Sono un ragazzo fortunato

mammapapa

Sono un ragazzo fortunato. Forse dovrei cominciare a darmi dell'uomo anche se non mi rassegno all'idea. Uno dei tanti motivi che corroborano questa mia certezza l'ho rinfrescato sabato pomeriggio passando qualche ora a Grumes con mia madre e poi al bait del zucherin con mio padre.

Con il passo lungo del montanaro, mio padre non si é mai prodigato a lungo nell'insegnarmi a parole quello che ha voluto trasmettermi. Ma é con la coerenza cristallina dell'azione, con la tenacia e cocciutaggine che ci si puó concedere quando si crede in valori profondi, con il passo leggero di quello che vuole portare a termine il lavoro, e poi sparire dietro le quinte, che mi ha trasmesso i suoi insegnamenti. L'onestá, la gratuitá e la dedizione alla propria comunitá che danno il senso alto della politica e della cittadinanza. Il silenzio come strumento, perché é facendo il vuoto nel chiasso che si percepiscono i rumori di fondo. Quella voglia di fare travolgente, che vede lontano e coinvolge sempre i molti che lo circondano nei suoi orizzonti. L'umiltá di provare sempre a mettersi nei panni degli altri per capirne le loro ragioni, senza peró cedere a compromessi con la propria coscienza per compiacerli.
Di mia madre ho capito da pochi anni il senso vero di molti suoi atteggiamenti di quando stavo crescendo. Che la mamma serve a svezzare i cuccioli, non ad impedirgli di crescere e prendere la loro strada. A distanza di anni, ora che noto la difficoltá di molti miei coetanei a prendere il largo, capisco che questo é stato il suo grande merito.

Di entrambi ammiro poi la semplicitá che si fa stile, quel minimalismo frugale che spoglia il quotidiano dei dettagli insignificanti. Quella passione per la mattina, con tutto il suo oro in bocca, e che non ci sia mai una domenica buttata via in poltrona.

Ora che sono uomo, e che sono un uomo diverso da loro (purtroppo per l'umanitá ) posso peró dire che quel poco di buono che mi porto appresso, lo devo in buona parte al loro esempio. É ironico peró, che uno debba andare tanto lontano con l'etá, con le distanze e con i "titoli" per accorgersi che l'educazione che l'ha formato di piú l'abbia ricevuta tanto vicino a casa e che quelle persone cosi familiari erano in realtá i migliori professori che uno potesse augurarsi.