Ma se da qualche parte bisogna stare?
20 07 06 | Ore: 09:03 | Categoria: Politica
Qui si sta con Israele. Ci vuole tempo a maturare una
convinzione lacerante su chi ha ragione in questo
deserto mediorientale lastricato di torti e
nefandezze. Uno non ci vorrebbe mai arrivare. Si
preferirebbe che altri non ti forzassero a dire o
bianco o nero. O di qua o di la. Maledetta la guerra
che tutti i distinguo, le dissociazioni piú o meno
parziali, i se ed i ma ti costringe a cancellare. Ma
quando arriva l'angoscioso rumore dei missili, come
fai a non stare con Israele? Io vedo un paese forte,
che la pace la cerca davvero. La cercava sei anni fa
quando lasció il Libano sperando che il sud rimanesse
sicuro. Ed é diventato una roccaforte degli
Hezbollah. La cercava l'estate scorsa, quando
lasciando la striscia, sperava di vedere una
dirigenza palestinese sorgere credibile dalla
gestione quotidiana e sovrana di un territorio. E le
elezioni le ha vinte Hamas. E la cercava fino a
giugno, conducendo colloqui confidenziali anche con
quel governo di Hamas con il quale ufficialmente non
si poteva parlare.
Poi sono arrivati i rapimenti dei soldati ed i razzi da oltre confine. Si discute se la reazione sia proporzionale all'aggressione; ma la vera domanda a me sembra un altra: che cosa si chiede ad Israele? Di abbracciare la nonviolenza nel resistere ad Hamas, Hezbollah, Brigate di Al-Aqsa, Al Queda e gli altri amici dell'allegra combricola?
Magdi Allam sul corriere di mercoledi scrive un bel pezzo in proposito.
Poi sono arrivati i rapimenti dei soldati ed i razzi da oltre confine. Si discute se la reazione sia proporzionale all'aggressione; ma la vera domanda a me sembra un altra: che cosa si chiede ad Israele? Di abbracciare la nonviolenza nel resistere ad Hamas, Hezbollah, Brigate di Al-Aqsa, Al Queda e gli altri amici dell'allegra combricola?
Magdi Allam sul corriere di mercoledi scrive un bel pezzo in proposito.

