Computer
inventori con le batterie scariche
03 10 07 | Ore: 09:32 | Categoria:
Il problema degli aggeggi elettronici -si sa- sono
sempre le batterie. Dove posso andare con due ore di
autonomia sul mio portatile? Vogliamo poi parlare
dell'auto elettrica, dell'auto ibrida, del segway e
di tutte quelle altre bellissime diavolerie che
semplificherebbero e migliorerebbero drammaticamente
la nostra vita non fosse altro per il fatto che
attualmente possono farlo solo per pochi giri/massimo
15 km/solo 2 ore di autonomia?
Dannata tecnologia dell'accumulazione energetica, vero collo di bottiglia della modernità. Dio stramaledica le duracell, le zinco carbone e pure le batterie al litio, che per quello che vorremmo fare noi, comunque non durano nulla.
Vediamo allora che diavolerie sono allo studio di questi tempi per risolvere/aggirare/ingannare l'annoso problema:
Pile di idrogeno. Eterna promessa della modernità, celebrata da Rifkin e sodali. Doveva essere la via ecologica all'energia infinta. Tante piccole celle dove l'idrogeno entra in contatto con l'ossigeno e nel processo di diventare acqua rilascia tanta bella energia pulita. Ma dove si è arenato il piano? Mah, sembra si siano accorti che per innescare le reazioni servano degli elementi rari e sostanzialmente in via di esaurimento sulla crosta terrestre. quindi per ora dite adieu all'idrogeno, almeno fino a quando non riusciamo ad aprire le miniere su marte.
Batterie ad aria compressa. E se proprio non dovessimo muovere le nostre macchine con l'idrogeno, che almeno si spostino grazie ad un po' di sana aria compressa. Oppure no? Sembra che anche questa idea per accumulare energia sia presto naufragata dalle parti della Tata
Batterie al metanolo. Eh già! Dopo che lo hanno fatto bere ai vostri padri mischiato al vino quando voi eravate piccoli, sembra che ora il metanolo finirà nelle batterie dei vostri cellulari. E cosi dovrete entrare dal tabaccaio per comperare non una, ma ben due ricariche. LA schedina magnetica per il credito e la bomboletta modello ricarica dello Zippo. Ad occhio e croce credo però che vi faranno qualche storia se vi arrischiate ad avvicinarvi a meno di 200 metri da un check-in dell'aeroporto. E fate attenzione a non macchiarvi i pantaloni con tutti quei liquidi quando provate a ricaricarvi il vostro portatile negli angusti seggiolini dell'Eurostar.
Batterie Betavoltaiche. Quei mattacchioni dell'aviazione americana hanno avuto un idea geniale: una batteria che può alimentare il vostro notebook per i prossimi 30 anni. E come si fa? Molto semplice, metti nella batteria un po' di combustibile nucleare, qualche radioisotopo, tra l'hardisk ed il DVD e metti una piccola rete che raccoglie gli elettroni in decadimento: energia assicurata fino alla nascita dei tuoi pronipoti ai quali potrai finalmente passare quell'anticaglia che nel frattempo è diventato il tuo portatile. Gli ingegneri assicurano che la batteria non produce emissioni radioattive e per di più non scalda! Tra i vantaggi sembra che ti permetta di farti da solo delle lastre radiografiche ponendoti in piedi tra lo schermo e lo specchio del bagno.
Batterie termali. Che cosa farne di tutto quel calore che emette il fondo del portatile e che fa sempre girare vorticosamente quelle ventole maledette? Geniale -devono aver pensato quelli della Eneco- trasformiamolo in energia. Cosi, scrivono quelli di MacNN, potremmo un giorno non avere più bisogno delle batterie nei portatili. Già geniale... trasformare calore in energia. ma forse sarebbe meglio dire ritrasformare, dal momento che quel calore, prima di essere un effetto collaterale della produzione di potenza di calcolo, era alimentato a sua volta dall'energia della batteria. Dunque energia che diventa calore, che ridiventa energia. E se mi ricordo ancora qualcosa di termodinamica, mi sembra che il processo non possa andare avanti a lungo senza esaurirsi... Ma tant'è... comperatevi un plaid da viaggio perchè in futuro non potrete più contare sul tepore accogliente del vostro portatile per riscaldare le vostre lunghe e fredde trasferte in treno.
