Contro la proliferazione degli atenei, la liberalizzazione del titolo

I mali dell'universitą italiana sono tanti. Problemi storici che non vengono mai risolti, quali il sistematico difetto di finanziamento alla ricerca e le baronie e familismi pervicaci che ne incancreniscono i problemi. Mario Pirani oggi su Repubblica parla dell'ultima metastasi radiografata: le mille universitą dalle facili cattedre.

Si da il caso che negli ultimi 7 anni (si proprio sette), le sedi universitarie italiane siano passate da 41 a 80. Raddoppiate!. Ad esempio oggi abbiamo ben nove sedi in Sicilia. Oltre alle storiche di Palermo, Messina e Catania, ci sono sedi universitarie anche a Modica, Taormina, Ragusa, Siracusa, Caltagirone ed Enna. Altre perle di scienza e di saggezza sono nate all'ombra dei server degli atenei telematici. Ne ha contati ben 14 (si, quattordici) Repubblica di questi. Ed infine le universitą dalle storie pił sorprendenti: da quella dei legionari di cristo, a quella dei Ranieri a quella del ministero delle finanze. E poi i crediti venduti all'ingrosso ai ministeri ed alle associazioni di categoria, etc.

Ce ne é per tutti, e Pirani spiega bene come la proliferazione sia dovuta non tanto all'anelito della scoperta scientifica che alberga nel cuore italico ma come al solito alla pił pragmatica necessitą di offrire poltrone e strapuntini a tutti quanti. Che il "dottore" non si nega a nessuno, ma a questo punto, si regala abbastanza facilmente anche il "professore".

E sia! A noi che siamo liberali, liberisti e libertari in fondo questa proliferazione selvaggia non dispiacerebbe! Puzza di una lotta Shumpeteriana tra atenei. Una corsa a chi si accaparra l'ultimo studente, a chi lo fa crescere di pił, a chi gli offre pił opportunitą e prospettive. Ad una condizione: CHE VENGA CANCELLATO IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO.

Smarriti in questo nuovo mondo dove non é la legge a dettare il valore del titolo ma piuttosto la reputazione, vorremmo vedere quante di queste sedi periferiche, di questi atenei virtuali, di questi cattedrati senza pubblicazioni e ricerche, di questi baroni senza nulla da insegnare, di queste lauree prese con i punti del benzinaio o acquistate con i buoni pasto sopravviveranno.

PS. Ottima documentazione in proposito é reperibile da questa puntata di Rai Report.