Serra, la serra Apple, la Ka'ba e le nostre libertá

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In principio furono i cartoni danesi (per la verità c'é un'intera storia prima di questo punto d'inizio scelto arbitrario, ma ci sia concessa la licenza letteraria). Poi furono altri eventi quali le citazioni di Ratzinger, le auto-censure su Mozart ad opera del teatro di Berlino, poi le scuse preventive di Rasmussen dell'altro giorno per della pubblicità che irrideva Maometto in TV.

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L'apoteosi della prepotenza ed aggressivitá semiotica (e demenza ed ignoranza) di certe frange islamiche l'ho peró letta oggi qui. Qualche fanatico invoca la jihad contro il nuovo Apple store sulla quinta strada a New York. La colpa? quella di essere a forma di cubo e di essere tanto popolare da indurre qualche gionalista a titolare qualcosa del tipo "la nuova mecca della apple". Questa rassomiglianza nella forma alla Ka'ba fa dell'apple store un'affronto al mondo islamico e della Apple una cospiratrice con un segreto "Mecca project". Di piú, sembra che nel sottosuolo dello store, dove si riparano i computer al genius bar, il sacrilegio rasenti la sua vetta con la vendita di alcolici. E si perché secondo questi demenziali jihadisti, ad un bar non si possono che vendere alcolici!

La cosa drammatica é che invece di riderci sopra ed al piú mandare affanculo questi pseudo icono-ignora-clasti, c'é chi perde anche del tempo a spiegare, a scusarsi e a premettere che spiegando non si intende offendere nessuno.

Ieri, su Repubblica, Michele Serra ha espresso bene il sentimento che da queste parti impera:

È veramente penoso che ad ogni articolo o vignetta o filmato ostili all'Islam i governi europei si sentano in dovere di scusarsi, specificando che questi attacchi "non esprimono l'opinione del nostro Paese sull'Islam". L'ultimo episodio è avvenuto in Danimarca, dove una tivù privata ha messo in onda una cosetta del locale partito fascista contro Maometto. Nell'etere, su internet e sui giornali, come è noto, circolano bassezze di ogni risma, in genere anti-umane ben prima che anti islamiche o anti cristiane o quant'altro: nessun governo democratico è in grado di controllarle né si sogna di farlo, perché dunque porgere all'Islam e solo all'Islam frettolose e pompose scuse? Sì, lo so, è per paura di ritorsioni, attentati, assassinii. Ma poiché, in linea di principio, qui in Europa nessuna comunità ha il diritto di condizionare la libertà di espressione (se non ricorrendo ai tribunali in caso di diffamazione o incitamento all'odio razziale), riconoscere "all'Islam" (e quale, poi?) questo diritto di veto politico è un errore micidiale. Ogni musulmano intelligente e civile sa benissimo come funzionano le cose in democrazia. I governi che si scusano, dunque, lo fanno a vantaggio di una minoranza di fanatici, riconoscendoli, di fatto, come interlocutori. Meglio sarebbe piantarla di scusarsi, e ripetere una volta per tutte, piuttosto, che la libertà di espressione, qui da noi, è un diritto così forte e riconosciuto che una parola greve non può certo metterla in discussione