La farsa socialista

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Ci mancava proprio il nuovo PSI. Mentre finisce il weekend politichese con congressi UDC che giurano fedeltà eterna al centrodestra (ma tramano tra le quinte come vecchi democristiani) e congressi socialitsti che provano ad incollare cocci che non combaciano ormai più, conviene rinfrescare la memoria, per dare una prospettiva all'evento socialista di quest'oggi. Ci pensa Leonardo a ricapitolare....

pattodeidemocratici
Alle regionali del 1995 il SI aggancia dunque i pattisti di Segni e all’Alleanza Democratica di Bordon (e della Meandri) in una più ampia aggregazione chiamata Patto dei Democratici, che prende il 4,2%: neanche male. Quasi tutti gli eletti sono boselliani. Il Patto si spatta immediatamente dopo.

rinnovamentoitaliano
Alle politiche del 1996 il SI è l’ingrediente di un calderone piuttosto centrista con il Rinnovamento Italiano di Dini, il Patto Segni e un altro partito ex democristiano a caso. Prendono il… 4,3%: insomma, tengono.

Forte di questi incontestabili successi, Boselli rialza la posta. Nei mesi successivi volge lo sguardo a sinistra, e si fa promotore nientemeno che di una
Costituente Socialista nel nome di Turati, di Nenni e Saragat. Aderisce il Partito Socialista Democratico Italiano, quello che nelle barzellette della mia infanzia faceva i congressi nelle cabine telefoniche; Ugo Intini, che per l’occasione ha divorziato da De Michelis e dice di chiamarsi Partito-Socialista-Socialdemocrazia (cominciavano a finire i nomi); e una parte della Federazione Laburista Italiana. Una parte, eh? Mica tutti. Che tutti nella stessa cabina telefonica non ci stavano (non le fanno più grandi come una volta - maledetta telefonia cellulare).

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È da queste radici gloriose che nasce, a Fiuggi il 10 maggio 1998, il nuovo partito destinato a lasciare un segno indelebile nell’Italia della Seconda Repubblica: lo SDI. Segretario del nuovo partito è acclamato un tale, Enrico Boselli.

Alle elezioni europee del
1999 gli SDI prendono un 2,1% che potrà anche sembrarvi poco, ma è sufficiente a portare due SDI nel nuovo governo Amato-2000: Del Turco alle Finanze e Intini (sottosegretario) agli Esteri. Ma se pensate che la funzione dello SDI non sia dissimile da quella di tanti altri partitini a caccia di poltrone, vi sbagliate. Boselli è sempre alla ricerca di aggregazioni più ampie.

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L’anno successivo, il colpaccio: un nuovo simbolo – il Girasole – accoglie in una sola lista SDI e Verdi, che da soli alle europee avevano preso un pur meritorio 1,8%. Naturalmente un’aggregazione, per funzionare, deve colpire l’immaginazione e il cuore dell’elettore: solo così il risultato potrà essere superiore alla tetra somma aritmetica dei voti (che farebbe, comunque, quasi il 4%)
Il Girasole debutta alle politiche del 2001 e… prende il
2,2%. Come dire che uno dei due partiti nelle urne è scomparso. Impossibile sapere quale. Bisogna dire che alle europee del 2005, i Verdi, tornati da soli, schizzeranno al 2,5. E gli SDI?

Gli SDI non andranno mai soli, per costituzione. Come una zanzara testarda, Boselli è sempre in cerca di qualche vena da succh… di qualche altro partito con cui formare una più ampia aggregazione. Piuttosto, dopo la débacle del 2001, il problema è: chi è cosi tanto fesso da farsi agganciare di nuovo da Boselli? De Michelis? Per qualche tempo anche De Michelis sembra tentato. Ma alla fine il nuovo matrimonio si farà nell’autunno 2005 con quegli
intelligentoni dei Radicali, e si chiamerà Rosa nel Pugno. L’intelligenza è evidente sin dalla scelta del nome, che nei più delicati evoca subito la sensazione della Spina nel Polpastrello; ma tant’è.

