Qui,qui e qui
gemelli salvatori della patria
Ma insomma, chi l'ha
detto che solo i polacchi possono avere due gemelli
a salvare la loro patria?
Anche noi ne abbiamo due (impressionante la
somiglianza, non trovate?) che, a scorrere i giornali
in questi giorni, stanno prendendo questo paese per
mano e lo stanno portando verso il sol dell'avvenire.
E se forse non sarà il luminoso sol dell'avvnire, che
almeno sia l'illuminato centro di una nostra città. E
ci si vada magari a bordo di una 500. O in Metro B1.
capata alla coppa
Cosi, giusto per chiarire le idee a chi ancora
pensava che la Banca Mondiale fosse un
organizzazione internazionale e che l'elezione del
presidente la facesser i soci membri (seppur in
proporzione alle quote)
Micro&Mojito
Ma che ci fa Don Franco con un libro di Microeconomia in mano? e mia madre con un boccale di mojito? C'é n'é di più qui...
storia buttata in merda
La Moric si separa da Corona: Adesso che lui non c'è, ho trovato la forza di decidere.
Bella forza. Complimenti. Che eleganza! Non che il personaggio meritasse altri trattamenti, ma si sa, un po' di classe non avrebbe stonato nemmeno in mezzo alla merda. E qui di questo parliamo. A memoria, la vicenda fa il paro con quella di Lapo e Stella: lui che si costruisce la propria fine di merda, lei che lo lascia senza la minima ombra di eleganza a mezzo comunicato stampa.
E poi dicono che saranno i DICO a mandare in crisi le coppie italiane....
White is b(l)ack
HilLario non si
candida
Si sta tutto risolvendo a tavola, nella cena delle scuse di Macherio. Per il bene della famiglia, dei figli, e della cara vecchia usanza di casa nostra di lavare i panni sporchi in casa (dopo averli candeggiati sui quotidiani di oggi).
Uffa però, che occasione sprecata. Quasi avevamo intravisto la nostra Hillary oggi. La nostra Veronica
Hi hi h-iphone
Steve Jobs, della Apple dice che é una rivoluzione (e ci mancherebbe non lo dicesse) anzi tre. Con lui sono tutti i maczeloti e molti analisti finanziari.
Steve Ballmer, della Microsoft dice che é una sòla (e ci mancherebbe non lo dicesse). Suzukimaruti é d'accordo con Ballmer.
Noi non si sa che dire. Certo se promette di fare tutte le cose del video qui sotto, lo comperiamo....
Coazione a riperdere
Ed io li a pensare al benzinaio che aveva sicuramente infilato la mano in macchina in un momento di mia distrazione. Ed oggi. Il bel figuro si é sospeso nell'intercapedine tra due vestiti appesi, dopo che aveva deciso di sfilarsi dai pantaloni ripiegati come mamma insegna ed appesi al porta abiti. E giù io a pensare a chi mi stava seduto accanto ieri in treno, a quanto sono incauto ogni volta che mi alzo dal posto senza portarmi appresso tutte le armi e tutti i bagagli. Credo di dovere delle scuse all'umanità. La incolpo almeno due volte a settimana di crimini che sistematicamente non ha commesso.
Eppure non ce la faccio a correggere. E davvero ne ho provate diverse. Il portafoglio più grande, con tanto di portamonete, così ne avverto il peso e l'ingombro. Il portafoglio più piccolo, un portacarte minimalista, così non ho la necessità di sfilarlo dalla tasca in continuazione in cerca di un po' di ristoro e conforto. Riporlo nello zaino? nel cappotto? nei pantaloni? nella borsa di lucia? nella borsa mia? nella giacca sportiva? nella giacca dell'abito? Niente da fare, sono indifferente ad ognuno di questi luoghi nel senso che lo ripongo puntualmente ed indifferentemente in ciascuno di essi. Salvo poi ricordare la locazione solo al costo di faticosi sforzi mnemonici degni di una seduta di psicoanalisi (dove eri in quel momento? di che cosa avevi bisogno? riesci a raffigurarti l'ultima azione? che cosa stavi facendo? che cosa stavi pensando? hai mai pensato in seguito che ti potesse servire?).
Peralto l'angoscia che assale al momento in cui si nota l'assenza sospetta dell'oggetto squadrato e rigonfio non funziona da viatico al prestare più attenzione a dove lo si ripone. Perchè non funziona? Non certo perché non si sia indifferenti alla ricchezza in esso contenuta. Al contrario, non solo l'angoscia non funziona da antidoto, ma forse si incespica in una specie di coazione a ripetere: oddio adesso cosa faccio; quanti ipod si compereranno con la mia carta di credito? quali crimini commetteranno con la mia identità rubata? come si spenderanno i miei punti della GS? su quale linea della metro viaggeranno con il mio carnet di biglietti? Che pesante l'angoscia dello smarrimento; che gioia il ritrovamento;
che altisonante la promessa fatta a se stesso di prestarvi più attenzione per il futuro. Ed invece si ricomincia da capo. Almeno due volte alla settimana.
