell&rsquo;interesse generale. Purtroppo &eacute; bastato pochissimo per frustrare questa speranza. Un governo di puttanieri e puttane (e non mi riferisco necessariamente alla compagine femminile) che -solo per limitarmi ai fatti del giorno- paga il prezzo del suo successo siciliano alla<a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/mafia-4/fuga-dal-41-bis/fuga-dal-41-bis.html?ref=search" rel="self"> mafia riducendo il 41-bis a molti mafiosi</a> e -unica nazione nel G8, ma probabilmente unica tra le democrazie- <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/english/news/2008-07-07_107241372.html" rel="self">&eacute; morbido con il regime di Mugabe</a>. Per&ograve; mi fermo qui. Davvero. La stanchezza &eacute; tale che mi impedisce di infierire su questo miserrimo governo. Non ne sento l&rsquo;esigenza, forse perch&eacute; mi sembra -politicamente- che sia tutto cos&igrave; ineluttabile. Non poteva andare diversamente in fondo. Solo posso dire di essere stato idiota io a sperare, per poco tempo, che tutto questo non fosse gi&agrave; scritto. Ed allora via dalla politica. Per ora. Presto sono sicuro torner&agrave; la passione civile, ma per ora prevale il distacco, figlio del disgusto e della disillusione. E con il distacco, ovviamente, manca molto materiale di cui scrivere.<br /><br />La fuga dal pubblico inevitabilmente conduce al privato, e per fortuna in quest&rsquo;ambito, la vita non &eacute; mai stata cos&igrave; generosa nei suoi frutti come in questa stagione. Che la famiglia riempie le giornate: la leggerezza di Lucia, i sorrisi di Leonardo e la bellezza di Chiara danno un senso compiuto alle cose. Un senso che per&ograve;, per pudicizia, o forse semplice incapacit&agrave;, ho sempre avuto difficolt&agrave; a raccontare in questa forma pubblica del blog.<br /><br />Ma c&rsquo;&egrave; infine un altro elemento che forse spiega il <em>d&igrave; tardo traendo</em> di questo blog. Me ne sono reso conto scrivendo queste righe. E&rsquo; che da qualche mese mi pongo sempre pi&ugrave; spesso delle domande su chi legga questo blog. Potrebbe essere qualcuno a cui sto chiedendo una borsa di studio, un posto di lavoro, una lettera di referenza e che si informa sul mio conto. Magari ci trova cose che gli piacciono, o magari no. E&rsquo; un comportamento ovvio. In fondo &eacute; pi&ugrave; o meno quello che io faccio riguardo molte persone che incontro per i pi&ugrave; svariati motivi: sguinzaglio il segugio google a caccia del loro nome per la rete, mi leggo qualcosa delle loro tracce se esistono (e se non esistono ormai lo considero un brutto segno) e formulo dei (pre)giudizi in base a quanto letto.<br /><br />Niente di male quindi. Solo che questo pensiero in qualche modo mi inibisce. E la cosa rimarchevole &eacute; che questo pensiero non mi apparteneva fino a qualche mese fa. Mi sentivo pi&ugrave; libero di scrivere quello che mi passava per la testa, senza l&rsquo;ombra di alcun  potenziale &ldquo;datore di reddito&rdquo; l&agrave; fuori a farmi le pulci. Qualche mese fa. Cio&egrave; pi&ugrave; o meno quando ho <a href="files/mr-intervista-rd-mr.html" rel="self" title="Homepage:MR intervista Dr MR">conseguito il dottorato</a>. Ecco. Forse &eacute; finito quel tempo di giovinezza. Forse non ci sono pi&ugrave; le condizioni di quei tre anni di borsa di studio che hanno fatto da scudo alla libert&agrave; di studio e ricerca ed anche e soprattutto alla spensieratezza che ha attraversato i post di questo blog fino ad ora. <br /><br />Oddio l&rsquo;ho detto: ma davvero mi autocensuro per l&rsquo;incertezza che aleggia nel mio futuro post dottorato? Vi/mi lascio con questo dubbio, in attesa di ritrovare le motivazioni per tornare a scrivere con pi&ugrave; continuit&agrave;.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Piove&#x2c; trenitalia ...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2008-06-17T12:29:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/piove-trenitalia-ladra.html#unique-entry-id-386</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/piove-trenitalia-ladra.html#unique-entry-id-386</guid><content:encoded><![CDATA[Continua la mia personale saga con le scuse di trenitalia (vedi le puntate precedenti<a href="files/ritarditalia2.html" rel="self" title="Homepage:Errata corrige: 25 minuti"> qui</a>, <a href="files/niente-scuse.html" rel="self" title="Homepage:Niente scuse">qui</a>, <a href="files/trenitalia-crowding-out.html" rel="self" title="Homepage:affollati di gente, disaffollati di motivazioni">qui</a>, <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title="Homepage:24.5 minuti">qui</a>)<br /><br />Oggi trenitalia scrive rifiutandomi due ennesimi bonus. Il primo, fingendo che chiedessi un rimborso per un treno invece di un altro (ma noi vogliamo credere che la svista di Trenitalia sia ovviamente colposa e che una volta compresa, mi vorr&agrave; correttamente riconoscere il bonus). Il secondo <a href="assets/trenitalia0508.pdf" rel="self">adducendo </a>che 4 minuti dei ritardo accumulato (guarda caso quei quattro di troppo che fanno scattare il bonus) siano dovuti alle condizioni meteo. Non &eacute; divertente? Se piove, nevica, se &eacute; coperto oppure se semplicemente c'&eacute; il sole il treno pu&ograve; arrivare in ritardo per... "le avverse cause meteorologiche". Piove, trenitalia ladra! <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Indietro non si torna</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-06-05T15:58:32+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/indietro-non-si-torna.html#unique-entry-id-385</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/indietro-non-si-torna.html#unique-entry-id-385</guid><content:encoded><![CDATA[Ma quando Scajola dice, riferendosi all'opzione nucleare e con un occhio ai recenti fatti Sloveni che "<a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/scajola-5giu/scajola-5giu.html" rel="self">indietro non si torna</a>", si riferisce forse al fatto che l'Italia, 20 anni fa con un referendum, ha rinunciato all'opzione nucleare almeno nelle forme tecnologiche in cui si pu&ograve; produrre ora e che sono le stesse forme in sostanza, della centrale slovena che ha rischiato di creare una chernobyl a 150 km dal nostro confine?]]></content:encoded></item><item><title>Dai new tories al new PD</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-05-20T12:11:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-premesse.html#unique-entry-id-383</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-premesse.html#unique-entry-id-383</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="iMillelogo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry383_1.jpg" width="121" height="98"/></div><em>Dai new tories al new PD. </em>Cos&igrave; almeno avevo intitolato il pezzo. Su <a href="http://www.imille.org/2008/05/_di_matteo_rizzoli_in.html" rel="self">iMille</a>, me lo hanno cambiato in <em><a href="http://www.imille.org/2008/05/_di_matteo_rizzoli_in.html" rel="self">to get the job done</a></em>. Secondo me non calza molto, ma come titolista sono sempre stato pessimo. A parte il titolo, ho buttato giu un po' di riflessioni su come la destra britannica si stia riorganizzando a partire dalle idee e come il PD per ora non combini molto a proposito. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>quelli che le promesse...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-05-13T19:09:06+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-promesse.html#unique-entry-id-382</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quelli-che-le-promesse.html#unique-entry-id-382</guid><content:encoded><![CDATA[Dunque, se ho ben capito, i ministri non sono solo 12 ma ben <a href="http://news.kataweb.it/item/441650/nasce-il-quarto-governo-berlusconi-21-ministri-in-squadra-4-donne" rel="self">21</a>, le donne non sono 1/3 del governo, ma meno di 1/5, il governo nel suo complesso <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_12/governo_berlusconi_nomina_sottosegretari_2e20bdc8-204a-11dd-895d-00144f486ba6.shtml" rel="self">superer&agrave;</a> ben presto le 60 unit&agrave; ed i primi due consigli (<a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=38981" rel="self">1</a>, <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=39021" rel="self">2</a>) dei ministri non si sono tenuti a Napoli.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Errata corrige: 25 minuti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-05-08T16:45:17+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ritarditalia2.html#unique-entry-id-381</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ritarditalia2.html#unique-entry-id-381</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="FS-RITARDO" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry381_1.png" width="230" height="89"/></div>Vi ricordate la storia dei <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title="Homepage:24.5 minuti">24,5 minuti</a>? Quella per la quale il famoso bonus del 50% del biglietto non solo spinge la compagnia ferroviaria di bandiera a fregarsene di qualsiasi ritardo inferiore, ma la induce anche a taroccare la rilevazione del ritardo per non pagare nemmeno il magro bonus? Beh mi sbagliavo: i minuti utili per giustificare gli ingiustificabili ritardi<a href="assets/25minuti.pdf" rel="self"> sono 25</a>.]]></content:encoded></item><item><title>Arretrati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-05-05T16:21:55+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coopcons-marzo-aprile-maggio.html#unique-entry-id-380</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coopcons-marzo-aprile-maggio.html#unique-entry-id-380</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="200704_P14-15_UnaPannellata" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry380_1.jpg" width="109" height="150"/></div>Sono rimasto indietro con l'aggiornamento degli articoli di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazione tra consumatori</a>.<br /><br />Nel <strong>numero di marzo </strong>ho fatto il punto sulla <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-03-p14.pdf" rel="self">liberalizzazione del mercato elettrico</a> per l'utenza privata. Ad otto mesi dall'avvio della liberalizzazione i risultati sono deludenti e le <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">promesse</a> di poter liberamente scegliere energia pulita per i propri consumi non sono state evase.<br /><br />Nel <strong>numero di aprile</strong> ho provato a dire la mia sul dibattito, a tratti incosciente (nel senso che &egrave; spesso condotto senza cognizione) sul <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-04-p17-18.pdf" rel="self">ritorno al nucleare in Italia</a>. Era il mio piccolo tentativo di mettere a nudo l'inconsistenza e propagandismo del programma della destra. Come sappiamo, non &egrave; servito a nulla.<br /><br /><strong>Nel numero di maggio </strong>ho messo gi&ugrave; alcune idee per delle <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/2008-05-p18-19.pdf" rel="self">giuste vacanze</a>. Per chi se le pu&ograve; permettere (e non &egrave; solo una questione  di denaro :-)) sono un buon modo per mettersi alle spalle questa difficile primavera...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Brava&#x2c; ha raddrizzato la schiena</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Personale</category><dc:date>2008-05-04T04:27:38+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sndara-ha-raddrizzato-la-schiena.html#unique-entry-id-379</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sndara-ha-raddrizzato-la-schiena.html#unique-entry-id-379</guid><content:encoded><![CDATA[Gentile Sandra, <br /><br />cara figlioula, vedo che <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/donna-scrive-presidente/cambiaidea/cambiaidea.html" rel="self">ha cambiato idea</a>, e soprattutto constato ancora pi&ugrave; felicemente che ha preso una decisione. Ne sono davvero contento. Vedr&agrave; che &egrave; la decisione giusta e che non se ne pentir&agrave;. Come le ho gi&agrave; <a href="files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html" rel="self" title="Homepage:Gentile Signorina, raddrizzi la schiena">scritto</a>, avrei difeso la Sua scelta anche se avesse preso la decisione opposta, purch&eacute; di decisione responsabile si fosse trattato. Decisione di cui lei porta la responsabilit&agrave;, di cui gode le gioie e soffre i dolori, senza attribuirne il peso ad altri. Cos&igrave; fanno le persone veramente adulte, e cos&igrave; oggi ha fatto lei.<br /><br />Mi piace pensare che almeno un poco, al suo aver deciso, abbia contribuito anche la rigida ancorch&eacute; paterna <a href="files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html" rel="self" title="Homepage:Gentile Signorina, raddrizzi la schiena">risposta</a> che le ho indirizzato. Come il padre che &egrave; sempre lacerato nel trovare il giusto equilibrio tra tenerezza e fermezza, cosi&igrave; anch'io ho tentennato nell'opporle -questa volta- una richiesta ferma di trovare in se le forze per affrontare la situazione. Sono davvero felice che Lei abbia accettato la sfida. Le difficolt&agrave; ora non mancheranno -e nel caso emergano, non esiti a chiedere aiuto-, ma serenamente credo che non si pentir&agrave; mai di aver infine deciso di <em>raddrizzare la schiena</em> e di aver gettato lo sguardo carico di speranza verso il futuro.<br /><br />Con affetto paterno, Suo<br />Giorgio Napolitano*<br /><br /><br />**anche in questa circostanza &egrave; bene mettere per iscritto che tale risposta &egrave; solo farina del sacco dell'autore di questo blog]]></content:encoded></item><item><title>Gentile Signorina&#x2c; raddrizzi la schiena</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-30T16:01:29+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html#unique-entry-id-378</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/signorina-raddrizzi-la-schiena.html#unique-entry-id-378</guid><content:encoded><![CDATA[Gentile Signorina<br /><br />Rispondo con titubanza ed apprensione alla <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/donna-scrive-presidente/donna-scrive-presidente/donna-scrive-presidente.html" rel="self">lettera</a> che Lei mi ha stamane indirizzato attraverso i giornali. Mi costa fatica trovare le parole giuste, eppure non mi riesce di girare troppo attorno alla questione e lenire l'asperit&agrave; di quello che sto per dirLe. <br /><br />Mia cara signorina, mia cara concittadina, <strong>raddrizzi la schiena</strong>. Ha trent'anni, un istruzione (anche se non portata a termine), una persona che le vuole bene, una casa ed un lavoro. Ha un figlio che presto verr&agrave; a rallegrarLe i giorni in un modo in cui nemmeno Lei se lo immagina. Ma se ancora tutte queste non fossero motivazioni sufficienti, lo faccia per se stessa. <strong>Raddrizzi la schiena</strong> e smetta di piangersi addosso. Vedr&agrave; comincer&agrave; da subito a stare meglio.<br /><br />La Sua lettera &egrave; un grido di dolore, me ne rendo conto. E'  un tentativo di trovare nella collettivit&agrave; le responsabilit&agrave; di cui non riesce a darsi ragione. La responsabilit&agrave; di non aver pianificato una gravidanza, la responsabilit&agrave; di non aver completato gli studi ed inseguito a fondo i Suoi sogni (sia detto per inciso, la mia esperienza  mi fa dubitare delle sue doti giornalistiche visto l'uso smodato ed assolutamente fuori luogo della punteggiatura sfoggiata nella Sua missiva), la responsabilit&agrave;, se necessario, di fare le valigie per trovare posti pi&ugrave; fecondi dove crescere i propri affetti ed i propri interessi. <br /><br />Da buon padre di famiglia, dell'intera famiglia nazionale, ruolo al quale mi consegna la mia carica, devo dirglielo con la durezza necessaria: il Suo grido &egrave; proprio di un'et&agrave; molto pi&ugrave; immatura della Sua e diventa quindi irricevibile. O meglio &egrave; ricevibile solo nella misura in cui ci d&agrave; l'occasione di aiutarLa definitivamente a crescere. Nella misura in cui aiuta Lei a <strong>tenere dritta la schiena.</strong> <br /><br />Signorina, Lei ha trent'anni ed un mondo di opportunit&agrave; dinnanzi. Lei vive la stagione pi&ugrave; ricca e feconda della nazione. Si guardi intorno: alzi per un attimo lo sguardo dal suo ombelico (che nel farlo <strong>le si raddrizzer&agrave; a mo' di esercizio la schiena</strong>) e vedr&agrave; che mai come ora, in questa nazione e persino nella Sua, nella nostra terra, c'&egrave; salute, longevit&agrave;, assistenza pubblica, aiuti istituzionali e lavoro che le renderanno il desiderio di crescere una vita pi&ugrave; leggero. <br /><br />Nessuno vuole negare i problemi che abbiamo e che la politica deve avere l'ambizione di risolvere. Ma sarebbe quasi delittuoso se, in quanto padre della nazione, giustificassi i miei figli che vogliono passare la propria vita ripiegati su stessi, sconfitti dai problemi che nemmeno tentano di affrontare. Tenga invece <strong>la schiena dritta </strong>e vedr&agrave; come cambia anche la prospettiva  sui problemi che la vita Le pone innanzi.<br /><br />Da vecchio nonno e visto che il 25 aprile &egrave; appena passato, potrei raccontarLe delle tante storie dei partigiani che tennero la<strong> schiena dritta</strong> di fronte alla sfida pi&ugrave; dura: quella di offrire la propria vita perch&eacute; la potessero un giorno godere in libert&agrave; i propri figli. Ecco, la mia risposta alla Sua lettera, il mio invito &egrave; quello di pensare a loro, al loro sacrificio, da cui &egrave; discesa la libert&agrave; che oggi Le permette attraverso la legge della repubblica 194/78 di potere, se lo vuole, abortire. Pensi alla loro scelta di donare la vita ed alla scelta che Lei pu&ograve; fare di negare quella stessa vita. E si renda conto che tra le due scelte, non ci sono tutti i problemi a cui accenna e che erano assai pi&ugrave; gravi allora, ma solo e semplicemente una diversa attitudine a mantenere la posizione della schiena.<br /><br />Affettuosamente Suo<br />Giorgio Napolitano*<br /><br /><br />*prima che qualcuno equivochi &egrave; bene mettere per iscritto che tale risposta &egrave; solo farina del sacco dell'autore di questo blog<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>sei un po&#x27; meno bella</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-29T09:11:14+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/roma-meno-bella.html#unique-entry-id-377</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/roma-meno-bella.html#unique-entry-id-377</guid><content:encoded><![CDATA[ Mentre proviamo a capire che cosa &egrave; successo, ci appuntiamo qui alcune cose:<br /><br />-il PD le ha prese. Ovunque. E' un peccato, soprattutto se si prende la misura della sconfitta sulla statura di coloro che hanno vinto. Qui a Roma, per dirne una, ha vinto quello che con il megafono andava a sostenere i <em><a href="http://www.matteorizzolli.net/files/tassisti-fascisti.html" rel="self">tascisti</a></em> che bloccavano la citt&agrave;.  Ma come scrive <a href="http://viapietronenni4.blogspot.com/2008/04/sunrise.html" rel="self">scrooge</a>, &egrave; una sconfitta senza ritorno, nel senso che il PD ha fatto saltare i ponti dietro di se e non ci pu&ograve; essere alcun ritorno al passato ma solo una lunga e mesta traversata verso il futuro.<br /><br />-Mia cara Roma lasciatelo dire: oggi sei un po' meno bella. Ma laicamente aspettiamo il sindaco che ti sei scelta alla prova dei fatti ed i fatti li misureremo, ne pi&ugrave; ne meno, sulla base del <a href="http://www.alemannosindaco.net/public/File/Programma_Alemanno.pdf" rel="self">programma</a> che egli si &egrave; dato. Ben inteso, &egrave; un programma pi&ugrave; povero, che vive nelle sue parti pi&ugrave; interessanti delle cose fatte ed impostate dalle amministrazioni di questi anni che tu hai deciso di punire. Ma tant'&egrave;: Alemanno parla di raccolta differenziata porta a porta da spingere con le necessarie infrastrutture (crm, ed inceneritori compresi), e dei cambiamenti culturali necessari per imporre ai romani gli stili necessari a produrrre meno rifiuti ed a differenziarli al massimo. Alemanno parla di continuare e potenziare la cura del ferro, delle metro e dei mezzi pubblici. Di continuare con l'installazione dei filobus e di sostituire i mezzi a gasolio con quelli a metano. Di tenere fuori auto e camion dal centro, di car-pooling e car-sharing. Alemanno parla di fonti alternative e rinnovabili da promuovere sugli edifici pubblici e tra i cittadini. Certo, in tutto il programma non viene nominata una sola volta la parola <em>bici, </em>e questa &egrave; davvero una mancanza (il programma del centrosinistra la nominava in compenso nove volte). Certo, il sindaco di destra di Milano ha avuto il coraggio di introdurre l'<a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/ecopass/index.html" rel="self">ecopass</a> mentre qui l'argomento rimane tab&ugrave;. <br /><br />Sar&agrave; in grado il sindaco di essere all'altezza del suo programma? Noi speriamo vivamente di si, ma i caroselli dei <em>tascisti </em>guidati da quel <a href="http://www.06blog.it/post/2990/bittarelli-candidato-con-il-pdl-da-capo-rivolta-dei-taxi-al-senato-passando-per-il-colleggio-di-roma" rel="self">Bittarelli</a>,  ora naturalmente eletto in parlamento con il PdL, ed i <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/saluti-romani-alemanno/1.html" rel="self">camerati con il braccio teso</a> all'assalto del Campidoglio ci fanno presagire il peggio.<br />]]></content:encoded></item><item><title>MR intervista Dr MR</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-04-21T11:15:22+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mr-intervista-rd-mr.html#unique-entry-id-374</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mr-intervista-rd-mr.html#unique-entry-id-374</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>E come &egrave; andata?<br /></strong>Ti riferisci alla discussione? E' andata bene! I commissari si erano letti le tesi, quindi &egrave; stata una discussione nel merito degli argomenti, con atteggiamento critico -da parte loro- ma costruttivo che ho sinceramente apprezzato. Davvero un bel modo di finire un lungo percorso.... A proposito, buona parte della mia tesi &egrave;, nelle sue componenti, sulla mia pagina di <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/cf_dev/AbsByAuth.cfm?per_id=452001" rel="self">ssrn</a>.<br /><br /><strong>Dunque ora sei?<br /></strong>Beh... ora per la Repubblica Italiana sono <em>dottore di ricerca in diritto ed economia</em>. Se lo dici in inglese in effetti fa pi&ugrave; figo: <em>PhD in Law and Economics</em>.<br /><strong><br />Devi cambiare i biglietti da visita?<br /></strong>Eh... ad averli quelli... Per ora aggiorno solo il <a href="academia/cv.html" rel="self" title="Curriculum Vitae">CV</a>. E poi finalmente non avr&ograve; imbarazzi nel compilare i form online sul titolo: d&rsquo;ora in avanti sono a tutti gli effetti &ldquo;<strong>Dr Rizzolli</strong>&rdquo;.<br /><br /><strong>E come ci si sente allora, Dr Rizzolli?<br /></strong>Mah... che dire... Credo che ci metter&ograve; qualche giorno a metabolizzare. A trovare la gioia di aver chiuso questo ciclo. Per ora prevale solo un esigenza di fare bilanci. E da qui quest&rsquo;autointervista<br /><br /><strong>Ed allora facciamoli questi bilanci!<br /></strong>Da dove cominciamo?<br /><br /><strong>Direi dal dottorato! Tornassi indietro, rifaresti questa scelta?<br /></strong>Eh, &egrave; domanda impegnativa... Ovviamente le scelte di vita sono nella maggior parte dei casi irreversibili ma un buon economista pratica il ragionamento delle <em>migliori opzioni alternative. </em>Mi devo chiedere quindi come avrei altrimenti impiegato questi quattro anni e mezzo? Questo spicchio importante di vita, dai 25 ai 30, in cui uno con alle spalle l&rsquo;universit&agrave;  solitamente ha modo di testare la bont&agrave; dei propri studi. Mah... fosse andata in un certo modo, potevo rimanermene a Ginevra a tentate la strada della carriera internazionale. Con un po&rsquo; di fortuna a quest&rsquo;ora forse avrei un buon posto in qualche agenzia internazionale o in una ONG come quella nella quale allora avevo iniziato. Ma probabilmente non sarei sposato, e Leo e Chiara non ci sarebbero nella mia vita. Fossi comunque tornato in Italia e non avessi imboccato la strada del dottorato... chi lo sa cosa starei combinando. Se fossi rimasto a Trento probabilmente avrei proseguito nell&rsquo;orbita della <a href="http://www.tsm.tn.it/index.jsp" rel="self">TSM</a>. Se guardo ai miei compagni di viaggio di quei brevi mesi prima del dottorato, dopo qualche anno di contratti e contrattini ora sono pi&ugrave; o meno tutti sistemati in agenzie, enti o altre emanazioni periferiche della provincia. Avessi preso quella strada, ora con tutta probabilit&agrave; me ne starei tra le mie amate montagne. Chissa se Chiara e Lucia mi avrebbero seguito... O ancora, se guardo cosa stanno combinando i miei coetanei e compagni di studi, molti di loro lavorano in societ&agrave; di consulenza o fanno i manager in grosse aziende. Certo sarebbe stato un buon stipendio. Certo un posto fisso ed un certo prestigio sociale. Ma chissa se mi sarebbe piaciuto. Temo di no. Ed invece nell&rsquo;autunno 2003 ho imboccato la porta del dottorato, e cinque anni dopo sono qui, con un contratto precario che scade a novembre ma tutto sommato non ne sono affatto pentito e se potessi dare un suggerimento al me stesso di cinque anni fa gli direi di scegliere il dottorato e scegliere Siena.<br /><br /><strong>Insomma, raccomandi entusiasta il dottorato di Siena agli studenti che stanno pensando a questa strada?<br /></strong>Beh, non ho detto questo. Lo raccomanderei a me stesso. Perch&eacute; era la scelta giusta da fare. Perch&eacute; mi permetteva di restare vicino ai miei affetti ed al tempo stesso coltivare le mie ambizioni, ma il dottorato di Siena non &egrave; un posto per tutti, lo devo dire con franchezza. Secondo me ad esempio &egrave; un posto migliore per giuristi piuttosto che per economisti. E&rsquo; sempre una questione di migliori opzioni alternative. Mi spiego, ad un giovane economista con il senno di poi suggerirei di tentare la strada di dottorati pi&ugrave; puramente economici. E giocarsi la carta del dottorato all&rsquo;estero che non &egrave; proibitiva come molti pensano. Questo perch&eacute; l&rsquo;offerta dei dottorati in economia sta diventando sempre pi&ugrave; buona anche in Italia ed i programmi sono molto solidi e strutturati. Bisogna riconoscere che da questo punto di vista il dottorato di Siena &egrave; rimasto un po&rsquo; indietro, a cominciare dalla lingua di insegnamento che rimane l&rsquo;italiano. Anche sulle prospettive di carriera, la mia impressione &egrave; che la solidit&agrave; della preparazione ed il brand internazionale del titolo siano oramai in assoluto la cosa pi&ugrave; importante per attaccare la carriera post dottorato, sia quindi nella vincita di un assegno o concorso, che nel peso del CV per tentare altre carriere. E&rsquo; inutile negarlo, il dottorato in law&economics &egrave; meno solido e prestigioso di molti dottorati (a cominciare dal cugino senese) puramente in economics. Credo invece che per un giurista sia diverso perch&egrave; &egrave; l&rsquo;occasione per esporsi all&rsquo;analisi economica del diritto come mai potrebbe fare dentro una facolt&agrave; di giurisprudenza. E poi lo sappiamo come sono i dottorati giuridici. Al confronto Siena svetta di molte lunghezze perch&eacute; ad esempio l&rsquo;attivit&agrave; didattica &egrave; molto superiore all&rsquo;attivit&agrave; seminariale solitamente offerta altrove. <br /><br /><strong>Ok, allora facciamo un gioco, dimmi tre cose positive e tre cose che miglioreresti su Siena ed il dottorato  L&E<br /></strong>Eh... mi vuoi far rischiare una scomunica? Ti ho gi&agrave; detto che ancora tecnicamente non sono dottorato... Comunque accetto il gioco. Cominciamo dalle cose negative. Siena &egrave; scomoda da raggiungere. Sono ore e ore da qualunque direzione la si avvicini,  e questo con il tempo affatica. Ma non c&rsquo;&egrave; mica soluzione. Ha il suo risvolto positivo per&ograve;: Siena &egrave; di una bellezza che io ho trovato struggente. Davvero un piccolo angolo di paradiso, specialmente in primavera ed autunno. A Siena abita la storia e dimora il bello e questo mi ha reso i giorni a Siena memorabili e leggeri e davvero ho lasciato li un pezzo dei miei occhi. Bella davvero. E cosi abbiamo smarcato un punto per parte. Rimangono altre due cose a cui metterei mano. Io ad esempio farei come gi&agrave; detto tutto il corso di dottorato in Inglese. Senza tentennamenti. I tempi sono maturi anche per i giuristi. Chiamerei ex dottorandi ed assegnisti a dare una mano con le lezioni per permettere di coprire meglio le diverse aree dell&rsquo;analisi economica del diritto. Metterei mano al sito, una volta per tutte. Ed obbligherei gli economisti a fare gli esami quantitativi all&rsquo;altro dottorato (mmmhhh forse sono pi&ugrave; di due cose...). Negli aspetti positivi ci metto senz&rsquo;altro una comunit&agrave; di colleghi che attraversa trasversalmente le varie generazioni del dottorato e che &egrave; intellettualmente molto vivace e stimolante e con la quale sono cresciuto in questi anni. Una comunit&agrave; di interessi che &egrave; rimasta coesa anche lontano da Siena, sia a Milano che a Roma. E poi alcuni ottimi docenti con degli insegnamenti di vita  mandati a mente forse pi&ugrave; importanti degli insegnamenti di law & economics stessi.<br /><br /><strong>Parli di generazioni come se fossi un vecchio. Magari adesso vuoi anche dare  consigli ai giovani?</strong><br />Eh, perch&egrave; no, come dicono gli americani, e per quello che valgono, questi sono i miei <em>two cents.<br /></em>Come gi&agrave; detto, ad un giovane laureato economista consiglierei prima di tutto di pensare bene se il dottorato sia la strada giusta e non invece solo il proseguimento quasi inerziale degli studi. Pensateci, perch&egrave; sono quattro e pi&ugrave; anni (non crederete mica di finire in tre anni vero?) importantissimi e durante i quali si possono cogliere bellissime opportunit&agrave; percorrendo altre strade della vita. Ad uno che abbia comunque scelto il dottorato, consiglierei di porsi l&rsquo;obiettivo pi&ugrave; ambizioso e difficile a cui possa aspirare. Si scelga davvero il programma pi&ugrave; tosto. Coster&agrave; sacrifici ma presto pagher&agrave;. Se, superate queste due decisioni, uno si trovasse infine al dottorato L&E di Siena consiglierei quanto segue: il giorno dopo che ti hanno preso, straccia il tuo progetto di ricerca. Dimenticalo. Stai a Siena tutto il primo anno ed immergiti nella citt&agrave; e nella sua universit&agrave; totalmente. Frequenta le lezioni, i seminari e tutte le attivit&agrave; di questo e dell&rsquo;altro dottorato. Segui i corsi di Bowles ad economics. Studia sodo senza distrarti con la tesi per ora. Sii aperto alle vagonate di stimoli che riceverai e cerca di incamerarne quanti puoi anche e soprattutto se non ti sembrano pertinenti con il tuo iniziale progetto di ricerca. E sii aperto a cambiare radicalmente argomento per la tesi. Comincia da subito a programmare il secondo semestre del secondo anno all&rsquo;estero. Oppure tutto il terzo anno. Sii ambizioso con le destinazioni. Cerca le borse di studio ed i contatti giusti. Frequenta tutte le conferenze internazionali e soprattutto la Side :-). Poi buttati a capofitto sulla tesi e comincia a far circolare i tuoi lavori mano a mano che li produci. Non ti fare terrorizzare dal senso di angoscia per il &ldquo;poi&rdquo;, per il &ldquo;cosa succede quando dopo tre anni finisce la borsa&rdquo;. La mia esperienza &egrave; che non &egrave; cos&igrave; drammatico come lo si dipinge e posso constatare con sollievo che nella maggior parte dei casi i miei colleghi sono bene o male  <em>caduti in piedi</em> allo scadere della borsa. Ecco qui, questi i miei consigli <em>da vecchio.</em><br /><br /><strong>Bene vecchio, e ora? quali sono i tuoi progetti?<br /></strong>Eh... per ora smetto di fumare. Almeno per un po&rsquo;. Riprendo a correre e magari pi&ugrave; in l&agrave; vorrei tentare la mezza maratona. Vorrei fare un corso di fotografia poi ora che ho una nuova bellissima macchina e molti buoni motivi per fare foto :-).<br /><br /><strong>Ok ma le cose serie?<br /></strong>Beh queste sono serissime... ma se ti riferisci al lavoro, come ti dicevo, fino a novembre sono a posto a Milano. Poi vedremo. Abbiamo finito?<br /><br /><strong>Si, sembra. Un&rsquo;ultima cosa: non ti sembra un po&rsquo; ridicola ed egocentrica questa cosa dell&rsquo;autointervista?<br /><br /></strong>Giah in effetti la si potrebbe stemperare con un po&rsquo; di doverosissimi ringraziamenti per le persone che ho incrociato lungo la strada negli ultimi quattro anni e mezzo. Vediamo se ce li faccio stare tutti: Chiara Lucia e Leo per primi <em>and above all. </em>Che hanno riempito di senso la mia vita. I miei genitori e la mia sorella che magari ancora si chiedono a che diavolo serva un dottorato, ma in questi anni mi sono sempre stati al fianco. Antonio Nicita, maestro, supervisor ed amico, con il quale infine ho trovato l&rsquo;armonico equilibrio per tenere insieme queste tre bellissime cose. Nuno Garoupa, ovvero l&rsquo;altro mio supervisor e gli altri professori di Siena, Yale e Milano sui cui passi ho camminato e mi sono arricchito. In particolare il mio grazie va a Massimo d&rsquo;Antoni, Alan Schwartz, Luigino Bruni e Lorenzo Sacconi. Poi tutti i fantastici colleghi: Sergio, Massimilano Giuseppe, Sara, Marco, Matteo, Antonio, Giorgio, Angelo, Roberto, Alessandra, Simone, Vincenzo, Riccardo, Leonardo, Marianna e tutti gli altri...<br /><br /><strong>Di male in peggio, finisci con i saluti a casa come nelle compassate in TV?</strong> <br />Beh in effetti cosi si chiude il cerchio, visto che abbiamo iniziato con il marzulliano <em>fatti una domanda e datti una risposta....</em><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Arginare la lega</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-17T19:17:23+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/arginare-la-lega.html#unique-entry-id-373</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/arginare-la-lega.html#unique-entry-id-373</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/grumes1.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 6" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry373_1.png" width="194" height="267"/></a></div>Anche in Trentino la Lega esonda. Forse a molti non trentini questa pu&ograve; apparire come una non-notizia, ma fino a queste elezioni la lega &egrave; sempre stata un fenomeno tutto sommato marginale in Trentino. Ed invece, a questo giro, &egrave; stata un'alluvione che ha portato anche al cappotto parlamentare nella regione che per il centrosinistra rappresentava una specie di Sicilia al contrario. Ma c'&egrave; chi fa argine. Ed attenzione, non &egrave; un argine di quelli tirati su con i sacchi di sabbia alla bene e meglio. E' un argine resistente, tirato su con sudore e delusioni negli anni. &Egrave; un argine fatto di buona politica, di progetti che guardano al futuro possibile e sostenibile per una piccola comunit&agrave;, per la sua crescita, per il suo benessere. E' fatto di partecipazione. Tanta, quasi estenuante, ma che fa germogliare piano piano i semi e non si fa cogliere impreparata dall'ondata di fobie -verso il progresso, verso il diverso, verso il futuro- che &egrave; la quintessenza leghista. Qui sull'<a href="assets/grumes1.pdf" rel="self">Adige di oggi</a>, in prima pagina, raccontano la storia del piccolo paesino di Grumes che fa argine alla lega (e si raccomandano che tutti i capi del PD vengano fin qua su ad imparare). In <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200712_P14-15_Cittadini.pdf" rel="self">questo articolo</a> che ho scritto qualche mese fa, racconto la storia della societ&agrave; di sviluppo messa in piedi dai Grumesani. <a href="assets/100_4480.JPG" rel="Pio Rizzolli" title="Pio Rizzolli">Questo</a> &egrave; il signore che -lasciatemelo dire- &egrave; il capomastro che ha pensato, progettato e costruito poco a poco (accompagnato da altre ottime persone) questi argini.]]></content:encoded></item><item><title>governi la destra&#x2c; governi da destra</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-15T08:17:50+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ora-governi-la-desta.html#unique-entry-id-372</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ora-governi-la-desta.html#unique-entry-id-372</guid><content:encoded><![CDATA[Le elezioni sono andate come tutti sappiamo. C'&eacute; che d&agrave; la colpa a <a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/04/forse-dio-malato.html" rel="self">Veltroni</a> e chi constata l'inadeguatezza dell'<a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l&rsquo;opportunita-del-male-&ndash;-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/#more-754" rel="self">elettore italiano</a>. Chiss&agrave; quante altre prospettive leggeremo in questi giorni per comprendere la portata di questa Caporetto.<br /><br />E sia! Oggi e per i prossimi cinque anni governi la destra. Senza se e senza ma. Senza Casini o Mastella: senza Storace o Ferrara. Soli. Puri. Liberi di poter operare senza compromessi! Proprio la condizione che da queste parti volevamo trovasse il PD al governo. Ma tant'&egrave;, tocca alla destra questo giro. Ed allora via, si facciano le serie, serissime riforme di destra di cui  questo paese necessita. Si facciano anche quelle su cui io non sono d'accordo. Ma si facciano senza indugi! Provo ad elencarne alcune qui di seguito, aggiungete, se vi va, le vostre nei commenti.<br /><br /><strong>Controllo del territorio. </strong>Sia una destra quasi fascista su questo punto. Mussolini si dice fu l'unico a prendere seriamente di petto la mafia in Sicilia. Ed allora si ritorni a quello spirito almeno qui. Lotta senza quartiere alla criminalit&agrave;. Perch&eacute; c'&eacute; posto per uno solo che comanda: lo stato. Perch&eacute; quello della violenza deve essere un monopolio e non un duopolio. Comincino dalla militarizzazione di interi territori in crisi, compresa la Campania coperta dall'immondizia.<br /><br /><strong>Legalit&agrave;. </strong>Una destra seria -alla Borsellino- non pu&ograve; essere altro che per il <em>law & order. </em>Comincino dal proseguire, anzi inasprire la lotta all'evasione fiscale. A differenza dei Visco inclini al compromesso per&ograve;, facciano pagare ai vari Valentino Rossi, Pavarotti e nani-e-ballerine-con-conto-in-Lichtestein vari il prezzo pieno delle loro evasioni pi&ugrave; le necessarie sanzioni. Proseguano con il sostenere la lotta di tanti sindaci contro il degrado urbano, fatto anche di <em>writers</em> e lavavetri. Promettano solennemente al paese di non fare pi&ugrave; condoni, siano essi, edilizi, fiscali o penali (leggi indulti!). Usino il pugno di ferro contro i riottosi e rivoltosi del paese, siano essi gli spaccavetrine della sinistra antagonista o gli ultr&agrave; fascisti con la testa nel pallone.<br /><br /><strong>Tasse, finanza e morale pubblica. </strong>Affamino la bestia statale tagliando le aliquote ed al tempo stesso mantengano il patto di stabilit&agrave;. Accettando ed eventualmente calmierando le conseguenze di politiche sociali dolorose che questo comporter&agrave;. Restituiscano i soldi a chi le tasse le paga e le vede ogni giorno sperperate in malo modo. Taglino i costi della politica: una destra rigorosa e mascolina non ha bisogno di pompose scorte e lussuosi agi da papponi democristiani. Siano orgogliosi dell'euro, moneta forte e salda, alla quale si ancorino le nostre sane finanze. Si riduca il debito, che il paese non vuole dover dipendere da nessuno<br /><br /><strong>Economia. </strong>Si sciolgano le briglie alla creativit&agrave; distruttrice del capitalismo. Si battano affondo la strada delle privatizzazioni, della vendita ai privati di gran parte del patrimonio non strategico dello stato, della deregolamentazione di molti mercati. Si vada affondo con le liberalizzazioni in coerenza con una destra liberale. Si creda finalmente nell'economia di mercato che porta nel medio periodo progresso per tutti e, come la marea, fa innalzare il livello di ricchezza anche per i lavoratori.<br /><br /><strong>Pensioni. Si </strong>innalzi drasticamente l'et&agrave; pensionabile. Altro che scalone di Maroni a 60 anni. 65 anni per tutti. Perch&eacute; non ci debbano essere pi&ugrave; <a href="files/cicale-e-formiche.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Cicale e formiche">giovani formiche che lavorano per pagare gli agi di non-cosi-vecchie cicale</a>.<br /><br /><strong>Riforme istituzionali. </strong>Si creino le condizioni per uno stato deciso, piuttosto decisionista che tentennante. Si tagli il bicameralismo e si attribuisca al senato che rappresenta le regioni un ruolo diverso. Si introduca la sfiducia costruttiva, la nomina/revoca dei ministri da parte del premier e una legge elettorale brutalmente maggioritaria che consolidi nel tempo la semplificazione ottenuta con questa legge elettorale. Si faccia il federalismo fiscale attraverso il quale i territori siano profondamente responsabilizzati per i soldi che essi spendono. Soprattutto quando questi denari arrivano dalla generosit&agrave; di altri territori.<br /><br /><strong>Giustizia. </strong>Si semplifichino le procedure, si faccia in modo che i tempi della giustizia siano drasticamente tagliati, che i tribunali siano gestiti con spirito manageriale e valutati sui risultati in termini di qualit&agrave; del servizio giustizia offerto ai cittadini. Si separino le carriere, ma lo si faccia senza sentimento di rivalsa e mantenendo l'autonomia della pubblica accusa. Insomma, si garantisca la certezza del diritto ed  anche quella della pena.<br /><br /><strong>Politica Energetica. </strong>Si vada avanti con decisione sul nucleare in coerenza con quanto proposto. Noi preferiamo il solare e le rinnovabili ovviamente, ma sapendo che con la destra non vedremo molti pannelli e pale in giro, preferiamo il nucleare al carbone.<br /><br /><strong>Infrastrutture. </strong>Si sazi la fame di infrastrutture del paese con la cura del ferro e della nave. S scavino tutti i tunnel che sono necessari per le Tav che mancano, dalle linee verso Francia e Germania, a quelle che spingono gli eurostar oltre Salerno. Si costruiscano ed ammodernino i porti per far tornare l'Italia un paese di navigatori.<br /><br />Ci sono molte cose che una destra moderna potrebbe coerentemente fare senza incontrare la nostra pregiudizievole ostilit&agrave;. SB ha la terza chance, che non viene quasi mai concessa ad alcuno (soprattuto dopo due fallimenti)  per dimostrare che la destra in questo paese non &eacute; la barzelletta che abbiamo conosciuto in questi ultimi quattordici anni. Auguri a tutti.]]></content:encoded></item><item><title>a ciascuno la sua &#x3c;s&#x3e;cattiva&#x3c;/s&#x3e; idea</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-12T09:07:08+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/due-cattive-idee.html#unique-entry-id-371</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/due-cattive-idee.html#unique-entry-id-371</guid><content:encoded><![CDATA[L'autore di questo blog andr&agrave; domani convintamente a votare. Se anche un lettore fosse solo sporadicamente passato di qua negli ultimi 2-3 anni, non <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/category-politica.html" rel="self">dovrebbe avere dubbi </a>nel pronosticare il mio voto. Anzi, se ci fosse qualcuno di indeciso, qualcuno che ha bisogno di fare una chiaccherata per trovare qualche buon motivo per andare a votare, lo prego di non esitare a farmi uno squillo tra ora e lunedi mattina (+39 333 7835829).<br /><br />Ma l'ultimo post elettorale vuole essere una critica bipartisan, mossa a due punti  estratti dal cilindro programmatico di entrambi gli schieramenti. E' una critica che muove dagli studi che faccio, che mi insegnano che -di norma- &egrave; sempre meglio rendere espliciti i costi dei <strong>servizi che lo stato offre</strong> (che in fin dei conti, in quanto beni pubblici, sono delle esternalit&agrave; positive) o dei costi <strong>sociali derivati dai comportamenti privati</strong> (quindi delle esternalit&agrave; negative). Se ci sono poi dei problemi distributivi, meglio intervenire con il sistema della tassazione.<br /><br />Cominciamo con la proposta di VW di <strong>azzerare le tasse universitarie</strong>. A dire il vero non si trova nel programma ma se ne &egrave; parlato in <a href="Carissimi, per festeggiare il mio compleanno ed esorcizzare il probabile ritorno di SB festeggiamo con un aperitivo alle 6PM di domani (domenica) a casa di MAX a Civezzano. MAtteo" rel="self">campagna elettorale</a>. Capisco l'<em>appeal</em> elettorale, capisco lo <em>spin </em>giovanile ed i risvolti ideali che la misura pu&ograve; avere. La misura per&ograve; &egrave; sbagliata. Un Veltroni pi&ugrave; coraggioso avrebbe dovuto dire esattamente il contrario: <strong>Il PD sostiene l'aumento, il raddoppio almeno se non la triplicazione delle tasse universitarie!<br /></strong>Le tasse basse sono uno dei mali della nostra universit&agrave;. Causano il numero abnorme di fuoricorso (che non hanno incentivi a finire in fretta e mantengono un'istituzione congestionata anche per quelli che arrivano dopo) e sono una tassa regressiva che drena risorse dalle tasse pagate dai padri (operai/artigiani) di figli che all'universit&agrave; non ci vanno e le fa confluire su delle spese educative di cui giovano i figli universitari delle classi agiate. L'universit&agrave; costa molto, ed il suo costo dovrebbe essere sentito ed apprezzato da chi ne usufruisce, non totalmente nascosto sotto il tappeto della collettivit&agrave;. Poi ci sono dei problemi distributivi. Ovviamente non vogliamo che all'universit&agrave; ci vada solo chi ha i soldi. Ma questo problema si risolve con misure fiscali (redistribuzione, detassazione etc) e con borse di studio che premiano il merito (a prescindere dal reddito).<br /><br />Finiamo con la sparata serale di ieri sera di SB <strong>dell'abolizione del bollo auto. </strong>Ora tutti sappiamo quale piaga sociale siano le automobili e gli automobilisti. Sappiamo i danni che generano in termini di inquinamento e problemi di salute (dalle malattie polmonari per le PM10 agli incidenti stradali) ed ovviamente conosciamo i risvolti per quanto riguarda l'effetto serra. La tassa sulle auto &egrave; una misura sacrosanta per far internalizzare almeno un po' dei costi sociali del trasporto privato agli individui che se ne prendono i benefici. Abolire il bollo quindi? Giammai! <strong>Le tasse automobilistiche sono troppo basse, credetemi</strong>. Certo il bollo auto &egrave; una misura regressiva in quanto il commerciale che fa 50.000 km all'anno paga la stessa cifra del pensionato che ne fa si e no 1000 di km. Ed allora si possono pensare delle soluzioni che rendano proporzionale la tassa all'effettivo utilizzo del mezzo. Ad esempio Quattroruote ha proposto di <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/motori/motori-febbraio-2008/motori-abolire-bollo-qr/motori-abolire-bollo-qr.html?ref=search" rel="self">spalmare il costo del bollo sulla benzina</a>. E' una misura semplice e tutto sommato efficace che fa pagare di pi&ugrave; a chi l'automobile la utilizza di pi&ugrave;. Una soluzione migliore &egrave; per&ograve; quella sperimentata in Olanda che prevede la misurazione del chilometraggio annuale delle automobili attraverso il GPS e il conseguente pagamento del bollo in base ai chilometri percorsi. Ma sappiamo che ovviamente Berlusconi non aveva nessuna di queste due idee in mente...<strong><br /></strong>]]></content:encoded></item><item><title>Il pi&#xf9; piccolo dei numeri Giuga</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2008-04-08T21:57:11+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/numeri-Giuga.html#unique-entry-id-370</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/numeri-Giuga.html#unique-entry-id-370</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="2000_30_2---Number-Thirty_web" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry370_1.jpg" width="189" height="130"/></div>Gi&agrave;, sembra che il 30 sia il pi&ugrave; piccolo dei numeri <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Giuga_number" rel="self">Giuga</a>. E' inoltre un numero di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Harshad_number" rel="self">Harshad</a> ed anche -pensate- il pi&ugrave; piccolo dei numeri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Numero_sfenico" rel="self">sfenici</a>. Insomma non mancano certo i motivi per ritenere il 30 un numero con un certo karma, un'aurea esoterica, un'afflato di magia.... Sar&agrave; per una di queste diverse r ben fondate ragioni che mi fa un po' impressione scoprirmi stamattina un involontario trentenne? ]]></content:encoded></item><item><title>Cicale e formiche</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-04-07T10:00:29+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cicale-e-formiche.html#unique-entry-id-369</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cicale-e-formiche.html#unique-entry-id-369</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.20e30.ilcannocchiale.it/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="20e30_logo_logo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry369_1.jpg" width="169" height="142"/></a></div>Il blog di<a href="http://www.20e30.ilcannocchiale.it/" rel="self"> 20 e 30</a> ha generosamente ospitato il mio seguente  post questa mattina.<br /><br /><em>di Matteo Rizzolli</em><br /><br />Certo, sentire di <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/furti-pensionati/furti-pensionati/furti-pensionati.html" rel="self">anziani in povert&agrave;</a> suscita la tenerezza e la compassione che solo i bambini ci sanno ispirare. E' un problema struggente che ci impone di non voltare lo sguardo. Ma proprio per questo urge dare risposte precise, immediate e risolutive. Per quanto queste siano impopolari e scomode. Il problema della povert&agrave; tra gli anziani, oggi nel 2008, &egrave; dovuta alla follia nostrana dell'et&agrave; pensionabile pi&ugrave; bassa di tutto il mondo occidentale (a fronte di un'aspettativa di vita che per fortuna &egrave; tra le pi&ugrave; lunghe). Non ci possiamo girare in torno. Se una generazione di persone va in pensione a 57 anni, ha davanti a se in media 25 anni di pensione da riscuotere a fronte di 35 anni di contributi versati. Delle tre l'una: 1) o c'&egrave; una crescita economica tumultuosa che fa incassare molto allo stato che pu&ograve; effettuare trasferimenti 2) o c'&egrave; una generazione dietro che ha le spalle pi&ugrave; larghe per sostenere il peso di pensioni pi&ugrave; alte per la generazione avanti 3) o inevitabilmente le pensioni devono essere tanto basse da spalmare i miseri contributi versati e maturati nei brevissimi 35 anni di lavoro sui lunghissimi 25 anni di pensione.<br /><br />Nel caso Italiano possiamo senz'altro scartare la prima soluzione ed immediatamente intuire che il problema dei nonni che rubano nei supermercati &egrave; il frutto avvelenato della terza opzione. Ma c'&egrave; un aggravante. <div class="image-right"><a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/furti-pensionati/furti-pensionati/furti-pensionati.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry369_2.png" width="286" height="66"/></a></div>Pe quanto basse siano gi&agrave; le pensioni oggi, esse sono artificialmente mantenute alte sulle spalle della generazione che viene dopo (seconda opzione). Con la differenza che essa non ha certe le spalle pi&ugrave; larghe per sorreggerne il peso e quando verr&agrave; il momento della pensione (allora si forse sar&agrave; ai 67-70 anni) si trover&agrave; comunque con le risorse completamente drenate dai bei 57enni che oggi sono gi&agrave; in pensione (e che magari tra dieci anni finiranno a rubare il pane ed il salame e richiedere aumenti).