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Quanto valgano i Radicali Italiani in termini percentuali è impossibile capirlo: anche loro disprezzano la politica dei partitini e si sono sempre candidati qua e là in aggregazioni più ampie. In ogni caso i RI erano reduci da un risultato importante come quello del referendum sulla procreazione assistita del giugno 2005: con il 73% di astensione, persino un brontolone come don Camillo Ruini fu visto sorridere. E insomma, nel 2006 la Rosa nel Pugno presenta alle elezioni personaggi del calibro di Pannella, Emma Bonino, Toscani, un diessino transfugo del carisma di Turci, una giovane promessa tv come Capezzone; e il solito Boselli. Come fai a non votarlo, un partito così? Alle politiche di un anno fa, la RnP prende il 2,5% e non passa nemmeno lo sbarramento al Senato (anche se Pannella & co. tuttora sostengono il contrario); per dire: Di Pietro c’è riuscito, e loro no. Anche stavolta, uno dei due partiti è virtualmente scomparso: quale? [Paragrafo e foto tratte da http://leonardo.blogspot.com]

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Leonardo peraltro é generoso nel dimenticare come tra il 1998 ed il 2000, Boselli fece aderire il suo SDI alla formazione del Trifoglio, in buona compagnia con il guastatore Cossiga ed -il poi berlusconiano- La Malfa. L'alleanza creata all'unico scopo di guastare il governo Prodi ed aiutare il soffocamento del processo costituente dell'ulivo (ahinoi, avremmo potuto avere il PD già 10 anni fa) scomparì rapidamente nell'oblio della politica senza storia tanto che su internet non si riesce nemmeno a reperire uno straccio di logo. Quello reperito affianco comunque evocativamente schiera il trifoglio con Storace alle regionali 2000... e vi ho detto tutto...

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Leonardo ha anche tralasciato di emznionare che tra il 2004 ed il 2005 lo SDI aderisce all'allora lista ulivo che si candidó alle Europee 2004 ed alle Regionali 2005.
Oggi siamo ad un altra piroetta. Con grossi proclami circa la riunificazione socialista, e l'alterità verso il partito democratico.

Io da questi signori rimasi scottato nell'oramai lontano 2001. Allora ero giovane ed ingenuo (ingenuo forse lo sono rimasto, anche se un po' meno giovane) e mi feci circonvenire credendo convintamente allo sposalizio dell'istanza ecologista con la sensibilità sociale a sfumatura liberale. Le cronache tristemente ricordano che il Girasole fu solo un mero cartello elettorale e subito dopo le elezioni i due partiti continuarono per le loro strade senza nemmeno il bisogno di spiegare agli elettori che era stata tutta una farsa.

Nell 2006 hanno messo in piedi la Rosa nel Pugno. A livello di marketing politico il progetto si presentava molto bene. Era trendy, moderno, liberale, sanamente libertario ma comunque di sinistra. Molti amici -alcuni frequentatori di questo blog- ci hanno creduto. Anche da queste parti si é molto simpatizzato, ma memori dell'ultima scottatura, si é mantenuto fede al proposito che si fece un tempo di votare partiti che possano prendere almeno il 20% dei voti (e di questi in Italia ne sono rimasti due).

Insomma, ci risiamo. Boselli sta rimettendo in piedi un'altra farsa. Che gabberà ancora qualche elettore ingenuo ed idealista forse. Che terrà in scacco qualche governo magari. Che sicuramente avrà un contributo negativo, in termini di frammentazione, rent-seeking, short-sighted politics, alla politica di questo paese. Ed é anche per consegnare definitivamente al passato queste vicende di politichese, tra il ridicolo ed il penoso, che urge costruire un partito democratico forte e florido. Per questo ci vuole anche la nuova legge elettorale, maggioritaria o con soglie di sbarramento a prova di Boselli (ed eventuali e casuali alleati)