cooperazione: acqua e rifiuti tecnologici

200702_P17-18_AllaRicerca
Altri due pezzi scritti per cooperazione di febbraio e marzo. Il primo riprende un mio veccchio post sulla campagna di Greenpeace per far impegnare Apple a delle politiche più environmental friendly. Il pezzo si occupa in generale del crescente problema dei rifiuti elettronici, dei problemi di smaltimento, riuso, riciciclo e -auspicabilmente- diminuzione del consumo. Della nuova direttiva Europea in materia e della campagna di Greenpeace volta a sensibilizzare i colossi dell'elettornica (non solo Apple quindi) da cui il pezzo ha origine.


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  • Il secondo pezzo è invece sull'acqua e sulla campagna "Acqua Bene Comune" che raccoglie firme ed adesioni al fine di presentare un disegno di legge in parlamento per ri-pubblicizzare l'acqua e sottrarla dalle cattive mani dei privati. Il titolo che l'editor ha messo (L'acqua è un diritto, non una merce) tradisce un po' lo scetticismo di cui io avevo infarcito il pezzo. Questa cosa dell'acqua come diritto mi fa storcere il naso. Credo che non ci sia nulla di riduttivo nel guardare all'acqua come ad un bene e non ad un diritto. E' un bene essenziale, che ha problemi di scarsità, distribuzione, sostenibilità del consumo. Problemi che la scienza economica ci aiuta ad affrontare e risolvere senza dover scomodare diritti, costituzioni etc.
  • Quella dell'acqua pubblica insomma, a me sembra una battaglia di retroguardia e che non va al nocciolo dei problemi di uso sostenibile della risorsa acqua, problemi di cui soffriamo gravemente ma che non risolviamo solo per il fatto di chiamare una cosa "diritto" e di affidarla alle mani di burocrati statali languidi e corrotti sottraendola alle mani di avidi ed arcigni privati. Per motivi di spazio (e forse di linea della rivista) le mie critiche sono state rimosse almeno dal titolo. Ho sempre il file word per chi fosse interessato Winking
  • Si sa, a questa legge ci tiene soprattutto la sinistra radicale. Ne avessimo l'onere, per amore di coalizione noi la voteremmo nonostante la riteniamo una legge che nella migliore delle ipotesi è innoqua e nella peggiore inopportuna. Bisognerebbe dirlo forte però, ogni vota che passano misure -e finora sono state la maggior parte- che hanno un taglio decisamente accomodante con le richieste della sinistra irresponsabile.
  • Dirlo forte e farlo pesare (senza le sceneggiate Mastelliane e/o Rifondarole) perchè il paradosso, ora che Prodi è di nuovo in sella, è che nella corsa continua a stare più a sinistra di tutti, passi l'idea che, sul piatto della contrattazione, questo tipo di misure siano da ascrivere a quelle volute dall'ala riformista della maggioranza.