ode al risparmio

Dunque ieri abbiamo fatto i nostri bravi compitini ecologici: abbiamo "oscurato" il sito, siamo andati in centro in bici ed abbiamo cenato a lume di candela (anche se mangiando sushi confenzionato nella plastica il cui pesce chissa da dove arriva). Il tutto all'insegna del mi illumino di meno.

Però poi leggiamo SuzukiMaruti e ci viene da dire: si certo, spegnere un po' di luci un giorno all'anno non risolve il problema; si certo c'è un po' di snobbismo e perbenismo nell'aderire all'iniziativa, si certo il messaggio che passa di un ecologismo della privazione può essere alla fine controproducente. Però alla fine ci sembra che usare queste motivazioni per non aderire all'iniziativa suona un po' come il discorso di quelli che non fanno la raccolta differenziata perché tanto poi si dice in giro che alla fine buttano tutto nella stessa discarica...

Insomma, il messaggio di fondo dell'iniziativa di quelli di Radio 2 è cosa buona: il primo passo concreto per realizzare il protocollo di Kyoto è il risparmio energetico.

A questo proposito l'altra sera sono letteralmente imbufalito guardando Anno Zero. Con Rubbia ospite, ad un certo punto Santoro ha deviato con leggerezza sul tema energia (e si vedeva che tutto sommato il tema non gli interessava ma forse era l'unica cosa di cui poteva chiedere al suo ospite Rubbia). Solo che hanno permesso a quel figuro indescrivibile di Belpietro di interrompere Rubbia e pontificare -lui- su quali sono le soluzioni energetiche per l'italia. (E pensare che io ancora credevo che i giornalisti li invitassero per fare le domande e non per dare risposte). Belpietro ricordava come intervistando Prodi in campagna elettorale sulla questione energetica avesse incontrato come prima risposta del premier proprio il risparmio energetico come primo punto programmatico. Ah Ah... se la rideva Belpietro con quel suo ghigno ignorante e pieno della sua sicumera, sostenendo che il risparmio energetico era solo una risposta ridicola e che la via maestra era il ritorno alle centrali nucleari.

Ebbene ovviamente non abbiamo dubbio alcuno che la mite saggezza di Prodi avesse molto più senso pratico e supporto scientifico dell'arroganza di Belpietro. Pistorio, vicepresidente di confindustria e già AD di ST MIcroelectronics (non certo un no-TAV qualunque) ricordava come nella sua azienda negli ultimi 15 anni hanno diminuito i loro consumi del 5% all'anno, in pochi anni più che dimezzandoli. Ora, se ce l'hanno fatta i un industria onnivora di energia come quella elettronica, perchè non pensare di ottenere anche solo una parte di quei risultati: diciamo il 10-20% di riduzione in altri settori industriali? E per il soettore domestico si possono fare cose enormi eliminiamo lampade ad incadescenza, elettodomestici non di fascia A e sostituiendo i boiler elettrici con i pannelli solari. Tutte cose di buon senso, alla portata dei cittadini e dell'amministrazione che vuole sostenere queste scelte di consumo responsabile.

Oltre a farci rispettare Kyoto, questo buonsenso che tanto fa sorridere il figuro Belpietro, ci permetterebbe anche di evitare di intraprendere la strada del nucleare che tanto cara sta a questa destra becera. Come Rubbia ci spiegava infatti, prendere seriamente l'ipotesi nucleare significa come minimo costruire una quindicina di centrali (altrimenti il contributo sarebbe risibile). Quasi una per regione. Avere la produzione tra dieci anni, a costi guauli se non maggiori di quelli attuali, e dover affrontare il problema di dove mettere questi rifiuti. Ora se il nostro paese non sa nemmeno più dove stoccare la 'monnezza, è pensabile trovare posto alle scorie radioattive?

Avanti con il risparmio energetico dunque, e viva il buonsenso...