Dannata tecnologia dell'accumulazione energetica, vero collo di bottiglia della modernità. Dio stramaledica le duracell, le zinco carbone e pure le batterie al litio, che per quello che vorremmo fare noi, comunque non durano nulla.
Vediamo allora che diavolerie sono allo studio di questi tempi per risolvere/aggirare/ingannare l'annoso problema:
Pile di idrogeno. Eterna promessa della modernità, celebrata da Rifkin e sodali. Doveva essere la via ecologica all'energia infinta. Tante piccole celle dove l'idrogeno entra in contatto con l'ossigeno e nel processo di diventare acqua rilascia tanta bella energia pulita. Ma dove si è arenato il piano? Mah, sembra si siano accorti che per innescare le reazioni servano degli elementi rari e sostanzialmente in via di esaurimento sulla crosta terrestre. quindi per ora dite adieu all'idrogeno, almeno fino a quando non riusciamo ad aprire le miniere su marte.
Batterie ad aria compressa. E se proprio non dovessimo muovere le nostre macchine con l'idrogeno, che almeno si spostino grazie ad un po' di sana aria compressa. Oppure no? Sembra che anche questa idea per accumulare energia sia presto naufragata dalle parti della Tata
Batterie al metanolo. Eh già! Dopo che lo hanno fatto bere ai vostri padri mischiato al vino quando voi eravate piccoli, sembra che ora il metanolo finirà nelle batterie dei vostri cellulari. E cosi dovrete entrare dal tabaccaio per comperare non una, ma ben due ricariche. LA schedina magnetica per il credito e la bomboletta modello ricarica dello Zippo. Ad occhio e croce credo però che vi faranno qualche storia se vi arrischiate ad avvicinarvi a meno di 200 metri da un check-in dell'aeroporto. E fate attenzione a non macchiarvi i pantaloni con tutti quei liquidi quando provate a ricaricarvi il vostro portatile negli angusti seggiolini dell'Eurostar.
Batterie Betavoltaiche. Quei mattacchioni dell'aviazione americana hanno avuto un idea geniale: una batteria che può alimentare il vostro notebook per i prossimi 30 anni. E come si fa? Molto semplice, metti nella batteria un po' di combustibile nucleare, qualche radioisotopo, tra l'hardisk ed il DVD e metti una piccola rete che raccoglie gli elettroni in decadimento: energia assicurata fino alla nascita dei tuoi pronipoti ai quali potrai finalmente passare quell'anticaglia che nel frattempo è diventato il tuo portatile. Gli ingegneri assicurano che la batteria non produce emissioni radioattive e per di più non scalda! Tra i vantaggi sembra che ti permetta di farti da solo delle lastre radiografiche ponendoti in piedi tra lo schermo e lo specchio del bagno.
Batterie termali. Che cosa farne di tutto quel calore che emette il fondo del portatile e che fa sempre girare vorticosamente quelle ventole maledette? Geniale -devono aver pensato quelli della Eneco- trasformiamolo in energia. Cosi, scrivono quelli di MacNN, potremmo un giorno non avere più bisogno delle batterie nei portatili. Già geniale... trasformare calore in energia. ma forse sarebbe meglio dire ritrasformare, dal momento che quel calore, prima di essere un effetto collaterale della produzione di potenza di calcolo, era alimentato a sua volta dall'energia della batteria. Dunque energia che diventa calore, che ridiventa energia. E se mi ricordo ancora qualcosa di termodinamica, mi sembra che il processo non possa andare avanti a lungo senza esaurirsi... Ma tant'è... comperatevi un plaid da viaggio perchè in futuro non potrete più contare sul tepore accogliente del vostro portatile per riscaldare le vostre lunghe e fredde trasferte in treno.
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