Lezione primaria, lezione democratica

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Martedi da queste parti ci sono state le primarie. Il posto in ballo era il seggio senatoriale del Connecticut. Un posto sicuro per i democratici. Da 18 anni feudo indiscusso di Joe Liberman. Per chi non se lo ricorda, Libermann era il candidato vicepresidente con Al Gore nella sfortunata (o rubata) campagna del 2000. Le primarie dicevo. Roba seria da queste parti. Campagne elettorali che durano otto mesi. Attacchi tra compagni di partito che se solo in Italia ci si azzardasse a rivolgerli a Berlusconi, si sarebbe tacciati di comunismo veteroforcaiolo e via sproloquiando. L'outsider era questo Ned Lemont. Un profilo inconsueto almeno per gli standard italiani. Di belle speranze invece tra gli Americani. Poca esperienza politica. Molta esperienza nel business. É finita come pochi si aspettavano. Davide (il nostro Lamont) ha battuto Golia (Lieberman). Lo ha abbattuto inchiodandolo alla sua incoerenza con la piattaforma democratica. Lo ha accusato di connivenza con l'amministrazione e soprattutto lo ha inchiodato al suo supporto incondizionato e mai ridiscusso alla guerra in Iraq e tutto quello che ne é conseguito. Le primarie dovevano peraltro essere un piccolo affare locale. Ma si sono trasformate per molte ragioni in un afffare nazionale se non addirittura internazionale. Giornalisti da tutto il mondo erano qui a New Haven, quartier generale di Lemont. E credo che anche in Italia la cosa abbia avuto una certa risonanza. Sarį davvero l'inizio di una svolta nel partito democratico? Davvero i democratici americani si stanno risvegliando dal torpore e dalla sudditanza psicologica ed ideologica che soffrono nei confronti dei repubblicani da dieci anni a questa parte? Troppo presto per dirlo, ma l'inizio é promettente.

Mi rimane come al solito da trarre la mia piccola lezioncina americana da riapplicare agli affari di casa nostra. E mi soffermerei sulle primarie. Quando potremo sceglire anche noi i nostri candidati? E non dico solo Prodi vs Berlusconi, ma dico proprio i nostri candidati nei collegi. Sognavo le primarie nel collegio di Rovereto, per liberarsi una volta per tutte di Marco Boato, parlamentare da 5 legislature con l'onta delle leggi Boato sulla coscienza, ma inammovibile per intercessione divina (o partitica). Sognavo le primarie con cui sbarazzarsi di Mastella, Caruso, e tutte le altre frange e sette minoritarie che ricattano dall'alto dei loro zero virgola. Poi mi sono invece risvegliato bruscamente al ricordo amaro che ora abbiamo un'infame legge elettorale che, non solo non prevede le primarie, ma esclude anche l'elezione diretta del parlamentare nel collegio.

PS. Oggi sul NYT c'é un pezzo lapidario di Paul Krugman. Lapidario perché davvero prende a sassate Lieberman.