Un paese degno di Delfino Borroni
27 10 08 | Ore: 09:05 | Categoria: Personale
E’ morto Delfino Borroni. Chi era? In
fondo solo un vecchio: l’ultimo italiano
sopravvissuto alla grande guerra. Quella -per
dire quanto sono lontani i tempi- che il padre
di mio nonno combatté contro l’Italia tra
i Kaiserjager, e per la quale finì
disperso sull’Isonzo nel 1917, lasciando a
casa una moglie giovane e tanti figli affamati.
Ecco, a me piacerebbe vivere in un paese dove,
in una giornata come questa, ci si fermasse
tutti insieme per un momento a pensare, opppure
ognuno per proprio conto, non importa. Ci si
fermasse a rendere omaggio a chi da giovane fu
scaraventato a difendere uno stato del quale noi
oggi non finiamo mai di lamentarci ma del quale
non potremo fare a meno. Si visitasse un museo
per far capire ai bambini i pozzi di orrore che
può scavare l’umanità. Si entrasse in un
luogo raccolto e si sussurrasse una preghiera di
compassione per coloro che non ci sono più, e
tra loro, Delfino Borroni. Ci si scaricasse
Uomini contro o la grande guerra. Si infilassero gli
scarponi e ci si facesse due passi lungo i
sentieri che ancora serbano i ricordi di quella
tragedia. Che poi, in questi giorni
d’autunno devono essere di una bellezza
struggente. E poi si ritornasse a casa ed alle
cose della vita; che in fondo non è successo
nulla, perchè non è morta nessuna persona
importante. Si è solo spenta la vita di un
nostro concittadino che, forse suo malgrado, ha
servito anche la nostra causa. L’ultimo di
coloro che lo fecero.
Ecco vorrei un paese così. Che porta il rispetto ad un vecchio di 110 anni; che si commuove per una tragedia lontana; che indugia anche un poco nella retorica per ricordare una storia collettiva; che è oggi un pezzo importante della nostra memoria condivisa. Vorrei poi che tutto questo succedesse senza che vi fosse una legge che istituisca i cinque minuti della memoria, o perchè Delfino Borroni ci può tornare utile per la polemica politica di questo pomeriggio.
Ecco vorrei un paese così. Che porta il rispetto ad un vecchio di 110 anni; che si commuove per una tragedia lontana; che indugia anche un poco nella retorica per ricordare una storia collettiva; che è oggi un pezzo importante della nostra memoria condivisa. Vorrei poi che tutto questo succedesse senza che vi fosse una legge che istituisca i cinque minuti della memoria, o perchè Delfino Borroni ci può tornare utile per la polemica politica di questo pomeriggio.