<br /><br />Ecco perch&egrave;, pur ribadendo che i vecchietti che rubano il pane e il salame al supermercato ci muovono il cuore, non possiamo non ribadire che la colpa di tutto ci&ograve; &egrave; di una generazione di<strong> cicale</strong>  irresponsabile che non ha messo da parte abbastanza per l'inverno della vita e che anzi sta dilapidando anche le poche scorte che i giovani stanno mettendo via. Noi vogliamo essere <strong>formiche</strong>: chiediamo solo di lavorare sodo e a lungo per poter mettere via abbastanza per l'inverno. <strong>E' chiedere tanto che ne rimanga anche per il nostro inverno</strong>? Eppure siamo anche formiche solidali, e di fronte ad una cicala vecchia ed affamata non possiamo voltare lo sguardo. Ma solo a condizione che si riparta da un patto generazionale nel quale ogni aiuto dato ai pensionati attuali comporti un innalzamento automatico dell'et&agrave; pensionabile (oltre a quelli dovuti e previsti  per l'invecchiamento della popolazione) che renda la nostra generosit&agrave; sostenibile anche nell'inverno che -un giorno- arriver&agrave; anche per noi.]]></content:encoded></item><item><title>Si pu&#xf2; fare...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-04-03T16:30:05+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/940a9d651a8d93d8645955b08ebec477-368.html#unique-entry-id-368</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/940a9d651a8d93d8645955b08ebec477-368.html#unique-entry-id-368</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="font:10px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CjGtwJUQq-I&hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CjGtwJUQq-I&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></span>]]></content:encoded></item><item><title>boselliano? giammai...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-27T09:11:28+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/geopolitics.html#unique-entry-id-367</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/geopolitics.html#unique-entry-id-367</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://lesselastic.voisietequi.it/risultato_utente/d73a0d42.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="d73a0d42" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry367_1.png" width="520" height="366"/></a><br /><br />Secondo <a href="http://lesselastic.voisietequi.it/risultato_utente/d73a0d42.html" rel="self">loro</a>, viste le mie idee, dovrei votare Boselli... Peccato che di Boselli non possiamo fare a meno di pensare <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/farsa-socialista.html" rel="self">questo</a>...<br /><br />PS. Il 1 Aprile, Scalfarotto &eacute; ad <a href="http://econometica.it/allegati/Dialogo%20Econometica%201%5B1%5D.4.08.pdf" rel="self">Econometica</a>, insieme ad Ichino, Morando, Pagano, Denozza ed altri per parlare di merito e remunerazione. Sar&agrave; un bel seminario. Forse potrei chiedere come si fa a remunerare politicamente uno che le elezioni le fa regolarmente perdere ai suoi alleati: Boselli naturalmente...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Atene vs Sparta</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-12T17:56:43+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/atene-piange.html#unique-entry-id-366</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/atene-piange.html#unique-entry-id-366</guid><content:encoded><![CDATA[Se Atene <a href="http://www.imille.org/2008/03/lezioni_per_le_prossime_elezio.html#more" rel="self">piange</a>, Sparta non <a href="http://www.macchianera.net/2008/03/12/e_ufficiale_la_chiesa_sposta_v.html#more" rel="self">ride</a>...]]></content:encoded></item><item><title>ancora a futura memoria...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-11T13:03:37+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sempre-a-futura-memoria.html#unique-entry-id-365</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sempre-a-futura-memoria.html#unique-entry-id-365</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/conti-pubblici-68/bankitalia-11marzo/bankitalia-11marzo.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry365_1.png" width="319" height="62"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>e quelli che sono....</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-08T08:56:52+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quello-che-sono.html#unique-entry-id-363</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quello-che-sono.html#unique-entry-id-363</guid><content:encoded><![CDATA[Ho seguito con una certa attenzione negli ultimi giorni questa storia delle candidature. E' partito tutto con l'accesa discussione sul <a href="" rel="self">blog</a> del majister. Una giornata di mugugni mi ha portato a scrivere un post lungo ospitato gentilmente da <a href="http://www.imille.org/2008/03/lezioni_per_le_prossime_elezio.html" rel="self">iMille</a>. Una delle cose che l&agrave; sostengo, &egrave; che con le liste del PD tutti si aspettavano un dreamteam schierato in ogni circoscrizione. La realt&agrave; ovviamente &egrave; ben diversa ed anche se vi sono dei compromessi  in complesso la qualit&agrave; delle liste &egrave; buona ed il ricambio generazionale e di genere avviato. Oggi Repubblica riporta indiscrezioni sulle candidature del PDL. Guardando in quelle liste troviamo <br />-tutti i fuoriusciti dell'UDEUR escluso Mastella. Si forse Mastella deve saltare un turno (ma non ci preoccupiamo, lo rivedremo in forma per le europee del prossimo anno). In compenso i suoi sodali, a cominciare da Fabbris, che con lui hanno contribuito a far cadere Prodi sono tutti schierati in posti sicuri nel PDL. Se lo ricordino coloro che hanno a schifo il trasformismo ceppalonico.<br />-Loreno Bittarelli, ovvero sia il leader dei taxisti romani, quei violenti che <a href=" Home page & Blog:Tacsisti su marte" rel="self">hanno paralizzato una citt&agrave; </a>e malmenato persone per protestare contro le sacrosante lenzuolate di Bersani. Se ne ricordino coloro che hanno a cuore le liberalizzazioni o quantomeno il civile ed ordinato diritto di espressione del dissenso.<br />-Nell'ordine poi non mancano l'assistente personale (Francesca Impiglia) la segretaria del fan club (Francesca Pascale), la massaggiatrice (Licia Ronzulli) la ex del fratello (Katia Noventa) del grande capo...<span style="font:13px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><br /></span><span style="font:13px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>quella che non sei</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-03-04T17:52:16+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quella-che-non-sei.html#unique-entry-id-362</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quella-che-non-sei.html#unique-entry-id-362</guid><content:encoded><![CDATA[Ci sono tante candidature buone, per carit&agrave;. Per&ograve; devo dire che il combinato disposto dell'<a href="http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=0&CodArt=20389" rel="self">infermiera che non &eacute; infermiera</a>, della <a href="http://www.diacoblog.com/2008/03/02/pd-la-candidata-precaria-ha-un-contratto-a-tempo-indeterminato/" rel="self">precaria che non &eacute; precaria</a>, della<a href="http://www.proveditrasmissione.net/archivi/613/pina-picierno-de-mita-la-26enne-capolista-campana-del-partito-democratico/" rel="self"> faccia nuova ed immacolata che in realt&agrave; &eacute; una navigata politica</a> e della <a href="http://mercatounico.blogspot.com/2008/03/la-lunga-vita-di-marianna-madia.html" rel="self">ricercatrice che non &eacute; ricercatrice</a> mettono a dura prova la nostra pazienza...<br /><br />Certo a mente fredda uno dovrebbe andare meglio a scavare in queste storie: &eacute; sospetto ad esempio che lo sputtanamento arrivi sempre da una direzione per cosi dire non proprio imparziale come il Giornale. E poi c'&eacute; un sospetto filo rosso che lega queste storie: parlano tutte di giovani donne.  Forse questi nomi  raccontano di una classe dirigente povera al femminile (tanto da dover andare ad improvvisare candidature improbabili) e forse si porta dietro anche un forte retaggio culturale che deve sempre andare a trovare una radice sessuale o parentale a qualsivoglia percorso di una donna, specie se giovane e bella.<br /><br /><em>Food for thought...</em> nel qual mentre attendiamo di sapere quali saranno i candidati nel nostro collegio in Trentino...]]></content:encoded></item><item><title>Niente scuse</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-02-26T18:20:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/niente-scuse.html#unique-entry-id-361</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/niente-scuse.html#unique-entry-id-361</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="FS-RITARDO" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry361_1.png" width="230" height="89"/></div><strong>Trenitalia si scusa per il disagio arrecato. </strong>Con queste parole si concludono inesorabilmente i miei due viaggi settimanali con Trenitalia. 25 minuti di ritardo pi&ugrave; o meno. Sempre. Regolarmente. anzi, <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:24.5 minuti">molto spesso sono 24,5</a>. So che l'argomento in fondo non interessa a nessuno. E' un dettaglio che si  perde nelle mostruose inefficenze infrastrutturali del paese, o nei deliranti ritardi quotidiani che devono subire i pendolari su tratte ben pi&ugrave; corte del Roma-Milano. Ma perdonatemi la vanit&agrave; se ne faccio la mia piccola personale battaglia se non di civilt&agrave; almeno di semplice civismo.<br /><br />Insomma, anche oggi, 26 Febbraio 2008, il treno 9428 &eacute; arrivato in stazione a Milano annunciando un ritardo di 25 minuti. Che gi&agrave; &eacute; parte del mio tempo che  Trenitalia mi ha indebitamente rubato. Per di pi&ugrave;, l'orologio della stazione, nello stesso istante in cui il treno si fermava, era 28 minuti pi&ugrave; avanti dell'orario di arrivo previsto. Quindi in zona utile per richiedere almeno la magra consolazione di un parziale rimborso. Io non ho dubbi che, alla mia richiesta di rimborso Trenitalia argomenter&agrave; che esso non pu&ograve; essere concesso in quanto il ritardo accumulato non era superiore ai 25 minuti. Non ho dubbi perch&eacute; questo episodio increscioso mi &eacute; gi&agrave; accaduto. Ecco, qui oggi lo dico: quella di Trenitalia non solo &eacute; un'ingiustificabile arroganza perch&eacute; deliberatamente e sistematicamente abusa del tempo dei suoi clienti (circa 25 minuti ogni volta), ma &eacute; anche una truffa, perch&eacute; i ritardi sono regolarmente di poco superiori ai 25 minuti e ciononostante i bonus non vengono concessi perch&eacute; il tempo di arrivo in stazione registrato nei database &eacute; regolarmente non corrispondente al vero.<br /><br />Faremo un post per ogni ritardo.  Promesso. Abbiamo gi&agrave; cominciato con <a href="files/trenitalia-crowding-out.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:affollati di gente, disaffollati di motivazioni">questo</a> e <a href="files/24-5-minuti.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:24.5 minuti">questo</a>.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>altre foto del mio cucciolo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-25T22:32:30+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/foto-cucciolo.html#unique-entry-id-360</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/foto-cucciolo.html#unique-entry-id-360</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="foto/leo/leo.html" rel="self" title="Leonardo"><img class="imageStyle" alt="100_0416_3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry360_1.jpg" width="476" height="365"/></a><br /><br />altre foto <a href="foto/leo/leo.html" rel="self" title="Leonardo">qui</a></p>]]></content:encoded></item><item><title>piezzo e&#x27; core</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-21T09:33:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/leonardo.html#unique-entry-id-359</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/leonardo.html#unique-entry-id-359</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="foto/leo/leo.html" rel="self" title="Leonardo"><img class="imageStyle" alt="leo2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry359_1.png" width="400" height="534"/></a>]]></content:encoded></item><item><title>ode al risparmio</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-02-16T08:58:04+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ode-al-rispamio.html#unique-entry-id-358</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ode-al-rispamio.html#unique-entry-id-358</guid><content:encoded><![CDATA[Dunque ieri abbiamo fatto i nostri bravi compitini ecologici: abbiamo "oscurato" il <a href="assets/miilluminodimeno.tiff" rel="self">sito</a>, siamo andati in centro in bici ed abbiamo cenato a <a href="http://www.montag.it/comida/archives/003877.html" rel="self">lume di candela</a> (anche se mangiando sushi confenzionato nella plastica il cui pesce chissa da dove arriva). Il tutto all'insegna del <a href="files/mi-illumino-di-meno-2008.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche quest&#39;anno ci illuminiamo di meno">mi illumino di meno</a>. <br /><br />Per&ograve; poi leggiamo <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/02/16/millumino-di-tedio/" rel="self">SuzukiMaruti</a> e ci viene da dire: si certo, spegnere un po' di luci un giorno all'anno non risolve il problema; si certo c'&egrave; un po' di snobbismo e perbenismo nell'aderire all'iniziativa, si certo il messaggio che passa di un ecologismo della privazione pu&ograve; essere alla fine controproducente. Per&ograve; alla fine ci sembra che usare queste motivazioni per non aderire all'iniziativa suona un po' come il discorso di quelli che non fanno la raccolta differenziata perch&eacute; tanto poi si dice in giro che alla fine buttano tutto nella stessa discarica...<br /><br />Insomma, il messaggio di fondo dell'iniziativa di quelli di Radio 2 &egrave; cosa buona:<strong> il primo passo concreto per realizzare il protocollo di Kyoto &egrave; il risparmio energetico</strong>.<br /><br />A questo proposito l'altra sera sono letteralmente imbufalito guardando Anno Zero. Con Rubbia ospite, ad un certo punto Santoro ha deviato con leggerezza sul tema energia (e si vedeva che tutto sommato il tema non gli interessava ma forse era l'unica cosa di cui poteva chiedere al suo ospite Rubbia). Solo che hanno permesso a quel figuro indescrivibile di Belpietro di interrompere Rubbia e pontificare -lui- su quali sono le soluzioni energetiche per l'italia. (E pensare che io ancora credevo che i giornalisti li invitassero per fare le domande e non per dare risposte). Belpietro ricordava come intervistando Prodi in campagna elettorale sulla questione energetica avesse incontrato come prima risposta del premier proprio il risparmio energetico come primo punto programmatico. Ah Ah... se la rideva Belpietro  con quel suo ghigno ignorante e pieno della sua sicumera, sostenendo che il risparmio energetico  era solo una risposta ridicola e che la via maestra era il ritorno alle centrali nucleari. <br /><br />Ebbene ovviamente non abbiamo dubbio alcuno che la mite saggezza di Prodi avesse molto pi&ugrave; senso pratico e supporto scientifico dell'arroganza di Belpietro. Pistorio, vicepresidente di confindustria e gi&agrave; AD di ST MIcroelectronics (non certo un no-TAV qualunque) ricordava come nella sua azienda negli ultimi 15 anni hanno diminuito<a href="http://www.ecosportelloenergia.org/TANews/news/show_news.php?subaction=showfull&id=1118836593&archive=1121258918&template=News" rel="self"> i loro consumi del  5%  all'anno</a>, in pochi anni pi&ugrave; che dimezzandoli. Ora, se ce l'hanno fatta i un industria onnivora di energia come quella elettronica, perch&egrave; non pensare di ottenere anche solo una parte di quei risultati: diciamo il 10-20% di riduzione in altri settori industriali? E per il soettore domestico si possono fare cose enormi eliminiamo lampade ad incadescenza, elettodomestici non di fascia A e sostituiendo i boiler elettrici con i pannelli solari. Tutte cose di buon senso, alla portata dei cittadini e dell'amministrazione che vuole sostenere queste scelte di consumo responsabile.<br /><br />Oltre a farci rispettare Kyoto, questo buonsenso che tanto fa sorridere il figuro Belpietro, ci permetterebbe anche di evitare di intraprendere la strada del nucleare che tanto cara sta a questa destra becera. Come Rubbia ci spiegava infatti, prendere seriamente l'ipotesi nucleare significa come minimo costruire una quindicina di centrali (altrimenti il contributo sarebbe risibile). Quasi una per regione. Avere la produzione tra dieci anni, a costi guauli se non maggiori di quelli attuali, e dover affrontare il problema di dove mettere questi rifiuti. Ora se il nostro paese non sa nemmeno pi&ugrave; dove stoccare la '<em>monnezza</em>, &egrave; pensabile trovare posto alle scorie radioattive?<br /><br />Avanti con il risparmio energetico dunque, e viva il buonsenso...<br />]]></content:encoded></item><item><title>Anche quest&#x27;anno ci illuminiamo di meno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-02-14T15:03:07+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-meno-2008.html#unique-entry-id-357</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-meno-2008.html#unique-entry-id-357</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="millumino1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry357_1.gif" width="109" height="168"/></a></div>Anche quest'anno aderiamo entusiasti a mi illumino di meno. <br />E siccome siamo per il risparmio in generale, e non solo quello energetico, ricicliamo ben volentieri l'iniziativa dell'anno scorso. <br /><div class="image-left"></div><em>Il 15 Febbraio &eacute; la giornata di </em><em><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/ottalogo.cfm" rel="self">Mi illumino di meno</a></em><em>. Siccome oltre a fare i nostri bravi </em><em><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/decalogo.cfm" rel="self">compitini a casa</a></em><em> volevamo lanciarci nella sfida a fare azioni di risparmio energetico un po' strampalate, abbiamo deciso di convertire per la giornata questo sito al nero.<br /></em><em><br />Che non &eacute; proprio come spegnere lo schermo, eppure... Mettiamola cosi: una pagina di un sito nero fa assorbire in media leggermente meno energia. Questo perch&eacute; gli schermi consumano di meno per produrre il colore nero invece degli altri colori. Almeno vale per gli schermi CRT (quelli con i tubi catodici) Per gli LCD sembra che non ci sia una differenza di peso. Un </em><em><a href="http://ecoiron.blogspot.com/2007/01/shades-of-grey-on-black-google.html" rel="self">tizio</a></em><em> ha fatto i  conti: un monitor CRT da 19 pollici consuma 83 watt con schermo bianco e 60 con schermo nero. L'LCD a 19 pollic invece ne usa comunque 35 watt a prescindere dal colore.  Fatto sta che gli schermi CRT sono ancora abbastanza diffusi (diciamo il 20% degli schermi almeno), e quindi il mio sito nero far&agrave; risparmiare qualche frazione di watt a -diciamo- 5 dei visitatori che passeranno di qui oggi. Niente male no?<br /><br />Sembra uno scherzo, ma qualcuno si &eacute; preso la briga di calcolare quanto si </em><em><a href="http://digg.com/design/Black_Google_Would_Save_3_000_Megawatts_a_Year" rel="self">risparmierebbe se Google</a></em><em>, che ormai &eacute; onnipresente sui desktop dei computer di tutto il mondo con la sua schermata perennemente candida, switchasse invece ad una modalit&agrave; tutta nera. Qualcuno &eacute; passato dalle parole ai fatti, ed ha creato una pagina di ricerca </em><em><a href="http://black-google.blogspot.com/" rel="self">google in nero</a></em><em>.<br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Cosa vorremmo nel programma</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-02-11T08:58:03+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cosa-vorremmo-nel-programma.html#unique-entry-id-356</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cosa-vorremmo-nel-programma.html#unique-entry-id-356</guid><content:encoded><![CDATA[Questa settimana dovrebbero farci conoscere i programmi degli schieramenti in vista delle imminenti elezioni. Ma prima  una premessa. Nel 2006 non ci siamo certo risparmiati dalle colonne di questo blog nel mostrare da che parte stavamo. Noi ci abbiamo creduto nel progetto dell'Unione. Abbiamo creduto che Prodi fosse l'uomo giusto. Che potesse fare bene e durare. Ancora crediamo di avere avuto ragione su tutto tranne che sull'ultimo punto. Nel 2006, il PD non era ancora nato e Prodi era l'unico a poter tenere insieme quella cosa chiamata Unione. Un'alleanza che noi crediamo abbia fatto tutto sommato <a href="files/2-3-cose-mandare-a-mente.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:due o tre cose da mandare a mente">delle buone cose</a>. Anche se con infinita stanchezza e dilaniandosi lungo il cammino. Anche se lasciando indietro ancora moltissime cose d fare. E per giunta non &egrave; durata. Quell'esperienza &egrave; quindi finita. Archiviata. Per fortuna ora c'&egrave; il PD e le cose, forse, possono esser diverse. Alla luce di quanto &egrave; successo questa settimana il 2006 sembra gi&agrave; cosi vecchio e lontano. Un'era geologica fa. Messa alle spalle, e tutto sommato senza rimpianti. Ora guardiamo avanti. Ieri Veltroni, e cosi chiariamo subito da che parte stiamo, l'ha messa gi&ugrave; bene: <strong>corriamo liberi, non soli, ma liberi. </strong>Gi&agrave;, liberi magari di proporre idee veramente radicali senza l'esigenza estenuante di mediare di qua e di la, di accontentare questo e quello, di annacquare tutto e nel farlo scontentare tutti per aver provato ad accontentare ciascuno. Ecco quindi, per quello che vale, le nostre piccole idee per il programma radicale che vorremmo sentirci proporre la settimana prossima. <br /><br /><strong>IL SOLE CHE DA ENERGIA</strong><br />Al numero uno nel programma vogliamo quella che abbiamo qui chiamato la rivoluzione della <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html" rel="self">falce e pannello</a>. Sappiamo che questo <a href="files/uolter-falce-pannello.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Walter tutto &#60;i&#62;falce e pannello&#60;/i&#62; ">sta a cuore</a> anche a Veltroni. Il cambiamento climatico &egrave; la grande sfida e la grande occasione di questo paese. Non &egrave; solo una questione ambientale, ma &egrave; una questione <strong>politica</strong> (che mondo vogliamo per noi,i nostri figli e gli altri) <strong>economica </strong>(l'industria verde &egrave; il futuro: dalle auto alle centrali elettriche etc.) <strong>sociale </strong>(pensiamo solo alle conseguenze dello spostare la tassazione dal lavoro alle attivit&agrave; carbon-intensive) <strong>culturale </strong>(il rispetto per l'ambiente, il sentimento di cittadinanza planetaria &egrave; prima di tutto una rivoluzione culturale). <br />Il piano si articola in diversi aspetti, alcuni dei quali avviati gia dal<a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde"> governo Prodi</a>. Ma prima di tutto il Pd dovrebbe partire dal messaggio: dalla missione. Prendiamo esempio da Inghilterra o Germania: diamoci un traguardo di un taglio di emissioni del 20% per il 2020 e del 50% per il 2035.<br /><br /><strong>IL FOCOLARE CHE SCALDA<br /></strong>Rimettiamo al centro dell'agenda il futuro del paese. Il  futuro sono i nostri figli. E prima ancora due giovani che vogliono condividere affetti e mettere su famiglia. Riprendiamo il discorso dei DICO perch&egrave; &egrave; giusto dare diritti e protezioni anche a chi non sceglie la strada del matrimonio. Ma poi prendiamo sul serio <strong>il mandato costituzionale di tutelare e promuovere la famiglia</strong>. La nostra posizione l'abbiamo gi&agrave; espressa <a href="files/famiglie.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:E la famiglia? sta bene grazie...">qui</a>: sposarsi (religiosamente e/o civilmente) &egrave; un vincolo pi&ugrave; stringente rispetto alla semplice convivenza, oppure al DICO/PACS e che in quanto tale permette ad una coppia di guardare pi&ugrave; lontano. L'economista direbbe che tutela di pi&ugrave; l'investimento specifico dei coniugi e quindi permette loro di investire ottimamente. A cominciare dai figli. Ecco perch&egrave; pensiamo che la tutela legale "negativa" vada assicurata anche a chi non sceglie la strada del matrimonio, ma per chi la sceglie lo stato debba fare un passo in pi&ugrave;. Il PD potrebbe prendere a prestito, pari pari , la petizione del <a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self">Forum Famiglie</a>. Si sono quelle del family day. Si sono quelle di Pezzotta, in odore di Ruinismo. Si, nemmeno a noi stano tanto simpatici. Ma la loro campagna chiede <strong><a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self">un fisco a misura di famiglia;</a></strong><a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self"> </a><strong><a href="http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFISCO.html" rel="self">meno tasse per chi ha figli</a></strong>. Niente di pi&ugrave;. Prendiamo in toto questa misura. Va bene cosi come la l'hanno proposta loro. In pi&ugrave; mettiamoci investimenti massicci in asili nido, ed esenzione ICI per giovani coppie e prima casa. (La maternit&agrave; ai precari, lo ricordiamo, l'ha <a href="files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:mamme, bici e pannelli solari. Un anno dopo">gi&agrave; fatta</a> Prodi). Infine concediamo <strong>cittadinanza ai bambini</strong> dando  <a href="files/riforma-elettorale.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:primarie e voto (mediato) ai bambini">il loro voto mediato</a> alle madri. Per bilanciare l'elettore mediano che ora d&agrave; un peso enorme ai pensionati e <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000244.html" rel="self">si dimentica delle generazioni</a> che verranno dopo di loro, che sono gi&agrave; vive, ma che non possono pesare elettoralmente perch&eacute; minorenni. Diamo il voto alle madri (e non ai padri), anche per ricominciare dall'elettorato attivo a colmare il divario di genere in politica (e non come al solito con le quote rosa nell'elettorato passivo). E' partendo da chi compie in concreto la scelta di dare futuro al paese, da chi decide di metter su famiglia e fare figli, che deve ripartire il piano per ridare fiducia e futuro al paese.<br /><br /><strong>Il sole che d&agrave; energia</strong> ed <strong>il focolare che scalda</strong>. I due pilastri per un'Italia capace di futuro.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Iscrizioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-02-09T08:14:47+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/iscrizioni-lobby-sionista.html#unique-entry-id-355</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/iscrizioni-lobby-sionista.html#unique-entry-id-355</guid><content:encoded><![CDATA[Non  siamo professori. E non siamo ne ebrei ne israeliani. Ma davvero vorremmo chiedere a questi<a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/blog-liste/blog-liste/blog-liste.html" rel="self"> sciagurati</a> se ci si pu&ograve; comunque iscrivere alla lista di <strong>lobbisti sionisti</strong>, almeno in qualit&agrave; di soci sostenitori, numerari, amici di... o qualcosa el genere...]]></content:encoded></item><item><title>I don&#x27;t know if &#x3c;i&#x3e;we can&#x3c;/i&#x3e;&#x2c;&#x3c;br&#x3e;but we will die trying...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-06T16:21:58+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/7cc6eb584f90ef723a6b3c3527137345-354.html#unique-entry-id-354</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/7cc6eb584f90ef723a6b3c3527137345-354.html#unique-entry-id-354</guid><content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded></item><item><title>a me piace questo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2008-02-01T19:00:58+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/euro-2009.html#unique-entry-id-353</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/euro-2009.html#unique-entry-id-353</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.eurodesigncontest.eu/index.cfm?lang=en" rel="self"><img class="imageStyle" alt="coin2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry353_1.jpg" width="297" height="297"/></a><br /><br />E a voi? <a href="http://www.eurodesigncontest.eu/index.cfm?lang=en" rel="self">Quale effige</a> per commemorare i 10 anni dell'euro?</p>]]></content:encoded></item><item><title>A contratto con la coscienza di Zeno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2008-01-30T17:16:12+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-di-zeno.html#unique-entry-id-352</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-di-zeno.html#unique-entry-id-352</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><div class="image-left"><a href="http://www.stickk.com/login.php" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry352_1.jpg" width="217" height="102"/></a></div>Da qui all'estate dimagrisco 10 kg! Magari andando a correre due volte alla settimana! Voglio scrivere tre paper all'anno! E leggere un romanzo al mese! Prometto che se vinco io non far&ograve; pi&ugrave; condoni! Questa &egrave; l'ultima sigaretta!<br /><br />Come lo Zeno protagonista del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_coscienza_di_Zeno" rel="self">romanzo </a>di Italo Svevo, facciamo tutti i conti con la nostra coscienza incapace di mantenere fede anche agli impegni minimi che prendiamo con noi stessi e con gli altri. <br /><br /><strong>It's the bounded rationality, stupid! </strong> direbbe l'economista. E' la razionalit&agrave; limitata che ci impedisce di prevedere tutte le future contingenze e quindi scrivere contratti completi che vincolino altri a mantenere gli impegni che essi si prendono con noi o noi con loro (Nicita, 2005). E la stessa razionalit&agrave; limitata causa fenomeni, quali le <em>preferenze non transitive</em>, problemi di <em>self-control,</em> <em>weak will </em>e<em> hyperbolic discounting, </em>a causa dei quali non riusciamo a mantenere fede alle promesse che prendiamo con noi stessi e nel nostro pi&ugrave; genuino ed egoistico interesse.<br /><br />Siamo donne e uomini limitati che molto spesso non riescono a mantenere la parola data anche se farlo sarebbe totalmente nel nostro interesse. Ma siamo pur sempre <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Homo_economicus" rel="self">homini oeconomici</a></em> , e quindi rispondiamo agli incentivi. <br /><br />Ed allora ecco i <strong>commitment bonds. </strong>Le obbligazioni all'impegno, i contratti con se stessi. Come gi&agrave; avevamo <a href="files/coscienza-zeno.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Scommettere sulla coscienza di Zeno">anticipato</a>, <a href="http://islandia.law.yale.edu/ayers/" rel="self">Ian Ayres</a> e soci hanno messo su un servizio online -si chiama <a href="http://www.stickk.com/" rel="self">Stickk</a>- dove ciascuno pu&ograve; finalmente scrivere un contratto vincolante con se stesso e/o con gli altri. E' semplicemente geniale!<br /><br />Funziona cosi: attraverso una guida online si formula il proprio contratto che non &egrave; altro che un impegno a fare o a non fare qualcosa. Alcuni di questi contratti sono gi&agrave; pre-impostati: quelli per smettere di fumare, per fare esercizio fisico e per dimagrire, ma con pochi passaggi in pi&ugrave; si pu&ograve; creare qualsiasi impegno (ad es. diminuire l'uso delle luci di casa, svegliarsi tutte le mattine non dopo le 7 e cos&igrave; via). Si pu&ograve; inoltre nominare un arbitro che potr&agrave; stabilire per conto di Stickk se effettivamente l'impegno viene mantenuto. Ad esempio la moglie del marito sovrappeso, il figlioletto della fumatrice, il giornalista prestigioso oppure l'istituto di statistica. Infine si decide di investire una certa somma che, a promessa mantenuta, verr&agrave; restituita al promettente. Cosa succede se la promessa viene tradita? Lo si decide ex-ante al momento del contratto: si pu&ograve; destinare la somma ad una <em>charity</em> (come la <a href="http://www.redcross.org/" rel="self">Croce Rossa</a>, <a href="http://www.doctorswithoutborders.org/" rel="self">Medici senza Frontiere</a>) oppure ad un amico o conoscente. Oppure ad una <em>anti-charity </em>(ovvero ad organizzazioni controverse quali la <em><a href="http://www.nra.org/" rel="self">National Rifle Association</a></em>, e cosi via) ed ai propri nemici<em>. </em>Gi&agrave;, quale miglior motivazione a mantenere gli impegni sottoscritti -hanno pensato Ayres e compagni- di vedere i propri soldi finire ad organizzazioni e persone odiate in caso di fallimento?<br /><br />Per chi se lo chiedesse, Stockk non lucra su questi passaggi di denaro -denaro che viene totalmente rimborsato in caso di successo oppure  finisce tutto alle destinazioni assegnate in caso di fallimento- ma fa un po' di soldi tramite la pubblicit&agrave; sul sito. <br /><br />Certo, c'&egrave; sempre la possibilit&agrave; di barare, di nominare un arbitro compiacente ed aggirare il meccanismo. Ma <em>cui prodest</em>? Quale lo scopo, se il risultato &egrave;  vedersi tornare lo stesso ammontare di denaro investito? Stockk offre un servizio, vende la possibilit&agrave; di rendere credibili le proprie promesse, fatte ad altri o piuttosto a se stessi. Offre una motivazione in pi&ugrave; ai Zeno Cosini per resistere nel loro intento di smettere di fumare, ma solo a patto che essi davvero lo vogliano...<br /><br />Siamo convinti che se Zeno Cosini avesse potute investire 100 lire in Stockk forse, una delle tante, sarebbe stata davvero l'ultima sigaretta. E se Berlusconi un giorno, seduto alla scrivania di Vespa firmasse solennemente un contratto <em>Stickk</em> nel quale promette di non fare  altri condoni, di creare il solito milione di posti di lavoro, di non cambiarsi le leggi ad uso proprio, di fare un maggioritario serio e -qualora non dovesse riuscirci- cedesse anche solo il 20% di Mediaset a Prodi, noi forse potremmo anche votarlo...]]></content:encoded></item><item><title>cambiare marcia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2008-01-29T21:37:39+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cambiare-marcia.html#unique-entry-id-351</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cambiare-marcia.html#unique-entry-id-351</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200801_P14-17_Auto.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="14-17" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry351_1.png" width="130" height="172"/></a></div>Sar&agrave; che in queste settimane dovevamo cambiare l'automobile. Sar&agrave; che -lo devo ammettere- i SUV mi piacciono davvero tanto, ma poi alla fine non potrei comperarli per una serie di ragioni; una su tutte: il prezzo. Sar&agrave; che &egrave; un tema che mi sta a cuore. Sar&agrave; che la proposta di direttiva Europea sui limiti di emissione delle auto da ponderarsi -cosi vorrebbe la proposta- al peso delle auto <a href="files/it-s-the-weight-stupid.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:It&#39;s the weight, stupid">ci aveva fatto incazzare</a>! <br /><br />Insomma, &egrave; che questo mese,<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200801_P14-17_Auto.pdf" rel="self"> il pezzo</a> per cooperazione l'ho scritto sulle automobili, sui loro consumi e sulle loro emissioni, con una piccola guida per l'acquisto consapevole delle quattroruote. <br /><br />PS.  Alla fine poi ci siamo  presi <a href="http://www.citroen.com/CWW/en-US/RANGE/PrivateCars/C4PICASSO/default/TEXT1.htm" rel="self">questa</a> che fa 150 grammi di CO2 al km. Non &egrave; una Prius, ma &egrave;  comunque il  motore pi&ugrave; parco di emissioni  in circolazione in questa fascia... <br /><br />PPS. Pap&agrave; per&ograve; ha fatto meglio  e si &egrave; preso <a href="http://www.citroen.it/aree/gamma/berlingo/presentazione.aspx" rel="self">questa</a> che va a metano...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>due o tre cose da mandare a mente</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-27T11:13:28+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/2-3-cose-mandare-a-mente.html#unique-entry-id-350</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/2-3-cose-mandare-a-mente.html#unique-entry-id-350</guid><content:encoded><![CDATA[Il governo &egrave; andato a casa. Interrompe questa avventura ben prima di met&agrave; strada. Come &egrave; gi&agrave; successo in passato, Prodi si &egrave; dimostrato l'uomo giusto per fare il lavoro sporco, quello impopolare. Ora altri verranno a dilapidarne i frutti. Ma prima che la malattia senile dell'italiano medio ci colga, prima che incorriamo anche noi nella solita amnesia collettiva che in definitiva &egrave; la vera sciagura del paese (perch&egrave; diceva il tale che chi non ricorda il passato &egrave; destinato a ripeterlo) vogliamo appuntarci alcuni numeri. Mandarli a mente. A futura memoria.<br /><br /><strong>Conti pubblici ed Economia<br />anno 	%PIL	Deficit	Debito/PIL<br /></strong><span style="color:#0000FF;">2000 |	  -,-	 |	-0.8	 |	109.1<br />2001 |	1.8	 |	-3.1	 |	108.7</span><br />2002 |	0.3	 |	-2,9	 |	105.6<br />2003 |	0.0	 |	-3,5	 |	104.3<br />2004 |	1.2	 |	-3,5	 |	103.8<br />2005 |	0.1	 |	-4,2	 |	106.2<br /><span style="color:#0000FF;">2006 |	1.9	 |	-4,4	 |	106.8<br />2007 |	1.9	 |	-2,0	 |	105.0<br />2008 |	1.4	 |	-2.0	 |	----</span><br /><br />Anche a volere spartirsi a met&agrave; i meriti del 2001 e del 2006, questi sono numeri che parlano da soli. Che dicono chi tiene a posto i conti e fa crescere l'economia e chi invece scialacqua il bene pubblico senza peraltro promuovere (una  seppur drogata) crescita.<br /><br />Aggiungiamo poi che ora il tasso di disoccupazione &egrave; sotto il 6% (anche grazie alla Maroni bisogna dire) e che l'inflazione &egrave; sotto la media Europea. Sono nudi e freddi numeri questi, certo! Ma verranno utili quando qualcuno oser&agrave; dire che questo governo ha fatto male.<br /><br /> Pi&ugrave; intimi ed  accoglienti ci rimarranno i ricordi di <a href="files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:mamme, bici e pannelli solari. Un anno dopo">Lucia finalmente serena in maternit&agrave; e dei pannelli solari</a> che per  il futuro  ci procureranno tepore nel rispetto dell'ambiente nostro ed altrui. Proveremo a raccontare anche questo a coloro che si faranno convincere dai numeri di cui sopra...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La seriet&#xe0; (non piu&#x27;) al governo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-24T23:37:32+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/serieta-al-governo2.html#unique-entry-id-349</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/serieta-al-governo2.html#unique-entry-id-349</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>La seriet&agrave; al governo</strong>. Con questo grido, questa pretesa, che ci era<a href="files/65c44cf1cbbc66e2ab2dd3d2c0cf7122-12.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:La serietà al governo"> piaciuta molto</a>, Lei, presidente, aveva vinto di misura le elezioni nel 2006. Oggi  quell'avventura &egrave; finita. Tra le scherno dei molti suoi avversari tronfi incoscenti e l'onore delle armi dei pochi che hanno realizzato. Noi abbiamo invece capito presidente. E condiviso fino all'ultimo. Anche se &egrave; costato tanto. Oggi se ne &egrave; uscito da questa storia con quella seriet&agrave; con cui vi era entrato. E la seriet&agrave; non pu&ograve; non accompagnarsi  anche alla <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2858639.html?ref=hpsbdx" rel="self">serenit&agrave;</a>. Siamo anche noi sereni Presidente perch&egrave; questa sera ci ha mostrato come si comporta una persona seria, come si comporta un uomo. Lasciamo a domani le fibrillazioni per il pensiero di quello che verr&agrave;.<br />	]]></content:encoded></item><item><title>buona strada comandante</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-22T12:19:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/comandante-bulow.html#unique-entry-id-348</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/comandante-bulow.html#unique-entry-id-348</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="partigiani" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry348_1.jpg" width="500" height="184"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Se ne &eacute; andato il <a href="http://www.anpi.it/uomini/boldrini.htm" rel="self">comandante Bulow</a>. Fu tra quelli che 65 anni fa salirono sui monti, e poi <a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/boldrini-morto/boldrini-morto/boldrini-morto.html" rel="self">scesero in pianura</a> per restituirci la libert&agrave;. Forse oggi se ne &eacute; andato disgustato per quello che di quella libert&agrave; sono riusciti a farne i suoi concittadini.<br /><br /><a href="files/resistenza-2008.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Ora e sempre resistenza!">Ora e sempre, resistenza!</a> (si, vale anche per il presidente Prodi...)</p>]]></content:encoded></item><item><title>Il giorno in cui l&#x27;Italia &#xe8; &#x3c;s&#x3e;fallita&#x3c;/s&#x3e;risanata</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-11T17:48:57+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/giorno-in-cui-e-fallita-la-francia.html#unique-entry-id-347</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/giorno-in-cui-e-fallita-la-francia.html#unique-entry-id-347</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/economia/conti-pubblici-66/standard-poor/standard-poor.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry347_1.jpg" width="396" height="93"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Oggi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Standard_&_Poor's" rel="self">Standard & Poors</a> promuove i conti dell'Italia. Si dice addirittura impressionata da essi. Naturalmente se ne rallegreranno solo Prodi, Padoa Schioppa e pochi altri mentre Dini, la sinistra di lotta e di governo per non parlare dell'opposizione e dell'italiano medio non faranno nemmeno caso alla notizia e continueranno a pensare tutto il male possibile di questo governo.<br /><br /><div class="image-right"><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jaffre_philippe_ries_philippe/sku-12412612/il_giorno_in_cui_la_francia_e_fallita_e_l_italia__.htm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="francia_grande" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry347_2.jpg" width="133" height="181"/></a>I</div>n questi giorni sto leggendo (grazie a Roberto per il regalo di Natale) <strong><a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jaffre_philippe_ries_philippe/sku-12412612/il_giorno_in_cui_la_francia_e_fallita_e_l_italia__.htm" rel="self">il giorno in cui la Francia &egrave; Fallita (e l'Italia?)</a></strong> di Jaffr&eacute; e Ri&egrave;s Philippe  (<a href="http://artslivres.com/ShowArticle.php?Id=1302&Title=JAFFRE+Philippe+%96+RIES+Philippe+-+Le+Jour+o%F9+la+France+a+fait+faillite" rel="self">qui</a> l'originale). Il libro &egrave; ambientato nella Francia del 2012. Nella finzione del libro, le elezioni del 2007 sono vinte da  S&eacute;gol&egrave;ne Royal, e nei 5 anni successivi si susseguono  diversi governi della sinistra radicale (di cui uno a guida Jospin). Sono anni di finanza allegra, con deficit regolarmente oltre il 4%, debito in esplosione e nessun intervento strutturale sulle finanze pubbliche. Nel 2012 vince invece Sarkozy. Ma &egrave; troppo tardi. Basta che S&P operi un <em>downgrade</em> della sua valutazione del debito francese per innescare un domino inarrestabile che fa cadere molte certezze e ricchezze dei francesi, una reazione a catena della quale  ancora non ho visto l'ultimo anello (sono pi&ugrave; o meno a met&agrave; libro). Il primo anello per&ograve; - quello che descrive i primi passaggi, &egrave; descritto bene <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-jaffre_philippe_ries_philippe/sku-12412612/il_giorno_in_cui_la_francia_e_fallita_e_l_italia__.htm" rel="self">qui</a>: <em>bancomat fuori servizio, banche inagibili, conti correnti congelati, prelevamenti sospesi, assalti ai supermercati, tumulti, incendi, forze dell&rsquo;ordine mobilitate. All&rsquo;estero: turisti francesi con carte di credito respinte e nell&rsquo;impossibilit&agrave; di pagare alberghi, ristoranti e negozi, famiglie bloccate senza prospettiva immediata di ritorno. <br /></em>Il libro &egrave; avvincente. Rende la noiosa finanza pubblica un vero thriller e riesce  magistralmente a raccontare come i movimenti nelle stanze dei bottoni dell'alta finanza hanno delle implicazioni pervasive nei piccoli gesti della quotidianit&agrave; dei francesi con effetti devastanti. E' tutto verosimile. Pu&ograve; davvero accadere. Anzi, come racconta Giavazzi nell'introduzione, l'Italia stessa &egrave; andata molto vicina a qualcosa di simile nel 1992.<br /><br />Al di l&agrave; dei riferimenti alla politica francese che sono liberamente discutibili (davvero S&eacute;gol&egrave;ne sarebbe stata una sciupona e davvero Sarkozy &egrave; l'uomo del rigore?) emerge incontrovertibile l'idea che il primo obiettivo di qualsiasi governo responsabile &egrave; quello di tenere i conti a posto, perch&egrave; non farlo espone al rischio di tutto quello che accade nel libro. E dunque veniamo a noi. All'italia di questo gennaio 2008. Oggi S&P promuove il debito Italiano, non lo degrada come nel libro. <br /><br /><strong>Il giorno in cui la Francia &egrave; fallita (e l'Italia?) </strong>titola il libro. <strong>L'italia non fallisce e risana, </strong>risponde Standard & Poors.<em><br /><br /></em></p>]]></content:encoded></item><item><title>quanto &#xe8; (H)illare questa campagna</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-07T18:37:56+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/hillare-clinton.html#unique-entry-id-346</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/hillare-clinton.html#unique-entry-id-346</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="20071006issuecovEU400" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry346_1.jpg" width="212" height="272"/></div>Questa affianco era la copertina di ottobre dell'Economist. Tre mesi fa esatti, la vittoria della/dei Clinton prima alle primarie ed in seguito alla Casa Bianca era data per scontata. Poi &egrave; arrivato l'Iowa, dove Barak Obama si &egrave; preso un 8% di vantaggio (37% a 29%) in uno stato che conta per l'1% della popolazione USA, e della quale ha votato il 10%. Oggi addirittura corrono voci che vorrebbero la/i Clinton <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/usa-elezioni/hillary-non-si-ritira/hillary-non-si-ritira.html" rel="self">ritirarsi dalla corsa</a>. E' semplicemente ridicolo. <em>Illarious</em> dicono gli americani. (H)illare per noi.<br /><br />A noi le primarie piacciono, come farne mistero. Ci sono piaciute quelle americane in precedenza, ci siamo entusiasmati per quelle italiane del 2005 e del 2007. Ci piace vedere i candidati esporsi, e la gente selezionare la propria classe dirigente. Quello che non ci piace &egrave; l'incredibile tatticismo a cui questa sempiterna sovraesposizione da parte dei candidati conduce. Ok che la posta in gioco &egrave; alta, ma in effetti questi poveracci sono in campagna elettorale da pi&ugrave; di un anno e ne avranno almeno per altri 10 mesi. Il risultato &egrave; che per non sapere di cosa parlare, i giornali finiscono a desumere chiss&agrave; quali destini da un voto cos&igrave; marginale e comunque non rappresentativo come quello dell'Iowa. Ora sembra che la Clinton non abbia convinto nel dibattito dell'altro giorno perch&egrave; era nervosa, tirata o per chiss&agrave; quale significato vogliamo attribuire a quella ruga notata dai giornali.<br /><br />Ma insomma, a noi Barak Obama sta molto simpatico. I Clinton anche. Pensiamo che il primo venga bene in televisione e nei dibattiti. I secondi anche. Ma che c'entra questo con il mestiere di presidente? Noi abbiamo votato (e siamo ancora orgogliosi di quel voto)  Prodi. Quello che non sta simpatico a molti. Quello che sembra un prete ci campagna. Quello che chiamano mortadella e non immagino che ci&ograve; sia dovuto alle sue origini emiliane. Quello che quando parla non si capisce molto, che si mozzica le parole e che ci ha emozionati solo una volta, per sbaglio, <a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">parlando di pannelli solari</a>. E si badi bene che di fronte aveva il presunto mago della comunicazion, quello che nelle sue magie, tra nani e ballerine, stava affossando il paese. Ed allora che cosa conta per fare un buon presidente? Noi ce lo chiediamo perplessi, mentre seguiamo queste (H)illari presidenziali.<br />]]></content:encoded></item><item><title>El adelantamiento a Italia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2008-01-02T15:29:14+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/il-sorpasso-2.html#unique-entry-id-345</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/il-sorpasso-2.html#unique-entry-id-345</guid><content:encoded><![CDATA[Pi&ugrave; di un anno fa, parlavamo delle prime avvisaglie del fatidico <a href="files/il-sorpasso-della-spagna.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Il sorpasso">sorpasso spagnolo</a> ai nostri italici danni. Nelle recenti settimane quel post ha generato un bel po di traffico da queste parti. Diciamo che la combinazione delle parole chiavi "Spagna" e "sorpasso" in google ha portato qui qualche centinaio di persone (che per i nostri standard sono praticamente una marea). <br /><br />Zapatero si &eacute; di recente vantato che il sorpasso era nei fatti avvenuto, altri lo avevano smentito, altri ancora hanno fatto del presunto evento motivo di polemica politica ed infine ieri &eacute; arrivato il nostro beneamato Romano a spiegarci che, nei fatti, il <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/sorpasso-spagna/prodi-replica/prodi-replica.html" rel="self">sorpasso non &eacute; (ancora) avvenuto</a>. Polemiche seguiranno, ne siamo sicuri. Ambasciatori si scuseranno. Giornalisti ci spiattelleranno dati sul <em>PILdisoccupazioneistruzioneautostradebanchecostruzionidebito</em>. Politici ci diranno che &eacute; tutta colpa dei comunisti o dei <s>franchisti</s>fascisti. Bloggers esterofili ci diranno che loro lo sapevano che si vivevamo meglio lontani da qui ed &eacute; per questo che sono scappati o sono in procinto di farlo. Gli italiani scriveranno lettere a Repubblica raccontando di quanto si sentono depressi e declinanti.<br /><br />E noi che diciamo? dovremo pur trovare qualcosa da dire a quei gentil viandanti che googlando "spagna e sorpasso" passano di qui. <br /><br />Noi cominciamo dai doverosi <strong>complimenti alla Spagna</strong>. Che se anche forse non ci ha ancora sorpassato e non ha le spalle grosse per farlo a breve, si &eacute; data un sacco da fare negli ultimi 25 anni ed oggi &eacute; un paese meraviglioso, istruito, tollerante, ambizioso e pieno di speranze. <strong>Complimenti davvero</strong>. Ve lo diciamo con un bel po' di ammirazione ed addirittura qualche venatura di invidia. Ma si intenda, &eacute; un invidia fraterna, che oramai noi ci sentiamo davvero tutti fratelli europei, e se crescete forte voi (magari anche grazie ai fondi europei), un po' lo sentiamo anche un successo nostro. Poi, senza voler fare i fratelli maggiori un po' saputelli, ma in pieno spirito di servizio potremmo anche fare un giorno una bella chiacchierata su quelli che secondo noi sono alcune ombre del vostro modello di sviluppo e delle incognite dalle quali vi vorremmo umilmente suggerire di guardarvi bene. Noi ve le diremmo con il senno di chi ci &eacute; gi&agrave; passato e forse anche in queste incognite vi si &eacute; arenato.<br /><br />Ai nostri connazionali <strong>in sindrome da sorpassati</strong> diciamo invece che non &eacute; il caso di farne polemica, ma piuttosto di riflettere; perch&eacute; il sorpasso della Spagna ci offre molti spunti da affrontare in maniera propositiva. Innanzitutto partiamo dalla constatazione che il sorpasso spagnolo &eacute; pi&ugrave; traumatico di altri perch&eacute; nei nostri cugini iberici forse vediamo molto pi&ugrave; di noi stessi di quanto sia possibile fare con altre nazioni. Loro sono <strong>latini</strong>, <strong>amanti del bel vivere e della buona cucina, gioiosi e spensierati </strong>come ci siamo dipinti noi stessi per tanti anni. Ed allora fa male vedere che in Spagna si coniuga movida notturna con efficienza della PA, spensieratezza latina con puntualit&agrave; dei treni, e allegria vitale con solida crescita economica. Fa male a noi si intende, perch&eacute; mette a nudo l'inesistenza di quell'equazione dietro alla quale ci siamo per tanto tempo nascosti. E cio&eacute; che il bel vivere non si potesse coniugare con parole quali efficienza e crescita. E che  in fondo noi, dovendo scegliere tra un vivere bello ed uno efficiente, avremmo sempre preferito il primo. Ora la Spagna &eacute; li a dirci che esiste un vivere bello ed efficiente. E questo ovviamente ci manda in bestia. Ma c'&eacute; solo da rimboccarsi le maniche ed umilmente imparare dai nostri fratelli pi&ugrave; giovani. Perch&eacute; nonostante tutto in Italia viviamo gi&agrave; molto bene. Ma la Spagna &eacute; li a dirci che possiamo decisamente vivere meglio.