Conversioni e riconciliazioni di comiato

Nell'ultima settimana d'America succedono cose...

redsox
Conversione. Orfano per lunghi mesi della mia sfortunata Inter, quasi disgustato dai troppi successi recenti, che a memoria d'uomo non si ricorda un inter vincere coppa italia, scudetto e supercoppa nel giro di poche settimane, ho frettolosamente trasferito la mia fede sportiva in uno stadio di baseball. I red sox sono la vecchia inter del diamante. Squadra gloriosa, da sempre ai vertici. Chicosissima perché bostoniana. Costosissima perché fatta dei campioni piú blasonati. quelli che di solito l'anno prima avevano fatto vincere le proprie squadre di provenienza. Ma che l'anno dopo regolarmente si acciaccano. Sempre li li per vincere. Ma mai abbastanza cinica per concludere (tranne che nel 2004, dopo quasi 80 anni dall'ultima volta) Sempre succube degli odiati cugini newyorkesi, i cinici, spregiudicati, arrivisti e mezzi mafiosi yankees che, nell'immaginario della serie A sono quindi l'equivalente della somma di Juve e Milan: il peggio del peggio quindi.

Insomma, se il tifo é una religione, io ho abbandonato il monoteismo ed ora porto due squadre nel cuore. Di quella che usa palla, mazza e guantone, ed ha due calzini rossi come simbolo, non conosco nemmeno bene le regole dello sport che pratica, ma non importa; é l'aurea di interista d'america che me l'ha fatta amare al punto di dotarmi pure di cappellino.

Riconciliazione. Riconciliarsi con la grande mela. e non per via dell'altra mela che mi piace tanto. E nemmeno per il fatto che, da buon trentino, la mela mi ossessiona. Solo che la grande mela é davvero una cittá fantastica. E forse mi piacerebbe viverci per un po'. Chissá...

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