Che fare? In passato ho spesso seriamente pensato di adottare quell'accessorio punk che lega saldamente l'angolo del suddetto alla cinghia rinforzata dei pantaloni attraverso una metallica catena che penzola a lato. A prova di scippo violento altrui e di colpevole sbadataggine mia. Sembra che il metodo abbia dei limiti estetici, ma sia alquanto efficace. Ma la tecnologia forse ci verrà in aiuto con una versione più moderna della catena punk. Sarebbe fantastico avere un portafoglio satellitare. Un wallet GPS se vi suona meglio. Non ritrovi più il portacarte? Niente paura; dal telefonino lo rintracci sulla mappa di casa. Di più, si potrebbe settare l'allarme in modo tale che se esso si allontana per più di due metri dal cellulare (o dal chip impiantanto nell'orologio, nell'orecchino, nel dente 'oro), questo comincia a suonare. Che ne dite? Io non vedo altre soluzioni e fino al rilascio in commercio della neo-punk GPS virtual chain (cosi penso dovrebbe chiamarsi il prototipo) sarò inesorabilmente condannato a rivivere l'angoscia ed accusare l'umanità almeno due volte alla settimana.
La matematica secondo Repubblica /3
99 studenti su
100, praticamente il 90% del totale.... Ora,
se un bravo giornalista, per spiegarci che per ogni
79856468 Caio, ci fossero ben 74266515 Sempronio, ci
avesse voluto facilitare la lettura dicendoci che il
secondo numero é all'incirca il 90% del primo numero,
avremmo sommessamente ringraziato il giornalista per
la cortesia di evitarci il calcolo tedioso. Ma il
simbolo "%" vuole proprio dire ancora "per cento". E
novantanove studenti su cento, fanno ancora 99
studenti su 100. Ma tant'é.
A parte il simpatico svarione, l'articolo merita la
lettura per capire il degrado di certe sacche della
nostra università la cui soluzione, si ritiene da
queste parti, potrebbe essere ottenuta semplicemente
con
l'abolizione del valore legale del titolo di
studio.
In chiusura mi sorge un dubbio, che il giornalista di
repubblica sia uno dei primi neo-dottori della
rinnomata Università telematica "Guglielmo Marconi"
oppure magari della prestigiosa Lum "J. Monnet" di
Casamassima in Puglia citati dall'articolo...
Il derby del cuore...
E sin qui tutto bene! Complimenti a Siena. Peraltro,
per i due anni in cui ci si é vissuti anche noi, da
queste parti possiamo confermare le ottime cose della
città di cui ci siamo perdutamente invaghiti e
romanticamente innamorati. Ci incuriosisce invece il
seguente passaggio:
Ottima la prestazione della Toscana, che è la
regione più rappresentata ai vertici, con anche
Firenze e Grosseto rispettivamente ottava e decima.
Premiata decisamente anche la regione del Trentino
Alto-Adige (che fa l'en plein con Bolzano terza e
Trento quarta).
Ora, da trentini (emigrati) impettiti ed
un po' puntigliosi, ci sembra di ricordare che la
regione Trentino Alto-Adige conti due province mentre
la regione Toscana ne conti dieci. Diciamo quindi che il 100%
del Trentino é rappresentato nelle prime dieci
posizioni mentre solo il 30% delle province
toscane lo sia. Vogliamo calcolare la posizione
regionale pesando per il numero di province e per
le posizioni in classifica? Dobbiamo aspettare la
classifica completa per farlo ma ad occhio e croce
non c'é partita.
Scusateci per la precisazione antipatica, ma
quanno ce vo' ce vo' . Ok lo so, questo é
romano. In trentino dovrebbe suonare: quando ghe
se la vol, ghe se la vol!. In senese? questo ci
viene più difficile. Proviamo cosi: Sicché 'ulla
vedràiii, se lla ci si bisogna, lla ci si bisogna. E
però noi si ha il Palio vedraaaaiiiii
...
Contro la crisi dell'azienda
Abbronzatura naturale
FantasiosaPolitica
Convergenza fisso-mobile
- C'é chi si allea per offrire un pacchetto completo fisso-mobile-internet.
- C'é chi offre un collegamento internet per il computer fisso, via linea mobile UMTS.
- C'é chi vende un telefono, che funziona sia con il numero di casa che con il modem ADSL per le telefonate VOIP.
Telefoni fissi. Cellulari. Computer ed internet. Quattro settori in subbuglio destinati inesorabilmente a diventarne uno solo.
Già... giusto... la convergenza fisso-mobile non interessa più a nessuno...