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>a low-carbon week</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-28T12:52:25+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/rumiz-azzero-co2-emissioni.html#unique-entry-id-344</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/rumiz-azzero-co2-emissioni.html#unique-entry-id-344</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/ambiente/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry344_1.jpg" width="365" height="102"/></a><br /></p><p style="text-align:left;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Rumiz" rel="self">Paolo Rumiz</a> ci <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/ambiente/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico/rumiz-ecologico.html" rel="self">racconta</a> oggi della sua settimana a basse emissioni assistito da quelli di<a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self"> AzzeroCO2</a> di cui avevamo parlato su questo blog <a href="files/azzeroco2.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Le chiacchere stanno Azzero &#60;br&#62;&#60;h2&#62;put (again) your money where your mouth is &#60;/h2&#62;">qui</a>. Il pezzo &eacute; molto bello, scritto con la magistrale penna di Rumiz. Il titolo invece &eacute; appiccicato dal titolista del sito ed infatti tradisce con questo taglio pauperista il senso essenzialista, quasi esistenzialista dell'articolo.</p>]]></content:encoded></item><item><title>idea regalo dell&#x27;ultimo minuto...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-24T17:35:06+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/solo-carbone-per-natale-2.html#unique-entry-id-343</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/solo-carbone-per-natale-2.html#unique-entry-id-343</guid><content:encoded><![CDATA[Riprendiamo il post natalizio dell'<a href="files/carbon-offset.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Solo carbone per Natale">anno scorso</a> per rilanciare l'idea dei crediti di anidride carbonica come regalo natalizio.<br /><br />&Egrave; vero che il carbone lo porta la Befana. Ma noi la possiamo anticipare e per Natale portare in dono anche noi un po' di carbone. &Eacute; davvero un simpatico <strong>regalo di Natale quello di cui stiamo parlando</strong>. No, non ci siamo rincoglioniti. E quelli di voi che ancora non hanno esaurito la lista dei regali farebbero bene a prendere nota. E non preoccupatevi, non c'&eacute; nessun carbone nero e fuligginoso da portare in pacco ai vostri cari. <br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry343_1.jpg" width="109" height="91"/></div><strong>Si tratta invece di regalare dei crediti di emissione di anidride carbonica</strong>.  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_offset" rel="self">Carbon offset</a> in inglese. L'umanit&agrave; produce troppa anidride carbonica lo sappiamo. Ognuno di noi ne produce troppa. Mentre andiamo in macchina, mentre riscaldiamo le nostre abitazioni o prendiamo l'aereo. Ci sono dei modi per riassorbire queste nostre emissioni. Piantando alberi ad esempio. O producendo energia elettrica con fonti alternative (che sostituiscono quelle combustibili). Riducendo infine le emissioni di altri. Per Natale quindi, possiamo regalare un credito di anidride carbonica. Dietro a questo credito, da acquistare online, ci sono delle organizzazioni che si impegnano a ridurre le emissioni per conto nostro attraverso i modi di cui abbiamo parlato. <br /><br />Si puo regalare la neutralizzazione dell'<a href="http://www.carbonfund.org/site/pages/land/car_climate_tags" rel="self">impatto annuale dell'automobile</a> degli amici, oppure la neutralizzazione delle attivit&agrave; delle <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">vacanze natalizie</a>. La neutralizzazione dell'intero impatto di una <a href="http://www.terrapass.com/home/index.php?show=1" rel="self">abitazione per tutto l'anno</a>, o la neutralizzazione dell'impatto del <a href="http://www.climatecare.org/calculators/christmas_offsets.cfm" rel="self">cenone di capodanno</a> speso con gli amici. Ce ne &eacute; per tutti i gusti e per tutte le tasche. <br /><br />E se &eacute; vero che <em>In fondo poi la </em><em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self">gente si sa che cosa vuole, </a></em><em> </em>questo &eacute; il regalo migliore perche in futuro possa continuare ad avere<em><a href="http://www.lyricsfreak.com/v/vasco+rossi/laura_10170328.html" rel="self"> Natale con la Neve</a></em>...<br /><br />Per gli scettici, si legga <a href="http://www.ecobusinesslinks.com/carbon_offset_wind_credits_carbon_reduction.htm" rel="self">qui</a>. I crediti si possono acquistare ad esempio <a href="http://www.climatecare.org" rel="self">qui</a>, <a href="http://www.carbonfund.org" rel="self">qui</a> e <a href="http://www.terrapass.com/" rel="self">qui</a>. <br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Merry Xmas</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2007-12-23T16:08:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/c7bd993ccbf57588f569ef854f7b0561-342.html#unique-entry-id-342</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/c7bd993ccbf57588f569ef854f7b0561-342.html#unique-entry-id-342</guid><content:encoded><![CDATA[<h4>Tanti auguri dalla famiglia Rizzolli Marchegiani</h4><p style="text-align:center;">(clikkare sull'immagine ed aspettare... aspettare... aspettare...)<br /><br /><a href="http://www.elfyourself.com/?id=1297254300" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry342_1.jpg" width="360" height="186"/></a></p>]]></content:encoded></item><item><title>24.5 minuti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Humor</category><category>Politica</category><dc:date>2007-12-21T09:32:00+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/24-5-minuti.html#unique-entry-id-341</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/24-5-minuti.html#unique-entry-id-341</guid><content:encoded><![CDATA[Credo che a qualcuno dentro Trenitalia manchi il senso del ridicolo. A pochi giorni dal <a href="files/trenitalia-crowding-out.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:affollati di gente, disaffollati di motivazioni">post</a> in cui parlavamo dei regolari ritardi di 25 minuti sui treni ES (&egrave; forse l'unica cosa puntuale di Trenitalia) oggi mi arriva la letterina qui sotto, nella quale con le solite formulette spiacenti/scusa/disagio Trenitalia mi nega  un bonus per un viaggio in settembre (gi&agrave;... che vi aspettavate, sono in ritardo anche le risposte...) perch&egrave; -sentite un po'- il treno era in rtiardo di 24,5 mni. 24,5 minuti. ventiquattro virgola cinque minuti. <strong>ventiquattro virgola cinque minuti. VENTIQUATTRO VIRGOLA CINQUE MINUTI!!!!<br /><br /></strong><p style="text-align:center;"><a href="assets/trenitalia24.5.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/TERNITALIA.jpg" width="478" height="310"/></a><strong><br /></strong><strong><br /></strong></p><p style="text-align:left;">PS. Ma secondo voi, ventiquattro virgola cinque minuti, significa che sono 24 minuti e 50 secondi, 24 minuti e 5 secondi oppure 24 minuti e 30 secondi?</p>]]></content:encoded></item><item><title>It&#x27;s the weight&#x2c; stupid</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-20T10:52:57+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/it-s-the-weight-stupid.html#unique-entry-id-340</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/it-s-the-weight-stupid.html#unique-entry-id-340</guid><content:encoded><![CDATA[La UE &egrave; ad oggi la frontiera della lotta al riscaldamento globale. I suoi interventi sono seri ed incisivi, ancorch&egrave; discutibili. Dalla borsa delle<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/European_Union_Emission_Trading_Scheme" rel="self"> emissioni</a>, agli interventi nel settore <a href="http://www.iht.com/articles/2006/11/14/business/emit.php" rel="self">aereo</a>. Non si ferma nemmeno di fronte alla potente industria delle automobili. O forse si?<br /><br />In questi giorni si parla molto degli interventi che stanno per essere predisposti in materia di <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/motori/motori-dicembre-2007/motori-stangata-co2/motori-stangata-co2.html?ref=mothpstr2" rel="self">emissioni degli autoveicoli</a>. Se per il settore industriale si &egrave; percorsa una strada del cosiddetto <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emissions_trading" rel="self">cap-and-trade</a></em><em>, </em>e per quello aereonautico un meccanismo tipicamente da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax" rel="self">carbon tax</a>, nel caso delle automobili sembra che la strada che si vuole battere sia quello dell'intervento regolatorio diretto. Niente tasse sull'inquinamento, ne permessi di emissione da comperare, semplicemente, per legge, <strong>le automobili non dovranno emettere pi&ugrave; di un tot di grammi di CO</strong><sub>2</sub><strong>. 130 g/km per la precisione</strong>. Punto e basta. Giusto? Sbagliato? Forse la carbontax avrebbe funzionato bene anche in questo settore. Imponendo un raddoppio del prezzo dei carburanti ad esempio, sarebbe diventato prioritario per gli automobilisti acquistare automobili in grado di consumare di meno e quindi di emettere di meno. Certo sarebbe stata una tassa vistosa e quindi politicamente forse insopportabile. Ecco quindi l'idea di percorrere la strada  regolatoria, che semplicemente nasconde i costi sotto al tappeto, trasferendoli alle case produttrici (che devono investire molto pena multe salate) e quindi indirettamente di nuovo agli automobilisti.<br /><br />Ma l'importante, pensiamo, sia non tradire lo spirito dell'iniziativa: <strong>LE EMISSIONI VANNO RIDOTTE!. </strong>E ci sono molti modi per arrivare a quei fatidici 130 g/km. Ad esempio migliorando i motori, migliorando gli pneumatici, l'aereodinamica, ma soprattutto il peso. E' naturale che -a parit&agrave; di tutto il resto- un auto pi&ugrave; pesante consumi pi&ugrave; energia per essere spostata e quindi emetta pi&ugrave; gas dalla combustione del carburante. Parafrasando WJ Clinton: <strong><em>It's the weight, stupid!</em></strong><br /><br />Ed allora ci sembra curiosa la la decisione della UE di scontare il peso dai target di riduzione delle diverse case automobilistiche. E' vero, le case tedesche (BMW, Mercedes Porche ed Audi in testa) sono auto pi&ugrave; belle, ricche ed accessoriate e pi&ugrave; pesanti e quindi dovrebbero fare sforzi maggiori per ridurre le emissioni. Probabilmentte questo implicherebbe che prima o poi tutte le case dovrebbero rinunciare all'idiozia di produrre motori 6000 a 12 cilindri od altre meraviglie tecnologiche aassolutamente inutili come queste. E d'altra parte quelle case che fanno auto pi&ugrave; piccole e leggere (FIAT, Citroen, Toyota e compagnia cantando) le cui auto  gi&agrave; ora emettono relativamente (ai bestioni di prima) poco, dovrebbero assumersi sforzi minori ed avere tutto da guadagnare. C'&egrave; chi ci guadagnerebbe e chi ci rimetterebbe. Ma proprio questo &egrave;  il punto. O si prende sul serio l'obiettivo di ridurre le emissioni e quindi i target devono valere per tutti, oppure permettere che alcune case abbiano dei target pi&ugrave; alti perch&egrave; producono ora delle auto pi&ugrave; inquinanti &egrave; una distorsione assurda. assurda...<br /><br />Pensiamo ad alcune delle conseguenze: tra le varie di cui si parla sui giornali (non ultima che il peso delle innovazioni per raggiungere i target verr&agrave; spalmato in maniera  iniqua sulle vetture piccole che gi&agrave; ora emettono molto meno) c'&egrave; anche l'assurdit&agrave; che paradossalmente FIAT e le altre case produttrici di auto piccole comincino ad immettere sul mercato auto appositamente appesantite con il solo obiettivo di alzarsi la media ponderata dei pesi ed alleviare parzialmente la pressione del target. <br /><br />Cara Europa, ripensaci...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>la pratica del buon governo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-12-19T10:34:35+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/cittadino-amministratori.html#unique-entry-id-339</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/cittadino-amministratori.html#unique-entry-id-339</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200712_P14-15_Cittadini.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200712_P14-15_Cittadini" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry339_1.jpg" width="160" height="221"/></a></div>Grumes &egrave; un ridente paesino arroccato su un promontorio infondo alla val di Cembra. Ma per i dettagli geografici vi rimando <a href="http://trentinoaltoadige.indettaglio.it/ita/comuni/tn/grumes/grumes.html" rel="self">qui</a>. Abbiamo invece parlato di Grumes, nell'ultimo numero di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazione</a> per un altro motivo: l'amministrazione comunale si &egrave; coraggiosamente lanciata in un modello di sviluppo dal basso che &egrave; una sfida che ci piace molto. Ci piace nei contenuti: perch&egrave; prendono sul serio tutte le questioni che affrontiamo con regolarit&agrave; su cooperazione ed in questo blog: dall'uso di fonti alternative al risparmio energetico alla diminuzione dei consumi ecc. Ma ci piace anche perch&egrave; questi ed altri progetti sono portati avanti coinvolgendo la popolazione e facendola partecipare non solo nelle decisioni, ma anche nei rischi che si corronno quando ci si cimenta con sfide importanti. Ci piace a tal punto che, oltre ad averne parlato su cooperazione, abbiamo subito sottoscritto delle quote della societ&agrave;  STG (di cui parliamo ampiamente nell'articolo). E lasciamo stare i maligni che potrebbero insinuare che l'entusiamo &egrave; dovuto al fatto che mio cugino <a href="http://www.comuni-italiani.it/022/096/amm.html" rel="self">Simone </a>&egrave; sindaco del comune, ed il mio pap&agrave; &egrave; il presidente della STG. :-)<br />]]></content:encoded></item><item><title>affollati di gente&#x2c; disaffollati di motivazioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-12-17T11:53:21+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/trenitalia-crowding-out.html#unique-entry-id-337</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/trenitalia-crowding-out.html#unique-entry-id-337</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="train_icon" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry337_1.gif" width="72" height="72"/></div><em>Per Trenitalia un treno in ritardo, non &eacute; un treno in ritardo...</em><strong><br /></strong><strong><br />Prima lezione  di law&economics base.</strong> <em>I comportamenti degli individui sono dettati (anche) dagli incentivi e disincentivi economici sottostanti.<br /></em><strong>Seconda lezione  di law&economics avvanzata. </strong><em>A volte, l'introduzione di incentivi (o disincentivi) economici</em> <em>sostituisce le motivazioni preesistenti che spingevano a comportarsi in un certo modo. &Eacute; il cosidetto </em><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Motivation_crowding_theory" rel="self">motivation crowding-out </a></em><em>; "disaffollamento" motivazionale...<br /><br /></em>Sono seduto sull'Eurostar 9428 da Roma Termini (07:30) a Milano Centrale (12:00). Hanno appena annunciato i regolari 25 minuti di ritardo. 25 minuti. Venticinque minuti. &Eacute; cosi sempre. Sono stati 25 minuti la settimana scorsa. Sono stati 25 minuti la settimana prima della scorsa. Sono stati 30 minuti giovedi al ritorno, e  forse venti la settimana prima.<br /><br />Perch&eacute;? Trenitalia &eacute; un soggetto economico. Un po' particolare si potrebbe obiettare. In ogni caso un soggetto economico che risponde (a volte) agli incentivi. Per vincolarsi rispetto ai propri utenti, per offrire un po' di credibilit&agrave; al proprio prodotto, promise molto tempo fa di restituire il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo. Giusto perdio. L'utente acquista un servizio. il servizio &eacute; mancante. All'utente viene restituito un po' del costo. <br /><br />Questo poi, induce (nelle intenzioni di chi prese quella decisione) Trenitalia a modificare il proprio comportamento. Se essa deve pagare per aver causato un ritardo, far&agrave; di tutto per non causare ritardi. E qui siamo alla lezione numero uno di l&e: gli agenti rispondono agli (dis)incentivi.<br /><br />Ma quanto ritardo &eacute; sufficiente per fare scattare il bonus ripagatore? Qui trenitalia (o che per lei)ha deciso che il ritardo deve essere di 25 minuti. Venticinque minuti. Come se 25 minuti, per due volte alla settimana, per 40 settimane all'anno non facessero 1000 minuti. Cio&eacute; praticamente due giorni lavorati immolati ai ritardi di Trenitalia.<br /><br />Ora, se Trenitalia &eacute; disincentivata a fare un ritardo superiore ai 25 minuti, ma non paga nessuna conseguenza per ritardi inferiori ai 25 minuti, cosa credete che succeda? Esatto.. succede quello che succede... <br /><br />Qui entra entra in gioco la lezione di L&E avvanzata. Se anche vi fosse stato un singolo ferroviere motivato a portare in binario il suo bravo treno in orario per farsi bello con i colleghi e  con i superiori o anche solo per amore di un lavoro ben fatto, ora si trover&agrave; con le proprie motivazioni spiazzate e svuotate. <br /><br /><strong>Per Trenitalia un treno in ritardo, non &eacute; un treno in ritardo. </strong>Non lo &eacute; perch&eacute; se cosi fosse, essa dovrebe pagare un bonus. E siccome il bonus si paga solo dopo i 25 minuti, allora un treno in ritardo di 25 minuti, <strong>NON E' IN RITARDO</strong>. Perfavore, non insistete. Quando leggete l'orario ferroviario insomma, nella colonnina del tempo di percorrenza della tratta, leggete sempre un (+25 min). Solo oltre quest'orario infatti il treno, per trenitalia, &eacute; effettivamente in ritardo.<br /><br />PS. Meno male che ieri Romano <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/tav/200712articoli/28535girata.asp" rel="self">mi ha provato l'alta velocit&agrave; tra Bologna e Milano</a>. Dice che entro Natale prossimo me la consegna e ed entro Natale 2009 posso andare da Roma a Milano in tre ore.  Tre ore e enticinque minuti ovviamente...<strong><em><br /></em></strong><em><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>mamme&#x2c; bici e pannelli solari. Un anno dopo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-12-07T19:53:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html#unique-entry-id-336</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-bici-e-pannelli-solari.html#unique-entry-id-336</guid><content:encoded><![CDATA[Un <a href="files/mamme-e-pannelli-solari.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Mamme, bici e pannelli solari">anno</a> fa commentavamo la finanziaria 2006 suggerendo di parlare pi&ugrave; delle misure in essa contenute vicine alla gente. <strong>Mamme</strong>, perch&eacute; con la finanziaria si davano finalmente delle sicurezze  alle donne con lavori precari in dolce attesa, <strong>bici</strong> perch&eacute; venivano stanziati fondi per la costruzione di piste ciclabili e <strong>panelli solari</strong> perch&eacute; si dava finalmente sostanza alla promessa che pi&ugrave; ci era piaciuta in campagna elettorale: <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/pannellata-di-verde.html" rel="self">quella di coprire l'italia di pannelli solari</a>.<br /><br />Siamo di nuovo in questi giorni immersi nel girone dantesco della finanziaria. Il governo vacilla e la Binetti non viene (per ora) <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2007/12/la_signora_no.html" rel="self">espulsa</a> dal PD. Il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1485163" rel="self">parolaio  rosso</a> parla a vanvera di <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/tensioni-unione-1/bertinotti-giannini/bertinotti-giannini.html" rel="self">tempi lunghi e orizzonti ampi</a>, asfissiando  per&ograve; negli spazi angusti e nei tempi miopi dei suoi piccoli interessi di partito. Noi guardiamo a quello che ci era piaciuto allora, ed egoisticamente constatiamo quanto quella finanziaria, allora cosi sofferta ci ha <s> regalato, messo in gradi di, concesso</s>(niente, l'italiano non ci aiuta ad esprimere il concetto. Usiamo un termine inglese allora) <em><a href="http://en.wiktionary.org/wiki/empower" rel="self">empowered</a></em>.<br /><br />Forse qualcuno di voi gia lo sa, altri no. Chiara, Lucia ed il sottoscritto aspettiamo un nuovo membro in famiglia. Arriver&agrave; presto; se tutto va bene agli inizi di febbraio. In quanto entrambi lavoratori precari (assegnisti di ricerca) abbiamo comunque da quest'anno diritto all'assegno di maternit&agrave;. Anche io, il padre. Addirittura la mia universit&agrave; magnanimamente mi coprirebbe il 100% dello stipendio e non gi&agrave; solo l'80% garantito dall'INPS. Non fa niente se poi alla fine io non far&ograve; nemmeno un giorno di paternit&agrave;. E se Lucia continuer&agrave; a lavorare sodo e con la consueta passione, magari un po' di pi&ugrave; stando a casa ed un po' di meno dall'ufficio. Non fa niente dicevo, l'importante &eacute; sapere che quel diritto ci &eacute; riconosciuto, che l'istituzione pubblica si &eacute; presa cura del nostro desiderio di mettere al mondo un figlio; infondo di mettere al mondo un altro cittadino italiano.<br /><br />Il secondo beneficio di quella finanziaria lo stiamo cogliendo in questi giorni. Stiamo installando dei magnifici pannelli solari sul nostro tetto. Seguir&agrave; a breve post pi&ugrave; esteso in proposito ma per ora vi diciamo solo che siamo entusiasti dell'idea di farci la doccia, farci il bucato e lavarci le stoviglie con l'acqua riscaldata con nient'altro che il generoso sole che rende sempre questa citt&agrave; cosi meravigliosa. Tutto questo grazie alle detrazioni del 55% senza le quali probabilmente non saremo mai stati spinti ad installarli.<br /><br />Certo, di ciclabili per ora non ne vediamo alcuna. Ma in compenso Lucia mi ha donato da poco una nuova e fiammante bicicletta con cui mi libro di tanto in quanto nel traffico di Roma.<br /><br />Mamme, bici e pannelli solari...]]></content:encoded></item><item><title>dedicato a Prodi per l&#x27;approvazione &#x3c;br&#x3e; (per ora e solo in Senato) della Finanziaria</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Humor</category><dc:date>2007-11-16T08:05:22+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/una-vita-da-prodiano.html#unique-entry-id-335</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/una-vita-da-prodiano.html#unique-entry-id-335</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="font:10px &#39;Lucida Grande&#39;, LucidaGrande, Verdana, sans-serif; "><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Iut9ZexiF3w&rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Iut9ZexiF3w&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></span></p>]]></content:encoded></item><item><title>E un altro giorn(alista) &#xe8; andato</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-11-06T08:34:13+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/altro-giorno-andato.html#unique-entry-id-334</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/altro-giorno-andato.html#unique-entry-id-334</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="biagimontanelli" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry334_1.jpg" width="256" height="140"/></div>Oggi se ne &egrave; andato un altro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Biagi" rel="self">grande giornalista</a>. Di lui voglio solo ricordare una frase, pronunciata durante una di quelle ultime puntate infuocate de il Fatto, poco prima che l'editto bulgaro lo allontanasse in maniera vile dai palinsesti. Guardando diritto Berlusconi, attraverso lo schermo, disse pi&ugrave; o meno: <em>signor presidente, si dia pace, eravamo qui prima che voi arrivaste e saremo qui dopo che ve ne sarete andati</em>. Detta da un signore che allora aveva gi&agrave; 81 anni suonati, questa frase suonava  quantomeno come una coraggiosa scommessa con il proprio ed altrui futuro. Mi piace pensare che in questo ultimo anno, nonostante tutto, egli si sia preso qualche soddisfazione dall'avere vinto questa scommessa. Soddisfazione peraltro condivisa da molti, ma non da tutti. L'altro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli" rel="self">grandissimo</a> di quell'altro secolo infatti, dovette cedere al suo crepuscolo proprio agli albori della seconda stagione berlusconiana...<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>i piani per la giornata</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-10-31T02:38:31+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/pianiperlagiornata.html#unique-entry-id-333</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/pianiperlagiornata.html#unique-entry-id-333</guid><content:encoded><![CDATA[<ul class="disc"><li>31/10. 8.00 AM CET. 1713-104 Gentry Square Lane, Champaign - IL terminal, Urbana. Macchina</li></ul><ul class="disc"><li>31/10. 8.55 AM CET. IL Terminal, Urbana - Chicago O'Hare Airport Terminal. Bus</li><li>31/10. 5.30 PM CET. Chicago O'Hare Airport Terminal - Amsterdam Shipol Airport. KLM Boeing 747</li><li>1/11. 8.10 AM GMT. Amsterdam Shipol Airport - Milano Linate Airport. KLM A320</li><li>1/11. 11.00 AM GMT. Milano Linate Airport - Milano Stazione Centrale. Taxi?</li><li>1/11. 11.55 AM GMT. MIlano Stazione Centrale - Verona Porta Nuova. Trenitalia Eurocity </li><li>1/11. 1.40 PM GMT. Verona Porta Nuova - Trento Stazione. Trenitalia Eurostar </li><li>1/11. 2.33 PM GMT. Trento Stazione - Via Tabin 17, Grumes. Fiat Panda 1.3JTD</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>appunti di nozze</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-10-25T00:36:07+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/appunti-nozze.html#unique-entry-id-332</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/appunti-nozze.html#unique-entry-id-332</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200710_P20-21_Appunti.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200710_P20-21_Appunti" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry332_1.gif" width="113" height="156"/></a></div>Passato l'<em>hang over </em>(scusate gli amerikanismi in questi giorni) post nozze, quest'estate colei che ormai &eacute; nel frattempo diventata (suo malgrado) mia moglie ed il sottoscritto si sono dati da fare per mettere per iscritto alcuni appunti  su come abbiamo organizzato la nostra festa, i pensieri che ci hanno accompagnato nell'idearla e le riflessioni che da questo agire ne sono conseguite. Ne abbiamo fatto un piccolo pezzo per<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200710_P20-21_Appunti.pdf" rel="self"> Cooperazione tra consumatori </a>che speriamo a qualcuno, prima o poi, sia di qualche aiuto e guida attraverso i bellissimi mesi che preparano quella che per ciascuno rimane la propria indimenticabile giornata.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>I wish i was there</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-10-14T15:25:14+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/i-wish-i-was-there.html#unique-entry-id-331</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/i-wish-i-was-there.html#unique-entry-id-331</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry331_1.jpg" width="97" height="97"/></div>Sono le 15.26. In Italia. <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&time=&date=&ttype=&q=1380+Harbor+Island+Dr.,+San+Diego,+CA&sll=32.71571,-117.16153&sspn=0.732544,1.332092&ie=UTF8&ll=32.710033,-117.160263&spn=0.091574,0.166512&z=13&iwloc=addr&om=1" rel="self">Qui</a> invece sono le sei e mezza del mattino ed il jet <s>leg</s> lag mi ha tirato giu dal letto presto. Meglio cosi, riesco a seguirmi il finale di primarie e magari a scriverne qualcosa prima che finisca il tutto e comincino i <em>te l'avevo detto</em>; gli <em>era ovvio che sarebbe andata cosi</em>;  e tutto il resto del <em>benaltrismo</em> e del <em>risaputismo</em> italiota.<br /><br />Dunque non posso che cominciare con il dire che davvero <em>vorrei essere li</em>. Vorrei mettermi in fila come quel <a href="http://wwww.dsonline.it/speciali/primarie2005/index.asp" rel="self">16 ottobre</a> di 2 anni fa sotto il sole di Roma. Vorrei dare una mano al gazebo ed incrociare gli sguardi dei miei nuovi compagni di partito, i miei compagni di speranza politica, i miei compagni di percorsi costruttivi. <br /><br /><strong>Il sentirsi a casa.</strong> Si perch&eacute; molto piu che con le primarie dell'Unione di allora, quelle di quest'anno sono anche e soprattutto un processo identitario. Allora in fondo si votava per il leader dello schieramento. Si, l'elettore di Bertinotti e quello di Mastella erano ed (ancora) sono in fondo compagni di strada, o quantomeno sono compagni di governo. Ma da allora, si sono viste subito emergere tutte le differenze che ci impediscono di riconoscerci tutti dentro lo stesso partito.<br /> <br /> Invece oggi deve essere diverso. Buona parte delle persone che oggi si recano ai seggi, che fanno la fila, che si sono spulciate i nomi nelle liste, che si sono informate sul conto della Bindi, di zio Walter, di Marione e degli altri, sono li perch&eacute; si vogliono finalmente riconoscere all'interno di una casa unica, che sotto il proprio tetto contenga e sintetizzi tutte le differenze e le diversit&agrave; che pur ognuno di noi porta con se. Che bello: vorrei vedervi in faccia tutti, miei nuovi <s>630.000 (questi gli affluenti alle urne alle 12.00)</s> <strong>3 milioni e mezzo di </strong>compagni di partito. Altro che fusione fredda. Piccola postilla: si certo, non tutti i votanti sono per forza neoiscritti al PD. Onore anche a coloro che pur non riconoscendosi nel PD hanno deciso in buona fede di votare. &Eacute; una scelta che apprezzo e se un d&igrave; il centrodestra volesse il cielo si desse a delle primarie serie, parteciperei anche io almeno per potermi scegliere la meno peggio delle alternative :-)<br /><br /><strong>Le belle notizie</strong>. Siamo arrivati a queste primarie obiettivamente in un clima un po' bigio. La potenza di fuoco mediatico scatenata &eacute; stata impressionante e davvero pochi si sono lesinati dallo sparare contro. E passi pure che gi avversari politici abbiano parlato a vanvera di fusioni tra apparati, di partito nato vecchio, e tutte le altre sciocchezze che erano evidentemente dettate dal tentativo di minimizzare i danni. &Egrave; gi&agrave; perch&eacute; davvero queste primarie cambiano lo scenario politico ed ora gli altri devono inseguire. Per dare un metro di quanto queste primarie collochino il PD una generazione avanti a tutti gli altri partiti Italiani si confronti ad esempio l&rsquo;esperienza di oggi con quella della settimana scorsa in cui &egrave; rinato per l&rsquo;ennesima volta -tra le risate almeno di quei pochi che ancora seguono questa pantomima- il partito socialsita che ora sembra si faccia chiamare <a href="http://www.sdionline.it/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=267&Itemid=255" rel="self">costituente socialista</a>.<br /><br /><strong>La nomenclatura ed il rinnovo della classe dirigente</strong>. C&rsquo;&egrave; stata molta discussione, speranza ed anche delusione circa l&rsquo;accesso alle liste. L&rsquo;accusa pi&ugrave; diffusa &egrave; che le nomenclature si siano prese tutti i posti. Queste accuse mi sono sin qui sembrate ingiuste ed esagerate. Da un parte &egrave; vero: &egrave; ora e tempo di svecchiare i partiti, di far partecipare i giovani e cosi via&hellip; sono ovviamente simpatizzante con tutte queste istanze. Dall&rsquo;altra non vedo perch&eacute; gente che crede nel PD si dovrebbe fare da parte solo per presunti limiti di et&agrave; o per portare la colpa di essersi interessato, appassionato e dedicato alla politica prima di ora. Almeno di non pensare male dei nostri nuovi compagni di partito: che quelli che gia erano nei DS e nella Margherita erano tutti farabutti e poltronisti. &Egrave; un ragionamento che ovviamente non sta in piedi. Tra questi due estremi andava cercato un equilibrio: e credo che tutto sommato con il sistema delle liste concorrenti (meglio sarebbe stato avere per&ograve; le preferenze), con almeno tre-quattro candidati che presentandosi come outsiders hanno cooptato molta gente prima  estranea alla politica e con una delle tre liste che sostengono il vincente designato sostanzialmente costituita da facce nuove, beh credo che l&rsquo;obiettivo di iniettare una forte dose di novit&agrave; in un corpo che non pu&ograve; e non vuole rinunciare alla sua storia  sar&agrave; raggiunto.<br /><br /><strong>I candidati.</strong> Non avrei difficolt&agrave; a votare per Veltroni, per Bindi, per Letta e per Adinolfi. Avrei dei validi motivi per votare per ognuno di loro. Bello essere in imbarazzo per eccesso di volont&agrave; di voto piuttosto che per difetto. Ho seguito l&rsquo;ottima iniziativa di <a href="http://www.repubblica.it/speciale/2007/primarie_diamanti/indice_domande.html" rel="self">Repubblica</a> delle 10 domande ai candidati. <br /><br />Direi che Marione mi ha spesso convinto sui temi forti dell&rsquo;identit&agrave; e delle prospettive. &Egrave; invece caduto fragorosamente sulle domande di economia dove invece &egrave; andato bene, e come poteva essere altrimenti, Letta. Veltroni non ha particolarmente brillato: essendo l&rsquo;incumbent aveva solo da perdere a sbilanciarsi. Alla fine per&ograve;, quella che mi ha convinto di pi&ugrave; &egrave; la Bindi. Per molte delle ragioni che cita anche <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/10/e-sottolineo-se.html" rel="self">Leonardo</a>. Voterei quindi la Bindi, se fossi li.<br /><br />Mentre sorge il sole sulla marina di san Diego, penso alle cose di casa nostra. Penso al nuovo partito che oggi nasce. Al posto in cui voglio sentirmi a casa, insieme a centinaia di migliaia di altri compagni. I wish i was there&hellip;<br />]]></content:encoded></item><item><title>dissonanza cognitiva</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><category>Politica</category><dc:date>2007-10-04T09:22:16+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dissonanza-cognitiva.html#unique-entry-id-330</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dissonanza-cognitiva.html#unique-entry-id-330</guid><content:encoded><![CDATA[<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dissonanza_cognitiva" rel="self">Dissonanza cognitiva</a></strong>. Cio&egrave; -spiega Wikipedia- <em>la condizione di individui le cui credenze, nozioni, opinioni contrastano tra loro, ad esempio la dissonanza per incoerenza logica, o con le tendenze del comportamento, es. dissonanza per l&rsquo;esperienza passata, o con l&rsquo;ambiente in cui l&rsquo;individuo si trova ad operare, quindi dissonanza per costumi culturali.<br /><br /></em>...Incoerenza logica tra quello che si dice e le proprie tendenze, comportamenti, esperienze, ambienti e costumi culturali. Deve trattarsi per forza di questo! <strong>Ecco di che cosa &egrave; affetto l'onorevole Previti</strong>. Ecco perch&egrave; forse gli hanno concesso tutte le attenuanti che si potevano concedere e lo hanno mandato cosi in fretta ai domiciliari. <strong>Poverino, &egrave; cognitivamente dissonante.</strong><br /><br /><strong>Non ci credete? </strong>Leggete le esilaranti (se non fossero inquietanti) intercettazioni della conversazione del 7 aprile 2006 (2 giorni prima delle elezioni) tra l'ormai ex onorevole e<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Lotito" rel="self"> Lotito</a>  in cui Previti raccomanda in malo modo il figlio per un posto in squadra che dice lui &egrave; ora scandalosamente occupato da un raccomandato che <em>non vale un cazzo perch&eacute; &egrave; solo grosso e fregnone. <br /><br /></em><blockquote><p>Previti chiama Lotito: "Claudio, io so' stato sempre 'na persona seria, 'na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresent&agrave; 'a gloriosa maglia biancoceleste, io questo proprio non te lo consento proprio, io faccio un casino. Proprio veramente succedono l&igrave; delle cose da basso impero, con un generale da operetta che non capisce un cazzo di calcio e che caccia via i ragazzi bravi e difende quelli che non hanno le qualit&agrave; manco pi&ugrave; elementari. Ma stiamo scherzando? Mio figlio viene mortificato da un anno, e io mi sono rotto il cazzo, nel vero senso della parola".<br><br>Lotito risponde: "Ora prendo in mano il settore giovanile". Ma Previti insiste: "Queste cose non le posso sopportare come laziale, perch&eacute; tu sai che ogni laziale si sente laziale come patto d&rsquo;onore con Dio. Noi non siamo come i romanisti".<br><br>Secondo pap&agrave;, il figlio "lo mandano a fa la riserva in un'altra squadra, per fare rientrare un cattivo soggetto per levare il posto di Umberto, il quale continua a riscaldare con il suo riverito culo la panchina", mentre, a suo parere, "&egrave; a livello de giocare in qualsiasi squadra de prima serie, cazzo!". Ma sarebbe discriminato "perch&eacute; se chiama Previti".<br><br>Lotito ammette che "il fatto &egrave; grave", anche perch&eacute; prima "nelle giovanili c'era parecchia corruzione". Previti, condannato per il processo IMI-SIR, intima di moralizzare l'ambiente cacciando "i raccomandati de pap&agrave;".<br><br>Lotito provveder&agrave; a farlo a fine campionato, ma Previti non molla ancora: "Adesso io c'ho il problema di mio figlio, &egrave; un problema immediato, perch&eacute; mi fijio seduto 'n panchina pe' fa' gioc&agrave; 'n raccomadato&raquo;. Il presidente laziale chiede: &laquo;Chi &egrave; 'sto raccomandato?&raquo;. E Previti risponde: &laquo;Luciano, Luciani, Apollo, che ne so, uno arto e grosso, tecnicamente non vale un cazzo perch&eacute; &egrave; solo grosso e fregnone e mi fijo s&rsquo;&egrave; fatto mezzo campionato de panchina&hellip; 'na cosa inaccettabile sul piano mo-ra-le!&raquo;.<br><br>Oggi Umberto Previti gioca nella Primavera della Lazio ed &egrave; stato inserito anche nella lista B biancoceleste di Champions League, come terzo portiere.</p></blockquote>]]></content:encoded></item><item><title>inventori con le batterie scariche</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><category>Computer</category><dc:date>2007-10-03T09:32:27+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/batterie-scariche.html#unique-entry-id-329</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/batterie-scariche.html#unique-entry-id-329</guid><content:encoded><![CDATA[Il problema degli aggeggi elettronici -si sa- sono sempre le batterie. Dove posso andare con due ore di autonomia sul mio portatile? Vogliamo poi parlare dell'auto elettrica, dell'auto ibrida, del segway e di tutte quelle altre bellissime diavolerie che semplificherebbero e migliorerebbero drammaticamente la nostra vita non fosse altro per il fatto che attualmente possono farlo solo per pochi giri/massimo 15 km/solo 2 ore di autonomia? <br /><br />Dannata tecnologia dell'accumulazione energetica, vero collo di bottiglia della modernit&agrave;. Dio stramaledica le duracell, le zinco carbone e pure le batterie al litio, che per quello che vorremmo fare noi, comunque non durano nulla.<br /><br />Vediamo allora che diavolerie sono allo studio di questi tempi per risolvere/aggirare/ingannare l'annoso problema:<br /><br /><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pila_a_combustibile" rel="self">Pile di idrogeno</a></strong><strong>. </strong>Eterna promessa della modernit&agrave;, celebrata da Rifkin e sodali. Doveva essere la via ecologica all'energia infinta. Tante piccole celle dove l'idrogeno entra in contatto con l'ossigeno e nel processo di diventare acqua rilascia tanta bella energia pulita. Ma dove si &egrave; arenato il piano? Mah, sembra si siano accorti che per innescare le reazioni servano degli elementi rari e sostanzialmente in via di esaurimento sulla crosta terrestre. quindi per ora dite <em>adieu</em> all'idrogeno, almeno fino a quando non riusciamo ad aprire le miniere su marte.<br /><br /><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_ad_aria_compressa" rel="self">Batterie ad aria compressa</a></strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_ad_aria_compressa" rel="self">.</a> E se proprio non dovessimo muovere le nostre macchine con l'idrogeno, che almeno si spostino grazie ad un po' di sana aria compressa. Oppure no? Sembra che anche questa idea per accumulare energia sia presto <a href="http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/eolo.html" rel="self">naufragata</a> dalle parti della <a href="http://www.omniauto.it/magazine/2477/presto-una-tata-ad-aria-compressa" rel="self">Tata</a><br /><br /><strong><a href="http://www.pcworld.com/printable/article/id,110120/printable.html" rel="self">Batterie al metanolo</a></strong><strong>. </strong>Eh gi&agrave;!  Dopo che lo hanno fatto bere ai vostri padri mischiato al <a href="http://www.teatronaturale.it/articolo/2323.html" rel="self">vino</a> quando voi eravate piccoli, sembra che ora il metanolo finir&agrave; nelle batterie dei vostri cellulari. E cosi dovrete entrare dal tabaccaio per comperare non una, ma ben due ricariche. LA schedina magnetica per il credito e la bomboletta modello ricarica dello Zippo. Ad occhio e croce credo per&ograve; che vi faranno qualche storia se vi arrischiate ad avvicinarvi a meno di 200 metri da un check-in dell'aeroporto. E fate attenzione a non macchiarvi i pantaloni con tutti quei liquidi quando provate a ricaricarvi il vostro portatile negli angusti seggiolini dell'Eurostar.<br /><br /><strong><a href="http://www.electronista.com/articles/07/10/02/betavoltaic.battery/" rel="self">Batterie Betavoltaiche</a></strong><strong>. </strong>Quei mattacchioni dell'aviazione americana hanno avuto un idea geniale: una batteria che pu&ograve; alimentare il vostro notebook per i prossimi 30 anni. E come si fa? Molto semplice, metti nella batteria un po' di combustibile nucleare, qualche radioisotopo, tra l'hardisk ed il DVD e metti una piccola rete che raccoglie gli elettroni in decadimento: energia assicurata fino alla nascita dei tuoi pronipoti ai quali potrai finalmente passare quell'anticaglia che nel frattempo &egrave; diventato il tuo portatile. Gli ingegneri assicurano che la batteria non produce emissioni radioattive e per di pi&ugrave; non scalda! Tra i vantaggi sembra che ti permetta di farti da solo delle lastre radiografiche ponendoti in piedi tra lo schermo e lo specchio del bagno.<br /><br /><strong><a href="http://www.electronista.com/articles/06/11/21/apple.heat.conversion/" rel="self">Batterie termali</a></strong><strong>. </strong>Che cosa farne di tutto quel calore che emette il fondo del portatile e che fa sempre girare vorticosamente quelle ventole maledette? Geniale -devono aver pensato quelli della<a href="http://www.eneco.com" rel="self"> Eneco</a>- trasformiamolo in energia. Cosi, scrivono quelli di <a href="http://www.macnn.com/articles/06/11/21/power.generating.heatsinks/" rel="self">MacNN</a>, potremmo un giorno non avere pi&ugrave; bisogno delle batterie nei portatili. Gi&agrave; geniale... trasformare calore in energia. ma forse sarebbe meglio dire ritrasformare, dal momento che quel calore, prima di essere un effetto collaterale della produzione di potenza di calcolo, era alimentato a sua volta dall'energia della batteria. Dunque energia che diventa calore, che ridiventa energia. E se mi ricordo ancora qualcosa di termodinamica, mi sembra che il processo non possa andare avanti a lungo senza esaurirsi... Ma tant'&egrave;... comperatevi un plaid da viaggio perch&egrave; in futuro non potrete pi&ugrave; contare sul tepore accogliente del vostro portatile per riscaldare le vostre lunghe e fredde trasferte in treno.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ma lo squatting &#xe8; di sinistra?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>economia</category><category>Politica</category><dc:date>2007-09-27T10:23:50+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/squatting-di-sinistra.html#unique-entry-id-328</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/squatting-di-sinistra.html#unique-entry-id-328</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/cassazione-iacp/cassazione-iacp/cassazione-iacp.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry328_1.jpg" width="408" height="69"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Ci si ritrova a commentare l'ennesima singolare sentenza della Cassazione. E quando si dice singolare, si usa ovviamente un'eufemismo.<br /><br />Ovviamente ci sono una serie di argomenti ai quali qualsiasi economista potrebbe inchiodare questa bizzarria. Sarebbe una critica se volete da destra, ma va comunque brevemente fatta.<br /><br />-La non punizione dell'occupazione abusiva <strong>equivale al riconoscimento del diritto di </strong><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Squatting" rel="self">squatting</a></strong>. Con tanti saluti al diritto di propriet&agrave;. Questo ovviamente mina la sicurezza degli scambi economici, l'incentivo a lavorare sodo e ad investire una vita per costruire qualcosa (tanto te lo possono portare via gli squatters).<br /><br />-Ovviamente l'insicurezza di questo diritto ha <strong>effetti devastanti sul mercato degli affitti </strong>-a danno insomma di quei deficienti che ancora l'affitto lo pagano- in quanto i proprietari impauriti dal rischio squatters esigeranno premi rischio pi&ugrave; alti ed, al margine, metteranno meno case sul mercato. <br /><br />Ma questa se volete &egrave; una critica da destra. Una critica che, naturalmente, la destra italiana ha fatto a questa sentenza. Leggo per&ograve; che la sinistra italiana (facile immaginare quale, ma <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/cassazione-iacp/cassazione-iacp/cassazione-iacp.html" rel="self">Repubblica</a> ci viene in contro e fa tre nomi: Ferrero, Caruso e Cento. Tanto per non sbagliarsi!) addirittura parla di<em> sentenza di civilit&agrave;. </em>E' d'obbligo quindi una sacrosanta critica da sinistra.<br /><br />Ma alla persona che aspettava l'assegnazione dell'alloggio popolare abusivamente occupato, <strong>ci ha pensato qualcuno?</strong> Perch&egrave; se questa persona aveva guadagnato il diritto all'assegnazione dell'alloggio popolare legalmente, o pensiamo che l'agenzia che assegna le case sia una mafia, oppure dobbiamo per forza concludere che anche questa persona sia un'indigente. <strong>A questa persona, Ferrero, Caruso e Cento, hanno per caso qualcosa da dire?</strong> Vogliono spiegare loro a questa persona che in questo paese governato dalla sinistra la <em>civilit&agrave;</em> dell'illegalit&agrave; e della violenza dell'occupazione abusiva deve avere ragione della mitezza e della fiducia di chi segue le regole? <br /><br /><strong>Ma &egrave; veramente questo che la sinistra italiana si ritrova oggi a difendere?</strong> Il soppruso e l'illegalit&agrave;? la furbizia e l'arroganza? <strong>il </strong>(presunto ma non necessariamente) <strong>povero che rubal al</strong> (vero e legalmente riconosciuto) <strong>povero?</strong> <br /><br />Scusate, ma se questa &egrave; la sinistra, io do ragione ad Alesina-Giavazzi e dico che il liberismo (che difende il diritto di propriet&agrave; ed il primato della legge) &egrave; di sinistra e <strong>la sinistra &egrave; ahime diventata nel frattempo un po' fascista.</strong><br /><br />PS. Onde prevenire una facile critica di appendice, meglio precisare che non ci siamo nel frattempo dimenticati della madre disoccupata oggetto della sentenza. Certamente una sinistra presentabile vorrebbe che lo stato sociale si facesse carico anche del suo problema. Ad esempio sovvenzionando un affitto per un certo periodo ed agevolando la sua scalata (legale) nella graduatoria delle assegnazioni (legali) di case popolari. <br /><br />Noi, <em>clintonianamente</em>, vorremmo che un governo di centrosinistra creasse le strutture necessarie ad accogliere il figlio in un nido e lasciasse alla madre il tempo per lavorare e conquistare con le sue forze la capacit&agrave; di pagarsi una casa. <br /><br />Uno stato attento ai pi&ugrave; deboli ha molti modi per prendersi cura degli ultimi. <strong>Il riconoscimento del diritto di squatting non rientra tra questi</strong>.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Humor</category><dc:date>2007-09-25T13:02:59+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/serve-nuova-fondazione.html#unique-entry-id-327</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/serve-nuova-fondazione.html#unique-entry-id-327</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2549158.html?ref=hpsbdx4" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry327_1.jpg" width="395" height="37"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Che il paroliere volesse dire che ora che la barca affonda, anche a lui* serve una fondazione da presiedere per il dopo?<br /><br />*<span style="font-size:11px; "><em>vedi  D'Alema che si fa presidente della fondazione ItalianiEuropei dopo il 2001 e Cofferati della fondazione DiVittorio dopo l'usicta dalla CGIL<br /></em></span></p>]]></content:encoded></item><item><title>Le ordinarie dimissioni del sig. Capecchi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-09-21T09:55:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dimissioni-capecchi.html#unique-entry-id-326</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dimissioni-capecchi.html#unique-entry-id-326</guid><content:encoded><![CDATA[<em>Antescriptum: &egrave; da un po' che non scrivo. MI sono chiesto perch&egrave;. Credo di avere un post sul groppone che non riesco per&ograve; a buttare gi&ugrave;. Riguarda ovviamente Grillo e gli strascichi del V-day...</em>. <br /><br />Ed ora a noi: il <strong>Sig</strong>. <strong>Riccardo Capecchi si &egrave; dimesso</strong>. Chi &egrave; il sig. Capecchi? Trovate una sua bio <a href="http://www.vedro.it/gindex.php?id=12&item=64" rel="self">qui</a>. Giovane, brillante, intraprendente consigliere di Palazzo Chigi, ha avuto la colpa di prendere un aereo, qualche settimana fa. Un aereo speciale: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Senza-grazia-e-senza-giustizia/1765034" rel="self">riportava il vice-presidente del consiglio Rutelli</a> a Roma dopo la premiazione del Gran Premio d'Italia a Monza. Sullo stesso aereo della presidenza del consiglio, viaggiava anche il ministro <strong>Mastella</strong> <strong>con la famiglia</strong>.  E poi -al rientro a Roma- il sig. Capecchi.  E' una notizia marginale, ma si presta ad alcune riflessioni. Ne butto gi&ugrave; alcune emerse sulla stampa un po' alla  rinfusa.<br /><br />-Innanzitutto non si capisce perch&egrave; le cariche istituzionali <strong>si debbano spostare con un Airbus</strong> da 100 posti.<br />-Poi gli onorevoli potrebbero prendere <strong>aerei di linea</strong>, o ci vogliono far credere che davvero quella domenica non c'era uno -dico 1- volo roma-milano con un paio di posticini per Rutelli e body-guard? Sorvoliamo  -&egrave; il caso di dirlo- poi sulla questione del <strong>viaggio in elicottero</strong> da Linate a Monza. Per dovere di cronaca dobbiamo dire forte anche che <em>non tutti sono uguali, [non] tutti rubano alla stessa maniera</em>. Infatti <strong>Padoa-Schioppa viaggia con le low cost e Prodi in </strong><strong><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/15/aerei_lusso_politici_mastella.shtml" rel="self">treno</a></strong>.<br />-Poi potremmo anche capire che Rutelli si sia recato alla premiazione per dovere istituzionale (seeeehhhh). Ma cosa giustificasse la presenza di Mastella no, non riusciamo a capirlo...<br />E via discorrendo... Credo che dettagli poco edificanti in questa piccola storia di casta se ne trovino in quantit&agrave;. Poi c'&egrave; questo Sig. Capecchi, che scrocca un passaggio su un aereo che gia avrebbe volato al rientro su Roma. In fondo il dettaglio pi&ugrave; insignificante.<br /><br />Ma lui &egrave; l'unico ad essersi dimesso. Ex-scout (e qui scatta la solidariet&agrave; di corpo), dice di essersi dimesso per aver infangato con il suo comportamento l'istituzione che era chiamato a rappresentare. Dimissioni <strong>senza grida al complotto ed irrevocabili. Punto.