Contro i perpetui, perché non sia una rivolta effimera..
26 04 06 | Ore: 18:08 | Categoria: Politica
́É una miscela potenzialmente esplosiva che
ribolle nella pancia del paese da qualche anno. Da
una parte ci sono gli ingredienti effimeri, instabili
ed aleatori. Precari, per usare una
parola totem dei tempi che corrono. Questi
ingredienti sono cose come il precariato dilagante
tra le giovani generazioni. I salari compressi verso
il basso. L'assenza di percorsi di crescita
lavorativa. I ragazzi che stanno a casa fino a 40
anni, perché eterni adolescenti o perché meno
prosaicamente non si possono permettere di affittare
una stanza.
Dall'altra parte ci sono le componenti della miscela piú imperiture, inossidabili, inammovibili. Perpetue, per usare una parola coniata da Ivan Scalfarotto (40). I perpetui sono i soliti, eternamente noti. Baudo (70) , Carrá (63) e Buongiorno (82) in TV. Andreotti (87) alla presidenza del Senato (é fantastico che abbia detto di Marini (73) "lui puó aspettare"). Volo veloce sul nome di Berlusconi (70) perché ancora mi illudo che non parleremo piú di lui tra qualche settimana. Ma anche personaggi a cui vogliamo bene come Prodi (67) e Ciampi (86).
Ma perpetue sono anche le idee che circolano in questo paese. Abbiamo appena concluso una campagna elettorale in cui ci siamo confrontati sul comunismo (ed i suoi crimini di decine di anni fa) e sul concetto di famiglia cristiana (almeno quello che ci propongono gli ottantenni Ratzinger (79) e Ruini (75)).
Siamo insomma una gerontocrazia, dove le idee che dominano il dibattito sono vecchie di almeno tre generazioni. Siamo un paese che dietro alla spaccatura verticale tra destra e sinistra che ci hanno venduto in queste settimane post elettorali, é invece diviso orizontalmente tra una vecchia classe dirigente che non ha intenzione di togliere il disturbo ed un paio di generazioni di venti trenta e quarantenni frustrati dall'impossibilitá di emergere se non solo invecchiando.
Ma come possiamo parlare di cresita per questo paese se l'unico merito riconosciuto é quello di essere vecchi abbastanza?
Io ho la sensazione ed anche la speranza che questo problema stia emergendo finalmente, anche se in maniera drammatica. É un'insofferenza che aleggia nell'aria da qualche anno, ma ora qualcuno sembra tirarla fuori. E naturalmente sta venendo fuori in maniera conflittuale, ma questo é inevitabile dato il fatto che il problema non é stato solo ignorato, ma spesso deriso in questi anni. Ci sará uno scontro generazionale? No, se presto, in molti capiranno che é ora di farsi da parte. Se questo non accadrá, io sapró da che parte stare.
Intanto vi segnalo un po' di risorse:
- Contro i Perpetui, il libro di Scalfrotto.
- 70 in 2. programma radiofonico con Luca Capezzone. Potete anche sottoscrivere il podcast.
il 6 Maggio ci sará a Roma una piccola riunione di gente che si vuole mobilitare su questo tema. peccato non esserci.
Altri blog che ne parlano... Ovviamente Scalfarotto con questo articolo per il settimanale Donna. Poi Mario Adolfi, Stefano Massa, Pasquale Annicchino,
Dall'altra parte ci sono le componenti della miscela piú imperiture, inossidabili, inammovibili. Perpetue, per usare una parola coniata da Ivan Scalfarotto (40). I perpetui sono i soliti, eternamente noti. Baudo (70) , Carrá (63) e Buongiorno (82) in TV. Andreotti (87) alla presidenza del Senato (é fantastico che abbia detto di Marini (73) "lui puó aspettare"). Volo veloce sul nome di Berlusconi (70) perché ancora mi illudo che non parleremo piú di lui tra qualche settimana. Ma anche personaggi a cui vogliamo bene come Prodi (67) e Ciampi (86).
Ma perpetue sono anche le idee che circolano in questo paese. Abbiamo appena concluso una campagna elettorale in cui ci siamo confrontati sul comunismo (ed i suoi crimini di decine di anni fa) e sul concetto di famiglia cristiana (almeno quello che ci propongono gli ottantenni Ratzinger (79) e Ruini (75)).
Siamo insomma una gerontocrazia, dove le idee che dominano il dibattito sono vecchie di almeno tre generazioni. Siamo un paese che dietro alla spaccatura verticale tra destra e sinistra che ci hanno venduto in queste settimane post elettorali, é invece diviso orizontalmente tra una vecchia classe dirigente che non ha intenzione di togliere il disturbo ed un paio di generazioni di venti trenta e quarantenni frustrati dall'impossibilitá di emergere se non solo invecchiando.
Ma come possiamo parlare di cresita per questo paese se l'unico merito riconosciuto é quello di essere vecchi abbastanza?
Io ho la sensazione ed anche la speranza che questo problema stia emergendo finalmente, anche se in maniera drammatica. É un'insofferenza che aleggia nell'aria da qualche anno, ma ora qualcuno sembra tirarla fuori. E naturalmente sta venendo fuori in maniera conflittuale, ma questo é inevitabile dato il fatto che il problema non é stato solo ignorato, ma spesso deriso in questi anni. Ci sará uno scontro generazionale? No, se presto, in molti capiranno che é ora di farsi da parte. Se questo non accadrá, io sapró da che parte stare.
Intanto vi segnalo un po' di risorse:
- Contro i Perpetui, il libro di Scalfrotto.
- 70 in 2. programma radiofonico con Luca Capezzone. Potete anche sottoscrivere il podcast.
il 6 Maggio ci sará a Roma una piccola riunione di gente che si vuole mobilitare su questo tema. peccato non esserci.
Altri blog che ne parlano... Ovviamente Scalfarotto con questo articolo per il settimanale Donna. Poi Mario Adolfi, Stefano Massa, Pasquale Annicchino,
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