Effetto speciale
Tacsisti su marte
Si giusto. Nemmeno ai tempi del fascismo. Che quelli degli anni trenta erano dei porci liberali. Dei plutocrati imbevuti di libero mercato. Che se la prendevano con la brava gente, con il popolo! Che ce l'avevano a morte con le eterne corporazioni. Che contro queste sante istituzioni malignavano con il loro sguardo arcigno ed occhialuto sotto la bombetta inglese. Nemmeno ai tempi del fascismo...
Think different
La matematica dell'opinione vaga o la vaga opinione della matematica?

E se Rossi si divertisse di piú in Ferrari?
Comunque due rosse italiane davanti a tutti. In Cina come in Giappone. Questo si, da una certa soddisfazione...
A Yale girano certi asini
Grazie a Max Vatiero per la segnalazione.
Date a Romano il teatro romano
Ma non doveva regalare Villa Certosa allo stato, visti tutti i lavori ivi fatti a spese dei contribuenti? (per chi non lo ricordasse, cercate "Villa Certosa" sul Mondo del 16 dicembre 2005)
Forza Romano, reclama quello che ti é dovuto, che forse quest'anno ti fai una bella vacanza pappona! Che poi la bandana si addice di piú ad un ciclista come te...
Pace fatta, fritta e servita
Come se delle semplici divergenze di politica estera sull'opportunitá di fare o meno una guerra di 4+ anni, come se delle discrasie sul proprio ruolo e soprattutto sui propri affari nel mondo, potessero davvero causare una rottura di questa portata. E pensare che la Francia donó quella statua che per molti é il simbolo stesso dell'america e della libertá all'allora giovane democrazia. E due secoli piú tardi quella stessa democrazia storpiava il simbolo stesso della Francia: le patatine fritte con quella stessa parola: libertá.
Ma oggi il tempo dimostra di essere galantuomo, e complice qualche comune interesse in medio oriente, si chiude una oscura pagina di irriguardoso oltraggio verso i simboli cari ai vecchi amici. Da oggi, le patatine nelle mense del congresso americano, tornano ad essere le buone vecchie french fries.
Vive la France! God save America!
La fortuna aiuta
corrompe gli audaci
Delle due l'una: o abbiamo esportato con successo il metodo Moggi oppure piú semplicemente This is soccer; e questa volta abbiamo avuto un grande botta di culo, quasi a riparazione della partita infausta contro la Corea di quattro anni fa. Allora vorrei sentire qualcuno ritirare le accuse di corruzione e nefandezze varie a Moreno e Guus Hiddink.
Bella giornata comunque. in stile Italietta decadente, festeggiamo in ugual misura la vittoria per il rotto della cuffia contro l'Australia, e la vittoria piú netta contro gli sfasciacostituzione della Baita di Lorenzago.
Sant'Antonio, dopo la grazia, le catene....
A sto punto feme un piaser: mandime foto porno, film porno, barzelete e putanade varie ma BASTA CO STE CADENE! Che n'altro po' e verzo na feramenta e taco a vendarle. Con la speranza che sta meil no la riva in luisiana a una che le' drio farse i cassi soi...
chi USA il pallone...

Oggi il New York Times apre con i mondiali in prima
pagina. Un evento per un paese che ad Italia 90 aveva
mandato un team di studenti universitari. Per altro é
stato un risveglio al soccer pesante! La sconfitta
con la Repubblica Ceca é stata vissuta con grande
umiliazione. Qui si credevano di avere un team
formidabile, e le hanno prese da quello che loro
considerano un paesello sdraiato da qualche parte tra
l'Oceano Atlantico e gli Urali. Ed invece sdraiati
(lay flat) ci sono finito loro grazie a Nedved e
compagni. Qui un
articolo
formidabile che rimette a posto e ambizioni
Americane.
Per qualche alchimia politichese della FIFA, il team
Italia figura tredicesimo nel
ranking delle
nazionali,
mentre gli USA -udite udite- sono quinti. Ora,
dopo i due match di ieri, nessuno prende sul serio
questo indice. E si
cagano
tutti sotto!!!
Sará divertentissimo vedere il prossimo match con gli
Italo-americani!
Nuovi approcci alla Dispute resolution
Mi prendo la libertá di offire alcuni suggerimenti al giudice per future sentenze con metodi di risoluzione delle dispute ancora piú inconvenzionali ed adatti alla stagione:
-Per l'autunno. Il clima che rinfresca consiglia un ambiente indoor. Direi quindi un salotto con caminetto, ed un tavolo verde dove le parti possono giocarsela a poker.
- Per l'inverno. Un ring di pugilato, possbilmente a Las Vegas. Vince la parte che mette ko l'avversario.
-Per la primavera. Un campo aperto, possibilmente ventoso. I contendenti devono essere vestiti alla romantica e sfidarsi con il fioretto.
