commitment bonds
A contratto con la coscienza di Zeno
30 01 08 | Ore: 17:16 | Categoria: Law &
Economics
Da qui all'estate dimagrisco 10 kg! Magari andando a correre due volte alla settimana! Voglio scrivere tre paper all'anno! E leggere un romanzo al mese! Prometto che se vinco io non farò più condoni! Questa è l'ultima sigaretta!
Come lo Zeno protagonista del romanzo di Italo Svevo, facciamo tutti i conti con la nostra coscienza incapace di mantenere fede anche agli impegni minimi che prendiamo con noi stessi e con gli altri.
It's the bounded rationality, stupid! direbbe l'economista. E' la razionalità limitata che ci impedisce di prevedere tutte le future contingenze e quindi scrivere contratti completi che vincolino altri a mantenere gli impegni che essi si prendono con noi o noi con loro (Nicita, 2005). E la stessa razionalità limitata causa fenomeni, quali le preferenze non transitive, problemi di self-control, weak will e hyperbolic discounting, a causa dei quali non riusciamo a mantenere fede alle promesse che prendiamo con noi stessi e nel nostro più genuino ed egoistico interesse.
Siamo donne e uomini limitati che molto spesso non riescono a mantenere la parola data anche se farlo sarebbe totalmente nel nostro interesse. Ma siamo pur sempre homini oeconomici , e quindi rispondiamo agli incentivi.
Ed allora ecco i commitment bonds. Le obbligazioni all'impegno, i contratti con se stessi. Come già avevamo anticipato, Ian Ayres e soci hanno messo su un servizio online -si chiama Stickk- dove ciascuno può finalmente scrivere un contratto vincolante con se stesso e/o con gli altri. E' semplicemente geniale!
Funziona cosi: attraverso una guida online si formula il proprio contratto che non è altro che un impegno a fare o a non fare qualcosa. Alcuni di questi contratti sono già pre-impostati: quelli per smettere di fumare, per fare esercizio fisico e per dimagrire, ma con pochi passaggi in più si può creare qualsiasi impegno (ad es. diminuire l'uso delle luci di casa, svegliarsi tutte le mattine non dopo le 7 e così via). Si può inoltre nominare un arbitro che potrà stabilire per conto di Stickk se effettivamente l'impegno viene mantenuto. Ad esempio la moglie del marito sovrappeso, il figlioletto della fumatrice, il giornalista prestigioso oppure l'istituto di statistica. Infine si decide di investire una certa somma che, a promessa mantenuta, verrà restituita al promettente. Cosa succede se la promessa viene tradita? Lo si decide ex-ante al momento del contratto: si può destinare la somma ad una charity (come la Croce Rossa, Medici senza Frontiere) oppure ad un amico o conoscente. Oppure ad una anti-charity (ovvero ad organizzazioni controverse quali la National Rifle Association, e cosi via) ed ai propri nemici. Già, quale miglior motivazione a mantenere gli impegni sottoscritti -hanno pensato Ayres e compagni- di vedere i propri soldi finire ad organizzazioni e persone odiate in caso di fallimento?
Per chi se lo chiedesse, Stockk non lucra su questi passaggi di denaro -denaro che viene totalmente rimborsato in caso di successo oppure finisce tutto alle destinazioni assegnate in caso di fallimento- ma fa un po' di soldi tramite la pubblicità sul sito.
Certo, c'è sempre la possibilità di barare, di nominare un arbitro compiacente ed aggirare il meccanismo. Ma cui prodest? Quale lo scopo, se il risultato è vedersi tornare lo stesso ammontare di denaro investito? Stockk offre un servizio, vende la possibilità di rendere credibili le proprie promesse, fatte ad altri o piuttosto a se stessi. Offre una motivazione in più ai Zeno Cosini per resistere nel loro intento di smettere di fumare, ma solo a patto che essi davvero lo vogliano...
Siamo convinti che se Zeno Cosini avesse potute investire 100 lire in Stockk forse, una delle tante, sarebbe stata davvero l'ultima sigaretta. E se Berlusconi un giorno, seduto alla scrivania di Vespa firmasse solennemente un contratto Stickk nel quale promette di non fare altri condoni, di creare il solito milione di posti di lavoro, di non cambiarsi le leggi ad uso proprio, di fare un maggioritario serio e -qualora non dovesse riuscirci- cedesse anche solo il 20% di Mediaset a Prodi, noi forse potremmo anche votarlo...
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