Mamme, bici e pannelli solari

Prosegue il delirio finanziaria. Ormai un po' tutti si accorgono dei limiti di questa "cosa chiamata finanziaria". Cioè di un grande calderone dove finiscono misure di ogni tipo che abbiano o meno una rilevanza economica e che quindi in qualche modo abbiano a che fare con il bilancio dello stato. Cioè praticamente tutto. A questo punto l'attività del parlamento potrebbe ricondursi a votare una finanziaria all'anno, il 31 dicembre, in cui ci mettiamo tutto quello che si é discusso e contrattato in aula da gennaio a dicembre. Ogni anno si accumula un bel tomo di emendamenti ed aggiunte a tutte le leggi della repubblica preesistenti che riflettano quanto discusso nell'anno. Con buona pace del parlamentarismo, delle leggi mirate, dei testi unici etc.
Pasted Graphic


Mentre quindi attendiamo in grazia un nuovo modo di fare la finanziaria (che diciamolo, il modo in cui é stata fatta quest'anno é stato mediocremente indigesto), mentre ci auguriamo che almeno Prodi voglia dare un nuovo corso alla comunicazione dei contenuti (ahimè nebulosi) dell'attività del governo, ci consoliamo con tre perle contenute in questa legge monstre che da sole varrebbero certo un nostro voto:

-
Ogni nuova licenza edilizia conterrà l'obbligo di installare un pannello solare (Repubblica 18/11)
- Sono stati stanziati 270 milioni per piste ciclabili (Repubblica 18/11)
- Equiparazione dei diritti di maternità delle donne precarie con quelle delle lavoratrici dipendenti (Repubblica 17/11)

Il nostro spassionato consiglio al professore é di spiegare la sua finanziaria parlando agli italiani di mamme, bici e pannelli solari. Sono concetti infinitamente più affascinanti ed intelligibili dei cunei fiscali, dei voti del senatore De Gregorio, delle manovre di Casini e dei debiti lasciati da Berlusconi.