</strong><br /><br /><strong>Qui inizia la vicenda che per&ograve; mi interessa raccontare</strong>. Sui giornali e sul web infatti il Sig. Capecchi &egrave; diventato una specie di eroe. <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=331&ID_sezione=56&sezione=" rel="self">Gramellini</a> sulla Stampa, Messina sulla Repubblica ed altri ancora:  Capecchi<em> for president</em>. Capecchi santo subito. Capecchi l'alieno. Capecchi il danese, lo scout, l'integerrimo. Il suo? Un gesto di onest&agrave;. Un gesto nuovo, mai visto in Italia. E via discorrendo...<br /><br />Ora, mi sembra paradossale che si elogi una persona che si &egrave; imboscata in una aereo (che non avrebbe mai dovuto partire), si &egrave; fatta fotografare e si &egrave; dimessa solo dopo la pubblicazione delle foto. Certo, questo &egrave; quanto di meglio passa il convento della politica italiana. Qualcuno che ancora si vergogna. Qualcuno a cui &egrave; rimasto un po' di senso del pudore. Ma basta? Ma ci basta? Ma ci basta come elettori amareggiati? Come contribuenti defraudati? Come fruitori di servizi mancanti in uno stato oberato da queste spese frivole? Davvero vogliamo il sig. <em>Capecchi for president</em> solo perch&egrave; &egrave; il meno peggio?<br /><br />Prendiamo pi&ugrave; seriamente<strong> le ordinarie dimissioni del Sig. Capecchi.</strong> Per una volta che qualcuno ci offre questa opportunit&agrave;. Proprio perch&egrave; non le fa ormai pi&ugrave; nessuno. Restituiamo significato a questo gesto. <br /><br />Le dimissioni ovviano <strong>in parte</strong> alla vergogna. Ma solo in parte. Per completare la parabola espiativa, per essere prese seriamente, esse richiedono l'oblio, l'eclissi: in una parola richiedono che l'uomo si renda effettivamente <a href="http://www.demauroparavia.it/33236" rel="self">dimesso</a>. Per rispetto anche al Sig. Capecchi (al quale comunque suggerirei di chiudere la vicenda con il rimborso del costo del biglietto sola andata Alitalia classe business) lasciamolo quindi come ha scelto di essere: e cio&egrave; <strong>semplicemente dimesso</strong>.<br />]]></content:encoded></item><item><title>contribuzione previdenziale differita</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-09-02T18:42:57+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/contribuzione-differita.html#unique-entry-id-325</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/contribuzione-differita.html#unique-entry-id-325</guid><content:encoded><![CDATA[Avviarsi alla vita. Mettere su casa, sposarsi, pensare ai figli. Quanto &eacute; difficile per un giovane in questa epoca di precariato? &Eacute; quasi paradossale che il reddito sia pi&ugrave; basso ed instabile per coloro che sono in quella fase della vita dove invece una certa liqudit&agrave; permetterebbe una serie di investimenti a lungo termine quali appunto la casa e la famiglia, mentre il reddito diventa pi&ugrave; alto (grazie agli scatti di anzianit&agrave; e agli avvanzamenti di carriera) negli anni in cui solitamente il mutuo della casa &eacute; ripagato ed i figli grandi non sono pi&ugrave; un <em>onere economico. </em>C'&eacute; un evidente <em>mismatch</em>: i soldi non ci sono quando servirebbero ed arrivano quando non sono pi&ugrave; cosi necessari.<br /><br />E se rinviassimo il pagamento dei contributi pensionistici pi&ugrave; in avanti con l'et&agrave;, diciamo alle soglie della pensione? Non so nula di meccanismi pensionistici per cui quanto segue potrebbe essere qualsiasi cosa compresa tra una banalit&agrave; gi&agrave; ampiamente implementata ed una stupidaggine bella e buona. Ma tant`&eacute;, io la butto li. Voi ditemi se &eacute; l'una o l'altra cosa.<br /><br />Partiamo dalla teoria. Dall'ipotesi del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_del_ciclo_vitale" rel="self">ciclo vitale</a> di Modigliani. Per dirla in due parole, se fossimo perfettamente razionali, ed il mercato del credito fosse competitivo e funzionasse senza frizioni, allora dovremmo essere in grado di prendere a prestito dal mercato finanziario nelle fasi della vita in cui non abbiamo un reddito (es. quando studiamo o quando andiamo in pensione) o esso &eacute; al di sotto delle nostre esigenze (es. quando mettiamo su famiglia e comperiamo casa) e dovremmo restituire questo debito nelle fasi in cui il nostro reddito &eacute; sopra le nostre esigenze (nel fulcro della carriera intorno dopo i 50 anni di et&agrave; ).<br /><br />Purtroppo gli uomini non sono cosi razionali da anticipare il proprio ciclo di reddito nell'arco della vita (molto spesso un precario non riuscie a prevedere il proprio redditodi l&agrave; a qualche settimana) ed il mercato del credito &eacute; cosi miope e viscoso da concedere prestiti al pi&ugrave; per l'acquisto della casa e spesso condizionato alla fornitura di garanzie draconiane (ve lo immaginate la faccia del vostro banchiere se gli chiedeste un prestito perch&egrave; dovete tirar su dei figli?)<br /><br />Che si pu&ograve; fare per alleviare questa restrizione del credito? Accantoniamo l'idea che lo stato si possa sostituire alle banche (problemi di cassa e problemi di  moral hazard). Meglio pensare ad un auto-prestito del lavoratore a se stesso.  Si tratterebbe di rendere spendibili le trattenute previdenziali nei primi anni di lavoro, diciamo dai 18 ai 35 anni (magari per non pi&ugrave; di 5-7 anni in totale), e di recuperare poi quelle contribuzioni e gli interessi nel frattempo non maturati nelle fasi finali della vita lavorativa, diciamo per 10-15 anni, dai 50 ai 65 anni. Si tratta di ritrovarsi il 20% e pi&ugrave; in pi&ugrave; in busta paga nei primi anni quando pi&ugrave; serve e restituirne altrettanti (per un periodo pi&ugrave; lungo). il meccanismo qui descritto &eacute; un po' rozzo: ha un unico scalino positivo inizialmente (+20% rispetto al reddito decurtato delle trattenute) ed un unico scalino negativo alla fine (-20%) . Ma pu&ograve; essere pi&ugrave; graduale ed ad esempio prevedere che su 35 anni di vita lavorativa si passi da un +15% ad un -20% con uno scalino di  un punto percentuale all'anno.<br /><br />Per come sono le cose ora, i giovani partono con redditi molto bassi e spesso si devono fare aiutare dai genitori per <em>avviare </em>la propria vita. Una misura di questo genere aiuterebbe un giovane a fare da se e lascerebbe al genitore l'incombenza di pensare alla propria pensione.<br /><br />Certo ci vorrebbe uno esperto di previdenza per fare bene i calcoli (se ce ne &eacute; uno che mi aiuta magari...), ma cosi ad occhio e croce mi sembra un'idea interessante che certo non risolve il problema del precariato ma da un po' di respiro ai giovani nelle prime fasi della loro vita lavorativa. Ma forse &eacute; solo una banalit&agrave; gi&agrave; ampiamente implementata o una stupidaggine bella e buona...<br />]]></content:encoded></item><item><title>Ma di chi si parla?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Humor</category><dc:date>2007-09-01T14:22:10+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/brambilla-berlusconi-dalema.html#unique-entry-id-324</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/brambilla-berlusconi-dalema.html#unique-entry-id-324</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2482224.html?ref=hpsbdx3" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry324_1.jpg" width="534" height="143"/></a><br /><br />A fare i cinici e maliziosi, si potrebbe anche cambiare l'ultima frase come segue: <em>Cosi' la presidente dei circoli della libert&agrave;, Michela Brambilla, risponde ai giornalisti alla festa dell'Udeur a Telese Terme su Massimo D'Alema.<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>miraggio nel deserto</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Politica</category><dc:date>2007-08-30T15:51:34+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/energia-dal-deserto.html#unique-entry-id-323</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/energia-dal-deserto.html#unique-entry-id-323</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry323_1.gif" width="111" height="101"/></div>Eccolo qui. Lo <a href="http://www.trecers.net/downloads/summary_it.pdf" rel="self">sguardo</a> del club di Roma sul futuro energetico come lo vorremmo. Niente di fantascientifico. Ma un progetto molto concreto fatto di tecnologie gia oggi disponibili. Si tratta di disseminare le coste del nord-africa di centrali a solare termodinamico. Si, quelle che Rubbia sta promuovendo da anni con il suo <a href="http://www.enel.it/eventi/priolo/progettoArchimede.asp?m=2" rel="self">progetto Archimede</a> tra l'indifferenza generale. Si tratta di concentrare l'energia solare attraverso degli specchi per riscaldare un liquido e con questo far girare delle turbine a vapore come quelle delle locomotive. Con utili accorgimenti si pu&ograve; rendere la produzione costante anche in assenza di sole (evenienza per altro rara nel deserto) imprigionando il calore in eccesso in soluzioni saline e accoppiando le turbine con dei motori a combustibile per le emergenze. <br /><br /><div class="image-left"><a href="http://www.trecers.net/fullneed.jpg" rel="external"><img class="imageStyle" alt="unknown" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry323_2.jpg" width="197" height="128"/></a></div><strong>E quante centrali ci vogliono per generare tutta questa energia? </strong>In questa immagine affianco, il quadratino rosso centrale indica la superficie equivalente di deserto necessaria per produrrre attraverso gli specchi il fabbisogno energetico dell'europa e del nordafrica. Certo &egrave; una bella superficie (un quadrato di 50 km di lato), ma non si pu&ograve; certo dire che laggi&ugrave; manchi lo spazio. Peraltro l'irradiazione solare nel deserto &egrave; doppia rispetto a quella dei paesi del sud europa e questo costituisce un ulteriore motivo per localizzare in quelle regioni le centrali.<br /><br /><strong>Si certo, ma poi come la si porta qui in Europa tutta questa energia? </strong>In fondo ci hanno sempre insegnato che l'energia anche ad alto voltaggio, su grandi distanze si disperde a tal punto da non essere pi&ugrave; conveniente. Questo vale per&ograve; per la corrente alternata, non per la corrente continua. Tramite delle connessioni<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/HVDC" rel="self"> HVDC</a>, si pu&ograve; ottenere con dispersioni minime il trasporto di energia attraverso le migliaia di chilometri che separano il deserto dai nodi europei  nei quali l'energia verrebbe poi reimmessa nella rete esistente. Le reti di trasmissioni HVDC non sono una possibilit&agrave; teorica ma delle infrastruttre gia comunemente operanti in tutto il mondo.<br /><br /><strong>Gli scettici potrebbero storcere il naso, ma qunato costa un progetto simile? </strong>Costa molto. una stima parla di 400 miliardi di euro fino al 2050 ma non fermiamcoi a dei numeri che sono assolutamente volatili. Pensiamo invece alle dimensioni ed alla portata del progetto. Si tratta di sostituire l'energia che attualmente produciamo con i derivati del petrolio o con il nucleare. Si tratta di rendere l'Europa ed il mediterraneo carbon-neutral o quasi. Si tratta in fondo di sostituire oleodotti con elettrodotti.<br /><br />il progetto del Club di Roma poi si integra con le altre fonti rinnovabili: dal vento lungo le coste atlantiche, all'idroelettrico nelle alpi, alla biomassa dei balcani. No, non &egrave; un miraggio nel deserto ma una strada del tutto percorribile anche con le tecnologie attuali verso un futuro sostenibile per l'Europa ed il mediterraneo.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>soccorsi&#x21; so&#x27; ccorsi via...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-08-23T15:16:03+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/8a7925855df6900b7048b8f320a0bd8f-322.html#unique-entry-id-322</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/8a7925855df6900b7048b8f320a0bd8f-322.html#unique-entry-id-322</guid><content:encoded><![CDATA[I soccorsi non sono arrivati. Nessuno si &eacute; fatto vedere. <strong>I soccorsi assenti, i maledetti soccorsi tardivi. </strong>I telegiornali ne sono pieni: facce arrabbiate; a volte fuligginose; a volte visi sconvolti dal dolore per aver perso propriet&agrave; se non addirittura amici e parenti. Mentre il sud &eacute; in fiamme, divampa la protesta sui soccorsi. <strong>I fantomatici soccorritori che non accorrono mai; la protezione civile assente; lo stato che abbandona; i poveri cittadini che devono difendere il loro giardino con propri secchi e pale.</strong> <br /><br />Gli incendi estivi sono un cataclisma. Sappiamo tutti quali danni essi provochino, e quali perverse logiche essi celino. Sappiamo anche che non serve andare fuori dai confini del paese per vedere come si possa risolvere il problema. Anzi, diciamolo chiaramente: <strong>la maggior parte del territorio italiano ha un livello di incendi che possiamo considerare fisiologico, ed una ristretta parte del territorio pu&ograve; vantare esperienze di eccellenza assoluta a livello mondiale. </strong>E chi ne dubita, si faccia un giro dalle mia parti, nel Trentino coperto di boschi, dove ogni villaggio dicento anime conta il suo corpo volontario di vigili del fuoco addestrato e attrezzato come lo sono i vigili professionisti nel resto del paese.  <strong>Il problema degli incendi boschivi diventa patologicamente drammatico (fino alla morte di diverse persone ogni anno) solo nel sud Italia.</strong><br /><br />Sar&agrave; colpa solo del solito pregiudizio antimeridionale? O sar&agrave; colpa della mafia, della cammorra o dell'ndrangheta? O forse sar&agrave; lo stato che non paga adeguatamente i pompieri, che non fornisce i mezzi, e che possiede una flotta di soli 20 canadair (la flotta pi&ugrave; vasta tra i paesi europei peraltro)?Tutto questo certo. Mettiamoci anche il clima meno clemente del sud, se questo consola qualche meridionale che potrebbe sentirsi altrimenti discriminato dalle mie parole. <br /><br />Eppure vorrei tornare a quei visi ed a quei volti che arrabbiati cercano invano i soccorsi che li salvino. Perch&eacute; forse anche li sta una radice di questo male. &Eacute; mai possibile che i soccorsi debbano sempre venire da fuori? Che societ&agrave; civile &eacute; quella che affida la difesa della propria sicurezza ai canadair che vengono da altrove, dal cielo e comunque sempre da lontano? <br /><br />Certo il Trentino non fa testo, ma &eacute; pur sempre un esempio a cui guardare no? Ed allora perch&eacute; dalle mie parti appena si intravvede un comingnolo di fumo, la gente telefona immediatamente, e nel giro di pochi minuti squadre e squadre di volontari sono sul posto? Perch&egrave; i ragazzi vedono come motivo di orgoglio quello di prestare il proprio impegno gratuitamente ed anche a rischio della vita nei corpi volontari? perch&eacute; l'amministrazione provinciale e comunale invece di sperperare soldi, dota questi volontari di tutte le attrezzature di cui necessitano? Perch&eacute; in Trentino i canadair ci devono venire solo ogni <em>tot</em> anni in casi di incendi eccezzionali? <br /><br />Il perch&eacute; ovviamente lo so, ed &eacute; quello che fa la differenza tra una vera societ&agrave; civile dove <strong>prevale il senso del bene comune ed il contributo che ognuno pu&ograve; dare alla sua tutela</strong>, ed una <strong>societ&agrave; incivile dove prevale la familistica difesa delle cose proprie e l'attesa messianica per i soccorsi che devono arrivare sempre e comunque da altrove.</strong> Ed &eacute; in questo familismo, in questa mancanza di "senso del noi" e "del senso del nostro", che germoglia poi la criminalit&agrave; organizzata cosi come proliferano gli incendi boschivi. L&iacute; vi si generano entrambi i fenomeni perch&eacute; da una parte il familismo crea quell'economia del malaffare che dagli incendi trae linfa, e dall'altra il familismo non si cura della prevenzione di quegli incendi almeno fino a quando essi lambiscono il proprio giardino.]]></content:encoded></item><item><title>esecrabili evasioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-08-22T12:55:33+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/rossi-fastweb-furibondi.html#unique-entry-id-321</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/rossi-fastweb-furibondi.html#unique-entry-id-321</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="Picture 4" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry321_1.jpg" width="320" height="46"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Sembra che Fastweb abbia ricevuto tante email di protesta da propri abbonati circa l'impresentabilit&agrave; di Rossi come testimonial, viste le sue grane con il fisco. Se questa piccola notizia fosse vera, e non solo l'abbaglio tardoagostano di qualche giornalista, sarebbe davvero una <strong>sorprendente ottima novit&agrave;</strong>. <br /><br />ntendiamoci, <strong>Valentino Rossi &eacute; la simpatica canaglia</strong> che fa sorridere con le sue sorprese ed inorgoglisce con le sue imprese. Ma sulla questione delle tasse ha fatto un grande scivolone. Si certo, in quell'ambiente fanno tutti cosi. E sar&agrave; anche stato malconsigliato, ne siamo certi. Ad occhio e croce ci sembra il tipo che a malapena conosce il nome del suo commercialista. Comunque questo <strong>non lo solleva dalle sue responsabilit&agrave;</strong> e ci auguriamo che quando il fisco presenter&agrave; il conto (con arretrati e sanzioni dovute), egli pagher&agrave; con la leggerezza che lo contraddistingue.<br /><br />La buona notizia comunque &eacute; un'altra: <strong>che agli italiani (almeno ad alcuni di questi abbonati a fastweb) l'evasione faccia finalmente rabbia</strong> e non indifferenza o addirittura ammirazione come spesso accade. Forse il lavoro di Visco ed in generale del governo Prodi sull'immoralit&agrave; dell'evasione comincia lentamente ad attecchire. Le tasse non pagate sono soldi rubati ad altri contribuenti e non sottratti allo stato cattivo, come se lo stato fosse altrove.<br /><br />Questa piccola news giunge nei giorni in cui il cardinal Bertone conferma sostanzialmente le parole di Prodi  di qualche giorno addietro circa l<strong>'immoralit&agrave; per un cattolico dell'evasione</strong>; e nei giorni in cui chi si rimepie la bocca di sciocchezze sullo <strong>sciopero fiscale</strong> (azione che <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/08/evadere-bossi.html" rel="self">Leonardo</a> suggerisce di punire immediatamente con la sospensione dello stipendio di parlamentare pagato con le stesse tasse che si vogliono non pagare) viene isolato dallad sua stessa parte (vedi la distanza presa da Berlusconi nei confronti di Bossi e da confindustria nei confronti di un suo associato).<br /><br />Ch stia cambiando l'aria?<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;alba del centenario</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Scout</category><dc:date>2007-07-31T15:40:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/alba-centenario.html#unique-entry-id-318</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/alba-centenario.html#unique-entry-id-318</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="albacentenarioterracina2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry318_1.jpg" width="208" height="159"/>   <img class="imageStyle" alt="albacentenarioterracina" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry318_2.jpg" width="208" height="159"/><br /></p><p style="text-align:left;">Oggi &eacute; il giorno del <a href="http://www.scouteguide.it/centenario/iniziative/alba.htm" rel="self">centenario</a>. Questa mattina all'alba, molti di noi -fratelli in quella promessa formulata tanti anni fa- hanno pronunciato quelle stesse parole:<br /><br /><em>Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza e per osservare la </em><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_scout" rel="self">Legge scout</a></em><em>.</em><br /><br />Legge promessa, uniforme... Strada, servizio, fede... Avventura, comunit&agrave;, impegno.... Quanto suonano strane queste parole? e quanto sono anacronistici gli scout? cosi fuori dal tempo da essere cos&igrave; terribilmente attuali</p>]]></content:encoded></item><item><title>Qui&#x2c;qui e qui</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-07-31T15:16:39+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/estate.html#unique-entry-id-317</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/estate.html#unique-entry-id-317</guid><content:encoded><![CDATA[Oggi sono <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=terracina,+italy&ie=UTF8&ll=41.2837,13.211489&spn=0.005023,0.010611&t=k&z=17&iwloc=addr&om=1" rel="self">qui</a>. Anche se con la testa sono piuttosto <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=ospedale+santa+chiara,+trento&ie=UTF8&ll=46.056466,11.133737&spn=0.002319,0.005305&t=k&z=18&om=1" rel="self">qui</a>. E non vedo l'ora di essere <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=grumes&sll=46.056846,11.133721&sspn=0.004638,0.010611&ie=UTF8&ll=46.243806,11.270079&spn=0.002311,0.005305&t=k&z=18&om=1" rel="self">qui</a>. Buona estate a tutti...]]></content:encoded></item><item><title>che ci facciamo &#x3c;s&#x3e;con u&#x3c;/s&#x3e;&#x27;na canna?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-24T16:30:28+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/alla-canna-del-gas.html#unique-entry-id-315</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/alla-canna-del-gas.html#unique-entry-id-315</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200708_P15-16_CEraUnaVolta.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200708_P15-16_CEraUnaVolta" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry315_1.jpg" width="113" height="156"/></a></div><br />Circa due mesi fa, in un delle mie settimanali transferte sotto la madonnina, ho conosciuto <a href="http://modin.org/contati/" rel="self">Dany </a>in treno. Dany &eacute; un medico omeopata. In particolare diciamo che &eacute; un po' fissato con l'olio di canapa: oltre a promuoverne le virt&ugrave; medicinali ed alimentari, si &eacute; messo ora a organizzarne la produzione in Romania e -evidentemente non pago- ne cura anche la distribuzione nelle erboristerie romane. Curiosi noi lo abbiamo provato. L'olio, non Dany. Per ora non notiamo particolari segni di miglioramento delle capacit&agrave; cognitive come promesso (peraltro solo una delle virt&ugrave; dell'olio). Per&ograve; diciamo che la materia <s>grigia</s> di partenza non &eacute; delle migliori. Comunque &eacute; buono almeno al gusto. E soprattutto ci ha dato l'occasione di scriverne <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200708_P15-16_CEraUnaVolta.pdf" rel="self">un articolo</a> per cooperazione tra consumatori, decantando le incredibili virt&ugrave; della canapa sativa, dei suoi usi industriali, medici ed alimentari.<br /><br />E non pensate sempre, subito e solamente alle canne da fumare....]]></content:encoded></item><item><title>argomenti usurati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-21T07:39:25+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/argomenti-usurati.html#unique-entry-id-314</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/argomenti-usurati.html#unique-entry-id-314</guid><content:encoded><![CDATA[Abbiamo <s>forse</s> finalmente un'<a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial923248.html" rel="self">accordo sulle pensioni</a>. Che cosa pensarne? Beh, da queste parti si tende a guardarlo come ad un passo necessario fatto dal governo. Ci si era impegnati in campagna elettorale a mitigare la vigliaccheria maroniana (non dimentichiamolo: Berlusconi ha innalzato l'et&agrave; ma ne ha fatto pagare lo scotto politico al governo successivo). Ora abbiamo un piano che costa parecchi soldi -non neghiamocelo- ma che mette insieme le promesse fatte con  un certo equilibrio economico.<br /><br />Detto questo, ed a m&ograve; di promemoria per i programmi di governo che verranno, &egrave; ora di pensare a riforme pi&ugrave; <em>forward looking</em> sulla previdenza. Non ripeto qui quello che si sostiene in molti posti altrove. Ma se vogliamo proprio parlare di quote: noi seguiamo Adinolfi e<a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1560497.html" rel="self"> sposiamo quota 100</a>. E' ora di mettere al centro del discorso pensionistico i giovani che entrano al lavoro, non i vecchi che ne escono. <br /><br /><strong>Sotto quota 100 nessun patto generaizonale &egrave; credibile. </strong>Siamo il paese con l'et&agrave; pensionabile tra le pi&ugrave; basse in Europa. e con la longevit&agrave; pi&ugrave; elevata. Eppure ci vengono a raccontare che i conti INPS, sono in ordine. A livello contabile lo sono: il trucco sta nell'erogare future pensioni molto basse,  con prospettive di non arrivare nemmeno al 50% dell'ultimo stipendio percepito. Bisogna dirlo chiaro: <strong>questo scambio, bassa et&agrave; pensionabile in cambio di future basse pensioni, &egrave; un insulto e soprattutto non &egrave; politicamente credibile</strong>. Che cosa faremo infatti quando tra 10-20 anni cominceremo a vedere masse di pensionati molto impoveriti? Faremo esattamente quello che abbiamo fatto in questi anni: <strong>alzeremo gli assegni minimi e trasferiremo loro risorse</strong>. Con buona pace dei conti in ordine.  Lo faremo certo perch&egrave; noi non vogliamo vedere anziani morire di stenti, ma sia chiaro: &egrave; politicamente inaccettabile, perch&egrave; &egrave; lampante che gli accordi di questi anni sono in malafede se gi&agrave; scontano quei futuri extra trasferimenti iniqui.<br /><br /><strong>Basta con la retorica dei lavori usuranti. </strong>Tagliamo corto su un'altro argomento:<strong> i lavori usuranti.</strong> Con una premessa doverosa: massimo rispetto per chi si rompe la schiena agli altiforni ed in altri luoghi di lavoro difficili. Per&ograve; questa <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/07_Luglio/17/lavoro_usura_baristi.shtml" rel="self">intervista ad Angeletti</a> ci fa annusare i luridi cantoni dove si vuole andare a parare: l<strong>'innalzamento dell'et&agrave; pensionabile pu&ograve; essere sindacalmente neutralizzato facendo entrare tutti <s> gli iscritti alla UIL</s> nella categoria degli usurati</strong>. Ora un po' di <em>economics</em> del lavoro usurante: io non discuto che alcuni lavori lo siano. chi accetta di farli, accetta rischi pi&ugrave; elevati, invecchiamenti precoci, malattie da lavoro e cosi via. In linea di principio il mercato &egrave; perfettamente in grado di assorbire questi rischi. In linea di principio &egrave; giusto anche che questa gente possa ritirarsi prima dal lavoro. E le due cose sono perfettamente conigliabili: la loro dipartita prematura non deve essere sostenuta da chi i contributi li continua a pagare per altri 5-10 anni. Non ci deve essere nessun sussidio incrociato verso il lavoro usurante, perch&egrave; altrimenti al margine avremmo un eccesso di offerta di tali posti di lavoro. Se il lavoro &egrave; usurante, si firmino accordi sindacali che facciano pagare pi&ugrave; contributi all'azienda ed al lavoratore, in modo tale da lasciare gli usurati a casa dopo i 57 anni e coprire gli anni mancanti all'et&agrave; pensionabile valida per i resto della popolazione. Se l'operaio dell'altoforno va in pensione a 57 anni, l'azienda dovrebbe avere accantonato risorse per pagarne un sostituto di pensione fino alla quota 100 ed al tempo stesso i contributi INPS che permettano di maturare i diritti pensionistici come se il lavoratore stesse ancora lavorando. Se l'azienda non se lo pu&ograve; permettere, vuol dire che quel posto di lavoro non &egrave; economicamente sostenibile <s> e tanto vale farlo fare ad un giovane indiano o cinese.</s> Solo internalizzando tutti i costi, anche quelli delle pensioni anticipate, i vantaggi dei lavori usuranti si allineano con i costi relativi. Solo in questo modo si rende sostenibile l'anticipo di et&agrave; pensionabile per gli usuranti e si tagliano alla radice le manipolazioni soncertanti alla Angeletti.<br /><br />La questione generazionale st&agrave; entrando prepotentemente anche nel dibattito previdenziale. <strong>E' ora di mettere da parte argomenti non credibili e usurati</strong>. Quando cominciamo -ad esempio- invece a discure seriamente della scandalosa questione dei contributi versati dai milioni di precari e che, oltre ad essere esigui, non sono nemmeno ricongiungibili con i contributi del lavoro a tempo indeterminato?<br />]]></content:encoded></item><item><title>Insistiamo senatore: &#x3c;br&#x3e;se ne pu&#xf2; davvero andare...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-17T17:36:43+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/selva-te-puoi-andare.html#unique-entry-id-313</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/selva-te-puoi-andare.html#unique-entry-id-313</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/politica/selva-rimane/selva-rimane/selva-rimane.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry313_1.jpg" width="373" height="66"/></a><br /></p><p style="text-align:left;"><br />Volevamo rassicurare il <s> senatore </s> Selva. Nonostante sappiamo che ci mancher&agrave;, nonostante gi&agrave; fatichiamo ad immaginarci i panini del Tg2 senza il suo contributo fondamentale, noi per rispetto alla sua coerenza e coscienza, non gli avremmo mai chiesto di restare. Quando uno compie una scelta cosi meditata, &egrave; giusto che i cittadini la rispettino sino in fondo, senza tirare alcuno per la giacchetta. <br /><br />Selva ha gi&agrave; dato a questa repubblica, davvero non &egrave; corretto chiedergli di restare oltre!<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>nucleare? no grazie</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-17T10:00:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/63179c589a2ffbdb48a2fca64f6bda5f-312.html#unique-entry-id-312</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/63179c589a2ffbdb48a2fca64f6bda5f-312.html#unique-entry-id-312</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/esteri/giappone-terremoto/stop-centrale/stop-centrale.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry312_1.jpg" width="312" height="122"/></a><br /><br />E con questo evento, credo che si possa mettere la parola fine al tanto paventato ritorno del nucleare. Sembrava tornare di moda. E per amore di verit&agrave;, bisogna ammettere che le ragioni sembravano ammiccanti: in particolare il fatto che, non emettendo gas serra, il nucleare era un ottima soluzione per produrre energia senza danneggiare il clima soprattutto in una prospettiva di transitare alle fonti rinnovabili nel medio lungo periodo. Ma la tesi gia non <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/05-03-Rizzolli.pdf" rel="self">ci aveva convinto.</a> Ora questo incidente mette la parola fine a chi provava a convincere che il nucleare moderno fosse inerentemente pi&ugrave; sicuro. Ma dai terremoti non ci si difende mai del tutto. E nemmeno dagli attentati terroristici. E siccome l'Italia &egrave; notoriamente un posto ad elevato <a href="http://www.seismo.ethz.ch/GSHAP/" rel="self" title="mappa rischio sismico vedere le zone arancioni rosse">rischio sismico</a>, e siccome l'Italia &egrave; un target per i terroristi (anche se fino ad ora bene o male risparmiato), direi che le centrali nucleari, sono proprio da dimenticare. Punto e basta.<br /><br />E pazienza se qualcuno dir&agrave; che queste sono riflessioni che nascono sull'onda emotiva, che la percezione sovrastima il rischio effettivo e via discorrendo. Il problema rimane: per quanto piccolo ed ulteriormente riducibile, il rischio di incidente catastrofico rimane incomprimibilmente maggiore di zero. Dunque, per cercare energia, guardiamo altrove.<br />]]></content:encoded></item><item><title>stridenti incoerenze</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-12T16:15:01+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/welby-bovio.html#unique-entry-id-311</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/welby-bovio.html#unique-entry-id-311</guid><content:encoded><![CDATA[Su <a href="http://www.onemoreblog.it/archives/016950.html" rel="self">one more blog</a> notano un'innegabile, stridente e lacerante incoerenza. Di fronte a due suicidi, di un'<a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto/coppie-di-fatto/coppie-di-fatto.html" rel="self">uomo</a> allo stadio finale della sua dolorosissima malattia da una parte, di un <a href="http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/07_Luglio/12/funerali_bovio_milano.shtml" rel="self">uomo</a> dalla vita apparentemente piena di successi dall'altra, al primo la chiesa nega la piet&agrave; cristiana del funerale, al secondo la stessa concede i funerali in massima pompa al cospetto di alcuni suoi eminenti esponenti.<br /><br />Noi, a differenza dei commentatori di <a href="http://www.onemoreblog.it/archives/016950.html" rel="self">One More Blog</a>, indugiamo e ci tratteniamo dal consolidare quelli che peraltro sono pensieri che affiorano prepotenti. Ma allora &egrave; vero che non tutti i suicidi sono uguali? allora &egrave; vero che anche la chiesa perdona pi&ugrave; facilmente ai potenti? allora &egrave; vero che tra una scelta tragica ed una scelta assurda, la chiesa ha dato ragione alla seconda? Noi vorremmo che qualcuno ci aiutasse a fugare questi pensieri. Ecco, possibilmente non con un commento in <a href="http://www.unitalianoinamerica.net/files/traditio-et-ratio.html#unique-entry-id-179" rel="self">latino</a>...]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;AEEG accende la luce sulla liberalizzazione</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-10T18:50:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/MI-ILLUMINO-di-.html#unique-entry-id-310</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/MI-ILLUMINO-di-.html#unique-entry-id-310</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry310_1.jpg" width="127" height="115"/></div>Per chi non riponesse fiducia nei <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">consigli</a> e spiegazioni del sottoscritto in merito alla liberalizzazione del mercato energetico per le utenze finali, ora arriva direttamente  L'<a href="http://www.autorita.energia.it/consumatori/index_1luglio.htm" rel="self">Autorit&agrave; Garante per L'Energia ed il Gas</a> a spiegare perbenino le cose. Gli scettici potranno quindi verificare che non dicevo castronate.<br /><br />Vale per&ograve; la pena ribadire una cosa, che altrimenti si perde nell'enfasi riposta dal garante sulla questione concorrenziale: pi&ugrave; che risparmi in termini di denaro (che difficilmente saranno cospicui), la liberalizzazione permette soprattuto di potersi finalmente scegliere i fornitori in base alle loro credenziali ambientali. Basta enegia atomica. basta energia da carbone. RINNOVABILI, RINNOVABILI E RINNOVABILI...]]></content:encoded></item><item><title>gemelli salvatori della patria</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Divertimento</category><dc:date>2007-07-05T11:19:38+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/gemelli-salvatori-della-patria.html#unique-entry-id-309</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/gemelli-salvatori-della-patria.html#unique-entry-id-309</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="veltroni_marchionne" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry309_1.gif" width="473" height="252"/><br /></p><p style="text-align:left;">Ma insomma, chi l'ha detto che solo i <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/5193514.stm" rel="self">polacchi</a> possono avere due gemelli a salvare la loro patria?<br /><br />Anche noi ne abbiamo due (impressionante la somiglianza, non trovate?) che, a scorrere i giornali in questi giorni, stanno prendendo questo paese per mano e lo stanno portando verso il sol dell'avvenire.<br />E se forse non sar&agrave; il luminoso sol dell'avvnire, che almeno sia l'illuminato centro di una nostra citt&agrave;. E ci si vada magari a bordo di una <a href="http://www.fiat500.com/" rel="self">500</a>. O in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_B_(metropolitana_di_Roma)" rel="self">Metro B1</a>.<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>vitalitalia</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-07-03T09:26:48+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vitalitalia.html#unique-entry-id-308</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vitalitalia.html#unique-entry-id-308</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="ComScienzaVita" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_1.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="SIR" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_2.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="mpv" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_3.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="academiavita" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_4.jpg" width="87" height="87"/> <img class="imageStyle" alt="evita3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry308_5.gif" width="87" height="85"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Due anni fa il referendum per l'abrogazione di alcuni articoli della legge 40 sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2005" rel="self">fecondazione assistita</a>. In quell'occasione una campagna pubblicitaria ottimamente organizzata -tra gli altri- dalla chiesa cattolica ed in particolare dal cardinal Ruini, fece passare chiaro il messaggio che chi <em>tifava</em> per la vita, doveva per forza essere contro il referendum (e quindi astenersi). Qui sopra abbiamo 5 sigle di organizzazioni parte di quella mobilitata galassia: tutte con riferimenti espliciti alla parola vita. Come nella migliore tradizione della politica che si fa marketing, bisogna continuare adi insistere con una parola chiave, sottrarla all'avversario e farne la propria bandiera. La sinistra di questi meccanismi della politica non ha mai capito nulla. Nel corso del tempo si &egrave; fatta scippare parole come libert&agrave;, sviluppo, territorio ed infine vita. Nel 2005 l'immaginario comune pre-referendario era ben delineato: <strong>Astensione=Vita e Voto=Morte</strong><br /><br />Oggi le statistiche ci dicono il contrario. <a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/politica/fecondazione-assistita-dati/fecondazione-assistita-dati/fecondazione-assistita-dati.html" rel="self">A causa dell legge 40, sono nati meno bambini e le donne hanno corso pi&ugrave; rischi in gravidanza</a>. Sar&agrave; un ragionamento semplicistico il mio se volete, ma insomma, i dati parlano chiaro: l'aver perso quel referendum ha fatto perdere circa 1000 parti all'anno al saldo delle nascite del paese. <strong>Gli antireferendari erano per la vita o contro la vita quindi? </strong>E' un ironia funerea mi rendo conto. Che non fa giustizia di tutti quelli che con la parola <em>vita</em> si sono riempiti la bocca con troppa disinvoltura.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>capata alla coppa</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-07-02T18:15:27+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/valencia.html#unique-entry-id-307</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/valencia.html#unique-entry-id-307</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="(null)/(null)" rel="self" title="Valencia &#38; America&#39;s cup"><img class="imageStyle" alt="100_9640copy" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry307_1.jpg" width="128" height="99"/></a>   <a href="(null)/(null)" rel="self" title="Valencia &#38; America&#39;s cup"><img class="imageStyle" alt="100_9643copy" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry307_2.jpg" width="128" height="99"/></a>   <a href="(null)/(null)" rel="self" title="Valencia &#38; America&#39;s cup"><img class="imageStyle" alt="100_9653copy" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry307_3.jpg" width="128" height="99"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Siamo andati a vedere come butta per Alinghi...<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>sotto nuova luce</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-07-02T16:54:05+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sotto-nuova-luce.html#unique-entry-id-304</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sotto-nuova-luce.html#unique-entry-id-304</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">Ribadiamo</a>: da oggi ci si pu&ograve; scegliere il fornitore di energia. In attesa di vedere le bollette scendere (ma non vi aspettate cali drastici) potete sempre optare per un provider di energia tutta proveniente da fonti rinnovabili come <a href="http://www.la220.it/energia-La220/energia-casa/energia-verde-casa.php" rel="self">La220</a>, <a href="http://www.lifegate.it/energy/persone.php" rel="self">LifeGate Energy</a> o <a href="http://www.trenta.it/page36.do?link=oln389a.redirect&seu105a.oid.set=10041" rel="self">Trenta rinnovabile</a>. Fate voi... <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Walter tutto &#x3c;i&#x3e;falce e pannello&#x3c;/i&#x3e; </title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-27T17:44:21+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/uolter-falce-pannello.html#unique-entry-id-303</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/uolter-falce-pannello.html#unique-entry-id-303</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry303_1.gif" width="157" height="143"/></div>    Ci penseranno i giornali di domani a fare l'esegesi del discorso. A mettere in fila i nemici evocati (dal sindacato ai fannulloni, dai no-tav agli evasori) a sottolineare l'abbandono del buonismo, ad enfatizzare la competenza in materia economica, l'attenzione al rigore. Domani ci saranno intere rubriche sul gobbo elettronico, sulla sudorazione leggera, sul fatto che "inizialmente era un po' legnoso ma poi si &egrave; scaldato". Qualcuno ci spiegher&agrave; i dietro le quinte, le citazioni di rutelli, franceschini, fassino, chiamparino e le mancate menzioni di questo o di quell'altro. Sottolineo solo una cosa che sicuramente tanto domani nessuno avr&agrave; notato. Cosi come nessuno la not&ograve; quando <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html" rel="self">ne parl&ograve;</a> Prodi.<br /><br />Lo <em>zio Uolter</em>, ha messo al primo punto della sua agenda la questione del cambiamento climatico. Ne ha parlato come primo argomento. L'ha ribadita come uno dei quattro pilastri del suo progetto politico. L'ha collegata agli altri punti del programma. Ha tagliato i ponti con chi a questa priorit&agrave; non si vuole adeguare, a cominciare dai No-Tav. L'ha proposta come sfida economica e civile. Ha parlato di energie rinnovabili e di carbon tax. Di riduzione di consumi e di nuovi stili di vita. Ha parlato di un'intera economia da ricostruire mettendo al centro il rispetto per l'ambiente. Ovviamente di tutto questo domani non si parler&agrave;. Sar&agrave; sparito in una nemesi collettiva incredibile. Vogliamo scommettere? (in tanto &egrave; gi&agrave; pressoch&egrave;<a href="http://www.repubblica.it/2007/06/dirette/sezioni/politica/veltroni-torino/veltroni-torino/index.html" rel="self"> sparito</a> dalle minute di Repubblica) <br /><br />Si candida ad essere il segretario in pectore del nascente partito democratico. <strong>In cuor mio &egrave; gi&agrave; presidente onorario del partito della </strong><strong><a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">falce e pannello</a></strong><strong>.</strong><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Walter wanted</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-27T16:08:46+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/08bab9e89deb679b91e36c7b55fe8ec0-302.html#unique-entry-id-302</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/08bab9e89deb679b91e36c7b55fe8ec0-302.html#unique-entry-id-302</guid><content:encoded><![CDATA[Problema: dove me lo vedo oggi il buon Uoulter (walter per i trentini) alla TV visto che non c'ho sky?<br /><br />PS. possibile che quelli delle sezioni DS non ci abbiano pensato? (possibile possibile... ho chiamato! e peraltro quando ho chiesto il numero del circolo della margherita l'impiegata dei DS mi ha risposto un no che sottointendeva... "No scemo, ma ti pare che ti do il numero di quei <br />papistirutellianibinettianimontezemolianiliberalfascstoidicontiguiconilnemico-<br />megliosemichiedeviilnumerodiuncamaertadiforzanuova?... cominciamo bene...)<br /><br /><strong>Update: </strong>sembra che la diano su La7. e su repubblica TV (via internet) e persino il buon vecchio <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/06/27/its-time-for-us-to-stream/" rel="self">SuzukiMaruti</a> commenta live]]></content:encoded></item><item><title>San Jobs e le tablet della legge</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-06-25T09:26:51+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/san-jobs.html#unique-entry-id-301</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/san-jobs.html#unique-entry-id-301</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.apple.com/iphone/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="wpnan070621" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry301_1.gif" width="459" height="350"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">immagine del <a href="http://www.uclick.com/client/wpc/wpnan/" rel="self">washington post</a>.<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Le chiacchere stanno Azzero &#x3c;br&#x3e;&#x3c;h2&#x3e;put (again) your money where your mouth is &#x3c;/h2&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-06-25T19:31:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/azzeroco2.html#unique-entry-id-300</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/azzeroco2.html#unique-entry-id-300</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="logo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry300_1.jpg" width="163" height="65"/></a></div> Capita di avere una doppia anima da riconciliare. Io ne ho triple, quadruple, multiple. Due di queste per&ograve; le riconduco senz'altro da una parte agli studi economici, dall'altra ad una certa sensibilit&agrave; ambientale. Sono un economista, si lo confesso! Quasi orgoglioso per giunta. Credo nel mercato. Credo nell'impresa che crea valore, non solo economico. Credo che produrre ricchezza sia pi&ugrave; prioritario che redistribuirla. E per&ograve; sono anche un ambientalista. un'<a href="files/ambientalista-scettico-aveva-ragione.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:L&#39;ambientalista scettico aveva ragione">ambientalista scettico</a> forse. Ma uno che crede che i problemi ambientali ed in particolare l'effetto serra sono sotto i nostri occhi in tutta la loro pericolosit&agrave; e catastroficit&agrave;, ed al tempo stesso credo che noi possiamo fare molto;  possiamo fermare l'effetto serra, a partire dalle piccole azioni di ciascuno.<br /><br />Quando queste mie due anime si incontrano, vado in visibilio, quasi mi emoziono. Insomma, fosse per me appenderei in salotto questa copertina dell'<a href="files/the-green-way.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:The green way">economist</a>. Ecco quindi che mi sono quasi emozionato quando ho trovato <a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self">Azzero CO2</a>. Un'azienda con tutti i crismi che ha deciso di fare del sano business attorno alla questione dei crediti di compensazione. Ve ne ricordate? da queste parti se ne &eacute; parlato molto ad inizio anno: <a href="files/carbon-offset.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Solo carbone per Natale">qui</a>, <a href="files/aumenti-costi-voli-inquinamento.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche gli sporcaccioni dell&#39;aria piangano">qui</a> e <a href="files/ma-in-compenso.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Ma in compenso...">qui</a>. Si tratta della possibilit&agrave; di comperare dei crediti che equivalgono a tot tonnellate di anidride carbonica assorbiti (ad esempio attraverso la riforestazione) oppure non prodotti (attraverso la sostituzione di centrali che emettono CO2 con centrali da rinnovabili). <br /><br />Il messaggio &eacute; semplice: ti st&agrave; a cuore l'ambiente? ti preoccupa l'effetto serra? Ed allora, quando fai un viaggio aereo, calcolati attraverso il sito la quantit&agrave; di gas emessa e compensala. Possiedi un'automobile? ed allora compensa le sue emissioni annuali. Ti stai sposando? <a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/files/matrimonio-neutrale.html" rel="self">Rendi neutrali</a> le emissioni prodotte per il tuo matrimonio.<br /><br />Fin'ora c'erano diverse organizzazioni estere: <a href="http://carbonfund.org/" rel="self">Carbonfund</a> e <a href="http://www.terrapass.com/" rel="self">Terrapass</a> tra le altre. Avevamo gi&agrave; addocchiato anche <a href="http://www.impattozero.it/" rel="self">Impatto Zero</a>, che fa capo a <a href="http://www.lifegate.it" rel="self">Lifegate</a>, ma non so per quale ragione, questi di Lifegate non mi hanno mai ispirato granchE. Ad un certo punto, vista la scarsit&agrave; di offerta, si era persino pensato di mettere su noi un qualcosa all'altezza del compito. Ora arriva  questo nuovo <a href="http://www.azzeroco2.it/" rel="self">AzzeroCO2</a>,<em> player</em> italiano, e per come si presenta, e per i piani che dice di voler attuare, sembra destinato a fare molta strada.<br /><br />Dietro AzzeroCO2, troviamo ancora una volta quelli di <a href="http://www.legambiente.com/campagne/index.php" rel="self">Legambiente</a>. Sono anche dietro a <a href="http://www.la220.it/" rel="self">La220</a> (che produce energia da rinnovabili e la rivende dal primo luglio anche ai privati ed il cui CEO abbiamo recentemente intervistato <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">qui</a>).  e tante altre iniziative di pregio. Gente in gamba, che ha capito che il mercato &eacute; lo strumento -e non &eacute; una contradizione dirlo- migliore per misurarsi proficuamente con gli enormi problemi che l'effetto serra ci impone.<br /><br />Gli ambientalisti sono spesso accusati di velleitarismi contraddittori. Di non avere soluzioni praticabili ma di riempirsi la bocca solo di chiacchere perbeniste. Qui le chiacchere stanno Azzero. Come per l'<a href="files/energia-pulita.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Energia pulita&#60;br&#62;&#60;i&#62;put your money where your mouth is&#60;/i&#62;">energia per uso domestico</a>, il messaggio &eacute; chiaro: <strong><em>put your money where your mouth is.</em></strong><br />]]></content:encoded></item><item><title>Energia pulita&#x3c;br&#x3e;&#x3c;h2&#x3e;put your money where your mouth is&#x3c;/h2&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-06-22T09:47:21+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/energia-pulita.html#unique-entry-id-299</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/energia-pulita.html#unique-entry-id-299</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200707_P14-16_Scegliere" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry299_1.png" width="160" height="220"/></a></div>Dal Primo Luglio <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/comunicati/php7SWIWU.pdf" rel="self">scatta</a> la liberalizzazione della distribuzione dell'energia per il mercato domestico.<br /><br /> In soldoni significa che ci possiamo<strong> sganciare dall'attuale fornitore e prenderne un altro a nostro piacere.</strong> Io ad esempio a Roma ho <a href="http://www.aceaelectrabel.it/" rel="self">ACEAElectrabel</a>, a Trento <a href="http://www.trenta.it/sv1.do;jsessionid=CC36CBE6DB7872C9955FE5D34B3B6E61" rel="self">Trenta</a>, a Milano <a href="http://www.aem.it/home/cms/aem/index.html" rel="self">AEM</a>. Dal 2 Luglio potrei mettermi Trenta a Roma, Electrabel a Milano e AEM a Trento. Ovviamente operare un cambio del genere sarebbe ridicolo se non fosse che:<br /><br />- Nel cambio<strong> ci si potrebbe guadagnare </strong>tariffe migliori: La concorrenza dar&agrave; certamente vantaggi in termini di prezzo anche se come al solito i primi tempi si preannunciano un po' turbolenti con tariffe incomprensibili, bundle, prezzi flat, sconti etc. In mezzo a questa ampia offerta ci sar&agrave; anche chi cadr&agrave; in errore se non in vere e proprie truffe. Ma tralasciando questi  assestamenti fisiologici, nel medio periodo sar&agrave; una rivoluzione per gli utenti come lo &eacute; stata la liberalizzazione dei servizi telefonici.