SUVvia, si puó fare di meglio
Con la presentazione
della finanziaria si é alzato un grosso polverone
circa il superbollo per i SUV. Qui Suzukimaruti fa la
cronistoria della disinformatia. Quando
il polverone si é posato, si é piú o meno capito
di cosa si tratta: il bollo auto viene maggiorato
per autovetture e autoveicoli per trasporto
promiscuo di peso complessivo superiore a 2600 kg,
con esclusione di quelli aventi un numero di posti
uguale o maggiore a 8. (pg 62 della finanziaria).
Insomma pagano le auto che pesano molto, quindi non
solo le grosse SUV tipo l'Hummer, ma anche le grosse
berline di prestigio tipo la Rolls Royce. Suzukimaruti si é guardato
quattroruote e le ha contate. Le auto che
pagheranno il superbollo sono davvero poche alla
fine. Insomma si e no 5000 persone in tutta
Italia.
La tassa sui SUV quindi, colpisce troppe persone o troppo poche? Da queste parti si tende a pensare che questa tassa colpisca ne troppo ne poco, ma semplicemnte male. Prima di articolare una proposta alternativa vorrei fissare alcuni punti:
- La tassa sul SUV puzza di bolscevico e ricorda le tasse sul lusso. Fa il paro con il manifesto di rifondazione comunista "anche i ricchi piangono". Il punto non é tassare il SUV perché ce l'hanno i ricchi ed i ricchi hanno perso le elezioni e quindi diamo un po' di sfogo all'invidia sociale del mezzo di locomozione. Se la gente pensa che il SUV é figo, si dovrebbe fare in modo che tutti lo possano avere. A condizione che inquini quanto se non meno di un modello normale. A condizione che sia sicuro per i suoi passeggeri e per i pedoni, a condizione ch non crei disagi nei centri per gli ingombri storici. Insomma, come ho giá scritto molto tempo fa, il mio problema con il SUV é circoscritto al suo impatto ambientale, alla sua sicurezza che segue la legge della giungla (mors tua vita mea) ed al suo ingombro. Peraltro esteticamente sono le mie macchine preferite.
-La tassazione sull'automobile va ripensata in molti suoi aspetti. L'automobilista non é la mucca da mungere (magari sempre per invidia sociale). Ma piuttosto un attore sociale che attraverso la sua attivitá (la guida) provoca delle esternalitá rilevantissime sugli altri individui e sull'ambiente. La tassazione, ma non solo quella, é lo strumento che ci consente di riallineare i costi individuali di questa attivitá ai suoi costi collettivi. In questo senso mi vengono subito in mente tre forme di intervento. Le tasse sul carburante che dovrebbero servire ad internalizzare i danni delle emissioni (effetto serra ed altri inquinanti). Il cosidetto road pricing, che serve ad internalizzare i costi di congestione, manutenzione e costruzione delle infrastutture. Ed infine le tasse sull'auto che servono ad internalizzare l'impatto ambientale dell'auto stessa.
Quali sono i costi ambientali dell'auto? Da quali variabili dipendono? L'impatto di un auto dipende da molti fattori. Si veda ad esempio questo istituto che effettua un complicato calcolo dell'impronta ecologica di un auto. I piú importanti sono certamente l'efficienza del motore, la sua potenza, soprattutto i sistemi di filtraggio dei gas, il peso dell'autovettura ed il tipo di carburante.
Una piú alta efficienza del motore implica che ceteris paribus l'auto consumi meno carburante. Data l'efficienza, una piú alta potenza implica consumi piú elevati a paritá di peso ed un piú alto peso implica piú consumi a paritá di potenza. Il peso implica anche piú materiali impiegati per la costruzione e quindi un ciclo di prodotto piú impattante. I sistemi di filtraggio, la capacitá di trattenere particelle inquinanti sono una cosa complicata, ma le varie categorie Euro 0, 3,4,5 rappresentano spesso dei salti di ordine di grandezza in termini di emissioni di inquinanti.
Infine l'annosa questione dei carburanti. Meglio il diesel o la benzina? Sicuramente meglio il metano e l'etanolo ed in prospettiva l'ibrido e l'idrogeno. Ma questo fronte é molto delicato (ne ho scritto ad Agosto su cooperazione) ed ha bisogno di una riflessione anche in termini di politiche industriali (vogliamo ad esempio riconvertire le culture alla produzione di bioetanolo o biometano? vogliamo spingere sull'idrogeno che in questo momento ci porta verso la costruzione di centrali atomiche? meglio il greggio arabo o il metano russo? etc.)
La cosidetta tassa sui SUV quindi va a pescare in una sola delle dimensioni che contano: il peso dell'automobile. É per questo che non ci piace. Perché nella sua immediatezza risulta distorsiva rispetto all'obiettivo di tassare l'impatto ecologico dell'autovettura. E se i 2.600 kg fossero dovuti al peso di batterie ricaricate da pannelli solari? In questo caso limite staremmo tassando un auto ad impatto zero.
Come si costruisce quindi una tassa che rispecchi l'impatto ecologico di una vettura e non sia grossolana come quella attualmente introdotta?
Per quanto riguarda i sistemi di filtraggio la soluzione regolatoria sembra la piú adeguata. Ovverosia fissare ogni tot anni standard sempre piú elevati e dividere le auto in base a queste categorie generiche (Euro 0,3,4,5 etc). Troppo complicato fare altrimenti.
Per quanto riguarda le altre variabili, sono tutte note. Basterebbe quindi banalmente moltiplicare peso per potenza e dividere per efficienza e per classe di emissione per avere un indice piuttosto raffinato dell'impatto ambientale di un automobile. Questo indice potrebbe essere poi pesato per il tipo di carburante che si predilige incentivare o disincentivare per ragioni che possono essere, come argomentato sopra, anche di politica economica, di sviluppo e geostrategiche.
Si potrebbe infine introdurre addirittura una tassa progressiva che penalizzi incrementalmente le automobili al crescere di questo indice, anche se, tarando bene le variabili non dovrebbe essere necessario.
Insomma sui SUV si puó davvero fare di meglio, e con la finanziaria in discussione in parlamento qualche correzione puó essere apportata.
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