The underdogs

Questa é stata la nostra settimana. Una settimana da underdog. Lucia martedi si é conquistata un posto da ricercatrice che dicevano fosse stato concepito, impacchettato e prenotato per qualcun’altro. Io oggi porto a casa l’assegno di ricerca prendendomi anche la prima posizione in graduatoria. Abbiamo vinto. Abbiamo vinto da underdog, e questo raddoppia la soddisfazione nostra ma forse dice qualcosa che é rilevante anche per altri.

I cinici mi diano il beneficio del dubbio e leggano alla fine cosa ho da dire loro*. Per tutti gli altri, quelli che sono scorati a leggere le storie dei cervelli in fuga, quelli che guardano altrove disgustati dagli scandali universitari che in questi giorni riempiono i giornali, posso dire con tutta sinceritā, ed in coscienza, che per quello che mi é stato dato modo di vedere, almeno queste due volte, martedi a Roma ed oggi qui a Milano, é semplicemente andata come doveva andare.

*Certo un cinico potrebbe obbiettare che é una curiosa coincidenza l’argomentare che é andata secondo le regole proprio quando si vince. In fondo il figlio del rettore che vince il concorso blindato non potrebbe che dire la medesima cosa. E se non fosse proprio freddo e razionale calcolo (non posso dire che č stata una porcata altrimenti finisco dentro insieme a papā rettore) sarebbe quantomeno distorsione cognitiva (ho vinto io che sono il bravo e quindi é stato per forza un concorso meritocratico). Al cinico potrei rispondere con certificati anagrafici, alberi genealogici, CV miei e degli altri concorrenti e cosi via. Ma in fondo, in una settimana cosė, del cinico non mi importa nulla.
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