<br /><br />- Si potr&agrave; scegliere di consumare solo <strong>energia proveniente da fonti rinnovabili. </strong>Alcuni produttori infatti proporranno delle tariffe dedicate per chi vuole che al proprio consumo corrisponda solo e soltanto la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il principio &eacute; banale: <strong>Per ogni Kw che io consumo, da qualche parte c'&eacute; un Kw pulito immesso nella rete.</strong> Tra questi produttori ci sono <a href="http://www.la220.it/energia-La220/energia-casa/energia-verde-casa.php" rel="self">La220</a>, <a href="http://www.lifegate.it/energy/persone.php" rel="self">LifeGate energy</a> e <a href="http://www.trenta.it/page36.do?link=oln389a.redirect&seu105a.oid.set=40" rel="self">Trenta Rinnovabile</a>. Peraltro anche le tariffe nomrali dovranno riportare in bolletta il mix di fonti a cui attingono, aprendo le porte, speriamo a breve, ad una tassazione differenziata che incentiva le rinnovabili.<br /><br />Ne ho parlato su <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200707_P14-16_Scegliere.pdf" rel="self">questo numero di cooperazione tra consumatori</a>, con due interviste agli amministratori di <strong>La220</strong> e di <strong>Trenta</strong>.<br /><br />Gli americani hanno un modo di dire: <strong><a href="http://dictionary.cambridge.org/define.asp?key=51565&dict=CALD" rel="self">put your money where your mouth is</a></strong><strong>,</strong> che in italiano tradurremmo con: <strong>metti i tuoi soldi dove stanno le tue chiacchere</strong>. Quante volte abbiamo detto che bisogna cambiare modello di sviluppo, modello di consumo. Quante volte ci siamo dichiarati contro le centrali nucleari, contro quelle a carbone. Ora possiamo mettere i nostri soldi a rendere credibili le nostre chiacchere.<br /><br />E a tutti i <strong>no-tav, no-turbogas no-global </strong>d'italia: ora possono concretamente scegliere di <strong>dire Si! all'energia pulita</strong>, con il loro portafoglio, invece di fermarsi sempre e soltanto a dei retorici no!<br /><br />PS. Questa riforma arriva in porto grazie al lavoro iniziato da Bersani nel '99 e concluso dallo stesso Bersani in questi giorni. Ci piace ricordarlo, in questi giorni che la sassaiola dell'ingiuria &eacute; scatenata contro questo governo che, nonostante i numerosi difetti, sta accumulando dei meriti ragguardevoli in campo ambientale.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>un passaggio per Marsala</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-18T18:02:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/passaggio-per-marsala.html#unique-entry-id-298</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/passaggio-per-marsala.html#unique-entry-id-298</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry298_1.jpg" width="99" height="141"/> </div>Di come il processo di costruzione per il PD in ottobre sia un passaggio delicato e fondamentale lo si &egrave; gi&agrave; detto. Cosi come di quante speranze si nutrano in proposito, di come cresca la voglia di esserci e di fare, anche fuori dai vecchi schemi margherita vs DS.<br /><br />E cosi, dopo il<a href="files/sito-delle-primarie.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:il sito delle primarie"> sito delle primarie</a> presentato l'altro giorno: un iniziativa dal basso per costruire l'infrastruttura che serva per le primarie di ottobre ora &egrave; la volta delle prime liste.<br /><br />I primi a farsi avanti sono iMille. Nome evocativo dietro cui si celano volti noti e meno noti, persone e pensieri che da queste parti si tende a seguire con molta attenzione. Ci sono <span style="color:#3167EB;"><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/">Ivan Scalfarotto</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://www.onemoreblog.it/archives/016686.html">One More Blog</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/partito-democratico/imille/pd/mille/mille-ragioni-un-pd-veramente-democratico.htm">Progetto Mayhem</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://blog.generazioneu.it/?p=55">il blog di Generazione U</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#3167EB;"><a href="http://viapietronenni4.blogspot.com/">Massimiliano Vatiero</a></span><span style="color:#333333;">, </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070618_57153.html" rel="self">Luca Sofri</a></span><span style="color:#333333;">.<br /><br />Nomi diversi. personalit&agrave; forti ed ambiziose. Idee divergenti: con alcuni che si fanno un giro al </span><span style="color:#333333;"><a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/post/1474411.html" rel="self">family day</a></span><span style="color:#333333;"> ed altri che invece non potevano che stare a </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2007/05/col_cuore_a_piazza_navona.html" rel="self">Piazza Navona</a></span><span style="color:#333333;">. Chi viene da un trascorso Diessino, chi da uno Margheritino, chi invece gioca un outsider completo. Non &egrave; per farne un'inutile polemica, ma mettiamo in luce la plularit&agrave; di questa sostanza che si st&agrave; coagulando attorno a questo marchio garibaldino cosi azzeccato.<br /><br />In fondo a che cosa dovrebbe servire questa lista? Ad ottobre si andr&agrave; ad eleggere l'assemblea costituente del futuro Partito Democratico. In quell'assemblea &egrave; importante metterci persone fresche, giovani, coraggiose e con idee nuove. E' importante che non ci entrino solo quelli che da sempre fanno politica e che quindi sono avvezzi alle logiche di potere spartitorie che ahim&eacute; rischiano di compromettere la riuscita di questo grande esperimento.<br /><br />Buona fortuna quindi ai Mille, e chiss&agrave; che anche da queste parti non ci venga voglia di prendere un passaggio fino a </span><span style="color:#333333;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spedizione_dei_Mille" rel="self">Marsala</a></span><span style="color:#333333;">.<br /><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>il sito delle primarie</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-13T19:03:07+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sito-delle-primarie.html#unique-entry-id-297</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sito-delle-primarie.html#unique-entry-id-297</guid><content:encoded><![CDATA[<ul class="disc"><li><a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070613_46004.html" rel="self">Sofri</a>, &eacute; seriamente preoccupato per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico</li><li><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2007/06/the_tipping_point_e_il_partito.html" rel="self">Scalfarotto</a> &eacute; disincantatamente scettico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico</li><li><a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1504520.html" rel="self">Adinolfi </a>&eacute; smaccatamente critico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico</li></ul><br />Noi che siamo seriamente preoccupati, disincantatamente scettici, smaccatamente critici... Epper&ograve; vorremmo pure metterci del nostro, sporcarci le mani, andare a scoprire il bluff.<br /><p style="text-align:center;"><a href="http://primariepd.org/primarie/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="logo-fresh" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry297_1.jpg" width="493" height="99"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">E quindi ci siamo iscritti a questa <a href="http://primariepd.org/primarie/" rel="self">community</a> per le primarie dell'ulivo. Un manipolo di avventurieri, idealisti, illusi o furbastri? E chi lo sa... Lo scopriremo solo vivendo, e vedendo nascere il PD, sapendo che qualunque cosa accada, non ce ne siamo stati con le mani in mano....</p>]]></content:encoded></item><item><title>Chistu e chilli: pemm&#xe9; pari sono...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-11T12:00:55+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chistu-e-chilli.html#unique-entry-id-296</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chistu-e-chilli.html#unique-entry-id-296</guid><content:encoded><![CDATA[Due notizie:<br /><br />- Un senatore della Repubblica <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/06/selva.shtml?uuid=1ffe60aa-17eb-11dc-a24e-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">finge un malore</a> per farsi trasportare dall'ambulanza fino agli studi televisivi di LA7 dove era atteso ospite. Gustavo Selva &egrave; di Alleanza Nazionale, notoriamente il partito pi&ugrave; a destra del nostro sgangherato arco costituzionale, se escludiamo i fascisti irriducibili della Mussolini&c.<br /><br />- I <a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1516953.html" rel="self">figli di pap&agrave;</a> che hanno sfilato a Roma nel weekend, hanno mugugnato,strillato, imbrattato, caricato, ferito, sporcato, insultato, rotto le cose e rotto i coglioni finche non hanno ottenuto quello che volevano: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=ENT3Y" rel="self">il treno gratis per tornare a casa</a>. Notoriamente questa galassia di pacifondai borghesi si autocolloca sempre e comunque pi&ugrave; a sinistra di chiunque altro. Pi&ugrave; a sinistra del PD, dei verdi di RC, della Fiom,etc...<br /><br />C'&egrave; per&ograve; questo tratto che ricongiunge i due estremi dell'arco, come &egrave; proprio che sia di ogni forma circolare. Il tratto abominevole del free-rider, dell'approfittatore, di quello che sale sull'autobus e non paga il biglietto. Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo questo &egrave; un tratto che accomuna tutti gli italiani. Obiezione accolta. <br /><br />Ma nel caso del senatore erede del partito fascista cosi come per gli sfasciavetrine, colpisce quell'arroganza che pretende ci&ograve; che agli altri non &egrave; consentito, esige come un diritto ci&ograve; per cui il resto della collettivit&agrave; lavora, occupa abusivamente una risorsa di tutti e rivendica gradasso un diritto che non gli spetta.<br /><br /><strong>Chistu (Selva) e chilli (i pacifondai): pemm&eacute; pari sono...<br /></strong>]]></content:encoded></item><item><title>Contrordine compagni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-08T09:10:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/contrordine-compagni.html#unique-entry-id-295</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/contrordine-compagni.html#unique-entry-id-295</guid><content:encoded><![CDATA[Ricordate? solo ieri si diceva di quanto l'emendamento contro il monopolio notarile sull'intermediazione immobiliare fosse sacrosanto, fosse stato studiato intelligentemente, fosse difendibile contro le spudorate arroganze forzaitaliote etc?<br /><br />Contrordine compagni: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/06/liberalizzazioni-notai-pra.shtml?uuid=c8311dc0-14e5-11dc-ab58-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">l'emendamento va ritirato</a>. Evidentemente i notai possono contare su amici pi&ugrave; potenti degli avvocati. Evidentemente di chi compera e vende garage, non glienefreganienteanessuno... Solo due considerazioni:<br /><br />-E' un peccato dare ragione ai taxisti quando dicono che le vere lobby non le tocca mai nessuno. Loro avranno pure dei metodi  di protesta che sfiorano la violenza, ma alla fine portano a casa poco o nulla. Una casta di 5.000 potenti come quella notarile invece fa sostanzialmente le leggi che vuole.<br /><br />-Una cosa amareggia. Anzi no, direi che disincanta. Che contro questo emendamento si siano schierati Mastella, rifondazione comunista ed i comunisti Italiani. Passi per il primo, che ha sempre l'aria di uno con la tentazione di ritrovarsi ovunque ci sia un grumo di potere, ma per i due rimasugli del comunismo italiano, che giustificazione si pu&ograve; accampare? Forse che sono ancora cosi allergici alla propriet&agrave;, che mettendovi sopra una bella tassa privata ad uso e consumo dei notai se ne disincentivi l'utilizzo? Oppure che -in fondo- a questi signori sta bene che i propri elettori continuino a vivere in affitto?<br />]]></content:encoded></item><item><title>chi difende i notai</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-07T18:17:26+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/amici-dei-notai.html#unique-entry-id-293</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/amici-dei-notai.html#unique-entry-id-293</guid><content:encoded><![CDATA[Torniamo all'argomento di ieri. All'emendamento introdotto al decreto Bersani che manomette il monopolio notarile sulla compravendita di immobili, aprendo la possibilit&agrave; di legittimare le intermediazioni, almeno per valori catastali sotto i 100.000 euro, alle segreterie comunali ed agli avvocati.<br /><br />Abbiamo raccontato ieri cosa l'aver intaccato questo privilegio ha scatenato. Ribadiamo l'ovvio: <strong>la posizione dei notai &egrave; indifendibile.</strong>  Chi difende questa esclusivit&agrave; difende un privilegio. Un monopolio illiberale. Un abuso di potere. Tutta la fuffa sullo scardinamento del sistema giudiziario &egrave; -per l'appunto- inqualificabile, perniciosa e subdola fuffa.<br /><br /><div class="image-left"><a href="http://legxv.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d300406&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d300406" rel="self"><img class="imageStyle" alt="d300406" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry293_1.jpg" width="107" height="145"/></a>   <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d30810&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d30810" rel="self"><img class="imageStyle" alt="d30810" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry293_2.jpg" width="107" height="145"/></a> </div>Bene. Abbiamo trovato due che questa fuffa la difendono. Grazie a Maurizio, abbiamo dato un'occhiata agli <a href="assets/DDL_2272-bis_Em.41.0300.pdf" rel="self">emendamenti presentati in commissione</a>. Queste due eminenti figure affianco, che presentiamo pi&ugrave; in dettaglio sotto, hanno proposto nell'ordine di:<br /><br />-rendere l'articolo applicabile solo alle donazioni e non anche alle compravendite<br />-abbassare la soglia di applicabilit&agrave;  da 100.000 a 5 euro<br />-rendere l'articolo applicabile ai beni mobili e non gi&agrave; ai beni immobili. Con il risultato magari di dover passare dal notaio anche per comperarsi un quadro da collezione. Non che mi capiti spesso peraltro ;-)<br />-abbassare la soglia di applicabilit&agrave;  da 100.000 a 1 euro<br /><br />Si tratta ovviamente di un tentativo di rendere inefficace l'articolo, per la gioia dei notai, e con buona pace degli avvocati e sopratutto di chi vorrebbe comperare garage o casa pagando un po' di meno. I due autori di questa nobile espressione di civilt&agrave; giuridica sono l'onorevole <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d30810&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d30810" rel="self">Claudio Azzolini</a> e l'onorevole <a href="http://legxv.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&deputato=d300406&source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml%2Easp&position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d300406" rel="self">Alfredo Vito</a>.<br /><br />Entrambi Napoletani, in particolare il secondo si distingue per un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Vito" rel="self">curriculum</a> di tutto rispetto:<em> Entra alla Camera dei Deputati nelle liste dell DC con oltre 100.000 preferenze al termine delle elezioni politiche del 1987. Il 18 marzo 1993 la Camera concede l'autorizzazione a procedere per voto di scambio nei suoi confronti: l'8 aprile dello stesso anno i giudici napoletani lo accusano di rapporti con la criminalit&agrave; organizzata e corruzione e l'11 dicembre viene condannato a due anni con la sospensiva, dopo patteggiamento (dietro l'impegno solenne di ritirarsi per sempre dalla politica) e con la restituzione di cinque miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.</em><br /><span style="font-size:12px; "><br /></span>Lasciamo stare i tracorsi burrascosi. Chiediamo solo conto a questi signori della loro appartenenza ad un partito che  dichiara di ispirarsi ai valori liberali ed addirittura della libert&agrave; ha storpiato il nome per appenderlo allo stipite della propria casa. <span style="font-size:12px; "><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>l&#x27;un contro l&#x27;altro armati</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-06-07T08:24:30+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/avvocati-notai-armati.html#unique-entry-id-292</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/avvocati-notai-armati.html#unique-entry-id-292</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/notai.gif" rel="self"><img class="imageStyle" alt="notai1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry292_1.gif" width="105" height="76"/></a></div>Tra martedi e giovedi (oggi) avvocati e notai si sono scambiati dei colpi di clava a suon di avvisi a pagamento sui quotidiani italiani. Hanno cominciato i notai martedi, comperando intere paginate dei maggiori quotidiani. Non ho trovato copia dell'avviso online percui beccatevi <a href="assets/notai.gif" rel="self">questa</a> scannerizzata. Vista la paginata intera dell'avviso che non rientra nel mio ordinarissimo scanner, vi mostro solo la <a href="assets/notai.gif" rel="self">testa della pagina</a>. Denunciano niente po' po' di meno che <strong>lo scardinamento del sistema giuridico posto a tutela dei cittadini e della convivenza civile. </strong><br /><br /><div class="image-right"><a href="assets/avvocati.gif" rel="self"><img class="imageStyle" alt="avvocati1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry292_2.gif" width="78" height="105"/></a></div>Rispondono oggi gli avvocati, comperando <a href="assets/avvocati.gif" rel="self">quarti di pagina</a> sui quotidiani (cosicch&eacute; si possa scannerizzare l'avviso per intero) replicando a muso duro definendo il comunicato dei notai come <strong>criptico allarmistico e omissivo, nonch&eacute; oggettivamente lesivo della reputazione e della dignit&agrave; della categoria forense. </strong>Ovviamente anche gli avvocati concludono dichiarando che agiscono nel solo ed esclusivo interesse del paese, dei cittadini, della convivenza civile bla bla bla...<br /><br />Che &egrave; successo? Semplicemente una manina furba ha inserito un comma (per altro si chiama 41 bis, come quello del carcere duro nel codice penale) nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni che &egrave; in via di discussione alla Camera. Questo codicillo in sostanza dice che delle compravendite immobiliari di valore inferiore ai 100 mila euro, d'ora in poi se ne possono occupare anche gli avvocati e non gi&agrave; semplicemente i notai.<br /><br />Insomma, per vendere un paio di garage (perch&egrave; questo al massimo si compera con quelle cifre)  ci si potrebbe rivolgere anche ad uno dei 150.000 avvocati italiani oltre che ai 5.000 notai. In fondo si tratta di mandare una segretaria agli uffici competenti, controllare che non vi siano ipoteche od altri titoli che pendono sull'immobile, qualche servit&ugrave; od altro diritto reale e poi autenticare una firma. Di questo si tratta. <strong>Ecco lo scardinamento dell'ordinamento giuridico posto a tutela dei cittadini. ecco la lesione alla convivenza civile. </strong>La repubblica che crolla sui propri garage!<strong><br /><br /></strong>Ora, lungi da noi prendere le parti degli avvocati. Ne abbiamo <a href="files/avvocaticchi-ed-azzeccagarbugli.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Avvocaticchi ed azzeccagarbugli">detto</a> peste e corna da queste colonne in passato. Ci viene solo da constatare alcune cose:<br /><br />-La posizione dei notai &egrave; indifendibile. E spero che il governo resista alle pressioni. Anzi direi che ci credo! Tanto pi&ugrave; che gli avvocati sono sovrarappresentati in parlamento e questo, per una volta almeno nella sotria repubblicana, potrebbe essere un vantaggio.<br /><br />- La tattica del governo &egrave; eccellente. Come fare a scardinare il monopolio notarile? Naturale: mettendogli contro l'altra potente lobby legale. Che se la sbrighino da soli, che si prendano a randellate in pubblico, dai giornali, cosi che gli italiani vedano quali scontri di potere si celano dietro questioni apparentemente piccole come le compravendite di garage. Che poi, portato a casa l'emendamento cosi come &egrave;, ci si comincer&agrave; a chiedere: - ma perch&egrave; fermarsi proprio 100.000 euro? -e perch&egrave; fermarsi agli avvocati? in fondo ai traserimenti delle auto ci pensano gi&agrave; gli uffici comunali che effettuano pi&ugrave; o meno il medesimo tipo di verifiche...<br /><br />-Le liberalizzazioni procedono a gonfie vele. E' un cambio culturale profondo che sta facendo sempre pi&ugrave; breccia. Non ci sono pi&ugrave; aree intoccabili, ne i tassisti (vedi il sostanziale fallimento della manifestazione dell'altro giorno), e nemmeno i notai. Con luglio parte la liberalizzazione dell'utenza domestica energetica e forse si far&agrave; persino la <a href="http://www.antonionicita.it/files/68f08a11947544eaf22c92c4109e1c36-115.html" rel="self">legge biennale sulle liberalizzazioni</a>. Questo, insieme ai conti sistemati sar&agrave; certamente uno dei risultati duratouri di questo governo qualora dovesse cedere.<br /><br />Per concludere, ci si consenta di tornare alla diversa grandezza dei due avvisi, Pagina intera per i notai, contro quarto di pagina per gli avvocati. Che i decreti sull' abolizione delle tariffe minime per gli avvocati  della scorsa estate abbiano gi&agrave; cominciato a mordere?<br />]]></content:encoded></item><item><title>The green way</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Politica</category><dc:date>2007-06-03T18:06:07+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/the-green-way.html#unique-entry-id-291</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/the-green-way.html#unique-entry-id-291</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="20070602issuecovUS160" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry291_1.jpg" width="170" height="219"/></div> Questa &eacute; la copertina dell'<a href="http://www.economist.com/index.html" rel="self">economist </a>di questa settimana. Segue report di 32 pagine su come le cose sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici si stiano muovendo. Ben oltre il protocollo di Kyoto. Sapete come da queste parti il tema ci stia partcolarmente a cuore. Sorgono due tipi di riflessioni.<br /><br />-La prima &eacute; che malgrado tutto, come mostra bene il settimanale inglese, le cose si stanno muovendo a pi&ugrave; livelli. Il livello pi&ugrave; attivo sembra quello che tutti davano per il pi&ugrave; restio a muoversi: quello industriale. Vuoi per fare di necessit&agrave; virt&ugrave;, vuoi per trovare nuove occasioni di business, vuoi per operazioni di marketing, ma le imprese si danno da fare: da quelle che investono in energie pulite, a quelle che si attrezzano per il risparmio energetico, a quelle che fanno delle basse emissioni la loro <em>mission</em> aziendale. E scusate se &eacute; poco.<br /><br />-La seconda riflessione &eacute; pi&ugrave; generale, e riguarda il mondo anglosassone e la sua cultura. Vero: noi europei continentali diciamo da molto pi&ugrave; tempo che il <em>climate change</em> &eacute; un grosso problema. Vero: loro hanno negato che esistesse il problema fino all'altro ieri. Vero noi inquiniamo di meno. Vero: noi siamo dentro Kyoto ed invece i loro cugini di oltremanica ancora ci pensano. Per&oacute; noi, alla faccia delle belle parole spese 10 anni fa, abbiamo le emissioni del 7% sopra quelle del '90; altro che 10% sotto come promesso. Per&ograve; noi lasciamo che l'ENEL bruci carbone ed i mulini a vento poi non li facciamo che ci rovinano il paesaggio (meglio una bella ciminiera invece!). Noi siamo bravi a chiacchierare ed a piangerci addosso. Loro sono fatti cosi: magari negano il problema finch&eacute; possono, ma quando poi lo riconoscono, partono in quarta, ma soprattutto sembra che si diano una meta da raggiungere. <br /><br />Facciamo un esercizio mentale: ipotiziamo che l'Espresso, o qualche altra nostra rinnomata rivista concedesse tutto questo spazio al tema. Sarebbe usato per fare articoli allarmistici sul fatto che Venezia andr&agrave; sottacqua, che la Sicilia diventer&agrave; un deserto con i cactus, e che il basilico genovese crescer&agrave; sulle pendici del monte rosa. Che le cavallette ci mangeranno i geranei alle finestre e le zanzare ci porteranno malaria ed ebola. Di quei pezzi -giornalisticamente parlando- perfettamente confezionati e dalle tirature enormi. Che per&ograve; ti lasciano l&agrave; sull'orlo del precipizio, solo con te stesso e con quel retropensiero che forse &eacute; meglio buttarsi di sotto e farla finita subito (vedi questa <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Sos-cancro/1621567" rel="self" title="SOS Cancro">inchiesta sui tumori </a>ad esempio). Invece l'Economist, in ogni sua grande inchiesta, ed anche a costo di semplificazioni esagerate, parte dal problema per indicarne le soluzioni, per indicare un percorso alla fine del quale il problema si risolve. Ed &eacute; cosi anche per quanto riguarda questa inchiesta sul <em>global warming. </em>Noi ovviamente speriamo che l'ottimismo anglosassone sia ben riposto, anche perch&eacute; del pessimismo immobilista rassegnato italiano non sappiamo davvero cosa farcene...<br />]]></content:encoded></item><item><title>commercio equo in crescita</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-06-01T09:09:56+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/54fbb4241049ee692028fe21b327c3eb-290.html#unique-entry-id-290</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/54fbb4241049ee692028fe21b327c3eb-290.html#unique-entry-id-290</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200706_P18-19_LaRivoluzione.pdf" rel="self" title="Il commercio equo e solidale è un mondo romantico. Sia- mo abituati a pensare ad esso come ad un piccolo Davide che lotta contro l&#39;immenso Golia del- le leggi ingiuste del commercio internazionale che schiacciano e opprimono le persone. Siamo abituati a pensar al commercio equo come ad una parentesi ac- cidentale immersa in un gioco che segue ben altre regole. Una piccola barca in controcorrente, dentro un mare che va in tutt&#39;al- tra direzione. Là fuori, autorevoli economi- sti ed il senso comune ci sugge- riscono che, nonostante il com- mercio equo sia una realtà bella e pregnante, essa è destinata a scomparire, assorbita dagli ine- luttabili meccanismi dell&#39;eco- nomia. Ci viene detto: non è possibile che i consumatori pa- ghino di più per merci che pos- sono ottenere a prezzi minori! Ed ancora: perché i produttori di merci già abbondantemente deprezzate (come il caffé) non dovrebbero aumentare le loro produzioni, invogliati dai prezzi più alti pagati dal commercio equo e peggiorando cosi anco- ra di più lo squilibrio sui mercati tra domanda ed offerta? Infine, non sarebbe meglio semplice- mente fare donazioni ai poveri invece di pagare loro prezzi più alti per le merci che producono? Queste sono solo alcune delle obiezioni che sentiamo ripetere riguardo alla capacità del com- mercio equo di sopravvivere nel tempo. Da questa aurea romantica e vagamente esotica e dal generale scetticismo che circonda il commercio equo nel circolo degli economisti è sorto nel corso del tempo una sorta di pregiudizio di cui le prime vitti- me sono spesso le persone che nel commercio equo credono di più e che può essere espresso in questi termini: il commercio equo è bello, ma non rispettan- do le dure leggi dell&#39;economia ed è destinato a scomparire o al più al sopravvivere come un piccolo fenomeno di nicchia. Ma è poi vero tutto questo? Alcuni economisti, tra i quali Leonardo Becchetti, la pensano diversamente..."><img class="imageStyle" alt="200706_P18-19_LaRivoluzione" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry290_1.gif" width="107" height="148"/></a></div>  Il commercio equo e solidale &egrave; un mondo romantico. Siamo abituati a pensare ad esso come ad un piccolo Davide che lotta contro l'immenso Golia delle leggi ingiuste del commercio internazionale che schiacciano e opprimono le persone. Siamo abituati a pensare al commercio equo come ad una parentesi accidentale immersa in un gioco che segue ben altre regole. Una piccola barca in controcorrente, dentro un mare che va in tutt'altra direzione. L&agrave; fuori, autorevoli economisti ed il senso comune ci suggeriscono che, nonostante il commercio equo sia una realt&agrave; bella e pregnante, essa &egrave; destinata a scomparire, assorbita dagli ineluttabili meccanismi dell'economia. Ci viene detto: non &egrave; possibile che i consumatori paghino di pi&ugrave; per merci che possono ottenere a prezzi minori! Ed ancora: perch&eacute; i produttori di merci gi&agrave; abbondantemente deprezzate (come il caff&eacute; ) non dovrebbero aumentare le loro produzioni, invogliati dai prezzi pi&ugrave; alti pagati dal commercio equo e peggiorando cosi ancora di pi&ugrave; lo squilibrio sui mercati tra domanda ed offerta? Infine, non sarebbe meglio semplicemente fare donazioni ai poveri invece di pagare loro prezzi pi&ugrave; alti per le merci che producono? Queste sono solo alcune delle obiezioni che sentiamo ripetere riguardo alla capacit&agrave; del com- mercio equo di sopravvivere nel tempo. Da questa aurea romantica e vagamente esotica e dal generale scetticismo che circonda il commercio equo nel circolo degli economisti &egrave; sorto nel corso del tempo una sorta di pregiudizio di cui le prime vittime sono spesso le persone che nel commercio equo credono di pi&ugrave; e che pu&ograve; essere espresso in questi termini: il commercio equo &egrave; bello, ma non rispettando le dure leggi dell'economia ed &egrave; destinato a scomparire o al pi&ugrave; al sopravvivere come un piccolo fenomeno di nicchia. Ma &egrave; poi vero tutto questo? Alcuni economisti, tra i quali Leonardo Becchetti, la pensano diversamente. <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200706_P18-19_LaRivoluzione.pdf" rel="self">lo ho cercato di riassumerne le argomentazioni</a>... <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><category>Divertimento</category><dc:date>2007-05-30T17:59:52+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/bancamondiale-zoellick.html#unique-entry-id-289</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/bancamondiale-zoellick.html#unique-entry-id-289</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2276641.html?ref=hpsbdx4" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 3" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry289_1.jpg" width="155" height="64"/></a><br />Cosi, giusto per chiarire le idee a chi ancora pensava che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_mondiale" rel="self">Banca Mondiale</a> fosse un organizzazione internazionale e che l'elezione del presidente la facesser i soci membri (seppur in proporzione alle quote)</p>]]></content:encoded></item><item><title>E la famiglia? sta bene grazie...</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><category>Personale</category><dc:date>2007-05-29T10:08:18+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/famiglie.html#unique-entry-id-288</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/famiglie.html#unique-entry-id-288</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.economist.com/world/na/displaystory.cfm?story_id=9218127&logout=Y" rel="self"><img class="imageStyle" alt="CFB966" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry288_1.gif" width="136" height="163"/></a></div>Su questo numero dell'Economist c'&eacute; un bel <a href="http://www.economist.com/world/na/displaystory.cfm?story_id=9218127&logout=Y" rel="self">pezzo</a> su dove va la famiglia in America. La fotografia &eacute; interessante e riflette a modo suo l'aumento delle disparit&agrave; che si registra in tanti indicatori in giro per quel paese:<br /><br />-<strong>I divorzi. </strong>Tra la fascia di popolazione pi&ugrave; educata (laurea) la percentuale di divorzi a dieci anni dal matrimonio &eacute; crollata dal 29% della fine degli anni 70 al 16% degli anni 90. Tra coloro che non hanno finito la scuola dell'obbligo, nello stesso periodo, la percentuale &eacute; aumentata dal 38% al 46%.<br /><br /><strong>I figli</strong>. I figli che vivono con i due genitori biolgici, o comunque in un nucleo stabile e non bellicoso, sono definiti <em>socialized for success.</em> Vanno meglio a scuola, hanno pi&ugrave; probabilit&agrave; di finire il college, ed hanno pi&ugrave; probabilit&agrave; a loro volta di fondare una famiglia stabile e perpetuare il circolo virtuoso.<br /><br /><strong>Il successo economico.</strong> La famiglia &eacute; un affare per i coniugi e per i loro figli. La famiglia come istituzione economica funziona egregiamente: induce ad una specializzazione produttiva (la divisone banale se volete tra chi fa il bucato e chi rasa l'erba) induce i genitori maschi ad incrementare la produttivit&agrave;, permette economie di scala e di scopo ad esempio sulla condivisione di costi fissi quali la casa. Infine la promessa di restare insieme <em>fin che morte non ci separi </em>&eacute; un buon meccanismo assicurativo contro gli accidenti dell'esistenza. Queste ed altre ipotesi contribuiscono a spiegare quello che nei numeri &eacute; un'evidenza lampante: le famiglie stabili sono pi&ugrave; ricche ed i figli cresciuti in famiglie con entrambi i genitori biologici sono di gran lunga meno esposti alla povert&agrave; ed hanno a loro volta maggiori probabilit&agrave; di replicare le loro fortune.<br /><br />L'articolo parla a noi, che ci siamo sposati da poco, suggerendoci molte cose. Ma parla anche al nostro paese lacerato dalla discussione sulla famiglia, discussione arenata lungo fratture ideologiche e che difficilmente si confronta con i numeri e le analisi fredde dell'economia.<br /><br />Innanzitutto il pezzo d&agrave; ragione a quanti sostengono che la famiglia &eacute; centrale all'organizzazione della societ&agrave;. Ma lasciando da parte il diritto naturale, qui si parla di come la famiglia possa permettere di sopravvivere meglio alle asperit&agrave; della vita, anche attraverso la sua capacit&agrave; di produrre, difendere e trasmettere ai figli la ricchezza e creare infine quella rete di relazioni che, unite al benessere economico, sono la chiave del perseguimento della felicit&agrave;.<br /><br />Ce ne &eacute; abbastanza per innalzare le bandiere del family day, per affiggere i manifesti populisti "Dio, patria e famiglia" o per recitare gli anatemi del papa Ratzingher? Io credo di no. <br /><br />Quello che il pezzo realmente ci dice &eacute; che, a 30 anni dalle leggi sul divorzio, 30 anni per la famiglia vissuti pericolosamente sull'orlo della marginalit&agrave; ed in profonda evoluzione, l'istituzione famiglia si sta selezionando. Per le elites della societ&agrave;, le persone pi&ugrave; educate e benestanti, l'istituzione famiglia si sta rivelando una scommessa vincente in quanto generatrice di discendenza, di benessere, ed in ultima analisi di felicit&agrave;. Per altre fasce sociali l'istituzione famiglia &eacute; ancora in crisi, come lo era allora. Non dobbiamo infatti mai dimenticare come si &eacute; arrivati alle leggi sul divorzio: una dolorosa fuoriuscita per le donne imprigionate nelle gabbie opprimenti e spesso violente delle famiglie patriarcali. Una volta aperta la valvola di sfogo del divorzio, l'istituzione famiglia come, era allora, &eacute; scoppiata. E meno male. Il passaggio &eacute; quindi stato dal mondo delle famiglie che assomigliavano ad una gabbia, a quello attuale nel quale, almeno per i pi&ugrave; fortunati, la famiglia &eacute; l'orizzonte della felicit&agrave; perch&eacute; scelta libera e consapevole di mutua fedelt&agrave;, assistenza, appoggio ed investimento. La famiglia: da limite all'emancipazione femminile, a possibilit&agrave; di felicit&agrave; per entrambi i coniugi.<br /><br />Nessuno (diciamo quasi nessuno) nega che questa sia la famiglia che vogliamo prendere a modello. Dir&ograve; di pi&ugrave;: questo modello &eacute; quello che lo stato, con gli strumenti adeguati deve promuovere: convivenze stabili, durature ed ufficializzate, se non proprio consacrate. A questo modello lo stato deve dedicare le proprie risorse, siano esse per la prima casa, per gli asili nido, e per altri interventi di welfare. Per coerenza a questo modello, nel momento dell'elargizione dei fondi, lo stato deve favorire questi nuclei ad altri che non siano di medesimo valore sociale, quali le coppie di fatto (meno stabili) o le unioni omosessuali (che non hanno funzione riproduttiva ne quindi i costi collegati).<br /><br />Detto questo, lo stato non deve dimenticare chi questa consapevolezza non l'ha ancora maturata oppure chi ha orientamenti sessuali non riproduttivi ed offrire a questi il conforto delle tutele legali che possano contribuire ad appianare le asprezze della vita. Certo, va da se, sarebbe auspicabile che una coppia di fatto, magari con prole, decidesse liberamente e convintamente di sposarsi e di perseguire quel modello di cui parla l'economist basato su una relazione stabile, paritaria, benestante ed aperta alla vita. Ma se questa coppia non riesce a vederne gli -a questo punto innegabiil, almeno nella media dei casi- vantaggi, non &eacute; certo forzando le persone dentro quegli antichi modelli di cui ci siamo liberati che si promuove il bene, della coppia, dei figli, e della societ&agrave; tutta intera.<br /><br />Ecco perch&eacute; non sono andato al family day. Ci sarei voluto andare per sostenere la messa al centro delle politiche di welfare del modello di famiglia  istituzionalizzato attraverso il matrimonio. Non ci sarei andato perch&eacute; era percepibile il tratto discriminatorio della minifestazione, che tendeva a negare cittadinanza agli stili di chi fuoriuscito da un vecchio ed oppressivo modello di famiglia, non ha ancora trovato quello nuovo. ́&Eacute; con l'esempio, non con la legge che si convince e (per chi ci crede) si converte.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Sofri(re) per il PD</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-05-26T16:42:12+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/proposta-per-il-pd.html#unique-entry-id-287</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/proposta-per-il-pd.html#unique-entry-id-287</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.wittgenstein.it/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="pdbanner" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry287_1.gif" width="352" height="57"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Anche a <a href="http://www.wittgenstein.it/" rel="self">Luca Sofri</a>, la lista dei 45 saggi per il partito democratico non &eacute; piaciuta. Cosi come non &eacute; piaciuta ad <a href="http://marioadinolfi.go.ilcannocchiale.it/post/1498636.html" rel="self">Adinolfi</a>, <a href="http://viapietronenni4.blogspot.com/2007/05/delusione-numero-1.html" rel="self">Vatiero</a>, <a href="feed://www.bloggers.it/progettomayhem/rss.xml" rel="self">Costa</a>,<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.972368273" rel="self"> Paris</a>i e molti altri. <a href="http://www.wittgenstein.it/" rel="self">Wittengstein</a> allora propone di allargare ulteriormente almeno per includere 10 sotto i quaranta.<br /><br />Io ho sottoscritto. Anche perch&eacute; Sofri almeno non si &eacute; autocandidato...</p>]]></content:encoded></item><item><title>Micro&#x26;Mojito</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-05-23T11:40:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/microemojito.html#unique-entry-id-286</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/microemojito.html#unique-entry-id-286</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/fotovideo/fotomatrimonio/fotomatrimonio.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Matteo-Lucia_218" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry286_1.jpg" width="160" height="233"/></a>    <a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/fotovideo/fotomatrimonio/fotomatrimonio.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Matteo-Lucia_520" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry286_2.jpg" width="159" height="233"/></a><br /><br />Ma che ci fa Don Franco con un libro di <a href="http://press.princeton.edu/titles/7610.html" rel="self">Microeconomia</a> in mano? e mia madre con un boccale di mojito? C'&eacute; n'&eacute; di pi&ugrave; <a href="http://www.matteorizzolli.net/soleluna/fotovideo/fotomatrimonio/fotomatrimonio.html" rel="self">qui...<br /></a>]]></content:encoded></item><item><title>Il family day di domani</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-05-11T10:31:41+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/family-day.html#unique-entry-id-285</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/family-day.html#unique-entry-id-285</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.forumfamiglie.org/homepagespeciale.php" rel="self"><img class="imageStyle" alt="locandina_familyday" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry285_1.jpg" width="127" height="140"/></a> </div>Al family day di domani noi non ci andiamo. Per due ragioni: la prima &egrave; che questa sera partiamo per la nostra piccola ma dolce e tanto attesa luna di miele. E scusate se vi sembra un motivo futile. La seconda perch&egrave; condividiamo in pieno le parole espresse da questa <a href="http://www.sspietroepaolo.altervista.org/" rel="self">comunit&agrave; parrocchiale di Catania</a>.<br /><br />Io e Lucia siamo sposati da meno di una settimana. In chiesa. Convintamente. Abbiamo voluto scambiarci le nostre promesse non solo davanti alla comunit&agrave; degli uomini, rappresentata da mio pap&agrave; che ci ha letto gli articoli del codice civile che ci impegnamo a rispettare, ma anche al cospetto di Dio, in cui crediamo e che preghiamo di accompagnarci fino alla fine. Se lo abbiamo fatto &egrave; perch&egrave; crediamo nel valore della famiglia, nella sua centralit&agrave; educativa, nel suo essere fondamento saldo di ogni possibile costruzione sociale. A costruire una famiglia abbiamo dedicato il nostro impegno. Ma condividiamo le <a href="http://www.sspietroepaolo.altervista.org/file_archivi_sspt/pdf_sspt/12maggio_non_ci_saremo.pdf" rel="self">loro </a>parole quando dicono:<br /><br /><em>- Il valore della famiglia si difende testimoniandolo, giorno per giorno, nella vita.<br />- La difesa dei valori cristiani non pu&ograve; essere affidata alla politica, alle leggi dello stato, ma alla forza dello Spirito Santo, a Lui aprendo la porta della nostra anima e della nostra vita.<br />- Le scelte di coloro, che la pensano diversamente da noi hanno uguale diritto di esistere e di essere rispettate.<br />- Il cristiano si sente vicino a tutte quelle donne e quegli uomini che, nelle loro concrete condizioni di vita, aspirano ad essere tutelati da una regolamentazione che assicuri loro sicurezza e serenit&agrave;.<br /><br /></em>Per questo noi domani non saremo a San Giovanni (e non certo perch&egrave; saremo gi&agrave; arrivati a destinazione <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&q=Sicilia,+Italy&ie=UTF8&ll=37.666429,14.089966&spn=2.782794,3.779297&t=k&z=8&om=1" rel="self">qui</a>;-) )<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>andate in erasmus&#x2c; miei prodi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-05-09T18:43:51+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/d7d28d4413cca03474dd946276cb21ee-284.html#unique-entry-id-284</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/d7d28d4413cca03474dd946276cb21ee-284.html#unique-entry-id-284</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/erasmus-day/venti-di-erasmus/venti-di-erasmus.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry284_1.jpg" width="354" height="58"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Parole sante... e non perch&eacute; da queste parti lo si era <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/erasmus-non%20-si-torna-piu.html" rel="self">detto</a>..</p>]]></content:encoded></item><item><title>Non &#xe9; tutto olio quello che luccica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-05-09T14:27:06+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/olio-che-luccica.html#unique-entry-id-283</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/olio-che-luccica.html#unique-entry-id-283</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200705_P12-14_MaTutto.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200705_P12-14_MaTutto" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry283_1.gif" width="113" height="155"/></a></div><br /><br /><br />Dopo un iniziale entusiasmo, anche da queste parti ci siamo parecchi raffreddati circa le magnifiche sorti progressive dei biocarburanti. Ne abbiamo scritto su Cooperazione tra Consumatori...<br /><br /><br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>faux et panneau</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-05-07T15:26:19+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/faux-et-panneau.html#unique-entry-id-282</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/faux-et-panneau.html#unique-entry-id-282</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry282_1.gif" width="111" height="101"/></div>La situazione &eacute; questa. In Italia, i Verdi riuniti a congresso nel weekend appena trascorso, ancora annegano nell'anelito disperato di varcare la soglia del 5% (ma per ora non vanno oltre il 2%). Firmano quindi l'ennesimo appello che questa volta chiamano <a href="http://www.pattoperilclima.com/" rel="self">PATTO PER IL CLIMA</a> e che tra una misura e l'altra contro il cambiamento climatico, non manca di lambire tangenzialmente le seguenti tematiche: a)il mondo dell'<em>associazionismo</em>, b)la <em>storia dei verdi</em> c)i movimenti per la<em> pace</em> d)tutela del <em>paesaggio</em> e)i diritti degli <em>animali</em> f)l'<em>acqua</em> come bene comune g) OGM h)<em> tradizioni</em> tipiche enogastronomiche i)il software <em>open source</em> l) <em>diversit&agrave;</em> m) <em>giustizia</em> (in senso lato) n) <em>pari opportunit&agrave;</em> o) <em>povert&agrave;</em> p)<em>nonviolenza</em> q) <em>cooperazione</em> r) <em>giovani</em>.<br /><br />Pur simpatizzando per la maggior parte di queste tematiche, pur auspicando la stesura di un progetto politico che faccia della lotta al cambiamento climatico la sua bandiera, non posso non pensare a tutti i limiti di questo patto.<br /><br />In un patto per il clima <strong>ci si aspetta che si parli di clima</strong>. &eacute; cosi banale?  Che c'entra quindi tutto il resto? Si <strong>scende a patti con chi non la pensa come noi </strong>su tutto ma si trova a convergere almeno su un punto. Che senso ha quindi un "<strong>patto per il clima</strong>" dove si ripropone tutta l'agenda verde anche nei suoi tratti pi&ugrave; folkloristici tipo i dritti degli animali? Insomma questo patto per il clima non &eacute; certo il tentativo di far convergere tutto l'arco politico italiano sull'obiettivo comune del problema climatico quanto il maldestro tentativo di mettere un cappello politico (che ad oggi -lo ribadiamo- vale meno del 2%) al pi&ugrave; importante tema della politica internazionale.<br /><br />Tutto questo mentre in Francia, il candidato vincitore della destra, <strong>Sarkozy</strong>, mette la <strong>lotta al cambiamento climatico al centro della sua agenda</strong> politica di presidente ed invita gli americani (proprio lui che &eacute; considerato il pi&ugrave; amerikano dei francesi) a non mettersi di traverso. (<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?articleFormat=pdf&articleCurrentPage=1&currentArticle=EATZR" rel="self">testo</a>, <a href="http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=0bfa48fc-fc0d-11db-919c-0003ba99c53b" rel="self">video</a>)<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-05-06T16:22:29+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ring.html#unique-entry-id-281</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ring.html#unique-entry-id-281</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Photo 5" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry281_1.jpg" width="290" height="222"/></a> </p>]]></content:encoded></item><item><title>Domani mi sposo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-05-04T16:01:58+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/domani-mi-sposo.html#unique-entry-id-280</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/domani-mi-sposo.html#unique-entry-id-280</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.dooyoo.it/vhs-film-cinema/domani-mi-sposo/501566/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="domani-mi-sposo" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry280_1.jpg" width="114" height="177"/></a></div><strong>Domani mi sposo.</strong> Lo diceva anche Jerry Cal&agrave; in un non certo memorabile<a href="http://it.movies.yahoo.com/d/domani-mi-sposo/index-126581.html" rel="self"> film </a>del 1984. Questa la trama:<em> Nelle 24 ore prima del matrimonio di Jerry con Susy cosa non potr&agrave; mai succedere? Di tutto, naturalmente! Mentre fervono i preparativi del matrimonio, nella mente di Jerry riaffiorano i ricordi dei suoi precedenti amori, in particolare quello di Simona che, gi&agrave; sposata, vorrebbe comunque fuggire con lui. Gli amici, in occasione dell'addio al celibato gli "regalano", per quell'ultima notte da scapolo una donna, Rita che per&ograve; da amante e confidente notturna finisce anch'essa con l'innamorarsi di Jerry. Dopo una serie interminabile di ulteriori alterne vicende, che sembrano compromettere definitivamente il matrimonio. Jerry e Susy si ritrovano alla fine per scambiarsi il loro "s&igrave;", nel duomo di Mantova, sotto gli occhi anche di Simona e di Rita.<br /><br /></em><strong>Una tragicommedia insomma</strong><em><br /></em><span style="font:12px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><em><br /></em></span>C'&eacute; poi una <a href="http://www.italianissima.net/testi/domani.htm" rel="self">canzone</a> di Daniele Silvestri con lo stesso soggetto. <strong>Domani mi sposo</strong>. Con sottofondo di campane a festa, una voce rotta dalla tristezza racconta il seguente testo tragicomico: <span style="font:12px Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; "><br /></span><em><br />Domani mi sposo, ne sono felice,<br />si sente dal tono con cui lo si dice<br />una piccola chiesa alle undici e venti<br />hanno deciso ogni cosa i suoi amici e i parenti.<br />Lei sar&agrave; cos&igrave; vicino a me che ne potr&ograve; sentire l'alito pesante<br />che in un solo istante mi travolger&agrave;<br />sar&agrave; cos&igrave; vicino a me che non potr&ograve; non apprezzare<br />il forte odore che proviene dai suoi piedi<br />credimi<br />&egrave; bella, &egrave; bella, &egrave; bella, &egrave; bella, &egrave; bella tua sorella ma lei no<br />lei per&ograve; la sposer&ograve;.<br /><br /></em><strong>Della vigilia del matrimonio</strong> quindi, non se ne parla molto bene nella letteratura (ammesso e non concesso che Jerry e Daniele rientrino nel novero dei letterati). Ed io? Che dire di questa mia vigilia? Di come la sto trascorrendo? <br /><br /><strong>Tranquillo</strong> non proprio... Sto cercando di rintracciare i vini per il ricevimento dispersi non si sa dove; facendo gli ultimi aggiustamenti ai tavoli; le ultime cose da acquistare; il meteo da studiare accuratamente; i regali che arrivano; i parenti ed amici in arrivo a Roma; gli ultimi ritocchi dal barbiere (per me) ed estetista (per lucia) e molte altre piccoli dettagli. <br /><br />Poi ci sono le prove di memoria per le parti della cerimonia: <em>Io Matteo, prendo te</em>... ah no... non &eacute; cosi....<em>Vuoi tu Lucia</em>.... <em>Accetti questo anello?...</em> <em>Vuoi sposarmi?... </em>insomma come avete capito ho ancora molto da studiare...<br /><br />Non &eacute; una giornata tranquilla quindi, ma senz'altro<strong> serena</strong>. Domani sar&agrave; un bellissimo giorno. <strong>Domani mi sposo</strong>.