vitalitalia
Due anni fa il referendum
per l'abrogazione di alcuni articoli della legge 40
sulla fecondazione assistita. In
quell'occasione una campagna pubblicitaria
ottimamente organizzata -tra gli altri- dalla
chiesa cattolica ed in particolare dal cardinal
Ruini, fece passare chiaro il messaggio che chi
tifava per la vita, doveva per forza
essere contro il referendum (e quindi astenersi).
Qui sopra abbiamo 5 sigle di organizzazioni parte
di quella mobilitata galassia: tutte con
riferimenti espliciti alla parola vita. Come nella
migliore tradizione della politica che si fa
marketing, bisogna continuare adi insistere con
una parola chiave, sottrarla all'avversario e
farne la propria bandiera. La sinistra di questi
meccanismi della politica non ha mai capito nulla.
Nel corso del tempo si è fatta scippare parole
come libertà, sviluppo, territorio ed infine vita.
Nel 2005 l'immaginario comune pre-referendario era
ben delineato: Astensione=Vita e
Voto=Morte
Oggi le statistiche ci dicono il contrario. A causa dell legge 40, sono nati meno
bambini e le donne hanno corso più rischi in
gravidanza. Sarà un ragionamento semplicistico
il mio se volete, ma insomma, i dati parlano
chiaro: l'aver perso quel referendum ha fatto
perdere circa 1000 parti all'anno al saldo delle
nascite del paese. Gli antireferendari
erano per la vita o contro la vita
quindi? E' un ironia funerea mi rendo
conto. Che non fa giustizia di tutti quelli che
con la parola vita si sono riempiti la
bocca con troppa disinvoltura.
Academic stuff

