Anche quest'anno ci illuminiamo di meno

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Anche quest'anno aderiamo entusiasti a mi illumino di meno.
E siccome siamo per il risparmio in generale, e non solo quello energetico, ricicliamo ben volentieri l'iniziativa dell'anno scorso.
Il 15 Febbraio é la giornata di Mi illumino di meno. Siccome oltre a fare i nostri bravi compitini a casa volevamo lanciarci nella sfida a fare azioni di risparmio energetico un po' strampalate, abbiamo deciso di convertire per la giornata questo sito al nero.

Che non é proprio come spegnere lo schermo, eppure... Mettiamola cosi: una pagina di un sito nero fa assorbire in media leggermente meno energia. Questo perché gli schermi consumano di meno per produrre il colore nero invece degli altri colori. Almeno vale per gli schermi CRT (quelli con i tubi catodici) Per gli LCD sembra che non ci sia una differenza di peso. Un
tizio ha fatto i conti: un monitor CRT da 19 pollici consuma 83 watt con schermo bianco e 60 con schermo nero. L'LCD a 19 pollic invece ne usa comunque 35 watt a prescindere dal colore. Fatto sta che gli schermi CRT sono ancora abbastanza diffusi (diciamo il 20% degli schermi almeno), e quindi il mio sito nero farà risparmiare qualche frazione di watt a -diciamo- 5 dei visitatori che passeranno di qui oggi. Niente male no?

Sembra uno scherzo, ma qualcuno si é preso la briga di calcolare quanto si
risparmierebbe se Google, che ormai é onnipresente sui desktop dei computer di tutto il mondo con la sua schermata perennemente candida, switchasse invece ad una modalità tutta nera. Qualcuno é passato dalle parole ai fatti, ed ha creato una pagina di ricerca google in nero.
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miraggio nel deserto

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Eccolo qui. Lo sguardo del club di Roma sul futuro energetico come lo vorremmo. Niente di fantascientifico. Ma un progetto molto concreto fatto di tecnologie gia oggi disponibili. Si tratta di disseminare le coste del nord-africa di centrali a solare termodinamico. Si, quelle che Rubbia sta promuovendo da anni con il suo progetto Archimede tra l'indifferenza generale. Si tratta di concentrare l'energia solare attraverso degli specchi per riscaldare un liquido e con questo far girare delle turbine a vapore come quelle delle locomotive. Con utili accorgimenti si può rendere la produzione costante anche in assenza di sole (evenienza per altro rara nel deserto) imprigionando il calore in eccesso in soluzioni saline e accoppiando le turbine con dei motori a combustibile per le emergenze.

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E quante centrali ci vogliono per generare tutta questa energia? In questa immagine affianco, il quadratino rosso centrale indica la superficie equivalente di deserto necessaria per produrrre attraverso gli specchi il fabbisogno energetico dell'europa e del nordafrica. Certo è una bella superficie (un quadrato di 50 km di lato), ma non si può certo dire che laggiù manchi lo spazio. Peraltro l'irradiazione solare nel deserto è doppia rispetto a quella dei paesi del sud europa e questo costituisce un ulteriore motivo per localizzare in quelle regioni le centrali.

Si certo, ma poi come la si porta qui in Europa tutta questa energia? In fondo ci hanno sempre insegnato che l'energia anche ad alto voltaggio, su grandi distanze si disperde a tal punto da non essere più conveniente. Questo vale però per la corrente alternata, non per la corrente continua. Tramite delle connessioni HVDC, si può ottenere con dispersioni minime il trasporto di energia attraverso le migliaia di chilometri che separano il deserto dai nodi europei nei quali l'energia verrebbe poi reimmessa nella rete esistente. Le reti di trasmissioni HVDC non sono una possibilità teorica ma delle infrastruttre gia comunemente operanti in tutto il mondo.

Gli scettici potrebbero storcere il naso, ma qunato costa un progetto simile? Costa molto. una stima parla di 400 miliardi di euro fino al 2050 ma non fermiamcoi a dei numeri che sono assolutamente volatili. Pensiamo invece alle dimensioni ed alla portata del progetto. Si tratta di sostituire l'energia che attualmente produciamo con i derivati del petrolio o con il nucleare. Si tratta di rendere l'Europa ed il mediterraneo carbon-neutral o quasi. Si tratta in fondo di sostituire oleodotti con elettrodotti.

il progetto del Club di Roma poi si integra con le altre fonti rinnovabili: dal vento lungo le coste atlantiche, all'idroelettrico nelle alpi, alla biomassa dei balcani. No, non è un miraggio nel deserto ma una strada del tutto percorribile anche con le tecnologie attuali verso un futuro sostenibile per l'Europa ed il mediterraneo.

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nucleare? no grazie

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E con questo evento, credo che si possa mettere la parola fine al tanto paventato ritorno del nucleare. Sembrava tornare di moda. E per amore di verità, bisogna ammettere che le ragioni sembravano ammiccanti: in particolare il fatto che, non emettendo gas serra, il nucleare era un ottima soluzione per produrre energia senza danneggiare il clima soprattutto in una prospettiva di transitare alle fonti rinnovabili nel medio lungo periodo. Ma la tesi gia non ci aveva convinto. Ora questo incidente mette la parola fine a chi provava a convincere che il nucleare moderno fosse inerentemente più sicuro. Ma dai terremoti non ci si difende mai del tutto. E nemmeno dagli attentati terroristici. E siccome l'Italia è notoriamente un posto ad elevato rischio sismico, e siccome l'Italia è un target per i terroristi (anche se fino ad ora bene o male risparmiato), direi che le centrali nucleari, sono proprio da dimenticare. Punto e basta.

E pazienza se qualcuno dirà che queste sono riflessioni che nascono sull'onda emotiva, che la percezione sovrastima il rischio effettivo e via discorrendo. Il problema rimane: per quanto piccolo ed ulteriormente riducibile, il rischio di incidente catastrofico rimane incomprimibilmente maggiore di zero. Dunque, per cercare energia, guardiamo altrove.
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sotto nuova luce

Ribadiamo: da oggi ci si può scegliere il fornitore di energia. In attesa di vedere le bollette scendere (ma non vi aspettate cali drastici) potete sempre optare per un provider di energia tutta proveniente da fonti rinnovabili come La220, LifeGate Energy o Trenta rinnovabile. Fate voi...

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