<br />]]></content:encoded></item><item><title>This is the reason of the end</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-05-04T09:26:27+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/this-is-the-reason.html#unique-entry-id-278</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/this-is-the-reason.html#unique-entry-id-278</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="page0_blog_entry247_1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry278_1.jpg" width="124" height="95"/></div>Qualche settimana fa, avevo pianto <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/the-end.html" rel="self">qui</a> la misteriosa fine del mio ibook. Dopo una mia personalissima ed incompetente autopsia avevo iscritto il decesso alla categoria delle cause sconosciute e misteriose. Degli X-files. Oggi scopro di che si<a href="http://www.appleinsider.com/articles/07/05/03/apple_grilled_over_ibook_g4_logicboard_deaths.html" rel="self"> tratta</a>. Peccato che nel frattempo il mio ibook sia andato gi&agrave; verso i suoi campi elisi.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La Mela &#xe8; verde. Finalmente</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-05-02T23:04:08+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mel-verde.html#unique-entry-id-277</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mel-verde.html#unique-entry-id-277</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.greenmyapple.org/" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry277_1.jpg" width="359" height="154"/></a><div class="image-left"></div></p><p style="text-align:left;">La <a href="http://www.greenmyapple.org/" rel="self">campagna di Greenpeace</a> per spingere Apple a comportamenti pi&ugrave; verdi si conclude. E qui si pu&ograve; rimuovere il banner dalla barra laterale del sito.  Steve Jobs scrive una<a href="http://www.apple.com/hotnews/agreenerapple/" rel="self"> lettera</a> pubblica ed in sostanza la da vinta a Greenpeace ed a tutti quelli che hanno sostenuto la campagna. Jobs, pur rivendicando che Apple &egrave; pi&ugrave; avanti di altri in molti frangenti, riconosce che in questo settore pu&ograve; fare meglio, molto meglio, ed in proposito mette sul piatto promesse impegnative, anche se doverose.<br /><br />Complimenti a Greenpeace per la campagna e per i risultati ottenuti con fantasia e brio, come peraltro dimostrato recentemente nella campagna  sulle <a href="files/balletta-enel.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:La balletta ENEL">bugie di ENEL</a><br /><br /><a href="http://technorati.com/tag/greenmyapple" rel="tag"><img style="border:0;vertical-align:middle;margin-left:.4em" src="http://static.technorati.com/static/img/pub/icon-utag-16x13.png?tag=greenmyapple" alt=" " />greenmyapple</a></p>]]></content:encoded></item><item><title>Coppa italica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-27T11:25:45+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coppa-italica.html#unique-entry-id-276</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coppa-italica.html#unique-entry-id-276</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry276_1.jpg" width="137" height="106"/></div>Come molti Italiani, seguo in questi giorni le regate di coppa america. Belle, intriganti. Tecnologiche come la formula uno, eleganti come l'equitazione, pulite come gli sport senza motore, avvicenti come tutte le sfide a due, dalla scherma al pugilato. Davvero un bello spettacolo.<br /><br />E noi Italiani, siamo l&igrave; davanti. Come nella formula uno, come nelle moto, come nella scherma. Ci sono gli americani. Ci sono i tedeschi, gli spagnoli, i neozelandesi, i francesi, persino i cinesi ed i sudafricani. In attesa degli svizzeri ovviamente. Ma poi ci sono gli italiani con ben tre barche. Ci ho pensato a questo numero. Potenze mondiali come gli USA mandano una barca. Gente che mangia pane e vele come i neozelandesi mandano una barca. Gente ripiena di grana come gli svizzeri manda una barca. Ma noi italiani ne mandiamo tre.<br /><br />Ci ho pensato a questo numero. Tre barche. Che significano? Pensarne bene o pensarne male? In fondo credo che queste tre barche raccontino in una pennellata magistrale (avevo scritto maestrale, forse in preda ad una deriva velistica)  molto di quello che questo paese &egrave;. Nel bene e nel male.<br /><br />Queste tre barche sono una storia positiva perch&egrave; rappresentano la generosit&agrave; di spendersi quasi senza calcolo, solo per inseguire sogni e passioni. L'entusiasmo di costruire progetti che si misurano con i giganti, partendo dalle piccole realt&agrave;. La capacit&agrave; di valorizzare i territori e le loro culture. Che Luna Rossa sintentizza l'eleganza del chiantishire, nell'entroterra di Punta Ala, mentre Mascalzone Latino e +39 sono a loro volta incarnazioni del genio partenopeo e dell'industrialit&agrave; padana rispettivamente. <br /><br />Ma al tempo stesso queste tre barche tratteggiano anche molti dei mali di questo nostro paese. Il suo campanilismo che impedisce di fare sintesi ed evitare inutili duplicazioni e la programmatica insofferenza verso progetti che accomunano le forze invece di dividerle.<br /><br />Sar&agrave; una coppa america fantastica. Se poi la spunteremo, ci rallegreremo del genio estroso italico che nel suo disordine ed individualismo indomito prevale anche sui grigi giganti internazionali. Se soccomberemo, sar&agrave; per colpa della nostra irrimediabile incapacit&agrave; di fare squadra. Meriti e colpe, comunque finiremo per pagarli, sono monete che riportano sulle facce questi due aspetti imprescindibili del nostro paese.  <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>quote of the day</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-04-25T07:52:28+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/quote-of-the-day.html#unique-entry-id-274</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/quote-of-the-day.html#unique-entry-id-274</guid><content:encoded><![CDATA[SIR &mdash;&nbsp;<br />If you and Mr. Castro <a href="http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=8960412" rel="self">agree</a> that turning food into fuel is a sin, both of you might consider becoming vegan. In caloric terms, turning corn into ethanol is much more efficient than turning corn into meat. Ed Canler - Chattanooga, Tennessee<br /><br />Letter to the <a href="http://www.economist.com/blogs/theinbox/2007/04/15-week/" rel="self">Economist</a><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ora e sempre resistenza&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2009-04-25T00:06:00+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/resistenza-2008.html#unique-entry-id-273</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/resistenza-2008.html#unique-entry-id-273</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><img class="imageStyle" alt="resistenza" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry273_1.jpg" width="177" height="254"/></div><br /><span style="font:12px Verdana, serif; ">Lo avrai camerata Kesselring<br />Il monumento che pretendi da noi Italiani<br />Ma con che pietra si costruir&agrave; a deciderlo tocca a noi<br />Non coi sassi affumicati<br />Dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio<br />Non colla terra dei cimiteri<br />Dove i nostri compagni giovinetti<br />Riposano in serenit&agrave;<br />Non colla neve inviolata delle montagne<br />Che per due inverni ti sfidarono<br />Non colla primavera di queste valli<br />Che ti vide fuggire<br />Ma soltanto col silenzio dei torturati<br />Pi&uacute; duro d'ogni macigno<br />Soltanto con la roccia di questo patto<br />Giurato fra uomini liberi<br />Che volontari s'adunarono<br />Per dignit&agrave; non per odio<br />Decisi a riscattare<br />La vergogna e il terrore del mondo<br />Su queste strade se vorrai tornare<br />Ai nostri posti ci troverai<br />Morti e vivi collo stesso impegno<br />Popolo serrato intorno al monumento<br />Che si chiama<br />Ora e sempre resistenza!<br /><br />-Piero Calamandrei-</span><span style="font:12px Times, Georgia, Courier, serif; "><br /></span><span style="font:12px Times, Georgia, Courier, serif; "><br /></span>Il 25 aprile dell&rsquo;anno scorso scrivevo queste cose qui sotto. MI sembra siano ancora valide....<br /><br />25 Aprile 2008. &Egrave; un 25 aprile particolare questo. Segue di nemmeno due settimane la svolta a destra del paese a cui abbiamo assistito. Lo ricordo, il 25 Aprile del 2001. Lo scoprii quell'anno, il 25 Aprile. Allora la reazione al ritorno di Berlusconi fu forte; fu forte in me e la vidi forte nel paese. Ci fu un ritorno ai valori della resistenza come medicina al berlusconismo culturale ancora prima che politico. Quest'anno sembra diverso. Non so, mi sembra ci sia calma piatta. Non si colgono ancora le tracce di un'opposizione che si riorganizza intorno alla memoria comune che ci appartiene. Ma forse &eacute; giusto che sia cos&igrave;.  Forse perch&eacute; la batosta &eacute; -a questo giro- epocale; mentre allora perdemmo di un soffio e la voglia di rivalsa era forte. Ora regna lo sconforto, anche per il futuro prossimo venturo. O forse perch&eacute; un epoca &eacute; definitivamente passata e cinque anni gi&agrave; passati con Berlusconi ci hanno restituito un paese mal gestito, ma per fortuna non il regime neo-fascista che temevamo. E sar&agrave;  cosi anche questa volta: mentre <a href="files/ora-governi-la-desta.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:governi la destra, governi da destra">auspichiamo</a> che la destra far&agrave; le riforme necessarie, dobbiamo riconoscere in cuor nostro che dubitiamo che ne sar&agrave; capace e confessiamo che semplicemente ci limitiamo a sperare che non combini troppi danni. Ma se l cose stanno cos&igrave;, la Resistenza ed il 25 Aprile possono finire di fare la maldestra stampella all'opposizione politica contro il governo in carica. Non &eacute; loro compito. A Berlusconi deve fare opposizione il PD. Sui fatti. E sapendo che ci sono cose, siano meriti o colpe, siano responsabilit&agrave; o progetti che comunque condividiamo al di l&agrave; di tutto. <br /><br />Ed allora la Resistenza  deve tornare ad essere la festa di tutti, la celebrazione della fine della dittatura fascista italiana, che ci ha restituito la democrazia ed il coraggio di guardarci allo specchio perch&eacute; in fondo, e nonostante il vasto sostegno al regime del ventennio, il popolo italiano, nei due freddi inverni, &eacute; salito in montagna ed ha combattuto il nazifascismo.  Perch&eacute; la Resistenza sia per tutti quel <em>patto giurato fra uomini liberi, che volontari s'adunarono, per dignit&agrave; non per odio, decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. </em>Siamo un paese all'altezza di onorare questo patto?<br />]]></content:encoded></item><item><title>La balletta ENEL</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-04-24T08:48:44+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/balletta-enel.html#unique-entry-id-272</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/balletta-enel.html#unique-entry-id-272</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_pannello150" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry272_1.png" width="111" height="101"/></div>Alcuni mesi fa, la nostra cara e vecchia ENEL ha ammorbato il paese con una campagna pubblicitaria massiccia sulla sua presunta militanza ambientalista. Qui potete vedere il <a href="http://enel.it/ambiente/" rel="self">filmato</a>. Tra le altre cose ENEL si vanta di: <br />-Avere in cantiere <strong>1700 MW di rinnovabili</strong> nei prossimi 5 anni (meno della potenza della centrale di civitavecchia)<br />-diminuire le proprie emissioni di <strong>4 milioni di tonnellate di CO2 </strong>all'anno (solo la centrale di Porto Tolle ne emette 10 milioni)<br />-di produrre ben il <strong>20% di energia da fonti rinnovabili </strong>(il 16% dei quali dalle centrali idroelettriche costruite 50 anni fa quando il problema non si poneva) <br />-investimenti nelle fantomatiche <strong>centrali ad emissioni zero</strong> di cui si chiacchera molto ma sono di l&agrave; da venire e potenzialmente pericolose.<br /><br />Insomma, pur apprezzando che sull'impegno ambientale le aziende ci mettano la faccia, non potevamo che prendere con le molle l'<strong>i</strong>mpegno di ENEL che sembra fatto di <strong>molto marketing e poca sostanza</strong>. Alla prova dei fatti, le <strong>belle promesse di bollette verdi </strong>sembrano sempre pi&ugrave; diventare <strong>belle balle</strong> (o meglio ballette). Prova di questa profonda contraddizione &egrave; la perseveranza con cui ENEL porta avanti <a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/carbone-italia" rel="self">la riconversione delle centrali</a> ad olio pesante, in carbone, che &egrave; in assoluto la tecnologia a pi&ugrave; alto impatto di emissioni e che porta l'Italia completamente fuori dagli impegni di Kyoto.<br /><br />Quella di ENEL &egrave; stata una campagna pubblicitaria massiccia, a dir poco fastidiosa per come ha scientemente deformato la realt&agrave; fino a camuffare in punti di vanto quelli che invece sono  i segni evidenti di una politica energetica ed ambientale modesta, miope e conservatrice. Una campagna massiccia, a cui ora <a href="http://www.greenpeace.it/community/templates/enel/pieghevole_enel.pdf" rel="self">Greenpeace</a> fa il verso.<br /><br /><div class="image-right"><a href="http://www.greenpeace.it/community/templates/enel/pieghevole_enel.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="pieghevole_enel1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry272_2.png" width="158" height="174"/></a></div><em>ENEL ha iniziato la valutazione per il completamento di due reattori nucleari a Mochovce in Slovacchia, dopo l'acquisizione del 66% dell'azienda elettrica slovacca Slovenske Elektrarne. La decisione finale &egrave; prevista per i primi di maggio. Il governo italiano &egrave; ancora il principale azionista di ENEL in quanto il Ministero dell'Economia controlla il 21,84 per cento delle azioni e la Cassa Depositi e Prestiti il 10,15 per cento. Noi ci opponiamo all'investimento nel completamento di questi due reattori per tre ragioni: a) &Egrave; una tecnologia obsoleta e rischiosa. b) Non esiste una valutazione di impatto ambientale. c) Discutibile economicit&agrave; e possibili aiuti di stato.<br /><br /></em>Insomma, ENEL si spaccia per ambientalista su tutta la stampa nazionale ma poi porta avanti le centrali a carbone e si rimette nel business del nucleare, in barba al referendum del 1987. E per farlo se ne va in Slovenia ad investire su una vecchia centrale di stampo sovietico. GreenPeace, impegnata in una campagna ad ampio raggio sui cambiamenti climatici, e quindi su un modo di produzione dell'energia elettrica pi&ugrave; sostenibile, critica ferocemente questa decisione. Che cosa non torna in tutta questa storia?<br /><br />C'&egrave; un piccolo dettaglio che forse GreenPeace dovrebbe spiegare: che il nucleare non produce gas serra. Certo il nucleare presenta molti altri problemi, compreso il rischio di scoppio stile Chernobyl. Ne abbiamo parlato  <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/05-03-Rizzolli.pdf" rel="self">qui</a> in passato. Per&ograve; non produce gas serra: questo va detto (anche se qualcuno la pensa <a href="http://www.businessweek.com/print/bwdaily/dnflash/content/mar2007/db20070326_366468.htm" rel="self">diversamente</a>). Tanto che  persino uno dei fondatori di GreenPeace dice di <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/04/14/AR2006041401209.html" rel="self">aver cambiato idea circa il nucleare</a> argomentando che in questo preciso momento storico &egrave; il minore tra i due grandi mali della produzione di energia. Greenpeace non lo ha ancora seguito, ma certo l'idea ha fatto discutere.<br /><br />Ed allora saremmo disposti noi in Italia a riaprire la discussione sul nucleare? Poniamo che ENEL, o meglio, coloro che decidono della politica energetica nazionale prendessero finalmente sul serio Kyoto e scrivessero a chiare lettere che in Italia le emissioni devono diminuire stabilmente e ad un ritmo del 2-3% all'anno. Per fare questo ci si dovrebbe <strong>scordare le centrali a carbone</strong>. Ed in prospettiva tutte le fonti fossili. Per riempire il gap tra le fonti non pi&ugrave; utilizzabili e quelle rinnovabili che lentamente prendono piede, ci potrebbe essere un ruolo limitato per il nucleare: saremmo disposti ad accettarlo? Saremmo disposti a lasciare che ENEL investa nell'uranio, eventualmente anche in Francia  e Slovenia, in cambio della promessa di non aumentare le emissioni qui in Italia?<br /><br />Domande retoriche le mie. Perch&egrave; ENEL non sembra avere certo interesse ad <strong>investire nel nucleare per qualche prurito ambientale</strong>. N&egrave; accetterebbe di essere messa di fronte al tradeoff <em>pi&ugrave; nucleare=meno carbone</em>. <strong>ENEL vuole l'uno e l'altro, in barba a tutte le belle balle scritte sui giornali nei mesi scorsi.</strong><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Guai lamentarse</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-04-22T18:38:18+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/guai-lamentarse.html#unique-entry-id-271</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/guai-lamentarse.html#unique-entry-id-271</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>Come vala?</strong> chiedono dalle mie parti. <strong>Guai lamentarse </strong>se le cose vanno bene. E cos'altro dire nei giorni in cui nasce il <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/ds-margherita-sposalizio.html" rel="self">partito democratico</a>, si arriva al <a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self">matrimonio</a>, e si vince pure lo <a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/sport/calcio/serie_a/commento-33/commento-33/commento-33.html" rel="self">scudetto</a>?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>DS e Margherita si sposano (anche loro...)</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-04-17T11:29:40+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ds-margherita-sposalizio.html#unique-entry-id-270</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ds-margherita-sposalizio.html#unique-entry-id-270</guid><content:encoded><![CDATA[Che bello! che emozione! Oggi si sono sposati DS e Margherita. &Eacute; il periodo degli sposalizzi. Tra due settimane <a href="http://www.sole-luna.eu/" rel="self">questo</a> ad esempio. Ma fermiamoci al matrimonio di questo weekend. &Eacute; stato davvero emozionante, almeno io l'ho trovato tale. Commuovente, coraggioso. Insomma, due nobili casati, con generazioni di tradizione alle spalle. Con forti memorie e storie da raccontare. Con diversi album di ritratti di famiglia. Persino con echi di lontane battaglie combattute su fronti opposti. Con sensibilit&agrave; diverse, con identit&agrave; che non coincidono. Ma in fondo questa &eacute; l'alchimia necessaria per costruire un matrimonio destinato a non sciogliersi mai pi&ugrave;. Perch&eacute; -almeno cosi la penso- la diversit&agrave; &eacute; necessaria per rendere curioso ed interessante l'incontro, perch&eacute; forse il matrimonio stesso avrebbe meno senso se non fosse per quella  complementariet&agrave; che fa una completezza a partire dalla somma delle diversit&agrave;.<br /><br />Ed evangelicamente oggi, DS e Margherita si fanno seme e muoiono, per rinascere frutto, uniti nello sposalizio del partito democratico.<br /><br />PS: dite che sta storia del matrimonio mi sta dando un po' alla testa?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Non plus propriet&#xe9; &#x3c;br&#x3e; intellectuelle &#xe0; la carte</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-04-16T09:40:16+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/propriete-intellectuelle.html#unique-entry-id-269</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/propriete-intellectuelle.html#unique-entry-id-269</guid><content:encoded><![CDATA[La <strong>Francia</strong> mette in piedi una nuova <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA27895/index.shtml" rel="self">autorit&agrave; </a>per la <strong>regolazione del settore della propriet&agrave; intellettuale</strong>. Ce n'era bisogno? In fondo il settore &egrave; regolato da delle leggi consolidate, quelle sul diritto d'autore, sui marchi e sui brevetti. Che bisogno c'&egrave; di lasciare uno spazio di intervento ex-post, laddove le regole sono gia ben definite ex-ante?<br /><br />Pensiamo al settore <strong>antitrust</strong>, dove l'impossibilit&agrave; di scrivere leggi particolareggiate ex-ante (come fare ad andare pi&ugrave; in la di generici richiami alle magnifiche sorti progressive della concorrenza?) inducono ad intervenire ex-post, quando i guasti dei comportamenti anti-competitivi diventano visibili. La <strong>propriet&agrave; privata </strong>funziona invero al contrario: con un forte indirizzo ex-lege ex-ante ed interventi giudiziari strettamente aderenti a quelle stessi leggi ex-post.<br /><br />E la propriet&agrave; intellettuale? <strong>Alessandra, Antonio ed il sottoscritto </strong>abbiamo argomentato <a href="http://atom.univ-paris1.fr/documents/Rossi_05.pdf" rel="self">altrove</a> circa la liceit&agrave; e necessit&agrave; di interventi ex-post in stile antitrust, nel settore della propriet&agrave; intellettuale. In questo lavoro accademico avvanziamo un'argomentazione teorico-concettuale. La nostra idea &egrave; che i <strong>diritti di propriet&agrave; hanno sempre uno spazio di incompletezza che non &egrave; definibile ex-ante</strong> ma &egrave; solo scopribile ex-post quando insorgono conflitti di attribuzione su usi non ancora definiti. In questo caso l'intervento ex-post &egrave; necessario tanto pi&ugrave; quanto lo spazio di incompletezza &egrave; ampio. La propriet&agrave; privata di appezzamenti agricoli &egrave; un settore del diritto per il quale gran parte del'incompletezza &egrave; stata risolta nel corso di <strong>centinaia di anni di consolidata esperienza giuridica</strong> e quindi si presta ad una regolazione che anticipa il pi&ugrave; possibile tutti gli spazi potenziali di conflitto e le relative soluzioni. <strong>Nel caso dell'antitrust vale l'argomento opposto: la dinamicit&agrave; ed innovativit&agrave; del settore</strong> inducono a correggere gli imprevedibili esiti dell'imprecisa regolazione ex-ante, che non solo pu&ograve; non prevenire affatto i conflitti legati all'incertezza ma addirittura pu&ograve; in qualche caso contribuire alla proliferazione degli stessi. L'intervento ex-post regolatorio quindi si giustifica. La nostra tesi &egrave; che la propriet&agrave; intellettuale regoli un settore che per grado di incompletezza assomiglia di pi&ugrave; al settore antitrust che non a quello della propriet&agrave; agricola (nonostante condividano il nome <em>propriet&agrave;</em>) e perci&ograve; necessiti di un'apertura all'intervento ex-post pi&ugrave; ampia di quanto sia possibile per la propeirt&agrave; tradizionale.<br /><br />Le polemiche intorno alla nascita dell'autorit&agrave; francese offrono l'occasione per riportare il nostro discorso nel novero degli argomenti comprensibili (almeno al pubblico letterato ed internet-dipendente di questo blog ;-))<br /><br />Sembra infatti che tra le prime questioni che l'autorit&agrave; prender&agrave; di petto, ci sar&agrave; quella dei DRM: dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management" rel="self">Digital Right Management</a>. Con i DRM i fornitori di contenuti intellettuali digitali si ritagliano dei diritti di propriet&agrave; su misura: una sorta di<em> propriet&eacute; intellectuelle</em><strong> &agrave; la carte</strong><strong><em>.</em></strong>  Facciamo un esempio musicale. Se compero un CD ho la propriet&agrave; "piena" dello stesso. Posso utilizzarlo, rivenderlo, distruggerlo e persino copiarlo, a patto che sia per uso personale. Se compero lo stesso CD su <a href="http://www.apple.com/itunes/" rel="self">itunes</a>, mi vincolo ad accettare delle condizioni particolari quali, il vincolo a riprodurre il brano su itunes o lettori Apple, l'impossibilit&agrave; di copiare il brano su pi&ugrave; di 5 computer, di masterizzarlo pi&ugrave; di 7 volte eccetera. Queste restrizioni non sono peraltro draconiane, ma generalmente -queste imposte da Apple- sono considerate condizioni generose rispetto alla media. Il punto &egrave; che, cosi facendo,  ogni venditore di musica ti vende un diritto di propriet&agrave; che ha caratteristiche particolari e diverse. I DRM lasciano al produttore la totale arbitrariet&agrave; circa il disegno dei confini della propriet&agrave; che vende. Ma il diritto di propriet&agrave; si caratterizza per il principio del <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=250973" rel="self">numerus clausus</a> cio&egrave; per la <strong>stretta aderenza a poche e ben definite tipologie</strong>. Insomma, uno non pu&ograve; venedere il diritto di propriet&agrave; su un terreno ma riservarsi alcuni usi per se (almeno che non lo faccia per via contrattuale).<br /><br /><strong>I DRM infrangono questa tipizzazione dei diritti: </strong>ogni autore o distributore modifica come vuole le caratteristiche del diritto con danno per la collettivit&agrave; in termini di accresciuta incertezza e difficolt&agrave; negli scambi. Da molt e parti si avverte la necessit&agrave; di riconciliare i sistemi di protezione della copia con forme pi&ugrave; semplificate ed intelleggibile di propriet&agrave;. Ma come intervenire?<br /><br />Ora i DRM sono un <em>fast moving target</em>. Nati da pochi anni, qualcuno ( lo stesso <a href="http://www.apple.com/hotnews/thoughtsonmusic/" rel="self">Steve Jobs</a> tra questi) ne invoca gi&agrave; la fine. Sono un settore che invoca regole condivise ma non pu&ograve; aspettare i tempi necessariamente lunghi e gli ingessamenti tipici delle leggi. <strong>Ecco lo spazio di intervento regolatorio ex-post.</strong> Una legge, che richiede tempi di gestazione lunghi e capacit&agrave; di prevedere e pianificare gli esiti non &egrave; uno strumento in grado di mettere mano in questo settore che invece si muove in fretta e genera un'obsolescienza delle regole che non lascia respiro.<br /><br />Ecco perch&egrave; penso che l'autorit&agrave; Francese, per quanto essa si trover&agrave; a camminare in un terreno minato e necessariamente sbaglier&agrave; poco o molto nei suoi interventi,  sar&agrave; comunque un esempio destinato ad avere presto degli imitatori in altri paesei, e forse anche nel nostro.<br /><br /><strong>Update: </strong>Anche la Norvegia sembra voler mettere mano alla questione DRM anche se, stando a <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA27917/index.shtml" rel="self">questo pezzo</a>, sembra per ora privilegiare un approccio ex-ante. Nel frattempo in Italia, il dibattito pubblico al riguardo &egrave; appena avvanzato dall'indifferenza alla demagogia spicciola (vedi articoli della Stampa di questi giorni <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=2010&ID_sezione=&sezione=" rel="self">1</a>, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=1962&ID_sezione=&sezione=" rel="self">2</a>, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=2062&ID_sezione=&sezione=" rel="self">3</a>). <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>La farsa socialista</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-15T17:21:04+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/farsa-socialista.html#unique-entry-id-268</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/farsa-socialista.html#unique-entry-id-268</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/politica/congresso-sdi/boselli-psi/boselli-psi.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_1.jpg" width="304" height="51"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Ci mancava proprio il nuovo PSI. Mentre finisce il weekend politichese con congressi UDC che giurano fedelt&agrave; eterna al centrodestra (ma tramano tra le quinte come vecchi democristiani) e congressi socialitsti che provano ad incollare cocci che non combaciano ormai pi&ugrave;, conviene rinfrescare la memoria, per dare una prospettiva all'evento socialista di quest'oggi. Ci pensa <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/04/il-bonsai-un-baobab-al-confronto.html" rel="self">Leonardo</a> a ricapitolare....<br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="pattodeidemocratici" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_2.png" width="70" height="70"/></div><em>Alle regionali del </em><strong><em>1995 </em></strong><em>il SI aggancia dunque i pattisti di Segni e all&rsquo;</em><strong><em>Alleanza Democratica</em></strong><em> di Bordon (e della Meandri) in una pi&ugrave; ampia aggregazione chiamata Patto dei Democratici, che prende il </em><strong><em>4,2%</em></strong><em>: neanche male. Quasi tutti gli eletti sono boselliani. Il Patto si spatta immediatamente dopo.<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="rinnovamentoitaliano" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_3.gif" width="70" height="70"/></div><em>Alle politiche del </em><strong><em>1996</em></strong><em> il SI &egrave; l&rsquo;ingrediente di un calderone piuttosto centrista con il </em><strong><em>Rinnovamento Italiano di Dini</em></strong><em>, il Patto Segni e un altro partito ex democristiano a caso. Prendono il&hellip; </em><strong><em>4,3</em></strong><em>%: insomma, tengono.<br /><br />Forte di questi incontestabili successi, Boselli rialza la posta. Nei mesi successivi volge lo sguardo a sinistra, e si fa promotore nientemeno che di una </em><strong><em>Costituente Socialista</em></strong><em> nel nome di Turati, di Nenni e Saragat. Aderisce il </em><strong><em>Partito Socialista Democratico Italiano</em></strong><em>, quello che nelle barzellette della mia infanzia faceva i congressi nelle cabine telefoniche; Ugo Intini, che per l&rsquo;occasione ha divorziato da De Michelis e dice di chiamarsi Partito-Socialista-Socialdemocrazia (cominciavano a finire i nomi); e una parte della </em><strong><em>Federazione Laburista Italiana</em></strong><em>. Una parte, eh? Mica tutti. Che tutti nella stessa cabina telefonica non ci stavano (non le fanno pi&ugrave; grandi come una volta - maledetta telefonia cellulare).<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="sdi" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_4.png" width="68" height="68"/></div><em>&Egrave; da queste radici gloriose che nasce, a Fiuggi il 10 maggio 1998, il nuovo partito destinato a lasciare un segno indelebile nell&rsquo;Italia della Seconda Repubblica: lo SDI. Segretario del nuovo partito &egrave; acclamato un tale, Enrico Boselli.<br /><br />Alle elezioni europee del </em><strong><em>1999</em></strong><em> gli SDI prendono un </em><strong><em>2,1%</em></strong><em> che potr&agrave; anche sembrarvi poco, ma &egrave; sufficiente a portare due SDI nel nuovo governo Amato-2000: Del Turco alle Finanze e Intini (sottosegretario) agli Esteri. Ma se pensate che la funzione dello SDI non sia dissimile da quella di tanti altri partitini a caccia di poltrone, vi sbagliate. Boselli &egrave; sempre alla ricerca di aggregazioni pi&ugrave; ampie.<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="girasole" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_5.jpg" width="71" height="71"/></div><em>L&rsquo;anno successivo, il colpaccio: un nuovo simbolo &ndash; </em><strong><em>il Girasole </em></strong><em>&ndash; accoglie in una sola lista SDI e Verdi, che da soli alle europee avevano preso un pur meritorio 1,8%. Naturalmente un&rsquo;aggregazione, per funzionare, deve colpire l&rsquo;immaginazione e il cuore dell&rsquo;elettore: solo cos&igrave; il risultato potr&agrave; essere superiore alla tetra somma aritmetica dei voti (che farebbe, comunque, quasi il 4%)<br />Il Girasole debutta alle politiche del 2001 e&hellip; prende il </em><strong><em>2,2%</em></strong><em>. Come dire che uno dei due partiti nelle urne &egrave; scomparso. Impossibile sapere quale. Bisogna dire che alle europee del 2005, i Verdi, tornati da soli, schizzeranno al 2,5. E gli SDI?<br /><br />Gli SDI non andranno mai soli, per costituzione. Come una zanzara testarda, Boselli &egrave; sempre in cerca di qualche vena da succh&hellip; di qualche altro partito con cui formare una pi&ugrave; ampia aggregazione. Piuttosto, dopo la d&eacute;bacle del 2001, il problema &egrave;: chi &egrave; cosi tanto fesso da farsi agganciare di nuovo da Boselli? De Michelis? Per qualche tempo anche De Michelis sembra tentato. Ma alla fine il nuovo matrimonio si far&agrave; nell&rsquo;autunno 2005 con quegli </em><strong><em>intelligentoni dei Radicali</em></strong><em>, e si chiamer&agrave; </em><strong><em>Rosa nel Pugno</em></strong><em>. L&rsquo;intelligenza &egrave; evidente sin dalla scelta del nome, che nei pi&ugrave; delicati evoca subito la sensazione della Spina nel Polpastrello; ma tant&rsquo;&egrave;.<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="rNp" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_6.jpg" width="76" height="69"/></div><em>Quanto valgano i Radicali Italiani in termini percentuali &egrave; impossibile capirlo: anche loro disprezzano la politica dei partitini e si sono sempre candidati qua e l&agrave; in aggregazioni pi&ugrave; ampie. In ogni caso i RI erano reduci da un risultato importante come quello del </em><strong><em>referendum sulla procreazione assistita del giugno 2005: con il 73% di astensione</em></strong><em>, persino un brontolone come don Camillo Ruini fu visto sorridere. E insomma, nel 2006 la Rosa nel Pugno presenta alle elezioni personaggi del calibro di Pannella, Emma Bonino, Toscani, un diessino transfugo del carisma di Turci, una giovane promessa tv come Capezzone; e il solito Boselli. Come fai a non votarlo, un partito cos&igrave;? </em><strong><em>Alle politiche di un anno fa, la RnP prende il 2,5%</em></strong><em> e non passa nemmeno lo sbarramento al Senato (anche se Pannella & co. tuttora sostengono il contrario); per dire: Di Pietro c&rsquo;&egrave; riuscito, e loro no. Anche stavolta, uno dei due partiti &egrave; virtualmente scomparso: quale? [Paragrafo e foto tratte da </em><em><a href="http://leonardo.blogspot.com" rel="self">http://leonardo.blogspot.com</a></em><em>]<br /><br /></em><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_7.jpg" width="66" height="66"/></div>Leonardo peraltro &eacute; generoso nel dimenticare come tra il <strong>1998 </strong>ed il 2000, Boselli fece aderire il suo SDI alla formazione del <strong>Trifoglio</strong>, in buona compagnia con il guastatore Cossiga ed -il poi berlusconiano- La Malfa. L'alleanza creata all'unico scopo di guastare il governo Prodi ed aiutare il soffocamento del processo costituente dell'ulivo (ahinoi, avremmo potuto avere il PD gi&agrave; 10 anni fa) scompar&igrave; rapidamente nell'oblio della politica senza storia tanto che su internet non si riesce nemmeno a reperire uno straccio di logo. Quello reperito affianco comunque evocativamente schiera il trifoglio con Storace alle regionali 2000... e vi ho detto tutto...<br /><br /><div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry268_8.jpg" width="62" height="62"/></div> Leonardo ha anche tralasciato di emznionare che tra il 2004 ed il 2005 lo SDI aderisce all'allora lista ulivo che si candid&oacute; alle Europee 2004 ed alle Regionali 2005. <br />Oggi siamo ad un altra piroetta. Con grossi proclami circa la riunificazione socialista, e l'alterit&agrave; verso il partito democratico.<br /><br />Io da questi signori rimasi scottato nell'oramai lontano 2001. Allora ero giovane ed ingenuo (ingenuo forse lo sono rimasto, anche se un po' meno giovane) e mi feci circonvenire credendo convintamente allo sposalizio dell'istanza ecologista con la sensibilit&agrave; sociale a sfumatura liberale. Le cronache tristemente ricordano che il Girasole fu solo un mero cartello elettorale e subito dopo le elezioni i due partiti continuarono per le loro strade senza nemmeno il bisogno di spiegare agli elettori che era stata tutta una farsa.<br /><br />Nell 2006 hanno messo in piedi la Rosa nel Pugno. A livello di marketing politico il progetto si presentava molto bene. Era trendy, moderno, liberale, sanamente libertario ma comunque di sinistra. Molti amici -alcuni frequentatori di questo blog- ci hanno creduto. Anche da queste parti si &eacute; molto simpatizzato, ma memori dell'ultima scottatura, si &eacute; mantenuto fede al proposito che si fece un tempo di votare partiti che possano prendere almeno il 20% dei voti (e di questi in Italia ne sono rimasti due).<br /><br />Insomma, ci risiamo. Boselli sta rimettendo in piedi un'altra farsa. Che gabber&agrave; ancora qualche elettore ingenuo ed idealista forse. Che terr&agrave; in scacco qualche governo magari. Che sicuramente avr&agrave; un contributo negativo, in termini di frammentazione, <em>rent-seeking</em>, <em>short-sighted politics</em>, alla politica di questo paese. Ed &eacute; anche per consegnare definitivamente al passato queste vicende di politichese, tra il ridicolo ed il penoso, che urge costruire un partito democratico forte e florido. Per questo ci vuole anche la nuova legge elettorale, maggioritaria o con soglie di sbarramento a prova di Boselli (ed eventuali e casuali alleati)<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>I care  about the PD</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-12T09:40:49+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/I-CARE-ABOUT-PD.html#unique-entry-id-267</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/I-CARE-ABOUT-PD.html#unique-entry-id-267</guid><content:encoded><![CDATA[Siamo alla vigilia ei congressi <a href="http://www.dsonline.it/" rel="self">DS</a> e<a href="http://www.margheritaonline.it/" rel="self"> Margherita</a> che dovrebbero portare allo scioglimento dei due partiti ed alla genesi successiva del partito democratico. Il percorso &eacute; stato qui irto e districato di ostacoli. <br /><br />Si sono tenuti dei congressi locali. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/04/Ds.shtml?uuid=8f6cc810-e4fa-11db-9cac-00000e25108c&DocRulesView=Libero" rel="self">Laceranti per i DS</a> che rischiano la scissione. Deludenti per la margherita che si &eacute; trovata intrappolata ed umiliata da <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1398580" rel="self">veccchie logiche di correnti e tessere</a> che hanno minato la legittimit&agrave; del processo. Il tutto in una fase di consensi discendente, che inchiodano il nascente partito democratico al <a href="http://sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=2279" rel="self">25% secondo repubblica</a> ed al <a href="http://sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=2292" rel="self">23% secondo il corriere</a>. Con il governo che vacilla ad ogni voto in senato e Prodi che da pi&uacute; parti viene accusato di essersi disinteressato al processo i formazione del PD dopo esserne stato il principale promotore lungo questi anni.<br /><br />Questo &eacute; lo scenario. La voglia di girare la testa &eacute; forte. Di tenersi a lato mentre scorre lo spettacolo non proprio rassicurante. Di dire <em>me ne frego</em>. Ma poi l&agrave; fuori c'&eacute; una nuova generazione di ragazzi, coetanei o poco pi&ugrave; che hanno deciso di dare battaglia. Che, da vera classe dirigente, hanno capito che non ci si pu&ograve; chiamare fuori. Quello che sar&agrave; il partito democratico lo decidono quelli che ci sono mentre lo si costruisce. E non esserci nel momento della costruzione significa per coerenza doversi negare il diritto di critica sugli esiti. Come <em>esserci</em> quindi?<br /><br />Da una parte <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/2007/03/caro_piero_ti_scrivo.html" rel="self">Scalfarotto ha aderito ai DS</a>, motivando la sua scelta con il desiderio di dare una mano dall'interno. Esserci da <em>insider</em> quindi. Dall'altra parte quel manipolo di riottosi di <a href="http://www.generazioneu.it/" rel="self">Generazione U</a> capitanati dall'<a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1441481" rel="self">Adinolfi</a>, dopo aver denunciato i magheggi dei congressi della margherita, oggi chiedono di poter partecipare alla costituente del PD da outsiders ed in esplicita contrapposizione con le gerarchie di DS+Margherita in via di discioglimento. Due tattiche diverse con una strategia in comune: accompagnare la nascita tribolata del partito democratico ed arricchirlo di nuove e fresche forze. (Scalfarotto e Adinolfi si sono peraltro scambiati fendenti <a href="http://www.onemoreblog.it/archives/015941.html" rel="self">qui</a>, <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/2007/04/dove_eravamo_rimasti.html" rel="self">qui</a> e <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1441481" rel="self">qui</a>)<br /><br /><strong><em>I care, </em></strong> diceva don Milani (qui un commento in proposito di padre <a href="http://www.giovaniemissione.it/testimoni/icare.htm" rel="self">Zanotelli</a>). <strong><em>I care</em></strong><strong> </strong>diceva anche Veltroni in occasione di un altro <a href="http://www.democraticidisinistra.it/congresso/interventi/13_veltroni.htm" rel="self">congresso DS.</a> I care che significa <em>mi sta a cuore, me ne prendo cura</em>. Che &eacute; l'esatto contrario del <em>me ne frego</em>, tanto caro a fascisti di vecchia e nuova leva, e tentazione inconfessabile di questi giorni. E siccome <em>I</em><strong><em> care  </em></strong><strong>davvero</strong><strong><em> </em></strong><strong>molto del partito democratico</strong>, urge farsi coinvolgere. Urge  <em>esserci!</em>  Si ma come?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>mattoncini di civilt&#xe0;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-11T14:48:24+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mattoncini-di-civilta.html#unique-entry-id-266</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mattoncini-di-civilta.html#unique-entry-id-266</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/tifosi-fs/tifosi-fs/tifosi-fs.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry266_1.jpg" width="304" height="56"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Se sali sul treno, paghi il biglietto. Se vieni pizzicato senza, paghi la multa. Se ti rifiuti, vieni fatto scendere (e ti porti a casa verbale e sanzione amministrativa). Da questi piccoli mattoncini bisogna ricostruire la civilt&agrave; in questo paese.<br /><br />Ed alle Ferrovie che si preoccupano che "tutto ci&ograve; &egrave; costato pi&ugrave; di un'ora di ritardo per gli altri passeggeri" e -spiegano dalla direzione delle Fs- che: "Siamo rammaricati ma ogni volta dovremo intervenire in questo modo" ci permettiamo di dire dall'alto dei nostri 100 euro spesi settimanalmente per viaggiare tra Roma e Milano sui treni: <strong>Fate bene e non temete</strong>: in caso di ritardi a causa di espulsione tifosi arroganti e morosi, non chiederemo nemmeno il rimborso.<br /><br />PS. Risolto il problema tifosi peraltro ci sarebbero una serie di altri piccoli mattoncini di buona educazione da impilare. Come ad esempio i passeggeri che ancora lasciano le suonerie sguainate (e sguaiate) e quelli che si guardano i film dai loro portatili senza le cuffie (a questo punto si portassero il proiettore e mettessero su la carrozza cinema)<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>DICE Bianchi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-11T12:19:35+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/0bca8c7d2828bc565cb71d875f2a4e44-264.html#unique-entry-id-264</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/0bca8c7d2828bc565cb71d875f2a4e44-264.html#unique-entry-id-264</guid><content:encoded><![CDATA[Inganno il tempo sul treno che mi conduce a Milano con un libretto di <a href="http://www.monasterodibose.it/index.php/content/view/30/105/lang,it/" rel="self">Enzo Bianchi</a>, priore di Bose,  intitolato <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880618359&ed=87" rel="self">La differenza cristiana</a>, pubblicato da Einaudi.<br /><br />Da una lettera a Diogneto, del II secolo: <em>che i cristiani non rinneghino nulla del vangelo, ma restino in mezzo agli alti uomini con simaptia, senza separarsi da loro, solidali, tesi a costruire insieme a loro una citt&agrave; pi&ugrave; umana. Cristiani che sappiano vivere amici di tutti gli uomini, senza cadere preda dell'angoscia o della paura di essere minoranza, vero lievito e sale nella pasta del mondo: cos&iacute;, nell'incontro del cristiano con chi cristiano non &eacute;, entrambi potranno esclamare"Mai l'uno senza l'altro".<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>DICE Don Angelo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-05T13:24:54+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dice-don-angelo.html#unique-entry-id-263</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dice-don-angelo.html#unique-entry-id-263</guid><content:encoded><![CDATA[Dal sito <a href="http://www.we-are-church.org/it/" rel="self">Noi siamo chiesa</a><strong>. </strong>Scritto da Don Angelo Casati, parroco di San Giovanni in Laterano a Milano. <em><br /><br />Gli altri sono per lui, prete minore, storie vissute, sofferte. Le famiglie per lui non sono bandiere per una battaglia, sono case in cui entra, ne conosce il profumo ma a volte anche il peso e l&rsquo;aria quasi irrespirabile. Pap&agrave; e mamme per lui non sono astrazioni, sono occhi, sono quegli occhi, &egrave; il corpo di quella donna, di quell&rsquo;uomo. Li ha toccati. Conosce, perch&eacute; fatto partecipe, il luccicare dell&rsquo;emozione e il gonfiarsi del pianto. I volti scavati dalla fatica.<br />I conviventi non sono per lui una categoria sociale, sono in larga misura quei ragazzi e quelle ragazze che ha l&rsquo;avventura, avventura di grazia, di incrociare agli incontri per i fidanzati. Si sente interrogato dalle loro storie. Interrogato dall&rsquo;immagine di una chiesa senza misericordia che, a ragione o senza ragione, pesa nei loro occhi.<br />I preti minori vedono luccicare i loro occhi quando si parla di un Dio amore, perduto come loro nell&rsquo;amare, perduto, come loro e pi&ugrave; di loro, dietro ognuno di noi. E gli occhi dei cosiddetti atei si accendono, quasi li abitasse un brivido di nostalgia, nostalgia dell&rsquo;acqua viva, l&rsquo;acqua che il rabb&igrave; del pozzo di Sicar faceva sognare alla donna dei cinque mariti. I preti minori non riescono a convincersi, anche perch&eacute; non hanno ancora dimenticato il vangelo, che l&rsquo;amore per la famiglia stia, prima di tutto, nella battaglia per le leggi. Si guardano attorno, &ldquo;pacs&rdquo; e &ldquo;dico&rdquo; ancora non esistono, eppure la famiglia &egrave; in processi di rapida evoluzione e a volte di sofferenza. C&rsquo;&egrave; chi pensa che rimedio sia costruire intorno all&rsquo;albero che intristisce muretti di protezione. Quasi bastasse un muricciolo a rinverdire le foglie e non l&rsquo;acqua viva.<br /><br /></em>Continua a <a href="http://www.we-are-church.org/it/attual/Come.albero.Casati.htm" rel="self">leggere</a><br />]]></content:encoded></item><item><title>DICE Leonardo</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-04-03T08:21:55+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/dice-leonardo.html#unique-entry-id-262</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/dice-leonardo.html#unique-entry-id-262</guid><content:encoded><![CDATA[Per giorni ho macerato una rabbia sorda sulle continue entrate a gamba tesa di Bagnasco sulla vicenda DICO. Dall'editto della CEI che &egrave; infine arrivato, ai paragoni del weekend su omosessuali, pedofili ed incestuosi. Pi&ugrave; volte mi sono detto: ora DICO qualcosa. Pi&ugrave; volte mi sono trattenuto. Ora DICE <a href="http://leonardo.blogspot.com/index.html" rel="self">Leonardo</a>:<br /><br /><em>Ges&ugrave;, che di comunicazione un po&rsquo; ne capiva, spesso e volentieri stava zitto: il silenzio si addice ai profeti e ai re. Piuttosto di dire qualcosa di avventato, si metteva a scarabocchiare nella sabbia. Coi preti &egrave; diverso: loro nel dubbio parlano. E da qualche tempo in qua, parlano senza rete.<br />Nessuna nostalgia, per carit&agrave;: eppure non si pu&ograve; fare a meno di osservare che ai tempi della Dc un incidente del genere non sarebbe scoppiato. Qualche cavallo di razza avrebbe preso il telefono e &ndash; con tutta l&rsquo;umilt&agrave; del caso &ndash; ammonito fraternamente sua Eccellenza a non cadere pi&ugrave; in simili trappoloni, e lasciare la politica a chi la faceva di mestiere. L&rsquo;unit&agrave; politica dei cattolici era una specie di filtro che dei preti lasciava passare qualche santa parolina ogni tanto. Oggi &egrave; diverso. Sparsi in cinque partiti in concorrenza tra di loro, i cattolici fanno a gara ad attaccarsi alle sottane (dei vescovi). I vescovi se ne sono accorti e, come fanciulle in fiore, parlano, parlano. <br /></em><br />Continua a <span style="font:11px Verdana, serif; color:#333333;"><a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/04/tu-non-pensi-secondo-dio-ma-come-gli.html" rel="self">leggere...</a></span><span style="font:11px Verdana, serif; color:#333333;"><br /></span><span style="font:11px Verdana, serif; color:#333333;"><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>storia buttata in merda</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-04-02T15:05:58+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/storia-merda.html#unique-entry-id-261</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/storia-merda.html#unique-entry-id-261</guid><content:encoded><![CDATA[Sar&agrave; che il tema matrimonio &egrave; molto di attualit&agrave;. Sar&agrave; che lo &egrave; ancora di pi&ugrave; da queste parti. Ma mi ha colpito una notizia che in altre condizioni il mio occhio avrebbe rubricato in automatico direttamente alla categoria trash/spam/gossip/notworthreading.<br /><br /><strong><a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/cronaca/corona4/moric-separata/moric-separata.html" rel="self">La Moric si separa da Corona</a></strong>: <em>Adesso che lui non c'&egrave;, ho trovato la forza di decidere.<br /><br /></em>Bella forza. Complimenti. Che eleganza! Non che il personaggio meritasse altri trattamenti, ma si sa, un po' di classe non avrebbe stonato nemmeno in mezzo alla merda. E qui di questo parliamo. A memoria, la vicenda fa il paro con quella di <a href="http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=14312" rel="self">Lapo e Stella</a>: lui che si costruisce la propria fine di merda, lei che lo lascia senza la minima ombra di eleganza a mezzo comunicato stampa.<br /><br />E poi dicono che saranno i DICO a mandare in crisi le coppie italiane....<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Un&#x27;altra pannellata</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-04-02T11:49:46+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/fa4f99abaf166061ee61b7bb08ec9c22-260.html#unique-entry-id-260</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/fa4f99abaf166061ee61b7bb08ec9c22-260.html#unique-entry-id-260</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200704_P14-15_UnaPannellata.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200704_P14-15_UnaPannellata" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry260_1.jpg" width="107" height="148"/></a></div>Si lo so che ho pigiato molto su questo tasto negli ultimi tempi, ma che volete farci, ho questi tratti ossessivi compulsivi che mi inducono a soffermarmi su alcuni temi che mi stanno a cuore e tediare gli altri con essi. Ecco quindi la mia ultima pannellata, pubblicata da Cooperazione tra Consumatori in cui faccio un po' la summa delle mie riflessioni in merito al fotovoltaico, ai decreti bersani sulle liberalizzazioni verdi, ed al futuro energetico sostenibile di questo paese.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;anno prima</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-31T15:24:04+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/b9d6d22c845cacdb8aa40bf94e134ab8-259.html#unique-entry-id-259</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/b9d6d22c845cacdb8aa40bf94e134ab8-259.html#unique-entry-id-259</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.repubblica.it/flash/gallerie/2007/foto1977/index.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 11" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry259_1.jpg" width="207" height="144"/></a></div>Repubblica raccoglie <a href="http://www.repubblica.it/flash/gallerie/2007/foto1977/index.html" rel="self">le foto dei lettori</a> del 1977. Che anno sar&agrave; stato il 1977? Da leggerselo su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1977" rel="self">wikipedia</a>. Grandi ricordi di mio non ne ho, anche perch&eacute; &eacute; l'<strong>anno prima</strong> che nascessi. Ma tant&acute;&eacute;. Le <a href="http://www.repubblica.it/flash/gallerie/2007/foto1977/index.html" rel="self">foto</a> sono molto belle. Sono un tuffo in un passato che non mi appartiene ma di cui in qualche modo sento nostalgia. Come se lo stessi vivendo in quel periodo nel pancione. Comunque di queste foto saltano agli occhi alcune cose:<br /><br />-Di 129 foto, ho individuato una sola persona grassa. Per il resto, tutti fisici asciutti, da dopoguerra. Guardatele, fanno impressione. Quasi che siano un altro popolo e non italiani di trent'anni prima. Secchi ed asciutti, come di ragazzi cresciuti a pane e salame, all'aria aperta e giocando a pallone negli oratori. Nessuna pelle iperidratata o gonfiori da carne agli ormoni che vedo nelle foto dei nostri giorni.