Ordini professionali alla fabbrica del programma
21 03 06 | Ore: 02:36 | Categoria: Politica
Qualche tempo fa avevo commentato in un post (primi sguardi al
programma dell'Unione) il passaggio del
programma riguardante le professioni. In effetti
le parole, anche se incoraggianti, non erano
particolarmente coraggiose, specialmente per
quanto riguarda l'ordine delle professioni
legali. Mentre altri lanciavano strali ed
invettive contro ttutto e tutti ( anche alla
confidustria comunista dovevamo arrivare), ieri
a Bologna, alla fabbrica del programma, Prodi ha
incontrato i rappresentati degli ordini
professionali. Prodi non si è certo pronunciato
per l'abolizione delle professioni. Però ha
chiarito che bisognerà arrivare ad una legge
delega che riordini tutto il settore, in cui
ordini e associazioni dovranno trovare lo
livello di dignità, con ordini riformati e nuove
professioni che vengono riconosciute con molta
apertura. Sulla concorrenza, assolutamente
necessaria nelle parole di Prodi, bisogna
trovare una forma di regolamentazione che tuteli
l'utente (ahi ahi, solitamente è proprio con la
tutela dell'utente che si giustificano le
peggiori nefandezze corporative). Attenzione
alle tariffe "che devono avere una flessibilità
che impedisca l'umiliazione del sistema ma che
garantisca anche la concorrenza". Il tirocinio?
Necessario ma le professioni dovrebbero
promuovere " stage e tirocini all'estero". E
sulla questione della retribuzione dei
praticanti "credo sia ora di dire basta ad una
società in cui bisogna aspettare i 40 anni per
essere retribuiti". Infine con i privilegi
vengono le responsabilità: se gli ordini
"vogliono l'autorità che devono avere, si devono
fare carico anche delle cose scomode, come, ad
esempio, l'esclusione dei professionisti che non
esercitano la professione da anni e anni."
Certo, non è una rivoluzione tatcheriana di uno
dei settori che più contribuiscono a rallentare
lo sviluppo del paese, ma sono parole
promettenti soprattuto rispetto a quanto (non)
fatto fino ad oggi! Per ora posso solo sperare
che si tramutino presto in realtà anche se il
governo si dovrà confrontare con un parlamento
che nonostante la frattura ideologica tra CdL e
Unione, ho il sospetto che non faticherà a
trovare "convergenze" in nome della comune
appartenenza della stragrande maggioranza dei
suoi componenti ad uno o l'altro degli ordini
(specialmente avvocati). Il resoconto della
giornata è qui.
Un commento di Alberto Musy, per lavoce.info, che prende posizioni simili a quelle di Prodi, si può trovare qui
Un commento di Alberto Musy, per lavoce.info, che prende posizioni simili a quelle di Prodi, si può trovare qui