- Per l'estate. Una strada polverosa su cui si affacciano almeno un paio di saloon. I partecipanti indossano un sombrero ed hanno a disposizione due colt.
Vinca il migliore, pazza America...
Moggi in difesa, Ferrara all'attacco
Ed anche questa volta si lancia in questa impobabie difesa di Moggi che scricchiola in molti punti ma mi ispira un non so che di ammirazione, in questo frangente, vista la scomoda posizione. Non che su alcuni punti non abbia ragione, come quando invoca la presunzione di innocenza anche per Moggi, anche sotto il peso dell'evidenze circolate in questi giorni nella carta stampata.
Ma insomma; al di la delle vicende giudiziarie, di cui si occuperá la magistratura ed al di la del linciaggio mediatico da cui spero (ma non ci confido molto) si vorranno trattenere le trasmissioni televisive, mi é inevitabile andare indietro ad una frase di Michele Serra di qualche anno fa: ci sono due modi per realizzare che sei invecchiato: uno é scoprire che le cose che scandalizzano gli altri non ti scandalizzano piú, l'altro é realizzare che le cose che scandalizzano te non scandalizzano piú gli altri. In che modo sta invecchiando Ferrara?
Anche il plagio...
L'esilarante e sconcertante vicenda del libro -siamo negli anni ottanta- della cui prefazione Berlusconi si vanta di essere autore anche nella sua "storia italiana", è uscita su Repubblica il 23 Marzo. Sembra che quella prefazione e tutta la traduzione sia stata una palese scopiazzatura da un lavoro contemporaneo del professor Luigi Firpo, un anziano docente torinese morto alla fine degli anni di quel decennio. Vi lascio leggere l'articolo di Travaglio per i dettagli. Ora Marco Travaglio sembra divertito; in effetti con tutte le bassezze a cui ci ha abituato il cavaliere, questa sembra talmente innocua da meritare solo un sorriso. Come non pensare ai racconti giovanili del caimano, quando guadagnava vendendo i compiti ai compagni di classe (senza dimenticare i primi approcci con playboy). Se si poteva imbrogliare la maestra da ragazzi, perchè non rubare il lavoro al professore da adulti?
Diciamo che vogliamo solo riderne di questa storia. Anche se in altri contesti la gente (giustamente) ci rimette il posto e viene marchiata a vita per avere rubato il lavoro altrui. Diciamo che è divertente, in attesa di potersi divertire con qualcosa di meno squallido. Coraggio che la primavera comincia il 10 Aprile.
Ma che cosa scriveva Berlusconi?
Ancora su Nick Baumann
I have the last word Mr Baumann (You can still post a comment if you wish
To the Editor:
On March 2nd, Nick Bauman addressed the reactions of some readers to his columns from Turin. I would be glad to be given the chance to reply. I have three considerations to make. First, Is Nick Bauman a racist? Let me say that racism is a serious thing, too serious even for Bauman’s pieces. Baumann’s old stereotypes were just an insult to readers’ intelligence, not to Italian souls. The problem with his columns wasn’t that they were offensive, just that they weren’t funny. Second, was his correspondence a good deal for the News? I am the kind of person who eagerly seeks provocative thinking, even the most controversial ones; I love to be challenged by sharp ironies, whereas I feel some discomfort with stupid outdated jokes. I would have preferred to see the Danish cartoons instead of Baumann’s “lessons”. I think that they would have better served the goals of the News. Last, let me conclude with a very humble suggestion for Mr Baumann, drawn from my modest experience as a writer for a newsletter. We know some days a reporter must write even if he doesn’t have anything to say. I have personally learned that some of those days, keeping silent is the best measure of one’s own writing skills.
ancora su Mr Baumann
stereotipi e luoghi comuni sugli italiani
one more lesson for Nick Baumann
Dear Sir
as an italian who speaks "broken english", drive an "hilariously tiny car", does not use mobiles, nor internet, nor public transportation, because they just don't work and walk around with all my scholarship in cash, 'cause banks are a new innovation we still need to import from the US (but of course i am nice too, i mean, really nice), i was delighted and entertained by the report of your correspondent in Torino (Turin, I apologize). So amused that I am thinking about volunteering to follow the next winter olympics for the YDNs. I am sure i could do a great job. Let us suppose for instance, that they would take place here in the US. I could write up a long story about fat americans swallowing junk food all the day long, driving ridiculously big, ugly and inefficient cars (also because there is hardly any public transportation that deserves this name), speaking no other language except a wired and funny declination of english called american, and jump around to find viable coverage for their cellphones, pardon mobiles. Of course they too are all very nice. I believe this would be a win-win scenario for your paper. i could very easily write the story for the YDN (the length is not an issue since i could enrich the "list of lessons" upon request) without even moving from my couch saving YDN the cost of my journey to the olympics venue. don't you think?
Academic stuff