<br /><br />-Le poche foto di esterni raccontano di un paese meno antropizzato. Dove puoi fotografare una macchina in spiaggia senza inquadrare ombrelloni, ville, gassificatori o yacht al largo.<br /><br />-Le fotografie di gruppo raccontano di una giovent&uacute; che socializza a suon di pane e politica. Giusto o sbagliato che sia, quel pugno chiuso &eacute; quasi il comune denominatore di tutte le foto. Dello stare insieme all'universit&agrave;, nella piazza, nei viaggi che portano all'Afghanistan di allora.<br /><br />Ditemi voi se si pu&ograve; avere nostalgia di un momento mai vissuto?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Spagna e pannello</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-30T06:38:28+02:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/spagna-e-pannelli.html#unique-entry-id-258</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/spagna-e-pannelli.html#unique-entry-id-258</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry258_1.gif" width="106" height="95"/></div>Che La Spagna ci sia avanti sotto molti profili, lo avevamo gi&agrave; constatato con felicitazioni (per loro) <a href="files/il-sorpasso-della-spagna.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Il sorpasso">qui</a>.<br /><br />Sono avanti anche per quanto riguarda la politica, poich&eacute; il partito trasversale della falce e pannello ha fatto in questi giorni raggiungere al paese grandi e significativi traguardi come:<br /><br /><ul class="(null)"><li>-Il 19 Marzo, in una giornata ventosa, <a href="http://www.elpais.com/articulo/economia/energia/eolica/bate/nuevo/record/produccion/impulsada/fuertes/vientos/elpepueco/20070319elpepueco_9/Tes" rel="self">la Spagna ha prodotto</a> pi&ugrave; energia elettrica con il vento che dalle sue 4 (dico quattro) centrali nucleari. Ben 8375 MW. (Per fare il paragone, in Italia questo equivarebbe a circa il 15% della produzione nazionale)</li><li>-Sempre in questi giorni, a Beneixama, vicino ad Alicante, &eacute; stata innaugurata la pi&ugrave; <a href="http://www.thinkspain.com/news-spain/12834" rel="self">grande centrale solare al mondo</a>, 100.000 pannelli solari per una capacit&agrave; produttiva di 30 milioni di kilowattora.</li><li>-El Hierro, una delle Canarie (sempre Spagna quindi), andr&agrave; <a href="http://www.ecoblog.it/post/3095/energia-rinnovabile-canarie" rel="self">presto al 100% ad energia rinnovabile</a>. Costruiranno due impianiti: uno idroelettrico ed uno eolico. Quello eolico servir&agrave; principalmente per pompare l'acqua di nuovo dentro il bacino riusciendo quindi a fare del bacino una specie di grande pila naturale ricaricata con l'energia pi&ugrave; imprevedibile del vento.</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>inciucciati la preferenza</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-23T18:01:32+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/inciuciati-la-preferenza.html#unique-entry-id-257</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/inciuciati-la-preferenza.html#unique-entry-id-257</guid><content:encoded><![CDATA[Sapevamo che le <a href="files/riforma-elettorale.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:primarie e voto (mediato) ai bambini">nostre speranze</a> per una bella legge elettorale erano solo... belle speranze per l'appunto.<br /><br />Ora Fassino ce lo conferma con <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/fassino-berlusconi/esterne231720392303172116_big.jpg" rel="self">questo bigliettino</a> passato sottobanco a Berlusconi.<br /><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/fassino-berlusconi/1.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 5" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry257_1.jpg" width="352" height="160"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Si pu&ograve; dire che siamo delusi?  Sia chiaro, non siamo delusi perch&egrave; Fassino passa un biglettino all'arcinemico numero uno, ma perch&egrave; con lui si accorda nel perpetrare questa schifezza di legge elettorale. Eppure ci voleva poco. Nel biglietto noi avremmo voluto leggere:<br /><br /><em>Caro Berlusconi, noi del PD facciamo il 32%. Voi di FI fate il 21. Pi&ugrave; mettiamoci l'amico Fini che sicuramente ci sta e ha il 10% pure lui. Presentiamo un disegno di legge di questo tipo: uninominale secco. al massimo doppio turno. Ti lascio pure decidere guarda. Approviamo questa legge ed andiamo ad elezioni. Tu ti sei liberato di BossiCasini. Noi di MastellaDiPietroPecoraroDilibertoDeGregorioBertinotti. E se Mastella fiuta il trappolone, facciamo un governo tecnico di sei mesi giusto per approvare questa legge. Ah... gi&agrave; che ci siamo, eliminiamo anche i deputati eletti all'estero che sono una grande cazzata (anche se hanno fatto vincere noi)</em><br /><br />Ed invece...  ci tocca leggere che si scende a patti con il nemico per che cosa? solo per lasciate questa legge praticamente intatta soprattutto per quanto riguarda il no alle preferenze!<br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>no all&#x27;ingegneria climatica</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-03-21T09:06:37+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ingegneria-climatica.html#unique-entry-id-256</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ingegneria-climatica.html#unique-entry-id-256</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry256_1.gif" width="106" height="95"/></div>L'ultimo numero di <a href="http://www.focus.it/In_edicola/Sfoglia_la_rivista.aspx?ide=23854" rel="self">Focus</a> titola: <strong>Operazione Clima: Cosi Ripareremo la terra. Smettere di inquinare non basta pi&ugrave;. Ci vogliono gigantesche nuove opere. <br /><br /></strong>E quali sarebbero queste nuove opere? Robetta tipo: <br />1) ripristinare la corrente del golfo con 8100 &ldquo;tecno-isolotti&rdquo; artificiali situati tra la Groenlandia e l'Islanda con lo scopo di ghiacciare l'acqua salata, <br />2) rilasciare in mare un fertilizzante a base di solfato di ferro, cos&igrave; da favorire la crescita del fitoplancton (alghe microscopiche) che assorbe anidride carbonica. <br />3) creare uno scudo di aerosol che rifletta in parte i raggi solari, diminuendo la temperatura media terrestre di 0,5 &deg;C per due anni. Viene messo zolfo in bombole sotto forma di idrogeno solforato. <br />4) schermare la luce solare - questa volta, per&ograve;, dallo spazio - facendo orbitare intorno alla Terra 800.000 dischi forati.<br />5) aspirare acqua dal mare per nebulizzarla in cielo (attraverso delle navi energeticamente autosufficienti e comandate da terra). In questo modo nubi di bassa quota ricoprirebbero un quarto della superficie degli oceani, soprattutto nell'emisfero meridionale.<br />6) installare sulla Luna degli impianti per sparare nello spazio polvere lunare da far orbitare intorno alla Terra, sempre per schermare dal Sole.<strong><br /></strong>(riassunto tratto da <a href="http://www.ecoblog.it/post/3039/ingegneria-climatica-giusta-o-sbagliata" rel="self">Ecoblog</a>)<strong><br /><br /></strong>Ora &egrave; risaputo che Focus non sia esattamente il verbo e sia spesso criticato per la fantasiosit&agrave; ed approssimazione delle sue ricostruzioni pseudoscientifiche. Ma Focus non ha fatto altro che reimpastare e ricicciare idee pi&ugrave; o meno verosimili circolate sul web. <br /><br />Sono idee balzane e pericolose. <strong>Balzane</strong> perch&egrave; si commentano da sole: andare sulla luna con i cannoni polverieri o sparare 800000 dischi volanti in orbita (sperando non ricadano) oppure inquinare il mare per fare fare la cacca al plancton. Devo aggiungere altro? <strong>Pericolose</strong> perch&egrave; fanno comunque passare un ragionamento. E cio&egrave; che l'effetto serra sia <strong>irreversibile</strong>. Che alle nostre emissioni comunqe non rinunciamo. Che la soluzione al  problema &egrave; comunque <strong>tecnologico-ingegneristica</strong>. Che dobbiamo intervenire sui sintomi della maggiore presenza di CO2 nell'atmosfera, e non gi&agrave; sulle <strong>cause</strong>.<br /><br />Ovviamente queste soluzioni sono assolutamente irrealistiche. Ma servonono la causa. Sono dei cavalli di troia per far passare comunque l'approccio ingegneristico al problema dell'effetto serra. E quindi far accettare (e magari finanziare) tecnologie dubbie ma tanto di moda quali il<a href="http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2002/09_Settembre/30/co2.shtml" rel="self"> sequestro dell'anidride carbonica</a> nelle grandi centrali elettrotermiche. Una tecnologia anch'essa futuribile, per la quale la CO2 viene catturata e sparata nelle viscere della terra. Come se questo fosse economico. Oppure sicuro dal punto di vista ambientale e della salute. <br /><br />A noi  del <strong>partito della </strong><strong><a href="assets/Falce_e_pannello.jpg" rel="self">falce e pannello</a></strong>, quest'approccio non piace affatto!  Innanzitutto non &egrave; risolutivo, ma &egrave; solo un tampone al problema. L'atmosfera non torner&agrave; in equilibrio se le emissioni non vengono permanentemente ridotte. <strong>Trovare dei nascondigli per la CO2 equivale alla classica strategia di nascondere la polvere sotto il tappeto</strong>. Il modello poi prevede grosse imprese, grossi capitali e quindi mercati concentrati. Non a caso piace particolarmente alle <a href="http://www.enel.it/attivita/ambiente/ecology/impatto04_hp/impatto04/index.asp" rel="self">multinazionali</a>. A noi piace invece un modello di <strong>produzione in rete</strong>, dove migliaia di autoproduttori di energia rinnovabile, si scambiano nel mercato i rispettivi surplus energetici. <br /><br />L'obiezione del partito della falce e pannello verso l'approccio ingegneristico &egrave; totale. E' <strong>ambientale</strong> (alta probabilit&agrave; di fallimento e alto impatto), <strong>culturale</strong> (perpetra il modello ad alto impatto ambientale) <strong>politica</strong> (prevede concentrazioni di potere tecnologico) <strong>economica</strong> (destinato ad essere pi&ugrave; costoso perch&egrave; meno competitivo) e <strong>sociale </strong>(perpetra il modello di rapporti di mercato verticali invece che orizzontali). <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Scommettere sulla coscienza di Zeno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-03-21T08:22:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-zeno.html#unique-entry-id-254</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/coscienza-zeno.html#unique-entry-id-254</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://islandia.law.yale.edu/ayers/" rel="self">Ian Ayres</a> mette su un <strong><a href="http://www.law.yale.edu/news/3711.htm" rel="self">negozio di impegni</a></strong>.  La sua analisi di mercato gli segnala che c'&egrave; una domanda inevasa di meccanismi che inducano la gente a mantenere i propri impegni. Tipo smettere di fumare. O perdere 10 kili. O smettere di perdere ore ed ore sui blog e mettersi a lavorare seriamente. La fuori ci sono tanti individui dalla <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_coscienza_di_Zeno" rel="self">coscienza di Zeno</a></em>. Con un io incapace di imporre ordine all'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Superego" rel="self">es</a>. Con una volont&agrave; debole ed un'inclinazione a cedere alle tentazioni e a tradire i propri impegni. <br /><br />Ecco la soluzione di Ayres per <strong>gli Zeni</strong> di tutto il mondo: si entra nel negozio dell'impegno e si sganceranno 1000 $ o pi&ugrave;, in base a quanto seriamente si prende l'impegno. Se si mantiene la promessa e si possono verificare i progressi, la somma viene restituita aumentata. Diciamo a 1500 $. Altrimenti si perde la somma. Ovviamente il <strong>negozio scommette contro la riuscita dell'impegno</strong> e paga i profitti di chi riesce a mantenere l'impegno con le somme perse da chi non ce la fa! <br /><br />Geniale no? immaginatevi la  scena del pap&agrave; che promette per l'ennesima volta ai figli di smettere di fumare. I figli rispondono all'americana: <em>put your money where your mouth is</em><strong>. </strong>Il pap&agrave; &egrave; costretto a scommettere contro se stesso e a mantenere l'impegno, pena la perdita di denaro.<br /><br />Insomma una sorta di <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=405940" rel="self">paternalismo libertario</a> ma con il vantaggio che il limite paternalista &egrave; autoinflitto in piena libert&agrave;. <br /><br />Resta una preoccupazione per l'economista. Ma la <strong>selezione avversa</strong>? Come facciamo insomma ad evitare che non-fumatori si fingano fumatori solo per scommettere su una cosa che sanno benissimo di poter vincere? <br /><br />Chiss&agrave; se <strong>Zeno Cosini</strong>, il protagonista del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_coscienza_di_Zeno" rel="self">romanzo</a> di Italo Svevo, passando dal negozio di Ayres, avrebbe trovato le giuste motivazioni per dare fondo a quella sua <strong>ultima sigaretta</strong> una volta per tutte.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Dove passa la falce e pannello</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-14T10:43:54+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chi-la-falce-e-pannello.html#unique-entry-id-253</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chi-la-falce-e-pannello.html#unique-entry-id-253</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry253_1.gif" width="106" height="95"/></div>Ormai sta diventando il <a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">mio cruccio</a>. Di come il centrosinistra italiano, il costruendo partito democratico, stia perdendo l'occasione storica di darsi un'identit&agrave; ed una missione che informa tutti gli aspetti della proposta politica di un moderno partito di sinistra. Questa nuova ideologia &eacute; la sostenibilit&agrave; sociale ed ecologica. Ed i suoi orizzonti passano dai pannelli solari per arrivare a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Kyoto" rel="self">Kyoto</a> e a <a href="http://europa.eu/scadplus/leg/it/cha/c10241.htm" rel="self">Lisbona</a>. Niente! a parte Prodi che lo ha capito ma che &eacute; incapace di comunicarlo, per il resto nel centrosinistra sembra regnare l'indifferenza. Lo hanno invece capito un po' tutti fuori di qui. <br /><br />Lo hanno capito in <strong>Germania</strong>, dove SPD e CDU, costretti a cooperare nel governo, hanno trovato sulla lotta ai cambiamenti climatici l'orizzonte di conciliazione e di cooperazione delle rispettive posizioni fino a farne il punto pi&ugrave; forte della loro <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/03/Ue-clima-energia.shtml?uuid=d6c5ba88-ce33-11db-be68-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">agenda per il semestre europeo</a>. Lo hanno capito in <strong>Inghilterra</strong> dove ormai si &eacute; innescato un'asta al rialzo su chi abbia <a href=" http://www.forbes.com/afxnewslimited/feeds/afx/2007/03/13/afx3510221.html" rel="self">il piano di riduzioni pi&ugrave; audace e radicale</a>. E sorpendemente (almeno per uno abituato alla destra italiana) in questo momento sono i tories di David Cameron ad avere la posizione pi&ugrave; avvanzata. Oltre ad avere fissato target di emissioni per il 2050 <a href="http://www.ecoblog.it/post/3008/cambiamenti-climatici-il-piano-inglese" rel="self">superiori ai gia ambiziosi piani Europei </a>infatti, hanno proposto di istituire una responsabilit&agrave; penale per i politici che facessero fallire il raggiungimento dei target fissati. Oggi ne parla anche <a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/blair/brown/trident/uk/tories/nhs/labour/miliband/tax/uk8---passati-con-fatica-trident-batte-sullambiente.htm" rel="self">Francesco Costa</a>.<br /><br />Persino<a href="http://www.greenaccord.org/portale/articolo.asp?id=236" rel="self"> ambienti vicini alla chiesa</a>, quella stessa <strong>chiesa</strong> <em>backward looking </em>di cui parliamo nel post precedente, sembrano aver capito che questo &eacute; il vero nuovo orizzonte politico. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ozpetechi e Ratzechi</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-14T09:41:42+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ozpetechi-ratzechi.html#unique-entry-id-252</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ozpetechi-ratzechi.html#unique-entry-id-252</guid><content:encoded><![CDATA[Sui DICO la situazione precipita di giorno in giorno. Ci siamo avvitati in una brutta spirale da cui quasi sicuramente non uscir&agrave; nulla di buono.<br /><br />Comincio  dagli sbagli tattici  dei<strong> sostenitori dei DICO</strong>. Tra i quali il sottoscritto. Il vessillo della battaglia era quello delle coppie di fatto. Che potevano essere eterosessuali; magari tra consanguinei o comunque non necessariamente in un rapporto di affettivit&agrave; con risvolti sessuali. Nessuno si nascondeva che la battaglia condotta in nome di una categoria generale era soprattutto destinata a tutelare le coppie gay che non possono accedere all'istituto del matrimonio. Il piano per&ograve; non ha funzionato bene. Per regolare il fenomeno sociale delle coppie di fatto &eacute; infatti necessario un istituto diverso ed inferiore al matrimonio. &Eacute; ovvio, altrimenti basterebbe il matrimonio stesso alle coppie etero. D'altro canto, i gay &eacute; proprio all'istituzione matrimonio che mirano, con tutti i suoi corollari quali l'adozione. L'incongruenza &eacute; esplosa pateticamente quando, alla presentazione dei DICO da parte delle due ministre, la comunit&agrave; gay ha reagito con veemenza e delusione (vedi <a href="http://www.ivanscalfarotto.info/b2evolution/blogs/index.php?blog=2&title=quello_che_passa_il_convento&more=1&c=1&tb=1&pb=1" rel="self">Scalfarotto</a> che peraltro &eacute; stato anche tra i moderati). Questo attacco ai DICO "da sinistra" ha innescato una brutta spirale nel campo pro-DICO, con la comunit&agrave; gay che ha preso la bandiera della battaglia per le coppie di fatto che per&ograve; ha gestito male. Diciamocelo: la manifestazione di sabato scorso &egrave; stata un autogol clamoroso. Hanno trasformato la battaglia generale per le coppie di fatto in una battaglia per le coppie gay. Questo ovviamente ha finito con il circoscrivere il bacino di supporto all'istanza dei diritti civili delle coppie omosessuali e le <a href="http://jimmomo.blogspot.com/2007/03/e-andata-cos-e-cos.html" rel="self">poche persone in piazza </a>sono li a testimoniarlo. &Eacute; ormai diventata una battaglia degli <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/03/cera-tanto-tempo-fa-unantica-civilt.html" rel="self">Ozpetechi</a>, come li chiama Leonardo, e questo ha generato disaffezione in <a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/piazza-farnese/diritti-ora/arcigay/dico/pacs/strategia-del-noiloro.htm" rel="self">molti</a> (me compreso) e contraccolpi importanti quali le ultime dichiarazioni della <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_italia/2007-03-12_11269933.html" rel="self">Bindi</a>. Che avr&agrave; pure sbagliato, ma in questi giorni era gi&agrave; sotto grande pressione dalla destra vaticana e la pressione dalla sinistra LGBT l'ha ovviamente messa in difficolt&agrave;.<br /><br />Io in principio sono d'accordo con il matrimonio omosessuale. Ho perplessit&agrave; di fronte alle adozioni da parte di coppie omosessuali, ma al limite sarei disposto a parlarne, a vedere esperienze, a misurare risultati. Di certo non mettono in crisi il mio modello di famiglia. Ma questo &eacute; il mio punto di vista personale e mi rendo conto che in Italia &eacute; gi&agrave; estremamente minoritario. Allora perch&egrave; la comunit&agrave; gay ha deciso di alzare l'asticella della battaglia cosi in alto? In politica bisogna fare i conti con il possibile, ed in Italia sarebbe stato un clamoroso successo portare a casa i DICO. Avere alzato la posta ha reso impossibile anche quel poco che si poteva portare a casa. Ora il supporto per i DICO sta scemando. Non &eacute; un bello spettacolo intendiamoci. Le battaglie per i diritti civili dovrebbero riguardare tutti. C'&eacute; stato un momento in cui -per dirla alla <a href="http://press.princeton.edu/titles/7928.html" rel="self">Ayres</a>- la causa gay si era guadagnata il supporto degli eterosessuali. Ora lo sta perdendo velocemente. Ma in fondo, alla Bindi, chi glielo fa fare di spendersi cosi tanto sui DICO, se poi sono solo l'occasione per ricevere attacchi anche da quelli che pensava di difendere?<br /><br />Condivido il pensiero di <a href="http://leonardo.blogspot.com/2007/03/cera-tanto-tempo-fa-unantica-civilt.html" rel="self">Leonardo</a> quando dice: <em>sembra che il governo debba cadere perch&eacute; non riconosce qualche diritto in pi&ugrave; a una minoranza di fighetti con appartamento di propriet&agrave; in centro. Sul serio, questo &egrave; il messaggio che rischia di passare. Attenzione. Con tutte le minoranze da tutelare che ci sono in giro, </em><strong><em>a me non va di morire proprio per gli Ozpetechi.</em></strong><em> C&rsquo;&egrave; gente che sta peggio (anch&rsquo;io, forse, per esempio).<br /></em><strong><br /></strong>Ieri &eacute; uscita poi la tanto attesa <strong><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/13/papa.shtml" rel="self">nota vaticana</a></strong><strong> con prescrizioni varie ed eventuali.</strong> Mi sembra notevole che si parli nello stesso documento del ritorno al latino, dell'abbandono delle chitarre per l'organo ed il canto gregoriano e dell'irrigidimento verso fenomeni sociali che meriterebbero di essere guardati con occhi pi&ugrave; caritatevoli ed evangelici. &Eacute; notevole in quanto indica platealmente quale direzione abbia intrappreso la chiesa sotto la guida di papa Ratzingher. Come a dire che abbiamo un <strong>brillante passato dinanzi a noi!<br /><br /></strong>In conclusione, quella degli <strong>Otzpetechi</strong> mi sembra si avvii ad essere una battaglia persa per pessima tattica. Quella dei <strong>Ratzechi</strong> invece si riveler&agrave; con il tempo una sconfitta strategica.<br /><strong><br /></strong>]]></content:encoded></item><item><title>senatore in catene</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><dc:subject>Blog</dc:subject><dc:date>2007-03-12T13:06:59+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/senatore-incatenato.html#unique-entry-id-251</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/senatore-incatenato.html#unique-entry-id-251</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="ansa99556611203123547_big" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry251_1.jpg" width="53" height="88"/></div>Un senatore di Forza Italia <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/leonardo-tokyo/1.html" rel="self">si incatena</a> per protesta contro il prestito dell'annunciazione di Leonardo effettuato dagli Uffizi per una mostra in Giappone. <br /><br />Pensavo... ma se ce lo lasciamo incatenato questo senatore, abbiamo guadagnato un'altro voto in senato?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>post weekend</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-12T08:12:07+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/post-weekend.html#unique-entry-id-250</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/post-weekend.html#unique-entry-id-250</guid><content:encoded><![CDATA[<strong>Post-weekend</strong>. Che non significa dopo-fine-settimana, ma piuttosto i pezzi che avrei messo sul blog negli ultimi giorni se avessi avuto qualche minuto in pi&ugrave;. Se mi fossi alzato prima. Se avessi tirato tardi. <br />Se non fossi andato a messa o a correre al parco. Ecco i tre post che avrei voluto scrivere questo weekend.<br /><h5>Un voto per la vita</h5><strong><br /></strong>A distanza di un anno e mezzo dal referendum sulla legge 40 abbiamo i primi dati sulle fecondazioni assistite in <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/bimbi-provetta/bimbi-provetta/bimbi-provetta.html" rel="self">Italia</a>.<br /><span style="color:#333333;">- numero di gravidanze portate a termine in casi di infertilit&agrave; maschile: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">-10%</span><span style="color:#333333;"><br />- numero di gravidanze portate a termine da donne con pi&ugrave; di 35 anni: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">-5/10%</span><span style="color:#333333;"><br />- in caso di impianto coatto di tutti e tre gli embrioni: parti gemellari </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+8%</span><span style="color:#333333;">, parti trigemellari </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+9%</span><span style="color:#333333;"><br />- percentuale di aborti: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+6%</span><span style="color:#333333;"> <br />- percentuale di coppie italiane fecondate all'estero: </span><span style="color:#333333;font-weight:bold; ">+15%</span><span style="color:#333333;"> (naturalmente solo quelle che possono permettersi viaggi e lunghi soggiorni all'estero)<br /><br />Al di l&agrave; della </span><span style="color:#333333;"><em>pruderie </em></span><span style="color:#333333;">sulla legittimit&agrave; o meno di manipolare gli embrioni, io contestavo allora come a maggior ragione contesto oggi quella campagna mediatica contro il referendumo sotto gli slogan della parola vita. L'astensione al referendum doveva essere un non-voto per la vita e tutto l'armamentario teorico era ovviamente di "scienza & vita". Il risultato della legge 40 &egrave; che c'&egrave; stato un sensibile calo di "vita" in termini quantitiativi, un aumento di aborti e persino un ritorno al congelamento degli embrioni. Da che parte stavano allora le ragioni della vita?<br /></span><h5>Continue Pannellate</h5><span style="color:#333333;"><br />Dopo il mio post un po' </span><span style="color:#333333;"><a href="files/think-different-how-much.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:How much different?">perplesso</a></span><span style="color:#333333;"> sui risultati del consiglio europeo della scorsa settimana, mi sono dovuto ricredere. L'accordo portato a casa dalla leadership tedesca di questo semestre europeo &egrave; sostanzioso, e finalmente fa dll'istanza ambientale e sostenibile un orizzonte politico ideale ma praticabile, come avevamo </span><span style="color:#333333;"><a href="files/pannellate-di-idee.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:falce e pannello">auspicato</a></span><span style="color:#333333;">. Vengono dal governo Merkel, che se non proprio di destra, non si pu&ograve; certo definire di sinistra. Attenta sinistra, che ti fai sfilare l'argomento politico del futuro da sotto il naso e ti condanni a perderne la paternit&agrave;. Peraltro i risultati del vertice hanno trovato spazio limitato sulla stampa italiana. Forse le cose pi&ugrave; interessanti si trovano sul Sole24Ore </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/03/piano-ue-energie-rinnovabili.shtml?uuid=c6f924d6-cee3-11db-9a30-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">qui</a></span><span style="color:#333333;"> e </span><span style="color:#333333;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/03/misure-italia-energia-clima.shtml?uuid=8b1379e8-cee4-11db-9a30-00000e251029&DocRulesView=Libero" rel="self">qui.<br /></a></span><h5>Weekend sportivo</h5><span style="color:#333333;"><br />Dopo il Rugby; dopo la Ducati che passa la Yamaha come se corresse con una 250 contro le 125, chiudiamo il weekend con l'Inter che si porta casa il derby. Per due volte di fila quest'anno. Impagabile!<br /><br />Comincia la settimana, altri post in cantiere...<br /><br /></span>]]></content:encoded></item><item><title>il fattore G&#x3c;s&#x3e;amberone&#x3c;/s&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-11T20:02:36+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/fattore-c-mantovano.html#unique-entry-id-248</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/fattore-c-mantovano.html#unique-entry-id-248</guid><content:encoded><![CDATA[Al povero senatore Mantovano, vittima di una <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2098361.html?ref=hpsbdx2" rel="self">fiammata da portata flamb&eacute;</a> al retrogusto di gamberoni auguriamo ogni bene e pronta guarigione. Ma ci scappa subito il pensiero al fattore C. di Prodi, che ultimamente sembrava esaurito. Certo anche lui ormai si deve adeguare a barcamenarsi con queste piccole operazioni di breve periodo.... giusto il tempo per passare indenni attraverso il perillio Afghanistan al Senato per ora (speriamo infatti che i disagi del senatore AN siano una faccenda di poche settimane). Poi chiss&agrave;, cabottando fino al prossimo mare grosso.<br /><br />Certo noi preferiremmo un Senato dove, vista la prossima assenza giustificata di Mantovano, un senatore della maggioranza si assentasse galantemente per rispettare le forze in campo. Questo avviene in paesi civili come UK e Germania. Questo per&ograve; dovrebbe necessariamente essere una pratica reciproca, e con i De Gregorio e gli Schifani in giro, meglio semplicemente affidarci al fattore G.amberoni.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>this is the end</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-10T20:28:01+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/the-end.html#unique-entry-id-247</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/the-end.html#unique-entry-id-247</guid><content:encoded><![CDATA[La fine ingloriosa del mio vecchio ibook. Smontato. Depredato delle ultime suppellettili e riposto in una busta in attesa di smaltimento. In attesa che la Apple si decida a <a href="http://www.greenmyapple.org/about.html" rel="self">riprendersi i computer</a> a fine corsa....<br /><br /><p style="text-align:center;"><img class="imageStyle" alt="Photo 4" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry247_1.jpg" width="400" height="300"/><br /><br /></p><p style="text-align:left;">PS. Se possibile, vorrei vedermelo restituito in un'urna funeraria a forma di mela...<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>How much different?</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-03-09T08:26:59+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/think-different-how-much.html#unique-entry-id-246</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/think-different-how-much.html#unique-entry-id-246</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="gandhi" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry246_1.jpg" width="174" height="150"/></div>Riprendendo un leggendario motto della Apple, la cancelliera Merkel <a href="http://www.eu2007.de/en/News/Press_Releases/March/0308BPASozialgipfel.html" rel="self">ha esortato</a> gli altri  leader Europei to <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Think_Different" rel="self">think different</a></em><em> </em> sulle questioni climatiche. <strong>Pensare diversamente</strong>. E con una formula efficace ha riassunto questa diversit&agrave; in tre passaggi legati al numero venti: Entro il 2020, ridurre le emissioni di CO2 del 20% ed arrivare al 20% di copertura dela produzione energetica attraverso le fonti rinnovabili.<br /><br />A guardarsi attorno, si scorge di lontano la Cina che aggiunge una nuova centrale a carbone alla settimana e gli Stati Uniti che ancora fanno poco o niente per l'effetto serra. Messi vicini a questi anti-eroi, le cose che l'Unione Europea sta gi&agrave; facendo, e si ripromette di fare, sembrano azioni coraggiose degne di una comunit&agrave; che pensa in grande ed assume un ruolo di leadership nei confronti del resto del mondo. Questo dice la Merkel, e se pensiamo a Cina e USA, per un momento scappa anche a noi un battito di mani ammirato. <strong>We do think different, then!</strong><br /><br />Si ma quanto differente? Per capirlo, prendiamo il report <strong><a href="http://www.greenpeace.org/international/press/reports/energyrevolutionreport" rel="self">Energy (r)evolution</a></strong> pubblicato a gennaio dalla European Council for Renewable Energy e da Greenpeace (c'&eacute; anche la sintesi in <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/sintesi-energy-revolution.pdf" rel="self">Italiano</a>). Un piano globale, con un obiettivo finale fissato al 2050 in cui avremo dovuto effetturare quel cambiamento di paradigma che ci consentir&agrave; di sopravvivere a noi stessi. Il piano descrive una via percorribile per ottenere entro quella data un'abbattimento di emissioni nell'ordine del 50%, ottenuto combinando efficienza energetica con una sostituzione delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica pari al 75% e nell'energia per il riscaldamento pari al 65%. Un piano ragionevole, che da per scontato che un certo cambiamento climatico &eacute; a questo punto irreversibile, che il mondo &eacute; sempre pi&ugrave; affamato di energia e che per conciliare prezzi moderati, con grande produzione a basso contenuto di CO2 bisogna cedere a dei compromessi quali i grandi impianti idroelettrici e forse anche il nucleare.<br /><br />Ora, siccome da queste parti siamo degli inguaribili ottimisti concilianti, molto riformisti nei metodi e molto radicali negli obiettivi, ci piace pensare che gli obiettivi che l'Europa si &eacute; data per il 2020, siano solo il passo intermedio per arrivare a quelli descritti dal rapporto per il 2050.<br /><br />Nel frattempo constatiamo con un po' amarezza che nemmeno alla Apple, che sulla questione dei <a href="http://www.greenmyapple.org/about.html" rel="self">rifiuti elettronici </a>fa orecchie da mercante, riesce pi&ugrave; <strong> to think different.</strong> <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Farina Bruni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-05T08:36:19+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/farina-bruni.html#unique-entry-id-244</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/farina-bruni.html#unique-entry-id-244</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="assets/EdC_Adige030307.pdf" rel="self" title="L&#39;Adige"><img class="imageStyle" alt="a_spalladx_giornale" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry244_1.gif" width="133" height="189"/></a></div>No non &egrave; un post agronomico sul prodotto della macinazione del grano saraceno, volgarmente chiamato "farina bruna". Solo due cognomi di due persone a cui per motivi diversi sono legato, e che per qualche curiosa coincidenza del destino sono finite intervistate sulla stessa pagina, nello stesso giorno, nel giornale di Trento, la mia citt&agrave; di origine. Sull'<a href="assets/EdC_Adige030307.pdf" rel="self">Adige</a> di sabato infatti c'&egrave; uan bella intervista a Luigino Bruni, con il quale ho il piacere ed il privilegio di collaborare da quando bazzico alla Bicocca. E' una bella intervista ad un'economista e ad un cattolico. E non &eacute; scontato che la sintesi tra questi due aspetti riesca bene come in questo caso (io le sento spesso in conflitto ad esempio). <br /><br />E pi&ugrave; sotto c'&egrave; una sintesi di un'intervista a Don Farina, seguitissimo predicatore negli anni in cui ancora potevo seguirlo a Trento. Don Farina, le cui messe in Duomo alla domenica sera erano diventate un punto di riferimento per moltissima gente (alcuni dei quali se le registravano), moltissimi cattolici giovani e soprattutto moltissimi cattolici adulti (nel senso Prodiano del termine ovviamente). Nel frattempo l'aria &egrave; cambiata anche nel trentino cattocomunista: il<a href="http://www.questotrentino.it/2001/03/donFarina.html" rel="self"> caso Don Farina</a> &egrave; stato Ruinianamente appianato e lui &egrave; riparato a dire messa nella mia parrocchia periferica di Canova (sempre e comunque seguitissimo).<br /><br />Oggi leggo che l'arcivescovo Bargnasco, destinato dal papa a succedere a Ruini contro l'indicazione degli altri vescovi, sui DICO ha una posizione non religiosa ma evidentemente politica: <em>E' chiaro che i cattolici devono difendere la famiglia e che la Chiesa cattolica deve richiamarli a questo compito. Non si vogliono fare guerre sante. I nostri valori vanno difesi con serenit&agrave;, moderazione, ma anche con fermezza di fronte allo Stato che fa le sue leggi. Non siamo contro le famiglie di fatto, ma contro una sovrastruttura che si aggiunga alla famiglia. Attenzione: questa &egrave; una battaglia che tocca anche a chi non crede, a chi non ha la fede ma un senso di responsabilit&agrave; nell'organizzazione della nostra societ&agrave;: difendere un istituto come la famiglia".<br /></em><em><br /></em>Bisogna tornare all'intervista a Don Farina per trovare un <a href="assets/EdC_Adige030307.pdf" rel="self" title="L&#39;Adige">punto di vista</a> religioso: <em>Un esempio: &laquo;Il matrimonio &egrave; raro come la fede. Non &egrave; un unico modello: ben vengano allora i Dico, in uno stato laico, distinto dalla Chiesa. Il matrimonio cristiano &egrave; una testimonianza che vale in s&eacute;, fosse anche solo quella di tre persone su cento&raquo;. E ha concluso provocatoriamente: &laquo;La Chiesa farebbe bene a consigliare dieci anni di convivenza prima di procedere al matrimonio&raquo;<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>sole&#x2c; luna (e stella)</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-03-04T22:38:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/sole-luna-post.html#unique-entry-id-243</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/sole-luna-post.html#unique-entry-id-243</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-right"><a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self"><img class="imageStyle" alt="soleluna" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry243_1.jpg" width="106" height="106"/></a></div>Buona parte dei visitatori saltuari di queste pagine, quelli che pi&ugrave; o meno mi conoscono, lo sanno gi&agrave;. Ad altri, la cosa semplicemente non interessa. A quelli che rimangono, stretti tra la non-novit&agrave; e l'indifferenza, annuncio pieno di felicit&agrave; che Lucia ed io <strong>ci sposiamo</strong>. Succeder&agrave; tutto il 5 maggio, qui a Roma. Io e la mia futura sposa abbiamo deciso di raccontare qualcosa dei preparativi in questo altro <a href="http://www.sole-luna.eu" rel="self">sitarello</a> che prende a prestito i nomignoli un po' vezzosi con cui ci apostrofiamo nell'intimit&agrave;. <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>falce e pannello</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-02T10:38:06+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html#unique-entry-id-241</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/pannellate-di-idee.html#unique-entry-id-241</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Falce_e_martello" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry241_1.gif" width="106" height="95"/></div>Ho seguito tre dei quattro interventi di Prodi alle camere di questi giorni. In tutti e tre, il presidente del consiglio ha parlato di energia rinnovabile. Tra lo scherno del centrodestra. Immagino tra la saccente puzza-sotto-il-naso di parte del centro sinistra. Ha parlato di solare, di fotovoltaico (appena approvati gli incentivi con l'ultimo <a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde">pacchetto Bersani</a>) del ritorno in Italia di <a href="http://www.ecoblog.it/post/2789/rubbia-torna-in-italia" rel="self">Rubbia</a>. Nel suo ultimo passaggio alla camera, quello dell'energia &egrave; stato l'unico punto dove &egrave; uscito dal copione (inciampando nei suoi brontolii un po' scomposti, peraltro); &egrave; stato uno dei punti su cui pi&ugrave; si &egrave; accalorato. Ma era evidente che parlava a 600 persone completamente disinteressate al tema.<br /> <br />Eppure, eppure...<br /><br />Eppure a noi, che quella dei pannelli solari era la <a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde">promessa elettorale che pi&ugrave; ci premeva</a>, il passaggio ci ha scaldato il cuore. Perch&egrave; in una cosa banale come in un pannello solare a noi sembra di scorgere finalmente un <strong>pensiero forte.</strong> Di lunga portata. Di quelli che creano identit&agrave;. Di quelli che rappresentano un progetto ampio. Finalmente, dopo la fine delle ideologie. Un idea di paese coerente, fondata sulle sue risorse, la sua bellezza e soprattutto la sua sostenibilit&agrave; nel tempo. Che &egrave; sostenibilit&agrave; energetica, ambientale, ma anche delle relazioni sociali.<br /><br />Credo che un pensiero ecologista liberale sia oggi la frontiera dei valori per un centrosinistra dalle idee forti che non deve rincorrere le smanie <strong>liberiste e turbocapitaliste</strong> della destra internazionale, o i <strong>bigottismi neocorporativi teo-con</strong> della destra di casa nostra.<br /><br />E' un pensiero coerente che ha qualcosa da dire di sinistra sul <strong>futuro</strong> (sostenibile), sui metodi per governare lo <strong>sviluppo</strong> (mercato come meccanismo dove l'originalit&agrave; e l'inventiva si esprimono e dove le esternalit&agrave; si compensano) sull'idea di <strong>societ&agrave;</strong> che vogliamo (che l'eguaglianza delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Capability_Approach" rel="self">capabilties</a> &egrave; la condizione per la sostenibilit&agrave; sociale di una nazione).<br /><br />Peccato che sembra ci sia solo il buon vecchio Prodi a darci la sensazione di avere questa visione. Peccato perch&egrave; con tutto il bene che gli si vuole da queste parti, bisogna ammettere che tra i suoi molti limiti c'&egrave; anche quello di non essere un ideologo di grande ispirazione e carisma. Peccato non vedere queste idee traspirare prepotenti nel <a href="http://www.incontriamoci.fabbricadelprogramma.it/adon/files/manifesto_pd.pdf" rel="self">manifesto</a> del gestante partito democratico.<br /><br />Ma ci pensate? Il <strong>pannello solare</strong> al posto della  <strong>falce e martello</strong>?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>caro Capezzone</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-03-02T10:13:53+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/caro-capezzone.html#unique-entry-id-240</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/caro-capezzone.html#unique-entry-id-240</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Capezzone" rel="self"><img class="imageStyle" alt="images" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry240_1.jpg" width="93" height="113"/></a> </div><strong>Gentile on. Capezzone</strong><br /><br />Leggo su Repubblica che oggi <strong>Lei si asterr&agrave;</strong> sul voto di fiducia alla Camera.<br /><br />La Sua posizione mi stupisce ed amareggia. Spiace dirlo, ma questa decisione La accomuna a Turigliatto, Rossi e De Gregorio ed a Cannav&ograve;, che come lei ha annunciato l'astensione. Le intenzioni saranno&nbsp; diverse. Personalmente, da quello che intuisco, sono peraltro ugualmente infondate e perniciose. Ma senza processare le intenzioni guardiamo ai risultati. Lei a questi personaggi si accompagna, dal momento che segue le stesse orme.<br /><br />Mi spiace perch&egrave; in Lei avevo creduto come ad un leader promettente. L'ho seguita in tutte le sue ultime battaglie. Dal referndum dell'anno scorso ai suoi lavori in commissione che hanno dato risultati importanti con gli ultimi decreti Bersani. Ma anche le battaglie per il ringiovanimento della politica italiana. Ho scritto di Lei e della<a href="files/Crono-capezzone-pannella.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:mito-&#60;i&#62;Crono-&#60;/i&#62;logia radicale"> penosa vicenda</a> con Pannella. Evidentemente per&ograve;, il ringiovanimento da lei e noi auspicato si risolve nella de-responsabilizzazione del suo agire politico. Mi spiace arrivare a questa conclusione: ma meglio un vecchio come Follini che si infila in una solitaria sfida impopolare piuttosto che i suoi distinguo volti solo a cercare un po' di visbilit&agrave; da rivendere in questo suo piccolo cabotaggio che si st&agrave; avviando a fare dopo essere fuoriuscito dalle grazie di Pannella.<br /><br />Con (una per ora persa) stima.<br /><br />Email di capezzone: <a href="mailto:d.capezzone@radicali.it" rel="self">d.capezzone@radicali.it</a>, <a href="mailto:CAPEZZONE_D@camera.it" rel="self">CAPEZZONE_D@camera.it</a><br />]]></content:encoded></item><item><title>Ulli scappa&#x21;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-02-27T18:11:21+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ulli-ginostra.html#unique-entry-id-239</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ulli-ginostra.html#unique-entry-id-239</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/foto/ginostra/ginostra.html" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Ulli Ginostra" src="http://www.matteorizzolli.net/files/UlliGinostra.jpg" width="151" height="128"/></a></div>Mentre <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/stromboli-vulcano/stromboli-vulcano/stromboli-vulcano.html" rel="self">lo Stromboli</a> riprende a sbuffare imperioso, il pensiero corre a Ulli, gi&ugrave; a Ginostra (google conferma quanto il binomio <a href="http://www.google.com/search?client=safari&rls=en&q=ulli+ginostra&ie=UTF-8&oe=UTF-8" rel="self">ulli+ginostra</a> sia quasi indissolubile). Non &egrave; che Ulli sia l'unico (assieme alla moglie e all'asino) abitante di quell'angolo remoto di Italia. Ma sicuramente anche questa volta, se mai lo far&agrave;, sar&agrave; l'ultimo ad andarsene. Buona fortuna Ulli, e che il vulcano te la mandi buona.<br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>primarie e voto (mediato) ai bambini</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-27T08:31:50+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/riforma-elettorale.html#unique-entry-id-238</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/riforma-elettorale.html#unique-entry-id-238</guid><content:encoded><![CDATA[Visto che tutti sembra abbiano da dire qualcosa sulla legge elettorale prossima ventura noi non ci sottraiamo alla sfida.<br /><br />Non entriamo per&ograve; nel merito della <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=DL1TJ" rel="self">cabala elettorale</a>. Uninominale, proporzionale, doppio turno, sbarramento, premo di maggioranza etc. Che che ne dicano i politici di professione ed i parlamentari in carica, la gente &egrave; per il maggioritario a doppio turno: quell che tanto ha contribuito all'emersione di una classe di sindaci rispettabile ed ha reso l'alternanza destra-sinistra una via praticabile e funzionante. Il resto sono solo chiacchere, volte a non far sparire LegaUDEURPDCIVerdiRNPRotiondiIDVDeGregorio e compagnia cantando, volte a non concedere vantaggio nel doppio turno a questo o a quello, volte insomma a coltivare l'istinto alla sopravvivenza del ceto politico attuale contro ogni pressione selettiva-darwiniana di miglioramento della specie e del paese che altrimenti gi&agrave; avrebbe ampiamento decretato la mancanza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fitness" rel="self">fitness</a> di questa classe politica alla guida di un paese moderno.<br /><br />Niente di tutto ci&ograve; allora. Solo invece ci piacerebbe che la nuova <em>qualsivogliametodo</em> legge elettorale introducesse, magari non ex-lege, ma certo facilitasse, incentivasse, promuovesse il meccanismo delle <strong>primarie</strong> che oggi -abbiamo visto- piacciono anche a <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/02_Febbraio/26/Berlusconi.shtml" rel="self">Berlusconi</a>. Ma non primarie solo per i candidati premier (che sarebbero sempre un po' scontate, come lo sono state per Prodi e lo sarebbero per Berlusconi). Noi vogliamo le primarie nei collegi senatoriali e camerali cosi come <a href="files/lezione-primaria2.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Lezione primaria, lezione democratica 2 &#60;br&#62;&#60;i&#62; Il ritorno del diabolico Lieberman&#60;/i&#62;">si fa in America</a>. Cosi poi vediamo se qualche Turigliatto, qualche Rossi o qualche De Gregorio possono davvero entrare in parlamento.<br /><br />E poi vorremmo vedere contato anche il <strong>voto degli adoloscenti, e persino quello dei bambini e dei neonati</strong>. No, non &egrave; un'idea balzana. Che questo paese &egrave; tutto concentrato sul problema delle pensioni, degli anziani, delle successioni, che vota in parlamento troppi ottuagenari e pochi trentenni e si occupa poco di asili nido, scuola, prima casa, famiglie etc. Ma come si pu&ograve; contare sul voto responsabile degli adolescenti che alla meglio sono un po' estremisti o su quello dei bambini che di politica non possono sapere nulla? Semplice. Il loro voto va fatto esprimere alle madri. La <a href="http://www.governareper.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=3043&sid=32" rel="self">proposta</a> circola da un po' (grazie a Tommaso per la segnalazione) ma finora &egrave; rimasta quasi in un'ambito carbonaro ed ha delle applicazioni limitate, soprattutto in Germania. Eppure sarebbe un ottimo espediente per ribilanciare in un solo colpo la platea elettorale da sempre troppo condizionata dal voto dei "relativamente anziani" e per dare pi&ugrave; peso politico alle donne in un tempo in cui il divario di genere in politica &egrave; lungi dall'essere colmato. Non sembra per'altro troppo difficile da implementare.<br /><br />Noi la buttiamo li, in attesa di un peggioramento bizantino del porcellum che sicuramente i nostri rappresentati ci consegnerano come soluzione della cabala.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>cooperazione: acqua e rifiuti tecnologici</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-02-26T13:03:05+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/ctc-acqua-rifiuti.html#unique-entry-id-237</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/ctc-acqua-rifiuti.html#unique-entry-id-237</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200702_P17-18_AllaRicerca.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200702_P17-18_AllaRicerca" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry237_1.png" width="81" height="112"/></a></div>Altri due pezzi scritti per <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">cooperazione</a> di febbraio e marzo. Il primo riprende un mio veccchio<a href="files/la-mela-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Se ci piace la mela verde"> post</a> sulla campagna di Greenpeace per far impegnare Apple a delle politiche pi&ugrave; <em>environmental friendly. </em>Il <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200702_P17-18_AllaRicerca.pdf" rel="self">pezzo</a> si occupa in generale del crescente problema dei rifiuti elettronici, dei problemi di smaltimento, riuso, riciciclo e -auspicabilmente- diminuzione del consumo. Della nuova direttiva Europea in materia e della campagna di Greenpeace volta a sensibilizzare i colossi dell'elettornica (non solo Apple quindi) da cui il pezzo ha origine.<br /><br /><br /><div class="image-right"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200703_P14_Lacqua.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200703_P14_Lacqua" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry237_2.png" width="81" height="112"/></a></div><ul class="(null)"><li>Il secondo <a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200703_P14_Lacqua.pdf" rel="self">pezzo</a> &egrave; invece sull'acqua e sulla<a href="http://www.acquabenecomune.org/" rel="self"> campagna</a> "Acqua Bene Comune" che raccoglie firme ed adesioni al fine di  presentare un disegno di legge in parlamento  per ri-pubblicizzare l'acqua e sottrarla dalle cattive mani dei privati. Il titolo che l'editor ha messo (L'acqua &egrave; un diritto, non una merce) tradisce un po' lo scetticismo di cui io avevo infarcito il pezzo. Questa cosa dell'acqua come diritto mi  fa storcere il naso. Credo che non ci sia nulla di riduttivo nel guardare all'acqua come ad un bene e non ad un diritto. E' un bene essenziale, che ha problemi di scarsit&agrave;, distribuzione, sostenibilit&agrave; del consumo. Problemi che la scienza economica ci aiuta ad affrontare e risolvere senza dover scomodare diritti, costituzioni etc.