nascere, bloggare e morire

Durano lo spazio di una bloggata (o post o entry, per utilizzare il vocabolario di riferimento in tema). Questa é la triste fine della maggior parte dei blog che si pubblicano oggi. Almeno a giudicare da questa indagine. Giusto il tempo di un pezzo scritto per circa un terzo dei blog. Un altro terzo non sopravvive piú di 100 giorni. Per quelli che vivono piú a lungo, si tratta nella maggior parte dei casi di sopravvivenza, dovuta alla caparbietá e/o vanitá dei propri rispettivi autori. Con pochi lettori e ancora meno commenti, molti blog sopravvivono sulla soglia dell'apatia, che sono ormai quasi piú i blogger che non i lettori stessi. Insomma, per fare una citazione musicale di nemmeno altissimo prestigio, ̛̛uno su mille ce la fa.

Pasquale in questo post elenca un po di letteratura interessante circa la economics and politics dei blog.

Nel frattempo, a proposito di blog belli interessanti e mantenuti con costanza, segnalo : ".. ........ . .. sale della vita" (si con tutti quei puntini iniziali). Il tratto che lo contraddistingue (oltre ad avere un link a questo blog ovviamente Winking ) é lo stile narrativo. La costruzione dei post é sempre uguale. Tre frasi, per una lunghezza che non supera mai le 10-15 righe. Non sono un esperto di retorica, ma ad occhio e croce la costruzione dei post sembra uno scimmiottamento del sillogismo (almeno per la struttura a tre locuzioni). Si parte sempre con un particolare empirico. La parte centrale é piú varia, ma vi é un crescendo di generalitá che discende logicamente dalla premessa. Si finisce con una frase ad effetto, un universale razionale che chiude con ironia o sarcasmo il circuito logico del discorso. ́́É ragguardevole che Francotiratore produca praticamente uno di questi camei al giorno. Complimenti.