Governo Prodi
due o tre cose da mandare a mente
27 01 08 | Ore: 11:13 | Categoria: Politica
Il governo è andato a casa. Interrompe questa
avventura ben prima di metà strada. Come è già
successo in passato, Prodi si è dimostrato l'uomo
giusto per fare il lavoro sporco, quello impopolare.
Ora altri verranno a dilapidarne i frutti. Ma prima
che la malattia senile dell'italiano medio ci colga,
prima che incorriamo anche noi nella solita amnesia
collettiva che in definitiva è la vera sciagura del
paese (perchè diceva il tale che chi non ricorda il
passato è destinato a ripeterlo) vogliamo appuntarci
alcuni numeri. Mandarli a mente. A futura memoria.
Conti pubblici ed Economia
anno %PIL Deficit Debito/PIL
2000 | -,- | -0.8 | 109.1
2001 | 1.8 | -3.1 | 108.7
2002 | 0.3 | -2,9 | 105.6
2003 | 0.0 | -3,5 | 104.3
2004 | 1.2 | -3,5 | 103.8
2005 | 0.1 | -4,2 | 106.2
2006 | 1.9 | -4,4 | 106.8
2007 | 1.9 | -2,0 | 105.0
2008 | 1.4 | -2.0 | ----
Anche a volere spartirsi a metà i meriti del 2001 e del 2006, questi sono numeri che parlano da soli. Che dicono chi tiene a posto i conti e fa crescere l'economia e chi invece scialacqua il bene pubblico senza peraltro promuovere (una seppur drogata) crescita.
Aggiungiamo poi che ora il tasso di disoccupazione è sotto il 6% (anche grazie alla Maroni bisogna dire) e che l'inflazione è sotto la media Europea. Sono nudi e freddi numeri questi, certo! Ma verranno utili quando qualcuno oserà dire che questo governo ha fatto male.
Più intimi ed accoglienti ci rimarranno i ricordi di Lucia finalmente serena in maternità e dei pannelli solari che per il futuro ci procureranno tepore nel rispetto dell'ambiente nostro ed altrui. Proveremo a raccontare anche questo a coloro che si faranno convincere dai numeri di cui sopra...
Conti pubblici ed Economia
anno %PIL Deficit Debito/PIL
2000 | -,- | -0.8 | 109.1
2001 | 1.8 | -3.1 | 108.7
2002 | 0.3 | -2,9 | 105.6
2003 | 0.0 | -3,5 | 104.3
2004 | 1.2 | -3,5 | 103.8
2005 | 0.1 | -4,2 | 106.2
2006 | 1.9 | -4,4 | 106.8
2007 | 1.9 | -2,0 | 105.0
2008 | 1.4 | -2.0 | ----
Anche a volere spartirsi a metà i meriti del 2001 e del 2006, questi sono numeri che parlano da soli. Che dicono chi tiene a posto i conti e fa crescere l'economia e chi invece scialacqua il bene pubblico senza peraltro promuovere (una seppur drogata) crescita.
Aggiungiamo poi che ora il tasso di disoccupazione è sotto il 6% (anche grazie alla Maroni bisogna dire) e che l'inflazione è sotto la media Europea. Sono nudi e freddi numeri questi, certo! Ma verranno utili quando qualcuno oserà dire che questo governo ha fatto male.
Più intimi ed accoglienti ci rimarranno i ricordi di Lucia finalmente serena in maternità e dei pannelli solari che per il futuro ci procureranno tepore nel rispetto dell'ambiente nostro ed altrui. Proveremo a raccontare anche questo a coloro che si faranno convincere dai numeri di cui sopra...
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Il giorno in cui l'Italia è
fallitarisanata
11 01 08 | Ore: 17:48 | Categoria: Politica
Oggi Standard & Poors promuove i
conti dell'Italia. Si dice addirittura
impressionata da essi. Naturalmente se ne
rallegreranno solo Prodi, Padoa Schioppa e pochi
altri mentre Dini, la sinistra di lotta e di
governo per non parlare dell'opposizione e
dell'italiano medio non faranno nemmeno caso alla
notizia e continueranno a pensare tutto il male
possibile di questo governo.
Il libro è avvincente. Rende la noiosa finanza pubblica un vero thriller e riesce magistralmente a raccontare come i movimenti nelle stanze dei bottoni dell'alta finanza hanno delle implicazioni pervasive nei piccoli gesti della quotidianità dei francesi con effetti devastanti. E' tutto verosimile. Può davvero accadere. Anzi, come racconta Giavazzi nell'introduzione, l'Italia stessa è andata molto vicina a qualcosa di simile nel 1992.
Al di là dei riferimenti alla politica francese che sono liberamente discutibili (davvero Ségolène sarebbe stata una sciupona e davvero Sarkozy è l'uomo del rigore?) emerge incontrovertibile l'idea che il primo obiettivo di qualsiasi governo responsabile è quello di tenere i conti a posto, perchè non farlo espone al rischio di tutto quello che accade nel libro. E dunque veniamo a noi. All'italia di questo gennaio 2008. Oggi S&P promuove il debito Italiano, non lo degrada come nel libro.
Il giorno in cui la Francia è fallita (e l'Italia?) titola il libro. L'italia non fallisce e risana, risponde Standard & Poors.
Academic stuff