</li><li>Quella dell'acqua pubblica insomma, a  me sembra una battaglia di retroguardia e che non va al nocciolo dei problemi di uso sostenibile della risorsa acqua, problemi di cui soffriamo gravemente ma che non risolviamo solo per il fatto di chiamare una cosa "diritto" e di affidarla alle mani di burocrati statali languidi e corrotti sottraendola alle mani di avidi ed arcigni privati. Per motivi di spazio (e forse di linea della rivista) le mie critiche sono state rimosse almeno dal titolo. Ho sempre il file word per chi fosse interessato ;-)</li><li>Si sa, a questa legge ci tiene soprattutto la sinistra radicale. Ne avessimo l'onere, per amore di coalizione noi la voteremmo nonostante la riteniamo una legge che nella migliore delle ipotesi &egrave; innoqua e nella peggiore inopportuna. Bisognerebbe dirlo forte per&ograve;, ogni vota che passano misure -e finora sono state la maggior parte- che hanno un taglio decisamente accomodante con le richieste della sinistra irresponsabile. </li><li>Dirlo forte e farlo pesare (senza le sceneggiate Mastelliane e/o Rifondarole) perch&egrave; il paradosso, ora che Prodi &egrave; di nuovo in sella, &egrave; che nella corsa continua a stare pi&ugrave; a sinistra di tutti, passi l'idea che, sul piatto della contrattazione, questo tipo di misure siano da ascrivere a quelle volute dall'ala riformista della maggioranza.</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>cooperazione tra consumatori: Bersani 2</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-02-26T12:15:14+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/bersani2.html#unique-entry-id-236</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/bersani2.html#unique-entry-id-236</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.matteorizzolli.net/coopcons/files/200703_P11-12_AMisura.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="200703_P11-12_AMisura" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry236_1.png" width="160" height="221"/></a></div><ul class="(null)"><li>Sull'ultimo numero di <a href="coopcons/coopcons.html" rel="self" title="Cooperazione tra consumatori">Cooperazione tra consumatori</a> ho commentato il secondo decreto Bersani. Ricordate? quel decreto "<a href="files/lenzuolata-bersani-faccedibronzo.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una lenzuolata vi seppellirà">a lenzuolata</a>" nel dopo-finanziaria che tanto ci aveva fatto sperare nella <a href="files/risalire-la-china.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Risalire la china">risalita</a>; quello che aveva preceduto l'<a href="files/pannellata-di-verde.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una pannellata di verde">altra infornata </a>di decisioni con taglio liberal-ambientale che ci avevano a dir poco entusiasmato. Quelle belle cose che questo governo si degna di fare quando non &egrave; impegnato a farsi impallinare da qualche estremista <a href="files/suzukimaruti-crisi-prodi.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Immaturi secondo maruti">velleitario o immaturo</a>, quando non &egrave; impegnato a mendicare voti da loschi figuri ( &agrave; la De Gregorio) o mummie sempiterne (Andreotti & Co.). Il tratto interessante del pezzo sta forse nell'aver cercato di dare una senso alla variet&agrave; delle misure proposte secondo alcune linee di analisi economica. Per fare questo mi sono in gran parte ispirato ad un dibattito sul sito del mio supervisor <a href="http://www.antonionicita.it/files/bersani2.html" rel="self">Antonio Nicita</a>. In particolare evidenzio come quelle che genericamente sono chiamate liberalizzazioni sono spesso invece delle ri-regolamentazioni e che le liberalizzazini possono essere fatte sia al fine di aumentare la competizione dal lato dell'offerta, sia per aumentare la possibilit&agrave; di scelta (abbassando i costi di switch ad esempio) dal lato della domanda.</li></ul>]]></content:encoded></item><item><title>Immaturi secondo maruti</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-23T08:52:50+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/suzukimaruti-crisi-prodi.html#unique-entry-id-235</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/suzukimaruti-crisi-prodi.html#unique-entry-id-235</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/02/22/che-cosa-e-la-maturita-che-cosa-e-la-sinistra-italiana-che-cosa-e-il-paraguay/#comments" rel="self">Suzukimaruti</a> ha scritto un post che, se non spiega, almeno restituisce senso a questa incomprensibile crisi. Il mio umile consiglio a tutti queli che per sbaglio passano di qua &eacute; quello di leggerlo. <a href="http://www.suzukimaruti.it/2007/02/22/che-cosa-e-la-maturita-che-cosa-e-la-sinistra-italiana-che-cosa-e-il-paraguay/#comments" rel="self">Qui il post intero</a>. Qui di seguito alcuni passaggi in ordine sparso:<br /><br /><em>Mi rendo conto sempre pi&ugrave; che maturare significa capire la necessit&agrave; "umana" del compromesso. L'avevo capito a naso, poi al liceo ho studiato Hobbes e il concetto di "stato di paura" mi ha chiarito le idee. Le persone adulte, consapevoli, intelligenti e responsabili si accordano, fanno compromessi, trattano, cedono parte del proprio assolutismo alla ricerca della mutualit&agrave;, del bene comune. Il male minore diventa un piccolo bene comune.<br /><br />Chi &eacute; cos&igrave; avventato da preferire il disastro ad una soluzione magari non soddisfacente al 100%? Gli stupidi, gli illusi. E soprattutto gli ingenui, gli immaturi, i bambini. Ora mi aspetto il commento di qualcuno che, invasato, dir&agrave; "s&igrave;, sono uno stupido, un illuso, ecc. ma&hellip;". Ecco, in quel "ma" c'&egrave; tutta la mia disperazione di uomo di sinistra. E c'&egrave; la differenza tra chi &egrave; pragmatico, "materialista" (che vecchio parolone desueto che sa di Marx, che resta un evergreen) e chi &egrave; velleitario.<br /><br /></em><em>Meglio Berlusconi e Calderoli o un governo di sinistricchia? Meglio la sinistricchia, non c'&eacute; storia. Qualcuno nel 1998 penso che il "disastro" della caduta di Prodi servisse a fare una sinistra migliore. Il risultato &eacute; questo.<br />Quante mazzate dobbiamo auto-procurarci prima di imparare la lezione?<br /><br />Il povero Carlo Marx si rigira nella tomba. Lui che scriveva che il comunismo era l'arte del possibile, che era si un'utopia, ma soprattutto un insieme coordinato di pratiche e di analisi del reale e del "possibile".<br /><br />Ecco, il possibile. Mi considero un adulto da quando, di fronte ad un problema, so valutare le opzioni possibili, non quelle teoriche, quelle ideologiche, ecc.<br />Si diventa grandi quando si fanno i conti col presente, con la realta, con la contingenza. E gli estremisti, gli illusi, i poverini, gli scazzati, i tizi in buonafede che hanno votato Comunisti Italiani, Rifondazione, i Verdi (e Di Pietro, che al di la di se stesso ha una classe dirigente inquietante, vedi De Gregorio) non fanno questo confronto. O lo fanno e valutano male.<br /><br />Il mio penultimo pensiero agli avventuristi, agli ipercritici, agli scalfarottiani, agli antagonisti. Non ce l'ho con voi. E quando Previti tornera a decidere delle nostre vite vedrete che si ricordera dei tanti piacere che gli avete fatto. Sarete sempre in tv, a vezzeggiarvi nella vostra nuova parte di "mostro ufficiale di corte".</em>]]></content:encoded></item><item><title>Quelli che le dimissioni</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-21T16:14:42+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/senatori-taglia-coglioni.html#unique-entry-id-234</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/senatori-taglia-coglioni.html#unique-entry-id-234</guid><content:encoded><![CDATA[<br /><div class="image-left">    <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022731.htm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="00022731" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry234_1.jpg" width="99" height="128"/></a></div>Ora ne siamo sicuri! Nelle fila dei nostri eletti c'&eacute;<a href="files/rischio-caduta-governo-senatori-afghanistan.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Quelli che &#60;i&#62;si tagliano le p...e per dare un dispiacere alla moglie&#60;/i&#62;"> chi si taglia i coglioni pur di dare un dispiacere alla moglie</a>. Ecco le foto dei tre illusti tagliatori.<br />Questi sono i signori che dovrebbero oggi dare le dimissioni. Per coerenza. Per un minimo di dignit&agrave; personale. Per dare un minimo senso a questa sceneggiata. Oggi hanno votato contro il governo? Perch&eacute;?  I primi due in nome di qualche strampalata battaglia ideale (si chiama idiota cocciutaggine, almeno che non si pensi che sar&agrave; Berlusconi a chiudere la base di Vicenza). Il terzo figuro in nome di una poltronismo miserevole. Per le stesse ragioni ora dovrebbero dare loro le dimissioni visto che sono loro a non riconoscersi pi&ugrave; in questa maggioranza. Il risultato &eacute; che la veduta ombelicale di questi tre signori rischia di riconsegnare il paese a Berlusconi ed alle sue falangi. Io ho scritto loro per complimentarmi. <br /><br />Senatore <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022785.htm" rel="self">Franco Turigliatto</a>. email: <span style="font:16px Verdana, serif; "> </span><a href="mailto:turigliatto_f@posta.senato.it" rel="self">turigliatto_f@posta.senato.it</a><br />Senatore <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022812.htm" rel="self">Fernando Rossi</a>. email: <a href="mailto:rossi_f@posta.senato.it" rel="self">rossi_f@posta.senato.it</a><br />Senatore <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022731.htm" rel="self">Sergio de Gregorio</a> email: <a href="mailto:degregorio_s@posta.senato.it" rel="self">degregorio_s@posta.senato.it</a>,<br />							 <a href="mailto:sergiodegregorio@dossiermagazine.it" rel="self">sergiodegregorio@dossiermagazine.it</a>]]></content:encoded></item><item><title>Da Crono a Geronte</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-21T14:13:28+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/geronte-geronzi.html#unique-entry-id-233</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/geronte-geronzi.html#unique-entry-id-233</guid><content:encoded><![CDATA[Ancora la storia di<a href="http://www.matteorizzolli.net/files/Crono-capezzone-pannella.html" rel="self"> Crono che si mangia i figli</a>. Dopo il vecchio <strong>Pannella</strong> che si mangia Capezzone, ora &eacute; la volta del geronte <strong>Geronzi</strong> che <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/02/Capitalia-Arpe.shtml?uuid=63507c2c-c1a0-11db-9566-00000e25108c&DocRulesView=Libero" rel="self">fa fuori </a><strong>Arpe</strong>. Per entrambi, Capezzone e Arpe, la colpa &eacute; una sola: di essere troppo bravi, intelligenti e visibili per avere quarant'anni. Di essere troppo bravi, intelligenti e visibili per mettere in ombra due cariatidi che si ostinano a non voler, non dico andare ai giardinetti, ma almeno farsi da parte per fare emergere i propri allievi (che peraltro gi&agrave; hanno entrambi dimostrato di aver superato i rispettivi maestri).<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Una pannellata di verde</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-02-20T09:15:00+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/pannellata-di-verde.html#unique-entry-id-231</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/pannellata-di-verde.html#unique-entry-id-231</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="csp" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry231_1.jpg" width="150" height="110"/></div><strong>Ricoprire il paese di pannelli solari.</strong> Avevamo <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/11_Novembre/24/prodinucleare.shtml" rel="self">considerato</a> questa promessa uno dei punti qualificanti delle promesse elettorali. Ce ne eravamo lamentati quando nella babele della finanziaria, <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/mamme-e-pannelli-solari.html" rel="self">non erano emerse</a> chiare le misure in proposito. Eravamo rimasti delusi quando poi, a finanziaria chiusa, le misure non si <a href="http://www.matteorizzolli.net/files/climax.html" rel="self">trovavano pi&ugrave;</a>. Ed eccolo invece il <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/pacchetto-governo/pacchetto-governo.html" rel="self">nuovo pacchetto</a> di misure.<br /><br />Il pezzo forte del <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/phpAhVIPE.pdf" rel="self">decreto</a> &eacute; costituito dai nuovi <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/ambiente/incentivi-case-ecologiche/incentivi-case-ecologiche/incentivi-case-ecologiche.html" rel="self">meccanismi di incentivi per il fotovoltaico</a>. Si potranno costruire impianti piccoli e medi con la certezza che la rete nazionale comprer&agrave; l'energia a tariffe agevolate e stabili nel tempo per i prossimi 20 anni. Si riceveranno ulteriori premi sulla tariffa, nel caso l'impianto sia montato sui tetti (e quindi non consumi terreno agricolo) e sia integrato architettonicamente (e quindi non "consumi" paesaggio). Premi sono previsti per l'autoproduzione e nel caso l'impianto faccia parte di un progetto complessivo di riqualificazione energetica di un edificio. L'autorit&agrave; (AEEG) &eacute; demanata a vigilare, la rete (TERNA) obbligata ad acquistare, i ministeri ed enti locali a racogliere informazioni e pubblicizzare.<br /><br />L'obiettivo &eacute; quello di raggiungere 1200MW di potenza fotovoltaica. Che per la verit&agrave; non sono poi cosi tanti, ma rappresentano pur sempre l'equivalente di una media centrale.<br /><br />Che dire? <strong>La lenzuolata di pannelli </strong>solari ci ha gasato moltissimo.<strong> Come elettori</strong>, perch&eacute; abbiamo fatto bene a fidarci della promessa di Prodi. <strong>Come liberali, </strong>perch&eacute; questo &eacute; un ottimo esempio di come lo stato pu&ograve; aiutare gli interessi individuali ad allinearsi con l'interesse collettivo di sostenibilit&agrave; energetica ed ambientale. Come <strong>ecologisti (ed ex-elettori dei Verdi)</strong>, perch&eacute; finalmente si cambia passo (sempre per citare il premier) e si mette seriamente questo paese sulla strada per Kyoto. <strong>Come economisti</strong>, perch&eacute; queste <em>lenzuolate</em> (<a href="files/decreto-bersani-mondiali.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Mondiali e politica">1</a>,<a href="files/lenzuolata-bersani-faccedibronzo.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Una lenzuolata vi seppellirà">2</a> e <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/pacchetto-governo/pacchetto-governo.html" rel="self">3</a>)<em> </em>sono una pi&ugrave; sfiziosa dell'altra. Questa in particolare &eacute; scritta da persone che finalmente sanno cosa significhi concedere incentivi credibili (perch&eacute; stabili e duraturi) senza che questi inducano dipendenza parassitica (perch&eacute; il meccanismo di <em>phase-out </em>&eacute; gi&agrave; endogeneizzato).  <strong>Come imprenditori </strong>forse, ma questa &eacute; una storia ancora tutta da scrivere....<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>White is b(l)ack</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-02-17T22:01:07+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/illumino-nero2.html#unique-entry-id-230</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/illumino-nero2.html#unique-entry-id-230</guid><content:encoded><![CDATA[Torniamo in bianco. Qui un' <a href="assets/illumiono-nero.tiff" rel="self">immagine</a> della parentesi funerea, ma <a href="files/mi-illumino-di-nero.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Mi illumino di nero">ecologica</a>, in occasione di <em><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/ottalogo.cfm" rel="self">mi illumino di meno</a></em><em>.<br /><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Mi illumino di nero</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Consumo Critico e Ambiente</category><dc:date>2007-02-16T09:18:56+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-nero.html#unique-entry-id-228</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/mi-illumino-di-nero.html#unique-entry-id-228</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm" rel="self"><img class="imageStyle" alt="millumino1" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry228_1.gif" width="109" height="168"/></a></div>Oggi &eacute; la giornata di <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/ottalogo.cfm" rel="self">Mi illumino di meno</a>. Siccome oltre a fare i nostri bravi <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/decalogo.cfm" rel="self">compitini a casa</a> volevamo lanciarci nella sfida a fare azioni di risparmio energetico un po' strampalate, abbiamo deciso di convertire per la giornata questo sito al nero.<br /><br />Che non &eacute; proprio come spegnere lo schermo, eppure... Mettiamola cosi: una pagina di un sito nero fa assorbire in media leggermente meno energia. Questo perch&eacute; gli schermi consumano di meno per produrre il colore nero invece degli altri colori. Almeno vale per gli schermi CRT (quelli con i tubi catodici) Per gli LCD sembra che non ci sia una differenza di peso. Un <a href="http://ecoiron.blogspot.com/2007/01/shades-of-grey-on-black-google.html" rel="self">tizio</a> ha fatto i  conti: un monitor CRT da 19 pollici consuma 83 watt con schermo bianco e 60 con schermo nero. L'LCD a 19 pollic invece ne usa comunque 35 watt a prescindere dal colore.  Fatto sta che gli schermi CRT sono ancora abbastanza diffusi (diciamo il 20% degli schermi almeno), e quindi il mio sito nero far&agrave; risparmiare qualche frazione di watt a -diciamo- 5 dei visitatori che passeranno di qui oggi. Niente male no?<br /><br />Sembra uno scherzo, ma qualcuno si &eacute; preso la briga di calcolare quanto si <a href="http://digg.com/design/Black_Google_Would_Save_3_000_Megawatts_a_Year" rel="self">risparmierebbe se Google</a>, che ormai &eacute; onnipresente sui desktop dei computer di tutto il mondo con la sua schermata perennemente candida, <em>switch</em>asse invece ad una modalit&agrave; tutta nera. Qualcuno &eacute; passato dalle parole ai fatti, ed ha creato una pagina di ricerca <a href="http://black-google.blogspot.com/" rel="self">google in nero</a>.<br />]]></content:encoded></item><item><title>Un coro si leva in controcanto</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-15T11:38:09+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/appello-pastori.html#unique-entry-id-227</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/appello-pastori.html#unique-entry-id-227</guid><content:encoded><![CDATA[Le voci dei cattolici non entusiasti della linea Ruini si organizzano e diventanoa loro volta coro. Per far sentire umilmente anche la loro voce, dopo gli strali provenienti dai vertici della gerarchia. Per chiedere di non spingere i cattolici con senso civico sulle soglie di una lacerante frattura. Quantomai lacerante, perch&eacute; davvero non necessaria.<br /><br /><h3><a href="http://213.92.85.188/~febb5fcb/index.php" rel="self">Appello ai Pastori</a></h3><p style="text-align:center;"><br /></p><p style="text-align:left;">&nbsp;&nbsp; La chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante energie e fermenti, sta subendo un'immeritata involuzione.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; L'annunciato intervento della Presidenza della Conferenza episcopale, che imporrebbe ai parlamentari cattolici di rifiutare il progetto di legge sui "diritti delle convivenze" &eacute; di inaudita gravit&agrave;. &nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Con un atto di questa natura l'Italia ricadrebbe nella deprecata condizione di conflitto tra la condizione di credente e quella di cittadino. Condizione insorta dopo l'unificazione del paese e il "non expedit" della S.Sede e superata definitivamente solo con gli accordi concordatari.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Denunciamo con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamo i Pastori di prenderne coscienza e di evitare tanta sciagura, che porterebbe la nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Si pu&ograve; pensare che il progetto di legge in discussione non sia ottimale, ma &eacute; anche indispensabile distinguere tra ci&ograve; che per i credenti &egrave; obbligo, non solo di coscienza ma anche canonico, e quanto deve essere regolato dallo Stato laico per tutti i cittadini.&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp; Invitiamo la Conferenza episcopale a equilibrare le sue prese di posizione e i parlamentari cattolici a restare fedeli al loro obbligo costituzionale di legislatori per tutti.<br /><br />Firma <a href="http://213.92.85.188/~febb5fcb/index.php" rel="self">qui</a><br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Altre voci fuori dal coro</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-13T09:57:20+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/altre-voci-fuori-coro.html#unique-entry-id-226</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/altre-voci-fuori-coro.html#unique-entry-id-226</guid><content:encoded><![CDATA[Evidentemente non siamo gli unici ad avvertire un forte disagio per le entrate a gamba tesa del Vaticano sulla faccenda dei Di.Co.<em><br /><br /></em><p style="text-align:center;"><a href="repcattolicidisobbedienti.pdf" rel="self"><img class="imageStyle" alt="repcattolicidisobbedienti" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry226_1.png" width="357" height="135"/></a><br /><br /></p><p style="text-align:left;">Ci pensi bene la gerarchia, prima di affidare le proprie battaglie per la famiglia ai Calderoli (che ora difende il matrimonio cattolico ma che meno di dieci anni fa si &egrave; sposato e poi separato con <a href="http://blog.epper.org/2007/02/09/dico-calderoli/" rel="self">rito celtico</a>) o ai Berlusconi (dei cui problemi famigliari -in seconde nozze- abbiamo tutti gia discusso abbondamtemente di recente).<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>Una voce fuori dal coro parrocchiale</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-12T08:21:20+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/vescovo-comabtterei-mammona.html#unique-entry-id-225</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/vescovo-comabtterei-mammona.html#unique-entry-id-225</guid><content:encoded><![CDATA[Riporto questa lettera del vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi inviata ieri a Repubblica (paccato non avergli dedicato lo spazio che meritava). <br /><br /><strong>Da Vescovo combatterei prima Mammona</strong><br /><br />Egregio dottor Augias, leggo su Repubblica, a commento del "non possumus" sui PACS, o Dico, che non sarebbe moralmente possibile per i cattolici appoggiare un centrosinistra che contrasta con la morale cattolica. E' vero -ed &egrave; comprensibile preoccupazione del Papa e della Cei- che un'equiparazione di ogni tipo di coppia al matrimonio eterosessuale potrebbe favorire lo sgretolamento di un'istituzione fondamentale. Giungere per&ograve; ad una scelta politca come conseguenza della fede, credo sia davvero un salto non solo illegittimo ma sconcertante.<br />La legge sui Dico non obbliga nessuno, assicura solo garanzie legali che del resto i politici (quelli stessi che difendono la "famiglia cattolica") si sono gi&agrave; attribuiti, cos&igrave; come governi "democristiani" presero atto che la maggioranza degli italiani accettava il divorzio ed -entro certi limiti- l'aborto. Quello che invece non riesco a capire -da cattolico e, vorrei dire, da vescovo- &egrave; che per questa tolleranza democratica si voglia sconfessare un orientamento che -almeno nelle intenzioni- parte dalla difesa di chi ha maggiori difficolt&agrave; in linea con il Vangelo che assicura il "regno" a chi provvede ai senza lavoro, ai senza casa. La vera scelta &egrave; solo quella tra Dio e Mammona (v Lc 16, 13), dove Mammona &egrave; mettere al primo posto i soldi, il potere. <br />Vorrei che come formazione ad un autentico cristianesimo, una volta indicati i pericoli che possono accompagnare il cammino dei Dico, si combattesse con non minore energia lo spirito di Mammona, che st&agrave; inquinando il nostro mondo, alimentando la violenza, inaridendo i nostri giovani.<br /><br />Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Decalcificare il conflitto/2</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-09T19:29:23+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/decalcificare-il-conflitto.html#unique-entry-id-224</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/decalcificare-il-conflitto.html#unique-entry-id-224</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2038221.html?ref=hpsbdx2" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 6" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry224_1.jpg" width="419" height="36"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Cosi Berlusconi alle<a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2038221.html?ref=hpsbdx2" rel="self"> Agenzie</a>. Non abbiamo dubbi che l'ex <em>presdelcons </em>avrebbe gestito diversamente la cosa. Avrebbe gestito diversamente la cosa, non gi&agrave; perch&eacute; abbia una idea diversa della gestione dell'ordine pubblico.  Anche se ovviamente ce l'ha, visto che -dopotutto-  Berlusconi &eacute; sempre quello del G8 di Genova. Ma piuttosto perch&eacute; lui al tempo stesso sarebbe stato da una parte il capo del <strong>ministro dell'interno</strong> che comanda i poliziotti, e dall'altra <strong>il proprietario di una squadra di calcio</strong> che ha interesse a far venire gli ultr&agrave; allo stadio a fare danni a spese del comune, dall'altra ancora il datore di lavoro dell'allora <strong>presidente della lega</strong> che perseguiva l'interesse dei grandi club, nonche -non dimentichiamolo- il <strong>proprietario della rete TV </strong>che ha i diritti sulla trasmissione del campionato e che quindi ha interesse a che le partite si giochino anche se non siamo sicuri che preferisca avere tifosi allo stadio piuttosto che telespettatori paganti a casa e nei bar. Insomma, &eacute; il solito problema del conflitto di interessi. E con tutti questi interessi confliggenti siamo sicuri che Berlusconi <strong>non avrebbe fatto mai come questo governo. </strong>Perch&eacute; l'unico interesse che non avrebbe trovato voce in questo conflitto, sarebbe stato l'interesse degli italiani.<br /><br /></p>]]></content:encoded></item><item><title>&#x3c;i&#x3e;Possumus&#x2c; possumus...&#x3c;/i&#x3e; &#x3c;br&#x3e;ecc&#xf3;me se &#x3c;i&#x3e;possumus&#x3c;/i&#x3e;</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-09T09:03:11+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/possumus-possumus.html#unique-entry-id-222</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/possumus-possumus.html#unique-entry-id-222</guid><content:encoded><![CDATA[Non solo <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/si-governo-ddl/si-governo-ddl.html" rel="self">possumus</a>. Alla faccia di vescovi che ora si mordono la lingua per avere in realt&agrave; praticamente costretto il governo a questo bel colpo di reni. Alla faccia dei destrosi livorosi: divisi -loro si!- tra quelli con il senso atavico mediovale di famiglia (vedi la ridicola <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2035746.html?ref=hpsbdx" rel="self">Bertolini</a> che forse rimpiange la famiglia violenta patriarcale) ed i poveri e spaesati <a href="http://www.gaylib.it/" rel="self">gaylib</a> e tutti i semi-liberali a parole (vedi Fini e Prestigiacomo).<br /><br />Non solo <em>possumus</em>, come si diceva, ma <em>possumus</em> <em>bene agere </em>(ok il mio latino &eacute; un po' arrugginito lo ammetto). Come ci spiega benissimo <a href="http://www.unitalianoinamerica.net/files/Ti-dico-io-un-paio-di-cose.html#unique-entry-id-93" rel="self">Teo </a>infatti, i Di.Co Italiani non sono una scopiazzatura al ribasso dal modello francese. Ma piuttosto un contributo originale con luci ed ombre che nel complesso non sfigura di certo con le soluzioni trovate altrove. <br /><br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>CarBersan Tax</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Law &#x26; Economics</category><dc:date>2007-02-07T19:39:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/carbersan-tax.html#unique-entry-id-221</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/carbersan-tax.html#unique-entry-id-221</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/febbraio-07/incentivi-per-sempre/incentivi-per-sempre.html?ref=mothpstr2" rel="self"><img class="imageStyle" alt="Picture 2" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry221_1.jpg" width="354" height="63"/></a><br /></p><p style="text-align:left;">Ovviamente il titolista di repubblica.it non ha capito dove stava la parte interessante del <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/motori/febbraio-07/incentivi-per-sempre/incentivi-per-sempre.html?ref=mothpstr2" rel="self">discorso</a> di Bersani alle camere. La enfatizziamo invece giustamente qui: <br /><h5>Dobbiamo accendere la miccia e poi transitare verso una fiscalit&agrave; dell'auto che in modo permanente vada verso l'efficienza energetica ed il minor consumo.</h5><strong><br /></strong>Musica per le nostre orecchie. Non proprio la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax" rel="self">carbon tax</a>, ma almeno la <strong>carBersan tax</strong>. Gi&agrave; discutendo del <a href="files/suvvia-si-puo-fare-meglio.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:SUVvia, si puó fare di meglio">pasticcio sui SUV</a> fatto in finanzaria, avevamo argomentato che fosse ora e tempo di passare ad un'organica tassa ambientale sui veicoli. Non si deve tassare il possesso dell'automobile fine a se stesso. Ma piuttosto in base a quanto la singola automobile impatta l'ambiente e crea complicazioni nelle citt&agrave;. Ben venga quindi la rimodulazione del bollo auto in base ai consumi, premiando quelli bassi (ed in maniera marginalmente crescente) e punendo <a href="files/chi-sporca-paga.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Anche gli sporcaccioni piangano">chi sporca di pi&ugrave;</a> e occupa spazio. <strong>Non pi&ugrave; misure ad-hoc ma un' organica riforma della tassazione</strong>. Non diciamo nulla di nuovo, perch&eacute; la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax" rel="self">carbon tax</a> non &eacute; certo un'invezione di Bersani. <br /><br />Piuttosto ci limitiamo a suggerire che <strong>la tassazione potrebbe ulteriormente essere rimodulata </strong>in modo da trasferire il carico fiscale dai veicoli piccoli a quelli grandi (diminuendo il traffico, il problema parcheggi ed i rischi per i pedoni) e da quelli che sono necessari dove non esiste mobilit&agrave; alternativa a quelli superflui che intasano le citt&agrave; (magari attraverso un'aggravio sulla seconda auto, il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Road_pricing" rel="self">road pricing</a>, gli accessi ai centri storici a pagamento, i telepass su raccordi e tangenziali e cosi via).<br /><br />Infine la carbon tax non riguarda solo i veicoli. La fiscalit&agrave; generale andrebbe rimodulata in modo tale da cercare di contenere il pi&ugrave; possibile le esternalit&agrave; derivanti dalla produzione di gas serra. Pi&ugrave; tasse sul gas bruciato nei fornelli cos&igrave; come nelle centrali. Pi&ugrave; tasse sull'elettricit&agrave; prodotta con il carbone e con gli olii pesanti. Pi&ugrave; tasse sulla carne, almeno quella prodotta dagli allevamenti bovini intensivi che causano <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Rivoluzione-vegetariana/1484627" rel="self">enormi emissioni di metano</a>. E finalmente il vecchio sogno Berlusconiano potrebbe avverarsi: <strong>meno irpef per tutti! (e pi&ugrave; carBersan tax per chi sporca)<br /><br /></strong></p>]]></content:encoded></item><item><title>Right God</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-07T09:26:24+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/right-god.html#unique-entry-id-220</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/right-god.html#unique-entry-id-220</guid><content:encoded><![CDATA[L'editoriale di <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/ruini-destra/ruini-destra.html" rel="self">Ezio Mauro</a> su Repubblica di oggi scoperchia una pentola che dentro mi ribolle di rabbia. &Eacute; ormai chiaro che <strong>l'agenda di Ruini-Ratzingher sia quella di fare virare a destra il cattolicesimo in Italia</strong>. Lo si poteva intravvedere ai tempi della legge sulla fecondazione assistita, anche se allora gli intenti politici erano ben celati dietro alle legittime  (anche se qui non condivise) prese di posizione sull'argomento. Ma &eacute; del tutto evidente ora sulla vicenda dei PACS, dove non solo non si vuole avvallare il matrimonio gay (che in Italia nessuna forza politica praticamente si sogna di perorare), ma si risponde con questo evocativo <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/coppie-di-fatto2/vescovi-pioix/vescovi-pioix.html" rel="self">non possumus</a> anche alle blande forme di tutela che il duo Pollastrini-Bindi sta cercando di mettere insieme in una legge moderata nei contenuti. Non possumus. Gia. Torniamo a Pio IX, come se nel frattempo il 900 non fosse mai passato di qua.	<br /><br />So di non dire nulla di nuovo, ma sono convinto che la posizione sui PACS sia solo una schifezza politica di Ruini per almeno due ragioni. Prima di tutto, come cattolici ci dobbiamo una volta per tutte rendere conto di essere minoranza in questo paese. Essere minoranza ha i suoi vantanggi. Personalmente la trovo una sfida pi&ugrave; interessante. Ma certo<strong> impone uno spirito laico ed un'idea di stato come garante delle minoranze, anche della nostra, qualora venisse minacciata</strong>. Come si spiega quindi questa arroganza nel cercare di imporre agli altri che cattolici non sono, il nostro modello di matrimonio (che peraltro condivido e tra poco sottoscrivo)? In seconda battuta mi piacerebbe vedere la chiesa gettare uno sguardo umano sull'amore che pervade anche le storie precarie, instabili, omosessuali e non consacrate dal matrimonio. Perch&eacute; io sono sicuro che anche li &eacute; in gioco lo stesso sentimento che io provo per la mia compagna e che mi porter&agrave; presto a percorrere altre strade. <strong>Ma dov'&eacute; la carit&agrave; cristiana se non apre gli occhi anche su questo amore?</strong><br /><br />Questo irrigidimento sui PACS fa il paio con i segnali quotidiani che mi fanno sentire sempre pi&ugrave; lontano da questa madre chiesa. Basta sfogliare il giornale anche oggi. Ci sono vescovi che dettano alle agenzie commenti su questo o quel'atto del governo. Sempre critici peraltro. Oggi il cardinal Bertone ad esempio ci vuole mettere al corrente che lui ritiene le misure proposte da Amato sugli stadi "necessarie ma non sufficienti". Con tutto il rispetto: <strong>ma chi se ne frega!</strong><br /><br />Sugli eventi catanesi del weekend la chiesa doveva esprimere ben altre parole. I nazzisti da stadio (a proposito, un'invito a firmare questo <a href="http://www.bloggers.it/progettomayhem/appello-no-ultras.htm" rel="self">appello</a>) hanno dismesso i passamontagna il venerdi sera ed hanno indossato i costumi da <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/sport/calcio/serie_a/agente-morto-2/agente-morto-2/agente-morto-2.html" rel="self">processione per Sant'Agata</a> il sabato mattina. Ai funerali dell'agente ucciso il vescovo ha praticamente fatto l'agiografia della santa ed &eacute; toccato alla moglie ed alla figlia ricordare il padre. Coloro che si sono permessi di sollevare dubbi su questi comportamenti poco cristiani o quantomeno irrituali (per usare un aggettivo <a href="http://www.kataweb.it/news/item/276027/afghanistan-d-alema-su-lettera-ambasciatori-irrituale" rel="self">in voga</a> di questi giorni), sono stati redarguiti dai soliti vescovi d'agenzia. <a href="http://www.tvblog.it/post/4345/losservatore-romano-contro-pippo" rel="self">Baudo </a>tacciato di arroganza. E la <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070207_36134.html" rel="self">Melandri</a> invitata a pregare. Ma se lei non volesse pregare? E se Baudo volesse continuare a pensare con la propria testa?<br /><br />Devo ammettere, faccio fatica oggi a sentirmi parte di un'istituzione che spalma tutta questa <strong>marmellata idolatra su sant'Agata</strong>. Per credere in una chiesa che non spende troppe parole per un morto innocente e custodisce invece nel seno delle sue processioni pagane quei "bravi ragazzi" assassini. Che cosa c'entrano con la mia fede cattolica queste <strong>manifestazioni di ultr&agrave; devoti</strong>, questa <strong>mancanza di piet&agrave; ed amore</strong>, questa <strong>arroganza</strong> verso chi chiede conto di gesti e parole? Dov'&eacute; la mia fede cattolica di fronte a chi chiede solo un po' di <strong>rispetto e comprensione (e diritti)</strong> verso le scelte -spesso difficili- a cui la vita li ha posti innanzi?<br /><br />&Eacute; il tempo di diventare<a href="http://www.emilianet.it/Sezione.jsp?titolo=Romano%20Prodi:%20Cattolico%20adulto&idSezione=8733&idSezioneRif=23" rel="self"> cattolici adulti</a>, perch&eacute; a questa madre chiesa in preda ad una deriva senil-destrosa sento di potermi affidare sempre di meno.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>3Reset</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-02-06T12:00:50+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/3reset.html#unique-entry-id-219</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/3reset.html#unique-entry-id-219</guid><content:encoded><![CDATA[Ho abbozzato in questi giorni diversi post. Ma per mancanza di tempo, di ispirazione, o semplicemente perch&eacute; non sentivo di avere molto da dire al riguardo (a questo poposito vedi un bellissimo post di <a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/09/spunti.html" rel="self">leonardo</a>) ho sempre lasciato perdere.<br /><br />Avrei voluto fare il punto sul giro di boa globale riguardo al <strong>clima</strong>. Oggi Bersani vuole fare una <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/liberalizzazioni/liberalizzazioni/liberalizzazioni.html" rel="self">lenzuolata verde</a>, e la <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/ambiente/cambio-clima/cambio-clima/cambio-clima.html" rel="self">Cina</a> dice di volersi convertire all'ecologia. Due sintomi -freschi di giornata- di un qualcosa di colossale che si sta muovendo nemmeno troppo sottopelle? e noi che cosa si fa? ed io? <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">Reset</a>! direbbe Grillo.<br /><br />Avrei voluto scrivere di quello che &eacute; successo al <strong>calcio</strong>. Ma davvero non trovo le parole. La rabbia ed il disprezzo per questi assassini e per chi con loro &eacute; connivente (Carusame e Mattarresismi vari per intenderci) li lascio all'articolo di Merlo di oggi su Repubblica. Il barlume di speranza lo lascio alle parole di Amato di oggi, che dopo aver presentato misure decorose e doverose, chiede di <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/sport/calcio/serie_a/agente-morto-3/amato-parla/amato-parla.html" rel="self">prepararsi alle bordate delle societ&agrave;</a> che puntualmente sono<a href="http://www.repubblica.it/2007/b/dirette/sezioni/cronaca/incidenticatania/martedi-6/index.html" rel="self"> arrivate</a>. Poi qualcuno parla di fascismo... <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">Reset</a>! direbbe Grillo.<br /><br />Avrei voluto raccontarvi di un penoso <strong>seminario</strong> a cui ho partecipato in questi giorni passati. Mediocre nei contenuti (ma era nelle premesse) ma soprattutto nel <strong><em>setting</em></strong>. Una decina di vecchi tromboni, seduti ad un tavolo, la maggioranza dei quali non sapevano di cosa stessero parlando. Troppo in la con l'et&agrave; forse per interessarsi veramente all'argomento. Ed in fondo all'aula decine di "giovani", chi cooptato controvoglia, chi desideroso di un certo presenzialismo con la domanda pierina pronta per far fare bella figura al "maestro", tutti comunque in rigorosa uniforme accademica. Colui che conduce la discussione che invita i "giovani" a limitarsi ad una breve e fugace domanda, alla fine, e se c'&eacute; tempo. Giovani virgolettati certo. Perch&eacute; l'et&agrave; media sar&agrave; stata di trent'anni. Un et&agrave; che in altre epoche ed in altri ambienti rappresenterebbe il nucleo della maturit&agrave;. Perch&eacute; a trent'anni uno potrebbe anche avere famiglia. Perch&eacute; a trenti'anni uno potrebbe avere anche un idea cristallina, originale e scientificamente valida e suffragata dell'argomento di cui i vecchi tromboni disquisiscono. Ma non sia mai. I "giovani" intervengano alla fine. Al pi&ugrave; con delle domande. E se c'&eacute; tempo. Che comunque non hanno nulla da dire. I giovani. <em>A setting to be </em> <em><a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">reset</a></em><a href="http://www.beppegrillo.it/2006/11/reset_in_action.html" rel="self">!</a>, direbbe sempre Grillo.<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>chi bagatellando consorte e &#x3c;br&#x3e; chi gabbando telespettatori</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-02-01T08:19:13+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/chi-bagatellando-consorte-e-chi-gabbando-telespettatori.html#unique-entry-id-218</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/chi-bagatellando-consorte-e-chi-gabbando-telespettatori.html#unique-entry-id-218</guid><content:encoded><![CDATA[Ora che i giornali sono usciti, alluvionando di commenti la <em><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/silvio.shtml" rel="self">bagatella di un momento</a></em><em> -</em>commenti a cui peraltro ci siamo aggiunti irriguardosi anche noi- si vanno piano piano depositando le polveri di questa storia. Nel rispetto della migliore tradizione italica, possiamo infine commentare che la  <strong>situazione &eacute; grave, ma non &eacute; seria.<br /><br /></strong>C'&eacute; invece un aspetto <strong>serio</strong> di questa vicenda che deve far riflettere, perch&eacute; &eacute; davvero <strong>grave.</strong> Quando la notizia della <em>bagatella</em> (ganzissimo questo sostantivo) rimpallava da un telegiornale all'altro di questo paese, ed in tutte le <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/mediaset.shtml" rel="self">agenzie di stampa e siti internet del mondo</a>, i TG del gruppo mediaset, <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20070131_55312.html" rel="self">tutti all'unisono</a>, pensavano bene di non dar seguito a questo pettegolezzo strapaesano, a questa incursione oltre i limiti della privacy. Ora, stessimo parlando della BBC, si potrebbe anche sospettare che qualche giornalista d'<em>antan </em>abbia rinunciato allo scoop in omaggio all'intimit&agrave; di una signora. Ma stiamo parlando di mediaset. Di quella societ&agrave; che ha fatto del <em>voyerismo</em> un'istituzione nazionale attraverso il grandefratello. Che ha fatto di uno dei suoi TG -studioaperto- una rubrica del <a href="cio&eacute;" rel="self">cio&eacute;</a>. Peraltro la <em>pruderie </em>&eacute; venuta a mancare subitaneamente appena sono circolate le scuse del <em>ex-presdelcons</em> e quando &eacute; parso chiaro a tutti che si profilava il lieto fine.<br /><br /><strong>La situazione &eacute; grave ma non &eacute; seria</strong>. Passi che le redazioni mediaset ci hanno voluto risparmiare quest'incursione nell'intimit&agrave; del padrone di casa. Ma che cosa dovrebbe succedere quando non fosse la moglie a mettere in imbarazzo il marito ma  -ad esempio- delle noie con la giustizia, delle promesse politiche non mantenute o delle grame figure a livello internazionale? Ipotesi di scuola; si fa cosi per dire;  non succeder&agrave; mai di certo. Ma che cosa dovremmo aspettarci dalle redazioni mediaset in questa remota eventualit&agrave;? Di essere forse <strong>gabbati </strong>di nuovo?<br /><br /><strong>La situazione &eacute; grave ma non &eacute; seria</strong>. Siccome qualcuno di recente ha apostrofato con l'aggettivo <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/cdl-7/cdl-7/cdl-7.html" rel="self">criminale</a> un progetto di riforma del sistema TV italiano, che depotenziasse mediaset, a favore di una pluralit&agrave; di soggetti, vorremmo sapere da coloro che hanno sostenuto questa posizione -ivi compreso il capo dell'antitrust <a href="http://www.kataweb.it/news/item/273662/mediaset-antitrus-contro-ddl-gentiloni-catricala-boccia-il-tetto-pubblicitario" rel="self">Catrical&agrave;</a>- se in un paese democratico sia pi&ugrave; importante il diritto dei cittadini ad essere informati, anche in <strong>situazioni</strong> <strong>gravi ma non serie </strong>che mettono in imbarazzo il padrone, oppure sia pi&ugrave; importante preservare la <a href="http://www.kataweb.it/news/item/273662/mediaset-antitrus-contro-ddl-gentiloni-catricala-boccia-il-tetto-pubblicitario" rel="self">crescita e l&rsquo;entusiasmo imprenditoriale</a> degli accoliti del capo?<br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>&#x3c;s&#x3e;Hil&#x3c;/s&#x3e;Lario non si candida</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Divertimento</category><dc:date>2007-01-31T22:18:01+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/Veronica-hillaryo.html#unique-entry-id-217</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/Veronica-hillaryo.html#unique-entry-id-217</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Clinton Lario" src="http://www.matteorizzolli.net/files/Hillary cLinton e Veonica Lario.jpg" width="258" height="146"/></div>Lario come Hillary? La nostra speranza &eacute; durata lo spazio di un mattino. La leonessa ferita dalle intemperanze del suo compagno non scender&agrave; nell'agone per emanciparsi da quella chiacchera infelice che l'accompagna (e per salvare la nazione naturalmente). <br /><br />Si sta tutto risolvendo a tavola, nella <a href="http://newsfromrussia.com/images/newsline/hillary-rodham_clinton_119.jpg" rel="self">cena delle scuse</a> di Macherio. Per il bene della famiglia, dei figli, e della cara vecchia usanza di casa nostra di lavare i panni sporchi in casa (dopo averli candeggiati sui quotidiani di oggi). <br /><br />Uffa per&ograve;, <strong>che occasione sprecata</strong>. Quasi avevamo intravisto la nostra Hillary oggi. <strong>La nostra Veronica <s>Hil</s>Lario</strong> scendere in campo, in nome di un femminismo moderno, di un'idea di societ&agrave; all'altezza del ventunesimo secolo. Ed invece finisce tutto con delle scuse galanti, con una bella cena, e con un dopo cena intimo, che siamo sicuri il nostro beneamato <em>ex-presdelcons</em> non mancher&agrave; di dettagliarci in una delle sue prossime <em><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/silvio.shtml" rel="self">bagatelle</a></em>! <br /><br />]]></content:encoded></item><item><title>Lario 4 president</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Politica</category><dc:date>2007-01-31T07:57:17+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/lario4president.html#unique-entry-id-216</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/lario4president.html#unique-entry-id-216</guid><content:encoded><![CDATA[Si in effetti &eacute; un post assolutamente scontato. Clamorosamente banale. Ma irresistibile. Ho raccolto il giornale dallo zerbino stamane e letto i<a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/lettera-veronica/lettera-veronica/lettera-veronica.html" rel="self">l titolo a sei colonne</a>. Non ci volevo credere. allora prima di sfogliarlo mi sono preparato il caff&eacute;, spremuto le arancie, disposto i biscotti ed infine accomodato sullo sgabello pronto a dare questa sbirciatina <em>voyerista</em> nella vita familiare dell'uomo pubblico pi&ugrave; in vista e pi&ugrave; odiato del paese.<br /><br />Il motivo della scazzatura della Veronica non merita di essere ricordato. Se non per il fatto che &eacute; successo gi&agrave; innumerevoli volte che l'ex-<em>presdelcons</em> si lanciasse in questi apprezzamenti fuoriluogo e fuoritempo. Fuoritempo perch&eacute; nel 2007 la galanteria passa attraverso il rispetto ed il riconoscimento dell'emancipazione femminile; fuoriluogo perch&eacute; un uomo sposato potrebbe anche avere il buonguosto di riservare certe cortesie solo per la sua met&agrave; del cielo. Ma tant'&eacute;, un'Italia ormai stanca di ripere al proprio ex condottiero come si sta al mondo di questi tempi, aveva del tutto sorvolato sulle affermazioni dell'altra sera. <br /><br />Nessun commento. Nessuno che abbia detto che non ci si comporta cosi, anche a costo di dover finire citati dai soliti BondiSchifani che ci avrebbero spiegato che era tutta una goliardata, e che il cavaliere &eacute; un <em>cavaliere</em> e che magari la Veronica trova il tutto molto divertente. Abbiamo lasciato una moglie sola con la sua umiliazione insomma. E questo non &eacute; stato galante da parte di nessuno. La Veronica per&ograve;, nonostante le marionette BondiSchifani, ha fatto capire che la cosa non li &eacute; andata proprio gi&ugrave;.<br /><br />Gelosa? Tignosa? Veronica Lario scrive perch&eacute; <em>oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l&acute;esempio di donna capace di tutelare la propria dignit&agrave; nei rapporti con gli uomini assume un&acute;importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l&acute;esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignit&agrave; di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, cos&igrave; che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati. <br /><br /></em>Se questo &eacute; il motivo per cui questa donna ha scritto a Repubblica una lettera esigendo delle scuse dall'uomo pi&ugrave; potente del paese, dall'uomo che di questo paese rappresenta in molti aspetti anche i lati pi&ugrave; deteriori, vorremmo che gli amici del centrodestra prendessero in seria considerazione la possibilit&agrave; di dare indietro quella mezza s&ograve;la del marito, di chiedergli finalmente di ritirare a vita privata se stesso e quell'italia francamente detestabile che rappresenta, e mettere invece in pista questa donna con tutto il carico di modernit&agrave; che ha saputo coltivare anche nello svolgere il ruolo pi&ugrave; antico del mondo: quello di madre.<br /><em><br /></em>]]></content:encoded></item><item><title>Mancato compleanno</title><dc:creator>mrizzolli@gmail.com</dc:creator><category>Personale</category><dc:date>2007-01-30T11:52:15+01:00</dc:date><link>http://www.matteorizzolli.net/files/compleanno.html#unique-entry-id-215</link><guid isPermaLink="true">http://www.matteorizzolli.net/files/compleanno.html#unique-entry-id-215</guid><content:encoded><![CDATA[<div class="image-left"><img class="imageStyle" alt="Picture 11" src="http://www.matteorizzolli.net/files/page0_blog_entry215_1.jpg" width="256" height="165"/></div>Mi sono perso un'altro compleanno. Questa volta  il compleanno di questo blog.<br /><br /><a href="files/f3068a6098547e28cde64e1244f48c6c-0.html" rel="self" title=" Home page &#38; Blog:Oggi vado online con il nuovo sito">Un'anno ed un giorno</a> orsono mi affacciavo alla ribalta di internet con <strong>le mie poche idee e sempre ben confuse</strong>. Uno degli ultimi arrivati certo. Visto che i blog sono in giro da almeno sei anni. Visto che ce ne sono in giro sessanta milioni, secondo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blog" rel="self">Technorati</a>. Nonostante gli accessi siano bassini. Nonostante i commenti di tanto in quanto languano. Nonostante costi fatica  farlo. Nonostante...<br /><br />Per&ograve; mi ci sono affezionato. Mio padre mi ha sempre suggerito di tenere un diario. Peraltro di recente mi ha donato una copia del suo tenuta negli anni della mia infanzia (grazie ancora <em>dad</em>, un regalo bellissimo!) Io non l'ho mai fatto. Forse perch&eacute; non ho mai afferrato l'idea che si potesse scrivere solo per se stessi (Forse perch&eacute; non calcolavo la possibilit&agrave;, un giorno, di donare il diario ad una persona cara, un figlio ad esempio). Ma il blog &eacute; diverso. E' un diario che gli altri possono leggere, e questo me lo ha reso pi&ugrave; comprensibile ed appetibile. E' uno strumento per persone un po' egocentriche, ce lo hanno <a href="" rel="self">detto</a>. Per persone che pensano di avere qualcosa di importante da dire, che pensano che
