Lezione primaria, lezione
democratica
11 08 06 | Ore: 15:05 | Categoria:
Politica
Martedi da queste parti ci sono state le
primarie. Il posto in ballo era il seggio senatoriale
del Connecticut. Un posto sicuro per i democratici.
Da 18 anni feudo indiscusso di Joe Liberman. Per chi
non se lo ricorda, Libermann era il candidato
vicepresidente con
Al Gore nella sfortunata (o
rubata)
campagna del 2000. Le
primarie dicevo. Roba seria da queste parti.
Campagne elettorali che durano otto mesi.
Attacchi tra compagni di partito che se solo in
Italia ci si azzardasse a rivolgerli a
Berlusconi, si sarebbe tacciati di comunismo
veteroforcaiolo e via sproloquiando. L'outsider
era questo
Ned Lemont. Un profilo
inconsueto almeno per gli standard italiani. Di
belle speranze invece tra gli Americani. Poca
esperienza politica. Molta esperienza nel
business. É finita come pochi si aspettavano.
Davide (il nostro Lamont) ha battuto Golia
(Lieberman). Lo ha abbattuto inchiodandolo alla
sua incoerenza con la piattaforma democratica.
Lo ha accusato di connivenza con
l'amministrazione e soprattutto lo ha inchiodato
al suo supporto incondizionato e mai ridiscusso
alla guerra in Iraq e tutto quello che ne é
conseguito. Le primarie dovevano peraltro essere
un piccolo affare locale. Ma si sono trasformate
per molte ragioni in un afffare nazionale se non
addirittura internazionale. Giornalisti da tutto
il mondo erano qui a New Haven, quartier
generale di Lemont. E credo che anche in Italia
la cosa abbia avuto una certa risonanza. Sarį
davvero l'inizio di una svolta nel partito
democratico? Davvero i democratici americani si
stanno risvegliando dal torpore e dalla
sudditanza psicologica ed ideologica che
soffrono nei confronti dei repubblicani da dieci
anni a questa parte? Troppo presto per dirlo, ma
l'inizio é promettente.
Mi rimane come al solito da trarre la mia piccola
lezioncina americana da riapplicare agli affari di
casa nostra. E mi soffermerei sulle primarie. Quando
potremo sceglire anche noi i nostri candidati? E non
dico solo Prodi vs Berlusconi, ma dico proprio i
nostri candidati nei collegi. Sognavo le primarie nel
collegio di Rovereto, per liberarsi una volta per
tutte di
Marco Boato, parlamentare da 5
legislature con l'onta delle leggi Boato sulla
coscienza, ma inammovibile per intercessione
divina (o partitica). Sognavo le primarie con
cui sbarazzarsi di Mastella, Caruso, e tutte le
altre frange e sette minoritarie che ricattano
dall'alto dei loro zero virgola. Poi mi sono
invece risvegliato bruscamente al ricordo amaro
che ora abbiamo un'infame legge elettorale che,
non solo non prevede le primarie, ma esclude
anche l'elezione diretta del parlamentare nel
collegio.
PS. Oggi sul NYT c'é un
pezzo lapidario di Paul
Krugman. Lapidario perché davvero prende a
sassate Lieberman.