Chi ha iniziato per primo?
26 07 06 | Ore: 18:01 | Categoria: Law &
Economics
É colpa sua. Ha iniziato lui. Mi ha provocato per
primo. Quante volte utiliziamo un argomento come
questo per giustificare attacchi e reazioni
scomposte. Il presupposto che giustifica un'azione da
ricercarsi in un'azione precedente. Come se fossero
solo le mosse precedenti a determinare la traiettoria
delle mosse successive. Come se noi si fosse delle
molle perfette. Azione e Reazione. Tit for tat. Ad ogni
azione corrisponde un azione uguale e contraria.
Uguale e contraria.
Succede giocando da bambini, succede tra colleghi sui posti di lavoro. Succede tra israeliani e palestinesi da quasi sessant'anni. Questa azione vendica la precedente. Che a sua volta vendica la precedente ancora, che a sua volta.... e via a ritroso. Uguale e Contraria.
Uguale e Contraria. Perché le scienze congitive ci insegnano che in fondo noi siamo degli animali reciprocatori. Che rispondiamo al bene con il bene, ed al male con il male. E che non solo la maggior parte della gente si comporta cosi perché si prova piacere nel vendicarsi, ma anche che la vendetta é un meccanismo sociale relativamente dal discreto successo.
Succede giocando da bambini, succede tra colleghi sui posti di lavoro. Succede tra israeliani e palestinesi da quasi sessant'anni. Questa azione vendica la precedente. Che a sua volta vendica la precedente ancora, che a sua volta.... e via a ritroso. Uguale e Contraria.
Uguale e Contraria. Perché le scienze congitive ci insegnano che in fondo noi siamo degli animali reciprocatori. Che rispondiamo al bene con il bene, ed al male con il male. E che non solo la maggior parte della gente si comporta cosi perché si prova piacere nel vendicarsi, ma anche che la vendetta é un meccanismo sociale relativamente dal discreto successo.
Uguale e Contraria. Eppure se fosse cosi, se fosse davvero uguale e contraria, non dovrebbe mai accadere. Se fosse contraria infatti, uno ci dovrebbe sempre pensare sopra prima di comettere un affronto, sapendo che andrebbe in contro ad una vendetta. Se fosse uguale d'altra parte, non dovrebbe mai degenerare fino alle spirali di violenza e vendetta che vediamo nei piccoli, cosi come nei grandi, fatti.
Un articolo del NYT di lunedi spiega l'arcano ricorrendo alle scienze comportamentali. In un esperimento i giocatori dovevano immedesimarsi in capi di stato che dovevano pronunciare una dichiarazione in reazione ad una dichiarazione del giocatore precedente. Alla fine dell'esperimento, quando veniva chiesto loro un commento circa una loro dichiarazione, essi ricordavano distintamente quale dichiarazione l'aveva preceduta e quindi provocata (e non ad esempio la reazione che era seguita). Se era la dichiarazione di un'altro che veniva sottoposta alla loro attenzione, essi si ricordavano nitidamente con quale dichiarazione avevano reagito loro in conseguenza (e non ad esempio quale era preceduta). C'é insomma una anomolia cognitiva per cui i partecipanti nell'esperimento ricordano meglio le cause delle loro azioni e le conseguenze delle azioni dei loro avversari.
Uguale e contraria. Se questa anomalia é persistente quindi, non necessariamente la reazione é sempre simmetricamente contraria giacché tendiamo a dimenticare le conseguenze delle nostre azioni e le cause che hanno portato alle azioni altrui.
In un altro esperimento invece, viene chiesto a delle coppie di volontari di utilizzare uno strumenTo meccanico attraverso il quale uno puó esercitare una pressione con il dito, pressione chel'altro percepisce tattilmente sul proprio dito. Dopo che il ricercatore applica la pressione inziale sul dito di uno dei due, a quest'ultimo é richiesto di esercitare la stessa pressione sul dito dell'altro volontario. A questo punto al secondo viene chiesto di restituire la stessa pressione al primo e cosi via. Il risultato é che ad ogni giro, la pressione aumenta del 40% nonostante i volontari ritengano di stare esercitando la stessa pressione subita. Una excalation di cui entrambi attribuiscono la responsabilitá all'altro. Un'altra anomalia cognitiva in quanto la propria reazione viene consistentemente sottostimata (o sovrastimata quella altrui).
Uguale e contraria. E tanto basta per mandare in crisi anche il primo aggettivo. Dal momento che la reazione é cognitivamente uguale, ma in realtá crescente.
Nei giochi da bambini, cosi come nella diplomazia internazionale abbiamo quindi una ragione in piú per tornare agli insegnamenti di Levinas e della sua etica dell'altro. Riconoscere l'inviolabilitá ed irriducibilitá dell'altro anche per compensare la nostra tendenza naturale a cadere nella spirale della legge del taglione.
Academic stuff

