cooperazione: acqua e rifiuti tecnologici
26 02 07 | Ore: 13:03 | Categoria: Consumo
Critico e Ambiente
Altri due pezzi scritti per cooperazione
di febbraio e marzo. Il primo riprende un mio
veccchio post
sulla campagna di Greenpeace per far impegnare
Apple a delle politiche più environmental
friendly. Il pezzo si occupa in generale del
crescente problema dei rifiuti elettronici, dei
problemi di smaltimento, riuso, riciciclo e
-auspicabilmente- diminuzione del consumo. Della
nuova direttiva Europea in materia e della
campagna di Greenpeace volta a sensibilizzare i
colossi dell'elettornica (non solo Apple quindi)
da cui il pezzo ha origine.
- Il secondo pezzo è invece sull'acqua e sulla campagna "Acqua Bene Comune" che raccoglie firme ed adesioni al fine di presentare un disegno di legge in parlamento per ri-pubblicizzare l'acqua e sottrarla dalle cattive mani dei privati. Il titolo che l'editor ha messo (L'acqua è un diritto, non una merce) tradisce un po' lo scetticismo di cui io avevo infarcito il pezzo. Questa cosa dell'acqua come diritto mi fa storcere il naso. Credo che non ci sia nulla di riduttivo nel guardare all'acqua come ad un bene e non ad un diritto. E' un bene essenziale, che ha problemi di scarsità, distribuzione, sostenibilità del consumo. Problemi che la scienza economica ci aiuta ad affrontare e risolvere senza dover scomodare diritti, costituzioni etc.
- Quella dell'acqua pubblica insomma, a me sembra
una battaglia di retroguardia e che non va al
nocciolo dei problemi di uso sostenibile della
risorsa acqua, problemi di cui soffriamo gravemente
ma che non risolviamo solo per il fatto di chiamare
una cosa "diritto" e di affidarla alle mani di
burocrati statali languidi e corrotti sottraendola
alle mani di avidi ed arcigni privati. Per motivi
di spazio (e forse di linea della rivista) le mie
critiche sono state rimosse almeno dal titolo. Ho
sempre il file word per chi fosse interessato

- Si sa, a questa legge ci tiene soprattutto la sinistra radicale. Ne avessimo l'onere, per amore di coalizione noi la voteremmo nonostante la riteniamo una legge che nella migliore delle ipotesi è innoqua e nella peggiore inopportuna. Bisognerebbe dirlo forte però, ogni vota che passano misure -e finora sono state la maggior parte- che hanno un taglio decisamente accomodante con le richieste della sinistra irresponsabile.
- Dirlo forte e farlo pesare (senza le sceneggiate Mastelliane e/o Rifondarole) perchè il paradosso, ora che Prodi è di nuovo in sella, è che nella corsa continua a stare più a sinistra di tutti, passi l'idea che, sul piatto della contrattazione, questo tipo di misure siano da ascrivere a quelle volute dall'ala riformista della maggioranza.



